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7 dicembre


Martedì 7 dicembre 2010

Vargas Llosa: troppa trasparenza fa male alla democrazia

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POTERI E BUGIE

n eccesso di trasparenza è “pericoloso per la democrazia”: così il premio Nobel per la Letteratura, il peruviano Mario Vargas Llosa, si è detto scettico sulla vicenda Wikileaks. “Ho una doppia opinione su Wikileaks. Da un lato lo trovo formidabile per la trasparenza, sono d’accordo con tutto ciò che viene allo scoperto perché ci difende dagli intrighi, dalle manovre, dalle bugie. D’altra parte

se tutto venisse alla luce, se scomparisse qualsiasi forma di comunicazione confidenziale e di segreto, non vedo come si potrebbe far funzionare uno Stato”. Il rischio è che gli Stati sarebbero talmente vulnerabili che le istituzioni, essenza stessa della democrazia, sarebbero in pericolo. E il “paradosso”, ha concluso, è che i più esposti a questo rischio sono proprio gli Stati democratici, mentre le dittature sono al sicuro.

GLI OCCHI DEGLI USA

Wikileaks rende nota una lista di siti industriali controllati perché possibili obiettivi terroristici ASSANGE

di Giampiero Gramaglia

G

li Stati Uniti tenevano sotto controllo in Europa, “senza consultare i Paesi ospiti” –cioè, in pratica, spiavano e verosimilmente spiano tuttora - siti industriali giudicati possibili obiettivi di attacchi terroristici e ritenuti critici per la sicurezza nazionale. È l’ennesima rivelazione scaturita dai documenti di Wikileaks, che continuano a fornire sorprese e imbarazzi: sorprese all’opinione pubblica, imbarazzi alle diplomazie (quella americana, in primis). In Italia, i siti nella lista sono due: una multinazionale farmaceutica, Glaxo Smith Kline SpA, con sede per l’Italia a Verona (ma gli Usa concentrano l’attenzione sullo stabilimento di San Polo di Torrile, Digibind, in provincia di Parma, che fa vaccini e liquidi e liofilizzati sterili su scala mondiale); e un gasdotto dall’Algeria, il Transmed, che, lungo oltre 2000 chilometri, porta il gas in Sicilia e poi fino alla Valle Padana (il punto d’arrivo è a Minerbio, vicino a Bologna).

LA LISTA venne spedita nel febbraio 2009 –alla Casa Bianca, c’era già Barack Obama e al Dipartimento di Stato Hillary Clinton-: Washington invitava diplomatici americani in tutto il mondo a offrire aiuto ai siti in questione e a promuovere servizi e tecnologia ‘made in Usa’ per garantirne la sicurezza. La cosiddetta ‘Critical Foreign Dependencies Initiative’ divide il globo in sei regioni e cita, fra centinaia di impianti, il cavo sottomarino Apollo tra Francia e Gran Bretagna –la stazione di approdo è in Cornovaglia-, stabilimenti farmaceutici in Germania, una fabbrica d’insulina in Danimarca, il gasdotto Nadym in Russia e ancora siti in Spagna, in Israele e un po’ in tutto il mondo (una miniera di cobalto in Congo, un’azienda per la produzione di siero contro il veleno dei serpenti in Australia).

diano Tribune de Genève, avrebbe sollecitato l’asilo politico alle autorità di Berna. Un’eventualità alla quale si è subito opposta l’amministrazione di Washington con una “raccomandazione” affinché gli vengano chiuse le porte della Confederazione. Porte sbarrate anche nella sua Australia: “Mi manca terribilmente il mio paese”, ha detto in un’intervista digitale al britannico The Guardian, “ma la premier Julia Gillard e il procuratore generale Robert McClelland mi hanno fatto capire che il mio ritorno è impossibile, e che lavorano attivamente con gli Stati Uniti nel loro attacco alla mia persona e ai miei collaboratori”.

CONTO BLOCCATO PER IL NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO di Alessandro Oppes Madrid

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Julian Assange (FOTO OLYCOM)

Anche due italiani: la multinazionale farmaceutica Glaxo Smith Kline Spa e un gasdotto, il Transmed Trattata dai media in modo diverso –El Pais l’ha pubblicata, il Guardian no, giudicandola lesiva della sicurezza nazionale- la lista è fonte d’irritazione e preoccupazione: il governo britannico denuncia i rischi che la fuga di notizie può comportare. E le industrie si trovano esposte non solo alla minaccia dei terroristi, ammesso che lo fossero, ma anche di qualche emulo. RESTA , però, il fatto che l’Amministrazione statunitense si procurava, e si procura, montagne di informazioni senza che i Paesi interessati, per alleati e partner fidati che possano essere, ne siano a conoscenza. E la pratica non è recente: le istruzioni del 2009, infatti, chiedevano di aggiornare una lista già esistente. Il Transmed nasce da un contratto tra l’Eni e la Sonatrach, la compa-

GLI ULTIMI momenti di Saddam all'inferno" gridato da una guardia, le foto scatIsuoltate"vai col cellulare e infine le voci che inneggiano al peggior nemico, il leader radicale sciita Moqtada al

Sadr. Dai documenti segreti pubblicati da Wikileaks emerge un cablogramma in cui sono descritti gli ultimi momenti di vita dell'ex rais Saddam Hussein, impiccato all'alba del 30 dicembre del 2006. Con lui che tiene stretto in mano il Corano e afferma di aver previsto "questo momento" sin da quando è salito al potere, sapendo che come presidente si era fatto molti nemici. Il cablo, che reca la data del 15 gennaio 2007 ed è classificato 'segreto', riporta una conversazione in cui l'ambasciatore Usa in Iraq, Zalmay Khalilzad, chiede lumi al viceprocuratore Monqith al-Faroun. Ed è proprio al-Faorun a raccontare, passo passo, le ultime fasi di Saddam Hussein.

