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RASSEGNA STAMPA EMILIA ROMAGNA 26-10-2010 BOLOGNA_______________________________________pag. 2 - 7 REGGIO EMILIA_________________________________pag. 8 PIACENZA______________________________________pag. 9 PARMA__________________________________________pag. 10 MODENA________________________________________pag. 11 - 13 FORLI’ CESENA_________________________________pag. 14 - 17 AGENZIE_______________________________________pag. 18 - 25


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Rassegna Stampa Emilia Romagna 26-10-2010

BOLOGNA - CORRIERE Corriere di Bologna Martedì 26 Ottobre 2010

Primo Piano

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Contromosse Ieri summit urgente in via Rivani, oggi via ai contatti con competitors e alleati

Impasse Pd: primarie congelate «Moratoria» di Donini: rinvio certo, in forse la stessa consultazione ✒

E adesso le primarie di centrosinistra sono rimandate a data da destinarsi. «Per il resto si vedrà», dice il leader Pierluigi Bersani, che esprime «profondo rispetto per la scelta di Cevenini» e lascia così aperto un ampio ventaglio di soluzioni. L’unica certezza, al momento, è il rinvio delle primarie : «È evidente che non ci sono le condizioni perché si tengano il 5 dicembre — dice Donini dopo una riunione di tre ore con l’esecutivo — Non è successa una cosa di poco conto: viene meno il candidato del

Non voglio definire da solo tempi e modi. Serve una valutazione politica con i candidati già in campo e gli alleati. Decideremo nel giro di qualche giorno». E così, saranno decisivi gli incontri previsti oggi con i can-

didati Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli e quelli di domani con il resto della coalizione. Idv e Sel, però, come riconosce Donini, sulle primarie «hanno valutazioni non del tutto assonanti». La segretaria dell’Idv Silvana Mura si è infatti af-

Bersani fiducioso Il numero uno nazionale: «Rispetto per Maurizio per il resto si vedrà» Quello provinciale: «A giorni la decisione»

Coalizione già divisa L’Idv: «Gara senza senso senza un partecipante espressione della gente» Ma Sel: «Urne necessarie, la nostra Amelia è in lizza»

maggiore partito della coalizione, a cui esprimo vicinanza e affetto». Non è stata una giornata facile per il Pd. Che ora dovrà decidere se le primarie siano davvero la strada migliore per designare il candidato sindaco. Nel partito, non tutti ne sono convinti. Donini è sempre stato un primarista doc però ora si mostra cauto: «Le primarie necessitano di una moratoria.

nissimo, ma decidiamo insieme come fare. Sono sicuro che il Pd saprà agire responsabilmente», ha detto Zacchiroli. Entrambi comunque andranno avanti con la raccolta delle firme: «Terrò ferma la data del 5 novembre per mettere insieme le 1.500 firme necessarie per ufficializzare la mia corsa», ha spiegato la Frascaroli. E a chi le ha chiesto se fosse disponibile, proprio lei, a correre con la casacca del Pd, ha risposto: «Se ci fosse bisogno, mi metterei a disposizione. Non sono tesserata, ma anche alle primarie di Milano il candidato sostenuto dal Pd non è iscritto».

Verdi chiedono uno «stop alle primarie». Di diverso avviso Sel, che attraverso la segretaria Cathy La Torre, dice: «Per noi le primarie restano uno strumento necessario. E non perdono il loro valore intrinseco, nonostante venga meno la candidatura di Cevenini». La Torre polemizza con Mura: «Non tiene conto dei candidati ancora in lizza, tra cui la "nostra" Frascaroli, ed è poco delicata verso il Pd che è in grado di proporre altre candidature di rilievo». Sarà questo il compito più gravoso per i Democratici: l’individuazione i un nuovo candidato. Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd nazionale, dice: «Ora il Pd bolognese, con la stessa maturità con cui era arrivato a Cevenini, lavorerà per una figura che consenta al centrosinistra di vincere». È lo stesso obiettivo indicato da Marco Monari, capogruppo in Regione, che fa appello al gruppo dirigente: «È il momento di riflettere. C’è bisogno del contributo di tutti per individuare una figura vincente". Non sono però ottimisti gli ex Ppi Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani: «Se prima eravamo scettici sulla capacità del Pd di capire Bologna, dopo la rinuncia di Cevenini lo siamo ancora di più».

Isabella Fantigrossi

Pierpaolo Velonà

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Lavori in corso Il segretario provinciale del Pd ha rinviato le primarie

Frascaroli e Zacchiroli La ex dirigente della Caritas: se serve corro con la casacca Democratica

Il paletto dei civici: slittare sì, annullare no Ora che, con il passo indietro di Maurizio Cevenini, il rinvio delle primarie, è diventato certezza, i due competitors rimasti in lizza nel centrosinistra dettano le loro regole. Si dicono disponibili a tener conto di tempi diversi per lasciare al Pd la possibilità di riorganizzarsi. Ma ci tengono a far sapere che le elezioni per trovare il candidato sindaco non si possono non fare. «Dalle primarie non si torna indietro. Decidiamo piuttosto insieme a quando rinviarle», ha detto Benedetto Zacchiroli. Gli fa eco Amelia Frascaroli, sostenuta ufficialmente da Sel: «Mi va bene far slittare le primarie perchè il Pd deve poter trovare il suo candidato. Spero, a questo pun-

frettata a chiedere una «moratoria» della consultazione: «Si era deciso di fare le primarie perché si voleva un candidato espressione della gente: questo non si verifica se non c’è grande partecipazione. E Il ritiro del Cev pone questo rischio». E i concorrenti già sulla scena? «Credo che per loro non cambi nulla se si congela tutto per vedere se c’è qualcun altro pronto a mettersi a disposizione». Insomma, l’Idv non si straccia le vesti per il rinvio, e non lo farebbe neanche in caso di annullamento. Anche i

to, che la nuova tempistica sia l’occasione per rivedere alcune regole». L’ex consigliera del Pd e operatrice della Caritas auspica, cioè, che il nuovo percorso renda le primarie «ancora più vere, aperte e visibili dalla gente. Tutti i candidati devono avere pari opportunità. Mi aspetto quindi una convocazione al tavolo della coalizione per decidere le nuove condizioni», ha concluso la Frascaroli, anticipando la decisione di Raffaele Donini, segretario provinciale del Pd, di incontrare oggi i due candidati in campo e gli alleati della coalizione, Idv e Sel. La pensa allo stesso modo l’ex componente dello staff di Sergio Cofferati: «Si vota a fine gennaio? Va be-

Asse Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli

Ciccio, Mingardi e gli altri La Huckstep: «Deve mangiare qualche tortellino in più». L’oste: «Non è detto che la sua sia una decisione definitiva»

