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24 settembre


ni”. LA GIORNATA è lunga e tesa prima che si spalanchino i cancelli della Dear, studi periferici della Rai in via Nomentana: alle 20.30 Travaglio e Santoro arrivano insieme, senza darsi appuntamento, su due auto diverse. Ma nelle ore precedenti un intermi-

on s’è mai vista una magNstessa. gioranza aver paura di se E non s’è mai visto un programma in palinsesto senza contratto a cinque giorni dal via. Eppure l’assurdo è prassi nella Rai dei veleni e dei dispetti. I consiglieri di Pdl, Lega e del ministero del Tesoro hanno disertato il Consiglio di

IL FATTO QUOTIDIANO PLURALISMO

NON LASCIAMO LA PALLA AI FINIANI

“C

on la mozione dei finiani sul pluralismo è caduto il Muro di Berlino nei media italiani. Ma si svegliano con 15 anni di ritardo. Non sono io quello che ha votato la legge Gasparri”. Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo21 non ci sta a lasciare in mano al gruppo di Futuro e libertà l’iniziativa sul pluralismo in Rai. Per questo - insieme con Bruno Tabacci dell’Api, Fabio Evangelisti e Antonio Borghesi dell’Idv, i Pd Paolo Gentiloni e Roberto Zaccaria, il radicale Marco Beltrandi, Roberto Rao dell’Udc e Roberto Nicco del gruppo misto - ha presentato una mozione che impegna sì il governo a garantire il pluralismo, ma ricorda anche l’anomalia italiana del conflitto d’interessi. Una mozione unitaria, e aperta ai contributi dei parlamentari, anche quelli dell’altro schieramento. “Non ci interessa dare una testimonianza d’aula - spiega Giulietti - Noi lavoriamo per avere una maggioranza su un testo che riconosca il macroscopico

amministrazione di ieri mattina per annullare il voto su Parla con me di Serena Dandini e la serie televisiva su Anita Garibaldi, prodotta da Goodtime di Gabriella Buontempo, moglie del finiano Italo Bocchino. Il Cda convocato d’urgenza dal presidente Paolo Garimberti, nonostante l’assenza per ma-

problema” di un presidente del Consiglio che di mestiere fa il tycoon. “Se ci fossero le elezioni anticipate - prosegue Giulietti - non servirebbe solo una nuova legge elettorale, servirebbe anche un commissario di garanzia in Rai”. Il direttore Masi, evidentemente, non lo è. Due giorni fa è stato nuovamente ascoltato in commissione Vigilanza. “Un’esperienza avvilente”, dice Beltrandi. Nessuna spiegazione sugli ascolti che calano, nessun lume sul piano industriale di un’azienda che rischia di essere “la nuova Alitalia”. Anzi, aggiunge il senatore Pd Vincenzo Vita, “Masi mostra un certo disprezzo per i suoi programmi migliori”. Il problema, dunque, non è solo Minzolini. Anche se Tabacci ricorda che sua madre, “che ha la quarta elementare”, diceva “l’ha detto il Tg1”. “C’era una certificazione di verità - ricorda il deputato Api - Ora no”. Ma il direttore di RaiNews24, Corradino Mineo, invita a chiarirsi su che cosa significa pluralismo: “Se lo imponiamo per decreto, rischia di diventare lo strumento per un’altra cosa. Se si traduce nell’obbligo di contraddittorio, diventa una camicia di forza”.

lattia di Guglielmo Rositani, serviva proprio a ratificare l’accordo tra la Rai e la società Fandango per il programma della Dandini, previsto su Raitre da martedì prossimo nel giorno dell’ultimo Cda utile.

