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IL TIRRENO Pagina 10 – Attualità

Ambiente, anche l’Idv ha combinato poco Sul giornale di domenica ho letto con piacere che l’on. Fabio Evangelisti garantisce che controllerà che gli eletti dell’Italia dei Valori siano attenti a salvaguardare il territorio dalla cementificazione selvaggia. Purtroppo a Livorno fino adesso, nonostante la parte più sensibile ambientalmente abbia tentato inutilmente di limitare i danni, gli amministratori si sono resi ben disponibili alla rendita fondiaria con distruzione di territorio e miserevole vantaggio pubblico. Accordo di programma Porta a Mare, contratti di quartiere 2 e 3, Terme del Corallo e Nuovo Centro con altri supermercati e migliaia di appartamenti, nuovo ospedale. Senza considerare rigassificatori, centrali a “biomasse” e raddoppio di inceneritori! Se contatta qualche consigliere Idv più a vicino alla cittadinanza le confermerà che si sta verificando uno scollamento con gli elettori costretti spesso a ricorsi legali e raccolte di firme per referendum abrogativi sulle decisioni delle giunte locali in cui l’Italia dei Valori è sempre stata presente con incarichi di prestigio. Evidentemente qualcosa nella rappresentanza politica non ha funzionato. Nessuno nega l’importanza e le continue battaglie del suo partito nel cercare di salvaguardare la legalità nel nostro paese ma in tema ambientale non si può essere di lotta e di governo. Bisogna scegliere! Comunque l’on. Evangelisti ora, almeno per informarsi in tempo reale ed intervenire subito, ha la possibilità grazie al Tirreno, ad Oliviero Toscani e Salvatore Settis, di seguire la cementificazione selvaggia ed il degrado sul sito “Nuovo paesaggio toscano”. Francesco Marani Livorno


IL TIRRENO Pagina 5 - Prato Battaglia in Regione: Idv motiva, la Lega si astiene

Betti vicepresidente Ok dell’intera maggioranza PRATO. E’ fatta. La candidatura di Roberta Betti nel cda del Metatsasio è stata votata ieri dall’intera maggioranza del consiglio regionale. Non senza qualche malumore e numerosi contatti prima della riunione. Il nome di Roberta Betti che diventerà, per statuto, la vicepresidente del Met andando a collaborare con il presidente Umberto Cecchi, non era troppo gradito a Idv per questioni di incompatibilità. Il partito governato a Prato da Loredana Ferrara giudicava infatti inopportuna la candidatura, vista la presidenza della Betti al Politeama. Scontro rientrato in extramis dopo una serie di telefonate di fuoco. Voto positivo di Idv ma motivato. Astensione, invece, per la Lega regionale. E’ comunque soddisfatto il primo tra i sostenitori di Betti nel cda dello stabile toscano. «Sicuramente Roberta Betti - scrive in un nota il consigliere regionale Fabrizio Mattei - è una figura e una esperienza nella quale si può rinoscere l’intera città. Le doti di grande capacità, competenza e passione - aggiunge - che sono state riconosciute anche dagli interventi in aula, rappresentano un valore aggiunto per la Fondazione Metastasio. Mi dispiace - continua Mattei - che su questa candidatura il Pdl, come dichiarato dal capogruppo Magnolfi, non abbia votato favorevolmente aducendo questioni di incompatibilità e inopportunità del tutto inesistenti. Un’occasione persa - conclude - per dimostrare di avere a cuore le sorti del nostro teatro».


