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16 ottobre


Sabato 16 ottobre 2010

Le immagini del corteo sul Web. E in tv diretta su RaiNews24

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LA MARCIA DEGLI OPERAI

a diretta la darà RaiNews24. Alla fine, a ventiquattr'ore dal corteo, si sblocca la querelle su chi avrebbe mandato in onda le immagini della manifestazione della Fiom. Fino a ieri mattina – quando la Federazione della Sinistra aveva organizzato un sit-in in viale Mazzini per chiedere alla televisione pubblica di coprire

l'iniziativa – nessuna rete aveva ancora risposto alla richiesta del sindacato di portare in piazza le telecamere, anche per avere uno strumento di monitoraggio e controllo. La diretta Rai comincerà con la partenza del corteo da Piazza della Repubblica, alle 13.30, seguita da telecamere mobili. Sky Tg24 invece dedicherà copertura alla manifestazione con finestre nei

vari tg, mentre La7 ne parlerà a In Onda. A garantire la trasmissione delle immagini del corteo ci sarà anche la WebTv della Cgil e un network di strutture indipendenti – Facciamo Rete con la Fiom – è stato istituito anche su iniziativa di LiberaTv e di RadioCentopassi. Diretta video anche sul network di informazione indipendente Global Project.

PER EVITARE CHE POMIGLIANO SI RIPETA La Fiom a Roma con lo slogan “Sì ai diritti, no ai ricatti”

Piazza della Repubblica Partenza corteo Ore 14:00

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l giorno più lungo della Fiom si concluderà quando piazza San Giovanni si sarà svuotata, i manifestanti saranno tornati a casa e si farà il bilancio. Nessuno vuole impantanarsi nel gioco delle previsioni sui numeri. Ma il numero dei partecipanti sarà, come sempre, importante. Così come il bilancio degli eventuali incidenti, puntualmente annunciati dal ministro dell'Interno Roberto Maroni alla vigilia. Su questo fronte la Fiom non ha particolari timori. Il servizio d'ordine è ampio e fondato sui militanti del sindacato, uomini della Fiom che tengono più di chiunque altro che tutto si svolga liscio e tranquillo. Il segretario Fiom Maurizio Landini lo ha spiegato l'altra sera allo stesso Maroni, alla presenza del capo della Polizia Antonio Manganelli. E nell'incontro il ministro ha dovuto precisare, e in fondo ammette-

re, che l'allarme lanciato era un po’ eccessivo. Lo stesso Manganelli ha ammesso di essere a conoscenza dei vari accordi tra Fiom e movimenti in piazza (oltre ai centri sociali) per una gestione comune e condivisa della manifestazione. I CONTI CON FIAT. Sicurezza a parte, il punto è quanto la manifestazione di oggi inciderà sulla situazione politica e sociale. Perché questa manifestazione sindacale è ormai una manifestazione squisitamente politica, non dal punto di vista partitico o elettorale, ma per la sua rilevanza sullo scontro sociale. Innanzitutto, la manifestazione avrà ripercussioni sul rapporto con la Fiat e con Confindustria. Se a sfilare saranno diverse centinaia di migliaia di persone, come farà l’amministratore delegato Sergio Marchionne, ma anche i leader di Cisl e Uil, a sostenere che si

possono fare accordi senza e contro la Fiom? E come farà a ripartire quel processo di concertazione avviato da Emma Marcegaglia – il “Patto sociale per le riforme” – che vede la Cgil favorevole ma la Fiom su una linea di opposizione dura? La partita principale è questa. E la Fiom vuole dimostrare a tutto il tessuto industriale italiano la propria forza e la propria presa sull’economia reale, per indurre tutte quelle imprese che non vogliono immolarsi agli interessi della Fiat a cambiare atteggiamento. Del resto, segnali in questo senso si stanno verificando in Emilia e in Toscana dove diverse aziende vogliono chiudere gli accordi con i metalmeccanici della Cgil. SCIOPERO GENERALE? Ecco quindi l’altro nodo della giornata, la parola d'ordine conclusiva dei due comizi di Landini e del segretario generale Cgil Guglielmo Epifani. Il leader della Fiom rilancerà lo

