Issuu on Google+

23 settembre


LA REPUBBLICA Pagina 11 – Interni L´appello

Il popolo viola a Vendola e Di Pietro "Venite al No B day" Il popolo viola scrive ai segretari dell´opposizione per chiedere di venire in piazza il 2 ottobre per il "No-B-Day". Nella lettera inviata ieri ai leader dei partiti che hanno già aderito alla manifestazione (Italia dei Valori, Sinistra e libertà, Federazione di sinistra e Verdi) i 72 gruppi di supporto territoriale del Popolo viola scrivono: «Si è creata un´opportunità di cambiamento che non può e non deve essere sprecata, per questo abbiamo convocato un secondo "No Berlusconi Day - Sì alla Costituzione». E sul «dopo Cavaliere»: «Chiediamo un impegno per la modifica dell´attuale, incostituzionale legge elettorale».


IL TIRRENO Pagina 6 - Pisa

Sicurezza in cittĂ , il Governo mantenga gli impegni presi MARIA LUISA CHINCARINI


È vero che piazza dei Miracoli è il biglietto da visita della città e, proprio in quanto tale, deve essere controllata e salvaguardata dal degrado, ma è altrettanto urgente dare priorità alla sicurezza dei cittadini pisani che, lungi da popolare quella parte turistica, abitano le altre zone di Pisa. Basta sfogliare le pagine di cronaca dei quotidiani locali per trovare gli ultimi episodi di violenza che si susseguono a distanza di pochi giorni. In quanto consigliera regionale dell’Italia dei Valori non posso certo esimermi dall’esprimere seria preoccupazione per quanto sta avvenendo, non solo a Pisa, ma in tutta Toscana. Tali episodi violenti generano una scarsa percezione di sicurezza da parte dei cittadini e denotano una altrettanto preoccupante realtà, quella che vede assenti giustificati i poliziotti che, ormai da molto, denunciano una situazione allarmante per quanto concerne l’effettivo funzionamento delle forze dell’ordine. Un appello, quello delle forze dell’ordine, dal quale si evince una chiara carenza di uomini e mezzi. Mi chiedo come questo sia possibile, dal momento che il patto per la sicurezza è stato siglato e dunque, proprio in virtù di ciò, si riconoscono a Pisa evidenti criticità. Come Idv aderiamo alla manifestazione del 9 ottobre dando piena solidarietà ai poliziotti e auspicando che il governo dia risposta alla situazione di Pisa dando nel contempo seguito al patto per la sicurezza sottoscritto dal ministro Maroni. (Consigliere regionale dell’Idv)

LA NAZIONE Pagina 18 – Pisa SICUREZZA

Deve essere garantita in tutte le zone della città E’ VERO che piazza dei Miracoli è il biglietto da visita della città e, proprio in quanto


tale, deve essere controllata e salvaguardata dal degrado, ma è altrettanto urgente dare priorità alla sicurezza dei cittadini pisani che, lungi da popolare quella parte turistica, abitano le altre zone di Pisa. Basta sfogliare le pagine di cronaca dei quotidiani locali per trovare gli ultimi episodi di violenza che si susseguono a distanza di pochi giorni. In quanto consigliera regionale dell’Italia dei Valori non posso certo esimermi dall’ esprimere seria preoccupazione per quanto sta avvenendo, non solo a Pisa, ma in tutta Toscana. Tali episodi violenti generano una scarsa percezione di sicurezza da parte dei cittadini e denotano un’altrettanto preoccupante realtà, quella che vede assenti giustificati i poliziotti che, ormai da molto, denunciano una situazione allarmante per quanto concerne l’effettivo funzionamento delle forze dell’ordine. Un appello, quello delle forze dell’ordine, dal quale si evince una chiara carenza di uomini e mezzi. Mi chiedo come questo sia possibile, dal momento che il patto per la sicurezza è stato siglato e dunque, proprio in virtù di ciò, si riconoscono a Pisa evidenti criticità. In quanto Idv aderiamo alla manifestazione del 9 ottobre dando piena solidarietà ai poliziotti e auspicando che il governo dia risposta alla situazione di Pisa dando nel contempo seguito al patto per la sicurezza sottoscritto dal ministro Maroni. Maria Luisa Chincarini Consigliera Italia dei Valori


