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4 luglio


LA NAZIONE Pagina 1 – Livorno

Raugei accusa Romano e difende le biomasse LIVORNO — DICHIARAZIONI almeno «inquietanti». Enzo Raugei contrattacca le accuse del consigliere comunale di Idv Andrea Romano, in difesa della centrale elettrica a biomasse. Il cui progetto — afferma Raugei, neo riconfermato presidente della Compagnia Portali (il gruppo cui si deve l’iniziativa della centrale stessa) — «ha la finalità di assicurare solidità economica, consolidamento e sviluppo occupazionale a 500 persone, oltre a migliorare le capacità attrattive di questo territorio». Raugei respinge con durezza l’accusa di agire come consigliere comunale nell’interesse della Cpl e di aver «coinvolto il Pd». «IN UNO STATO di diritto — dice ancora Raugei — non credo sia reato che un consigliere si batta per un’iniziativa che tra l’altro risponde agli accordi di Kyoto, ai decreti Bersani, alle norme Ue ed ha rispettato il procedimento autorizzativo che ha coinvolto ben 28 enti». Dichiarandosi contrario «nel merito» alla mozione proposta, Raugei dice lecita la posizione di Romano, «ma non per questo — ironizza — mi balena che abbia le mani in pasta con chi magari ha interesse per ben altri fini a creare ostacoli». Concludendo, Raugei sottolinea che la società Porto Energia ha già espresso disponibilità ad istallare gli eventuali i filtri anti-polveri, ma solo se ne deriverà un «reale beneficio verificato dalle rilevazioni». Altrimenti — afferma — si consumerebbe solo altra energia per niente. A. F.


LA NAZIONE Pagina 1 – Livorno

Professione arroganza di FAUSTO CRUSCHELLI NO, davvero, giuro, mi piacerebbe occuparmi un po’ anche di questo bizzarro centrodestra che resta diviso — martellandosi alla Tafazzi benchè ci siano ampi spazi per guadagnare consensi stante la pochezza dell’avversario — ma non c’è verso: il Pd monopolizza la scena nel bene e, soprattutto, nel male. Robe inverosimili. Come il consiglio comunale andato a donne di facili costumi lunedì scorso. Cioè: si mette in moto la macchina, si accendono le luci del Palazzo (anche quelle costano), si spendono migliaia di euro per i gettoni di presenza e poi si finisce per rinviare temi fondamentali per il futuro del porto solo perché un consigliere alleato, Andrea Romano dell’IdV, ha parlato di «mani in pasta» sulla faccenda delle biomasse. Uno psicodramma: o le scuse o non si fa consiglio. Romano non s’è scusato, si è limitato a precisare il tenore del suo pensiero, e allora detto fatto: niente consiglio, con un’arroganza degna di miglior causa, in barba al mandato popolare. Un senso democratico quanto meno singolare, diremmo volendola far cadere dal settimo piano; per carità di patria diciamo che è stato un autogol tremendo e finiamola lì. Ma i mal di pancia sono esplosi una volta di più: non solo tra gli alleati ma anche nello stesso Pd. Daniele Bettinetti, che si candida alla segreteria e che seguita a mettere scompiglio, non esita a chiedere il commissariamento del partitone che tutto poteva ma che ora non riesce più — questo è palese — a tenere le redini. Una lenta marcia verso il nulla nel quale si inserisce persino Lamberti che nell’esplosiva intervista alle pagine 4 e 5 sembra (sembra, appunto) lisciare Cosimi ma in realtà si leva qualche sassolino e peraltro non pare neanche avere tutti i torti, anzi. Chissà come sarà contento Cosimi, che com’ è noto mi sta simpatico ma che è arrogantello la sua parte: tutti chiacchierano e lo tirano in ballo, qualcuno (noi) gli chiede interviste ricevendo promesse non mantenute, ma lui si nega riottoso manco fosse una bella fanciulla. Dalle mie parti chi tace acconsente e quindi devo dedurne, a proposito di alcune domande formulate urbi et orbi una settimana fa, che — tra l’altro — sta usando la nomina del nuovo assessore al sociale come merce di scambio negli assetti di partito. Non è una bella cosa trattare nelle segrete stanze, vero? AH, C’È un’altra chicca che troverete leggendo l’intervista al vescovo Giusti alle pagine 2 e 3: è dal monsigore, infatti, che si apprende che il caso Eni è risolto. Sua Eccellenza — che peraltro afferma una serie di concetti di raro buon senso dando lezione a tutta la presunta classe dirigente — ha parlato con il direttore dello stabilimento e questi gli ha assicurato che la raffineria resterà dov’è ecc. ecc. ecc. Ottimo: ma dobbiamo saperlo dal Vescovo che non ci risulta sia né un sindacalista né un amministratore pubblico, e se amministra lo fa semmai con l’Eucarestia e con le anime? Boh, così va il mondo e così vanno le cosiddette istituzioni locali... FINALINO con Rosignano: alla Festa del Volontariato, patrocinata dal Comune, stasera un giudice presenterà il suo libro antilegge intercettazioni. Lasciamo stare se la legge è giusta o no: ma è davvero quella la sede? E se c’investe una macchina ci saranno volontari d’ambulanza che vorranno sapere per chi votiamo prima di portarci in ospedale?


