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29 dicembre


IL TIRRENO Pagina 8 - Attualità Protesta delle opposizioni: hanno applicato il Daspo

Roma vietata ai pastori sardi Volevano andare al ministero, caricati dalla polizia a Civitavecchia MONICA VIVIANI ROMA Non hanno fatto in tempo a sbarcare a Civitavecchia, che erano già stati bloccati, denunciati e i loro pullman sequestrati. E’ finito così, ancora prima di iniziare, il blitz di oltre 200 pastori sardi che ieri intendevano raggiungere il ministero dell’Agricoltura a Roma. Ad attendere gli allevatori del Movimento pastori sardi (Mps), appena scesi dal traghetto proveniente da Olbia, c’erano polizia, carabinieri e guardia di finanza che hanno bloccato e sequestrato i 5 pullman che avrebbero dovuto portarli a Roma. Tutti sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata e due anche per resistenza a pubblico ufficiale in seguito agli scontri scoppiati quando il corteo ha tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine. Nemmeno il tentativo di prendere il treno diretto a Termini ha avuto successo. «Siamo padri di famiglia, invece ci hanno trattato come criminali - ha raccontato Felice Floris, uno degli organizzatori della protesta - siamo stati sottoposti ad un vero e proprio sequestro preventivo. Ci hanno anche privati dell’elementare diritto di salire sui treni diretti a Roma. E pensare che una nostra delegazione voleva solo proporre al ministero la costituzione di un Coordinamento mediterraneo dei Paesi che praticano la pastorizia». Maria Barca, la dirigente del Movimento che il 19 ottobre occupò la Regione Sardegna, ha raccontato di aver ricevuto «un violento calcio alla caviglia» dagli agenti e di aver assistito al pestaggio di un pastore di 17 anni. Da mesi gli allevatori sardi chiedono contributi per il settore ed un equo prezzo per il latte ovi-caprino. La protesta è contro il Governo e la Regione, accusata di non aver mantenuto gli accordi siglati il 2 novembre scorso a Cagliari dopo giorni di occupazione del Consiglio regionale culminati con una guerriglia urbana che ha portato in carcere alcuni manifestanti. Il 2010 si è chiuso malissimo per il settore e ora una legge approvata dal Consiglio regionale sardo «farà scomparire - dicono gli allevatori - dalla nostra regione 7.700 aziende zootecniche». Solidarietà ai pastori è arrivata ieri dai partiti d’opposizione e non solo. Il Pd ha duramente criticato l’intervento delle forze dell’ordine. «E’ l’ennesimo segnale - ha detto Stefano Fassina, responsabile Economia - che viene da un governo inadeguato ad affrontare le difficoltà di una crisi economica e sociale gravissima, che pensa di mettere a tacere le proteste anzichè trovare le soluzioni adeguate a risolvere i problemi». Duro anche Emanuele Fiano, responsabile forum Sicurezza: «I prossimi mesi saranno densi di drammatiche questioni sociali - ha ammonito - pensare di affrontarle come fa il governo con l’uso delle forze dell’ordine, negando il confronto o il diritto a manifestare il proprio dissenso è non solo sbagliato ma anche molto pericoloso». «E’ una sorta di Daspo quello che Maroni vuole applicare ai pastori sardi?» si è poi chiesto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. «Siamo arrivati alla negazione preventiva della manifestazione del pensiero» gli ha fatto eco il senatore del suo partito Pancho Pardi. E anche per l’ avvocato Nino Marazzita quanto accaduto è «una brutale forma di repressione preventiva tipica di questo governo che si esprime con intolleranza verso la libera manifestazione del pensiero».



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