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4 novembre


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Quando il Pdl chiedeva “sicurezza” per il premier

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ESCORT E SCORTE

u una domanda congiunta, da parte di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl e i membri del partito di Berlusconi al Copasir. Sulla scia, delle fotografie scattate a Villa La Certosa dal fotografo Antonello Zappadu, gli esponenti della maggioranza chiedevano una maggiore tutela per il premier: “Al termine della

campagna elettorale - tuonavano - riproponiamo il problema che non ci pare sia stato considerato in tutta la sua importanza e gravità: quale copertura, quale protezione hanno dato e danno al presidente del Consiglio le strutture dello Stato a ciò preposte, in primo luogo uno dei servizi segreti? La portata di questo interrogativo è facilmente intuibile se si prova a immaginare cosa sarebbe accaduto se a Villa

Certosa sul presidente del Consiglio e i suoi ospiti invece dell’obiettivo di un fotografo fosse stato puntato un fucile a cannocchiale manovrato da un attentatore. Ciò - rilevano - senza considerare che quello stesso teleobiettivo potrebbe essere stato utilizzato per fotografare carte e documenti. Ciò vuol dire che il presidente del Consiglio fin qui non è stato sufficientemente protetto”.

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LE AMICHE DEL CAIMANO? UN PROBLEMA DI SICUREZZA NAZIONALE. D’ALEMA CONVOCA B. Il presidente del copasir: “Comprendo i carabinieri” di Giampiero Calapà

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alazzo Grazioli a Roma, la residenza di Arcore, i luoghi simbolo del potere e della vita di Berlusconi paiono ormai groviere dove entra di tutto e – come raccontato ieri sul Fatto da alcuni carabinieri – troppi uomini che dovrebbero occuparsi della sicurezza sono “costretti a proteggere interi convogli di ragazze ingaggiate” dal Caimano. Ora questi carabinieri incassano “la solidarietà” di Massimo D’Alema. E proprio la sicurezza del premier Silvio Berlusconi finisce all’attenzione del Copasir, il comitato di controllo sui Servizi segreti presieduto da D’Alema: “Sono i Servizi segreti che si occupano della sicurezza del presidente del Consiglio – ha spiegato ieri nella sede del Copasir – riteniamo quindi che sarebbe giusto, su questo tema, sentire lo stesso Berlusconi”. Così D’Alema, incalzato da domande sul caso Ruby, ha risposto anche alla richiesta ufficiale avanzata dal deputato Carmelo Briguglio, membro del Copasir: “Chiarire aspetti delle modalità di accesso alle residenze e alla persona del premier – chiede Briguglio – insieme a quanto accaduto alla Questura di Milano, che sono questioni che riguardano la sicurezza del Paese”.

IL COPASIR, ha precisato D’Alema, non procede ad una nuova convocazione, ma anche rispetto ai recenti fatti raccontati dalle cronache sul mondo che ruota intorno al premier, non può che “confermare la richiesta di audizione di Berlusconi, già più volte avanzata dal Comitato”, prima sotto la presidenza di Francesco Rutelli e poi con D’Alema, ma che non è bastata, perché il Cavaliere si è fin qui ben guardato dal presentarsi per riferire sulla sicurezza nazionale e anche rispetto alle vicende che lo riguardano personalmente. Nel giugno del 2009 lo stesso Briguglio (nella versione Pdl prima della rottura dei finiani) insieme a Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello poneva all’attenzione del Copasir il problema della sicurezza del premier. Si trattava della vicenda del fotografo Antonello Zappadu, che immortalò gli ospiti di Villa Certosa: “Quale copertura, quale protezione hanno dato e danno al presidente del Consiglio le strutture dello Stato a ciò preposte, in primo luogo dai Servizi segreti?”, chiedevano dal Pdl. Una sicurezza messa a dura prova, però, dalle abitudini dello stesso Berlusconi. Per colpa delle quali, come ha raccontato ieri il Fatto, le scorte vengono usate “per fare la guardia alle escort del pre-

mier”. Uno sfogo di carabinieri in servizio costretti “a fare i tassisti per i festini del premier”. Massimo D’Alema dedica anche a questo una considerazione: “Esprimo solidarietà umana nei confronti dei carabinieri, di cui comprendo la stanchezza. Ma queste sono vicende di dominio pubblico, a noi, al Copasir, competono quelle segrete”, ha concluso ironizzando. In merito ai pedinamenti, invece, denunciati già da aprile dal deputato Italo Bocchino ai propri danni, il presidente D’Alema ha quasi chiuso la pratica: “Secondo un’indagine interna che abbiamo svolto, un primo esito sommario esclude che ci siano stati questi pedinamenti. Adesso, certo, aspettiamo la relazione completa”. SUL SEGRETO di Stato, l’altro tema sul tavolo di D’Alema, il Copasir è arrivato ad una deliberazione: “Abbiamo scritto una lettera al governo, esprimendo il parere del Comitato, di intransigente difesa della legge 124, circa la durata temporale, per un massimo di trent’anni, dopo il quale i documenti il segreto non può più valere. Segreto, che deve rimanere, di natura straordinaria e solo in via straordinaria il premier può utilizzarlo”. Inoltre, D’Alema, rispondendo ai cronisti sulle stragi del ‘92-‘93, ha annunciato “misure prese dai Servizi segreti nei confronti di Lorenzo Narracci”, lo 007 che secondo il pentito Gaspare Spatuzza sarebbe stato presente nel garage di Palermo dove fu allestita l’autobomba per l’attentato al giudice Borsellino. Narracci è stato spostato a un altro incarico, ma sempre all’interno dei Servizi segreti.