LA NAZIONE Pagina 4-5 – Livorno “Cosimi deve andare a Roma, guai se il Pd ripeterà l’errore” L’ex sindaco critica le scelte della sinistra: “E’ stato fatto un danno alla città e creato un precedente molto pericoloso” di MICHELA BERTI LIVORNO — «ALESSANDRO Cosimi deve andare al Senato. Il Pd non può ripetere l’errore che ha fatto con me quando ha sprecato un’occasione per mettere a frutto le relazioni e i rapporti che, in tanti anni di amministrazione, avevo coltivato. Ha fatto un gran danno alla città». Gianfranco Lamberti, oggi capogruppo della lista civica «Confronto per Livorno» lancia una freccia che colpisce il cuore del suo ex partito. Un cuore rosso, che ha condizionato il suo passato e che pesa come un macigno sul futuro della città. Perché le è stata preclusa la strada romana? «Il partito mi ha preferito Filippi, che credo sia uno degli aspiranti alla poltrona di sindaco dopo Cosimi, azzerando tutte quelle relazioni che avevo maturato. Ricordo solo alcuni ospiti all’inaugurazione del teatro Goldoni, l’evento che ricordo con grande passione: dal presidente Ciampi all’onorevole Gianni Letta». Il ricambio generazionale, com’è stato sventolato cinque anni fa, potrebbe essere un boomerang per Cosimi. Tant’è che il sindaco sarebbe indaffaratissimo a scongiurare lo stesso destino di Lamberti ed affermarsi come presidente dell’Anci regionale. Cosa è accaduto fra lei e Cosimi? Perché dagli abbracci si è passati ai coltelli? «Il passaggio di consegne è avvenuto in assenza di politica. Non ci sono stati spazi interni di confronto, questa dinamica si è trasferita fuori ed è sfociata, alla fine, nel film delle amministrative». Perché ha deciso di candidarsi in una lista civica, cosa doveva dimostrare? «Quando Cosimi si insediò in Comune parlò di riportare l’etica nella pubblica amministrazione; parole che suonarono come un giudizio pesante nei miei confronti. E questo non potevo accettarlo» Così Lamberti, cinque anni dopo, è tornato nell’arena politica, candidandosi con la lista civica «Confronto per Livorno»: «Per essere sempre a tiro di chi voleva spararmi addosso — spiega — ma così non è stato, anzi». ED ORA, da quelle file dell’opposizione che lo vedono baricentro tra la sinistra e la destra, guarda al Pd che appare, anche lui, sempre più in affanno. Cosa vede? «Sarà un autunno caldo, con tre grandi appuntamenti: il rinnovo del presidente dell’Autorità Portuale e la sfida del porto, il referendum per il nuovo ospedale e il congresso del Pd. Se il partito che governa la città non saprà gestire questa delicata fase, sarà un problema, anche in vista del dibattito sul successore di Cosimi. Il Pd può scegliere anche la formula: ‘Solo contro tutti...’ ma è una strada molto pericolosa, anche se, proprio in questi giorni, abbiamo assistito ai rumori dei suoi alleati Idv e Sel che, essendo pressoché inutili, cercano solo visibilità. E lo fanno nel modo sbagliato ma il Pd, anziché governare l’alleanza, scappa dalla sala consiliare». Che futuro per questa città? «La grande sfida è la Porta a Mare che deve essere ultimata mentre invece mi pare che si stia impantanando. E questo perché Livorno ha bisogno di uscire dai vecchi


