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13 ottobre


Mercoledì 13 ottobre 2010

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ECONOMIA

“In piazza con la Fiom contro il capitalismo di Marcegaglia e Marchionne ” MAURIZIO ZIPPONI, RESPONSABILE LAVORO ITALIA DEI VALORI di Stefano Feltri

“I

l lavoratore dipendente, il piccolo imprenditore, il precario e la partita Iva hanno interessi che oggettivamente si scontrano con quelli dei vari Marco Tronchetti Provera, Emma Marcegaglia, Sergio Marchionne e delle banche”. Maurizio Zipponi, responsabile lavoro dell’Italia dei Valori, riassume così le ragioni per cui il suo partito ha scelto da tempo di stare a fianco della Fiom-Cgil e, quindi, ha aderito senza tentennamenti alla manifestazione nazionale che ci sarà a Roma sabato. Zipponi, 55 anni, è un ex sindacalista bresciano della Fiom e della Cgil, transitato per Rifondazione comunista e approdato

all’Idv. Ha gestito la protesta estrema degli operai Innse, arrampicati per giorni in cima a un carroponte, nell’estate milanese del 2009 e ha convinto Antonio Di Pietro “che la seconda gamba del partito, oltre alla legalità, doveva essere il lavoro”. Zipponi, quand’è che l’Italia dei Valori ha scoperto i metalmeccanici? Da un anno e mezzo siamo sempre presenti nei luoghi di conflitto sul lavoro. Alla nostra festa di partito, a Vasto, abbiamo invitato un solo segretario nazionale dei sindacati: Maurizio Landini della Fiom, di cui condividiamo la linea nella vicenda Fiat e sosteniamo la proposta di legge popolare sulla rappresentanza. E faremo anche una nostra proposta di

SEMPRE PIÙ UOVA Contestata la Cisl a Terni l Dipartimento della Pubblica sicurezza scrive a prefetti e Itenzione” questori una circolare per sollecitare una “costante atsulle sedi dei sindacati. Cioè della Cisl. Anche

ieri, infatti, il sindacato di Raffaele Bonanni è stato contestato per la sua linea sulla vicenda Fiat e i rapporti non ostili con il governo. Scritte sui muri a Terni (“Cisl e Uil servi”) e altre uova contro la sede. Bonanni drammatizza la situazione e parla di “squadracce che si muovono con uno stile da fascisti”. Spiega il leader Cisl: “Il colore di cui vogliono tingersi è rosso, un rosso che porta al nero, e alla simbologia dell’iniziativa tutta fascista e ai criteri di violenza delle squadracce”. La Cgil, che teme ripercussioni sulla manifestazione convocata per sabato dalla Fiom a Roma, prende subito le distanze. Il segretario nazionale Guglielmo Epifani afferma che “mai, nemmeno negli anni più duri, si sono viste cose simili, dagli anni Cinquanta in poi”.

legge in Parlamento nella stessa direzione, perché possano essere validi soltanto gli accordi sottoposti al voto dei lavoratori. Insomma, state diventando il partito della Fiom. Assolutamente no. Siamo un partito nuovo e possiamo permetterci di non avere collateralismi. A differenza del Pd, sembra voler dire... Il Partito democratico è bloccato. Non può stare con la Fiom e non può schierarsi con la Cisl, perché è la somma di apparati con rapporti collaterali con i sindacati. Avete scavalcato a sinistra anche la sinistra radicale. All’ultimo congresso della Cgil i dirigenti sindacali che fanno riferimento a Rifondazione comunista si sono schierati contro la Fiom. E hanno perso di credibilità. E noi vogliamo un’alleanza per andare al governo con soggetti credibili, che non considerano l’impresa il demonio, cioè il Pd e Sinistra e libertà. Il Pd, però, sembra avere posizioni diverse da quelle vostre e della Fiom. Nella riunione dei giorni scorsi ha parlato di centralità delle piccole e medie imprese, non degli operai. Non è sbagliato, stanno dalla stessa parte contro i capitalisti all’italiana come Tronchetti Provera e la Marcegaglia. Noi riassumiamo la nostra ricetta in una parola: ‘Unità’. Bisogna ricostruire l’unità del mondo del lavoro, dove i contratti collettivi nazionali sono stati svuotati in omaggio all’idea della destra e di Confindustria di andare verso rapporti