Briguglio chiede di chiarire “le modalità di accesso alle residenze e alla persona del premier”

di Silvia D’Onghia

“F Sopra, Silvio Berlusconi con numerosi uomini della scorta. A destra, l’auto blindata del presidente del Consiglio (FOTO ANSA) In basso, Massimo D’Alema (FOTO DLM)

LE REAZIONI POLITICHE

Tutti contro il Pdl:“È un degrado scambiano la scorta per l’autista” di Caterina Perniconi

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corte, ragazze, auto blindate. Il mix esplosivo che ha portato i Carabinieri che tutelano Silvio Berlusconi a denunciare al Fatto Quotidiano una situazione di disagio, giunta ormai al limite della tollerabilità, ha scatenato le reazioni del mondo politico. “Molte persone scambiano la scorta per l’autista personale – commenta Fabio Granata, esponente di Futuro e libertà – sta alla sensibilità di ognuno capire la differenza tra i due ruoli. Le scorte hanno già problemi gravissimi di mancanza di soldi e strumenti, che abbiamo aggravanti di questo genere è indecente. L’ennesimo tassello del quadro generale di degrado dell’Italia e dell’immagine della Presidenza del Consiglio”.

PER IL PARTITO democratico se ne deve occupare il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Qual è l’opinione di La Russa sull’utilizzo di uomini dei Carabinieri che svolgono servizio di scorta presso la presidenza del Consiglio così come appare dalle notizie pubblicate sulla stampa?” ha chiesto Sesa Amici, deputata della presidenza del gruppo Pd alla Camera. “Se fosse tutto confermato si tratterebbe di un impiego del tutto improprio che lascia sconcertati. Non pensa il ministro La Russa che i Carabinieri siano costretti a subire delle vere e proprie umiliazioni? Per quanto ci riguarda, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine”. E il ministro, raggiunto telefonicamente dal Fatto Quotidiano, fa orecchie da mercante:

“Non sono mica un esperto di scorte io!”. E se gli facciamo notare che a chiamarlo in causa sono richieste formali dei parlamentari, nega di conoscerne il contenuto: “Non so niente, non ho ancora visto nulla in merito”. Sarà costretto a informarsi perché l’Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente rivolta proprio a lui. “La Russa dice di tenere tanto all’Arma – ha dichiarato il leader Idv Antonio Di Pietro in un videomessaggio sul suo sito Internet – come può permettere che difensori dello Stato vengano usati per fare da autisti, da guardia spalla a signorine ‘utilizzate’ per il divertimento dei potenti, tra i quali, in primis, Silvio Berlusconi?”. Di Pietro ha precisato che questa è la sua opinione “da cittadino, da esponente dell’opposizione, ma anche da persona che da tanti anni, per motivi di sicurezza, usufruisce della scorta. È una cosa insopportabile – ha continuato l’ex magistrato – non degna di questo Paese. Per questo motivo, dico che l’Italia non merita Berlusconi che non è degno di fare il presidente del Consiglio”.

mamente necessaria, ma tale necessità non può fungere da paravento per far svolgere al personale compiti impropri rispetto al loro ruolo. Pertanto è opportuno verificare in concreto sia l’uso effettivo che viene assegnato ai vari servizi scorte sia l’esistenza e la persistenza della necessità di ricorrere a tale tutela”. Per il partito di Di Pietro è urgente intervenire per limitare il servizio solo ai casi effettivamente necessari e soprattutto “è utile diramare ulteriori direttive (oltre a quelle già esistenti che evidentemente vengono disattese) al personale e alle personalità scortate, al fine di inquadrare esattamente i compiti istituzionali del servizio e il divieto assoluto di utilizzarlo per finalità e personalità diverse da quelle a cui è stato assegnato (prevedendo anche – in caso di inosservanza – la rimozione del servizio e il pagamento del danno erariale)”. “Voglio farmi portavoce dell’appello accorato della scorta di Silvio Berlusconi – ha concluso Di Pietro – e lo faccio per difendere le istituzioni e l’Arma, quell’organo che è stato onorato da tanti Carabinieri caduti mentre erano in servizio per lo Stato. Sono gli stessi che oggi sono costretti a fare da autisti alle escort e alle ‘poco di buono’ che vanno a trovare il premier”.

Di Pietro presenta un’interrogazione urgente al ministro della Difesa. La Russa: “Non sono mica un esperto!”

NELL’INTERROGAZIONE parlamentare l’Idv spiega che “il servizio scorte è certamente utile e in alcuni casi (come per esempio la tutela dell’incolumità personale del presidente del Consiglio) estre-

acciamo quel servizio richie to, quando si aspettare per ri da una camera d’alb sentiamo un po’ dequa I poliziotti romani non vano molto meglio de nieri milanesi che devo la guardia alle escort mier” (come documen dal Fatto). “Spesso do accompagnare la per che abbiamo il compito teggere a feste in ville sull’Appia antica o fuor Ci dicono di aspettare f andarli a prendere da uscita. Oppure attend auto sotto gli alberghi hotel che conosciamo problema, altrimenti si stretti a vigilare su tut d’accesso o di fuga. A v dirittura sui pianerotto

