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bbiamo incontrato @marmant molti mesi fa, e spesso ci siamo confrontati con lei sulla fotografia, certo, ma anche su quanto stava accadendo intorno ad essa. Marta possiede una grande sensibilità e delicatezza nel “fermare attimi” e i riconoscimentiic chee staa ottenendo, nonn ultima l’esposizione di tre dei suoi lavori durante la mostra “Slow Photo” organizzata da Sifest in concomitanza con ArteFiera a Bologna, ne sono testimonianaza. Questo è anche un numero di transizione per il nostro progetto: abbiamo deciso di rendere Profilo Digitale indipendente da @ig_alessandria per permettegli di crescere e svilupparsi in modo autonomo , con importanti novità e collaborazioni. Ancora grazie per tutta l’attenzione che ci state riservando. Giuliano Abate Emilio Maccanti


CinqueCoseSuDiMe:

Sono Marta da anta, anta anni, lombarda di nascita, ma con origini emiliane, sposata, con un figlio di 16 anni. Ricordo di aver amato la fotografia da sempre, complice anche un cugino fotografo. Dopo le prime "macchinette" istantanee dell'adolescenza arriva, nella mia vita, una reflex a documentare viaggi ed emozioni con migliaia di scatti e stampe. Ma la svolta è arrivata con l'iPhone regalatomi da mio marito nel dicembre del 2011, un mese dopo il mio primo post su INSTAGRAM, una droga e allo stesso tempo un modo nuovo di concepire la fotografia come CONDIVISIONE e come evocatrice di stati d'animo. Una finestra sul mondo, apertaa su luoghii e culture lontane a volte cosÏ differenti dalla nostra. Amo degli altri, le fotografie di strada in bianco e nero, i ritratti, i minimal, l'architettura. Sono un'istintiva, non ho mai seguito un corso di fotografia e desidero da molto una reflex digitale,, prima o poi spero di fare entrambe le cose.


Ciao Marta, la fotografia ti accompagna fin dall'adolescenza: guardando i tuoi lavori si notano toni che ricordano molto l'analogico. Che rapporto hai con quest'ultimo? L'analogico è stato in effetti il mio primo vero approccio alla fotografia, era una YashicaF3 super, completamente manuale ed ha documentato le emozioni della mia gioventÚ, sostituita, in seguito, da una Nikon F50, compagna di avventure attorno al mondo e amica generosa nel donarmi migliaia di scatti dei primi anni di vita di mio figlio. Mi manca molto l'obiettivo, il dare profondità, il guardare "dentro" e l'attesa della stampa finale.


Spesso i tuoi lavori fotografano dei "luoghi" ma non ti si può certamente additare come una paesaggista. Qual'è secondo te (se pensi che ci sia) la differenza tra luogo e paesaggio? Credo che la differenza tra le due parole sia una questione di spazio e tempo: un luogo è dove ci si ferma, dove accadono cose, dove spesso lasciamo il cuore. Il paesaggio è un'immagine mutevole, una scenografia in continua evoluzione. Ma un luogo può anche essere un paesaggio e viceversa.


Quando scatti hai già in mente l'immagine che vuoi ottenere? Ci racconti il tuo stile? Si quando mi guardo attorno vedo già l'immagine che voglio ottenere, magari non nei toni o nei colori, ma il soggetto mi é chiaro. Poi a volte succede che dentro ad uno scatto trovo un lato più interessante ed è un regalo! Comunque è vera la frase che dice che le fotografie più belle sono quelle fatte con gli occhi e di quelle ne faccio costantemente! Il mio stile credo si possa riassumere in luoghi dell'anima, rami ed alberi e retro-ritratti per dare la visione di chi guarda e di cosa sta guardando.


Ci hai confessato di usare, al momento, solo l' iPhone per realizzare le tue riprese. Con quali programmi lavori per editare le immagini e cosa ti manca di più rispetto ad una reflex? Al momento uso solo il mio iPhone 4S, camera nativa e talvolta, da poco tempo, VSCOCAM che da la possibilità della messa a fuoco e dell'esposimetro. Poi per editare SNAPSEED e la recente scoperta VSCO. Lavoro molto sul contrasto, la luminosità e l'atmosfera. Ovvio che una reflex sarebbe più di soddisfazione, l'iPhone è più discreto, ma una reflex migliorerebbe la qualità delle immagini, sicuramente.


Ci regali un brano musicale, un libro ed un film che hai nel cuore? Nel mio cuore c'è un brano di Sakamoto e D. Sylvian che a proposito di cuore si intitola HEARTBEAT, un pezzo elegante ed evocativo. Un libro, sicuramente: "Voglio vivere prima di morire" di Jenny Downham per apprezzare il dono della vita ed un film: "Film Rosso" di K. Kieślowski perché nulla accade per caso e perché siamo legati da fili invisibili fatti di destino.



Profilo Digitale Febbraio 2014