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Speciale Natale 2016


Foto: Monica Giustina


Cristina Panizzuti

Il Natale è un argomento che mi ha sempre appassionata e quando mi è stato proposto di scrivere l’editoriale per questo “numero speciale” ne sono stata subito entusiasta e lusingata. Poi, quando mi sono seduta al computer davanti ad una bella pagina bianca di word …puf…il vuoto cosmico nella mia testa riempito solo da qualche lucina colorata traballante. Allora parliamo di lucine, giochi e Babbo Natale? Parliamo di religione, buoni sentimenti, stop al consumismo, basta il pensiero, ma che sia fatto con il cuore…parliamo di cene, pranzi, parenti, amici, colleghi… Insomma di cosa stiamo parlando? Eh non lo so mica di cosa stiamo parlando, ognuno in fondo ha il suo Natale, il suo modo di vivere questi giorni, a volte frenetici ed eccessivi, a volte più intimi e spirituali. Il Natale dove tutti siamo più buoni e cerchiamo di mettere in tavola il meglio ed il piatto più bello e più buono. Per alcuni è un’occasione per mangiare e bere smodatamente, per altri è il momento di cimentarsi in regalini home-made, oppure è finalmente arrivato il momento per sbolognare a qualcuno quel regalo tremendo della zia, che da tutto l’anno fa capolino dall’armadio... C’è il primo Natale con il proprio bimbo e tutto passa attraverso i suoi occhi, c’è il Natale in viaggio, in luoghi esotici, c’è il Natale in famiglia...il 24 dai tuoi e il 25 dai miei e il 26 vedremo. C’è il Natale degli abbracci e dei maglioni di lana con disegni improbabili e i cerchietti per i capelli con le corna da renna, una tazza di qualche cosa di caldo e tutti sul divano a fare una scorpacciata di film…sempre gli stessi tutti gli anni. I regali fatti con il cuore e quelli tanto per fare, la messa di mezzanotte, lo spumante e il panettone, carte colorate e fiocchi a non finire...a Natale perfino il Grinch alla fine si lascia conquistare. Insomma definire il Natale è difficile, perché è un vero groviglio di sentimenti e sensazioni e ogni anno si presenta a noi in modo diverso, anche se cerchiamo di ripercorrere quelle abitudini che lo rendono il NOSTRO Natale, quello che vorremmo sempre passare con le nostre persone più care. Ecco io vorrei accompagnarvi pagina per pagina in questo nostro magazine e darvi delle suggestioni su quello che per noi è il Natale, caldo e accogliente come un abbraccio, scintillante come un gioiello e puro come il cuore di un bimbo. Buon Natale amici.


Foto: Vatinee Suvimol


Speciale Natale 2016

Redazione Elisa Cima

Correzione foto:

Responsabili Progetto:

Giulia Cappelli

Valeria Valdambrini

www.latagliatellanuda.ifood.it

Stefania Casali

Simona Stentella

www.tortedellemiebrame.ifood.it

www.kappaincucina.ifood.it

Meris Carpi

Correzione bozze:

www.lanaebiscotti.it

www.lacasadelconigliobianco.ifood.it

www.lapazzacucinadimonica.ifood.it

www.angelinaincucina.com Foto specifiche:

www.notedicioccolato.ifood.it

www.notedicioccolato.ifood.it

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www.ricettefuorifuoco.ifood.it

www.athaipianist.ifood.it

www.vanigliaecannella.ifood.it

Monica Chiocca

Federica Di Marcello Emanuela Leveratto

Angelina Ti

Monica Giustina

Food&Wine/recensioni:

Vatinee Suvimol

www.bonbonlavande.ifood.it

Rosa Rutigliano

Cristina Panizzuti

www.ricordietradizioni.com

www.paneacqua.ifood.it

Federica Di Marcello Caterina Zellioli Esperto social:

Fedora D’Orazio

www.cappuccinoecornetto.com

Progetto grafico e impaginazione Giulia Cappelli

www.kappaincucina.ifood.it

Hanno collaborato Simona Anghileri

Simona Pirrone

Raffaella Caucci

www.simonacountry.ifood.it

www.biancavaniglia.ifood.it

www.profumodicannella.ifood.it

www.ricettedicultura.com

www.ricamidipastafrolla.com

www.dolcigusti.ifood.it

Alessandra Giovanile

Emanuela Martinelli Lisa Fregosi

www.mumcakefrelis.ifood.it

Foto copertina:

Rosa Rutigliano - www.ricordietradizioni.com

Illustrazioni: Cristina

Panizzuti - www.paneacqua.ifood.it

Monica Zacchia


Pag.

8

Spuntini tra Amici Pag.

16

Insolite Bollicine Pag.

22

Sciroppi

Pag.

28

Ghirlanda di Pane Pag.

32

Fluffosa di Natale


Pag.

36

DIY: Pon Pon Pag.

56

Patè Pag.

64

DIY: Biglietto Christmas card

Pag.

68

Tavole Natalizie Pag.

74

Profumo di Miele e Spezie


Spuntini tra amici


Foto: Raffaella Caucci


10 - iFoodStyle Natale 2016

Emanuela Martinelli

Chips colorate di verdure al forno

Ingredienti x 4 persone 2 patate gialle medie 1 fetta di zucca gialla 3-4 carote viola 4-5 foglie di salvia 1 rametto di rosmarino olio extravergine di oliva q.b. sale marino integrale q.b. paprika piccante q.b.

Lavate ed asciugate tutte le verdure, sbucciate le patate e le carote. Tagliate tutte le verdure con la mandolina, perché devono essere sottili e dello stesso spessore. Passate le patate sotto l’acqua corrente molto calda, quindi scolatele e asciugatele. Adagiate le patate sopra un foglio di carta forno nella teglia, senza sovrapporle, conditele con olio, sale e foglie di salvia

spezzettate, quindi infornatele a 130-140°C per 40-50 minuti. Togliete le patate dal forno e trasferitele in un piatto a raffreddare e diventeranno croccanti. Ripetete la stessa operazione con la zucca, cospargendola con i rametti di rosmarino, e successivamente con le carote cosparse di paprika. Servite le chips di verdura come aperitivo o come stuzzichino a metà pomeriggio.


iFoodStyle Natale 2016 - 13

Raffaella Caucci

MUFFIN SALATI AL COTECHINO con salsa al parmigiano

Ingredienti x 10/12 muffin per i muffin

200 ml di latte 150 g di farina tipo 0 100 g di cotechino precotto 50 g di Parmigiano grattugiato 40 ml di olio di oliva 2 uova ½ bustina di lievito istantaneo per torte salate

Preparate innanzitutto la salsa in modo che possa addensarsi raffreddando. In un pentolino dal fondo spesso, portate ad ebollizione la panna, togliete dal fuoco e versate gradualmente il Parmigiano, mescolando con una frusta. Rimettete il pentolino su fiamma bassa, sempre mescolando, fino a far sciogliere completamente il formaggio, poi spegnete e lasciate raffreddare. In un robot da cucina trasferite tutti gli ingredienti umidi per i muffin: uova, latte e olio. Aggiungete anche una spolverata di pepe e frullate. Inserite nel boccale il cotechino a fette e frullate in modo da sbriciolarlo completamente. In una ciotola setacciate la farina e il lievito, poi aggiungete anche il sale e il Parmigiano.

