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Style

DAL WEB ALLA TAVOLA Luglio/Agosto 2017 Numero 5


Foto: Serena Pierini


Emanuela Leveratto

“Un’estate è sempre eccezionale, sia essa calda o fredda, secca o umida.” “Un’estate è sempre eccezionale, sia essa calda o fredda, secca o umida.” Così scriveva Gustave Flaubert ed è proprio vero. Possiamo odiarla per il caldo che appiccica i vestiti o per le zanzare che non ci danno tregua la notte, ma l’estate è anche la stagione dei tuffi in mare, delle feste in spiaggia e delle vacanze con la famiglia o gli amici. Questo numero estivo di iFoodStyle ruota proprio attorno alla solarità e alla voglia di spensieratezza che l’estate porta con sé. Con il caldo è necessario mangiare cibi più freschi e leggeri, quindi via libera a ricette di frutta e verdura, magari da portare in spiaggia grazie alle nostre macedonie in vasetto. Non potete fare a meno dei gelati? Tranquilli. In questo numero abbiamo pensato anche voi. Per chi ama radunare amici e parenti davanti al barbecue c’è la sezione A tutta griglia! dove trovare tanti spunti per cucinare pesce e carne. Non potete andare in vacanza e siete costretti a lavorare anche a Luglio e Agosto? Provate a preparare uno dei nostri sandwich e la pausa pranzo in ufficio sarà meno triste e noiosa. Questo poi è il periodo perfetto per fare rifornimento di prelibatezze per l’inverno: con le nostre Scorte sotto vetro troverete molti spunti interessanti. Estate però è anche sinonimo di viaggi e con questo numero vi portiamo alla scoperta di Caorle, una tra le più belle località balneari d’Italia. Non mancheranno poi i nostri approfondimenti sui produttori locali, comfort food e DIY, le curiosità sul mondo gluten free e le recensioni di locali in giro per il Bel Paese. Buona lettura e buona estate!

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Foto: Chiara Piras


Luglio/Agosto 2017 - numero 5

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Redazione: Alessandra Corona

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Correzioni foto Emanuela Leveratto

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Correzioni Bozze Federica Di Marcello

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Progetto grafico e impaginazione Giulia Cappelli

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Foto copertina:

Claudia Casadio

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Elisabetta Origgi - www.brontoloinpentola.ifood.it


Pag.

8

Sandwiches Pag.

20

A tutta griglia Pag.

52

Scorte sotto vetro

Pag.

62

Borghi d’Italia Pag.

82

Produttori Locali Pag.

88

Rubrica: Glutenfree Pag.

92

Verdure di stagione


Pag.

112

Summer Diy Pag.

122

Focus frutta estiva Pag.

124

Frutta di stagione Pag.

136

Freschezza da gustare

Pag.

150

Pillole di salute Pag.

152

iFoodMug Pag.

160

Recensione


Foto: Alessandra Corona


Sandwiches


10 - iFoodStyle n°5

Anna Laura Levantesi

sandwich CON TONNO MARINATO IN CROSTA DI SESAMO con maionese, wasabi e mango fresco Ingredienti x 2 persone per il tonno

per la maionese wasabi

1 filetto di tonno 2 cucchiai di semi di sesamo nero 2 cucchiai di semi di sesamo bianco ½ bicchiere di salsa di soia ½ cucchiaio di olio 1 cucchiaino di succo di limone olio

230 ml di olio 1 uovo 1 cucchiaio di pasta wasabi 1 limone 3 g di sale per completare cavolo rosso lattuga mango

Fate marinare il tonno per almeno 4-5 ore nella salsa di soia addizionata di olio e succo di limone. Trascorso questo tempo, asciugate leggermente il tonno e passatelo nei semi di sesamo precedentemente mescolati. Fate cuocere in padella con poco olio un minuto per lato: il cuore del filetto deve restare rosa. Preparate la maionese unendo tutti gli ingredienti, freddi di frigo, nel bicchiere del

frullatore e frullate fino a ottenere la giusta consistenza. Aggiungete la pasta wasabi e mescolate bene fino a che è incorporata bene. Tagliate il mango a dadini, la lattuga e il cavolo rosso a striscioline. Componete il panino iniziando con la lattuga e il cavolo rosso, a seguire il tonno e infine la maionese e il mango.


iFoodStyle n°5 - 13

Anna e Sebastiana Ferro

VEGGIE BURGER DI QUINOA E CANNELLINI con misticanza e avocado Ingredienti x 4 persone per i panini burger 200 g di farina 0 100 g di farina manitoba 80 g di lievito madre 180 g di acqua 16 g di olio extravergine d’oliva 40 g di latte di soia 8 g di sale 10 g di semi di sesamo 10 g di semi di papavero per i vegan burger 180 g di fagioli cannellini secchi 100 g di quinoa rossa Preparate l’impasto dei panini la sera precedente: per prima cosa emulsionate con un frullatore a immersione l’olio e il latte vegetale fino ad ottenere una crema fluida; mettete da parte. In una ciotola sciogliete il lievito madre in 80 g di acqua presi dal totale; aggiungete le farine e il resto dell’acqua, poi incorporate il sale. Aggiungete lentamente l’emulsione all’impasto e impastate fino ad ottenere un impasto liscio. Se lavorate l’impasto a mano assicuratevi che l’emulsione sia ben assorbita. Lasciate riposare un’ora a temperatura ambiente, e poi conservate in frigo per 8-10 ore. L’indomani lasciate tornare l’impasto a temperatura ambiente, dividetelo in 4 pezzi di ugual peso e arrotolate a palla stretta ogni singolo panino. Disponete i panini su una teglia e lasciateli lievitare, coperti da pellicola, fino al raddoppio (circa due ore): il tempo dipenderà dalla forza del vostro lievito e dalla temperatura ambiente.

50 g di pangrattato 1 pomodoro ½ cipolotto 20 g di olio extravergine di oliva sale q.b. pepe q.b. qb pangrattato per l’impanatura per condimento 100 g di misticanza fresca 1 avocado maturo succo di mezzo di limone 20 g di olio extravergine di oliva sale q.b. Una volta lievitati, accendete il forno statico a 240°C, rimuovete la pellicola, spennellate per bene la superficie dei panini con del latte vegetale e distribuite a piacere i semi scelti. Raggiunta la temperatura, infornate per i primi 15 minuti, abbassate poi la temperatura a 180°C e proseguite la cottura per altri 15 minuti. Saprete che i panini saranno cotti quando, battendo il fondo con un cucchiaio di legno, suonerà vuoto. Per i burger, mettete a mollo i fagioli cannellini la sera prima, cambiando più volte l’acqua. La mattina cuocete i cannellini in acqua bollente con una foglia di alloro. Nel frattempo, sciacquate la quinoa con abbondante acqua fredda, smettendo quando avrà finito di schiumare. Cuocete la quinoa in acqua fredda salata in proporzione 1 a 3, o come indicato sulla vostra confezione.


14 - iFoodStyle n°5

Una volta cotta, ripesate la quinoa e prelevatene 150 g da riporre in una ciotola. Trasferite i cannellini cotti in un becker con due cucchiai di acqua di cottura, 2 cucchiai di olio e frullate fino a ottenere una crema. Condite la crema di cannellini con sale e pepe poi unitela alla quinoa. Pulite e tagliate il cipollotto e il pomodoro prima di unirli all’impasto dei burger. Per ultimo aggiungete il pangrattato e mescolate il composto con un cucchiaio, coprite con pellicola e lasciatelo riposare in frigo per qualche ora. Recuperate la ciotola, create 4 burger,

aiutandovi con un coppapasta di metallo della dimensione del panino, e passateli nel pangrattato condito con sale e timo. Disponete i burger su una teglia rivestita con un foglio di carta forno e conditeli con un filo d’olio. Cuocete in forno ventilato a 180°C fino a doratura. Componete i vegan burger: tagliate a metà i panini lasciati raffreddare; create un letto di misticanza condita con olio, limone, sale e pepe; adagiate il vegan burger, terminate con delle fettine di avocado maturo e richiudete con la metà superiore del panino.


16 - iFoodStyle n°5

Alessandra Corona

sandwich CON GUACAMOLE E GAMBERI ALLA TEQUILA Ingredienti x 2 persone 10-12 mazzancolle o gamberoni 4 fette di pane in cassetta integrale 2 cucchiai di tequila 2 cucchiai di maionese 1 lime qualche goccia di tabasco un pizzico di peperoncino in polvere olio extravergine di oliva

Sgusciate delicatamente i gamberi ed eliminate il filo intestinale. In una ciotola, preparate la marinata con la tequila, il tabasco e il succo del lime. Adagiate i gamberi nella marinata e lasciateli da parte per una decina di minuti. Insaporite la maionese con un pizzico di peperoncino in polvere. Preparate il guacamole. Tagliate a metà l’avocado, prelevate la polpa con un cucchiaio, trasferitela in una ciotola e schiacciatela con una forchetta. Aggiungete il succo di mezzo lime, parte della cipolla tritata molto finemente, il pomodoro tagliato a cubetti piccoli e il coriandolo (o il prezzemolo) tritato. Tritate anche il peperoncino e aggiungetene una

per il guacamole 1 avocado maturo 1 pomodoro piccolo e maturo 1-2 lime ½ cipolla rossa 1 peperoncino fresco un mazzetto di coriandolo o prezzemolo sale

parte al guacamole. Unite un bel pizzico di sale e mescolate. Assaggiate e regolate eventualmente di sale, lime o peperoncino a vostro gusto. Mettete un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella e fatelo scaldare a fiamma viva. Aggiungete i gamberi, sgocciolati dalla marinata, e cuoceteli circa 30 secondi per lato. Tostate le fette di pane, quindi componete i sandwiches. Spalmate un paio di cucchiai di guacamole su due delle fette di pane. Spalmate le altre due con la maionese al peperoncino. Adagiate i gamberi sul guacamole e ricoprite con le fette spalmate di maionese. Servite i sandwiches con una birra gelata e, se vi piace, altro guacamole con delle tortillas.


iFoodStyle n°5 - 19

Marianna Manzi

sandwich DI PANE DI SEGALE

con fesa di tacchino, bufala e pomodori Ingredienti x 2 sandwitch 4 fette di pane di segale 1 mozzarella di bufala grande (250 g) oppure due piccole 100 g di arrosto di fesa di tacchino a fette 1 pomodoro tipo cuore di bue foglie di insalata q.b. maionese delicata allo yogurt q.b. olio extra vergine d’oliva q.b.

Ungete le fetta di pane con un filo di olio e fatele tostare su una piastra ben calda fino a quando la superficie diventerà leggermente dorata. Lavate e asciugate le foglie d’insalata e i pomodori; tagliate questi ultimi a fettine spesse mezzo centimetro. Fate scolare la mozzarella di bufala e tagliatela a fette dello stesso spessore del pomodoro.

Spalmate uno strato leggero di maionese sulla metà delle fette di pane, adagiate qualche foglia di insalata, le fette di fesa di tacchino, la mozzarella di bufala, i pomodori e completate con qualche altra foglia d’insalata. Chiudete i sandwich con le fette di pane rimaste e servite.


A tutta griglia!

