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IL TIRRENO Rossi: non consumiamo il territorio Cemento. Il presidente ignora l’attacco dei sindaci e si schiera con l’assessore CARLO BARTOLI

«Tutti sono molto affezionati alla nota ditta Martini&Rossi, che produce un vermouth internazionalmente conosciuto, ma adesso il presidente della Regione è Enrico Rossi e bisognerà farsene una ragione». La polemica scoppiata tra il neo assessore Anna Marson da una parte e una bella fetta di sindaci della Costa, con il rinforzo del Pd, non riscalda il cuore del presidente, che anzi liquida con una battuta l’ammutinamento dei primi cittadini, insoddisfatti per il cambio di rotta in materia di urbanistica. Uno a zero, e con un gol pesante, per la Marson. Ma un attimo prima, lo stesso Enrico Rossi aveva chiuso a doppia mandata ogni possibilità di rimettere in discussione la realizzazione della Tirrenica, dopo il pesante giudizio espresso del suo assessore all’Urbanistica che quindi da una parte esce rafforzata e dall’altra ridimensionata. Dopo giorni di polemiche, alla fine Enrico Rossi ha insomma sciolto, con un taglio netto, la questione. A far divampare le fiamme, una serie di affermazioni della titolare dell’Urbanistica che avevano, di fatto, ribaltato la filosofia del suo predecessore Riccardo Conti. «L’errore più grande - aveva dichiarato al Tirreno Anna Marson - è di aver dato autonomia ai Comuni senza accompagnarla con un adeguato sostegno. Non bisogna tornare al centralismo regionale, ma creare ai poteri dei Comuni dei contropoteri». Marson aveva inoltre criticato la «Villettopoli» versiliese, l’eccessiva cementificazione di zone di grande pregio come l’Arcipelago e sostenuto l’idea che «c’è un limite allo sviluppo urbanistico». Al posto della vecchia filosofia, la Marson ne ha proposta un’altra, all’insegna del recupero degli edifici esistenti, di centri storici da riqualificare, di «interi quartieri da rottamare». Queste parole hanno provocato la reazione di una serie di sindaci, con in testa il livornese Cosimi e il piombinese Anselmi. Il primo cittadino di Piombino ha parlato di «un approccio ideologico al non consumo di territorio che rischia di alimentare la rendita, anziché contrastarla», bollando l’impostazione della Marson come il frutto di una posizione elitaria e conservatrice. Alessandro Cosimi, che è anche il presidente dell’Anci toscana, è andato oltre chiamando in causa direttamente Enrico Rossi. «Mi pare incredibile - aveva dichiarato Cosimi - che si possano dare dei giudizi su dieci anni di governo regionale e aprire una nuova fase senza un’adeguata riflessione». La posizione di Rossi, al riguardo, è stata chiara: «Una legislatura è finita e ne è iniziata un’altra, è normale che ci sia un cambiamento nelle politiche, senza che questo significhi rinnegare e contestare le scelte effettuate in precedenza». Rossi ha ricordato che la scelta di limitare il consumo di territorio e di incentivare il riuso «è scritta nel mio programma» ed ha aggiunto che «stiamo lavorando all’elaborazione di proposte concrete che possano incentivare, in accordo con i Comuni e con i privati, delle esperienze importanti in grado di tutelare le città toscane e i centri storici, piuttosto che consumare il territorio, oltretutto adesso che c’è un elevato livello di invenduto». Sul fronte della Tirrenica, porte chiuse, invece, alla Marson che aveva criticato l’opera per il suo «impatto pesante sul paesaggio rurale storico» e perché «introduce un elemento di frattura forte tra area costiera e centri retrostanti». Anche su questo, Rossi è netto: nessuna marcia indietro e anzi la volontà di andare in tempi brevi «a un punto complessivo con il ministro Matteoli». Sulla Tirrenica, ha aggiunto, si andrà alla piena «attuazione dell’accordo Martini-Conti sulle infrastrutture».