1 cucchiaino raso di sale pepe nero macinato fresco

per la salsa

200 ml di panna fresca 150 g di Parmigiano grattugiato rosmarino fresco gherigli di noce qb

Versate le polveri nel boccale insieme agli ingredienti umidi e frullate qualche secondo. Appena il composto risulterà amalgamato, distribuitelo all’interno di stampi per muffin in silicone (oppure di alluminio dopo averli unti e infarinati) riempiendo ogni formina per ⅔ del volume. Fate cuocere in forno statico, preriscaldato a 200°C, per circa 20 minuti, monitorando il livello di doratura (vale la prova stecchino). Sfornate i muffin e trasferiteli su una gratella. Tritate grossolanamente le noci e ricavate qualche ago dal rosmarino . Sistemate i muffin ancora tiepidi su un piatto da portata e serviteli insieme alla salsa al parmigiano, ai gherigli di noce e qualche ago di rosmarino fresco.


14 - iFoodStyle Natale 2016

Emanuela Martinelli

Cannoli di sfoglia alla ricotta e pistacchi Ingredienti x 4 persone 2 rotoli di pasta sfoglia rettangolari ½ kg di ricotta di mucca fresca 5 cucchiai di zucchero semolato 50 g di granella di pistacchio scorza grattugiata di 2 limoni bio zucchero a velo q.b.

Stendete la pasta sfoglia sopra un piano da lavoro e tagliatela a striscioline dell’altezza di 1 cm circa dal lato corto. Ungete i coni di acciaio con dell’olio, quindi rivestiteli con la pasta sfoglia. Adagiate i coni su una teglia foderata di carta forno, spennellateli con dell’acqua e cospargeteli di zucchero a velo. Fate cuocere i cannoli in forno caldo a 180°C per circa 10-12 minuti, o fino a che avranno assunto un bel colore dorato.

Sfornate, estraete i cannoli dai coni e lasciateli raffreddare. Nel frattempo preparate la crema di ricotta, aggiungendo a quest’ultima lo zucchero e la scorza grattugiata dei limoni. Amalgamate bene quindi usate la crema per farcire i coni di sfoglia. Chiudete i cannoli con la granella di pistacchi e riponeteli in frigo fino al momento di servirli.


INSOLITE BOLLICINE Caterina Zellioli


iFoodStyle Natale 2016 - 17

Il periodo natalizio porta con sé bottiglie stappate, serate spumeggianti, brindisi in bicchieri eleganti allo scoccare della mezzanotte, famiglie che si riuniscono intorno ad una tavola imbandita. Non c’è Natale o Capodanno che si rispetti senza una buona bottiglia di spumante, da assaporare insieme ad amici e parenti, che sia di buon auspicio per l’anno nuovo che sta per arrivare. Ma quale bottiglia scegliere per stupire i nostri amici al veglione del 31 Dicembre? Quale spumante regalare allo zio appassionato di vini? Per il panettone e il pandoro è meglio scegliere un vino spumante dolce o secco? Cosa significa Metodo Classico? Se volete avere tutte le risposte a queste domande venite con me in questo viaggio da Nord a Sud alla ricerca dei più insoliti spumanti italiani, durante il quale vi darò anche qualche cenno tecnico che vi aiuterà nella scelta delle vostre bottiglie preferite. Partiamo innanzitutto con qualche precisazione: la differenza tra Metodo Classico e Metodo Charmat. Quando si legge in etichetta “Metodo Classico” significa che quel vino è stato prodotto con la rifermentazione in bottiglia. Questa tipologia di spumantizzazione ci permette di ottenere bollicine di elevata qualità, eleganti e dal perlage molto persistente. Le bollicine vengono create direttamente in bottiglia e ciò significa che lo zucchero e i lieviti aggiunti attivano una seconda fermentazione alcolica, producendo così l’anidride carbonica che, trattenuta forzatamente in bottiglia, conferisce al vino la spuma. Pertanto si procede con la produzione del vino base, che fa la sua prima fermentazione in modo classico, dopodiché viene aggiunta una miscela di vino, zucchero e lieviti selezionati, la cosiddetta “liqueur de tirage”, che fa partire la seconda fermentazione in bottiglia.

Il vino viene poi imbottigliato, sigillato con il tappo a corona e lasciato riposare in bottiglia per un periodo che può arrivare fino a 2-3 anni, o anche oltre in caso di “riserve”. Le bottiglie sono conservate sulle pupitres, in posizione orizzontale. Ogni giorno viene effettuato il remuage: ogni bottiglia viene ruotata di un quarto di giro, fino ad arrivare in posizione verticale, a testa in giù, per far sì che tutti i lieviti si raggruppino vicino al tappo. In seguito il collo della bottiglia viene congelato, si stappa velocemente la bottiglia e in questo modo il cilindretto gelato che contiene i lieviti viene automaticamente espulso dalla pressione, facendo sì che il vino diventi limpido e brillante (sboccatura). La bottiglia viene rabboccata con la cosiddetta “liqueur d’expedition”, costituita da vino, zucchero e acquavite (ma la ricetta è quasi sempre segreta!), per colmare la quantità di liquido espulsa con la sboccatura. Il vino viene ora tappato con il classico tappo a fungo in sughero completo di gabbietta ed è pronto per essere venduto.


