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8 ottobre


IL TIRRENO Pagina 9 - Attualità Allarme del Sud Lombardo, Mpa: «A rischio la nostra autonomia»

Le Regioni: dal governo scelta unilaterale Le opposizioni accusano: «Solo chiacchiere, ci saranno più tasse» VINDICE LECIS ROMA. Prendere o lasciare. La scatola del federalismo riempita dal decreto ha colto di sorpresa le Regioni. Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni, la definisce «una scelta unilaterale». Ma anche ai suoi colleghi non è piaciuta l’accelerazione dei tempi e l’accorpamento in un solo decreto dei provvedimenti riguardanti il fisco regionale e quello sui costi standard della sanità. «Non condividiamo ciò che è stato fatto dal governo - prosegue Errani - sotto il profilo del metodo e dunque dei rapporti». Per Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, il decreto è scritto sotto dettatura della lega Nord ormai «il dominus del governo» che «scandisce l’agenda politica e sembra anche intenzionata a ottenere tutto ciò che interessa al suo blocco elettorale forse prima di staccare la spina». Un duro attacco arriva dal presidente siciliano Raffaele Lombardo secondo il quale «lo schema del decreto sul federalismo fiscale pregiudica gravemente l’autonomia della Regione ed è stata assunta in violazione del dialogo aperto dalle Regioni con i ministri competenti». Dunque «non il federalismo fiscale ma il suo feticcio» è stato approvato. Anche il presidente toscano Enrico Rossi contesta il governo che ha approvato «in modo surretizio il federalismo» senza restituire «le competenze e i finanziamenti che c’erano prima del 2008». Roberto Formigoni (Pdl), presidente della Lombardia, considera il passaggio in consiglio dei ministri dei primi decreti «un fatto significativo e importante» anche se «avremmo preferito poter sviluppare, prima di questa approvazione in consiglio dei ministri, un confronto anche sui costi standard». Il ministro Sacconi gli risponde sostenendo invece che proprio i costi standard «sono stati condivisi con le Regioni». Un fuoco di fila contro il decreto arriva dall’opposizione. Il segretario del Pd Pier Luigi bersani li bolla come «chiacchiere» perché attivano «un meccanismo che non si sa dove porti» senza rispettare il rapporto tra costi e servizi delle Regioni. Per il Pd ora «aumenteranno le tasse a carico di cittadini e imprese». Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa chiede di bloccare «un federalismo che si tradurrà in un aumento delle tasse per i cittadini e in un incremento della spesa pubblica». Di «scatola vuota peraltro anche dannosa e pericolosa» parla Antomnio Di Pietro. Secondo il leader dell’Idv, «il governo si è assunto la responsabilità di decidere senza dare la parola al Parlamento in spregio alle sue prerogative». Per il Pdci questi provvedimenti danno il via «allo smembramento dell’unità nazionale». L’allarme della Cgil è forte: c’è il rischio di «rompere l’unità del Paese co un fisco che non assicura a ciascuna regione l’integrale finanziamento per le funzioni e per i livelli essenziali delle prestazioni». Ma il ministro Fitto replica che il federalismo «non è una cosa da agitare contro una parte del Paese, unirà l’Italia, non deve prevalere la spinta rivendicazionista. E al Sud devono prevalere i comportamenti virtuosi».


IL TIRRENO Pagina 4 - Prato

Nuova era per le Cascine Convegno sulla filiera del parco della piana SARA CAMAIORA PRATO. Coinvolgere tutti i soggetti della filiera agricola nella riqualificazione del Parco della Piana e rivalutare il ruolo delle Cascine di Tavola. Di questo e non solo si discuterà domani. L’appuntamento è dalle 9,30 alle 12,30, al “Centro della socialità di Iolo”, nel convegno “Verso il parco agricolo di Prato”, organizzato dall’associazione omonima per la rassegna “Ambiente in festa Sud”. Si confronteranno gli assessori regionali all’agricoltura Gianni Salvadori e alla pianificazione territoriale Anna Marson, quelli provinciali all’agricoltura e ambiente Stefano Arrighini e al governo del territorio Alessio Beltrame, il vicesindaco con delega all’ambiente Goffredo Borchi e l’assessore comunale all’urbanistica Gianni Cenni, la presidente della Circoscrizione Sud Luisa Peris, rappresentanti dell’Università di Firenze, delle categorie, associazioni ambientaliste e operanti nell’agricoltura sociale. Saranno analizzate potenzialità e criticità delle aree agricole periurbane pratesi e saranno interpellate aziende agricole e di trasformazione alimentare. «Speriamo di uscire da questo workshop con progetti pilota da far partire nel giro di 2 anni - spiega l’architetto David Fanfani, presidente dell’associazione “Verso il parco agricolo di Prato” - Sarà discusso il ruolo delle Cascine di Tavola, con l’auspicio che possa ritornare in mani pubbliche, riassumendo il ruolo di centro propulsivo d’innovazione e ricerca in campo agricolo, che storicamente ha avuto e diventando un caposaldo dell’area della Piana. In ambito economico si parlerà di aziende agricole “multifunzionali”, con più produzioni e una forte ricettività turistica. Ampio spazio sarà dato all’agricoltura sociale, coinvolgendo nelle campagne soggetti svantaggiati e interlocutori importanti saranno le aziende di trasformazione alimentare, la “fase finale” della filiera: lo scopo è di mettere in commercio pasta, farine e pane made in Prato». La rassegna “Ambiente in festa Sud” si concluderà domenica 10 ottobre con una sfilata di auto d’epoca curata dall’associazione Ruote Classiche Club Prato, che alle 9 da piazzale Maria Callas attraverserà le frazioni della circoscrizione Sud, con raduno finale e dimostrazioni degli automodelli a Iolo.


