Issuu on Google+


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Magazine #5: Indice Fm 13: l’attesa sale

Pag. 3

Non è ancora stata rilasciata la data di uscita di Football Manager 2013, ma c’è già grande attesa per la nuova edizione del videogame manageriale più bello del mondo...

Fm 12: top/horror

Pag. 4

Anche quest’edizione del gioco manageriale più famoso al mondo sta per finire ed è quindi l’ora di rimboccarsi le maniche per scrivere due paroline per questa rubrica...

Fmif: interview

Pag. 6

L’intervista a Marco alias Mozartinho, autore di una delle carriere più longeve e seguite di quest’anno entrata inoltre nell epic season del forum...

Fmif: 4 anni

Pag. 9

Cari lettori, Care lettrici (?), mi è stato chiesto di scrivere un articolo con parole smielate per il quarto anniversario del forum, che ricorrerà il 15 Settembre, e anche se contro voglia sto provando a inventare qualcosa...

Fm: nuovi arrivi

Pag. 10

Al pari del ramadan per gli islamici, i saldi per ogni donna, e un concerto di Justin Bieber per le bimbeminchia, ogni appassionato di calcio aspetta con ansia il calciomercato...

Riepilogo: serie a

Pag. 13

Sono bastate 2 giornate per rendere possibile un primo commento relativo a questa stagione appena cominciata che da subito ha dato tanti spunti di riflessione...

Riepilogo: europa

Pag. 15

Anche quest’anno il Borussia Dortmund si presenta ai nastri di partenza da campione in carica. La squadra di Klopp è priva del samurai Kagawa ma lo ha sostituito con Marco Reus...

2


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

FM 13: l’attesa sale Tra le novità annunciate nell’ultima settimana, quella che ha fatto storcere il naso alla maggior parte dei giocatori è l’introduzione di features acquistabili con soldi reali per facilitare il gioco.

N

on è ancora stata rilasciata la data di uscita di Football Manager 2013, ma c’è già grande attesa per la nuova edizione del

cesso nelle versioni di FM per smartphone e PSP: verranno inseriti 5 scenari particolari in cui l’allenatore dovrà mettersi alla

videogame manageriale più bello del mondo. E’ bastata una prima conferenza stampa di Miles Jacobson, direttore di Sports Interactive, per alimentare le discussioni sul nuovo FM.

prova nel breve periodo, in genere metà stagione.

Come al solito, anche quest’anno non mancheranno novità importanti: la prima è rappresentata dall’aggiunta di ‘Football Manager Classic’, una modalità pensata per chi muore dalla voglia di giocare, ma non ha abbastanza tempo per curare tutti i dettagli necessari per ottenere risultati. Con FMC l’allenatore non dovrà preoccuparsi degli allenamenti dei singoli giocatori, di dare istruzioni alla squadra o di studiare i rapporti degli avversari: molte responsabilità saranno accollate allo staff. Inoltre da quest’anno sarà disponibile anche la modalità ‘Sfida’, che ha riscosso notevole suc-

Tra i miglioramenti previsti, il primo che risalterà agli occhi sarà quello del motore grafico 3D: quest’anno tutto sarà molto più realistico, a cominciare dai movimenti dei giocatori e del pallone. Inoltre, verrà notevolmente migliorata l’intelligenza artificiale e verranno inserite nuove animazioni.

Dai primi screen trapelati si nota che a cifre irrisorie (1 dollaro) o raggiungendo determinati obiettivi si potranno attivare ‘trucchi’ che permetteranno di non essere mai licenziati, di fare mercato in qualsiasi periodo dell’anno e di abolire le restrizioni sui prestiti dei giocatori. Comunque è ancora presto per lanciarsi in giudizi definitivi. Ma di una cosa possiamo essere certi fin da ora: Football Manager sarà ancora il videogioco manageriale più bello e appassionante del mondo. Gabriele Galluccio

Come in tutte le cose, però, non ci sono solo pro, ma anche contro: diversi giocatori hanno già espresso preoccupazione per l’aumento dei requisiti minimi. Già nelle ultime due edizioni chi non aveva un pc particolarmente performante ha fatto fatica a giocare, il rischio ora è che in molti potrebbero dover rinunciare al nuovo FM. 3


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

FM 12: Top/Horror A

nche quest’edizione del gioco manageriale più famoso al mondo sta per finire ed è quindi l’ora di rimboccarsi le maniche per scrivere due paroline per questa rubrica “Top/Horror FM12”. Come ogni anno e come ogni edizione ci sono stati giocatori che ci hanno fatto segnare i goal più belli, fatto vincere le partite più difficili e fatto scalare la classifica allenatori vincendo numerosi trofei, mentre ce ne sono stati altri che non hanno rispettato le aspettative e che hanno deluso su tutta la linea. I Top e gli Horror sono molto numerosi e non è semplice fare una graduatoria, però grazie ai fedelissimi giocatori di Football Manager, che ogni anno spulciano ogni più piccolo dettaglio riguardante qualsiasi player, possiamo stilare questa classifica popolare. Top

Leandro Damião: brasiliano dell’Internecional di Porto Alegre, nato a Jardim nell’89’, Damião è sicuramente uno degli attaccanti più forti del gioco. A soli 22 anni ha già caratteristiche fisiche e mentali fuori dal comune, che lo fanno un po’ assomigliare a Rooney. Fredezza, velocità, palleggio, determinazione e forza da vero fuoriclasse e queste sue qualità valgono già oro, perché per assicurarsi questo gioiellino servono già da subito una ventina di milioni e se la fortuna non è di casa, il prezzo potrebbe alzarsi fino ai trenta. Nonostante ciò questa punta li vale tutti e ha assicurato almeno un goal a partita a tutti i giocatori che hanno puntato su di lui.