L’ex sindacalista Maurizio Zipponi (FOTO LAPRESSE)

Sulla vicenda Fiat-Pomigliano

Il Pd è bloccato perché è la somma di apparati legati sia alla Cisl che alla Cgil

di lavoro individuali, in cui ciascuno è solo. E cosa significa in concreto? Soltanto quattro grandi aree contrattuali, servizi, industria, artigianato e pubblico impiego. A livello nazionale si fissano salari minimi, ritmi di lavoro, formazione permanente e diritti. Poi si contratta il resto, ma per davvero, a livello territoriale o aziendale. Vogliamo prendere anche qualcosa dalla tradizione della Cisl, come la presenza di lavoratori (non sindacalisti) nei consigli di sorveglianza delle imprese. Però il clima generale – e le uova contro le sedi della Cisl – non sembrano favorire molto un progetto di unità. E questo è un problema. Perché nelle fabbriche c’è sempre più solitudine e disperazione, non ci

sono più gli operai-massa. I lavoratori non hanno più un partito o un sindacato di riferimento. Perdono la fiducia nel voto come strumento di cambiamento. E quindi si consegnano alla Lega. C’è chi dice che stiano tornando gli anni Settanta, oggi le uova domani le P38. Ma andiamo! Io li ho vissuti gli anni Settanta in fabbrica: allora c’era un clima di generale simpatia nei confronti di quelli che se la prendevano, anche con azioni pesanti, con i quadri della Fiat. Poi le Brigate Rosse hanno ucciso Guido Rossa ed è cambiato tutto. Oggi nelle fabbriche c’è soltanto solitudine. Quindi non è preoccupato per la manifestazione della Fiom di sabato? Al contrario. C’è chi, come il ‘ministro della disoccupazione’

Maurizio Sacconi ha tutto l’interesse a creare divisioni tra i lavoratori, sfruttando la cosiddetta violenza. E temo che nel sottobosco della politica ci sia chi sta lavorando, o almeno spera che succeda qualcosa di brutto. In troppi hanno interesse a esasperare il conflitto. Ma lo scontro tra capitale e lavoro non era finito, come dice l’amministratore della Fiat Sergio Marchionne? In fondo, con la crisi sembra che dipendenti e imprenditori lottino entrambi per la sopravvivenza. Sergio Marchionne, oltre che ai lavoratori, dovrebbe spiegarlo anche al capitale. Cioè a quelli che gli pagano uno stipendio pari a 430 volte quello degli operai che lavorano alle linee di produzione.

CRAC PARMALAT

IL TRIBUNALE DEL RIESAME: “TANZI DEVE ANDARE IN CARCERE” di Gianni

Barbacetto Milano

alisto Tanzi deve tornare in Ctroncarcere. Perché per l’ex padi Parmalat il pericolo di fu-

ga è concreto: “Soprattutto adesso, in prossimità di sentenze che stanno per diventare definitive”; e visto che Tanzi “dispone verosimilmente di ingenti somme finanziarie all’estero che gli consentirebbero una lunga latitanza”. A dirlo è il tribunale del riesame di Milano. Tanzi, infatti, nel maggio scorso è già stato condannato in appello, a Milano, a dieci anni di reclusione per aggiotaggio. La sentenza gli ha anche imposto di pagare oltre 100 milioni di euro come provvisionale da versare ai risparmiatori truffati. A Parma, ha avuto altre due condanne patteggiate: una a sette mesi e l’altra a otto mesi, per truffa e altri reati. Sempre a Parma, è in attesa della sentenza del processo principale, quello per la clamorosa bancarotta di Parmalat. In questa situazione, la procura generale di Milano prima dell’estate aveva chiesto il suo arresto, come prevede il codice quando emergano fatti nuovi rispetto a quelli valutati nei processi: si era infatti appreso che Tanzi ave-

