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L’imbarazzo del Pdl, tra denunce di caccia alle streghe e no comment

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IL BUON SAMARITANO

ochi commenti sull’ultimo scandalo erotico che coinvolge il Cavaliere. E perlopiù concentrati sul ruolo dei media e della sinistra, pronti a tutto pur di disarcionare il Cav. con il gossip e non con la politica. È la linea ufficiale del Pdl, dalla Gelmini a Bondi, dal sottosegretario Casellati a Quagliariello. Assieme alla polemica contro Famiglia cristiana: “Dovrebbe esserci una differenza netta tra la

critica legittima e l’insulto, la violenza verbale, la criminalizzazione morale”, Capezzone su tutti. Ma traspare l’imbarazzo. Difficile trovare qualcuno disposto a commentare per esteso al Fatto i rapporti del premier con Ruby. La Meloni? È disposta a parlare solo delle sue attività di governo. La Prestigiacomo? Non vuole addentrarsi in un argomento spinoso. La cattolicissima Roccella? Affiderà a Libero le sue opinioni sull’argomento.

E intanto, l’unica voce “dissidente” di Fli arriva da Carmelo Briguglio: “La vicenda è squallida in sé e non intendo commentarla. Per quanto riguarda invece una questione di sicurezza intorno al premier, ricordo che io l'avevo sollevata quando era emersa la vicenda delle fotografie a Villa Certosa. Qualora, in merito a quest'ultimo episodio, dovessero emergere elementi, si farà al Copasir una discussione".

L’adoz

e l’ipo

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IPSE DIXIT Buon cuore Il complotto Barzellette Non ho fatto regali, Mi aggrediscono Il Bunga Bunga? ho solo dato aiuto ma io sono più forte Una vecchia storia

“L

eggo sorridendo le balle proposte dai giornali. Ho mandato qualcuno per aiutare una persona, che aveva un quadro di vita tragico e per non farla consegnare a una comunità o al carcere. Non ho regalato auto, tutte cose che non esistono assolutamente”.

“O

gni giorno compio uno sforzo disumano per respingere gli attacchi nei miei confronti. So che c'è dietro. C'è una volontà precisa di aggressione. La sinistra mi attacca perché io le impedisco di prendere il potere. Ma gli attacchi mi rafforzano.

“I

o sono una persona giocosa, amo la vita e le donne. Che cos’è il ‘bunga bunga’? Solo una vecchia storiella bellissima, di tanti anni fa, che mi ha fatto ridere molto e anche questa volta mi fa ridere molto”.

Distensione Ogni tanto serve una serata di relax

“F

accio una vita terribile, con sforzi disumani, lavoro fino alle 2.30 di notte. All’1.30 mi arrivano i giornali, li leggo e naturalmente non resto di buon umore. Alla mattina alle 7.30 sono in piedi e continuo a lavorare. Ogni tanto ho bisogno di una serata distensiva”.

FEBBRE CAIMANA Ruby e le altre, Berlusconi: “Amo le donne e la vita, sono fiero del mio stile di vita”

di Paola Zanca

S

i potrebbe chiamare Lodo Ruby. Nessuna intromissione nell’andamento della giustizia, lui ha cercato solo un modo per non mandarla in carcere, “che non è una bella cosa”. Il giorno dopo aver confermato la telefonata alla questura di Milano, Silvio Berlusconi ha capito che come strategia difensiva, la confessione non è stata una buona idea. Meglio rimangiarsi tutto (“Balle inventate dai giornali”) e tirar fuori l’orgoglio. “Faccio una vita terribile – ha spiegato

da Bruxelles – ho orari disumani. Io sono una persona giocosa, se ogni tanto sento il bisogno di una serata distensiva come terapia mentale per pulire il cervello da tutte le preoccupazioni, nessuno alla mia età mi farà cambiare stile di vita”. Tra le abitudini di un 74enne al governo, il bunga bunga sarà anche una “storiella di tanti anni fa”, che lo ha fatto “ridere molto” e lo fa “ridere anche stavolta”, ma è lui stesso ad ammettere che la sua vita è “straordinaria”: “Sono un ospite unico, direi irripetibile – ha detto – gioioso e pieno di vita: amo la