Marco Verratti: l’abruzzese è ormai scoppiato definitivamente dopo la stagione al Pescara di Zeman, ma noi amanti di FM sapevamo già da molto prima che questo talento 18enne sarebbe diventato fortissimo. Un regista vecchio stampo, considerato l’erede di Pirlo e le qualità mentali gli danno ragione. Una regia fuori dal comune, prestazioni assicurate ed un rapporto qualità/ prezzo davvero favoloso. Alla prima stagione si può già comprare per soli 2,5/3M, una cifra che anche una piccola squadretta si potrebbe permettere e se poi riesce ad avere sempre una media voto sopra il 7, segnare qualche goal e sfornare tanti assist, allora Verratti è l’affare più azzeccato del gioco.

Yaya Sanogo: la cantera francese anche quest’anno risulta la migliore e sforna dei piccoli fuoriclasse davvero a puntino. Su tutti spicca Yaya Sanogo, un attaccante col fisico ponderoso. Appena soli 18 anni, gioca nell’Auxerre in Ligue One e alla prima stagione i francesi lo mettono in lista prestito per fare esperienza. Il franco-maliano risulta davvero l’affare più concreto di FM2012, poiché durante la finestra di mercato di gennaio sarà possibile contattarlo per trattare l’ingaggio, data la scadenza imminente del suo contratto. Insomma se cercate un attaccante giovane, a poco prezzo e che vi assicuri un 15/20 goal a stagione, allora Sanogo fa decisamente per te. 4


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Horror

Alexandre Pato: il papero purtroppo a causa dei molteplici infortuni che lo condizionano nella realtà ha visto scendere notevolmente la sua integrità fisica nei valori del gioco e questo condiziona il suo stato di forma. Nonostante le qualità di un vero top-player, il basso valore fisico contribuisce all’incostanza del giocatore, che spesso e volentieri vedrete in infermeria. Infatti i giocatori di FM quest’anno si sono visti spesso costretti a cercare un affare in poco tempo per portare in prestito un attaccante che possa sostituirlo durante tutto il periodo dell’infortunio.

Peter Crouch: conosciuto per il suo colpo di testa e per i suoi 2,00 m, Crouch è da considerarsi un Flop in quel di Football Manager 2012. Sarà per l’età non più giovanissima, però il britannico non è il classico fulcro del gioco che garantisce continuità e concretezza sotto porta. Inoltre nonostante i suoi altissimi valori in elevazione, non sempre su corner c’è a rifinire per segnare un goal, anzi spesso e volentieri anche un normalissimo difensore riesce a prevalere nel contrasto aereo, cosa che non si può dire per esempio di giocatori come Andy Carroll o Ola Toivonen.

Andrea Barzagli: seppur abbia giocato una stagione da incorniciare in quella di Antonio Conte e sebbene i valori siano abbastanza buoni, Barzagli è anche lui da considerarsi un Horror di fm12. Cominciando una carriera con la Juve lo si può subito notare e viene naturale la scelta di puntare su Chiellini e Bonucci per il reparto difensivo. In molte occasioni si distrae e regala palloni invitanti agli avversari e visto che ormai ha anche la sua età, non sarebbe una cattiva idea quella di sbolognarlo a qualche altra società per 3/4M. Giuseppe La Fata

