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27 ottobre


bblico chiedo quindi avendone ricevute

rlusconi volò a Macherio, mente a Veronica e la uperata. asoria, Veronica non ha rio sulla mia vita

o strani furti in casa e che quetoria ha fatto il giro del monDimostrando un fatto inequiabile: il presidente del Consi, l’uomo che governa il Paese, ce periodicamente sull’orlo n ricatto. E con lui, rischia tutPaese. Sica era convinto di tee Berlusconi “per le palle”. Il blema è che non è stato l'unipensarlo.

ESTORSIONE)

Favata, accusato anche di e a danno di Raffaelli, si legvvocato del premier ha “sosua incompatibilità a renmarie informazioni per due mina di persone offese.

O a lui rilasciato da Paolo ni il 10 luglio 2006 “per veapprofondire anche con indichiarazioni di Favata anrito a situazioni afferenti il l secondo da Silvio Berlu6 ottobre 2006 “in merito a a e per verificare indagini”. e alle date. Le nomine di isalgono a quattro anni fa e pochi mesi successive alla ione del nastro sul Giornale. stessi giorni in cui Favata, suo racconto, si è fatto vivo elli Berlusconi e il loro ener battere cassa dopo il “reatale ad Arcore.

Mercoledì 27 ottobre 2010

COMPAGNIE PERICOLOSE coniugale” ha detto la Lario dopo quasi trent’anni di matrimonio, avviando le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi. “La strada del mio matrimonio è segnata – ha affermato la first lady – non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”, riferendosi chiaramente alla notte in cui il premier si

presentò alla festa dei diciotto anni di Noemi Letizia. La ragazza chiamava Berlusconi “papi”, dichiarava di conoscerlo da tempo e che spesso lo andava a trovare a Milano e Roma. All’inizio fu sospettata di essere una figlia segreta del premier, ma sarà proprio Veronica a smentire: purtroppo no. Stupefatta, la Lario si è sfogata: “Non posso più andare a braccetto con questo

spettacolo”. Poi è cominciata la battaglia processuale: l’ex first lady italiana ha chiesto al marito un assegno di 3,5 milioni al mese, per mantenere lo stesso tenore di vita e la villa di Macherio dove risiede con la figlia Barbara e i suoi bambini. Berlusconi ha definito la cifra “esorbitante” e a maggio la controparte ha proposto un accordo a 300 mila

euro al mese per lei e l’usufrutto di villa Belvedere a Macherio. Oltre a una serie di dettagli economici per le spese della villa, quantificati dal premier in un milione e 800 mila euro al mese. La Lario ha giudicato l’offerta incongrua e ha lasciato la villa di Macherio per trasferirsi all’Hotel de la Ville nel Parco di Monza, lontano dalle “passioni” del marito.

La storia di Ruby Una minorenne ad Arcore BERLUSCONI NON È INDAGATO DA VERIFICARE LE PAROLE DELLA RAGAZZA di Gianni

Barbacetto Milano

L

a ragazza si chiama Ruby, è tuttora minorenne ed è ospite di una comunità protetta. Compirà diciott’anni a novembre e solo allora, raggiunta la maggiore età, potrà decidere di lasciare la comunità. Ruby è stata ascoltata nel corso dell’indagine sui locali e le discoteche della movida milanese, curata dal sostituto procuratore Antonio Sangermano. Ha raccontato una storia in alcuni punti confusa, non priva di smagliature e contraddizioni. Ha dichiarato di avere avuto alcuni incontri nella villa di Arcore con il presidente del Consiglio: feste, con altre ragazze e ospiti vip. Dopo le anticipazioni su questa vicenda pubblicate ieri dal Fatto Quotidiano, il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha smentito l’esistenza a Milano di un’indagine sui rapporti tra una ragazza e Silvio Berlusconi. In realtà, sulla base delle dichiarazioni di Ruby, la procura ha aperto, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa, un fascicolo

preliminare, che in gergo tecnico si chiama “modello 45”, dove confluiscono “atti relativi a...”, cioè documenti d’indagine non ancora contenenti notizie di reato. Nessun coinvolgimento diretto, dunque, di Silvio Berlusconi nell’inchiesta. Ma questo non ha impedito che il presidente del Consiglio, da giorni a conoscenza delle dichiarazioni di Ruby, accrescesse le sue preoccupazioni e il suo nervosismo. Di tutto ha bisogno in queste settimane, tranne che di un nuovo caso Noemi Letizia, per di più in versione hard, con fatti, incontri, particolari.