IL TIRRENO Pagina 2 - Pisa

Troppo cemento anche in città Grido d’allarme in Normale al dibattito sulla difesa del paesaggio ANGELA FEO PISA. Come contenere la crescita tentacolare delle città? Come proteggere e tutelare le aree agricole? Come migliorare le leggi a tutela dei beni paesaggistici? Sono solo alcuni dei tanti interrogativi e stimoli di riflessione emersi nel corso dell’incontro su “Territorio e paesaggio, beni comuni. Riflessioni e spunti di lavoro per il governo del territorio”. Un incontro organizzato dalla Provincia e a cui hanno partecipato il direttore della Scuola Normale, Salvatore Settis, l’esperto internazionale di urbanistica Vezio De Lucia e l’assessore regionale alla pianificazione territoriale, Anna Marson. Un tema di grande rilievo, anche per la nostra regione, che non è tra i territori più compromessi a livello nazionale, ma i cui dati fanno comunque riflettere: dal 1990 al 2000 la superficie urbanizzata è infatti passata dal 4,5% al 5,5% e il tasso di crescita è del 16%. I dati della Provincia di Pisa indicano che sul rischio di cementificazione selvaggia non bisogna abbassare la guardia: nel decennio dal 1995 al 2005 gli ettari di suolo urbanizzato sono aumentati del 20%, passando da 11.414 a 13.749 (+2335). Di questi, 912 ettari (circa il 40%) sono stati usati a fini residenziali, mentre 1.423 ettari (circa il 60%) a fini produttivi. Sono numeri che fanno riflettere se si pensa che la popolazione è cresciuta del 3%, mentre il numero degli occupati nelle attività produttive è rimasto stabile. Ed ecco i capannoni vuoti e gli appartamenti invenduti. Il tema affrontato è molto caro a Settis, che ieri ha peraltro annunciato un nuovo libro in uscita per Einaudi a fine novembre, “Paesaggio, costituzione e cemento”. Settis ha ricordato come, dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia sia stato il primo Stato a inserire la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico tra i principi fondamentali della Costituzione. «Nella previsione delle autonomie era importante che fosse lo Stato il proprietario di tali patrimoni. Si voleva così garantire che la tutela non cambiasse da regione a regione, ma restasse unica. Oggi la situazione è cambiata. E dopo l’infelice riforma del titolo 5º, l’articolo 9 è ancora più importante perché è un’istanza non solo di tutela, ma di unità di tutela. L’istanza di unità del paese deve essere il lievito di ciò che si deve fare su province, comuni e regioni». «La Toscana è ormai interessata da un unico sistema insediativo - ha detto l’architetto De Lucia - che unisce tutte le province. Ci sono un centinaio di Comuni, non si può pensare di governarli con 100 strumenti urbanistici diversi. È stato un errore abbandonare i piani territoriali di coordinamento. È necessario potenziare la pianificazione provinciale». Quanto alla legge 1 del 2005, «essa pone il problema dal consumo del suolo - ha detto De Lucia - ma l’applicazione della legge è stata problematica, spesso non rispettata. Nella pratica si è proceduto all’espansione». «La legge 1 era ambiziosa ma ha dato luogo a procedure complesse - ha ammesso la Marson - e a volte poco efficaci. Ci proponiamo di rivederne il testo per renderne più chiare le prescrizioni. E poi vogliamo garantire tempi certi ai provvedimenti: non è possibile che ci vogliano 7-8 anni per avere un regolamento urbanistico. Mi piacerebbe anche prevedere dispositivi operativi che semplifichino tempi e costi delle procedure per riutilizzare aree già urbanizzate ed evitare di intaccarne di nuove agricole».


