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RASSEGNA STAMPA EMILIA ROMAGNA del 30-06-2011 BOLOGNA_______________________________________pag. 2 - 7 FERRARA________________________________________pag. 8 FORLI’ CESENA_________________________________pag. 9 MODENA________________________________________pag. 10 - 15 PARMA__________________________________________pag. 16 REGGIO E.______________________________________pag. 17 - 18 PIACENZA______________________________________pag. 19 - 21 AGENZIE________________________________________pag. 22 - 27


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 30 - 06 - 2011

BOLOGNA - Corriere Primo Piano

Corriere di Bologna Giovedì 30 Giugno 2011

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Alessandro Alberani L’istruzione non può andare avanti senza mix pubblico-privato

L’ago della bilancia

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Le motivazioni degli esperti

I tre «no»: inammissibile perché discriminatorio

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Chi lo voleva

Sì, nessuna legge obbliga al finanziamento

Tre garanti hanno votato per l’inammissibilità, decisiva la posizione del professor Girolamo Sciullo di nomina bipartisan. Queste le motivazioni del «no»: il quesito «non soddisfa il requisito del rispetto dei limiti imposti dall’ordinamento, assumendo al contempo una connotazione discriminatoria»; «il Comune ha dato attuazione al principio di sussidiarietà orrizontale» e «sotto questo aspetto il quesito risulta incompatibile con il principio del diritto allo studio stabilito in sede costituzionale», con un pronunciamento del 2003.

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Il professor Girolamo Alleva era fin dal principio favorevole al referendum. Nel verbale della riunione dei garanti, ha specificato le ragioni del suo «sì»: «Nessun obbligo di finanziamento delle scuole private parificate» è stabilito per legge «dovendosi invece intendere che il sostegno, in specifico tramite convenzioni, costituisca una facoltà degli enti locali. proprio per questo, si tratta di una situazione particolarmente congruente con l’istituto del referendum consultivo».

Sì, la chiamata alle urne aveva carattere consultivo

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La professoressa Giovanna Endrici era per il «sì» al referendum. Queste le sue motivazioni messe a verbale nero su bianco: «Sui motivi di inamissibilità non è consentita interpretazione estensiva, a maggior ragione qualore si tratti di un referendum consultivo la cui funzione è quella di far emergere, attraverso la partecipazione popolare, un indirizzo che spetterà agli organi rappresentativi tradurre in soluzioni politico amministrative».

Le reazioni Sel e Idv appoggiano la battaglia: «Troppe pressioni politiche»

Barricate dei referendari «Andremo in tribunale» I promotori verso il ricorso: tesi inconsistenti

I cinque «giudici» Il costituzionalista Roberto Nania (area Pdl) e il presidente del comitato Antonio Carullo (area centrista), docente di Diritto pubblico; Girolamo Sciullo, nomina bipartisan di garanzia, docente di diritto amministrativo alla Spisa; Piergiovanni Alleva, giuslavorista, e Giovanna Endrici, docente di diritto pubblico, entrambi vicini al centrosinistra

La partita non si chiude qui. Il Comitato Articolo 33 che aveva promosso il referendum promette battaglia, appoggiato da Sel e Idv. Al termine di un pomeriggio convulso, il portavoce dei referendari Maurizio Cecconi annuncia: «Valuteremo la possibilità di fare ricorso al Tribunale civile di Bologna. Non al Tar, perché la questione non è amministrativa, ma riguarda la giustizia ordinaria». Il comi-

tato (che raggruppa, tra gli altri, anche la Flc- Cgil) denuncia «l’assoluta inconsistenza giuridica degli argomento addotti dalla maggioranza dei garanti», e sposa in toto i pareri dei «saggi» favorevoli al quesito, Piergiovanni Alleva e Giovanna Endrici. «Il dovere costituzionale degli enti

Laica Cathy La Torre guida Sel in Comune

Il personaggio Castaldini, azzurra di Cl, ieri per ore davanti alla stanza del verdetto: l’ho fatto per 1.666 bimbi

La vittoria di Valentina, pasionaria del no Per ore ha fatto su e giù nell’atrio di Palazzo d’Accursio, in attesa che i garanti aprissero la porta e comunicassero il responso. Alla fine Valentina Castaldini, consigliere comunale del Pdl, pasionaria di Cl, non nasconde l’emozione per quella che sente anche come una propria vittoria: »Sono contenta per i 1.666 bambini che così avranno un posto alla materna. È un risultato più che positivo che tiene conto della realtà e delle leggi dello Stato». E sei il comitato Articolo 33 farà ricorso? «Possono fare quello che vogliono. I garanti sono stati chiari». Assieme alla Castaldini, esulta tutto il fronte antireferendario che vede nella bocciatura del quesito il primo passo per una trat-

tativa «definitiva» sui rapporti tra enti pubblici e scuole paritarie. Rossano Rossi, presidente della Fism Bologna, la federazione delle materne cattoliche, commenta a caldo: «Il pronunciamento dei garanti sgombera il campo alle contrapposizioni ideologiche e lascia terreno libero per un confronto sereno sul rapporto pubblico-privato». Francesco Murru delle Acli, l’associazione dei lavoratori cattolici, parla di «decisione di buon senso»: «I garanti hanno difeso le basi costituzionali che fanno prevalere il principio di sussidiarietà». Anche il leader della Cisl Alessandro Alberani tira un sospiro di sollievo: «L’abbiamo scampata bella: il referendum avrebbe spaccato in

due la comunità. Mi congratulo con il sindaco Merola che ha avuto il coraggio di rinnovare la convenzione con le paritarie». A questo punto, nel centrodestra, si fa strada la convinzione che i tempi siano maturi per un accordo che metta al riparo le scuole private da (sgradite) sorprese. Il coordinatore cittadino del Pdl Fabio Garagnani chiede alla Regione una «nuova

Soddisfatti Esultano per l’affermazione del principio di sussidiarietà la Federazione delle materne cattoliche, le Acli e l’Udc

legge per il diritto allo studio che stabilisca la parità fra scuole statali, comunali e paritarie». Richiesta che però viene subito liquidata dal capogruppo Pd in Regione Marco Monari, convinto che la legislazione attuale sia sufficiente: «Il sistema pubblico-privato in Emilia-Romagna esiste già e funziona». Nell’Udc, Silvia Noé e Maria Cristina Marri sono soddisfatte perché «è stato ribadito il valore della sussidiarietà». Mentre gli ex Popolari Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani ricorrono al sarcasmo: «Il Pd ora faccia officiare una messa cantata di ringraziamento, dopo che i garanti l’hanno tolto dal cul de sac».

P. V.

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Cattolica Valentina Castaldini del Pdl si è battuta perché il quesito non passasse

Sul tavolo i tagli al personale e il rapporto numerico educatori-bimbi. In lista d’attesa anche quest’anno un migliaio di piccoli

Per la giunta è grana nidi: summit fiume coi sindacati La prima grana per Virginio Merola sono i nidi. I bambini in lista sono circa un migliaio e adesso anche alcuni educatori precari, con contratto a tempo determinato, rischiano di non vedersi rinnovato l’accordo. Quelli a tempo indeterminato, invece, potrebbero vedere aumentati i carichi di lavoro perché Palazzo d’Accursio sembra sul punto di aumentare il rapporto tra educatori e numero di bambini. Tutte questioni che sono state oggetto, ieri, di un confronto fiume tra l’assessore alla scuola di Palazzo d’Accursio, Marilena Pillati, e i sindacati. Un summit partito nel primo pomeriggio e andato avanti fino a tarda sera nella speranza di

trovare un’intesa. Oggi Cgil, Cisl, Uil e Usb (le ex Rdb) illustreranno la situazione ai lavoratori riuniti in assemblea. Tra educatori del Comune, collaboratori e dipendenti a tempo determinato si tratta di circa 700 lavoratori. Di fronte ai tagli imposti dalla manovra Tremonti, rischiano una sforbiciata ai salari (compreso il sicuro blocco degli straordinari) e una pesante riorganizzazione della macchina comunale con l’incremento del rapporto tra educatori e bambini che oggi è di 1 a 6 e potrebbe arrivare a 1 ogni 7. Sul tavolo, anche l’ipotesi di modificare gli orari di chiusura dei nidi. «Al Comune noi chiediamo un

Nodo asili Le famiglie stanno ricevendo in questi giorni la comunicazione del Comune sull’ammissione o meno dei figli

impegno politico preciso — ha spiegato Antonella Raspadori della Cgil —. La trattativa è molto complicata ma l’amministrazione ci deve dimostrare buona volontà. Le questioni sono aperte e il Comune non può ottenere tutto». Secondo quello che dice il Comune, le

«Buchi» alle materne Al momento sono 297 i bambini in attesa di un posto nelle materne comunali e statali

richieste per un posto al nido sono in linea con quelle dello scorso anno. In attesa dei numeri ufficiali, nella prima graduatoria i bambini nel limbo dovrebbero essere circa un migliaio. Intanto, sono 297 quelli residenti a Bologna che risultano, a oggi, in lista d’attesa e dunque senza un posto nelle materne comunali e statali. «Per il momento non hanno alcuna possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia», ha spiegato la Pillati. La lista «è un po’ più lunga dell’anno scorso — ha continuato l’assessore —, penso che ci siano almeno 50 bambini in più: studieremo tutte le possibili soluzioni perché a settembre il maggior numero dei bambini possano avere un’opportunità: non c’è solo il tema delle risorse, ma anche quello dei contenitori, un problema al quale non è possibile rispondere in tempi brevissimi».

Marco Madonia © RIPRODUZIONE RISERVATA

della Repubblica di costituire scuole statali — argomenta Cecconi — impedisce di utilizzare il criterio della sussidiarietà orizzontale in materia d’istruzione, e la legge 62/2000 non impone agli enti locali alcun obbligo di finanziamento alle paritarie». Non solo, il referendum «era e resta consultivo, privo di effetti normativi e dunque non può essere valutato e giudicato come se fosse un referendum abrogativo». Il comitato Articolo 33 valuterà nei prossimi giorni «quale strada intraprender per far sì che il referendum, nonostante questa battuta d’arresto, si possa alla fine svolgere». Anche Cathy La Torre, capogruppo in Comune di Sel, ritiene che, a questo punto, la strada del ricorso sia la soluzione migliore: «Non c’è interpretazione univoca dell’obbligo per il Comune di finanziare le scuole paritarie, altrimenti i garanti non si sarebbero divisi. A questo punto, il comitato farà ricorso, è bene che si pronuncino il Tribunale. Non posso però fare a meno di notare troppe pressioni indebite sui garanti, non c’è stato il clima per giudicare con serenità». Uno sconcerto a cui si aggiunge quello di un altro vendoliano: Mirco Pieralisi, presidente della commissione Scuola in Comune: »Rispetto, pur non condividendola la pronuncia dei garanti. Ora aspetto l’eventuale decisione di ricorrere». Anche Pieralisi denuncia le »fortissime pressioni politiche» subite dai saggi («non vorrei che avessero condizionato la loro serenità di giudizio»). In soccorso dei referendari accorre pure l’Idv. La segretaria regionale dei dipietristi Silvana Mura attacca: «I garanti, di fatto hanno spogliato la città dello strumento referendario e consultivo. Aspettiamo che i promotori di Articolo 33 svolgano le dovute verifiche sulla legittimità della bocciatura. Continueremo a sostenere la loro battaglia». Franco Grillini, consigliere regionale dell’Idv, sostiene che «la bocciatura è illegittima perché l’organismo di garanzia si deve esprimere sulla correttezza formale della richiesta e non sul merito». E manda un messaggio al coordinatore cittadino del Pdl Fabio Garagnani che chiede alla Regione una legge per il diritto allo studio che tuteli le scuole private: «La questione non è nel programma di mandato».

