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Ufficio stampa

Rassegna stampa IDV Emilia Romagna del 14.10.2012

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INDICE

Bologna Idv Carpi su Parco Lama 14/10/12

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Bologna2000.com

I vo(l)ti della settimana 14/10/12

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Corriere di Bologna

La fusione Hera-Acegas e la debolezza della politica 14/10/12

La Repubblica Bologna

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Piacenza Referendum Idv, centinaia di firme 14/10/12

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Libertà

«Pneumatici da bruciare? Meglio avviarli al recupero» 14/10/12

Libertà

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Parma Referendum per ripristinare l'articolo 18 14/10/12

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Gazzetta di Parma

Reggio Emilia Politica tra cambi di casacca e salti mortali 14/10/12

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La Nuova Prima Pagina di Reggio Emilia

Modena L’Italia dei Valori: «Ok al parco Lama, da rivedere il Prg» 14/10/12

Gazzetta di Modena

L’Idv raccoglie firme per il referendum sull’articolo 18 14/10/12

Gazzetta di Modena

Referendum sul lavoro, è nato il comitato provinciale 14/10/12

La Nuova Prima Pagina di Modena

Spegnere tutti gli inceneritori emiliani? Vasco Errani rassicura le multiutility 14/10/12

Modena Qui

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Ravenna La “giornata particolare” di una città alla finestra 14/10/12

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Corriere Romagna Ravenna

NoTav, protesta pacifica 14/10/12

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Il Resto del Carlino Ravenna

Idv: «Modifiche al regolamento del verde» 14/10/12

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Il Resto del Carlino Ravenna

Forlì Cesena «Quartieri dimenticati» 14/10/12

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Corriere Romagna Cesena

Sogni e speranze di improbabili scranni 14/10/12

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Il Corriere Romagna Forlì

Iniziata raccolta di firme per l’abolizione delle modifiche allo Statuto dei lavoratori 14/10/12

Il Corriere Romagna Forlì

Balzani come San Sebastiano 14/10/12

19 20

Il Resto del Carlino Forlì

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BOLOGNA

14/10/2012 Periodicità: sito web

Direttore Responsabile: Fabrizio Gherardi

Idv Carpi su Parco Lama una soluzione assieme a questa amministrazione che possa far si che un progetto così straordinariamente importante per il nostro comune, che potrebbe rendere Carpi fiore all'occhiello a livello nazionale, non sia compromesso da progetti edificatori che potrebbero essere rivisti. Infatti, così come nel documento di indirizzo approvato qualche mese fa, pensiamo che la strada da percorrere sia quello dei volumi zero e della riqualificazione sismica ed energetica dell'esistente; non solo, noi dell'idv abbiamo insistito per inserire in questo documento la rivalutazione, alla luce dei cambiamenti economico-sociali degli ultimi anni, di quelle aree in cui è prevista la costruzione di nuove abitazioni ma che, per un motivo o per un altro, non sono ancora partiti. Tra queste pensiamo sia da includere anche l'area compresa tra via Corbolani e via Tre Ponti che va rivista per far si che questo progetto sia realizzabile. Fabio Esposito, coordinatore comunale idv Carpi

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14/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Armando Nanni

Diffusione: n.d.

H SIVORI TEDISCO CHE GIOCÒ IN PARADISO 9 BERGONZONI ALESSANDRO

(artista) Darà, a modo sue, il benvenuto alle matricole dell'Ala :la Mater: invece di una Iodio, una «invocati() rnagistralis». In realtà un gran bel modo per spiegare agli studenti come si diventa cittadini, passando per «facoltà» anche mentali, non solo universitarie. C'è un gran bisogno della creatività giovanile, per costruire bene la Bologna del futuro. Occorre la materia grigia, non soltanto materia. E metterci l'anima. 8,5 HALLER HELMUT

(ex calciatore) Con quella faccia un po' cosi ma soprattutto con quei piedi che cosi se ne sono visti pochini. il tedesco molto latino, che giocò da paradiso nei Bologna dello scudetto, ora potrà rigiocare in un campetto color cielo. E stato uno dei grandissimi numeri 10 diventati numeri uno. Il nostro Sivori teutonico. Ha fatto sognare ed entusiasmare quelli che, negli anni sessanta, la domenica andavano a vedere la partita di pallone.

ori a di un uomo perbene CALZOLAILI PIER UGO (ex Rettore) - Una vita ,pesnc=I€'anme re per l'Università. Dalla cattedra al rcttoratc, stsoriadi un r amv cr ic testimonia un'altra stona: l'interesse personale posposto al bene pubblico (tra Sem ira quasi orni prc-‘1i -d intitli d'ied la strada 'maestra re in fretta . gra driprende a 8 (OVINE ELIO (chirurgo ospedale Maggore) Quando si può dire un bisturi per amico e per nemico. Amico del malato, nemico del tumore. Lui combatte la neoplasia del fegato con una nuova tecnica chiamata «deviazione del corso del fiume». CoSi facendo in realtà fa cambiare strada al destino del paziente. Buone notizie dal mondo ospedaliero. C'è anche chi sa «tagliare» a fin di bene. 5,5 RIVA MATTE()

(consigliere regionale) L'uomo che ha segnalato la storia dei sacchi neri in Regione ha un curriculum emblematico di come va la politica oggi.

