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Ufficio stampa

Rassegna Idv ER del 30-5-2012

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INDICE

Bologna Scuole chiuse anche oggi Verifiche sugli edifici 30/05/12

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Corriere di Bologna

Piacenza I 48 sindaci: modificare l’Imu 30/05/12

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Libertà

Parma Terremoto, Zannoni scrivi ai commissari europei 30/05/12

6

Polis

Terremoto: cordoglio per el vittime , interrogarsi su prevenzione e sicurezza 30/05/12

Polis

7

Reggio Emilia Sì alle spese del Comune on line 30/05/12

8

Gazzetta di Reggio

IN BREVE 30/05/12

9

Il Resto del Carlino Reggio

Modena Lutto, ma la sfilata si farà Napolitano: dolore e sfida 30/05/12

Gazzetta di Modena

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Ferrara Lutto, ma la sfilata si farà Napolitano: dolore e sfida 30/05/12

La Nuova Ferrara

12

Ravenna «Il nuovo Ravenna non dovrà avere legami con il passato» 30/05/12

Il Resto del Carlino Ravenna

SPORT: Il Comune detta la linea Si riparte dalla cooperativa? 30/05/12

La Voce di Romagna Ravenna

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Forlì Cesena Ore 9.01, fuga di massa in strada. Scuole evacuate 30/05/12

Il Resto del Carlino Forlì

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Nazionale Tasse rinviate e soldi dalla benzina Gli aiuti sul tavolo del Governo 30/05/12

Il Resto del Carlino

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Nessuna cartella «Sarò fedelissima. Al programma» 30/05/12

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Il Resto del Carlino Ravenna

"Va fatto un referendum sul piano della sosta” 30/05/12

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La Voce di Romagna Ravenna

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press LITE

CORRIERE DI BOLOGNA

30/05/2012

Scuole chiuse anche oggi Verifiche sugli edifici Tutti in strada dopo la prima scossa per scelta dei presidi Stop all'Alma Mater e le lauree si discutono in giardino Servizi educativi e scuole di ogni ordine e grado chiusi oggi in via precauzionale a Bologna, e in diversi comuni della spro vincia. come San Lazzaro. E necessario compiere tutte le ventiche sugli edifici prima di autorizzare l'accesso di alunni, studenti e personale, hanno spiegato ieri il sindaco Virginio Merola e il prefetto Angelo Tranfaglia. Al momento non risultano comunque danni significativi. Per lo stesso motivo sono sospese oggi tutte le attività dell'Alma Mater (didattiche, scientifiche e amministrative) nella sede di Bologna, mentre proseguono regolarmente nelle sedi. romagnole. La giornata di ieri è iniziata, alla prima scossa, con un fuggi fuggi da aule e nidi in cortili, giardini, piazze. In molti casi i. genitori dei bambini più piccoli sono stati allentati al telefono e chi ha potuto è andati a prenderli. Gli altri hanno atteso con dade e maestre all'aperto, nei. giardini interni alle strutture. Oppure, i più grandi, nei parchi vicini alle scuole. Negli istituti superiori il comportamento dei dirigenti non è stato lo stesso. C'è ad esempio chi ha deciso di mandare a casa tutti subito, come la preside del liceo Galvani Sofia Gallo. E chi invece ha dirottato gli studenti in luoghi di raccolta all.'aperto, trattenendo i ragazzi sotto il controllo dei docenti fino alla conclusione dell'orario. È ad esempio il caso delle Laura Bassi che ha riunito i suoi studenti in piazza San.

Francesco. Il preside Felice Signoretti ha anche giustificato la decisione di non mandarli a ca.sa, con un comunciato sul sito della scuola. «Una decisione del genere, che avrebbe lasciato i ragazzi senza nessuna assistenza, sarebbe stata schettiniana.mente improvvida e comunque illegittima», annota, replicando ai reclami di alcuni genitori. il prefetto Angelo Tranfagtia, dopo aver visitato in mattinata Crevalcore, ha subito invitato

tutti i sindaci della provincia ad effettuare verifiche negli istituti scolastici e ad aprirli solo se in regola. In alcuni casi i controlli sono stati completati e le strutture dichiarate agibili: è il caso di Castenaso, Budrio. Gra.narolo e Minerbio. «Se succede qualcosa stanotte andremo a verificare immediatamente, prima che i nostri figli entrino», assicura il sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi. Anche a Casalecchi.o nidi e scuole sono og-

Evacuati I bimbi do casOc Ceccarelli al Parco Ma Zucca e: soRa, la seduta di laurea tenuta od giardini San Filippo Re

gi aperti. Restano invece chiuse, per precauzione, tutte le scuole di San Lazzaro di Savena così come quelle di Malalbergo ed Altedo. A Bologna come detto i controlli sono in corso ad opera dei tecnici del Comune, della polizia municipale, della Protezione civile. «Le inagibilità — spiega l'assessore provinciale all'istruzione Giuseppe De Biasi riguardano il Malpighi di Crevalcore e il Fioravanti di Molinella del Giordano Bruno. In via precauzionale sono state chiuse per crepe quattro aule del Copernico di Bologna». Interdetti alcuni passaggi esterni al liceo Sabin. Le assenze di questi giorni, assicura il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Versari, «non avranno influenza sulla valutazione dell'anno scolastico». Anche tutto il personale dell'Ateneo è stato mandato a casa ieri, dopo le scosse delle 13. Alcune tesi di laurea sono state discusse nei giardini San Filippo Re. Il rettore ha scritto una lettera ai ministri Profumo e Patroni Grilli perché queste assenze non siano d.ecurate dai permessi e dalle ferie. Sono infine allo studio aiuti per studenti e personale residente nelle zone più colpite dal terremoto. Marina Amaduzzi

marina.ainaduzzi@res.it

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press LITE 30/05/2012

CORRIERE DI BOLOGNA

Gli studenti Nelle classi panico e fuggi fuggi. Alcuni dirigenti hanno mandato tutti a casa, altri hanno assistito gli allievi fino alla fine dell'orario