Gli amici tra delusione e riconoscenza: «Vedrete, tornerà a giocare una finale» Da amici di Maurizio dicono che, se è per la sua salute, allora meglio così. Da tifosi del Cev non riescono a nascondere una nota di rammarico e qualcuno anche di speranza che da questa decisione si possa ancora tornare indietro. Nella centrifuga delle notizie (e delle aspettative) degli ultimi giorni gli amici di Maurizio Cevenini ci sono entrati fino al collo e ieri, a mare ormai calmo, hanno potuto far sedimentare le proprie emozioni. «Non me l’aspettavo — dice il Ciccio del bar di via San Mamolo, storico raduno dei tifosi rossoblù —: è stata una bastonata che non prevedevo, ma conoscendo Maurizio sarà stata una decisione molto sofferta, perché non è affatto uno che se ne frega». Eppure il Ciccio è romantico, non la dà già per persa questa partita. «Non è detto che questa sia

una decisione definitiva: Maurizio ha avuto un dubbio, ma non è detto che non possa più riprendere la strada che aveva imboccato». «Questa volta secondo me ce l’avrebbe fatta», dice l’inseparabile amica (e tifosa rossoblù) Susanna Huckstep. Che però non ritiene che Cevenini si sia spaventato: «Non penso che l’incarico gli abbia fatta paura, l’ho visto forte e con molta voglia di raggiungere l’obiettivo. Resta un vuoto ora, ma credo che debba restare in famiglia: la sua salute viene prima di tutto». Quindi un consiglio: «Deve mangiare qualche tortellino in più». «Se fosse capitato a me — dice l’amico comico Giuseppe Giacobazzi — avrei fatto la stessa cosa: è un peccato non vederlo a Palazzo d’Accursio, avrebbe fatto sicuramente bene. Ma

In curva Lo striscione appeso dai tifosi ieri in curva Bulgarelli in occasione della partita Bologna-Juve (finita 0-0)

preferisco la salute dell’amico piuttosto che del politico». Sarebbe piaciuto anche all’ex calciatore Gianluca Pagliuca vedere l’amico Cev in Comune, «ma fare il sindaco è una cosa molto impegnativa: è giusto che stia bene». Per il cantante ed ex consigliere co-

Non solo Facebook Decine di messaggi di saluto sul suo profilo e sul nostro sito Il gruppo Bologna nel cuore: lo aspettiamo, tornerà a volare

munale del Pd Andrea Mingardi «anche se il Cev si è ritirato, la città gli dovrà sempre qualcosa per l’amore che lui le ha dimostrato. È un peccato: è come un giocatore che si strappa prima del finale, ma non è affatto detto che non ci possa essere un’altra finale per lui». Decine e decine i messaggi di rammarico e di sostegno arrivati ieri sui tre profili Facebook del Cev. Il gruppo «Bologna nel cuore», nato per seguirlo nelle sue corse elettorali, ieri ha espresso il suo dispiacere: «Siamo molto tristi, ma ancora più determinati ad essere vicini all’amico di tante battaglie con il sorriso sulle labbra. Noi ci saremo, solidi come sempre, in attesa del Cev per tornare a volare». E domenica i tifosi del Bologna gli hanno mandato un messaggio attraverso gli striscioni sugli spalti. «Forza Cev», c’era scritto. I colori, ovviamente, il rosso e il blu.

L’ANNO ZERO PERENNE

SEGUE DALLA PRIMA

Per come si sono ridotte ormai rappresentano solo un retaggio di burocrazia partitica anziché un veicolo agile, aperto e realmente democratico, tale da realizzare un’opportunità per chi volesse candidarsi al di là delle logiche da segreteria politica e un’occasione per i militanti del centrosinistra di votare liberamente il miglior candidato per la carica più alta della città. Cevenini, pur con i suoi limiti, alla fine aveva espresso il meglio di ciò che il Pd, attualmente, può fornire a Bologna. Si sono già rinnovati gli appelli a Romano Prodi e il suo entourage ha già fatto sapere che il professore non è disponibile. Anche se, c’è da credere, non farà mancare il suo peso sulle scelte. Esaurita anche la domanda di rito a Lorenzo Sassoli de Bianchi («Ancora disponibile?» «No, grazie») e riarchiviata così un’interessante e autorevole candidatura (senza primarie) che avrebbe messo d’accordo molte anime di questa città, si riparte ancora una volta senza sapere dove andare. I nomi che circolavano ieri per il posto di Cevenini sono i soliti di questi giorni, con qualche aggiunta. Nell’ordine: Giacomo Venturi, Andrea De Maria, Simone Gamberini, Virginio Merola, il ritorno in pista di Duccio Campagnoli, Salvatore Caronna, Giancarlo Sangalli, forse il segretario Cisl Alessandro Alberani. E poi il boatos romano: Piero Fassino a Bologna, un Cofferati bis. Il forfait di Cevenini, riporta comunque il centrosinistra indietro, lo riporta a guardare nei corridoi del Pd o a immaginare di nuovo un «civico» che possa togliere le castagne dal fuoco. Per questo ruolo si rifà ora il nome di Andrea Segré, preside di Agraria e animatore di Last minute market. Battuto nella primavera scorsa come candidato rettore, può tentare come candidato politico. Fatto sta che la vicenda Cevenini incarna alla perfezione l’immagine di questa Bologna ormai incapace di sorprendere e di sorprendersi a esplorare piste nuove. E il centrodestra? Beh, lì le nebbie sono ancora più fitte. Ci sarà tempo per riparlarne.

Daniela Corneo

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Rassegna Stampa Emilia Romagna 26-10-2010

BOLOGNA - REPUBBLICA la Repubblica

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MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2010

BOLOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ www.mauriziocevenini.it www.pdbologna.org

■ III

Bersani: “Per le soluzioni si vedrà”. Ieri esecutivo in via Rivani. Si cerca ancora un civico, ma spunta anche De Maria

Pd, Donini sul banco degli imputati Primarie in bilico, accuse al segretario per la gestione delle candidature IL PD rischia di essere travolto dal dopo-Cevenini. Un terremoto che raggiunge via Rivani dove adesso a rischiare di più è il segretario Raffaele Donini che sul Cev aveva puntato tutto. Senza più il candidato favorito anche le primarie vengono messe in discussione. Persino lo stesso Donini non esclude nulla, nemmeno la cancellazione della consultazione prevista inizialmente il 5 dicembre. L’alter-