vita e le donne”. Invita i giornalisti a “sorridere” quando “si guardano allo specchio”. E NON DIVENTA cupo nemmeno quando spiega cosa c’è dietro alla vicenda della minorenne marocchina: “Una volontà precisa di aggressione”. Ma anziché indebolirlo, dice, questi “attacchi” lo rafforzano. Perfino la telefonata in questura serve da pretesto per parlare di presidenzialismo: “Io so bene quali poteri abbia il primo ministro in Italia: nessuno, nes-su-noooo. Quindi non avrei potuto pensare di esercitare un

potere che non ho”. Via, il vertice europeo è finito. Il suo aereo atterra a Napoli. Lì, sale in macchina con Guido Bertolaso e si precipita a casa della famiglia di Silvano Di Bonito, l’operaio morto domenica in un impianto di trattamento dei rifiuti a Giugliano. “Mi informerò costantemente sulla vostra vita”, ha detto ai figli dell’operaio, “anche quando le telecamere si saranno spente”. Poi corre in prefettura per un vertice sui rifiuti, i manifestanti di Terzigno sono lì davanti a protestare. Il cervello è già pieno di preoccupazioni. Urge serata distensiva.

Il padre della m

“Sem B? Bru

di Michele de Gennaro Letojanni (M

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Arcore e dintorni Le feste e la compagnia di giro

Ballerine, Publitalia e vizietti hard: l’harem off shore minuto per minuto di Antonella Mascali

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erlusconi davanti all'ultima frequentazione con una minorenne non vacilla. Anzi si appella alle viscere del maschio italico: “Amo le donne. Nessuno potrà farmi cambiare stile di vita”. E un certo tipo di donna ama lui. Quanto meno i soldi, i gioielli, le case, che B. regala per garantirsi il silenzio. Ma diverse parlano. Si vantano. Lo elogiano. Si vendicano. E il Berlusconi premier è sotto scacco. Per le feste a Palazzo Grazioli, a Villa Certosa, ad Arcore, proseguite nonostante lo scandalo Noemi Letizia, nonostante quello di Patrizia D'Addario, nonostante la lettera pubblica della moglie Veronica Lario: “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”. C'è una escort di alto bordo a Milano, che ad amici ha decantato Silvio “un uomo che si preoccupa di noi ragazze, del nostro futuro. Un uomo generoso”. Secondo il suo racconto, magari da millantatrice per acquistare prestigio nel suo campo, ha detto di aver ricevuto dal premier 25 mila euro per una notte ad Arcore. Anche Ruby, la ragazza marocchina, secondo quanto risulta al “Fatto”, insofferente alla comunità per minori dove era ospite, a un'assistente sociale milanese,

urla: “Non posso restare chiusa in quel posto, io frequento uomini potenti”. Ed è all'assistente che parla di una delle serata trascorse ad Arcore che – a suo dire – le avrebbe fruttato “ 30 mila euro in contanti e messi in una busta” dal premier. Dichiarazioni che non possono essere provate. Anche perché Ruby dice tutto e il contrario di tutto. Ma nell'entourage di Berlusconi, è noto il chiodo fisso del Caimano: festini con tante donne, sempre procaci, meglio se gli ricordano Veronica. A Roma, come a Milano, come in Sardegna o all'estero. Come quando va a trovare il suo amico Putin. Oppure in Brasile - lo ha scritto la stampa locale - dove in visita ufficiale nel giugno scorso, una sera l'ha passata con sei ballerine di San Paolo. Un modo di vivere che avrebbe tutto il diritto di mantenere se fosse solo un imprenditore. Ma è il capo del governo e così facendo si mette nelle condizioni di essere ricattato o di dover abusare del suo potere. Come per Ruby, quando è intervenuto per farla rilasciare dalla questura di Milano che l'aveva fermata per furto. A prendere in consegna la ragazza, il Cavaliere ha spedito chi gli ha giurato eterna riconoscenza: Nicole Minetti, 25 anni, consigliera regionale in Lombardia, del Pdl. Ex ballerina a “Colorado Cafè”