«Ci siamo fiondati fuori senza pensarci» L'evacuazione «fai da te» dal Righi al Galvani, dalle Manzolini al iMinghetti Spaventati, ma in salvo. In alcuni casi costretti a restare in strada. per cinque ore, altre volte rispediti a casa in fretta dopo la prima scossa. Il terremoto riporta nelle scuole di Bologna un copione già visto durante le nevicate di febbraio. In attesa di direttive immediate dalle istituzioni, ogni preside fa da sé. E così, per la, seconda volta in pochi mesi, tra istituti superiori, scuole materne ed elementari va in scena di nuovo il «federalismo dell'emergenza». Al liceo Galvani di via Castiglione l'allarme si risolve in fretta. Qualche minuto dopo la prima scossa delle 9 i quasi 1.500 ragazzi. presenti sono davanti lo spiazzo dell'ex Chiesa di Santa Lucia. Non passa neanche mezz'ora prima che la preside dell'istituto, Sofia Gallo De Mario, decida di mandarli. tutti a casa, Alle Laura Bassi, invece, l'evacuazione si trasforma in un 'happening sul prato di piazza San Francesco che dura tutta la mattinata. Al secondo piano del liceo di via Sant'Isaia la scossa è stata fortissima. «Il banco è saltato e a me è preso un attacco di panico, ho iniziato a urlare», racconta Bar-bara, ancora emozionata tra le compagne di classe. «Io avevo due

dei servizi voce). Dopo che la Prefettura sconsiglia di rientrare nelle scuole già evacuate, il preside della Laura Bassi decide che i ragazzi resteranno in piazza fino alla fine dell'orario di lezione. Solo maggiorenni e i minorenni accompagnati possono allontanarsi. «Non sarà una mattinata facile...», scuote la testa una professoressa, mentre organizza piccoli gruppi di studenti che (accompagnati) tornano in classe a recuperare cartelle e libri. Poco lontano, alle elementari Manzolini, i bambini sono stati radunati nel cortile della scuola e adesso giocano da ore. «Li terremo qui finché non verranno le famiglie a prenderli, di certo non possono tornare dentro», spiega una maestra. Sono circa 25o picco-

telefoni all'orecchio, ho chiamato i miei e piangevo», aggiunge Lorena. Marco, che era in palestra, sembra più tranquillo. «Almeno sono riuscito a prendere lo zaino prima di uscire», racconta, mentre con lo smaìtpho:ne si tiene aggiornato sulle altre scuole grazie ai servizi di messaggistica istantanea rimasti in piedi (al contrario

li che corrono e urlano tutti insieme, un bel lavoro extra per chi lavora nel plesso. Gli studenti del liceo Righi, invece, sono stati «liberati» con qualche tentennamento. Evacuati dopo le nove in strada, rientrati a scuola quaranta minuti dopo e mandati definitivamente a casa verso le dieci. «La Prefettura non ci ha detto assolutamente nulla, abbiamo preso questa decisione sotto la nostra responsabilità», spiega il preside Domenico Altamura, mentre davanti l'ingresso alcuni studenti di quinta raccontano (sdrammatizzando) i momenti della scossa. «Non ha suonato nessun allarme, ma tremava tutto cosi tanto che ci siamo fondati in strada senza pensarci due volte», dice un ragazzo con il casco in mano «Casomai cadessero i cornicioni, eh». Verso mezzogiorno, nel cortile del liceo Minghetti, sono rimasti ancora parecchi studenti mino renni„ che non possono tornare a casa senza che un genitore (o un parente stretto con delega) li venga a prendere. Il più preoccupato, però, sembra un professore seduto all'ingresso. «L'evacuazione è andata bene, noi siamo usciti al volo e abbiamo lasciato i temi sul banco racconta ma se domani mi chiudono la scuola io come faccio? Devo fare gli scrutini e abbiamo perso già troppi giorni quest'anno». F. Ro. francesco.rosano@res.it

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press LinE 30/05/2012

LIBERT

I 48 sindaci: modificaTe l imu omani, a venezia , i«Al\iLl aveva organizzato una manifestazione nazionale di tutti i Sindaci d'Ita lia. L'iniziativa è stata annullata ieri sera per solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto. Duplice era l'obiettivo dell'iniziativa, alla quale avevamo aderito come Sindaci della Provincia di Piacenza.ln primo luogo spiegare ai cittadini che le difficoltà di natura finanziaria che stiamo vivendo nelle nostre comunità sono spesso determinate da manovre che hanno ridotto le risorse a nostra disposizione, rendendo im-

D

possibili gli investimenti e impedendo di fatto la ripresa economica. Inoltre con questo incontro si volevano porre le basi per costruire una grande alleanza per la crescita e la valorizzazione dei nostri territori, attraverso il coinvolgimento di tutta la società civile, i sindacati, le imprese e le altre forze del paese. La volontà era quella di dare un segnale forte circa la necessità di imprimere una svolta alla politica economica del Governo.

he tinua a caratterizzarsi er la forte sottovalutazione del ruolo dei Comuni,che puCpcon re la nostra Costituzione fa assurgere a elementi fondativi e costitutivi della Repubblica. E' difatti ora di dire basta ad anni di politiche di continui tagli ai Comuni,alla compressione della loro autonomia politica ed istituzionale,alla incapacità dei Governi di concepire politiche economiche, finanziarie e fiscali che concordino, in modo paritario tra Stato ed Istituzioni locali,obiettivi da raggiungere, vincoli da rispettare e metodi di controllo anche sanzionatorio verso chi, a livello centrale e locale, non è capace di esercitare con virtuosità la funzione di governo e di gestione delle risorse pubbliche.. Con la manifestazione di Venezia bisogna quindi fare il possibile per chiudere una troppo lunga parentesi di mortificazione delle autonomie ed aprire una pagina nuova per il Paese, nella convinzione che solo con un rinnovato patto di solidarietà e di azione tra Istituzioni della Repubblica sia possibile colpire seriamente criminalità, corruzione, sprechi, mala amministrazione e scarsa efficienza, ostacoli pesanti (pagati da cittadini ed amministratori onesti) al risanamento ed alla rinascita del Paese. In questa cornice generale, le rivendicazione dei Comuni trovano concretezza di azione soprattutto per ciò che concerne le questioni del patto di stabilità e dell'1MU, da cambiare per come sono state concepite fino ad oggi per far capire una volta per tutte che i Comuni sono il motore dell'economia e del futuro di questo paese e non possono più essere concepiti come "gendarmi" del potere centrale e come "gabellieri" per con-

to dello Stato. Se da un lato è necessario rivedere e riformare le regole tecniche relative al Patto di stabilità che oggi rappresentano un vincolo ed un ostacolo agli investimenti e quindi alla ripresa,ancora più urgente è intervenire in materia di Imposta Municipale Unica, una imposta che non ha quasi nulla di Municipale essendo in realtà prettamente statale. Non porterà difatti risorse aggiuntive al bilancio dei Comuni che, anzi, tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% della vecchia ICI, nonostante il prelevo immobiliare rispetto al 2011 ammonti ad oltre il doppio. Una buona parte del gettito di questa imposta (oltre il 40% del totale previsto per l'applicazione delle aliquote di base) è riservata difatti allo Stato.1 cittadini, le famiglie e le imprese devono quindi sapere che dietro a questa sigla che evoca i Municipi si nasconde di fatto una nuova tassa dello Stato,che i Comuni non possono neanche riscuotere liberamente e che serve solo a coprire una parte del deficit Statale. Una nuova tassa che incide sulle risorse comunali e che metterà i Sindaci di fronte alla alternativa di tagliare i servizi e le opere pubbliche oppure di disporre aumenti del prelievo fìscale nei confronti dei propri concittadini. Anche in considerazione del fatto che non potranno disporre di forme di compensazione tramite trasferimenti statali:anzi, il Governo ha deciso ulteriori tagli ai Comuni che nel solo 2012 sono pari ad una riduzione del 18% delle risorse trasferite. E' quindi necessaria in primo luogo