Il Viminale non dà i numer

MAGARI con ore e straordinario non paga ché – così come accade binieri – i poliziotti arri accumulare anche 1 mensili di straordinario delle 30 pagate. “Opp guiamo la persona a un dobbiamo andarci con l giacche consumate dal la, perché l’amministraz tre anni non ci paga il ve “Però con la Prima Rep era anche peggio”, si qualcuno. Nella Capital sindacati sono molto fo ficile che le “amiche” (non solo politici) veng compagnate sulle auto te. Molto dipende dal ca ta e dalla sua capacità di sulla personalità da prot In passato è capitato an venisse rifiutata la rich un alto membro delle ist di portare a bordo il figl na nato. Ma le attese sot berghi, gli appartament o i centri benessere ( persona protetta va mente a farsi massaggiar molto frequenti. Impossibile avere i num ciali delle scorte. Il m dell’Interno rende noto che, al primo ottobre de so anno, le personalità tela erano 570. Per il res perenne attesa della r


IL TIRRENO Pagina 7 – Attualità

«Berlusconi venga al Copasir» D’Alema: ci parli della sua sicurezza. I carabinieri: scortiamo ragazze ROMA. L’Italia dei Valori parla di «problema di sicurezza nazionale», il Pdl invita a evitare «indebite strumentalizzazioni». Ma con il caso Ruby, dopo quello giudiziario, per il premier si apre un altro fronte: Berlusconi sarà invitato a riferire al Copasir sulla sua sicurezza personale. «A occuparsi della sicurezza del presidente del Consiglio sono i servizi segreti, e noi riteniamo giusto sentirlo su questo e altre questioni» ha detto Massimo D’Alema, presidente del Comitato di controllo sui servizi al termine della riunione di ieri, ricordando che il Copasir aveva chiesto da tempo, ma finora senza esito, di incontrare il premier. Un annuncio accompagnato da una battuta sulle condizioni degli uomini della scorta di Berlusconi, il cui sfogo è stato raccolto ieri dal quotidiano Il fatto, in un articolo in cui i carabinieri hanno espresso la loro amarezza: «Non siamo qui per fare la guardia alle escort». «Le notizie di cronaca suggeriscono un sentimento di umana solidarietà verso i carabinieri, di cui comprendiamo la stanchezza» ha commentato tagliente D’Alema. A chiedere immediate spiegazioni sui malumori della scorta al ministro della Difesa è stato il leader dell’IdV Antonio Di Pietro in una interrogazione urgente a Ignazio La Russa: «Come può permettere che difensori dello Stato vengano usati per fare da autisti, da guardaspalla, a signorine “utilizzate” per il divertimento dei potenti, in primis Silvio Berlusconi? È una cosa indegna». Preoccupato l’eurodeputato IdV Luigi De Magistris: «Berlusconi accoglie nelle sue residenze un variegato universo femminile che, a quanto si apprende, non è estraneo alla prostituzione e che dispone del numero di cellulare del caposcorta del presidente. È evidente il sospetto che Berlusconi possa essere ricattabile e si pone un problema per la sicurezza nazionale». Richieste di chiarimenti anche dal Pd: «Non pensa La Russa che i carabinieri siano costretti a subire vere e proprie umiliazioni?» ha chiesto Sesa Amici. «Vogliamo avere informazioni sulla sua sicurezza e sull’uso del personale messo a sua disposizione» ha sottolineato Ettore Rosato, deputato Pd e componente del Copasir, mentre il senatore Giuseppe Caforio ha chiarito: «Laddove il premier decidesse di riferire al Comitato, è evidente che ogni componente è libero di spaziare con le domande su qualsiasi tema». Dunque anche sul caso Ruby e sui presunti festini a luci rosse. Una ipotesi che ieri gli esponenti del Pdl si sono invece affrettati a escludere: «Sull’audizione del premier a proposito delle ultime vicende, chiesta da alcuni componenti, non è stata presa alcuna decisione. Diversa questione è l’eventuale audizione su temi relativi alal sicurezza nazionale» hanno chiarito Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello. «Non è prevista un’audizione sul caso Ruby» ha confermato il finiano Carmelo Briguglio, sottolineando però: «Altro è il problema di come funziona il dispositivo di sicurezza del presidente e del ruolo quantomeno improprio che ha avuto, nei contatti con la questura, la scorta di Berlusconi e, in particolare, il caposcorta». Una questione, ha detto, rispetto alla quale «è opportuno comprendere alcune dinamiche». (m.r.t.)


LA NAZIONE Pagina 26 – Massa Carrara

Seminario sulla nautica CARRARA — DOMANI alle 15 alla Camera di commercio si terrà una tavola rotonda sul tema «Il mare in provincia di Massa-Carrara. La filiera della nautica, comparto trasversale». L’evento, organizzato in collaborazione con Assonautica, si concentrerà soprattutto sul comparto della nautica e del turismo nautico, il cui forte sostegno ed impulso contribuiscono direttamente e indirettamente a sostenere gli altri settori economici della provincia. Oltre a molti rappresentanti del mondo dell’industria, associazioni di categoria, parteciperanno all’incontro i sindaci di Massa e Carrara Pucci e Zubbani e l’assessore regionale alle Attività produttive Cristina Scaletti.


