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14 luglio


IL TIRRENO Pagina 4 - Attualità

Ora il casus belli c’è. L’occasione concreta per rompere ... ANDREA PALOMBI ROMA. Ora il casus belli c’è. L’occasione concreta per rompere si è materializzata davanti a Berlusconi e Fini. Entrambi sembrano volerne approfittare, ma uno dei due potrebbe sbagliare i suoi conti. In ogni caso, siamo alla replica, con poche varianti, del caso Brancher, e non è escluso che alla fine non sia identico anche l’epilogo. Le opposizioni chiedono le dimissioni di due membri del governo, i sottosegretari Cosentino e Caliendo. Se non si faranno da parte, Pd e Idv sono pronti a presentare alla Camera una mozione che chieda al governo di ritirare loro le deleghe (la sfiducia non è possibile per i sottosegretari). I finiani non hanno escluso di poter votare la mozione. E d’altra parte lo stesso Fini qualche settimana fa aveva sottolineato che in qualsiasi altro paese un membro del governo su cui pende un mandato d’arresto per presunti rapporti con i Casalesi, si sarebbe fatto da parte. In un primo momento, Berlusconi con i suoi ha tirato una riga: chi vota la mozione è «fuori dal Pdl e dalla maggioranza». L’aut aut viene fatto trapelare. Berlusconiani e finiani sembrano in rotta di collisione, resta da vedere se qualcuno si tirerà indietro all’ultimo momento. Come del resto succede anche su un altro fronte caldo, quello delle intercettazioni su cui si voterà a fine luglio. L’affondo dei finiani si spiega anche con il fatto che sul terreno della difesa della legalità si sentono più sicuri. Sanno di toccare corde particolarmente sensibili nell’elettorato di destra. E se rottura alla fine dovrà essere nel Pdl di certo preferiscono che avvenga su questo terreno. Senza contare che, nonostante l’aut aut di Berlusconi, è tutto da vedere chi e come stabilirà che Fini e i suoi sono fuori dal Pdl. Il presidente della Camera ha infatti più volte ripetuto di non pensarci neanche ad uscire dal partito che ha contribuito a fondare. Ci vorrà un atto formale. Il Cavaliere dovrà espellerli «per antimafia e difesa della legalità», come già ironizza Fabio Granata. E a quel punto Fini e i suoi avranno probabilmente capitalizzato al massimo in termini di consenso politico. Non solo per questo è però tutt’altro che sicuro che si arrivi alla rottura. Una volta che i finiani dovessero essere «fuori dalla maggioranza» la navigazione del governo si farebbe infatti a dir poco precaria. La possibilità di una crisi di governo assai più probabile. E c’è un altro elemento importante. L’offensiva dei finiani mette in seria difficoltà la Lega. Il Carroccio farà quadrato per difendere un uomo accusato di collusioni con la camorra? O non farà come per Brancher, quando ha fatto sapere che, se si fosse arrivato al voto, non avrebbe assicurato niente? Forse anche per questo ieri sera Palazzo Chigi ha sentito il bisogno di smentire qualsiasi dichiarazione di Berlusconi su una eventuale mozione. Una inusuale prudenza per chi è abituato a mostrare i muscoli, ma il Cavaliere deve aver capito che anche questa volta il prezzo minore da pagare potrebbe essere quello di sacrificare i suoi uomini.


IL TIRRENO Pagina 4 - Attualità Intercettazioni. La relatrice presenta cinque emendamenti, 600 dall’opposizione