“Eravamo quattro amici al Cda...” LE COMICHE del Cda danno un titolo, “Fuga da viale Mazzini”: Alessio Gorla (Pdl) era ai funerali di Sandra Mondaini, Antonio Verro (Pdl), Giovanna Bianchi Clerici (Lega Nord) e Angelo Maria Petroni (Tesoro) chissà dove. Per garantire il numero legale – quota cinque su nove, compreso il presidente – Rodolfo De Laurentiis era in collegamento telefonico da Torino e al settimo piano di viale Mazzini c’erano Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten più Garimberti. Erano in quattro e, come nella canzone di Gino Paoli, lasciarono il tavolo uno per volta. Stanchi delle prese in


Venerdì 24 settembre 2010

Valigia Blu: l’8 ottobre “waka waka” dei cittadini per cacciare Minzolini

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pagina 7

SCHERMO PICCOLO

a musica è la stessa, il balletto pure. Ma al posto di Waka Waka, si canta “Basta basta, levati di là, c'è Gheddafi che se gli piaci, ti porta in Africa”. L'inno ufficiale dei Mondiali 2010 diventa la canzone per chiedere le dimissioni di Augusto Minzolini. È l'ultima trovata di ValigiaBlu, il movimento nato in difesa

dell'informazione corretta dopo che il Tg1, raccontando del processo Mills parlò di assoluzione anziché di prescrizione. Arianna Ciccone, fondatrice del movimento prese carta e penna e scrisse una lettera aperta all'Ordine dei giornalisti, al direttore Minzolini e al presidente della Rai Garimberti chiedendo una rettifica. La valigia blu è la

valigia con cui ha trasportato 154 mila firme di cittadini che la chiedevano con lei. Venerdì 8 ottobre Arianna sarà di nuovo in viale Mazzini a consegnare altre 5 mila firme. L'appuntamento è alle 11.30: “Per l’occasione ci esibiremo nel waka waka dei cittadini per chiedere le dimissioni di Minzolini”.

ANNOZERO E “IL COMPLOTTO” Santoro torna in video con le rivelazioni sulla “falsa lettera”

di Carlo Tecce

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assa un Anno(zero) per ascoltare, e rassicurare i telespettatori, il lancio di Michele Santoro: “Ora possiamo cominciare”. Anche se “Berlusconi non gradisce molto chi gli sta in piedi davanti. Un po' come e' successo a Fini”. E via con la sigla di Nicola Piovani, stesse luci e stessi colori di sempre. Stesso copione della scorsa stagione: Travaglio in onda senza contratto, un braccio di ferro a metà. Il piatto forte l’ha portato il finiano Italo Bocchino, che tira in ballo il presidente del Consiglio nella vicenda dei documenti-patacca pubblicati da il Giornale e Libero: “Strano il viaggio in Sud America di Berlusconi con il direttore dell'Avanti, Valter Lavitola, l'uomo che avrebbe collaborato a confezionare il dossier contro Gianfranco Fini. Abbiamo fatto le nostre indagini: è tutto falso”. E aggiunge: “Il documento fornito dallo stato di Santa Lucia è una patacca che risponde alla logica della bastonatura mediatica di Silvio Berlusconi”.

nabile tam tam di 'forse succede qualcosa', 'forse Travaglio non può parlare'. Alle 17 alti vertici Rai spifferano che il direttore generale Mauro Masi sia atteso a palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. Nessuno l'ha visto uscire, ma per ribadire le pressioni bastava una telefonata: una più una meno non fa differenza. L'ultimatum c'era già stato nei giorni scorsi, gli editti sono vizi difficili da abbandonare. Ormai, fallita la missione da censore, il dg rischia il posto. Il vice Lorenza Lei e il consigliere Antonio Verro schiacciano i pedali per la volata. Cade l'ultima minaccia di Masi, scandita forte in Commissione Vigilanza mercoledì sera: “Santoro andrà in onda se ci sarà su contraddittorio. E sulle regole mi batterò sino in fondo”. Il dg ha cercato dei cavilli per bloccare la presenza di Travaglio, ma la rete - Raidue del convertito Massimo Liofredi – ha in-