IL TIRRENO Pagina 4 - Cecina Le reazioni della politica

Critiche da destra a sinistra, compatta invece la maggioranza Scettiche le minoranze: proposta tardiva RINO BUCCI ROSIGNANO. Il consiglio comunale si divide sulla proposta avanzata dal sindaco Alessandro Franchi che nei giorni scorsi, dalle colonne del Tirreno, aveva teso la mano alla Solvay per discutere di una possibile gestione comunale del teatro. Compatta la maggioranza che appogia in pieno Franchi, l’opposizione rimane critica. «Si tratta di una mossa tardiva e intempestiva - commenta Giacomo Luppichini di Sinistra per Rosignano - comunque sia Franchi sta cavalcando una proposta che abbiamo formulato a marzo, quando uscì la notizia della vendita del teatro. La proposta va perfezionata, serve almeno un passaggio in commissione». Per l’Idv, il sindaco ha fatto la scelta giusta. «Quell’edificio - commenta il capogruppo Sandra Lancioni - è parte del patrimonio di Rosignano. Addirittura, veniva trattenuta una quota dallo stipendio degli operai per la sua realizzazione. Visto che è un pezzo del nostro territorio, l’Idv ritiene che la proposta di Franchi sia ineccepibile». Per Angela Porciani di Rds l’idea di Franchi «è campata in aria. Una proposta piovuta dal cielo, senza che nessun consigliere sapesse niente. Abbiamo letto la notizia sulla stampa, mi auguro che il sindaco a questo punto, convochi i capigruppo per metterli al corrente del suo piano». Sulla stessa linea Francescalberto De Bari del Cambio. «Il nostro gruppo - spiega De Bari - è convinto che la proposta di Franchi sia dannosa. Per il Comune sarà solo una spesa gestire il teatro con i soldi della spesa corrente. L’unica soluzione sarebbe l’acquisto, una proposta che abbiamo formulato lo scorso settembre. Non è giusto che un’amministrazione si impegni in manutenzioni straordinarie e migliorie per un immobile che nemmeno possiede. Comunque, aspettiamo dettagli e informazioni precise dal sindaco». Perplesso dell’esternazione di Franchi anche il capogruppo del Pdl Luca Luparini. «Siamo molto perplessi - spiega - della proposta del sindaco, di cui siamo venuti a conoscenza solo leggendo il giornale. Questo Comune ha già molti beni immobili da gestire, aggiungerne uno così importante può essere un serio rischio, anche perché le risorse un cassa non sono moltissime. Sarebbe più opportuno vendere qualche bene, invece di comprarlo». Pieno sostegno al primo cittadino dal suo schieramento. «Si tratta di un’ottima iniziativa - commenta il capogruppo Pd Francesco Fornai -, un’occasione per il nostro territorio. Una gestione lunga del teatro, come auspica Franchi, riuscirebbe ad ammortizzare gli investimenti che servono a garantire una spettacolazione di qualità. È una proposta saggia e piena di buon senso».


CORRIERE DI AREZZO Pace fatta tra Fanfani e Italia dei Valori Il sindaco ha portato il suo saluto al congresso dell’Idv che ha eletto il segretario provinciale. Garbellano: fedeli alla coalizione, anche con le nostre idee. Era finita con una “presa di distanze” nei confronti del sindaco Fanfani. Come se non bastasse aver messo a rischio il numero legale al momento del voto sul futuro della ex Cadorna, garantito per di più proprio dall’Udc, che l’Idv vede come il fumo negli occhi. Era finita, tra Fanfani e il resto della maggioranza in consiglio comunale, come peggio non poteva. Tanto da dare consistenza a formule che già aleggiavano anche sopra Palazzo Cavallo come le “alleanze variabili”. E invece l’Italia dei Valori, due giorni dopo, non solo ha annullato le distanze, ma ha posto le basi per una alleanza non da variare, ma da confermare anche per la prossima legislatura. La svolta ha tutta l’aria di essere definitiva, visto che arriva da un appuntamento in agenda proprio per fissare le strategie del partito, come quello del congresso provinciale. Strategie affidate ad un coordinamento provinciale e al nuovo segretario eletto dal congresso alla uninimità, Nicola Garbellano, assessore comunale a Piandiscò. Ma il primo a portare il ramoscello d’ulivo è stato proprio il sindaco Fanfani, con il suo saluto al congresso, accompagnato dalla conferma della necessità di una alleanza con l’Idv anche per la prossima legislatura. Pace fatta anche con il Pd e la sinistra, in visita al congresso con i segretari Marco Meacci e Fausto Tenti di Rifondazione, con l’onorevole Donella Mattesini e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Caroti. Garbellano in realtà ha riassunto nella sua mozione temi che suonano come musica anche agli orecchi degli alleati: legalità, lavoro, scuola. “Temi - dice il neo segretario - che vogliamo sviluppare in un programma condiviso con gli alleati. Senza, però, essere considerati fratelli minori”. Condivisione perfino sull’urbanistica, l’ultimo tema che ha portato al rischio di rottura sulla ex Cadorna. “Si è trattata - dice Garbellano - non di una rottura, ma di una offerta di idee non da contrapporre, ma da integrare nel progetto che dovrà essere condiviso”. Alleanza confermata non solo per Palazzo Cavallo ma anche per tutti i comuni che nel 2011 rinnoveranno sindaco e consigli. Senza alternative variabili. “Non c’è spazio - dice il segretario - per chi, come l’Udc, si destreggia tra Pdl e Pd. Le alleanze per noi non cambiano a seconda della latitudine”. E la candidatura a sindaco? “Fanfani ha ben governato. Non c’è motivo per non riconfermargli la nostra fiducia”. Romano Salvi