Foto: Miky Pisanu


22 - iFoodStyle n°5

Monica Giustina

FLAN STEAK

marinata al rum Ingredienti x 6 persone 1 kg di bavetta di manzo privata dello strato di tessuto connettivo, tagliata a fette diagonali 330 ml di birra chiara 200 ml di rum chiaro 2 lime 1 cucchiaio di pepe misto in grani (nero, verde, rosa) 1 cucchiaino di peperoncino in fiocchi ½ cucchiaino di semi di coriandolo macinati olio extravergine d’oliva sale integrale in fiocchi

Prendete un contenitore in vetro richiudibile, versate sul fondo due cucchiai di olio, poi poggiate la carne. Tagliate a metà un lime e spremetelo sulla carne, affettate l’altro e disponetelo tra le fette di bavetta. Versate il rum, condite con tutte le spezie (non il sale), poi unite la birra e coprite. Lasciate riposare in frigorifero 2-3 ore. Tenete a temperatura ambiente per circa

mezz’ora, nel frattempo preparate la griglia (o portate a temperatura elevata un bistecchiera). Scolate bene la carne dalla marinata e cuocetela pochi minuti per lato, in modo che sia al sangue e non si asciughi. Togliete dal fuoco, condite con un filo d’olio e una spolverata di sale, fate riposare qualche minuto quindi servite.

Nota: la Flank Steak è un taglio economico e saporito che si trova nella zona della pancia, con una fascia spessa di tessuto connettivo da eliminare. Normalmente utilizzato come taglio povero per cotture lente, alla griglia (o piastra) con cottura breve e ad alte temperature non ha nulla da invidiare ad una bistecca di roastbeef. La marinatura aiuta a mantenerne la morbidezza, oltre a regalare sapore e profumo. In questo caso il taglio, diagonale, è stato effettuato prima della marinatura, ma si può anche fare dopo la cottura.


Foto: Monica Giustina


Foto: Monica Giustina


iFoodStyle n°5 - 27

Elena Gnani

Spiedini di pollo allo zenzero

Ingredienti x 2 persone 200 g di petto di pollo 125 g di yogurt bianco 2 zucchine 1 peperone zenzero fresco granella di pistacchi sale

Tagliate il petto di pollo a cubetti non troppo piccoli e traferite in una ciotola. Grattugiate un po’ di zenzero fresco e mescolatelo allo yogurt e a un pizzico di sale. Versate sopra al pollo la salsa di yogurt e mescolate con le mani in modo tale che il pollo ne sia completamente ricoperto. Coprite con pellicola alimentare e lasciate marinare per circa 2 ore.

Nel frattempo, tagliate le zucchine a rondelle e il peperone a quadretti. Preparate gli spiedini alternando pollo, zucchine e peperoni. Scaldate bene una griglia, metteteci sopra qualche granello di sale grosso e cuocete i vostri spiedini da tutti i lati. Servite accompagnando gli spiedini con una salsa preparata con yogurt greco, zenzero grattugiato e granella di pistacchi.


28 - iFoodStyle n°5

Miki Pisanu

COSTATA DI VITELLO ALLA GRIGLIA

Ingredienti x 6 persone 1 Kg di costata di vitello 1 rametto rosmarino limone q.b. olio q.b. sale q.b. pepe (facoltativo)

Lasciate la carne a temperatura ambiente prima della cottura. Preparate uno scodellino di olio con il rosmarino e il sale (pepe a piacere). Mettete la costata sul barbecue molto caldo, con la griglia vicina alla brace in modo che si formi una crosticina.

Fate cuocere la costata circa 5/-6 minuti per lato. Non pungete la carne. A cottura ultimata, sistemate la carne su un piatto e condite con l’olio preparato in precedenza. Servite accompagnata con una fetta di limone e un’insalata verde.


Foto: Miky Pisanu


Foto: Miky Pisanu


iFoodStyle n°5 - 33

Emanuela Leveratto

TRANCI DI TONNO con tapenade

Ingredienti x 2 persone 250 g di tonno in tranci 200 g di pomodorini 54 g di olive nere snocciolate 33 g di acciughe sottosale 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio di capperi sottosale qualche rametto di timo fresco 1 cucchiaio succo di lime 1 macinata di pepe

Preparate la tapenade: pulite le acciughe sotto sale eliminando le lische e le interiora, poi sciacquatele accuratamente per eliminare l’eccesso di sale. Risciacquate anche i capperi sotto acqua corrente. Frullate le acciughe, i capperi, le olive, il pepe, un cucchiaio di olio e uno di lime. Spalmate il paté su entrambi i lati del tonno e fate riposare per 10 minuti.

Ungete con due cucchiai di olio una piastra o padella antiaderente e grigliate i tranci di tonno circa 6 minuti per lato, se preferite il pesce ben cotto, altrimenti basterà metà cottura, se preferite il centro più rosato. Servite i tranci di tonno con i pomodorini e decorate con i rametti di timo. Nota: la tapenade è una pasta di olive di origine provenzale.

Ricetta tratta da Il Grande libro del pesce.


34 - iFoodStyle n°5

Chiara Piras

Spiedini di gamberi, ananas e pesche con marinata orientale Ingredienti x 3 persone 18 gamberi 2 pesche ½ ananas 2 cipollotti 45 g di miele fluido 35 ml di salsa di soia

Iniziate preparando la marinata per i gamberi. In una ciotola capiente riunite la salsa di soia, il miele, l’olio, il succo di lime, l’aglio e lo zenzero grattugiati e, se volete, anche qualche rondella di peperoncino piccante; mescolate il tutto e fate riposare. Pulite i gamberi sotto l’acqua corrente, eliminando la testa, il carapace e il filo nero sul dorso, poi uniteli alla marinata, coprite con pellicola alimentare e mettete in frigo per un paio d’ore, in modo che si insaporiscano per bene. Lavate le pesche ed eliminate il nocciolo, poi tagliatele a cubetti di circa 1 cm di lato (serviranno circa 10 cubetti di pesca). Sbucciate l’ananas, eliminate il torsolo centrale e tagliatelo a fette alte circa 1 cm, da cui ricavare cubetti di 1 cm di lato (serviranno circa 10 cubetti di ananas). Lavate il cipollotto, eliminate il gambo e il primo strato esterno, poi tagliatelo a cubetti di circa 1 cm di lato (serviranno circa 10 cubetti di cipollotto). Trascorse le due ore di riposo dei gamberi, tirate la ciotola fuori dal frigo e mescolate.

25 ml di succo di lime 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato ½ spicchio d’aglio schiacciato 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva ½ peperoncino rosso fresco (facoltativo)

Prendete ora 6 spiedini e passateli brevemente sotto l’acqua, così eviterete che diventino neri col calore della griglia. Componete gli spiedini secondo il vostro gusto, alternando i gamberi alla frutta e alla verdura: otterrete 6 spiedini da 3 gamberi e 4 cubetti tra frutta e verdura ciascuno. Una volta composti gli spiedini mettete a scaldare la griglia poi, quando sarà bella calda, poggiatevi sopra gli spiedini e spennellateli più volte con la marinata. Fate cuocere 2-3 minuti su un lato, girate e fate cuocere altrettanto sull’altro lato, sempre spennellando più volte con la marinata avanzata. Prestate attenzione durante la cottura perché i gamberi cuociono molto velocemente e il tempo impiegato può variare in base alla loro dimensione. Una volta cotti, impiattate gli spiedini e serviteli accompagnati da una fresca insalatina di pesche, ananas e cipollotti, condita solo con un filo d’olio, un goccio di salsa di soia e di miele.


iFoodStyle n°5 - 37

Lucia Sarti

VERDURE MISTE ALLA GRIGLIA

Ingredienti x 4 persone 4 zucchine 4 carote 4 patate medie 4 pomodori aglio fresco o in polvere timo rosmarino

Grigliare le verdure è molto semplice, basta condirle prima e cuocerle quando i carboni sono ardenti; così facendo, il condimento farà formare una saporita crosticina, quasi croccante, su ogni verdura e all’interno risulteranno morbidissime. Le verdure a lunga cottura però, come carote e patate, devono essere sbollentate prima in acqua, altrimenti sulla griglia non cuocerebbero bene all’interno e si brucerebbero fuori. Pelate e lavate tutte le verdure: tagliate le zucchine, le carote e i pomodori a metà, le patate a rondelle spesse 2 cm circa. Sbollentate in acqua le carote e le patate fino a quando diventano più morbide ma non sono completamente cotte, poi scolatele.

basilico prezzemolo (o erba cipollina) olio extra vergine di oliva sale fino pepe nero peperoncino

In una ciotolina, mettete un trito di timo e rosmarino, aggiungete peperoncino, aglio a pezzetti o in polvere, pepe nero, sale fino e abbondante olio. Mescolate il tutto e spennellate con questo condimento tutte le verdure. Cuocete le verdure sulla griglia con sotto i carboni ardenti e giratele quando prendono colore; se le preferite più saporite, potete condirle ancora durante la cottura. Servite le verdure con altro olio e del prezzemolo (o basilico o erba cipollina) tritato, le erbe aromatiche servono per dare freschezza al piatto.


Foto: Lucia Sarti


Foto: Lucia Sarti


40 - iFoodStyle n°5

Monica Giustina

SPIEDINI DI VERDURE PANE E FORMAGGIO

Ingredienti x 6 persone 12 pomodori ciliegino 12 cubetti 2x2 cm di pane raffermo (senza crosta) 2 patate nuove grandi 1 zucchina media 1 fetta da 2 cm di formaggio tipo stanga, a media stagionatura

Pelate le patate, tagliatele a fette di 2 cm di spessore e ricavate 6 cubetti da 2x2 cm di lato; fatele cuocete in acqua bollente per 15 minuti, poi fatele raffreddare. tagliate la zucchina a fette di 1,5 cm di spessore. Prendete sei stuzzicadenti lunghi e inserite, nell’ordine, un ciliegino, un cubetto di pane, una rondella di zucchina, un cubetto di patata, uno di formaggio, uno di pane e

spezie a piacere (origano fresco, timo, rosmarino…) olio extravergine d’oliva delicato sale fino pepe nero macinato al momento

terminate con un altro pomodorino. Completate i sei spiedini, spennellateli con olio extravergine e fateli dorare su una piastra. Se invece cuocete gli spiedini sulla griglia, fate scaldare abbondantemente una teglia d’acciaio e sistematevi dentro gli spiedini, in modo che tutti gli ingredienti siano a contatto con un piano rovente. Prima di servire condite con sale, pepe e le erbe fresche che preferite.


Foto: Monica Giustina


Foto: Monica Giustina


iFoodStyle n°5 - 45

Cristina Panizzuti

Spiedi di frutta alla griglia con crema di cocco e granella di cioccolato Ingredienti x 4 spiedi 8 fragole grandi 4 pezzi di mango 4 pezzi di papaya 2 albicocche 1 pesca (del tipo che preferite) 4 cucchiai abbondanti di yogurt greco latte di cocco cremoso gocce di cioccolato q.b. 4 spiedi lunghi di legno 4 cucchiai di zucchero (semolato o di canna)

Lavate la frutta, tagliate le albicocche in due eliminando il nocciolo, togliete le foglioline verdi alle fragole, tagliate la pesca in 4 spicchi lasciando la buccia, tagliate in pezzi abbastanza spessi il mango e la papaya. Infilate la frutta sugli spiedi con la sequenza che preferite e cospargete con lo zucchero. Ponete gli spiedi sulla griglia con un fuoco non troppo vivo e lasciate caramellare leggermente lo zucchero da entrambe i lati (circa 2 minuti per lato); la frutta non deve bruciare, ma solo leggermente colorire.

