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RASSEGNA STAMPA EMILIA ROMAGNA 30-9-2010 BOLOGNA___________________________________pag. 1 - 4 MODENA____________________________________pag. 5 FORLI’_______________________________________pag. 6 PIACENZA__________________________________pag. 7


BOLOGNA -CORRIERE DI BOLOGNA

Corriere di Bologna Giovedì 30 Settembre 2010

Cronaca

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Costi della politica Stralciata l’ipotesi di eliminare la «pensione», avanzata dal presidente dell’assemblea Richetti prima dell’estate

Consiglio regionale: stipendio giù, il vitalizio resta Pd pronto a presentare una proposta di riduzione del 10 per cento delle indennità degli eletti Non c’è ancora nulla di ufficiale ma è estremamente probabile che la proposta di eliminare i vitalizi per i consiglieri regionali rimarrà lettera morta. Al tempo stesso però c’è la disponibilità del Pd (ancora da verificare quella degli altri partiti) a operare una riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del 10%, sulla scorta di quanto già fatto dal presidente della Regione, Vasco Errani. Quest’estate nel pieno del dibattito sui costi della politica il presidente dell’assem-

7.607€ (lordi) Lo «stipendio» da consigliere regionale, cui si sommano indennità di missione, di fine mandato e (a 60 anni) un vitalizio

Compromesso al ribasso Il piano di riduzione dell’indennità di carica dei consiglieri regionali varato dal Pd è ora alla ricerca della disponibilità degli altri partiti

blea legislativa Matteo Richetti (Pd) lancia sul Corriere la proposta choc di eliminare il privilegio del vitalizio per i componenti del consiglio regionale, un modo per recuperare fiducia agli occhi dell’opinione pubblica. In quel periodo è ancora forte il trauma per le dimissioni del sindaco Flavio Delbono per presunti reati compiuti quando era il vicepresidente della Regione e viale Aldo Moro è al centro dell’attenzione dei media per gli esposti presentati in Procura da

Centrosinistra Il filosofo: ma non corro

Prodi: «Belle primarie» Bonaga offre agli sfidanti le sue idee chiavi in mano Sulle primarie del centrosinistra è in arrivo il ciclone di «Vision Ville», pacchetto di progetti chiavi in mano per la città realizzato da Stefano Bonaga ed Enrico Petazzoni. Il tutto verrà presentato tra un paio di settimane, quando tutti i candidati alle primarie saranno ormai allineati ai blocchi di partenza e l’effetto potrebbe essere dirompente. Perché fino a oggi, nonostante il proposito di tutti i protagonisti e delle forze politiche di parlare di programmi e non di persone, si è fatto esattamente il contrario. E non per colpa di una stampa più interessata ai nomi che ai progetti, come recitano dalle segreterie, ma perché di progetti degni di questo nome non se ne sono visti. Ed è su questa stasi che atterrerà «Vision Ville». Bonaga, che non vuole anticipare nulla, si limita a dire «che questo contributo non significa che io voglia candidarmi alle primarie, è più facile che diventi cardinale». Però i progetti sono circolati e qualcuno ha già visto qualcosa. Per esempio si sa che verrà presentato un masterplan di 25 pagine sulla città che conterrà diversi progetti specifici, un masterplan sul quale metteranno la propria firma anche esperti nazionali e internazionali. La proposta più suggestiva è quella chiamata «I giardini di Babologna», un gioco di parole che vuole evocare i giardini pensili di Babilonia e che consiste nella progettazione di nuovo verde pubblico nella prima e nella seconda periferia della città. Intanto, ieri è arrivata la benedezione alle primarie e ai primaristi dell’ex Prof Romano Prodi premier Romano Prodi. «Sarà una bella gara — ha detto il Professore — aiuterà i candidati a esprimersi e aiuterà i cittadini a capire quelle che sono le idee e i programmi di coloro che si presenteranno alle elezioni prossime. Vinca il migliore». Per ora l’unica di fatto già in campo è l’ex consigliere comunale Amelia Frascaroli che, nonostante le smentite di rito, pare comunque poter contare sull’appoggio del mondo vicino all’ex presidente del Consiglio. E non solo. Ieri infatti è emersa anche la possibilità che anche Sinistra e Libertà converga sull’ex dirigente della Caritas, anche se i giochi sono ancora aperti. Nei corridoi della politica bolognese si scommette su un ritiro all’ultimo minuto di Duccio Campagnoli, ma anche questa è un’ipotesi tutt’altro che scontata. Al momento sembra invece confermare la sua corsa l’italianista Gian Mario Anselmi.

esponenti del Pdl. Bisogna recuperare credibilità anche attraverso il taglio dei costi della politica e il Pd, il partito di Richetti, si mette al lavoro per vedere se la proposta è realizzabile. Ora, dopo qualche mese, il gruppo guidato dal capogruppo dei Democratici in Regione, Marco Monari e composto da Anna Pariani, Maurizio Cevenini e Mario Mazzotti ha però di fatto «stralciato» il tema vitalizi. «Abbiamo convenuto — ha spiegato ieri Monari — che per complessità tecnica e giuridica questa materia va trattata a parte, coinvolgendo l’ufficio di presidenza e la conferenza dei capigruppo». La torta dei vitalizi è piuttosto ampia e nel 2009 è costata circa 4,2 miloni di euro alle casse della Regione. L’argomento è oggettivamente complesso anche perché sarebbe difficile andare a toccare i diritti acquisiti dai consiglieri, anche se nulla vieta di fare una legge che valga per il futuro. Tra l’altro all’attenzione dell’assemblea regionale c’è anche un progetto di legge presentato dall’Italia

L’idea

Richetti Il presidente dell’assise a legislativa, Matteo Richetti propone di eliminare i vitalizi per i consiglieri regionali Il gruppo Il Pd si mette al lavoro per studiare le soluzioni tecniche. Ma l’istruttoria termina con la decisione di passare la palla all’ufficio di presidenza del consiglio regionale

Il capogruppo Monari «Il gruppo di lavoro dei Democratici ha concluso il lavoro sulle retribuzioni nei tempi che erano stati previsti Vitalizi? Tema da trattare a parte»

dei Valori che propone di alzare da 60 a 65 anni l’età per usufruire del vitalizio, un beneficio aggiuntivo che ogni consigliere ha all’eventuale pensione. Allo stesso tempo però è emersa la volontà di dare un segnale concreto, tagliando del 10% gli stipendi dei consiglieri regionali. Per ora è solo una proposta e bisognerà trovare un accordo con tutti gli altri consiglieri regionali. «Il gruppo di lavoro del Pd ha finito nei tempi stabiliti l’istruttoria e si è già confrontato con il presidente dell’assemblea, Matteo Richetti. Abbiamo sempre detto che la proposta finale dovrà però essere formulata dalla maggioranza». Non basterà però nemmeno avere l’ok di tutta la coalizione perché è ovvio che su un provvedimento di questa natura servirà il consenso anche dell’opposizione. Il gruppo del movimento di Beppe Grillo propone invece soluzioni più energiche sul tema chiedendo di fatto la soppressione dei vitalizi e il taglio del 50% delle indennità dei consiglieri. Ieri infine la commissione Statuto ha esaminato e deciso il rinvio per la proposta dell’Idv che chiede di eliminare i monogruppi. Anche questo sarebbe un piccolo risparmio.