5


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

FMIF: Interview D: Cosa o chi ti ha spinto a scegliere la sfida INTERRAIL? R: Innanzitutto la voglia di mettermi alla prova, le mie carriere erano quasi sempre state un mezzo fallimento, chiudevo dopo poco e non riuscivo a raggiungere i miei obiettivi. Avere uno scopo, in questo caso ottenere l’ingresso alla classifica Interrail, era l’unico modo per portare avanti una storia e una carriera che potesse, prima di tutto, affascinare me. Poi essere riusciti ad avere un buon seguito di utenti è stato una conseguenza naturale: se ti piace quello che fai, piacerà anche agli altri. D: Perchè hai proprio iniziato dalla “Third Divison” Scozzese? C’è qualcosa di personale in questa scelta o è stata casuale? R: In uno dei miei primi Football Manager iniziai una carriera nel Partick Thistle, squadra di serie minore scozzese. Mi capitò nella scelta casuale. Quella carriera mi piacque moltissimo, l’idea di avere un campionato così combattuto con così poche squadre mi affascinava. Il Peterhead, a dire la verità, è stato scelto perché il primo anno volevo fosse leggermente più facile, veniva pronosticata come 2^ e volevo poter iniziare la sfida con qualche facilitazione maggiore. La Scozia e i campionati minori scozzesi sono affascinanti, forse i più belli nei quali abbia mai deciso di allenare! D: Spiegaci un po’ il motivo della scelta del 4-2-3-1 che ti sei portato anche nelle altre avventure. Hai usato sempre la stessa tattica o qualche volta l’hai cambiata? R: Quando Spalletti, al suo arrivo alla Roma, stravolse completamente il modo di giocare dei giallorossi, mi innamorai del suo gioco rapido, senza un vero ariete lì davanti. Il 4-2-3-1 è sempre stato una filosofia di gioco, non una vera e propria tattica. Fra l’altro, in tutte le fasi di mercato affrontare, credo una ventina in tutta la carriera, ho sempre cercato giocatori adatti a questo tipo di modulo. Il top è stato Jamil, sicuramente, giocatore che la fase offensiva di questo modulo l’ha fatta in maniera straordinaria. La tattica è sempre stata la stessa. Ho tentato, in qualche caso, il cambio di modulo, ma senza grandi risultati: ho addirittura provato per qualche partita il 4-4-2 devasto di satorox, più per sfizio che per altro, ma sono state prestazioni non in linea con la mia idea di gioco, più fluida e più ragionata. Con questa tattica sono andato avanti per tutta la carriera, non è mai stata sbagliata, neanche quando in campo ero tecnicamente inferiore, come poteva essere con il Birmingham o con lo Stoke in alcune occasioni. D: Dopo aver raggiunto la Prima Divisione con il Peterhead sei andato a Birmingham. Raccontaci la tua esperienza, all’inizio quando sei arrivato e quando hai vinto clamorosamente la Premier League e la scelta di andartene così presto. R: Prima di tutto una precisazione: l’aver lasciato il Peterhead è stato una scelta di Interrail, avrei cominciato a fare meno punti. Fosse stato per me avrei fatto altri 15 stagioni in Scozia, una squadra alla quale mi sono molto affezionato. Poi si, il Birmingham, primo semestre a campionato in corso, acquistato solamente Lenny Nangis. Periodo difficile, ma intanto la squadra cominciava a capire come muoversi. A quel punto qualche acquisto mirato, come Cork. Da lì in poi una cavalcata meravigliosa, giocavo e non capivo come 6


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

fosse possibile una cosa del genere. Si vinceva dappertutto, in campionato e in coppa nazionale, una squadra incredibile comandata da un giocatore che, nel suo ambito, era come Adam: Nangis è stato sempre una spina nel fianco per qualsiasi squadra. A campionato vinto rimanere non sarebbe stato utile, probabilmente la squadra non sarebbe riuscita a ripetersi e io avrei fatto pochissimi punti, era giusto andare via per cambiare nazione! D: Dopo aver vinto la Premier con il Birminhgham cambi completamente scenario andando al St.Patrick in Irlanda, il livello dei giocatori era nettamente inferiore, ma hai comunque portato a casa un trofeo. Come hai vissuto questo cambiamento? R: Il cambiamento è stato netto, da una realtà come il Birmingham, campione d’Inghilterra, a una squadra di livello nettamente inferiore. Era chiaro che andando via dall’Inghilterra, avendo già completato la Scozia, il livello sarebbe stato inferiore, ne ero consapevole. Forse non mi immaginavo così inferiore! Però è stato interessante, abbiamo portato a casa un trofeo e un 2° posto dietro ad un fenomenale Shamrock Rovers, squadra di un’altra categoria, che direbbe la sua forse anche in Premier League. Il successo è stato sorprendente anche qui, forse meno di quanto lo è stata la Premier con il Birmingham. Da qui poi, come si sa, sono andato via subito, campionato che volevo solamente completare in un anno e che non mi ha mai affascinato in maniera estrema. D: Dopo l’Irlanda torni in Inghilterra, dopo mesi di ricerche ti accasi allo Stoke City. E’ stata una scelta di ripiego o cercavi una squadra medio-bassa da portare in alto? R: Onestamente la scelta dello Stoke è stata un ripiego, è stato l’unico impiego che mi è stato offerto nonostante una carriera, modestia a parte, piena di trofei e di successi. Mi aspettavo qualcosa di più che non è arrivato, ma non sono deluso: siamo riusciti a costruire qualcosa di importante grazie, anche qui, ad un mercato oculato, con l’arrivo soprattutto di David Goodwillie, attaccante fenomenale. Qui è arrivato il primo successo in campo europeo, oltre che la conferma in campo nazionale, una Premier e l’Europa League, coronamento dell’Interrail in terra britannica. Ma un anno bastava e avanzava, non era una squadra per me, è stato giusto andare via subito. D: Infine, lasci la zona britannica accogliendo l’offerta della tua squadra del cuore: La Roma. Anche se potevi andare in Galles e guagnare punti per la sfida. Fosse stata un’altra squadra italiana (Milan,Juventus,Inter ecc...) avresti accettato, oppure è stata solamente una scelta di cuore? R: Al 99% non avrei accettato, sarei probabilmente rimasto in Gran Bretagna o magari sarei andato in Spagna, Francia o Germania. La Roma l’ho dovuta accettare. Per chi ha seguito la carriera, ho avuto anche qualche tentennamento, dovuto alla possibilità che gli utenti non avrebbero gradito questa scelta, ma è stata fatta tutta di cuore. Non sono riuscito a rifiutare l’offerta della Roma, fra l’altro dopo aver visto la sua situazione: in 10 anni non aveva vinto nulla, cambiando allenatori come figurine panini. L’ultimo, Unal Emery, aveva iniziato la stagione in maniera disastrosa. Rifiutare avrebbe voluto dire voltare le spalle alla mia fede, una cosa inaccettabile. Forse l’unica squadra che avrei potuto accettare in Italia sarebbe stata una di fascia medio - bassa, ma non sarebbe stato giusto per la mia carriera. 7


