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Quanti articoli da giardinaggio offrite? “Un migliaio. È una gamma vasta, variegata ed in continuo rinnovamento, che va dagli ombrelloni ai tosaerba, passando per le idropulitrici e l’illuminazione da esterno”. Che stagionalità hanno i prodotti del garden? “Grazie alla maggiore voglia degli italiani di godersi l’outdoor e ai cambiamenti climatici in corso, che hanno allontanato l’arrivo delle piogge al termine dell’estate, la stagionalità si è allungata. Se un tempo il prodotto giardino andava da febbraio a luglio, oggi arriva fino a ottobre. Col risultato che il garden rappresenta ora il 40 per cento del nostro fatturato, circa 500mila euro l’anno. Oltre ad una gamma ampia e “fresca”, cosa chiede oggi il cliente del garden ad un punto vendita tradizionale come il vostro? “Le esigenze del cliente cambiano di paese in paese, se non di contrada in contrada. Sono come i dialetti, e bisogna saperli “parlare” tutti. Ma, in generale, il cliente chiede soprattutto qualità, consigli, disponibilità. Il consumatore non è uno sprovveduto, ormai arriva al negozio dopo essersi informato, magari tramite Internet, sui dettagli dei prodotti presenti sul mercato. Per cui vuole confrontarsi con il suo dettagliante. Si aspetta che sia competente e professionale, senza però rinunciare alla sua umanità e creatività”. Creatività, addirittura? “Certo, io credo che la fantasia sia fondamentale in questo lavoro. Lo spazio esterno negli ultimi anni sta finalmente diventando più importante anche per gli italiani. È più abitato, vissuto, ricercato, come l’interno di una casa. Per cui il garden va “lavorato”, allestito, costruito: richiede progettualità. E noi aiutiamo i nostri clienti a farlo insieme, senza trascurare alcun dettaglio: li seguiamo dalla scelta del gazebo fino a quella della pianta da mettere sul tavolo. È il nostro punto di forza, e forse l’unico modo per tenere a freno gli effetti della presenza della Grande Distribuzione”. Non soffrite la concorrenza della Grande Distribuzione? “Al momento no, anzi, direi che la crisi economica per certi versi ci avvantaggia. La Grande Distribuzione pensa soprattutto ai numeri: è una strategia che funziona quando l’economia è in salute. Ma oggi i portafogli più magri spingono paradossalmente gli italiani verso il prodotto di qualità. E la forza di un punto vendita come il nostro è anche la capacità di offrire la qualità a prezzi competitivi. Inoltre, c’è l’aspetto relazionale: nel mondo della vendita al dettaglio tradizionale il rapporto è più umano, e il cliente del garden lo apprezza. Detto ciò, la concorrenza esiste, ma è un bene che la Grande Distribuzione ci sia”. In che senso? “Indirettamente la GD stimola anche le nostre vendite, perché più sono i soggetti che trattano il prodotto giardino, più ai consumatori verrà voglia di comprarne. E, poi, soffrire aiuta a crescere e a migliorarsi”.

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iFerr Magazine - n.2 2013  

iFerr Magazine la nuova rivista dedicata al mondo della ferramenta e degli ambienti ad essa conness

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