Errani: “E’ tempo di riflettere”. Campagnoli vuole un chiarimento in direzione nativa, che per ora non c’è, è quella di trovare un candidato civico su cui far convergere tutta la coalizione senza bisogno di organizzare primarie più o meno finte. Questo è il dilemma mentre tutti i “papabili” ripetono come un mantra di non essere disponibili a correre visto lo tsunami politico in corso. Non Marco Cammelli («Appena uno parla gli sparano tutti addosso»). Non Lorenzo Sassoli de Bianchi che pure continua a essere apprezzato anche da Maurizio Marchesini di Unindustria che lo definisce un nome che “scalda il cuore” (ma l’interessato

L’intervista

conferma di non voler correre). Normale che in queste ore di incertezza il peso decisionale dei vertici bolognesi sia in calo e chiunque abbia qualche velleità non muoverà un dito senza prima un segnale di Pierluigi Bersani che da Roma fa sapere: «Oggi è il giorno del rispetto per Cevenini, per le soluzioni si vedrà». Certo è che se si optasse per primarie con più candidati Pd sarebbe pronto anche Andrea De Maria che non disdegna una competizione alla fiorentina, quella che ha incoronato il sindaco outsider Matteo Renzi. In ogni caso il Pd dovrà prima capire da quale parte andare e con chi. Donini ieri ha incassato la fiducia della sua segreteria, a giorni incontrerà gli alleati — divisi proprio sull’utilità a questo punto delle primarie — poi do-

vrà affrontare il “processo” in direzione nella quale non mancano le voci critiche, a cominciare da Duccio Campagnoli che chiede di poter affrontare i nodi politici (programma e alleanze) lasciati in sospeso. «E per favore evitiamo altre primarie all’X Factor» dice. «Cancellare le primarie? Ora sono in corso, ma non è successo un fatto da poco. Vedremo con candidati e alleati» dice Donini che oggi cercherà di sondare Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, ancora in campo, sull’eventualità di un loro passo indietro. Il ‘99 è dietro l’angolo. Il segretario regionale Stefano Bonaccini vigila su Bologna, anche se non vuol sentire parlare di commissariamento. L’obiettivo come dice il responsabile enti locali del Pd da Roma, Davide Zoggia è

di «lavorare per una candidatura vincente e condivisa». A sera le agenzie di stampa rilanciano il nome dell’ex segretario nazionale Piero Fassino, ipotesi definita «surreale» dai vertici locali, Così come potrebbero mettersi in pista pure l’ex assessore di Cofferati Virginio Merola e il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi. «Mi dispiace per Cevenini — dice Merola — così si crea una situazione di emer-

Marchesini di Unindustria apprezza Sassoli: “Un nome che scalda il cuore”. L’interessato frena genza. Ora suggerisco di sospendere le primarie e di andare su una candidatura unitaria. Altrimenti, se le primarie bisogna farle, il candidato Pd sia uno solo». Il prodiano Arturo Parisi sferza: «È l’occasione per fare primarie vere». Spingono anche i vendoliani, mentre l’Idv e Verdi frenano. L’Officina delle Idee di Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani: «Per fortuna la destra non sa che pesci pigliare». E il governatore Vasco Errani in serata chiosa: «Solidarietà al Cev. Ora è tempo di riflettere». (silvia bignami)

Raffaele Donini

Lorenzo Sassoli

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Il presidente della Fondazione del Monte indisponibile a candidarsi: questa politica cade a pezzi

Cammelli si chiama già fuori “Oggi solo un matto alza la mano” Il docente e le elezioni: appena uno parla gli sparano (segue dalla prima di cronaca)

LUCIANO NIGRO

LA DECISIONE Maurizio Cevenini accompagnato nella sala riunioni della clinica Villalba

co, il buio in cui si è ritrovato d’improvviso una mattina, la paura di perdere tutto in un amen. Non tanto, o non solo, la corsa a sindaco, ma anche gli amici, la famiglia, il calcio, la pesca gigante, i matrimoni, le feste, le inaugurazioni e quel suo modo

Terreo e balbettante all’inizio e poi via via più colorito e sorridente di fare politica porta a porta che resta comunque un’eredità per chi verrà dopo di lui. Il soldato Cev è salvo. Chi gli vuole bene, e sono in tanti, può tirare un sospiro di sollievo. Semmai, nel caso gli affetti coincidano, farà bene a preoccuparsi del Pd. Che oggi ha la stessa, bruttissima, cera con cui il Cev si è presentato alla stampa ieri mattina. Prima di liberarsi del «macigno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA.IT Sul nostro sito commenta la decisione di Maurizio Cevenini di rinunciare alla corsa per Palazzo D’Accursio

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N MOLTI, professor Marco Cammelli, fanno il suo nome. Dicono che sarebbe un ottimo sindaco. «Fa piacere, inutile negarlo». Un pensierino lo sta facendo? «L’ho detto chiaramente presentando i progetti del Monte: chi ha guidato una fondazione non può candidarsi». Perché, scusi? «Chi distribuisce denaro dovrebbe star lontano da ruoli pubblici: se a beneficiarne è stata una parte sola non è bene, se il vantaggio è stato di tutti, ecco un motivo di più per astenersi dal concorrere. Sono elementari regole del gioco, che purtroppo ci siamo dimenticati». E se glielo chiedessero Bersani e Prodi? «Anche se l’offerta fosse autorevole risponderei “grazie, no”. Non è il mio mestiere. Non qui, non ora». Come si spiega questa difficoltà generale della città? «Io la vedo così: il vecchio motore s’è rotto e il nuovo non c’è ancora. Il vecchio ha un forza inerziale, ma perde colpi. Perciò trovo eccessiva l’attenzione al pilota». Vuol dire che non conta? «Conta eccome. Ma se il telaio perde pezzi e le ruote sono quadrate nessuno va lontano». Il motore di Bologna era il Pci. E la società civile non ha prodotto qualcosa di diverso. «Una storia tutta bolognese. Qui il vecchio Senato, convergeva sul

L’offerta

Nemmeno se l’offerta venisse da Prodi e Bersani accetterei. Quello del sindaco non è il mio mestiere I migliori

Chi stabilisce chi sono i migliori? Sia chiaro, ci sono risorse, il tessuto sociale è ricco, ma il sistema politico è fragile

GIURISTA Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte, è docente di Diritto Amministrativo

potere esterno: un tempo il Cardinal Legato, poi il Pci». E oggi? Perché tutti bloccano tutto? Pensi alle grandi opere. «Se sto alla cronaca, osservo che le forze sociali non sanno su chi convergere. Al centro ci sono sempre state le istituzioni. E ora non c’è nessuno al volante». Dobbiamo toccare il fondo? O i migliori, come dice qualcuno devono farsi avanti? «Già, chi stabilisce chi sono i migliori? Sia chiaro la città ha risorse,

il tessuto sociale è ricco. Ma il sistema politico è fragile e procede per inerzia. La gloria passata ha prodotto un intorpidimento. Così la città non ha sentito le prime punture di spillo né i colpi successivi, ora neppure le pallottole». Crudo, ma efficace. Tutto questo perché non vuole scendere in campo? «Mi sento troppo obbligato verso Bologna per tirarmi fuori. Ma darò una mano da qui, dove mi trovo».