18 - iFoodStyle Natale 2016

In base alla quantità di zucchero inserita metodo classico si classificano in: Pas dosé Brut nature Extra Brut Brut Extra Dry Dry o Secco Demi-sec o abboccato Doux o Dolce Il Metodo Charmat - conosciuto anche come metodo Martinotti, dal nome di Federico Martinotti che lo inventò prevede la rifermentazione del vino direttamente in autoclave. Questo metodo è sicuramente più industriale rispetto al Metodo Classico ed i vini che ne derivano sono di qualità inferiore e più semplici. La lavorazione è molto più veloce e per questo motivo nel vino sono riconoscibili i profumi propri del grappolo d’uva. É il metodo che viene utilizzato, ad esempio, per produrre il Moscato e il Prosecco. I tempi e i costi della lavorazione sono molto inferiori, pertanto anche il prezzo finale della bottiglia risulterà diverso.

nella liqueur d’expedition, gli spumanti quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l quantità di g/l

<1 <3 <6 <15 12-20 18-35 33-50 >50

Con il Metodo Charmat si possono quindi ottenere sia vini dolci che secchi. Un’ultima nota: la scuola dell’abbinamento cibo-vino vuole che con una portata dolce venga servito un vino dolce, perché meglio si abbina alle caratteristiche del piatto. Ma ciò non toglie assolutamente che possiamo seguire il nostro gusto personale. Ora che la teoria è più chiara, vorrei elencarvi una serie di bollicine un po’ insolite, che potrete portare sulle vostre tavole durante le feste, per stupire ed incuriosire i vostri ospiti.


Partiamo dal Piemonte. Qui esiste la realtà dell’Alta Langa docg, di cui uno dei maggiori esponenti è Enrico Serafino, che produce uno spumante Metodo Classico a base di Pinot nero e Chardonnay, che riposa 36 mesi sui lieviti e presenta un bouquet delicato e armonioso, un perlage minuto, intenso e persistente e un sapore gradevolmente secco e sapido. Parlando di vini dolci invece, a Mango, in provincia di Cuneo, c’è Cascina Fonda che produce uno strabiliante Asti spumante Metodo Classico dolce docg “Driveri” prodotto con uve Moscato Bianco di Canelli e lasciato rifermentare sui lieviti per ben 60 mesi. In questo caso quindi abbiamo una produzione insolita: il Moscato che comunemente viene prodotto con il Metodo Charmat qui è creato con il Metodo Classico. Si ottiene un vino molto interessante, dal colore giallo paglierino brillante con lievi riflessi dorati, una spuma fine ed un perlage persistente. Il profumo è intenso, aromatico, con note che vanno dalla salvia ai canditi, frutta esotica, miele e crosta di pane. Perfetto con la pasticceria secca, il panettone e la torta di nocciole tipica delle Langhe. Scendiamo in Liguria e troviamo una chicca: l’azienda Bisson, produce “Abissi”,

uno Spumante Metodo Classico che viene lasciato maturare per 18 mesi in gabbie d’acciaio sul fondale marino, a 60 metri di profondità e a una temperatura costante di 15°C, in penombra. Il vino è prodotto con uve Bianchetta genovese, Vermentino e Pigato, al largo della Baia del Silenzio a Sestri Levante. Colore giallo paglierino pieno, perlage fine e persistente, profumo intenso con ampio bouquet che varia tra il muschiato e il salmastro, sapore secco, lungo e di spiccata mineralità. Se ci spostiamo in Lombardia, al di fuori dei classici Franciacorta, troviamo Casa Caterina, che produce uno Spumante Metodo Classico Brut Rosè “Antique”: prodotto con Pinot Meunier 100%, è un vino naturale e biodinamico, molto interessante e diverso dai soliti Franciacorta. In Veneto, più precisamente in provincia di Verona, entriamo nel territorio dei monti Lessini, dove viene prodotto un altro vino spumante, che ricade sotto la doc Lessini Durello Metodo Classico. Qui troviamo un vino spumante prodotto con uve Durella e Pinot nero, di cui uno degli esponenti è l’azienda Marcato con il suo Lessino Durello 60 mesi, perfetto con ostriche, crostacei ma anche a tutto pasto.


Il Trentino è la patria del Trento doc Metodo Classico e per questa denominazione voglio presentarvi l’azienda Maso Martis di Martignano (TN), che produce il Madame Martis Brut Riserva, a base di Pinot nero, Chardonnay e Pinot meunier. Solamente 1000 bottiglie per annata per questo Metodo Classico millesimato (ossia prodotto con le uve di una sola annata), che l’azienda produce solamente con le proprie uve migliori. Se saliamo in Alto Adige troviamo le cosiddette bollicine delle Dolomiti: l’azienda Arunda sektkellerei produce spumanti dell’Alto Adige a 1200 metri di altitudine, il che permette di dare ai loro vini l’appellativo di bollicine più alte d’Europa. Voglio menzionarvi il Metodo Classico Rosè Brut “Reiterer & Reiterer” prodotto con Pinot Bianco, Pinot Nero e Schilcher, anche detto Blauer Wildbacher, vitigno tipico della Stiria, una regione dell’Austria. Vi riporto ciò che si dice sul loro sito, perché le preparazioni abbinate sono veramente particolari: “Gnocchi d’olive con pomodori secchi, basilico e pompelmo, Carpaccio di porcini dell’Alto Adige con Speck e mirtilli neri, Lasagnette di code di rospo, zucchini, olive e carciofi”. Un’apoteosi del gusto. Scendiamo in Emilia Romagna ed entriamo nel territorio dove è il Lambrusco a farla da padrone. Qui Cantina della Volta produce un Lambrusco di Modena Spumante doc Metodo Classico Brut “Trentasei”, utilizzando solamente uve Lambrusco di Sorbara di prima qualità e lasciando maturare il vino per 36 mesi sui lieviti. Il colore di questo vino è rosso rubino intenso e brillantissimo, mentre al naso sono riconoscibili sentori di marasche, ribes e rosa selvatica.

Saltiamo a piè pari nelle Marche, dove incontriamo due prodotti molto interessanti. Uno spumante Metodo Classico Millesimato pas dosè Verdicchio dei Castelli di Jesi doc di Vallerosa Bonci, che matura sui lieviti per 36 mesi e presenta profumi che ricordano la nocciola e i fiori bianchi. Ottimo a tutto pasto ma anche come aperitivo. Nel panorama degli spumanti dolci invece troviamo la Vernaccia di Serrapetrona docg della rinomata azienda Alberto Quacquarini. É l’unico vino italiano spumante rosso che può fregiarsi della docg ed è inoltre particolare perché è un vino che fermenta 3 volte: la prima volta in vendemmia, la seconda durante l’appassimento delle uve e la terza in autoclave, per la presa di spuma. La superficie vitata dedicata alla Vernaccia nera è di soli 66 ettari in totale. Il colore di questo vino è rosso rubino vivace, con un perlage ricco e persistente. Ben si abbina a paste secche, ottimo anche da solo come vino da meditazione.


iFoodStyle Natale 2016 - 21

La Puglia ci regala lo Spumante Nature “La Dama Forestiera” di d’Araprì. Siamo in provincia di Foggia e in questo caso vengono utilizzate uve Montepulciano e Pinot Nero, due vitigni molto insoliti per questo territorio. Il vino è prodotto solamente nel formato Magnum e le bottiglie riposano almeno 5 anni nelle cantine dell’azienda (48 mesi sui lieviti). Ottimo con preparazioni classiche della cucina mediterranea. Il colore è giallo oro e il perlage molto fine.

dolce dell’impasto e la sua aromaticità agrumata si sposa con il basilico. É molto secco e pertanto cerca succulenza nella pizza, ma con poco pomodoro.