CORRIERE DI SIENA Via Francigena. Domenica molte iniziative a Monteriggioni

Monteriggioni - Francigena, interesse europeo. L’obiettivo è sensibilizzare le istituzioni sul recupero della via. Arrivano nove europarlamentari sullo storico tracciato. Cresce l'interesse del Consiglio d'Europa per i grandi itinerari culturali che attraversano il continente europeo ed in particolare per la Via Francigena. L'europarlamentare Silvia Costa, insieme ad altri suoi colleghi di varie nazionalità, sarà in territorio senese il 9 e 10 ottobre per entrare in contatto diretto con una della realtà più avanzate nel processo di valorizzazione dell'antico sentiero dei pellegrini del Medioevo e della sua promozione come fattore di attrazione turistica su scala mondiale. In collaborazione con l'amministrazione provinciale senese, sponsor della candidatura della Francigena a patrimonio mondiale Unesco, l'onorevole Silvia Costa guiderà un drappello di europarlamentari su 9 km di tracciato all'interno del territorio di Monteriggioni, da Strove al castello di Monteriggioni, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni italiane ed europee sulle possibilità di recupero di questo itinerario culturale del Consiglio d'Europa, proseguendo il lavoro fin qui portato avanti dall'Associazione Europea delle Vie Francigene. "Siamo molto lieti di accogliere sul nostro territorio gli europarlamentari più attenti al tema della Via Francigena - dice il sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini - Sarà l'occasione per mettere a punto il lavoro fatto e quello ancora da fare, toccando con mano lo stato del progetto in terra toscana dove grazie alla lungimiranza dei sei Comuni della Valdelsa senese e fiorentina, finanziato dalla regione Toscana, ci sono già 75 km di Francigena ben segnalati e controllati dal Cai ed inoltre grazie all'azione della Provincia di Siena si sta lavorando per mettere in sicurezza il tracciato con modalità persino superiori al Cammino di Santiago. Fra gli ospiti della giornata avremo anche esponenti dell'Associazione Europea delle Vie Francigene, l'assessore regionale alla cultura e turismo, Cristina Scaletti, nonché Cristina Menghini, la ragazza che ha da poco percorso i 2000 km da Canterbury a Roma che potrà raccontare la propria esperienza straordinaria ma anche i tanti problemi trovati, come l'indifferenza di molte Amministrazioni o la difficoltà di orientamento e di ricettività a basso costo". L'evento è aperto a tutti quanti vogliano parteciparvi e prevede una facile camminata di circa 9 km lungo la via Francigena con partenza alle ore 13 di sabato 9 ottobre dalla zona archeologica di Scarna, nei pressi della struttura ricettiva del San Luigi Residence. Il percorso prosegue fino all'antico borgo di Strove, dove don Doriano Carraro fornirà agli escursionisti le credenziali di viaggio, per poi proseguire con l'abbazia romanica ed il borgo di Abbadia a Isola (uno dei luoghi di sosta descritti dall'arcivescovo Sigerico nel suo diario di viaggio dell'anno Mille), dove il Comune di Monteriggioni offrirà a tutti i partecipanti un ristoro a base di panini con cinta senese, affettati e formaggi locali. Un ultimo sforzo ed ecco l'arrivo al Castello di Monteriggioni, con timbro finale sulle credenziali, da dove alle ore 17 si celebrerà il "ritorno di San Cirino", una processione in abiti medievali che ripercorrerà a ritroso la strada fatta per riportare ad Abbadia a Isola le sacre ceneri del martire San Cirino. Per chi non volesse ritornare a piedi, il Comune di Monteriggioni metterà a disposizione un bus-navetta. Al Castello di Monteriggioni, nell'ambito della festa della Madonna del Rosario, dalle 12 funzionerà uno stand eno-gastronomico ed in serata presso la chiesa di Abbazia a Isola, dopo la benedizione e deposizione della Sacre Reliquie, ci sarà alle 20 un concerto del coro Sistro di Bologna ed infine un rinfresco per tutti alle 20.30. Nel frattempo la delegazione degli europarlamentari si recherà a Badia a Coneo a Colle val d'Elsa e visiterà la villa romana di Torraccia di Chiusi in corso di scavo archeologico, nel comune di San Gimignano. Domenica 10 ottobre il programma prevede una passeggiata più breve a Siena con partenza da Porta Camollia fino al Santa Maria della Scala con visita al complesso. Per partecipare alla Passeggiata Francigena si può telefonare all'Ufficio Turistico di Monteriggioni (0577.304834) oppure scrivere a info@monteriggioniturismo.it o anche info@silviacosta.it


LA NAZIONE Pagina 15 – Firenze Richiesta dell’Idv all’Ataf

‘Spostare il 33 per salvare il commercio’ IL CONSIGLIERE dell’IdV Giovanni Fittante ha scritto una mozione rivolta al sindaco per chiedere all’Ataf lo spostamento del capolinea 33 dalla fermata di piazza San Marco a via dell’Oriuolo verso via del Proconsolo. «La pedonalizzazione di piazza del Duomo — scrive Fittante — al di là degli effetti positivi ha prodotto disagi ai residenti e per le attività commerciali, in particolar modo di via dell’Oriuolo e via del Proconsolo, come peraltro segnalato dalla Confesercenti e da un comitato di zona che ha raccolto circa 700 firme. Oltretutto la presenza dei mezzi elettrici di collegamento è insufficiente. Con questa proposta si potrebbero avere più vantaggi: alleggerire piazza San Marco, ora congestionata, offrire un collegamento adeguato a chi frequenta la zona e salvaguardare le attività commerciali storiche di Firenze».