Nipote di un ex ministro, ex portavoce dello zio (grazie, zio), ed De, ex Ppi, ex Udeur, ex consigliere comunale con il Pdci, adesso ex ldv. Ovvero come costruirsi una bella carriera a stan di «ex». Oggi molto ben remunerata. 5 MANDINI SANDRO

(consigliere regionale) Una volta si facevano le pulizie di Pasqua, Lui le fa prima dell'arrivo della Finanza. Perché? Due le risposte difensive: per rendere presentabile l'ufficio, se peccato non fare paura non avere. Lui evidentemente si riconosce in entrambe. In ogni modo scarseggia in prudenza: il «russo» indifferenziato va smaltito alla luce del sole.

4,5 DELBONO FLAVIO

(ex sindaco) Ora è corno sparare sulla Croce rossa. Adesso gli tira addosso perfino la Procura contabile, Per il danno di immagine alla Regione chiede un risarcimento di 60 mila euro.I magistrati del ramo avranno fatto bene i calcoli, visto che sono del mestiere. Ma sul piano politico il danno é Incalcolabile. Prima dei giudici se ne sono accorti i cittadini. Che ne stanno ancora pagando il prezzo. 4,5 MAENZA NIRO)

(impresario) Non è stata una bella impresa e gli è costata una condana a nove mesi. Si è messo nei guai con una stagista (negli Stati Uniti c'è un precedente ben più grave che ha tatto epoca). Lui si è limitato ad un bacio furtivo. Che, se non ricambiato, non è mai un'apostrofo rosa Ira le parole t'amo (infatti la sventurata rispose con una denuncia). Per questo deve pagare dazio davanti alla giustizia. 'vino! tr@ce ece.lt

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14/10/2012

press LinE

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Ezio Mauro C■n■'..`%,`~•0

La fusione Hera-Acegas e la debolezza della politica BRUNO SIMILI

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OMANI dunque la fusione tra Hera e Acegas verrà ratificata anche nella riunione del Patto di Sindacato. Ma il dibattito acceso e per nulla scontato che nei giorni scorsi si è svolto nei tanti Consigli comunali riunitisi per esprimere un sì o un no al progetto ha messo in luce, ancora una volta, quanto sia difficile tenere insieme le logiche cui devono riferirsi gli amministratori di una società quotata in borsa e quelle che devono, o almeno dovrebbero, guidare le azioni degli amministratori pubblici. Evidenziando, nei fatti, una debolezza strutturale della politica nei confronti di una grande multiutility come Hera, di cui pure attraverso le diverse quote pubbliche è azionista di maggioranza. Una contraddizione del resto già emersa molto chiaramente in tutti questi anni. Ad esempio in materia di rifiuti, dove lo sforzo compiuto da molte amministrazioni di andare verso l'adozione di politiche virtuose, seppure non sempre popolari, si è spesso scontrato con le resistenze del gestore. Una contraddizione messa in luce molto bene dalle recenti dichiarazioni dell'assessore regionale Freda, che ha annunciato l'intenzione di chiudere gradualmente inceneritori e discariche inEmilia-Romagna. SEGUE A PAGINA VII

Diffusione: n.d.

LE CONTRADDIZIONI DELLA FUSIONE TRA HERA E ACEGAS BRUNO SIMILI (segue dalla prima di cronaca)

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NA scelta avantaggio di una concezione sempre più spinta del riciclo, del riutilizzo e, alla fine, dunque, del calo del monte rifiuti da smaltire, che può finire soltanto bruciato o in discarica. Tra Stato e mercato, le logiche di un'impresa virtuosamente capitalistica (che, sia chiaro, non è una parolaccia) mirano sostanzialmente a massimizzare i profitti per offrire ottimi dividendi. Un obiettivo cui le politiche pubbliche virtuose in materia di rifiuti non possono ancora contribuire in modo significativo. La spaccatura in seno a tanti Consigli comunali, che in molti casi si è risolta con un voto contrario alla fusione (oltre a Forlì e Rimini hanno votato contro, ad esempio, Porretta Terme, Sasso Marconi, Monghidoro, Sassuolo, solo per citarne alcuni) appare come l'esito di questo contrasto di fondo, tra gli obiettivi di un management aziendale di prim'ordine e quelli di consapevoli e moderni amministratori, restii a muoversi secondo logiche privatistiche contrarie a quelle pubbliche. Ma se non vogliamo considerare l'aggettivo capitalistico come una parolaccia, non dobbiamo poi fare l'errore opposto, associando automaticamente al "pubblico" l'idea di inefficienza e di spreco, nonostante il vento degli scandali politici e delle accuse di peculato spiri ormai anche da queste parti. L'azione di governo di molte amministrazioni sul nostro territorio, a fronte dei crescenti problemi di bilancio e dei vincoli dettati dal patto di stabilità, rende evidente tanti risultati confortanti per chi crede ancora nel valore della buona amministrazione. E per chi non ha nessuna intenzione di arrendersi di fronte al ristagno della cattiva politica e crede invece, ora più che mai, nell'impegno e nella capacità di adottare politiche di cambiamento da parte di chi è eletto a questo scopo. C RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il villaggio spuntato dal nulla nel! 'Appennim dauclare


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LIBERTÀ QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883

Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto

14/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 32.634 Diffusione: 26.480

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LIBERTÀ QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883

Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto

14/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 32.634 Diffusione: 26.480

