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22 ottobre


Venerdì 22 ottobre 2010

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MALITALIA

di Marco Lillo

e Ferruccio Sansa

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li affari di Marcello Dell’Utri a San Marino, la nomina di un assessore fatta da Silvio Berlusconi, sotto ricatto, e poi i finanziamenti allegri della banca di Denis Verdini alle società che poi lo retribuivano o che facevano affari con il coordinatore del Pdl. Le trame della P3 appaiono ora finalmente chiare. I pm Giancarlo Capaldo e Rocco Sabelli hanno depositato le carte al tribunale per il riesame dove oggi si discuterà la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Renato Borzone e accolta in linea di principio dalla Cassazione che però ha affidato al riesame la decisione finale. Nelle carte, che l’accusa ha depositato pwer vincere il braccio di ferro sugli arresti in zona Cesarini, ce n’è per tutti.

L’assessorato me lo ha dato Silvio ERNESTO SICA ha ottenuto l’assessorato all’avvocatura della Regione Campania grazie a Silvio Berlusconi perché lo ricattava in quanto aveva le procve dei pagamenti effettuati a beneficio dei politici diniani nel 2007 da un amico imprenditore per convincere i senatori del centrosinistra a mollare Prodi. Lo ha raccontato Arcangelo Martino, l’imprenditore napoletano arrestato con Flavio Carboni e Pasquale Lombardi e ora scarcerato dopo aver collaborato con i pm romani. Il ccordinatore del Pdl Denis Verdini e il presidente Stefano Caldoro, sentiti sul punto dai magistrati, avevano evitato di chiudere il cerchio. Nessuno dei due aveva confermato che fosse stato Berlusconi a nominare assessore (di fatto se non di diritto) il sindaco di Pontecagnano. Ora la conferma arriva dalle telefonate e dai verbali. Il 19 febbraio Sica dice al telefono a Umberto Marconi, presidente della corte di appello di Salerno e suo amico: “Ho parlato con il presidente... gli ho chiesto e si è preso 48 ore per avere la risposta ma pare che non c’avessero sti problemi, diciamo 48 ore per l’assessorato. E quindi diciamo aummm ... molto affettuoso ha detto massimo lunedì ti faccio sapere. Io gli ho chiesto le deleghe più importanti, al 99 per cento non ci dovrebbero essere problemi”. Silvio Berlusconi, che sapeva perfettamente che Sica aveva brigato anche mediante informazioni calunniose a sfondo sessuale per scalzare nella corsa a presidente il rivale Stefano Caldoro, lo nomina al telefono e gli promette pure altri incarichi, temendo - secondo Martino - quello che sa sulla

I VERBALI DELLA P3 “La poltrona di assessore me l’ha data Berlusconi” Sica ricattava il premier sulla compravendita di senatori di Prodi compravendita dei senatori. Alel 19 e 22 del 19 febbraio Sica al telefono è raggiante con il segretario di Marconi: “Ho parlato con Silvio, Silvio Silvio eh mi ha detto pure altre cose, dopo devi venire come qua, io aggio ditt’ beh poi ne parliamo”. A verbale Sica ha poi raccontato cosa voleva dire al telefono quando minacciava di rivelare tutto quello che sapeva “dall’agosto 2007 a oggi”. Sica ha spiegato senza pudore: “intendevo fare riferimen-

IL TESTE CHIAVE si chiama Cristiano Ragni, un gallerista di Forlì che fa affari anche con Flavio Carboni ma anche con i grandi della finanza. Tra le sue controparti (lecite) la Guardia di Finanza ricorda a titolo di esempio Arturo Ferruzzi, della famosa dinastia dei re del grano di Ravenna. Le Fiamme Gialle sentono Ragni il 12 agosto scorso sugli assegni circolari per 270 mila euro emessi in favore di Flavio Carboni. Ma a un certo punto gli inqui-