STAZIONE TERMINI

Piazzale dei Partigiani Partenza corteo Ore 14:00

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LAB

Se i numeri saranno alti, per il manager diventerà difficile trattare solo con Cisl e Uil sciopero generale come strumento per estendere la vertenza Fiat a tutto il sistema industriale e quindi come grimaldello per scardinare la centralità della Fiat. Epifani, al momento, non vuole seguirlo su questa strada. E dalla Cgil non mancano le pressioni sulla Fiom affinché questa differenza di vedute non diventi uno scontro aperto sulla pubblica piazza. Ma il punto resta, e attorno alla

ALCUNE ASSOCIAZIONI CHE HANNO ADERITO

LIBERA ARTICOLO 21 POPOLO VIOLA

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COLOSSEO

La posta in gioco per Landini Marchionne, Pd e rapporti con la Cgil di Salvatore Cannavò

me ha urlato nella sua piazza Bonanni una settimana fa, se questo serve a salvare posti di lavoro. La Fiom vuole dimostrare invece che gli operai hanno ancora qualche potere contrattuale, che possono conservare solo se agiscono in massa. E se possono votare: da settimane la Fiom propone una legge di iniziativa popolare per rendere vincolanti solo gli accordi sottoposti a referendum tra i lavoratori. Una legge che l’Italia dei Valori si è impegnata a portare in Parlamento.

LA MAPPA DEL CORTEO

LA RU

DIFESA dei diritti (di sciopero ma non solo) e della contrattazione nazionale che permette ai sindacati di contare davvero nei negoziati. Questi sono i due cardini della manifestazione. Ma la Fiom ha presentato sempre la sua linea come una battaglia non solo sui dettagli, ma anche di principio. Federico Bellono, segretario della Fiom torinese, lo spiegava così ieri su Liberazione: “Ancora una volta intorno ai metalmeccanici si gioca una partita decisiva per tutti, e cioè se rimane aperta una dialettica

me lavorare per uscire dalla crisi, ma quando lo faremo, non dovremo aver lasciato sul campo diritti e dignità”, riassume il “Punto Fiom”. È un modo di rapportarsi con la globalizzazione opposto a quello della Cisl e della Uil. La linea del sindacato di Raffaele Bonanni è che è inutile andare allo scontro con aziende che, come la Fiat, possono portare in un momento la produzione all’estero se gli operai non accettano il nuovo corso. E quindi “10, 100, 1000 Pomigliano”, co-

ME

IL PUNTO sensibile dell’accordo di Pomigliano, infatti, era la possibilità di sanzionare fino al licenziamento chi sciopera contro le flessibilità richieste dal contratto, per esempio gli straordinari nel turno del sabato sera. Una negazione di un diritto costituzionalmente garantito, dice la Fiom. Una “clausola di tregua” che serve ad assicurare l’azienda che gli accordi con i vertici sindacali incidano davvero sul comportamento dei lavoratori, replica l’azienda.

Battaglia di principio

Oggi a Roma sono attesi pullman da tutta Italia. Due cortei confluiranno in piazza San Giovanni per il comizio finale (FOTO ANSA)

sociale dentro la globalizzazione oppure no”. Poi Bellono traduce: “I metalmeccanici chiedono che non si abbandonino i diritti conquistati perché sarebbe una perdita per tutti, non solo per i lavoratori”. Certo, ci sono i precari e la generazione degli stagisti che già hanno perso i diritti che la Fiom va in piazza a difendere. Ma, è il ragionamento del sindacato metalmeccanico, difendere le conquiste del passato è l’unico modo perché ci siano più diritti per tutti e non meno. “Dobbiamo tutti insie-

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La difesa dei diritti

Per applicare l’accordo di Pomigliano, però, servivano deroghe al contratto collettivo nazionale di categoria. E Fiat è riuscita a imporre a Federmeccanica, l’associazione delle imprese di categoria, la disdetta del contratto 2008. Che era l’ultimo firmato anche dalla Fiom, dopo la disdetta resta in vigore quello del 2009 che i metalmeccanici della Cgil non avevano considerato accettabile perché prevedeva l’introduzione di deroghe. Una misura mirata, per evitare che la Fiom possa avviare azioni legali quando l’accordo di Pomigliano verrà applicato.