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

D: La carriera si chiude chiudendo il miglior ciclo vincente della storia della Roma. Quando hai capito che potevi riuscire a portare a Roma la Coppa dalle grandi orecchie? R: Dal 1927 in poi a Roma si è atteso un trofeo europeo che non era mai arrivato. Poi l’Europa League nella mia prima stagione, da non dimenticare. Nella seconda la Champions. Un trofeo inaspettato se penso all’inizio del campionato. Ma già da subito mi sono reso conto che la squadra era in grado di vincere. Robert e gli altri acquisti erano di livello assoluto, non dovevamo avere paura. Ma quando siamo andati al Camp Nou e abbiamo chiuso quella gara sullo 0-6, beh lì mi sono convinto che potevamo arrivare fino in fondo. Cosa che poi è successa, una squadra grandiosa e una cavalcata meravigliosa. Giusta chiusura per due cicli: quello con la Roma, che arriva sul tetto d’Europa, e quello di Lineker, che tocca quota 16 trofei in carriera, raggiungendo l’apice con il più importante dei trofei! D: Per chiudere l’intervista: Il momento più bello che ricordi in questa carriera? R: La terza promozione con il Peterhead, l’ultima, il momento più significativo. Sarebbe facile dire la vittoria della Champions con la Roma, ma così non è. Essere riuscito in tre anni a portare il Peterhead, piccola realtà comunale, dalla Third Division alla Premier League è qualcosa di straordinario. Il giorno della partita che ci ha consacrato campioni in First Division è sicuramente il momento più bello. Ma una menzione speciale va anche, ovviamente, alla Finale di Champions con la Roma, il punto più alto, calcisticamente parlando, di tutta la carriera: vinta in un tempo solo, 4-0, senza possibilità di controbattere. Uno spettacolo vero! Salutiamo Marco, in arte “Mozarthino” e lo ringraziamo per il tempo a noi concesso e per la bellissima carriera postata qui nel forum. Antonio Belicalli

8


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

FMIF: 4 Anni Cari lettori, care lettrici (?), mi è stato chiesto di scrivere un articolo con parole smielate per il quarto anniversario del forum, che ricorrerà il 15 settembre, e anche se contro voglia sto provando a inventare qualcosa. Scrivere non è mai stato il mio forte, per cui non aspettatevi chissà che… ma provo lo stesso. Siamo ormai giunti al quarto anno di vita di FMIF, il forum sta diventando vecchio! Ricordo ancora quando nacque tutto, con quell’MP che ricevetti da quel tale -FootballLord-, mai sentito prima di allora, ricordo ancora il suo progetto entusiasmante con cui riuscì subito a coinvolgermi, e ricordo ancora che la prima persona che scelsi di trascinare con me fu AntonioC17, un grande amico. Poi arrivarono tante altre colonne portanti del forum, ex-staffer che ancora oggi fa grande piacere vedere passare sul forum anche solo per un saluto, anche se raramente. C’è da dire che non sono stati 4 anni facili, ne abbiamo passate tante, ma alla fine ciò che conta è che siamo ancora qui, contro i pronostici di tutti! E se è stato possibile arrivare ad oggi, non è di certo merito solo mio, di Antonio o dei 10 staffer di turno… il merito è tutto vostro, utenti, siete voi la vera anima del forum! Senza utenti non esiste forum, non esiste community, non esisterebbe FMIF.. quindi ecco le parole smielate che mi sono state chieste e che devo, quindi, per forza di cose aggiungere: GRAZIE A TUTTI VOI, è davvero un onore vedere la propria creatura giungere a 4 anni di vita, GRAZIE GRAZIE! Spero anche che capiate il tono scherzoso che ho dato a questa lettera, non mi sarebbe piaciuto fare una cosa troppo seria, per cui ne è uscito questo. PS: Arrivederci al prossimo anniversario, non vedrete un mio articolo sul magazine prima di allora Con affetto (forse), il grande capo supremo in carica forever, Claudio

9


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

FM: Nuovi Arrivi A

l pari del Ramadan per gli islamici, i saldi per ogni donna, e un concerto di Justin Bieber per le bimbeminchia, ogni appassionato di calcio aspetta con ansia il calciomercato. La tranche appena conclusasi ha regalato a molti tifosi un motivo in più per piazzarsi ogni week-end davanti al televisore e seguire i movimenti della loro squadra del cuore. Questi motivi possono chiamarsi Van Persie, Hazard, Modric o T.Silva ma non sarà di loro che vi parlerò in questo spazio. Piuttosto vorrei analizzare quelli che sono stati i movimenti riguardanti possibili promesse e scommesse varie, che non sono mancate, facendo un tour itinerario per il bel paese. Partendo dall’estremo Sud, il primo che salta all’occhio è Paulo “la Joyita” Dybala, per il quale Zamparini tra tasse e commissioni ha sborsato quasi 11M di euro. Attualmente il ragazzo è in lotta per un posto tra i titolari e vedremo se Sannino (o chi per lui, visti i recenti risultati e l’animosità del presidente), punterà sul ragazzo di Laguna Larga. Rimanendo nella stessa regione punterei la lente di ingrandimento su due acquisti che si sono accasati a Catania, senza Lo Monaco (non quello di Tibete cit.) si poteva pensare che la tradizione per il Sudamerica si chiudesse, al contrario sono arrivati rispettivamente