Nel frattempo, montate la crema di cocco con le fruste elettriche; quando avrete ottenuto una crema bella morbida e gonfia, aggiungete lo yogurt greco, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Irrorate gli spiedi ancora tiepidi con la crema e aggiungete le gocce di cioccolato. Nota: per aggiungere una nota alcolica al dessert, prima di passarla alla griglia, potete marinare la frutta con del maraschino (se amate i liquori dolci) o in alternativa con del rum.


Foto: Cristina Panizzuti


48 - iFoodStyle n°5

Meris Carpi

Spiedini di trota salmonata e pesche

Ingredienti x 6 spiedini 1 trota salmonata grande 2 pesche medie 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva 3 cucchiai di succo di limone 2 pizzichi di sale fine pepe a piacere (facoltativo) rosmarino q.b.

Sfilettate le trote (oppure fatelo fare dal pescivendolo) e tagliate i filetti a cubetti. Lavate le pesche e tagliatele prima a spicchi, poi a cubetti, senza eliminare la buccia. Riunite in una ciotola l’olio, il succo di limone, il rosmarino tritato, il sale, il pepe (se usato) e aggiungete i cubetti di trota e

di pesche; lasciate marinare per 15 minuti. Prendete gli spiedini e alternate un cubetto di trota con un cubetto di pesca, così da riempire tutto lo spiedino. Sistemate gli spiedini pronti sulla griglia, spennellateli con olio e limone, girate velocemente da una parte e poi dall’altra: in pochi minuti saranno cotti.


Foto: Monica Giustina


Foto: Monica Giustina


Scorte sotto vetro

Foto: Lisa Fregosi


iFoodStyle n°5 - 53


iFoodStyle n°5 - 55

Emanuela Martinelli

Carciofini sott’olio

Ingredienti x 3 barattoli 750 ml di acqua 500 ml di aceto bianco 300 g di carciofini già puliti 8 foglie di alloro ½ limone olio extravergine di oliva q.b. sale q.b. pepe nero in grani q.b.

Mettete a bagno i carciofini, già tagliati e puliti, in acqua acidulata con il limone. Dovete prendere solo la parte delle foglie morbide e la parte del gambo pulita e tenera. In una casseruola mettete l’acqua, l’aceto e il sale e portate a ebollizione. Immergete i carciofini scolati e cuocete per 5 minuti circa. Scolate i carciofini e metteteli ad asciugare sopra un canovaccio asciutto e pulito. Nel frattempo, preparate i vasi, già sterilizzati: mettete sul fondo una foglia di

alloro e qualche chicco di pepe, iniziate a disporre sopra i carciofini e alternate, tra i vari strati, sia l’alloro che il pepe. Arrivati in cima, cominciate a riempire il vaso con l’olio fino a che non ha perfettamente coperto tutti gli ingredienti. Aspettate qualche minuto ed eventualmente rabboccatelo se il livello fosse sceso. Chiudete i vasi ermeticamente e conservate al buio per tre settimane prima di potere aprire i barattoli e gustare i vostri carciofini.


56 - iFoodStyle n°5

Claudia Casadio

Giardiniera di peperoni

Ingredienti x la giardiniera

Ingredienti x l’insalata

500 g di peperoni misti rossi e gialli ½ l di aceto 50 g di zucchero 50 g di sale fino origano essiccato olio extra vergine d’oliva

feta a cubetti pomodorini cetrioli cipolla rossa olive nere olio d’oliva sale

Lavate e tagliate i peperoni a pezzettoni. In un tegame col coperchio fate bollire l’aceto con sale e zucchero. A questo punto buttate circa un terzo dei peperoni. Portate di nuovo l’aceto a ebollizione, tenendo il fuoco alto, e aspettate un minuto dal bollore. Togliete le verdure con una ramina, scolandole dall’aceto. Ripetete l’operazione con il resto dei peperoni, poco per volta. Mettete la giardiniera in vasi sterili e con le guarnizioni nuove, completando con l’olio e qualche fogliolina di origano. Per creare il vuoto nei vasetti (e far sì che si conservino diversi mesi) mettete i vasetti chiusi bene in una pentola piena d’acqua.

Circondate i vasi con un canovaccio, in modo che, al bollore, non sbattano tra loro. Fate bollire l’acqua della pentola per 30 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente: in questa fase il coperchio si ritirerà creando il vuoto. La giardiniera di peperoni è ottima nell’insalata di riso o in un’insalata estiva, come quella greca. Per l’insalata greca, componete le ciotoline tagliando a pezzetti più piccoli il peperone; aggiungete poi pomodorini tagliati a metà, fettine di cetrioli, fettine di cipolla rossa, feta a cubetti e olive nere. Condite con olio d’oliva e sale.


iFoodStyle n°5 - 59

Lisa Fregosi

MARMELLATA DI COCOMERO

Ingredienti 1 Kg di polpa di cocomero senza semi 550 g di zucchero

Tagliate a fette il cocomero e togliete la buccia. Ricavate dei cubotti, eliminando tutti i semi, e riuniteli in una ciotola capiente con lo zucchero; mescolate e lasciate riposare in frigorifero per una notte intera. Il giorno seguente trasferite la polpa zuccherata in una pentola capiente dal fondo spesso, ponete sul fuoco a fiamma media e fate cuocere per 30 minuti.

A piacere, con un frullatore a immersione frullate la polpa (questo passaggio è facoltativo se amate la marmellata a pezzettoni), poi proseguite la cottura per altri 30 minuti, mescolando spesso. Controllate la densità e se la marmellata solidifica facendo la prova piattino, altrimenti continuate ancora la cottura per qualche minuto. Spegnete il fuoco e invasate subito la marmellata in vasetti di vetro sterilizzati


60 - iFoodStyle n°5

Serena Pierini

CONFETTURA DI PESCHE AL PROFUMO DI LAVANDA Ingredienti 1 kg pesche (sbucciate e private del nocciolo) 400 g di zucchero 1 limone bio ½ cucchiaio scarso di fiori di lavanda essiccati per uso alimentare

Lavate, sbucciate e riducete le pesche a pezzetti. Mettetele in una ciotola insieme allo zucchero, ai fiori di lavanda, alla scorza grattugiata e al succo filtrato del limone; lasciate macerare per 1 - 2 ore (volendo anche una notte intera). Trasferite il tutto in un pentolino capiente e lasciate cuocere per circa 50 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Per capire se la vostra confettura è pronta mettete un po’ di marmellata su un piattino che avrete in precedenza tenuto in freezer per circa 5 minuti: se, inclinando il piattino, la confettura scenderà lentamente o con difficoltà, allora sarà pronta; se invece scivolerà facilmente vorrà dire che dovrà

cuocere ancora per qualche altro minuto. Una volta pronta, versate la confettura ancora bollente in vasetti sterilizzati, avendo cura di lasciare circa 1 cm dal bordo; chiudete con il coperchio e capovolgete i vasetti, poi copriteli con un canovaccio e lasciateli raffreddare in questo modo, così da ottenere il sottovuoto. L’indomani i vasetti saranno pronti per essere conservati in dispensa o per essere donati con una dolce etichetta: in questo caso vi basterà foderare il coperchio con semplice juta (o stoffe colorate) e legare con un filo di spago. Nota: La confettura si conserva per circa 3 mesi in luogo fresco ed asciutto.


I Borghi d’Italia

Caorle Lisa Fregosi


Caorle è una città molto antica. Le sue origini risalgono ai tempi dei Romani che la usavano come porto per il commercio di armi e frecce della vicina Concordia Sagittaria. Dopo l’epoca romana, la città fu fedele suddito della Serenissima Repubblica di Venezia tant’è che la cittadina ricorda molto Venezia nei campielli e nelle calli del centro storico. La città anticamente era formata da tre isole principali, unite da quattro ponti, e la via principale era Calle Lunga, che giungeva fino al Duomo e al palazzo Pretorio. Nel tempo, i canali sono stati interrati diventando “Rio Terrà” ovvero canale interrato. Fino alla prima metà del 1800 l’attuale centro storico era percorso da vari canali interni: l’attuale via Roma era il “Rio di Palazzo”, che portava al Palazzo Pretorio in piazza Vescovado; il “Rio delle Beccarie” scorreva intorno all’attuale Centro Culturale Bafile; il Rio Terrà delle Botteghe era il “Rio di Mezzo” e la sua parte che svolta verso Piazza Papa Giovanni era il “Rio di Castello”. L’attuale Rio interno del porto peschereccio prendeva il nome di “Riello”. Oggi Caorle è una località balneare tra le più belle e affascinanti d’Italia. Insieme alle località di Porto Santa Margherita e Duna Verde rappresenta un centro turistico conosciuto in tutta Europa, mantenendo però intatta la caratteristica di borgo di pescatori profondamente legato al mare e alle sue antiche tradizioni. Accoglienza, cordialità e buona cucina sono le eccellenze riconosciute dai numerosi ospiti che hanno visitato Caorle negli anni e che sono rimasti stregati dai suoi colori e dai suoi sapori. I due monumenti più importanti di Caorle, il Duomo e il campanile cilindrico, si affacciano su Piazza Vescovado. Il campanile è frutto di una serie di innalzamenti che lo hanno portato a raggiungere quasi 60 metri di altezza, ma negli anni, la torre si è sempre più inclinata, destando forti perplessità in

merito alla sua stabilità. Diversi interventi sono stati eseguiti per consolidare la struttura che oggi, forse anche per la sua inconsueta pendenza, offre l’occasione per scatti certamente particolari. All’interno del Duomo sono presenti invece affreschi murari di grande valore, così come altri affreschi posti nella parte esterna della chiesa, in quello che era il vecchio chiostro. Altri edifici importanti di Piazza Vescovado sono rappresentati dal Centro Civico, edificio della prima metà del 1900 e recentemente ristrutturato, e l’attuale Caserma della Guardia di Finanza, l’antico Palazzo Pretorio cittadino. Caorle ha anche una leggenda molto bella legata al santuario della Madonna dell’angelo: la chiesa si trova alla fine della scogliera, all’inizio della spiaggia di Levante, su di un promontorio nel mare Adriatico. Luogo di apparizione e


artefice di molte leggende, il Santuario è da sempre molto caro ai caorlotti, che lì venerano la Vergine Maria. Le origini dell’edificio religioso, probabilmente il più antico di Caorle, risalgono al VI o VII secolo: si trattava di una chiesa a tre navate in legno dedicata a S. Michele Arcangelo. La tradizione racconta che dei pescatori, in un tempo passato, mentre si trovavano in mare sulle loro barche notarono una statua lignea della Madonna con il bambino in grembo galleggiare su un piedistallo di marmo; gli uomini la trascinarono a riva con le reti, ma non riuscirono a trasportarla in Duomo. Giunsero, infine, dei bambini che con la forza della loro innocenza spinsero il simulacro fino a destinazione. Il giorno dopo, i fedeli tornarono al Duomo per venerare la sacra immagine ma questa era scomparsa: fu trovata successivamente all’interno della chiesetta sul mare, che da quel momento si chiamò Chiesa della Madonna dell’Angelo.