schemi perché il futuro del Pd e quindi della città, non si decide in una stanza, che tra l’altro non ha più!» E il centrodestra? «Il centrodestra è lo specchio del centrosinistra, non può più vivere di rendita. Il PdL però ha avuto un’incursione positiva, quella di Marco Taradash che ha costretto tutti a non sedersi!» Qual è il suo ruolo, oggi, in questa città? «Spero di essere uno stimolo per un confronto che deve riprendere, altrimenti si rischia di restare ai margini delle grandi scelte nazionali. Se il Pd continua a guardarsi l’ombelico non governerà più. E quel 51% non è un margine che può garantire sonni tranquilli».


IL TIRRENO Pagina 5 - Prato

Idv, Ardita e Donzella candidati segretari Congresso fissato per il 12 luglio, saranno due le mozioni a confronto PRATO. Sono due i candidati alla segreteria di Idv che presenteranno le rispettive mozioni al congresso - 300 gli iscritti - che si svolgerà il 12 luglio prossimo (la sede è ancora da definire), dalle 18,30 alle 23, con votazioni alle 21. A puntare alla guida politica del partito dopo il lungo governo di Loredana Ferrara che ha ufficializzato la sua volontà di non ripresentarsi, saranno un volto storico del partito e un nome nuovo: Aurelio Donzella, medico, consigliere comunale, e Salvo Ardita, commissario di polizia, membro del direttivo, responsabile del dipartimento Sicurezza. Spetterà a loro confrontarsi sulle idee fino all’ultimo voto. Donzella punta a un partito nel quale l’organo decisionale vero sarà il direttivo, formato da 12 persone più gli aventi diritto (eletti e nominati) aumentando così la dialettica interna «mentre la segreteria - spiega Donzella - sarà formata da poche persone e avrà un ruolo tecnico». Ardita sta facendo campagna acquisti per portare nel direttivo giovani e donne: «La loro presenza spiega - deve certamente aumentare». Oltre le mozioni, infatti, i due candidati segretari dovranno presentare all’assemblea anche i dodici futuri componenti del direttivo. Donzella nella mozione presenterà due temi forti: l’urbanistica e la sicurezza. «Credo sia necessario riaffermare la necessità di una revisione del piano strutturale di Prato spiega - puntando sul recupero delle aree degradate, e il mio pensiero va al Macrolotto zero, ma con la determinazione a evitare qualsiasi ulteriore consumo di territorio». Sul fronte sicurezza Donzella è chiaro: «Bisogna che la giunta di centrodestra commenta - non prenda meriti che non gli competono ma che vanno agli investigatori». Ok all’affermazione forte della legalità «ma con la convinzione - dice che nella nostra realtà non esistono fenomeno criminali solo legati alla presenza di stranieri. L’evasione cinese esiste là dove esiste l’evasione italiana, l’illegalità cinese c’è dove coesiste quella italiana». Per Salvo Ardita «è fondamentale, per il radicamento del partito, rafforzare quel rapporto di dialogo e di scambio con le diverse realtà della società pratese, così da fare emergere i problemi reali e da quelli partire per proporre soluzioni e progetti. Non bisogna, infatti, dimenticare i valori fondamentali di Idv: l’etica politica e la solidarietà sociale». «Un esempio contrario all’etica politica alla quale mi riferisco continua Ardita - sono le scelte di questa amministrazione sulla sicurezza: mettere il controllo della città in mano a persone che non lo sanno fare, perché fanno altro, significa fare degli spot pubblicitari, cioè ingannare i cittadini». Altro tema della mozione sarà quello del lavoro: «Mi chiedo - aggiunge Ardita - cosa accadrebbe se i lavoratori entrassero come partecipazione diretta nelle aziende. In un momento così difficile è compito della politica trovare idee nuove». C.O.