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La vertenza con Fiat ha messo in discussione il contratto nazionale e la possibilità di scioperare

Con meno potere contrattuale. Dopo il referendum perso a Pomigliano il 22 giugno, ma con un risultato superiore a ogni aspettativa, la Fiom-Cgil ha deciso di tradurre la linea dura di una vertenza aziendale nello spazio del dibattito pubblico. Come dire: la Fiat può anche imporre i suoi ritmi di lavoro accelerati, l’aumento di flessibilità, l’aumento dei turni e aumentare gli straordinari che può chiedere, ma non pensi di mettere in discussione i diritti costituzionali senza che i metalmeccanici vendano cara la pelle.

CA VO

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ul giornale virtuale “Punto Fiom” c’è una vignetta di Altan che riassume il senso della manifestazione. Si vede, ovviamente, l’operaio Cipputi che discute con un collega: “E i nostri diritti?”, chiede. Risposta: “Devono scegliere, o il prepensionamento o la mobilità”. Le parole d’ordine, infatti, sono cinque (diritti, democrazia, legalità, lavoro e territorio), ma il punto è uno solo: arginare il processo iniziato allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco che rischia di trasformare quella che era la categoria – “classe”, diceva qualcuno – più compatta d’Italia in un insieme di agglomerati operai.

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di Stefano Feltri

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Piazza San Giovanni Arrivo cortei Ore 17:00 COMIZIO FINALE

questione dello sciopero generale si ridisegneranno i rapporti interni al sindacato guidato oggi da Epifani ma che sta per passare nelle mani di Susanna Camusso. Rapporti che, ovviamente, sarebbero scombussolati se dovesse arrivare una contestazione esplicita al discorso del segretario generale della Cgil. La Fiom non vuole fischi, ma nessuno può controllare completamente le reazioni dei lavoratori in piazza. È anche vero che l'allarmismo di Maroni ha contribuito a compattare le due organizzazioni, la Cgil si è subito schierata a fianco della Fiom e ieri anche Epifani ha incontrato il ministro per farsi garante di una piazza pacifica e tranquilla. Ma gli elementi di tensione restano e il modo in cui si riverseranno nel dibattito della Cgil dipenderanno da come si concluderà il comizio finale. LA POLITICA. Infine, la politica dei partiti. La manifestazione ridarà un po’ di fiato ai

EMERGENCY MICROMEGA SBILANCIAMOCI!

partiti della cosiddetta sinistra radicale, pienamente impegnati alla riuscita del corteo. Non ne faciliterà l'unità perché ognuno persegue un progetto diverso ma darà loro un po’ di ossigeno. Così come darà spazio anche all'Italia dei Valori, che ha aderito subito con convinzione all’iniziativa. Più defilato invece il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Chi, tanto per cambiare, si è spaccato è il Partito democratico che ha deciso di non aderire ufficialmente al corteo. Molti dirigenti saranno comunque presenti, dall’ex ministro Cesare Damiano al senatore Ignazio Marino, che vogliono mantenere un rapporto con i lavoratori in piazza. E anche questo, in fondo, è un risultato che contribuirà a lasciare sul terreno di piazza San Giovanni una Fiom meno sola, più forte. Con cui Fiat e Confindustria, nonostante la loro propensione al decisionismo, dovranno fare i conti.