IL TIRRENO Pagina 4 - Grosseto

Lavoro e economia con l’Idv Domani Pardi ed Evangelisti all’hotel Bastiani GROSSETO. Domani dalle 15 nella sala Azzurra dell’hotel Granduca a Grosseto si terrà il convegno dal titolo: “Il lavoro in Provincia di Grosseto - criticità e prospettive”, organizzato dall’Idv. L’appuntamento si caratterizzerà come un momento utile per fare una verifica economica, politica e sociale all’interno della nostra Provincia. «La presenza delle organizzazioni imprenditoriali - dice il coordinatore, Mauro Pasquali - e dei sindacati dei lavoratori, oltre alle istituzioni pubbliche, favorirà un proficuo dibattito per fissare, in tempi di crisi, le rispettive idee di come poter rilanciare l’economia e con essa il lavoro. La partecipazione del pubblico e dei cittadini, che vorranno esprimere le loro opinioni, caratterizzerà il convegno come un momento di confronto». Presiede: Rudi Russo, consigliere Idv in Regione Toscana e coordinatore nazionale Idv giovani. Intervengono: Mauro Pasquali, coordinatore provinciale Idv; Tiziana Tenuzzo, assessore Provincia; Roberto Rizzo, responsabile welfare lavoro Regione Toscana; Oris Carrucoli, responsabile welfare lavoro Provincia di Grosseto. Concludono il senatore Pancho Pardi e Fabio Evangelisti, segretario Idv Toscana. Partecipano Provincia di Grosseto, Comune di Grosseto, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Cia, Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Upa, Confartigianato, Ance e Asl9.


LA NAZIONE Pagina 9 – Arezzo Il palazzo venduto. Il Presidente Casini ricostruisce le fasi dell’acquisto

Caso Marconi, la verità dell’Aato «Abbiamo saputo dalla stampa» di SERGIO ROSSI NON SI PLACANO le polemiche intorno al cosiddetto caso Marconi, ovvero la vendita per 940 mila euro all’Aato 4 di un palazzo la cui proprietà è una società immobiliare con socio al 25% del vicesindaco. Le accuse fioccano da ogni parte: l’Idv chiede chiarezza immediata «per evitare ombre su problemi inerenti al conflitto di interessi», la Sinistra pretende un incontro con Marconi nel quale il vicesindaco illustri con esattezza l’accaduto. E fin qui le bordate che arrivano da sinistra. Nel centrodestra, invece, si sono sommate due interrogazioni in Regione: della Lega Nord e del consigliere regionale Pdl Stefano Mugnai insieme a Paolo Enrico Ammirati e ai colleghi Agresti, Fuscagni e Marcheschi. Torna ad attaccare anche il consigliere comunale del Pdl Francesco Macrì che va giuù duro: «Senza per il momento entrare nelle polemiche del conflitto di interessi, lo farò per senso istituzionale in Consiglio Comunale, voglio condannare la politica del doppio binario linguistico del vicesindaco che, a microfoni accesi, denuncia tagli scriteriati e, a microfoni spenti, avalla lo sperpero di un milione di euro per un bidone bello e buono». Dove il bidone sta evidentemente per l’ormai celebre palazzo. E a proposito di palazzi e di spese, la nota più significativa arriva a firma del presidente dell’Aato 4 Dario Casini che ricostruisce pezzo per pezzo la vicenda, vista dall’ottica dell’Autorità di Ambito. SUL FATTO che Marconi sia socio di «Immobiliare 3000», Casini è lapidario: «Non spetta all’Aato 4 ma ad altri organi, valutare la legittimità o l’opportunità politica che il vicesindaco si astenesse o meno dal partecipare alle assemblee dei sindaci che discutevano dell’acquisto della sede. Infatti l’Aato 4 ha appreso solo da pochi giorni e tramite la stampa, della comproprietà di Immobiliare 3000 da parte di Marconi». Premessa politica non innocua, alla quale segue la ricostruzione dell’affare, peraltro ribadendo le tracce già ampiamente riportate da questo giornale. Ovvero che la ricerca di una sede prende il via nel 2003, nel presupposto che sia più vantaggioso per i Comuni pagare una rata di mutuo che non un canone di affitto. Svariate le offerte ricevute, «ma si sceglie di puntare su immobili con prezzo di acquisto, al netto di spese di ristrutturazione, inferiore a 700 mila euro». L’offerta di Immobiliare 3000 è di 645 mila euro «e non cambia durante l’indagine di mercato». Al prezzo finale di 940 mila euro si arriva appunto con le ristrutturazioni e il gravame dell’Iva. Impossibile, sostiene l’Aato, andare alla rescissione del contratto dopo l’abolizione dell’organismo a causa della caparra e dei costi dei lavori già commissionati.


ROSIGNANO

GIOVEDÌ 4 NOVEMBRE 2010

ROSIGNANO LA VICENDA HA VISTO LA CONTRAPPOSIZIONE TRA LE FORZE POLITICHE

Concessione alle Dune Mosse Il caso esplode in Comune

dopo il rinnovo della concessione ottenuto dalla società nel luglio 2009. Un progetto che fa parte del regolamento urbanistico approvato nell’amministrazione Nenci e condotto in porto dall’attuale sindaco Alessandro Franchi, visto che Nenci aveva deciso di non partecipare alla fase conclusiva dell’iter perché coinvolto nell’inchiesta sul regolamento urbanistico. Una zona sottoposta ad erosione, ricordiamo anche l’obbligo del rispetto dei famosi cinque metri di distanza dalla battigia.

di CINZIA GORLA — ROSIGNANO —

«ABBIAMO LAVORATO per raggiungere un compromesso, ma forse non è il tempo dei compromessi. Ho convocato la commissione per approfondire le problematiche. La mozione di Luppichini così com’è non può essere approvata dal gruppo di maggioranza». Così Francesco Fornai, capogruppo Pd, dopo la pausa di cinque minuti che si è protratta per un’ora per arrivare a una convergenza sulla richiesta di revoca

LA MOZIONE Il consigliere Luppichini «A sinistra per» chiedeva la revoca dell’autorizzazione di Giacomo Luppichini, «A Sinistra per», della concessione alla società «Dune Mosse» per la costruzione di uno stabilimento balneare sulla spiaggia di Vada. IL CAVILLO sta nella richiesta di revoca, e non di «verifica della revoca» chiesta dal Pd sulla struttura a mo’ di palafitta, i cui lavori sono stati bloccati nei giorni scorsi dal Comune dopo un sopralluogo per difformità col progetto iniziale. E sul quale c’è di conseguen-

LA ZONA La spiaggia di Vada dove è stata costruita la struttura

za un procedimento di accertamento di abuso edilizio, motivo per cui, spiega il capogruppo Luca Luparini, il Pdl ha votato contro, «non possiamo intervenire come consiglio mentre c’è in corso questo accertamento».