IL TIRRENO Pagina 1 - Prato Le frasi della Lega fanno indignare. Il sindaco se la prende con Rossi

Consiglio diviso anche sulla morte Ma nessuno parla delle responsabilità nonostante i molti dubbi CRISTINA ORSINI PRATO. Perchè le pompe idrovore di via Ciulli non sono entrate un funzione? Di chi è la responsabilità nella gestione dei macchinari? Potevano le idrovore evitare la morte delle tre donne? E ancora, sono tracimate, a causa della pioggia, anche le fogne o forse il torrente che passa lì vicino, la Vella, così da provocare un’ondata di fango e detriti che ha sommerso il sottopasso? Tante domande ma a nessuna di queste in consiglio comunale è stata data risposta. E non poteva esere altrimenti: nessuno ha domandato, nessuno ha risposto. Nella giornata del cordoglio per la morte delle tre donne cinesi, l’assise cittadina - bandiera a mezz’asta, un minuto di silenzio rispettato da tutti - ha dibattuto sulle questioni dei soccorsi, dell’intervento della protezione civile, se la macchina ha funzionato. Ma di cause, di responsabilità, nessuno ha chiesto conto. Commemorazione, lutto e polemiche in una sala consiliare gremita di pubblico. Perchè non tutto il consiglio comunale si è unito attorno a tre donne morte in maniera sciagurata. Ci ha pensato il capogruppo della Lega Nord Emilio Paradiso - intervento interrotto dalle proteste di opposizione ma anche di maggioranza - a riscaldare il clima: «Questi toni funerei di Carlesi (capogruppo Pd) e di Donzella (capogruppo Idv) - ha detto - dovremmo cercare di evitarli. E’ giusto fare un minuto di silenzio - ha proseguito - ma chi continua a perseguire l’integrazione cinese, si illude. I cinesi non hanno alcuna intenzione di integrarsi. Tant’è vero - ha aggiunto - che nessuno di loro ha chiamato i soccorsi». Grida, fischi, cori da stadio. Paradiso avrebbe voluto proseguire chiedendo un minuto di silenzio anche per tutti i morti per incidente stradale. Imbarazzo ha provocato anche l’intervento del capogruppo Pdl Roberto Baldi che ha ribadito la «giustezza della scelta dell’amministrazione» di non concedere il lutto cittadino, ma ha poi messo il carico da novanta: «Non è condivibile - ha detto - il pensiero di chi vorrebbe riportarci a un passato di permissività, mollezza e lassismo in un malinteso umanesimo caritatevole, dimentico che per governare un fenomeno drammatico come quello dell’immigrazione, oltre a coniugare i principi di solidarietà e fratellanza, occorre mantenere dritta la barra sul rispetto delle norme, senza indulgenze caritatevoli». «Piena adesione al dolore e solidarietà alle famiglie della tre vittime» è stata espressa dal sindaco. Oltre a sottolineare il fatto che il lutto cittadino «non è stato mai dato negli ultimi 20 anni, nemmeno per l’omicidio di Mariso Mordini (ucciso da una nomade davanti all’ospedale ndr)», Cenni ha accusato media e giornali di aver «strumentalizzato la polemica sul lutto cittadino perdendo di vista come sia stato possibile che tre donne siano morte in questo modo». Poi ha “tirato le orecchie” al presidente della Regione Enrico Rossi «che non posso che definire scorretto sotto il profilo istituzionale - ha detto - per aver presentato scuse che non spettavano al suo ruolo». Ha invece ringraziato la console cinese «per la sensibilità che ci ha riconosciuto». Cenni ha però ammeso di essere preoccupato delle tensione che rischiano di incendiare la città. «Qualsiasi cosa accada qui viene enfatizzata. Un cerino diventa un lanciafiamme. I toni sono troppi alti - ha detto - cerchiamo di abbassarli per gestire al meglio una situazione che è difficile». E ha chiesto un consiglio comuanle straordinario «per cercare assieme le soluzioni migliori alle questioni dell’integrazione». Invito immediatamente raccolto dal capogruppo Pd Massimo Carlesi che ha sottolineato «la necessità di fermarsi a capire cosa sta accadendo». «Provo sdegno e disgusto - ha proseguito - per quel “meno tre” che ho sentito dire a qualcuno in giro e che il sindaco e la giunta devono condannare. Il nostro compito - ha concluso - è la difesa dei valori etici senza fare differenza di colore della pelle. Perchè la morte rende tutti uguali».


