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RASSEGNA STAMPA EMILIA ROMAGNA del 27-07-2011 BOLOGNA_______________________________________pag. 2 - 5 FORLI’ CESENA_________________________________pag. 6 RAVENNA_______________________________________pag. 7 PARMA__________________________________________pag. 8 - 9 MODENA________________________________________pag. 10 - 15 REGGIO E.______________________________________pag. 16 - 19 PIACENZA______________________________________pag. 20 - 22 AGENZIE_______________________________________pag. 23 - 32


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Errani, sì ai ticket BOLOGNA - Corriere «Ma non per tutti Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

Dopo il primo stop, in arrivo l’aumen È Roberta Mori

Pari opportunità L’anti-Udc eletta al terzo voto Alla terza chiamata, dopo che due votazioni a maggioranza qualificata erano andate a vuoto, ieri Roberta Mori, consigliere Pd, è stata eletta presidente della neonata commissione per le Pari opportunità dell’Assemblea. Alla Mori 31 voti su 45. L’altra candidata, Silvia Noè dell’Udc, ha ottenuto 10 voti. Sul suo nome il veto di Sel, Idv e Federazione della Sinistra. Soddisfatte, per la scelta della «laica» Mori, le associazioni delle donne Udi e Orlando. Sulla presidenza della commissione Pari opportunità si era consumato, nei giorni scorsi, lo scontro con l’Udc: «Il Pd ha scelto di sacrificare il dialogo con i moderati e i cattolici. Non resta che augurargli buona fortuna...», ha detto il deputato casiniano Gian Luca Galletti.

R. B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lo scorso 18 luglio in Emilia-Romagna, a differenza di molte altre regioni italiani, non sono entrati in vigore gli aumenti di dieci euro dei ticket per esami e visite specialistiche. Il governatore Vasco Errani aveva mandato una lettera a tutte le Ausl per congelare il ritocco previsto dalla manovra correttiva dei conti pubblici del ministro Tremonti, appena licenziata dal Parlamento. Ora, però, anche la Regione è costretta a scongelarli: viale Aldo Moro si prepara a introdurli, anche se non per tutti. Ad annunciarlo è stato lo stesso governatore l’altra sera ad un dibattito alla Festa dell’Unità di Castelmaggiore insieme al segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini. «Non è il momento di fare demagogia — ha detto il presidente Errani davanti ai militanti del partito — ed è quindi giusto chiarire che noi saremo obbligati ad avere nuove entrare per coprire il buco che si è aperto sulla sanità. E alla fine anche noi non potremo che introdurre i ticket. Introdurremo, però, ticket più equi e meno dannosi». Non ci sono ancora elementi di dettaglio, ma è stato lo stesso Errani a spiegare in un altro passaggio del suo intervento che i ticket verranno introdotti in modo progressivo, in base quindi al reddito. «Il principio — ha detto il governatore — è semplice: chi ha di più de-

La vicenda

La manovra di e i tagli agli en

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La manovra del Tremonti, a fron trasferimenti da prevede la possi «tassare» i codic pronto soccorso e aumentare di 1 su ricette e visite

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Il 18 luglio scor Emilia-Romagn a differenza di a (soprattutto al di non far partir i rincari e si dà settimane per s delle misure «p

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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

BOLOGNA - Informazione CRONACA DI BOLOGNA

L’INFORMAZIONE il Domani

Rete Laica: ora confronto Il portavoce Maurizio Cecconi canta vittoria per lo «scampato il pericolo di una clericale alla presidenza» e invita Mori a incontrare le associazioni Lgbt e laiche

PARI OPPORTUNITÀ

MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

«Stop al dialogo col Pd» Dura la reazione del parlamentare Udc Galletti: «Il Pd ha sacrificato il dialogo con il centro cattolico moderato e riformista per assecondare la sinistra estrema»

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Gli “strali” dei cattolici «Una sconfitta per il Pd». È la lettura della parlamentare Udc Paola Binetti, ex Pd, al voltafaccia dei democratici a Noè. «Non c’è sintesi tra ex Ds e cattolici»

Contro l’elezione della casiniana le critiche di Lgbt e sinistra, i democratici eleggono Roberta Mori

«Discriminata perchè cattolica»

Noè sconfitta alla terza votazione. Udc allo scontro: Pd si vergogni Roberta Mori (Pd) è stata eletta presidente della commissione regionale “per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini” con 31 voti su 45 votanti. È servita la terza “chiamata” (con voto segreto) nella seduta dell'Assemblea legislativa di ieri mattina, dopo le due tornate del giorno prima in cui non era stato raggiunto il quorum. L'altra candidata, Silvia Noè (Udc), ha ottenuto 10 voti; due le schede bianche e due le nulle. A nulla sono serviti i tentativi di mediazione del governatore Vasco Errani, favorevole all’elezione della consigliera del partito di Casini, con il quale era in corso una trattativa da un anno. Alla fine sono prevalse le critiche mosse dal movimento Lgbt e dalla sinistra alla posizione troppo “clericale” della “cognata di Casini” e il Pd è stato costretto a un improvviso cambio di rotta per evitare la rottura con gli alleati. Un voltafaccia che non è pia-