«Pneumatici da bruciare? Meglio avviarli al recupero» Legambiente sulla richiesta di Cementirossi di aumentare i rifiuti trattati. «Siamo preoccupati per la qualità dell'aria» Legambiente segue con «preoccupazione e perplessità» la vicenda della richiesta avanzata della Cementirossi per aumentare la quantità di pneumatici e plastiche (da 33mila a 75mila tonnellate) da bruciare nei forni di produzione del clinker. Si preferirebbe veder utilizzati tali materiali in un percorso di recupero. Il cementificio, come noto, ha avviato la procedura prevista dalla legge chiedendo l'autorizzazione alla Provincia di portare dall'attuale 40 per cento all'80 per cento i quantitativi di pneumatici e plastica da usare come combustibile al posto di coke e bitume. Legambiente, per voce della presidente Laura Chiappa, obietta che si tratta comunque di materiale fonte di emissioni inquinanti. In quanto all'annunciato risparmio di CO2 (anidride carbonica che partecipa alla formazione di gas serra) da parte dei vertici del Gruppo: «sebbene questo eventuale risparmio sia positivo, non può essere l'unico elemento da prendere in considerazione per una corretta valutazione dell'operazione - fa notare Chiappa -- Far passare quindi la richiesta di un raddoppio del ricorso a un certo combustibile come un'operazione vantaggiosa da un punto di vista ambientale ci sembra quantomeno azzardata». Come già il consigliere provinciale dell'Idv, Luigi Gazzola

che ha sollevato forti dubbi sull'opportunità dell'operazione per motivi ambientali, Chiappa fa riferimento alla «situazione di forte inquinamento dell'aria della nostra città», quindi all'ubicazione dell'impianto, «posizionato a poche centinaia di metri dal centro storico ed in ogni caso in un luogo già fortemente penalizzato d.all' inceneritore e dalla Centrale di EdiPower». Il timore è presto detto: «Non vorremmo che una scelta aziendale certamente vantaggiosa da un punto di vista economico per Cementirossi, diventasse un ulteriore elemento di peggioramento della qualità dell'aria e della salute dei piacentini. In pratica un secondo inceneritore senza però gli stessi standard di controllo dell'impianto di Tecnoborgo». E per gli ambientalisti c'è un ulteriore, importante elemento da sottolineare: «I pneumatici fuori uso dovrebbero preferibilmente essere avviati al recupero di materiale piuttosto che di energia, come in questo caso, come del resto viene richiesto dalla normativa europea e nazionale, diventando materiali per la produzione di asfalti innovativi, pavirnentazioni aiititrauma o equestri, pannelli di isolamento e manufatti di arredo urbano. Diventerebbero occasioni per creare nuove attività imprenditoriali, queste sì vera- • mente in linea con la green e-

Laura Chiappa (Legambiente) conomy e il bisogno di nuovi posti di lavoro in un momento di crisi come questo». In ogni caso, il Circolo di Legambiente si attiverà per approfondire in modo scientifico ed in tempi brevi la richiesta di autorizzazione all'ampliamento di Cementirossi per poter depositare le opportune osservazioni nei termini previsti e dare al contempo una corretta valutazione dell'operazione da un punto di vista ambientale e della salute «per informare correttamente i cittadini».

Intanto anche l'ente piò direttamente interessato, la Provincia di Piacenza, che dovrebbe rilasciare l'autorizzazione al cementificio, a pochi giorni dalla pubblicazione della richiesta di Cementirossi, avvia una prima verifica tecnica interna sulla situazione. Mentre Arpa ha già confermato che si attiverà per valutare le possibili ricadute non solo per ciò che riguarda la CO2, ma a 360 gradi, quindi anche e soprattutto per quanto concerne i fumi al camino. Patrizia Soffientinì patrizia.soffientini@libeto.it

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14/10/20 12

GAZZETIA DI PARMA Direttore Responsabile: Giuliano Molossi

Periodicità: Quotidiano Tiratura: 45.153 Diffusione: 37.669

N2:g7NA SINDACALISTI, PARTITI E ASSOCIAZIONI CONTRO LE MODIFICHE DELLA FORNERO

Referendum per ripristinare l'articolo 18 «Firma, è una giusta causa». Con questo slogan è partita ieri la raccolta firme per reintrodurre l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Apromuovere il referendum per riscrivere la legge Fornero è un ampio comitato, composto da rappresentanti dei lavoratoti (Fiom, Usi), la Cgil che vogliamo), partiti (Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei Valori, Partito comunista dei lavoratori) e altri soggetti polificii, comitati, associazioni (Alba, Parma ben e comune, La scuola siamo noi, Comitato lavoratori in lot-

ta, Perché No?, Libera cittadinanza). Al referendum aderisce anche l'Anpi, associazione nazionale partigiani d'Italia, «per difendere i diritti del lavoro. che han no subito ne corso degli anni precarizzazione e

polverizzazione» spiega la presidente Gabriella Martelli. Nei banchetti i primi. sono in via Cavour, all'angolo con via Cesare Battisti e in ria Imbriani - si può firmare sia per reintrodurre

l'articolo 18, che obbliga l'azienda al reintegro del dipendente licenziato senza giusta causa, sia per cancellare l'articolo 8 della legge 138 del 2011, che prevede i contratti di prossimità al posto del contratto di lavoro collettivo nazionale. «Sono sotto attacco i diritti :fondamentali dei lavoratori e di tutti i cittadini. — sottolinea PlermiChele Pollutri, dell'Usi), nella conferenza stampa di ieri mattina al circolo Zerbini in via lilixi o Con la legge Fomero, un dipendente licenziato senza giustificato motivo non viene più reintegrato, ma viene monetizzato conia som-