Olivio Romanini olivio.romanini@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

E i precari sfilano contro i tagli

Sindacati alla Cancellieri: chieda a Roma più soldi

La piazza delle Rdb Il corteo dei precari del Comune

Un mese per scrivere una proposta di bilancio che «diminuisca il tasso di procurato allarme e confusione, anche del Comune». Stop alle azioni unilaterali, come la circolare che consente di spostare le educatrici dei nidi anche in strutture di altri quartieri . E la richiesta di «ottenere dallo Stato una compensazione delle spese per le materne». Mentre le Rdb-Usb sfilano per via Indipendenza contro il possibile licenziamento di 400 precari comunali (soprattutto di nidi e materne), Cgil Cisl e Uil dettano le condizioni per l’accordo sul bilancio al commissario Anna Maria Cancellieri. Affidandole la difficile missione di convincere Roma a ripianare parte dei 20 milioni di euro di tagli, restituendo a Palazzo d’Accursio «una quota dei 32 milioni che spende annualmente per il funzionamento delle materne», spiega il segretario della Cgil Danilo Gruppi, che confida nel ruolo di funzionario governativo di Cancellieri per la buona riuscita dell’impresa. Per Alessandro Alberani della Cisl resta comunque «preoccupazione e contrarietà per i tagli ipotizzati», ma ci sarà tempo fino all’ultimo giorno utile (il 31 dicembre) per tentare di evitarli e approvare il bilancio. La proposta di bilancio arriverà tra un mese o poco più, ma sembra difficile arrivare a una ricomposizione del fronte sindacale. Il leader Rdb Massimo Betti, oltre a voler denunciare il commissario «per comportamento antisindacale», attacca i confederali: «Hanno chiesto la contrattazione separata, ci trattano da appestati». Accuse smentite subito da Gruppi della Cgil: «Siamo più che disponibili a un confronto unitario, così nessuno potrà giocare su un "doppio registro"».

Francesco Rosano Pierpaolo Velonà © RIPRODUZIONE RISERVATA

Via libera dal cda delle biblioteche

Sala Borsa-Archiginnasio Sì alle cene «salvabilanci»

In rosso La Sala Borsa rischia ancora il taglio degli orari

Dopo le cene di gala in occasione del Cersaie che hanno fruttato alle biblioteche circa 20mila euro, da ora in poi l’affitto delle prestigiose stanze di Sala Borsa e Archiginnasio per iniziative private diventerà la norma. A confermarlo è il direttore dell’Istituzione biblioteche Pierangelo Bellettini al termine del cda di ieri. «Abbiamo deciso di mettere il più possibile a reddito gli spazi delle biblioteche più grandi della città — ribadisce — ovviamente negli orari di chiusura. Così, in questo periodo di tagli generalizzati riusciamo a raccogliere fondi». Il bilancio dell’anno scorso dell’istituzione ammontava a tre milioni di euro, e «non possiamo certo sperare che venga confermato per il 2011», ma l’obiettivo, sottolinea il presidente Gian Mario Anselmi è quello di non ridurre i servizi, perché le biblioteche (15 quelle di quartiere) «sono un punto centrale di aggregazione e civiltà paragonabili a servizi come l’autobus e la scuola». Nella riunione di ieri, per il momento, è stata compilata un’ipotesi di programma per il 2011 poi sarà Palazzo d’Accursio — una volta valutato il bilancio — a determinare le risorse e gli eventuali tagli. L’unico danno che i rappresentanti dell’Istituzione sono disposti ad accettare è la riduzione di un’ora al giorno dell’apertura di Sala Borsa e la chiusura al lunedì. Non di più. Intanto, sono in progetto l’installazione di un sistema automatizzato dei prestiti e una serie di appuntamenti tra cui un’esposizione per i 150 anni dell’unità d’Italia in collaborazione con l’Università e interventi di catalogazione libraria, anche di volumi di Arcangeli con il sostegno della Regione.

Luciana Cavina luciana.cavina@rcs.it

O. Ro.

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CRONACA DI BOLOGNA

Accorso sulla pedonalizzazione delle due torri. «Va rivoluzionato il trasporto pubblico»

Metrò, intesa sul “ piano B”

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 2010

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ELEZIONI Codacons si coalizza con i civici

Dalla collina alle multe In cinque punti l’intesa Il centrosinistra è unito: la priorità è salvare i fondi Corticelli-consumatori di Jessica De Agostino

Un’alternativa al metrò che salvi i fondi statali, un ripensamento del sistema di trasporto pubblico (Civis compreso) che consenta di pedonalizzare l’area delle due torri, una nuova valutazione dei costi e dei benefici del People mover. Questi i punti fermi del centrosinistra bolognese che ieri pomeriggio si è riunito nuovamente attorno a un tavolo per gettare le basi dell’intesa programmatica in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Mobilità e infrastrutture i temi trattati dai vecchi compagni dell’Ulivo (Verdi esclusi) che oggi si ritroveranno a confrontarsi sullo stato sociale per l’ultimo incontro della serie. La discussione proseguirà dopo le primarie: sarà il candidato sindaco a finire di scrivere il programma con la coalizione. A parere di tutti i partecipanti l’incontro di ieri, uno dei più delicati in agenda, è stato «utile e costruttivo». Sono bastate poche ore di discussione per trovare un’intesa sui vari temi posti sul tavolo. A cominciare dal metrò. La priorità, per tutti, è chiara: salvare i fondi più che l’opera. In sostanza, «abbiamo deciso di lavorare a un piano B, nel caso in cui l’opera non sia realizzabile per via dei vincoli posti dal patto di stabilità», sintetizza Sergio Lo Giudice, responsabile del programma per il Pd. Ma l’impressione è che il centrosinistra abbia posto una pietra sopra il metrò, giudicato troppo oneroso. «Se anche togliessero i vincoli del patto di stabilità dice Ugo Mazza di Sel - il Comune non avrebbe i soldi per pagare l’opera, soprattutto in un momento in cui non ci sono fondi nemmeno per i servizi essenziali». La coalizione ha raggiunto un accordo anche sul Civis. Il