CORRIERE DI SIENA Agricoltura, forestazione e bonifica Il consigliere regionale dell’Idv Marco Manneschi ascolta le richiesta di Civitas Una delegazione dell'associazione politico-culturale Civitas di Abbadia San Salvatore, nel suo percorso di sensibilizzazione dell'opinione pubblica a tutela delle Comunità Montane, ha incontrato, mercoledì scorso a Firenze, il consigliere regionale dell'Idv Marco Manneschi - presidente della Prima Commissione affari istituzionali, programmazione e bilancio. "Un incontro molto produttivo" afferma Pierluigi Flori che ne è stato il promotore "grazie anche ad un interlocutore perfettamente a suo agio nell'argomento e alla presenza di un dirigente della nostra Comunità Montana che gentilmente ha accettato di accompagnarci, per portare un contributo tecnicoamministrativo alla conversazione". "La nostra impostazione è stata ampiamente condivisa dal presidente, e ci ha rincuorato molto scoprire che la nostra posizione, non solo non è così isolata come credevamo, ma anzi è in linea con i documenti pervenuti in Commissione dagli altri territori montani". Manneschi ha fatto sua la richiesta, avanzata dall'Associazione, di sostenere l'opportunità di mantenere alle Unioni dei Comuni, nascenti dalla trasformazione delle Comunità Montane, la gestione delle deleghe regionali legate all'agricoltura, alla forestazione ed ai Consorzi di Bonifica che permetterebbe di unire il contenimento dei costi della rappresentanza politica e della gestione dei servizi amministrativi. La concentrazione di competenze regionali e comunali permette di ottimizzare le spese, creando economie di scala e sinergie fra vari settori all'interno di un unico organismo amministrativo. "Questa posizione", continua Flori, "non sarebbe in contrasto nemmeno con il documento di indirizzo politico approvato in Consiglio Regionale la scorsa settimana". Civitas invita le forze politiche, le organizzazioni sindacali e di categoria sia locali che provinciali a condividere questa proposta ed a promuovere un "cordone di sicurezza" che tuteli il proseguimento dell'attività del nostro Ente Montano, e se si renderà necessario, tutta la comunità dovrà farsi promotrice di altre iniziative in sostegno del suo funzionamento.


IL TIRRENO Pagina 4 - Cecina

«Solvay presenti un piano industriale» L’Idv incontra i sindacati: rilanciare il mercato della soda ROSIGNANO. «Garantire il livello occupazionale, insieme ad un effettivo progetto industriale che possa rilanciare la competitività dell’azienda nel territorio devono essere le priorità per Rosignano e la Solvay». Così Marta Gazzarri, capogruppo regionale dell’Idv, vuole esprimere pieno appoggio ai lavoratori delle aziende del parco industriale Solvay. Non solo a quelli dello storico stabilimento di Rosignano ma anche ai lavoratori delle ditte appaltatrici e dell’indotto. Lunedì una delegazione dell’Idv composta dalla Gazzarri, da Patrizio Loprete (coordinatore locale), da Luca Simoncini (assessore al Comune di Rosignano), da Sandra Lancioni, consigliere comunale e da Roberto Rizzo (responsabile lavoro in Regione) si è incontrata con le Rsu del parco industriale Solvay e con il coordinamento Rls (sicurezza). «Ciò che ci auspichiamo è che il futuro dei lavoratori venga una volta per tutte chiarito. La Rsu Solvay ha più volte chiesto un piano industriale, ma, ad oggi, dalla Solvay non è ancora arrivata una risposta. L’azienda chiede molto al territorio ma, in cambio, deve dare garanzie occupazionali e produttive stabili- dichiara l’Idv. L’incontro ci è servito per capire il lavoro fondamentale del coordinamento Rls del parco, in primis per quanto concerne la sicurezza e l’ambiente. L’impressione è che la Solvay sia miope nei confronti del coordinamento Rls, peraltro non riconosciuto da tutte le aziende del parco, importante punto d’incontro tra le varie realtà lavorative interne allo stabilimento. Ciò che ci preoccupa inoltre è l’incapacità di Solvay di dare risposte al mercato della soda, ad oggi in ripresa. Questi lavoratori chiedono risposte che non possono in alcun modo essere disattese”- concludono gli esponenti dell’Italia dei Valori. L’IDV dà piena solidarietà ed appoggio ai lavoratori e intende monitorare la situazione a livello locale e regionale affinchè si favorisca la stabilizzazione e l’ampliamento occupazionale e produttivo nel territorio. Per l’Idv le politiche di sviluppo devono necessariamente partire dalle realtà produttive locali che nel tempo si sono consolidate».


