Page 1

Novembre/Dicembre 2017 Numero 7


Foto: Monica Giustina


Cristina Panizzuti

Abbiamo iniziato quest’avventura a Settembre del 2016 e durante questi mesi si sono susseguiti svariati numeri con uscita bimestrale, speciali dedicati a Pasqua e Natale, Pic Nic, Nordic Tales e persino un numero dedicato a TuttoFood, stampato su carta frusciante. Il merito di tutto ciò è sicuramente della redazione, che lavora a ogni numero come se fosse il primo, sfornando (è proprio il caso di dirlo) ricette magnifiche corredate da foto che ogni volta ci regalano un’esclamazione di stupore. Bellezza, entusiasmo e professionalità sono gli ingredienti che fanno del nostro magazine un successo indiscusso. Lo amiamo come una creatura che cresce tra le nostre mani, grazie all’amore che mettiamo ogni volta per realizzare una rivista bella da sfogliare e da leggere. Un grazie enorme va alla nostra Emanuela Leveratto, che con la sua gentilezza e dolcezza imposta il lavoro per tutti, a Giulia Cappelli, che con la sua allegria e bravura ci sprona e “confeziona” il magazine così come lo vedete, fresco e leggero a ogni pagina. Federica Di Marcello, che dietro le quinte con la sua esperienza pianifica gli argomenti di ogni numero...noi siamo già ad agosto eh ;-) E Monica Chiocca, che annuncia ogni uscita con un articolo su iFood. Grazie anche a tutto il network, che con entusiasmo ci sostiene a ogni uscita, perchè iFoodStyle è di tutti noi. E noi tutti ringraziamo voi, che ci leggete e seguite con affetto: vi pensiamo sempre e speriamo di regalarvi un angolo di relax a cui ispirarvi per le vostre ricette, tavole e, perché no…qualche spunto su dove andare a cena e piccoli viaggi per tutta la nostra bellissima Italia. L’anno per noi non finisce qui. Potevamo non fare uno speciale Natale 2017? Vi aspettiamo a dicembre per brindare insieme.

© Tutti i diritti sono riservati

É vietata la riproduzione anche parziale. Il materiale pubblicato è di proprietà dei rispettivi autori. Questa rivista non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001. La rivista è realizzata senza alcun scopo di lucro, è pubblicata in formato PDF, ed scaricabile gratuitamente sul sito www.issuu.com.


Foto: Elisa Cima


Novembre/Dicembre 2017 - numero 7

Responsabili Progetto:

Giulia Cappelli

Emanuela Leveratto

www.kappaincucina.ifood.it

www.ricettefuorifuoco.ifood.it

www.lapazzacucinadimonica.ifood.it

www.paneacqua.ifood.it

Monica Chiocca

Cristina Panizzuti

Federica Di Marcello

www.notedicioccolato.ifood.it

Redazione: Alessandra Corona

Elisabetta Origgi

Miky Pisanu

www.lacucinadiziaale.ifood.it

www.brontoloinpentola.ifood.it

www.ilblogdimiky.ifood.it

www.ricettedicultura.com

www.ricamidipastafrolla.com

www.onecakeinamillion.ifood.it

www.pasticciandoinsieme.ifood.it

www.latagliatellanuda.ifood.it

www.ricordietradizioni.com

www.bonbonlavande.ifood.it

www.lamammacuoco.ifood.it

www.dolcizie.com

www.cilieginerosse.ifood.it

www.lostinmykitchen.ifood.it

www.incucinacongiadaesara.ifood.it

www.lacucinadellostivale.ifood.it

www.zagaraecedro.ifood.it

www.petitpatisserieblog.ifood.it

www.lacuisinetresjolie.ifood.it

www.alchimia.ifood.it

www.pensieriepasticci.ifood.it

www.saltandoinpadella.ifood.it

www.lapenisoladelgusto.ifood.it

www.simolovecooking.ifood.it

www.fiordipistacchio.ifood.it

www.profumodicannellaecioccolato.com

Alessandra Giovanile

Emanuela Martinelli

Anna&Sebastiana Ferro

Monica Giustina

Elisa Cima

Caterina Zellioli

Rosa Rutigliano

Elisa Russo

Chiara Piras

Sara Fumagalli

Francesca Cadoni

Chiara Setti

Sara Zampini

Ketty Valenti

Claudia Casadio

Serena Pierini

Laura Barile

Elena Gnani

Simona Milani

Lucia Sarti

Simona Roncaletti

Marianna Manzi

Valentina Previdi

Hanno collaborato Marina Riccitelli

www.merincucina.ifood.it

Adele Gilardo

www.fornellifuorisede.com

Correzioni foto Emanuela Leveratto

www.ricettefuorifuoco.ifood.it

Monica Zacchia

www.dolcigusti.ifood.it

Correzioni Bozze Federica Di Marcello

www.notedicioccolato.ifood.it

Progetto grafico e impaginazione Giulia Cappelli

www.kappaincucina.ifood.it

Foto copertina:

Vatinee Suvimol

www.athaipianist.ifood.it

Claudia Casadio

www.lacuisinetresjolie.ifood.it

Chiara Piras - www.cilieginerosse.ifood.it


Pag.

8

Insalate invernali 18

Pag.

Piccoli dolci da tè

Pag.

34

Pasta al forno

Pag.

42

Borghi d’Italia Pag.

62

Arrosti di carne


Pag.

72

Tavola invernale Pag.

78

Torte di mele

Pag.

94

Lievitati Pag.

108

iFoodMug

Pag.

118

Recensione


Insalate invernali

Foto: Miky Pisanu


10 - iFoodStyle n°7

Marina Riccitelli

Insalata di pere, noci e pecorino

Ingredienti x 4 persone per l’insalata acetosella songino 40 g di pecorino romano 1 pera rossa 4-5 noci per l’emulsione il succo di mezzo limone 1 cucchiaino di senape olio extra vergine di oliva

Lavate e asciugate le insalate. Dividete la pera in quattro spicchi, tagliateli a fette e spruzzatele con del succo di limone per non farle annerire. Sgusciate le noci e tostatele; tagliate a cubetti il pecorino romano e riunite tutti gli ingredienti in un piatto. Preparate un’emulsione a base di olio, senape e succo di limone. Sbattetela con una forchetta e usatela per condire l’insalata appena prima di servire.


iFoodStyle n°7 - 13

Giulia Cappelli

Insalata di rucola melograno, noci e stracchino Ingredienti x 2 persone 125 g di rucola 120 g di stracchino 1 melagrana grande 8 noci sale olio extra vergine d’oliva

Tagliate i gambi in eccesso della rucola. Sgranate la melagrana e riunite i chicchi in una ciotola. Sgusciate le noci, fatele a pezzetti e aggiungetele nella ciotola. Unite la rucola e lo stracchino, condite con olio e sale, mescolate e servite.


14 - iFoodStyle n°7

Miky Pisanu

INSALATA DI VERZA

Ingredienti x 4 persone 300 g di verza 150 g di formaggio primosale 2 mele renette 20-25 g di noci olio extra vergine d’oliva sale pepe (facoltativo) succo di due limoni

Lavate accuratamente le foglie del cavolo verza, affettatele finemente e sistematele in un’insalatiera. Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a dadini e mettetele a bagno nel succo di un limone in modo che non anneriscano. Tagliate a dadini anche il primosale. Unite mele e formaggio all’insalata di cavolo e aggiungete anche le noci. Preparate un’emulsione con il succo di limone rimasto, l’olio extravergine d’oliva, il sale e il pepe (se usato). Versate il condimento sull’insalata, mescolate bene e servite. Volendo, potete aggiungere dello zenzero o sostituire le noci con altra frutta secca a vostro piacimento.


iFoodStyle n°7 - 17

Simona Roncaletti

Insalata di finocchi, agrumi, melograno e mandorle Ingredienti x 2 sandwitch 2 finocchi 2 arance piccole 1 pompelmo rosa 1 clementina 1 melograno piccolo olive taggiasche una decina di mandorle olio extravergine d’oliva aceto balsamico sale

Tostate le mandorle, per qualche minuto, in un pentolino antiaderente; fatele raffreddare e tritatele grossolanamente. Pulite i finocchi, lavateli e tagliateli a fettine sottili (circa 2-3 mm). Pelate al vivo le arance e il pompelmo e tagliateli a fette. Sbucciate la clementina ed eliminate la pellicina degli spicchi, lasciando solo la polpa interna. Sgranate il melograno. Riunite i finocchi e gli agrumi in un’insalatiera e completate con le olive taggiasche e le mandorle. Condite con olio, aceto balsamico e sale. Mescolate e servite.