66 - iFoodStyle n°5

Per arrivare alla chiesa della Madonna dell’angelo si percorre la scogliera di Caorle che è una delle più belle passeggiate dell’Alto Adriatico; su questa passeggiata, dal 1993, il Comune di Caorle ha ideato il Premio Internazionale “Scogliera Viva”, un simposio di scultura biennale al quale hanno partecipato, negli anni, numerosi scultori di fama internazionale. Il risultato è una singolare galleria di sculture ricavate dai blocchi di trachite euganea posti a difesa del centro storico dai flutti del mare che accompagnano il visitatore in un itinerario suggestivo, un museo all’aperto, lungo il quale si possono ammirare insolite opere d’arte. Il lavoro dello scultore si svolge sulla scogliera, nel mese di giugno con cadenza biennale, sotto gli occhi dei passanti che possono così conoscere da vicino questa antica arte..

Caorle ha anche una forte tradizione culinaria legata alla pesca; oltre alla classica frittura di pesce troviamo piatti come Le Sarde in Saòr, La pasta al “Nero de Sepe” Il “Moscardin di Caorle” e Il “Broéto Caorlotto”. Il Broéto è una vecchia ricetta veneta che trae le sue origini nella zona dei Casoni di Caorle, veniva preparata dalle famiglie di pescatori con il pescato meno costoso, mentre quello di valore era venduto al mercato ittico della città. Il “Broéto”prevedeva in passato una sola qualità di pesce e veniva normalmente cotto in barca, in un recipiente di coccio su Carbonella. Nato quindi inizialmente come pasto principale per i pescatori nelle loro lunghe giornate in mare, è divenuto oggi una specialità tipica e rappresenta uno dei piatti più richiesti nei ristoranti dagli amanti della cucina tipica.


70 - iFoodStyle n°5

Lisa Fregosi

IL “BROETO” DI SEPPIE DI CAORLE

Ingredienti x 6 persone 3 Kg di seppie intere 100 ml di olio extra vergine d’oliva 1 bicchiere di vino bianco secco ½ tubetto di concentrato di pomodoro ½ bicchiere d’acqua ½ bicchiere di aceto 2 spicchi d’aglio sale pepe

Pulite le seppie eliminando l’osso, le interiora e il sacchetto di inchiostro. Lavatele sotto l’acqua corrente e togliete la pelle, quindi tagliatele a pezzi non troppo piccoli. In una tazza mescolate il mezzo bicchiere di aceto con l’acqua e il concentrato di pomodoro, creando una salsa omogenea. Prendete un tegame dai bordi alti e versateci l’olio ; aggiungete l’aglio e fatelo soffriggere per un minuto, quindi unite le

seppie, il vino, il sale, il pepe e lasciate insaporire per 5 minuti a fuoco vivace. Abbassate la fiamma e continuate la cottura per altri 20 minuti. Aggiungete la salsa di aceto e concentrato di pomodoro e proseguite la cottura a fuoco basso per altri 20 minuti. Spegnete il fuoco e servite le seppie calde, in un piatto fondo, accompagnate con delle fette di polenta.


Il Gusto della Terra Ingredienti:

La ricetta di iFood

- 113 food blogger - 9 gruppi di prodotti essenziali - 4 portate - 115 ricette

Preparazione:

Prendete il più grande gruppo di food blogger italiane. Mettete a disposizione 9 gruppi di prodotti essenziali della Terra, alimenti di uso comune in tutto il Mondo: dal riso alle spezie, dalla frutta esotica al tè, senza tralasciare legumi e semi oleosi. Mescolate il tutto con un’abbondante dose di passione e un pizzico di eleganza, aggiungete una grattugiata di originalità e otterrete 115 ricette. Separatele in 4 portate, dagli antipasti ai dessert. Fotografate con cura e adagiate su carta patinata. Servite il tutto come entrée, perchè grazie ad iFood questa sarà solo la prima portata di un lungo e delizioso banchetto.

Il primo volume della collana iFood dedicato al mondo del cibo. Scritto da 113 food blogger appartenenti alla community delle Blogalline, in parte oggi confluite in Ifood.it, una nuovissima e innovativa realtà editoriale italiana online lanciata di recente da NetAddiction. Con la nascita del portale iFood.it, che raccoglie in un solo corpo, l’anima editoriale di 200 appassionate food blogger, arriva anche sulla carta stampata un assaggio della loro capacità di trasmettere professionalità e passione in cucina con l’estrema cura degli ingredienti, delle preparazioni e della fotografia. Il Gusto della Terra raccoglie ben 115 ricette divise per macro categorie, 9 capitoli per 9 gruppi di prodotti, costruite con ingredienti semplici e di largo consumo, provenienti da coltivazioni di tutto il mondo, principalmente da Paesi in via di sviluppo. Con le ricette presenti in questo volume, le food-blogger si sono volute prefissare l’obiettivo di utilizzare e rivisitare in maniera differente questi cibi comuni della tradizione proponendo pietanze originali e raffinate. Il progetto editoriale è stato curato da Cristina Panizzuti e Lina D’Ambrosio, con l’introduzione dello Chef Luca Montersino. Parte del ricavato della vendita del volume verrà donato alla Fondazione Banco Alimentare.


Foto: Emanuela Leveratto


Foto: Foto: Emanuela Monica Giustina Leveratto


Foto: Serena Pierini


Foto: Emanuela Leveratto

Foto: Chiara Piras


Produttori locali Elisa Cima


84 - iFoodStyle n°5

IL MARE ADRIATICO E I PESCATORI È un lavoro duro, di quelli in cui ci si sporca le mani e spesso e volentieri si olezza di pesce. Eppure il luogo di lavoro è meravigliosamente indescrivibile e la vista mozzafiato. L’acqua limpida dell’Adriatico, cielo e mare azzurro. I motoscafi da pesca la mattina presto sono già fuori, a salpare le reti cariche del loro bottino. Seppie, pesci serra, sogliole, branzini e lumachine. Ma anche orate, rombi, grilli e perfino granchi blu. Una parola su questo crostaceo va spesa. Originario del Mare di Bering, il granchio reale, detto granchio blu proprio per il colore delle sue chele, ha fatto la sua comparsa nel Mare Adriatico solo negli ultimi anni. Si crede sia in atto una vera e propria migrazione di questo genere di granchi. Sembra riescano ad arrivare all’Adriatico agganciati alle casse di zavorra delle navi anche se si pensa sia più plausibile un loro inserimento in cattività. Comunque si sia introdotto, il granchio reale ha trovato un habitat naturale ideale. Questo vale anche per altre tipologie di pesce. I cambiamenti della fauna marina sono in atto da tempo e, secondo l’opinione esperta dei pescatori, ci sono tuttora. La fauna del mare Adriatico è cambiata già da qualche anno, dicono. Pesci come le mazzancolle, il totano, la ricciola o il merluzzo africano sono ora presenti nel nostro mare in abbondanza,

mentre fino a qualche anno fa non si pescavano. Altri pesci, come i calamaretti, gli scampi o il merluzzo sono invece calati drasticamente di numero fino ad arrivare a scomparire in alcuni tratti di mare. Questi cambiamenti si dice siano avvenuti dopo l‘apertura del Canale di Suez e che, a lungo andare negli anni, la fauna acquatica sia drasticamente cambiata. Tutto questo nonostante la pesca non sia affatto un lavoro libero da regolamentazioni, che riguardino la distanza di pesca o la misura del pescato. Verbali salatissimi in caso di pesca irregolare o sottomisura, queste sanzioni nascono per proteggere il novellame, ovvero il pesce o i molluschi ancora piccoli e non della misura giusta applicata dalla legge. Custodire il prodotto in questo modo ne salvaguarda la riproduzione e la normale crescita, assicurando il lavoro e l’abbondanza di pesce negli anni a venire. D’altronde, i pescatori amano il loro lavoro e si sentono veramente liberi solo in mare aperto, con le reti cariche di pesce da salpare. Un lavoro duro dicevamo all’inizio, con un ufficio splendido come il mare ma che va anche temuto. Non a caso i marinai esperti sono anche un po’ meteorologi. Riescono a prevedere il tempo brutto, o cattivo come si dice da noi. Si allontanano in tempo dagli scuri, cercando riparo in porto, non esimendosi dal soccorrere chi si trova in difficoltà.


È la legge non scritta del mare, l’aiuto che non si nega sapendo bene quanto il mare possa tradire. È un lavoro pericoloso quello del pescatore, spesso e volentieri non si pensa a quanta fatica c’è dietro a un pugno di vongole o a una seppia ben pulita. Non si pensa alle notti insonni e al freddo patito durante la stagione invernale, alla schiena dolorante e alle mani gonfie, alla pelle scottata dal sole quando attorno a te hai l’acqua azzurra a farti da specchio. Eppure… Non conosco un solo pescatore che non ami il proprio lavoro, che riesca a stare lontano dal mare anche per un solo giorno. Dicono che il mare li ha stregati e che sentono il bisogno fisico di respirare la sua aria, i suoi profumi. Quelli che per la maggior parte di noi non sono altro che cattivi odori, per loro hanno un significato diverso, hanno il sapore della libertà.


Il teff: il più’ piccolo cereale al mondo. Caratteristiche e usi in cucina. Laura Barile

C’è un cereale il cui seme è talmente piccolo (0,8 millimetri) che non è possibile separare il germe dalla buccia. Per questo motivo viene macinato intero e quindi consumato solo in formato integrale, mantenendo un livello di fibre molto elevato. Si tratta del teff, un cereale originario dell’Africa, che ha origini antichissime. Pare fosse già conosciuto ai tempi degli Egizi, in quanto è stato ritrovato nelle tombe di alcuni faraoni; sicuramente è coltivato da più di 3.000 anni in Etiopia ed Eritrea. Molto probabilmente il teff deve il suo nome alla parola “teffa”, che in aramaico antico significa “perdita”, proprio a causa delle sue ridottissime dimensioni. Fino a qualche anno fa in Europa era poco conosciuto, ma ora – con l’avvento dei cosiddetti pseudo-cereali, come quinoa e amaranto, e con la maggiore attenzione per le farine alternative e senza glutine – il teff, che per natura è gluten free, si sta diffondendo anche qui e si sta imponendo come nuovo super-food grazie alle sue numerose proprietà nutritive e al suo potere saziante. Esistono diverse varietà di teff, ma le più diffuse sono quella bianca e quella rossa, a seconda del colore del seme. Il suo sapore è caratteristico e leggermente

tostato, e ricorda quello della nocciola. In commercio si trova sotto forma di farina o di semi interi e in cucina ha molteplici utilizzi. Infatti, come farina può essere utilizzato, in combinazione con altre, per preparare il pane, la pizza, i pancakes, torte e biscotti. E’ anche un ottimo addensante per creme e minestre. Ma è in forma di semi che il teff è davvero versatile. Utilizzarlo è molto semplice: basta cuocere i semi in acqua come si fa con la polenta seguendo le indicazioni riportate sulla confezione per quanto riguarda la proporzione acqua-teff e i tempi di cottura (solitamente impiega circa 20 minuti). Una volta cotto, si può utilizzare per arricchire le insalate, in alternativa alla quinoa o ad altri cereali, oppure si può aggiungere alle vellutate di verdura o alle zuppe. Un’altra idea per consumare il teff è quella di farne polpette, mescolando i semi cotti con uovo, verdure tritate e, volendo, anche carne macinata. Con il teff si possono realizzare inoltre dei burger vegetali insieme a ceci o altri legumi, oppure delle ottime crocchette. Infine, un’altra idea sfiziosa è quella di servirsi del teff per realizzare la farcitura delle verdure ripiene.