LA NAZIONE Pagina 21 – Livorno Portoferraio. Guidata dal Presidente Rossi, incontrerà i sindaci e le categorie sociali ed economiche

A novembre la «trasferta» elbana della giunta regionale PORTOFERRAIO — TAPPA ELBANA per la giunta regionale nel programma di incontri nei territori toscani. L’appuntamento è per venerdì 12 novembre e vedrà protagonista l’esecutivo guidato del presidente Enrico Rossi in un confronto a tutto campo sui principali temi che interessano l’Elba e l’Arcipelago. I lavori si svolgeranno al Comune di Portoferraio. Ad esprimere soddisfazione per il fatto che il presidente Enrico Rossi ha accolto la proposta di aggiungere la trasferta isolana è il vicepresidente del consiglio regionale Giuliano Fedeli. «Il 12 novembre – dice l’esponente dell’Idv - sarà l’occasione per affrontare una per una tutte le questioni aperte sull’Elba, dal turismo alle infrastrutture che sono vecchie e inadeguate, dalla navigazione, alla questione parco, che a mio parere non può essere blindato, ma va reso fruibile e vivibile, come accade per i parchi del nord Europa. La mattina Rossi e la giunta incontreranno tutti i sindaci dell’Elba e dell’Arcipelago. Nel pomeriggio, gli assessori regionali Cristina Scaletti (cultura, turismo e commercio), Anna Marson (urbanistica e territorio), Anna Rita Bramerini (ambiente ed energia) e Luca Ceccobao (infrastrutture e mobilità) si vedranno con le categorie economiche e le organizzazioni locali». Alla giornata di lavoro parteciperà lo stesso Fedeli che porterà sul tavolo alcune proposte. «Ho cercato di farmi portavoce – aggiunge - delle istanze dell’arcipelago alla ricerca di soluzioni che sono nell’interesse non solo degli elbani, ma di tutta la regione. I cittadini dell’Elba si sentono abbandonati e attendono risposte. Ho suggerito la realizzazione di un punto di attenzione e di ascolto regionale in Consiglio e l’assegnazione da parte del presidente Rossi di una delega specifica alle problematiche dell’arcipelago. La risposta è stata di ampia disponibilità».


LA NAZIONE Pagina 19 – Firenze

Vigilia di congressi per Sel e Idv, la star sarà Nichi Vendola FINE settimana preparatorio per due importanti congressi politici che andranno in scena il prossimo week end. Da venerdì 22 a domenica 24 a Firenze andrà in scena il congresso nazionale fondativo di Sinistra, Ecologia e Libertà, con il governatore della Puglia, Nichi Vendola (nella foto), grande protagonista. L’appuntamento nazionale è preceduto da una raffica di congressi provinciali di Sel, che sceglieranno i dirigenti e i delegati. Va a congresso anche l’Italia dei Valori, il 24 ottobre, a Pisa. anche se in questo caso l’assise è regionale. Ed è tutta incentrata sulla sfida tra il coordinatore uscente, il parlamentare Fabio Evangelisti, e lo sfidante Alessandro Cresci, coordinatore provinciale a Firenze.


LA NAZIONE Pagina 3 – Massa Carrara Il caso. L’azione che ha assorbito Cofarpa vuole gestire la distribuzione da Parma

Chiude il magazzino di farmaci: quattordici posti a rischio MASSA — ALTRI quattordici lavoratori a rischio sul territorio a Massa: notizie sindacali confermano che gli addetti locali di Unico Farmaceutica, azienda che ha assorbito Cofarpa, starebbero per ricevere le lettere di licenziamento, con cessazione del rapporto di lavoro a fine dell’anno. L’azienda, che si occupa della distribuzione dei farmaci agli enti e alle farmacie convenzionate, avrebbe parlato di una riduzione della distribuzione di farmaci del 50% che comporterebbe il trasferimento del magazzino a Parma. Da Parma Unico continuerebbe a servire il territorio massese ma senza i lavoratori locali. PARLA dei 14 esuberi l’Idv una denuncia del coordinatore provinciale Galeano Fruzzetti ma al momento i sindacati non sono certi che i licenziamenti ci saranno. I lavoratori della Unico a Massa erano già stati messi in cassa integrazione straordinaria sei mesi fa, per ristrutturazione del magazzino, ma si apprestavano a riprendere il lavoro a metà ottobre. Invece ieri l’amara notizia. «Stiamo parlando di un’azienda leader in Italia per la distribuzione dei farmaci — commenta Fruzzetti — che rendeva un servizio importante al nostro territorio e a quello limitrofo, come la rapida consegna di medicinali alle farmacie, e che oggi viene a raccontarci che, tutto sommato, il servizio lo può dare anche dalla sede di Parma, risparmiando così su quei margini di profitto che il Governo ha ridotto dal 6% al 3%». La situazione di Cofarpa, che sta diventando Unico, è tale, pare, in tutta Italia: «La cultura Marchionne si sta facendo strada a grande velocità — conclude Fruzzetti —. Noi dell’Idv di Massa Carrara siamo vicini a queste lavoratrici e lavoratori».