LA NAZIONE Pagina 8 – Livorno Rosignano

Solvay: l’Idv incontra i lavoratori ROSIGNANO — «GARANTIRE il livello occupazionale, insieme ad un effettivo progetto industriale che possa rilanciare la competitività dell’azienda nel territorio devono essere le priorità per Rosignano e la Solvay». Con queste parole Marta Gazzarri, capogruppo regionale dell’Idv, vuole esprimere pieno appoggio ai lavoratori delle aziende del parco industriale, non solo a quelli dello storico stabilimento di Rosignano ma anche ai lavoratori delle ditte appaltatrici e dell’indotto. L’incontro di una delegazione dell’Idv composta dalla Gazzarri, da Patrizio Loprete (coordinatore locale), da Luca Simoncini (assessore al Comune di Rosignano), da Sandra Lancioni, consigliere comunale e da Roberto Rizzo (responsabile lavoro in Regione) con le Rsu del parco industriale Solvay e con il coordinamento Rls, avvenuta lo scorso lunedì, ha evidenziato le criticità di un’azienda da sempre in simbiosi col territorio. «CIÒ CHE auspichiamo è che il futuro dei lavoratori venga una volta per tutte chiarito. La Rsu Solvay ha più volte chiesto un piano industriale, ma, ad oggi, dalla Solvay non è ancora arrivata una risposta. L’azienda chiede molto al territorio ma, in cambio, deve dare garanzie occupazionali e produttive stabili» dichiara l’Idv. L’incontro ci è servito per capire il lavoro fondamentale del coordinamento Rls del parco, in primis per quanto concerne la sicurezza e l’ambiente.


LA NAZIONE Pagina 9 – Livorno Rosignano. Il bilancio

E i revisori dei conti raccomandano la «massima oculatezza» ROSIGNANO — VARIAZIONE di bilancio il giorno dopo la clamorosa protesta di Pdl capitanato da Luca Luparini, «Il Cambio» di Billy De Bari e Rds guidata da Angela Porciani che hanno abbandonato l’aula al momento della discussione e del conseguente voto. Manovra da oltre 9 milioni varata da Gennaro Tudisco per correggere l’errata previsione di 22 milioni di entrate Rea e approvata con i soli voti Pd e Idv. A scatenare le ire l’emendamento di Francesco Fornai, capogruppo Pd, in apertura di dibattito, e il verbale del collegio dei revisori del Comune consegnati solo dopo l’introduzione di Tudisco. Un verbale di Simone Morfini, Silvia Spagnolo e Domenico Favati che, se è vero che esprime parere favorevole alla variazione, «prendendo atto della sussistenza dell’equilibrio di bilancio», invita l’amministrazione «a prestare una oculata attenzione al momento particolare di congiuntura che influenza negativamente il bilancio dell’Ente, chiamato eccezionalmente ad effettuare una variazione in diminuzione». Il Collegio «raccomanda la massima prudenza» e «di svolgere un costante monitoraggio di tutte le principali voci di entrata e di spesa per poter così intervenire in maniera tempestiva ed impedire il verificarsi di possibili cause di squilibrio». ci. go.


IL TIRRENO Pagina 3 - Prato

Violenze familiari in aumento Convegno in Provincia. «Più attenzione al fenomeno» PRATO. «L’impegno per trovare strumenti di protezione e sostegno per donne e bambini vittime della violenza familiare deve crescere, anche da parte delle istituzioni». Così l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Provincia Loredana Ferrara ha aperto ieri “Fili & Trame”, convegno finale di un progetto per sviluppare la rete di contrasto alla violenza intrafamiliare, che si è sviluppato nel biennio 2008-2010 nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. «Di fronte a un fenomeno in crescita che interessa trasversalmente tutte le fasce sociali, le istituzioni devono fare un percorso culturale, favorendo il confronto e il dialogo», ha aggiunto Ferrara, a cui ha fatto eco anche la presidente della Commissione Pari opportunità della Provincia Gilda Fronzoni, che ha sottolineato l’importanza della rete fra tutti i soggetti che si occupano a vario titolo della violenza. Il progetto, realizzato attraverso il lavoro svolto dai centri antiviolenza, dai servizi pubblici e dal privato sociale, è stato analizzato nel corso della mattinata, organizzata da Provincia, Comune, Centro antiviolenza La Nara e Società della Salute. Sul fenomeno delle violenze intrafamiliari, i numeri dell’attività del centro La Nara invitano all’attenzione. Nel 2009 il centro ha infatti proseguito l’assistenza a 75 donne e ne ha accolte 184 nuove, attraverso il lavoro di psicologi, educatori, assistenti sociali, infermieri, avvocati e volontari. I colloqui con le operatrici sono stati 635, quelli telefonici 563 e 191 gli interventi di sostegno al percorso di uscita dall’abuso. C’è da sottolineare, stando alle stime Istat, che il rischio di violenza per le donne toscane è del 34,7%. Nel 70% dei casi le vittime sono i bambini, che assistono agli episodi di violenza sulla madre.