gnia petrolifera pubblica algerina. Ed ecco, dunque, comparire il gruppo italiano più temuto dagli Usa, abituato, probabilmente, a sentirsi addosso l’occhio diffidente degli Stati Uniti fin dall’epoca del suo fondatore Enrico Mattei. Preoccupano le attività dell’Eni, e pure quelle dell’Edison, in Iran, mentre lo sforzo del governo per indurle a rinunciare almeno a nuovi progetti appare “timido”. Il cablo è di inizio anno ed è firmato dall’ormai celebre, grazie a Wikileaks, Elizabeth Dibble: “L’Eni appare spesso dettare la politica energetica del governo italiano”. E TORNA il tormentone dell’atteggiamento dell’Italia verso la Russia: “La politica energetica italiana riflette le priorità russe piuttosto che quelle europee”, nota la Dibble, alla vigilia di una missione a Washington del ministro Frattini; E fa esempi: “Il governo italiano è ambiguo sul sostegno al progetto Nabucco”, che piace all’Ue, “mentre l’Eni aiuta Gazprom a costruire gasdotti” che aumenteranno la dipendenza verso la Russia da parte dell’Ue. Magari per strornare l’accusa di essere filo-russo, il premier Berlusconi avrebbe detto all’ambasciatore americano in Italia David Thorne, nel primo incontro –21 settembre 2009 - che il suo amico Vladimir Putin “è il centro del potere in Russia”, mentre l’attuale presidente Dmitri Medvedev è “un mero apprendista”. Il giudizio attribuito crea ansia a Palazzo Chigi: Mr B. nega di avere “mai pronunciato quelle frasi”, d’avere “mai fatto paragoni” tra Putin e Medvedev. Eppure, per una volta, il Cavaliere ci aveva azzeccato: Putin è il maestro e Medvedev l’allievo. Anche se, strada facendo, l’allievo potrebbe non volere più dare ascolto al maestro.

raccato dall’Interpol, perseguitato dai governi di mezzo mondo, minacciato di morte, considerato il nemico pubblico numero uno dalla superpotenza americana, Julian Assange cerca di garantirsi una sorta di “assicurazione sulla vita”. Lo fa lanciando una pesantissima minaccia: se la caccia all’uomo che si è scatenata da giorni dovesse portare alla sua cattura, immediatamente verrebbe messo in rete quello che il suo avvocato Mark Stephens ha definito senza mezzi termini “un congegno termonucleare”, rivelazioni delicatissime, forse le più compromettenti tra quelle in possesso di Wikileaks. Alcune riguarderebbero la British Petroleum e Guantanamo, ma di sicuro non mancano altri segreti scomodi, capaci di far tremare governi, diplomazie, imprese multinazionali. CON IL PASSARE delle ore, Assange capisce che l’assedio al quale è sottoposto diventa sempre più stringente. Dopo che il sito PayPal – la più nota piattaforma per la realizzazione di pagamenti via Internet – ha cancellato il contratto con Wikileaks, bloccando ai privati di tutto il mondo la più facile via di finanziamento del portale, ieri pomeriggio le poste svizzere hanno deciso di chiudere il conto corrente che Assange aveva aperto a sostegno della sua fondazione per aver indicato, erroneamente, Ginevra come sua città di residenza. Dove si trovi il fondatore di Wikileaks in questo momento, nessuno lo sa. Forse nel sud dell’Inghilterra, tenuto sotto sorveglianza da Scotland Yard, secondo le indiscrezioni pubblicate dalla stampa britannica. Oppure in Svezia – proprio il paese che ne ha ordinato l’arresto con l’accusa di stupro – o in Islanda. Secondo il quoti-

Minaccia rivelazioni esplosive se dovessero catturarlo

MA GLI SFORZI per sfuggire al mandato di cattura internazionale spiccato nei suoi confronti non sono l’unico motivo di preoccupazione per Assange. Anche la sua creatura, Wikileaks, continua a essere sotto costante attacco. Sfiancato dall’azione distruttiva degli hacker, sfrattato dal provider statunitense che lo ospitava, il portale ha prima trovato ospitalità in un server elvetico, e ora cerca di tutelarsi da nuove aggressioni attraverso un processo di clonazione: al momento sono già più di 300 i siti “specchio”, che contengono tutto il materiale del portale principale e hanno sede in numerosissimi paesi. Nulla potrà fermare il Cablegate, assicurano i collaboratori di Assange: oltre 250 mila file sono stati inviati in forma criptata a centomila persone, con una chiave segreta di 256 cifre impossibile da scoprire: “Se ci dovesse succedere qualcosa, le parti fondamentali verranno diffuse automaticamente”. Ma intanto, i cinque giornali in possesso del ricchissimo dossier, continuano a centellinare rivelazioni interessanti. Al centro dell’attenzione soprattutto il Medio Oriente: l’accusa di Hillary Clinton secondo cui i donatori sauditi costituiscono la fonte più significativa di finanziamento dei gruppi terroristici sunniti in tutto il mondo; la notizia che il Qatar utilizza il network televisivo Al Jazeera come moneta di scambio nei rapporti internazionali, garantendo la censura di informazioni compromettenti a cambio di sostanziosi aiuti; la sfiducia che suscita nei leader arabi il primo ministro iracheno Nouri Al Maliki; i cablogrammi da cui risulta che il ministero degli Esteri di Baghdad sottomette al controllo dell’ambasciata Usa la richiesta dei visti d’ingresso dei diplomatici iraniani. Interessante anche il ritratto di Zapatero fatto dai diplomatici americani: un “politico astuto, come un felino nella giungla” e che “sarebbe pericoloso sottovalutare”.

di Pino Corrias

Irrilevanze: nessuna carta segreta per il Partito democratico AL NETTO delle cose serie (l’Onu, l’Iran, Israele) e della più autentica definizione di mister B (inetto & vanitoso) la rivelazione più formidabile e più trascurata tra le molte di Wikileaks è che non ci sono rivelazioni sul Partito democratico. Che non compare mai. Nemmeno una volta: zero. Confermando la sua irrilevanza non solo nel mondo dove abitano le cose note, ma pure in quello oscuro e capovolto dei segreti. E dire che gli amerikani hanno sempre avuto un debole per i segreti delle talpe comuniste, o ex comuniste, che scavano le loro gallerie di complotti per minare i diritti umani e quelli

bancari. Dai tempi ruggenti di Edgar Hoover, capo di molte stagioni dell’Fbi, era una loro specialità ficcare il naso nel doppio fondo delle vite private degli oppositori. Analizzarle. Scoprire i punti deboli, infilarci un cacciavite e fare leva. E quando non c’erano punti deboli, inventarli. Qui non inventano, né registrano. Bensì ignorano sia le crittografie narrative di Veltroni, travestite da romanzi. Sia le peripezie intellettuali della Volpe di Gallipoli, travestite da sottigliezze politiche. Non le prendono proprio in considerazione, un po’ come accade agli italiani.