PRODI “BENEDICE” LE PRIMARIE. CEVENINI: IL 5 DICO TUTTO «Sono una bella gara, vinca il migliore». Così Romano Prodi commenta le primarie che il centrosinistra si appresta a lanciare per scegliere il candidato a sindaco. «Si è deciso di farle, è stata una bella decisione - afferma Prodi - credo che siano espressione di democrazia. Conto che sia una bella gara. Prima di tutto aiuterà i candidati a esprimersi, e in secondo luogo aiuterà i cittadini a capire quelle che sono le idee e i programmi». Nel giorno in cui il Professore benedice le primarie, il candidato in pectore Maurizio Cevenini annuncia il suo “momento della verità”: dopo la direzione del Pd del 5 ottobre dirà se si lancia o meno nella competizione. Con lui potrebbero correre anche Duccio Campagnoli, Gianmario Anselmi e Amelia Frascaroli che ieri ha incassato il probabile appoggio di Sel. punto di partenza della discussione è stato uno: il filobus voluto da Guazzaloca non si può fermare. L’unico campo di azione resta quello della sicurezza e della tutela del passaggio dal centro storico. Ma nell’agenda del centrosinistra c’è anche tutto il sistema di trasporto pubblico che, nel caso di vittoria elettorale del vecchio Ulivo, potrebbe essere rivoluzionato. «L’idea di fare una zona monumentale pedonalizzata sotto le due torri è piaciuta - rivela Mazza - Siccome però con i mezzi pubblici in centro arrivano 100.000 persone dobbiamo trovare il modo di riorganizzare il sistema di trasporto pubblico». E la pedonalizzazione delle due torri potrebbe non essere unica: «Noi siamo per aumentare prosegue l’esponente di Sel le zone chiuse al traffico nel centro storico». Da definire è invece il discorso sul People Mover. «È un’opera da attuare - dice Sandro Mandini dell’Idv - ma con una maggiore attenzione al rapporto tra costi e benefici. Se si farà non potrà gravare sull’amministrazione»

Sergio Lo Giudice, responsabile programma del Pd Sotto una fermata di metrò

Fare della collina «un'opportunità economica e turistica» ma senza cedere alle speculazioni edilizie; vendere le quote del Comune nelle partecipate (Hera, aeroporto, Fiera, Caab, Interporto) e investire il ricavato in infrastrutture eco-compatibili e green economy; valorizzare il Mercato delle erbe e sostenere le botteghe storiche nella competizione verso la grande distribuzione; “moratoria” di due anni sul recupero Daniele Corticelli crediti del Comune (vedi multe) a favore delle famiglie colpite dalla crisi; sostegno e- rà», assicura Corticelli. Il suo conomico ai parenti dei disa- nome, intanto, è circolato anbili per le spese di trasporto e che come possibile candidavitto per l'uso dei centri diur- to sostenuto dal Pdl. «Boloni nonchè con uno stop alle gna capitale sceglierà il procartelle esattoriali emesse prio candidato» quando si saper il recupero delle somme prà la data delle elezioni, ribanon pagate per questi servizi. disce Corticelli, «poi sulla baSono i cinque punti attorno ai se dei programmi vedremo se quali la lista civica “Bologna ci saranno altre forze che vorcapitale” di Daniele Corticelli ranno convergere». e la Lista consumatori, legata Corticelli, quindi, non si al Codacons, hanno deciso di nasconde. Le prossime amcoalizzar si ministrative in vista delle Il leader di Bologna «saranno eelezioni amlezioni veraministrative Capitale punta a nuovi mente locadi Bologna. li - ricorda il accordi: l’alleanza La Lista civico - è la consumatoprima volta si allargherà ri «ha indiviche si vota duato dei solo a Bolopunti di incontro e di pro- gna». In un contesto come gramma per noi fondamenta- questo, "Bologna capitale" li», spiega Bruno Barbieri, lea- guarda ai «100.000 elettori der del Codacons. La presen- che non sono andati a votare tazione delle due liste colle- alle ultime regionali - sottoligate «è un'iniziativa che po- nea Corticelli - vuol dire che tenzia la coalizione civica», un terzo dei bolognesi ha già sottolinea Corticelli: una coa- dato un giudizio di sfiducia lizione «che si sta costruendo verso la politica». A proposito sui programmi, mentre altri degli avversari, Corticelli non procedono su questa punge il centrosinistra: sulla strada e si dimostrano più at- vendita delle partecipate «la tenti ai nomi, alle regole e alle pensiamo allo stesso modo di poltrone». Nel prossimo me- Lorenzo Sassoli de' Bianchi», se verranno chiusi altri accor- entrato nell'inventario dei di: «La coalizione si allarghe- possibili candidati Pd.

L’INTERVISTA In Provincia di Bologna si “sperimenta” l’intesa tra Fli e centristi. «Ma parlare di terzo polo è prematuro» Se oggi in Provincia di Bologna il gruppo Futuro e Libertà dovesse scegliere l’alleato con cui è più in sintonia, il consigliere finiano Sergio Guidotti non avrebbe dubbi: l’Udc. Non è detto che il sodalizio nato tra i banchi consiliari porti alla nascita del terzo polo invocato da Pierferdinando Casini, quel che è certo è che i due gruppi stanno costruendo giorno per giorno un’intesa che potrebbe sfociare in una alleanza elettorale. A che punto è il dialogo con l’Udc? «Abbiamo costituito il gruppo Fli un mese fa e ci avviamo alla conclusione del percorso costituendo il partito. Al momento siamo organici di una maggioranza che sosteniamo fino a quando il programma sarà mantenuto. In Provincia è in atto da tempo una stretta collabo-

«Pdl troppo confuso, noi lavoriamo con l’Udc» Il finiano Guidotti bacchetta gli alleati sul toto-candidato e conferma la sintonia con i casiniani razione con l’Udc, abbiamo presentato un documento comune sulle linee di indirizzo per il bilancio e credo che continueremo a collaborare nella convinzione che si arrivi a proficui risultati» Magari alla costituzione del terzo polo… «Parlare di terzo polo è una fuga in avanti. Adesso c’è una collaborazione in corso e nessuno ha intenzione di sconfessarla. Per noi contano i programmi non le questioni ideologiche» Qual è il terreno comune con i casiniani? «Sono quei dieci punti presentati per il bilancio di previsione e altri ordini del giorno firmati assieme. Al momento i

punti comuni li troviamo di giorno in giorno nel confronto sui progetti proposti dall’amministrazione provinciale. Finora abbiamo trovato molte consonanze e procediamo insieme» Come sono invece i rapporti con gli alleati “nazionali”? «Dobbiamo confrontarci sui programmi per l’elezione comunale. Credo ci sia tutta una strada da percorrere per arrivare a un progetto politico per la città e a un’alternativa alla maggioranza uscita vincitrice con Delbono. Ma questo non dipende solo da noi, per sposarsi bisogna essere in due, anzi in questo caso in quattro. Mi sem-