Foto: Simona Roncaletti


Verdura di stagione


94 - iFoodStyle n°5

Sara Fumagalli

QUICHE DI CAROTE E ZUCCHINE

Ingredienti x una tortiera da 24 cm per la pasta brisée 250 g di farina 00 125 g di burro a pezzetti, leggermente ammorbidito 1 uovo a temperatura ambiente 40 ml di acqua fredda 1 cucchiaino di zucchero semi di vaniglia ½ cucchiaino di sale per la besciamella 300 ml di latte 50 gr di Parmigiano grattugiato

Per prima cosa preparate la pasta brisée. Disponete la farina sul piano di lavoro e formate una fontana. Al centro mettete il burro, l’uovo, lo zucchero, i semi di vaniglia e il sale. Lavorate gli ingredienti con le mani quindi aggiungete l’acqua e impastate il tutto fino a ottenere un composto liscio e omogeneo; formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola alimentare e fatelo riposare in frigo per 30 minuti. Trascorso il tempo di riposo, riprendete la pasta e stendetela su un ripiano infarinato, formate un disco e rivestite l’interno dello stampo (foderato in precedenza con carta forno); fate riposare nuovamente in frigo per 30 minuti. Trascorso questo tempo, riprendete la torta, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e fate cuocere la base in bianco in forno caldo a 180°C per 10-12 minuti, o finché

25 gr di farina 25 gr di burro 2 uova 1 pizzico di noce moscata sale pepe per il ripieno carote q.b. zucchine q.b.

risulta leggermente dorata (mettete sulla base un foglio di carta forno con sopra dei pesi, tipo legumi secchi o riso) Preparate la besciamella. In un pentolino versate il latte e scaldatelo senza fargli raggiungere il bollore, poi togliete dal fuoco. In una casseruola a parte, sciogliete a fuoco basso il burro aiutandovi con una frusta, unite quindi la farina setacciata, fatta cadere a pioggia. Diluite il tutto con il latte, aggiungendone poco alla volta e mescolando di continuo per evitare la formazione di grumi. Continuate a mescolare finché la salsa inizia ad addensare. Appena inizieranno a formarsi le prime bollicine di bollore, calcolate 5-7 min il fuoco, unite il sale, il pepe e un pizzico di noce moscata. A parte, sbattete le uova e mescolatele con il Parmigiano grattugiato. Incorporate il tutto alla besciamella, mescolate e tenete a parte.


iFoodStyle n°5 - 97

A questo punto assemblate la quiche. Lavate le verdure e pelate le carote. Con l’aiuto di una mandolina, affettate le verdure nel senso della lunghezza, in modo da ottenere delle striscioline di un paio di mm di spessore. Sul fondo della pasta briseè precedentemente cotta, versate il composto di besciamella. Disponete in modo concentrico le fettine di verdura: partite con un cerchio di zucchine, proseguite con uno di carote e ripetete,

alternando le verdure, fino a ricoprire l’intera torta. Spennellate con delicatezza le verdure con un filo di olio e salate. Fate cuocere la quiche in forno caldo 180°C per circa 20-30 minuti, o fino a quando le verdure sono cotte e i bordi della torta dorati. Una volta pronta, sfornate la quiche e lasciatela riposare fuori dal forno prima di servire.


iFoodStyle n°5 - 99

Emanuela Martinelli

VELLUTATA DI PEPERONI E STRACCIATELLA Ingredienti x 4 persone 200 g di stracciatella 4 peperoni (rossi e gialli) 50 g di granella di mandorle 1 bicchiere di acqua olio extravergine di oliva q.b. sale integrale q.b. pepe q.b.

Lavate i peperoni e asciugateli. Tagliateli a metà e disponeteli in una teglia rivestita con carta forno. Ungeteli bene nella parte esterna e infornateli a 200°C per circa 30-40 minuti: devono risultare quasi bruciati nella parte superiore. Una volta cotti, spellate i peperoni e raccogliete la polpa nel mixer.

Unite il sale, 2 cucchiai di olio e mezzo bicchiere di acqua. Frullate fino a ottenere una consistenza cremosa, aggiungendo pian piano dell’acqua fino a raggiungere la densità che preferite. Servite la vellutata spolverata con del pepe appena macinato, la stracciatella, la granella di mandorle e un giro di olio crudo.


100 - iFoodStyle n°5

Simona Roncaletti

INSALATA DI FARRO CON PEPERONI IN AGRODOLCE E LENTICCHIE Ingredienti x 4 persone 400 g di peperoni (2 peperoni) 300 g di farro perlato 100 g di lenticchie Beluga 50 g di mandorle sgusciate e spellate 40 g di uva passa 2-3 cucchiai di zucchero di canna un pezzetto di cipolla rossa origano ½ bicchierino di aceto bianco olio extravergine d’oliva sale

Lavate i peperoni, apriteli a metà, eliminate i semi interni e tagliateli a cubetti. Scaldate 2 cucchiai d’olio in una padella, unite i peperoni, mescolate e bagnate con l’aceto. Fate evaporare per qualche secondo poi aggiungete lo zucchero di canna e salate. Cuocete a fuoco vivace e a pentola coperta per 15-20 minuti, bagnando con dell’acqua se i peperoni dovessero asciugare troppo. Fate raffreddare.

Lessate il farro e le lenticchie, scolate e raffreddate entrambi sotto l’acqua corrente. Mettete a bagno l’uva passa in acqua calda per 10 minuti, sciacquatela e asciugatela bene. Tritate grossolanamente le mandorle e tagliate a pezzettini la cipolla. Riunite in un’insalatiera tutti gli ingredienti, condite con olio e origano, mescolate e lasciate riposare per almeno un’ora prima di servire.


iFoodStyle n°5 - 103

Marco Ricci

PASTA CON FAGIOLINI, POMODORO E MENTA

Ingredienti x 2 mezzelune 160 g di pasta del formato preferito (possibilmente corta) 500 gr di fagiolini freschi 3 pomodori maturi mentuccia fresca 1 spicchio d’aglio olio extra vergine d’oliva sale

Pulite i fagiolini freschi privandoli delle estremità, lavateli in abbondante acqua fredda e lasciateli sgocciolare. Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua; appena raggiunto il bollore, buttate i fagiolini e un pugno di sale e lasciate cuocere per circa 15 minuti (il fagiolino deve essere “al dente”). Scolate e lasciate da parte. In una padella mettete olio extra vergine d’oliva, lo spicchio d’aglio privato dell’anima e lasciatelo colorire appena. Aggiungete i pomodori, precedentemente lavati, privati

della buccia e fatti a pezzettoni, regolate di sale, profumate con qualche foglia di menta e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 5 minuti. Aggiungete i fagiolini e lasciate insaporire per qualche minuto. Lessate la pasta in abbondante acqua con un pugno di sale grosso, scolatela bene e saltatela con il condimento. Regolate di sale, olio e unite qualche foglia di menta fresca. Servite la pasta calda o…. anche fredda.


104 - iFoodStyle n°5

Chiara Setti

LASAGNETTA FREDDA DI PANE CARASAU E ZUCCHINE Ingredienti x 2 persone 200 g di squaquerone di Romagna 4 fogli di pane carasau 2 zucchine olio extravergine d’oliva sale pepe

Lavate le zucchine, tagliatele a fette spesse 1 cm e grigliatele su una piastra rovente pochi minuti per lato. In una ciotola ammorbidite lo squaquerone con un cucchiaio d’olio, sale e pepe quanto basta. Prendete due vasetti da 350 ml e iniziate a comporre gli strati: bagnate un foglio di pane carasau sotto l’acqua fredda, scolatelo leggermente e disponetelo sul fondo del vasetto.

Coprite con due cucchiaini di squaquerone, aggiungete le zucchine grigliate e condite con un filo di olio. Continuate così fino all’imboccatura del vasetto. Coprite la lasagnetta con la pellicola e fate riposare a temperatura ambiente almeno 30 minuti prima di servire.


iFoodStyle n°5 - 107

Miky Pisanu

INSALATA DI FAGIOLINI, PATATE E UOVA

Ingredienti x 4 persone 800 g di patate 300 g di fagiolini 3 uova olio extravergine d’oliva q.b. sale q.b.

Pelate e lavate le patate, mettetele in una pentola piena d’acqua e fatele bollire per circa 20 minuti. Toglietele dall’acqua e lasciatele raffreddare. Nel frattempo pulite i fagiolini: lavateli sotto l’acqua corrente, privateli delle estremità e fateli bollire per circa 15 minuti. Scolateli e lasciateli raffreddare. In un terzo pentolino, fate bollire le uova. da quando comincerà il bollore, calcolate 8 minuti circa. Spegnete, togliete le

uova dall’acqua e fatele raffreddare, poi sgusciatele e tagliatele a spicchi. A questo punto potete riunire gli ingredienti: tagliate le patate a dadini e i fagiolini a pezzetti e unite il tutto alle uova tagliate a spicchi. Condite con un filo d’olio extravergine d’oliva, regolate di sale e servite la vostra insalata fresca.


Foto: Elisa Cima foto: Francesca Palmieri


Foto: Emanuela Leveratto


Foto: Serena Palmieri Pierini foto: Francesca


Foto: Miky Pisanu


Foto: Sara Cimica e Laura Perri


SUMMER DIY


iFoodStyle n°5 - 115

Finalmente è arrivato il momento di prendersi un po’ di sano relax e trascorrere del tempo prezioso con gli amici e la famiglia: uno dei periodi più belli dell’anno è sicuramente questo, quello delle grigliate all’aperto, degli aperitivi in terrazza o delle feste in piscina. Riabbracciare gli amici e raccontarsi le vacanze,o progettarle insieme davanti a un cocktail colorato o a un estratto rinfrescante. Il tocco in più per creare la giusta atmosfera da vacanza potete darlo voi con questo semplicissimo DIY multifunzione: segnabicchiere, porta cannuccia e soprattutto utilissimo coperchio per allontanare insetti indesiderati dal vostro drink! Tutto quel che occorre è del cartoncino spesso bianco, dei pennarelli colorati acquerellabili e un paio di forbici per ritagliare il foro centrale in cui infilare la cannuccia. Scatenate la vostra fantasia e disegnate spicchi di frutta colorata, ciambelle golose, fiori esotici o frasi estive. Potete prima fare uno schizzo a matita e poi ripassarlo con i pennarelli acquerellabili, che una volta intinti in acqua daranno un bellissimo effetto “splash”, tanto per rimanere in tema. In un attimo avrete personalizzato la vostra tavola estiva, ovunque abbiate deciso di apparecchiare… Buona estate!!!