CRONACA PISTOIA

MARTEDÌ 7 DICEMBRE 2010

BUFERA SULLA SANITA’

LA VORAGINE

Interviene anche l’assessore Scaramuccia: «Coperture per gli 8 milioni»

«IN PARTICOLARE — è stato scritto dai membri del collegio — per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, non risultano coerenti con quanto previsto dai principi contabili nazionali e

regionali. La procedura di iscrizione di alcuni costi fra le immobilizzazioni immateriali non risulta pienamente conforme alle norme di legge in materia e ai principi contabili. Non risulta congruamente stimato l’effettivo rischio di inesigibilità dei crediti per la lo-

SILENZIO STAMPA Bocche cucite in Azienda Nessuna dichiarazione su deficit e contestazioni ro iscrizione secondo il valore presumibile di realizzazione». In altri passaggi della nota che ha spinto i vertici Asl a rimettere mano al bilancio, si avanzano inoltre dure valutazioni sul versante dei crediti: «Serve una puntuale ricognizione dei crediti e del loro grado di esigibilità». Mentre altre

L’ATTACCO MARCO CARRARESI (UDC)

«Situazione molto grave Ora serve un’inchiesta» POLITICO Marco Carraresi, consigliere regionale dell’Udc si è spinto a sollecitare le dimissioni di Scarafuggi

«COM’È possibile che una direzione generale che si è resa protagonista di una simile vicenda rimanga al suo posto senza essere nemmeno sfiorata da alcuna indagine da parte degli organi regionali preposti?». Con questa domanda il consigliere regionale Udc Marco Carraresi sollecita un intervento politico e istituzionale sulla vicenda del bilancio dell’Asl pistoiese. Come minimo — sostiene il rappresentante dell’opposizione — si dovrebbero richiedere le dimissioni del direttore generale Alessandro Scarafuggi. «Soprattutto considerando che — continua Carraresi — di fronte a tali difficoltà per far quadrare il bilancio non si riesce a fare di meglio che dichiarare, come riportato

in un articolo di alcune settimane fa de La Nazione, che per quanto riguarda il presunto nuovo ospedale della Valdinievole, che addirittura ‘sul capitolo investimenti i soldi ci sono’». L’AFFONDO finale di Carraresi coinvolge l’intera gestione del sistema sanitario da parte della Regione, che in queste settimane è stata investita da altre emergenze, come quella del buco milionario dell’Asl di Massa. «Il bilancio di Pistoia chiuderà quest’anno almeno con una ventina di milioni di disavanzo: una bella cifra se rapportata al bilancio complessivo dell’azienda, di meno 300 milioni di euro. Ma dalla Regione tutto tace», conclude l’esponente Udc.

considerazioni vengono riservate ai costi aziendali. Il collegio «sollecita l’invito ad una maggiore attenzione alla politica di controllo dei costi, alla valorizzazione delle competenze interne all’Azienda, alla gestione delle convenzioni e alla politica di cassa, alle procedure di rilevazioni dei crediti, sia con riferimento alla loro corretta imputazione in contabilità, sia in relazione alla determinazione del loro valore di presumibile realizzazione». Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità, Daniela Scaramuccia: «Non c’è nessun buco di bilancio della Asl di Pistoia. La relativa perdita d’esercizio, di circa 8 milioni di euro, trova copertura a livello regionale e ministeriale. Le dichiarazioni sul presunto buco della sanità toscana sono prive di fondamento, e procurano allarme e sfiducia immotivata nei cittadini».

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DOPO MASSA TOCCA ALLA NOSTRA AZIENDA SANITARIA LE PERDITE AMMONTEREBBERO A OTTO MILIONI SOTTO ACCUSA IL BILANCIO 2009 E LA REVISIONE ESTIVA

Asl, le carte dei sindaci revisori «Procedurenon conformi» NESSUN commento dall’Asl3 sulla bufera che si sta alzando in Regione sui conti di bilancio. Il consigliere Udc Marco Carraresi ha ricordato che, dopo essere stato redatto due volte, il consuntivo 2009 si è chiuso con una perdita di esercizio superiore a 7 milioni e 922mila euro. Nella prima stesura, il rosso era di «soli» 2 milioni e 477 mila euro, ma il collegio sindacale obbligò ad una revisione dopo aver riscontrato alcune incongruenze sugli ammortamenti. Il silenzio dell’azienda non smorza la durezza delle critiche dell’opposizione, che fa leva sui pareri degli stessi organi aziendali.

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VERTICE Alessandro Scarafuggi

Bilancio in rosso Perdite in cassa per otto milioni «Ma presto potrebbero arrivare a venti» E’ ALTA la guardia sullo stato dei conti delle aziende sanitarie toscane, dopo il buco da 250 milioni di euro totalizzato dall’Asl di Massa.«Anche se non a simili livelli, è possibile che nelle altre 15 aziende si nasconda qualche altro buco», si chiede il consigliere Udc Marco Carraresi. Altri hanno sostenuto che le Asl a «rischio» potrebbero essere quattro. Oltre a Pisa, quella dell’area fiorentina (con un disavanzo complessivo di circa 80 milioni), quella senese (25) e quella di Pistoia, dove i milioni di differenza fra attività e passività, si dice potrebbero arrivare a una ventina.


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14 CRONACA MONTECATINI

TURISMO IL SITO REGIONALE PER LE PRENOTAZIONI ON LINE

Il portale non decolla Pochi gli alberghi iscritti

La Regione corre ai ripari: «Nuovo software a gennaio» IL PROGETTO Accordi bancari Saranno incrementati i circuiti delle banche cui i titolari di hotel potranno rivolgersi per il servizio di prenotazione. Oggi sono tre: Sella, Paypal, Mps

Difficile sfida Ma rimane arduo contrastare i portali internazionali, che spesso offrono anche piani di accumulo di bonus e vaste informazioni di feedback IL TURISMO E’ DONNA Scaletti, Federica Fratoni e Paola Paganelli

TROPPO POCHI gli hotel e le strutture che hanno aderito al portale della Regione (www.turismo. intoscana.it) per la prenotazione on line di soggiorni in Toscana. Sono storia di pochi giorni fa le dichiarazioni dell’assessore regionale Cristina Scaletti in un convegno in Versilia, dove ha sottolineato la totale assenza di aziende locali sul portale. Anche la provincia di Pistoia non sta meglio: finora rarissime le presenze e per il 2011 Montecatini non supera quota quattro. La Regione corre così ai ripari.

ro aiuto immediato per l’inserimento gratuito della loro struttura nel sistema di booking online in tempo reale e pagabile con carta di credito.