CORRIERE DI AREZZO / CORRIERE DI SIENA / CORRIERE DI MAREMMA Prato violenta: è come Chinatown Un morto e un ferito grave per un regolamento di conti. E’ caccia agli assassini. Imprenditore asiatico giustiziato con una pistolettata al volto. Prato violenta. Prato come Chinatown. Un cinese ucciso e uno ferito a colpi di pistola nel Macrolotto, un altro orientale accoltellato a San Paolo (leggi articolo a parte), case, ville ed appartamenti sventrati e depredati dai ladri, scippi, risse e violenze varie. Insomma è stato il classico weekend che dimostrata quanto grave sia l’allarme sicurezza. L’imprenditore cinese di 37 anni è stato ucciso con un colpo di pistola al volto. L’omicidio è avvenuto davanti a un capannone del Macrolotto di Prato. Un altro cinese è stato gravemente ferito da alcuni colpi di pistola all’addome. Il gravissimo episodio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì di fronte al capannone della ditta Texitex. Sembra che i due avessero appuntamento con alcune persone, probabilmente connazionali. Ancora non è chiaro cosa sia accaduto. Ma qualcuno ha iniziato a sparare. Uno dei due cinesi è stato ferito all’addome. L’uomo è stato operato ed è in condizioni molto gravi, ma dovrebbe cavarsela. Per l’altro cinese, colpito al volto da un colpo di pistola (una scacciacani calibro 8 modificata), non c’è stato invece niente da fare. Sul fatto sta indagando la polizia. La scientifica ha effettuato dei rilievi. La pistola è già stata ritrovata. Non si conoscono i motivi che hanno portato alla sparatoria. Ma il fatto desta grande preoccupazione perché somiglia molto a una esecuzione. La polizia ha già sentito i tre amici che hanno accompagnato il ferito all’ospedale. “La sicurezza a Prato è un problema reale di cui governo nazionale e locale non tengono conto. Le prove stanno nella dispersione delle forze di polizia impegnate in compiti assurdi, dequalificanti e mirati solo a fare pubblicità per una serie di politici che mirano a realizzare consensi sulla base della emotività popolare – attacca Salvo Ardita, responsabile del dipartimento sicurezza dell’Italia dei valori - Nei nove punti che l’Idv di Prato chiedeva al ministro dell’Interno Maroni vi era anche quello relativo al potenziamento degli apparati investigativi che invece subiscono flessioni notevoli per la mancanza di operatori a vario titolo (agenti e ufficiali di polizia giudiziaria) mentre crescono e si diffondono, a spese della comunità, i militari che passeggiano per le vie della città al solo fine di far percepire ai cittadini che la politica della città è cambiata dopo la vittoria del centrodestra”. Cambiamento che secondo il partito di Di Pietro non c’è stato affatto.