Sotto Denis Verdini (FOTO EMBLEMA) , a fianco Ernesto Sica (FOTO ANSA)

ministro delle finanze della Repubblica di San Marino, ma io ero contrario. Credo si sia rivolto a qualcun altro. Qualcuno mi disse che si erano incontrati Dell’Utri, Gatti e Carboni a San Marino. Penso sia stato proprio Matteo Cosmi a metterli in contatto, considerato che Cosmi e il Gatti avevano un amico in comune tale dottor Roberti, vicepresidente della Banca Commerciale Sanmarinese, persona anche da me conosciuta”. Matteo Cosmi è un imprenditore di Forlì del quale si parla negli atti dell’inchiesta e che ha un ruolo nel Pdl locale. E gli inquirenti si interessino dei rapporti con le banche sanmarinesi e i politici del Titano da lui mediati a beneficio di Flavio Carboni e Marcello Dell’Utri, indagati insieme per l’associazione segreta

che attirano l'attenzione. Lombardi: "Stammi a sentire noi per il 31 vorremmo festeggiarti a Sorrento con una cena eccezionale... A Sorrento 'na serata al Gran Hotel Principe viene invitata parecchia gente importante... facevo venì Gargano, Buonaiuti, Ribera, Amato, Esposito... poi Mainolfi un generale della Finanza, Martone da Napoli... molti magistrati". Certo, può essere normale che alla cena sia invitato il generale che guida le Fiamme Gialle di Napoli. Ma il "Buonaiuti" citato nelle intercettazioni è Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio?

Un ispezione per salvare Formigoni

Formigoni e la sua lista contestata per le Regionali: “Ne parlai direttamente con Alfano” to al fatto che Berlusconi non aveva mantenuto gli impegni politici che mi aveva promesso”. E dopo quella telefonata minacciosa a Martino, che subito riferì a Verdini, gli impegni furono mantenuti: “La mia nomina ad assessore”, spiega Sica ai magistrati “fu fatta da Caldoro ma su indicazione personale di Berlusconi”.

San Marino e Dell’Utri

renti si interessano dei rapporti tra Marcello Dell’Utri, Flavio Carboni, e i politici e le banche di San Marino. “Il capitano reggente di San Marino Francesco Mussoni mi chiese di conoscere il senatore Marcello Dell’Utri”, racconta Ragni, “io ho chiamato Dell’Utri e questi ha accettato, di tale circostanza ho informato anche Carboni ma non mi risulta che poi l’incontro sia avvenuto”. A quel punto è Carboni che si muove: “Carboni mi chiese di incontrare Gabriele Gatti, allora

GIUSTIZIA Csm, stop dei finiani La Commissione: Lodo ripetibile iulia Bongiorno sbatte la porta in faccia Gnonostante al dialogo sulla riforma della giustizia. E al Senato sia in pieno svolgi-

mento il “delitto costituzionale” sul nuovo Lodo Alfano con la piena complicità finiana, la presidente della commissione Giustizia della Camera ieri ha mandato in pezzi il sogno di Silvio di varare la riforma già la prossima settimana. “Possiamo dire sì alla separazione delle carriere del Csm – ha detto la Bongiorno ai deputati finiani – ma non possiamo accettare nuove funzioni e una composizione a maggioranza laica del Csm, nuovi poteri al ministro della Giustizia e nuova collocazione della politizia giudiziaria non alle dirette dipenden-

cosiddetta P3.

A cena con Bonaiuti CENTINAIA DI TELEFONATE la linea telefonica tra Arcangelo Martino e il giudice Umberto Marconi era rovente. Il 26 ottobre 2009 si deve organizzare la cena per festeggiare la nomina dello stesso Marconi. Ed ecco che tra migliaia di pagine e di nomi, ne compaiono alcuni

Il 2 agosto Roberto Formigoni compare davanti ai magistrati. Il Governatore della Lombardia non è indagato, ma i magistrati gli chiedono ragione dei contatti con uno dei principali indagati, Arcangelo Martino. Non solo: Formigoni attraverso contatti ai massimi livelli cerca di ottenere che gli uffici giudiziari milanesi – che hanno escluso la sua lista elettorale – sia oggetto di un'ispezione. Formigoni risponde facendo ap-