Sergio Guidotti

bra che ci sia confusione, soprattutto in casa Pdl» A cosa è dovuta per lei la confusione nel Pdl? «Mi riferisco alle candidature a sindaco e alle alleanze. Mi sembra che da Mazzuca a Corticelli sia un via vai di candidati che crea confusione nell’elettorato. Bisogna fermarsi tutti a ragionare per trovare una soluzione condivisa da tutti. Finchè tutti sparano nomi alla rinfusa e a casaccio per essere silurati il giorno dopo. Il trattamento riservato all’onorevole Mazzuca non è stato di grande qualità. Noi siamo pronti a mettere la buona volontà per costruire un progetto politico alternativo alla sinistra, vediamo gli altri. Mi

sembra però che tutti parlino di candidato e poco di progetti» Immaginabile un candidato sindaco Fli? «Noi siamo per la più larga convergenza su un candidato condiviso per battere il centrosinistra, se non ci arriviamo noi alle elezioni ci presenteremo comunque» Insomma, al momento c’è più sintonia con Udc che con il Pdl... «Allo stato in provincia c’è maggiore assonanza con l’Udc, ma non si può generalizzare. Può diventare un laboratorio ma meglio non fare fughe in avanti». (jda) ERRATA CORRIGE Gianfranco Tommasi non è capogruppo Udc in Provincia. Il capogruppo è Mauro Sorbi


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EMILIA ROMAGNA

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IL DATO Il Corecom traccia il bilancio dell’attività dei primi mesi del 2010: il 78% delle pratiche concluse con un accordo

Le compagnie telefoniche avevano torto Da gennaio a luglio restituiti 500mila euro agli utenti grazie alle conciliazioni Conciliare è possibile, è gratuito e spesso va a favore dei cittadini con un risparmio di tempo e soldi. Lo dimostra il Corecom, l’organo dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che dal 2004 si occupa di conciliazioni nel settore della telefonia su delega del Garante delle comunicazioni. Da gennaio a luglio scorso il 78% delle pratiche seguite a livello regionale (dalle bollette pazze alle controversie sulla pay tv o i servizi Internet) si è concluso con un accordo tra utenti e operatori telefonici. È il bilancio “più che posi-

zi o tariffe non richieste (8%), contestazione di clausole contrattuali (7%), disagi nei servizi Internet o Adsl (5%). Oltre al risparmio di tempo, ci può essere un ritorno economico: da gennaio e luglio grazie alle conciliazioni, sono stati “restituiti” ai cittadini oltre 441 mila euro. La pratica riuscita più onerosa per un utente è stata di quasi 22 mila euro (era il caso di un’impresa danneggiata dall’interr uzione dei servizi telefonici), ma in media il valore degli accordi è di 486 euro. «Il Corecom si conferma uno dei servizi con il maggiore

Lo staff Alle cause lavora un gruppo formato da circa 20 persone

Le controversie Il 37% dei casi riguarda bollette con cifre non corrette

tivo” del Corecom, tracciato dal suo presidente Gianluca Gardini che ha rimarcato anche l’aumento dei casi seguiti: nel 2009 sono stati 3.611, contro le 204 richieste del 2004, e 3.570 sono state le conciliazioni concluse contro le 131 di sei anni fa. Nei primi sette mesi del 2010 le pratiche concluse sono state 2.084 su 2.100. In media i casi sono gestiti e risolti in un mese, da uno staff operativo di una ventina di persone. Se però non si raggiunge un accordo, da ottobre il Corecom (tra i primi in Italia) offre un secondo livello di conciliazione

impatto esterno - ha commentato il consigliere regionale Roberto Corradi che ha la delega al Corecom - perchè impatta su quasi 4000 famiglie l’anno e cresce man mano che la gente viene a conoscenza del servizio». Anche per questo alla sede centrale di Bologna (in viale Aldo Moro 44, aperta due giorni a settimana), da marzo si è aggiunto, in via sperimentale, un servizio di videoconferenza attivo nel Comune di Cesena che a breve raddoppierà i giorni di apertura al pubblico. E presto lo stesso servizio dovrebbe arrivare a Parma.

in cui l’organo diventa arbitro super partes e la decisione finale è vincolante per i contendenti. In questo caso, ha

ricordato Gardini, la controversia si chiude all’incirca in cinque mesi e finora si contano circa 350 definizioni.

Al Corecom si rivolgono cittadini ma anche imprese. Lamentano principalmente casi di interruzione, sospensio-

ne o ritardo nell’erogazione dei servizi (39% delle pratiche), contestazione di bollette (37%), attivazione di servi-

IN CIFRE

3611 casi 1 mese

486 euro 22 mila

Sono quelli seguiti dal Corecom nel 2009

Il valore medio La causa più onerosa degli accordi raggiunti di un’azienda

Il tempo medio per concludere una causa

Il vice di Gioiellieri sui favori a moglie e zia

LA POLEMICA Mandini: dal Governo una politica dissennata, ma noi dobbiamo fare la nostra parte

Parentopoli all’Anci, Fecci: è una questione deontologica

«Sui trasporti tagliamo dove è possibile»

«Valuteremo attentamente, tutto deve essere rimandato a quella che sarà la discussione dei sindaci». Così Fabio Fecci, vice presidente vicario Anci e assessore alla Sicurezza di Parma si è espresso sulla vicenda del direttore regionale dell’Associazione dei Comuni italiani, Antonio Gioiellieri, che avrebbe trovato un posto di lavoro per moglie e zia della moglie proprio all’interno dell’associazione da lui diretta. «Mi sono sentito ieri con il presidente Manca, concordo sulla convocazione dell’Ufficio di presidenza», aggiunge Fecci. Daniele Manca, presidente regionale dell’Anci (e sindaco di Imola), attende infatti che siano i sindaci della regione ad «assumere orientamenti in merito alla vicenda» e ha quindi convocato l’Ufficio di presidenza per mercoledì 6

Fabio Fecci

ottobre, poichè «decidere spetta ai sindaci, non ai partiti». Fecci ricorda che l’Anci, «anche se a volte sembra prevalere la politica, dovrebbe essere, ed è a tutti gli effetti, un’associazione che tratta in modo bipartisan le problematiche dei Comuni». «Quella delle parentele precisa Fecci - è una questione di tipo deontologico. Occorre vedere se c’è stato un rispetto deontologico, professionale e morale».

