Page 1

18 luglio


LA NAZIONE Pagina 5 – Massa Carrara

Interrogazione a Berlusconi: «Il Governo è assente» MASSA — SARÀ depositata domattina, alla Camera, l’interrogazione urgente al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, tutt’ora reggente del Ministero dello sviluppo economico, sulla vicenda della Eaton di Massa. Lo riferisce il coordinatore regionale dell’Idv Toscana e vicecapogruppo alla Camera, onorevole Fabio Evangelisti. «Vogliamo impegnare il Governo — spiega — affinché renda note al più presto le valutazioni dell’agenzia ministeriale Invitalia circa il business plan Carbon Global, operante nel settore carbonio, che si è fatta avanti dopo il naufragio della proposta di Ecoplant, che avvierebbe concretamente l’iter per la reindustrializzazione del sito. E vogliamo sapere con certezza quale impegno il Governo intenda concretizzare nella vicenda per rendere più attraente un intervento da parte di nuovi investitori». L’Italia dei Valori si è già mobilitata scendendo in piazza al fianco dei lavoratori Eaton giovedì scorso e di nuovo lo farà domani. L’Idv si è anche attivata, di concerto con le istituzioni locali e regionali, per cercare di trovare uno sbocco positivo a questa vicenda «sostenendo anche l’ipotesi della vendita degli impianti da parte della Eaton e l’individuazione di nuovi investitori. All’appello — conclude Evangelisti —, come al solito, manca soltanto il Governo».


IL TIRRENO Pagina 2 - Toscana

A ballare con il bus? Il servizio-sicurezza piace ma non decolla I Comuni ci provano (l’ultimo è Cecina con la navetta “Pisolo”), però hanno pochi soldi e non sono coordinati tra loro GABRIELE DINI L’ultimo arrivato si chiama Pisolo. Ma nemmeno il nano dormiglione di Biancaneve può far dormire sonni tranquilli ai genitori dei ragazzi che ogni notte affrontano trasferte chilometriche per andare a cercare il divertimento. “Pisolo, il bus per i sonni tranquilli” è lo slogan scelto dal Comune di Cecina per la navetta che accompagnerà i ragazzi nei locali della costa fino al 31 agosto. Un servizio simile, battezzato “Night Bus” è partito da pochi giorni anche a Grosseto. Molti progetti del genere esistono in Versilia e nell’entroterra (a Livorno il servizio di navetta organizzato dall’Aci invece è stato interrotto con l’estate). Ma tutti questi progetti purtroppo non sembrano bastare a rendere più sicuri i sabato sera. Troppe volte infatti le operazioni hanno vita effimera e spariscono con la fine dell’estate e dei fondi stanziati da province e comuni. Inoltre sono limitati a territori circoscritti: le province partoriscono i loro piani - magari efficienti e ben promossi - ma non sembrano coordinarsi tra loro e con la Regione. E purtroppo molti giovani con l’arrivo del week-end si trasformano in nomadi assetati di divertimento e avventure “on the road” e non riconoscono i confini imposti dalla burocrazia. Nomadi notturni. «I ragazzi che fermiamo nel week-end - racconta il comandante della Stradale di Viareggio Mauro Ciafro - arrivano dalla Liguria, da Parma e Reggio Emilia. Molti dal fiorentino e dal livornese». I controlli intensificati ordinati dalla Prefettura di Lucca permettono di controllare decine di auto ogni sera. «Quando arrivano alle 23 - spiega Ciafro - i ragazzi non sono ubriachi. Ogni sera però ne troviamo una decina con droga nascosta nelle tasche o in auto». Il discorso cambia quando i posti di blocco intercettano le auto in uscita dai locali. «Ad ogni servizio - aggiunge Ciafro - ritiriamo tra le 15 e le 20 patenti». Ciafro dice che l’utilizzo dei bus navetta permetterebbe di contrastare i pericoli legati alla guida in stato di ebbrezza. Più difficile invece, per motivi logistici, l’uso dei treni. E’ anche per questo che la Regione e le Ferrovie hanno abbandonato, dopo una breve fase sperimentale, il progetto del 2005 denominato TreNò. Al momento non sono in programma piani del genere. Allarme in Versilia. Sul litorale versiliese si vedono molti bus parcheggiati vicino alle discoteche. Spesso appartengono ad aziende private e vengono affittati da gruppi di giovani o dai locali. Nella capitale della vita notturna c’è anche un servizio pubblico gestito da Clap e Vaibus. Ma quelle navette molto spesso sono deserte. «Il percorso che fanno - commentano dalla Canniccia di Pietrasanta - passa troppo lontano dai locali e ha pochissime fermate». Per questo, come spiega il direttore della Canniccia Alessandro Meccheri, i locali cercano di organizzarsi da soli soprattutto quando organizzano grandi eventi. Purtroppo è proprio questa frammentazione a impedire che si possano sviluppare collegamenti di bus navetta come quelli della costiera adriatica. «Lì esistono corse ravvicinate e capillari che raccolgono i ragazzi anche nelle stazioni ferroviarie - spiega Meccheri - ma da noi non c’è coordinamento. E spesso i comuni non prestano ascolto alle nostre richieste». All’uscita dei locali anglosassoni si trovano file di taxi pronte ad accompagnare i ragazzi a casa. «Ma qui sono troppo cari - commenta Meccheri - e preferiscono andare a cercare clienti davanti a ristoranti e alberghi». Difficile anche trovare bus in affitto. «Hanno paura che i ragazzi li danneggino - conclude Meccheri - i giovani che vanno in discoteca sono presentati come criminali». La comunità notturna di Grosseto. I ragazzi amano ritrovarsi su Facebook. Per questo la provincia di Grosseto ha puntato molto sui social network per promuovere il progetto “Night Bus”. «In poche settimane - spiega l’assessore alle Politiche giovanili della provincia di Grosseto Tiziana Tenuzzo siamo arrivati a 1700 amici». Il risultato? Nell’ultimo sabato sera (per ora il servizio è limitato a una sola sera per settimana ma potrebbe presto estendersi anche al venerdì) circa 300 ragazzi hanno usato le navette che collegano i paesi del litorale con i locali. «I nostri bus - spiega la Tenuzzo - passano anche dai locali dove i giovani si fermano a mangiare. Abbiamo anche distribuito piccoli pieghevoli con orari e luoghi di sosta in posti frequentati dai ragazzi». Il costo di Night Bus? Da ora fino a settembre circa 40mila euro pagati da provincia, comuni e locali. Per l’inverno si vedrà, a meno che la scure dei tagli non colpisca anche in terra di Maremma.