IL TIRRENO Pagina 14 - Livorno

Autorità portuale, le forze politiche facciano quadrato per il futuro della città ANDREA ROMANO ITALIA DEI VALORI La partita che si sta giocando sulla Port Authority rischia di incartarsi a causa delle lotte di potere e dei minuetti politici. In una fase di crisi economica e occupazionale come questa non possiamo permetterci un nuovo commissariamento da parte di Matteoli, che getterebbe nel caos il futuro del Porto e della Città. L’Italia dei Valori aveva chiesto di inserire il nome di Piccini in una vera terna, comprendente anche tecnici di alto profilo, per non dare un pretesto al Ministro dei Trasporti per rigettare le designazioni degli Enti Locali. Adesso il pallino è in mano al Ministro stesso: faccia un favore a Livorno, accettando le indicazioni espresse dal Comune e dalla Provincia, per assicurare continuità e governabilità al futuro del Porto. Il prossimo Presidente dell’Autorità Portuale dovrà infatti tener conto dei progetti e piani di sviluppo (in primis la Darsena Europa) approvati finora dal Comitato portuale, con l’attenzione particolare alla tematica del green-port, cioè alla sostenibilità ambientale di un Porto che resta a ridosso dei quartieri residenziali della Città, oltre alle indicazioni date dal Consiglio Comunale, compreso il “no” alle grandi centrali a biomasse contenuto nel documento sul POT. Per scongiurare un nuovo disastroso periodo di incertezza e sbando, con interventi e personaggi calati dall’alto, le forze politiche ed economiche livornesi devono far quadrato intorno al Porto della Città: Matteoli non potrà che regolarsi di conseguenza.


LA NAZIONE Pagina 7 – Livorno AUTHORITY

Gli amministratori stanno cercando una strategia comune SI RIUNIRANNO lunedì 18 ottobre gli amministratori livornesi — i sindaci di Livorno e Capraia, il presidente della Provincia — che hanno in mano il cerino dei candidati per la presidenza dell’Autorità Portuale e che cercano un’unica strategia. L’invito, fa sapere il sindaco di Capraia Maurizio Della Rosa sarà esteso anche al presidente della Camera di Commercio. «Il mio candidato resta il presidente uscente Piccini — conferma Della Rosa — che ha fatto tanto per Capraia». Sulla vicenda interviene il capogruppo dell’Italia dei Valori Andrea Romano. «La partita che si sta giocando sulla Port Authority rischia di incartarsi a causa delle lotte di potere e dei minuetti politici. L’Idv aveva chiesto di inserire il nome di Piccini in una vera terna, comprendente anche tecnici di alto profilo, per non dare un pretesto al Ministro dei Trasporti per rigettare le designazioni degli Enti Locali. Adesso il pallino è in mano al ministro: faccia un favore a Livorno, accettando le indicazioni espresse dal Comune e dalla Provincia, per assicurare continuità al porto». POI L’AUGURIO: «Per scongiurare un disastroso periodo di incertezza con interventi e personaggi calati dall’alto, le forze politiche ed economiche livornesi devono far quadrato intorno al porto».


