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27 giugno


LA NAZIONE Pagina 14 – Attualità Pressing. Dopo Alfano in campo anche la Brambilla e Berlusconi dal Canada

Intercettazioni, il governo spinge: legge necessaria ROMA — «UN DISEGNO di legge necessario ed equilibrato». Il ministro della Giustizia Alfano torna sul ddl intercettazioni spiegando la campagna ‘Non vogliamo essere spiati’ avviata dai Promotori della libertà del ministro Michela Brambilla. E il premier, dal Canada, plaude all’iniziativa: ribadendo «l’indispensabilità» della legge per «difendere il nostro diritto, il diritto di tutti alla riservatezza». Un’operazione «di verità», l’ha definita Alfano, «ormai necessaria perché la sinistra italiana ancora una volta dimostra la propria incoerenza, utilizzando argomenti strumentali e populisti per inseguire il consenso della piazza e dimenticando, con mala fede, il fatto che nel 2007 proprio durante il governo Prodi, fu votato praticamente all’unanimità alla Camera il primo ddl sulle intercettazioni». L’attuale governo lo ha riproposto «perché riteniamo che vi siano stati troppi abusi nell’utilizzo di questo straordinario e delicatissimo strumento di indagine». Per il responsabile della Giustizia è in atto «uno sciacallaggio» senza precedenti con «distorsione volontaria della realtà». I capisaldi del provvedimento spiegati da Alfano: le intercettazioni potranno essere effettuate per le stesse tipologie di reato per le quali già oggi sono consentite con l’aggiunta dello stalking. PER REATI di mafia e terrorismo e per la ricerca dei latitanti l’impianto resterà immutato, compresa la durata; i risultati potranno sempre essere utilizzati in procedimenti diversi relativi a reati di mafia e terrorismo e a tutti gli altri reati di allarme sociale; viene sempre garantito il diritto alla pubblicazione di notizie relative a un’indagine. Caduto il segreto istruttorio si potrà pubblicare un riassunto degli atti di indagine, salvo per le intercettazioni che non saranno pubblicabili sino a conclusione delle indagini. MA LA spiegazione del Guardasigilli non ha convinto né l’Idv né il Pd. Né, tantomeno, si sono ricreduti i magistrati dell’Anm e i giornalisti della Fnsi che preparano una manifestazione per il primo luglio. Secondo Felice Belisario (Idv) quella di Alfano «è una bugia da Pinocchio» perché «non riprende il ddl del precedente governo di centrosinistra». Per Emanuele Fiano (Pd) il ddl «è, come ha detto il procuratore di Palermo Messineo, un elemento di impedimento delle indagini». Dal Quirinale, infine, una precisazione: nessun contatto con il ministro Alfano in tema di intercettazioni. s. m.


LA NAZIONE Pagina 13 – Pistoia

Quarrata. Pagliaro (Idv): «I cittadini aspettano ancora la passerella sul ponte Stella» I CITTADINI di Valenzatico chiedono all’amministrazione comunale che fine ha fatto la realizzazione della passerella per i pedoni sul tortuoso ponte sul torrente Stella. A farsi interprete di questa richiesta è Domenico Pagliaro, coordinatore dell’Italia dei Valori di Quarrata, già consigliere comunale: «Sono circa trent’anni, dice Pagliaro, che le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida dell’amministrazione hanno promesso la realizzazione di questa passerella per consentire l’attraversamento ai pedoni, ma ad oggi e nulla si è ancora visto. I cittadini chiedono se mai si farà, quando inizieranno e finiranno i lavori.Il disagio dei cittadini di Valenzatico è uguale a quello di altri cittadini delle frazioni del nostro comune molte delle quali sono in totale stato di abbandono, servizi inesistenti o inefficienti, viabilità precaria. Ci domandiamo se esistono cittadini di seria A e cittadini di serie B. Chi amministra il nostro comune si dovrebbe preoccupare di distribuire le poche risorse disponibili in maniera equa. Noi dell’ Italia dei Valori di Quarrata — conclude Domenico Pagliaro — riteniamo che questo modo di amministrare è sbagliato. Le istanze che vengono dai cittadini vanno sempre accolte da chi amministra». Giancarlo Zampini


LA NAZIONE Pagina 2 – Massa Carrara Politica. Acceso dibattito al Congresso. I dipietristi si dividono, sconfitta la mozione di Emanuela Ferrari

Italia dei Valori: Fruzzetti nuovo coordinatore provinciale MASSA — GALEANO Fruzzetti è il nuovo Coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori. E’ stato eletto nel corso del congresso che si è svolto venerdì a Marina di Massa, alla presenza dell’on. Fabio Evangelisti e del consigliere regionale Giuliano Fedeli. Due le mozioni presentate: una a sostegno di Emanuela Ferrari di Tresana, l’altra in favore, appunto, del massese Galeano Fruzzetti che, dopo la discussione, è stato eletto con 37 voti, contro i 29 riscossi da Ferrari. Nonostante l’acceso dibattito dei lavori, il congresso si è concluso con l’unanime ringraziamento al coordinatore uscente, Severino Meloni, e l’impegno comune di Fruzzetti e Ferrari a lavorare insieme per lo sviluppo e il radicamento del partito. «Quello del congresso è stato un bel confronto — ha spiegato Fruzzetti— sui contenuti e sull’idea di Partito che vogliamo sviluppare. Adesso però è giunto il momento di remare tutti dalla stessa parte. Garantisco che l’Idv di Massa Carrara è apertissimo e tutti gli incarichi saranno trasversali. Siamo chiamati a uscire dalla logica del movimento per divenire un Partito strutturato e radicato nel territorio. La prima cosa da fare è organizzarci in dipartimenti e aree tematiche per affrontare tutte le questioni della provincia, a partire dalle tematiche ambientali e del lavoro. In questo senso, saremo il 2 luglio al fianco della Cgil alla manifestazione di Firenze». Saranno anche organizzati incontri di ascolto. Il coordinamento è formato da Fabrizio Evangelisti, Francesco Olmo, Eulalia Marsiglia, Riccardo Canesi, Claudia Bienaimè, Daniela Alderici, Paolo Trevisan, Stefano Gaffi, Emanuela Ferrari, Ruggero Porta, Nadia Della Pina, Severino Meloni; membri di diritto Sara Vatteroni, Graziana Pacetti e Frida Alberti.