«CON L’ATTIVAZIONE di un numero verde e col telemarketing, attraverso cui contatteremo entro fine gennaio mille imprenditori turistici — dichiara Scaletti — offriremo un nuovo servizio e un’opportunità concreta di crescita». Con il nuovo servizio la Regione mette a disposizione di oltre 12.500 operatori turistici un numero verde (800 974202, attivo dal lunedì al venerdì 9.30-13.30, festivi esclusi) che funziona solo da telefoni fissi, riservato agli imprenditori, gli stessi che saranno contattati da una società incaricata dalla Regione e che proporrà lo-

La promozione ora parlerà «pratese»

«NON SONO MOLTI — dice Scaletti — quelli che hanno aderito al servizio. A differenza di ciò che accade sui circuiti privati, il nostro è gratuito, sia per gli imprenditori che per i turisti, ma a oggi non c’è la possibilità di ag-

APT ABOLITE

ALBERTO Peruzzini, direttore dell’Apt di Prato, sarà alla guida di Toscana Promozione, che dal 2011 sostituisce le abolite Apt, Montecatini compresa. La decisione è stata annunciata ieri al termine di una riunione apposita. Gestirà un budget di 3,3 milioni di euro.

giornare le offerte in automatico. Stiamo lavorando per offrire anche questa ulteriore possibilità e il software dovrebbe essere pronto entro gennaio. Intanto chiediamo a tutti di registrarsi sul sito per mettersi in condizione di far partire immediatamente anche questo servizio non appena potremo renderlo disponibile». LA REGIONE riferisce che finora sono 677 le strutture che si sono autoregistrate, ma l’obiettivo è almeno di raddoppiare tale cifra. Nel frattempo ha stabilito accordi con tre circuiti bancari (Gruppo Sella, Paypal e Monte dei Paschi) che già adesso non applicano commissioni ai loro correntisti che aderiscono al sistema di prenotazione on line. Sono in corso contatti con altri quattro circuiti: Banche di credito cooperativo, Casse di risparmio, Unicredit e di Intesa San Paolo. Resta però difficile contrastare i potenti portali internazionali, che al turista offrono prenotazioni gratuite e spesso anche un piano di accumulo di bonus, spendibili poi per pagare ulteriori soggiorni, oltre a vaste informazioni di feedback forniti degli stessi utenti. Marco A. Innocenti

VIALE BACCELLI firma a sostegno de

LA PROTE

«Sca pulizi e stazi

IL COMITATO Montecatini, per del presidente Clau cic e con numerose colte, chiede al Com curezza e controlli viale Baccelli e via «Molte persone res zona di viale Guid le vie limitrofe — d sociazione — hann Comitato Fondazio catini di interveni fronti dell’amminis munale per fronte azioni più incisive della sicurezza, co che ora il sindaco h poteri a seguito del n vedimento governa me si riferivano iniz caso dell’Hotel He via Baragiola, dove so per troppo tempo ri e sbandati si inse chiede pertanto ch presi seri provved evitare situazioni a altre strutture abba quartiere, vedi l’H lia».


LA NAZIONE Pagina 9 – Livorno Cecina. La nuova strategia annunciata dall’Assessore

Turismo, cambia tutto Sparisce l’Apt provinciale La Regione vara un nuovo organismo centrale CECINA — CAMBIA la promozione turistica istituzionale. In pratica non ci saranno più le Apt provinciali, ma un organismo regionale. Sarà Toscana Promozione a gestire le attività di promozione turistica dopo l’abolizione delle Apt dall’inizio del 2011. Lo ha annunciato ieri Cristina Scaletti, assessore regionale al turismo, al termine della prima riunione della cabina di regia regionale, da lei presieduta e composta dagli assessori al turismo di tutte le province toscane. Dall’inizio del prossimo anno, spiega la Regione in una nota, le funzioni di accoglienza, informazione e organizzazione dell’offerta turistica saranno svolte dalle Province, mentre la Regione stessa promuoverà il turismo attraverso l’Agenzia di promozione economica, che «potrà contare per il 2011 su un budget - ha detto l’assessore - che aumenteremo dai 2 di quest’anno a 3,3 milioni di euro. Il dirigente che abbiamo scelto per guidarla e’ Alberto Peruzzini, l’attuale direttore dell’Apt di Prato, che possiede la professionalità e l’esperienza per farlo, che è il primo di una graduatoria stilata dalla stessa Apet e che quindi può essere immediatamente contrattualizzato». L’Agenzia, afferma la Regione, avrà dieci referenti indicati dalle Province, che rappresenteranno il raccordo tecnico tra offerta e promozione, e potrà contare sull’apporto della Fondazione sistema Toscana. «Sara’ un modello gestionale regionale, ma non centralistico», ha dichiarato Scaletti, che intende ottenere «un deciso cambio di passo nei rapporti con il sistema delle strutture ricettive di ogni tipo e categoria. Per questo abbiamo avviato un positivo lavoro, fortemente orientato al contatto costante sia con le categorie che con i singoli operatori del settore». Nei prossimi giorni, ha concluso l’assessore, sarà definito più dettagliatamente il quadro delle risorse.