Una versione da riscontrare I RACCONTI di Ruby sono tutti da verificare. Le sue dichiarazioni possono essere dettate da spirito di rivalsa, desiderio di vendetta, tentativo di ricatto. Possono essere una trappola, una polpetta avvelenata. Oppure un confuso tentativo di farsi ascoltare. Incontri, amicizie, soldi, rapporti. E perfino uno strano tentativo di adozione. Un avvocato mi-

Compirà 18 anni a novembre Diana Mora, figlia di Lele, ha provato ad adottarla lanese ha presentato infatti al tribunale dei minori una richiesta per adottare Ruby. L’aspirante mamma è Diana Mora, la figlia di Lele. L’avvocato non è un esperto di diritto di famiglia, ma non è uno qualsiasi: è Luca Giuliante, ex consigliere provinciale di Forza Italia, membro della segreteria regionale del Pdl, tesoriere milanese del partito di Berlusconi, nonché legale di Roberto Formigoni nella vicenda del ricorso contro l’esclusione del suo “listino” alle ultime elezioni regionali, con conseguente intervento della P3. L’avvocato Giuliante in precedenza aveva firmato anche il ricorso contro le richieste milionarie del fisco a

Da Noemi a Patrizia: tutte le donne del premier UN DEBOLE A CUI NON HA MAI SAPUTO RINUNCIARE. LE FESTE DI VILLA CERTOSA ERANO LE PIÙ AMBITE di Carlo Tecce

periferia di palazzoni, iperCmatoasoria, mercati e rotonde. Il tempo s’è ferai rifiuti. Notte napoletana per Sil-

comitato “Silvio ci manchi!”. La Pascale ha forti motivazioni politiche: “Avevo 17 anni, finale di Miss Grand Prix: dovevo vincere io quel concorso. I produttori si misero d'accordo per far vincere un'altra. Mi arrabbiai, denunciai l’organizzatore. Da qui, la passione per la politica, per un mondo più giusto”. Accontentata. Il periodo napoletano di B. finisce con un libro scritto a Reggio Emilia Noi, le ragazze di Silvio di Elisa Alloro, professione velina: “La sottoscritta, a essere infilata nel mucchio in quanto candidata ‘trombata’, giornalisticamente parlando, non ci sta. Perché io, classe 1976, origini fieramente emiliane, gior-

vio Berlusconi, in missione per un vertice sull’emergenza monnezza. Ieri come oggi. Quel 26 aprile 2009, all’improvviso, auto blu e blindate intasarono l’ingresso di Villa Santa Chiara, un ristorante che ricorda il lusso vistoso di Scarface. Noemi Letizia, una ragazza bionda di Portici, tanto appariscente quanto sconosciuta, festeggia il suo compleanno. I 18 anni: “Mamma, che emozione. Chi se la scorda la sorpresa di Papi”. E quel regalo di Papi alias Berlusconi: un ciondolo d’oro rosa e diamanti da 6.000 euro. In una notte sola, ancor prima del ciarpame di Un affare Veronica, l'Italia scopre il diverti- di famiglia mento di Silvio, forse nascosto dai sacchetti di plastica e il maleodorante percolato. Scopre la Napoli di Noemi, di papà Elio e mamma Anna, di Gino l'operaio, di Domenico il falso fidanzato. E poi di Francesca Pascale, già valletta di Telecafone, ora consigliere provinciale (7 mila voti). E di Emanuela Romano e Virna Bello, fotografate all’aeroporto di Olbia in viaggio per Villa Certosa, luogo esclusivo per feste private di un uomo pubblico. Facce e forme di un gruppo di volontari, dicono, spuntato tra i cumuli di monnezza: il

nalista pubblicista, poetessa, sperimentatrice nel campo delle nuove tecnologie, con un passato e un presente televisivo, sono una donna dalle idee chiare che accetta le sfide di buon grado”. Spente le luci di Casoria e Portici, l'imprenditore Giampi Tarantini, un Caronte per anime femminili, accompagna l'Italia nei saloni di Palazzo Grazioli, la residenza romana di Berlusconi. L'interrogatorio di Tarantini spiega dove siamo: “Voglio precisare che il ricorso a prostitute e cocaina s'inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione”. E così Giampi, poi disconosciuto da B., arruo-