Sembra averci pensato a lungo. «Non nascondo di averlo fatto, anche per evitare di trovarmi un giorno in un collo di bottiglia. E non mi perdonerei di dire di no, solo per avere il tempo di giocare a bocce». Come se ne esce, allora? «Ognuno faccia la sua parte. E chi è migliore alla fine lo decide l’elettorato». La parte della politica? «Chi ha responsabilità metta a posto la macchina. Perché in una situazione come questa non c’è civico che accetti: appena parla gli sparano. E ammesso che ci sia, una volta che uno è eletto che fa? Va a San Luca?». Non crede all’uomo solo al comando? «Sarebbe un uomo solo nell’arena, piuttosto: con i leoni da una parte pronti a sbranarlo. E i gladiatori dall’altra ad infilzarlo. In una realtà del genere non si trova una sola persona sensata disposta a farsi avanti». Vuole giustificare il gran rifiuto? «Al contrario: il mio contributo lo voglio dare. Anche le fondazioni oggi hanno un ruolo politico importante». Ha un’idea su come uscire dall’impasse in cui si trovano sinistra e destra in città? «La politica ripensi a se stessa. Si prenda due mesi, fino a Natale, per rimettere a posto le macchine. E i privati pensino a cosa sarebbero disposti a fare per Bologna. Poi a Santo Stefano ognuno, con una cartella di proposte, dica la sua. Forse è la volta che la macchina riparte». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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vittima: ci fidiamo solo delle indagini dei magistrati Rassegna Stampa Emilia Romagna 26-10-2010

BOLOGNA - REPUBBLICA rare l’omogeneità del comportamento professionale e la completezza della documentazione clinica». Insomma, nessuna incuria, «la paziente è stata monitorata assiduamente e sollecitamente, secondo quanto hanno riferito infermieri e medici», ma par di capire che qualcosa dev’essersi inceppato. Non solo: se le

parole hanno un senso, il comportamento di medici e infermieri non sarebbe stato del tutto omogeneo e la documentazione clinica non sarebbe completa. Nessuna incuria per la morte di Loredana, mentre va avanti l’inchiesta della Procura, con dodici medici indagati per omicidio colposo. Anche Lusenti qualche

dubbio deve averlo, visto che è proprio lui a rivolgere un invito formale alla direzione dell’Ausl «a provvedere, con la piena partecipazione dei professionisti, alla revisione dei percorsi assistenziali chirurgici implementando pienamente le raccomandazioni emanate dalla Regione con la delibera 1706 del 9 novembre 2009».

fa d zi le n l’i b is m

La nomina

Ha fondato la Promo Music, è stato candidato dall’Idv in Comune

Per il cda del Comunale la Regione sceglie Corvino

La sala del Teatro Comunale di Bologna

FRANCESCA PARISINI SI COMPONE di un altro nome il prossimo consiglio d’amministrazione del Teatro Comunale. La Regione ha scelto, infatti, il suo rappresentante: è Marcello Corvino, bolognese, titolare dell’agenzia Promo Music che produce concerti, eventi spettacolari e prodotti editoriali. Nei quattro anni scorsi, la Regione è stata rappresentata dal musicologo Giordano Montecchi. Il nome di Corvino verrà comunicato all’assemblea dei soci non appena sarà convocata dal presidente della Fondazione, ovvero il commissario Anna Maria Cancellieri, aggiungendosi così a quello di Rino Maenza, rappresentante del Ministero dei Beni culturali. Agente di cantanti ed artisti (nonché fratello di Valentino Corvino, violinista in orchestra al Comunale), alla passate elezioni Marcello Corvino è stato candidato al consiglio comunale per l’Italia dei Valori, lo stesso partito che ha candidato il sindacalista Fials Enrico Baldotto. Tra le produzioni recenti rea-

lizzate da Corvino c’è la serie di conferenze-spettacolo che hanno portato in scena personaggi come l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi, Corrado Augias e Marco Travaglio, Shel Shapiro sui testi di Edmondo Berselli. Ed è lui che ha ripreso le conferenze di

Il suo nome verrà comunicato all’assemblea dei soci convocata dal Commissario Eugenio Riccomini, prorpio domani al debutto alle Celebrazioni. Martedì 2 novembre è fissato l’ultimo cda del Teatro Comunale, a chiusura della proroga di consiglio e sovrintendente. È in questa sede che il sovrintendente Marco Tutino presenterà una memoria con il bilancio dei suoi quattro anni di impegno presso la Fondazione lirica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scon

Dal 9 al 30 ottobre u libri, su tutti i CD e s È un’affare che scott Oberdan 7 a Bologna


ogno della mia vita» BOLOGNA - CARLINO Rassegna Stampa Emilia Romagna 26-10-2010

termine. Questa certezza oggi non la sento»

IL RETROSCENA

Già domenica sera il partito sapeva

NA PRIMO PIANO

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SILVANA MURA (IDV)

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«INNEGABILE CHE ORA SI PONE IL PROBLEMA DI COME CONTINUARE. SERVE UNA PAUSA PER CONSENTIRE ALLA COALIZIONE DI VALUTARE»

ETTO mara aglione, etaria Cev, lta nuncio

LA RETE COMMENTA

«Oggi mi sento orfana» ans e avversari: «Auguri»

EV: prima, durante e dopo. Dal ricovero al ritiro della canura, tutti dicono la loro. Inarrestabili i commenti dei soste-

MISTERO: il Pd domenica sera ha avvisato gli alleati che Maurizio Cevenini si era ritirato. Potente intuizione. Il Cev stava ancora meditando sulla sua lettera d’addio alla corsa ma il partito si metteva avanti. Silvana Mura, leader dell’Idv, a tarda sera aveva confidato al Carlino: «Temo il peggio». Proprio domenica tra decine di persone interpellate era chiarissima una divergenza. Gli amici pensavano a un possibile ripensamento, nel Pd tutti davano per scontato il ritiro dalla gara. Cevenini in conferenza stampa ieri a mezzogiorno ha confidato: «Gianni Morandi mi ha tenuto al telefono fino a poco fa». In questa storia restano almeno due dichiarazioni di Pierluigi Bersani tutte da capire. Il 19 ottobre il segretario del Pd era certo: il ragazzo sta bene. Il medico aveva appena detto che l’episodio era stato grave e poteva ripetersi. La seconda due giorni dopo: decida il Cev. Boh. ri. ba.

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BOLOGNA - UNITA’


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REGGIO EMILIA - REGGIO24 Vietato criticare la Gelmini, Barbati (Idv):''Italia come la Cina?...

http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=Vietato+criti...