Pierpaolo Velonà © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 30 - 06 - 2011

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BOLOGNA PRIMO PIANO

GIOVEDÌ 30 GIUGNO 2011

Materne, mancano trecento posti

Il picco al Savena. L’assessore: «Lavoro incessante perché nessuno resti fuori» TRECENTO bimbi a casa dalle materne, per ora. Anzi 297. Trentasette i posti ancora disponibili, tra Navile, San Donato e San Vitale. E la contraddizione apparente è presto risolta: c’è sempre la libertà di scelta delle famiglie. L’assessore Marilena Pillati dà i conti aggiornati. Solo scuole statali e comunali, però. Per le paritarie i numeri non ci sono ancora. Ultimo dato certo: ad aprile c’erano 142 disponibilità. E nemmeno per i nidi, «il dato finale sarà pronto a giorni», assicura Pillati. Anche se le previsioni, già anticipate giorni fa, lasciano prevedere un peggioramento della situazione, al momento più di mille piccini restano fuori. PER le scuole dell’infanzia il pic-

co negativo è al Savena, nel Quartiere di Virginia Gieri mancano 62 posti. Altri 41 al San Vitale, 39 al Porto. La situazione meno critica a Borgo Panigale, dove restano fuori in 15. Ma come pensa di rimediare il Comune, visto che «da qui a settembre certo non si possono costruire scuole», per dirla con le stesse parole dell’assessore. «Dovremo individuare i contenitori idonei — è un po’ misteriosa Pillati —. Faremo una ricognizione a tutto tondo sulle tre tipologie di scuole». Ha cominciato da casa sua, il Savena. Ieri mattina visita al Giovanni XXIII con la presidente del Quartiere. Lì dovrebbe essere ospitata ancora una materna, com’è già stato in passato. «Lo abbiamo chiesto all’assessore, credo non ci saranno problemi», non

ha dubbi Gieri.

le. L’ultimo numero certo si riferisce ad aprile, 1.018 bambini. Nelle stime dell’assessore provinciale alla fine non sarà molto diverso.

—, quando le curiosità insistono sulle paritarie. «Qui c’è l’idea di un sistema integrato — spiega un’altra volta —. Ci sono realtà educative diverse. In questo sistema noi abbiamo un ruolo, il coordinamento pedagogico è del Comune. Ma vogliamo anche metterci in relazione con l’intero sistema. E’ semplicistico dire: paghiamo un milione alle paritarie. Il Comune ritiene di doversi occupare di tutti i bambini di questa città». Messaggio finale: «Lavoreremo incessantemente perché nessuno resti senza opportunità».

PILLATI ha un tono di voce di solito basso. Si accende, come a scuola con gli studenti che fanno sempre le stesse domande — l’assessore è docente all’università

POI l’assessore ricorda: «Offriamo servizi che costano anche alle scuole di Stato, ad esempio il coordinamento pedagogico, che non sarebbe di competenza del Comu-

NON è ancora disponibile inveca la lista d’attesa a livello provincia-

NIDI Più di mille in lista d’attesa Pillati: «Il conto finale sarà comunicato a giorni»

ne. La presenza dello Stato è irrisoria, siamo al 17%. E questo non viene ricordato con abbastanza foga». Insiste: «Inaccettabile non tenere conto dell’aumento demografico per l’organico. Ripeto, è inaccettabile nel 2011 mettere in discussione la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia. Conosciamo le ristrettezze di bilancio, non è possibile che i Comuni intervengano mentre lo Stato non dà risposte». COMUNE e Provincia hanno appena fatto causa alla riforma Gelmini. L’assessore De Biasi spiega i contorni, si contesta il numero di docenti per il biennio 2011-2012, «ci saranno effetti devastanti su ogni ordine di scuola». L’udienza è il 5 luglio.


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BOLOGNA - Carlino pt2 BOLOGNA PRIMO PIANO

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«Referendum inammissibile e discriminante» Bocciato dai garanti il quesito sui finanziamenti alle scuole d’infanzia paritarie

di LUCA ORSI

BOCCIATO. Il quesito referendario sui finanziamenti alle scuole d’infanzia paritarie è stato dichiarato «inammissibile» dal comitato dei garanti del Comune. «Né è possibile ipotizzare una sua riformulazione», si legge nella pronuncia. Partita chiusa. Ai promotori non resta che la strada del ricorso. La decisione è stata presa dai garanti a maggioranza, dopo una doppia seduta fiume: tre i no al referendum (Antonio Carullo, Roberto Nania e Girolamo Sciullo) contro due sì (Piergiovanni Alleva e Giovanna Endrici). Un quesito referendario, spiegano i garanti, per potere essere ammesso deve «rispettare i limiti imposti dall’ordinamento». Cosa non accaduta in questo caso, là dove i promotori del referendum (il comitato ‘Articolo 33’) prevedono la possibilità di «destinare tutti i fondi disponibili (del Comune di Bologna) alle scuole comunali». IL QUESITO, secondo i garanti, «si pone in contrasto» con l’articolo 118 della Costituzione, che contempla «il principio di sussidiarietà». Ma si fa riferimento anche a leggi dello Stato (62/2000) che considerano le «scuole paritarie private» come componenti del sistema nazionale di istruzione; e a leggi regionali (26/2001) che rimandano alle norme nazionali. Se la legge ritiene le scuole d’infanzia paritarie parte integrante del sistema nazionale d’istruzione, e

Contro Il quesito «si pone in contrasto con l’articolo 118 che contempla il principio di sussidiarietà»

A favore «I cinque garanti sarebbero entrati nel merito dell’articolo 118, cosa che ci è preclusa» dunque «destinatarie di sostegno economico» da parte del Comune, un quesito che vieta i finanziamenti «si configura in termini di illegittimità». Non solo. Assumerebbe anche «una connotazione discriminatoria», come rileva una sentenza della Corte Costituzionale del

I garanti ricordano inoltre che il Comune, fin dal 1994, ha attivato un sistema di convenzioni con le scuole d’infanzia private — oggi paritarie — con annuale stanziamento di risorse. L’ultimo — di circa un milione di euro — è stato approvato martedì dalla giunta.

Secondo Giovanna Endrici, invece, non sussisterebbe «alcun motivo di inammissibilità». I garanti sarebbero quindi «entrati nel merito» dell’articolo 118, «cosa che ci è preclusa». La Suprema corte, inoltre, «esclude che in sede di controllo di ammissibilità» possano rile-

LA VOTAZIONE Hanno vinto i tre no (Carullo, Sciullo e Nania) contro due sì (Alleva ed Endrici)

A BOLOGNA, dunque, quel sistema nazionale d’istruzione di cui parlano le leggi «si è da tempo venuto articolando, per le scuole d’infanzia, in scuole statali (con il 17% dei bambini in età), paritarie comunali (circa il 60%) e paritarie private (circa il 23%)». Il Comune, insomma, «ha dato attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale, favorendo quell’autonoma iniziativa di formazioni sociali che proprio nel campo dell’istruzione ha trovato una tipica manifestazione».

LA PRONUNCIA «Non è possibile ipotizzare una sua riformulazione» L’unica via è il ricorso

2003. Corte che, nel 2005, ha stabilito che la legge 62/2000, «per rendere effettivo il diritto allo studio anche per gli alunni delle scuole paritarie», ha previsto un finanziamento straordinario alle Regioni e alle Province autonome per il sostegno della spesa sostenuta dalle famiglie».

LE REAZIONI IL SINDACO «PRENDO ATTO DELLA DECISIONE»

Esultano Pdl e Udc: «Giustizia è fatta» Critici Idv e Sel: «Democrazia negata» IL SINDACO Virginio Merola «prende atto» della decisione dei garanti». Conferma la posizione «a favore delle convenzioni con le scuole paritarie private»; e conferma l’avvio, a settembre, di un «percorso di partecipazione sulla scuola, con tutti i soggetti interessati e i cittadini». Secondo Fabio Garagnani, deputato Pdl, i garanti «fanno giustizia una volta per tutte di una controversia che non aveva ragione di esistere». Esulta l’Udc. La consigliera regionale Silvia Noè sottolinea «il grande valore costituzionale della sussidiarietà, qui rappresentato dal contributo delle scuole paritarie»; secondo Maria Cristina Marri, segretario provinciale dei casiniani, «il referendum sarebbe stato una contrapposizione ideologica voluta da chi non comprende il valore vero di un sistema educativo che riconosce il servizio pubblico svolto anche dai privati, senza il quale la domanda complessiva non potrebbe essere soddisfatta». Sorride Alessandro Alberani, segretario Cisl, perché «un risultato diverso avrebbe complicato molto la discussione sul tema del rapporto pubblico-privato». A Bologna «c’è un grande bisogno di educazione e istruzione, ma con qualità e varietà di proposte». Plaude ai garanti anche Francesco

Murru, presidente Acli, che parla di «scelta di buon senso e fondata giuridicamente». Di tutt’altra opinione Maurizio Cecconi, portavoce del comitato ‘Articolo33’ promotore del referendum, che denuncia «l’assoluta inconsistenza giuridica degli argomenti addotti» dai garanti. Cecconi preannuncia ricorsi, perché «vogliamo arrivare fino in fondo e dare la parola ai cittadini».

IL PROMOTORE CECCONI «Addotti argomenti di assoluta inconsistenza. Pronti ad appellarci ai giudici per dare parola ai cittadini» Si dice preoccupata Silvana Mura, segretario regionale Idv, perché i garanti «hanno spogliato la città dello strumento referendario e consultivo». Raffaele Salinari (Federazione della sinistra) parla di «una forma di democrazia negata», e Rossella Giordano (Prc) lamenta «la mancata occasione di democrazia partecipata». Il vendoliano Mirco Pieralisi (Sel), sceglie l’ironia: «Per fortuna non devo sostenere un esame di diritto con le motivazioni addotte dai garanti, perché sennò temo che prenderei un brutto voto».

varsi profili di incostituzionalità. Ragioni, queste, commenta la Endrici, «rafforzate ove riferite al referendum consultivo, privo di impatto diretto sull’ordinamento». In ogni caso, la Costituzione «non implica di per sé obbligo di finanziamento da parte dello Stato».

SECONDO Piergiovanni Alleva, la Costituzione e le leggi in questione «non prevedono alcun obbligo di finanziamento delle scuole private parificate». Il sostegno, nel caso del Comune attraverso convenzioni, «è una facoltà degli enti locali, una deliberazione di tipo discrezionale nell’an e nel quantum». In soldoni, è il Comune potere decidere se e quanto finanziarie le scuole paritarie. Alleva, dunque, contesta la pronuncia finale che, di fatto, «assume l’esistenza di un dovere legale» per lo Stato e gli enti locali, di sostenere economicamente le scuole paritarie. Ma «dove c’è un dovere c’è un diritto», avverte Alleva. E dunque, «se il Comune decidesse di interrompere i finanziamenti, le scuole potrebbero fare causa. Un risultato paradossale, per non dire surreale».