la 30 ragazze per 18 serate. La memoria conserva i nomi di Patrizia D'Addario, Barbara Montereale e Terry De Nicolò. E un particolare: il lettone di Putin. Per chi avesse dimenticato le altre 27, Cesare Lanza ha inscenato una pièce: “La Berlusconeide” con Francesca Lana e Barbara Guerra, una bionda e una mora già ospiti di B. Non mancano personaggi fiabeschi nelle avventure del presidente del Consiglio. Sabina Began, l'ape regina, grand commis di Palazzo Grazioli. Federica Gagliardi, la dama bianca, comparsa nel G20 canedese. Mariarosaria Rossi, la zarina, deputata dislocata a Tor Crescenza per le cene estive.

La ragazza di Casoria

La strada è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni

Mamma, che emozione Chi se la scorda la sorpresa di Papi!

Lele Mora, che al termine di un lungo contenzioso con l’Agenzia delle entrate ha poi visto la sua agenzia, la Lm management, approdare nel giugno 2010 al fallimento, decretato dal tribunale di Milano. Cercato dal Fatto Quotidiano, l’avvocato Giuliante non ha ritenuto di dover rispondere. Lele Mora invece ci ha risposto: “Non ho niente da dire e non ho nessuna voglia di parlare”. Le procedure per l’adozione non sono mai state completate. In compenso Ruby è finita in una comunità protetta. Intanto, i magistrati della Procura della Repubblica di Milano stanno procedendo alla verifica delle sue dichiarazioni con grande cautela e nella massima riservatezza, fino a negare l’esistenza stessa dell’indagine.

Protagonisti e comparse I PERSONAGGI di questa storia sono degni di una soap opera. C’è Domenico Rizza, detto Nico, finito dentro un’indagine per sfruttamento della prostituzione. E c’è Lele Mora, più volte visto varcare in auto il cancello della villa di Arcore, accompagnato da ragazze della sua scuderia. Con alcune delle ragazze di Lele, Ruby aveva stretto amicizia: con Barbara Faggioli, con Marysthell Garcia Polanco. Ruby era molto vicina anche a Nicole Minetti, l’igenista dentale di Silvio Berlusconi che è stata da lui candidata (con successo) al consiglio regionale della Lombardia nella lista Formigoni. Raggiunta al telefono dal Fatto Quotidiano durante le registrazioni di una puntata dello show di Italia 1 “Colorado”, Marysthell Garcia Polanco ha accettato di buon grado di rispondere a qualche domanda, ma quando le è stato chiesto se conosceva Ruby e che rapporti aveva con lei, si è di colpo irrigidita: “No, di queste cose non posso dirti niente”. Il caso ha voluto far precipitare negli stessi giorni sulle pagine dei giornali storie molto diverse, come la vicenda di Ruby e quella di Fabrizio Favata, l’uomo che sostiene di aver portato ad Arcore la registrazione della telefonata di Piero Fassino (“Allora, siamo padroni di una banca?”). In entrambi i casi, il presidente del Consiglio, con i suoi comportamenti, si è messo nella condizione di diventare ricattabile. Può un uomo politico alla guida del Paese esporsi al rischio di mettersi in balia di pressioni e ricatti?


IL TIRRENO Pagina 2 - Toscana

Giù le mani dal supervitalizio MARIO LANCISI La proposta del presidente della Regione Enrico Rossi di abolire il vitalizio che spetta agli ex consiglieri e assessori ha provocato molti mal di pancia nel Palazzo della politica regionale. Le uniche voci a favore sono state quelle della federazione della sinistra. Dal Pd un silenzio assordante. Solo Enzo Brogi, ex sindaco di Cavriglia, è uscito allo scoperto nel suo blog. Per dire che «le rincorse al ribasso, così come quelle al rialzo, non credo che possano dare risposte esaurienti». Brogi dà la sua lezioncina a Rossi invitandolo a avanzare le sue proposte al gruppo regionale del Pd. Anzichè, sembra dire, sparare le sue cartucce sui giornali o al congresso dell’Idv. Neanche una parola per sottolineare che il vitalizio è un privilegio. La Regione paga più di quanto incassi da consiglieri e assessori.