LA NAZIONE Pagina 7 – Lucca Promozione. Un vertice in comune

Gli operatori preoccupati dalla scomparsa dell’Apt L’ANNUNCIO, ormai atteso, è arrivato ieri pomeriggio. L’assessore regionale al turismo, Cristina Scaletti, al termine della prima riunione della «cabina di regia» ha spiegato che il futuro «sarà un modello gestionale regionale, ma non centralistico. Il post Apt partirà il primo gennaio prossimo e le attività di promozione saranno affidate a Toscana promozione». L’Agenzia di promozione economica della Toscana potrà contare per il 2011 su un budget che passerà dai 2 milioni di quest’anno ai 3,3 milioni di euro. Il dirigente che è stato scelto per guidarla è Alberto Peruzzini, attuale direttore dell’Apt di Prato, che possiede la professionalità e l’esperienza per farlo, che è il primo di una graduatoria stilata dalla stessa Apet e che quindi può essere subito contrattualizzato. L’annunciata riorganizzazione del sistema di promozione turistica partirà quindi da questi punti fermi. Dall’inizio del prossimo anno le funzioni di accoglienza, informazione e organizzazione dell’offerta turistica saranno svolte dalle Province, mentre quelle di promozione faranno capo alla Regione, che le svolgerà attraverso Toscana promozione. INTANTO l’assessore comunale al turismo, Moreno Bruni, si è incontrato ieri mattina con la consulta cittadina per il turismo, voluta dall’amministrazione comunale per discutere e affrontare le principali problematiche del settore, organo composto dai rappresentanti degli operatori pubblici e privati nel settore e delle associazioni di categoria. «Dai principali enti cittadini — ha detto alla fine l’assessore Bruni —, rappresentanti delle associazioni di categoria e numerosi rappresentanti di agenzie turistiche, fondazioni e associazioni culturali, è emersa una certa apprensione per la chiusura delle Aziende di promozione turistica. Da parte nostra il Comune si trova in un certo senso pronto, con l’aiuto degli enti del territorio, ad allargare quelle che oggi sono le azioni di promozione della città al contesto territoriale».


sulle colline? Plebiscito di No su Internet

CONTINUA il nostro sondaggio sul sito www.lanazione.it/grosseto sull’ipotesi del passaggio dell’autostrada nella zona dei Colli di Orbetello. Ieri pomeriggio il contatore segnava 1.576 voti con una percentuale bulgara dei «no»: il 96 per cento. Sale invece a 4.680 il numero dei «mi piace» sulla pagina di Facebook aperta dall’associazione «Colli e Laguna di Orbetello», la cui posizione comunque non è mai stata di chiusura nei confronti di ogni ipotesi autostradale, purché però il tracciato non passi nella zona della strada vicinale dei Poggi.

SIA da «Colli e Laguna» sia dall’altra associazione che si è mobilitata sul territorio, la «Procosta», sono arrivate proposte alternative per far passare la strada più all’interno. IL SONDAGGIO

Autostrada tirrenica, sei d’accordo con l’ipotesi di un tracciato in collina? Clicca su www.lanazione.it/grosseto

LA NAZIONE Pagina 18 - Grosseto AULA La signora Nada, madre di Cristiano, al liceo

mi anni medico e pediatra di famiglia a Orbetello dove ha seguito centinaia e centinaia di bambini prima di andare in pensione, insieme alla moglie Nada sono stati ospiti nella sala conferenze del liceo Classico, a Neghelli, per presentare la borsa di studio in memoria del loro figlio, anche lui pediatra, Cristiano Meossi. Il liceo di Orbetello è lo stesso istituto dove Cristiano (e anche la sorella, Bonizzella, nota musicista) aveva conseguito il diploma di maturità.Cristiano si era poi laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Pisa specializzandosi in pediatria, trasferendosi poi all’ospedale di Lucca dove ricopriva il ruolo di di-

tologia. PURTROPPO Cristiano, che aveva intrapreso con dedizione e passione la stessa carriera del padre, è prematuramente scomparso nei mesi scorsi lasciando nel dolore la moglie, i figli, i genitori e la sorella. In suo ricordo, il padre e la madre hanno istituito una borsa di studio che a fine anno scolastico sarà assegnata allo studente più meritevole del liceo Classico. Alla conferenza di presentazione sono intervenuti molti studenti, il preside, professor Gino Artuso, e l’ex dirigente scolastica Italia Baldi La Banca. Michele Casalini

POLITICA LA PROPOSTA DI SEL PER LA SCELTA DEL CANDIDATO NON TROVA UNANIMITA’

«Primarie? Ma la coalizione non c’è» Rc e Pd vogliono prima conoscere gli alleati, Idv e Api contrarie

LE REAZIONI seguite alla candidatura di Alessandro Ragusa per le primarie del centrosinistra hanno segni diversi. All’interno dell’area politica (ancora è presto per parlare di coalizione) sulle primarie non tutti la pensano allo stesso modo. E mentre ormai mancano pochi mesi alle elezioni, il dibattito è aperto. «Negli ultimi cinque anni di opposizione — spiega Ragusa, coordinatore locale di Sel — non sono state create le condizioni per individuare un candidato. Ci sono tante figure, dello stesso spessore, per cui il candidato dovrà essere legittimato con le primarie. Per il classico tavolo delle trattative ormai è tardi, il centrosinistra è frammentato e le primarie possono risultare un elemento coalizzante, se affrontate con spirito costruttivo». Di segno opposto il pensiero di Anna Maria Carbone, esponente dell’Idv, secondo la quale le priorità sono altre. «I tempi e gli argomenti delle primarie — afferma — rischiano di logorare le coesione del tavolo. Credo che invece sulla piattaforma pro-

grammatica ci sia già una forte convergenza, perché i punti attorno ai quali lavorare sono chiari a tutti. Dobbiamo parlare di sviluppo, di lavoro e anche di legalità, per il nostro territorio. Dobbiamo trovare una sintesi sui punti principali. Le primarie sono un grande strumento di democrazia, ma se fatte nei tempi giusti. Noi avremmo dovuto farle l’anno scorso». Stessa posizione espressa da Mario Chiavetta, segretario comunale dell’Api, che dice: «In questa situazione di forte ritardo, di fronte a un centrodestra che ha già da tempo il suo candidato sindaco, dobbiamo dare ai nostri elettori un segnale di compattezza. Con le primarie non si dà questo segnale. Per noi è essenziale trovare subito l’unità della coalizione». Giuliano Baghini, segretario comunale di Rifondazione, fa ancora un passo indietro.