LA NAZIONE Pagina 2 – Livorno L’alternativa. Giannini (Sel) apre una piattaforma e Romano (Idv): “Chi usa le stanze si occupi della sorveglianza”

«E perchè non dare alle associazioni la Fortezza Nuova?» «MOLTI ragazzi hanno subìto un abuso — afferma il presidente della commissione ‘Cultura Turismo e Sport’ Lamberto Giannini di Sinistra e Libertà —. Se per anni giovani gruppi si sono riuniti per suonare e per incidere dischi in un magazzino, non è possibile che improvvisamente vengano sfrattati. Tutta la città sapeva che li c’erano fondi destinati alle band, e gli unici che ne erano allo oscuro erano i proprietari, che dopo le lamentele e l’intervento del Comune hanno fatto chiudere le stanze. Non mi torna...». In settimana si è svolta la commissione che ha avuto una grossa partecipazione di ragazzi interessati all’argomento. «I giovani — continua Giannini — si sono dimostrati molto ‘dinamici’ perché non si sono dati per vinti andando a cercare altri posti dove suonare. L’unica cosa che ci hanno detto è che dobbiamo valorizzarli di più. Sono contento perché si è dato inizio ad una ‘piattaforma’ sulla quale lavorare tutti insieme; il dialogo è stato perciò molto positivo e con questi presupposti è facile trovare le giuste soluzioni». Dal canto suo, Andrea Romano capogruppo dell’Italia dei Valori lancia una proposta: aprire gli spazi della Fortezza Nuova ai gruppi. «L’IMPEGNO è quello di ripristinare le aree cittadine per consentire ai giovani di fare arte, teatro e musica ma è una questione complicata perché il Comune ha chiuso la Fortezza per via dei troppi atti vandalici. In questo periodo spendere soldi per la sorveglianza è una scelta fuoriluogo e allora si decise di chiudere. Adesso dobbiamo cercare qualche associazione volontaria che si occupi della sorveglianza: credo che il volontariato sia la soluzione migliore. Sono tante le associazioni che si occupano di arte e cultura, va capito qual’è quella che fa per noi. Così, dopo l’esperimento riuscito dell’Assessore alla Cultura Mario Tredici di destinare il teatro di Villa Corridi ai musicisti, adesso le band potrebbero utilizzare anche gli spazi della Fortezza». Le zone da dare ai gruppi sarebbero la Sala degli Archi, nella «pancia» della costruzione e gli spazi verdi più centrali del cortile superiore. «Questo — spiega Romano — per non far arrivare i rumori di chitarre e batterie alle orecchie dei residenti che potrebbero giustamente lamentarsi». n. c.


LA NAZIONE Pagina 13 – Arezzo Verso le elezioni. “Rifiuti, traffico, cultura: giunta immobile”

Idv, l’ultimo strappo con il sindaco ANCORA FRIZIONI nella maggioranza di centrosinistra che guida la città. Torna di nuovo ad attaccare l’Italia dei Valori, con una dura polemica del coordinatore comunale Michele Colangelo. «E’ da tempo — sostiene l’Idv — che sollecitiamo un cambio di passo. La città sta perdendo i pezzi, avrebbe bisogno di un’amministrazione dinamica, che sapesse interpretare il cambiamento, che sapesse coniugare il fare ancor meglio del dire». La maggioranza è chiusa su se stessa, asserisce l’Idv. «Siamo certi che stiamo facendo tutto quello che si deve fare? Sulla raccolta differenziata spinta siamo tutti d’accordo, ma bisogna farla: quando ci vengono a raccontare che è calata per il calo dei consumi, allora addio». L’Idv incalza: «Il piano della mobilità doveva essere in fase attuativa e ancora ne dobbiamo discutere. Il regolamento urbanistico rischia di non arrivare in fondo, con gravissimi danni per la comunità. L’università è in una fase di profonda incertezza e noi non riusciamo a dire che è una questione culturale, sociale, che ne abbiamo bisogno, che la vogliamo più legata al territorio e che siamo disposti a cercare e trovare le risorse necessarie. La cultura subisce tagli profondi. Ma questa città non è forse vittima di averne praticata poca»? Ultimo affondo: «Sindaco, Pd prospettano maggioranze variabili per le amministrative. E’ evidente: temono la sconfitta. Noi vogliamo parlare di tutto e lo faremo coi cittadini, poiché questa maggioranza, da lungo tempo, non è più disposta ad ascoltarci».