e a “Scorie”, igienista dentale, il salto in politica l'ha fatto per un diktat di Berlusconi, rimasto folgorato dalla sua bellezza. Hostess alla fiera di Milano nello stand di Publitalia, a presentargliela è stato il direttore, Luigi Ciardiello. Per l'inchiesta milanese che ruota attorno al caso di Ruby, Minetti è accusata di sfruttamento della prostituzione insieme a Emilio Fede e a Lele Mora. Il direttore del Tg4 è un assiduo frequentatore delle serate di Arcore. Chi c'è stato racconta che diverse fanciulle arrivano in villa a bordo della sua macchina, passando per un ingresso secondario. Anche Mora avrebbe presentato molte donne al presidente del Consiglio. A dicembre alcune brasiliane, sono arrivate con lui ad Arcore, quando Berlusconi era a riposo forzato dopo l'aggressione subita. Ed è sempre l'agente dello spettacolo che gli avrebbe consigliato di costruirsi una discoteca dentro Villa San Martino, con tanto di trono dorato e cubi dove si alternano ragazze per la lap dance. Alcune, racconta chi è addentro a quell'ambiente, si fermano per il dopo festa: il “Bunga bunga”, così lo chiamano con una espressione che piace tanto al Cavaliere, imperterrito nel mettersi in situazioni “pericolose”. Le registrazioni di Patrizia D'Adda-

rio, la escort di Bari che ha trascorso una notte a Palazzo Grazioli, non gli hanno insegnato nulla. I ben informati del “giro romano” di Berlusconi, dicono che il lettone di Putin continua ad essere frequentato da donne che potrebbero ricattarlo. È sparito invece “Miele”, un gatto che Berlusconi ha avuto in regalo da un'attrice di secondo piano, sua intima amica. Quando ha smesso di frequentarla, per tenersela buona, le ha regalato una casa in una delle vie più belle del centro di Roma. I festini del premier sono in ribasso solo a Villa Certosa dove l'estate dell'anno scorso le ragazze arrivavano spesso con il musico personale, Mariano Apicella, su voli di

Le ville, i gioielli e i ricatti delle starlette: la macchina del divertimento del Sultano

In prima fila Qui sopra Ruby e - di spalle - un’amica in discoteca; Sotto, Nicole Minetti e Licia Ronzulli (FOTO ANSA)

stato. Erano le “amiche” di Giampiero Tarantini, come D'Addario e Barbara Montereale, che oltre ad aver raccontato di aver avuto 10 mila euro per una serata a Roma, ha sostenuto che a gestire la logistica di Villa Certosa era Licia Ronzulli, attuale europarlamentare del Pdl. Ma a “Papi” piacciono le “relazioni pericolose”. Durante il suo secondo governo, nel 2003, ha avuto una “liaison” con Virginia Sanjust, allora annunciatrice della Rai e moglie di un agente segreto

del Sisde, Federico Armati. Lo 007, nel gennaio 2008, ha denunciato il premier perché lo avrebbe prima aiutato nella carriera, poi ostacolato e infine nuovamente avvantaggiato, per mettere tutto a tacere. Berlusconi è stato indagato per “abuso di ufficio e maltrattamenti commessi da soggetto investito da autorità”. Il Tribunale dei ministri ha archiviato. Questa storia, come le altre, confermano che il “vizietto” del premier non è affare privato, ma dannatamente pubblico.

on la vedo da marzo e voglio più saperne te. È stata qui una notte giorno dopo, quando son nato dal lavoro, non c’er più”. Si sfoga così M’Ham El Mahroug, il padre 56en Karima, o Ruby Rubac quando nel tardo pomer di ieri torna nella sua ca Contrada San Filippo, a janni. Nella strada sterrata pica sulla gamba sinistr una mano i referti dell’osp le Cristo Re di Messina d stato ricoverato per prob cardiovascolari. E stretto il braccio il tappeto per le tidiane preghiere da musu

M’Hammed: “Non la vedo da marzo, non voglio saperne nulla. Si comporta cont i miei principi”


Sabato 30 ottobre 2010

Ciancimino jr e quella perquisizione: “Non aprirono la cassaforte”

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MAFIA E GOVERNO

onostante la cassaforte in cui tenevo i pizzini di Provenzano e il papello fosse in evidenza, nella mia abitazione, i carabinieri, venuti nel 2005 a fare una perquisizione, dopo avermi notificato un avviso di garanzia, non l'aprirono”, disse Massimo Ciancimino ai pm di Palermo durante i suoi

primi interrogatori. Fui una delle stranezze di quell’indagine, assieme a una serie di intercettazioni telefoniche mai trascritte e pizzini scomparsi dagli atti processuali che indusse i pm di Palermo ad avviare l’inchiesta che oggi vede indagati alcuni carabinieri, sospettati di favoreggiamento. Ciancimino jr era in Francia, disse di essersi tenuto in contatto

con il suo uomo di fiducia all’Addaura, al quale ordinò di mettersi a disposizione dei militari; ma quest’ultimo gli riferì che durante la perquisizione la cassaforte non venne aperta. Un successivo accertamento consentì di stabilire che la cassaforte era stata installata ben prima del febbraio 2005, e che quindi le dichiarazioni di Ciancimino non erano smentite. g.l.b.