Idv di nuovo all’attacco di Fer: auto aziendali ai funzionari in trasferta Il giorno dopo la presentazione delle cifre sui tagli ai traspor ti regionali da par te dell’assessore Peri, l’Italia dei Valori rincara le accuse al Governo per una Finanziaria di lacrime e sangue. «La dissennata politica del Governo Berlusconi continua a manifestarsi colpendo il diritto costituzionale dei cittadini alla mobilità - scrive il segretario provinciale de ll ’Idv di Bologna, Sandro Mandini - È inaccettabile che questa maggioranza non garantisca la copertura del contratto di servizio con il Consorzio Trasporti Integrati (Trenitalia SpA e FER srl) prevedendo una perdita per la Regione di oltre 69 milioni di euro, oltre alla scelta delittuosa di non considerare neppure il trasferimento dei fondi per oltre 4 milioni di euro destinati al mantenimento in efficienza della infrastruttura ferroviaria e del materiale rotabile, con tutti i rischi che questo potreb-

be comportare nel tempo». «Dobbiamo comunque assumerci la responsabilità di tagliare dove è possibile - aggiunge Lucio Cianciullo, responsabile Dipartimento Lavoro e Welfare E.R. -. Ad esempio la domenica mattina da Porretta partono due treni (uno alle 5,50 ed uno alle 6,08)

OBIETTIVO RISPARMIO Il segretario provinciale dell’Idv di Bologna, Sandro Mandini invita la Regione a tagliare i costi del trasporto pubblico locale là dove ci sono evidenti sprechi di risorse

con scarsa affluenza di passeggeri. Una corsa potrebbe essere sacrificata per potenziare quelle dei giorni infrasettimanali. Ed ancora, - continua Cianciullo - è di ieri la notizia che il neo capo del personale di FER (dirigente assunto nel recente mese di agosto, n.d.r.) offra ai funzionari in trasferta in luogo dei 20 euro di rimborso, addir ittura il benefit dell’auto aziendale personale con carburante e spese a carico della Azienda di trasporto. Questa notizia se confermata, dovrebbe portare la Regione a richiamare efficacemente ad un maggior rigore il suo ad». «La situazione rischia di diventare drammatica - conclude Mandini - se non provvederemo al più presto a trovare fra i partiti alleati formule che salvaguardino le categorie di pendolari che troppo spesso vengono vessati nel loro diritto ad avere un trasporto di qualità ed efficiente».


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GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 2010

«Il gruppo di lavoro ha finito nei tempi stabiliti, ora serve una convergenza da parte degli alleati»

Il Pd taglia le indennità del 10% La proposta dei democratici per ridurre i costi dell’Assemblea Taglio del dieci per cento sulle indennità dei consiglieri regionali. È la proposta che il Pd porterà a breve agli alleati di maggioranza e a tutte le forze politiche presenti nel parlamentino di viale Aldo Moro. Una proposta partorita dal gruppo di lavoro che il capogruppo democratico, Marco Monari (che ne fa parte insieme alla vice Anna Pariani e a Maurizio Cevenini e Mario Mazzotti, entrambi membri dell’Ufficio di presidenza), ha insediato poco dopo le elezioni di marzo col preciso intento di studiare un piano complessivo e articolato di tagli ai costi della poli-

che la proposta finale sarà della maggioranza». E terrà conto anche dei vari progetti di legge fin qui presentati dagli alleati, cercando di farli convergere in un testo unico. Ma avere dalla propria parte la coalizione al Pd non basta: l’obiettivo è

quello «di incassare in aula un pronunciamento condiviso, come è sempre successo su provvedimenti del genere». Mettere le mani nelle tasche dei consiglieri, è il ragionamento di Monari, è comunque un fatto delicato e dunque me-

glio sarebbe se tutti fossero d’accordo, compresi i gruppi di minoranza. Dunque la riduzione sarà del dieci per cento? «Nella nostra discussione - risponde Monari - siamo ovviamente partiti dalla presa d’atto di quanto ha fatto Errani per la

AGRICOLTURA

IN BREVE Acer sotto attacco Monari difende Errani Non è la Regione a tagliare i finanziamenti per le politiche abitative e «spiace che, anche a sinistra, qualcuno si faccia confondere dal gioco delle tre carte del Governo». Il capogruppo del Pd in Regione Marco Monari risponde così alle critiche rivolte ad Acer dagli inquilini aderenti ad Asia, che temono affitti più cari. Monari ricorda dunque la campagna della Regione “Nessun alloggio sfitto” che, con 9 milioni, «ha consentito di recuperare 900 alloggi».

Sanità: disco verde per aumento organici

L’esempio Una riduzione che ricalca quella fatta da Errani per la Giunta tica. Sull’esempio di quanto fatto dal presidente della Regione, Vasco Errani, che poco dopo la rielezione ha annunciato, e messo in atto, la riduzione del 10% del suo stipendio e di quello dei suoi assessori, oltre che una sforbiciata del 20% sulle spese di rappresentanza, per consulenze e missioni. Potrebbe avere una gestazione più lunga, invece, un eventuale intervento sui vitalizi dei consiglieri: fin dall’inizio, infatti, quella partita è apparsa più delicata perchè interviene su diritti acquisiti. Soddisfatto Monari: «Il gruppo di lavoro del Pd ha finito nei tempi stabiliti l’istruttoria». Istruttoria su cui Monari si è «già confrontato con il presidente dell’Assemblea, Matteo Richetti», anche lui dei Democratici. Ora si tratta di condividere il lavoro con il resto del centrosinistra: «Abbiamo sempre detto - prosegue Monari -

giunta, una decisione che lui stesso è venuto a spiegare in aula ai consiglieri». Era inevitabile che l’asticella da cui partire fosse quella alzata dal governatore. La prossima settimana l’intero gruppo Pd si ritroverà per discutere delle proposte.

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«Sì all’ampliamento degli organici. Ma a patto che non si comprometta il delicato terreno dell’equilibrio finanziario delle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. La giunta Errani accende il disco verde per la nomina di alcune figure dirigenziali e per l’allargamento degli organici, decisi dalle Ausl di Piacenza e Rimini e dall’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola di Bologna.