Martedì 26.10.2010 ore 10.16

Vietato criticare la Gelmini, Barbati (Idv):''Italia come la Cina?'' REGGIO 24 ORE

“Criticare pubblicamente la riforma Gelmini può costare ai dirigenti scolastici fino a tre mesi di stipendio mentre alzare la voce nei confronti di un genitore causerà una multa da 350 euro". E' quanto dichiara il consigliere regionale dell'Idv Liana Barbati. "Da oggi, i capi di istituto non potranno più esprimere il loro dissenso nei confronti dell’operato del Governo, né in pubblico né sui media. Lo stesso Marcello Limina, direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, nel maggio dello scorso anno aveva intimato a presidi e insegnanti emiliano romagnoli di evitare qualsiasi tipo di intervista o dichiarazione che potesse essere lesiva dell’immagine della pubblica istruzione, pena severe sanzioni disciplinari - dichiara la Barbati - Questo è solo l’ultimo vergognoso diktat imposto dal Governo Berlusconi per eliminare qualsiasi forma di dissenso popolare nei confronti dell’operato di una maggioranza che, da un lato distrugge il Paese con scelte politiche scellerate e dall’altro mette il bavaglio a chiunque intenda manifestare liberamente la propria contrarietà”. “Noi di Italia dei Valori vorremmo solo ricordare a Berlusconi, alla Gelmini, a Brunetta e a Marcello Limina che, fino a prova contraria, viviamo ancora in un Paese libero. L’articolo 21 della Costituzione italiana, per l’appunto, è stato scritto con il nobile intento di tutelare la libertà di espressione di ogni singolo individuo. Se questo diritto fondamentale viene negato o calpestato, diventiamo esattamente come la Cina. Vogliamo davvero permettere che questo succeda? Vogliamo farci togliere anche un diritto fondamentale come quello al dissenso? Noi di Idv diciamo un secco no. Ecco perché invitiamo chiunque non sia in linea con le scelte del Governo a manifestare, dissentire e ad alzare la propria voce. Questa è la nostra libertà e noi dobbiamo combattere con ogni mezzo per difenderla” ha concluso la presidente Idv.

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PIACENZA - LIBERTA’

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Enti di bonifica,è passata la proposta di legge regionale Modifiche riguardo ai contributi dei consorziati ■ La proposta di legge regionale sugli enti di bonifica, particolarmente cara all’onorevole Tommaso Foti e presentata ieri in consiglio da Antonino Coppolino del Pdl e la scorsa settimana in commissione, passa con il voto della maggioranza, un secco “no” della minoranza e l’astensione del consigliere Samuele Raggi dell’Idv. E così i consiglieri Coppolino, Thomas Pagani della Lega Nord e Bruno Ferrari dell’Udc andranno al consiglio regionale per farsi portavoce del documento approvato. LA PROPOSTA Si parla di modificare le norme che regolano la bonifica soprattutto per quanto riguarda i contributi versati dai

consorziati. Oltre a disciplinare il riparto degli oneri, la proposta delega alle Province l’approvazione degli atti fondamentali della vita dei consorzi e dice che, nel caso di opere idrauliche di bonifica costruite dallo Stato a proprio carico, se un Comune ne chiede la consegna i Consorzi devono provvedere a consegnare l’opera al Comune. L’ultimo articolo, infine, dice che, come spiegato da Coppolino, “non pare motivato che alle votazioni partecipino coloro che versano al consorzio un corrispettivo per il servizio irriguo di cui godono” e disciplina quindi l’ordine nelle votazioni dell’assemblea dei consorzi. “QUESTA LEGGE PESERÀ SU TUT-

TI” «Così tutto quello che costa della bonifica del Consorzio per la manutenzione - hanno contestato Maurizio Villa e Marco Bergonzi del Pd - finirà a gravare sulla fiscalità generale. Oggi pagano i proprietari, con questa proposta andranno a pagare anche gli inquilini e pagherà anche chi è fuori dal perimetro di contribuenza. Prendiamo atto della volontà e dei problemi sollevati, vogliamo affrontare il problema? Se vogliamo farlo insieme è necessario però fare un passo indietro e riparlarne». “IL COMUNE LO HA CHIESTO DIECI ANNI FA” Non è convinto Cop-

polino che si scalda: «Fate del populismo, volete far passare questo messaggio». «Sì - ha ag-

giunto Tommaso Foti del Pdl si vuole solo contestare la proposta per ingrassare il Consorzio di bonifica che dovrebbe solo pensare al fatto che quest’anno c’era l’asciutto del Molato anziché la diga e la vantata spiaggia. Si vuole confondere l’opera di bonifica con la difesa del suolo. Perché se un ente locale vuole chiedere di gestire da solo un’opera non lo può fare? Il Comune di Piacenza lo chiedeva dieci anni fa. Non mi va che passi il principio che la proposta porta svantaggi a terzi o che distribuisca dei costi a carico di chicchessia. Vogliamo dare al Comune ciò che il Comune ha chiesto». Malac.


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PARMA - PARMADAILY "E' giunta l'ora del rinnovamento di Parma" Critiche alla giunta comunale dalla segretaria dell'IDV Paola Zilli. Le altre notizie pubblicate oggi (non più in homepage) ___ 25/10/2010 h.15.10 La coordinatrice provinciale dellìItalia dei Valori Paola Zilli denota un’amministrazione “spaesata” e “senza un obiettivo”. “Il grande bluff con il quale l’Amministrazione Vignali è scesa in campo è stato svelato ed è giunta ormai l’ora di un rinnovamento per la nostra città. Si parlava di Città Europea, di innovazione commerciale e sociale, di riqualificazioni delle zone maggiormente caratteristiche del centro città, di chiarezza, trasparenza e dialogo con i cittadini, di Civismo e vicinanza agli elettori, ma tutto questo dov’è finito? Italia dei Valori - continua la Zilli - denota una distanza enorme tra le promesse fatte in campagna elettorale e ciò che di concreto è stato realmente fatto. Se per Città Europea e innovazione commerciale il sindaco intende stravolgere l’assetto economico caratteristico di Parma, composto da piccoli e medi artigiani e commercianti aventi lo stesso giro di clientela fidata e soddisfatta da anni, con la costruzione di Ipermercati e Centri Commerciali super moderni noi non ci stiamo; se per riqualificazione la Giunta intende tagliare clienti ai negozi di Via Bixio deviando le linee dell’autobus, allargare i marciapiedi mettendo in grave pericolo i ciclisti e i pedoni, discriminare con ordinanze razziste gli extracomunitari e i giovani che vivono l’Oltretorrente noi non ci stiamo; se per chiarezza, trasparenza e dialogo con i cittadini Vignali intende scontro, guerra e astio tra Comune e Comitati nati in difesa del territorio che il Comune stesso vuole stravolgere senza nemmeno ascoltare l’opinione di chi quel territorio lo vive quotidianamente,ancora una volta non ci stiamo. Senza tener conto del Caso Tep nel quale il sindaco è primo protagonista e di cui non poteva non sapere. Noi dell’Italia dei Valori - conclude - siamo convinti che sarebbe giusto ed onesto nei confronti dei cittadini che quest’amministrazione spaesata e senza un obiettivo concreto si dimetta e permetta un rinnovamento necessario per la sopravvivenza della città. Una città che non ne può più di aver a che fare con cantieri, speculazioni e autoritarismi sempre più diffusi”.