IL TIRRENO Pagina 4 - Cecina Corse autobus non in linea coi nuovi orari di scuola

Atl, studenti penalizzati In campo Simoncini e la Cgil Nocchi per la Provincia convoca assemblee zonali LIVORNO. È caos trasporti scolastici. Gli orari degli autobus adibiti a portare gli studenti a scuola, infatti, non sono sincronizzati con quelli di ingresso ed uscita dei ragazzi. Comprensibili i disagi per gli studenti, soprattutto per i molti pendolari che arrivano nelle scuole superiori cittadine dalle zone di provincia. A lanciare l’allarme, dopo la lettera inviata dall’assessore comunale ai Trasporti Luca Simoncini (ieri ne è stata spedita una nuova all’azienda) è la Flc Cgil, che sottolinea come durante la prima settimana di scuola molte famiglie della città e delle zone provinciali abbiano segnalato una forte disorganizzazione trasporti scolastici. Non che gli autobus per le scuole di Livorno e provincia, soprattutto gli istituti superiori, non ci siano. Il problema è che sono calibrati sui vecchi orari di ingresso e uscita dei ragazzi. Orari che, con l’avvio della riforma Gelmini, sono cambiati. Immediata la reazione della Provincia, cui competono le scuole superiori, che nei prossimi giorni convocherà alcune assemblee zonali (Cecian-Rosignano, Livorno e Piombino) a cui sono invitate le istituzioni scolastiche, le aziende di trasporto pubblico locale e i tecnici dell’ufficio trasporti provinciale. Scopo delle assemblee, convocate dall’assessore provinciale ai trasporti Piero Nocvchi, sarà quello di esaminare le situazioni più critiche e tentare di riorganizzare, per quanto possibile, i servizi di trasporto in maniera da farli combaciare con i nuovi orari delle scuole. «Le aziende di trasporto pubblico - spiega Nocchi - definiscono in anticipo la rete dei servizi. Il problema deriva dal fatto che quest’anno, con la riforma Gelmini che prevede l’adozione di moduli orari da 60 minuti, si sono verificati cambiamenti nell’orario di ingresso e uscita dei ragazzi. Cambiamenti che le istituzioni scolastiche non hanno segnalato in tempo, prima dell’avvio dell’anno scolastico». A chiedere chiarimenti sul caos trasporti per le scuole è Patrtiza Villa, segretaria Flc Cgil, che chiede di sapere «se esiste un piano per la mobilità urbana ed extraurbana destinata agli studenti e se Comuni e Provincia hanno a disposizione i fondi per sostenere un aggiornamento di questo piano». E ieri l’assessore ai Trasporti di Rosignano Simoncini ha rinviato una nuova lettera all’Atl per richiedere anche la modifica della linea extraurbana 106 che da Livorno porta gli studenti a Nibbiaia. Da ulteriori accertamenti è emerso infatti che il problema della corsa delle 13.10 che parte da Piazza Grande e che quindi non risulta utile agli studenti residenti nelle nostre frazioni collinari interessa anche i ragazzi e le ragazze di Nibbiaia che frequentano il Liceo Cecioni e l’Istituto Geometri. «Con l’uscita alle 14 - aggiunge Simoncini - oltre a non aver anche in questo caso la possibilità di prendere la corsa delle 14.10 da Piazza Grande, non avrebbero la possibilità di prendere nessun’altra corsa visto che quella successiva sarebbe alle 18. Ciò sarebbe un grosso disagio per i ragazzi, per cui le chiedo di poter far passare il pulmann della 13.10 e delle 14.10 prima da Via Garibaldi e poi da Piazza Grande».


LA NAZIONE Pagina 13 – Grosseto Verso il Consiglio. Troppe notizie contraddittorie sul tracciato in fieri

«Preoccupati dall’autostrada» Il comitato «Strada vicinale dei Poggi» torna a chiedere certezze L’AUTOSTRADA tema caldo del consiglio comunale di lunedì. A che punto è il progetto della Sat? E soprattutto, dove passerà il tracciato? Sono queste le domande che ancora una volta comitati e associazioni rivolgono alle autorità locali. «Nel caso del corridoio tirrenico numerosi cittadini non si oppongono alla realizzazione dell’autostrada ma ne chiedono la realizzazione senza che sia lacerata la fascia territoriale compresa tra il versante lagunare dei colli e la laguna stessa di Orbetello». Questo è il punto della questione, come espresso dal comitato «Strada vicinale dei Poggi» e dall’associazione Procosta. Una striscia di terra dove passano elettrodotto, ferrovia, Aurelia, piste ciclabili, svincoli. Un ecosistema «così vulnerabile — ricordano dall’associazione — da avere attirato l’attenzione della comunità internazionale ed essere inserito nei siti di interesse comunitario e nella lista delle zone umide protette dalla Convenzione di Ramsar». «Perché non si dà notizia ai cittadini delle valutazioni di impatto ambientale che devono essere svolte in ogni tratto dell’opera? Come è pensabile — affermano ancora — un’analisi seria e onesta della realtà socioeconomica che si va ad intaccare, senza ascoltare i cittadini che sono costretti ad unirsi in comitati per far udire la propria voce?». CHIAMATO in causa, infine, il vice presidente del consiglio regionale Giuliano Fedeli (Idv). «Se è vero, come sostiene Fedeli, che la scelta politica non deve essere bloccata dai comitati in quanto talvolta difendono solo interessi privati, allora la stessa volontà politica non deve subire pressioni e rallentamenti dovuti all’influenza di chi, nella nostra terra, è così potente da riuscire a esprimersi imponendo le sue volontà senza nemmeno avere la necessità di appartenere ad un comitato cittadino». E in vista del consiglio comunale di lunedì, il gruppo del Pd si rivolge di nuovo al sindaco Altero Matteoli, con una lettera aperta. «IL PROGETTO definitivo della Sat non sarà presentato fino al mese prossimo — affermano dalla minoranza guidata da Adriano Bertaggia — e poiché dovrà tenere conto delle prescrizioni del Cipe, che interessano proprio il tratto orbetellano, temiamo che le modifiche incidano in modo negativo sul tessuto economico e abitativo del comune. L’ipotesi della Sat di un progetto con minori spese e maggiori ricavi che prevede la sovrapposizione sull’Aurelia e il pedaggio per tutti, a eccezione dei residenti del comune per 5 anni, ci lascia molto perplessi, per la mancanza nel tratto Grosseto-Ansedonia di una viabilità alternativa e la presenza di numerosi passaggi per i paesi e ingressi di singole abitazioni che vanno tutelati».