LA NAZIONE Pagina 2 – Prato

Cordoglio in consiglio, ma la Lega accende la miccia Un minuto di raccoglimento. Paradiso attacca: «Ma tanto i cinesi non si integrano» di LEONARDO BIAGIOTTI UNA RISPOSTA secca al governatore Rossi («Ci ha fatto uno sgarbo istituzionale»), la proposta di un consiglio comunale straordinario sui temi dell’integrazione e del dialogo e un appello «ad abbassare i toni». In più, una ricognizione a tutto tondo delle opere pubbliche di competenza del Comune, sottopassi e non solo, «come quella sulle scuole che ha portato alla scoperta delle gravi carenze strutturali della De André». Il sindaco Roberto Cenni ha scelto un intervento a tutto tondo nel giorno in cui il Comune ha tenuto le bandiere a mezz’asta ed il consiglio è rimasto un minuto in silenzio per commemorare le tre vittime di via Ciulli. Un giorno caratterizzato dal silenzio, sì, ma anche da nuove polemiche e tensioni che sono esplose quando il capogruppo della Lega Emilio Paradiso, dopo aver sottolineato la vicinanza del Carroccio alla famiglia delle vittime, ha inviato a smetterla «con i toni da chiesa e da funerale, che non sono propri di un consiglio comunale» affondando poi il colpo: «Si illude chi persegue la strada dell’integrazione dei cinesi, perché la comunità non ha nessuna voglia di integrarsi. Come si è letto, i cinesi hanno preferito chiedere aiuto ai loro connazionali anziché rivolgersi alle istituzioni preposte. Forse se avessero chiamato in tempo sarebbe potuta andare diversamente». Apriti cielo: dai banchi dell’opposizione e dal pubblico si sono levate urla e proteste, Paradiso ha avuto difficoltà a farsi capire e alla fine ha dovuto rinunciare a terminare il suo discorso, nel quale peraltro si chiedevano anche «approfondimenti sulla effettiva occupazione delle tre donne e dei loro datori di lavoro» e ci si domandava «se la comunità cinese avesse indetto un giorno di lutto per questo tragico evento che ha coinvolto i connazionali». Per cercare di riportare la calma, in una seduta dedicata alla commemorazione di un lutto, è intervenuto anche il presidente del consiglio Maurizio Bettazzi, che dal canto suo ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia delle vittime affidando alla magistratura, come tutti, «il compito di chiarire le cause della tragedia». Qualche altra scintilla era volata nel frattempo fra il capogruppo dell’Idv Aurelio Donzella e quello del Pdl Roberto Baldi: Donzella ha invitato a dimettersi «l’assessore competente», mentre Baldi ha sottolineato il suo tono partecipato come espressione «di un dipietrismo d’assalto». Scaramucce che il sindaco ha invitato ad evitare facendo un appello «ad abbassare i toni della discussione», anzi, ad organizzare un consiglio comunale straordinario «sull’integrazione e sul dialogo a proposito dell’immigrazione». Cenni ha anche ringraziato «Carlesi e Donzella per il senso di responsabilità dimostrata», così come il presidente della Provincia Lamberto Gestri, che non è entrato nella polemica sul mancato lutto cittadino «lasciando che il sindaco e la giunta prendessero la loro decisione e facendosi portatore di una riflessione significativa». Parole diverse, invece, verso il governatore Rossi, che l’aveva criticato scusandosi addirittura per lui con i cinesi: «La sua è stata una caduta di stile — ha detto Cenni — Accetto le critiche, ma quello di Rossi è uno sgarbo istituzionale senza senso».


LA NAZIONE Pagina 2 – Prato Carlesi: «Mi vergogno per chi dice ‘meno tre’»