MARCO MONARI Il capogruppo dei democratici in Regione A sinistra l’aula dell’Assemblea Legislativa

COSA CAMBIA LO STIPENDIO BASE L’indennità base per un consigliere va da 3.705 (senza incarichi) a 6.040 euro (Presidente Assemblea) Il taglio del 10% può dunque variare da 370 a 604 euro

IL RISPARMIO Su un totale di 50 consiglieri il risparmio per l’Assemblea sarebbe di 18mila 500 euro senza contare gli stipendi delle varie presidenze

I RIMBORSI Ogni consigliere può percepire fino a 5.838 euro di rimborsi Quelli non vengono toccati dalla proposta di taglio fatta dai democratici

Il progetto di legge dell’Idv prevedeva di innalzare l’età. I grillini invece ne chiedono la soppressione

Per ora nessun ritocco alle pensioni dei consiglieri «Quella dei vitalizi, essendo un diritto acquisito, è una materia complessa che va trattata a parte» La proposta del Pd di tagliare del 10% le indennità non prevede per ora interventi sui vitalizi, che nel 2009 sono costati all’Assemblea legislativa 4,2 milioni. «Quella - precisa Monari - è una materia che per complessità tecnica e giuridica va trattata a parte, coinvolgendo l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo». Proprio sulle pensioni dei consiglieri,

sulla cui riduzione si era detto favorevole lo stesso Richetti, c’è già un progetto di legge dell’Italia dei valori che propone di alzare l’età per averne diritto (da 60 a 65 anni), prevede un importo minore e l’erogazione per chi abbia fatto almeno due mandati. I grillini invece, in un altro pdl, chiedono la totale soppressione dei vitalizi e il taglio del 50% per le in-

dennità. Sempre in tema di costi della politica, infine, ieri pomeriggio la commissione Statuto ha esaminato e deciso il rinvio per la proposta di modifica allo Statuto avanzata dall’Idv che vuole eliminare i monogruppi. Secondo la capogruppo dipietrista Liana Barbati, infatti, si tratta di un aggravio dei costi del consiglio regionale.

Giovanni Favia

In Commissione europea la proposta di lasciare ai singoli Stati la decisione sul divieto di coltivazione

«Sugli Ogm il ministro deve interpellare il paese» Rabboni replica a Galan: non tutti gli italiani vogliono rinunciare alla possibilità di vietarli Sugli Ogm «il Ministro cisione sul divieto di colGalan è sicuro di parlare a tivazione di Ogm». «Anome di tutto il Paese?». scoltando le parole del Lo chiede l’as sess ore Ministro - commenta Raball’Agricoltura dell’E m i- boni - sembra che il nolia-Romagna, Tiberio Rab- stro Paese, in modo unaboni, dopo le affermazio- nime e definitivo, abbia ni del minigià deciso stro delle di rinunciaPolitiche are alla posg r i c o l e Agricoltori e consumatori sibilità di liGiancarlo mitare o vanno ascoltati Galan di uvietare la na «Italia co lt ivaz ioche - riporne di Ogm. ta l’assessoCredo che re - non è favorevole alla la situazione non coinciproposta del Commissa- da esattamente con le porio europeo alla salute, sizioni del Ministro». John Dalli, che punta a laCosì l’assessore invita sciare ai singoli Stati la de- Galan «ad una certa cau-

tela e a convocare rapida- Chiedo quindi con forza mente le Regioni, i pre- al Governo, al Ministro ed sidenti dei gruppi parla- alle Regioni - sottolinea mentari di maggioranza e la formale convocazione opposizione, le organiz- di una sede nazionale zazioni professionali agri- consultiva sull’argomencole, le rappresentanze to». delle cooPe r R a bperative e boni, si dedei consuve tutelare matori per Tutelare il patrimonio i l g r a n d e c o n o s c e re patr imonio dall’omologazione il loro pared e l l ’ a g r ire». coltura ita«In caso liana, così contrario pe cu li are, afferma Rabboni - corre il «dai rischi di omologaziorischio di essere smenti- ne e banalizzazione conto, di trovarsi solo o con nessi alla diffusione genepoche truppe alle spalle ralizzata di piante genetidisposte a sostenerlo. camente modificate».

Le coltivazioni Ogm da 20 anni dividono l’Ue e gli stati membri


MODENA - LINFORMAZIONE

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CRONACA DI MODENA

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 2010

LA NUOVA ALLEANZA

L’INFORMAZIONE il Domani

IN PROVINCIA Il partito di Casini ha votato sì al documento anti-crisi assieme a democratici e Idv

I tagli del Governo avvicinano Pd e Udc Il capogruppo Vincenzi: «Confronto aperto ma restiamo all’opposizione»

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tagli del Governo mettono insieme Pd e Udc. Il voto di ieri sull’ordine del giorno sull’impatto della manovra finanziaria sui conti degli enti locali potrebbe aver fatto nascere una nuova maggioranza in Provincia. L’Udc, infatti, ha votato sì al documento presentato dal presidente Emilio Sabattini avvicinando così il partito di Casini alle posizioni di Partito Democratico e Italia dei Valori. Il documento, che bocciava la politica del governo per fronteggiare la crisi descrivendo «Comuni, Province e Regioni come enti dello spreco, alimentando un’immagine negativa della pubblica amministrazione», ha ricevuto i voti contrari solo di Pdl e Lega, mentre l’Udc si è aggiunto all’Idv e al Pd inaugurando così lo schema

Sopra il capogruppo dell’Udc in Provincia, Fabio Vincenzi. Ieri l’esponente del partito di Pierferdinando Casini ha votato sì al documento contro i tagli del governo presentato dalla maggioranza e votato da Pd e Idv

di una futura maggioranza. L’ordine del giorno invitava il governo a varare in tempi rapidi «una Carta delle autonomie che ridefinisca il ruolo delle Province, insieme al completamento del cosiddetto federalismo fiscale»

e invitava la Giunta ad approvare, nonostante le difficoltà, il bilancio di previsione 2011 entro il 31 dicembre, senza andare in esercizio provvisorio, individuando le priorità «alla luce della situazione economica e sociale

che si sta profilando, privilegiando gli interventi a favore dei giovani e del sistema dell’istruzione e formazione professionale, le iniziative per il sostegno del mercato del lavoro e dell’economia, in particolare quella “verde”,

gli interventi infrastrutturali, anche nella prospettiva di realizzare investimenti che possano fungere da volano per lo sviluppo». Considerazioni e obiettivi che hanno convinto il consigliere dell’Udc Fabio Vincen-

zi che ha dato il suo voto positivo all’odg. Intervenendo nel dibattito Vincenzi, pur riconoscendo «un aspetto positivo della manovra, cioè l’aver assicurato stabilità ai conti pubblici», ha evidenziato come questa «non distingua tra la spesa improduttiva e quella necessaria e riduca in modo indiscriminato le risorse agli enti locali, penalizzando quelli virtuosi. Dobbiamo affrontare le difficoltà del bilancio provinciale cercando di dare una risposta alla nostra comunità. La Provincia ha deciso di fare delle scelte e va aiutata a scegliere bene». A chi poi gli chiedeva in aula se il voto con il Pd significasse l’ingresso in maggioranza, il consigliere del partito di Casini ha ribadito che l’Udc «rimarrà all’opposizione ma non possiamo non cogliere l’invito del presidente. Adesso ci aspettiamo un confronto sereno e serio nelle Commissioni dove si faranno le scelte vere».