da Argentina e Uruguay, Lucas Castro e Alexis Rolin, il costo dei due è vicino a 6M di euro ma come ci ha abituato il Catania questa cifra è destinata a salire nel giro di poco tempo. I due in patria hanno già fatto vedere buonissime cose e se supereranno l’impatto con il calcio italiano, sapranno farsi valere anche qui. Salendo un po’ lungo lo stivale ci fermiamo in Campania, dove ovviamente la regina è il Napoli che ha deciso di puntare forte su Insigne dopo l’anno strepitoso a Pescara. Sorte diversa è capitata al cileno Edu Vargas, approdato sotto il Vesuvio a Gennaio scorso, finalmente ha trovato la sua posizione nella rosa (in panchina ndr), un bello spreco per quello che doveva essere il nuovo Pocho. Ma il Napoli non finisce qui, difatti a qualche giorno dalla fine del mercato acquista per soli 3M dal San Paolo Bruno Uvini, promettentissimo centrale di difesa che inizialmente Mazzarri voleva spedire a Siena a farsi le ossa, poi capendo che la qualità del reparto difensivo partenopeo era quello che era (Aronica e Grava docet), ha pensato bene di tenerselo stretto, vedremo quanto però effettivamente toccherà il campo. Continuando il nostro viaggio si arriva a Pescara. Ora, Delli Carri, dopo aver ricevuto un assegno bello cicciotto per Verratti, ha deciso di costrutire 10


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

la squadra più scarsa del campionato, beh ci è riuscito senza troppe difficoltà. Arrivano infatti tutti giovani come: Caprari (Ahhh), Quintero (Beh), Celik (‘Azzo), Vukusic (Però), Ragusa (Urca) che per carità, potranno essere ottimi giocatori in futuro, ma buttarli così a freddo in un campionato come la A sa di suicidio.Vedremo comunque che riuscirà a fare il povero Stroppa. Ci spostiamo poco a Ovest e entriamo nella capitale. Da una parte il misto di sorpresa e curiosità infusa dall’arrivo di Vlado Petkovic (unico acquisto di Lotito in pratica), dall’altra l’entusiasmo più vivo che mai dei tifosi romanisti con il ritorno di Zeman, pronto a valorizzare come solo lui sa fare (?) i giovani arrivati. Destro, Piris, Lopez, Florenzi, sono solo alcuni dei giocatori buttati dentro dal Boemo fregandosene della carta di identità (oltre che della difesa, ma questo è un altro discorso), su di loro posso dire poco, con quell’uomo infatti non si può prevedere nulla e preferisco glissare piuttosto che fare congetture molto teoriche e poco pratiche su come andrà il loro anno. Prendiamo dunque un traghetto che ci porta sulle coste sarde, dove il Cagliari ha comprato un buon mix di giocatori già fatti come Pinilla, Dessena e T.Ribeiro (non ho specificato se fatti bene o male) e ha deciso di puntare su qualche scommessa come il terzino Avelar e Marco Sau tornato alla base dopo il prestito alla Juve Stabia. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…” diceva Dante, così come lui ci troviamo ora a metà strada, in Toscana per l’appunto, dove Della Valle ha deciso di spendere. Qui non arrivano tanti giovanissimi, ma la viola si rinforza molto tenendo anche il bilancio in positivo. Arrivano infatti giocatori navigati come Go. Rodriguez, Borja Valero e Migliaccio, insieme a

scommesse mai vinte (Aquilani) e giocatori che si affacciano per la prima volta o quasi ad un primissimo campionato come Roncaglia, Mati Fernandez e El Hamdoui. Inutile aggiungere però che il vero colpo è stato un altro: trattenere Stefan Jovetic acquistare Luca Toni. Ma in Toscana non c’è solo la Fiorentina, e il Siena con la sua penalizzazione rischierà non poco. Nonostante questo non ci sono stati grandi movimenti da quella parte e fare ironia su quei pochi che hanno preso (e ce ne sarebbe da fare fidatevi) sarebbe come sparare sulla croce rossa. Discorso analogo per il Bologna. Mercato interessante invece quello del Parma che non spende molto ma compra parecchio. Interessante Belfodil (già visto in tempi recenti al Bologna) che ha già siglato il suo primo gol tricolore e il compagno di ruolo El “Memin” Pabon, sarà da valutare anche Ninis che ha deluso all’Europeo, e Parolo che ha fatto parecchio bene a Cesena, probabilmente vedremo pochissimo il giovanissimo MacEachen, ma speriamo di vedere ancora meno la riserva degli attaccanti (Amauri). Giriamo perVenezia e arriviamo a Udine. Quest’anno l’Udinese ha fatto quello che fa sempre, vende i gioielli a grandi cifre e compra altri baldi giovani pronti alla guerra, quest’anno però il buon Pozzo si è scordato la seconda parte e ora il povero Guidolin si ritrova con “O’Mago” Maicosuel (indubbie le sue qualità magiche, l’ha fatti sparire dalla Champions in un baleno). Fortunatamente oltre a lui ci sono diamanti da sgrezzare che fanno ben sperare come Pereyra e Willians, che uniti all’eterno Di Natale e a Muriel quando tornerà, possono ancora dare delle minime speranze ai tifosi di fare una stagione dignitosa. Il Chievo come al solito lavora piano e sottotraccia e si porta a casa per due lire Papp (buone potenzialità), Rigoni (quello buono) e Stoian dalla 11