IL PAPELLO NASCOSTO Il documento che prova la trattativa Stato-mafia “Fu trovato 5 anni fa dai carabinieri e rimesso a posto”

di Giuseppe Lo Bianco

semplice che faceva parte della squadra incaricata di perquisire la villa di Ciancimino jr in quel febbraio del 2005. Il militare, convocato nei giorni scorsi dai pm, ha raccontato che durante quel controllo in casa del figlio di don Vito il capitano Angeli gli chiese se conoscesse una copisteria dove potesse ‘’velocemente’’ fotocopiare alcuni documenti per poi riportarglieli in ufficio. Si trattava di numerosi fogli, alcuni a quadretti, molti dei quali scritti a penna e costellati di post it.

e Sandra Rizza

Palermo

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l papello? Trovato cinque anni fa e rimesso a posto in cassaforte. Tutto “per ordini superiori”. Ma l’ufficiale dei carabinieri che se lo ritrovò tra le mani, nella peggiore tradizione dell’Arma, lo fotocopiò trattenendone la copia. Sono le clamorose rivelazioni di due militari, uno dei quali partecipò alla perquisizione a casa Ciancimino, acquisite agli atti del processo Mori e da ieri depositate e a disposizione delle parti. Protagonista è il capitano dei carabinieri Antonello Angeli che il 17 febbraio del 2005 diresse la perquisizione nella villa di Massimo Ciancimino, sul lungomare dell’Addaura, lasciandosi sfuggire il “papello” di Totò Riina.

L’UFFICIALE si sarebbe reso perfettamente conto che stava trascurando carte scottanti sulla trattativa tra Stato e mafia, ma avrebbe agito per “ordini superiori”. A rivelarlo ai pm di Palermo è un maresciallo, Saverio Masi, che dice di aver raccolto le confidenze dello stesso capitano poco dopo l’“anomala” perquisizione. Presentatosi spontaneamente ai pm di Palermo Nino Di Matteo e Paolo Guido, che indagano sulla “trattativa” tra Stato e mafia, il sottufficiale ha raccontato che fu lo stesso Angeli a rivelargli come avesse rinvenuto in un soppalco di quella villa dell’Addaura, “la documentazione relativa ai rapporti tra le istituzioni e Cosa Nostra” e in particolare il “papello redatto da To-

Massimo Ciancimino (FOTO EMBLEMA) . In basso, la casa di Montecarlo (FOTO ANSA)

tò Riina”. Secondo il maresciallo, il papello non fu toccato perché “dai superiori arrivò l’ordine di non procedere al sequestro”, in quanto si sarebbe trattato di “documentazione già acquisita”. Ma al maresciallo, Angeli avrebbe riferito infatti di aver fotocopiato di nascosto la documentazione ufficialmente sfuggita al suo controllo grazie all’aiuto di un collaboratore. Qualche tempo dopo, allo stesso maresciallo, Angeli avrebbe chiesto di contattare un giornalista per denunciare pubblicamente la storia del mancato sequestro. Obbedendo al suo capitano, il sottufficiale, in compagnia di un collega, incontrò l’inviato di un quotidiano nazionale che però rifiutò di pubblicare la notizia. Il giornalista, chiamato dai pm, ha confermato tutto, consegnando persino un biglietto su cui i carabinieri avevano scritto i

propri nomi e recapiti. Di quella “strana” perquisizione nella villa all’Addaura da parte di carabinieri incredibilmente “distratti” che avevano messo la casa sottosopra, ma si erano lasciati sfuggire il documento di Totò Riina, aveva già parlato Massimo Ciancimino, sostenendo però che la cassaforte non era stata neppure aperta. Oggi scopriamo che quel pezzo di carta che prova la trattativa tra la mafia e lo Stato (consegnato da Massimo Ciancimino ai pm di Palermo solo l’anno scorso) in realtà è nelle mani dei carabinieri e in particolare di Angeli, da cinque anni. Un’ulteriore conferma alle parole del maresciallo è arrivata, più recentemente, dal collaboratore di Angeli, Samuele Lecca, che materialmente fotocopiò il ‘’ papello’’, consegnandone la copia al capitano, direttamente in ufficio. Si tratta di un carabiniere