Foto: Ketty Valenti


Piccoli dolci da Tè


Foto: Monica Giustina


iFoodStyle n°7 - 21

Chiara Piras

Il rito del tè delle 5 di pomeriggio “Gli inglesi hanno un cordone ombelicale che non è stato mai tagliato, attraverso cui scorre un flusso continuo di tè. É curioso osservarli in occasione di improvvisi eventi tragici, orribili, o catastrofici. Il cuore sembra arrestarsi, tutte le membra paiono paralizzate, finché qualcuno non prepara velocemente “una buona tazza di tè”, che non manca di produrre in breve tempo il suo effetto benefico e rinfrancante. É un vero peccato che non tutte le nazioni siano altrettanto consapevoli del potere del tè. Le conferenze sulla pace mondiale si svolgerebbero in modo molto più tranquillo se, al momento opportuno, fosse fatta circolare tra i partecipanti “una buona tazza di tè” o, meglio ancora, tutto un samovar.” da Marlene Dietrich Il tè è una bevanda consumata in tutto il mondo, derivante dall’infusione di Camellia Sinensis in acqua bollente. La Camellia è una pianta legnosa coltivata principalmente in India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone, Cina e Pakistan, ma il paese in cui il tè è più diffuso al mondo è il Regno Unito. La Compagnia inglese delle Indie Orientali iniziò ad importare il tè già dal tardo 1600, rendendolo uno dei prodotti più importanti del commercio verso l’Occidente e verso la stessa Inghilterra, e gli Inglesi lo introdussero nella propria tradizione culinaria, soprattutto durante la colazione e il pomeriggio. Fu così che, pian piano, si venne a delineare il rito del tè delle 5 p.m. (post meridian, cioè del pomeriggio), in cui il tè veniva accompagnato con piccoli dolcetti e crostatine, ma anche piccoli sfizi e tramezzini salati. In realtà possiamo distinguere due differenti tipologie del rito del tè: un Low Tea, cioè un tè accompagnato da piccoli bocconcini dolci e salati, oppure un High Tea, in cui il tè è accompagnato da porzioni più generose, in sostituzione della cena. “Vuoi che partiamo subito per la nostra avventura”, domandò Peter Pan, “o preferisci prendere il tè?”. “Prima il tè”, rispose Wendy.” da Peter Pan di J.M. Barrie A quanti di noi è capitato di avere un leggero languorino verso le 4 o le 5 di pomeriggio? Beh, che ci crediate o no, pare che la tradizione del tè del pomeriggio in Inghilterra sia nata proprio in virtù di un certo languorino… Nel 1800, la Duchessa di Bedford, amica della Regina Vittoria, era solita lamentare un certo languorino verso le 5 di pomeriggio, sensazione che le rendeva difficile attendere fino all’ora di cena. Sembra quindi, che per risolvere questa spiacevole sensazione, avesse chiesto ad un cameriere di servirle un leggero spuntino, qualche dolcetto accompagnato da una buona e corroborante tazza di tè; e così, da uno spuntino nato per caso, per placare un fastidioso senso di fame, nacque quella che è diventata una delle tradizioni culinarie della cucina britannica; infatti la Duchessa rese il rito del tè un momento conviviale, a cui invitare amici e parenti. Gli stuzzichini che solitamente si preparano per il rito del tè possono essere sia dolci che salati anche se, per questo numero di iFoodStyle, abbiamo preferito realizzare e proporre soltanto dolcetti. Solitamente si tratta di monoporzioni, da gustare molto elegantemente in uno o due morsi, come un finger food d’altri tempi, Gli stuzzichini sono spesso finemente decorati e permettono un viaggio tra i sapori, da quelli più delicati, come i tramezzini ai cetrioli e formaggio cremoso, fino a quelli più intensi, come le pungenti crostatine al limone, o le intense tortine al cioccolato fondente, senza dimenticare gli Scones, quei “biscotti” croccanti fuori e soffici dentro, serviti con marmellata e panna montata o formaggio cremoso. Una tradizione e una trattazione a parte merita la diatriba sul latte. Latte sì o latte no? Se siete per il sì, quanto ne va messo? Sembra che il latte, almeno in passato, fosse messo nelle tazze prima di versare il tè, per due motivi: innanzitutto il latte freddo evitava alla tazza lo shock termico che avrebbe potuto subire quando veniva versato il tè bollente; in secondo luogo, il latte evitava che le tazze rimanessero macchiate dal tè e prendessero di conseguenza quell’alone marroncino decisamente antiestetico. Per quanto riguarda la quantità, si dice che dovrebbe essere in una percentuale non superiore al 20% del tè, ma a prescindere dalla quantità devo dire che il tè con il latte è proprio una di quelle cose che si amano o si odiano, non ci sono vie di mezzo. Al di là comunque della diatriba sul latte, del fatto che siano serviti tramezzini, scones o piccoli dolcetti e biscotti, il rito del tè delle 5 rimane una piacevole merenda, un piccolo intermezzo goloso che allieta il pomeriggio, una pausa per evadere dalla frenesia quotidiana e per ritrovare il buonumore dopo le fatiche di una giornata di studio o di lavoro.


22 - iFoodStyle n°7

Chiara Piras

Tortine al cacao con lamponi e glassa al cioccolato fondente Ingredienti x 12 tortine per le tortine al cacao 300 g di zucchero di canna 280 g di farina 0 240 ml di latte intero 120 g di burro 70 g di cacao amaro in polvere 6 uova 16 g di lievito in polvere un pizzico di sale

Per le tortine al cacao: montate le uova con lo zucchero e il sale per 5-10 minuti, fino a ottenere una massa montata, chiara e spumosa. Alle uova montate, aggiungete la farina, il lievito in polvere e il cacao setacciati, mescolando delicatamente con una spatola, in modo da non smontare il composto. In un pentolino scaldate il latte con il burro e, appena questo sarà sciolto, toglietelo dal fuoco e versatelo pian piano sull’impasto, continuando a mescolare delicatamente con la spatola. Preriscaldate il forno a 170°C; foderate con carta da forno una teglia 35x35 cm, poi versatevi il composto e infornate. Fate cuocere per 25-30 minuti, verificate la cottura con la prova stecchino al centro e sfornate. Lasciate raffreddare la torta nella teglia per 20 minuti, poi capovolgetela su una griglia e lasciatela riposare fino a completo raffreddamento.

per la farcitura 100 g di mascarpone 25+25 g di confettura di lamponi per la decorazione 200 g di cioccolato fondente 12 lamponi 12 foglioline di menta fresca

Per la farcitura: in una ciotola amalgamate il mascarpone con 25 g di confettura di lamponi, quindi mettete in frigo fino al momento di assemblare le tortine. Per assemblare le tortine: ponete la torta al cacao sul piano di lavoro e, con un coppapasta da 6 cm, ricavate 24 dischetti, che andranno a comporre le 12 tortine. Prendete un dischetto alla volta, farcitelo con un cucchiaino di mascarpone ai lamponi, aggiungete un cucchiaino di marmellata di lamponi nel centro e chiudete con il secondo dischetto di torta. Ponete ogni tortina assemblata su una griglia e infine mettete la griglia in frigo per un’ora. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente, toglietelo dal fuoco e fatelo raffreddare brevemente. Quando si sarà intiepidito, ma avrà ancora una consistenza fluida, colate un paio di cucchiai di cioccolato su ciascuna tortina, aggiungete un lampone e una fogliolina di menta come decorazione e lasciate rassodare.


iFoodStyle n°7 - 25

Ketty Valenti

Dolcetti al limone

Ingredienti x 8 biscotti per la pasta biscuit 100 g di farina 100 g di zucchero 4 uova semi di mezza bacca di vaniglia (o essenza o 1 bustina in polvere) un pizzico di sale

succo filtrato di mezzo limone scorza di mezzo limone per la glassa 120 g di zucchero a velo succo di limone q.b. (a seconda della densità che si vuole raggiungere; almeno 5-8 ml)

per la crema pasticcera al limone 250 ml di latte 75 g di zucchero 30 g di farina 3 tuorli

per la decorazione limone o cedro candito perline di zucchero pistacchi

Dividete i tuorli dagli albumi, che andranno montati a neve. Battete a parte i tuorli con lo zucchero e la vaniglia, quindi uniteli alla farina, precedentemente setacciata, e unite il sale; mescolate per bene, di seguito unite gli albumi montati a neve, poco alla volta, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per incorporare aria e non smontare il composto. Andate avanti così fino ad esaurire gli albumi. Versate il composto in una teglia, precedentemente foderata di carta forno, e fate cuocere in forno statico a 180°C per circa 10-12 minuti. Per la crema pasticcera al limone: mettete il latte in un pentolino, lasciandone circa un bicchiere da parte che servirà in un secondo passaggio; aggiungete la scorza del limone e fate scaldare. Appena raggiunge il bollore spegnete e togliete dal fuoco. A parte in una ciotola mischiate lo zucchero e i tuorli, unite poco per volta il latte tenuto

da parte e il succo di limone; mescolate. In ultimo unite la farina setacciata e mescolate per bene per evitare la formazione di grumi. Togliete dal pentolino la buccia del limone e unite il composto di uova; fate cuocere a fiamma dolce mescolando di continuo. A cottura ultimata trasferite la crema in una ciotola e coprite con pellicola alimentare a contatto;lasciate raffreddare. Per la glassa al limone: unite semplicemente il succo di limone allo zucchero a velo, mescolando energicamente. Ricordate che più succo unite, più diluirete la glassa, che avrà un aspetto più trasparente. Usate un piccolo coppapasta di metallo per coppare le forme dalla pasta biscuit: per ogni dolcetto serviranno 2 dischi. Farcite al centro con un ciuffetto di crema limone,colate sopra la glassa e guarnite con scorza di limone o cedro candito, perline di zucchero e pistacchi.


26 - iFoodStyle n°7

Serena Pierini

Biscotti di riso

Ingredienti x circa 15-18 biscotti 200 g di farina di riso 70 g di burro morbido 50 g di zucchero 1 uovo 1 arancia bio ½ cucchiaino di lievito per dolci

Con le fruste elettriche o una planetaria, montate l’uovo con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungete il burro morbido tagliato a tocchetti, la scorza grattugiata dell’arancia e lavorate ancora per qualche istante. Unite infine la farina e il lievito e impastate a mano, o con una planetaria, fino a ottenere un panetto compatto che, avvolto da pellicola, farete riposare in frigo per almeno 30 minuti. Trascorso il riposo, formate con la pasta delle palline e disponetele man

mano sopra una teglia rivestita di carta forno, facendo attenzione a distanziarle un poco tra loro. Fate cuocere i biscotti in forno caldo a 180°C per circa 15 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti su una gratella, cospargeteli con zucchero a velo e serviteli con una buona tazza di tè o latte. Note: Potete anche stendere l’impasto con un mattarello e ricavare dei biscotti con le formine che più gradite.


iFoodStyle n°7 - 29

Adele Gilardo

Biscottini di frolla montata con ciliegina Ingredienti x 30 biscotti 250 g di farina 160 g di burro 75 g di zucchero a velo 1 uovo 1 cucchiaino di lievito per dolci 1 baccello di vaniglia 15 ciliegine candite

Mettete il burro ammorbidito insieme allo zucchero a velo in una ciotola e iniziate a montare con lo sbattitore. Aggiungete l’uovo e montate ulteriormente. Unite ora la farina, il lievito e i semi del baccello di vaniglia. Montate con lo sbattitore fino a che tutti gli ingredienti saranno perfettamente amalgamati.