chiarezza e trasparenza sull'argomento,attraverso la separazione della parte dell'imposta statale da quella comunale.E' un atto di onestà e serietà nei confronti dei cittadini, che hanno diritto di sapere, quando pagano un'imposta, a chi va a finire il gettito e per cosa vengono utilizzati i soldi.Oltre che poco trasparente, l'IMU è anche sotto certi aspetti una tassa ingiusta, perché colpirà più duramente i Comuni che fino ad oggi hanno fatto grandi sforzi per tenere bassa l'ICI o quelli che applicavano agevolazioni e che ora dovrebbero essere finanziate una seconda volta. Noi Sindaci della Provincia di Piacenza ci adopereremo ed agiremo in tutte le sedi opportune e con le forme consentite dalla Legge per ottenere le necessarie ed opportune modifiche alla normativa in materia di 1MU, che ha reso ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare ad erogare servizi essenziali, e che ha inferto un ulteriore e duro colpo alla autonomia dei comuni. Enti che, a differenza di altre pubbliche amministrazioni, hanno già dato un grande apporto al contenimento del debito pubblico, risultando negli ultimi dieci anni il settore pubblico più efficiente e meno sprecone. Lino Cignatta

sindaco di Lugagnano

Michele Sfriso sindaco di Monticelli

Enrico Croci sindaco di 1Viorfasso

Alessandro Alberici sindaco di Nibbiano

Giovanni Piazza sindaco di Ottone

Franco Albertini sindaco di Pecorara

Paolo Dosi sindaco di Piacenza

Gianpaolo Fornasari sindaco di Mando

Bruno Repetti sindaco di Piozzano

Alessandro Ghisoni sindaco di Pocienzano

Roberto Spinola sindaco di Pontedellolio

Angela Fagnoni sindaco di Pontenure

Pietro Martini sindaco di Rivergaro

Raffaele Veneziani sindaco di Rottofteno

Giancarlo Tagliaferri sindaco di San Giorgio

Irina Ciammaichella sindaco di San Pietro

Anna Tanzi sindaco di Sarmato

Lodovico Albasi

sindaco di Agazzano

sindaco di Travo

Rosario Milano

Gianluigi Molinari

sindaco di Alseno

sindaco di Vernasca

Luigi Garavelli

Francesco Rolleri

sindaco di Besenzone

sindaco di Vigolzone

Sandro Busca

Romano Freddi

sindaco di Bettola

sindaco di Villanova

Marco Rossi

Claudia Borrè sindaco di Zerba

Massimo Poggi

Manuel Ghilardelli

sindaco di Bobbio

sindaco di Coli

sindaco di Ziano.

Roberto Barbieri

Ettore Bossini

sindaco di Borgonovo

sindaco di Corte Brugnatella

Marco Bricconi

Gabriele Girometta

sindaco di Cadeo

sindaco di Corternaggiore

Francesco Zangrandi

Antonio Mazzocchi

sindaco di Calendasco

sindaco di Farini

Danilo Dovati

Antonio Agogliati

sindaco di Carninata

sindaco di Ferriere

Fabio Callori

Giovanni Compiani

sindaco di Caorso

sindaco di Fiorenzuola

Gianni Zanrei

Luigi Francesconi

sindaco di Carpaneto

sindaco di Gazzola

Ivano Rocchetta

Maria Bianchi

sindaco di Castellarguato

sindaco di Gossolengo

Carlo Capelli

Andrea Barocelli

sindaco Castelsangiovanni

sindaco di Gragnano

Francesco Marcotti

Claudio Ghittoni

sindaco di Castelvetro

sindaco di Gropparello

Massimo Castelli

Jonathan Papamarenghi

sindaco di Cerignale

Pagina 1 Pensionati,7 milioni setto' mille ero 77 -

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Terremoto, Zanom scrivi ai Commissari europei ANDREA ZANONI EURODEPUTATO IDV

Cofirma una lettera destinata al Presidente della Commissione europea José Manne( Barroso e ai Commisari Ue Johannes Hann (Politica regionale), Antonio Tajaní (Industria) e il Dacian Cíolos (Agricoltura) affinché considerino "prontamente le opportunità per intervenire a sostegno delle zone italiane colpite dal terremoto". "Alcune regioni italiane, in particolare l'Emilia Romagna, stanno vivendo momenti terribili di paura, con centinaia di sfollati e purtroppo anche delle vittime — commenta Zanoni — E' in momenti come questi che l'Unione europea deve dimostrare solidarietà ed integrazione". La lettera, a firma Andrea Zanoni (IdV), Patrizia Toia (PD) e altri 26 Eurodeputati italiani, chiede a Bruxelles aiuto e sostegno "per aiutare le famiglie colpite e le aziende distrutte e danneggiate". I deputati chiedono "che si possa accedere anche alle richieste che il Governo italiano farà, in relazione a interventi straordinari e ordinari, per affrontare la realtà della popolazione senza alloggio e dei cittadini senza lavoro, cosi come dei piccoli imprenditori, artigiani e agricoltori che hanno perso ogni loro bene produttivo". Zanoni, il giorno dopo le prime scosse di terremoto in Emilia, aveva anche invitato "le autorità italiane a non perdere tempo e a rivolgersi immediatamente a Bruxelles che mette a disposizione il Fondo di solidarietà dell'Unione europea peri terribili disastri naturali come il terremoto che in questi giorni ha colpito l'Emilia Romagna". Proprio tramite il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, istituito dal regolamento (CE) N. 2012/2002 del Consiglio dell'il novembre 2002, l'Unione europea esprimo in maniera rapida, efficace e flessibile la stu solidarietà alle popolazioni degli Stati mem brí colpiti da gravi calamità naturali. "Con questa lettera noi eurodeputati ab biamo sollecitato anche l'attenzione delli Commissione europea, adesso sono le auto rità nazionali a dover fare la loro parte, i cit tadini che in questi giorni sono in balia de terremoto non possono attendere", conduci( l'Eurodeputato.