LA GIORNATA è lunga e tesa prima che si spalanchino i cancelli della Dear, studi periferici della Rai in via Nomentana: alle 20.30 Travaglio e Santoro arrivano insieme, senza darsi appuntamento, su due auto diverse. Ma nelle ore precedenti un intermi-

viato nel primo pomeriggio le richieste di 'accredito' per i redattori di Annozero senza contratto, ovvero il giornalista e Vauro. All'ingresso della Dear aspettavano il nullaosta timbrato da viale Mazzini, così per un ritardo, anzi un disguido le guardie giurate hanno trattenuto per un controllo Giulia Innocenzi: “Sappiamo chi

Michele Santoro. In basso Serena Dandini (FOTO LAPRESSE)

sei. Però dobbiamo avere l'ok dall'ufficio”. Un po' di confusione anche per il pubblico che, nonostante i gusti e le circolari di Masi, avrà facoltà di applaudire quando ritiene opportuno. Intanto l'attesa è un salotto dove Bocchino anticipa le rivelazioni sulle “patacche contro Fini”. Arriva Santoro e gli saltano addosso i fotografi. Il monologo d'ingresso è una lunga metafora che vuol parlare agli imprenditori, una sorta di elettore tipo del Pdl per far passare paradossi come il contraddittorio interno alla trasmissione o il conflitto di interessi che si sta mangiando la Rai. “Siamo tornati un po' ammaccati ma eccoci senza spot”. E poi messaggi ironici, ma

senza invettive: “Non voglio rivolgermi al mio pubblico, ma voglio parlare con quelli del Pdl cui sono più antipatico”. E allora parte la metafora aziendale: “Facciamo finta che io sia un suo dipendente, sono un disegnatore di bicchieri. In un anno ne disegno trenta tipi e nei quattro anni e abbiamo prodotto 41 milioni di euro di fatturato e 27 costi e 14 utili di euro. Che cosa facciamo? Devo mettermi al lavoro con i miei collaboratori e devo fare questi bicchieri con la sua azienda, dice mi sta antipatico, io rinuncio ai quattro milioni ci metto la liquidazioni non me ne frega dei bicchiere ed è meglio che se ne va. Lei non capisce perché questa gente

compra questi bicchieri. Dal momento in cui decide di produrre i bicchieri, ferma pubblicità, mezzi, uomini. A due dei miei principali collaboratori nemmeno fa il contratto, così devo chiedere loro di farlo gratis. E loro ci stanno”. Ma è al presunto contraddittorio che il conduttore vuole arrivare. “A questo punto devo affrontare come Fantozzi il mega direttore. Lui mi impone di fare un controllo qualità del bicchiere, che ancora non c'è. E poi mi spiega la novità: questa volta mi devi fare sentire com'è il tin del bicchiere. E c'è di più: quest'anno si deve sentire un tin per il suo Travaglio giustizialista e anche ten per uno Sgarbi garantista”.

La Rai non parla con la Dandini LA DESTRA FA SALTARE IL VIA LIBERA AL SERALE DI RAITRE. LA REDAZIONE: “ASPETTIAMO NOTIZIE DA MASI” on s’è mai vista una magNstessa. gioranza aver paura di se E non s’è mai visto un programma in palinsesto senza contratto a cinque giorni dal via. Eppure l’assurdo è prassi nella Rai dei veleni e dei dispetti. I consiglieri di Pdl, Lega e del ministero del Tesoro hanno disertato il Consiglio di

PLURALISMO

NON LASCIAMO LA PALLA AI FINIANI

“C

“Siamo tornati un po’ ammaccati ma eccoci senza spot”. Travaglio e Vauro ancora senza contratto

on la mozione dei finiani sul pluralismo è caduto il Muro di Berlino nei media italiani. Ma si svegliano con 15 anni di ritardo. Non sono io quello che ha votato la legge Gasparri”. Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo21 non ci sta a lasciare in mano al gruppo di Futuro e libertà l’iniziativa sul pluralismo in Rai. Per questo - insieme con Bruno Tabacci dell’Api, Fabio Evangelisti e Antonio Borghesi dell’Idv, i Pd Paolo Gentiloni e Roberto Zaccaria, il radicale Marco Beltrandi, Roberto Rao dell’Udc e Roberto Nicco del gruppo misto - ha presentato una mozione che impegna sì il governo a garantire il pluralismo, ma ricorda anche l’anomalia italiana del conflitto d’interessi. Una mozione unitaria, e aperta ai contributi dei parlamentari, anche quelli dell’altro schieramento. “Non ci interessa dare una testimonianza d’aula - spiega Giulietti - Noi lavoriamo per avere una maggioranza su un testo che riconosca il macroscopico