AMO «Penalizzazione eccessiva per gli utenti» L’INTERVENTO Il presidente Sabattini contro la manovra del Governo

Trasporti, Maletti preoccupato: «A rischio 40 corse al giorno»

«E’ federalismo alla rovescia»

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tagli del Governo al trasporto pubblico locale mettono a rischio oltre 2 milioni di km/bus l'anno degli oltre 13 milioni garantiti attualmente nel modenese. L'allarme è arrivato l’altro ieri dall'assessore ai trasporti della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri, che non ha fatto che confermare i timori dell'amministratore unico di aMo Maurizio Maletti. «L'Assessore Peri – spiega Maletti – ha parlato di un 15-20% di tagli di risorse al settore. Queste cifre, rispetto alla nostra realtà

provinciale, comporterebbero la mancata copertura finanziaria per 2 milioni di km/bus l'anno dal primo gennaio 2011. Sarebbero a rischio, per esempio, 40 dei 280 pullman che in orario di punta, intorno alle 13, trasportano gli studenti verso casa. Questo significa la destrutturazione del trasporto pubblico locale, e significa soprattutto ulteriori disagi per quegli utenti che già quotidianamente chiedono un servizio migliore, con più corse, più fermate e più puntualità».

Taglio netto delle risorse: «Così pagano i più deboli» ontro quello che definisce «il federalismo alla rovescia», preoccupato soprattutto per la qualità del trasporto pubblico e il settore agricolo. Il presidente della Provincia Emilia Sabattini ha criticato duramente la poltica del governo Berlusconi durante il suo intervento ieri pomeriggio in Consiglio provinciale. Parole che si sono soffermate sulle ricadute che la manovra potrebbe avere sul territorio modenese, stimate attorno ai 79 milioni di euro solo nel 2011. «Anziché rilanciare lo sviluppo per far uscire il Paese

dalla crisi, la manovra del governo impone agli enti locali una politica di pesanti tagli, e le conseguenze ricadranno sui cittadini - ha spiegato Sabattini presentando l’ordine del giorno, di cui è il primo firmatario - Questo significa dover tagliare servizi e non finanziare tutti i programmi che avevano caratterizzato l’azione della Provincia negli anni scorsi». A preoccupare soprattutto la qualità del trasporto pubblico e di quello agricolo. «Per quanto riguarda l’agricoltura, i minori trasferimenti alla Regione per oltre 30

milioni di euro comporteranno l’azzeramento degli aiuti per il credito agli agricoltori, ricerca, sperimentazione, innovazione, promozione delle eccellenze agroalimentari». Conseguenze pesanti anche per formazione professionale e politiche del lavoro. «Rischiamo di avere nei prossimi tre anni oltre 10 milioni di euro in meno per le politiche attive. L’impatto – conclude ancora Sabattini – riguarda in particolare i corsi per lavoratori e disoccupati, che si ridurrebbero del 50 per cento, e avrà un impatto negativo anche sul

Il presidente Emilio Sabattini

sistema formativo. Questa riduzione, deriva dal fatto che una parte consistente dei fondi europei sono stati utilizzati per gli ammortizzatori sociali in deroga, senza che la Finanziaria abbia in alcun modo previsto delle compensazioni».


IL RESTO DEL CARLINO - LA NAZIONE - IL GIORNO

di ISABELLA CATTANIA — FERRARA —

«RINGRAZIO Dario Franceschini, ma respingo la sua proposta». Vittorio Sgarbi non ci sta. Aveva chiesto la disponibilità del Castello per la sua importante collezione d’arte. La Provincia ha risposto (motivando) «no» e il critico d’arte non intende assolutamente accettare la mediazione proposta dal capogruppo

HANNO DETTO

DANIELE MANCA

presidente regionale Anci

Sono i sindaci che sanno decidere e sapranno decidere. Se sono state fatte cose sbagliate verranno punite

ROBERTO REGGI

sindaco di Piacenza

E’ un fulmine a ciel sereno, faremo una verifica su Gioiellieri: non saremo teneri se ci sono irregolarità

GIORGIO PIGHI

sindaco di Modena

Gioiellieri è una persona capace: prima di emettere sentenze bisogna prima accertare nel modo giusto i fatti

CRONACHE 21

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 2010

FORLI' - CARLINO NAZIONALE

LA POLEMICA

Sgarbi duro: «Ferrara, sei ingrata Per ora i miei quadri puoi scordarteli» Pd alla Camera, amico di vecchia data. «Se la città non può fare un museo, ospiti almeno la mostra itinerante che la famiglia Sgarbi sta organizzando» l’idea

di Franceschini, convinto che «come sempre una via di mezzo possa esserci». Non in questo caso, però, e non con Sgarbi. Anzi, con i fratelli Sgarbi, visto che an-

che Elisabetta, che ha seguito in prima persona l’iter messo in moto dalla richiesta, non nasconde quanto la vicenda l’abbia ferita: «E’ una cosa che non mi sem-

Parentopoli all’Anci, ‘distratto’ anche Cofferati

L’ex sindaco di Bologna: «Non ne sapevo nulla» di GILBERTO DONDI — BOLOGNA —

PARE CHE all’Anci tutti fossero all’oscuro del fatto che il direttore Antonio Gioiellieri avesse assunto la moglie e la zia di ques’ultima, l’una come collaboratrice esterna e l’altra come dipendente fissa. L’ufficio regionale dell’Associazione nazionale Comuni italiani, con sede nella nuova struttura di via Liber Paradisus 6, a Bologna, non è certo il ministero dell’Economia. Non conta centinaia di dipendenti e decine di uffici. Gli assunti a tempo indeterminato sono solo quattro, i collaboratori esterni cinque. Dunque, una piccola associazione con poco personale. Eppure nessuno di era accorto, ai vertici, di ciò che succedeva. Una situazione che andava avanti da anni, fin dal 2007, anno in cui fu assunta come ragioniera la zia di Denise Ricciardi, moglie di Gioiellieri. La stessa consorte, poi, è entrata nella squadra come collaboratrice a partita Iva circa sei mesi fa. ALL’EPOCA della prima assunzione, il presidente dell’Anci era l’allora sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. Oggi l’ex leader della