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• Terremoto: Cordoglio per vittime, interrogarsi su prevenzione e sicurezza DI NARDO I DV

"Esprimiamo profondo cordoglio per le vittime del sisma in Emilia e forte vicinanza alle popolazioni colpite. Ma non possiamo sempre limitarci a prendere atto dei lutti esprimendo solo parole di conforto e solidarietà, è necessario interrogarsi sulle carenze nelle misure di prevenzione dei rischi e di tutela dei cittadini in un territorio che da giorni è oggetto di sciami sismici". Lo dichiara il senatore Nello Di Nardo, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione ambiente, che aggiunge: "I terremoti non si possono prevedere, ma adeguati dispositivi di sicurezza sono necessari ad impedire conseguenze sempre più tragiche. Ci aspettiamo - conclude Di Nardo - che il governo riferisca non solo su cosa è stato fatto, ma anche su quello che si poteva fare per impedire che ci fossero operai a lavoro e bambini a scuola, nonostante le continue scosse".

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GAllETTA DI REGGIO

Si alle spese del Com

e on line

Approvata all'unanimità in Consiglio comunale la mozione di Reggio 5 stelle che chiedeva trasparenza Il vicesindaco e assessore al Bilancio Filomena De Sciscio è intervenuta in Consiglio comunale in merito alla :mozione, presentata dal consigliere di Reggio 5 stelle Matteo Olivieri e approvata all'unanimità, che sollecita la pubblicazione di spese, rimborsi, benefit del Comune nonché dei profili curriculari dei dirigenti nominati dal sindaco. Il vicesindaco, nel ricordare che il Comune di Reggio è stato tra i primi in Italia a dotarsi di Uffici di relazione con pubblico e di un sito internet attraverso cui dialogare con i cittadini e fornire informazioni sul funzionamento della "macchina comunale", rispetto alle richieste della mozione, ha evidenziato come alcune di queste sono già soddisfatte, mentre le altre sono in via di implementaAnne. «Stipendi di sindaco e assessori - ha detto il vicesinciac:o - sono già presenti nella sezione "Trasparenza amministrativa" del sito dell'ente, così come i

Matteo OMeri

Filomena De ScIsclo

curricula dei dirigenti. Provvede-. remo prossimamente a pubblicare anche i curricula di quanti sono nominati dal sindaco presso le società partecipate, una volta ottenuto il consenso degli

interessati, Rispetto alle determine dirigenziali, è in fase di Implementazio ne il nuovo software che da giugno ne consentirà la pubblicazione all'Albo pretorio on-line sul sito dell'Ammini-

strazione per una durata di 15 giorni, come previsto dal Garante per la protezione dei dati personali. Nelle prossime sedute questo provvedimento verrà sottoposto all'app:rovazione del Consiglio comunale, quale modifica al Regolamento sul procedimento amministrativo. Rimborsi per missione a dipendenti e politici verranno pubblicati articolati per struttura organizzativa, mentre il rendiconto dei budget dei Gruppi consiliari e della Presidenza dei Consiglio è già pubblico. Nella sezione relativa al Consiglio comunale, provvederemo a inserire i dati delle presenze dei consiglieri e l'intera sezione del sito destinata ai Consiglio verrà riorganizzata dando maggior visibilità ai documenti di indirizzo politico dei consiglieri quali mozioni, ordini del giorno e interpellanze».«11 manitoraggio auto blu - ha concluso è annuale e viene effettuato tramite collegamento al sito www. censimento auto p a.gov.it».

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il

Resto del Carlino

REGGIO

Martedì 5 giugno in Provincia un Consiglio tutto dedicato a Iren

Iren, Fantuzzi Ildvì ai manager: 4<Energla, Investimento sbagLiato»

Martedì 5 giugno alle 15 nella sala consiliare ubicata in Corso Garibaldi 59, il Consiglio provinciale è convocato per una seduta reellutereatlea sul i re e. Nel giorni scure! la presi'dente Sonia Masini' aveva criticato la multiutility e il diminuito ruolo dei sindaci-soci

Francesco Fantuzzi, responsabile economia idv, critica vertici di Iran: «A fronte dei bilanci di Iren ed Edipower, già gravati da un pesanti deiti, [ad Garbati ha confermato uwestmer:tE un un settore maturo, se non cotto, come queLlo delta produzione d! energia»

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GAllETTA DI MODENA

POLEMICA SUL 2 GIUGNO

Lutto, ma la sfilata si farà Napolitano: dolore e sfida di Gabriele Rizzardi h ROMA

La parata militare per la Festa della Repubblica si farà. Il tarli tam. partito su Twitter subito dopo le devastanti scosse di teremoto che hanno messo in ginocchio Romagna e il Modenese non ha sortito effetti. E non è nemmeno servito il pressing dei partiti di centro, della sinistra e della destra, che chiedevano di rinunciare alla parata e proponevano di destinare i soldi (3 milioni di euro)alle vittime del terremo-

to. La decisione di far sfilare ugualmente militari, mezzi blindati e aerei, viene formalizzata in serata con una nota ufficiale del Quirinale. «Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perché la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica, serenità e fermezza con cui affronta le sfide» spiega Giorgio Napolitano, che in m attinata

definisce «tristissima» la morte degli operai e si chiede se qualche lutto poteva essere evitato: «Bisogna impegnarsi per capire veramente come sono andate le cose e se ci siano misure preventive che potevano essere prese». Nell'attesa di conoscere le misure per l'emergenza che oggi saranno prese dal consiglio dei ministri, il governo ha deciso una giornata di lutto nazionale. Lunedì prossimo scuole e uffici pubblici terranno le bandiere a mezz'asta per ricordare le vittime del terremoto. Lana-0n-

il presidente Napelitano ieri

visita in Friuli

cio è stato fatto ieri al Senato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Gai ricalà, dopo che In mattinata Mario Monti aveva assicurato che le istituzioni «non sono impreparate» e che il governo

è pronto a gestire la ricostruzione e il dramma degli sfollati. «Lo Stato farà tutto quello che deve fare e che è possibile fare e nei tempi pitt brevi per garantire la ripresa della vita normale. E' importante che

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«Attivata una nuota foglia»

Letto, uta ...filista si 613 Napaietsug: clgiore e sfida

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GAllETTA DI MODENA cittadini colpiti si rendano conto che un terremoto non è colpa dello Stato, e lo Stato deve rendersi conto che i cittadini molto si aspettano dallo Stato in eventi di questo tipo» spiega il presidente del consiglio, che proprio ieri mattina ha ricevuto a palazzo Chigi il presidente della Regione Ernilia Romagna, Vasco Errani, e il responsabile della Protezione civile, Franco Gabrielli. il consiglio dei ministri si riunirà oggi per individuare le prime linee di intervento. E sul tavolo di Monti c'è già una precisa richiesta. Una richiesta che è sostenuta dai partiti della maggioranza (Pd e ridi) e dell'opposizione (ldv e Lega): allentare subito il patto di stabilità ai comuni colpiti dal sisma per consentire loro di poter utilizzare le risosrse che attualmente sono bloccate. MPRODUZKA: ;S[P,VATA