«BISOGNA prima di tutto capire — afferma — qual è la coalizione. Le primarie sono un metodo di consultazione democratica, ma non si può lan-

ciare questa idea se non si sa prima chi compone lo schieramento. È prematuro parlarne, anche se siamo in ritardo su tutti i fronti. Dobbiamo cercare unità e fare chiarezza su quali partiti e movimenti comporranno la nostra coalizione». Sulla stessa linea il segretario del Pd, Cristiano Vadi. «Dobbiamo prima di tutto costruire la coalizione — afferma — e stiamo lavorando in questo senso attorno a pochi fondamentali punti programmatici. Quando avremo deciso se e come stare insieme allora affronteremo il discorso delle primarie. I tempi ci sono, ma l’importante è che sia condiviso lo scopo di creare una squadra che sia una valida alternativa al centrodestra». Al momento, però, il Pd deve risolvere anche un’altra questione, quella del segretario del circolo lagunare, con il posto ancora in bilico tra Mauro Barbini e Angela Coccoluto. «Ci sarà un incontro in questi giorni — assicura Vadi — per chiudere questa situazione incresciosa senza vincitori e vinti. Il segretario dovrà essere il segretario di tutti». Riccardo Bruni


IL TIRRENO Pagina 3 - Prato Proposta una mediazione per l’assegnazione della quota aggiuntiva del fondo

Provincia, la vertenza dal Prefetto PRATO. La vertenza dei dipendenti della Provincia, per la mancata assegnazione della quota aggiuntiva del fondo di produttività 2009, pari a 87mila euro, è finita davanti al Prefetto. Primo tentativo di conciliazione ieri mattina con le parti - presente l’assessore Loredana Ferrara - e con i sindacati Cgil, Cisl e Uil. L’obiettivo, da parte sindacale e dei lavoratori, è trovare il modo di aggirare la pronuncia della Corte dei Conti che, sulla base della nuova legge finanziaria, ha stabilito che i contratti di lavoro nella sfera pubblica non debbano superare il 3,2% di aumento. Gli 87mila euro del fondo di produttività, rappresentano, effettivamente, un aumento ulteriore pari a 1,5%. Ferma la Provincia nel rispetto delle indicazioni della Corte dei Conti sulla base del ragionamento che il versamento aggiuntivo porterebbe a eventuali irregolarità contabili con altrettanto sanzionabili danni erariali all’ente. Fermi i sindacati a sostenere che se eventuali irregolarità emergessero sulla base della legge finanziaria cozzerebbero comunque con la legittimità di un contratto sottoscritto. La mediazione proposta e sulla quale la Provincia si è presa qualche giorno per riflettere, riguarda una sorta di impegno politico a trasferire la somma aggiuntiva del fondo di produttività su una voce diversa: visto che nel 2010 la Provincia ha compiuto una riorganizazione dell’ente, le risorse potrebbero essere “spostate” su quel capitolo. Se la mediazione andrà a buon fine si saprà lunedì, data di riconvocazione della parti davanti al Prefetto. C.O.


IL TIRRENO Pagina 5 - Pistoia L’ASSESSORE PROVINCIALE

Parronchi: esterrefatto per l’azzeramento PISTOIA. «Rimango esterrefatto. È questa l’unica sensazione che mi invade dopo aver appreso della decisione dell’attuale commissario dell’ Aias in merito all’azzeramento dell’elenco dei soci». Inizia così un comunicato sulle ultime vicende dell’Aias firmato dall’assessore provinciale alle politiche sociali Michele Parronchi, che ricorda di essere anche socio Aias (ormai ex, a questo punto). «Con quale capacità discrezionale - chiede Parronchi - si ritiene di decidere chi può essere socio o meno anche nei confronti di quei genitori che l’Aias l’hanno fondata e giorno dopo giorno costruita? Senza parlare di tutti quei lavoratori che hanno prestato la propria opera senza preoccuparsi degli orari, delle feste, consapevoli che non è possibile svolgere certe mansioni con l’orologio al polso». Parronchi ricorda di aver lavorato egli stesso tutti i fine settimana per circa tre anni, per garantire una continuità del servizio. «Ed ora - si legge ancora - giunge qualcuno da lontano, che niente conosce di una bella storia che dura da circa quaranta anni, e ritiene giusto nel decidere o far decidere (ipoteticamente) dal “nazionale” chi è deputato a far parte dell’assemblea. Ma quali sono i parametri che permettono la scelta? Quali sono i trasparenti indicatori che disinteressatamente definiranno l’elenco dei soci? A quanto pare non è dato saperlo. Ed allora il grido di allarme si deve elevare in alto perché la preoccupazione di un declino veloce di questa realtà è forte. Non è possibile indugiare oltre nei confronti di una associazione che rischia di passare in così breve tempo da solida certezza a traballante affidabilità».


ELBA ARCIPELAGO 17

MARTEDÌ 7 DICEMBRE 2010

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PORTOFERRAIO «Arcipelago 2010», esercitazione della Protezione civile nel fine settimana — PORTOFERRAIO —

UN EVENTO piovoso di fortissima intensità, situazione verificatasi diverse volte sull’isola negli ultimi anni, con tanto di esondazioni, frane, allagamenti anche di strutture ricettive e, perfino, un uomo trascinato in mare dalla piena di un fosso. E’

quello che verrà simulato venerdì e sabato nell’importante esercitazione promossa dalla Provincia, di concerto con il Dipartimento regionale di Protezione civile, con l’obiettivo di valutare l’efficienza delle procedure previste dal piano provinciale di protezione civile e verificare le procedu-

re comunali in raccordo con la normativa regionale e nazionale. All’iniziativa, denominata «Arcipelago 2010» hanno aderito i comuni di Capoliveri, Campo nell’Elba, Marciana, Marciana Marina, Portoferraio e Rio Marina. I comuni di Rio nell’Elba e Capraia parteciperanno, invece, come os-

servatori. Nell’esercitazione – i cui dettagli sono stati illustrati ieri dall’assessore provinciale Maria Teresa Sposito - saranno coinvolti Prefettura, Vigili del fuoco, Asl 118, Capitaneria di Porto, Forestale, Polizia Provinciale, Ente Parco Arcipelago e associazioni di volontariato.