Nella vicina Campania troviamo il miglior vino da abbinare alla pizza (e l’ha detto due secoli fa Alexandre Dumas): stiamo parlando dell’Asprinio di Aversa Metodo Classico Extra Brut dell’azienda Grotta del Sole di Quarto (NA). Prodotto con uve Asprinio al 100%, fermenta per 36 mesi sui lieviti. La sua acidità tipica contrasta in modo efficace la grassezza della mozzarella sia cotta che cruda. Le bollicine sono perfette con la tendenza

Per finire questo viaggio molto interessante da Nord a Sud, voglio portarvi nelle mie terre, in Alto Piemonte, in provincia di Novara, dove esistono due produttori che spumantizzano il Nebbiolo. L’azienda Ca’ Nova di Giada Codecasa, situata a Bogogno (NO) all’interno del Golf Club, produce il suo Spumante Metodo Classico Extra Brut Jad’Or: Uve Nebbiolo in purezza, riposa per 15 mesi sui lieviti; ha un bel colore rosa fragola brillante. Il perlage è fine e persistente, al naso presenta tipici profumi di frutti rossi. Ottimo con fritture di pesce, crostacei e preparazioni a base di salmone. Perfetto anche come aperitivo. Il secondo esponente di questo territorio che voglio nominare è l’Azienda Vitivinicola Enrico Crola di Oleggio (NO). Enrico produce il suo Spumante Metodo Classico “Hallé Rosé”, ottenuto da uve Nebbiolo al 100%. Prodotto solamente con le uve di prima maturazione, ha un delicato colore rosa antico che si avvicina alla buccia di cipolla. Questa azienda, nata nel 2009, è stata la prima a produrre un Nebbiolo spumantizzato in Alto Piemonte, del quale sono disponibili solamente 2000 bottiglie per annata.

Arriviamo in Sicilia e saliamo sulle pendici dell’Etna, dove incontriamo la Cantina Murgo, che produce un Nerello Mascalese Brut Metodo Classico. Primo spumante prodotto da questo vitigno, non è molto carico di colore ma presenta una grande acidità. Vino di carattere, fine ed elegante.

Il mio viaggio si conclude qui. Un viaggio in quella che è la nostra bella ed affascinante Italia spumeggiante e che ci porta a conoscere piccole realtà produttive, a volte insolite, a volte un po’ più scontate, ma sempre e comunque di grande qualità.


Foto: Elisa Cima


Sciroppi


Lo sciroppo alla mela è ottimo come sostituto dello zucchero nei dolci, come dolcificante nelle bevande calde e nella preparazione dei drink.


iFoodStyle Natale 2016 - 25

Elisa Cima

SCIROPPO ALLA MELA Ingredienti 300 g di zucchero 300 ml di acqua 1 mela verde Granny Smith Versate lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso. Unite lâ&#x20AC;&#x2122;acqua e ponete il pentolino su fuoco medio. Fate sciogliere tutto lo zucchero e, appena lâ&#x20AC;&#x2122;acqua arriva a bollore, nite la mela grattugiata. Abbassate la fiamma e lasciate sobbollire dolcemente per circa 7 minuti. Fate intiepidire quindi passate lo sciroppo attraverso un colino a maglie fini. Custodite in bottigliette di vetro e conservate in frigorifero.


iFoodStyle Natale 2016 - 27

Elisa Cima

SCIROPPO ALLA CANNELLA Ingredienti 300 ml acqua 300 g zucchero semolato 3 stecche cannella Versate lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso. Coprite con lâ&#x20AC;&#x2122;acqua e unite le stecche di cannella. Fate sciogliere bene lo zucchero a fiamma media e portate a bollore. Abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire dolcemente per 5 minuti. Spegnete la fiamma, spostate il pentolino e lasciate raffreddare. Filtrate lo sciroppo dalle stecche di cannella utilizzando un colino. Versate in bottigliette di vetro.

Potete utilizzare lo sciroppo per preparare drinks, dolci e anche per aromatizzare il vostro caffè.


Foto: Raffaella Caucci

Ghirlanda di pane tutorial


Raffaella Caucci

GHIRLANDA SPEZIATA DI PANE DOLCE ALLA FRUTTA E VIN BRULÈ Ingredienti x 4 persone per il pane

200 g di farina tipo 0 150 g di farina integrale 150 ml di acqua 100 ml di vin brulè 30 g di burro + quello per farcire 40 g di nocciole tostate 40 g di arancia candita a cubetti 1 mela renetta il succo di ½ limone 8 g di lievito di birra fresco 1 cucchiaino di miele 1 cucchiaio raso di sale zucchero di canna qb

cannella in polvere qb 1 uovo + un goccio di latte per spennellare vin brulè (75 cl) 1 bottiglia di vino rosso 170 g di zucchero semolato 100 ml di acqua ½ limone non trattato ½ arancia non trattata 1 stecca di cannella 2 chiodi di garofano 3 stelle di anice un pizzico di noce moscata