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la Nuova Ferrara

POLEMICA SUL 2 GIUGNO

Lutto, ma la sfilata si farà Napolitano: dolore e sfida di Gabriele Rizzardi ROMA 1A patata militare per la Festa della Repubblica si farà. ll tare tam partito su Twitter subito dopo le devastanti scosse di teremoto elle hanno messo in ginocchio l'Emilia Romagna e il Modenese non ha sortito effetti. E non e nemmeno servito il pressing dei partiti di centro, della sinistra e della destra, che chiedevano di rinunciare alla parata e proponevano di destinare i soldi (3 milioni di euro)alle vittime del terremo-

to, lA decisione di far sfilare ugualmente militari, mezzi blindati e aerei, viene formalizzata in serata con una nota ufficiale del Quirinale. «Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime. al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perché la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica, serenità e fermezza con Citi affronta !e sfide» spiega Giorgio Napolitano, che in mattinata

definisce «tristissima» la morte degli operai e si chiede se qualche lutto poteva essere evitato: «Bisogna impegnarsi per capire veramente come sono andate le cose e se ci siano misure preventive che potevano essere prese». Nell'a aesa di conoscere le misure per l'emergenza che oggi saranno prese dal consiglio dei ministri, il governo ha deciso una giornata di lutto nazionale. Lunedì prossimo scuole e uffici pubblici terranno le bandiere a mezz'asta per ricordare io ehtime dei terremoto. L'annua-

Il presidente Napolitano ieri in visita in Friuli

cio è stato fatto ieri al Senato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricat à, dopo che in mattinata Mario Monti aveva assicuralo che le istittizioni «non sono impreparate» e che il governo

è pronto a gestire la ricostruzione e il dramma degli sfollati. «Lo Stato farà tutto quello che deve Fare e che è possibile fare e nei tempi più brevi per gar an tire la ripresa della vita normale. E' importante che i cittadini colpiti si rendano conto che un terremoto non colpa dello Stato, e lo Stato deve rendersi conto che i cittadini molto si aspettano dallo Stato in eventi di questo tipo. spiega il presidente del consiglio, che proprio ieri mattina ha ricevuto a palazzo Chigi il presidente della Regione Finilia Romagna, Vasco Errani, e il responsabile della Protezione civile, Franco Gabriel!". Il consiglio dei ministri si riunirà oggi per individuare le prime linee di ituervento. E sul tavolo di Monti c'è già una precisa richiesta. Una richiesta che è sostenuta dai partiti della maggioranza (Pd e Pdl) e dell'opposizione (Idv e Lega): allentare subito il patto di stabilità ai comuni colpiti dal siStria per consentire loto di pot er utilizzare le ristisrse clic attualmente sono bloccate, PSERVATA

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il Resto del Carlino

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Ravenna

«IL nuovo Ravenna non dovrà avere legami con iL passato» lasaessore Guerried 'La cooperativa sarà il punto di riferimento da cui ripartire" Ravenna PIANGERE sul latte versato

serve a poco. Il Ravenna è retrocesso in Eccellenza, mentre la società è sotto scacco per una istanza di fallimento (cui se ne sono aggiunte altre nel frattempo). Questi i dati di fatto. Da ieri è dunque iniziato il nuovo corso. Con pochissime certezze, ma è iniziato. La prima scadenza è quella di mercoledì prossimo 6 giugno. Davanti al tribunale fallimentare di Ravenna, Sergio Aletti, ancora proprietario della società, sarà chiamato in audizione per spiegare le intenzioni relative al pagamento — ereditato dalla gestione Fabbri — degli stipendi di maggio e giugno 2011 dei calciatori della passata stagione. Il giudice si riserverà qualche giorno per decidere. Nel frattempo, la cooperativa Ravenna sport 2019' ha iniziato un percorso di valutazione con il beneplacito dell'amministrazione comunale: «La cooperativa — ha spiegato l'assessore allo sport Guido Guerrieri — è il nostro punto di riferimento. In questa fase, che dovrà necessariamente passare dalla decisione del tribunale, dobbiamo capire se si possono raccogliere le briciole, ovvero se, dall'eventuale curatore fallimentare, si potrà acquisire il marchio e quel poco che resta, oppure se si dovrà costituire una nuova società e acquisire diritti di Eccellenza». Qualcosa di più dell'Eccellenza non è possibile? «Per la serie D si dovrebbe attivare il lodo Petrucci, ma con sforzi economici impen.sabili, tenuto conto anche di quanto è stata screditata l'immagine e la reputazione del Ravenna calcio». Tempo ce n'è, ma non tantissimo. En-

tro la prima decade di luglio dovrà essere perfezionata la iscrizione all'Eccellenza. Pronto cassa serviranno 6.450 curo per diritti di iscrizione, diritti di associazione e acconto spese. I giocatori della prima squadra, già a suo tempo, avevano firmato il modulo di svincolo,

L'iscrizione at campionato dovrà essere perfezionata nei primi giorni di luglio e dunque sono tutti liberi. Il Ravenna, oltre ad avere tutte le utenze staccate e morose da tempo, non ha dunque patrimonio. «Il nuovo Ravenna — ha aggiunto Guerrieri dovrà essere sano, trasparente e pulito, ma soprattutto senza

TzRMZ:ZA I giocatori giallorossi al termine della partita di domenica scorsa (Zani)

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più nulla a che vedere col passato». In caso di fallimento, tutte le sanzioni sportive (punti di penalizzazione per i mancati pagamenti ai giocatori di quest'ann.o) saranno evitate. Resteranno invece le sanzioni post-Pavullese: due giornate di squalifica per De An.gelis; una per Giorgetti (destinato alla Reggiana) e Gadda junior. Intanto i veterani di 'Noi Giallorossi' hanno organizzato per giovedì 7 giugno, allo stadio Benelli, con ingresso a offerta libera e incasso devoluto ai terremotati dell'Emilia, il secondo 'Memorial Vittorio Mero'. In campo andranno quattro formazioni: gli amici di Vittorio, Noi Giallorossi, gli Ultras Ravenna 1994 e gli amministratori del Comune. Fra i nomi in lista ci sono Gadda, Pregnolato, Roccati, Schwoch, Bozzini e Buonocore.