LA NAZIONE Pagina 23 – Firenze Signa. Il Pd blocca l’Odg Mori

La maggioranza si spacca sull’equiparazione dei vigili ad agenti di polizia di Stato NUOVA FRATTURA fra il Pd e l’Italia dei Valori di Signa, entrambe forze di maggioranza dell’amministrazione comunale. Il Partito Democratico ha infatti bocciato, in consiglio comunale, l’ordine del giorno presentato dal capogruppo dell’Idv, Alessandro Mori. Il documento, che ha ricevuto il solo voto favorevole di Mori e l’astensione di tutte le forze di minoranza, è stato respinto proprio a causa del no del Pd. Il documento chiedeva «l’equiparazione giuridica ed economica della polizia municipale alla polizia di stato». «La sicurezza del territorio è storicamente esercitata dallo Stato tramite le forze di polizia statali - aveva spiegato Mori, che lavora come vigile a Firenze - ma spesso la polizia locale viene usata per controllare e reprimere comportamenti indicati come “degrado”, ma che attengono all’ordine pubblico. Occorre dunque fare una scelta: o si equipara a tutti gli effetti giuridici la polizia locale a quella statale, oppure si torna a utilizzarla solo ai fini di polizia amministrativa, disarmandola e demandando totalmente alle polizie di Stato l’ordine pubblico». Mori aveva anche chiesto di riprendere con una telecamera la discussione dell’ordine del giorno, ma non ha ottenuto l’autorizzazione. Già nei giorni scorsi infine, aveva lasciato la riunione della commissione urbanistica «non concordando ha spiegato - con la scelta di urbanizzare ulteriormente il paese». «Faccio parte di questa maggioranza - ha spiegato - ma questo non mi impedisce di essere una voce critica quando è necessario». Li. Cia.


IL TIRRENO Pagina 9 – Viareggio Seravezza. Il Pd si allea con cinque partiti. «In lista tanti giovani»

È partita la rincorsa di Neri Elezioni 2011: il centrosinistra conferma il sindaco Al primo punto del programma la via dei Marmi LUCA CINOTTI SERAVEZZA. È una volata lunga, lunghissima, quella lanciata da Ettore Neri e dal centrosinistra per le elezioni della prossima primavera. Il Pd e i suoi alleati (Idv, Sinistra e libertà, Federazione della sinistra, verdi, socialisti) hanno ufficializzato ieri la conferma del sindaco uscente per un altro mandato. Una mossa in largo anticipo voluta - sintetizza il coordinatore della coalizione Giancarlo Meini - «per dare un segno di trasparenza e di rispetto verso i cittadini». Il simbolo sarà lo stesso delle elezioni 2010: Pd e alleati scommettono su una formula che si è rivelata vincente. «Il programma, nelle sue linee portanti, è stato completato», spiega Neri. Che non si nasconde, tuttavia, la necessità di alcuni cambiamenti: «Dato per scontato che alla giunta ci penseremo una volta vinte le elezioni, c’è da dire che bisogna investire su forze nuove». Questo significa che circa metà della lista sarà composta da giovani (almeno nel senso dell’esperienza politica). Un criterio che potrebbe causare qualche problema, visto che (per effetto della norma taglia-poltrone), diminuiranno i posti in consiglio comunale e in giunta. Neri & C., comunque, sembrano decisi a rimandare questi problemi a un secondo momento. Ora ci sarà la definizione del programma che - come spiega Enrico Griotti «verrà fatta in maniera condivisa, con i cittadini». Ai primi posti, spiega Neri, ci sarà «l’investimento sulla via dei Marmi: intorno a questa potremo innescare politiche culturali, turistiche, produttive. Un “rimpianto” per qualcosa non fatto? Il collegamento ciclabile fra Forte e Seravezza lunga la vecchia provinciale. Il progetto c’è, stiamo aspettando l’occasione per trovare i finanziamenti». Domanda d’obbligo sul “dualismo” fra pianura e montagna, da più parti sottolineato: «È fondamentale l’unità del territorio, dobbiamo evitare che i campanilismi degenerino», dice Riccardo Biagi, dell’Idv. Più duro il sindaco: «Abbiamo lavorato su ogni frazione. Abbiamo potenzialità che possono essere tarpate solo con stupide divisioni fra territori».