LA NAZIONE Pagina 9 – Massa Carrara La protesta. L’amministratore provinciale alla biciclettata per dire no al porto turistico

L’assessore Vatteroni (Idv) sfila con gli «scontenti» UNA BICICLETTATA sul lungomare per dire «no» ai progetti di Marina. Il no degli scontenti al water front e al porto turistico con una manifestazione organizzata dai comitati contro che hanno sfilato per tutta Marina. In testa al corteo l’assessore provinciale al Turismo, Sara Vatteroni, rappresentante dell’Italia dei valori, da sempre contro porto e ampliamenti strutturali sul litorale. Non è un caso che fra gli organizzatori ci sia anche Riccardo Canesi che da tempo pare stia facendo l’occhiolino proprio all’Italia dei valori per un eventuale posto, magari nel prossimo consiglio comunale. Resta comunque anomalo che un amministratore della Provincia, appartenente alla stessa maggioranza del nostro Comune, sfili in un corteo di protesta contro i progetti varati da questa stessa amministrazione, sottoscritti anche dallo stesso presidente di Palazzo Ducale, Osvaldo Angeli, che da tempo lavora a fianco di Zubbani e Pucci proprio per la realizzazione del porto turistico.


LA NAZIONE Pagina 2 – Massa Carrara

«Il Comune rinunci alle scale mobili» Ieri l’ennesima manifestazione sul colle Malaspina, domani raduno sotto il municipio di ANGELA M. FRUZZETTI MASSA — E DOPO il progetto della scala mobile al Castello Malaspina spunta il progettino delle “scalettine mobili” che arrivano fino alla chiesa di Santa Chiara. Un progettino che ha indignato ancora di più i numerosi cittadini presenti ieri alla manifestazione contro le scale mobili promossa a Porta Quaranta da Stefano Benedetti, esponente di destra, e Brunello Pucci, esponente di sinistra, uniti in una battaglia per la città. Una giornata, una manifestazione grigia, senza vessilli e senza bandiere a sostegno dell’associazione Italia Nostra che sta conducendo la battaglia contro il progetto. «Invitiamo l’amministrazione a fare un passo indietro — ha detto Benedetti —. Qui si stanno gestendo i beni pubblici come fossero privati. Questa amministrazione ha fatto della partecipazione e dei bilanci partecipati il suo cavallo di battaglia ma le promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale sono già dimenticate». Oltre al problema di impatto ambientale e paesaggistico «rimane una spesa di ben 800 mila euro che pagheranno i cittadini e con la quale potevamo risolvere altre questioni come la riqualificazione dell’intera struttura storica, recupero dei vicoli e sentieri storici tra cui quelli chiusi dai privati, arredo urbano, manutenzione del verde e restauro dell’ antico torrione e delle mura che stanno cadendo a pezzi». PREOCCUPATA, Franca Leverotti ha preso parola sul nuovo progetto, che prevede salita e discesa fino a via Santa Chiara e un ascensore interno al Castello. In risposta a Carlo Paolini, ha ribadito che «il progetto è improvvisato e mi stupisce che la Regione abbia finanziato un copia incolla delle scale di Toledo, ma con sola andata. Chi ha finanziato il Piuss non ha voluto vedere e lo mostra il fatto che è illegittimo finanziare opere che non abbattono le barriere architettoniche». Brunello Pucci ha ricordato lo Spino Fiorito con 8500 visitatori, a dimostrazione che il castello è accessibile. Inoltre, sulla difesa dei beni storici e architettonici ha ricordato che, in difesa della segheria, accanto a lui c’erano l’attuale vicesindaco Martina Nardi, l’assessore Loreno Vivoli, Pier Paolo Marchi del Prc (che ha detto “no” alle scale mobili) e tanti altri personaggi che ora hanno una poltrona: «Perché oggi non sono qui?». Molti gli intervenuti, tra cui Severino Meloni, Roberto Vercelli, Francesco Sinatti, Ludovico Andreazzini e