Albicocche e Pesche

Foto: Simona Milani


122 - iFoodStyle n°5

Focus frutta estiva Alessandra Giovanile

I mesi estivi sono quelli in cui possiamo portare in tavola una grandissima varietà di frutta, la più succosa e la più dolce, a partire dalle albicocche, passando per una grandissima varietà di pesche, con buccia vellutata o meno, angurie e meloni estivi, prugne, anche queste di moltissime qualità diverse, frutti di bosco, fichi e uva. Base perfetta per frullati, sorbetti e gelati, sostitutivi del pasto quando il caldo è più incalzante, la frutta estiva porta tanta allegria in tavola insieme a preziose vitamine e sali minerali. Non sono è adatta a macedonie, ma è un vero e proprio ingrediente insolito per insalate che mischiano i consueti sapori salati a quelli fruttati e succosi, un tempo riservati al dessert. Non fermatevi solo al classico prosciutto e melone dunque, ma osate con albicocche, prugne e nettarine in abbinamento a salumi e formaggi,

con l’anguria che ben si sposa alla feta greca e alla menta, con i frutti di bosco a completare golose insalate di riso, e con l’uva, perfetta con le insalate di pollo. Albicocca Il frutto dell’albicocco, conosciuto in Oriente da almeno 4000 anni allo stato selvatico, conquistò Alessandro Magno che lo portò dall’Armenia o dalla Persia fino in Occidente; per questo il frutto venne soprannominato per lungo tempo “mela armena”. Altri nomi fanno riferimento invece al suo essere un frutto “precoce”, il primo dell’estate, la sorella della pesca alla quale assomiglia per la vellutatezza della sua buccia. Sulla bocca degli Arabi che la fecero conoscere nel bacino del Mediterraneo, diventa al-barquq, da cui i vari albicocca, apricot, albaricoque, abricot.


iFoodStyle n°5 - 123

La leggenda racconta che a far dare dei frutti così preziosi a un albero che in principio era solo ornamentale, furono le lacrime delle fanciulle armene, quando la loro terra fu invasa dai Romani. A un mito così poetico non poteva che seguire una fortuna crescente per questo frutto, fortuna interrotta solo nel Medioevo, coltivata esclusivamente per scopi farmacologici. La diffusione delle albicocche nei frutteti e sulle tavole nobiliari riprese di slancio dal XV secolo. L’albicocco sopporta bene il freddo, ma i suoi frutti precoci sono sensibili alle gelate per cui la coltivazione ha sempre prediletto i climi asciutti e caldi, facendo diventare l’albicocca simbolo del Bel Paese, in particolare della piana attorno al Vesuvio. Nel XVIII secolo, durante il Grand Tour in Italia dei giovanotti di alto rango, l’albicocca matura era un frutto da assaggiare imprescindibilmente, per portare a casa il ricordo del sole italiano. Grazie all’alto contenuto di vitamina A e carotene il consumo di albicocche è particolarmente consigliato per la cura della pelle. Altre vitamine contenute in quantità importanti sono il complesso B, la C e la PP, oltre ai minerali magnesio, fosforo e ferro. Prugna Anche questo frutto ha origini asiatiche, ma in Medio Oriente, forse in Siria; ancora oggi ne esiste una varietà definita damassina o damascena, dal nome della città di Damasco, mentre l’altro nome della prugna, susina, pare derivare da Susa, in Persia.

Note e amate in Occidente fin dal tempo degli Etruschi, le prugne compaiono tra le golosità presenti al banchetto di Trimalcione, e tra le ricette di Apicio, il cuoco più famoso dell’antichità romana. Tra le tantissime varietà, più di mille, si può fare una classificazione sommaria in due grandi famiglie: le euro-asiatiche, con il nocciolo staccato da una polpa più soda, asciutta e compatta, e le cino-giapponesi, con polpa più succosa e il nocciolo difficilmente separabile dalla carnosità del frutto. Nel corso dei secoli, le prugne hanno spesso assunto nomi curiosi: da Boccon del Re, Coscia di Monaca, Favorita del Sultano e Fiocco del Cardinale, la Reine Claude, così battezzata in onore della moglie di Francesco I e regina di Francia, che fece innestare l’albero di prugne del giardino per ottenere frutti dolcissimi, e la Monsieur, dedicata al fratello di Luigi XIV. I medici dell’antica Scuola Salernitana ritenevano le prugne un alimento freddo che non risvegliava particolarmente il desiderio amoroso, mentre un’altra scuola di pensiero le considerava un frutto sensuale per la forma somigliante a testicoli. Se la somiglianza non vi convince, sappiate che nel XVI secolo, alle finestre dei bordelli inglesi, venivano esposti piatti di prugne, proprio per la forma di genitali e le presunte proprietà afrodisiache. Le prugne sono molto ricche di zuccheri, quindi meno adatte di altri frutti a un regime dietetico, ma in compenso il loro apporto di potassio e calcio le rende preziose per altre qualità: il loro potere depurativo, antiossidante e fluidificante del sangue.


124 - iFoodStyle n°5

Elisabetta Origgi

Crema cotta alle pesche e cocco

Ingredienti x 4 persone 400 ml di latte di cocco 90 g di zucchero 70 g di farina 00 20 g di cocco disidratato 30 g di burro senza lattosio 4 uova 4 pesche noci

Fate sciogliere il burro in un pentolino. Mettete in una bacinella le uova e lo zucchero. Aggiungete il burro freddo e mescolate energicamente con una frusta. Unite la farina 00 setacciata e il cocco disidratato. Aggiungete il latte di cocco lentamente, continuando a mescolare con la frusta. Versate il composto in una teglia quadrata da 20 x 20 cm.

Lavate e asciugate le pesche, tagliatele a metà ed eliminate il nocciolo. Immergete le pesche nel composto ottenuto, disponendole una accanto all’altra. Fate cuocere nel forno già caldo a 180°C per circa 40-50 minuti. Estraete dal forno e fate raffreddare completamente. Conservate la crema cotta in frigo.


126 - iFoodStyle n°5


iFoodStyle n°5 - 127

Laura Barile

CROSTATINE SENZA COTTURA ALLE ALBICOCCHE Ingredienti x 3 crostatine per la base 150 g di frollini 100 g di albicocche secche 2 cucchiai di latte per la farcitura 150 g di yogurt greco 3 albicocche 1 cucchiaio di miele confettura di albicocche

Mettete nel boccale del frullatore i biscotti spezzettati, le albicocche secche e il latte. Frullate fino a ottenere un panetto sodo, con la consistenza simile a quella della pasta frolla. Foderate con pellicola per alimenti 3 stampi da crostatine e sistemate con le dita la base di biscotti, in modo da ottenere un “guscio” come per le crostate. Mettete in freezer per 15 minuti.

Nel frattempo, preparate la farcitura mescolando lo yogurt greco con il miele. Spalmate un cucchiaio abbondante di farcitura all’interno delle crostatine e completate con le albicocche fresche tagliate a spicchi o a metà. Infine, spennellate le albicocche con un po’ di confettura per mantenerle lucide ed evitare che scuriscano.


128 - iFoodStyle n°5

Simona Milani

Mini cakes morbidi speziati all’albicocca e pinoli Ingredienti x 6 stampini da mini cake 300 g di polpa di albicocche, al netto degli scarti (piccioli, noccioli) 120 g di farina auto-lievitante 120 g di zucchero di canna 100 ml di yogurt greco 50 ml di olio di semi di girasole 2 cucchiai di pinoli 1 uovo ½ cucchiaino di polvere misto spezie per pan di zenzero q.b olio e farina per ungere gli stampini q.b zucchero a velo per spolverizzare i dolcetti

Accendete il forno e portatelo a 180°C, ventilato. Frullate in un mixer la polpa di albicocche in modo da ottenere una morbida crema. In una ciotola capiente sbattete leggermente l’uovo; aggiungete lo zucchero, l’olio, lo yogurt e montate il composto con una frusta elettrica ad alta velocità. Unite la polpa di albicocche e continuate ad amalgamare. Miscelate la farina con il misto spezie, poi aggiungetela pian piano all’impasto, sempre con le fruste in movimento, ottenendo un composto morbido e cremoso. Ungete d’olio e infarinate sei stampini per mini cake, versateci l’impasto riempiendoli per tre quarti della capacità, poi distribuite i pinoli in superficie.

Fate cuocere in forno caldo per 35 minuti circa, o fino a che l’interno risulta asciutto alla prova stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare i mini cakes prima di toglierli dagli stampi. Spolverate i dolcetti con abbondante zucchero a velo appena prima di servire. Note: la consistenza di questi mini cake deve rimanere morbida più o meno come un clafoutis. I dolcetti si conservano per un massimo di tre giorni in una scatola ermetica ben chiusa, al fresco ma non in frigo.


iFoodStyle n°5 - 131

Valentina Spinetti

Cheesecake allo yogurt con pesche al pepe e rosmarino Ingredienti x 4 persone

120 g di biscotti secchi 50 g di burro 1 cucchiaino di rum 300 g di yogurt greco 100 g di ricotta di mucca 50 g di panna fresca 50 g di zucchero di canna 1 cucchiaino di agar agar semini di vaniglia

Iniziate preparando il fondo. Con l’aiuto del mixer riducete in briciole i biscotti. In un tegamino fate sciogliere il burro insieme al rum quindi unitelo ai biscotti sbriciolati. Suddividete il composto in 4 vasetti, cercando di compattarlo, e riponete in frigorifero per almeno mezz’ora. In una ciotola, amalgamate bene la ricotta con lo yogurt greco e lo zucchero. In un tegamino portate a bollore la panna con l’agar agar e i semini di vaniglia, fate bollire un paio di minuti, togliete dal fuoco e fate intiepidire. Aggiungete la panna al composto di ricotta e yogurt, mescolando bene. Riprendete i vasetti dal frigorifero e riempiteli quasi fino al bordo con il composto di ricotta

per il topping 3 pesche noci 70 g di cioccolato bianco 30 g di panna fresca 1 cucchiaio di acqua ½ cucchiaio di zucchero di canna 1 rametto di rosmarino pepe nero macinato fresco

e yogurt, poi riponete nuovamente in frigo. Preparate il topping. Portate a bollore la panna, spegnete il fuoco e aggiungete il cioccolato bianco tritato, avendo cura di farlo sciogliere bene, mescolando. Dovrà risultare una ganache liscia e senza grumi. Lavate le pesche e tagliatele a fettine, mettetele in padella con lo zucchero, l’acqua, qualche ago di rosmarino, girare delicatamente per un paio di minuti, quindi togliete dal fuoco. Riprendete i vasetti dal frigo, copriteli con la ganache di cioccolato bianco, guarniteli con le fettine di pesca, infine spolverate con una macinata di pepe nero. Riponete in frigorifero e fate riposare almeno due ore prima di servire.