IL CARABINIERE rimase sospreso perché, per correre a fotocopiare quelle carte, dovette utilizzare la macchina di servizio, sottraendola ai colleghi che rischiavano di non poter tornare in caserma. Il militare, comunque, raggiunse in fretta una copisteria, fotocopiò le carte e riportò originali e fotocopie al suo capitano. Poi partecipò alla catalogazione dei documenti sequestrati in casa Ciancimino e notò che i documenti da lui fotocopiati non facevano parte dei materiali finiti sotto sequestro. Angeli, oggi colonnello dei carabinieri, per anni in servizio presso il Quirinale, è indagato a Palermo per favoreggiamento. È stato interrogato una prima volta nell’estate 2009 e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nuovamente convocato dai pm il 22 ottobre scorso, ha fatto sapere qualche giorno prima dell’interrogatorio, tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Orefice, di non voler rispondere. I magistrati hanno rinunciato a sentirlo. I due testimoni saranno interrogati in aula nel processo Mori.

GIUSTIZIA Il premier: andrò in Parlamento erto, adesso l’emergenza è Ruby. Silvio, però, non Cdiaperde di vista ciò che più gli preme, la sua salvaguargiudiziaria. Ieri a Bruxelles, sgomento dalle parole che solo poche ore prima l’ex alleato Gianfranco Fini aveva pronunciato in merito alla riforma della giustizia, mettendo nuovi paletti sulla strada del dialogo, è sbottato. “La giustizia è un macigno sulla vita della nostra democrazia; sto preparando un discorso in Parlamento per chiarire la nostra e la mia posizione sull’intervento della magistratura nel nostro Paese”. E questo avverrà, ha sottolineato ancora Silvio, se non ci sarà l’accordo “con le altre forze politiche”, allora “farò un intervento per dire qual è oggi la situazione della giustizia e della magistratura in Italia, senza ipocrisie”. Dichiarazioni più pesanti del solito, se possibile, che hanno fatto chiaramente capire come davvero la tenuta del governo rischia di franare proprio sulla questione giustizia. L’accordo sia sulla riforma che sul prolungamento del legittimo impedimento, ma anche sullo scudo costituzionale, è davvero lontano. Il presidente della Camera, infatti, ieri ha puntato il dito contro uno dei passaggi più controversi della riforma della giustizia, quella che vorrebbe l’assoggettamento dei pm all’esecutivo esattamente com’era durante il fascismo. “Sarebbe grave andare in quella direzione – ha chiarito Fini – va bene la separazione delle carriere, ma senza assoggettamento all’esecutivo”. Quindi, un altro stop sulla composizione del Csm: “Dare troppo peso ai membri non togati – sono ancora parole di Fini – esporrebbe l’organo a una forte dipendenza dal potere politico”. Proprio quello che vorrebbe il Cavaliere, ma sul cui terreno non vuole scendere il presidente della Camera: “Giustificare questa riforma con le tensioni tra magistratura e potere politico rende qualunque soluzione molto rischiosa”. Insomma, par di capire che l’accordo sulla giustizia sia già archiviato. Il presidente della commissione Affari costituzionali ha infatti annunciato uno slittamento della discussione sulla legge Alfano “per avere più tempo per discuterne”. O forse per pensare ad altro. Sara Nicoli

Montecarlo: ecco la verità del Pm NELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEPOSITATA DALLA PROCURA DI ROMA NON CHIARITI TUTTI I MISTERI

di Rita

I

Di Giovacchino

firmatari dell'esposto sulla casa di Montecarlo hanno dieci giorni di tempo per ricorrere contro la richiesta di archiviazione nei confronti di Gianfranco Fini e Francesco Pontone, depositata ieri presso l'ufficio del Gip dalla Procura di Roma. Quattro paginette, che ricostruiscono in venti punti, l'intera telenovela del tricamere in Boulevard Princesse Charlotte 14, che ha disseminato veleni durante l'estate e dove tuttora abita Giancarlo Tulliani, il cognato di Fini. Come ormai sappiamo il presidente della Camera e l'ex tesoriere di An sono indagati per truffa aggravata da quando, in base ai dati forniti dalla Chambre immobilière Monegasque, si è stabilito che il valore dell'appartamento in questione è di 819 mila euro, il triplo