GLI SCENARI POSSIBILI Chiuso H mandato di Junior Calcio e Ravenna Sport il club giallorosso torna ufficialmente

nelle mani di Aletti, le cui mosse però sono tutte da decifrare. Ma si cerca di trovare una strada alternativa

Il Comune detta la linea Si Riparte dalla cooperativa? RAVENNA La domanda che, in città e negli ambienti della tifo seria ravennate, ci si pone da domenica sera, dopo che il sipario è calato sul campionato del Ravenna, è questa: e adesso cosa succede? Quale futuro avrà il calcio in città? Le certezze oggi sono pochissime: da un lato è praticamente finito il lavoro della Junior Calcio e di Ravenna Sport 2019, ovvero le due strutture create per garan-

Guerrieri: "Ravenna Sport è la figura di riferimento. Obiettivo? Costruire una società nuova in tutto" tire la prosecuzione dell'attività di settore giovanile e prima squadra fino al termine della stagione. I risultati sono stati positivi: sia la Junior Calcio che la cooperativa sono riuscite a realizzare molti degli obiettivi per i quali sono nate. Dall'altro lato, con la conclusione del mandato, la gestione del Ravenna torna totalmente nelle mani di Sergio Aletti, del quale, in questo momento, è difficilissimo capire le mosse. Ufficialmente, il Ravenna Calcio è ancora di sua proprietà e anche la gestione dello stadio Benelli è sua per un altro anno. E fino a prova di eventi a lui contrari (fallimento del club e/o revoca della convenzione tra Comune e Ravenna per inadempienze nella gestione del Benelli), il destino del club giallorosso è nelle mani del patron. Ma in città ci si sta già muovendo per trovare tutte le alternative possibili. Il Comune, che non vuole certo rimanere ostaggio di Aletti per un'altra stagione, ha già chiara la linea da seguire. "L'obiettivo è disputare l'Eccellenza con un nuovo Ravenna - precisa Guido Guerrieri, assessore allo sport del Comune - tirando una riga netta sul passato, cercando di creare qualcosa che non sia inquinato in nulla dalla gestione precedente ma che possa proporsi sulla piazza col nome del Ravenna, con i colori giallorossi e giocando allo stadio Benelli"'. Parole dolci per quel po' che resta della tifoseria: domenica la curva Mero ha esposto uno striscione in cui si diceva chiaramente: "il Ravenna è uno e non si fonde con nessuno". "La figura di riferimento per chi vuole partecipare ad un progetto di ricostruzione - aggiunge Guerrieri - è la cooperativa. Riteniamo che sia un interlocutore adatto a gestire anche questo passaggio, trattando direttamente con chi ha voglia di fare calcio in città in modo onesto, dignitoso, trasparente e serio. E non importa se è o no di categoria elevata: l'importante è che sia un bel modello di gestione, un bell'esempio per i giovani e che possa riavvicinare al Ravenna il tessuto della tante società cit-

tadine e del territorio provinciale". La cooperativa, dal canto suo, è pronta a fare tutto quello che è nelle sue possibilità, sancite dallo statuto e dalle sue caratteristiche tecniche, per continuare il lavoro intrapreso. "Abbiamo raccolto in questi mesi poco meno di quello che si pensava - precisa il presidente Giorgio Bartolini - e non c'è stata una grande partecipazione degli sportivi. I soci ufficiali sono i giocatori, le persone che abbiamo coinvolto per nostre conoscenze dirette e nostre amicizie e alcuni sponsor. Uno di questi, l'Alfa 3000 (l'azienda che gestisce lo zoo safari a Mirabilandia, ndr.), illustrerà il suo impegno in una conferenza stampa che si terrà venerdì. Detto questo, la cooperativa ha finito l'attività che si era prefissata ma potrebbe in via diretta o indiretta essere un socio unico o di maggioranza di un altro gruppo che può disporre delle risorse economiche che servono". Il futuro è in relazione, dunque, agli eventi che si verificheranno. Eattenzione è puntata sull'istanza di fallimento in discussione il prossimo 6 giugno. La svolta può arrivare da qui? "E' difficile fare previsioni, oggi non ci sono certezze ma teniamo conto del fatto che parliamo di un'istanza anomala perchè i soldi, nel caso specifico, ci sono e una buona difesa legale potrebbe anche ottenere ragione". Massimo Montanari

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il Resto del Carlino

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Ore 9.01, fuga di massa in strada. Scuole evacuate Caos e panico per lo scossone di ieri mattina. PANICO. Panico puro. Che alle 9 e un minuto di ieri mattina si propaga nel giro di pochi istanti in tutto il Forlivese (magnitudo 5.8). Il ruggito della terra rimbalza in tempo reale dal Modenese, epicentro luttuoso di questa immane tragedia. Venti secondi che non trovano pace. Venti secondi che scuotono torpori e indolenze.

ANSLs'. In tilt L centralino dei vigili del. fuoco. Angoscia tra studenti e genitori VENTI secondi che fanno ballare i muri. I lampadari non smettono di fiire lo jo-jo sul vuoto. Sull'incubo. C'è chi resta atterrito. Chi viene buttato giù dal letto. I più corrono in strada, fuggono da case e uffici. E tutti quanti s'attaccano ai telefoni. (I cellulari però durano poco; le linee friggono, cedono, spariscono nel nulla). Il centralino dei vigili del fuoco di viale Roma viene preso d'assalto (centinaia di chiamate in pochi minuti). Il caos è totale. La gente accorre in strada. E guarda le proprie case come fossero mostri, cannibali. In scuole ed asili di Forlì — e di gran parte del Forlivese viene immediataniente attivato il protocollo di sicurezza, che prevede l'immediata evacuazione. La paura dilaga. Scattano i controlli delle squadre dei pompieri in tutti gli edifici pubblici. Non ci sono danni. Non si contano feriti. Dopo mezz'ora scolari, studenti e insegnanti rientrano. Ma la scossa delle tredici rimanda fuori gran parte di loro. Tra i genitori qualcuno sceglie di portare a casa i figli prima della campanella, (Tra le 9 e le 13.30 si sono verificate 40 scosse). Paura