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MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2010

IN CONSIGLIO

HERA

SEDUTA all’insegna del tempismo quella del consiglio comunale di ieri pomeriggio. Una delle ‘notizie’ trapelate dal confronto tra consiglieri e assessori è la seguente: «Sì, nel caso in cui l’Italia avesse passato il primo girone agli ultimi mondiali in Sud Africa, avremmo messo un maxischermo per seguire le partite successive». Interessante...molto. Peccato che dall’eliminazione degli azzurri ad opera della Slovacchia siano passati, giorno più giorno meno, quattro mesi. E che dalla presentazione dell’interrogazione ad opera del consigliere comunale della Lega Nord, Stefano Barberini, di mesi ne siano passati addirittura sei. Il leghista all’epoca interrogava l’assessore comunale allo Sport Antonino Marino circa gli imminenti mondiali chiedendo se l’amministrazione comunale aveva in previsione l’installazione di un maxischermo per permettere ai cittadini di seguire tutti insieme la nazionale di Marcello Lippi in diretta. Ieri sul tema si è anche aperto un dibattito tra il consigliere e l’assessore: «Sono felice che il consigliere dimostri il suo tifo per la nazionale, a differenza di qualche suo collega di altri esponenti del suo partito, ministri compresi. Il maxischermo era previsto come nei mondiali del 2006», il commento di Marino. Due domande sorgono spontanee: Ma era proprio necessario discutere l’interrogazione? E nel 1962 se gli azzurri fossero riusciti a passare il turno, era prevista una radio a disposizione di tutti in piazza Grande? Francesco Vecchi

UN’OCCASIONE di incontro per favorire una sempre maggiore comprensione del sistema di fatturazione utilizzato da Hera. E’ quanto la multiutility offrirà oggi a Modena, a rappresentanti e collaboratori delle associazioni dei consumatori che operano sul territorio. Facendo seguito ad una richiesta pervenuta dalle stesse associazioni, con cui a Modena il rapporto è «costruttivo e consolidato», Hera ha infatti organizzato una serie di appuntamenti su temi di particolare rilievo per i clienti, tra i quali la bolletta. L’iniziativa — spiega la multiutility in una nota — non riguarda soltanto Modena: in questi mesi l’azienda incontrerà le associazioni di consumatori di tutti i territori in cui opera «per perseguire direttamente la pratica quotidiana della trasparenza, correttezza e chiarezza nella relazione con il cliente e nella fatturazione dei servizi». L’incontro sarà condotto da Sandro Bosso, responsabile mercato famiglie di Hera Comm, la società di vendita del Gruppo Hera, e riguarderà l’analisi di elementi essenziali che determinano la bolletta e ne orientano la comprensione. Tra questi, come capire i consumi, a che cosa si riferiscono le voci presenti in bolletta, la struttura delle tariffe: quanto spende la famiglia e quanto e’ in capo ad Hera, esempi relativi a qualche caso particolare, la rateizzazione dei pagamenti e alcuni aspetti fondamentali del mercato libero. Sarà anche rimarcata la presenza capillare di Hera sul territorio, attraverso gli sportelli, il servizio telefonico clienti e le iniziative studiate ad hoc con gli interlocutori istituzionali dell’azienda.

Mondiali 2010, in aula si parla del maxischermo a mesi dalla fine

Incontro con i consumatori per ‘spiegare’ le bollette

L’ex Amcm nel corso delle demolizioni che sono partite quest’estate, dopo polemiche durate anni

LA DISPUTA IDV, PDL, LEGA NORD E 5STELLE INTERROGANO PIGHI

Le minoranze si alleano: «Risposte sull’ex Amcm» di FRANCESCO VECCHI

LE DOMANDE di quasi tutta l’opposizione (salvo Udc e Mpa) e le dichiarazioni che arrivano dal Pd: «Solo fango al posto delle idee, questa non è politica». Anche ieri la vicenda ex Amcm ha tenuto banco. Italia dei Valori, www.modenacinquestelle.it, Pdl e Lega Nord hanno firmato congiuntamente un ordine del giorno attraverso il quale, come era stato annunciato nei giorni scorsi, chiedono al sindaco Giorgio Pighi di riferire in aula in merito all’intera vicenda. In particolare le minoranze del consiglio comunale chiedono al primo cittadino «le motivazioni con cui, in difformità dalle regole dettate dall’articolo 22.13 comma 5 del Rue, l’amministrazione ha deciso di procedere alla demolizione dei fabbricati ex Amcm, assumendo onerose spese a carico della collettività modenese». In secondo luogo i rappresentanti dei quattro partiti domandano «le motivazioni per cui non è stata attesa la pubblicazione della sentenza del Tar del Lazio». Infine «quando e con quali modalità e tempi si intenda procedere, dato che a tutt’oggi non siamo a conoscenza del meccanismo giuridico ed economico, progettista e

BOSCHINI (PD) «Solo insinuazioni, fango al posto delle idee Si torni a fare politica» impresa con cui si darà seguito alla realizzazione del piano particolareggiato». DALL’ALTRA parte prende posizione il segretario cittadino del Pd, Giuseppe Boschini: «La poli-

PROVINCIA

Scuola di Adro, Lega isolata LA LEGA in Consiglio provinciale sulla scuola di Adro «balla» da sola. Un ordine del giorno presentato dalla Lega sulla scuola con i simboli del Caroccio a scuola è stato respinto con il voto contrario di Pd, Idv e Udc. Ma anche il Pdl si è astenuto.

tica è, innanzitutto, confronto di idee; poi capacità di tradurre quelle idee in atti concreti, in progetti finalizzati al bene della polis. Da cui, appunto, il termine politica. Sulla vicenda ex Amcm tutti si sono espressi, la discussione va avanti da anni e finalmente, credo, con soddisfazione di larga parte dei cittadini modenesi si è vicini alla fase attuativa. La Sovrintendenza regionale ha fissato autonomamente quali edifici sono vincolati e quali no. La Direzione Generale del Ministero ha respinto un reclamo in proposito. Italia Nostra ha eccepito su questo aspetto di metodo e non di merito e ha fatto ricorso al Tar; il Tar le ha dato ragione, sulla forma di tale respingimento, non certo sul merito dei vincoli di tutela. È di questo che si parla, non di altro». Eppure, rileva Boschini, «anche questa è stata l’occasione per accusare l’amministrazione comunale, nella fattispecie l’assessore Sitta, di scarsa trasparenza e addirittura di comportamenti fraudolenti, insinuando che il Comune abbia agito conoscendo in anticipo la sentenza del Tar. Una cosa falsa, indimostrata. Insomma, ancora una volta, fango al posto delle idee; insinuazioni al posto di argomenti e proposte», conclude Boschini.