di quanto dichiarato nel 1999 dallo stesso Pontone al fisco francese. Anche se, scrivono i pm, si tratta di valutazione “astratta” che non tiene conto della vetustà dell'immobile, descritto dai testimoni come fatiscente. Tanto che, a detta degli stessi querelanti, i lavori di ristrutturazione ammonterebbero a 90 mila euro. Spesa sostenuta da Giancarlo Tulliani, semplice affittuario dal 30 gennaio 2009. La prima stranezza. MA PRIMA di inoltrarci in qualche novità che emerge dal documento, va ricordato che la Procura di Roma nel chiedere l'archiviazione si limita a definire la questione in punto di diritto, sostenendo che il reato di truffa non è contestabile al “presidente/amministratore di un'associazione non riconosciuta, rappresentante della stessa, pertanto titolato a disporre del suo patrimonio”. E di conseguenza, come afferma il pm Laviani “ogni questione che lo riguardi... come la inopportunità dell'atto e lo svantaggio economico per la associazione attiene ai sensi dell'art. 18

in relazione all'art. 1710 c.c alla diligenza e responsabilità del mandatario ed azionabile nella competente azione civile”. La parola passa dunque al giudice delle indagini preliminari che, stando a indiscrezioni, potrebbe non condividere tale impostazione e chiedere un supplemento di indagini su molte oscurità, magari il ruolo giocato da Giancarlo Tulliani che sarebbe ignorato dai pm risulta al centro della vicenda. Il cognato di Fini risiede a Monaco dal 13 maggio 2009, tre mesi dopo aver firmato il contratto di affitto con la società Timara “per un periodo rinnovabile di tre anni, a un prezzo pari a 19.200 euro (1.600 euro al mese) da pagarsi in rate trimestralmente anticipate”. Siamo al quindicesimo punto quando la procura conferma che nel contratto di locazione “sotto le diciture 'locatore' e 'locatario' appaiono due firme identiche così come quelle apposte sulla clausola integrativa del 24-2-2009”. Un'anomalia già emersa la scorsa estate, ora confermata, anzi duplicata visto che la doppia firma compare in

due documenti diversi. Confermato anche il “giallo” delle società gemelle – la Printemps e la Timara entrambe fondate il 30 maggio 2008 – che hanno acquistato a distanza di tre mesi lo stesso immobile, pur avendo la medesima sede (in Manoel Street 10, Castries, Santa Lucia) e gli stessi amministratori (Anthoine Izelaar e James Walfezao). Due società rappresentate all'atto di vendita dalla Jaman Directors Ltd e la Janom Partners Ltd, stessa sede e stessa data di nascita. Una mania. FU LA TIMARA a chiedere l'autorizzazione al condominio per i lavori di ristrutturazione, poi eseguiti dall'architetto di Monaco Blanchi. Ma perché mai Tulliani paga per oltre un anno 1.600 euro al mese di affitto, per un appartamento dove va a vivere soltanto nei primi mesi del 2010? Gli ex di An tagliano corto: è lui il vero proprietario della casa monegasca, dietro Printemps

e Timara c'è soltanto lui. I pm romani non entrano nel merito, ma indicano come sospette alcune transazioni bancarie segnalate da Unicredit- Banca di Roma, tra febbraio e marzo 2009, da cui risulta che Tulliani ha trasferito 70 mila euro in tre tranche su un conto aperto presso la Compagnia Monegasque de Banc. Naturalmente ha tutto il diritto di trasferire i suoi soldi dove risiede, non si può escludere però che i 70 mila euro gli siano serviti proprio per ristrutturare un appartamento non suo. Questi i dubbi che potrebbero indurre il gip a respingere la richiesta di archiviazione.

Confermata la firma identica di locatore e locatario in due documenti. Resta il mistero sul ruolo di Tulliani


LA NAZIONE Pagina 20 – Firenze L’appello degli intellettuali

“Sproporzionate quelle pene in primo grado ai manifestanti davanti al consolato americano” ANGELA Staude Terzani, Enzo Mazzi, Folco Terzani, Luigi Ciotti, Pancho Pardi, Marco Vichi, Sandro Veronesi e Sergio Staino sono fra i firmatari di un appello in cui vengono definite «sproporzionate» le pene a 7 anni inflitte in primo grado a 13 persone, nel 2008, per gli incidenti del 1999 davanti al consolato Usa durante una manifestazione contro l’intervento Nato nei Balcani (il 5 novembre l’appello). Tra i firmatari anche Alessandro Santoro, Andrea Satta, Ornella De Zordo e Simona Baldanzi. «Non intendiamo sindacare le procedure legali né esprimere giudizi tecnico-giuridici sulla sentenza - concludono - ma ci pare che le pene e le loro conseguenze sulla vita delle persone imputate siano del tutto sproporzionate rispetto alla reale portata dei fatti».