Donzella e il finiano Lorusso: «Via i responsabili» Baldi avverte: «Barra dritta sui controlli» E’ STATO un consiglio comunale partecipato e, ad un certo punto, anche agitato quello che è andato in scena nel giorno della commemorazione delle vittime del sottopasso di via Ciulli. Tanta gente, un cartello con l’eloquente messaggio «Io sono cinese», nessun orientale. Tutti i gruppi consiliari hanno espresso il proprio cordoglio e le condoglianze alle famiglie delle vittime, ma non sono mancate le scintille. Sia il sindaco che il presidente del consiglio Bettazzi hanno ribadito nei loro interventi che la celebrazione di un minuto di raccoglimento e l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sono gesti «di grande vicinanza, straordinari nella storia del Comune», poi è toccato ai capigruppo. Il primo è stato quello dell’Idv, Aurelio Donzella: «Bisogna domandarsi come e perchè sono morte così tre donne. Il Comune è il massimo responsabile e il referente per la sicurezza della città, soprattutto per la mobilità, e avrebbe dovuto avere il quadro delle criticità. Questa è stata una tragedia non imprevedibile». Di tono diverso l’intervento di Antonio Longo, capogruppo dell’Udc: «I commenti sul lutto cittadino hanno tolto attenzione alla vera tragedia accaduta, per cui esprimiamo tutto il nostro cordoglio alle famiglie e all’intera città. Le responsabilità saranno accertate dalle autorità che ne hanno la competenza, il nostro compito è invece quello di far nascere un dialogo e una collaborazione, al di là delle fazioni politiche». L’appello del sindaco a instaurare un clima di dialogo sui temi dell’integrazione e a convocare un consiglio comunale straordinario a questo proposito è stato condiviso anche dal capogruppo del Pd Massimo Carlesi: «Esprimo profondo dolore per la morte di queste tre nostre concittadine ed esprimo anche vergogna, sdegno e disgusto per quei commenti tipo “meno tre” che ho sentito in città. Questo non appartiene alla storia della nostra cultura e dobbiamo combatterlo e condannarlo proprio qui in aula. Ho paura che la città possa prendere fuoco. Accolgo l’invito del sindaco al dialogo, fermiamoci e discutiamo». Poi il capogruppo del Pdl Roberto Baldi: «Al di là delle diverse opinioni e delle critiche, la scelta di esporre le bandiere a mezz’asta è stata una scelta di piena partecipazione al dolore delle famiglie, senza fare alcuna diversificazione rispetto al passato, una diversificazione che l’amministrazione non vuole, come l’opposizione. Riguardo all’immigrazione, non è condivisibile il pensiero di chi vorrebbe riportarci a un passato di permessività, mollezza, lassismo. Occorre tenere dritta la barra sul rispetto delle norme, senza indulgenze caritatevoli». Aveva preparato un intervento, che però non è stato letto perché il gruppo in aula non c’è, anche Federico Lorusso, rappresentante di Futuro e Libertà in consiglio: «Tutti gli irresponsabili che hanno causato questa tragedia inumana vadano a casa. Se certi problemi venissero presi in considerazione nei giusti tempi, forse le tragedie si potrebbero evitare».


LA NAZIONE Pagina 13 – Arezzo Sansepolcro

Idv, la Boncompagni resta capogruppo SARA BONCOMPAGNI, Capogruppo Idv in Provincia di Arezzo, è stata riconfermata Coordinatrice dell’Italia dei Valori dell’area Valtiberina. A seguito del secondo Congresso Provinciale aretino dell’Idv, e conclusosi con l’elezione del Segretario Provinciale Nicola Garbellano, il Direttivo della Provincia di Arezzo sta procedendo alla nomina dei Coordinatori di zona. Il compito principale che da subito vedrà impegnata Sara Boncompagni sarà quello di rappresentare il territorio della Valtiberina all’interno del Coordinamento Provinciale Idv, anche in vista delle prossime scadenze elettorali, promuovendo incontri e momenti di confronto non soltanto con politici e simpatizzanti.