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BOLOGNA - Repubblica la Repubblica

IL COMUNE E LA SCUOLA CRONACA

GIOVEDÌ 30 GIUGNO 2011

BOLOGNA

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I nodi della giunta

I garanti: “Referendum inammissibile” Fondi alle materne private, bocciato il quesito. Il Pdl esulta. L’Idv: no al bavaglio ELEONORA CAPELLI BOCCIATO il referendum sui fondi comunali alle private, i finanziamenti alle scuole paritarie non saranno messi al voto, ma tra i garanti è scontro. Il quesito proposto dal Comitato Articolo 33 è stato dichiarato inammissibile da tre dei cinque giuristi del comitato dei garanti: gli altri due membri però, la professoressa Giovanna Endrici e l’avvocato Piergiovanni Alleva, non sono stati dello stesso parere e l’hanno messo nero su bianco. Adesso il Comitato Articolo 33 annuncia l’intenzione di «arrivare fino in fondo per dare la parola ai cittadini», studiando anche il ricorso contro il pronunciamento. Esultano Pdl e Udc (Valentina Castaldini su Facebook: «I 1666 bambini ringraziano»), la Lega auspica «la fine della guerra ideologica», mentre l’Idv parla di «bavaglio imposto ai cittadini». Il milione di euro che il Comune di Bologna assegna alle scuole paritarie, in base alla convenzione appena prorogata per un altro anno, non dovrà dunque passare per le forche caudine del referendum consultivo. Lo stop alla consultazione elettorale che

aveva diviso il centrosinistra e provocato la reazione della Curia è arrivato ieri dopo quattro ore di lavoro della commissione, che si era riunita intorno alle 12 a Palazzo d’Accursio. Le posizioni dei componenti del comitato non erano univoche e alla fine non si è arrivati a un documento condiviso, prevalendo una decisione a maggioranza. «Potete avere la certezza che questa scel-

ta è stata meditata - ha detto Antonio Carullo, presidente del comitato -: abbiamo ritenuto che questa fosse la strada migliore, di fronte a una materia evidentemente delicata». In sostanza Carullo, Roberto Nani e Girolamo Sciullo hanno ritenuto che il quesito non rispettasse «i limiti

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IL GARANTE SCONFITTO Piergiovanni Alleva è uno dei 2 garanti che avevano giudicato ammissibile il referendum

La scheda

“E’ in conflitto con le leggi dello Stato” nel verbale il motivo della stroncatura IL QUESITO del referendum sui fondi alle private non ha superato il vaglio dei garanti per diversi motivi. La domanda era articolata così: «Quali delle seguenti proposte (di utilizzo dei fondi del Comune di Bologna) ritieni più idonea per migliorare la qualità della scuola dell’infanzia? 1) Destinare tutti i fondi disponibili (del Comune di Bologna) alle scuole comunali. 2) Destinare fondi (del Comune di Bologna) alle scuole paritarie private». I garanti hanno valutato che questa domanda non rispettasse «i limiti imposti dall’ordinamento».

imposti dall’ordinamento», cioè le leggi in materia di finanziamenti alle private. Endrici ha rilevato che quello comunale è un referendum consultivo e quindi «non ha incidenza diretta sull’ordinamento». Alleva infine la pensa «in maniera completamente opposta» alla maggioran-

Cioè le altre leggi in materia e in particolare: l’articolo 118 della Costituzione sul principio di sussidiarietà, la legge 62 del 2000 sulla parità scolastica e le leggi regionali che definiscono il sistema nazionale dell’istruzione come quello che comprende anche le paritarie private. Inoltre, non si può parlare di “tutti i fondi” del Comune, perché ci sono anche oneri nei confronti delle scuole statali. Al di là di questo, sarebbe “discriminatorio” escludere le private dal finanziamento (sentenza della Corte costituzionale del 2003).

za e arriva a ipotizzare un risultato «paradossale, per non dire surreale» se si estendesse il principio su cui si basano le motivazioni del pronunciamento. «Se il finanziamento alle private fosse un dovere del Comune e non una facoltà - dice Alleva - allora tutte le scuole e gli enti che non rice-

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vono fondi potrebbero rivalersi per averne». Il Comitato Articolo 33 parla di «assoluta inconsistenza giuridica», mentre Mirco Pieralisi, consigliere della lista Amelia Frascaroli con Vendola, commenta: «Io non mi ergo a giudice, a differenza di quelli che hanno esercitato

in questi giorni pressioni, ma ho studiato diritto. Per questo auspico che nelle sedi opportune venga accolta la versione di chi ha dissentito. Il problema non è il referendum, ma i tanti bimbi in lista d’attesa». Per Maurizio Cevenini (Pd): «Adesso tocca alla politica assumere le decisioni necessarie in questa delicata materia», mentre gli ex popolari Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani scelgono l’ironia: «Adesso il Pd faccia officiare una messa cantata di ringraziamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 30 - 06 - 2011

BOLOGNA - Repubblica la Repubblica GIOVEDÌ 30 GIUGNO 2011

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CRONACA

BOLOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ www. cassero. it www. comune. bologna. it

■ VII

“Il Gay pride a Bologna nel 2012” L’annuncio alla festa di compleanno del Cassero. “Un test per la giunta” LA RAINBOW Flag, la bandiera arcobaleno, uno dei simboli storici del Gay pride, si prepara a sventolare l’hanno prossimo a Bologna, candidata ad ospitare la marcia dell’orgoglio omosessuale del 2012, che riunirà associazioni e collettivi Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) da tutta Italia. L’annuncio è stato dato da Emiliano Zaino, presidente bolognese di Arcigay, a margine dei festeggiamenti di martedì

sera per il “compleanno” del Cassero. Un tema che cercherà di trovare spazio nell’agenda politica di Virginio Merola, già alle prese con argomenti infuocati che da giorni tengono banco in città, dalle dichiarazioni sulle coppie sposate «da favorire» al tema dei finanziamenti alle scuole materne private, e con la Curia molto vigile sulle decisioni del sindaco («Lo giudicheremo sui fatti»). Il 2012 è un anno carico di valori simbolici per il

movimento, a trent’anni da quel 28 giugno 1982, quando l’allora sindaco Renato Zangheri inaugurò il circolo Arcigay “Il Cassero”. A quaranta dalla prima manifestazione pubblica di omosessuali in Italia, quella che il 5 aprile 1972 sfilò per le strade di Sanremo per protestare contro il “Congresso internazionale sulle devianze sessuali” organizzato dal Centro italiano di sessuologia. Non è la prima volta che l’evento si

svolge nel capoluogo emiliano. «Siamo in ventimila» gridavano i manifestanti quel primo luglio del 1995, «una forza tranquilla e felice», esultava Franco Grillini, volto storico di Arcigay e oggi consigliere regionale dell’Italia dei Valori. Sul palco, l’allora sindaco Walter Vitali e Renzo Imbeni, nella veste di vicepresidente del Parlamento europeo. Fu il secondo Pride ufficiale in Italia, dopo che il primo aveva colorato le strade del-

la Capitale nel ’94. Nel 2008 i partecipanti furono addirittura 200 mila, allo slogan di “Laicità, parità, dignità”. C’erano Vladimir Luxuria in minigonna bianca, la deputata Paola Concia in testa al corteo, Marcella di Folco, anima del Mit, tra le protagoniste della festa. Assente, quella volta, il sindaco Sergio Cofferati. (rosario di raimondo) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le tappe 1995 Ventimila persone parteciparono al Pride organizzato il primo luglio

2008 Al grido di “Laicità, parità, dignità”, scesero in piazza 200mila persone

2012 A trent’anni dalla nascita del Cassero, il Pride torna a Bologna

L’intervista

Emiliano Zaino, presidente dell’Arcigay, spiega le ragioni della parata dell’orgoglio omosessuale, la terza in quindici anni

“È la nostra sfida laica alle istituzioni cittadine” MARTEDÌ sera, per i ventinove anni del Cassero, è salito sul palco e lo ha annunciato a tutti i presenti: «Vogliamo il Pride 2012 a Bologna». Emiliano Zaino, presidente locale di Arcigay e responsabile nazionale dell’associazione, ha già parlato con altre associazioni e collettivi Lgbt, «e sono arrivati segnali molto positivi da più parti». Il Pride 2012 a Bologna: il terzo. «È un evento importante per la città, che è da sempre il punto di riferimento a livello nazionale per tutto il movimento gay, lesbico e transgender. La più avanzata». Una “sfida laica” alle istituzioni? «Definiamola così. Ma bisogna chiarire cosa intendo per “laicità”: per me vuol dire condividere spazi con tutti, cattolici, non cattolici, laici. E rispettare i diritti, che devono essere uguali e tutelati. La Curia pare non voglia questo». Per organizzare il Pride avre-

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La città più avanzata

La città è da sempre un punto di riferimento per tutto il movimento. La più avanzata in Italia La famiglia è superata

La famiglia tradizionale ormai non esiste più. Devono essere garantiti i diritti di tutte le coppie

Emiliano Zaino, a destra, con Nicoletta Mantovani te bisogno anche del Comune. «Anche della Provincia e della Regione. Con Merola i rapporti sono ottimi, speriamo nel suo patrocinio per le nostre iniziative. Perché una manifestazione è fatta di contenuti: noi li portere-

mo al Sindaco e li discuteremo allo stesso tavolo». Quali iniziative avete in mente? «Vogliamo che sia un evento di respiro internazionale, per portare temi e testimonianze

che in Italia, per ignoranza, sono trascurate. A partire dalla famiglia, superando il concetto di famiglia “tradizionale” che non esiste più. Parleremo di matrimoni, o di istituti equivalenti che garantiscano pari diritti a tutte le

coppie. Lo stesso Merola ha ribadito che proporrà all’Anci di chiedere al Parlamento una legge in materia di unioni per le coppie omosessuali. Vogliamo ottenere un risultato politico. Non è solo una manifestazione, è un processo lungo fatto di eventi e iniziative culturali. E poi, ovviamente, festeggeremo i trent’anni del Cassero, uno spazio importante per tutta l’Italia. Necessario, come disse anni fa Renzo Imbeni, “a superare discriminazioni e pregiudizi”. Il Cassero ha dato tantissimo, dalla cultura al divertimento, come dimostrano i report che ogni hanno consegniamo al Comune per illustrare le attività che abbiamo svolto». 1995: Walter Vitali sul palco. 2008: Cofferati assente. E Merola nel 2012? «Lo inviteremo. Ma oltre alla sua presenza ci aspettiamo una maggiore apertura da parte della città rispetto a quello che chiediamo». (r.d.r.)