soprattutto i residenti del colle: «Vogliamo un incontro con l’amministrazione — hanno detto —. Noi abitiamo questo colle e stiamo facendo una battaglia che potrebbe essere anche giusta: magari la scala è bella. Ma purtroppo non sappiamo nulla sul progetto e quindi chiediamo un incontro». Intanto, domattina, i residenti del Colle saranno sotto il municipio e chiederanno di partecipare alla conferenza dei servizi: «Visto che la scala passerebbe davanti alla finestra di camera mia — aggiunge una residente — vorrei capire meglio il progetto per sapere come difendermi».


IL TIRRENO Pagina 6 - Prato Lavori fermi e auto sempre in coda Masi e Toccafondi: «Sulla 325 prigionieri di un cantiere infinito» VAIANO. Cresce l’insofferenza degli automobilisti, tanto più con queste temperature. Restare incolonnati sulla 325 è ormai un patimento quotidiano. Il consigliere comunale di Vaiano Libera e Sicura, Massimiliano Masi, e il consigliere provinciale Pdl Sergio Toccafondi tornano all’attacco del Comune di Vaiano e dell’amministrazione provinciale. «Il semaforo situato all’altezza delle Coste sulla statale 325 - osservano Masi e Toccafondi - continua a produrre code chilometriche nelle ore di punta. Il solito serpentone di macchine, i soliti clacson che suonano, le solite facce accaldate e scocciate degli automobilisti in fila. Ormai rassegnati ad attendere. Ma ancora per quanto? La domanda sorge spontanea, quando si vedono i lavori all’altezza dell’ingresso della Cartaia, fermi ormai da giorni, via Ferrata chiusa da ormai quasi un mese causa frana, e i lavori infiniti sulla pista ciclabile, fermi ormai da tempo, le trivellatrici in azione sul cantiere delle Coste, operanti in orario quasi da...ufficio. In consiglio comunale sollecitata sull’argomento il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi ha parlato ancora di “qualche mese di attesa” per la riapertura di via Ferrata e della pista ciclabile, mentre di “non avere notizie aggiornate dalla provincia riguardo il cantiere della 325”. Insomma, i soliti punti interrogativi, le solite risposte evasive e di circostanza». «Una situazione - proseguono - che sta penalizzando tutta la valle del Bisenzio, soprattutto le aziende tessili, ma anche tutti gli esercizi commerciali che nei mesi estivi erano tappa per molti avventori in arrivo da Prato al fresco serale della valle del Bisenzio e adesso scoraggiati dall’ipotesi della coda sulla statale 325». Vaiano Libera e Sicura presenterà una interrogazione sullo stato di avanzamento dei lavori e nella quale venga indicata una data di ultimazione degli interventi in modo da rendere edotti i cittadini che spesso risultano anche scarsamente informati. Allo stesso tempo anche il consigliere provinciale del Pdl Sergio Toccafondi, farà la stessa operazione in provincia in modo da sollecitare delle risposte sia in sede locale che in sede provinciale e anche per riportare all’ordine del giorno i disagi della valle del Bisenzio. C’è anche chi, come Mario Tognocchi, consigliere provinciale dell’Idv, cerca di trovare una soluzione alle code che si formano da Vernio verso Vaiano. «Si potrebbe far deviare le sole autovetture verso Gamberame su un percorso alternativo che passa da Faltugnano e fa superare tutto il blocco dei lavori sulla statale SS 325 fino a La Tignamica. Solo bus e camion proseguono sulla statale SS 325 in salita fino al punto di re-immisione delle autovetture poco prima de La Tignamica. Il semaforo diventa praticamente sempre verde (avendo tolto gli autoveicoli, in salita restano da far passare sulla statale SS 325 solo pochi mezzi pesanti e i residenti che si fanno passare con il semaforo programmato in poco tempo) e di conseguenza spariscono le file tanto in salita che in discesa».