LA NAZIONE Pagina 6 – Pistoia

Approvata in Consiglio la “Società della salute” Gestirà l’assistenza socio-sanitaria al posto della Asl IL CONSIGLIO comunale ha approvato lo statuto e la convenzione della Società della salute (SdS): il consorzio che amministrerà le funzioni di indirizzo, programmazione e governo delle attività socio-assistenziali per conto dell’azienda Asl 3 e dei comuni della zona pistoiese (Pistoia, Abetone, Agliana, Cutigliano, Marliana, Montale, Piteglio, Quarrata, Sambuca, San Marcello, Serravalle). Hanno votato a favore Pd, Comunisti per Pistoia, Laici Riformisti, Idv. Hanno votato contro Forza Italia, An, Udc, Lega Nord. Si sono astenuti i Verdi e Sinistra Indipendente. Sulla Società della salute (SdS) sono state presentate inoltre cinque raccomandazioni. Una, a firma di quasi tutti i gruppi consiliari, chiede che siano sottoposti al consiglio i contratti di servizio della SdS prima che vengano attivati. Con una raccomandazione a parte, non approvata, i soli gruppi di opposizione hanno chiesto di estendere a tutti gli atti che verranno adottati dalla SdS l’obbligo di invio al consiglio comunale e alla quinta commissione. Tutte condivise le altre raccomandazioni, formulate anch’esse in sostituzione di analoghi emendamenti. Una di esse chiede l’equilibrata rappresentanza del terzo settore, un’altra prevede forme di consultazione sistematica dei medici di medicina generale, dei medici specialistici territoriali, delle organizzazioni del settore infermieristico e dell’assistenza sociale. Un’altra ancora prevede che il sindaco si adoperi nell’assemblea dei soci al fine di garantire che il presidente della SdS non resti in carica per più di due mandati. Le raccomandazioni condivise non recano la firma dei gruppi Udc e di Sinistra Indipendente (astenuto). Le quattro raccomandazioni condivise sono passate con il voto dei gruppi proponenti (FI, Verdi, Lega,Laici Riformisti, Pd, Comunisti per Pistoia, Alleanza Nazionale) e del gruppo Idv. Il provvedimento è stato illustrato dall’assessore Paolo Lattari. «Le SdS devono rispondere al territorio, con le sue specificità. Bisogna intervenire localmente. Con la SdS la democrazia può riappropriarsi della salute e traghettarla verso il nuovo concetto dei determinanti della salute».

LA NAZIONE Pagina 6 – Pistoia

Intercettazioni Bavagli in aula CONSIGLIERI con il bavaglio. La seduta del del consiglio comunale è stata interrotta da un colpo di fischietto. Il consigliere Fabrizio Geri ha irritualmente dichiarato un minuto di silenzio alla memoria della informazione «imbavagliata» dal disegno di legge sulle intercettazioni . Oltre a Geri si sono coperti la bocca gli altri consiglieri del gruppo: Fusari e Lombardi. Si è imbavagliato anche il consigliere Andrea Betti, capogruppo Idv.


LA NAZIONE Pagina 2 - Livorno Le reazioni politiche

Italia dei Valori «Ora puniamo i responsabili» LIVORNO. Numerose reazioni del mondo politica e delle istituzione alla tragedia al bacino. • Sel Il Comitato Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà esprime profondo cordoglio ai familiari di Dasonor Qalliaj. «Ribadiamo l’assoluta urgenza di intervenire con una capillare campagna straordinaria di sensibilizzazione oltre che di informazione e formazione». • Gazzarri «Non possiamo più permetterci di rimandare una seria revisione delle norme di sicurezza sul luogo del lavoro In Toscana. Bisogna individuare e punire i responsabili, diretti e indiretti». Lo dice Marta Gazzarri, consigliere regionale dell’Italia dei Valori. • Ruggeri «Una tragedia che deve farci riflettere e intervenire sul rispetto delle norme di sicurezza»: lo dice Marco Ruggeri, consigliere regionale Pd. • Lega Nord. Solidarietà incondizionata alla famiglia di Dasonor Qalliaj e impegno totale nella commissione speciale del lavoro «affinchè la sicurezza e la prevenzione degli infortuni siano tra i primi argomenti da trattare».