La proposta

“Intitoliamo una via a Marcella di Folco” «NEI prossimi giorni proporrò al Consiglio di dedicare una via della città a Marcella Di Folco». Lo ha detto Cathy La Torre, consigliere a Palazzo d’Accursio nelle fila di Sinistra e Libertà. Scomparsa il 7 settembre 2010, Marcella Di Folco è stata consigliere comunale del comune di Bologna dal 1995 al 1999 con il partito dei Verdi, prima persona transessuale al mondo a coprire quella carica. Dal 1988 è stata inoltre presidente del Mit, il movimento di identità transessuale. (r.d.r.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

E LO GIUDICE SPOSA MICHELE A OSLO Prot. n. 7697/2011

ROSARIO DI RAIMONDO (segue dalla prima di cronaca) ON a New York dove oggi corrono a sposarsi i gay di tutto il mondo. Ma a Oslo. Ha fatto trascorrere i giorni, Lo Giudice, prima di annunciare il grande passo. Per una simpatica scaramanzia, prima di tutto. Per accertarsi che tutte le carte fossero prima in regola, per togliersi di mezzo la noiosa burocrazia e lasciarsi andare nell’attesa che precede ogni matrimonio. E poi per riservatezza, come confidano gli amici, trepidanti anche loro. Ma già pronti a organizzare agli sposi una festa al ritorno. Del resto, Lo Giudice rappresenta una figura di primo piano in un mondo, quello gay, che

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INDAGINE DI MERCATO IMMOBILIARE da anni si batte per il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali alle coppie omosessuali. E lui la battaglia l’ha affrontata con la consueta gentilezza, cortesia, col sorriso pacato e gli occhi che ispirano determinazione. Un percorso che parte da lontano, dalla Sicilia, dove è nato. Una laurea in filosofia a Messina, nel 1984, poi la partenza per Bologna, quella che è diventata la sua città adottiva. L’insegnamento nelle scuole medie, l’impegno politico e civile. Dal 1993 al 1998 guida il Cassero, «mitico gay & lesbian center», scrive lui. Nello stesso anno fonda Alètheia, “Coordinamento nazionale degli insegnanti omosessuali”. Dal 1998 al 2007, per

nove anni, è stato presidente nazionale di Arcigay, di cui oggi è presidente onorario. Nel 2002, il suo primo ingresso al Consiglio comunale di Bologna, con i Ds. Ruolo che coprirà fino al 2010, cioè fino alla caduta di Delbono. Le ultime elezioni gli hanno permesso di rientrare in Comune diventando capogruppo dei democratici. Sposerà Michele, 29 anni, avvocato, originario di Caltanissetta. Il volo per Oslo è già lì che aspetta. Così come aspetta una parte d’Italia: «Dare vita ad una campagna mirata ed unitaria per l’estensione del matrimonio alle coppie gay e lesbiche», ha scritto poco tempo fa sul suo sito. Come dire, la mobilitazione continua. © RIPRODUZIONE RISERVATA

- Esttrato dell’avviso L’Agenzia del Territorio - Direzione Regionale Emilia Romagna avvia un’indagine di mercato per la ricerca di un immobile in locazione passiva da adibire a locale di deposito dell’Ufficio di Piacenza. L’immobile dovrà avere le seguenti caratteristiche: • ubicazione in prossimità della sede principale di via Campo Sportivo Vecchio; • essere destinato a locale deposito per ufficio pubblico; • avere una superficie lorda di almeno 900 mq, possibilmente siti al piano seminterrato/stradale, da destinare ad uso archivio. L’avviso di indagine è consultabile, insieme agli altri documenti di gara sul sito http://www.agenziaterritorio.it. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12:00 del giorno 20 luglio 2011. Amministrazione: Agenzia del Territorio - Direzione Regionale Emilia Romagna. Sede: Via Sant’Isaia 1 - 40123 Bologna, Telefono +39 051.6458111, Telefax +39 051.6458233 - indirizzo di posta elettronica dr_emiliaromagna@agenziaterritorio.it. Bologna, 20 giugno 2011 IL DIRETTORE Carla Belfiore

Tel.051/5283911

Fax 051/5283912


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 30 - 06 - 2011 «Ora nuovi garanti»

I capigruppo del Comune hanno già iniziato a discutere di come nominare nuovi garanti (quelli attuali sono stati indicati dal Consiglio comunale eletto nel mandato d Sergio Cofferati). Due le proposte finora in campo, su cui però non c’è accordo: per la Lega, nominare «5 presidi d’ateneo», per Sel e Grillini si potrebbe indire un bando pubblico.

BOLOGNA - Unità

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Silvia Noè (Udc)

Walter Vitali (Pd)

«La volontà di chi ha promosso il referendum ha consentito di ribadire nuovamente il grande valore costituzionale della sussidiarietà»

Il finanziamento delle materne paritarie «fu una decisione giusta, uno dei frutti più maturi di quella stagione, la stagione dell'Ulivo».

tà di interesse generale»: è quello che fissa il principio di sussidiarietà).

Ora dunque l’iter del referendum, per avere una nuova chance, dovrebbe ripartire da zero. I promotori accusano il colpo, ma lette le motivazioni del rifiuto si dicono sicuri dell’«assoluta inconsistenza giuridica degli argomenti addotti», come spiega il vicepresidente del Comitato articolo 33 Maurizio Cecconi. Nonchè pronti «ad arrivare fino in fondo e dare la parola ai cittadini. Questa rimane la nostra intenzione. Nei prossimi giorni studieremo insieme ai nostri giuristi e avvocati quale strada intraprendere per far sì che il referendum possa infine svolgersi». Si tratta comunque della «seconda battuta d’arresto». Forse inaspettata, nella sua nettezza: non c’è spazio ad esempio per

Materne pubbliche In lista d’attesa 297 bimbi Ecco la mappa per quartiere Sono 297 i bambini residenti a Bologna in lista di attesa per un posto alle materne comunali e statali. Lo ha detto ieri in una conferenza stampa l’assessore alla Scuola di Palazzo D'Accursio, Marilena Pillati, precisando che il numero è già «ripulito» dalle domande provenienti da altri Comuni e dai bambini che nel frattempo sono stati ammessi in una materna. Pillati ha presentato anche la mappa degli esclusi. A soffrire di più è il quartiere Savena, che ha 62 bambini in attesa di un posto nelle scuole dell’infanzia pubbliche della città, seguito dal San Vitale (41) e dal Porto (39). Subito dietro il Reno (35), poi Navile (31), Saragozza (30), Santo Stefano (25), San Donato (19) e Borgo Panigale (15). A fronte dei 297 bambini iscritti nella lista, in realtà nelle materne comunali e statali ci sono ancora 37 posti a disposizione, che però hanno ancora trovato corrispondenza con le preferenze delle famiglie. Quindici 15 posti liberi sono al San Donato, 14 al Navile, cinque al San Vitale, due al Reno e uno al Santo Stefano. «I dati mostrano come previsto una situazione di difficoltà complessiva - ha detto Pillati - che si presenta in modo particolare in alcuni quartieri».

una riformulazione del quesito, «impossibile» secondo i tre garanti superare le rilevazioni dei giuristi «in coerenza con gli intendimento del Comitato promotore». Altrimenti detto, è muro contro muro tra i principi espressi dai referendari (nessun finanziamento pubblico alle scuole private) e quelli difesi dai tre esperti: dalla sussidiarietà all’obbligo, di fatto, per i comuni di finanziare anche le scuole paritarie private in quanto «parte del sistema scolastico integrato», così come descritto dalla legge nazionale di parità 62/2000 e da quella regionale 26/2001. I tre esperti citano anche la sentenza 33/2005 della Corte Costituzionale per avvalorare la tesi secondo cui il diritto allo studio deve essere «effettivo anche per gli iscritti alle scuole paritarie». In attesa di capire se e come risorgerà il referendum, è la politica a prendere la parola. Anche fuori dai confini bolognesi. Esulta ad esempio la consigliera regionale dell’Udc, Silvia Noè. Il centrodestra pare rinfrancato, pur in mezzo a mille problemi: il coordinatore cittadino del Pdl Fabio Garagnani anzi alza il tiro, chiedendo che ora sia la Regione a fare «una legge per la parità tra scuole comunali, statale e paritarie». A stretto giro di posta la replica del capogruppo Pd sui banchi di viale Aldo Moro, Marco Monari: «Garagnani farebbe bene a farsi sentire a Roma presso il Governo che sostiene: sono i tagli della Gelmini ad aver messo in ginocchio proprio, ed esclusivamente, le famiglie». Laconico il consigliere Idv Franco Grillini: «Garagnani se lo scordi». I suoi strali però sono diretti anche contro i garanti: «Bocciatura illegittima, l'organismo di garanzia si deve esprimere sulla correttezza formale del quesito e non sul merito». Anche più dura la coordinatrice regionale Silvana Mura: «Bologna è stata privata dello strumento del referendum». Goiscono le Acli. E il segretario della Cisl Alessando Alberani: «I garanti hanno deciso. E apprezzo il percorso di Merola».❖

Facebook Bocciato il referendum: dì la tua sul sito Fb

Intervista a Piergiovanni Alleva (giu

«È il trionfo della sc confessionale. Il Com rischia ricorsi, è surre A.COM. BOLOGNA

acomaschi@unita.it

i rischia «un risultato surreale», «siamo al trionfo della scuola confessionale». Non modera i toni, il giuslavorista Piergiovanni Alleva, sulla decisione (da lui non condivisa) dei colleghi garanti di bocciare senza appello il quesito referendario.

S

Professore, lei parla di un esito «paradossale». Perchè?

«I colleghi - tutti stimabilissimi, premetto - partono dall’assunto di un obbligo legale, per il Comune, di finanziare economicamente anche le scuole paritarie private. Obbligo che discenderebbe da leggi costituzionali, nazionali e regionali. Ma se davvero così fosse, ne deriverebbe per contro anche un diritto-pretesa di ogni scuola parificata privata a ottenere finanziamenti pubblici. Per capirci: un istituto privato potrebbe fare causa al Comune, se rimanesse senza fondi. Un risultato surreale, appunto». Ma si aspettava questa conclusione?

«No, a maggio non c’era quest’atmosfera, non mi so spiegare cosa sia successo nel frattempo. Anche lunedì, quando ci siamo visti per la prima volta, i colleghi che poi hanno bocciato il quesito non si erano espressi così chiaramente. Mi colpisce ad esempio che abbiano argomentato, “non si può vietare la convenzione con le materne paritarie”. Ma non era questo il punto, si parlava di obbligo o meno dei finanziamenti. E su questo voglio essere chiaro: nessun obbligo di finanziamento è espresso nella legge 62 di parità. E, come ha rilevato anche la professoressa Endrici, se si cita l’articolo 118 della Costituzione questo non può cancellare il principio espresso dall’articolo 33 della stessa Carta: le scuole private sono libere, ma “senza oneri per lo Stato”». Cosa è cambiato, appunto?

«Intanto mi ha st dei referendari: m ni alla fine del m missario Cancell sono stati duriss al tribunale. Epp avrebbe compro co, quello sì l’ho giamento ideolo stico. Più di recen biato qualcosa co moria della pres missione Affari c staldini, vicina a che il tutto era d stione di princip Lei ha parlato di Si riferiva al Pd?

«No, mi riferivo che si era creata in che fossimo la Co

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«A maggio u clima, non s successo ne un precedente?