pello, appunto, "all'esclusione della mia lista elettorale, fatto, questo inaspettato e grave". Aggiunge: "Sottolineo l'ansia che dettava in quei momenti le nostre iniziative provocata dal danno di immagine generato dall'esclusione della lista". Ma non può negare gli episodi che del resto emergono chiaramente dalle intercettazioni: "Mi rivolsi allora a Martino per chiedere consigli e suggerimenti in virtù delle conoscenze che lui aveva dimostrato di avere, suggerimenti che, però, non mi diede". Insomma, Formigoni sostiene di non aver chiesto un aiuto per influenzare il verdetto della magistratura milanese, ma soltanto di aver domandato un consiglio. È lo stesso Governatore, però, a raccontare dei passi successivi, ai massimi livelli, fino allo stesso ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Il provvedimento di esclusione, confermato dalla Commissione elettorale, ci parve così abnorme che ritenemmo di presentare un esposto al ministro della Giustizia. Un atto non sottoscritto da me, ma da due responsabili del partito. Di questo esposto parlai con molte persone tra cui Martino". E qui, sotto la spinta "dell'ansia" Formigoni decide di andare diritto all'obiettivo e di chiedere l'ispezione. Lo ammette lui stesso: "I sondaggi avevano segnalato una caduta di consensi conseguente all'esclusione della lista, per cui puntavamo a ottenerne la riammissione, per dimostrare pubblicamente che nessuno dei responsabili del partito aveva commesso delle irregolarità. In tale prospettiva si colloca l'obiettivo di un'ispezione". Insomma, Formigoni non nega: pur di far riammettere la lista, pur di convincere gli elettori che i suoi colleghi di partito avevano rispettato la legge, pur di recuperare nei sondaggi, arriva a sollecitare l'intervento del ministro. E non lo fa soltanto con un esposto. Ecco il passaggio più scomodo per il Governatore: "Dell'esposto io parlai personalmente al ministro Angelino Alfano il 20 marzo 2010 in occasione della manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni. E gli sottolineai l'abnormità dell'esclusione della mia lista".

Un pagamento per Verdini LA RELAZIONE della Banca d’Italia sull’ispezione della Vigilanza nella banca di Denis Verdini, conclusa nel maggio 2010, contiene molti passi imbarazzanti per il coordinatore del Pdl. Si parla anche del pagamento di consulenze al deputato Pdl da parte di una società, la Gr Partners, che riceveva prestiti dalla banca dello stesso Verdini.

CORTE D’APPELLO MILANO Marra si dimette

ze della magistratura, ma dell’esecutivo”. Ma al Senato è tutt’altra musica. Con il Pd in prima fila, ieri in commissione a Palazzo Madama le opposizioni hanno tentato di affossare, attraverso degli emendamenti, anche la retroattività dello scudo per i processi alle alte cariche dello Stato. Ottenendo un risultato opposto, ovvero di far scattare il principio secondo cui il Lodo diventa legato alla carica e può scattare di nuovo nel caso il cui il presidente del Consiglio venga rieletto nella sua carica o venga eletto presidente della Repubblica; insomma, l’ennesima legge cucita addosso a Berlusconi e alle sue velleità quirinalizie. S. N.

all’ultimo ha sperato che ci fosse Fsullaino una via d’uscita che lo facesse restare poltrona di presidente della Corte

d’Appello di Milano, ma nel giorno dell’audizione al Csm, Alfonso Marra, il giudice sponsorizzato dalla P3, non si è presentato. Al suo posto ha inviato una lettera di dimissioni dalla magistratura, consegnata dal difensore, Piercamillo Davigo. Con questa mossa decadono sia il procedimento disciplinare della Cassazione, sia quello di trasferimento per incompatibilità ambientale, avviato dal Consiglio. Grazie anche alle pressioni di Pasquale Lombardi e del sotto segretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, entram-

bi indagati, il giudice viene nominato dal Consiglio il 3 febbraio scorso. Nella lettera di ieri, Marra difende la sua onorabilità di magistrato: “...mi è di conforto la mia coscienza, l'unica con la quale non si può barare”. Il giudice, preoccupato di strappare la nomina al Csm, l’anno scorso aveva detto a Lombardi, intercettato: “ Ne devo parlare con Giacomino (Caliendo, ndr)… Bisogna avvicinare sto cazzo di Berruti”. Ovvero Giuseppe Maria Berruti, il solo consigliere di Unicost a non averlo votato. Ma al Fatto, nell’unica intervista rilasciata e acquisita dal Csm, Marra, definisce quelle conversazioni “un pur parA. Masc. lè”.