LA NAZIONE Pagina 17 – Viareggio Seravezza. Il centrosinistra unito ricandida Ettori Neri ETTORE Neri (nella foto) è l’uomo d’oro del centrosinistra. In largo anticipo sui tempi, la coalizione compatta del centrosinistra non ha avuto dubbi a riproporre l’attuale sindaco alle amministrative del 2011. «Abbiamo deciso di anticipare i tempi — sottolinea Giancarlo Meini, in veste di coordinatore della coalizione — perché vogliamo cominciare subito definire il programma elettorale. Buona parte degli interventi previsti sono stati portati avanti, ma va studiato un progetto per il futuro, oltre a garantire trasparenza e rispetto per gli elettori». Il paese ha subito una discreta trasformazione con tre vettori sostanziali: il sociale con le varie cliniche e distretti sanitari, la cultura e il tursimo con la creazione della Fondazione Terre medicee e la ristrutturazione dell’area e la vocazione industriale confermata coi lavori appena iniziati nell’area delle Ciocche. Nell’arco di una decina di anni inoltre il paese potrebbe superare la soglia dei 15mila abitanti e quindi serve un’attenta programmazione del territorio. Ora le grate ci sono tutte, compreso il Regolamento urbanistico, serve decidere come riempirle. La coalizione che sostiene Neri, che avrà lo stesso logo, oltre allo stesso nome«Unione per Ettore Neri sindaco», che consentirà anche una riduzione dei costi per la campagna elettorale è formata da Pd, Federazione della Sinistra (Prc e Pdci), Verdi, Idv, Sinistra e Libertà, Psi.


LA NAZIONE Pagina 3 – Pistoia Il punto di vista

Betti (IDV): “Droga e alcol. Troppi bivacchi nelle strade” «UBRIACHI molesti, degrado, spaccio di droga, bivacchi: ecco cosa è diventato il centro storico». Anche dal Comune si alzano voci contro «gli effetti collaterali» da movida. Il capogruppo Idv Andrea Betti (nella foto) ha presentato un’interpellanza per chiedere alla giunta quale sia l’impiego di forze di polizia durante le ore notturne in centro e la «programmazione di strategie deterrenti al fine di arginare» chiasso, frastuono e degrado. L’esponente della maggioranza si fa così paladino delle proteste dei residenti. «Entro il perimetro della prima cerchia muraria — denuncia — si è creata una situazione di emergenza igienico sanitaria e di pericolo nei confronti dei cittadini, spesso minacciati da ubriachi. Gli androni, i portici e le piazze, vengono adibiti a varie funzioni: bivacco di giorno, dormitorio dalle 22 in poi, gabinetto alle 6 el mattino. Ma l’interessamento dell’amministrazione al problema risulta sempre più latitante — conclude Betti — generando nei residenti una grande rassegnazione».


IL TIRRENO Pagina 4 - Prato STATI GENERALI

La grande alleanza sul turismo tra Prato, Firenze e Pistoia Giovedì 8 luglio una giornata di lavori al Museo del Tessuto PRATO. Faranno il punto sulle strategie di programmazione e di promozione del turismo per i prossimi tre anni gli Stati generali del Turismo, ma la novità è che Firenze, Prato e Pistoia si muoveranno insieme, grazie all’accordo siglato qualche settimana fa che individua nell’area metropolitana il bacino di offerta e di proposta ideale per catturare il turista fino al 2012. Tre province e quattro Apt (Firenze, Prato, Pistoia-Abetone-Montagna Pistoiese, Montecatini Terme-Valdinievole) saranno dunque gli attori che metteranno a punto il cartellone di iniziative per dare gambe all’accordo anche con l’appuntamento pratese, gli Stati generali del Turismo, in programma per l’8 luglio al Museo del Tessuto. «Province, Apt, operatori e associazioni dell’area metropolitana saranno tutti a Prato per mettere in fila le iniziative che promuovano in Italia e all’estero tutta l’area metropolitana - spiega l’assessore Antonio Napolitano - Nei prossimi anni dunque Prato non si muoverà da sola, la promozione del nostro territorio e soprattutto dei prodotti turistici già scelti dall’accordo, sarà amplificata dal tandem con Firenze e Pistoia, anche agli appuntamenti fieristici italiani e stranieri». Il punto di partenza dell’accordo è proprio il consolidamento della governance metropolitana perché interlocutori di livello locale e sovralocale (pubblici e privati, rappresentanti delle categorie e della società civile) interagiscano per condividere strategie e selezionare priorità in una prospettiva di medio-lungo periodo dello sviluppo. Già individuate anche le priorità, sei segmenti turistici su cui la strategia metropolitana verrà messa alla prova con l’obiettivo di vendere il prodotto più che la destinazione turistica. Anzitutto gli itinerari etruschi e dell’arte contemporanea comuni ai tre territori provinciali, con una sottolineatura per il lancio del sito di Gonfienti. E poi turismo scolastico, sportivo e ambientale, congressuale, termale e turismo accessibile con le problematiche dei turisti diversamente abili e della sostenibilità ambientale. La strategia intende aggredire in modo mirato il mercato italiano, ma anche i mercati turistici europei della Germania, del Regno Unito e del nord Europa (Scandinavia e Benelux), del nord America (Usa e Canada), e quelli emergenti (Cina, India). Le tre Province insieme parteciperanno alle fiere di Goteborg (Svezia), Madrid e Mosca e per la prima volta affronteranno l’est europeo. Mentre in ambito nazionale già da settembre partiranno delle iniziative di viral marketing (o non convenzionale) nelle grandi città del nord Italia. I lavori dell’8 luglio cominceranno alle 9.45 con i saluti del presidente della Provincia Lamberto Gestri a cui seguiranno,tra gli altri, gli interventi di Cristina Scaletti, assessore al Turismo della Regione, di Giacomo Billi, assessore della Provincia di Firenze, Antonio Napolitano, Federica Fratoni, presidente della Provincia di Pistoia, Carlo Longo (presidente della Camera di commercio), Elena David, presidente dell’Associazione Italiana catene alberghiere.