«Secondo me cr contraddizione è vediamo se la ric mediazione, ad e in parte la conv con un voto com gioranza e con op tono in modo n dovrebbe rimba che i referendari giudici: quella ch ti, è una lettura “obbligo” per i Co le private, per d nale. In pratica, quanto voluto d quesito. E insiem questione non si lare. L’unica solu questa contradd modo più visibile


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FERRARA - Nuova Ferrara GIOVEDÌ, 30 GIUGNO 2011  Pagina 35 - Provincia 

«Le donne vanno tutelate» Priorità anche alla famiglia 

Codigoro, la neo assessore Ferretti ha le idee chiare su progetti e interventi E per difendere l’ambiente punta a far crescere la raccolta differenziata 

l’incontro 

Una delegazione della Commissione europea in visita al Parco    

Il Parco del Delta del Po riceve domani l’importante visita di un gruppo di controllo della Commissione Europea, in relazione all’attuazione del progetto Life00 nat/it/007215, conclusasi nel 2006, relativo al Piano di gestione della Salina di Comacchio. Particolarmente significativa è la presenza, nella delegazione in visita al Parco, del finlandese Timo Makela, responsabile direzione e affari internazionali Life & Eco innovation. Con lui, saranno a Comacchio anche Angelo Salsi, Responsabile Capo Unità Life , e Michele Lischi, responsabile Astrale geie – Timesis. Il programma prevede in mattinata, alla sede del Parco, un incontro tecnico per l’illustrazione dello stato di avanzamento dell’attuazione del Piano di gestione della Salina di Comacchio, quindi visita alle eccellenze del Parco. CODIGORO «Ho iniziato un'esperienza molto stimolante che affronto con impegno e determinazione. Dopo i primi approcci di conoscenza della macchina comunale, ho iniziato la ricognizione delle attività ed avviato i primi contatti nell'ambito delle deleghe che il sindaco, Rita Cinti Luciani, mi ha attribuito». La neo assessore del Comune di Codigoro, Graziella Ferretti, alla prima esperienza amministrativa diretta, ha illustrato i primi passi della sua attività nell'ambito del Comune, nei settori delle Pari opportunità, Ambiente e scambi internazionali. Le prime concrete iniziative sono state effettuate, in questi primi giorni dall'insediamento, per organizzare lo scambio di delegazioni con la città tedesca gemellata di Heppertshausen. «A questo proposito - puntualizza Ferretti - è mia intenzione valutare la praticabilità di ampliare i contatti cercando di privilegiare l'aspetto economico dell'interscambio tra le due città, per consolidare ulteriormente i rapporti». Con riguardo poi all'ambiente, altro settore di competenza molto attuale e delicato, l'assessore sottolinea «l'importanza della prossima implementazione anche a Codigoro della raccolta differenziata porta a porta che, se gestita con intraprendenza, potrebbe avere anche indubbi riscontri economici. Mentre il Comune segue con attenzione gli sviluppi della ricerca anche nel nostro territorio, di giacimenti di metano». Per le Pari Opportunità, «una condizione che mi coinvolge direttamente, come donna e come amministratore pubblico: sono stati avviati i primi contatti ed ho già incontrato le responsabili dell'Udi (Unione donne italiane)». Inoltre, evidenzia Ferretti, «intendo porre molta attenzione ad iniziative e progetti che possano tutelare e salvaguardare il mondo femminile, non solo come genere ma anche come donna madre e lavoratrice nella consapevolezza che in generale e nel territorio del Delta in particolare, le donne faticano ancora a trovare l'occupazione?». Mentre per i servizi alla famiglia, specie se in difficoltà ed ai bambini e ragazzi, «il Comune continua a mettere a disposizione progetti e finanziamenti per tutelare queste componenti più a rischio della comunità comunale». Piergiorgio Felletti


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FORLI’ CESENA - Carlino

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Modena 2000 quotidiano online

Idv Carpi: bene il sindaco, Prg da modificare · mercoledì 29 giugno 2011

“Italia dei Valori di Carpi saluta con soddisfazione le recenti dichiarazioni del sindaco Enrico Campedelli sulla volontà di rivedere con alcuni accorgimenti quanto previsto dall’attuale Prg di Carpi. Dalla data di ideazione del piano regolatore cittadino, infatti, molta acqua è passata sotto i ponti e la città ha subito profonde modificazioni sia sul piano sociale che economico. Appare pertanto opportuno per Idv fare il punto della situazione e, nel caso, rivedere in prospettiva i piani attuativi del Prg perchè è sotto gli occhi di tutti che l’utilizzo non adeguatamente scaglionato nel tempo della possibilità di costuire ha creato l’impressione di una cementificazione spinta e non equilibrata del territorio che merita un momento di riflessione”. Fabio Esposito coordinatore Idv Carpi Articolo pubblicato il 29 06 2011 alle ore 11:59 am inserito in Carpi, Politica

Sassuolo 2000

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PARMA - Parma Sera


à espositive legate alla zootecnia. I parte dei soci pubblici, Camera di Commercio in dovrebbero sostenere gli investi- testa, che dei soci rappresentanti il sistema ecoiqualificazione quartiere fieri- Romagna nomico locale, di un strategico chiaro e Rassegnadel Stampa Emilia del 30obiettivo - 06 - 2011 milioni di euro, sono ignoti». Al tut- perseguibile, poiché non crediamo si possa tiraa mancanza di un piano industria- re a campare cercando di tenere assieme tutto hiarezza. «Le tensioni che si stanno tramite improbabili suggestioni. Non avere comll’Area Nord in ordine alla sua evo- piuto una scelta netta tra il proseguire una mostica e commerciale, non sono di desta e costosa attività fieristica in un ottica di ri, anche se il quadro programmato- lancio tutta da inventare e la valorizzazione del cora indeterminato, essendo il fa- patrimonio più grande della nuova società, vale a plan” una scatola vuota. Politica- dire l’area della fiera, ci consegna un quadro decertezza è la totale assenza, sia da solante della politica di governo locale».

REGGIO EMILIA - Informazione IL CASO Critiche ai consiglieri Idv

Aumenti Rc Auto, Riva sostiene la Masini: «Scelta equa»

«L

cipio, scoppia la polemica

faccia ra “opaca”»

i». a Enovi ratio 15 gara enti, mengiu-

i sata la atriomttriperne è

pere

se la Commissione o la Giunta possono essere stati inf luenzati nell'attribuzione dei servizi assicurativi «dall'autorevolezza di uno dei soci ed amministratori con delega a a stipulare contratti, Emilio Severi, già Assessore all'Urbanistica del Comune di Reggio Emilia e già Presidente della Coop "Giglio"». Infine Eboli chiede «quali sanzioni siano previste nei confronti dei Componenti la commissione aggiudicatrice, che ha causato la condanna del Comune di Reggio Emilia e costi per 4 mila euro di spese legali».

a posizione espressa dall’Idvsull’aumento della tassa provinciale sulla Rc Auto non è chiara e genera confusione». A sostenerlo Matteo Riva, consigliere comunale e regionale dell’Idv, da indipendente. «Non si può dire di essere contrari e poi votare a favore del provvedimento - attacca Riva - non si p u ò d i re una cosa e f a r n e u n’al tra» . I l r i f e r imento è al c o n s i g l i er e E m anuele Mag n a n i dell’Idv provinciale, che ha votato a favore pur c o m p re ndendo le Matteo Riva (Idv) perplessità sul provvedimento dell’altro consigliere Idv, Baccarani. «Personalmente credo che la scelta fatta dalla provincia sia giusta se avessi dovuto votare avrei votato sì. Ritengo che la decisione di aumentare fino al massimo consentito la tassa sulle Rc auto sia la più equa che si potesse compiere in un periodo di forti tagli che il governo ha attuato indistintamente e che sono andati a colpire per un ente come l’amministrazione provinciale, la scuola, la formazione e quindi i giovani».

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REGGIO EMILIA - Carlino


bri e i responsabili Anna Calri e Giuseppe Biasini. «Se nenni passati avevamo l’esiza di smaltire fuori provincia tri rifiuti, adesso stiamo rag-

tenure, Fiorenzuola e Cadeo che raggiungono valori pro capite molto elevati, anche superiori a 80 kg/abitante all’anno. Cristian Brusamonti

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ENZA - (crib) «Non c’è nessunecessità oggettiva perchè eneritore di Tecnoborgo ba essere ampliato: la posie della Provincia su questo to è chiarissima». Il presie Trespidi sgombra il cama ogni possibile dubbio sulchiesta di apertura di una va linea all’impianto di incemento Iren di Borgoforte. n lo diciamo noi, sono i dati rlare: dal momento che siaautosufficienti nello smaltito dei rifiuti, non comprenmo come si possa motivare uchiesta di aumento della poialità dell’impianto. La Proia dirà il suo “no”: e ho volutendere l’ufficialità di questi incontrovertibili prima di l’annuncio». Trespidi non armia una stoccata anche alcine Parma e Reggio: «Noi mo autosufficienti, ma non so ueste due città possono dire

RSO - Dopo le dichiarazioni consigliere provinciale delSamuele Raggi, pubblicari su “Libertà”, a rispondeerché chiamato in causa, è ndaco di Caorso Fabio Cal«Non ho mai parlato di ul1.400 fusti e non ho mai o toni trionfalistici - ha gato il primo cittadino. olo messo a conoscenza la adinanza, nel pieno rispetel principio di trasparenza nformazione, della parteni una parte dei circa 8mila oni, che ancora risiedono entrale, verso la Svezia». nuncio che Callori ha dato giorni scorsi voleva solo re una conferma della tinuità dell’opera di de-

Il presidente Massimo Trespidi

Il direttore Arpa Sandro Fabbri

Trespidi:«L’inceneritore non deve essere ampliato» lo stesso di loro». Ma parlando di rifiuti, l’attenzione non può che rivolgersi alla questione della città di Napoli e al suo piano di sgombero dalle tonnellate di immondizia che assediano la città. Piacenza averà un ruolo in tutto ciò? Sono previsti arrivi di rifiuti da smaltire provenienti dalla città campana? «Non ne so nulla: la questione non è di competenza provinciale ma regionale» aggiunge Trespidi, sorvolando an-

PIACENZA - Libertà

che sulla polemica che vede protagonista la Lega Nord, che ha già annunciato di non approvare la decisione di trasferire parte del rifiuti al Nord. «Bisognerebbe chiedere al presidente Errani se verranno prese decisioni in questo senso. Io credo che ci si debba preoccupare più di Parma e di Reggio, che potrebbero utilizzare il nostro inceneritore per smaltire i loro rifiuti in eccesso; e, a quel punto, se accettiamo le lo-

195.355.530

Il sindaco di Caorso a Raggi sul nucleare: mai parlato di “ultimi” 1.400 fusti commissioning. «Le operazioni continuano, non sono ferme, vanno avanti - ha sottolineato il sindaco di Caorso. Sono sette anni che sollecito i vari governi di centro-destra e centro-sinistra che si sono susseguiti, nel rilasciare la licenza di dismissione. Sono sette anni che mi impegno personalmente su questo tema (e continuerò a farlo) e i risultati si sono visti». «Vorrei ricordare a Raggi - incalza Callori - che le 1.032 barre d’uranio

che costituivano il 98 per cento della radioattività totale dell’impianto sono state completamente allontanate grazie al decreto Marzano del 2004, quando Bersani ne promuoveva lo stoccaggio nella centrale stessa. Inoltre siamo riusciti ad ottenere le risorse della legge 368 e abbiamo firmato accordi importanti per i lavori di decommissioning attraverso un bando di concorso indetto da Sogin fino a 100mila euro che permette di offrire lavoro alle

ENZA - Parte la campagna di

Un momento della conferenza stampa di ieri per presentare le iniziative

verno». Aggiunge la Calza: «Sosterremo qualunque proposta che ponga fine ad una legge che toglie ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento». Per la campagna referendaria piacentina, la campagna di comunicazione è stata

affidata a Silvia Tiozzo che ha elaborato cinque diversi slogan con protagonista un firmatario d’eccezione: il maiale che, rilasciando l’ “autorizzazione” ad utilizzare la propria immagine, rivendica il proprio “diritto” a non essere confuso con il “Porcellum”.

aziende del territorio, dando opportunità anche a livello locale». «Io posso anche essere al tramonto - conclude poi Callori riprendendo la metafora utilizzata da Raggi - ma il consigliere dell’Idv deve ancora far sorgere il sole. La sua è solo una politica di parole, la nostra è una politica dei fatti». Per quanto riguarda il trionfo dei sì al referendum sul nucleare, Callori commenta: «E’ facile ottenere una valanga di sì, quando chi, come Raggi,

540,8 662,1 922,1 765,6 773,4 686,7 584,5 676,1 519,1 537,9 741,6 780,2 512,1 517,0 509,1 573,9 661,2 423,6 613,6 522,5 696,5 578,4 548,0 595,5 663,4 493,2 624,9

59,5 56,5 53,5 50,7 45,9 42,6 37,9 34,6 33,1 30,5 29,9 29,1 28,7 25,7 24,6 19,8 19,5 16,7 15,8 13,7 13,6 12,9 11,1 9,6 8,0 7,3 7,1

673,9

54,1

TOTALE IN PROVINCIA

Callori: avanti con il decommissioning

Stop a questa legge elettorale» irme per arrivare al referendum

olta firme per il referendum abrogazione della legge elete denominata “Porcellum”. I iglieri provinciali del “Nuovo o”, Gianluigi Boiardi e Gianni ratino, oltre a Patrizia Calza , Gianluigi Ziliani e GiampieMaini, hanno presentato l’iativa che prenderà ufficialte domani, alle ore 20, alle tine Lodigiani di Agazzano. necessario modificare al più to l’attuale legge elettorale portare rimedio ai gravi danhe essa provoca al nostro sima politico», sottolinea Boiaruaratino si sofferma sul predi maggioranza: «Anche i iti maggiori debbono rincorqualsiasi voto utile. La conenza? Coalizioni sempre più ie e nessuna stabilità del go-

ro richieste non si può rifiutare neppure quelle di Napoli. Ma è un dato di fatto che oggi noi siamo “saturi” e bastiamo a soddisfare le richieste della provincia di Piacenza». L’arrivo di ulteriore materiale dal sud Italia o dalle province vicine potrebbe, quindi, sfasare le previsioni di tonnellate smaltite e creare qualche difficoltà di gestione dei rifiuti in inceneritore. Ma, per il momento, non ci sono ancora notizie precise sui trasferimenti da sud a nord e sulla loro entità. E il presidente Trespidi non può che riconfermare quanto annunciato: «Noi possiamo anche esprimerci favorevolmente per l’ampliamento dell’inceneritore – conclude – ma solo nel caso in cui venga dimostrato, con dati alla mano, che Piacenza non riesce a reggere il carico dei rifiuti da smaltire e che le province vicine sono già autosufficienti».