UNA MOZIONE di Luppichini che si è intrecciata con l’interpellanza di Nerina Monti, leader Gruppo Misto, e di Angela Porciani, Rds, con richiesta di chiarimenti sullo stabilimento balneare con bar e ristorante che ha avuto il permesso di costruire a giugno

LUPPICHINI ha puntato il dito anche su quei 1.500 metri quadri di specchio di acqua per ormeggio di imbarcazioni in contiguità sull’area di balneazione con situazioni di inquinamento. Una costruzione su cui c’è l’ok della soprintendenza «purché la coloritura del legno di rivestimento sia di tonalità chiara tale da riprendere i colori della sabbia e delle dune retrostanti». Questo il risultato del voto: contrario il Partito Democratico e Popolo delle Libertà, si astiene Sandra Lancioni, Idv, che fa parte della maggioranza. E si astiene Billy De Bari, Il Cambio, non partecipa al voto Roberto Daddi, RdS e votano a favore il resto di RdS e «A Sinistra per».

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ROSIGNANO

Franchi e Porcian si scontrano sui «CdF»

— ROSIGNANO —

«QUI NON possiamo far discussioni da bar». «Se questo è un bar, il sindaco è il barista». Botta e risposta tra Franchi e la Porciani sui Consigli di Frazione, con la capogruppo di Rds che ha contestato al sindaco di non averla fatta parlare in merito all’interpellanza da lei presentata sul rinnovo dei consigli di frazione in scadenza le scorse elezioni regionali e prorogati al 31 dicembre. Rinnovo su cui domani inizia la discussione in commissione.

RICORDIAMO nei giorni scorsi le dimission in blocco del CdF di Solvay per non essere stati ascoltati dall’amministrazione. Un mancato ascolto che per Luparini è stato una mortificazione per l’impegno dei CdF. La replica di Franchi. «Mi dispiace si siano dimessi con motivazioni che potrei ribattere senza ave mai chiesto un confronto con l’amministrazione. Il regolamento di partecipazione è materia del consiglio comunale, non della giunta. Ed è ruolo dei Cdf aumentare la partecipazione sul territorio».

ROSIGNANO IL COMITATO LA VIA DI POLLICINO AVEVA SEGUITO IL CASO

Una festa per Saida ed Amira le bambine restituite alla mamm — ROSIGNANO —

Due micie in cerca di famiglia Ecco come adottarle SONO RIMASTE sole queste due bellissime gatte, nelle foto, dopo la morte della proprietaria che le accudiva con tanto affetto perché nessuno dei parenti se ne vuole prendere cura. Cercano una famiglia, possibilmente insieme, le aiuterebbe, quella famiglia che nessuno dei parenti intende dare loro. Info al numero 347 9149151.

SONO ARRIVATE ieri in Comune a Rosignano — dove ad attenderle c’erano il sindaco Alessandro Franchi, la presidente del Consiglio Lucia Croce, gli assessori ed i consiglieri comunali — Saida ed Amira Zakhroui, le due bambine livornesi che, rapite dal padre, sono state per lungo tempo trattenute da parenti, lontane dalla madre. Oggi le bambine sono finalmente a Livorno e la loro mamma ha deciso di accettare l’invito degli Amministratori di Rosignano dato l’interessamento del Comune al loro caso. PER AIUTARE le piccole a tornare in Italia era stato infatti creato un comitato, «La via di Pollicino», che ancora non è sciolto, perchè purtroppo tanti sono i casi di minori rapiti. Il comitato si è adoperato anche per fornire un modesto sostentamento alla madre che si trovava da sola e lontana da casa ad aspettare le bambine. «Il comi-

ROSIGNANO

Futuro industriale Incontro pubblico — ROSIGNANO —

«ROSIGNANO alla ricerca di una nuova cultura industriale»: incontro con Massimo Paoli domani sera alle 17.30 presso la sede di palazzo Gaudì, vicino al Conad a Solvay. Il movimento popolare «Il Cambio» invita la cittadinanza a partecipare all’incontro con Massimo Paoli, professore di economia industriale e dell’innovazione dell’Università di Perugia. Un incontro per parlare senza pregiudizi del futuro sviluppo della nostra zona.

tato — aveva spiegato all’atto d fiondazione la presidente L Croce —- vuole dare sostegno madre Laura e sensibilizzare il verno italiano affinché riesc sbloccare questa penosa situa ne. Il comitato si pone l’obiet di informare l’opinione pubb sullo stato della questione, d quale si sono perduti i conto Di converso c’è una madre La Dini, sfinita dall’angoscia e dal lore, che al momento chiede d pere dove siano le sue bambin 3 e 6 anni e che da sola, in Tun combatte una battaglia d’amo di diritto».