ma da 12 a 24 mensilità. Non si può monetizzare un diritto». «A Parma, nel settore metalmeccanico, abbiamo già 5 lavoratori licenziati senza giustificato motivo, per motivi economici. Hanno tutti sui 50 anni, non sono giovani, ma ancora lontani dalla pensione. -- spiega Antonella Stasi, segretario provinciale della Fioca — Quello che sta avvenendo è la perdita della dignità del lavoro, diventa una guerra dei poveri, perché non c'è solidarietà fra licenziati e lavoratori precari. Abbiamo tre mesi di tempo per raccogliere le firme, se ci riusciremo si voterà ne12014». Lunedì 15 ottobre, alle 20.30, ci sarà nell'auditorium Toscarini di via. Cuneo un'assemblea pubblica sul terna, con Gianni Rinaldini della Cgil e Roberto SconciaforM, consigliere regionale della federazione della sinistra. * eg

Pagina 12 " Rutigliancr «rutto regolare per il terrnovalorizzatore»

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Tutte Io *modiche pcoodoia dafflo opo,re

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PRIMA PAGINA Direttore Responsabile: Corrado Guerra

14/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

Politica tra cambi di casacca e salti mortali Non passa giorno che la politica non ci riservi nuovi raccapriccianti scoop e scandali di rilevanza penale. Si allunga quotidianamente l'elenco di coloro che ingrossano le fila di quelli che "vivono di Politica" (e non per la politica)! Ladri di partito autorizzati e non controllati nè apparentemente controllabili, sostiene infatti Fiorito: "ho preso quello che mi spettava!" E così di seguito fino agli episodi di rilevanza certamente non penale ma pur sempre penosa, vicini alla nostra realtà provinciale dì Reggio e Modena, a partire dai cambi di casacca in volo e fuoriuscite "eccellenti" dal movimento retrogrado LNP fino al balzo del fosso multiplo con tanto di avvistamento di sacchi sospetti del "maestro dei trasformisti" Matteo Riva (ex-tutto) il quale si destreggia tra "il mercato del bestiame"(citazione dell'IDV Tommaso Riccò) verosimilmente facendo ADESSO rotta FUORI da Reggio, magari verso quel Matteo Renzi che tanto abbisogna in questa fase di portatori di voti, Non voglio dare lezioni di moralità politica a nessuno, ci tenevo solamente a dire alla gente: la politica è un'altra cosa da tutto questo, Personalmente l'unico che salvo al momento è il Sindaco Montermini che ha marcato delle differenze rispetto alla lino politica PD scendendo però dal carro del vincitore e non scappando dalla casa allagata, la differenza è formale e sostanziale.

(Omar Calli comitato comunale tiDC Reggio Emilia)

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GAllETTA DI MODENA Direttore Responsabile: Enrico Grazioli

14/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 14.465 Diffusione: 10.513

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GAllETTA DI MODENA Direttore Responsabile: Enrico Grazioli

14/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 14.465 Diffusione: 10.513

AL MERCATO

L'Idv raccoglie firme per il referendum sull'articolo 18 c ominciata ieri e proseguirà tutti i sabati e nelle mattine del mercato cittadino, la nuova raccolta firme referendaria indetta da Italia dei Valori. I quattro quesiti referendari chiedono di abrogare il nuovo articolo 18 dello statuto dei lavoratori, di abrogare l'articolo 8 (contratti di prossimità), di abbassare lo stipendio dei parlamentari e di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti. Idv sarà in piazza Garibaldi tutti i martedì e venerdì mattina, i sabati mattina e i sabati pomeriggio (orario delle mattine 9,30 -12,30, pomeriggio I 5-17). È stato formato 3111 co mitato con altre forze politiche e movimenti. -

Pagina 23 Dalla fai-I:done ellittnila curo per aiutare le famiglie e la eultur •

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14/10/2012

PRIMA PAGINA

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Corrado Guerra

Diffusione: n.d.

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Referendum sul lavoro, è nato il comitato provinciale BANCHETTO len e iniziata la raccolta firme del comitato

i è costituito anche a Modena il comitato provinciale L., per i referendum sul lavoro, composto dalle organizzazioni modenesi delle forze politiche e sociali promotrici dei referendum per l'abrogazione dell'articolo 8 deil'ultima manovra Berlusconi sul contratto nazionale di lavoro, e per il ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sul quale il Governo Monti è intervenuto. Le forze promotrici modenesi sono Fiom, La Cgil che vogliamo, Circolo de li Manifesto, Alba (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente), Associazione a Sinistra, Giuristi Democratici, Prc e Pdci, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Sinistra per Modena, Verdi. Beniami-

no Grandi è il portavoce. Fanno sapere gli organizzatori: «L'adesione al comitato è aperta a tutte le soggettività politiche, sindacali e di movimento, della società civile, che hanno a cuore la tutela dei diritti dei lavoratori. Il comitato coordinerà la raccolta delle firme per la promozione dei referendum nel territorio provinciale e promuoverà la costituzione di analoghi comitati nei Comuni della provincia e sui luoghi di lavoro. Questa è una battaglia in cui si gioca il destino dei ceti più deboli e delle generazioni future. La precarietà e la crisi si combattono difendendo i diritti, l'occupazione e i salari». Ieri il via sotto i portici di via Emilia alla raccolta firme: durerà 3 mesi.

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14/10/2012

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Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Rossano Bellelli

Diffusione: n.d.