Benessere – l’importante è che i lan dover stravolgere vori siano il più brevi possibile». unico viale alberato «Non credo – hanno continuato mano. Speriamo dun- poi la fiorista Antonella Innocenministrazione man- ti e Veronica Bellocci, dell’empomessa di discutere in- rio vicino – che con una scuola dini il progetto defi- che si affaccia proprio sul viale, di prendere qualsia- possano permettersi di chiudere NAZIONE la strada per mesi. Ci domandiaMa la domanda che LA mo appunto, come faranno a gestiensione, soprattutto Pagina 5 - Montecatini nti della zona è per re il tutto».

L’AMIANTO»

MONSUMMANO IDV

Rino Fragai, assessoale all’ambiente – e niziativa andiamo a n quadro che è quasi è veramente bisogno cittadini ed imprese tro scopo è quello di produzione di enerili. Per questo ci stiaanche sul fronte delprevisioni urbanistiei vari comuni. Stiao perché gli edifici ituiscano le copertucon quelle a pannelresidente provinciaiente Antonio Sessa, o che l’amianto, oggi, 30 anni fa e quindi, presenta maggiori rirsone. Arianna Fisicaro

MONSUMMANO e la Valdinievole protagonisti nel nuovo coordinamento regionale dell’Italia dei Valori. Questo è ciò che emerge dal 4˚ congresso regionale Idv di domenica scorsa a Pisa, con 800 iscritti provenienti da tutte le province toscane. Nel nuovo coordinamento regionale del partito, a fianco di Evangelisti, siederanno anche due Valdinievolini: Simone Malucchi ( capogruppo Idv in provincia) di Monsummano e la giovanissima Daniela Sgambellone di Montecatini.

portello

Promossi Malucchi e Sgambellone


CORRIERE DELLA MAREMMA Congresso dell'Idv

Pasquali Carbone e Tenuzzo Ecco tutti i grossetani eletti nel direttivo regionale GROSSETO - Fabio Evangelisti è il nuovo Segretario dell'Idv Toscana. Si è svolto domenica al My One Hotel Galilei di Pisa, il quarto congresso regionale dell'Italia dei Valori Toscana. Poco meno di 800 gli iscritti j intervenuti. Al termine delle votazioni, il Garante congressuale Renato Cambursano ha dichiarato eletto Fabio Evangelisti. Si sono svolte anche le elezioni della Coordinatrice Regionale Donne, eletta Clotilde Giurleo, del Coordinatore Regionale Giovani, eletto Andrea Spinelli, e del Collegio Regionale di Garanzia, eletti Maura Lia Lucchesi, Alberto Gandolfi e Sergio Speranza. La provincia di Grosseto è intervenuta al Congresso con una presenza particolarmente numerosa ed ha registrato anche un forte apprezzamento da parie del nuovo segretario regionale: nel direttivo regionale oltre al membro di diritto Mauro Pasquali sono state nominate anche Annamaria Carbone (consigliere provinciale) e Tiziana Tenuzzo (assessore provinciale) in ciò accogliendo totalmente le richieste del direttivo provinciale di Grosseto.