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“Vieni via con me” e il blocco

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RAISET

e condizioni sono terribili. Come possiamo andare in onda?”. Ripete Roberto Saviano negli ultimi giorni. Il debutto di Vieni via con me è previsto per lunedì 8 novembre ma manca l’accordo principale con la casa di produzione Endemol, i contratti di Saviano, Benigni e addirittura le bozze per ospiti come Claudio Abbado, Antonio Albanese e

IL FATTO QUOTIDIANO dei contratti

Paolo Rossi. Martedì per l’ennesima volta la Rai rispedisce i contratti al mittente ma Masi aggira la questione: “Non ci sono rischi nè problemi. Soltanto riflessioni sui costi e valutazione degli uffici preposti. Loris Mazzetti (capostruttura Raitre) invece dichiara: “Questa è una grande bugia, la Rai aveva definito congruo il contratto di Benigni e gli altri. Ora ci rassicurano solo su

Benigni, poco: noi vogliamo la libertà di ospitare Albanese e Rossi o chiunque possa dare il suo contributo artistico. Ma Roberto Saviano intervistato da Mentana su La7 rincara la dose: “Nulla è risolto. Hanno cercato di legittimare i ritardi con cifre assurde. Anche perché tutti hanno annunciato di voler partecipare a titolo completamente gratuito”.

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Il premier querela Report Lo scudo totale vale solo per lui GABANELLI: “NON CI LASCEREMO INTIMIDIRE” SAVIANO: “LOTTEREMO PER ANDARE IN ONDA” di Carlo

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Tecce

a Rai è troppo avanti. Silvio Berlusconi querela Repor t per diffamazione e chiede il risarcimento per la puntata su Antigua, la Banca Arner, le ville e il riciclaggio. E poi il lato B. (in senso letterale) di una notizia svela l'effetto collaterale di un Lodo Alfano bis, in fase di rodaggio in Parlamento: “Se Berlusconi si ritiene diffamato ha il diritto di fare le azioni che giudica più opportune. Ma c'è una differenza tra me e lui osserva Milena Gabanelli – perché lui mi può tirare in Tribunale, mentre io non potrei farlo con lui”. Uno scudo spaziale che trasforma la giustizia a sua immagine e somiglia, non la libertà di Gabanelli e Repor t: “Non appena ricevo le carte, sarò pronta a difendermi. Non ci lasciamo intimorire, abbiamo 14 anni di precedenti per continuare. Quando avremo novità o spunti

andremo avanti su Antigua”. Ogni giorno una critica o un ostacolo, cos'è adrenalina? “Una causa ha soltanto il sapore di un'intimidazione”, dice la conduttrice al Fatto. E nell’ufficio di presidenza del Pdl, mercoledì sera, Berlusconi aveva anticipato le sue intenzioni: “Repor t? Ormai sono abituato a questo tipo di cose. Del resto, è tutto regolare, sono cose assurde e inventate. Continuano a diffamare... In qualsiasi ora del giorno basta accendere la tv e trovi attacchi nei miei confronti, mai che ci sia qualcuno che spende parole in modo positivo. Non guardo più le trasmissione politiche perché sono di sinistra”. C'È SEMPRE una brutta sorpresa che interrompe il lavoro dei giornalisti in Rai: sia una citazione in giudizio o una circolare di Masi. Ormai un foglio timbrato viale Mazzini, sempre di giovedì e