IL TIRRENO 2010-06-09 PANORAMA POLITICO

L’assessore regionale all’Ambiente difende l’accordo con l’Eni La bonifica di Scarlino è cosa Toscana: «Scilipoti non conosce la situazione» Secondo la Bramerini i Sin sono fermi da più di 10 anni FIRENZE. «L’onorevole Domenico Scilipoti interviene non conoscendo ciò di cui sta parlando. La soluzione da lui proposta, cioè che la Piana di Scarlino entri sotto il controllo diretto del Ministero dell’ambiente e soprattutto nell’elenco dei siti di bonifica nazionale (Sin) può essere interpretata in un solo modo: che Scilipoti non conosce la situazione dei Sin in Toscana né in Italia». Così l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini in risposta all’onorevole Domenico Scilipoti (Idv), membro della Commissione ambiente del Parlamento, che ha firmato un’interrogazione puntando il dito sulla questione inquinamento della Piana di Scarlino. «I siti proposti da Scilipoti - aggiunge - sono bloccati da 10 anni in attesa di un intervento da parte dello Stato. Prova ne sono i fortissimi ritardi dei procedimenti per l’approvazione dei progetti di bonifica. L’accordo che la Toscana ha stipulato con Eni, consente di definire progetti preliminari e definitivi per la bonifica e la messa in sicurezza di aree minerarie dimenticate i cui costi di bonifica sono stimati in oltre 200 milioni di euro che vengono interamente corrisposti da Eni dopo una lunga battaglia legale». La Regione Toscana ha un piano di bonifica dei siti inquinati ed una legge dal 1993. Proprio tale legge è stata l’apripista per la successiva legge nazionale arrivata solo nel 1997 con il decreto Ronchi. Gli oltre 500 siti allora censiti sono stati oggi bonificati e gran parte restituiti agli usi produttivi. «Cosa che non si può certo dire a livello nazionale per gli oltre 9000 ettari (5400 di mare e 3600 di terra) inseriti nei siti nazionali di bonifica - dice l’assessore - che ad oggi non sono bonificati e hanno difficoltà ad ottenere concessioni edilizie. Come dice il sindaco di Scarlino, Bizzarri, ritengo che l’onorevole avrebbe fatto meglio a parlare con gli amministratori locali e regionali e rivolgersi ai rappresentanti del suo partito che è in maggioranza in Comune, in Provincia e in Regione, per ricevere le informazioni esatte, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa suggerita magari da notizie incomplete o troppo orientate. E comunque, sono disposta ad accompagnarlo io a visitare sia i siti nazionali di bonifica toscani sia le aree oggetto dell’accordo di programma con Eni perché l’onorevole si possa fare un’idea compiuta, così come sono disposta ad andare con lui a visitare i siti nazionali della sua Sicilia per vedere a che punto sono». «È evidente - interviene il presidente della Provincia, Marras - chi gli ha fornito informazioni lo ha fatto con l’obiettivo di descrivere una realtà fittizia, con lo scopo di delegittimare amministratori che da anni si impegnano per il risanamento ambientale». Il sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri si associa, aggiungendo che l’onorevole Scilipoti «prima di affrontare una materia sconosciuta avrebbe potuto prendere informazioni dagli amministratori locali che conoscono il territorio e su quel territorio hanno lavorato». IL SINDACO «La presidenza all’onorevole»

SCARLINO. Bizzarri provoca Scilipoti. «Il Consorzio giuridico di bonifica avrà bisogno di un presidente - dice il sindaco -; penso che la persona più adatta sia proprio Scilipoti. In questo modo sarà sempre aggiornato sui problemi e sui lavori della Piana. Anziché fare interrogazioni volte solo a crearsi notorietà, Scilipoti potrebbe così prendere il comando del consorzio e intervenire in prima persona in un ruolo non retribuito».



Rassegna Stampa 9 giugno