CORRIERE DI MAREMMA – CORRIERE DI SIENA Partecipanti arrivati da tutta la regione, cortei, cartelli e tanti striscioni. La Cgil: la manifestazione di Firenze un grande successo.

Centomila in piazza contro la manovra Sciopero Un momento della manifestazione di ieri Sono stata 100mila, secondo il sindacato, le persone che ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione regionale indetta dalla Cgil Toscana a Firenze per protestare contro la manovra del Governo. Due grandi cortei, aperti dagli striscioni della Cgil Toscana e di quella fiorentina hanno attraversato il centro storico. A sfilare i rappresentanti di numerose aziende provenienti da tutta la Toscana assieme a semplici cittadini, esponenti politici e delle istituzioni. Alla prima parte della manifestazione ha partecipato, tra gli altri, anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Un lungo comizio sotto il sole del vice segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha concluso la manifestazione che si è sciolta al grido «Viva la Cgil, viva il lavoro». Numerosi gli striscioni sotto al palco tra cui uno che ricordava il disastro ferroviario alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009 in cui morirono 32 persone. ( Fino al termine della manifestazione i lavoratori hanno continuato ad affluire in una calda e assolata piazza Santa Maria Novella, tanto che la Cgil ha distribuito 4 . 500 bottigliette d’acqua. Striscioni e cori contro la manovra del Governo e l’immancabile “ Bella cia o” , insieme al suono delle vuvuzela, dei fischietti e delle note di alcuni musicicisti che hanno formato bande improvvisate, hanno accompagnato il passaggio dei due cortei e anche qualche turista si è unito per brevi tratti ai manifestanti, scattando qualche foto ricordo di una inedita e colorata mattinata fiorentina. A fianco dei lavoratori anche i gonfaloni di numerosi Comuni e Province, con tanto di primi cittadini in fascia tricolore (non c’era quello di Firenze Matteo Renzi) e anche vari esponenti politici tra i quali il segretario del Pd toscano Andrea Manciulli, il capogruppo Pd in Consiglio regionale Vittorio Bugli, il portavoce di Sel toscana Giuseppe Brogi e rappresentanti della sinistra e dell’Idv, presenti in piazza con un gazebo. Anche i lavoratori del Maggio hanno sfilato. Sul palco si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti dei lavoratori per poi lasciare la parola a un lungo intervento del vicesegretario generale della Cgil Susanna Camusso. Alla piazza, la leader del sindacato ha ricordato il motivo della manifestazione e ha fortemente criticato il Governo e la manovra. «Non abbiamo la memoria corta - ha detto - non ci siamo svegliati improvvisamente 15 giorni fa e da due anni diciamo al Governo che c’è la crisi, e che esiste un paese reale fatto di lavoratori e pensionati. Non abbiamo mai creduto a quel paese delle favole che ci hanno voluto far credere, dicendoci di essere ottimisti, e che bastava fare acquisti e la crisi non ci sarebbe stata». Camusso ha spiegato che “ la crisi non l’hanno creata i lavoratori ma coloro che il Governo oggi vuole proteggere. ”