LA NAZIONE Pagina 5 – Livorno

Discarica, in Comune e Provincia non c’è dialogo tra l’Idv e il Pd Le «due velocità» delle maggioranze nelle amministrazioni locali di MONICA DOLCIOTTI LIVORNO — IL CAPOGRUPPO del Pd Gabriele Cantù in VI commissione — dove si è parlato della discarica a Monte LaPoggia oggetto da un mese della protesta dei residenti della zona — è intervenuto pesantemente sulla tipologia dei rifiuti. «Prevedendo un’ampia gamma di codici di rifiuti — dice Cantù — potrebbero non esserci limiti. Per cui chiedo all’amministrazione di verificare con i Bellabarba (proprietari del sito) una riduzione dei codici dei rifiuti con l’ausilio di tecnici di fiducia». E solleva il velo sulle obiezioni di Arpat «per il livello dei rumori legati all’attività della discarica, per la tipologia dei rifiuti e per l’inadeguata valutazione delle ricadute sulla flora e fauna locale della circolazione dei mezzi pesanti». Questo intervento rischia di essere interpretato come una ‘bacchettata’ sulle dita della giunta del sindaco Cosimi. Che il fantasma Villa Perti aleggi ancora in consiglio comunale? Cova sotto la cenere un’altra ‘rivolta’ della maggioranza verso la giunta... ANDREA Romano di Idv e presidente della VI commissione: «La legge dà potere ai tecnici di decidere senza interferenze come nel caso della discarica di Monte La Poggia senza dover rendere conto al consiglio, ma le assemblee elettive devono vedere garantito il loro ruolo di indirizzo politico. Inoltre con l’assessore Cristiano Toncelli stiamo cercando di rimediare, e in Provincia stiamo lavorando con i ‘nostri’ per cercare di rivedere i codici dei rifiuti da portare a Monte La Poggia». Dalle parole di Romano si capisce che il capogruppo Pd in Provincia, che ha appoggiato l’iniziativa di Idv, non ha informato Cantù su queste novità. Marco Cannito (Città Diversa) ha chiesto al vice sindaco Tondelli se «è vero che a Monte La Poggia ci sono smottamenti di terreno? Vi risulta se in zona ci sia addirittura un sito archeologico? E se sono stati deviati i corsi d’acqua? E che ripercussioni ci saranno per il fatto che la discarica sorgerà nel Parco delle Colline Livornesi?». TONCELLI ha risposto: «Si è verificato uno smottamento insignificante; nessuno ci ha riferito di siti archeologici e saranno canalizzate le acque piovane». Marcella Amadio (capogruppo Pdl anti-Taradash) ha detto chiaro e tondo di essere «contraria alla discarica a Monte La Poggia» e di essere «contraria alle discariche private». «L’amministrazione ha chiesto ai Bellabarba di bloccare l’allestimento della discarica — ha garantito Toncelli — in attesa di chiarire la situazione. Ma ha chiesto al comitato di far passare i camion che servono ai cantieri edilio». Il comitato antidiscarica ha replicato: «Abbiamo lasciato uscire tutti i camion con gli inerti. E Bellabarba non ha interrotto l’allestimento della discarica».