amministrazione di ieri mattina per annullare il voto su Parla con me di Serena Dandini e la serie televisiva su Anita Garibaldi, prodotta da Goodtime di Gabriella Buontempo, moglie del finiano Italo Bocchino. Il Cda convocato d’urgenza dal presidente Paolo Garimberti, nonostante l’assenza per ma-

problema” di un presidente del Consiglio che di mestiere fa il tycoon. “Se ci fossero le elezioni anticipate - prosegue Giulietti - non servirebbe solo una nuova legge elettorale, servirebbe anche un commissario di garanzia in Rai”. Il direttore Masi, evidentemente, non lo è. Due giorni fa è stato nuovamente ascoltato in commissione Vigilanza. “Un’esperienza avvilente”, dice Beltrandi. Nessuna spiegazione sugli ascolti che calano, nessun lume sul piano industriale di un’azienda che rischia di essere “la nuova Alitalia”. Anzi, aggiunge il senatore Pd Vincenzo Vita, “Masi mostra un certo disprezzo per i suoi programmi migliori”. Il problema, dunque, non è solo Minzolini. Anche se Tabacci ricorda che sua madre, “che ha la quarta elementare”, diceva “l’ha detto il Tg1”. “C’era una certificazione di verità - ricorda il deputato Api - Ora no”. Ma il direttore di RaiNews24, Corradino Mineo, invita a chiarirsi su che cosa significa pluralismo: “Se lo imponiamo per decreto, rischia di diventare lo strumento per un’altra cosa. Se si traduce nell’obbligo di contraddittorio, diventa una camicia di forza”.

lattia di Guglielmo Rositani, serviva proprio a ratificare l’accordo tra la Rai e la società Fandango per il programma della Dandini, previsto su Raitre da martedì prossimo nel giorno dell’ultimo Cda utile.

“Eravamo quattro amici al Cda...” LE COMICHE del Cda danno un titolo, “Fuga da viale Mazzini”: Alessio Gorla (Pdl) era ai funerali di Sandra Mondaini, Antonio Verro (Pdl), Giovanna Bianchi Clerici (Lega Nord) e Angelo Maria Petroni (Tesoro) chissà dove. Per garantire il numero legale – quota cinque su nove, compreso il presidente – Rodolfo De Laurentiis era in collegamento telefonico da Torino e al settimo piano di viale Mazzini c’erano Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten più Garimberti. Erano in quattro e, come nella canzone di Gino Paoli, lasciarono il tavolo uno per volta. Stanchi delle prese in

giro di Mauro Masi, redazione e autori di Parla con me hanno chiesto informazioni, subito: “Non è che decidiamo noi se andare in onda o no. Aspettiamo di saperlo dall’azienda. In assenza dell’ok del Cda, c'è un direttore generale che può dire se possiamo andare in onda. Noi abbiamo lavorato per essere pronti alla messa in onda di martedì e c’è una conferenza stampa in programma lunedì”. Masi s’è guardato bene dai comunicati ufficiali, anzi: viale Mazzini ha diffuso una nota anonima di ‘ambienti vicini’. Rassicurano la Dandini: “Il voto del Consiglio è necessario, ma Parla con medovrebbe partire regolarmente”.

Assenti per solidarietà ESILARANTI la scuse di Verro: “Abbiamo scelto di non partecipare alla riunione perché nella scorsa seduta si era deciso di non esserci questa settimana

Stop anche alla serie tv su Anita Garibaldi, prodotta dalla moglie di Bocchino. Il Pdl Verro: “Non è urgente”

per solidarietà a Rositani, che per motivi di salute non avrebbe potuto partecipare. Poi due giorni fa si è prospettata la necessità di riunire il Consiglio, ma era troppo tardi in quanto avevamo tutti preso altri impegni personali”.