Bongiorno allenta il bavaglio L’Onu boccia la legge: «Va soppressa o modificata» MARIA ROSA TOMASELLO ROMA. Cinque emendamenti per allentare il bavaglio delle norme sulle intercettazioni: Giulia Bongiorno definisce «apprezzabili» le proposte presentate dal Pdl per limare la legge nel giorno in cui arriva la bocciatura dell’Onu perché il ddl «mina il diritto alla libertà d’espressione». Ma alla relatrice del provvedimento non basta, si deve allungare il passo: «Sono migliorabili». Mentre sulla legge piovono dall’opposizione oltre 600 emendamenti e il capogruppo Pdl Enrico Costa deposita sei modifiche relative ai presupposti e alle limitazioni temporali delle intercettazioni, la presidente della commissione Giustizia della Camera aziona la forbice dei finiani sul testo, chiedendo cambiamenti sostanziali: riduzione delle sanzioni per gli editori, limitate solo alla pubblicazione delle intercettazioni delle quali è stata ordinata la distruzione e una multa massima di 45 mila euro; modifiche anti-casta, con riduzione dei privilegi previsti per i parlamentari nel caso in cui siano «ascoltati» durante indagini su terzi; maggior facilità nell’intercettare ignoti e sostituzione del generico «luogo privato» il concetto di «privata dimora» come luogo vietato agli ascolti. Gli emendamenti arrivano dopo una lunga riunione mattutina tra Giulia Bongiorno e il presidente della Camera Gianfranco Fini, che non ha mai nascosto perplessità su contenuto e tempi, e dopo che il Pdl ha cercato di alleggerire la morsa con i sei emendamenti Costa, sottoscritti anche dalla Lega, che prevedono, tra l’altro, che la durata delle intercettazioni sia fissata in 75 giorni, con proroghe di 15 giorni fino alla conclusione delle indagini, l’acquisizione dei tabulati autorizzata dal gip e non dal tribunale, l’estensione del regime speciale previsto per i reati di mafia e terrorismo a tutti i reati di maggiore allarme sociale. Ma le intenzioni della maggioranza, evidentemente, non convincono Frank La Rue, relatore speciale dell’Onu per la libertà di stampa, che in una nota chiede al governo di «abolire o modificare il ddl» perché le sanzioni a carico di giornalisti ed editori sono troppo severe e comprometterebbero il diritto all’informazione. «La Rue è un esperto indipendente» cerca di minimizzare poco dopo l’Onu in una nota, ma le polveri sono già accese. Il ministro degli Esteri Franco Frattini si dice «fortemente sconcertato e sorpreso» e definisce i processi mediatici «una vera barbarie». Daniele Capezzone è sarcastico: «L’Onu? Si occupi di dittature». Commenta Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Pd: «Reazioni scomposte e imbarazzanti». Duro il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi: «Per seguire i deliri senili antigiudici e anti-stampa di Berlusconi, si mette a rischio la sicurezza e la credibilità del Paese». E la Federazione nazionale della stampa torna a ripetere: norme dannose, da cancellare.


IL TIRRENO Pagina 4 - Attualità

Sfiducia a Cosentino, il governo rischia I finiani non la escludono, diktat di Berlusconi: «Chi la vota è fuori dal Pdl» NICOLA CORDA ROMA. Furioso contro il «clima giacobino». Berlusconi decide di affrontare a muso duro la questione morale che coinvolge pezzi pesanti del Pdl. La linea durissima è riassunta in una nota diffusa ieri che denuncia il giustizialismo «nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese». Ma i finiani insistono: Cosentino si dimetta. Il Cavaliere promette di «restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante e da quanti, in maniera irresponsabile, giocano una partita personale a svantaggio dell’interesse di tutti». Il destinatario del messaggio è presumibilmente Gianfranco Fini che attraverso i suoi uomini, secondo il premier, sta cavalcando le inchieste giudiziarie che chiamano in causa il coordinatore nazionale Verdini, il sottosegretario Cosentino e Dell’Utri indagati per l’eolico sardo e la «mini loggia» segreta. Vicende che in serata il Cavaliere liquida come «un polverone». A far infuriare il premier, è Italo Bocchino che annuncia di essere pronto a «valutare le mozioni presentate dalle opposizioni che invitano al ritiro delle deleghe del sottosegretario Cosentino». Il documento di censura è annunciato dall’Idv, dal Pd e sarà votato anche dall’Udc. Potrebbe arrivare in aula la prossima settimana con un voto ad alto rischio per il governo. Per questo Berlusconi, oltre la nota ufficiale, fa filtrare la minaccia che chiunque voterà la mozione si porrà automaticamente fuori dal partito. L’avvertimento è poi smentito da Palazzo Chigi, ma Di Pietro lo accusa di «correità politica». In Senato la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, scrive al presidente Schifani chiedendo che Berlusconi partecipi al dibattito sull’inchiesta sull’eolico in Sardegna. I Democratici inseriscono nella loro mozione di sfiducia anche il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, chiamato in causa per gli incontri a casa di Denis Verdini. Per il capogruppo del Pdl Cicchitto il richiamo di Berlusconi è «sacrosanto e non è assolutamente accettabile che il dibattito politico venga sostituito da un permanente gioco al massacro nel quale si fanno liste di proscrizione». Ancora prima delle minacce di espulsione, era stato il ministro Bondi che aveva accusato Bocchino di ricoprire «un ruolo nefasto nel dibattito interno». Nel frattempo è lo stesso Bocchino a denunciare nei suoi confronti attività di dossieraggio con falsi atti giudiziari con tanto di timbro contraffatto della direzione antimafia. «Allora espelleteci tutti per antimafia - è la provocazione di un altro finiano, Fabio Granata - il problema gravissimo ed imbarazzante non è rappresentato da ciò che emerge dalle ultime inchieste, un quadro torbido di affari, logge, dossieraggi ed associazioni per delinquere, ma da chi le denuncia». E aggiunge: «Senza le dimissioni voteremo contro». Se ufficialmente sui casi Verdini e Cosentino la linea ufficiale è quella della difesa garantista, anche nella pancia del Pdl cominciano i primi malumori. L’imbarazzo e l’irritazione sono palpabili, col Pdl sui giornali solo per scandali o gli scontri fra correnti. A sorpresa anche la ministra Mara Carfagna ha chiesto a Cosentino «un passo indietro». Di sicuro a decidere non saranno i vertici del partito ma il leader in persona che un minuto prima del voto dell’aula potrebbe chiedere a Nicola Cosentino di lasciare «spontaneamente» l’incarico.