iFoodStyle Natale 2016 - 31

Per il vin brulè: tagliate a fette gli agrumi ben puliti; versate il vino e l’acqua in una pentola capiente, aggiungete lo zucchero, la frutta, le spezie e portate a bollore mescolando. Dopo circa 5 minuti spegnete e fate intiepidire. Per la ghirlanda di pane, in una ciotola capiente versate l’acqua e scioglietevi il lievito di birra insieme al miele. Aggiungete le farine a pioggia, amalgamando, e proseguite con il vino tiepido. Aggiungete, infine, il sale e il burro morbido a pomata. Impastate per una decina di minuti, coprite e fate riposare un quarto d’ora circa: questo renderà l’impasto più elastico e lavorabile. Riprendete il composto ed impastatelo per altri 15 minuti, ripiegandolo ripetutamente su se stesso. Trasferite la pasta in una ciotola, copritela con un foglio di pellicola da cucina e fatela lievitare in luogo riparato per circa 1 ora, fin quando avrà raddoppiato il suo volume. Sbucciate e tagliate la mela a cubetti, mettetela in una ciotola e spruzzatela con il succo di limone; cospargete i cubetti con zucchero di canna e una generosa spolverata di cannella e mescolate. Infarinate leggermente un piano da lavoro e stendete l’impasto con un matterello, in modo da ottenere un rettangolo stretto e lungo, spesso circa 4 mm. Trasferite il rettangolo di pasta su un foglio di carta forno, spennellate la superficie con una noce di burro fuso (non bollente) e cospargetela con le nocciole precedentemente tritate, l’arancia candita e la mela sgocciolata. Distribuite ancora un velo di zucchero di canna ed un po’ di cannella. Aiutandovi con la carta forno, avvolgete il rettangolo su se stesso, partendo dal suo lato più lungo, fino a formare un rotolo. Incidete il rotolo al centro per tutta la lunghezza, lasciando intatto soltanto qualche centimetro di una delle due estremità. Con delicatezza e mano ferma, intrecciate le due metà del rotolo, mantenendo gli strati aperti verso l’alto, infine richiudete le due estremità della treccia, in modo da formare una ghirlanda circolare, ed esercitate una leggera pressione. Trasferite la ghirlanda su una teglia, facendo scivolare delicatamente la carta forno. Spennellate la superficie con poco burro fuso,

coprite con un foglio di pellicola e lasciate lievitare in luogo riparato (es. forno spento) per circa 40 minuti, o comunque fin quando il pane avrà visibilmente aumentato il suo volume. Sbattete un uovo con un goccio di latte ed utilizzate il miscuglio per spennellare la superficie della ghirlanda. Cuocete su livello medio del forno statico, preriscaldato a 180°C, per circa 40 minuti, monitorando il livello di doratura. Sfornate e trasferite delicatamente il pane su una gratella. Fate raffreddare completamente prima di tagliare e servite insieme ad una tazza calda di vin brulè.


FLUFFOSA di NATALE

Foto: Monica Zacchia


iFoodStyle Natale 2016 - 35

Monica Zacchia

Fluffosa di natale Ingredienti x stampo chiffon cake 18 cm per la fluffosa 160 g di farina 40 g di cacao amaro 200 g di zucchero di canna fine 4 uova bio 86 g di caffè della moka 86 g di olio di semi 1 bustina di lievito per dolci 1 bustina di cremor tartaro (8 g)

10 g di spezie miste per dolci (opzionale) cannella, cardamomo, zenzero, coriandolo, pepe nero per la meringata 180 g di albume pastorizzato (o circa 5 albumi) 400 g di zucchero a velo Qualche goccia di limone Cannello per dolci per la finitura

Per la torta: Separate i tuorli dagli albumi. In una grande ciotola setacciate insieme la farina, il cacao, il lievito, lo zucchero e le spezie. Al centro fate un buco e versate i tuorli. Emulsionate in un bicchiere o in una brocca il caffè con l’olio, mescolando con una forchetta. Versate la miscela nel composto di farina. Mescolate tutto con una frusta a mano giusto il tempo di amalgamare gli ingredienti. Montate ora gli albumi a neve ferma con il cremor tartaro e inseriteli in due volte nell’impasto mescolando con una frusta a mano, amalgamando bene il composto. Versate ora nello stampo apposito senza imburrare né infarinare. Cuocete a 150° per 1 h 15 minuti. Estraete dal forno e capovolgete la torta a testa in giù sui piedini dello stampo. Fate freddare completamente. Tagliatela in due dischi. Per la copertura: Al momento di decorare la torta montate gli albumi a neve fermissima con 3 gocce di limone; inserite poi in due volte lo zucchero a velo abbassando la velocità della planetaria o dello sbattitore elettrico fino ad ottenere una massa stabile. Spalmate una parte della meringa su un disco della torta e sovrapponete l’altra metà. Ricoprite ora completamente la fluffosa con la meringa e utilizzate il cannello per dolci per caramellizzare i ciuffi intorno ai bordi e sul top. Preparate ora il caramello versando l’acqua in un pentolino dal fondo spesso e poi lo zucchero. Fatelo cuocere a fuoco basso senza girarlo fino a che assumerà un colore ambrato, ci vogliono circa dieci minuti. Quando è pronto toglietelo dal calore e aspettate qualche minuto prima di utilizzare i rebbi di una forchetta e passare il caramello dall’alto sopra a tutta la torta. Cospargete poi con palline di zucchero dorate e decorate con ribes rosso.

per la finitura Palline di zucchero dorate Ribes Per il caramello 200 g di zucchero semolato 2-3 cucchiai di acqua

NOTE: ● Preparate la torta il giorno prima così si fredda completamente ed è più facile tagliarla e decorarla. ● Prima di decorare con il caramello proteggete il tavolo con un foglio di carta forno e ponete la torta al di sopra. ● Per pulire il pentolino dal caramello basterà riempirlo di acqua fredda senza strofinare. Ogni tanto cambiatela fino a che sarà perfettamente pulito.


DIY: PON PON

Foto: Simona Anghileri


38 - iFoodStyle Natale 2016

Simona Anghileri

DIY: PON PON Cosa serve? un cartoncino cm 10x10 un compasso filo di spago - cm 20 per ogni pon pon forbici possibilmente molto appuntite

tulle nel colore che preferite – strisce da cm 6 x 250 per ogni pon pon 1 filo di luci

1. Con il compasso disegnate sul cartoncio un cerchio del diametro di 8 cm e al suo interno un secondo cerchio del diametro di cm 2,5. Ritagliare il cerchio esterno e anche quello interno.

4. Iniziare ad arrotolare il vostro tulle intorno al semicerchio. Cercate di coprire tutto il cartoncino muovendovi da una parte all’altra e mantenete il tulle ben stretto.

2. Piegate il cerchio a metà e, sulla piega, fate due piccoli tagli (circa cm 0,5) partendo dal cerchio interno verso l’esterno. Queste fessure vi permetteranno di fissare il filo durante la costruzione del pon pon.

5. Fermate il filo e con le forbici appuntite tagliate il tulle passando nella fessura tra i due semi cerchi. Fissate con un nodo molto stretto lo spago e togliete il pon pon dal semi cerchio

3. Infilate (come da foto 2) un pezzetto di spago o filo forte all’interno della piega lasciando fuoriuscire le estremità che serviranno per fissare il vostro pon pon.

6. Aprire bene con le mani il pon pom e verificate nuovamente di aver stretto forte il nodo. 7. Fissate ogni pon pon alle luci sul vostro filo (io ho alternato pon pon e lucine) ed usatela per addobbare il vostro albero di Natale.