Messaggi in codice ai finiani DIPLOMAZIA e ironia a parte, il berlusconiano Verro tira due frecciatine, una in politichese autentico per Bocchino: “Il voto su Anita Garibaldi non è urgente, e se non sbaglio dovevamo correggere qualcosa”. Tace il presidente Garimberti, forse l’unico (assieme a Masi) a sapere dei consiglieri in diaspora. Van Straten esce infuriato dal Cda farsa: “Fatto molto grave”. E poi Rizzo Nervo garantisce: “La nuova serie di Parla con me era inserita nei piani di produzione e trasmissioni approvati già a fine luglio dal cda e la bozza contrattuale inviata nei giorni scorsi al consiglio è in linea con il contratto precedente e con le compatibilità di RaiTre, senza poi considerare il fatto che gli spazi pubblicitari sono stati già venduti da Sipra agli investitori. Anche se sarebbe bene inviare i contratti con un più congruo anticipo, non è la prima volta che il Cda su trasmissioni sperimentate e di successo dia il formale via libera alla vigilia”. Ma resta l’aria irrespirabile. E lo sfogo di Serena Dandini all’Espresso: “Questa è la Rai peggiore di sempre”. C.Tec.


PRIMO PIANO

VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2010

CONVEGNO & POLEMICHE

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LE PERPLESSITA’ DELL’IDV

MANCA UNO STUDIO SOCIO-ECONOMICO. DA ANNI SI DICE CHE LA SITUAZIONE EROSIVA E’ SOTTO CONTROLLO MA PARE NON SIA COSI’: SERVE UN APPROFONDIMENTO Severino Meloni del coordinamento provinciale Idv

E’ caccia a imprenditori russi per realizzare il porto turistico Lo ha annunciato ieri il presidente della Camera di Commercio di ANGELA M. FRUZZETTI — MASSA —

TRA PERPLESSITÀ, convegni e discorsi vari, il manager Francesco Caltagirone Bellavista ha presentato a Mosca il progetto del porto turistico di Massa Carrara. E’ notizia di questi giorni: il gruppo ha presentato all’ambasciata italiana il progetto complessivo della società Caltagirone. La società dell’Acqua Pia Antica Marcia, sta portando avanti progetti a Fiumicino, Siracusa, Civitavecchia e Massa Carrara. E ora “va a caccia” di imprenditori russi, cercando “clienti” tra i “nuovi ricchi” della Russia di Putin, con l’obiettivo di ripetere il successo avuto a Imperia, dove la società ha già venduto diversi milioni di euro di posti barca ai diportisti russi. Insomma, un affare d’oro. Il presidente della Camera di Commercio, Norberto Ricci, ha annunciato la notizia ieri, al convegno dell’Italia dei Valori svoltosi a Marina di Massa, tema porto, con un tono sfuma-

IDV Il convegno sul porto turistico (foto Paola Nizza)

to, lasciando sottintendere però come una fetta importante del nostro territorio sia già in mano altrui. Quale ritorno per l’economia locale? «Il porto turistico può essere un valore aggiunto per il turismo ma non deve penalizzare altri settori — ha detto Ricci puntando l’indice sul grave fenomeno erosivo —. Chi sceglie Massa per la vacanza, lo fa

per il mare e quindi non possiamo penalizzare la spiaggia. E non solo pensando al porto si fa turismo: io avrei preferito mettere a posto prima il depuratore. Vado al mare e il bagno non si può fare». E allora, perché non chiedere a questi “imprenditori” del gruppo di provvedere a risolvere anche il nodo del depuratore? La proposta provocatoria è

dell’avvocato Luciano Serra il quale invita la politica alla «governabilità dell’opera in favore del territorio, garantendo spazi comuni e possibilità di sviluppo occupazionale». Da parte dell’Idv c’è comunque perplessità sulla questione porto: «Tra tutti gli interventi — osserva Severino Meloni, membro del coordinamento provinciale Idv — mi riconosco in quello di Ricci. Manca uno studio socio economico. Da anni si dice che la situazione erosiva è sotto controllo ma dopo gli eventi dello scorso inverno, pare non sia così e serve un approfondimento sulla dinamica. Se c’è l’esigenza di dare risposte alla cantieristica, la nostra proposta si orienta sulla possibilità di destinare una parte del porto mercantile di Marina di Carrara, ormai stretto tra realtà come Livorno e Spezia, alla nautica. Non si può programmare un porto con 1200 posti barca: la struttura va studiata e adattata alle esigenze ambientali locali».