IL TIRRENO Pagina 4 - Attualità MONTECITORIO

Rissa in aula sospesi in quattro ROMA. Carlo Nola, deputato del Pdl, è stato sospeso per 15 giorni dai lavori dell’assemblea di Montecitorio. E’ la più forte delle misure disciplinari decise dall’ufficio di presidenza della Camera dopo la rissa in aula di un settimana fa sulla proposta Meloni quando Francesco Barbato (Idv) fu colpito con un pugno ad un occhio. Sanzionati anche Giovanni Dima e Fabio Rampelli, entrambi del Pdl, sospesi rispettivamente per 10 e 8 giorni. Anche la «vittima», Francesco Barbato, è stato sospeso per 2 giorni per aver usato espressioni ingiuriose nei confronti dei colleghi anche dopo la sospensione dei lavori d’Aula. Richiamata infine Barbara Saltamartini (Pdl).


LA NAZIONE Pagina 10 – Empoli Castelfranco

Luigi Buoncristiani di Orentano ai vertici provinciali dell’Italia dei Valori UN ORENTANESE ai vertici provinciali dell’Idv. Si tratta di Luigi Buoncristiani che ha ottenuto al congresso a Pisa 85 voti (56,66%). I suoi rivali erano Marco Cecchi che ha ottenuto 43 preferenze (28,66%), e Antonio Occhipinti 21 voti (14%). I votanti sono stati 150. Il Garante congressuale onorevole Renato Cambursano ha dichiarato eletto Luigi Buoncristiani che nel ringraziare tutti i presenti, ha letto l’incipit della sua mozione: «Noi dell’Italia dei Valori crediamo nella difesa e nel riconoscimento dei valori della nostra Costituzione, nei valori di una società che non si arrende alle disuguaglianze, ma è capace di farsi portatrice di diritti e doveri, non di privilegi e di impunità. Vogliamo riavvicinare la politica alla gente, perché i cittadini consapevoli sono una risorsa preziosa per fare le scelte migliori». Nella prima parte del congresso sono intervenuti il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il presidente della provincia Andrea Pieroni, l’onorevole Paolo Fontanelli, segretario comunale del Pd di Pisa, il segretario provinciale del Pd Ivan Ferrucci, il consigliere provinciale Andrea Corti per rifondazione comunista, Dario Danti coordinatore provinciale di Sinistra Ecologica e Libertà, Carlo Soratte per il Partito Socialista, Giorgio Malacarne dei Comunisti Italiani e Gianfranco Francese segretario generale della Cgil di Pisa. Luigi Buoncristiani, libero professionista, è originario quindi della zona del Cuoio che nel diretivo provinciale avrà anche il sanminiatese Gabriele Fogli che esprime «grande soddisfazione per l’esito del congresso».