Utilizzando un sac-à -poche con bocchetta a stella (di almeno 11 mm di diametro), create i biscottini su una placca rivestita di carta forno. Mettete al centro di ciascun biscotto mezza ciliegina. Infornate a 180 °C per circa 15 minuti.


Foto: Federica Di Marcello


Foto: Foto: Emanuela Elisa Cima Leveratto


Foto: Federica Di Marcello


Foto: Emanuela Leveratto

Foto: Elisa Cima


Pasta al forno

Foto: Elisa Russo


iFoodStyle n°7 - 35


iFoodStyle n°7 - 37

Alessandra Corona

Boccole con besciamella alla zucca, funghi e speck Ingredienti x 4 persone 500 g di pasta tipo boccole (o altra pasta corta) 500 g di zucca, privata della buccia 400 ml di besciamella 350 g di funghi pioppini 160 g di scamorza affumicata 100 g di speck in una sola fetta 80 g di Parmigiano grattugiato 2 scalogni piccoli noce moscata olio extravergine d’oliva sale pepe Tagliate la zucca a dadini e affettate finemente uno scalogno. In una padella scaldate un paio di cucchiai di olio, aggiungete lo scalogno e fatelo imbiondire. Aggiungete quindi la zucca e cuocetela a fiamma media per una quindicina di minuti, o finché risulterà morbida. Condite con un pizzico di sale e pepe. Mettete la besciamella nel bicchiere del frullatore a immersione, unite la zucca e aggiungete un pizzico di noce moscata. Frullate il tutto con un minipimer fino a ottenere una crema vellutata. Scaldate un cucchiaio di olio in una padella e fatevi rosolare lo speck tagliato a fiammifero. Spegnete il fuoco e mettete da parte.

Pulite i funghi; pelate e affettate l’altro scalogno. Scaldate 4 cucchiai di olio nella padella in cui avevate cotto la zucca, quindi aggiungete lo scalogno e i funghi; fate saltare per qualche minuto con un pizzico di sale e pepe. Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela molto al dente e conditela con la besciamella alla zucca, i funghi e lo speck croccante. Aggiungete anche il Parmigiano e la scamorza affumicata tagliata a pezzetti. Mescolate e amalgamate bene il tutto, mettete la pasta in una teglia e cuocete in forno caldo a 180°C per circa 15-20 minuti, o finché la superficie è ben dorata. Sfornate, fate riposare la pasta per qualche minuto e servitela calda.


38 - iFoodStyle n°7

Emanuela Martinelli

Paccheri al forno con porri e patate Ingredienti x 4 persone 320 g di paccheri 1 mozzarella 3 patate medie 3 porri 20 g di Parmigiano grattugiato 500 ml di latte 50 g di burro 2 cucchiai di farina tipo 1 un pizzico di noce moscata sale integrale

In un tegame mettete a sciogliere il burro, aggiungete la farina e girate con una frustino. Appena il roux diventa color caramello aggiungete il latte, il sale e la noce moscata. Continuate a mescolare con la frusta fino a che la besciamella inizia a bollire, poi spegnete la fiamma e tenete da parte. Pulite e tagliate a rondelle sottili la parte bianca dei porri, metteteli in una padella capiente con due giri di olio e fateli appassire bene, poi unite le patate tagliate a tocchetti.

Lasciate cuocere per 20 minuti. Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolatela al dente e unitela al sugo di porri e patate. Aggiungete la besciamella, la mozzarella tagliata a cubetti e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti. Versate il tutto in una pirofila da forno, spolverate con il Parmigiano grattugiato e fate cuocere in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti.


iFoodStyle n°7 - 41

Elisa Russo

CONCHIGLIONI RIPIENI ALLA PROVOLA E RICOTTA CON SALSA ROSA Ingredienti x 4 persone 250 g di pasta formato conchiglioni (o altro formato adatto a essere farcito) 600 g di sugo di pomodoro 600 g di besciamella 300 g di ricotta vaccina 250 g di provola affumicata 200 g di macinato di manzo 100 g di Parmigiano grattugiato 1 cucchiaio di pecorino grattugiato una mollica di pane raffermo noce moscata sale pepe Preparate la farcia per i conchiglioni unendo in una terrina il macinato di carne, la provola tagliata a cubetti, la ricotta, la mollica di pane ammollata in un poco di latte e strizzata, il pecorino, un cucchiaio di Parmigiano, due cucchiai di besciamella, due cucchiai di sugo di pomodoro, una grattata di noce moscata, un pizzico di sale e pepe. In un’altra terrina unite il sugo di pomodoro alla besciamella, mescolando bene.

Mettete qualche cucchiaio di salsa rosa nella teglia che userete per la pasta. Riempite un sac-à-pôche col ripieno e farcite i conchiglioni crudi, disponendoli man mano nella teglia in un solo strato. Ricoprite i conchiglioni con la salsa rosa, assicurandovi che siano tutti ben coperti dal sugo. Spolverate col resto del Parmigiano, un pizzico di pepe e infornate a 180°C per 40-45 minuti. Spegnete e fate riposare la pasta in forno per dieci minuti prima di servire.


I Borghi d’Italia

Bassano del Grappa Sara Fumagalli


Situata ai piedi delle Prealpi Venete, nel punto in cui il fiume Brenta si apre alla pianura, sorge Bassano del Grappa, contornata dal dolce Altopiano di Asiago e dall’austero Monte Grappa. Comune della provincia di Vicenza, Bassano gode di una posizione centrale e privilegiata all’interno del territorio veneto, che permette agli abitanti e ai turisti di raggiungere velocemente le località marine, i numerosi centri sciistici e le collinari aree viticole. Il centro storico, che si sviluppa intorno alle sue rinomate piazze, è un sali scendi di vie storiche e pittoresche e l’atmosfera che si respira, in qualsiasi periodo dell’anno, è raffinata, elegante e insieme gioiosa e vitale. Bassano è amata e vissuta appieno dai suoi abitanti. Con osterie tradizionali, grapperie, wine-bar, enogastronomie d’eccellenza, oltre ai settimanali mercati della frutta, del pesce e delle prelibatezze a km zero, questo piccolo gioiello a impronta architettonica medievale accoglie con orgoglio ogni categoria di turista. Vanto e orgoglio per i cittadini è il Monte Grappa, la “Grande Muraglia” naturale d’Italia dove cento anni fa si decise la Prima Guerra Mondiale e, a memoria di quel devastante e glorioso periodo, in città restano siti degni di una visita: il tempio Ossario all’entrata del centro storico, il Monumento generale Giardino che riproduce il famoso comandante rivolto verso le montagne, il Museo Ca’ Erizzo (con una personale collezione di Hemingway di rari documenti), il Museo degli Alpini (ricco di cimeli e carte storiche), e molti altri piccoli musei lungo le località che portano in cima al monte. Ciò che rende Bassano immediatamente riconoscibile è il suo celebre Ponte Vecchio, o Ponte del Palladio, distrutto più volte dalle guerre e ricostruito sempre identico a se stesso, sempre di legno, oggi un po’ “imbarcato” e in via

di ristrutturazione tiene i bassanesi con il fiato sospeso e ansiosi di rivederlo ai suoi antichi splendori. Detto anche Ponte Vecchio (o “vecio” in dialetto) esso è crocevia degli appassionati delle “ciacole” e dei grappini socializzanti. E proprio alla porta est del ponte sorge la Distilleria Nardini, che offre una vista mozzafiato sul paesaggio a nord e a sud, e sui palazzi sontuosi e variopinti che sembrano galleggiare sulle acque lungo entrambe le sponde del Brenta, ad est e a ovest. Bassano non è solo il suo ponte. Straordinarie sono le sue ville di concezione palladiana, come Villa Angarano Bianchi Michiel, Villa Rezzonico Borella (con statue del Canova) e le tre ampie piazze del centro in rapida successione, attorniate da numerosi edifici civili e religiosi dal periodo romanico fino a quello neoclassico, e le pittoresche vie di selciato che paiono


uscire dal quadro di un artista. La città è millenaria ma colorata, fiorente di vetrine di mobili antichi, ceramiche, preziose creazioni di eccellenti artigiani gioiellieri, panifici e gastronomie e salumerie che si tramandano di generazione in generazione. La città organizza innumerevoli eventi culturali nell’arco dell’anno, dal teatro al balletto, dal cinema alla lirica, passando per prestigiosi incontri di letteratura, organizzati dalla rinomatissima e storica “Libreria Palazzo Roberti”, che vanta l’onore di essere tra le 20 più belle d’Italia. E ancora la fotografia che, con incontri biennali, “veste” la città di opere di artisti nazionali e non solo. Il territorio bassanese e i suoi dintorni offrono, agli amanti della buona cucina, una vasta tradizione di piatti e prodotti locali rinomati; basti pensare all’asparago bianco bassanese, al formaggio Asiago,