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Roma che ha ben fatto a Bari. L’Atalanta fa un altro buon mercato, trattiene Schelotto e Moralez e aggiunge elementi promettenti come Facundo Parra, Matheu e Troisi, entrato nell’affare Gabbiadini, perde però ahimè il talento infinito del Tir Tiribocchi che si accasa alla Pro Vercelli. In Luguria abbiamo un Genoa solitamente scatenato sul mercato, che quest’anno si acquieta e si accontenta di offerte come Vargas, Canini, Merkel e Borriello, pessima gestione dell’affare Velazquez che ancora oggi non si capisce dove giocherà quest’anno: Lo Monaco fa e Preziosi distrugge. La neopromossa Sampdoria invece si muove con grande abilità e riesce a far suo Maxi Lopez per un pugno di mosche, Eder, Estigarribia e l’ottimo Renan, riuscendo a trattenere anche i suoi migliori giocatori come Obiang e Poli, occhio anche a Simon Poulsen. Un’altra neopromossa è il Torino, anch’essa vuole rimanere in A e lo dimostra con un mercato anche piuttosto dispendioso, arrivano infatti Cerci in comproprietà, Gillet che è sempre una sicurezza, Sansone che ha fatto 20 gol l’anno scorso e ottimi centrocampisti come Brighi e Gazzi, insieme a loro è pronto a esplodere Stevanovic: con Ventura ci sarà da divertirci. Rimanendo a Torino spenderei due parole sul mercato della Juve. Arrivano un buon numero di giovani come Pogba, Boakye, Gabbiadini, Masi e Leali, vanno sicuramente bene come vanno bene chiaramente Asamoah e Isla pagati però forse un po’ troppo. Inoltre sono riusciti a liberarsi di quasi tutti gli esuberi eccezion fatta per Iaquinta, ma quello ormai non se lo caga nemmeno più la madre, torna alla base anche Giovinco, il suo valore è indiscusso vedremo se riuscirà a convincere tutti di meritare la maglia bianconera. La difesa è toccata marginalmente con l’arrivo di Lucio che grazie a Dio si è fatto male, ora per un po’ non potrà nuocere più di tanto. Marrone

difensore centrale è un’alternativa valida e davanti finalmente Marotta compra il tanto agognato “Top Player” Van Persie? Cavani? Dzeko? Tevez? Llorente? Mazinga? Chuck Norris? No il gigante danese Nicklas Bendtner. Non c’è che dire, la Vecchia Signora è pronta a vincere tutto con lui. A Milano stranamente, quest’anno è l’Inter che pare si sia mossa meglio. Stramaccioni ha chiesto di svecchiare e giustamente Branca gli vende Castaignos, Faraoni e Pazzini e compra Palacio e Cassano, poi rinsavisce e si libera di ingaggi pesanti come J.Cesar, Maicon e Forlan, il Napoli gli riscatta Pandev e arrivano ad Appiano Guarin e Pereira dal Porto, Silvestre dal Palermo (che ha preso Von Bergen al suo posto, mica bruscolini), Handanovic e Gargano e torna a casa Coutinho che sembra cresciuto parecchio all’Espanyol. Staremo a vedere cosa combineranno. Ultima ma non per importanza il Milan, che non comprava gente così scarsa dai tempi di Ricardo Oliveira e Helveg. Dopo che ha ceduto trattenuto Ibrahimovic e soprattuto T.Silva rafforza ulteriormente il reparto offensivo con Pazzini e Bojan. Il centrocampo composto da Ambrosini, Nocerino, Muntari, Strasser ed Emanuelson era troppo tecnico per mister Allegri che allora aggiunge Troarè (il nuovo Vieira), Constant, Montolivo (capito sì) e il dolce De Jong. Nota positiva è che rimane Boateng che però non può predicare nel deserto. La difesa con l’arrivo di Acerbi e Zapata sarà insuperabile, l’inserimento di De Sciglio porta però una ventata di gioventù, che giovi a tutto il reparto? Da valutare l’inserimento del giovanissimo Niang che potrebbe mettere qualche gettone già in questa annata che molti tifosi del Milan vedono come disastrosa. Come si dice in questi casi, chi vivrà, vedrà. Luca Angeli 12


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Riepilogo: Serie A S

ono bastate due giornate per rendere possibile un primo commento relativo a questa stagione appena cominciata che da subito ha dato tanti spunti di riflessione. Iniziamo il nostro viaggio nella Serie A dai risultati e da questa giovane classifica che mette in risalto il terzetto di testa e che evidenzia anche le prime squadre in difficoltà. Delle big si riconfermano tali Juventus e Napoli subito mostratesi superiori alle altre della categoria, mentre arrancano ancora le milanesi impigliate nella preparazione stagione e lontane dalla migliore condizione. Roma e Fiorentina sono le novità di quest’anno ed entrambe sono partite abbastanza bene, meglio i giallorossi di Zeman vincenti a Milano nell’ultima giornata, ma non va messa da parte la squadra di Montella che sta ancora carburando(10/11 dei titolari sono nuovi) e che può esplodere da un momento all’altro.