IL SINDACATO «Noi ci battiamo per una struttura ecosostenibile che finanzi opere utili alla città» — MASSA —

IL SINDACATO Lavoratori in Lotta si è detto contrario al progetto del porto turistico, considerato «un nuovo sopruso a favore dei soliti investitori di turno che porteranno lavoro, ma alle loro regole e devastando l’ambiente in maniera irrecuperabile». Secondo il sindacato la struttura andrebbe realizzata in maniera completamente ecosostenibile, con fondi esclusivamente comunali ed autogestita da organi composti dai cittadini. «Le risorse — spiega il sindacato — derivanti da questa attività dovrebbero essere utilizzati per consentire a chi vi lavori uno stipendio dignitoso e alla città di poterli reinvestire in opere utili alla società».

IL DIBATTITO ANCHE LOTTO (ALBERGATORI) CONTRARIO ALL’OPERA SULLA COSTA APUANA

Progetto bocciato da Italia Nostra e Agepark — MASSA —

BOCCIA il progetto del porto, Italia Nostra, presente al convegno dell’Idv con il presidente regionale, Antonio Dalle Mura: «Questo è “sgoverno” del territorio — osserva —. Anzichè mitigare gli effetti erosivi si accentuano». E propone alternative come «trasformare parte del porto mercantile ad uso turistico, tanto più che nella struttura di Marina di Carrara ci sono più spese che ricavi. Ma l’affare oggi è lo sfruttamento a scopo speculativo delle coste». Anche per Claudio Lotto, presidente degli Albergatori di Massa Carrara, l’alternativa al consumo di un chilometro e mezzo di costa dove si affacciano ostelli, campeggi, stabilimenti balneari e strutture alberghiere,

sarebbe quella di «destinare parte del porto commerciale ad uso turistico, per la nautica e per le crociere». Deciso, Lorenzo Schiaffino dell’Ageparc: «Non possiamo

ASSONAUTICA «E’ una priorità, uno spazio vitale E’ sbagliato frenare il turismo nautico che spinge l’economia» mettere a rischio un’economia che dà lavoro a 4000 persone». E lo ha detto dopo l’intervento di un cassintegrato nella Rsu della Eaton, Gioacchino Pitanti, il quale, ricordando i 360 che rischiano il licenziamento,

ha ribadito la necessità di una politica più attenta alle scelte territoriali. Schiaffino ha portato l’esempio della Montedison e della Eaton, del “mordi e fuggi” delle nostre risorse: «Caltagirone ha avuto gratis il nostro territorio e fa quello che vuole. Non ci opponiamo tanto al porto quanto al fatto che qualcuno possa entrare così facilmente in possesso del territorio, costruire e speculare. Spero che la nostra opposizione faccia qualcosa per evitare questo scempio». Diventa invece, logicamente, una priorità il porto turistico del Lavello per Assonautica: «E’ uno spazio vitale ed è auspicabile la sua realizzazione. E’ sbagliato frenare il turismo nautico, offerta che spinge lo sviluppo dell’economia». A. M. F.

AGEPARK Lorenzo Schiaffino

ALBERGATORI Il presidente Claudio Lotto


LA NAZIONE Pagina 33 – Massa Carrara Stagione

L’incontro degli albergatori MASSA — STAMATTINA alle ore 10 presso la sede degli Albergatori in via Massa Avenza 30 si terrà la riunione del consiglio direttivo dell’Associazione aperta a tutti gli iscritti. All’ordine del giorno, oltre a argomenti riguardanti strettamente la categoria, si parlerà della stagione turistica 2010. Il presidente Claudio Lotto ha invitato il direttore dell’Apt, Antonio Tarantino e l’assessore provinciale Sara Vatteroni, che illustrerà i dati dell’andamento della stagione appena conclusa.