IL TIRRENO Pagina 3 - Viareggio

LA REGIONE «Il Parco sia meno rigido» VIAREGGIO. «Non capisco le mani avanti della presidenza del Parco MigliarinoSan Rossore-Massaciuccoli e di Legambiente e le critiche neanche velate che vengono avanzate nei riguardi della mia adesione alla manifestazione “Viareggio Viva”». L’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti non nasconde il suo disappunto rispetto all’intervento del presidente Lunardi sul “Tirreno” di ieri. «Le parole della mia lettera agli organizzatori della manifestazione non mi pare lasciassero spazio a dubbi di alcun tipo, altro che inconsapevolezza e superficialità. Erano una dichiarazione di apertura ad esigenze culturali, economiche e turistiche conclude l’assessore Scaletti - sentite da larghe fasce della popolazione, cui qualsiasi amministratore deve prestare attenzione nella pur chiara distinzione di ruoli e competenze. Voglio sperare da parte del presidente Lunardi e di Legambiente una minore rigidità e una maggiore capacità di confronto con opinioni forse non condivisibili al 100%, ma degne di rispetto».


LA NAZIONE Pagina 7 – Massa Carrara Alberghiero. Visita di una delegazione dell’Idv insieme all’Assessore regionale Scaletti

Convitto del “Minuto”: caccia ad una collocazione più adeguata MASSA — L’ASSESSORE regionale Cristina Scaletti ha visitato l’Istituto “Minuto” con una delegazione dell’Idv composta dal coordinatore cittadino Paolo Trevisan e da Franco Olmo. La visita ha rilevato varie problematiche. Il convitto ha una collocazione inadeguata, con condizioni igieniche e di sicurezza critiche: ci sono stanze da 35 mq con otto letti, alle 48 femmine sono assegnati solo tre bagni, la zona dormitorio è attigua alle aule con la condivisione dei servizi igienici. Nelle cucine sono in corso i lavori ed «è emerso il dubbio che la Conferenza dei Servizi sia stata convocata tardivamente (il 15 settembre), quando l’inadeguatezza degli impianti era stata certificata in gennaio. Risulta, comunque, plausibile che entro un mese le attività didattiche possano riprendere». La Scaletti si è impegnata a sottoporre la questione all’attenzione del collega all’Istruzione per verificare con la Provincia la fattibilità di un progetto per una collocazione più adeguata al convitto. L’Idv è convinta che il suo spostamento, «oltre a far rientrare la sede distaccata del Toniolo, permetterebbe anche di aprire molti servizi al pubblico, in modo da contribuire al risanamento delle finanze della scuola ed essere un elemento di contatto degli studenti con la clientela, migliorando la loro preparazione. Senza valutare progetti onerosi come la riconversione della Ugo Pisa, sarebbe proponibile spostare il convitto in una delle strutture ricettive che durante l’inverno sono sottoutilizzate. Le opposizioni allo spostamento si possono superare senza contrasti, in quanto la diversa localizzazione garantisce il mantenimento dei posti di lavoro».


LA NAZIONE Pagina 13 – Livono Bibbona. Finanziamenti

Sicurezza-fossi: quasi due milioni BIBBONA — UN ALTRO passo avanti, negli accordi con la Regione per l’assetto idraulico del territorio, per la messa in sicurezza del fosso della Madonna. A Firenze, infatti, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, l’assessore provinciale Maria Teresa Sposito e il sindaco di Bibbona Fiorella Marini hanno firmato un accordo per rendere esecutivo il progetto redatto dalla Provincia per un costo di quasi due milioni di euro. Definita anche la ripartizione delle risorse: più di 530mila euro dalla Regione, altri 320mila circa da fondi statali e 200mila dalla Provincia. L’impegno per Bibbona, invece, sarà di poco superiore agli 860mila euro «spalmati» in 100 mila euro sull’annualità del bilancio comunale 2010, 513mila sul 2011 e 250mila sul 2012. A sostegno del Comune importante anche l’intervento dei lottizzanti privati che investiranno a Bibbona per lo sviluppo della frazione della California. Altro nodo fondamentale quello dei tempi di attuazione dell’accordo. Per completare i lavori, infatti, è stato stabilito il termine di 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore dell’accordo.