LA NAZIONE Pagina 11-12 – Massa Carrara

Un “vernissage” tra i rovi e le macerie Inaugurazione ufficiale agli ex laboratori Corsi. L’allestimento fa colpo su visitatori e ospiti CARRARA - SOTTO un sole cocente, in mezzo ai rovi e agli sterpi circondati dalle rovine dei laboratori Corsi. Fosse solo per questo, l’inaugurazione ufficiale di ieri mattina della Biennale andrebbe agli annali come uno dei più sgangherati «vernissage» cui è capitato di assistere. Invece, anche questa anomala — e per qualcuno finanche discutibile — scelta fa parte di un copione che il curatore Fabio Cavallucci ha scritto con il preciso intento di rispettare fino all’ultima lettera. Celebrare il «Post» dei monumenti, ma anche indagare i perché e i percome della decadenza di Carrara. DUNQUE, la scelta di fare degli ex laboratori Corsi (l’allestimento con la collaborazione dell’architetto Corrado Lattanzi) il cuore pulsante della Biennale è un modo per dire: questa è la città, queste sono le sue ferite, non chiudiamo gli occhi, ma anzi cerchiamo di capire come il post possa diventare passato. Una «visione» che qualcuno, almeno in prima battuta, non ha digerito. Se dai discorsi «ufficiali» non è potuta ovviamente trasparire alcuna critica, passeggiando in mezzo ai capannoni riallestiti a mo’ di museo, diverse persone hanno avuto da ridire sulla scelta del curatore. Come l’artista Cecchini — quello della vernice rossa alla fontana di Trevi — che si è messo a criticare pesantemente la Biennale urlando in mezzo alla folla tutto il suo disappunto. Ad aprire la cerimonia il sindaco, Angelo Zubbani, con un intervento incentrato sulla necessità di restituire a Carrara il ruolo di capitale della scultura e del marmo. Poi i saluti dell’ambasciatore svizzero, Bernardino Regazzoni, al console onorario d’Olanda, Ugo Vincenzini, e al console d’Inghilterra, David Brunfields, mentre il ministro Sandro Bondi ha fatto sentire la sua voce con un telegramma in cui ha promesso di venire presto a visitare l’esposizione. La parola è poi andata alla nuova assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti: «Inaugurare una mostra di scultura a Carrara significa valorizzare il marmo, uno dei nostri beni culturali più preziosi». Infine, Cavallucci ha ribadito il tema portante della mostra. Poi il taglio del nastro e tutti dentro a vedere quel che resta di un pezzo di storia della città. Appunto, sterpi, rovi, macerie, ma soprattutto scultura. Una selezione di opere che, piaccia o no, rende cosa sia stata l’arte monumentale e di quanto essa sia scomparsa dalla scena culturale. NON A TUTTI è piaciuta l’idea di Cavallucci. Molti, invece, hanno apprezzato il coraggio e la volontà del curatore di fare una Biennale molto «carrarina». Anche se, ovviamente, siamo appena all’inizio, e dunque per tirare le somme si deve aspettare ancora un po’, di sicuro c’è da dire che questa Biennale ha il merito di fare «colpo». D’altronde, lo faceva ancor prima di aprire: quando la provocazione di Cattalen portò la città su tutti i principali mezzi di informazione. Probabilmente lo farà ancora nei prossimi mesi. Nel frattempo, ci si augura che il dibattito si allarghi al valore delle opere. Noi, non ci affrettiamo in giudizi trancianti come qualche coraggioso ha già fatto. Diamo tempo al tempo e diamoci tutti il tempo di capire a fondo prima di giudicare.


IL TIRRENO Pagina 4 - Prato Ferrara lascia, l’assemblea a Narnali in vista del congresso

Idv, cambia la segreteria PRATO. Mercoledì prossimo alle 21, nei locali del circolo Renzo Grassi in via Pistoiese 508 a Narnali, si terrà l’assemblea degli iscritti di Italia dei Valori in vista del congresso provinciale che verrà organizzato a metà luglio. La segretaria provinciale uscente, Loredana Ferrara, annuncerà la propria decisione di non ricandidarsi. L’assemblea servirà per preparare a livello organizzativo il congresso. Verrà fatta anche un’analisi politica di quanto accaduto in questo primo anno dalle elezioni amministrative del giugno 2009, toccando le realtà dei singoli comuni e della Provincia di Prato. Potrebbero essere presentate anche le prime candidature per la successione in segreteria anche se c’è tempo fino alle 12 del giorno precedente il congresso.


Rassegna 27 giugno