LA NAZIONE Pagina 7 – Livorno Provincia

Pari Opportunità lanciano il premio d’arte in attesa della presidente «SARÀ UNA DONNA a guidare la Commissione provinciale per le pari opportunità. E il presidente della Provincia Giorgio Kutufà farà la nomina a breve». E’ l’assessore alle pari opportunità Maria Teresa Sposito a prendere l’impegno. «Siamo contenti che ci siano anche uomini interessati a far parte della commissione, ma la presidenza spetta ad una donna». Così si chiude la possibilità per Giovanni Cariddi Graziani, ex capogruppo della Margherita, di poter ricoprire questo importante incarico. Ed anche in assenza della presidente, l’assessore porta avanti il progetto Premio Arte Donna. Il bando è scaricabile sul sito www.provincia.livorno.it. Un bella opportunità per quante amano la pittura, la scultura e la fotografia. In palio premi in denaro da 700 euro e da 300 euro.


LA NAZIONE Pagina 10 – Livorno Rosignano

Orari Atl, disagi per gli studenti di Castelnuovo, Nibbiaia e Gabbro ROSIGNANO — L’ASSESSORE al patrimonio e al coordinamento delle politiche per i paesi collinari, Luca Simoncini, ha inviato due lettera alla dottoressa Nicotra, responsabile programmazione trasporti della Provincia, e per conoscenza al dottor Bastogi, responsabile dei Servizi Atl, e all’Osservatorio Trasporti della Provincia, per richiedere la modifica della linea extraurbana linea extraurbana 106 che da Livorno porta gli studenti ai paesi collinari di Gabbro, Castelnuovo e Nibbiaia. Il problema è la corsa delle 13.10 che parte da Piazza Grande non risulta utile per i ragazzi e le ragasse delle tre frazioni che frequentano il Liceo Cecioni, l’Istituto Geometri, l’Iti e l’Ipsia. Rivedere ol’orario è necessario perchè, in base alla riforma del ministro Gelmini da quest’anno l’uscita degli studenti delle scuole superiori avverrà alle 13. In questo modo gli stessi, soprattutto quelli della scuola Iti e Ipsia, non potranno usufruire della corsa delle 13.10 che parte da Piazza Grande per evidenti motivi di tempo, vedendosi costretti a dover beneficiare della corsa delle 13.35 con ben 30 minuti di attesa fuori dalla scuola. «Settembre pedagogico» E’ in programma per oggi, venerdì, alle 16 all’auditorium di Piazza del Mercato a Solvay (e non alla Sala Don Nardini come indicato nel depliant) l’iniziativa del «Settembre Pedagogico 2010» dal titolo «I diritti dei consumatori e la carta dei servizio di ristorazione scolastica».