46 - iFoodStyle n°7

alle ciliegie di Marostica, al broccolo bassanese, al radicchio tardivo di Castelfranco…solo per citare alcune delle eccellenze territoriali locali. Bassano è una città da visitare, da vivere, da amare. Vi lascio una piccola lista di posti che meritano di essere visitati! Siete appassionati di fotografia e cercate scatti spettacolari del Ponte Vecchio? Vi consiglio di fare una brevissima camminata verso Palazzo Sturm (costruito a metà del XVIII secolo ed ora sede dei Musei della Ceramica e della Stampa) e fare sosta nel suo pittoresco cortile. D’obbligo una visita al Museo Poli, sito nel centro storico, e poi, come ogni buon bassanese, dovete fermarvi a bere un “mezzomezzo” da Nardini, ammirando il panorama che il Ponte Vecchio offre. Cercate prodotti tipici e locali? Nel

rifornito e storico negozio “La bottega dei Porcini” potete trovare tante prelibatezze tra cui una tisana davvero speciale! Per i bassanesi è un cult passeggiare e nel contempo mangiare la famosa “pizzetta di Beltrame”. Storico negozio di pane e non solo, la “Bottega del Pane Beltrame” è tappa obbligatoria, provare per credere! La gastronomia “El bocon del prete” offre ai suoi clienti formaggi, salumi, prodotti gastronomici, vini di altissima qualità. Consigliatissima. Immancabile una visita ai “Giardini Parolini”, ampio parco sito nel centro di Bassano e realizzato nel 1805 da Alberto Parolini, nobile bassanese che nel 1829 vantò di essere arrivato a coltivare 3000 specie di piante diverse. Ebbene furono contate, erano 3200! Una visita alla “Libreria Palazzo Roberti” è da fare assolutamente, ne resterete incantati! Ma la città è anche molto altro, vi lascio la curiosità di venire a scoprirla! Noi bassanesi l’amiamo moltissimo e tutti, nel nostro piccolo, cerchiamo di farla crescere nel suo splendore. Quest’anno è nato “Bassano km quadro”un progetto fortemente voluto da 32 imprenditori, riuniti con lo scopo di promuovere e valorizzare il centro storico.

Curiosità!

La città è stata lo scenario della fiction RAI “Di padre in figlia” che raccontava appunto le vicissitudini delle due famiglie locali di distillatori: Nardini e Poli.


Il Gusto della Terra Ingredienti:

La ricetta di iFood

- 113 food blogger - 9 gruppi di prodotti essenziali - 4 portate - 115 ricette

Preparazione:

Prendete il più grande gruppo di food blogger italiane. Mettete a disposizione 9 gruppi di prodotti essenziali della Terra, alimenti di uso comune in tutto il Mondo: dal riso alle spezie, dalla frutta esotica al tè, senza tralasciare legumi e semi oleosi. Mescolate il tutto con un’abbondante dose di passione e un pizzico di eleganza, aggiungete una grattugiata di originalità e otterrete 115 ricette. Separatele in 4 portate, dagli antipasti ai dessert. Fotografate con cura e adagiate su carta patinata. Servite il tutto come entrée, perchè grazie ad iFood questa sarà solo la prima portata di un lungo e delizioso banchetto.

Il primo volume della collana iFood dedicato al mondo del cibo. Scritto da 113 food blogger appartenenti alla community delle Blogalline, in parte oggi confluite in Ifood.it, una nuovissima e innovativa realtà editoriale italiana online lanciata di recente da NetAddiction. Con la nascita del portale iFood.it, che raccoglie in un solo corpo, l’anima editoriale di 200 appassionate food blogger, arriva anche sulla carta stampata un assaggio della loro capacità di trasmettere professionalità e passione in cucina con l’estrema cura degli ingredienti, delle preparazioni e della fotografia. Il Gusto della Terra raccoglie ben 115 ricette divise per macro categorie, 9 capitoli per 9 gruppi di prodotti, costruite con ingredienti semplici e di largo consumo, provenienti da coltivazioni di tutto il mondo, principalmente da Paesi in via di sviluppo. Con le ricette presenti in questo volume, le food-blogger si sono volute prefissare l’obiettivo di utilizzare e rivisitare in maniera differente questi cibi comuni della tradizione proponendo pietanze originali e raffinate. Il progetto editoriale è stato curato da Cristina Panizzuti e Lina D’Ambrosio, con l’introduzione dello Chef Luca Montersino. Parte del ricavato della vendita del volume verrà donato alla Fondazione Banco Alimentare.


Foto: Elisa Cima


Foto: Foto: Emanuela Sara Fumagalli Leveratto


Foto: Miky Pisanu


Arrosti

Foto: Alessandra Corona


64 - iFoodStyle n°7

Claudia Casadio

Roastbeef con salsa ai mirtilli

Ingredienti x 4 persone per l’arrosto 800 g di fesa di scottona 2 foglie grandi di alloro una manciata di bacche di ginepro 1 spicchio d’aglio olio d’oliva sale pepe nero in grani per la salsa 200 g di mirtilli 2 cucchiai rasi di zucchero

Preparate un trito con l’aglio, le bacche di ginepro, qualche grano di pepe nero e le foglie di alloro. Strofinate la fesa di scottona col mix ottenuto, avvolgetela nella pellicola per alimenti e lasciatela insaporire un’ora a temperatura ambiente. Eliminate la pellicola, togliete con della carta da cucina i residui del trito e rosolate la carne in padella con un filo d’olio a fuoco vivo su ogni lato, in modo che si sigilli bene. Quando la superficie della carne sarà di un bel colore bruno, trasferite l’arrosto in una teglia unta d’olio e coprite con un foglio di alluminio.

Ponete la teglia in forno già caldo a 200°C per 10 minuti, poi eliminate l’alluminio e fate cuocere ancora per 10 minuti. Togliete la carne dal forno, coprite la teglia con un coperchio e lasciate intiepidire prima di tagliare l’arrosto (si taglierà molto meglio tiepido). Preparate la salsa: In una padellina fate cuocere a fuoco lento i mirtilli con lo zucchero e un goccio d’acqua per 5-10 minuti: dovrete ottenere una specie di confettura, ma più liquida. Servite la carne tagliata sottile con una generosa porzione di salsa ai mirtilli.


iFoodStyle n°7 - 67

Elisa Russo

ARROSTO DI GIRELLO CON CASTAGNE E FUNGHI PORCINI Ingredienti x 4 persone 900 g di girello di vitello 300 g di castagne lesse 300 g di funghi porcini freschi o surgelati 250 g di brodo vegetale 100 g di vino rosso 1 cucchiaino di amido di mais 4 carote novelle 4 cipolle di Tropea

2 patate medie 3 spicchi d’aglio in camicia e 1 sbucciato timo rosmarino 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 20 g di burro sale qualche grano di pepe

Sbucciate le patate e le cipolle e tagliatele in quarti. Pelate le carote e sbucciate le castagne. Pulite delicatamente con un panno umido i porcini, se sono freschi, e tagliateli a pezzi. Salate e pepate il pezzo di carne, massaggiandolo bene. Mettete l’olio in una casseruola che possa contenere in lunghezza la carne, e fatela rosolare da tutti i lati per sigillare bene i succhi.Toglietela dal tegame e tenetela da parte, avvolta in un foglio d’alluminio. Nella stessa casseruola fate imbiondire lo spicchio d’aglio sbucciato e gettatevi i porcini facendoli rosolare; regolate di sale e toglieteli dalla casseruola tenendoli da parte. Accendete il forno a 200°C. Sempre nella stessa casseruola, rosolate le patate, le cipolle, le castagne e le carote per 4-5 minuti,. Sfumate col vino e lasciate evaporare. Aggiungete il pezzetto di burro e regolate di sale.

Trasferite il pezzo di carne, con tutti suoi succhi, in una pirofila da forno, unite le verdure rosolate, i funghi porcini tenuti da parte, aggiungete il brodo bollente, gli spicchi d’aglio in camicia, il timo e il rosmarino. Infornate e, dopo 10 minuti, abbassate la temperatura a 170°C. Fate cuocere per altri 20-25 minuti, per una cottura media della carne, calcolando 20 minuti per ogni 500 g di carne. Allungate i tempi di cottura per un massimo di 7-10 minuti, se si desidera più cotta, ma senza esagerare, pena la morbidezza dell’arrosto. Togliete dal forno, avvolgete di nuovo l’arrosto con alluminio e lasciatelo riposare per 15-20 minuti per far riassorbire i succhi. Togliete le verdure dalla teglia e tenetele in caldo. Fate restringere il fondo di cottura su fuoco, se necessario, aggiungendo il cucchiaino di maizena. Servite l’arrosto a fette, nappato col fondo di cottura e accompagnato dalle verdure.