PORTOFERRAIO GLI OBIETTIVI DELLA SOCIETA’. IL CASO BURACCIO

«Rifiuti, più differenziata e abbattimentodei costi» Un passo in avanti per la trasformazione dell’Esa — PORTOFERRAIO —

TUTTI D’ACCORDO nel mantenere in vita Esa che dovrà trasformarsi da partecipata controllata al 99% dal comune di Portoferraio a società “elbana” a tutti gli effetti con partecipazioni azionarie dei vari comuni in base al numero degli abitanti “equivalenti”, cioè tenendo conto anche dei carichi antropici estivi. E’ l’importante passo in avanti compiuto ieri dai sindaci elbani per risolvere la questione rifiuti avvenuto in una riunione alla quale erano presenti anche l’assessore provinciale Nicola Nista ed i vertici di Esa. Per risolvere le varie questioni in modo soddisfacente per tutti i comuni è stato deciso di dar vita ad un tavolo tecnico-politico che lavorerà appunto per individuare le procedure idonee a trasformare Esa in una società forte, in grado di misurarsi con i nuovi scenari rappresentati dall’avvento del gestore unico. «E’ STATA una riunione lunga e positiva – dice il sindaco di Portoferraio Roberto Peria – e grazie anche al supporto della Provincia c’è finalmente la possibilità di arrivare a risultati importanti. Gli obbiettivi sono incrementare la differenziata e abbattere gli attuali insostenibili costi. Esa può di-

ventare la società in cui tutti i comuni si sentano protagonisti». «ESA – aggiunge il collega marinese Andrea Ciumei – è l’unica ancora di salvezza per impedire che venga qualcuno da fuori ad imporre la sua volontà al territorio. Di questo siamo tutti consapevoli. L’esperienza del passato, vedi commissariamenti, dovrebbe essere di monito». NELL’INCONTRO sono state

affrontate anche le problematiche dell’impianto di Buraccio, oggi chiuso al conferimento di ingombranti e differenziata per ordine del sindaco di Porto Azzurro. Per ovviare a questo problema (che potrebbe comunque essere risolto nell’ambito dell’accordo su Esa) si è tornato a parlare di un’autorizzazione specifica della provincia con tempistica di un paio di mesi. A marzo sarà inoltre completato il collaudo con conseguente produzione di compost e cdr.

PORTOFERRAIO I CONTROLLI DEI CARABINIERI NEGLI ESERCIZI

Quattro contravvenzioni ad un barista per disservizi e varie violazioni — PORTOFERRAIO —

CARABINIERI Intensificati i controlli in tutti i negozi per il rispetto delle norme amministrative

I CARABINIERI elbani stanno effettuando alcuni controlli nei negozi per garantire il rispetto delle norme sul commercio e tutelare così la clientela che, nella frettolosa necessità di fare acquisti, non sempre viene informata a dovere su orari, prezzi e tutti i dati utili a non subire problemi o disservizi. Dai controlli non vengono esclusi bar ed altri esercizi che effettuano la somministrazione di bevande. E proprio al titolare di un bar i

PORTOFERRAIO L’AUTORIZZAZIONE ARRIVA DAL MINISTERO DEI TRASPORTI

Nel logo dell’Autorità Portuale comparirà anche l’Isola d’Elba — PORTOFERRAIO —

L’AUTORITÀ Portuale diventa di Piombino e dell’Elba. Pur confermando l’impossibilità di mutare la denominazione nell’originario decreto, il Direttore del Ministero dei Trasporti ha infatti autorizzato l’ente al cambio del nome nel proprio logo ed in tutti gli atti con valore commerciale e promozionale. L’accelerazione della procedura è stata accolta con soddisfazione negli uffici di Piazzale Premuda. «LA NOSTRA immagine in ambito nazionale ed internazionale –

ESA L’assessore provinciale Nicola Nista con gli amministratori elbani

GUERRIERI «Un’occasione di promozione importante per il rilancio turistico del territorio» dice il presidente Luciano Guerrieri - si arricchisce del valore aggiunto di un prezioso bene ambientale e turistico come l’Elba e mette in campo un’occasione di promozione nel momento in cui ogni risorsa deve essere messa in campo per il rilancio turistico dell’isola. Questo importante passo rinnova il patto con le istituzioni del territorio: insieme si lavora meglio e si cresce».

«QUANDO ho assunto l’incarico – aggiunge il segretario generale Paola Mancuso - mi prefiggevo lo scopo di mettere in campo ogni strumento perché il sistema della portualità fosse valorizzato nella duplice prospettiva di chi vive di qua e di là dal canale. La collaborazione aperta e corretta con il presidente Guerrieri e la disponibilità ad un rinnovato dialogo da parte delle istituzioni e delle associazioni elbane hanno reso possibile questo ponte ideale. La strada è certamente quella giusta». Per il nuovo logo l’Autorità Portuale ha già indetto un concorso di idee.

militari dell’Arma hanno elevate ben quattro contravvenzioni per infrazioni di tipologia ben diversa tra di loro: l’assenza della cartellonistica a tutela dei non fumatori; la mancata esposizione di indicazioni degli ingredienti di pasticceria non pre-confezionata; la mancata esposizione degli orari di apertura e la quasi nulla visibilità del listino prezzi. Le mancanze, tutte di tipo amministrativo, potranno essere sanate dal commerciante con il pagamento di una sanzione che supera, nel complesso, i duemila euro.

PORTOFERRAIO

La gestione del trasporto pubblico arriva in consiglio

PORTOFERRAIO

Aree protette: Mazzantini nominato nella Consulta

— PORTOFERRAIO —

— PORTOFERRAIO —

SEDUTA straordinaria del consiglio comunale oggi alle 15.30. A tenere banco è l’approvazione dello schema di convenzione bilaterale fra la Provincia ed il Comune per il finanziamento e la gestione dei servizi di trasporto pubblico. Altro punto è l’autorizzazione alla modifica dell’articolo 18 del regolamento delle entrate non tributarie. Da segnalare anche la sostituzione dei consiglieri Adalberto Bertucci e Riccardo Ferrini.

IL PRESIDENTE della Regione, Rossi, ha nominato i nuovi componenti della Consulta tecnica regionale per le Aree protette e la biodiversità. Tra questi c’è anche il portavoce di Legambiente Arcipelago Toscano, Umberto Mazzantini che ritorna nella Consulta dopo qualche anno, dopo avervi rappresentato in passato il Parco dell’Arcipelago Toscano.