va fatto sparire un tesoro in quadri d’arte, Monet, Degas, Van Gogh, Picasso, Gauguin... Aveva assicurato i giudici di non possedere dipinti preziosi, ma la Guardia di finanza, dopo un’inchiesta del programma tv Repor t di Milena Gabanelli, era riuscita a trovare e sequestrare 19 opere di grande pregio, nascoste nelle soffitte e nelle cantine di amici dell’ex re del latte. Si era già messo in moto, in maniera riservata, un meccanismo che avrebbe portato alla vendita delle opere d’arte. A QUESTO PUNTO, è iniziato un percorso giudiziario assai accidentato. Dopo la condanna a dieci anni in appello a Milano, la procura generale aveva presentato la richiesta d’arresto, respinta però nel luglio scorso. Il sostituto procuratore generale Elena Maria Visconti, affiancata dal pubblico ministero di primo grado, Eugenio Fusco, aveva allora fatto ricorso in Cassazione: Tanzi andava arrestato, secondo i rappresentanti dell’accusa, per il pericolo di fuga

Accolta l’istanza della Procura di Milano, ora l’ultima parola alla Cassazione

e per la possibilità di reiterare il reato. La suprema corte aveva in effetti rimandato la decisione al tribunale del riesame, che ora si è espresso favorevolmente: Tanzi potrebbe ripetere i reati per cui è stato condannato e tentare la fuga all’estero. A questo proposito, i giudici ricordano un vecchio viaggio di Tanzi in Ecuador, le cui motivazioni sono rimaste misteriose. L’Ecuador è oltretutto un paese che non prevede l’estradizione dei cittadini italiani verso il loro paese d’origine. L’avvocato Filippo Sgubbi e i difensori di Tanzi stanno ora preparando un nuovo ricorso in Cassa-

Calisto Tanzi sotto processo per il crac Parmalat

zione, a cui spetterà l’ultima parola. Poi per l’uomo del crac Parmalat potrebbero aprirsi di nuovo le porte del carcere. HA SUPERATO I 70 ANNI d’età, dunque potrebbe scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, anche quando la Cassazione dovesse rendere definitiva

la condanna a dieci anni subita a Milano. Ma i giudici del riesame ricordano che la detenzione a casa non è automatica: è un beneficio deciso dal giudice e concesso a chi ne sia meritevole. E non è detto che l’ex patron di Parmalat lo sia, viste le motivazioni del provvedimento con cui è stata accolta la richiesta di arresto.

REPORTAGE

Cinquecento di lotta e di governo

T

re-pagine-tre per celebrare lo sbarco americano dell’unico vero successo tangibile dell’era Marchionne alla Fiat: la Cinquecento. Titolo: “Una Cinquecento a Manhattan”, firma di pregio, Vittorio Zucconi. Non è il quotidiano aziendale, la “Stampa”, ma la “Repubblica” che ieri ha dedicato un ampio servizio all’impresa, dopo aver sempre anticipato nei mesi scorsi i dettagli die piani aziendali. “Sfidare la città più sfacciata del mondo al volante dell’automobilina più timida del mondo è la perfetta metafora del folle volo che la Fiat ora Chrysler, o Chrysler ora Fiat, si preprara a lanciare all’America”. Scoop o pubblicità occulta? Di certo è cominciata un’operazione simpatia da parte del non simpaticissimo Sergio Marchionne che ieri pubblicizzava la Cinquecento perfino sul “Manifesto”, il quotidiano comunista che più lo ha criticato.


IL TIRRENO Pagina 6 - Pisa

Ambiente, la Regione ascolti le critiche di Lunardi RENZO MOSCHINI Per il presidente del Parco Lunardi la complanare sarebbe “un vero disastro ambientale”. Essa comporterebbe, infatti, la distruzione di 23 ettari di zona agricola, 12 ettari di zona boscata in parte vincolata da norme comunitarie. Pochi giorni fa del tema del consumo del territorio, del paesaggio e della tutela dell’ambiente si è discusso in una importante e riuscita iniziativa promossa dalla Provincia e alla Scuola Normale. Vi hanno partecipato molti qualificati relatori da Sanavio a Settis, da De Lucia all’assessore regionale Marson che l’ha concluso. Lì abbiamo sentito molte voci preoccupate di questo consumo che non risparmia neppure la Toscana. E tuttavia mentre numerose sono state le critiche ai Comuni e alla Regione che gli darebbe troppo spago, non abbiamo sentito nessuno o quasi accennare al ruolo dei parchi e neppure del nostro che fin dall’inizio con il piano Cervellati si è distinto proprio nella tutela anche del paesaggio ora tolta ai parchi dal nuovo codice dei beni culturali. Mi auguro perciò che l’intervento accorato di Lunardi non resti inascoltato a Firenze.