squadre, su tutte il Pescara che in due partite ha dimostrato l’inadeguatezza della rosa a questo campionato, rosa peraltro nettamente inferiore rispetto a quella precedente. Male anche il Palermo che non riesce a funzionare, ma è evidente come la squadra di Sannino sia effettivamente tra le più deboli della categoria, priva di giocatori fondamentali come Silvestre, Migliaccio e Balzaretti, ma anche di giocatori utili come Della Rocca. Stanziano dietro le due squadre penalizzate: Atalanta e Siena. I bergamaschi conquistano un punto in due partite portandosi a -1 mentre il Siena fa lo stesso ma rimane bloccata a -5. Terminata questa rapida analisi sulle squadra ci spostiamo sul

settore individuale, per la precisione sul settore giovani. Quest’anno sono stati lanciati tantissimi giovani, italiani e non, e nelle prime giornate sono arrivate risposte concrete dai ‘ragazzini’ schierati in campo. Partiamo dai già affermati Jovetic e Giovinco che si sono subito dimostrati in condizione per la stagione, il viola ha già segnato 3 reti mentre lo juventino si è permesso il lusso di segnare 2 gol nella seconda giornata candidandosi seriamente per il posto da titolare al fianco di Vucinic. Tolti loro ci sono diverse belle novità, partiamo dai nostri giovani quali De Sciglio e Immobile per citarne due; il primo sta giocando benissimo ed Allegri lo giudica addirittura al livello di Abate mentre il secondo è subito diventato la stella

Conferma invece per la Lazio e per il Catania, una lotta per l’Europa l’altra per una salvezza tranquilla. Rovesciando la classifica notiamo come ci siano presenti a 0 punti diverse 13


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

del Genoa con gol e assist. Giocano poi titolari i vari Destro, El Shaarawy, Perin, Insigne che si mettono in evidenza con ottime partite(eccetto il faraone ancora un po’ fuori condizione)

e come loro altri nostri azzurrini si conquistano di prepotenza il posto da titolare, vedi Florenzi per esempio ma anche Bertolacci e lo stesso Marrone che inizia a farsi notare da Conte. Chiusa questa parentesi nostrana passiamo ai giovani stranieri presenti da noi che segnano, giocano o almeno migliorano in vista del futuro. In evidenza Coutinho per esempio che all’esordio col Pescara ha segnato e si è dimostrato in ottima forma, ma anche il neo n.10 Merkel che al Genoa ormai è

dis che piace molto a Zeman. Discorso un po’ a parte per i nuovi difensori della Roma che ancora non sono stati analizzati adeguatamente e per il giovane Niang del Milan che si è messo in mostra più per la sua condotta fuori dal campo che dentro.

diventato titolare inamovibile così come poi altri vari giovani per esempio il greco Tachti-

non sui vecchi bolliti strapagati.

Con queste premesse il campionato italiano, oltre ad essere avvincente ed equilibrato, può diventare una cantera sforna giovani che finalmente si concentra sulle future promesse e

Stefano Antonucci

14


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Riepilogo: Europa Bundesliga: Sempre duello tra Bayern e Borussia. Ma le altre non vogliono fare da spettatori Anche quest’anno il Borussia Dortmund si presenta ai nastri di partenza da campione in carica. La squadra di Klopp è priva del samurai Kagawa ma lo ha sostituito con Marco Reus. E’ proprio del nuovo acquisto la prima rete di questa stagione, nel match d’apertura giocato dai giallo neri contro

esordire con un 3-0 sul campo del Furth. Sugli altri campi parte bene il Gladbach, che batte l’Hoffenheim per 2-1, mentre si registrano le sconfitte interne di Amburgo e Stoccarda a favore di Norimberga e Wolfsburg. Nel posticipo lo Schalke porta via un punto da Hannover. Alla Veltins Arena arriva subito

Stoccarda, segnando 6 reti tra il 32’ e il 51’.Vincono il Werder, che condanna l’Amburgo alla seconda sconfitta, e le Aspirine, e si segnalano Eintracht e Hannover per due vittorie esterne, entrambe con un poker calato. Solo la squadra di Francoforte ha tenuto il ritmo del Bayern, ed è a punteggio pieno dopo

il Werder, vinta 2-1 dai padroni di casa, a segno anche con Gotze dopo il pareggio degli ospiti. Il giorno dopo arriva la risposta bavarese. Il Bayern si è molto rinforzato in estate, sono arrivati Dante, Shaqiri, Mandzukic e Javi Martinez per una spesa di circa 80 milioni, oltre a Pizarro e Starke. Non è difficile per questo squadrone

il riscatto per i Blu Reali, che non perdono tempo e punti battendo l’Augsburg. Si fermano i due Borussia , inchiodati sul pareggio da Norimberga per Klopp e dal Fortuna Dusseldorf per Favre. Il Bayern non si lascia sfuggire l’occasione di mettersi alle spalle i tremendi ragazzini di Dortmund e in soli 20 minuti seppellisce di gol il malcapitato

sole due partite. Ma la Bundes, si sa, è un campionato equlibratissimo, negli utlimi anni sono stati veramente pochi i punti che hanno distanziato le prime squadre in classifica, prepariamoci ad un’altra corsa spettacolare al Meisterschale! Francesco De Cristofaro