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Potete usare questo filo di luci e pon pon anche per decorare una finestra, una madia, un corrimano di una scale. Potete anche creare un bellissimo punto luce per un angolo di casa infilando il tutto in un bel vaso di cristallo. Se vi piace lâ&#x20AC;&#x2122;idea potete usare il filo di luci e pon pon per decorare la tavola delle feste. Stendetelo al centro del tavolo e preparate dei mini pon pon come segnaposto per ogni commensale.


Il Gusto della Terra Ingredienti:

La ricetta di iFood

- 113 food blogger - 9 gruppi di prodotti essenziali - 4 portate - 115 ricette

Preparazione:

Prendete il più grande gruppo di food blogger italiane. Mettete a disposizione 9 gruppi di prodotti essenziali della Terra, alimenti di uso comune in tutto il Mondo: dal riso alle spezie, dalla frutta esotica al tè, senza tralasciare legumi e semi oleosi. Mescolate il tutto con un’abbondante dose di passione e un pizzico di eleganza, aggiungete una grattugiata di originalità e otterrete 115 ricette. Separatele in 4 portate, dagli antipasti ai dessert. Fotografate con cura e adagiate su carta patinata. Servite il tutto come entrée, perchè grazie ad iFood questa sarà solo la prima portata di un lungo e delizioso banchetto.

Il primo volume della collana iFood dedicato al mondo del cibo. Scritto da 113 food blogger appartenenti alla community delle Blogalline, in parte oggi confluite in Ifood.it, una nuovissima e innovativa realtà editoriale italiana online lanciata di recente da NetAddiction. Con la nascita del portale iFood.it, che raccoglie in un solo corpo, l’anima editoriale di 200 appassionate food blogger, arriva anche sulla carta stampata un assaggio della loro capacità di trasmettere professionalità e passione in cucina con l’estrema cura degli ingredienti, delle preparazioni e della fotografia. Il Gusto della Terra raccoglie ben 115 ricette divise per macro categorie, 9 capitoli per 9 gruppi di prodotti, costruite con ingredienti semplici e di largo consumo, provenienti da coltivazioni di tutto il mondo, principalmente da Paesi in via di sviluppo. Con le ricette presenti in questo volume, le food-blogger si sono volute prefissare l’obiettivo di utilizzare e rivisitare in maniera differente questi cibi comuni della tradizione proponendo pietanze originali e raffinate. Il progetto editoriale è stato curato da Cristina Panizzuti e Lina D’Ambrosio, con l’introduzione dello Chef Luca Montersino. Parte del ricavato della vendita del volume verrà donato alla Fondazione Banco Alimentare.


Foto: Monica Giustina


Foto: Lisa Fregosi


Foto: Monica Giustina


Foto: Rosa Rutigliano


Foto: Elisa Cima


Foto: Elisa Cima


Foto: Monica Giustina


Foto: Lisa Fregosi


Foto: Elisa Cima


Foto: Rosa Rutigliano


Foto: Vatinee Suvimol


Paté


Foto: Caterina Zellioli


Alessandra Giovanile

PatĂŠ di sgombro Ingredienti x 4 persone 200 g di sgombro sottâ&#x20AC;&#x2122;olio 100 g di caprino fresco 1 ciuffetto di erba cipollina 1 rametto di timo 1 limone


Scolate lo sgombro e mettetelo nel frullatore tenendo da parte un filetto. Aggiungete la scorza grattugiata di mezzo limone e un cucchiaino di succo. Frullate insieme al formaggio caprino. Aggiungete le erbette aromatiche e il filetto tenuto da parte, solo spezzettato con la forchetta. Servite con pane integrale alla frutta secca, leggermente tostato in forno.


iFoodStyle Natale 2016 - 61

Raffaella Caucci

PATÈ DI CAROTE ALLO ZENZERO E MIELE CON MANDORLE SALATE Ingredienti x 4 persone 400 g di carote 60 g di burro 40 g di mandorle salate 2 cucchiai di miele di acacia 1 radice di zenzero fresco ½ cipolla ramata pepe nero macinato fresco brodo vegetale bollente

Tritate in maniera non troppo fine le mandorle, avendo cura di tenerne da parte qualcuna per la decorazione finale. Pelate le carote e tagliatele a rondelle. Mondate la cipolla ed affettatela finemente. In una capiente padella antiaderente, sciogliete una noce di burro presa dal totale. Aggiungete la cipolla, le carote e fate appassire. Aggiungete una generosa grattugiata di zenzero fresco, una macinata di pepe e salate. Sfumate con il brodo, poco per volta, avendo cura di aggiungerne un goccio solo quando il precedente sarà evaporato, come per un risotto. Quando le carote risulteranno cotte, ma ancora sode, ed il fondo di cottura asciutto, spegnete e trasferite in un robot da cucina.

Aggiungete il miele e il burro restante a pezzetti piccoli . Frullate in modo da ottenere una pasta. Trasferite in una ciotola pulita ed aggiungete le mandorle tritate. Amalgamate con una paletta di legno. Rivestite con pellicola alimentare una ciotola del diametro di circa 10 cm, riempitela con il patè e compattate con il dorso di un cucchiaio di legno, livellando la superficie. Fate raffreddare completamente, riponete in frigorifero, coperto con un foglio di alluminio, e lasciate riposare per almeno 8 ore. Capovolgete il patè su un piattino da portata. Rimuovete delicatamente la pellicola, decorate con qualche mandorla intera e fettine sottili di carota ricavate con il pelapatate. Tenete in frigorifero fino al momento di servire.


62 - iFoodStyle Natale 2016

Caterina Zellioli

PATÉ DI FAGIANO Ingredienti x 800 g 1 fagiano 200 g di burro 200 g di lonza 100 g di prosciutto crudo 1 bicchierino di brandy 1 carota 1 gambo di sedano 1 cipolla piccola 2 foglie di salvia 1 rametto di rosmarino olio d’oliva sale e pepe

Iniziate col disossare il fagiano, riducendone la polpa a piccoli pezzi. Tagliate la lonza a tocchetti e il prosciutto a listarelle. Mondate il sedano, la carota, la cipolla e mettete il tutto in una casseruola insieme alle carni, al rosmarino e alla salvia. Aggiungete un pizzico di sale e di pepe, un filo d’olio e mescolate bene il tutto. Sigillate per bene la casseruola con l’alluminio, chiudete con il coperchio e mettete a cuocere, su fuoco basso, per circa 1 ora e mezza senza mai scoprire.