IL TIRRENO Pagina 13 – Toscana Ma di case popolari ce n’è bisogno

Il sindaco di Piombino: rifiuto l’equazione Comuni uguale cemento «Noi siamo i primi paladini dell’ambiente. Il riuso va bene, però ristrutturare costa di più» MARIO LANCISI Stop al cemento? Ok, ma attenti che così si rischia di non costruire più alloggi popolari in Toscana. A lanciare l’allarme è il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, che interviene nel dibattito sul nuovo corso urbanistico della Regione: «Io sono perché la Toscana diventi la capitale del riuso. Però attenzione, una lottizzazione di immobili da ristrutturare è più onerosa di una di case nuove. Un edificio ristrutturato costa di più. E i ceti più popolari non se lo possono permettere. L’edilizia popolare non può che essere costruita su suoli nuovi, a parte i casi in cui il comune riesce ad ottenere da chi interviene alloggi a canone agevolato o per l’edilizia sociale». Rischio di classismo? «Il rischio esiste. Se non si consuma suolo nuovo non vedo come si possano dare risposte all’edilizia popolare. E i ceti meno abbienti dove vanno ad abitare? Ecco perché bisogna che la discussione parta dai valori, ma anche dal mercato e dall’analisi concreta e non ideologica della realtà. Dobbiamo costruire città, non case. E inserire i nuovi interventi in un’idea chiara di città come bene pubblico». No o sì al consumo di nuovo suolo? «Sono contrario a discussioni di tipo manicheo. La nostra stella polare è il riuso, ma questo non significa che non si debba costruire più nulla. A Piombino ci sono almeno


300 famiglie che vorrebbero una casa. C’è bisogno di edilizia popolare, su questo non c’è dubbio». Cosa ne pensa dell’intervista di Settis al «Tirreno»? «Le cose che dice Settis sono largamente condivisibili. In particolare ho trovato molto interessanti le riflessioni sulle infrastrutture, sull’esigenza di costruire nuove opere ma con il massimo della tutela ambientale». Però... «Beh, però mi permetto di confutare l’equazione, che in alcuni ambienti si cerca di accreditare, sindaci eguale cemento. E’ inaccettabile. Per varie ragioni. La prima delle quali è che se vogliamo remare tutti dalla stessa parte, cioè della difesa del territorio e del paesaggio, bisogna superare una certa visione manichea per cui noi sindaci siamo i cementificatori e i comitati le anime belle dell’ambientalismo». Perché, non è così? «Un sindaco non può non concepire la difesa del proprio paesaggio come un valore aggiunto. Noi siamo i primi paladini della bellezza. Anche per una ragione economica». Quale? «Ma è evidente che se io, come sindaco di Piombino, non tutelo con rigore le zone di Populonia e Baratti (che presto infatti candideremo all’Unesco), perdo anche sul piano delle potenzialità turistiche. Il paesaggio è un bene dell’anima, come dice Settis, ma anche una risorsa dell’economia di un Comune». E Monticchiello e altre situazioni di degrado? «Affermare che l’origine dei guasti paesaggistici stia nel passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni e poi ai Comuni mi sembra assolutamente sbagliata. La storia degli abusi edilizi, dei cosiddetti ecomostri e degli scempi urbanistici affonda anche e soprattutto negli anni in cui le competenze erano statali. E per quanto riguarda le Regioni, ci siamo dimenticati le sopravvalutazioni del bisogno di case fatte negli anni ’90? O quello che succedeva quando i controlli erano della commissione urbanistica regionale?». Settis sostiene che un Comune con pochi abitanti non ha i mezzi necessari per controllare. «Il presidente Rossi, l’assessore Marson e Andrea Manciulli hanno indicato una strada, che non è il ritorno al centralismo regionale, ma quella di favorire un approccio sovracomunale a questi temi. Noi questo lo abbiamo già fatto per la Val di Cornia. Servirebbe una riforma che attribuisse ai comprensori competenze specifiche in tema di pianificazione». Settis sostiene anche che per far cassa i Comuni utilizzano gli oneri di urbanizzazione. «Certo la norma che consente di utilizzare fino al 75% gli oneri per la spesa corrente rischia di alimentare un uso improprio degli oneri stessi. Il problema però sono sempre le scelte urbanistiche: subordinare la qualità della pianificazione alle necessità finanziarie è un errore culturale, prima che amministrativo».