Cgil, dopo l’addio alle Due Torri per ‘motivi familiari’, ossia la nascita del piccolo Edoardo, fa il deputato europeo per il Pd. «Come dice, il direttore dell’Anci ha assunto la moglie e la zia ?», dice sorpreso, raggiunto al telefono. «Non ne sapevo nulla — spiega —, io non mi sono mai occupato dei gradi di parentela. Non conoscevo i dipendenti dell’Anci, se

IL MALCOSTUME Il direttore assunse la moglie e la zia inserendole fra i nove ‘dipendenti’ complessivi non perché li vedevo lì». Cofferati è diventato presidente più o meno in quel periodo, per restarvi fino alla fine del mandato, nel 2009. CIO’ NONOSTANTE, anche se all’Anci erano ‘quattro gatti’, il referente politico non è mai venuto a conoscenza di nulla. Per carità, Cofferati aveva ben altro di cui occuparsi. Però che quella ragioniera assunta da Gioiellieri senza concorso pubblico ma per scelta diretta fosse parente del direttore era un fatto stranoto negli uffici

dell’associazione e anche oltre. Forse non è un reato, ma quanto a opportunità... «Non conosco il caso, per esprimere un giudizio compiuto dovrei vedere le carte», conclude Cofferati. QUANDO poi, sei mesi fa, Gioiellieri ha arruolato anche la moglie, i mal di pancia sono diventati sempre più numerosi. Nei corridoi di piazza Liber Paradisus, lo sapevano tutti. In quel periodo il presidente dell’Anci, Flavio Delbono, aveva ben altre gatte da pelare, impegnato com’era con il Cinzia-gate, l’inchiesta penale che gli è costata il posto. Ora, dopo che il Carlino ha dato la notizia, tutti si stracciano le vesti e chiedono sia fatta piena luce. Il neo-eletto presidente, Daniele Manca, sindaco di Imola, giura che non ne sapeva nulla. Si è insediato subito prima dell’estate. Dicono sia infuriato. Ha già avviato una verifica amministrativa interna e chiesto di vedere tutti i contratti di dipendenti e collaboratori dell’Anci. Se ne discuterà mercoledì prossimo nella riunione dell’ufficio di presidenza. Gioiellieri rischia. E il suo caso è approdato anche all’Anci nazionale. La storia non è finita.

bra giusta e tutto ciò che è ingiusto mi crea disagio». Più sereno (è lui stesso a sostenerlo) il neo consulente del ministro Bondi, ma non per questo accetta le argomentazioni sostenute per respingere l’idea del museo. «La verità è che per loro il problema sono io — considera —. E allora le mie opere, fino a quando non avranno trovato una sede, andranno in mostra a Palermo, a Siena, a Padova e forse a Monza o a Mantova. Ma non a Ferrara».

HANNO DETTO

PAOLO LUCCHI

sindaco di Cesena

Se fosse tutto vero, ci troveremmo distanti anni luce dall’etica che ogni buon amministratore dovrebbe fare propria

GIANCARLO BISERNA

vice sindaco di Forlì

Se fosse vero, sarebbe gravissimo. E ci troveremmo di fronte a una situazione davvero insostenibile

SERGIO COFFERATI

ex presidente regionale Anci

Quando ero presidente Anci non sapevo nulla di questa storia; non chiedevo lo stato di famiglia ai dipendenti


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PIACENZA - LIBERTA'

Ma l’Idv:non è giustificato Interrogazione di Raggi a Trespidi: sono state eseguite analisi? ■ (mir) La richiesta di Tecno-

borgo di aumentare la potenza di smaltimento dell’inceneritore fa già discutere. Il consigliere provinciale dell’Italia dei valori Samuele Raggi, infatti, ha già pronta un’interrogazione in cui chiede al presidente della Provincia Massimo Trespidi come intenda comportarsi. Raggi ricorda innanzitutto che nei giorni scorsi “l’assemblea dell’Ato ha analizzato l’andamento della raccolta dei rifiuti in provincia di Piacenza, rilevando che la raccolta differenziata ha superato il 54% (+ 17% rispetto al 2007) ed è realistico l’obiettivo del 60% entro il 2012, atteso che tale percentuale è già stata superata nei comuni dove è stato avviato il porta a porta ed altresì che vi è stata una forte riduzione dei rifiuti avviati all’incenerimento (43,5 tonnellate nel primo semestre 2010). Per il consigliere dell’Italia dei

valori, quindi, la richiesta di ampliamento presentata da Tecnoborgo non appare giustificata dall’andamento della raccolta dei rifiuti e la loro quantità necessaria a garantire il funzionamento dell’impianto dovrebbe con ogni evidenza provenire dall’esterno del territorio provinciale, in netto contrasto con i principi di autosufficienza del sistema di smaltimento sanciti dal Piano provinciale di gestione dei rifiuti. Per tutti questi motivi, l’esponente Idv chiede di sapere «se la richiesta avanzata da Tecnoborgo sia supportata da idonee analisi finalizzate alla ricerca di diossine e metalli pesanti effettuate mediante prelievi nei suoli circostanti l’area del termovalorizzatore nonché da pareri favorevoli eventualmente rilasciati da Ausl e Arpa e se nella richiesta stessa sia indicata la provenienza della quota aggiuntiva di ri-

fiuti destinata al termovalorizzatore». In conclusione, Raggi invita la Provincia a spiegare «quali determinazioni intenda assumere», ponendo quindi la questione innanzitutto sotto un profilo politico prima ancora che tecnico. La richiesta di potenziamento dell’attività dell’inceneritore era già stata avanzata nel 2007, ma con motivazioni differenti: allora, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi chiese che venisse concessa un’autorizzazione temporanea dalla Provincia per evitare di continuare a esportare fuori dal nostro territorio i rifiuti in eccedenza. Il tutto in attesa dello sviluppo della raccolta differenziata che avrebbe eliminato il problema (come poi è avvenuto). Ma l’amministrazione provinciale guidata da Gianluigi Boiardi (anch’egli di centrosinistra) negò il permesso, provocando un duro scontro tra i due.

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Rassegna stampa 30 - 9 -2010