IL TIRRENO Pagina 3 - Livorno Il sindaco in consiglio: «Leggiamo l’autorizzazione nei particolari e valutiamo»

Discarica, trattativa Comune-Provincia In aula irrompono gli abitanti tra fischi e urla: seduta fiume nella notte. JUNA GOTI LIVORNO. Forse l’immagine simbolo della serata la regala proprio il sindaco Cosimi: labbra strette fra i denti e mani nei capelli. Perché al di là della balaustra, ci sono almeno cento livornesi che gridano - e non è una metafora - contro la realizzazione della discarica nella cava del Limoncino. Al di qua, fra i banchi della maggioranza, un mare di dubbi e anche qualche crepa. Alla fine, Cosimi da un lato si dice disposto all’istituzione di una commissione speciale di approfondimento (chiesta dal consigliere di “Confronto”, Gianfranco Lamberti) e dall’altro annuncia che fin da oggi Comune e Provincia valuteranno insieme, coi propri uffici e gli esperti del settore ambiente, l’autorizzazione all’impianto, rilasciata dall’amministrazione provinciale «per capire dove e come si può intervenire». «Troppi i rifiuti in lista». E il riferimento è alla proposta avanzata in mattinata in commissione dal capogruppo del Pd, Gabriele Cantù, che chiede se «sia possibile aprire una sorta di contrattazione con la proprietà per ridurre i Cer». Ovvero l’elenco delle tipologie di rifiuti, con rispettivi codici di identificazione, ammessi in discarica. «Il dubbio - riprende - è che una volta aperta la strada a certi codici sia difficile tornare indietro e garantire l’impostazione green dell’impianto. Da una parte ci sono le esigenze del mondo industriale e un privato che ha tutte le autorizzazioni, dall’altra un gruppo di cittadini che ha preoccupazioni comprensibili. Le strade - chiude - sono due: pretendere che siano fatte tutte le verifiche richieste anche da Arpat e ridurre in modo intelligente la lista di rifiuti». «Non è vero». Il vicesindaco dipietrista con delega all’ambiente, Cristiano Toncelli, senza nascondere alcune criticità, sottolinea che «il numero di codici ammessi sul Monte La Poggia (108) è di molto inferiore ad altre discariche o impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti: 341 a Scapigliato, 420 alla Lonzi Metalli, 520 alla Rari». In merito alla strada che porta all’impianto (oggetto di un esposto presentato dal comitato e al centro delle trattative per consentire il passaggio dei camion) Toncelli ammette che «via del Limoncino è stretta, poco asfaltata e senza cartellonistica: il disagio degli abitanti è reale perché il sistema, in fase di allestimento del sito, è stato stressato oltre misura». Ma ricorda anche che l’amministrazione ha chiesto a Bellabarba di procedere subito alla sistemazione del tratto stradale e ha proposto al comitato di scegliere il tecnico che dovrà vigilare sul corretto funzionamento della discarica. «La risposta - dice - è stata negativa. Siamo pronti al confronto, ma la disponibilità deve tradursi in un dialogo che a oggi non c’è». Il vicesindaco chiude con alcune precisazioni tecniche: «Non ci risulta che nell’area ci sia più alcuna falda acquifera: sono state tutte tagliate con la realizzazione della ex cava. L’acqua piovana che scende dalla collina sarà invece incanalata in due tubi che scavalcheranno la discarica per poi scendere a valle». Dubbi nella maggioranza. Romano (Idv) spara un po’ su tutti, Giannini (Sel) dice che «non sono contro le discariche, ma non vendiamole come operazioni di ripristino ambientale. Nessuno ha ascoltato il grido di allarme dei sindacati: l’impianto deve essere pubblico». Opposizioni scatenate. Mentre Toncelli si preoccupa di sottolineare che «io e Idv siamo entrati in Provincia nel luglio del 2009 quando l’atto è dell’aprile precedente», Tamburini (Pdl) attacca: «Volete dirci che non sapevate nulla? L’amministrazione cala le braghe! davanti al comitato facendolo diventare un interlocutore istituzional e, quando i consiglieri sono stati trattati come carta igienica». Amadio (capogruppo dell’altro Pdl) si dice scandalizzata: «Nella convenzione rilasciata dalla Provincia si parla anche di terreni provenienti da siti contaminati». «Perché - interviene Cannito (Città Diversa) non avete mai convocato una commissione? L’iter non lo prevede, ma l’insieme delle norme sulla trasparenza e la partecipazione sì. Non siamo per l’ambientalismo fine a se stesso, ma i punti interrogativi sono tanti: vi risulta che alcuni dirigenti della Provincia siano coinvolti nell’inchiesta Golden rubbish? Comunque, strutture come queste starebbero meglio in aree industriali e non in una zona di pregio come le colline livornesi». Lamberti (Confronto) parla senza mezzi termibi di «Pd allo sfascio», mentre Bartimmo (Rifondazione) trova il modo di ironizzare: «Complimenti, avete gestito male un altro pasticcio ambientale. Siamo al bis delle biomasse».