PER FORTUNA alla fine la cenda si è risolta e ieri c’è stat visita in Comune a Rosign Nessun discorso ufficiale, b una piccola festa a misura di b bine con gelato fiordilatte, fra e cioccolato ed un doppio re che è stato molto apprezzato d piccole, trattandosi di due gra bambole. A festeggiare con le cole e la mamma era presente t il Consiglio e la Giunta Comun


LA NAZIONE Pagina 9 – Livorno Cecina. Se andrà bene altri 4 milioni per salvare gli arenili

Accordo con Roma per il ripascimento La Regione ha chiesto aiuto al Ministero dell’Ambiente CECINA — LA REGIONE ha reso noto di aver proposto l’inserimento dell’intervento di ripascimento del litorale di Cecina e delle Gorette, all’interno di un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente. Se andrà in porto saranno garantiti ulteriori risorse, per 4 milioni di euro, che si sommeranno ai 7,2 milioni già messi ha disposizione dalla Regione stessa. L’annuncio durante l’ultimo incontro in Provincia a Livorno per fare il punto sui progetti di ripascimento del litorale. ALLA RIUNIONE erano presenti: l’assessore provinciale alla difesa delle coste, Simena Bisti, con il dirigente del settore difesa del suolo Enrico Bartoletti; il sindaco di Cecina, Stefano Benedetti; i dirigenti della Regione Toscana, Ruberti e Cipriani; i rappresentanti delle associazioni di categoria di Confcommercio, Confesercenti e Cna. Le opere previste, oltre a rispondere all’esigenza di contrastare i fenomeni erosivi, garantiranno la messa in sicurezza dell’abitato di Marina di Cecina e dell’area delle Gorette. «LE NUOVE risorse — hanno convenuto i presenti — permetteranno di completare il quadro degli interventi per le opere infrastrutturali, compreso l’acquisto della sabbia necessaria al ripascimento». E’ stato inoltre sottolineato che l’acquisizione dei finanziamenti aggiuntivi e il necessario riallineamento del progetto finanziario, comporteranno un breve slittamento dei lavori che saranno avviati, al più tardi, al termine della stagione estiva 2011. Nell’incontro, infine, è stata avanzata la richiesta di una verifica sulla possibilità di ridurre al minimo i tempi di realizzazione dell’intervento rispetto ai tre anni previsti.


IL TIRRENO Pagina 4 - Pisa Oggi si vota la mozione di sfiducia, una verifica per la maggioranza

Caso Maccioni, l’ora della verità ma nel Pd restano le divisioni GIANLUCA CAMPANELLA PISA. Sulla carta la partita sembra chiusa: oggi ci sarebbero 27 voti contro la sfiducia alla presidente del consiglio Titina Maccioni e 14 a favore. Ma gli schieramenti potrebbero essere più “liquidi”: sia l’opposizione che la maggioranza hanno ai loro interni molteplici obiettivi. Il Pd ha accusato il centrodestra di confondere il piano istituzionale con quello politico. Patrizia Paoletti (Pdl) non sembra offesa: «Lo rivendichiamo! L’attacco non è alla persona, ma a una coalizione di governo in frantumi». Per coerenza «siamo gli unici che non abbiamo partecipato al tavolo tecnico». Sel e Rifondazione, invece, sono interessati a migliorare le condizioni di lavoro delle minoranze. Maurizio Bini (Rc): «Ho firmato la mozione solo per quello». Il question time su Rebeldìa, in calendario oggi, «è un argomento separato; ma se il sindaco lì superasse la staticità di questi giorni, il clima non potrebbe che migliorare». Ancora, fra le opposizioni, c’è l’Udc; per Luca Titoni «la Maccioni non si deve preoccupare di raccogliere solidarietà in città, ma di convincere i consiglieri a votarla. Io non ho ancora deciso». E Fli: Paolo Cognetti ribadisce «fiera opposizione alla giunta, ma senza colpi bassi. Quindi votiamo no». E prevede la «brutta figura del Pdl se perde, ma anche se vince: sarebbe stato strumentalizzato dai regolamenti di conti nel Pd». Il rischio è proprio quello dei franchi tiratori nella maggioranza: Maria Luisa Chincarini (Idv) non farà mancare «l’appoggio alla giunta, ma il Pd deve affrontare i suoi problemi interni». Anche Alessandro Gorreri (lista civica) auspica che «la maggioranza si mostri compatta, perché la mozione si è trasformata in atto d’accusa al sindaco. Ammetto cose da migliorare in consiglio, ma ci stiamo lavorando al tavolo tecnico». L’ultimo alleato, Giuliano Bani (Ps) è «favorevole al mantenimento della presidente», ma precisa che la «questione non può essere solo istituzionale: si deve tener conto di come nasce e da dove proviene ogni carica». Il Pd si è riunito martedì sera: i pochi presenti hanno ribadito le posizioni delle varie anime del partito. E Marco Filippeschi l’impegno a risolvere il problema istituzionale verso la fine dell’anno. I dubbi sulla compattezza restano e si scioglieranno dopo il voto segreto di oggi.


CORRIERE DI AREZZO Con l’acqua dell’Arno ci saranno energia e nuova occupazione.