Roberto Saviano in collegamento ieri ad Annozero

sempre nel pomeriggio, è una tradizione per Annozero. Proprio ieri Masi ha spedito a Raidue un promemoria per Santoro: “I criteri di valutazione del Comitato sul Codice per la rappresentazione televisiva di vicende giudiziarie”. Uno zibaldone di articoli, valutazioni e divieti. Non risulta che Bruno Vespa, in onda con il plastico di Avetrana, abbia ricevuto una lettera simile. LE FACCE e le storie di Annozero raccontano l'ultimo bavaglio del servizio pubblico. Michele Santoro, già sanzionato da Masi, riunisce i protagonisti di varie e diverse censure: Paolo Mondani di Repor t, criticato da una settimana per la sua inchiesta di Antigua, Loris Mazzetti di Raitre, già sospeso per i suoi articoli sul Fatto e Roberto Saviano, in bilico tra il lancio di Vieni via con me e un sabotaggio continuo. C'è il clima di Raiperunanotte. E Santoro rinuncia al monolo-

L’Autorità di garanzia diffida il Tg1: “Forte squilibrio a favore di governo e Pdl”

FNSI I giornalisti minacciati dalla ‘ndrangheta? Li difenderemo uesti chi li difende?”, chiede Il fatti di grande rilevanza pubblica e “Q Fatto Quotidiano dedicando la dobbiamo riuscire a farli salire nelprima pagina ai cronisti calabresi l'attenzione di una cronaca naziominacciati. Una scelta professionale e civile così significativa merita una risposta diretta e non esitante: li difendiamo noi, anche noi del sindacato dei giornalisti. Certo, c’è un ruolo fondamentale che devono svolgere le forze di polizia e la magistratura; c'è la società calabrese che deve fare i conti con le sue zone grigie. Ma una parte essenziale tocca a noi, loro colleghi: perché la prima difesa è sottrarli al silenzio, portare le loro vicende (che troppo spesso sono anche vicende di pesantissimo precariato) all’attenzione nazionale. Il lavoro di "Ossigeno", l'Osservatorio sui cronisti minacciati istituito dalla Fnsi e dall'Ordine, consente di misurare con precisione la drammatica e crescente pressione che deve subire l'informazione sulle mafie. È una autentica emergenza che deve ottenere risalto senza attendere che le minacce producano sangue. Sono

nale che si scatena nel raccontare ogni piega di alcuni drammatici fatti privati (l'altroieri Cogne, ieri Garlasco, oggi Avetrana) ma fatica ad accorgersi di quei drammi che investono intere società; che rimuove in 24 ore l'orrore della fine di Lea Garofalo, la donna calabrese disciolta nell'acido per la scelta di collaborare con la giustizia. È anche per questo che nelle prossime settimane il sindacato dei giornalisti si farà promotore di una grande iniziativa pubblica di solidarietà e di sensibilizzazione. Roberto Natale, presidente Fnsi

go per montare un'anteprima con vecchi spezzoni che racchiudono l’identità del programma: l'intervento di Mazzetti, Daniele Luttazzi e Marco Travaglio al Paladozza di Bologna, l’intervista di Sandro Rutolo a Roberto Benigni e, per contrasto, il 'vedremo' su Annozero in onda di Masi nell'Ultima Parola di Gianluigi Paragone. Dice Benigni, trascinato nella polemica da viale Mazzini per il mancato contratto per Vieni via con me: “La libertà è dentro di noi”. Il premio Oscar sarà ospite a titolo gratuito da Fazio. Saviano da Berlino e Mazzetti da Roma non offrono la libertà al sabotaggio di Masi: “Noi ci batteremo per andare in onda. Abbiamo superato - dice Mazzetti - momenti ancora più difficili. Dispiace avere tre settimane per organizzare una trasmissione prevista da sette mesi”. E l’autore di Gomorra: “La Rai è un’azienda che va contro se stessa. Addirittura ha negato l’albergo a Claudio Abbado. Io voglio rivolgermi al pubblico di destra e dinistra”. L'AUTORITÀ di garanzia nelle Comunicazioni ha analizzato la presenza nei telegiornali di Pdl, governo e presidente del Consiglio. Più che una presenza, i numeri mostrano un'invasione: 65 per cento per il Tg1, 80 per Studio Aperto, 83 per il Tg4. Aspettando multe e nuove istruttorie, la Commissione servizi e prodotti dell'Ag-