68 - iFoodStyle n°7

Lucia Sarti

ARROSTO DI VITELLONE E PURÈ DI PATATE Ingredienti x 4 persone per l’arrosto 1 arrosto di vitellone da 1,2 kg 200 ml di passata di pomodoro 200 ml di acqua 170 ml di vino bianco 70 g di carote 50 g di sedano 20 g di cipolla 4-5 rametti di timo fresco 20 ml di olio extra vergine di oliva sale fino pepe macinato

Legate l’arrosto con dello spago da cucina (se non era legato al momento dell’acquisto). Condite l’arrosto con sale e pepe macinato su tutta la superficie, massaggiando bene con il palmo della mano per distribuire i condimenti: al momento della cottura, la carne non deve essere fredda ma a temperatura ambiente. Lavate e pulite sedano, carota e cipolla, e sminuzzate le verdure su un tagliere con un coltello. In una casseruola larga dai bordi bassi mettete l’olio e il battuto di verdure, fate stufare per qualche minuto poi aggiungete la carne. Fate rosolare la carne da tutti i lati, sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare tutto l’alcool. Aggiungete la passata di pomodoro e l’acqua nella casseruola con l’arrosto e fate cuocere, socchiuso con un coperchio, per 1 ora e 30 minuti, controllando e girando l’arrosto di tanto in tanto. Eliminate il coperchio nell’ultima mezz’ora di cottura, che potete effettuare anche in forno caldo a

per il purè 600 g di patate gialle 130 ml di latte intero 20 g di burro 10 g di Parmigiano grattugiato 3 g di sale fino pepe macinato

200°C. Slegate l’arrosto e, una volta tiepido (o freddo), tagliatelo a fette su un tagliere. Frullate o passate al passaverdura il sughetto dell’arrosto fino a quando diventa una crema. Rimettete le fette di arrosto nella casseruola, coperte dal loro sugo, e fate scaldare a fuoco basso. Mentre cuoce l’arrosto, preparate il purè. Fate cuocere le patate in una pentola capiente con acqua bollente per circa 40 minuti (dipende dalla grandezza delle patate). Quando le patate sono cotte, scolatele dall’acqua e pelatele con un coltello. Schiacciate le patate col ferretto apposito ino a quando diventano finissime. Aggiungete il latte, il burro, il Parmigiano grattugiato, il sale fino e il pepe, rimettete tutto in padella per qualche minuto e, quando diventa una crema perfettamente liscia, servite il purè con l’arrosto caldo e i rametti di timo.


iFoodStyle n°7 - 71

Alessandra Corona

ARISTA DI MAIALE FARCITA ALLE MELE

Ingredienti x 4 persone 950 g di arista di maiale 150 g di lardo tagliato a fettine sottili 100 ml di brodo vegetale 5 mele annurca 1 cipolla rossa grande 1 carota grande 1 bicchierino di brandy 1 rametto di rosmarino 4 foglie di salvia 5 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 noce di burro sale pepe Pelate la cipolla e affettatela. Pelate anche la carota e tagliatela a pezzi. Lavate le mele e tagliatele a spicchi; eliminate il torsolo, quindi tagliatene due a fettine. Aprite l’arista a libro, incidendo la carne come per fare delle fettine di un centimetro di spessore, ma arrivando a un centimetro dal fondo. Farcite le fettine due a due, inserendo all’interno una fettina di lardo e 2-3 di mele. Legate la carne con uno spago da cucina, in modo che le fettine di mela non cadano fuori. In una casseruola, fate scaldare l’olio e il burro. Aggiungete la carne e lasciatela rosolare a fiamma vivace per qualche minuto. Giratela delicatamente e fatela rosolare anche dall’altro lato.

Girate nuovamente la carne, in modo che la parte con le mele sia sopra. Aggiungete nella casseruola la cipolla, le carote e le mele a spicchi, poi sfumate il tutto con il brandy. Quando il liquore sarà evaporato, aggiungete il rosmarino e la salvia tritati. Salate e pepate abbondantemente la carne, quindi bagnatela con metà del brodo. Portate a bollore, abbassate la fiamma e incoperchiate. Lasciate cuocere l’arista per un’ora e mezza a fuoco molto lento. Se necessario, in cottura potrete aggiungere altro brodo, poco alla volta. Quando sarà cotta, fate riposare la carne prima di affettarla, quindi rimettetela in casseruola e fatela scaldare prima di servire.


Tavola invernale di Monica Zacchia

Foto: Monica Zacchia


74 - iFoodStyle n°7

In questo numero di iFoodStyle in cui l’autunno è di scena, la nostra Monica Zacchia ci apre le porte della sua casa e ci invita alla sua tavola che, elegante e informale allo stesso tempo, grazie ad un sapiente gioco di contrasti emana calore e crea atmosfera.


iFoodStyle n°7 - 75


Foto: Marianna Manzi


Torte di mele


80 - iFoodStyle n°7

Da frutto del peccato a frutto della salute:

la simbologia e le proprietà della mela Alessandra Giovanile

La mela proibita e il frutto del peccato. Due concetti che vanno a braccetto nel comune sentire e sono diametralmente opposti alla credenza popolare che una mela al giorno tolga il medico di torno. Anche altri frutti, come il fico e la melagrana, sono stati nell’antichità assimilati al mito dell’albero del bene e del male raccontato nella Bibbia, ma da un certo momento in poi la mela, succosa regina invernale, è diventata il frutto proibito per eccellenza. Iniziamo dal sapore: tagliando una mela, il succo che ne fuoriesce è dolce e stucchevole al primo impatto ma poi rivela una punta di acidulo, simbolico dualismo interpretato da alcuni come allegoria della tentazione diabolica, dolce in principio, ma che porta all’aspro della perdizione.

La fetta ha la buccia rossa come le labbra di una donna e un interno candido come i denti o la pelle di una fanciulla. Al morso è croccante, altro aspetto considerato diabolico e contro natura, poiché normalmente i frutti si ammorbidiscono con la maturazione. Tagliata a metà mostra ancora una vaga somiglianza con i genitali femminili, ma tagliata trasversalmente il risultato è ben più terrificante: addirittura una stella a cinque punte, simbolo del diavolo; in prossimità dei semini, il suo ossidarsi a contatto con l’aria può far intuire un’oscura e infernale evocazione. Questo il racconto di Stewart Lee Allen nel suo “Nel giardino del diavolo”, così come riportato a lui da un monaco ortodosso conosciuto durante un viaggio sul Monte Athos. A sorpresa, la narrazione si conclude con una bella risata del monaco: nella Bibbia non è specificato quale sia il frutto proibito del giardino dell’Eden. Una mela è semplicemente una mela, è stata la Chiesa di Roma a diffondere la funesta interpretazione. Questa delucidazione apre spazio a una riflessione ulteriore: la mela del peccato è un’invenzione del Papa, risalente al tempo in cui il mondo europeo si divideva in due: a sud delle Alpi si venerava la vite, e questo anche prima dell’avvento del Cristianesimo; a nord si venerava la pianta di melo, vero e proprio simbolo della cultura celtica. Se trasportare il mito di Dioniso nella cultura cristiana fu relativamente semplice, con la simbologia del vino durante la messa, fare lo stesso con la mela celtica era decisamente più complicato: questo portò allo scontro tra le due Chiese anche dopo la diffusione della

Foto: Monica Giustina


iFoodStyle n°7 - 81

Le mele si presero però una bella rivincita. I Celti adoravano molti alberi, non solo il melo, e nei boschi officiavano i loro rituali. Proprio dai boschi provengono gli alberi che decorano le nostre case durante il Natale, la più importante festività cristiana, e molti di questi alberi sono ornati di palline rosse e verdi… forse un ricordo dell’antica e venerata mela dei Celti? La mela, al di là delle credenze antiche, è un frutto eccellente ed è tra quelli più consumati al mondo. Se ne conoscono almeno 2000 varietà diverse e molte stanno tornando nelle coltivazioni, dopo essere state messe da parte perché ritenute poco produttive. Il contenuto di tannini, fitosteroli e fibra idrosolubile della mela sono utili a ridurre i

livelli di colesterolo nel sangue. La mela è adatta alle diete, perchè povera di glucosio, e alle gastroenteriti, al contrario di molti altri frutti, poiché non favorisce la fermentazione intestinale. Il contenuto di vitamine e minerali è importante: ritroviamo le vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E e K, e i minerali calcio, sodio, ferro, rame, magnesio, zolfo, potassio, fosforo, zinco, fluoro e manganese. Una mela al giorno, tra l’altro, in linea con il famoso proverbio, consente di ridurre del 30% il rischio di diabete, perché tende ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Le mele fresche sono disponibili sul mercato da tarda estate fino a tutto gennaio, poi entrano in gioco quelle conservate in atmosfera modificata, che maturano lentamente e sono reperibili per tutto l’anno.

Foto: Monica Giustina

nuova religione e, sul finire del IV secolo, sull’albero della conoscenza spuntarono le mele. Al poeta romano Avito fu assegnato il compito di costruire il mito della mela del peccato. Le mele vennero demonizzate da quel momento e indicate con il termine latino malum (che significava anche male), invece di pomum; il sidro venne bandito da qualsiasi cerimonia religiosa; i miti arturiani vennero modificati, cambiando la mela, simbolo di saggezza e illuminazione divina, in simbolo di perdizione e dannazione eterna. In alcuni racconti Cristo viene crocifisso proprio all’albero di melo e il succo di una mela selvatica fatto colare sul suo corpo. Lo stratagemma propagandistico funzionò a tal punto che venne ripreso secoli dopo dagli islamici, nei confronti del frutto della vite, per demonizzare la cultura cristiana, e dai missionari spagnoli con la scoperta dell’America, nei confronti del fiore tropicale dello xochitlicacan, per cancellare le fedi autoctone del Messico.


82 - iFoodStyle n°7

Francesca Cadoni

TORTA DI MELE con UVETTA e CANDITI

Ingredienti per uno stampo da 20-22 cm 300 g di farina 00 150 g di zucchero semolato (o di canna) + 2 cucchiai 150 ml di latte 80 ml d’olio di semi 2 uova medie 3 mele 50 g di uvetta 50 g di canditi la scorza di un limone grattugiata ½ cucchiaino di cannella 1 bustina di lievito zucchero a velo

Sbucciate le mele, tagliatene due a tocchetti e una a fettine sottili. Lasciate le mele pulite in acqua e succo di limone fino al momento del loro utilizzo, per evitare che anneriscano. Preriscaldate il forno a 180°C. Lavorate le uova intere con i 150 g di zucchero nella ciotola della planetaria o con delle fruste elettriche. Montatele per una decina di minuti, fino a che il composto sarà chiaro e spumoso. Continuando a montare, unite a filo l’olio di semi, poi aggiungete la scorza del limone. Setacciate a parte la farina con il lievito e la cannella.

Unite le polveri al composto di uova, alternandole con il latte, lavorando a bassa velocità. Aggiungete all’impasto, aiutandovi con una spatola, i canditi, l’uvetta e i pezzetti di mela. Imburrate e infarinate lo stampo, versate il composto, livellandolo bene, e decorate in superficie con le fettine di mela. Cospargete con due cucchiai di zucchero semolato. Infornate il dolce a 180°C e fate cuocere per 40 minuti. Una volta pronta, lasciate raffreddare la torta e cospargetela con zucchero a velo.