Spegnere tutti gli inceneritori emiliani? Vasco Errani rassicura le multiutility Il governatore frena sulle ipotesi dell' assessore Freda Il governatore Vasco Errani rassicura le multiutility emiliano-romagnole, sul piede di guerra da quando l'assessore regionale all'Ambiente Sabina Freda aveva parlato della necessità di superare le discariche e gli inceneritori. Il governatore rispondendo a una lettera del presidente di Confservizi Graziano Cremonini ha parlato di «progressiva chiusura delle discariche» e «utilizzo prioritario degli inceneritori e termovalorizzatori per lo smaltimento finale dei rifiuti». A dire il vero anche l'assessore aveva parlato di gradualità e non aveva messo sul tavolo scadenze: nonostante questo le mulitutility avevano colto seguii preoccupanti e avevano perciò messo subito le mani avanti, dicendo che non si potevano superare inceneritori e discariche fino a quando gli investimenti non sarebbero rientrati. Il presidente Cremonini aveva fatto riferimento alle norme nazionali, che non possono essere stravolte, e alla difficile situazione economica, per rivendicare il diritto delle società di vedere rispettati i contratti e gli investimenti. Lo scenario futuro, che è in linea con le direttive europee, era stato tratteggiato dall'assessore all'Ambiente nell'ambito delle consultazioni in atto per il nuovo Piano regionale dei rifiuti. In proposito il presidente Errani ha garantito che il Piano sarà aggiornato «attraverso un percorso di consultazione con tutti gli attori che ne

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che vediamo provenire dal inondo industriale». Per l'associazione si rivela «ancora più urgente il voto in consiglio regionale della proposta di legge di iniziativa popolare sulla corretta gestione dei rifiuti, che punta a rendere residuale l'uso di discariche ed inceneritori, anche attraverso la separazione tra chi si occupa della raccolta rifiuti, e chi gestisce gli impianti».

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La segreteria dell'associazione, Lidia Castagnoli, si scaglia contro le «inaccettabili minacce di Confservizi alle Istituzioni e agli organismi preposti» e poi invita la Regione a condividere il futuro piano con la società civile. Per Legambiente «la visione prettamente economica della gestione dei rifiuti che traspare dalla lettera del presidente di Confservizi, è evidentemente contraria a tutte le normative nazionali ed europee, che puntano alla riduzione dei rifiuti ad alla loro corretta gestione». Inaccettabile inoltre il «tono minac-

arricchiranno i contenuti». Dunque, non preoccupatevi troppo, perché tutti saranno ascoltati. Nella vicenda, molto delicata perché tocca interessi e sensibilità molto forti, interviene anche Legambiente, da sempre sostenitrice di un modo diverso di gestire il ciclo di rifiuti. L'associazione parla di «illecite pressioni

cioso utilizzato che svela la totale assenza di responsabilità civica verso una pianificazione delicata come quella della gestione dei rifiuti». Insomma si riaccende la lotta tra chi non vuole rinunciare ad un settore industriale che crea oggettivamente problemi ambientali, ma assicura posti di lavoro e forti introiti per le casse delle aziende, e chi vuole subito una rivoluzione 'verde' che porti al superamento veloce di questi impianti. Da sostituire con con più raccolta differenziata e impianti di riciclo dei rifiuti.

Pagina 8 Spegnere tutti gli inceneritori emiliani? Vasca Errani rassicura le multiutility

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orriere di Ravenna Faenza-Lupo e Imola

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore responsabile: Pietro Caricato

Diffusione: n.d.

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14/10/2012

La "giornata particolare" di una città alla finestra RAVENNA. Né paura né indifferenza. La sensazione è quella di una città rimasta letteralmente alla finestra. A guardare, con rispettoso distacco, manifestanti venuti da lontano per motivi non troppo sentiti o poco conosciuti. Sembrano dire questo i volti dei tanti ravennati che hanno atteso sotto casa, o seguito per alcuni tratti, l'atteso corteo No Tav. In piazzale Farini, i volti della sinistra radicale di palazzo Merlato e della politica locale in generale sono quasi del tutto assenti. Unica eccezione una delegazione di Grillini guidata dal capogruppo Pietro Vandini: «Perché siamo qui? Per criticare la scelta della Cmc di realizzare quest'opera che riteniamo dannosa per il Paese». Poco lontano si nota una bandiera del comitato "Vitalaccia Dura", quello che si batte contro i fanghi portuali parcheggiati alle porte di Porto Fuori. In piazza ci sono anche un paio di attivisti nostrani del "partito dei Pirati", i cobas di sempre, qualcuno del Gruppo dello Zuccherificio, una decina di ultras della vecchia guardia e poco altro. Ravenna è rimasta più che altro a guardare e, se possibile, a capire. Un'anziana alla finestra in un attimo di pausa domanda se la Tav passerà anche da Ravenna. In piazza Aldo Moro ci sono anche i giovani imprenditori della Italdron che provano a riprendere