4.171.358 3.345.628 1.867.166 79.017.257 5.319.695 3.277.699 1.232.212 1.550.971 335.316 1.438.453 1.702.740 1.567.447 1.267.329 2.218.995 1.543.549 649.126 2.471.003 979.852 913.650 522.975 65.470 466.165 155.075 357.920 1.029.010 83.850 429.935

Borgonovo Pontedellolio Gazzola Piacenza Rivergaro Castellarquato Agazzano Nibbiano Piozzano Ziano Pianello Travo Gropparello Lugagnano Bettola Morfasso Bobbio Vernasca Farini Coli Zerba Pecorara Caminata Ottone Ferriere Cerignale Cortebrugnatella

diffonde informazioni non corrette. Sono rimasto a casa perché si trattava di un referendum politico relativo all’abrogazione di due articoli di legge che prevedevano un piano energetico nazionale tuttora mancante. Il governo aveva già preso la sua posizione in merito al nucleare». Sul discorso deposito nazionale, il sindaco di Caorso ribadisce di esser sceso in campo in prima persona per aver fatto in modo che il decreto Omnibus non

coinvolgesse anche la questione del Parco Tecnologico. «Entro il 2012 - fa sapere - Sogin dovrà rendere nota la mappatura dei siti in cui potrebbe essere realizzato il deposito. L’Unione Europea vieta l’esportazione di scorie nucleari al di fuori dell’Ue e ogni Paese dovrà pubblicare piani per la costruzione di depositi. Vediamo quando sarà resa nota la mappatura dei siti come si comporterà l’Idv. Prendendo sempre una posizione di “no” rispetto a tutto, vedremo quale sarà il comportamento del centro-sinistra quando tutti chiedono che sia realizzato un deposito di scorie nazionale». Valentina Paderni

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approvato aldocumento di di una situasuo protrarsi, menta tutto il ico. stico e formato in un mocome è quello ttraversando, essere sottoma incentivato da interventi che non prena possibilità

vicinanza alle problematiche dei cittadini (gli studenti e le loro famiglie in questo caso) senza poter avere strumenti per intervenire. Questa situazione è calata dall’alto senza un confronto con chi opera vicino alla cittadinanza: così facendo arretra la qualità della scuola, ma soprattutto si tolgono possibilità future ai giovani che già devono confrontarsi con un mercato del lavoro in forte crisi. Un’altra forte preoccupazione è l’aspetto discriminatorio che questa riforma nasconde al suo interno. Una scuola che deve sempre di più basarsi sul sostegno economico delle fa-

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ndo invece ad tagli indiscrianno distrug-

Rassegna Stampa Emilia Romagna del 30 - 06 - 2011

PIACENZA - Libertà * Assessore al Futuro del Comune di Piacenza

Di Pietro sta costruendo l’alternativa di centrosinistra di LUIGI GAZZOLA *

I

metalmeccanici fra poco lavorare per 80 anni

, mentre litigatelecomando finti canali del e (sfido chiun0 dignitosi) mi n un noto procondotto dalonale. ramma, per il mitico senatore ri, capogruppo Libertà ed imtore/guastatoettorali. a abilità, per insidiosa donduttrice, Gacamente scelto arte in tavola”, un complesso ttinente i costi conduttore, ex ichele Santoro a liquidazione a ricordato Ga.000. bblico dipenne per editto stroide modelo adeguato di ale, non ho podere, per la primia vita la tesi terminati tratmici (compresi ai banchieri, ari delegati, agli ori, etc.) sono gogna, sopratmomento di crize economiche o cancellate e la ca milioni di fa-

precisarla in maniera forte è chiara e non bisogna fare confusione. Considerando questa situazione insostenibile, come amministratore, ritengo importante adoperare le poche armi a mia disposizione per sostenere tutti quei cittadini che, avendo visto l’eliminazione di un proprio diritto, intendano avviare dei ricorsi. In tal senso, sarà mia premura, una volta da loro avviate le procedure legali di ricorso, sostenere con precisi atti tutte queste cause affinché i diritti negati vengano riconosciuti.

Idv, vera opposizione intransigente al berlusconismo

ensionistica

FFI

tutti, in egual modo, la possibilità di affermarsi: ora con i tagli si escludeno e penalizzano i ragazzi con difficoltà economiche anche se hanno tutte le carte in regola per un buon futuro. Questa riforma nasconde un’altra trappola: davanti ad un arretramento così forte dalle proprie competenze formative da parte del Ministero, molti cittadini sono portati a chiedere agli enti locali di supplire alle mancanze. Ora è bene dichiararlo in modo forte: ognuno ha le proprie competenze. In questo caso stiamo assistendo ad un abbassamento dell’offerta formativa

miglie e di persone. Sennonché, nella sua analisi, rapito dalla foga anticomunista, Gasparri ha paragonato la liquidazione del compagno Santoro a quanto “in una vita di lavoro guadagna un metalmeccanico”. Trasecolato e perplesso (a naso non mi convinceva affatto l’affermazione) ho diviso per 40 (cioè gli attuali anni di lavoro di un lavoratore “dipendente”) la suddetta cifra, con il risultato di scoprire che uno stipendio annuo da metalmeccanico ammonterebbe a 60.000 . Mica male, se fosse vero... Come al solito, ho pensato sghignazzando, i politici di professione neppure sanno lontanamente quanto si guadagna in una fabbrica, così come non sanno quanto costa un chilo di pane, un etto di prosciutto, un litro di latte e così via. Per Gasparri, mi sono detto, una vera figuraccia. Purtroppo, leggendo pochi minuti dopo su Libertà la proposta di ri-ri-riforma pensionistica avanzata dal Governo per fare cassa (pensionamento a 65 anni per le donne del settore privato, come già fatto per il settore pubblico) ho capito che Gasparri, in realtà, ha voluto avvisarci: occhio metalmeccanici, fra un po’ di tempo (non molto, continuando di questo passo) la vostra vita lavorativa anziché di 40, sarà di 80 anni……. E in questo caso i 30.000 di stipendio annui saranno di certo il giusto salario. Grazie Gasparri, ancora una volta ci hai stupito.

n molti si chiedono e mi chiedono in questi giorni se per caso Di Pietro sia impazzito. Altri dubitano che stia facendo un regalo a Berlusconi. Altri ancora hanno la certezza che stia rivelando la sua vera natura di uomo di destra. Approfitto di Libertà per dire cosa ho capito io. Di Pietro ha chiesto semplicemente a voce alta, dopo averlo fatto tante volte a bassa voce in privato, di darsi una mossa, di attrezzarsi, di stendere un programma attorno al quale costruire una coalizione di centrosinistra per essere pronti ad offrire una concreta e credibile alternativa quando, prima o poi, questo simulacro di governo crollerà e si tornerà alle urne. Fior di osservatori, intellettuali, giornalisti indipendenti, da mesi, se non da anni, sottolineano che il centrosinistra non è pronto a rappresentare una alternativa. Di Pietro chiede di prepararsi ad esserlo. Poi si faranno le primarie. Ma a quel punto sapere chi sarà il leader della coalizione sarà perfino secondario. Il bisogno di riposizionarsi all’interno del centrosinistra, la svolta centrista o moderata, la lotta per la premiership esistono solo nella mente di chi continua ad usare un armamentario politico antico, vecchie categorie interpretative. Di Pietro e l’Italia dei Valori, ai quali nessuno può negare di aver incarnato in questi anni l’opposizione più intransigente al regime berlusconiano, guardano al futuro. Ciò significa scrollarsi di dosso il ruolo degli eterni oppositori. Certo, c’è ancora molto da fare e non rinunceremo a fare la nostra parte, ma per quale arcano sortilegio il centrosinistra dovrebbe essere condannato a fare solo l’opposizione? La Carta costituzionale affida ai gruppi politici il compito di concorrere a determinare la politica nazionale, a governare, non solo ad opporsi. Per farlo occorre attrezzarsi, sostiene Di Pietro. Lo sostiene con il senno di chi conosce i corsi e i ricorsi della storia, soprattutto di quella recente. Ed è un peccato che coltivare la memoria non rientri tra le virtù anche delle altre forze politiche. Si potrebbero cogliere molte analogie col tempo presente. Basterebbe rammentare quanto accadde una ventina di anni fa. Quando da una mazzetta gettata nel water nacque una indagine giudiziaria

(Mani pulite) che scosse le fondamenta del sistema dei partiti e il crollo della cosiddetta Prima Repubblica. Anche allora Di Pietro ebbe, in altre vesti, un ruolo da protagonista. Ben presto si accorse in prima persona di come la politica non seppe cogliere e dare risposte alle istanze che nascevano dall’indignazione popolare, al di là di cavalcarla. Anche allora ci fu una stagione referendaria entusiasmante: la preferenza unica, l’elezione diretta dei sindaci. Da Roma a Palermo a Catania, da Napoli a Torino vennero eletti sindaci progressisti. I cittadini che avevano ripreso coscienza, che dettavano l’agenda alla politica. Sul Paese soffiava un vento nuovo. Tutto sarebbe cambiato. I partiti seppero allestire perfino una “gioiosa macchina da guerra”… peccato non sapessero per fare cosa. I meno giovani sanno come andò a finire. Come l’epifania, si manifestò un imprenditore/imbonitore che tutto quanto si portò via, comprese le speranze di molti di noi, per molti anni. Le analogie con l’attuale momento politico dovrebbero suggerire di non aspettare l’esito delle ennesime indagini giudiziarie, di non crogiolarsi sugli allori delle recenti amministrative, dei referendum, di non limitarsi a stare beatamente seduti sulla riva in attesa delle disgrazie altrui ma, appunto, darsi una mossa. Come chiede Di Pietro. Senza imputargli una ripresa della tipica litigiosità sinistrorsa, semmai riconoscergli il merito di scuotere altri dal torpore. Anche per evitare che nel frattempo dai box scenda in pista qualche altro ex giovane imprenditore dal ciuffo sbarazzino bisognoso di difendere gli interessi di qualcuno e la storia si ripeta un’altra volta. * Italia dei Valori - Piacenza