IL TIRRENO Pagina 1 - Cecina L’Idv sulle intensità di cure

Una tavola rotonda sul nostro ospedale CECINA. Una tavola rotonda sulla riorganizzazione per intensità di cure del nostro ospedale. La propone l’Idv di Cecina che inviterà i vertici aziendali della Usl 6, gli amministratori locali, i medici di famiglia, le associazioni di volontariato e i cittadini. «Questo nell’auspicio - scrive l’Idv - che tale riorganizzazione avvenga con personale altamente qualificato e aggiornato e numericamente sufficiente, con laboratori e diagnostiche di alta qualità; che tutto avvenga con gradualità, in modo da dare il tempo necessario ai cittadini di abituarsi al nuovo modello gestionale e a tutto il personale ospedaliero di aggiornarsi secondo le nuove mansioni; che si consulti altre realtà toscane dove il modello è già stato applicato; che tale progetto possa essere rivisto e modificato, se dopo il tempo di verifica previsto, i risultati non siano soddisfacenti. Siamo certo consapevoli che i tagli selvaggi del governo alla spesa pubblica rendono difficilissimo, per gli enti locali, garantire adeguate risposte per la sanità ed il sociale ed anche per questo chiediamo a tutti di fare la propria parte soprattutto in direzione della riorganizzazione dei servizi territoriali».


no». Poi una breve analisi delle problematiche: «Il commercio è solo una parte del problema più ampio che riguarda tutta la città: dal turismo alla promozione del centro, all’immagine, all’offerta appunto che il commercio mette a disposizione dei visitatori — spiega Manetti — Come Ccn abbiamo analizzato le problematiche e formulato anche proposte, noi sappiamo quali urgenze ci sono, come può intervenire l’amministrazione e come dobbiamo intervenire noi migliorando le nostre attività, adeguandole ad un utenze sempre più esigente. L’ho detto spesso che molti dei nostri negozi sono rimasti fermi nel tempo e non va più bene. Ma ricordo al nuovo assessore al commercio

Manetti e il capogruppo del Pd sanminiatese Simone Giglioli

I NODI AL PETTINE «Un problema più ampio che riguarda l’immagine e la promozione della città» Giacomo Gozzini che in quest’anno e mezzo abbiamo fatto un certo lavoro sul quale l’amministrazione dovrà confrontarsi».

LA NAZIONE Pagina 9 – Pisa

CONFCOMMERCIO del Comprensorio del Cuoio si rivolge direttamente all’assessore Gozzini che aveva invitato i commercianti

a chiudere la stagione «delle polemiche inutili cominciando a fare proposte, convocando magari un‘assemblea generale»: «Apprezziamo la volontà di Gozzini affrontare i problemi del commercio, ma intendiamo sottolineare alcuni aspetti che non condividiamo: Confcommercio senza attendere sollecitazioni esterne, ha già espresso una pubblica posizione e formulato proposte sui problemi principali del tessuto commerciale di San Miniato — spiega una nota — Lo dimostra il pacchetto di proposte inviate al sindaco lo

pubblicamente tutto il mondo del commercio a superare le divisioni e a riflettere più su ciò che ci unisce che su ciò che ci divide, per il bene e nell’interesse di San Miniato. Non ultimo, in occasione delle riunioni del “tavolo per San Miniato” abbiamo svolto un ruolo propositivo, al fine di dare una prospettiva e uno stimolo a San Miniato e all’amministrazione comunale. Ci sembra chiaro che noi lavoriamo per il commercio, il turismo e i servizi, così come il comune. Vorremmo che l’assessore facesse la sua parte fino in fondo e, gestendo il tavolo di confronto, si ponesse come valido interlocutore di un percorso comune e condiviso, che come Confcommercio abbiamo già intrapreso».

ventare anche collaborazione. Una sinergia indispensabile per entrambi: il Ccn è lo strumento strategico ufficialmente riconosciuto dalla Regione per attuare progettualità mirata al commercio; la nuova associazione nasce con circa trenta adesioni: il settanta per centro dei negozi di San Miniato. La nuova associazione, infatti, nei prossimi giorni, nominerà il suo rappresentante nel cda del Ccn. «Nell’assemblea generale — dice il presidente del Ccn Manetti — faremo chiarezza su tutto quello che c’è stato da giugno ad oggi, cercando punti su cui convergere per fare di San Miniato la Volterra del Valdarno».

BOTTA E RISPOSTA IL SEGRETARIO DEI DEMOCRATICI GIGLIOLI REPLICA AI DIPIETRISTI: «NON DANNO NESSUN CONTRIBUTO SERIO»

All’ombra della Rocca si consuma lo scontro fra Pd e IdV — SAN MINIATO —

E SUL FUTURO di San Miniato volano parole grosse tra Pd ed Idv, due forze “alleate” nel sostenere il sindaco Gabbanini. «L’IdV parla di un centro in crisi, di un commercio esanime. Mi piacerebbe capire che contributo l’Italia dei Valori pensa di dare — dice Simone Giglioli, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale —Non è per mera elencazione che tento di ricordare alcuni provvedimenti che questa amministrazione ha preso per San Miniato centro storico: apertura dell’ascensore del Cencione 24 ore su 24 tutti i giorni, cambiamento

dell’illuminazione pubblica, apertura del parcheggio Palazzo Grifoni nei festivi e fine settimana (80 posti auto), riqualificazione dei Loggiati di San Domenico. Tutti provvedimenti chiesti da molto tempo dai commercianti e dai residenti».

«SONO ancora molte le cose in cantiere tra cui voglio ricordare il nuovo piano della sosta che partirà il primo dell‘anno, la riqualificazione di Piazza XX settembre, ecc. Questo non è, sicuramente, un elenco esaustivo, ci sono in corso tanti progetti per il rilancio turistico di San Miniato — aggiunge Giglioli — La nostra amministrazio-

L’ELENCO DEL FARE «Abbiamo fatto molto e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti»

DESOLAZIONE Uno scorcio del centro di San Miniato: la foto è stata scattata ieri nel pieno dell’orario di shopping

ne, ben conscia che il centro storico rappresenta una risorsa per l’intero Comune, ha da qualche mese attivato uno specifico tavolo, al quale siedono tutte le forze che operano su San Miniato, dalle organizzazioni dei commercianti, i Centri Commerciali naturali, la Fondazione Cassa di Risparmio, la Curia Vescovile, le associazioni di promozione del territorio e non meno importanti i partiti politici presenti in consi-

glio Comunale. Questo tavolo sta attualmente lavorando e cerca di concretizzare le idee di rilancio che non possono essere, vale ricordarlo, di sola competenza comunale». «Stiamo attraversando una crisi economica molto drammatica, e il commercio, a causa della forte contrazione dei consumi, ne fa le spese a San Miniato, come in tutte le altre frazioni - conclude Giglioli - Un uscita sulla stampa per cercare un po’ di visibilità o per delle aspirazioni personali frustrate non risolve assolutamente niente. Il mio personale invito all’IdV è a darsi da fare concretamente senza tanta demagogia». C.B.



Rassegna 7 dicembre