CMT

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I' A lato e sotto, il corteo dei manifestanti (foto Fiorentini)

la scena dall'alto con la loro telecamera installata su un drone. Sono gli stessi che scovarono gli sciacalli dopo il terremoto dell'Emilia. La Digos ringrazia, ma chiede di far atterrare il drone. Il risultato, vista la calma del corteo, potrebbe essere controproducente. Davanti alla Cmc chiede di poter parlare anche Ivano Mazzani, altro volto noto della sinistra ravennate. Parla a titolo personale, ma le sue parole sono tanto sincere quanto pacate: «Manifestate pure in questa città - dice - anche

qui sono in molti a credere Roma. Arrivati al passagche la Tav sia un'opera da gio a livello di via Circonevitare, ma fatelo rispet- vallazione a Molino, il cortando Ravenna che vi sta teo si ferma e si decide di girare a destra, verso la ascoltando e ospitando». Così sarà, nonostante stazione. Una giovane maqualche isolato provocato- nifestante dall'accento re e qualche pessimo pre- piemontese ironizza: «Ci manca solo che i No Tav si sagio della vigilia. «Seicento, al massimo fermino a un passaggio a settecento partecipanti» livello». E' la battuta del dirà la questura, «almeno giorno, di una giornata 1.300», per gli organizzato- particolare, ma non proprio da ricordare. (c.d.) ri. La stima esatta è più che mai nel mezzo, perché è Pagina vero che il corteo è lungo, ma non tutti manifestano. Alcuni si limitano a guarLa giomatapartico dare lungo il percorso o ad di unacittàallafinestra

accompagnare per un tratto con la bicicletta in mano. Alla fine i tempi si dilatano e gli organizzatori evitano il passaggio lungo viale Nullo Baldini e via di Pagina 14 di 20 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015

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IL CORTEO SI È CONCLUSA SENZA INCIDENTI LA MANIFESTAZIONE. TENSIONE SOLO DAVANTI ALLA CMC

No Tav, protesta pacifica cfi LORENZO PRIVIATO IL VARIOPINTO e chiassoso popolo No Tav, circa un migliaio, ha invaso una città blindata e impaurita. I negozi lungo il percorso hanno le serrande abbassate. La zona rossa, cioè il centro, off limits ai dimostranti, è presidiata dalle forze dell'ordine, quattrocento uomini ira poliziotti e carabinieri. CINQUE pullman sono arrivati da Torino, alcuni da Milano (Ira questi, qualche testa calda). Spiccano anche alcune bandiere sarde. Pochi i contestatori da Bologna, pochissimi — va detto — i ravennati, rimasti per lo più arroccati in centro, o affacciati alle finestra di casa: «Mica mangiamo i bambini...», si lamenta una valsusina alzando la testa tra i palazzi di via Di Roma. E un ragazzo in uno dei pochi bar aperti: «I giornali hanno fatto del terrorismo? Hanno scritto che scendevano i barbari?». C'è comunque una folla molto varia: giovani e anziani, madri con passeggini, partiti di sinistra e persino i Cattolici per la Val Susa. E poi gli attivisti del centro sociale Spartaco, le bandiere rossonere dell'anarchia. Urlano slogan contro il sindaco Matteucci.

Punta Marina e Porto Fuori. E poi l'Expo 2015 di Milano ma soprattutto le opere accessorie della Torino-Lione. Per questo, la Cooperativa muratori cementisti viene ribattezzata dagli anti Tav 'Cemento morte e corruzione'. «Una matassa di piccole grandi opere incombe sulle nostre vite», si legge nei volantini. E «distruggere i cantieri non è reato» è un coro tra i più gettonati. UNICO momento di tensione il passaggio in via Trieste, davanti alla sede della cooperativa, verso le 17. I milanesi scrivono slogan sui muri (con l'immancabile A di anarchia) e minacciano il cronista che li fotografi!. Vengono accesi e lanciati dentro la ditta alcuni fumogeni, cosa che spinge le forze dell'ordine a indossare i caschi antisommossa. Neppure mezz'ora e la situazione torna alla normalità. Il tempo di assistere alla performance di Turi Vaccaro, l'eroe pacifista dei No Tav noto alle crona-

che per le sue scalate di alberi e tralicci, che resta un quarto d'ora perpendicolare a testa in giù. Davanti al cancello i manifestanti allestiscono un giardino pensile simbolico, realizzato con del terriccio sopra il quale vengono messe alcune piantine e sparsi semi. Un segno di protesta contro la cementificazione selvaggia di cui la cooperativa sarebbe responsabile. QUALCUNO dissente riguardo alla presenza di partiti politici: «Se ci sono lo fanno per fini strumentali. Ciascuno di noi rappresenta se stesso». Ma tra i politici si riconosce solo una pattuglia di grillini. La giornata, inoltre, inette a nudo una profonda spaccatura anche nella sinistra estrema. Sfilano il Partito comunista dei Lavoratori, il Collettivo Comunista Piemontese, con buona pace del Pdci che aveva condannato la manifestazione. Perché a Ravenna la Cmc è una potenza. Anche a sinistra lo sanno bene.

UMR Almeno mille manifestanti, presidiati da 400 uomini dette forze dell'ordine Ma ce n'è anche per il Pd: «Non è qui, sta con Cmc». La Cmc, appunto, il principale bersaglio della manifestazione. I contestatori le imputano i più terribili 'misfatti', aver costruito le basi americane in Italia, persino avere eretto il muro di Gaza. Per i comitati locali ha invece contribuito alla cementificazione tra

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ci,o"'jr''' Fiere

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di Forlì e Cesena

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«Quartieri dimenticati»

L'Italia dei Valori attacca la giunta su Valverde e Villamarina

Via Archimede allagata

CESENATICO. «Valverde e Villamarina i quartieri dimenticati dalla giunta». Parola dell'Italia dei Valori che va all'attacco con Alex Napolitano che sottolinea come «l'unico progetto di riqualificazione della zona riguarda il lungomare, ovvero la zona turistica; opera per altro, programmata dalla precedente amministrazione. Niente è stato fatto per il mantenimento della zona più a mon-

te, nelle vie interne dove sono situate le abitazioni dei residenti. Molto grave è lo stato in cui versa l'illuminazione. Il manto stradale in alcuni punti è notevolmente degradato, come nel caso di Via Cartesio. Problematica è anche la situazione che si verifica quando piove nelle strade interne, ad esempio in via Archimede, dove è situata la scuola elementare di Villamarina».