Il dominio di B. sulla Rai visto da Marilena Nardi

com ha diffidano il Tg1 richiamato il Tg4 e Studio Aperto: “C'è un forte squilibrio a favore di governo e maggioranza. Cambiate registro oppure verranno adottati ulteriori provvedimenti”. Il consigliere Rizzo Nervo commenta con ironia: “Minzolini peggio di Emilio

Fede: l'allievo ha superato il maestro”. E il 'direttorissimo' protesta: “Non si si può essere così khomeinisti nel dare queste valutazioni, altrimenti si è pretestuosi”. E pensare che in Commissione siede Antonio Martusciello, ex sottosegretario con Berlusconi e fondatore di

Conti in rosso, sos di Masi: le banche non si fideranno più di noi l capo non si domanda. Tutti zitti. I dirigenti e funzionari, direttori di rete e di telegiornali Ahanno ascoltato la relazione di Mauro Masi.

Un'elegia funebre: se restiamo fermi rischiamo il baratro entro il 2012 con oltre 650 milioni di euro in perdite e la diffidenza delle banche. Non saremo più credibili né competitivi. Un solo mantra per esorcizzare il fallimento Rai: dobbiamo vendere e tagliare. Cedere al miglior offerente le strutture e i terreni di Raiway, la società che controlla gli impianti di diffusione per un valore di 300 milioni; agevolare l'uscita con scivoli e pensionamenti di almeno mille dipendenti e bloccare le assunzioni. In una parola: crisi. Ora la conoscono anche all'interno di viale Mazzini, perché i vicedirettori generali – Gianfranco Comanducci, Antonio Marano, Giancarlo Leone e Lorenza Lei – hanno obbligato Masi a discutere del piano industriale, l’ultima via di fuga per salvare la Rai. L'incontro di ieri l'ha iniziato e finito il dg, senza concedere repliche: “Ci rivedremo tra un paio di settimane”. Una discussione a voce unica. Silenzio e timori per Mauro Mazza (Raiuno), Massimo Lio-

fredi (Raidue) e Paolo Ruffini (Raitre), in pericolo le risorse per i programmi, anche se Marano e Lei promettono barricate. La situazione precipita perché la pubblicità è ferma all'anno nero, il 2009: la concessionaria Sipra registra un modesto più 4 per cento. Mancano i 50 milioni per sette anni da Sky per i canali di viale Mazzini sul satellite. E il rosso previsto per il 2010 pari a a 116 milioni di euro, già molto di più rispetto al 2009 (-80) potrebbe crescere di altri 20 o 30 milioni. Non meno di 200 da qui al 2012. Il primo passo ha il sapore di un atto disperato: la fusione di Rai Trade (che gestisce i diritti) con Rai Spa. Ma per le agenzie di stampa, in serata, Masi prepara un comunicato con una overdose di ottimismo: pareggio nel 2012! Con le porte spalancate per andare via, i concorsi per le redazioni locali fermi, il sindacato Usigrai dal 9 all'11 novembre farà valutare ai giornalisti Rai l’operato del direttore generale: “Alla luce delle politiche aziendali fin qui perseguite, esprimi fiducia in Masi?”. Il voto sarà segreto e il dg, unico candidato, probabile sconfitto di se stesso.

Il rosso in bilancio della Rai può superare i 650 milioni di euro da qui al 2021

C .Tec.

Forza Italia. Il succes Giancarlo Innocenzi, sionario per l'inchi Trani. Non ha retto a razzo per le telefonat premier Berlusconi in tate nell’inchiesta di All’Agcom volevano re Annozero, adesso rip no Minzolini. Parados

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DAI DUE “C di Paola Zanca

i chiamavano “i du Lsferirsi Una ha lasciato viale M a Montecitorio,

lì, a guidare l'area comm ritti tv della Rai. Per ca RaiSet, basterebbe la lor rah Bergamini e Carlo no due fedelissimi di Sil lei era addirittura la sua c sonale per la comunicaz fedeli che, pur lavorand blica, avvertivano le re della programmazione non farsi del male. Dalla ai risultati delle elezioni che allora erano respon sesto Rai, telecomanda modi con cui diffondere omologate. Le interce crollare ogni alibi. Ma ai ri” non è cascato il mon doppio giuramento a Ra Alessio Gorla, della tv consigliere di amminist dieci anni fa andava in g merica a cercare telenov correnza. Ancora prima la discesa in campo, se