IL TIRRENO Pagina 1 - Lucca

Scuola, la rabbia in piazza Parte la mobilitazione contro i tagli del governo NADIA DAVINI LUCCA. «Ci vogliono ignoranti. Ci avranno ribelli». Con questa convinzione gli studenti lucchesi scendono di nuovo in piazza. E lo fanno con un sit-in, dalle 9 alle 16 di oggi, in via Beccheria. Per scioperare contro i tagli alla scuola pubblica voluti dal governo e per illustrare i motivi della mobilitazione. Si alterneranno interventi di ragazzi delle scuole superiori, ricercatori dell’Università di Pisa e insegnanti. E verranno stabiliti anche i prossimi passi della protesta, almeno quella lucchese. Intanto l’11 ottobre è fissata un’assemblea del coordinamento insegnanti, genitori e studenti in difesa della scuola pubblica alle 17.30 all’Itc Carrara. «Gli obiettivi della nostra mobilitazione - spiega il Coordinamento - si riepilogano nell’opposizione ai tagli mascherati da riforma che il governo Berlusconi sta compiendo e nella tutela della scuola pubblica intesa come bene comune, indispensabile alla vita delle nostre comunità. Chiediamo il ritiro dei tagli di posti di lavoro, materie e ore di scuola; l’assunzione stabile dei precari e contro il loro licenziamento di massa; un massiccio investimento nell’istruzione, almeno ai livelli medi europei; contro la scuola miseria; il ritiro della riforma dalla materna alle superiori; l’opposizione all’aumento del numero di alunni per classe; lo sblocco integrale degli scatti di anzianità e dei contratti; il rispetto delle norme sulla sicurezza, con particolare riferimento ai criteri di formazione delle classi; l’attuazione immediata dell’ordinanza del Consiglio di Stato che ha sancito l’illegittimità della riduzione a 32-34 ore dell’orario delle classi seconde, terze e quarte negli istituti tecnici e professionali». Per quanto riguarda gli insegnanti viene ribadita la validità di tutte le forme di lotta prospettate nelle assemblee sindacali (non copertura delle assenze, blocco delle gite, non accettazione degli incarichi aggiuntivi), con l’importanza che gli insegnanti aderiscano ad uno dei due scioperi indetti dalla Cgil oggi 8 ottobre e dai Cobas il 15. E già si parla di una grande manifestazione cittadina il 30 ottobre. Per ora non c’è nulla di sicuro. Certo è che tra domani e lunedì i passi da seguire saranno molto più chiari. Intanto domani, dalle 15, in piazza Cittadella Italia dei Valori sarà presente con un proprio gazebo contro «lo sfascio della cultura e dell’istruzione portato avanti dal governo Berlusconi». I simpatizzanti Idv daranno vita anche ad uno spettacolo teatrale in strada con lo strappo simbolico di alcuni libri e il loro incendio sulla falsariga del romanzo Fahrenheit 451. «In Italia per fortuna non siamo ancora arrivati al reato di lettura come si racconta in Fahrenheit 451 dice Lara Fiorini, segretaria provinciale di Italia dei Valori - ma che l’istruzione sia sempre più destinata ad una piccola elite e che l’unico modo che i cittadini hanno di essere informati ed istruiti è quello dell’uso della televisione, con tutto ciò che questo comporta, è purtroppo il rischio che stiamo correndo con questo governo che taglia sempre più i fondi alla scuola pubblica, che licenzia gli insegnanti e che non investe a sufficienza sulle strutture e sulla ricerca». Ormai da anni, aggiunge l’Idv, i settori della cultura e dell’istruzione sono vittime di politiche che «tendono esclusivamente a sottrarre risorse finanziarie senza prevedere alcun progetto di investimento costruttivo, a tal punto che l’Italia è diventata il fanalino di coda dei Paesi dell’Ocse in relazione alla spesa destinata alla scuola pubblica (penultima in Europa, seguita solo dalla Slovacchia). «Gli effetti di queste scelte nefaste sono tangibili nella quotidianità della vita scolastica. L’aumento del numero degli alunni nelle classi, che ormai troppo spesso raggiunge cifre incredibili, oltre a comportare gravi rischi per la sicurezza, implica di fatto l’impossibilità, da parte degli insegnanti, di elaborare percorsi formativi individualizzati con la tragica conseguenza di accrescere il fenomeno della dispersione scolastica».


IL TIRRENO Pagina 9 - Lucca

Due ore di sciopero alla Perini contro l’accordo a firma separata NADIA DAVINI LUCCA. Braccia incrociate per due ore. Striscioni, volantini e megafoni. I metalmeccanici della Fabio Perini spa, guidati dal segretario provinciale Fiom Massimo Braccini, scendono davanti ai cancelli della fabbrica per riconquistarsi il contratto unitario del 2008 e per chiedere il rinnovo del contratto integrativo (scaduto da diciotto mesi). È successo ieri mattina, quando alle 9.30 in punto i lavoratori si sono fermati per radunarsi e attaccare uno striscione di lotta sul lato fabbrica che dà sull’autostrada. Lo stato di agitazione è in atto da mesi, con 42 ore di sciopero e un presidio permanente davanti alla Perini. Con Rifondazione e l’Idv al fianco dei lavoratori. Un’onda che monta contro l’accordo separato sul contratto nazionale siglato da Fim Cisl e Uilm Uil (inaccettabile per la Fiom che alla Perini conta 200 iscritti, contro i 15 della Cisl e 1 della Uil) e che esploderà il 16 ottobre a Roma con lo sciopero generale.


IL TIRRENO Pagina 5 - Cecina

Loprete: «Crom è sana niente buchi da tappare» ROSIGNANO. «Crom è una società sana e non ha nessun buco da ripianare». Ecco la replica di Patrizio Loprete, neopresidente della Crom (la società partecipata che si occupa di cimiteri e farmacie). «In riferimento alle affermazioni del consigliere del Pdl Valerio Ghignoli - spiega Loprete - quei 450mila euro da lui citati non sono riferibili a buchi di bilancio da ripianare, ma sono il corrispettivo di partecipazione del Comune di Rosignano Marittimo per la gestione dei servizi cimiteriali». Loprete prosegue. «La società, al contrario pur avendo delle fisiologiche criticità legate alla crisi del mercato, è sana e sta dimostrando nel tempo di avere ottime potenzialità di sviluppo». Per il neopresidente (che ha preso il posto di Ivano Lazzerini), infatti, Crom continua «ad essere un punto di riferimento per la cittadinanza di Solvay, e delle frazioni del Comune».