Pagina 20 I bagnini domani rinnovano i loro vertici

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14/10/2012

ci,o'i'fiere Sogni e speranze di improbabili scranni pressunE

Periodicità: Quotidiano

di Forlì e Cesena

Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Pietro Caricato

Tanti aspiranti parlamentari ma oggi regna l'incertezza

Da sinistra: Luca Bartolini, Alessandro Rondoni, Massimo Bulbi, Marco Di Maio, Monica Fantini sono tutti potenziali candidati alle prossime elezioni politiche del 2013 ma i seggi su cui contare diminuiranno con ogni probabilità

FORLÌ. I sogni e le aspirazioni di fare il parlamentare si scontrano con la realtà: manca il sistema elettorale che eleggerà, nel Pdl c'è il rischio di nuovi partiti che nascano dalla sua scissione e nel Pd in teoria bisognerà passare le Primarie. Chimere e realtà. In troppi all'interno del Centro-Sinistra e nel Centro-Destra si fanno illusioni sulle prossime elezioni politiche del 2013. L'incertezza sul tipo di sistema elettorale dovrebbe frenare le ambizioni. Nel Centro-Destra. Se il Pdl non adotterà la regola dei due mandati si ricandiderà al Senato l'uscente Laura Bianconi, sostenuta dal presidente del Senato Renato Schifani. Luca Bartolini, consigliere regionale, con due

simi mesi. Non è un mistero che Alessandro Rondoni, capogruppo in consiglio comunale a Forlì (l'unico candidato del Centro-Destra riuscito ad andare al ballottaggio con un candidato di Centro-Sinistra, ndr) possa correre alla Camera. Fra l'altro come outsider ci sono Antonio Nervegna, attuale coordinatore nazionale organizzativo del movimento Moderati Italiani Rivoluzione che potrebbe essere

mandati, ha l'ambizione di correre per la Camera dei deputati anche per evitare che la regola dei due mandati invece si affermi a partire dai pros-

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candidato e c'è persino l'animatore notturno Sauro Moretti che insieme a Vittorio Sgarbi ha costituito un movimento che ambisce, in qualche modo, poter essere candidato alla Camera o al Senato il prossimo anno. Nel Centro-Sinistra.

Fermo restando che ci dovrebbero essere le primarie interne i candidati per la Camera in lizza potrebbero essere Massimo Bulbi, presidente uscente della Provincia, soste-

36,6 per cento. Cinque anni dopo Pd e soprattutto il Pdl non avranno certo queste percentuali. E' realistico ipotizzare che il Pd avrà 1 deputato su scala provinciale e forse 1 senatore. Il Pdl forse 1 deputato ma zero senatori. Si accettano scommesse. Pietro Caruso

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Nel territorio provinciale cinque papabili nel Pdl e nel Pd sono altrettanti

nuto da Enrico Letta, vicesegretario nazionale del Pd, il giovane Marco Di Maio, segretario territoriale forlivese, Giordano Conti. ex-sindaco di Cesena e presidente di Serinar, Liviana Zanetti preidente Apt regionale e l'outsider Monica Fantini direttore di Legacoop. Fare bene i conti. Solo che sarebbe meglio fare bene i conti. Nel 2008 la coalizione Pd+Idv in provincia prese il 49,5 per cento e Pdl+Lega Nord il

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Comitato referendum. La proposta di Fiom, Idv, Sel e Federazione della sinistra

Iniziata raccolta di firme per l'abolizione delle modifiche allo Statuto dei lavoratori FORLì. Licenziamenti senza giusta causa e contrattazione collettiva. E' partita la raccolta di firme firme tra chi vuole annullare le modifiche apportate ai pilastri della storia dei diritti del lavoro in Italia con la legge del ministro Elisa Fornero.

A livello locale la Fiom Cgil, Italia dei Valori, Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà hanno dato vita al comitato forlivese per il Referendum e nei prossimi tre mesi raccoglieranno le firme davanti

alle fabbriche, nei luoghi di lavoro e nel territorio. Al voto si andrebbe nel 2014. Sotto accusa l'articolo 8 della legge 148 del 2011 sulle deroghe aziendali alla contrattazione nazionale collettiva del lavoro e le modifiche del-

la riforma "Fornero" all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che ha eliminato il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa. «Il tema tocca tutti - osserva Michele Bulgarelli della Fiom Cgil - perché è la prima volta che i diritti del lavoratore vengono attaccati per via legislativa. Prima la legge ha sempre sostenuto il più debole. A livello locale

ancora non ci sono stati effetti clamorosi perché permane la dissuasione data dal contesto ma le aziende iniziano a provarci». Sostengono la strada pdella consultazione popolare Liana Angelini di Italia dei Valori: «perché permette partecipazione e informazione» e Alessandro Rivalta di Sel, che ricorda «l'aumento della precarietà giovanile». «E' l'ultimo affondo - sostiene Nicola Candido della "Federazione della sinistra" contro le conquiste del movimento operaio degli anni '70». (e.g.)