IL TIRRENO Pagina 21 - Spettacolo

Un cartellone per le sette sorelle della danza Le compagnie toscane di contemporanea riunite nel progetto Da-To FIRENZE. Le compagnie di danza toscane riunite in un programma di danza contemporanea di rilievo nazionale: è l’obiettivo del progetto Da-To/Danza in Toscana, presentato dall’assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti e in programma da venerdì al 10 dicembre. Il progetto nasce dalla collaborazione tra sette compagnie di danza e la Regione, che ha messo a disposizione circa 110 mila euro. Ampio il cartellone di spettacoli in varie parti della regione. Il progetto DaTo/Danza è il primo condiviso delle sette realtà individuate come luoghi deputati alla danza: Spamm (Lammari - Lucca) sede della compagnia Aldes, Centro Artistico Il Grattacielo (Livorno) luogo di circuitazione della danza, Teatro della Limonaia (Sesto Fiorentino) sede di Company Blu, Spazio K (Prato) sede dei Kinkaleri, Teatro degli Industri (Grosseto) residenza della Compagnia Simona Bucci, Teatro Pietro Aretino (Arezzo) residenza di Sosta Palmizi e Cantieri Goldonetta (Firenze) sede della Compagnia Virgilio Sieni. I 27 coreografi presenti nella rassegna sono: Ambra Senatore, Simona Bertozzi, Giovanna Velardi, Alessandra Bertoni, Dario La Stella, Silvia Alfei, Daniele Albanese, Francesca Foscarini, Fabio Ciccalè, Silvia Gribaudi, Paola Bianchi, Fabrizio Favale, Davide Savorani, Cristian Chironi, Barokthegreat, Dewey Dell, E-motion gruppo Phoenix, Compagnia AreArea, Compagnia Borderline, MK, Eleonora Chiocchini, Valentina Sordo, Ivana Petito, Vincenzo Carta, Pathosformel, Daria Menichetti, Sara Leghista.


LA NAZIONE Pagina 9 – Arezzo La protesta dei vigili

Manneschi: resti l’elisoccorso NEL GIORNO in cui le carenze di organico dei Vigili del Fuoco approdano nel consiglio regionale, iil consigliere Marco Manneschi (Idv) ha incontrato il capo del nucleo elicotteri dei vigili di Arezzo. «A lui — commenta Manneschi — ho ribadito l’impegno Idv per il mantenimento dell’elisoccorso in Toscana».


LA NAZIONE Pagina 2 – Livorno La sfida. L’avvocato di Piombino con delega la personale ricuce i rapporti tra la politica e la macchina amministrativa