Nella Liga occhio alle sorprese, in attesa della volata di Barcellona e Real Per l’ennesimo anno consecutivo la lotta al titolo di campioni di Spagna prevede come ‘partecipanti’ due delle squadre più forti al mondo, Barcellona e Real Madrid. Le prime 3 giornate di Liga però hanno disatteso i pronostici spostando l’attenzione su altri elementi quali i capricci di C.Ronaldo e la grande partenza di Maiorca e Ma-

un giudizio corretto sulle varie compagini ma è chiaro come il Barça sia già indirizzato verso la fuga con punteggio pieno al contrario di un Real partito davvero in sordina e che deve cominciare a trovare continuità di vittorie per evitare la fuga immediata blaugrana. Escluse le due big vi è una bagarre di squadre candidate a

per la Champions League ed i successivi 3 che portano all’Europa League: parte bene il Malaga, osservato speciale dell’Italia poichè avversario temibile del Milan nel girone di Champions League, che conquista due vittorie ed un pareggio; risultati che hanno messo in evidenza il sorprendente equilibrio della compagine in questione che

laga. Troppo poco per definire

ricoprire i due posti rimanenti

ha subito solamente una rete. 15


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

Stesso discorso per il Maiorca che milita a 7 punti in concomitanza con il team sopracitato dello sceicco fratello del più noto presidente del PSG, mentre le altre tre squadre di spicco galleggiano nella bassa classifica. Il Valencia è fermo con soli 2 punti in fondo alla classifica, partenza giustificabile

però considerato il terribile calendario che ha obbligato Emery a fronteggiare Real e Barça nelle prime due giornate, l’Atletico Madrid invece staziona a quota 4 punti, 3 dei quali giunti dal pesante 4-0 inflitto all’Atletico Bilbao sempre meno big e squadra che rimane appaiata a 3 punti grazie ad un singolo

successo. Per il resto un occhio di riguardo anche al miracoloso Getafe, mattatore del Real Madrid, che nella prossima giornata affronterà in casa(come contro i blancos) il Barcellona con l’intento di ripetere l’impresa riuscita contro i madrileni. Stefano Antonucci

E’ tornato il campionato più bello del mondo. Con ancora in mente il flash del Kun Aguero che consegnò il titolo al City dopo anni di sofferenza, la Premier League è tornata per regalare ancora spettacolo. Un bentornato a West Ham e Southampton, e un in bocca al lupo ad un Reading che si candida ad essere il nuovo “Swansea” del campionato 2012/2013. Paiono non sentire la crisi i club d’ Oltremanica, che hanno mantenuto tutti i gioielli e si sono impreziositi ancor di più con gli arrivi del funabolo Oscar e Hazard al Chelsea, il samurai Kagawa allo United, Maicon agli sceicchi del City che hanno manutenuto in blocco la squadra dell’ anno scorso e di Ramirez ai Saints. La prima giornata ha già regalato spettacolo e tanti gol, vedendo cadere già due accreditatissime squadre come Liverpool e Manchester United. I Red Devils, dopo aver messo in piedi una corazzata con l’ar-

rivo di Van Persie, si sono sgretolati davanti alla forza fisica e all’ organizzazione dell’ Everton di David Moyes. Clark invece dà un calcio al passato, e con il Wba ricorda a Rodgers quanto sia pesante e difficile sedere su una panchina prestigiosa come quella dei Reds. Tutto secondo i piani per Chelsea e City, che confermano le buone cose fatte vedere in preseason. Per quanto riguarda gli altri risultati, 0-0 per l’ Arsenal violet&blue, manita per Swansea e Fulham e vittoria del Newcastle contro una avversaria diretta per l’ Europa come il Tottenham. Il Chelsea, impegnato in Supercoppa, ha aperto la seconda giornata con una vittoria di misura contro il Reading, aprendo le danze ad una giornata che ha registrato anche la prima marcatura di Van Persie con la maglia del Manchester United. Altro 0-0 per l’ Arsenal e altro

intoppo per un Tottenham che con Villas Boas sembra proprio non ingranare. Il big match di giornata andava di scena ad Anfield: Liverpool contro i campioni del City. Sembrava tutto fatto per la prima vittoria degl’ uomini di Rodgers in campionato, ma le incertezze difensive hanno consegnato alla squadra di Mancini il pareggio su un piatto d’argento. Vittoriosi ancora l’ Everton al Villa Park e lo Swansea dello spagnolo Michu. Dopo gli estenuanti giorni di mercato, ci ha pensato il West Ham ad accendere la passione nei tifosi del calcio britannico nel derby londinese contro il Fulham di Dimitar Berbatov. Il bulgaro era atteso alla sfida con il rivale Andy Carroll, passato nel frattempo agli Hammers. Sfida stravinta dal bad boy inglese, che sì non ha segnato, ma con la sua forza fisica ha messo in ginocchio la difesa dei Cottagers. Una domenica in un 16


h t t p : / / f o o t b a l l - m a n a g e r . f o r u m c o m m u n i t y . n e t

certo senso tranquilla, che ha confermato il buon momento del West Bromwich e del Manchester City. Il vero spettacolo è andato scena alla domenica, quando l’ Arsenal ha passeggiato sulle macerie di Anfield Road. Marcature aperte da Podolski e chiuse da un Cazorla

che sembra essersi adattato alla perfezione agli schemi di Wenger. Ma non è finita qui, perchè ha risposto lo United al St Mary’s Stadium di Southampton: in svantaggio fino a pochi minuti dalla fine, ha riacciuffato il

risultato e conquistato la vittoria grazie ad una tripletta di un Van Persie scatenato. Siamo solamente alla terza giornata e c’è già tanta carne al fuoco. E’ la Premier League signori, mica robetta. Massimiliano Iollo

17



FMIF Magazine #5