LA NAZIONE Pagina 31 – Firenze

Archeologia. La storia di notte di OLGA MUGNAINI L’ARCHEOLOGIA come racconto del passato. Ma non solo: anche strumento per scoprire in quale modo gli antichi dialogassero con i loro contemporanei attraverso oggetti di uso comune, sculture, edifici. Niente infatti parla più una pittura vascolare, il modellato di un animale mitologico o i rilievi su un frontone. La decima edizione delle «Notti dell’Archelogia» ha scelto quest’anno più che mai la forma del narrare e tra gli oltre 200 appuntamenti in calendario, particolare rilievo assume la rassegna “Archeologia narrante” che sposa il teatro con alcuni dei siti più importanti e suggestivi siti della Toscana, che già da soli parlano e raccontano delle epoche antiche. Presentata ieri dall’assessore alla cultura della Regione, Cristina Scaletti, dal direttore del Museo Archeologico di Firenze Carlotta Cianferoni e dalla presidente della fondazione Toscana Spettacolo Simonetta Pecini, la rassegna inizia il 10 e prosegue fino al 31 luglio, toccando ben 82 comuni toscani, con aperture notturne ed eventi in 115 musei, parchi e aree archeologiche. “Archeologia narrante” presenta 9 appuntamenti centrati sulla mitologia e la letteratura classica. Si comincia il 13 e 14 luglio a Cortona con la Compagni di Mimmo Cuticchio che rappresenta l’Iliade recitata dai pupi siciliani; per passare all’Archelogico di Firenze il 15 luglio con la versione poetica di Vincenzo Perrotta delle Eumenidi. A Baratti il 16 e a Sovana il 18 luglio la Compagnia Katzenmacher di Alfonso Santagata presenta le versioni site specific di Tragedia a... E ancora Siena (23 luglio), dove Riccardo Massai con La bella addormentata nel raffronto fra il mito di Persefone e la principessa della fiaba. A Orbetello (24 luglio) le Troiane, con Serena Sinigaglia che intreccia i versi di Euripide con quelli di Omero. Ad Artimino (28 luglio) l’Odissea impaginata da Caterina Casini con Ivana Monti; mentre a Pisa (29 luglio) rivive il mito di Ulisse con il racconto di Valerio Massimo Mandredi interpretato da David Riondino e Paolo Bessegato. Infine il 31 luglio a Murlo Edipo e la Pizia di Dùrrenmat messo in scena da Lucia Poli insieme a Giorgio Rossi. Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito. Info e programma su www.fts.toscana.it e e www.regione.toscana.it/notti dellarcheologia. Ai ragazzi è dedicato invece il ciclo «I giovani e il mondo antico», realizzato con la Rassegna del Cinema Archeologico Internazionale di Rovereto e Archeologia Viva. In 18 musei saranno proiettati cartoni animati, film di animazione in 3D e documentari selezionati per fasce di età. “La Toscana e i suoi grandi archeologi” è il ciclo di incontri, mostre, conferenze dedicate a coloro che hanno permesso la scoperta delle radici delle civiltà della Toscana. Tra i nomi più illustri Luigi Adriano Milani, Isidoro Falchi, Antonio Minto, Umberto Calzoni.


LA NAZIONE Pagina 16 – Lucca Turismo. Mercoledì un convegno all’Apt con il sindaco e altre autorità