IL TIRRENO Pagina 5 - Viareggio

Verso la manifestazione del 30 Viareggio viva, aderisce la Provincia TORRE DEL LAGO. Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, aderisce alla manifestazione del 30 ottobre organizzata dal comitato “Viareggio viva” e sostenuta da tutti i locali delle due Marine e dal Comitato Passeggiata. Una scelta, quella di Baccelli, che segue l’adesione dell’assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti. Ieri mattina a Palazzo Ducali gli organizzatori dell’appuntamento hanno incontrato il presidente: «Il problema annoso relativo al divertimento notturno delle due Marine e alla tutela della zona come area protetta - spiega Baccelli - è dovuto principalmente alla mancanza di un reale dialogo tra le parti. Solo un confronto serio cui partecipino Comune di Viareggio, Provincia, Regione, Parco e gli imprenditori locali può portare alla definizione di nuovi e adeguati regolamenti, a tutela dell’area e dell’ambiente, della vivibilità di Torre del Lago e dell’ex Campo di Aviazione, della sicurezza e dello sviluppo commerciale e turistico». In questo senso l’amministrazione provinciale, quale ente di coordinamento, si rende disponibile a dare il via «ad una fase di coinvolgimento e dialogo per definire le linee necessarie a regolamentare le attività commerciali e turistiche, quelle di divertimento e intrattenimento, con le diverse disposizioni di tutela per l’area protetta».


LA NAZIONE Pagina 5 – Empoli Scuola. L’Idv invita a fare qualcosa di innovativo rispetto alle occupazioni

«Mantenete alto il livello della protesta» La soddisfazione di Lorenzo Cei, segretario dei giovani democratici LORENZO CEI, studente del Pontormo e segretario dei Giovani democratici di Empoli, esprime apprezzamento per la grande partecipazione che ha visto scendere in piazza oggi circa 4000 studenti delle scuole di Empoli ma anche di Fucecchio, Castelfiorentino e San Miniato. «I giovani democratici hanno partecipato attivamente alla buona riuscita di questa giornata insieme alle altre forze di sinistra per riaffermare che il ddl Gelmini deve essere ritirato perché mette in pericolo il futuro delle scuole superiori e dell’università. In questo momento di mobilitazione nazionale — continua Cei — è opportuno che gli studenti siano informati e che siano riusciti in questi primi giorni di autogestione a realizzare documenti di discussione e momenti di riflessione condivisi dalla maggior parte degli alunni. La mobilitazione non deve finire, ma deve continuare attraverso giornate di autogestione che propongano alternative ai tagli della riforma». ANCHE L’Italia dei valori si dice entusiasta della manifestazione studentesca. «Uno dei mali principali del nostro Paese è senza dubbio la perdita della capacità e della voglia di indignarsi e di protestare contro i soprusi al motto di “tanto non cambierà mai niente”, senza riuscire a comprendere che l’unico modo per poter incidere è il nostro ferreo controllo sulle attività dei governanti — afferma Aaron Dimoulas, consigliere comunale IdV — Per questo guardiamo con gioia alla manifestazione organizzata dagli studenti del nostro Circondario, che hanno saputo organizzarsi senza bisogno di appoggiarsi a partiti o associazioni, fornendo una dimostrazione delle loro capacità e della loro intraprendenza. Una ventata di entusiasmo e di sana utopia non può che esser vista positivamente in una società imbalsamata come la nostra. Ci auguriamo che gli studenti sappiano mantenere alto il livello della protesta contro questo riforma che peggiora la qualità della scuola, l’ascensore sociale più importante, magari inventandosi qualcosa di più innovativo delle occupazioni, ormai viste, non del tutto a torto, come un escamotage per saltare le lezioni».