LITE COSTI (PD): «SITUAZIONE ULTERIORMENTE PEGGIORATA». AIMI (PDL): «SI’, MA E’ COLPA VOSTRA»

Carceri, è ancora scontro sul sovraffollamento


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ma ha già fatto il ‘ tutto esaurito’ Vignola, oltre 400 abbonati per la prosa e altrettanti per il balletto 12 Rassegna Stampa Emilia Romagna 26-10-2010

di VALERIO GAGLIARDELLI

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— VIGNOLA —

NON BASTA la soddisfazione a spiegare quei sorrisi. Hanno un che di affilato, come dopo essersi tolti un sassolino dalle scarpe. Sanno di rivincita. Anche se a parole, da parte del sindaco e del presidente della Fondazione, il riferimento a chi fino ad oggi aveva criticato le modalità di acquisizione e di gestione del nuovo ’Ermanno Fabbri’, è ora solo un accenno. Nessuno, ad ogni modo, credeva che sul teatro si potesse vincere la sfida così, ancor prima di iniziare. Nemmeno il più ottimista. E di fronte al tutto esaurito degli abbonamenti — ne sono stati ‘bruciati’ 417 per la danza e 413 per la prosa — la strategia cambia radicalmente: dalla ricerca di pubblico si passa al tentativo di accontentare il maggior numero possobile di esclusi. Ma il ‘problema’, le virgolette sono un obbligo, adesso è senz’altro più piacevole da affrontare.

«PER questo — spiega Pietro Valenti, direttore di Ert — abbiamo messo in campo altre due modalità di abbonamento: una formula da 65 euro per 4 spettacoli serali, tra questi ‘Il lago dei cigni’ e il ‘Thom Pain’ con Elio Germano, e una da 7 spettacoli, di cui 3 pome-

ULTIMI RITOCCHI

E in balconata sparirà la balaustra

sposta da parte dei cittadini — sottolinea Giovanni Zanasi, presidente della Fondazione — e devo dire che è arrivata una vera e propria sentenza: il teatro a Vignola si doveva fare, e si doveva fare in questo modo. Chi aveva dei dubbi sulla riuscita dell’operazione, dovrà ora ricredersi. Ma non per questo il nostro lavoro è finito: naturalmente siamo solo all’inizio e continueremo a lavorare».

MODENA - CARLINO SODDISFAZIONE Sindaco, Ert e Fondazione esultano: «Ora dovremo catturare anche gli esclusi» ridiani, da 90 euro. Abbiamo pensato ad allargare l’offerta al pomeriggio, già dedicato alle scuole, soprattutto per i pensionati. Così molti nonni potranno trovarsi a teatro di fianco ai nipoti. Intanto in biglietteria continua ad arrivare gente: l’obiettivo è aggiungere altri 100 abbonati. Per ogni spettacolo saranno poi a disposizione i biglietti dell’ultima ora». «SPERAVAMO in una grande ri-

LA PRIMA stagione teatrale del ‘Fabbri’ si aprirà ufficialmente il 16 e il 17 novembre con ‘La locandiera’ di Carlo Goldoni, diretta da Pietro Carriglio. Manca, però, un ultimo ritocco in vista della ‘prima’. «Credo che rimuoveremo la balaustra in balconata — rivela Pietro Valenti, direttore di Ert — per garantire a tutti una buona visuale. Ma al di là di questi aggiustamenti tecnici, resto preoccupato dai tagli che si prospettano per il nostro settore: non so se anche il prossimo anno riusciremo a garantire una tale qualità di spettacoli».

«SIAMO sbalorditi da questo risultato — conclude il sindaco Daria Denti — e non mancheremo di ‘coccolare’ gli esclusi, pensando a strategie ancor più ampie per il prossimo anno. Nel frattempo da questa situazione trarranno vantaggi anche tutte le attività della zona: è evidente come l’importanza del progetto sia stata percepita anche da chi non va a teatro. Inoltre, il ‘Fabbri’ potrà ospitare convention ed eventi come il ‘Jazz in’it’ o il ‘Poesiafestival’. Che avranno così una cornice d’eccezione a costi più ridotti».

NONANTOLA RESI NOTI I COMPENSI DEGLI AMMINISTRATORI. LA GIUNTA: NESSUN STIPENDIO FARAONICO

A sindaco, assessori e consiglieri indennità tagliate del 10% —NONANTOLA—

L’AMMINISTRAZIONE comunale ha stabilito l’indennità di funzione per l’anno in corso da attribuire al sindaco, vice-sindaco, assessori e consiglieri. In base a quanto previsto dalla Finanziaria 2006, gli importi sono stati ridotti, rispetto ai precedenti, del 10%. Indennità stabilite dopo avere verificato-si legge nel documento- «che questo ente alla data del 31 agosto 2010, contava una popolazione di 15.464 abitanti, non versa in condizioni di dissesto finanziario, ha rispettato gli obiettivi po-

sti dalle regole in materia di patto di stabilità interno, fino all’esercizio 2009 e in base al Bilancio di Previsione 2010, risulta rispettare gli obiettivi programmatici, salvo verifica a consuntivo». In pratica, ha i conti in regola. Considerato che la Giunta Comunale risulta essere composta da 7 componenti, compreso il Sindaco, ecco le indennità: al sindaco Pier Paolo Borsari 3.098 euro (2.224 netti); al vice-sindaco RobertoAnnovi 826 euro (655 netti), agli assessori Marcello Corradi, Alessandro Masetti, Fabio Pate, Ornella Bonacina, Stefania Grenzi 697 euro (536 netti in media).