Ma per, orttma non si contano né danni né enti

in ospedale, dove la scossa, al settimo piano, viene incassata pesantemente; ma anche lì nessun danno e nessun ferito. In via precauzionale, è stata chiusa la sede Inps così come le aule studio di via Valverde. «I nostri tecnici hanno effettuata i controlli necessari, ma non c'è nulla di rilevante da segnalare», dice il vice sindaco Giancarlo Biserna. Capitolo università: alle 13.30 è arrivato l'ordine del rettore di Bologna di chiudere per «motivi di sicurezza» tutte le sedi e le biblioteche dell'Ateneo forlivese. Lezioni sospese, che dovrebbero riprendere oggi. IL COMUNE ha la competenza su asili, materne, elementari e scuole medie (parliamo delle sole strutture pubbliche). Gli istituti. superiori sono invece in carico alla Provincia. L'assessore Marino Montesi è sulla stessa linea del collega: «I nostri tecnici sono sul campo, non hanno trovato nulla di particolare». In questi mesi i tecnici della Provincia sollecitati anche da alcune interrogazioni di Stefano Gagliardi (Pdl) — hanno effettuato rilievi «in 10 scuole. Quando abbiamo avuto dubbi abbiamo deciso di chiuderle». È il caso «dell'Oliveti e dell'Istituto Giorgina Saffi». Il problema per adeguare tutti questi edifici alle normative è di ordine economico. «Solo per sistemare le prime 10 — continua Montesi servono 100 milioni di euro. Cerchiamo finanziamenti ma co-

me si può capire non è semplice. In 10 anni comunque la Provincia ha speso oltre 60 milioni di euro nelle scuole». «ANCHE a livello comprensoriale — dice Guglielmo Russo, vice presidente della Provincia con delega alla Protezione civile — non ci sono segnalazioni di danni». Unica eccezione «delle piccolissi-

CONTROLLI Piccole crepe in tre istituti. Lezioni sospese att'Università me crepe al liceo artistico, all'Itis Marconi e all'Artusi di Forlimpopoli». Su queste crepe i tecnici provinciali effettueranno tutti gli approfondimenti necessari. Per le popolazioni colpite la Protezione civile di Forlì ha mobilitato «un centinaio di persone:, spiega ancora Russo. La Provincia ha poi messo a disposizione un paio di suoi tecnici. «Ho inviato ai nostri Comuni una lettera continua perché mettano a disposizione personale e professionalità specifiche per aiutare il Comune di San Felice sul Panaro».

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press LinE 30/05/2012

Resto del Carlino

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ALLARME A fianco. studenti e insegnanti deirltis Marconi; sotto, in piazzale della Vittoria alcuni studenti del Classico usciti dopo il primo `ruggito' della terra (Foto Fantini e Frasca)

ON - il Resto del Carlino e TG5 Mediafriends Lanciano una sottoscrizione per aiutare le popolazioni dell'Emilio colpite dal terremoto

INTESTATARIO: Mediafriends BANCA: BancaIntesa SanPaoto IBANI: l T 1 D03069 09400615215320387 ErnĂ­gia !toni

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Tasse viate e soldi dalla benzina Gli aiuti sul tavolo del Governo Oggi il decreto. Due giugno, è polemica. li Colle: onoreremo le vittime Andrea CangIni ROMA PER ONORARE le vittime del nuovo terremoto in Emilia Romagna, il governo ha disposto che lunedì 4 giugno sia giornata di lutto nazionale. Per aiutare gli scampati, il Consiglio dei ministri di oggi varerà un decreto che, tra l'altro, disporrà il rinvio di tutte le scadenze fiscali e previdenziali. Anche dell'Irnu, in attesa di stabilire le relative esenzioni. Per riparare i danni del terremoto che aveva sconvolto le stesse zone lo scorso 20 maggio erano stati stanziati 50 milioni di euro. FINO ALLA TARDA serata di ieri la cifra non era stata ancora decisa, né era chiaro dove sarebbero stati reperiti i fondi. Monti, che ha avocato a sè la gestione degli interventi, vorrebbe evitare di alzare le accise sulla benzina come pure dispone per casi del genere la nuova legge che riorganizza la Protezione civile. Non è detto che ci riesca. Qualche centesimo in più sul costo del carburante e un intervento su giochi e lotterie sono soluzioni probabili. Quanto all'opportunità di annullare la parata militare del 2 giugno, reclamata a gran voce da tutte le forze politiche, pare che il Quirinale si sia opposto. Buona parte dei 4 milioni che rappresentano il costo complessivo dell'evento è stata già spesa: la parata ci sarà, ha detto Giorgio Napolitano, ma in forma più «sobria» del previsto. La notizia del nuovo sisma è giunta a Roma mentre a palazzo Chigi stava per iniziare una riunione tra il pre-

La voce del, web sui sociat network,

da Facebook a Twitter, si mottiplicano gli appelli per annullare la parata militare del 2 giugno e devolvere quei soldi ai terremotati mier Mario Monti, il presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Oggetto, la ricostruzione. Doveva essere l'occasione per fare il punto sul passato, è diventata una svar room per affrontare il presente. in tarda mattinata, Monti è sceso in sala stampa per incontrare i giornalisti. Il premier è rimasto in piedi. Ha chiesto che i cittadini colpiti «si rendano conto che un terremoto non è colpa dello Stato», ma ha assicurato che «lo Stato :farà nei tempi più brevi tutto quello che è possibile fare per garantire la ripresa della vita normale in questa terra così speciale e importante per l'Italia». Il messaggio è chiaro: la popolazione «non sarà lasciata sola». Vasco Errani è al suo fianco, quando Monti ne loda «il grande impegno personale». Stavolta, dice il premier, «le polemiche sono ridotte al minimo» e tra regione, enti locali e Protezio-

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Proposte politiche Stessa richiesta da molti Vendola è primo P° a pensare al 2 giugno A seguire Di Pietro, Ditiberto, Ferrero, Starete, te Lega e rari parte del mondo cattolico ne civile vi è stata «una cooperazione molto feconda e sincera», L'intenzione era quella di parlare al passato. Il nuovo sisma obbliga tutti a coniugare i verbi al presente pensando al futuro. INUTILE DIRE che la notizia del terremoto ieri ha spinto i partiti a congelare ogni iniziativa politica. Fioccano le proposte. Dario Franeschini schiera il Pd a favore di una deroga al patto di stabilità. Pdl, Idv e Lega convergono. I partiti, tutti, e i sindacati chiedono di annullare la parata del 2 giugno. «Decide Napolitano», dicono, curiosamente, a palazzo Chigi. In serata, il capo dello Stato, che per ironia della sorte si trovava in visita sui luoghi del terremoto del Friuli, l'ha messa così: «Celebreremo il 2 giugno sobriamente e dedicheremo le celebrazioni alle popolazioni colpi-te dal terremoto». A decidere, puntualizza lo staff, non è stato certo lui da solo.


il Resto del Carlino Ravenna

press LinE 30/05/2012

«Sarò fedeli,`ss a. Al progr..