Pagina 7 Cronaca..

Si comincia dalla scala...

«SIsemeacquasileggademocrazia»

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FORLÌ

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Le pagelle d, RITA BARTOLOMEI Balzani come San Sebastiano MASSIMO BALZANI Un voto al coraggio e all'eleganza della reazione, di fronte a certe contestazioni scomposte. Il direttore di Unindustria come San Sebastiano, trafitto dalle frecce intime nell'indignazione (da sinistra ma anche dai suoi, vedi il numero due nazionale di Confindustria). Intitoliamo l'aeroporto Ridolfi a Mussolini, ha dichiarato l'ingegnere. Apriti cielo, E' nato un gruppo Facebook — giù le mani —, qualcuno ha proposto di scendere (virtualmente) in piazza, qualcuno altro ha sbroccato, cretino di qua e cretino di là. Non prendo nemmeno in considerazione gli autori degli insulti, da sbrigare giusto in due righe. Vorrei ragionare, invece, sull'intervista di Luca Bertaccini a Carlo Serpieri, presidente dell'Anpi Forlì-Cesena (chiaramente contrario alla proposta di Balzani). Osservazione del cronista: a Bologna c'è vú.zle Lenin... Risposta: noi abbiamo ricevuto la medaglia d'oro. Bertaccini incalza: sì, ma su Lenin... Il presidente si barrica: il nostro riferimento è la storia della provincia. In italiano si dice che Serpieri non ha risposto. Insisto, bisogna fare attenzione, le liste del male sono lunghe. Da tutte le parti. La discussione è aperta. Dino Mengozzi, che insegna Storia contemporanea a Urbino, c'illumina con perle di saggezza. Leggete quel che dichiara a Bertaccini (sempre lui). Il prof tranquillizza: non c'è da temere un revival del fascismo, basta leggere il libro delle firme sulla tomba di Mussolini a Predappio. Chi va lì sa poco o niente del duce, lo tratta semplicemente come una star. Vorrei concludere così: la prossima volta, se possibile, meno ideologia e più (contro)proposte. E se proprio dobbiamo indignarci, almeno non facciamolo a correnti alternate.

GIANCARLO BISERNA Torno su un protagonista asso luto di queste pagine, il vicesindaco che è anche assessore a Traffico, Sicurezza, Lavori pubblici e Benessere animale. Insomma una colonna della giunta di Roberto Balzani. Bene. In città si sta consumando una rivolta contro il nuovo piano bus. Anziani, studenti, commercianti, persone di passaggio. Vai a prendere un caffè ed è la prima cosa che ti dicono. Ti sposti all'edicola e non ne parliamo. Quindi il vicesindaco assessore a molte cose dovrebbe prendere il toro per le corna. Organizzi una bella serata pubblica sul tema, dialoghi davvero con la città, non se la può cavare con qualche comunicato stampa. Già che ci sono, m'infilo sul bus per aggiungere qualche considerazione sulla giunta Balzani. Qualche giorno fa, dopo le baruffe sul caso Fiera, abbiamo chiamato in redazione i vertici di Legacoop, Confcooperative, Unindustria. In modo più o meno diretto, dalla discussione è trapelata una notizia chiarissima: il potere economico (potere forte) ha come minimo rapporti gelidini con il palazzo, non si sente considerato a sufficienza. Mi pare rilevante. I balzaniani replicano: bene, erano proprio quelli che non volevano il prof sindaco. Sì, ma il problema è che ora il prof è sindaco. Da candidato tutte le battaglie che vuoi, ma poi la pax dev'essere firmata. Come si governa, altrimenti? Aggiungo e chiudo: sarà senz'altro vero che la candidatura di Balzani è stata una novità. Viziata però da un compromesso di vecchissima politica. Non ha scelto il vicesindaco, ha accettato la proposta dell'Idv. Il cerchio si chiude, non aggiungo altro. Anzi sì. Ecco un esempio perfetto di come si costruisce un (comodo) parafulmine.

LA REPUCA ALESSANDRINI (PD) RISPONDE A UN LEI i ORE

Non sono reazionario, e non ho secondi tini GENTILE signor Romanin i, mi spiace sinceramente per la delusione che le arreco in veste di consigliere regionale ed esponente del Pd forlivese. Non ho mai pensato di essere un fulmine di guerra e non ho mai fatto nulla per farlo pensare. Lei oggi mi classifica nella categoria dei conservatori, se non dei reazionari. Mi creda, in due anni e mezzo, se non lo ero prima, non posso esserlo diventato. Nell'attività che svolgo, come amministratore e politico, cerco di mettere i valori, prima di tutto quelli che riferiscono alla persona, poi all'economia, poi al territorio. Pertanto, cer-

co sempre di tenere comportamenti improntati a serietà, onestà, sobrietà, lealtà e, spero, umiltà.

Ovviamente, spetta agli altri certificare tutto questo. Di sicuro lo faccio senza secondi fini e anche quando so di essere impopolare. Il mio contributo in Regione si esplica soprattutto sulle materie economiche. Sfortunatamente, anche la posizione sulla fusione fra Aera ed Agegas non ci aiute rà, non perché non siano stati sollevati problemi giusti, ma perché a mio avviso si è scelta la strada, la sede, l'argomento e lo strumento sbagliato. Tiziano Alessandrini, consigliere regionale Pd

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Rassegna 14.10.2012  

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