IL TIRRENO Pagina 4- Prato Italia dei Valori

Figura e attività di Soldi sono del tutto illegittime L’Italia dei Valori segue con particolare attenzione e perplessità quanto sta accadendo a Officina Giovani dove, come riporta il Tirreno, una dipendente sarebbe stata minaccia da un funzionario del Comune e quindi trasferita d’imperio per aver criticato in un’assemblea di dipendenti la politica di riorganizzazione dell’ente e per aver rifiutato di diventare la segretaria personale del consigliere delegato alle politiche giovanili, Leonardo Soldi (Lega Nord) che pretendeva, peraltro, che si trasferisse nel suo ufficio. Due situazioni che Idv stigmatizza e di cui il consigliere Donzella chiederà conto in consiglio al sindaco. Idv chiederà spiegazioni sul comportamento del segretario generale e sulla figura del consigliere delegato Soldi. In particolare si fa presente che nello Statuto comunale non solo non è prevista la figura del consigliere delegato e comunque, se anche lo fosse, la sua funzione di consulente, alla luce di quanto avvenuto, è palesemente andata oltre, entrando nell’amministrazione attiva della macchina comunale, in evidente incompatibilità col proprio ruolo. Il Tar ha già avuto modo di esprimersi su casi di altri comuni dichiarando che il consigliere delegato non può partecipare alle sedute di giunta, non può avere poteri decisionali di alcun tipo e, soprattutto, che non può avere poteri ulteriori rispetto a quelli degli altri consiglieri sui dirigenti, funzionari e responsabili di uffici comunali. La figura di Soldi è già abbondantemente fuori da questi parametri e il sindaco ne dovrà rispondere di fronte al consiglio e alla città.


CORRIERE DI AREZZO “ Quante villette nella collina di Piero?” Il circolo Italia dei Valori scrive al sindaco per chiedere chiarimenti. SANSEPOLCRO - Lettera aperta di chiarimento da parte del circolo Valtiberina dell'Italia dei Valori dopo la discussione e votazione delle osservazioni al piano strutturale del Comune di Sansepolcro inerenti all'intervento strategico sulla collina. Ecco il testo: "Gentile sindaco, Le scriviamo questa lettera aperta per chiederLe dei chiarimenti sulla "questione svillettamento", ossia sul punto del piano strutturale, discusso recentemente in consiglio comunale, che prevede la costruzione di nuove unità abitative nella zona sopra i Cappuccini. In questi giorni, infatti, sono circolati dati molto discordi tra loro, che non hanno fatto altro che generare confusione tra i cittadini e tra tutti coloro che, come noi, si sono interessati a questa vicenda. Ecco quali sono i dati in questione: il 10 luglio è uscito un suo comunicato in cui si parlava di 18 recuperi di costruzioni mentre pochi giorni dopo, il 13 luglio, è stato pubblicato un articolo sul Corriere di Arezzo in cui veniva ammessa la costruzione di 16 "villette". Inoltre, all'interno del piano strutturale stesso, ci sono degli evidenti errori: nelle tavole relative alla Utoe 3 (zona collinare "pregiata") sono infatti indicate 42 nuove unità immobiliari residenziali, di cui 26 deriveranno da nuovo impegno di suolo e 25 da recupero dell'esistente. Ma la somma tra le due cifre appena indicate è 51, non 42: e visto che questi numeri sono sul sito web del Comune, a disposizione dei cittadini, urge fare chiarezza al più presto. Anche l'uso del diminutivo "villette", genera non poche perplessità: è inappropriato definire "villette" e non vere e proprie "ville", case da 180 metri quadrati che oltretutto sono tranquillamente divisibili, con il conseguente raddoppio del carico urbanistico e del traffico anche nella zona collinare. Ritenendo, quindi, che uno dei doveri principali di ogni amministrazione sia la trasparenza, chiediamo di dichiarare, una volta per tutte, quante "villette" verranno costruite nella zona sopra i Cappuccini e l'estensione reale del terreno che sarà interessato da questa nuova edificazione. I cittadini hanno diritto - termina il circolo Idv della Valtiberina - ad essere correttamente informati: tutta questa fumosità non può che generare sospetti riguardo all'operato dell'amministrazione comunale, insieme al dubbio che dietro a questo progetto edilizio ci siano precisi interessi economici, e non la salvaguardia del patrimonio ambientale. Siamo fiduciosi sul fatto che non vorrà rimandare oltre il chiarimento su questo punto e che si impegnerà quanto prima a rispondere alle nostre domande"

Rassegna 18 luglio  

rassegna 18 luglio