San Giovanni - Una centrale idroelettrica in città. Sarà all’ordine del giorno della prossima Conferenza dei servizi Nuova centrale idroelettrica a San Giovanni, sarà questo uno dei punti all'ordine del giorno della prossima Conferenza dei servizi che dovrebbe riunirsi, salvo un eventuale spostamento dell'ultim'ora, il 9 novembre. L'idea di installare delle turbine idroelettriche nel settembre 2009 era stata lanciata dal consigliere dell'Italia dei valori Riccardo Lelli in una interrogazione che aveva suscitato un certo interesse fra i consiglieri comunali, la cosa poi era stata accantonata, anche perché nella fase di analisi della questione erano sorti problemi di fattibilità. Poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata all'ufficio urbanistica di piazza Battisti la notizia che l'area dove sorge la torre piezometrica, sulla sponda sinistra a metà strada e la strada di imbocco verso l'area di Sant'Andrea, era stata individuata da Provincia e Enel per l'installazione in futuro di una piccola centrale in grado di produrre energia utilizzando come fonte l'acqua dell'Arno. Allo stato attuale si hanno solo delle indicazioni di massima e l'inizio dei lavori, che dovrebbero durare non meno di tre anni, non è da considerarsi come imminente, anche perché ci sono dei tempi tecnici da rispettare per espletare alcune pratiche prima che il cantiere venga aperto. Stando a quello che è la bozza di progetto arrivato agli uffici comunali, dal punto di vista tecnico la nuova centrale dovrebbe produrre oltre tremilatrecento megawatt all'anno con una potenza efficiente di 1.1005 kilowatt/ora, con l'energia che sarà prodotta da cinque turbine a immersione. "Come Comune siamo molto attenti - spiega l'assessore all'urbanistica Marco Spadaccio - al tema delle energie rinnovabili e il fatto che San Giovanni sia stata scelta per ospitare un piccolo impianto come quello ipotizzato e in grado di dare energia in maniera continua ci riempie di soddisfazione. L'iniziativa è nata e sarà portata avanti da Enel e Provincia, il coinvolgimento dell'amministrazione è solo marginale tanto che la cosa non passerà nemmeno dal consiglio comunale anche se in Conferenza dei servizi muoveremo tutta una serie di osservazioni". In quella sede i rappresentanti del Comune di San Giovanni faranno presente che nell'area individuata de Enel e Provincia è prevista la realizzazione di una pista ciclabile e del terzo ponte sull'Arno e quindi l'amministrazione della città del Marzocco, chiederà che, nella redazione del progetto, si tenga conto di questi due aspetti. Il progetto rappresenta un’opportunità anche dal punto di vista dell'occupazione, prima per la realizzazione dell'impianto e poi per il suo funzionamento e per la sua manutenzione. Michele Bossini

CORRIERE DI MAREMMA


ISTRUZIONE-SCUOLA-FORMAZIONE

“ Rafforziamo la scuola per accogliere i disabili”. Rosini (Idv) contro le scelte della Lega Nord ed esalta le iniziative del Comune SCANSANO- Stefano Rosini del direttivo provinciale dell’Italia dei Valori attacca le prese di posizioni della Lega Nord sulla disabilità ed esalta gli esempi che arrivano da Scansano. “Qualche giorno fa il presidente leghista della provincia di Udine ha ipotizzato l’introduzione di classi differenziali per accogliere separatamente gli alunni disabili, giustificata dalla necessità di evitare agli alunni normodotati rallentamenti nella didattica e per favorire migliori condizioni per quelli disabili. Circa un mese fa l’assessore all’istruzione di Chieri in Piemonte si era espresso negli stessi termini del politico leghista circa l’opportunità di continuare a mantenere nella scuola pubblica i ragazzi disabili. Non è possibile non replicare di fronte a queste affermazioni veramente gravi ed offensive per chi vive la disabilità all’interno della propria famiglia e per chi crede nei valori della pari dignità per tutti i cittadini di uno Stato di diritto”. “Noi dell’Italia dei Valori pensiamo che il silenzio e la indifferenza non siano una buona medicina quando si oltraggia l’intelligenza comune e il senso civile della comunità, stracciando di fatto i valori fondamentali della Carta Costituzionale. E vogliamo portare di esempio proprio Scansano, dove il dovere della mutualità non ha ceduto il passo al razzismo camuffato. Il Comune infatti, nonostante i tagli inflitti dal Governo, anche quest’anno finanzierà, quegli interventi di mediazione interculturale rivolti alle scuole, dall’asilo alla scuola secondaria di I grado, nell’ambito di tutto il territorio comunale, con la finalità di favorire l’inserimento dei bambini e dei ragazzi di recente immigrazione e di promuovere, a partire dalla scuola, la convivenza, il rispetto e la conoscenza reciproca, con particolare attenzione ai contesti territoriali dove il fenomeno migratorio ha rapidamente cambiato il tessuto sociale. Noi diciamo che la scuola va rafforzata per accogliere i disabili e gli immigrati al meglio dei parametri educativi in quanto tutti, nessuno escluso, hanno il diritto di vivere un tempo scolastico di qualità, anche partendo dalla constatazione che difficilmente i disabili potranno vivere una esperienza di socializzazione così ampia come quella della scuola. La diversità, la soggettività deve essere collegata, in uno stato di diritto, a valori quali l’accettazione, l’integrazione, la cooperazione. Questo è l’invito dell'Italia dei Valori: un invito a riflettere su valori quali l’accoglienza e la solidarietà. Nel frattempo una modesta ipotesi di classi differenziali la avanziamo persino noi dell’Idv: si facciano ma che siano riservate ai politici che hanno smarrito il valore della natura umana”.