Claudia Berdondini, nuova consigliera dell'Idv dopo le dimissioni di Bandini

LA VICENDA caso àdgejle:u:H: Silvia Bandiffi si è dimessa dal cons'iglio comunale per protesta contro La nomina del coordinatore delt'idv, Zagonara, al vertice deLL Aser

Ex insegnante, fra te fondatrici deitita ia dei Valori a Faenza, aveva avuto parole dure per il sindaco dopo la scelta in giunta di Claudia Zivieri in quota dipietrista

RISCHI per la maggioranza? No, per ora. «Sarò fedelissima al programma di coalizione, quello con cui è stato eletto il sindaco Malpezzi, lo stesso a cui ho lavorato come responsabile dell'I& in campagna elettorale confrontandomi con il sindaco». Lo assicura Claudia Berdondini, appena entrata in consiglio comunale con l'Italia dei Valori dopo le dimissioni di Silvia Bandirti per il caso Zagonara. «Il programma è nato fra la gente — spiega Berdondini e aveva nella trasparenza, nel controllo e nella partecipazione, alcuni punti fermi. Punti che spesso sono però stati disattesi». La Bandirti di è dimessa per protesta contro la nomina di Davide Zagonara, coordinatore provinciale del suo partito (nel quale, va detto da tempo ci sono duri scontri), ad amministratore delegato delf.Aser, società pubblica di servizi cimiteriali. Una nomina, per Bandini, non giustificata dal cui.riculum e dall'esperienza di Zagonara, studente fuori corso di ingegneria. E il sindaco Giovanni Malpezzi, lo ha infitti anche spiegato (su Facebook), la nomina era frutto di un accordo politico. La durissima polemica ha portato alla fine alle dimissioni di Zagonara. Mentre il sindaco Giovanni Malpezzi, ha riconosciuto in consiglio comunale alcuni errori sulla vicenda. «HO PARTECIPATO alla stesura del programma con Malpezzi, ma non ho mai fatto accordi preelettorali per nomine in giunta o

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guendo criteri di competenze e meriti — aggiunge — e io come consigliere mi atterrò a questo. Chiederò il rispetto degli impegni presi con al cittadinanza. Lavorerò per una città dei valori, e per la partecipazione effettiva dei cittadini. Che dire ad esempio del

LA SOTTOLINEAMU «C'è scritto con chiarezza che Le nomine vanno fatte per competenze e meritì» piano sosta, un progetto non previsto nel programma elettorale, su cui sarebbe quindi stato fondamentale il loro coinvolgimento, e invece, quasi non c'è stato confronto. Eppure sono state raccolte 5mila firme. Il programma di coalizione prevedeva ampie consultazioni, finanche il referendum per tutte quelle scelte non esplicitate in campagna elettorale». «IN QUEL programma si parlava di una Faenza virtuosa — continua — e invece al centro troviamo di nuovo gli interessi economici, le banche». La nuova consigliera non dimentica Bandini, cui esprime apprezzamento. Anzi intervenendo in consiglio comunale le prime parole erano state per Silvia Bandini che, di fronte a un atto in contrasto coi suoi valori e quellidell'idv, ha rassegnato dimissioni irrevocabili, «mostrando una coerenza rara per i politici italiani, soliti minacciare le dimissioni, per poi revocarle». e. L

nelle partecipate, precisa Berdondini, che dopo le elezioni ha lasciato l'incarico di responsabile dell'I& a Faenza, e ha assunto quello di responsabile regionale di scuola e istruzione: «Il programma dice con chiarezza che le nomine vanno effettuate perse-

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press LIETE 30/05/2012

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"Va fatto un referendum sul piano della sosta" La consigliera comunale dell'Idv subentrata alla dimissionaria Silvia Bandini promette di volere dare risposta al malessere dei faentini verso il progetto "Il programma di governo della città va applicato pienamente nelle sue parti fondanti"

BERDONDINI

vrà poco meno di tre anni per dare il suo contributo all'azione politica del Consiglio comunae, ma intanto Claudia Berdondini ha parlato chiaro all'assemblea manfreda nel giorno del suo insediamento come rappresentante eletta dell'Italia dei valori. Da lunedì sera siede nello scranno più vicino al pubblico dalla parte della maggioranza di centrosinistra, sola per il suo partito, con i due della lista civica "Insieme per cambiare" e i quindici del Partito democratico, dopo avere preso il posto di Silvia Bandini, dimessasi per contrasti con il segretario provinciale Gabriele Rossi nella vicenda che aveva portato il referente comunale Davide Zagonara a essere nominato amministratore delegato di Aser, pur non avendo - secondo lei e molti altri - le necessarie competenza ed esperienza. Per la Berdondini c'è stata la gentile accoglienza dei colleghi consiglieri e la stretta di mano del sindaco Giovanni Malpezzi. "Non ci siamo detti nulla - dice la dipietrista -. I dirigenti locali (Rossi e Zagonara: ndr) non li ho sentiti,

nel senso che non li ho chiamati e loro non hanno chiamato me; si è fatta sentire l'onorevole Silvana Mura che incontrerò sabato a Bologna". Claudia Berdondini subentrerà a Silvia Bandini anche nelle cinque Commissioni permanenti, che hanno il compito di preparare i lavori delle sedute di Consiglio e l'altra sera è stata chiamata ad alcune votazioni, in cui si è astenuta. "Per correttezza - spiega -: come si subentra, bisogna studiare gli argomenti. Nella mia dichiarazione ho voluto chiarire questo aspetto, nel rispetto dei colleghi e degli elettori. Ho votato a favore dell'ordine del giorno 'Per riportare a casa i marò italiani detenuti in India, perché è una cosa giusta". Nel suo discorso Claudia Berdondini ha sottolineato il fatto che il programma di governo della città va applicato. "Bisogna dargli piena esecutività nelle sue parti fondanti - afferma -, partendo dall'esercizio della democrazia. Anche le nomine nelle società partecipa-

te devono essere oggetto di discussione, se non altro di pubblico concorso, e devono basarsi su merito, competenze e capacità di una persona. Mi pare che sia stato recepito bene...". Chi vuole intendere intenda. "Come dice di Di Pietro, `abbiamo commesso molti errori, ma da questi abbiamo imparato': in provincia qualcuno sarà diventato un Socrate per saggezza, ma non ho nominato nessuno". Un passaggio che ha fatto sorridere parecchi consiglieri. Un altro brano del discorso ha fatto storcere il naso a qualche membro della Giunta. "Ho seguito il malessere dei faentini nei confronti del Piano della sosta - sottolinea la Berdondini -: allora proporrò il referendum sull'adozione o meno del Piano. Dovrò studiare bene il regolamento comunale, ma già il programma del centrosinistra prevede consultazioni popolari per ascoltare i cittadini come democrazia vuole". RoC

"Le nomine nelle società partecipate devono essere discusse"

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rassegna del 30-5-2012