Provincia, la Bisti firma il primo progetto di «Telelavoro» LAVORA IN SILENZIO, l’assessore provinciale con delega al personale Simena Bisti. Un avvocato tutto famiglia — ha un bambino di 13 anni — e lavoro. Ama leggere, romanzi e poca saggistica, e da poco più di un anno, ha poco tempo per coltivare le sue passioni. da quando cioè è stata chiamata in giunta dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà, come esponente dell’Italia dei Valori. Il presidente ha avuto fiuto nel conferire al giovane avocato la delega più delicata e forse importante dell’intera macchina amministrativa: quella al personale. Dopo i mal di pancia registrati a Palazzo Granducale negli ultimi anni, l’arrivo dell’assessore Bisti sembra aver riportato un po’ di equilibrio nei rapporti tra la politica e la macchina amministrativa. «Ho incontrato i dipendenti — dice l’assessore — e devo dire che ho trovato grandi professionalità, forse inespresse. I dipendenti pubblici, e questo sembra essere una male comune, sono un po’ sfiduciati. Si sentono poco valorizzati ed hanno bisogno di essere ascoltati». E’ partito da qui il lavoro di ricucitura di certi rapporti, che a volte hanno assunto toni conflittuali all’interno dell’amministrazione. E grazie alla sintonia con il dirigente del settore Massimo Guantini, da qualche tempo a palazzo si respira un’aria nuova. LA LETTERA che l’assessore Bisti ha inviato ai 490 dipendenti dell’amministrazione è stata apprezzata da chi, invece, non era abituato al confronto quotidiano. Tra l’altro, proprio per dimostrare la centralità del personale nell’efficienza della macchina amministrativa, l’assessore Bisti e il dirigente Guantini stanno mettendo a punto il primo progetto di «Telelavoro». «Ci sono due o tre richieste — spiegano i reponsabili — da parte di dipendenti che hanno situazioni familiari molto complesse e che potrebbero svolgere il loro lavoro da casa, dotati di computer, telefono e fax. Stiamo valutando la possibilità di accedere a finanziamenti regionali e comunitari per offrire questa possibilità». Un esperimento pilota che, in altri paesi della Comunità Europea, funziona già a pieno regime. Pur se materia spinosa, l’assessore Bisti non si è tirata indietro sulla vicenda del giorno: ovvero sulla nota di richiamo che un dirigente ha inviato al dipendente provinciale Vittorio Vittori che aveva denunciato, proprio su queste colonne, le difficoltà dei servizi forniti dai centri per l’impiego. «Esiste una circolare firmata dal presidente Kutufà che definisce certe regole di comportamento poi sta a ciascun dirigente applicarla sul personale». Ma l’ultima parola, anche in questo caso, spetta comunque al presidente della Provincia. Michela Berti


IL TIRRENO Pagina 7 - Livorno INDISCRETO/2

Si è rischiata una crisi politica LIVORNO. In principio c’erano due mozioni sulla discarica del Limoncino: una del gruppo Pd (che voleva prendere le distanze dai compagni di partito in Provincia) e un’altra dell’Idv (che invece ricalcava proprio quella approvata in Palazzo Granducale). Il sindaco ha chiesto ai due gruppi di trovare una sintesi, paventando altrimenti la possibilità di una crisi di maggioranza. E così, dopo una domenica di lavoro, si è arrivati a un documento unico. Anche se scarsamente condiviso da vari esponenti del Pd nonostante che, come ha dichiarato Romano (Idv), fosse stato sottoscritto alla presenza di Cosimi, Ruggeri e Cantù. Ma già lunedì mattina si sapeva che 2 o 3 consiglieri Pd avrebbero votato per emendare il testo. A.G.


LA NAZIONE Pagina 4 – Pistoia Pedane e piscina, il B&B per disabili

L’idea di un olandese: «Dovevo prendere mia sorella in braccio» INAUGURATA a Santomato la prima struttura agrituristica della Toscana appositamente progettata per mettere a loro agio i portatori di handicap. Pedane che funzionano da ascensori per superare anche i piccoli scalini, accesso assistito alla piscina, nessuna barriera architettonica, insomma un luogo veramente aperto a tutti, anche a chi purtroppo è costretto a muoversi con la sedia a rotelle. La struttura è di un privato, Hans Boot, un olandese arrivato in Italia circa 20 anni fa per lavoro, che avendo una sorella disabile ha toccato con mano l’arretratezza delle strutture ricettive italiane. «Trovare un albergo veramente accessibile ai disabili — racconta — venti anni fa era un’operazione quasi impossibile, figuriamoci un agriturismo. Neppure i musei erano del tutto accessibili, e più di una volta ho dovuto prendere mia sorella sulla schiena per portarla in camera». Il bed and breakfast San Jacopo si trova a poche centinaia di metri dalla chiesa di Santomato, immerso nel verde, circondato da viti e ulivi. Ieri all’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Consiglio comunale Marco Vettori, l’assessore provinciale al sociale, Michele Parronchi e don Paolo Tofani, parroco di Santomato. «Quello del turismo accessibile — dice Parronchi — è un concetto intelligente che dovremmo sviluppare per due fattori: il primo perché dà una dimostrazione di sensibilità nei confronti di una fetta di popolazione di cui spesso ci si dimentica, e poi anche dal punto di vista economico, perché i diversamente abili rappresentano una parte importante della società». «Il Comune — aggiunge Vettori — non può che augurare i più grandi successi a questa struttura e l’invito a fare rete con tutte le associazioni, anche del territorio». Patrizio Ceccarelli