IL TIRRENO Pagina 4 - Prato Ardita eletto segretario dell’Idv

Concluso il congresso, Donzella nominato presidente PRATO. E’ stato eletto all’unanimità il nuovo direttivo provinciale di Italia dei Valori di Prato. Coordinatore provinciale è Salvo Ardita che avrà come vicesegretario Maurizio Zaccariello. Gli altri membri del direttivo sono Pasquale Petrella, Aurelio Imbrogno, Gianluca Giancaterino, Sonia Poggi, Gianni Tomasi, Angela Sassu, Marcella Gori, Alessio Tassi, Nicola Gesualdi, Tiziana Vinciprova e Tommaso Caramelli. Carica speciale per il decano dell’Idv pratese, Aurelio Donzella che è stato nominato presidente del partito e referente per il Comune. Tesoriere è stato confermato Giovanni Betti. Faranno parte di diritto del nuovo direttivo, in quanto eletti o nominati: Rudi Russo, Luca Mori, Loredana Ferrara, Aurelio Donzella e Luigi Ulli (coordinatore dei giovani). Sono stati indicati anche i referenti della Valbisenzio: Attilio Baldanzi, di Poggio a Caiano: Gianni Tomasi, di Montemurlo: Gianluca Giancaterino e di Carmignano: Giuseppe Poggi. Al congresso è stata presentata la sola mozione di Salvo Ardita perché alla vigilia, grazie alla mediazione del garante nonché commissario regionale, l’onorevole Fabio Evangelisti, è stato possibile trovare un accordo con l’altro candidato, Aurelio Donzella, per una sintesi delle due mozioni e una presentazione unitaria della stessa. Il 3º congresso ha avuto inizio alle ore 19 con la costituzione dell’ufficio di presidenza (Evangelisti, Petrella, Ferrara, Magni, Donzella, Ardita) e della nomina degli scrutatori (Mori-presidente, Roccanova, Ulli). Poi le illustrazioni delle regole congressuali e il saluto del garante, l’onorevole Fabio Evangelisti. Hanno portato quindi il loro saluto il presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, il rappresentante della segreteria del Partito Democratico di Prato, Guglielmo Buongiorno e la rappresentante di Sinistra Ecologia e Libertà, Nicoletta De Angelis. E’ stata quindi la volta della relazione della coordinatrice provinciale uscente, Loredana Ferrara e gli interventi di Aurelio Donzella e Salvo che hanno presentato i contenuti della mozione. Le conclusioni sono state fatte dal garante congressuale, onorevole Fabio Evangelisti che ha chiesto ed ottenuto dall’assemblea la possibilità di votare in modo palese sulla mozione di Salvo Ardita. E il voto è stato unanime di approvazione.


IL TIRRENO Pagina 11 - Toscana MARSON CONTRO IL GOVERNO

«Deregulation pericolosa» FIRENZE. «E’ una deregulation pericolosa, che ostacola una reale e necessaria semplificazione». Così l’assessore regionale all’urbanistica della Toscana, Anna Marson, definisce l’articolo 49 della manovra finanziaria del governo, in discussione in aula al Senato, che prevede l’introduzione della “Scia” cioè la “Segnalazione certificata di inizio attività che, spiega una nota della Regione, vale per tutte le autorizzazioni, quindi anche per le autorizzazioni edilizie. «Anziché semplificare spiega l’assessore - il nuovo atto apre una prospettiva di contenzioso notevole, e costringe le Regioni e gli enti locali a rincorrere le cosiddette innovazioni che generano solo incertezza».


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CECINA ROSIGNANO

MERCOLEDÌ 14 LUGLIO 2010

ROSIGNANO C’è un bonus per chi li adotta

SOLI Per chi li adotta il Comune dà 100 euro

— ROSIGNANO —

SONO dolcissimi e tristi perché sono stati abbandonati. Cercano una famiglia entrambi. Loro, come tanti altri cani che si trovano nelle strutture «Oasi degli animali» e «Paratino» a Cecina. Il Comune di Rosignano, in collaborazione con l’Ordi-

ne Provinciale dei Medici Veterinari, mette a disposizione di coloro che daranno una famiglia a questi cani più sfortunati un bonus di cento euro per controlli e vaccinazioni. I numeri di telefono delle strutture sono 0586/677611 e 339/3828602. A disposizione l’Ufficio del Comune, telefono 0586/ 724511.