LA NAZIONE Pagina 7 – Viareggio La sinistra. Solo i Giovani Idv riconoscono l’esigenza di un’intesa che tuteli anche i cittadini

Manciulli e Ferrucci aderiscono ma fanno quadrato attorno a Lunardi ANCHE il Pd toscano scende in campo nella diatriba dei locali e lo fa con una nota congiunta del segretario Andrea Manciulli e del consigliere regionale Ivan Ferrucci: «Diamo la nostra adesione perche l’attività di intrattenimento e di richiamo turistico sviluppatasi in questi anni possa proseguire la sua esperienza ma, riteniamo, che debba comunque avvenire nel rispetto delle normative e del contesto del Parco in cui i locali sono inseriti. Il Parco è un valore aggiunto di tutto il territorio e l’auspicio quindi è che tutti i soggetti interessati si trovino per esaminare le esigenze di ognuno e che si possano trovare soluzioni che consentano il prosieguo della movida nel rispetto dell’ambiente in cui si sviluppa e senza perciò voler ridisegnare gli attuali confini del Parco». ADERISCONO anche i giovani dell’Idv Toscana col coordinatore Andrea Spinelli: «Auspichiamo che si possa trovare un incontro tra le richieste di chi opera nel settore dell’intrattenimento e le esigenze degli abitanti viareggini. Le proposte avanzate dagli organizzatori puntano alla definizione di regole chiare per valorizzare al meglio le due marine nel rispetto di tutti, preservando quella che è una vera e propria ricchezza per il territorio in termini di posti di lavoro e di indotto. A tutto questo vanno necessariamente aggiunti altri tipi di valori da difendere: quello della tolleranza, della convivenza e dell’integrazione tra persone di diverso orientamento sessuale».


LA NAZIONE Pagina 17 – Empoli Certaldo. S’infiamma il confronto tra maggioranza e opposizione

Bagarre in Consiglio sui ‘tagli’ del Governo Su un fatto tutti d’accordo: i soldi non ci sono CERTALDO — SPENDERE almeno i soldi che si ha in cassa. Su questo, c’è stata discussione accesa nel consiglio comunale di giovedì sera, con profonda spaccatura tra la maggioranza e la minoranza di sinistra da un lato, e la minoranza di centrodestra dall’altro, su due documenti: il primo, di concerto coi sindaci della Provincia di Firenze, chiede al Governo di mitigare alcune norme della manovra finanziaria per dare ai Comuni modo di investire almeno le proprie risorse e gestire autonomamente dipendenti e imposte locali; il secondo finalizzato a dare mandato al sindaco per affrontare i tagli al bilancio 2011 con una manovra che si presenterà assai diversa da quello degli anni precedenti. Fulcro del dibattito il taglio, imposto dalla manovra finanziaria al Comune di Certaldo, di circa 1 milione di euro su una spesa corrente totale che è di 10 milioni, ma che in realtà si riduce a meno di 5 milioni se si tolgono le cosiddette spese irrinunciabili. Un taglio drastico quindi di circa il 20% che cadrà su attività e servizi che il Comune svolge per i cittadini. «Chiediamo al Governo di rivedere alcune norme della manovra che ci impediscono anche di spendere i soldi che abbiamo, e al consiglio comunale il mandato per scrivere un bilancio di previsione 2011 che non potrà essere semplicemente di risparmio e riduzione della spesa – ha detto il sindaco Andrea Campinoti – il taglio imposto dal Governo è così consistente che o rivediamo completamente il nostro modello di governo e di welfare, o perderemo la qualità di vita e i servizi costruiti in tutti questi anni». Al pessimismo di Campinoti ha replicato il Pdl, che con Massimo Bazzani ha spiegato come «non si vuole capire che la manovra correttiva è necessaria perché è stata causata da una congiuntura internazionale straordinaria e particolarmente sfavorevole. Condividiamo che sarà un passaggio difficile per tutti, ma ad oggi non erano possibili altre soluzioni per sanare il deficit italiano ed evitare problemi come quelli della Grecia. Condividiamo che i servizi dovranno essere pagati di più da chi può permetterselo e crediamo nei risparmi possibili facendo le gestioni associate fra i Comuni, ma non crediamo nel Circondario come strumento utile a tale scopo». A sostegno del sindaco e in aperto contrasto con il Pdl gli interventi di Yuri Furiesi per il Pd, e di David Bellucci per Rifondazione Comunista. I due documenti sono stati approvati con i voti favorevoli di Pd, Idv ed Rc, e col voto contrario del Pdl.


Rassegna 30 ottobre  

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