CORRIERE DI AREZZO Da oggi a domenica torna tra la zona Eden e San Jacopo il “Mercato internazionale”

Il giro del mondo in duecento stand Cucina ebraica, carni argentine, “paella” spagnola e molto altro. Da oggi a domenica torna ad Arezzo l’atteso appuntamento annuale con il viaggio nei sapori e nei profumi del Mondo: sarà inaugurata ufficialmente alle 15.00 (all’ingresso principale del parcheggio Eden) la sesta edizione della manifestazione “I mercatini del mondo nelle vie di Arezzo”, mercato internazionale dei prodotti tipici e di qualità. Al taglio del nastro ci saranno tra gli altri la scrittrice africana Aminata Fofana, madrina della manifestazione, il sindaco Giuseppe Fanfani, l’assessore provinciale alle Attività produttive Piero Ducci, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca, i vertici delle associazioni di categoria dell'artigianato e dell'agricoltura che hanno collaborato all’organizzazione. Gli stand saranno in tutto duecento: 150 stranieri e 50 italiani; il percorso si svilupperà nell’area tra il parcheggio Eden e piazza San Jacopo passando per via Guadagnoli, via Spinello, via Niccolò Aretino, via Margaritone e la parte inferiore del Corso Italia, dove saranno riuniti i produttori agricoli aretini con le loro specialità. Nel complesso gli stand del Mercato internazionale copriranno una superficie di oltre seimila metri quadrati: un enorme banco sul quale esporre una panoramica delle produzioni tipiche artigianali e gastronomiche dal mondo. Le novità: cucina ebraica e carni argentine. Nuove specialità in arrivo nell’edizione 2010: prima di tutto le prelibatezze della cucina israeliana, rigorosamente kosher, che rielaborano antiche ricette ebraiche da tutta Europa. Poi la carne di manzo in arrivo direttamente dalle pampas argentine, da gustare grigliata e fumante. E ancora, i gioielli d'ambra dalla Polonia, l'artigianato della Lituania e la grande letteratura da tutto il mondo, da "gustare" nel Caffè letterario di piazza San Jacopo. Oltre alle novità, molte le gradite conferme: torneranno lo stand della cucina greca con baklavas e gyros pita, le rose e i profumi dalla Bulgaria, le spezie provenzali, la birra ceca, gli oggetti in legno e lana dalla Lapponia, lo speck dal Tirolo. E ancora: paella spagnola, formaggi olandesi e piemontesi, torta Sacher dall’Austria e crepes dolci dalla Francia. Tutti gli stand rimarranno aperti dalle ore 9 di mattina fino a notte inoltrata. Il Mercato internazionale dei prodotti tipici di qualità è accolto ogni anno da un altissimo gradimento da parte del pubblico aretino: nel 2009 ha fatto registrare oltre duecentomila visitatori in soli tre giorni. Quest’anno, organizzato dall’associazione Nausika e da Confcommercio in collaborazione con Sandy, Cecconi Arredamenti, Spazio Libero di Studio C e Bistro, ci sarà anche uno spazio letterario nel quale saranno raccolti fondi a scopo benefico: l'incasso delle degustazioni di caffè speciali a marchio Sandy sarà devoluto all’Unione Italiana Lotta contro la Distrofia muscolare. Nei tre giorni del Mercato, il padiglione di piazza San Jacopo ospiterà un intenso programma di reading, concerti, incontri con gli autori e presentazioni di gustose novità editoriali. Tra gli ospiti più attesi la scrittrice Aminata Fofana, con le sue storie ricche di magia e suggestioni dall'Africa (domani alle 19); Luca Spaghetti, ispiratore del personaggio protagonista del film “Mangia, prega, ama” con Julia Roberts (oggi alle 19); lo scrittore, avvocato e viticoltore Carlo Cignozzi, con il suo commovente “L'uomo che sussurra alle vigne”, racconto della sua passione per Mozart e il Brunello di Montalcino (domani alle 18). Parteciperanno anche Enzo Fileno Carabba. con il libro per bambini “Fuga da Magopoli” (oggi alle 15) e l'autore aretino Paolo Mascheri con “Il Gregario” (Domenica alle 17). Spazio poi ai concerti, con Gianni Bruschi e il Teriaca Ensemble (domani alle 21.30), e a letture di opere immortali della letteratura di tutti i tempi, come Le Vite del Vasari (domenica alle 16). Il Caffè letterario si propone, con un risvolto solidale, di offrire uno sguardo sul mondo non solo attraverso i prodotti enogastronomici e artigianali, ma anche attraverso le suggestioni offerte dalla poesia e dalla musica.