Foto: Elisabetta Origgi


Foto: Chiara Piras


Foto: Cristina Panizzuti


Foto: Monica Giustina


Freschezza da gustare

Foto: Ros Rutigliano


iFoodStyle n°5 - 139

Anna e Sebastiana Ferro

Ghiaccioli al cantalupo

Ingredienti x 8 ghiaccioli 300 ml di acqua 250 g di frullato di cantalupo 80 g di zucchero semolato

Tagliate a metà un melone cantalupo, rimuovete con un cucchiaio i semi e ricavate delle fette. Eliminate la buccia e tagliate le fette grossolanamente a cubetti prima di versarle nel boccale di un frullatore. Frullate per bene e prelevate 250 g di polpa frullata. Nel frattempo, versate l’acqua e lo zucchero in un pentolino, ponete sul fuoco e, mescolando di tanto in tanto, lasciate bollire per due minuti. Una volta pronto lo sciroppo, lasciatelo raffreddare prima di unire la polpa di melone e mescolate con un cucchiaio. Versate il preparato negli stampini per ghiaccioli, inserite i bastoncini e trasferite in freezer fino a completo congelamento.


140 - iFoodStyle n°5

Chiara Piras

Granita al Mojito

Ingredienti 250 ml di acqua 250 ml di succo di lime 150 g di zucchero di canna chiaro 100 ml di Rum bianco 20 foglie di menta

Lavate, asciugate e tagliatelo finemente una ventina di foglie di menta fresca. In un pentolino versate l’acqua e portatela a bollore, quindi unite lo zucchero e mescolate finchè sarà sciolto. Spegnete il fuoco e fate raffreddare, aggiungendo in infusione le foglioline di menta tagliate. Quando lo sciroppo di acqua, zucchero e menta sarà freddo, unite il succo di lime e il rum. Mescolate bene, poi versate il tutto in un contenitore rettangolare adatto al freezer. Ponete il contenitore in freezer e circa ogni due ore tiratelo fuori e sgranate con una forchetta la granita che man mano si starà formando. Ripetete questa operazione due volte, poi fate riposare la granita in freezer tutta la notte.

Il giorno successivo riprendete la granita, sgranatela nuovamente e riponetela in freezer fino al momento di servire. Servitela nelle ciotoline e decoratela con foglioline di menta e fettine di lime. Note: la granita contiene alcool, quindi il suo consumo non è adatto ai bambini. Il procedimento è molto semplice, l’unica cosa importante è rispettare i tempi di riposo in freezer. In un primo momento vi potrà sembrare che non si formino i cristalli di ghiaccio a causa della presenza di zucchero e alcool, che abbassano il punto di congelamento dell’acqua; per questo i tempi sono lunghi e la granita richiede un’intera notte di riposo in freezer.


iFoodStyle n°5 - 143

Rosa Rutigliano

GELATO AL BASILICO, MENTA E ZENZERO

Ingredienti x circa 10 gelati

500 g di yogurt bianco o greco 150 g di zucchero a velo 30 g di zenzero fresco (circa 5 cm) 30 g di foglie di basilico 10 g di foglie di menta 1 limone, buccia e succo

Lavate molto bene le foglie del basilico e della menta, asciugatele e tritatele molto finemente con il coltello. Pulite lo zenzero eliminando la buccia e tritatelo con l’aiuto di una grattugia a fori larghi. Mettete nel bicchiere del frullatore lo yogurt con lo zucchero a velo, la buccia grattugiata e il succo del limone filtrato e infine il trito di basilico+menta e zenzero; frullate molto bene il tutto. Riempite gli stampi per gelato, inserite la paletta di legno e ponete a riposare in freezer per tutta la notte. Note: grazie all’abbinamento basilico+menta+zenzero si ottiene un gelato “anti afa” , molto rinfrescante.


144 - iFoodStyle n°5

Marianna Manzi

Torta semifreddo al tiramisù

Ingredienti x uno stampo o anello da 20-22 cm per la base al tiramisù 170 g di zucchero 50 ml di acqua 5 tuorli ½ baccello di vaniglia (o la punta di un cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere)

per il semifreddo al mascarpone 420 g di mascarpone 300 g circa di savoiardi 250 ml di panna fresca da montare caffè della moka (da 6 persone) leggermente zuccherato cacao amaro q.b.

per la meringa italiana 200 g di zucchero 100 g di albumi 50 ml di acqua

Per la base al tiramisù, in un pentolino portate alla temperatura di 121°C l’acqua e lo zucchero. Versate lo sciroppo di zucchero ottenuto sui tuorli che avrete già cominciato a sbattere (con un frullino elettrico o in planetaria) in una ciotola. Coprite con la pellicola e mettete in frigo a riposare. Per la meringa italiana, in un pentolino versate l’acqua con 150 g di zucchero portandoli alla temperatura di 121°C; nel frattempo montate gli albumi, a bassa velocità, con il restante zucchero. Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura, versatelo a filo sugli albumi semimontati e continuate a sbattere a velocità media fino a raffreddamento. Coprite con pellicola e mettete in frigo a riposare Per il semifreddo al mascarpone, montate la panna fredda con una frusta e ponete in frigo. In una ciotola, mescolate il mascarpone per ammorbidirlo, unite 200 g di base tiramisù,

incorporate 130 g di meringa italiana e terminate aggiungendo la panna montata. Coprite con pellicola e ponete in frigorifero. Per la composizione del semifreddo, sbriciolate grossolanamente i savoiardi sul fondo di un anello di acciaio (o stampo con fondo amovibile), facendoli aderire bene lungo i bordi. Bagnate con il caffè freddo, aiutandovi con un pennello, e ricoprite con uno strato di semifreddo al mascarpone, usando una sacà-poche. Procedete allo stesso modo con il secondo e terzo strato. Decorate la superficie con la meringa avanzata utilizzando una sac-à-poche munita di bocchetta a stella, spolverate con abbondante cacao amaro in polvere e mettete a congelare per almeno due ore. Togliete l’anello e posizionate il dolce su un piatto da portata. Prima di servirlo, è necessario ammorbidire il semifreddo a temperatura ambiente.


iFoodStyle n°5 - 147

Rosa Rutigliano

GELATO AL CIOCCOLATO E ZENZERO

Ingredienti x circa 1 kg di gelato 1 lattina di latte condensato (397 g) 300 ml di panna fresca 250 g di cioccolato fondente al 70% 30 g di burro 3 cucchiai di liquore brandy 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere sale q.b. cioccolato fondente a pezzi granella di pistacchio

Tritate grossolanamente il cioccolato al 70% e scioglietelo a bagnomaria insieme al burro; mettete da parte a raffreddare. In una ciotola, versate il latte condensato, il cioccolato fuso freddo, il liquore, il sale, l’estratto di vaniglia, lo zenzero in polvere e amalgamate molto bene. Montate la panna con l’aiuto di una frusta elettrica. Incorporate delicatamente la panna al composto di cioccolato, con movimenti dal basso verso l’alto per non smontarla. Da ultimo, aggiungete il cioccolato tritato grossolanamente. Versate il gelato in un recipiente capiente, coprite con pellicola a contatto e ponete in congelatore per una notte intera. Servite il gelato guarnendo con la granella di pistacchio.


148 - iFoodStyle n°5

Ketty Valenti

Sorbetto gelato di gelsi neri e mandorla Ingredienti x 6 persone per il sorbetto di gelsi 150 ml di acqua 100 g di gelsi neri freschi 75 g di zucchero semolato per il gelato alla mandorla 250 ml di panna per dolci 150 ml di latte di mandorla 100 ml di latte condensato essenza di mandorla amara gelsi neri e mandorle per la decorazione finale

Per prima cosa lavate i gelsi e togliete il picciolo. A parte, in un pentolino, preparate uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero semolato: portate a ebollizione poi spegnete e lasciate raffreddare. Frullate i gelsi con un mixer, quindi uniteli allo sciroppo e mescolate. Colate il composto negli stampi scelti (ottimi per questa preparazione gli stampi in silicone) fino a metà del volume e riponete a solidificare in freezer. Proseguite preparando il finto gelato alla mandorla.

Montate ben ferma la panna, fredda di frigo,unite il latte di mandorla e mescolate aiutandovi con le fruste elettriche. Di seguito unite anche il latte condensato e, da ultimo, l’essenza di mandorla amara. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo poi colatelo nelle formine, sopra il sorbetto di gelsi ormai solidificato, arrivando fino all’orlo. Lasciate solidificare per almeno 3 ore. Sformate delicatamente i sorbetti e guarnite a piacere con mandorle e gelsi neri, freschi o lasciati congelare per un effetto frozen esteticamente decorativo.


iFoodMug

Foto: Sara Zampini


iFoodStyle n°5 - 151

Chiara Piras

Il Comfort food estivo: dolci freschezze da gustare “Dubito che ci sia al mondo una sorpresa più sconvolgente della prima volta che assaggi un gelato”. da Heywood Campbell Broun Estate!!! Non vedevo l’ora che arrivasse, anche se poi mi lamento del caldo. Per fortuna ci sono dei golosissimi modi per dimenticarsi dell’afa e del sole cocente che illumina e riscalda ogni angolo! Che siano gelati, sorbetti, granite, ghiaccioli, cremosi o semifreddi poco importa, l’importante è che siano buoni, anzi buonissimi e freschissimi, ma che allo stesso tempo “riscaldino” il cuore e la mente ad ogni assaggio. Il gelato e i suoi simili hanno origini lontanissime nel tempo. Sembra infatti che già nel IX secolo, in Sicilia e in Spagna, grazie agli Arabi, si producessero sorbetti, ovvero infusi di acqua, zucchero, frutta e spezie, mentre il gelato diventò famoso e diffuso in tutta Europa solo a partire dalla seconda metà del 1600, grazie ad un cuoco siciliano a Parigi, Francesco Procopio che, dopo aver perfezionato la miscela del gelato, aprì il suo Cafè Procope, dove serviva granite, gelati, sorbetti e altre dolcezze. Ma cosa rende queste dolci freschezze da gustare così buone e adatte a essere considerate dei comfort food? Indubbiamente la loro freschezza, che nelle calde giornate estive rappresenta un vero toccasana, ma anche la piacevole cremosità nel caso del gelato, o la croccantezza scrocchiarella delle granite e dei ghiaccioli. E poi ammettiamolo, è impossibile non trovare neanche un gusto di proprio gradimento! Se proprio non riusciamo a sopportare il cioccolato, possiamo sempre orientarci verso gusti cremosi alla panna, oppure verso i freschi gusti alla frutta, o ancora verso i gusti “nuovi” realizzati ispirandosi a cocktail o a smoothie e succhi rinfrescanti, come la Granita al Mojito o il Gelato su stecco al basilico e menta, che troverete nelle pagine successive. In questo numero, infatti, ci siamo letteralmente sbizzarriti con le freschezze da gustare giacché preparare gelati, sorbetti e granite in casa, non è così difficile e non servono attrezzature particolari, a differenza di quanto si può pensare. È proprio questo il bello del gelato, la sua perfetta semplicità, derivante dal fatto che già solo con delle materie prime di ottima qualità anche un semplice Gelato al cioccolato diventa un’esperienza di comfort food davvero indimenticabile! Quindi, se non vi ho ancora convinti a parole, che ne dite di sfogliare le prossime pagine e farvi avvolgere dai tenui colori pastello degli sfondi, su cui spiccano gelati, granite, ghiaccioli e sorbetti deliziosi, freschissimi e soprattutto facili da realizzare?!! (…alla prossima puntata…)