LA NAZIONE Pagina 5 – Pistoia

Legno Rosso. “Buco” da un milione Opposizione all’attacco. Chiesta una commissione d’indagine sui mancati introiti LE OPPOSIZIONI di centrodestra e centrosinistra chiedono unite a gran voce una commissione d’indagine sul Legno rosso per far luce sui mancati introiti che, secondo stime degli stessi tecnici di Palazzo di Giano, ammontano a circa un milione di euro. La richiesta di An, Forza Italia, Udc, Lega nord e Verdi-Arcobaleno fa seguito alla polemica scatenata dal capogruppo Idv Andrea Betti che ha parlato di danno erariale per il Comune. LA VICENDA è nota. Nel 2005, una convenzione fra amministrazione e la società polisportiva Legno Rosso stabilisce, quale corrispettivo a favore del gestore, la riscossione delle tariffe per l’uso delle attrezzature sportive dell’impianto. Dell’elenco è esclusa quella per la fruizione del campo da calcio a 11, che deve ritenersi di competenza esclusiva del Comune. A seguito della realizzazione del campo in sintetico da parte del gestore, con una delibera del marzo del 2006 la Giunta approva nuove tariffe e modifica i termini della convenzione, attribuendo alla Polisportiva anche i proventi per l’affitto del campo, salvo un canone di mille euro l’anno più Iva a favore del Comune. «Una delibera in netto contrasto con le prescrizioni contenute nel capitolato di gara , e che per questo ha ingiustamente privato le casse pubbliche di soldi che dovevano arrivare all’ente», sostengono gli esponenti dell’opposizione in linea con il parere dello stesso avvocato di Palazzo di Giano Vito Papa che, in un parere, aveva definito l’atto della Giunta «macroscopicamente illegittimo». Anche tramite la direzione generale, l’amministrazione comunale ha sempre difeso la scelta, ma l’opposizione non molla e invoca una commissione per chiarire i contorni della vicenda. «Riteniamo opportuno sia costituita entro venti giorni, abbia un presidente di minoranza e un membro di ogni gruppo, in modo da verificare evantuali ammanchi e responsabilità politiche e amministrative», dice per An-Pdl Margherita Semplici. Mentre il capogruppo Fi-Pdl Alessio Bartolomei sottolinea «non esistere nessuna intenzione di punire i privati», Giampaolo Pagliai dell’Udc è durissimo: «Esiste un filo rosso-arancione che lega la vicenda del Legno rosso alla gestione ‘comunale’ della Pistoiese, all’affare di Pistoia ovest — sostiene —. Questo è soltanto uno dei tanti scandali di questa amministrazione, dal Cip e Ciop, al Copit, al Cassero, all’area verde di Barile, dai permessi falsi ai cinesi, alla Casa del combattente». Di comportamento vergognoso della direzione generale del Comune», per il botta e risposta con l’avvocatura, parla Daniela Simionato della Lega nord. DALL’OPPOSIZIONE si ritiene che la commissione dovrà servire anche a quantificare l’ammontare delle minori entrate dovute al pagamento, da parte del Comune, delle bollette di luce, acqua e gas per conto della Polisportiva. Simone Trinci


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Pistoia ovest Monito dell’Idv: «Trattative trasparenti» E’ ANCORA polemica sull’impianto di Pistoia Ovest, che presto sarà messo in vendita dal Comune. «L’alienazione del lotto dovrà seguire un percorso diverso da quello che è stato seguito in altre circostanze simili», è il monito che giunge dal coordinamento comunale dell’Italia dei valori. Il partito di maggioranza torna così al cuore della raccomandazione presentata pochi giorni fa in Consiglio comunale dal capogruppo Andrea Betti e dai consiglieri Pd Nicola Gonfiantini e Roberto Bartoli, in cui si raccomandava al sindaco di evitare trattative private e di scegliere, in caso di primo bando deserto, ribassi progressivi di un massimo del 20%. Secondo la valutazione dei tecnici di Palazzo di Giano, l’impianto vale 2 milioni e 500mila euro. «Riteniamo non si possa prescindere dall’ipotizzare una soglia ‘economico-politica’ sotto la quale non procedere alla vendita del bene in questione — si dice dall’Idv non risparmiando frecciate a Comunisti per Pistoia e opposizione per quanto avvenuto in aula — e qualora si riuscisse a vendere al giusto prezzo, proponiamo di destinare una parte dei proventi alla manutenzione dell’impiantistica sportiva pistoiese».



Rassegna 8 ottobre