GIOVEDÌ 4 NOVEMBRE 2010

IL SITO

SECONDO L’ITALIA DEI VALORI L’AREA INTERESSATA E’ ATTUALMENTE A DESTINAZIONE AGRICOLA E CONFINA CON VIA DELLE CASACCE

IL CASO

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PRIMO PIANO PRATO

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DUE MOTIVI PER UN DIVORZIO L’AMMINISTRAZIONE ha deciso di non continuare il rapporto con Consiag Servizi perché non poteva avere il controllo della gestione della manutenzione, come previsto dalla legge, e non c’erano nemmeno i requisiti di economicità

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)

«No al parco fotovoltaico vicino alle Cascine di Tavola» Donzella (Idv): «C’è una richiesta in Provincia, vigileremo» UN PARCO fotovoltaico nella zona delle Fontanelle, in un terreno agricolo che confina con via delle Casacce e non è lontana dal parco delle Cascine di Tavola. E’ questo il progetto che è stato presentato agli uffici dell’area di «Pianificazione e gestione del territorio» della Provincia, un progetto che deve ancora essere «analizzato e approfondito», come sottolinea l’assessore all’ambiente Stefano Arrighini, ma che è già contestato. Il primo a puntare il dito sull’idea è infatti Aurelio Donzella, capogruppo dell’Idv in Comune che in questo caso mette in guardia una giunta, quella provinciale, che ha il sostegno del suo partito.

La denuncia Il capogruppo Idv in Comune, Donzella, ha denunciato l’esistenza, in Provincia, di una richiesta per la costruzione di un parco fotovoltaico vicino alle Cascine di Tavola

L’iter Tocca alla Provincia esaminare il fascicolo perché l’impianto sarebbe superiore ai 200 kw e dunque avrebbe dimensioni molto importanti

SOLARE Pannelli fotovoltaici anche vicino alle Cascine

«MI RISULTA che la ditta Apolluno ha richiesto l’installazione di un impianto fotovoltaico in via delle Casacce — dice Donzella — Il sito è incluso attualmente nella destinazione a parco agricolo e

rappresenta parte integrante del piano di riqualificazione del parco delle Cascine di Tavola, caposaldo dell’intero parco della piana fiorentina. Non solo, l’ultimo Pit regionale prevede che l’installazione di questi impianti avvenga

LA RABBIA «Il Pit regionale prevede che certi impianti nascano in aree degradate» in siti degradati o bonificati o in aree a destinazione produttivacommerciale, comunque correlata a produzione o erogazione di servizi. Dove invece l’istallazione può essere prevista in territorio rurale, come specificato dalla legge regionale 1/2005, è esclusa nelle aree dichiarate “di notevole in-

I SERVIZI IL COMUNE NON RINNOVA IL CONTRATTO PER IL GLOBAL SERVICE DA 8,5 MILIONI

Energia e manutenzione: Consiag addio IL CONSIAG non si occuperà più della manutenzione per conto del Comune, tramite la società controllata Consiag Servizi. A dirlo è una recente delibera di giunta che sancisce la fine del rapporto con la holding di via Panziera dopo che il contratto era già scaduto lo scorso 4 gennaio. Da ora in poi, per fasi successive, il Comune penserà in proprio alla manutenzione, all’elettricità e al servizio energia, con apposite gare di appalto, così come alle pulizie, per le quali invece subentrerà al contratto già stipulato da Consiag Servizi con l’azienda che se ne occupa attualmente. ANCHE SE L’ACCORDO fra Consiag Servizi e l’amministrazione non è stato rinnovato, in questi mesi c’è stato un per-

corso di uscita concordato durante il quale non sono mancati i contatti fra la società e il Comune. Gli ambiti di intervento del contratto erano il servizio manutenzione immobili; il servizio impianti elevatori e ascensori; il servizio energia (impianti di climatizzazione, nonché fornitura di combustibile); il servizio di pulizie dei locali; la gestione tecnica; la gestione degli impianti di pubblica illuminazione; il servizio di pulizia asili ed infanzia. A richiesta veniva svolto anche il servizio per i seggi elettorali; la demolizione di opere abusive; la manutenzione degli arredi scolastici. Era compresa poi la manutenzione relativa al sistema informatico comunale. A questo punto il Comune andrà avanti in proprio, tagliando un cordone ombelicale con via Panziera che valeva 8,5 mi-

lioni di euro, ben più della metà del bilancio di Consiag Servizi. DUE I MOTIVI PRINCIPALI che hanno portato al mancato rinnovo del contratto. Da una parte la legge prevede che per i servizi di manutenzione il Comune mantenga il cosiddetto «controllo analogo», ovvero deve affidarli a società che siano direttamente controllabili, come se li facesse in proprio. Ma in questo momento l’amministrazione non è rappresentata nel cda di Consiag ed ha appena l’1% di quote di Consiag Servizi. Inoltre la gestione del global service non era economica, perché Consiag si affidava a ditte esterne facendo così lievitare i costi rispetto ad un controllo diretto da parte dell’amministrazione. L.B.

teresse pubblico”. Questa è proprio la condizione che riguarda le Cascine di Tavola». L’AREA individuata in effetti non è lontana dal parco delle Cascine, ma si trova dall’altra parte della strada rispetto a via Traversa il Crocifisso. Il fatto che la società interessata al parco fotovoltaico abbia fatto richiesta alla Provincia, poi, significa che l’impianto da realizzare supererebbe i 200 kw, altrimenti avrebbe dovuto rivolgersi all’amministrazione comunale. Sarebbe dunque di dimensioni importanti. «A Prato non mancano aree idonee alla costruzione di questi impianti — dice ancora Donzella — Basta pensare a tutte le coperture in eternit degli edifici dismessi che occupano il Macrolotto Zero. Siamo contrari al consumo di altro territorio». Leonardo Biagiotti


Rassegna 4 novembre  

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