Durante la cottura è necessario scuotere più volte la casseruola per mescolare il contenuto di carni, verdure e aromi. Una volta ultimata la cottura fate raffreddare il tutto, togliendo prima le verdure e le erbe aromatiche. Passate la carne nel mixer, aggiungendo il burro morbido e il bicchierino di brandy; tritate fino ad ottenere una consistenza morbida e cremosa. Dividete infine il paté in pirottini di alluminio o ciotoline di ceramica e fate raffreddare bene in frigorifero. Servite con fette di pane tostato.


DIY: BIGLIETTO/CHRISTMAS CARD


Foto: Simona Pirrone


66 - iFoodStyle Natale 2016

Simona Pirrone

DIY: BIGLIETTO/CHRISTMAS CARD Cosa serve?

un cartoncino grigio 12 x 16 cm un cartoncino avana 11 x 15 cm filo di spago inchiostro nero timbro glitter

Sovrapponete i due cartoncini e incollateli con la colla vinavil, centrando quello più piccolo, in modo da formare una cornice esterna. Prendete l’inchiostro nero e il timbro (io ne ho utilizzato uno con la parola “Noël” - Natale in francese) oppure scrivete a mano una parola o augurio riferito al Natale. Timbrate/scrivete al centro del cartoncino. Date una forma circolare ai rametti di abete e fissateli con il filo di spago, facendo un paio di nodi, in modo da ottenere una piccola ghirlanda.

rami di abete sagoma di una stella forbici colla vinavil colla a caldo

Prendete la sagoma della stellina in cartoncino, spennellate la superficie con la colla vinavil, cospargete di glitter e lasciate asciugare. Con l’aiuto della colla a caldo, fissate la ghirlanda al centro della Christmas card/biglietto e, sempre con la colla a caldo, fissate la stellina sopra al nodo dello spago. Lasciate asciugare per qualche secondo. Allegate il biglietto ad un regalo, utilizzatelo come segnaposto oppure come menù, scrivendo sul retro le portate del pranzo natalizio.


Tavole Natalizie

Foto: Monica Giustina


iFoodStyle Natale 2016 - 71

Monica Giustina

TAVOLA NATALIZIA di montagna Occorrente per una tavola da 4 posti ● nastro avorio con decori brillanti in rame ● 10-12 fette di ramo d’abete con spessori e (per diametri diversi fissare Snowberry su tovagliolo) ● 4 fette d’albero, preferibilmente abete ● pietre tipo punto luce decorative bronzo da (il larice tende troppo al rosso) spargere sul tavolo di 3-4 cm di spessore ● luci natalizie a led con cavo in rame ● runner in lino avorio ● rami di Snowberry (Symphoricarpos albus, ● 4 tovaglioli in lino nero arbusto con fioritura estiva che d’inverno ha ● 4 set di posate nere bacche tonde bianche) ● 4 bicchieri neri ● 1-2 vasi neri ● 4 set di piatti color avorio stile retrò Il profumo della legna appena tagliata, accatastata in una cesta vicina alla stube. Il candore della neve soffice che si posa stendendo una coltre silenziosa ed ovattata. Le luci nelle case, dietro alle finestre, splendono sugli affetti che si stringono attorno ad una tavola imbandita mentre fuori i fiocchi imbiancano la notte buia. Questo è il Natale, il mio Natale, con una quinta di montagne innevate illuminate dalla volta celeste e che vorrei portare nelle vostre dimore. Stendete una stoffa di lino color avorio su un tavolo di legno grezzo, segnato dal tempo, ricco di storia e di racconti. Prendete un tronco d’abete, tagliatelo e fatelo diventare un sottopiatto che emana profumo di resina e pigne, insieme alle

fette di ramo che ne richiamano aromi e colori. Su ogni fetta appoggiate un tovagliolo di lino scuro avvolto da un nastro spolverato d’oro che terrà fermo il piccolo ramo di snowberry. Prendete due vasi di diversa misura, di quel vetro fulvo che ricorda le finestre d’un tempo e riempiteli di snowberry di differenti altezze, e poggiateli nel centro della tavola. Accompagnate i tovaglioli con posate e bicchieri scuri e spargete piccole pietruzze brillanti sul runner avorio, come si fa in primavera con i semi nei campi arati. Prendete un filo luminoso, con piccoli punti luce dorati e fatelo correre libero tra stoviglie e vetri riflettenti, tra cortecce e stoffe stropicciate, e respirate il profumo del Natale di montagna.


72 - iFoodStyle Natale 2016

Elisa Cima

TAVOLA NATALIZIA CON MUSCHIO Occorrente per una tavola da 4 posti

● 4 piatti in peltro vintage ● 4 quadrati di muschio stabilizzato steso ● 4 coppette da champagne vintage ● 4 tovaglioli annodati in stoffa morbida ● 4 mele stark rosse ● posate vintage ● 4 cartoncini rigidi

Ritagliate i cartoncini di una misura leggermente più piccola dei quadrati di muschio. Applicate il muschio sopra ogni cartoncino, per poterlo maneggiare con più praticità e per contenere le tracce di polvere e terriccio. Posizionate un filo di luci natalizie lungo il lato lungo della tavola. Arricchite con i rami di edera fissandoli, se necessario, con i laccetti di fil di ferro. Coprite i laccetti in vista con foglioline di edera e date al cordone centrale una forma piena e proporzionata per tutta la lunghezza.

● 2 candele lunghe ● decorazioni natalizie vintage ● rami e foglie di edera ● qualche rametto di bacche di biancospino ● laccetti in fil di ferro ● lucine a filo natalizie

Decorate con qualche rametto di bacche di biancospino e con sfere natalizie vintage. Inserite le candele e nascondete i portacandele con qualche foglia di edera. Posizionate i quadrati di muschio in modo che siano ben allineati. Poggiate al centro i piatti in peltro e finite di apparecchiare con le posate e le coppette. Annodate i tovaglioli e metteteli ai lati del muschio. Lucidate le mele con un panno umido e mettetele al centro di ogni piatto.