CORRIERE DELLA MAREMMA “La Tirrenica è una priorità, ma attenti ai diritti dei territori”. Il comitato Strada vicinale dei Poggi e l’associazione Procosta di Orbetello ribadiscono le critiche al cambio di tracciato. L’autostrada tirrenica continua a far discutere e continua a creare polemiche. Il comitato Strada vicinale dei Poggi e l’associazione Procosta di Orbetello, prendendo spunto da quanto affermato sul Corriere dal vicepresidente del consiglio regionale, Giuliano Fedeli, provano ad ampliare la riflessione con un lungo comunicato di cui riportiamo alcuni stralci. “E’ condivisibile - scrivono - la preoccupazione per il necessario ammodernamento delle infrastrutture viarie del nostro Paese. Sicuramente dobbiamo evitare di coprirci di vergogna in Europa offrendo servizi inefficienti, ma per evitare l’onta non basta essere veloci nel concludere il progetto, perché in ogni opera grande o piccola conta soprattutto la bontà del risultato finale. Se la rapidità esecutiva è prioritaria - si chiedono - perché è stato rimesso in discussione il tracciato già approvato dal Cipe? Inconfutabilmente il patrimonio paesaggistico e ambientale di una cittadinanza è un bene collettivo e nel caso del Corridoio Tirrenico numerosi cittadini non si oppongono alla sua realizzazione, ma ne chiedono la realizzazione senza che sia lacerata la fascia territoriale compresa tra il versante lagunare dei colli e la laguna di Orbetello. Questa striscia - rilevano - è particolarmente angusta e sarebbe stravolta dal passaggio di un numero così alto di nastri (elettrodotto, ferrovia, autostrada, piste ciclabili, svincoli, strade complanari). Qui l’ecosistema è così vulnerabile da avere attirato l’attenzione della comunità internazionale ed essere inserita nei siti di interesse comunitario e nella lista delle zone umide protette dalla convenzione di Ramsar. Un percorso autostradale in questo ambito significherebbe aumentarne l’inquinamento già dalle fasi di cantierizzazione. Si può concludere scrivono il comitato e l’associazione - che salvaguardare l’incolumità di questo territorio corrisponde alla tutela di un bene collettivo da più punti di vista“. I due sodalizi evidenziano poi che, per quanto riguarda la difesa dell’interesse privato, “...qualunque tracciato intaccherà proprietà del singolo e aziende agricole, turistiche e commerciali distruggendone l’esistenza o il valore attuale. Ma qualora il percorso diventasse costiero, il gruppo di cittadini coinvolto sarebbe particolarmente numeroso , perché la zona è densamente abitata e frazionata in piccole proprietà. In questo caso il piatto della bilancia del teorico ’bene collettivo’ diventerebbe leggero rispetto al peso del danno morale ed economico subito direttamente o indirettamente dall’alto numero di famiglie coinvolte. Chiediamo come sia possibile costruire un bene comune autentico senza fondarlo sulla considerazione dei bisogni delle piccole comunità e sul rispetto dei diritti dei singoli cittadini”.


IL TIRRENO Pagina 7 - Livorno INCONTRO SEGRETO

Moschea: summit di Taradash e Romiti con la comunità islamica PASQUALE NAPOLITANO LIVORNO. Doveva essere un incontro segreto quello di ieri tra gli esponenti della comunità islamica e il capogruppo del Pdl Marco Taradash. Intorno alle 17 Marco Taradash, accompagnato dal consiglere Andrea Romiti, ha incontrato l’Imam di Livorno Abdelghani Bouchari, il presidente delle comunità straniere Diop Mbaye e il musulmano del direttivo dell’Idv di Rosignano Abu Sneineh Akram. «L’incontro - precisa Romiti - è stato solo un primissimo approccio a un possibile dialogo con il partito». Le due parti hanno espresso le loro posizioni sul tema della moschea. «Non vogliamo un centro di sviluppo dell’islam - afferma Taradash - ma riconosciamo il diritto di culto in un luogo più ampio». Resta comunque il no del Pdl a una moschea. L’Imam si dichiara soddisfatto: «È andata molto bene, vogliono conoscerci meglio». E Diop Mbaye aggiunge: «È stato il primo partito a contattarci». Se il dialogo proseguirà, la prossima settimana ci sarà un incontro ufficiale. E tra non molti giorni il consigliere Romiti andrà a visitare l’ex officina di via Oberdan durante la preghiera dei musulmani.


IL TIRRENO Pagina 11 - Viareggio NO BERLUSCONI DAY

Pullman dell’Idv SERAVEZZA. L’Italia dei Valori di Seravezza organizza per il giorno sabato 2 ottobre una trasferta a Roma in pullman, per partecipare alla manifestazione “No Berlusconi Day - 2”. «Sarà l’occasione per ritrovarsi assieme - dicono gli organizzatori - ed essere presenti ad una festa a cui hanno aderito importanti personalità del mondo della politica, dello spettacolo e numerose associazioni». Per informazioni 335.6854460.



Rassegna 24 settembre