LA NAZIONE Pagina 2 – Prato

L’omaggio dei pratesi alle tre vittime La promessa del Comune: «Mai più» Gestri: «Attenti alla deriva xenofoba». Il console ringrazia: «Ci siete stati vicini» E’ STATA una gaffe, senza malafede. Però non è passata inosservata. Quando la traduttrice ha preso il microfono per salutare i presenti, ha esordito ringraziando «la Regione, la Provincia e il consolato», saltando il Comune. Subito dopo si è ripresa, rivolgendo il ringraziamento anche al sindaco Cenni. E’ iniziato così il funerale delle tre donne cinesi morte nel sottopasso di via Ciulli, Donglan, Jilan e Chengwei Wang, nel salone Apollo della Pubblica Assistenza. Poi, tutto è filato liscio, grazie anche a un’organizzazione impeccabile da parte dell’associazione di via San Jacopo. Clima molto più disteso della vigilia, anche se straziante e contornato da una disperazione senza fine da parte dei parenti delle vittime. «Questo incidente per la famiglia è veramente una tragedia — ha detto il console cinese a Firenze, Zhou Yumqi — Spero che il Comune di Prato possa fare meglio per assicurare la sicurezza degli abitanti. Ho fiducia nella giustizia italiana, ho fiducia che la magistratura ci dia una risposta soddisfacente. Oggi ho sentito profondamente la vicinanza dei cittadini pratesi e la solidarietà per i miei connazionali». In prima fila, le autorità cittadine. Il vicesindaco Goffredo Borchi, con la fascia tricolore, ha ricordato la volontà dell’amministrazione di «stare vicina alle famiglie delle vittime, sperando che quanto è successo non si ripeta. Credo che in questi momenti la polemica non serva a nessuno: occorre serietà e rispetto istituzionale per quello che è stato fatto e quel che continueremo a fare». Alle loro spalle Fabrizio Mattei, Ambra Giorgi. Accanto a Borchi, il presidente della provincia, Lamberto Gestri: «I momenti di dolore come questo, così come quelli di gioia, sono occasioni per dimostrare la volontà di integrazione». Ma aggiunge: «Ne siamo però lontani. C’è bisogno di lavorare ancora molto e stare attenti a non dare spazio a chi imputa tutte le difficoltà che il distretto sta vivendo agli altri, ai diversi, a chi viene da lontano; il rischio è di scivolare piano piano in una situazione xenofoba». Una presenza molto significativa è stata quella del vicario del vescovo Simoni, monsignor Eligio Francioni: «Ho portato al console la partecipazione intensa del Vescovo e di tutta la diocesi. Portavo la preghiera per quelle donne: ci unisce la fede, e quell’unico Dio che è Padre ci attende nella sua casa e dona pace eterna. Dobbiamo essere sempre vicini a coloro che piangono, soprattutto quando piangono per la morte di persone care. Queste persone hanno bisogno di sentire al vicinanza dei pratesi, volenti o no, viviamo insieme, e vivremo insieme anche nel futuro». Tutti a scacciare la polemica, insomma. O quasi: l’Italia dei Valori ha espresso il suo cordoglio ai parenti con la presenza ai funerali del segretario provinciale Salvo Ardita, della coordinatrice delle donne Luciana Bigagli e del membro della segreteria provinciale Pasquale Petrella. «Ci hanno stupito le polemiche post tragedia, la spaccatura creata in consiglio dalla Lega — dice Salvo Ardita — la mancata proclamazione del lutto cittadino da parte del sindaco Cenni. Tutti atteggiamenti che spaccano la comunità e che non possono non vederci fortemente critici verso questa amministrazione». Lucia Pecorario Luca Boldrini