84 - iFoodStyle n°7


iFoodStyle n°7 - 85

Marianna Manzi

Ciambellone alle mele

Ingredienti x stampo a ciambella da 20-23 cm 200 g di farina 00 180 g di zucchero 100 ml latte a temperatura ambiente 80 g di burro 3 uova a temperatura ambiente 4 mele tipo Golden 1 cucchiaino di essenza di vaniglia (io in polvere Bio) 8 g di lievito per dolci (mezza bustina) un pizzico di sale 1 limone 3-4 cucchiai di marmellata di albicocche per la finitura

Prendete due mele, sbucciatele, tagliatele a tocchetti e irroratele con qualche goccia di succo di limone. Prendete le altre due mele, sbucciatele, tagliatele a fette non troppo sottili e irrorate anch’esse con qualche goccia di succo di limone. Fate sciogliere il burro al microonde. In una ciotola miscelate la farina con il lievito e il pizzico di sale. In un’altra ciotola, abbastanza ampia, montate con le fruste elettriche le uova e lo zucchero. Quando il composto diventerà chiaro e ben montato, aggiungete la vaniglia e il burro fuso ormai intiepidito. Incorporate, mescolando con una spatola, la miscela di farina, alternandola al latte,

fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo. Aggiungete i tocchetti di mele e amalgamateli delicatamente al composto. Versate l’impasto all’interno di uno stampo per ciambella da 20-23 cm, precedentemente imburrato e infarinato, e decorate la superficie con le altre due mele tagliate a fette. Infornate in forno caldo a 180°C per circa 40-45 minuti. Qualche minuto prima della fine della cottura, scaldate la marmellata al microonde per renderla liquida e usatela per spennellare la superficie della ciambella. Rimettete in forno fino al termine della cottura, verificando con la prova stecchino.


86 - iFoodStyle n°7

Sara Fumagalli

Torta di mele e uvetta

Ingredienti x uno stampo da 20 cm 220 g farina 00 150 g di burro morbido 120 g di zucchero semolato 90 g di uvetta 20 g di zucchero a velo 3 uova 3 mele 3 cucchiai di cognac rum q.b. succo di 1 limone 1 bustina di lievito per dolci 3 cucchiai di confettura di albicocche Zucchero a velo per decorare

Per prima cosa mettete l’uvetta in ammollo con acqua tiepida e un po’ di cognac o rum. Lasciatela a bagno per 30 minuti quindi scolatela e strizzatela bene. Sbucciate le mele e tagliatele in quarti, incidente la parte bombata con dei tagli che vadano a formare una griglia, quindi bagnate le fettine con il succo di limone, per far sì che non anneriscano. In un pentolino sciogliete la confettura con 2 cucchiai di acqua. Una volta sciolta spegnete la fiamma e tenete da parte. Iniziate a preparare l’impasto. In una ciotola montate con le fruste il burro e lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso. Unite

le uova, inserendole una alla volta, quindi lo zucchero a velo, 3 cucchiai di cognac e, per finire, la farina setacciata in precedenza con il lievito (inserendola poco alla volta). Versate il composto ottenuto in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato, distribuitevi sopra l’uvetta poi le mele, con la parte incisa rivolta verso l’alto. Spennellate le fettine con la confettura sciolta in precedenza. Infornate in forno caldo a 180°C per 45 minuti circa, verificando la cottura con la prova stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare la torta, quindi toglietela dallo stampo e spolveratela con dello zucchero a velo.


iFoodStyle n°7 - 89

Valentina Previdi

Torta di mele soffice

Ingredienti x stampo 18 cm 250 g di farina 00 130 g di zucchero semolato 100 g di burro 100 g di latte 3 uova Scorza di un limone ½ bustina di lievito per dolci 2 mele 2 cucchiai di zucchero di canna q.b. zucchero a velo

Con una frusta mescolate il burro, lo zucchero e la scorza di limone finché non saranno ben amalgamati; aggiungete le uova una alla volta continuando a mescolare. Unite anche la farina setacciata con il lievito alternandola al latte. Imburrate o foderate con carta forno la teglia e versatevi l’impasto.

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine non troppo sottili, sistematele a raggiera sulla torta e poi spolverate con zucchero di canna. Infornate a 170° per 50 minuti, per controllare la cottura fate la prova stecchino. Quando la torta è fredda spolverate con abbondante zucchero a velo.


Foto: Monica Giustina


Foto: Chiara Piras


Foto: Claudia Casadio


Foto: Sara Fumagalli


Lievitati

Foto: Anna e Sebastiana Ferro


iFoodStyle n°7 - 97

Alessandra Giovanile

Kringle estone

Ingredienti per l’impasto 300 g di farina tipo 0 macinata a pietra (+ altra per spolverare) 120 ml di latte 100 g di miele 1 uovo medio 30 g di burro 3 g di lievito di birra secco

per il ripieno 1 mela verde 70 g di uva passa 30 g di burro 1 bicchierino di grappa zucchero di canna cannella in polvere

Mettete l’uva passa a bagno nella grappa. Disponete la farina a fontana in una ciotola capiente. Sciogliete il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di miele e attendete che si attivi facendo le bollicine, poi scioglietevi il restante miele. Iniziate a impastare nella ciotola, prima con il mix di latte, lievito e miele, successivamente aggiungendo l’uovo, leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Impastate aggiungendo qualche cucchiaio di farina, finché l’impasto non è più appiccicoso, ma morbido. Inglobate il burro a piccoli pezzetti, continuando a impastare. Trasferite l’impasto in una ciotola pulita, coprite con pellicola e tenete in un luogo tiepido fino al raddoppio. Nel frattempo, potete tagliare la mela a dadini di 1 cm di lato, spruzzandola con succo di limone per non farla annerire.

Riprendete l’impasto lievitato e stendetelo su un piano leggermente infarinato, ottenendo un rettangolo di ½ cm di spessore. Spalmate la superficie della pasta con il burro, tenuto precedentemente fuori dal frigo, e disponete in modo uniforme l’uvetta, scolata e strizzata, e la mela a cubetti. Completate con abbondante zucchero di canna e cannella in polvere. Arrotolate su se stesso il kringle, partendo dal lato lungo, fino ad ottenere un rotolo con il ripieno all’interno. Con un coltello affilato tagliate il rotolo, nel senso della lunghezza, ottenendo due parti che tenderanno ad aprirsi. Rapidamente intrecciatele insieme e chiudete a corona. Trasferite poi la brioche su una teglia foderata di carta forno, coprite con pellicola e fate lievitare per 20 minuti. Riscaldate il forno a 180°C; spennellate il kringle con latte tiepido e completate con zucchero di canna. Infornate per 20 minuti.


98 - iFoodStyle n°7

Monica Giustina

Brioche al cioccolato e arancia

Ingredienti x 8-10 persone (stampo da 25x8cm) 285 g farina di forza di tipo 1 (W300) 80 g latte tiepido 80 g acqua tiepida 70 g burro 70 g zucchero 1 uovo 10 g lievito di birra fresco 70 g gocce di cioccolato 1 cucchiaino di miele la buccia di un’arancia non trattata 1 cucchiaino estratto di vaniglia 1 presa di sale fino 2 cucchiai di latte per spennellare

Unite il latte all’acqua e fatevi sciogliere all’interno il lievito con il miele. Lasciate riposare 15-20 minuti al caldo, coperto; nel frattempo mescolate il burro ammorbidito con la buccia grattugiata dell’arancia e l’estratto (o i semi di un baccello) di vaniglia. Versate il lievito, che avrà fatto un po’ di bolle in superficie, nella ciotola della planetaria, unitevi la farina e iniziate a impastare a media velocità con il gancio a foglia. Quando il composto inizia a compattarsi, unite lo zucchero e l’uovo e, quando quest’ultimo è assorbito completamente, aggiungete il burro aromatizzato e il sale. Lasciate impastare per circa 10 minuti, unite le gocce di cioccolato e continuate a lavorare finché l’impasto incorda aggrappandosi completamente alla foglia della planetaria (in totale 20 minuti circa). Staccate la massa dal gancio, formate una palla nella ciotola e coprite, lasciando lievitare

fino al raddoppio (circa un’ora e mezza a 22°C). Prendete l’impasto e disponetelo su una spianatoia infarinata, spezzatelo in tre parti con una spatola poi formate tre sfere. Ungete uno stampo da 25x8 cm e inseritevi le tre sfere affiancate, coprite con pellicola lasciata lenta e fate lievitare fino a quando la pasta supera di circa 1 cm il bordo dello stampo. Accendete il forno a 180°C e spennellate la brioche con il latte (se preferite potete usare anche un uovo sbattuto), quindi infornate. Quando la brioche risulterà dorata in superficie, copritela con un foglio d’alluminio e continuate la cottura facendo la prova stecchino, all’incirca 45 minuti in totale. Sfornate, lasciate raffreddare e affettate. La brioche può essere servita al naturale, con confetture o creme spalmabili.


iFoodStyle n°7 - 101

Rosa Rutigliano

Brioche annodate speziate

Ingredienti x circa 10 brioche per il Water roux (Tang Zhong) 125 ml di latte intero 25 g di farina forte (W350) per l’impasto 350 g di farina forte (W350) 125 ml di latte intero 100 g di tang zhong 40 g di zucchero 30 g di yogurt bianco 30 g di burro morbido 1 cucchiaino di cannella in polvere 1 cucchiaino di cardamomo in polvere Preparate il tang zhong un giorno prima. Mettete in un piccolo pentolino la farina setacciata con il latte e, con una frusta a mano, sciogliete bene evitando i grumi. Ponete su fuoco medio e continuate a mescolare con la frusta fino a raggiungere la temperatura di 65°C. Trasferite il tang zhong in una ciotola di vetro, coprite con pellicola a contatto per evitare la formazione della “pellicina” e lasciate riposare in frigorifero fino al momento dell’uso. Il giorno dopo tirate fuori la ciotola dal frigorifero e riportate a temperatura ambiente. Nella ciotola dell’impastatrice mettete la farina setacciata, lo zucchero, il sale, tutte le spezie e mescolate con la frusta K. Versate il latte a temperatura ambiente in una ciotola e scioglietevi il lievito, aggiungendo anche un cucchiaino di zucchero; mescolate e lasciate riposare per 10 minuti.