PUNTURA DI SPILLO

In visibilio

L’

on. Polledri, candidato a fare il sindaco di Piacenza, ha iniziato la campagna con un raffinato messaggio subliminale inviato alle elettrici: qualora calasse le braghe, le manderebbe in visibilio. Essedi


Rassegna

il problema dei cani senza guinzaglio non è solo di Montecucco ma forse di tutto il mondo. Io mi riferisco in particolare al quartiere San Paolo a San Polo di PoStampa Emilia denzano dove tutti Romagna i cani girano liberamente per il quartiere, sporcano quel poco di area verde comunale di cui dispone il quartiere e per finire godono di molto più riguardo dei bambini che popolano il quartiere stesso. E’ una indecenza a cui nessuno mette freno. Intendo le istituzioni, che a questo riguardo sono totalmente assenti, perché se ci facciamo osservazioni fra vicini si rischia di litigare e sicuramente di toglierci il saluto. Non parliamo poi dei gatti che girano liberamente nelle case di tutti compresa la mia. Amo gli animali e li rispetto ma non sono più degni di rispetto i loro padroni. Esprimo grande solidarietà alla signora di Montecucco spaventata dal cane senza guinzaglio. Sono stato padrone di un cane fino ad un anno fa, ma non sono mai uscito di casa con lui senza il guinzaglio. Lo so bene che sono parole inutili, però almeno mi sono sfogato. Viva gli animali abbasso i padroni.

migliorare la nostra qualitàquedi Caro direttore, vorrei inviare passo davanti ad una chiesa ed produzione. mi chiedevo sta lettera aAllora Gesù. Eccola entrare per recitare una preghieil perché di quella decisione «Caro Gesù, per tanti anni tidi ho ra, ringraziare il Signore per quelchiudere. Adesso si è presentato sempre immaginato impegnato lo che mi ha donato: un buon la- gaetano.rizzuto@liberta.it locon stesso problema didell’umaallora del 30 - 06 - 2011 i grandi problemi voro, una casa tutta mia, dei però con proporzioni notevoli nità e di conseguenza non ho bambini meravigliosi ed un ma- ne di nuovi. Un po’ di tempo p anche perché ora laniente notizia fa mai osato chiederti di perrito ottimo padre. raccontare a mio marito, qua più scalpore dato che però gli stabilisonale. Quest’anno vorrei Un po’ di tempo per preparare do torna la sera dal lavoro i p menti interessati non sono uno, Quotidianodei di Piacenz da te un regalo speciale (non co- ai miei figli una torta invece del- gressi e le marachelle bam ma RDB sinonimo stadiversi. nulla) ma nelèmondo deglidi u- le solite merendine. Un po’ di ni. Un po’ di tempo dopo ce - Concessionaria esclusiva: Altrimedia S.p.A. Piacenza - Via piacentinità, cerchiamo di manmani è diventato introvabile: un PUBBLICITÀ tempo per rammendare loro i per leggere le favole ai miei fig DIRETTORE RESPO 4/6 - Tel. 0523/384.811, fax 0523/384.864. tenerla in mano ad Giarelli po’ di affidandola tempo. Un po’ di tempo calzininazionale: come A. faceva quando tutti riposano un po’ Pubblicità Manzonila & mia C. S.p.a.mamMilano - Via Nervesa, 21 Tel. CAPOREDATTOR unper amministratore di Piacenza, Fax 02/574.949.73 potermi fermare quando 02/574.941, ma invece di correre a comprar- tempo per preparare i vestiti p EDI non ad un esterno che non sen- INDIRIZZI e-mail e fax 0523-347.976 Editor te il territorio come una secon- cronaca@liberta.it 0523-347.977 29121 Pia da pelle. Soci piacentini, salvate provincia@liberta.it cultura@liberta.it 0523-347.979 Tel. 0523 la vostra uesta terra.lettera-preghiera di Paola spettacoli@liberta.it 0523-347.979 a Gesù più di corsa,e arriviamo a sera,a volte,con la con- sciamo CONSIG sport@liberta.it 0523-347.978 Rolando Castellana mette il dito sulla grande questione dei sapevolezza0523-347.975 di non essere riusciti a far tutto quel- PRESIDENTE do stia italia@liberta.it nostri giorni:il valore del tempo.Se ci fer- lo che ci eravamo proposti al mattino.Così pensiafermar economia@liberta.it 0523.347.975 CONSIGLIERI : En OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA miamo un istante a riflettere su come viviamo le mo che non siamo padroni del tempo che ci sfugnostri Luigi Guastc Il Responsabile del trattamento dati (D.Lgs. 196/2003) è il Direttore Responsabile ore, i minuti, i secondi durante la nostra giornata ge e non riusciamo a controllare, tempo che non Alessandr game BRAVO DI PIETRO Libertà - Registrazione di Piacenzaci N. 3annoiamo del 19-06-1948ma che non riu- DIRETTORE ci accorgiamo che siamo sempre di corsa,sempre passaTribunale mai quando Libertà Lunedì - Registrazione tribunale di Piacenza N. 214 del 09-01-1970 Signor direttore, finalmente l’on. le Di Pietro Certificato n. 6892 paroladi-opVia Benedettine, 68 - 29121 Piacenza www.liberta.it FAX: 0523/321.723 (IdV) haLibertà dato unadilezione del 21-12-2010 posizione moderata.

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PIACENZA - Libertà

Bruno Nicolini CASTELLARQUATO

ANCHE A VIGOSTANO STRADA ROVINATA Egregio direttore, prendo spunto dalla lettera del signor Roberto Epifani (alla quale mi associo) e da lei pubblicata in data 26 giugno riguardante le frazioni di Castellarquato, per portare a conoscenza del sindaco del nostro Comune del degrado e della pericolosità del fondo stradale in località Vigostano. Da oltre 30 anni abito in questa frazione di Castellarquato, mai come negli ultimi tempi tale tratto di strada mette a rischio l’incolumità di chi vi transita (automobilisti e tanti ciclisti). Sarebbe pertanto auspicabile che l’amministrazione intervenisse per la messa in sicurezza di tale tratto e dedicasse più attenzione per i cittadini che risiedono nelle frazioni.

Stefano Barbieri PER RISOLLEVARE L’AZIENDA

PER LA RDB CI VORREBBE UNA GUIDA PIACENTINA Egregio direttore, tre anni e mezzo fa moriva lo storico stabilimento di Cortemaggiore che produceva pannelli prefabbricati. In pochi si preoccuparono di salvarlo. Certo, un solo stabilimento non faceva scalpore ed anche i dipendenti furono convinti a trasferirsi negli stabilimenti vicini. Avevamo parecchio lavoro e proprio in quel momento di chiusura annunciata una ditta esterna stava facendo lavori per migliorare la nostra qualità di produzione. Allora mi chiedevo il perché di quella decisione di chiudere. Adesso si è presentato lo stesso problema di allora però con proporzioni notevoli anche perché ora la notizia fa più scalpore dato che gli stabili-

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Si spera in un risveglio di questi politici, perché in un Paese civile dove vige una democrazia, ci vuole anche un’opposizione costruttiva e non solo sempre distruttiva, come purtroppo assistiamo. Berardino Gasbarro Piacenza BUONA SANITÀ

GRAZIE AL REPARTO DI ONCOLOGIA Caro direttore, chiedo ospitalità nella Sua rubrica per un gesto di riconoscenza e per dire "grazie" al reparto di oncologia dell’ospedale "Guglielmo da Saliceto". Sono stato ricoverato diversi giorni nel reparto diretto dal professor Luigi Cavanna: ho ricevuto (non solo cure) ma attenzioni e premure dal personale medico ed infermieristico. Per questo motivo posso affermare che l’oncologia piacentina è all’avanguardia anche per il rapporto umano che si instaura fra medici e pazienti, perché il malato non si sente un numero ma una persona che

viene accompagnata in un momento difficile della sua vita. Grazie di cuore! Pier Giorgio Paraboschi Piacenza CONTRO LA CRISI

RIDURRE LE SPESE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Gentile direttore, tutti ora (politici e non) chiedono al governo che si provveda urgentemente alla riduzione delle spese della Pubblica Amministrazione, che si provveda al taglio netto degli sprechi e che si metta mano alla voragine del debito pubblico. Era ora! Ognuno ha la sua ricetta: c’è chi suggerisce di dimezzare il numero dei parlamentari (lo spero); c’è chi vorrebbe abolire le Province; chi invoca controlli a tappeto nei confronti di chi beneficia di pensioni assistenziali ecc. Nessuno però (e mi riferisco ai parlamentari di ogni schieramento politico) suggerisce di dar anche corso all’abolizione dei tanti privilegi di cui loro go-

dono (primo fra tutti il rico scimento della pensione già po pochi anni di legislatura) Siano loro per primi (e pr ancora di chiedere sacrifici a italiani) a dare l’esempio ri cendosi lo stipendio e mett dosi alla pari con tutti i cittad circa diritti e doveri. Se ciò non verrà fatto, aum terà sempre più lo sconten la disaffezione verso la poli già vista - dai più - come una stia che tutto mangia e nulla A. Maccagni IN VIA CELLA

BIDONI MALEODORANTI DAVANTI AL MIO LOCALE Egregio direttore, chiedo cortesemente un pic lo spazio nella Sua rubrica esprimere tutto il mio dis punto per quello che mi sta cadendo. Dal 28 di aprile sono la tito di un esercizio pubblico situ in via Pietro Cella. Ho uno s zio esterno dove ho creato simpatica area verde ed azz ra, dove i clienti sono soliti dersi per trascorrere in com


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AGENZIE (ER) SCUOLA BOLOGNA. IDV: FONDI A PRIVATE, DECIDANO I CITTADINI NANNI PREME PER REFERENDUM E AUSPICA VITTORIA ISTRUZIONE PUBBLICA (DIRE) Bologna, 29 giu. - “Giusto o non giusto che sia, devono deciderlo i cittadini”. E’ con uno intervento tutto pro referendum che, con una nota, Paolo Nanni, capogruppo Idv a Palazzo Malvezzi, interviene nel dibattito sull’opportunita’ del finanziamento municipale alle scuole materne private. “Se c’e’ una cosa giusta nel dibattito che sta tenendo banco sul finanziamento alle scuole paritarie private, e’ la scelta che i cittadini potranno fare recandosi alle urne qualora i Garanti ammettano il referendum consultivo”, dichiara il dipietrista dicendosi “favorevole alla consultazione quale strumento di massima democrazia”. Nanni aggiunge l’auspicio di un “esito della vicenda favorevole alla scuola pubblica cosi’ bistrattata dalla ministra Gelmini”. (ER) PROVINCIA MODENA. SABATTINI: MAI DISCRIMINATO NESSUNO PRESIDENTE SI DIFENDE DOPO FRASE CANOVI; MAZZI: PRENDA DISTANZE (DIRE) Modena, 29 giu. - “L’opposizione ci dica se abbiamo mai discriminato qualcuno. Abbiamo sempre valutato il merito dei progetti rispetto alla disponibilita’ delle nostre risorse. No, non abbiamo mai discriminato nessuno”. Il presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, si difende cosi’ in consiglio dopo la scivolata dell’ex candidato sindaco Pd a Pavullo, Romano Canovi, su sollecitazione del consigliere Pdl, Dante Mazzi. L’allora sindaco uscente dei democratici, infatti, durante la campagna elettorale ha inviato una lettera ai cittadini in cui si legge: “Penso che oggi Pavullo non possa permettersi una discontinuita’ amministrativa, anche perche’ avrebbe inevitabilmente negative ripercussioni nei rapporti con la Provincia di Modena e la Regione Emilia-Romagna”. Frase “a dir poco inopportuna- secondo Mazzi- mi sarei aspettato una presa di distanza da parte del presidente della Provincia, che invece nemmeno oggi e’ arrivata. Mi meraviglio che non sia intervenuto a smentire questa frase”. Sergio Pederzini (Idv) ammette che “la frase e’ stata inopportuna”, ma osserva che “non e’ nulla di fronte a un presidente del consiglio che da’ degli stupidi agli elettori di centrosinistra”. Luca Gozzoli, capogruppo Pd, invece, si limita a chiedere “se non si fa su questi temi la campagna elettorale, su cosa si fa”.