IL TIRRENO Pagina 1 - Prato Mazzi di fiori gialli e bianchi sulle bare

L’abbraccio di Prato alle tre donne Ma alla Pubblica Assistenza cinesi e pratesi siedono divisi MARIA LARDARA PRATO. In fondo, di loro si sapeva poco fino a ieri mattina, giorno del funerale. Wang Jilian, la più anziana delle tre donne a perdere la vita in via Ciulli la notte del 5 ottobre, non era buddista ma pregava Dio. Per lei croci rosse sulla fascia al gomito dei parenti e cori cristianoevangelici intonati prima della cerimonia all’interno della Pubblica Assistenza. Di Jilian ha dipinto un ritratto il nipote Jing Zhou Rong: «Mia zia ha trascorso una vita umile, dedita alla famiglia e all’amore per i figli. Donglan - ha continuato - ha condotto un’esistenza semplice, mentre Chengwei ha avuto una vita difficile. Le famiglie hanno perso il pilastro dei loro legami». E’ il capitolo finale della triste parabola delle donne Wang, affogate in un sottopasso ferroviario. Si è consumato alla Pubblica Assistenza, in un salone gremito di gente, tra rappresentanti di autorità e tanti cittadini. Cerimonia dai toni sobri, con le lacrime di Yu Chunjie, figlia e sorella di Jilian e Chengwe, che hanno scandito l’ingresso delle bare nel salone. Di tre vite spezzate rimanevano solo tre fotografie a campeggiare sullo sfondo, con le bare di mamma Jinlian e figlia Chengwei posizionate l’una accanto all’altra. A sorreggere l’immagine incorniciata di Donglan, invece, stava in piedi il figlioletto Alessandro di 15 anni, con l’espressione mesta di chi si porterà dentro per sempre una ferita. Davanti a loro, in prima fila, uno stuolo di autorità insieme ai rispettivi gonfaloni: il vicesindaco Goffredo Borchi (assente Cenni per impegni nella capitale), il presidente della Provincia Lamberto Gestri, l’assessore regionale Salvatore Allocca (per la Diocesi il vicario Eligio Francioni). Di prima mattina è arrivato anche l’assessore comunale Dante Mondanelli che ha lasciato un pensiero in punta di penna sul libro firme: «Sconfortati per non averle potute salvare, sereni per avercela messa tutta. Con sincero dolore», si legge fra le righe. Lutto cittadino o no, si capisce subito la risonanza dell’evento quando il nipote di Jilian, dopo aver forse involontariamente omesso il Comune nell’elenco dei ringraziamenti (solo a Provincia e Regione, genericamente autorità italiane e di Wenzhou) ricorda i telegrammi del sindaco Cenni, del presidente della Camera di Commercio Carlo Longo, del prefetto Maria Guja Federico e di Unione commercianti e Confesercenti. Ma la cerimonia in stile buddista con i profumi d’incenso non c’è stata. Solo mazzi di fiori gialli e bianchi deposti sulle bare: il primo è stato il consigliere regionale Fabrizio Mattei. Seguono il suo esempio Borchi, la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi, la neosegretaria del Pd Ilaria Bugetti, la consigliera comunale Ciambellotti e il presidente della Cna Potenza. Tra la folla spuntano anche la capogruppo Pdl in Provincia Cristina Attucci, il giovane “finiano” del consiglio comunale Lo Russo e il segretario dell’Idv Salvo Ardita. La sistemazione a sedere nel salone diventa forse emblematica di una città che prova a unirsi: da una parte i cinesi, cui si stringono le associazioni principali (Zhou Long dei buddisti, Chen Hongsheng e Gabriele Zhang dell’associazione d’Amicizia, Marco Wong di Associna), dall’altra i pratesi. Infine, un ultimo viaggio attende le tre salme. Destinazione Pistoia, per la cremazione dei corpi. Tocca alla console Zhou Yumqui dire qualcosa di ufficiale, visibilmente provata dopo il funerale: «Spero che il Comune possa fare meglio per la sicurezza dei suoi abitanti. Oggi ho sentito la vicinanza dei pratesi».


LA NAZIONE Pagina 9 – Livorno

Ecco le ditte debitrici di «Rea» I nomi escono dalla commissione Rosignano: a tirare fuori le cifre sono stati i tecnici dell’azienda di CINZIA GORLA ROSIGNANO — FRANCONI, ci consegna copia di quel documento? «No, questo proprio no». Il perché il presidente della commissione garanzia e controllo Giorgio Franconi, «A Sinistra per», non ci consegni l’elenco dei debitori di Rea che noi gli chiediamo, lo spiega lui stesso un attimo dopo. Vietando ai componenti della commissione di rendere pubblico un elenco che è pubblico, visto che riguarda il bilancio di una Rea che è partecipata di maggioranza del comune. «Si tratta di dati sensibili riservati che vengono dati a chi ha il diritto di averli, da usare rigorosamente con uso confacente al mandato il che vuol dire che non possono essere pubblicati e pubblicizzati in maniera diretta. Farò mettere a verbale l’impegno formale di ciascuno». Proprio non se l’aspettava Franconi la stampa in commissione. Alzata di mano per l’impegno chiesto da Franconi da parte dei consiglieri Vannozzi, Pdl, Porciani, Rds, Monti, Gruppo Misto, Lancioni, Idv, Cecchi, Belloni, Fornai, Faso e Giaconi del Pd, in commissione per parlare del bilancio di Rea con il presidente Fabio Ghelardini, il direttore generale Massimiliano Monti, il presidente dei revisori di Rea Sergio Volterrani, l’assessore Daniele Donati. Assente Gennaro Tudisco. E se Franconi chiede il silenzio, sono i tecnici di Rea all’insegna della trasparenza a snocciolare qualche cifra. Noi quell’elenco ce lo abbiamo e ve lo mostriamo. ECCO tutte le aziende che devono a Rea un totale di 10.633.041,01 euro al 15 settembre. Qualcuna raggiunta da decreto ingiuntivo. Sono Lonzi Metalli 1.977.860,87; Ascit 370.224,56; Valfreddana 370.224,56; Elbana Servizi 2.338.926,48. E poi Galletti Autotrasporti 107.076,36; Società Toscana Recuperi 261.937,60; Se.ve.ra. 541.816,29; Scavi Service 126.499,85; Asa 298.739,73 e Gaia/Delca per 383.701,29. E Redeco e Getri, partecipate di Rea, rispettivamente 1.517.770,43 e 303.888,75. Ed Ecomar, socio di Rea al 7% insieme ad Enerambiente, 24%, deve 1.874.081,44, «c’è un piano di rientro». Poi ci sono 7.617.000 euro di Tia da Collesalvetti e Cecina per cui Rea deve riscuotere 18.250.041,01. Angela Porciani chiede come comportarsi a fronte dello «pseudogiuramento grottesco sui dati sensibili di cui poi invece abbiamo parlato davanti alla stampa». E la Giaconi: «Mi dissocio, non ho intenzione che questo elenco venga dato in pasto alla stampa che era qui con il computer». E Franconi: «La stampa è qui non perché l’ho chiamata io e mi aspettavo che uscisse quando abbiamo parlato di questi dati che non erano all’ordine del giorno. Ora la frittata è fatta e io non intendo pagarne le conseguenze. La responsabilità di questa commissione io non la voglio. Non mi sarei aspettato dalle persone di Rea che parlassero di questi dati alla stampa per cui ero tranquillo». Per De Bari «è corretto quello che ha detto Franconi». Per la cronaca, ricordiamo che la commissione era pubblica.