½ cucchiaino di zenzero in polvere ½ cucchiaino di noce moscata in polvere ½ cucchiaino di chiodi di garofano in polvere 8 g di lievito di birra fresco (oppure 3 g di lievito secco) 5 g di sale (1 cucchiaino) per la finitura 1 tuorlo 1 cucchiaino di latte zucchero in granella

Trascorso questo tempo unite lo yogurt, il tang zhong e, con una frusta a mano, mescolate bene il tutto; versate quindi nella ciotola dell’impastatrice e iniziate a impastare, a bassa velocità, con la frusta K. Quando gli ingredienti risulteranno ben amalgamati fra loro, aggiungete il burro poco per volta e impastate fino a incordatura. Sostituite il gancio K con l’uncino e impastate per ottenere una perfetta incordatura, con l’impasto che si stacca completamente dalla ciotola, lasciandola pulita, diventa liscio, elastico e lucido. Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente unta e lasciatelo lievitare, coperto con pellicola alimentare, per circa 2 ore, o comunque fino al raddoppio. Rovesciate l’impasto lievitato su una spianatoia leggermente infarinata e sgonfiatelo delicatamente, dividetelo in pezzi da circa 80 g e, con questi, formate dei cordoncini lunghi 42-43 cm.


102 - iFoodStyle n°7

Con ogni cordoncino formate un nodo ottenendo due estremità: una a destra ed una a sinistra. Prendete la parte di destra e inseritela sotto verso il centro del nodo; prendete la parte sinistra e inseritela al di sopra, verso il centro del nodo; pizzicate per sigillare. Adagiate le brioche su una teglia rivestita con carta forno e fate lievitare fino al raddoppio.

In una ciotolina sbattete il tuorlo insieme al latte e, appena prima di infornare, spennellate delicatamente la superficie delle brioche. Infornate a 170°C per circa 15-20 minuti. Una volta cotte, trasferite le brioche su una gratella e, mentre sono ancora calde, spennellate nuovamente la superficie con un po’ di miele sciolto, quindi cospargete sopra con lo zucchero in granella.

NOTE L’impasto tang zhong va preparato con almeno 3-4 ore d’anticipo, meglio ancora il giorno prima. Per ottenere un perfetto water roux (tang zhong) è indispensabile l’uso del termometro da cucina ma, in sua assenza, il water roux risulterà pronto quando diventerà gelatinoso, lucido e, mescolando, si vedrà il fondo del pentolino.


104 - iFoodStyle n°7

Anna e Sebastiana Ferro

Angelica al profumo di arance e mandorle Ingredienti per il lievitino 100 g di farina Manitoba 100 g di latte intero 6 g di lievito di birra per l’impasto il lievitino 300 g di farina Manitoba 80 g di latte intero 80 g di burro 60 g di zucchero semolato un uovo intero

In una ciotola versate la dose di latte tiepido, scioglietevi il lievito di birra, lavorando con una forchetta, e aggiungete la farina necessaria. Mescolate per bene e coprite la ciotola con uno strato di pellicola. Lasciate riposare circa un’ora e mezza a temperatura ambiente: il lievitino sarà pronto quando compariranno in superficie delle fossette e le prime saranno scoppiate. Trasferite il lievitino nella ciotola della planetaria e, lavorando con la frusta a k, versate a filo il latte, seguito da un paio di cucchiai di farina, abbastanza da far riprendere consistenza all’impasto. Procedete incorporando il primo tuorlo, seguito da metà dose di zucchero e abbastanza farina. Quando la massa sarà nuovamente agganciata alla frusta, ripetete l’operazione con il secondo tuorlo seguito da zucchero e farina. Terminate versando a filo l’albume, in cui avrete precedentemente sciolto il sale, e la restante farina.

un tuorlo 3 g sale per la farcia 50 g di pasta di mandorle a cubetti 50 g di arancia canditi a cubetti 20 g burro fuso per la finitura un albume lamelle di mandorle pelate scorze di arancia candita zucchero a velo

Lavorate l’impasto fino a ottenere un impasto liscio e lucido. Tagliate il burro morbido a cubetti e incorporatelo all’impasto aggiungendone 2-3 cubetti alla volta: passate alla porzione successiva solo dopo che tutta la precedente è stata assorbita. Di tanto in tanto, fermate la planetaria e capovolgete l’impasto. Una volta terminata la lavorazione, ricoprite la ciotola con pellicola e trasferitela in frigorifero per 10-12 ore. Trascorso il tempo necessario, riportate l’impasto a temperatura ambiente e attendete circa un’ora. Su un piano di lavoro leggermente infarinato stendete l’impasto in forma rettangolare, spennellatelo con il burro della farcitura (fuso e raffreddato) e distribuitevi sopra i cubetti di pasta di mandorle e arancia candita. Richiudete la brioche, arrotolandola dal lato lungo, tagliate a metà il filone ottenuto e intrecciate i due lembi, mantenendo la parte


iFoodStyle n°7 - 107

del taglio rivolta verso l’alto, così da rendere visibile la farcitura. Chiudete le due estremità della treccia, così da creare un cerchio, disponendo uno dei due lembi sotto dell’altro; spostate delicatamente la brioche su una teglia rivestita da carta forno e disponete al suo centro un foglio di carta forno accartocciato, così da mantenere la forma durante la lievitazione e la cottura. Ricoprite con uno strato di pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio, circa 2 ore.

Preriscaldate il forno in modalità statica a 180°C e, nel frattempo, lasciate scoperta la brioche. Spennellate la superficie con dell’albume, cospargetela con lamelle di mandorle e scorze di arancia candite lasciate intere, poi infornate per circa 40 minuti; potrebbe essere utile coprire la superficie con un foglio di alluminio negli ultimi 5 minuti di cottura per evitare che bruci. Sfornate e lasciate raffreddare la brioche su una griglia. A piacere, spolverate di zucchero a velo prima di servire.


iFoodMug

Foto: Sara Zampini


iFoodStyle n°7 - 109

Laura Barile

Preparare in casa una buona (e bella) colazione senza glutine Quando arriva la stagione fredda fa piacere ritagliarsi un momento di calma e relax per fare colazione senza fretta, soprattutto nei weekend o nei giorni di festa in cui non si lavora e abbiamo un po’ più di tempo da dedicarci. In questi casi il mio segreto è preparare qualcosa di buono il giorno prima in modo da alzarmi al mattino e avere già tutto pronto. Così dovrete soltanto fare il caffè o scaldare l’acqua per il tè, in base alle vostre preferenze, e potrete gustare senza fatica una colazione invitante e coccolosa. In queste occasioni anche l’occhio vuole la sua parte e quindi può essere carino, se ne avete voglia, mettere in tavola una bella tovaglietta, le vostre tazze o tazzine preferite, qualche fiore, un libro o una rivista da sfogliare, e accompagnare il tutto con un po’ di musica in sottofondo. Se vi piace potete allestire un vassoio e consumare la vostra colazione a letto, nel tepore delle coperte ancora calde. Naturalmente anche la mise en place potete prepararla la sera prima così da trovare tutto pronto al mattino. Ma che succede se qualcuno in famiglia non può consumare alimenti che contengono glutine? L’esigenza di preparare una colazione gluten free non deve essere né un ostacolo, né un freno perché ci sono tantissime ricette veloci e sfiziose da realizzare senza glutine per non privarsi del piacere di una sana e golosa colazione homemade. Oltre ai biscotti e alle torte da colazione, una buona alternativa sono anche i pancake. Un classico delle colazioni made in USA che si presta a infinite varianti sia per la ricetta della pastella, sia per le farciture. In questo numero, nella sezione dedicata alla colazione delle feste, trovate una ricetta di pancake senza glutine con farina di grano saraceno e di castagne. La farina di grano saraceno, un cereale naturalmente privo di glutine, ha un sapore leggermente tostato e aromatico quindi questi pancake verranno buoni e saporiti anche senza bisogno di salse di accompagnamento molto ricche. Con un filo di sciroppo d’acero o con un cucchiaino di miele colato a filo a mio parere danno il meglio di sé. Preparate la pastella la sera prima e conservatela in frigorifero, così al mattino non vi resterà che cuocere i pancake e gustarveli belli caldi. In alternativa potete anche cuocere i pancake la sera prima e poi scaldarli il mattino dopo nel microonde (bastano 20 secondi a 600w).