Profumo Miele e Spezie

Foto: Rosa Rutigliano


iFoodStyle Natale 2016 - 77

Rosa Rutigliano

MINI PIE MINCEMEAT Ingredienti x 12 mini pies per la pasta frolla alle mandorle 165 g di farina 25 g di farina di mandorle 120 g di burro freddo a cubetti 50 g di zucchero semolato 1 uovo di grandezza media

per il mincemeat

200 g di mele Granny Smith con la buccia 150 g di uva passa 150 g di uva sultanina 120 g cranberries o mirtilli rossi disidratati 100 g di canditi misti 120 g di burro fuso

Per il mincemeat: in una ciotola riunite lo zucchero, i cranberries, i due tipi di uva passa, i canditi, le mandorle, la scorza degli agrumi e le varie spezie. Aggiungete il miele, il burro fuso e freddo, il succo filtrato degli agrumi, il brandy ed infine le mele tagliate a cubetti piccoli; amalgamate il tutto molto bene. Mettete a riposare il mincemeat, coperto, in un luogo fresco a temperatura ambiente per almeno 3 notti. Per la pasta frolla: mettete in una ciotola di vetro la farina e la farina di mandorle precedentemente setacciate, aggiungete il burro freddo a cubetti e lavorate gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto di briciole. Aggiungete lo zucchero e amalgamate bene il tutto. Unite l’uovo, leggermente sbattuto, e continuate a lavorare il tutto fino ad ottenere un composto morbido. Trasferite la pasta frolla su di un piano di lavoro leggermente infarinato e impastate fino ad avere una palla soda e ben amalgamata. Stendete la pasta frolla in un disco, copritela con pellicola alimentare e mettetela in frigorifero a riposare per almeno 3 ore prima di utilizzarla.

120 g di zucchero di canna scuro Muscovado 50 ml di miele 25 g di mandorle tostate 3 cucchiai di brandy 1 limone - succo e scorza grattugiata 1 arancia - succo e scorza grattugiata 1 cucchiaino di spezie (chiodi di garofano, anice stellato, pepe nero, ecc.) ½ cucchiaino di cannella in polvere ¼ cucchiaino di noce moscata in polvere

per la finitura

1 tuorlo zucchero di canna q.b.

Preparate le mini pie. Preriscaldate il forno a 200°C. Imburrate uno stampo da 12 muffins. Su di un piano leggermente infarinato, con l’aiuto del mattarello, stendete la pasta frolla ad uno spessore di 3 mm poi, con un coppapasta del diametro di 10 cm, ritagliate 12 dischetti e foderate gli stampini da muffins; con un coppapasta più piccolo (diametro di 7 cm) ritagliate altri 12 dischetti da utilizzare come coperchi. Farcite le mini pie con il mincemeat, circa 2 cucchiaini in ogni guscio di frolla. Spennellate i bordi dei coperchi di pasta frolla con l’uovo sbattuto e adagiateli sulla farcia, schiacciando bene i bordi in modo da sigillarli. Con l’uovo sbattuto rimasto spennellate anche la superficie del coperchio e spolverate con zucchero di canna grezzo. Praticate al centro del coperchio un piccolo foro per far uscire il vapore durante la cottura. Infornate per 20 minuti sino a quando le mini pie risulteranno ben dorate. Sformate con delicatezza le mini pie dagli stampini e mettetele a raffreddare su una gratella. Una volta fredde e prima di servire spolveratele di zucchero a velo.


Foto: Rosa Rutigliano


NOTA BENE

Il mincemeat, secondo la tradizione, va preparato circa 6-7 settimane prima dell’utilizzo, in modo che i vari sapori riescano ad amalgamarsi molto bene, soprattutto perché lo zucchero, a contatto con il liquore, rilascia una specie di sciroppo che renderà ancor più golose le mini pie. La quantità riportata nella ricetta è abbondante rispetto a quanta ne serve realmente, ma può essere tranquillamente conservata a temperatura ambiente, in barattoli di vetro sterilizzati, e utilizzata per farcire altre mini pie.

Foto: Rosa Rutigliano


iFoodStyle Natale 2016 - 81

Emanuela Martinelli

Torta speziata al miele e arance Ingredienti x 6 persone 2 uova 200 g di farina tipo 1 100 g di zucchero 100 ml di olio di girasole 100 ml di succo d’arancia Scorza grattata di 1 arancia 1 arancia sbucciata al vivo (polpa) 1 cucchiaino di lievito 100 ml di miele di zagara 1 pizzico di cannella

Scaldate il miele in un tegamino e cercate di far evaporare l’acqua in eccesso, quindi versatelo nello stampo. Sbucciate un arancia al vivo e tagliatela a pezzetti. Disponete l’arancia sopra il miele e imburrate la restante parte dello stampo. Separate i tuorli dagli albumi e montate a neve questi ultimi, quindi tenete da parte. Aggiungete lo zucchero ai tuorli e montateli fino a che diventano chiari e cremosi.

Unite l’olio e continuate a frullare. A questo punto unite le polveri (farina, lievito, cannella e scorza) alternandole al succo d’arancia. Aggiungete gli albumi montati a neve cercando di non smontare il composto. Versate nello stampo e cuocete in forno a 180° per 35 minuti. Rovesciate la torta e spolverate con lo zucchero al velo.


82 - iFoodStyle Natale 2016

Rosa Rutigliano

CUPCAKES SPEZIATI CON FROSTING AL MIELE DI ACACIA Ingredienti x 12 cupcakes per i cupcakes

200 g di farina 00 160 g di zucchero di canna chiaro 80 g di burro morbido a temperatura ambiente 1 uovo 100 ml di latte intero a temperatura ambiente 50 ml di yogurt greco 1 cucchiaino spezie varie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, pepe nero) 1/2 cucchiaino estratto vaniglia 1/2 bustina di lievito per dolci (8 g)

per il frosting al miele

250 g di mascarpone fresco a temperatura ambiente 1 cucchiaio di miele di acacia

Preriscaldate il forno a 180°C e rivestite lo stampo da muffins con i pirottini di carta. Con le fruste elettriche, lavorate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice. Aggiungete l’uovo, precedentemente sbattuto, e l’estratto di vaniglia ed amalgamate. Setacciate la farina con il lievito e le spezie e incorporatela al composto di burro, alternandola al latte e allo yogurt; procedete così sino al completo inserimento degli ingredienti. Distribuite l’impasto nei pirottini, aiutandovi con un cucchiaio.

Infornate le tortine per circa 20 minuti, o comunque fino a quando risulteranno ben dorate e cotte (fa fede la prova stecchino). Trasferite le tortine su una griglia e fate raffreddare completamente. Per il frosting, lavorate in una ciotola, con l’aiuto di una spatola, il mascarpone a temperatura ambiente con il miele fino ad ottenere una crema morbida e compatta. Riempite la sac à poche con il frosting al miele e, utilizzando la bocchetta a stella (o quella che più vi piace), decorate i cupcakes. Conservate in frigorifero.


Speciale Natale 2016

Foto: Raffaella Caucci

iFoodStyle speciale Natale 2016  
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