LA NAZIONE Pagina 18 – Grosseto Tempo libero. Un’iniziativa del Parco della Maremma

Collelungo, apre la torre Domenica il monumento visitabile gratuitamente UN’APERTURA d’eccezione. Domenica apre le porte al pubblico la Torre di Collelungo, ad Alberese: dalle 10 alle 13 sarà possibile visitare la parte interna della fortificazione d’epoca rinascimentale, solitamente chiusa. L’escursione è gratuita e chi vuol vivere l’esperienza deve affrettarsi a prenotare, perché i posti sono limitati. Per informazioni chiamare il centro visite del Parco regionale della Maremma (0564 407098). E’ previsto anche un appuntamento dedicato alle scuole: venerdì, dalle 9 alle 12, la stessa escursione è riservata ad alcune classi. In entrambe le occasioni, le visite termineranno con la degustazione di prodotti tipici del Parco regionale della Maremma. L’iniziativa è organizzata dalla Provincia di Grosseto nell’ambito di «For Access - Accessibilità e gestione comune delle fortificazioni difensive», il progetto italo-francese per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale costituito dalle fortificazioni difensive. Questo week-end saranno 7 le fortificazioni aperte in contemporanea al pubblico, tanti quanti sono i partner del progetto: la Provincia di Grosseto, il Comune di Pula (Cagliari) che ne è il capofila, la Collettivitè territoriale della Corsica, la Provincia di Lucca, la società «Città di Sarzana-itinerari culturali», la Provincia di Olbia Tempio e la Conservatoria delle Coste della Sardegna. Iniziative simili verranno organizzate anche in futuro: il progetto è partito a luglio e durerà 30 mesi, nel corso dei quali sono previste 28 «aperture speciali», 4 per ogni partner. Inoltre, saranno realizzati interventi specifici tesi a migliorare l’accessibilità delle fortificazioni. Il percorso virtuale consentirà anche ai disabili di fruire di questo patrimonio attraverso webcam e altre tecniche. Le torri della provincia di Grosseto inserite nel progetto sono 5: il sito pilota di Collelungo, Castel Marino, Torre Alta, Torre Bassa e Torre di Cala Forno. «L’obiettivo del progetto — spiega Tiziana Tenuzzo, assessore provinciale alla cooperazione internazionale — è quello di andare oltre alla conservazione del bene, favorendone la conoscenza e la fruizione a fini turistici. Uno dei risultati finali dovrà essere, infatti, la creazione di un circuito turistico integrato tra tutti i territori coinvolti. A Collelungo saranno realizzati piccoli lavori esterni alle aree di sosta, i camminamenti e la cartellonistica. Il progetto è interessante anche dal punto di vista ambientale, perché prevede l’utilizzo di materiali eco-compatibili e di energie prodotte da fonti rinnovabili».



Rassegna 27 ottobre