152 - iFoodStyle n°5

Simona Roncaletti

MACEDONIA DI MIRTILLI, PESCHE GRIGLIATE E COCCO Ingredienti x 2 persone 2-3 pesche gialle, a seconda della dimensione 150 g di mirtilli 50 g circa di cocco fresco 4-5 cucchiai di rum Zucchero di canna ½ bacca di vaniglia

Sbucciate le pesche, eliminate il nocciolo e tagliatele in quattro parti. Rotolate i quarti nello zucchero di canna e grigliateli per qualche secondo su una piastra caldissima, fino a che lo zucchero comincia a caramellare. Man mano che sono pronte, mettetele da parte. Lavate i mirtilli. Tagliate la polpa del cocco a fettine sottili e le pesche a pezzetti. Riunite la frutta in una ciotola e bagnatela con il rum. profumate con la bacca di vaniglia tagliata a metà e condite con un paio di cucchiai di zucchero di canna. Mescolate e fate riposare al fresco per circa un’ora prima di servire.


iFoodStyle n°5 - 155

Valentina Spinetti

Macedonia Esotica di frutta e verdura con panna aromatizzata al tè matcha Ingredienti x 4 persone per la macedonia 8 fragole 2 meloni retati piccoli 1 papaya 1 mango 1 banana piccola 1 pezzo di cocco fresco piccolo 1 lime 2 carote 1 costa di sedano piccola 1 cucchiaio di zucchero di canna per la panna al tè matcha 150 g di panna fresca 2 cucchiaini di zucchero a velo 1 cucchiaino scarso di tè matcha Sciacquate le carote e il sedano sotto l’acqua corrente; eliminate i filamenti dal sedano e tagliatelo a fettine sottili; pelate le carote e, con una mandolina, ricavatene delle striscioline non troppo sottili. Tagliate a metà il lime, spremetene una metà e tagliate l’altra metà a fettine per la decorazione. In una padella riunite le carote, il sedano, il succo di lime, lo zucchero di canna e fate saltare per 3 minuti a fuoco vivace. Tagliate a metà i meloni, privateli dei semi e, con l’ausilio dell’apposito attrezzo, ricavate delle semisfere dalla polpa. Tenete da parte i meloni svuotati, che vi serviranno per servire la macedonia. Sbucciate mango e papaya e tagliate a

dadini la polpa; lavate e tagliate a metà le fragole. Tagliate a striscioline il cocco fresco; sbucciate e tagliate a fettine la banana. Riempite le coppette di melone con tutta la frutta fresca appena tagliata e con la carota e il sedano saltati in padella. Riponete in frigorifero. Montate la panna fredda di frigorifero; quando inizia a prendere consistenza, aggiungete lo zucchero a velo, continuando a montare con le fruste elettriche. Togliete le coppette di melone dal frigo e, aiutandovi con un sac à poche, decorate con la panna montata che spolvererete con il tè matcha. Servite subito.


156 - iFoodStyle n°5

Sara Zampini

Macedonia rinfrescante alla menta e lime Ingredienti x 2/4 persone 1 fetta di anguria abbastanza spessa ½ melone retato 6 fragole 2 albicocche 1 pesca nettarina una manciata di frutti di bosco (more, mirtilli) 1 cucchiaio colmo di zucchero di canna 6 foglie di menta fresca 2 lime bio o 1 limone bio

Con l’apposito scavino, ricavate delle semisfere dalla polpa dell’anguria e del melone. Se non avete l’utensile apposito, dopo aver eliminato i semi e la buccia, tagliate semplicemente la polpa a cubetti. Lavate e asciugate accuratamente il resto della frutta. Tagliate a pezzetti o a fettine la pesca, le albicocche e le fragole.

In un mortaio pestate le foglie di menta insieme allo zucchero di canna. Disponete la frutta all’interno di un contenitore, irroratela con il succo di lime, condite con lo zucchero di canna alla menta e una spolverata di scorza grattugiata di lime. Disponete la macedonia all’interno di vasetti in vetro e decoratela con foglioline di menta fresca e fettine di lime. Servite subito.


iFoodStyle n°5 - 159

Monica Chiocca

Macedonia di anguria e pesche al rum

Ingredienti x 4 persone 200 g di anguria 3 pesche mature 1 bicchiere di rum 3 cucchiai di sciroppo d’agave foglioline di menta a piacere

Pulite e tagliate a fettine sottili le pesche e trasferitele in una ciotola. Private l’anguria della buccia e dei semi e tagliatela a tocchetti regolari. In un bicchiere mescolate il rum, lo sciroppo d’agave e le foglioline di menta leggermente spezzettate. Trasferite la frutta nei barattoli e versate poco per volta il liquido preparato. Decorate con foglioline di menta e servite fredda.


Recensioni

Foto: Marco De Padova


162 - iFoodStyle n°5

FACCE DA PESCE

Bianca Ristorante In una città che vive e respira a 121 mt sul livello del mare e dove, per sporcarsi di sabbia, bisogna fare almeno 148 km di autostrada sotto il sole di questi giorni, si può mangiare pesce molto buono. A Milano ci sono molte insegne dove mangiare dell’ottimo pesce. Una delle mie preferite (da sempre) è quella del BIANCA, in zona Corso Vercelli. Non ci vado spesso (e questo fa arrabbiare molto Fabio – il proprietario) ma quando ho voglia di rilassarmi e di mangiare e bere bene, il Bianca è, da molti anni, uno dei miei rifugi preferiti. Trovare posto per cenare, non è semplice. Trovare poi libero Fabio per fare quattro chiacchiere è ancora più complicato. Con il suo storico socio, Gianmarco Senna, condivide anche altre incredibili avventure, come il Fatto Bene (notissima catena di hamburgherie) e il Fluffer, piccolo ma grande cocktail bar tra i migliori di Milano dove vi consiglio – subito – di fare un salto. L’occasione per scambiare due parole arriva con il Ponte del 2 giugno. Milano è vuota, così penso di andare al Bianca. Non ci sarà nessuno, mi dico. Entro. Mi accoglie una sorridente Elena. Mi accomodo al mio tavolo e, in attesa di iniziare la mia cena/ intervista, ordino quello che sarà il primo (di una lunga serie) Martini Cocktail con doppia oliva. La mia convinzione di essere il solo cliente del Bianca, si autodistrugge dopo una manciata di minuti. Milano sì è vuota, ma il Bianca, come sempre d’altronde, è SOLD OUT. Fabio arriva, ordino la mia cena e, tra una pausa e l’altra, iniziamo la nostra chiacchierata. QUANDO HAI APERTO?

Nel lontano 2007. Sono già passati 10 anni. Sembra ieri. Che anni meravigliosi,

tanti sacrifici ma anche tante, tante soddisfazioni. COSA PREPARANO I TUOI CHEF IN CUCINA?

Pesce in tutte le salse. Da noi puoi mangiare pesce sia cotto che crudo. Cucinare sia carne che pesce, all’inizio della nostra attività, poteva anche aiutarci ma alla fine abbiamo pensato di fare solo pesce e questa scelta, negli anni, ci ha premiato.

QUALI SONO I PIATTI PIU’ ORDINATI TRA QUELLI “COTTI”?

Tra i primi direi il pacchero con gamberi rossi di Mazara del Vallo,con pistacchi di Bronte e pomodorini San Marzano, mentre come secondo il fritto del Bianca, con scampi, gamberi, calamari e filetti di pesce razza va decisamente “a ruba”. TRA I “CRUDI” INVECE? In assoluto i nostri plateau come il San Tropez, il Còte d’Azur, il Nice e il Cannes. Anche le tartare, però, si difendono molto bene. SE TU FOSSI UN ORDINERESTI? Partirei

CLIENTE

COSA

subito con la degustazione di quattro tartare (tonno rosso, salmone Scozia, capasanta cruda e ricciola pescata) e poi ordinerei il nostro spaghettone trafilato all’oro con vongole veraci e bottarga. Qualcosa di fantastico (e io lo confermo).

PARLIAMO DI COCKTAIL, ALTRO CAVALLO DI BATTAGLIA DEL BIANCA. QUAL E’ QUELLO PIU’ RICHIESTO COME PRE DINNER?

Il Fresh Cardagin, con gin Hendrick’s, succo di limone spremuto fresco, zucchero di barbabietola, cetriolo, bacche di cardamomo e albume d’uovo. COME AFTER DINNER, INVECE?

Come after dinner molti chiedono il Zuccados, con Calvados, succo di mela dell’Alto Adige, composta di zucca mantovana e spolverata di cannella. Posso dire, che anche al bar, ce n’è veramente per tutti i gusti.


iFoodStyle n°5 - 163

IL TUO PREFERITO, INVECE?

direi la salsa in abbinamento ai lecca lecca di gamberi. Forse li abbinerei ad una più semplice maionese con zenzero. Ma sto proprio cercando il pelo nell’uovo!!!

PROMOSSO: Gran bel menù. La mia cena/ intervista è stata - come spesso chiedo - un grande tavolo di assaggi, sia crudi che cotti: carpacci e tartare, ostriche, lecca lecca di gamberi, capesante gratinate, piovra saltata in padella, insalata di puntarelle alla romana, astice alla catalana e poi assaggi di primi da applauso: chitarrino con ricci di mare, pacchero con gamberi rossi e spaghetti con vongole veraci. Applausi alla cucina.

BOCCIATO: Visto com’è andata la cena, mi diventa ancora più difficile trovare qualcosa da bocciare. Ho trovato: le due bruttissime lavagne color legno, che non hanno niente a che fare con il resto del bellissimo ristorante. Ecco l’ho detto!!!

RIMANDATO: Se proprio voglio trovare qualcosa che non mi ha fatto impazzire,

Buon appetito IL Direttore

Forse il più semplice, ma sempre un classico: il Gin Tonic con cetriolo e rosmarino.

Il mio racconto finisce qua. Se siete a Milano e avete voglia di mangiare e stare bene, fate un salto al Bianca, senza dimenticarvi, però, di dire che siete amici di iFoodStyle.


164 - iFoodStyle n°5


BIANCA Ristorante

Via Bartolomeo Panizza 10 (zona Corso Vercelli) 02 45409037 SEMPRE APERTI: dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 19:30 alle 23:00. DELIVERY: Si - SOCIAL: Instagram e Facebook


Foto: Serena Pierini


Durante la produzione di questo numero è nato Pietro! Un grande benvenuto da tutte le “zie”... ....e buona estate a voi


Style

DAL WEB ALLA TAVOLA

Luglio/Agosto 2017 Numero 5

Foto: Elisa Cima

iFoodStyle n°5  

iFoodStyle - dal web alla tavola - il nostro nuovissimo magazine che potrete sfogliare tranquillamente on line ogni due mesi. Parleremo di...

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