IL TIRRENO Pagina 7 – Prato VIA CIULLI /2

Il sindaco assente sul luogo della tragedia Nelle tragedie cittadine i pratesi ora sanno che non possono contare sul proprio sindaco. Era successo in occasione dell’esondazione del Calice nel dicembre scorso, quando il signor Roberto Cenni preferì rimanere a sciare sulle Alpi mentre decine di famiglie lottavano con l’acqua ed il fango ed erano costrette ad abbandonare le proprie case in piena notte, si è ripetuto lo scorso lunedì notte quando una bomba d’acqua si è rovesciata su Prato ed ha allagato interi quartieri provocando anche la morte di tre donne nel sottopasso di via Ciulli. A Narnali nessuno ha ancora visto il sindaco, nemmeno a distanza di quasi una settimana. Come non possiamo non stigmatizzare questo comportamento del sindaco Cenni che primo cittadino non lo è visto che rinuncia sistematicamente ad essere vicino ai propri cittadini nel momento del bisogno. Troppo facile presentarsi alle inaugurazioni, ai tagli dei nastri e alle feste ma, forse, il ruolo più importante di un sindaco vero lo si vede nei momenti di difficoltà e Cenni è costantemente assente. A questo proposito ci preme sottolineare il comportamento invece da vero sindaco di Mauro Lorenzini, primo cittadino di Montemurlo. Lorenzini lunedì notte alle 2,30 era insieme al suo assessore ai lavori pubblici e alla mobilità, Simone Calamai, a fare la spola fra le frazioni di Oste e Bagnolo, quelle più colpite dagli allagamenti, per verificare la situazione e dare le direttive per la messa in sicurezza dei luoghi più pericolosi. Abbiamo la conferma che Lorenzini è rimasto per strada fino alle 6 del mattino, fino a quando l’emergenza è stata superata. Italia dei Valori


IL TIRRENO Pagina 6 – Pisa RACCOLTA RIFIUTI

Sul riciclaggio possiamo fare molto di più PAOLO LOCCHI e MICHELE CURCI Sui rifiuti, in questi ultimi tempi, si è aperta un’ampia discussione a livello territoriale; il comune denominatore è la volontà di tutti di diminuirne la produzione. Le due principali tipologie di raccolta differenziata sono quella stradale e quella porta a porta. Incentivare e incoraggiare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani è una battaglia ambientale che i cittadini nelle varie forme d’aggregazione e le istituzioni portano avanti dalla fine degli anni ottanta. Si è ben lavorato in merito alla formazione e informazione; si è ben lavorato con il porta a porta e le isole ecologiche; ben venga il punto di raccolta dei rifiuti. Siamo convinti di tutto ciò, ma riteniamo che il miglior impianto di selezione per la differenziata siamo le mani dell’uomo. Occorre cambiare le nostre abitudini, separare dall’inizio i rifiuti nel rispetto dell’ambiente. Occorre cambiare e rendere nostro il metodo dello smaltimento dei rifiuti attraverso la differenziata: se ognuno di noi farà la sua parte, allora tutti insieme forniremo un significativo contributo alla difesa dell’ambiente e della nostra salute. I mezzi per raggiungere obiettivi soddisfacenti sono molteplici anche se necessariamente sorgono ulteriori domande e richieste. Per far sì che convergano gli interessi dei consumatori e quindi dei cittadini con quelli delle industrie che riutilizzano la materia prima derivata dai rifiuti è necessario conoscere il processo produttivo in modo che si possano condizionare il prodotto finale e la sua funzionalità di mercato. Produttori e cittadini insieme devono collaborare sulle scelte di mercato affinché vi sia un orientamento sull’acquisto dei beni di consumo verso i prodotti riciclati; inoltre la maggiore conoscenza del ciclo produttivo dovrebbe incentivare il perfezionamento qualitativo del bene e del suo utilizzo, senza aumentarne gli scarti non riciclabili. Al termine della riflessione una domanda: se la soluzione è così vicina, perché non accettare la sfida? (Consiglieri provinciali Idv)



Rassegna 13 ottobre