LA NAZIONE Pagina 2 – Livorno

«No, grazie. La poltrona di sindaco non c’interessa» Emanuele Rossi e Andrea Romano respingono la terna di «candidature» fatta da Cosimi. E Marilda Bolognesi? di MICHELA BERTI LIVORNO — «SINDACO? No, meglio governatore. Anzi ministro degli esteri per portare un po’ di pace nel mondo». Andrea Romano — docente di storia contemporanea all’Universtà di Tor Vergata a Roma, editorialista de «Il Sole 24 Ore» e autore di libri e pubblicazioni tra cui, nel 2007 per Mondadoti «Compagni di scuola. Ascesa e declino dei postcomunisti» — commenta così la sua candidatura a sindaco di Livorno. Alessandro Cosimi, da queste colonne, ha strizzato l’occhio a tre volti conosciuti, a vario titolo, della città: il professor Andrea Romano, il professor Emanuele Rossi e l’onorevole Marida Bolognesi. Nomi che hanno fatto sobbalzare «l’intellighenzia di sinistra» che, si dice, si stia davvero guardando intorno alla ricerca di esponenti del mondo culturale che possano ricoprire incarichi di prestigio, in questo desolante panorama politico locale. «Conosco Alessandro da tanti anni — dice Romano — e ho apprezzato sempre il suo lavoro, abbiamo presentato insieme alcuni libri, conosce l’associazione ‘Italia Futura’ che presiedo». E, commentando la «candidatura» alla poltrona di sindaco della città, aggiunge: «Manco da Livorno da quindici anni anche se ogni tanto torno a casa. Ho sempre avuto la vocazione all’impegno civile che mi ha spinto ad impegnarmi nell’associazione ‘Italia Futura’. Sono onorato che sia stato fatto il mio nome per un incarico così importante ma la prendo come una battuta affettuosa». Insomma, «no grazie». Andrea Romano continuerà a portare il nome di Livorno nel mondo, con le sue pubblicazioni e la sua penna acuta, ma fare il primo cittadino nella città che gli ha dato i natali, non è, almeno per ora, tra le sue priorità. «NO, GRAZIE» anche per il professor Emanuele Rossi — Lele per gli amici — che vive a Livorno con la moglie e i suoi tre figli e insegna al prestigioso Sant’Anna di Pisa. Un calibro da «90» in materia di diritto, tra i più apprezzati docenti dell’università pisana. Ma associare il suo nome ad una possibile candidatura alla guida del Municipio appare del tutto fuori luogo. «Non ha senso — commenta il professore — io faccio un altro mestiere ed intendo continuare a fare il docente. Non ho alcun progetto nè impegno politico». Poi, con la gentilezza che gli appartiene: «Ringrazio il sindaco per aver pensato a me». Insomma i due professionisti, espressione di quella Livorno colta ed impegnata, sempre più rara, non sono disponibili a guidare il Municipio. Non rimane dunque che l’onorevole Marida Bolognesi. Abbiamo già riportato, secondo quanto riferito da alcune persone a lei vicine, la reazione che ha avuto quando ha appreso della sua candidatura: ha riso. Ma le è mancato il «gusto» — vogliamo metterci una punta di malizia — dato che proprio l’ex parlamentare, in questi giorni, è nell’occhio del ciclone per la segreteria dell’Unione Comunale. E la «volata» del primo cittadino appare più come un’irrimediabile arresto. Comunque sia, sembra proprio che gli intellettuali livornesi non abbiano granché voglia di accreditarsi alla politica del Partito Democratico. E questo dovrebbe far riflettere coloro che, in via Donnini, continuano a guardarsi la punta delle scarpe.


LA NAZIONE Pagina 5 – Livorno LA LITE

Il vicesindaco chiede attenzione ma Giannini continua a leggere il giornale SCAMBIO di battute ‘velenose’ in VI commissione tra Lamberto Giannini (capogruppo di Sinistra e Libertà e professore di filosofia) e il vice sindaco Cristiano Toncelli (Idv). Toncelli ha chiesto a Giannini «di seguire gli interventi» — il suo — «invece di leggere il giornale». E Gianni ha reagito con rabbia. «Un consigliere è libero di decidere cosa lo interessa e cosa no. Lei non usi quel tono poco rispettoso e sarcastico con me». E alzando il tono della voce visibilmente inviperito ha aggiunto: «Usi quel tono con altri». Allora il vice sindaco, che sulle prime ha cercato di smorzare i toni, non ha più retto: «Lei sarà libero di leggere il giornale e non seguire i lavori della commissione, ma io ho il diritto di muoverle una osservazione e di richiamare la sua attenzione in nome della stessa libertà che lei rivendica per sé». Libertà con la quale Giannini partecipa alle commissione e ne riscuote il gettone, anche se non sta attento. Chissà cosa accadrebbe se un alunno del professor Giannini in classe durante le lezioni di filosofia leggesse il giornale? Bruno Tamburini (Pdl) è intervenuto in soccorso di Giannini: «E’ stato poco opportuno il richiamo del vice sindaco. Se un consigliere in commissione legge il giornale, non deve essere censurato». M. D.