IL TIRRENO Pagina 5 - Grosseto Sostenuto dall’assessorato alle pari opportunità della Provincia

Formazione da donna a donna ecco un progetto del Coap GROSSETO.“Busy-Ness Women - Madre figlia”, la formazione imprenditoriale da donna a donna, è stata presentata ieri, in Camera di commercio, in concomitanza dell’avviso di selezione. Dopo i positivi riscontri delle precedenti edizioni organizzate a Firenze, è stato deciso di estendere l’esperienza anche in altre sedi, a partire dalle province di Grosseto e di Siena. Il corso è gratuito. Organizzato da Unioncamere Toscana in collaborazione con la Regione Toscana e con il contributo tecnico del Coap (azienda speciale della Camera di commercio di Grosseto), Busy-Ness Women rappresenta uno strumento concreto di promozione e di sviluppo per l’imprenditoria femminile, con qualcosa in più: l’efficace tecnica del “mentoring Madre-Figlia”, che vede lavorare fianco a fianco imprenditrici affermate (mentor) e imprenditrici esordienti (mentee). Partners dell’iniziativa, oltre ai soggetti promotori, sono la Camera di Commercio di Grosseto, l’assessore provinciale alle pari opportunità e politiche giovanili, Tiziana Tenuzzo; Alessandra Sampieri, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Provincia di Siena. Il corso, rivolto a 24 donne, individuate con priorità fra quelle residenti nelle province di Grosseto e Siena, andrà da settembre a dicembre, ed è stato predisposto per essere compatibile con le esigenze delle imprenditrici. Il percorso, che prevede anche giornate da trascorrere insieme in residenze o agriturismi, è stato presentato da Luca Biliotti, direttore operativo del Coap e da Sandra Bracaloni, referente Unioncamere Toscana per l’imprenditoria femminile. Presenti le rappresentanti delle categorie del territorio che si sono dette entusiaste dell’iniziativa e la presidente del centro antiviolenza di Grosseto, Gabriella Lepri. Le attività formative si svolgeranno con cadenza settimanale alla Camera di commercio, per undici settimane prevedendo, oltre alle lezioni in aula, verifica e scambi esperienziali. La mentor è un’imprenditrice attenta ad ogni trasformazione del mercato e del lavoro, inclusi gli orientamenti delle mentee, portatrici di nuove energie ed entusiasmi. La Toscana si è dotata da oltre un anno di una legge, la 16 del 2009, sulla cittadinanza di genere che contiene azioni per rendere concreta la piena parità. «Il progetto avviato con Unioncamere Toscana - dice l’assessore Tenuzzo - è senza dubbio tra quelli più interessanti», ricordando che in provincia di Grosseto l’occupazione femminile autonoma rappresenta il 26,9% del totale, il dato più alto della Toscana. Domande entro il 30 luglio sulla base delle specifiche indicate nell’avviso di selezione pubblicato sul sito www.tos.camccom.it, disponibile anche sul sito www.regione.toscana.it/economiaefinanza/imprenditoriafemminile/index.html. (b.z.)



Rassegna 16 giugno