Inoltre, stanziamenti annui ai gruppi consiliari: Centrosinistra per Nonantola (3.200 euro per 14 consiglieri); Popolo della Libertà-Lega: (1.485 euro per 4 consiglieri); Amo Nonantola (1.314 euro per 3 consiglieri). «Costi della politica - ha commentato il Pd che non superano l’1% del bilancio comunale, che sfaterebbero alcune leggende su fantomatici compensi faraonici e soprattutto che rivelano come i tagli di Tremonti ai Comuni, non vadano ad incidere su inesistenti privilegi di casta ma usi servizi ai cittadini». Gian Luigi Casalgrandi


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FORLI’ CESENA - ROMAGNAoggi Fonte: www.romagnaoggi.it

Forlì-Cesena, guard-rail letali. L'assessore Montesi: ''Sostituirli costerebbe 30 milioni' FORLI' - Dopo le recenti morti di motociclisti sulle strade provinciali, in particolare con l'incidente mortale che ha visto decessi di motociclisti sulla Bidentina dovuti all'impatto contro il guard-rail, è stato discusso dal Consiglio Provinciale una mozione dell'Italia dei Valori sulla messa in sicurezza dei guard-rail lungo le strade di competenza della Provincia di Forlì-Cesena. A presentare la mozione è stata Giovanna Perolari, capogruppo Idv. Alla giunta è stato chiesto "di attivare una censimento della situazione dei guard-rail nella provincia di Forlì-Cesena e di predisporre un piano volto ad aumentare la sicurezza dei motociclisti e dei ciclisti, anche verificando l'installazione di nuove tipologie di guard-rail una volta ricevuta l'omologazione ministeriale". Il documento invita il presidente ad attivarsi in ogni sede e presso il ministero competente affinché si adottino misure adeguate alla salvaguardia dei motociclisti. Nel dibattito è intervenuto anche l'assessore alla Mobilità Marino Montesi, che ha dato il punto di vista della giunta "Quest'amministrazione si è impegnata tanto sulla sicurezza stradale. Sui guardrail, rilevo che ce ne sono circa 200 chilometri sulle strade provinciali, di cui 150 non modificabili e 50 modificabili. Per noi basta così: non facciamo altri censimenti". Sull'introduzione di barriere salva-motociclisti aggiunge Montesi: "Per noi è una questione insormontabile l'omologazione, ma c'è anche un problema di costi: non è possibile fare un'operazione dalla sera alla mattina, dato che la sostituzione costerebbe circa 30 milioni di euro. Infine, quando saranno omologati, siamo anche favorevoli ad un piano pluriennale per installarli". La mozione ha visto il voto favorevole di Pd, Idv e Rif. Com., nessun contrario, astenuti PdL (Gagliardi è uscito dall'aula), Udc e Lega Nord. GLI ALTRI ORDINI DEL GIORNO - I lavori del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena di lunedì pomeriggio hanno visto il dibattito su diversi ordini del giorno. Prima delle varie tematiche è stato presentata una delibera di variazione del bilancio di previsione 2010, votata a favore da Partito Democratico, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, mentre il voto negativo è giunto da Popolo delle Libertà, Udc e Lega Nord. Il primo ordine del giorno è stato presentato dal capogruppo dell'Udc Maria Grazia Bartolomei e riguarda il ripristino immediato delle tariffe agevolate per le spedizioni dei prodotti editoriali. Bartolomei ha ricordato che la novità è arrivata "quando gli editori avevano già venduto gli abbonamenti annuali e si sono trovati improvvisamente a dover fronteggiare un aumento molto consistente delle tariffe per le spedizioni postali". Quindi ha richiamato "le conseguenze, anche occupazionali, sulle piccole associazioni, sul non profit, sulla stampa locale e sulle testate periodiche cattoliche e diocesane, per un totale di 186 giornali e circa un milione di copie". Il testo ha trovato il voto favorevole di Udc e Pd, il voto contrario di Pdl, Lega Nord e Idv e l'astensione di Rifondazione Comunista. Sempre l'Unione di Centro ha proposto un ordine del giorno relativo alla vigilanza per la riduzione del rischio sismico, ma senza eccessi di costi e di burocrazia e in tempi ragionevoli. L'ordine del giorno fa riferimento alla legge regionale 19/2008 e alle nuove prescrizioni che prevede. Il


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AGENZIE (ER) COMUNE PARMA. ZILLI (IDV): GIUNTA VIGNALI-BLUFF, SI DIMETTA (DIRE) Bologna, 25 ott. - “Il grande bluff con il quale l’amministrazione Vignali e’ scesa in campo e’ stato svelato ed e’ giunta ormai l’ora di un rinnovamento per la nostra citta’”. Parole della coordinatrice provinciale dell’Italia dei Valori, Paola Zilli, che chiede le dimissioni della giunta comunale di Parma, ormai “spaesata” e “senza un obiettivo”. “Si parlava di Citta’ Europea, di innovazione commerciale e sociale, di riqualificazione delle zone maggiormente caratteristiche del centro citta’, di chiarezza, trasparenza e dialogo con i cittadini, di Civismo e vicinanza agli elettori, ma tutto questo dov’e’ finito?”, chiede Zilli in una nota. Insomma, l’Italia dei Valori “denota una distanza enorme tra le promesse fatte in campagna elettorale e cio’ che di concreto e’ stato realmente fatto. Se per Citta’ Europea e innovazione commerciale il sindaco intende stravolgere l’assetto economico caratteristico di Parma, composto da piccoli e medi artigiani e commercianti aventi lo stesso giro di clientela fidata e soddisfatta da anni, con la costruzione di ipermercati e centri Commerciali super moderni, noi- spiega la coordinatrice provinciale dei dipietristi- non ci stiamo; se per riqualificazione la Giunta intende tagliare clienti ai negozi di via Bixio deviando le linee dell’autobus, allargare i marciapiedi mettendo in grave pericolo i ciclisti e i pedoni, discriminare con ordinanze razziste gli extracomunitari e i giovani che vivono l’Oltretorrente, noi non ci stiamo; se per chiarezza, trasparenza e dialogo con i cittadini Vignali intende scontro, guerra e astio tra Comune e Comitati nati in difesa del territorio che il Comune stesso vuole stravolgere senza nemmeno ascoltare l’opinione di chi quel territorio lo vive quotidianamente, ancora una volta non ci stiamo”.(SEGUE) (Com/Red/ Dire) 16:11 25-10-10 NNNN (ER) COMUNE PARMA. ZILLI (IDV): GIUNTA VIGNALI-BLUFF, SI DIMETTA -2(DIRE) Bologna, 25 ott. - Zilli richiama poi il “caso Tep, nel quale il sindaco e’ primo protagonista e di cui non poteva non sapere”. Percio’ “noi dell’Italia dei Valori- conclude- siamo convinti che sarebbe giusto ed onesto nei confronti dei cittadini che quest’amministrazione spaesata e senza un obiettivo concreto si dimetta e permetta un rinnovamento necessario per la sopravvivenza della citta’. Una citta’ che non ne puo’ piu’ di aver a che fare con cantieri, speculazioni e autoritarismi sempre piu’ diffusi”. (Com/Red/ Dire)

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