LA NAZIONE Pagina 15 – Arezzo Sansepolcro. Il contestato progetto che riguarda la collina di Piero

«Ma le villette sono quarantadue» Idv contro Polcri: «Lo dice il piano strutturale, vogliamo la verità» di MICHELE CASINI SANSEPOLCRO — SEDICI VILLETTE nuove sulla collina sovrastante Sansepolcro? «Non è affatto vero: saranno almeno 42». Questa la clamorosa presa di posizione pubblica del comitato biturgense dell’Italia dei Valori, che chiede sia fatta chiarezza dopo quella che definisce «l’ennesima imprecisa dichiarazione del sindaco Polcri apparsa sui giornali di alcuni giorni fa in cui parla solo di recuperi e ristrutturazioni». Per l’Idv «è venuto il momento che i cittadini sappiano finalmente la verità, dati alla mano, su cosa prevede il Piano Strutturale per il futuro della collina sopra Sansepolcro». «E visto che gli altri non lo fanno — secondo l’Italia dei Valori — per ignoranza o interessi personali — siamo noi a voler informare adeguatamente i biturgensi». E dunque ecco ciò che secondo l’IdV si trova scritto sul Piano Strutturale e che nella nota viene riportato testualmente: «Il sistema delle ville collinari recenti non potrà superare 9.000 mc pari a una superficie di 3.000mq». ED ECCO poi la frase incriminata, quella che parla di un «incremento di numero 42 alloggi di cui 26 da nuovo impiego di suolo e 25 da recupero». Il circolo dell’Idv di Sansepolcro nel suo documento ricorda che già due mesi fa aveva inviato al sindaco una richiesta di chiarimenti sulla «questione svillettamento», un atto, si sostiene, che attende ancora risposta. Così l’Italia dei Valori si domanda «dove siano andate a finire le tante promesse di trasparenza e dialogo con la comunità che il sindaco Polcri faceva in campagna elettorale». Duro l’attacco all’amministrazione di centrodestra che — secondo la nota — «non risponde alla richiesta di chiarimenti sul Piano Strutturale e quelle poche volte che alcuni suoi esponenti hanno accennato a farlo, sono stati evasivi e imprecisi». «IMMAGINIAMO – prosegue il comunicato dell’Italia dei Valori di Sansepolcro — che ciò sia da ricondurre alla cattiva immagine che darebbe di sé l’amministrazione di fronte ai cittadini, e che molti cercano di evitare in un periodo come questo, in cui mancano ormai pochi mesi alle prossime elezioni comunali». Ma ciò che soprattutto l’Idv trova sconcertante «è che la verità sullo svillettamento non venga nemmeno dal sindaco, che dovrebbe essere prima di tutto dalla parte dei cittadini, e che inoltre ha a sua disposizione un intero Ufficio Tecnico per avere dati precisi». Perciò il circolo rinnova la richiesta di chiarimenti al primo cittadino e all’amministrazione «per conoscere non le loro opinioni, supposizioni o speranze ma i dati certi di quello che stanno per consentire approvando questo Piano Strutturale. Si costruiranno nuovi edifici sopra Sansepolcro? La risposta è semplice: sì o no?».


IL TIRRENO Pagina 11 - Montecatini CONVEGNO

I volti dello straniero nella legalità senza paure Tanti all’incontro organizzato dal Coisp sindacato di polizia MONTECATINI. “I volti dello straniero. Nella legalità, senza paure”: questo il tema del convegno che si è tenuto martedì nella sala consiliare del Comune di Montecatini. Organizzato dalla segreteria pistoiese del sindacato di polizia Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia), l’apertura dei lavori è stata affidata proprio al segretario generale provinciale Guido Ripa. I saluti iniziali ai presenti (un’ottantina le persone in sala) sono stati portati da Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini, e da Maurizio Manzo, questore di Pistoia. Sono intervenuti Giovanni Spadoni, avvocato e consigliere comunale di Montecatini; Massimo Buggea, dirigente del commissariato di Pescia; la professoressa Silvia Calzolari, psicologa, criminologa e consulente per il ministero della Giustizia; Michele Parronchi, assessore alle Poliche sociali della Provincia; Ennio Rucco, assessore Politiche sociali di Montecatini; Gaetano Barrella, segretario generale regionale del Coisp. Tra i presenti delle forze dell’ordine, anche Vincenzo Spinosi, dirigente Polfer Toscana, il vicequestore Giuseppe Picariello, il responsabile della Polstrada di Montecatini Enrico Bartoli.



Rassegna 23 settembre