«I giovani amano Torre del Lago» Per Alessio De Giorgi è la meta più gettonata dagli omosessuali E’ TORRE DEL LAGO la ‘Mykonos’ italiana. La frazione, infatti — stando ai dati rilevati attraverso un sondaggio sul turismo gay promosso dal portale ‘Gay.it’, diretto da Alessio De Giorgi — risulta la destinazione turistica italiana preferita da gay, lesbiche, bisex e transgender. La località versiliese — sempre secondo la statistica, che ha raccolto in tre giorni (dal 25 al 28 giugno) le indicazioni di 1371 utenti — è la meta più gettonata tra i rappresentanti del mondo gay e lesbo: a sceglierla, infatti, sono stati il 27% dei vacanzieri del weekend e il 21% dei turisti che hanno deciso di rilassarsi lontano da casa per un periodo superiore ai cinque giorni. Dopo il paese che sorge sulle sponde del Massaciuccoli, per quel che riguarda i fine settimana, la zona più frequentata da gay e lesbiche è la riviera Romagnola, che è stata indicata dal 10% degli intervistati, mentre per quel che concerne i soggiorni di circa una settimana, alle spalle di Torre del Lago ci sono Gallipoli e il Salento, che hanno raccolto l’apprezzamento del 16% dei partecipanti al sondaggio. UN ALTRO aspetto emerso dall’indagine condotta dal network è quello relativo alle fasce d’età che raggiungono i diversi posti di vacanza italiani. Torre del Lago — ancora secondo i dati raccolti da ‘Gay.it’ — attrae persone giovani e meno giovani, mentre la Romagna è particolarmente apprezzata da giovanissimi e over 46. La frazione, ancora, oltre ad incontrare il favore dei toscani, è amata da emiliani, liguri, sardi, piemontesi, veneti e dalle donne in genere, ma catalizza meno l’attenzione di laziali, marchigiani, pugliesi e meridionali. Torre del Lago, inoltre, anche grazie all’attività svolta dal Consorzio friendly Versilia, attivo dal 1999, rimane ancora oggi l’unica meta turistica estiva italiana conosciuta a livello internazionale. Il fenomeno del turismo gay, insomma, si conferma una realtà in Versilia, tant’è che mercoledì prossimo alle 10, alla sede Apt di Palazzo delle Muse, sarà al centro di un convegno al quale prenderanno parte, fra gli altri, il sindaco Luca Lunardini, il vicepresidente della Provincia, Patrizio Petrucci, il presidente dell’associazione di turismo gay e lesbico internazionale, Jonh Tanzella, il presidente nazionale di Confindustria assotravel, Andrea Giannetti e l’assessore regionale al turismo, Cristina Scaletti. G.Z.


IL TIRRENO Pagina 1 - Lucca Presto l’incontro con la Regione

La Provincia chiede di adeguare la legge E.S. LUCCA. Poter distinguere in maniera netta fra strutture ricettive e locazioni turistiche e, all’interno delle struttue ricettive, fra una tipologia e l’altra; cosiccé obblighi e divieti previsti per le varie strutture non vengano elusi “nascondendo” la propria attività dietro un’altra. È quanto chiederà la Provincia alla Regione: l’assessore provinciale al turismo Patrizio Petrucci ha già chiesto un incontro all’asessore regionale al turismo, Cristina Scaletti, e si dice «fiducioso» di incontrarla entro la fine di luglio. «Bisogna adeguare la normativa - commenta Petrucci -, in maniera tale che si possa distinguere nettamente fra chi può offrire determinati servizi e chi no, così da non concedere scappatoie al limite della legalità a chi fa concorrenza sleale. C’è qualche piccolo buco normativo nel testo unico in materia di turismo, occorre tappare la falla al più presto per poter continuare con una strumentazione adeguata la lotta all’abusivismo ricettivo».


IL TIRRENO Pagina 6 – Prato FERRARA (IDV) «Una manovra iniqua» “Questo Governo ha appena tagliato i gettoni di presenza per i consiglierei delle Circoscrizioni che rappresentano il primo e vero contatto fra i cittadini ed i politici, sta varando una manovra economica di lacrime e sangue e poi sperpera soldi pubblici in questa maniera indecente”, così Loredana Ferrara, segretaria provinciale dell’Italia dei Valori di Prato, all’uscita dal Comune dove è stata consegnata la “Mazza dei Gonfalonieri” al capo della polizia Antonio Manganelli nel vedere e contare che in piazza del Comune c’erano parcheggiate ben dodici auto blu oltre ad un numero esagerato di uomini e mezzi della polizia. «Con tutto lo spreco di denaro pubblico che c’è stato in questa occasione - continua Ferrara - si sarebbero potuti pagare i gettoni di presenza per un intero anno ai consiglieri delle cinque circoscrizioni di Prato».

LEGGE BAVAGLIO

Due mozioni in Provincia Portano la firma dei capigruppo Fabio Rossi e Luca Mori le mozioni che i gruppi Pd e Idv presenteranno in Consiglio provinciale contro la manovra economica del Governo e contro il disegno di legge 1611 detto “Ddl intercettazioni”. Le due mozioni saranno iscritte all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio a palazzo Buonamici.


Rassegna 4 luglio