CASTIGLIONCELLO

ROSIGNANO Lente sui capigruppo tra «PdL» e «A Sinistra Per»

Leonardo Pieraccioni e Laura Torrisi Cena romantica «In Gargotta»

— ROSIGNANO —

CAPIGRUPPO consiliari. Promossi e bocciati. Ampiamente promossi Luca Luparini, PdL, Angela Porciani, Rds, Billy De Bari, Il Cambio. Sotto i loro colpi la giunta spesso sembra non reagire e, laddove ci riesca, è per ricevere un ‘uno-due’ micidiale. Rimandata «A Sinistra per» di Giorgio Franconi, con quel Giacomo Luppichini tra i più accreditati per entrare in giunta. Franconi e Luppichini danno l’ impressione di limitarsi alla schermaglia e di non affondare. Si dà da fare Nerina Monti, Gruppo Misto come pure Sandra Lancioni dell’IdV. In casa Pd ci aspettavamo di più da Francesco Fornai, ragazzo a modo, ma che non brilla. Attendiamo di capire Lucia Croce, Pd, efficace presidente del consiglio, che sembra prendere le distanze da parte della giunta.

— CASTIGLIONCELLO —

ASSESSORI Il vicesindaco Lilia Benini e Luca Agostini con delega al turismo

ROSIGNANO PROMOSSI CIAFFONE E TUDISCO BOCCIATI GLI ALTRI

Le nostre pagelle per la giunta ma il sindaco resta senza voto

di CINZIA GORLA — ROSIGNANO —

NON SAPPIAMO se il sindaco Franchi raccoglierà il nostro suggerimento di chiamare Paul, il polpo indovino star dei mondiali, per risollevare le sorti della giunta. Giunta di cui, come abbiamo anticipato ieri, le voci di rimpasto sono sempre più insistenti. E ALLORA ecco pagelle e borsino degli assessori dopo un anno di attività. Lilia Benini 5. Sfortunata. Annuncia gli ascensori nei sottopassi e i lavori slittano. Si fa male e Franchi le toglie per quattro mesi la funzione di vice sindaco per darla alla Ciaffone perché

«impedita». Sarebbe in pole per l’addio. Luca Agostini 4,5. Impegnato nel tour di consegna delle Bandiere Blu, quotazioni in calo per il modaiolo assessore al turismo e commercio, a oggi autore del «movida bus 2009». Elena Ciaffone 6. Non si tocca l’assessore a politiche sociali e scolastiche. Buona immagine, di lei si parla fin troppo come prossimo sindaco. DANIELE Donati 5. Non si è visto granché il cortese ex segretario Pd, ex avversario di Franchi alle primarie, ed ex presidente ventennale di Pubblica Assistenza. Per lui un super assessorato ad

ambiente e sicurezza. Ma sarebbe a rischio. Margherita Pia 4,5. L’esperta assessore all’urbanistica scivola su Quintavalle, indagato nell’inchiesta sul Regolamento

ANALISI Le fibrillazioni degli assessori potrebbero approdare ad un prossimo rimpasto Urbanistico con l’ex sindaco Nenci e ricomparso nel tavolo interistituzionale di edilizia. Pia, pur indicata da Franchi a conoscenza del nome, non solleva un problema di opportunità.

VADA VENERDÌ L’INAUGURAZIONE CON IL SINDACO

Pronto il nuovo pontile — VADA —

E’ ARRIVATA alla conclusione l’annosa vicenda del pontile di uso pubblico da installare alla Marina di Vada. Un pontile finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche per permettere l’imbarco-sbarco di persone portatrici di problematiche deambulatorie nonché ad interventi di emergenza in mare. Ppotrà risultare utile anche per i pescatori per agevolare il carico-scarico di materiali ed at-

trezzature. La costruzione della struttura è stata realizzata e messa in opera dalla ditta La Toscana Impianti di Rosignano e donata senza oneri alla collettività vadese. La parte burocratica delle licenze,della direzioni lavori è stata sostenuta economicamente dalla Gestione della Marina Vadese e, nello specifico organizzativo, dalla struttura del Circolo Nautico Vadese. Venerdì alle 18.30 taglio del nastro con il sindaco Alessandro Franchi.