LA NAZIONE Pagina 28 – Grosseto Rosignano

L’Atl risolve a tempo-record le necessità degli studenti «collinari» ROSIGNANO — PRONTA la risposta di Atl per soddisfare le esigenze di trasporto degli studenti delle frazioni collinari di Nibbiaia, Gabbro e Castelnuovo che frequentano gli istituti superiori di Solvay, segnalate ieri dall’assessore Luca Simoncini. Da subito verrà posticipata la corsa del pullman in attesa di modificare anche il percorso. Questa la risposta del dottor Bruno Bastogi, responsabile Servizi Atl: «Gentile assessore Simoncini, ho subito disposto il posticipo di 5’ della corsa in via delle Pescine alle 13.59, rendendola utile, senza cambiare bus, per i ragazzi in uscita alle 14 e diretti a Marittimo, Castelnuovo, Gabbro. Stiamo monitorando la situazione su tutto il territorio gestito. E’ possibile — conclude Bastogi — poter modificare a breve anche il percorso della stessa, prevedendo il transito direttamente dalla fermata più prossima alla scuola». SODDISFATTO l’assessore Simoncini. «Ringrazio l’Atl — dice — per la disponibilità e la celerità con cui è intervenuta a seguito delle nostre segnalazioni, prima per quanto riguarda le scuole di Livorno e poi per quelle di Rosignano, nella consapevolezza che il territorio gestito è molto vasto e che dovevano essere attese la comunicazioni di tutte le scuole. Intanto gli studenti potranno usufruire di cinque minuti aggiuntivi per raggiungere la corsa in transito da via delle Pescine, in attesa di una modifica del percorso per permettere una fermata più vicina alle scuole».


LA NAZIONE Pagina 29 – Grosseto Cecina. Da Vada alle Gorette una priorità per la Regione e la Provincia

Un centro per lo studio della costa per bloccare la «fame» dell’erosione CECINA — IL MONITORAGGIO della costa livorese è uno degli incarichi di maggior responsabilità per la Provincia di Livorno. L’assessore Simena Bisti, che ha la delega, porta avanti il lavoro fatto in questi anni dall’amministrazione. «Noi siamo gli esecutori del piano della costa firmato dalla Regione Toscana — spiega la Bisti — e ci sono molti progetti che dobbiamo portare avanti: alcuni di maggior perso, anche economico, altri di minor rilievo». A partire dall’emergenza sul tratto di costa che va da Cecina alle Gorette: «Siamo alla progettazione definitiva — assicura l’assessore — confermate le risorse». Il fenomeno dell’erosione, in questa zona, è particolarmente intenso e, negli anni, si sono rincorsi i tentativi di fermare un processo che sembra inesorabile. «Gli uffici stanno lavorando anche sul progetto della sistemazione definitiva di Vada — anticipa la Bisti — che insieme a Cecina-Gorette e Baratti, rappresentano le tre grandi priroità per l’amministrazione e per la Regione». Si tratta, ovviamente, di interventi importanti per contrastare l’erosione costiera, non semplici ripascimenti delle spiagge. Il sistema marino è, ovviamente, in continuo mutamento, da qui la necessità di tutelare anche le acque e il suolo attraverso strumenti e modelli di gestione innovativi. E’ questo l’obiettivo del progetto strategico Res Mar, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma transfrontaliero ItaliaFrancia Marittimo. Sarà creato un centro transfrontaliero per lo studio della dinamica dei litorali, che vede la Provincia di Livorno capofila. LE FINALITÀ del progetto saranno illustrate nel seminario promosso dalla Provincia, in programma martedi 26 ottobre, alle 10 al Grand Hotel Palazzo al quale interverranno il presidente Giorgio Kutufà, il presidente della Provincia di OlbiaTempio Fedele Sanciu, partner del progetto, e l’assessore Bisti. Un seminario di approfondimento per le strategie di difesa delle coste dai fenomeni erosivi e le tecniche di monitoraggio costiero. Michela Berti


LA NAZIONE Pagina 29 – Grosseto Cecina

Asseblea degli iscritti Idv CECINA — STASERA, venerdì, alle 21, nella sede di viale Italia 12, è convocata una riunione di tutti gli iscritti all’Italia dei Valori di Cecina, alla quale parteciperà il segretario provinciale Luca Bogi. All’ordine del giorno l’organizzazione del congresso cittadino.


Rassegna 22 ottobre  

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