110 - iFoodStyle n°7

Chiara Setti

GINGERBREAD WAFFLES

Ingredienti x 10 waffles 320 ml di latte a temperatura ambiente 290 g di farina 90 g di zucchero di canna scuro 65 ml di miele 45 g di burro fuso 1 uovo grande 2 cucchiaini di lievito 1 cucchiaino di zenzero  1 cucchiaino di cannella  ½ cucchiaino di sale ¼ cucchiaino di noce moscata ⅛ cucchiaino di chiodi di garofano cacao e zucchero a velo per servire In una ciotola capiente sbattete il latte con il burro fuso, il miele, lo zucchero di canna e l’uovo finché il composto risulta amalgamato. In un’altra ciotola mescolate la farina con le spezie (zenzero, cannella, noce moscata, chiodi di garofano), il lievito e il sale. Versate gradualmente la miscela di farina nel composto di latte e mescolate con una frusta fino a ottenere una pastella omogenea. Lasciate riposare la pastella mentre preriscaldate la piastra da waffles. Spennellate una noce di burro fuso sul ferro e versate un mestolo di pastella sulla piastra, facendo in modo di diffonderla anche sui bordi. Cuocete per 3-4 minuti, o secondo le istruzioni della piastra, finché i waffles saranno dorati all’esterno. Rimuovete i waffles e disponeteli su un piatto da portata. Cuocete i restanti waffles, decorate con cacao e zucchero a velo e servite immediatamente.


iFoodStyle n°7 - 113

Elisabetta Origgi

Mini plum cake al cardamomo e cranberry Ingredienti x 6/8 mini plum cake 120 g di zucchero di canna 125 ml di latte 100 g di farina 00 80 g di farina di segale 70 g di cranberries disidratati 60 g di burro a temperatura ambiente 1 uovo ½ cucchiaino di semi di cardamomo tritati ½ bustina di lievito per dolci

Montate il burro e lo zucchero con le fruste fino a ottenere un composto cremoso. Continuando a montare, aggiungete le uova, il latte e le due farine setacciate con il lievito. Montate fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Aggiungete il cardamomo tritato e i cranberries, mescolando con una spatola. Con l’impasto, riempite per due terzi gli stampini da mini plum cake e livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio. Fate cuocere i mini plum cake in forno già caldo a 180°C per circa 25 minuti o fino a che la superficie risulterà dorata. Sfornate e fate raffreddare completamente. Potete conservare i mini plum cake in un contenitore di latta per circa una settimana.


114 - iFoodStyle n°7

Laura Barile

PANCAKE GLUTEN FREE CON GRANO SARACENO Ingredienti x 9 pancakes 125 g di yogurt bianco 100 g di latte 100 g di farina di grano saraceno 50 g di farina di castagne 1 uovo 25 g di zucchero integrale di canna 5 g di lievito per dolci per guarnire frutta fresca sciroppo d’acero

In una ciotola mescolate le farine, il lievito e lo zucchero. Separate il tuorlo dall’albume e montate a neve ferma quest’ultimo. Mescolate tra loro il tuorlo, il latte e lo yogurt, quindi versate il composto nella ciotola degli ingredienti secchi e amalgamate bene. Incorporate delicatamente l’albume montato con movimenti dal basso verso l’alto: otterrete una pastella liscia e uniforme. Ungete una padella antiaderente con un foglio di panno-carta e, quando è calda, versatevi un cucchiaio abbondante di pastella.

Quando vedete che si formano delle bollicine in superficie, girate il pancake con l’aiuto di una spatola e proseguite la cottura sull’altro lato. Occorreranno circa 1-2 minuti di cottura per lato. Se avete una padella grande potete anche cuocere più di un pancake alla volta. Proseguite in questo modo fino a esaurimento della pastella. Mettete i pancake su un piatto, impilati a torretta, e irrorateli con lo sciroppo d’acero, oppure metteteli in una bowl e serviteli con frutta fresca a piacere.

Note Se non amate la farina di castagna potete sostituirla con quella di riso. Per il topping potete sostituire lo sciroppo d’acero con una salsa al cioccolato, con miele o anche con una buona composta di frutta.


iFoodStyle n°7 - 117

Sara Zampini

GINGERBREAD CAKE

Ingredienti x stampo classico da plumcake 200 g di farina 00 180 g di miele (o melassa) 150 g di burro morbido 150 g di panna fresca 120 g di zucchero di canna 2 uova 2 cucchiaini rasi di cannella in polvere 1 cucchiaino di zenzero in polvere 1 pizzico di noce moscata in polvere 1 pizzico di chiodi di garofano macinati 1 bustina di lievito per dolci salsa al caramello per accompagnare (facoltativa)

Imburrate e infarinate lo stampo da plumcake. Preriscaldate il forno a 170°C. Nella ciotola della planetaria (o con le fruste elettriche) montate il burro morbido con lo zucchero, poi aggiungete le uova una alla volta (non unite il secondo uovo finchè il primo non sarà completamente amalgamato). Unite quindi il miele e la panna fresca e mescolate fino a ottenere un composto cremoso. Setacciate la farina con il lievito e le spezie e aggiungete il tutto all’impasto, mescolando fino a completo assorbimento.

Versate l’impasto nello stampo e infornate. Fate cuocere per circa 45 minuti: il tempo di cottura potrebbe variare a seconda del tipo di forno, perciò fate sempre la prova stecchino prima di sfornare. Se, dopo i primi 30 minuti di cottura, notate che la superficie si scurisce troppo, coprite con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare completamente, quindi sformate il dolce e tagliatelo a fette. Servite accompagnando a piacere con la salsa al caramello.


Recensioni Foto: Vatinee Suvimol


120 - iFoodStyle n°7

LALIMENTARI

Tradizione e design nella cornice di Piazza Vecchia, Città alta, Bergamo Dove mangiare a Bergamo? Questa è la domanda che mi viene rivolta sempre dagli amici che vengono a visitare la mia amata città. Sicuramente in Città Alta! rispondo sempre. Sì, ma dove? Da sempre, si vorrebbe il posto migliore, con il cibo migliore, possibilmente tradizionale e ad un prezzo migliore. Finalmente ora posso dare un nome a chi mi formula questa domanda: Lalimentari! Lalimentari è un ristorantewinebar con specialità tradizionali bergamasche, situato in Piazza Vecchia a Bergamo Alta, precisamente all’interno del Palazzo del Podestà, e gode di una posizione privilegiata con due accessi entrambi principali: da Piazza Vecchia e da Via Colleoni.

Grazie allo studio del concept e alla passione per la cucina tradizionale, Lalimentari è un locale che integra alla perfezione elementi di interior design con archi, capitelli e affreschi presenti nello storico Palazzo del Podestà di Bergamo. In questa atmosfera, tra l’antico e il moderno, si possono degustare piatti della tradizione culinaria bergamasca accompagnati da oltre 800 prestigiose etichette presenti nella straordinaria enoteca. L’Architetto Paolo Albano, che ne ha studiato il concept, e lo chefproprietario Paolo Chiari, ci parlano del locale, della sua cucina e dell’essenza de Lalimentari. Il concept studiato dall’Architetto Paolo Albano La realizzazione di interior design ha voluto, nel rispetto dei luoghi, dialogare con la storia inserendo elementi volumetrici definiti, utilizzando rifiniture decise. Così nascono le cover in texture di ottone satinato per i locali dei servizi igienici e personale; i rivestimenti in lamiera in carbon wood per le porte interne; il marmo di Carrara per i top dei tavoli uniti alle nuove sedute in legno nero Pedrali; la scelta del ciliegio quale essenza legno ritenuta più calda rispetto al freddo elemento pietra e intonaco bianco delle esistenti e tutelati pareti; la WallWine in scatolato di ferro a caratterizzare la cantina e l’ampia scelta dei vini tutti ben visibili. Scelte ben precise sono l’apporto illuminotecnico, che definirei “distratto” esaltando con dei pendenti la verticalità e gli affreschi storici


iFoodStyle n°7 - 121

presenti in enoteca, e l’installazione nella sala vetrina a Piazza Vecchia di un’esplosione di tensori che accarezzano il susseguirsi di volte. Si è cercato un equilibrio all’interno di un patrimonio italiano, non creando un luogo attraverso una ricerca di protagonismo ma dialogando con esso. La cucina proposta da Paolo Chiari, Chef e proprietario Lalimentari nasce da una storia di famiglia che per la quarta generazione si trova a gestire questo luogo simbolo della città di Bergamo. La bisnonna di Paolo Chiari aprì sul finire dell’800 la Trattoria dei Cacciatori: cucina casalinga e vino sfuso. Oggi con Lalimentari viene rinnovato l’impegno, offrendo la cucina tipica bergamasca e una selezione di vini di tutto rispetto, più di 800 etichette da tutta Italia. Il nome Lalimentari vuole celebrare le due tradizioni di famiglia: quella del nonno di commerciare formaggi e salumi e quella della nonna di essere ristoratrice, giocando con la semantica. Le materie prime sono solo di altissima qualità, selezionate personalmente da Paolo che controlla come vengono cucinate, presentate e anche come vengono comunicate. Per Paolo è fondamentale fare cultura delle proprie tradizioni, soprattutto verso chi non è della zona o addirittura chi non è Italiano. Far sentire un cliente come a casa o evocargli, attraverso i piatti, sapori che appartenevano anche alle sue tradizioni famigliari è l’obbiettivo primario del ristorante. Un locale deve riflettere lo stile dei proprietari, e così è anche per Lalimentari, dove si ritrovano la praticità e fantasia di Paolo e il buon

gusto, personale ed elegante, della moglie Simona. L’uso di materiali semplici, naturali e tradizionali, come pietra, marmo, legno e metallo, è stato scelto dai due perché veri alla vista e al tatto, come vera è la cucina che vogliono offrire.


Lalimentari

Piazza Vecchia, 12 CittĂ Alta - Bergamo


Le nostre

Sara Cimica e Laura Perri

Sara Cimica e Laura Perri

Rosa Rutigliano

Rosa Rutigliano

Monica Giustina

Elisa Cima


copertine

Lucia Sarti

Marianna Manzi

Sara Cimica e Laura Perri

Elisabetta Origgi

Laura Barile

Marianna Manzi


Style

DAL WEB ALLA TAVOLA

Novembre/Dicembre 2017 Numero 7

Foto: Elisa Cima

iFoodStyle n°7  

iFoodStyle - dal web alla tavola - il nostro nuovissimo magazine che potrete sfogliare tranquillamente on line ogni due mesi. Parleremo di r...