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AGENZIE (ER) AMBIENTE. MAGGIORANZA IN REGIONE: NO A TRIVELLE HUNT OIL RISOLUZIONE PD, IDV, SEL-VERDI, FDS (DIRE) Bologna, 29 giu. - Anche la maggioranza in Regione dice no ad Hunt Oil. Gian Guido Naldi, Marco Monari, Roberto Sconciaforni, Liana Barbati, capigruppo di Sel-verdi, Pd, Fds e Idv, hanno presentato una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare, come gia’ espresso pubblicamente, il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l’utilizzo di tecniche “non convenzionali”, che aumentano l’impatto ambientale dell’attivita’ estrattiva, specificando da subito che cio’ vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l’esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all’interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000. A sostegno della richiesta i firmatari ricordano che per quanto riguarda gli idrocarburi in Emilia-Romagna il permesso di ricerca, la perforazione del pozzo di ricerca e la coltivazione del sito sono sottoposti a tre procedure di Via il cui esito, sottolineano, e’ vincolante ai fini del rilascio o meno delle autorizzazioni. Al 28 febbraio 2011 in Emilia-Romagna sono state rilasciate 36 concessioni di coltivazione e 35 permessi di ricerca tutti in terraferma. Alla stessa data risultano inoltre presentate 18 istanze di permesso di ricerca in terraferma e altre 4 istanze di concessione di coltivazione. Per le circa 29 mila tonnellate di greggio e per i 148.726.029 metri cubi standard di metano estratti sul territorio regionale le royalties a favore della Regione Emilia-Romagna sono state di 9.026.555 euro e quelle a favore dei comuni che ospitano i pozzi di 128.052 euro. REGIONI: E-R; IDROCARBURI, NO ESTRAZIONE NON CONVENZIONALE IN ZONE DI SUBSIDENZA O PROTETTE, RISOLUZIONE MAGGIORANZA (ANSA) - BOLOGNA, 29 GIU - Gian Guido Naldi, Marco Monari, Roberto Sconciaforni, Liana Barbati, capigruppo di Sel-verdi, Pd, Fds e Idv, hanno presentato una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare, come gia’ espresso pubblicamente, il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l’utilizzo di tecniche ‘’non convenzionali’’, che aumentano l’impatto ambientale

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AGENZIE dell’attivita’ estrattiva, specificando da subito che cio’ vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l’esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all’interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000. A sostegno della richiesta i firmatari ricordano che per quanto riguarda gli idrocarburi in Emilia-Romagna il permesso di ricerca, la perforazione del pozzo di ricerca e la coltivazione del sito sono sottoposti a tre procedure di Via il cui esito sottolineano - e’ vincolante ai fini del rilascio o meno delle autorizzazioni. Secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico - si legge nella risoluzione - al 28 febbraio 2011 in Emilia-Romagna sono state rilasciate 36 concessioni di coltivazione e 35 permessi di ricerca tutti in terraferma. Alla stessa data risultano inoltre presentate 18 istanze di permesso di ricerca in terraferma e altre quattro istanze di concessione di coltivazione. Per le circa 29 mila tonnellate di greggio e per i 148.726.029 metri cubi standard di metano estratti sul territorio regionale le royalties a favore della Regione Emilia-Romagna sono state di 9.026.555 euro e quelle a favore dei comuni che ospitano i pozzi di 128.052 euro. Nella risoluzione si impegna la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per aumentare la percentuale delle royalties a favore degli enti locali e ad esigere da parte del Ministero dello sviluppo economico il rispetto sostanziale del principio dell’intesa preventiva con la Regione territorialmente interessata, nelle fasi conclusive del procedimento per il rilascio degli eventuali permessi di ricerca e coltivazione. (ANSA). REGIONI:E-R; SERVIZI PRIMA INFANZIA,MARZOCCHI IN COMMISSIONE (2) (ANSA) - BOLOGNA, 29 GIU - Roberto Piva (Pd) ha osservato che i numeri sono ‘’positivi’’, ma emergono alcuni dati in controtendenza come, in particolare, quelli di Rimini. Forse la Provincia ha pensato poco a questo tema, ha detto, auspicando maggiori risorse dalla Regione, che, pero’, dovra’ stimolare il territorio e verificare quanto verra’ realizzato. Anche per Andrea Defranceschi (mov5stelle) si tratta di dati interessanti,


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AGENZIE ma la situazione della collina e della montagna e’, a suo avviso, preoccupante: e’ quindi soprattutto questo aspetto che bisogna approfondire, come quello dei servizi rivolti ai bambini con difficolta’. Le difficolta’ economiche generali - ha detto Marco Lombardi (pdl) - impongono anche a questa Regione di ragionare in modo meno ideologico, con un approccio piu’ obiettivo. Il sistema in Emilia-Romagna funziona, ma proprio i dati rilevati ci aiutano a programmare meglio ed il nodo emegente su cui incidere e’ quello dei costi. Si possono quindi operare razionalizzazioni per recuperare risorse da destinare alle situazioni piu’ critiche. Paola Marani (Pd) ritiene che sia importante rivisitare la legge, riflettendo sulle sue rigidita’, anche perche’ in dieci anni sono avvenuti molti cambiamenti nel sistema, che comprende anche l’esperienza ‘’preziosa’’ del privato e del privato sociale, dove prima c’era solo il pubblico. Sostenibilita’, qualita’ e flessibilita’ - ha aggiunto - sono i tre ingredienti che servono ad un sistema che rischia di non tenere non solo economicamente, ma anche di fronte ai mutamenti sociodemografici in atto. Sono quindi da affrontare temi come il concetto attuale di maternita’ diverso dal passato e che riguarda anche l’eta’ piu’ avanzata delle madri, la necessita’ di una maggiore flessibilita’ oraria dei servizi, ecc. Matteo Riva (Idv) ha parlato in particolare della realta’ di Reggio Emilia, dove c’e’ un dialogo pubblico-privato, con un’integrazione ‘’ottimale’’ dei servizi e sono stati superati gli ‘’steccati ideologici’’. Altri punti toccati dal consigliere: la necessita’ di rivedere i criteri Isee, la lotta all’evasione fiscale, i criteri di accesso che devono essere piu’ omogenei, il problema dei ‘ritiri’ dai nidi a causa della crisi economica e la necessita’ che i finanziamenti regionali siano meno ‘filtrati’ dalle Province. Molto apprezzato da Thomas Casadei (Pd) il metodo del confronto illustrato dall’assessore che deve proseguire in questi termini, mettendo al centro le questioni della ‘’flessibilita’’’, anche rispetto alle diverse realta’ territoriali, e del ‘’pluralismo dell’offerta’’, ma rimanendo sempre all’interno di un ‘’sistema di qualita’’’. Stefano Cavalli (Lega nord) ha evidenziato come nel piacentino molti comuni manchino di servizi per la prima infanzia e come questo sia un tema da affrontare subito, magari incentivando la realizzazione di ‘micronidi’, prevedendo pratiche burocratiche piu’ semplici, che produrrebbero opportunita’ di lavoro e faciliterebbero la vita a chi vuole rimanere a vivere in

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AGENZIE montagna. Una particolare attenzione - ha aggiunto - va poi riservata alle mamme che vogliono tornare a lavorare dopo la maternita’. E’ vero che in Emilia-Romagna la situazione e’ migliore che altrove - ha detto Andrea Leoni (pdl) - tuttavia e’ solo oggi che la Regione parla di flessibilita’, di sburocratizzazione e di costi. Poca ideologia e piu’ pragmatismo: questa la nostra ricetta. Ci troviamo invece di fronte a situazioni, per esempio a Modena, dove famiglie con un tenore di vita medio e due figli si trovano in gravi difficolta’ a dover affrontare le spese per le strutture per l’infanzia. Il sistema deve quindi adeguarsi alla diversificazione sociale, ma anche alla diversita’ dei territori. Quelli disagiati, infatti, non riescono a dare risposte adeguate ai rigidi requisiti della legge, per cui, senza venir meno alla qualita’, si puo’ prevedere una maggiore flessibilita’ sui parametri. (ANSA). (ER) SCUOLA BOLOGNA. IRA IDV: CITTA’ SPOGLIATA DEL REFERENDUM MURA: CONTINUEREMO A SOSTENERE LA BATTAGLIA DI ARTICOLO 33 (DIRE) Bologna, 29 giu. - “Prendiamo atto della decisione dei garanti sul referendum consultivo sul finanziamento delle scuole private paritarie ma siamo preoccupati perche’ cosi’ facendo i garanti, di fatto, hanno spogliato la citta’ di Bologna dello strumento referendario e consultivo”. E’ duro il commento dell’Idv, affidato al segretario regionale Silvana Mura. “E’ sbagliato- scrive la dipietrista in una nota- interpretare questa decisione senza considerare il grave inasprimento ideologico a cui abbiamo assistito in questi giorni. Purtroppo quella che poteva rappresentare una battaglia di uguaglianza sociale e’ stata strumentalizzata e sapientemente trasformata in una guerra ideologica che andava evitata. Stiamo parlando, infatti, del futuro di centinaia di bambini, non di guerre di religione”. Per questo, prosegue Mura, “se i cittadini bolognesi fossero contrari a spendere risorse nelle scuole confessionali non capiamo perche’ questa opinione debba essere preventivamente censurata con la bocciatura da parte dei garanti non nella forma ma nel merito del quesito”. L’Idv aspettera’ che il comitato Articolo 33 “svolga le dovute verifiche sulla legittimita’ della bocciatura dei garanti e garantiamo sin da ora di continuare a sostenerne la battaglia”.(SEGUE) (ER) SCUOLA BOLOGNA. IRA IDV: CITTA’ SPOGLIATA DEL REFERENDUM -2-


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AGENZIE (DIRE) Bologna, 29 giu. - S’arrabbia anche il consigliere regionale dipietrista Franco Grillini, che giudica “illegittima” la bocciatura dei garanti. “Era noto a tutti che la maggioranza dei bolognesi era contraria al finanziamento della scuola confessionale”, scrive Grillini, “in realta’ la curia locale e i clericali avevano un sacro terrore della consultazione perche’ sanno bene che l’opinione pubblica nazionale, e ancor piu’ quella bolognese, e’ fortemente contraria a spendere soldi di tutti per finanziare scuole confessionali”. D’ora in poi, prosegue Grillini, “sara’ chiaro che la laicita’ a Bologna, pur essendo patrimonio della maggioranza dei bolognesi, non e’ pero’ la stella polare nel governo della citta’”. Ma “non contenti dell’imbroglio sul referendum i Garagnani di turno vanno persino alla carica della Regione Emilia Romagna battendo cassa anche a livello regionale. Qui sia chiaro trovera’ un’opposizione durissima perche’ la questione non e’ nel programma di mandato. Garagnani quindi si metta il cuore in pace e si scordi gli sperperi di danaro pubblico da parte della Regione”.

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