IL TIRRENO Pagina 8 - Pisa SENTENZE

Stalking: adesso è reato anche su Facebook MICHELE CURCI Un reato silenzioso che colpisce le donne, purtroppo non sempre denunciato, è il reato di “stalking” o “atti persecutori” ex art. 612 bis del Codice Penale. In sintesi è ipotizzato il reato di stalking quando un soggetto, in modo reiterato, attraverso ogni tipo di mezzo, compreso il web, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico, ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante la qualità della vita. Il reato ipotizzato è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Con il Decreto Legge n. 11/09 è stato introdotto nel nostro ordinamento, con notevole ritardo rispetto agli altri ordinamenti europei, la nuova fattispecie di reato finalizzata a far venire meno la pericolosa condotta persecutoria nei confronti soprattutto delle donne. Tale condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti e nel nostro, definita anche “sindrome del molestatore assillante”, è rubricata come atti persecutori. Qualunque cittadino, nessuno escluso, può divenire vittima e ha il diritto di ricevere la corretta informazione attraverso la quale tutelarsi. Al riguardo, una volta superato lo stato d’ansia e di paura venutosi a creare, la vittima ha sei mesi di tempo per presentare querela nei confronti del molestatore. Si procede invece d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di persona diversamente abile, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio. Le condotte persecutorie sono attuate, nella maggior parte dei casi, da uomini contro le proprie mogli o fidanzate. La Cassazione ha riconosciuto la “condotta persecutoria e assillante” nei confronti di un giovane della provincia di Potenza il quale, non accettando la fine della relazione con la sua compagna, ha iniziato a molestarla in tutte le forme, anche attraverso messaggi su Facebook. Quale ex membro della commissione Pari Opportunità del Comune di Cascina e consigliere provinciale di Pisa invito le vittime degli “stalker” ad uscire dalla prigione di paura e a rivolgersi alle autorità competenti. (Capogruppo Idv alla Provincia di Pisa)


LA NAZIONE Pagina 7 – Pistoia Circoscrizione 3

Monica Mazzotta lascia rifondazione e passa all’Idv: «Più attenzione a giovani e donne» MONICA Mazzotta ha annunciato l’abbandono del gruppo di Rifondazione comunista da lei rappresento nella Circoscrizione 3, per aderire al partito dell’Italia dei Valori. Perciò nella seduta di venerdì 16 ottobre ha costituito il nuovo gruppo dell’Idv nella Circoscrizione 3. «La scelta di lasciare i compagni del mio partito — ha sostenuto — è stata molto difficile e faticosa, ma dopo un percorso di riflessione ho maturato la decisione di entrare nel partito dell’Italia dei Valori. Mi sento di poter dare un fattivo contributo per le questioni connesse al lavoro, alla condizione del mondo femminile e ai problemi dei giovani».

IL TIRRENO Pagina 5 - Pistoia CIRCOSCRIZIONI

Mazzotta nell’Idv PISTOIA. Monica Mazzotta ha annunciato l’abbandono del gruppo di Rifondazione comunista da lei rappresento nella Circoscrizione 3, per aderire al partito dell’Italia dei Valori. «La scelta di lasciare - spiega - è stata molto difficile e faticosa, ma dopo un percorso di riflessione ho maturato la decisione di entrare nell’Idv».


Rassegna 16 ottobre  

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