LUCA Simoncini 5. Non è Maradona – giocatore, non tecnico – e nessuno si aspetta i suoi colpi di classe. Non è a rischio l’ assessore alle politiche collinari in quanto IdV. Gennaro Tudisco 6. Per la capacità di fare i conti. D’altra parte l’ex revisore dei conti di Rea, Armunia, Crom, ora delega al bilancio, è dottore commercialista. Alessandro Franchi s.v. Si distrae troppo il sindaco. Non si accorge di Quintavalle e dei carabinieri in comune per le pentole comprate a 54mila euro. E nemmeno dei consiglieri che lo interpellano su Rea. Sarà la storia, a cui l’ex sindaco Danesin lo ha consegnato con la nuova biblioteca, a dargli il voto.

QUALCUNO si sarà stupito di trovarsi fianco a fianco con Leonardo Pieraccioni e la fidanzata Laura Torrisi l’altra sera al tavolo di « In Gargotta», il ristorantino di Francesco Urbani nel cuore della Piazzetta, l’unico castiglioncellese nella «bibbia» Michelin. Entrambi intenti a degustare il san pietro al cartoccio preparato con la consueta maestria dalla chef Antonella Guerrieri. Solo i turisti però. Perché gli habitué sanno che qui si ritrovano spesso Carlo Conti e gli amici Pieraccioni e Panariello ospiti nella sua casa sul Quercetano. Con Conti, che a Castiglioncello sta trascorrendo le vacanze con la fidanzata Roberta Morise, goloso del risotto con zucchine e gamberi che si fa recapitare a pranzo da Francesco. Un Francesco Urbani giovane ristoratore e sommelier, molto attento al matrimonio cibo-vino del territorio. Ed è proprio all’insegna dell’ enogastronomia di qualità la serata di domani. Protagonista «Splendente 2009», ansonica in purezza della biologica «Brancatelli» della Val di Cornia, azienda che sarà presente con proprietario ed enologo. Già pronto il menu a base di pesce azzurro, che spazia dalle polpettine di palamita al tortino di alici nostrane. Dai filetti di triglia allo scoglio alla millefoglie di pasta fatta in casa con ricciola del Tirreno, alla tagliata di tonno al sesamo con cannellini. Info e prenotazioni ai numeri 335/269194 e 0586/754357.

BIBBONA UNA SEGNALAZIONE NELLA PINETA DI CECINA

Scomparsa, estese le ricerche — BIBBONA—

A PIÙ DI DUE GIORNI dalla scomparsa di Grazia Curcio, 83 anni, la anziana donna originaria di Sesto Fiorentino che si è allontanata domenica pomeriggio dal campeggio Melograni a Marina dove era in vacanza con i familiari, le sue ricerche sono state estese ad una zona ancora più vasta che ha compreso la pineta fino a Cecina Mare. Ricerche purtroppo senza esito. Ricerche per le quali sono state

utilizzate anche le unità cinofile e per le quali il territorio è stato battuto in modo massiccio anche con l’elicottero. Sono state distribuite in modo massiccio le fotografie della donna. Del suo allontanamento è stata interessata la trasmissione «Chi l’ha visto». Una segnalazione alla trasmissione di Federica Sciarelli ha fatto estendere le ricerche fino alla pineta di Cecina Mare. m.n.


LA NAZIONE Pagina 10 – Massa Carrara

Una ‘via crucis’ in bicicletta per la difesa del litorale MARINA — «MARINA che passione!». Venerdì alle 18 al ristorante «El Pingu» di viale da Verrazzano partirà una «Via Crucis laica in bicicletta contro la cementificazione del litorale apuano» organizzata da Legambiente, Italia Nostra, Fiab Ruota Libera , Amare Marina , Meet Up Carrara e Comitato per la Salvaguardia del Litorale Apuano. La manifestazione terminerà alla rotonda «Paradiso» e, durante il tragitto, farà tappa in 14 ‘stazioni’, ovvero 14 luoghi a rischio a ‘rischio’. Tra i temi caldi sui quali i promotori, con in primis l’ex parlamentare Riccardo Canesi, vogliono sensibilizzare la cittadinanza il porto turistico all’interno dello scalo commerciale, la difesa delle pinete, la tutela del verde pubblico, gli spazi collettivi e giovanili, il parco pubblico di Villa Ceci, la realizzazione di percorsi ciclabili integrati, la passeggiata sul molo di ponente, l’allargamento delle zone pedonali e dei marciapiedi. Sotto accusa anche la costruzione del porto turistico e il futuro della Caravella, dell’Arena Paradiso e, di altri spazi pubblici come giardino di via Genova. Gian.bac.


Rassegna 14 luglio  

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