ciuto all’Udc che ora promette battaglia e pare deciso a rompere ogni dialogo con la maggioranza. Durissimi il deputato e responsabile Enti locali dell'Udc, Mauro Libè e il parlamentare casiniano Gianluca Galletti per il quale «è un brutto giorno per l’assemblea regionale». Il deputato punta il dito in particolare contro Pd, Idv, Sel e Lega che «hanno dato un pessimo esempio attuando una vera e propria discriminazione nei confronti di Silvia Noè che, per storia personale e politica, aveva tutti i requisiti per poter guidare quella commissione». Per Galletti, il Pd regionale «ha dunque scelto di assecondare la sinistra estrema sacrificando il

dialogo con il centro cattolico moderato e riformista. Non rimane che augurargli buona fortuna». «Se sei una donna impegnata inpolitica che difende concretamente i diritti e le opportunità per le donne che lavorano, per le mamme e le madri di famiglia, per le giovani che si stanno faticosamente costruendo un futuro ma, sei cattolica, non sei degna di presiedere una commissione che si occupa di questi temi». Così Davide Torrini e Tommaso Bonetti, coordinatore e presidente dell’Udc dell’Emilia-Romagna. Sulla stessa linea Paola Binetti, ex deputata Pd ora all’Udc, per la quale il Pd «discriminando chi è cattolico, rinnega parte di se stesso».

Le ragioni del no «A Roma i casiniani hanno affossato la legge contro l’omofobia»

La nuova presidente «Chi guida la commissione deve garantire la massima apertura»

«Dire che un cattolico, in quanto cattolico, non sia in grado di garantire terzietà in certe scelte - sottolinea - è veramente sorprendente». Auguri alla neo presidente Mori sono invece arrivati dal segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini e dalla presidente del consiglio comunale, Simona Lembi. Esultano il capogruppo comunale Pd Sergio Lo Giudice («una donna laica saprà promuovere la parità fra i generi e il contrasto alle discriminazioni vietate dalla Carta di Nizza») e Liana Barbati, capogruppo regionale Idv, che spiega come il veto non riguardi Noè ma L’Udc e le sue posizioni omofobiche. Una accusa che Galletti non digerisce: «È il Pd il primo a discriminare, si vergognino loro». Canta vittoria Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna. «Le donne e gli uomini della Rete Laica Bologna dice - esprimono piena soddisfazione per lo scampato peri-

La vincitrice e la sconfitta Roberta Mori, candidata in extremis dal Pd, è stata eletta alla terza votazione Sotto Silvia Noè, Udc, “tradita” dal Pd dopo le critiche degli alleati

colo di una clericale alla presidenza della commissione pari opportunità. La mobilitazione, durata oltre un anno, ha pagato e ha visto uniti l'associazionismo laico, le associazioni di donne e Lgbt. Siamo riusciti a sconfiggere i tatticismi e i pre-accordi realizzati al di là del merito e contrari alla trasparenza». E subito parte l'invito a Mori ad incontrare «tutte le associazioni, di don-

ne, Lgbt e laiche, affinchè si crei fin da subito un circuito di proficua collaborazione». Un invito che trova riscontro nelle prime dichiarazioni d’intento della neo presidente Mori per la quale chi presiede la commissione, «deve essere animato da spirito di confronto e garantire la massima apertura, partecipazione e collaborazione con la società regionale».

La Cisl: serve subito una soluzione per le famiglie La proposta del consigliere comunale Barcelò: adeguare la normativa italiana a quella europea

«Sono 1.800 i bimbi fuori dalla materna»

«Al voto anche gli extracomunitari»

«È necessario trovare subito una soluzione per i 1.800 bambini che in Emilia-Romagna, nonostante le regolari richieste di iscrizione da parte delle famiglie, non hanno trovato posto nelle scuole dell'infanzia. Famiglie che a settembre, nel caso non si adottino misure tempestive, si potrebbero trovare in situazioni di gravi difficoltà». A dirlo è Anna Cicognani, segretario della Cisl scuola dell'Emilia-Romagna, nel commentare i dati forniti dalla Regione sulle iscrizioni e sulle disponibilità delle scuole d'infanzia. «Apprezziamo - continua la dirigente Cisl in un comunicato stampa - l'impegno preso dalla Regione per cercare soluzioni a queste richieste inevase, ma chiediamo con forza che anche il ministero dell'Istruzione, risponda alle sollecitazioni che provengono dal territorio, concedendo i posti necessari sia per la scuola dell'obbligo, sia per la scuola dell'infanzia». Al momento, però, «dobbiamo constatare che da parte del ministero c'è un assoluto silenzio sulla concessione posti alla scuola dell'infanzia statale. Difatti, non rientrando quest'ultima nel percorso dell'obbligo, viene sconfessato quanto previsto da leggi nazionali di generalizzare sul territorio la scuola per i bambini da tre a sei anni».

A Bologna risiedono 33.103 cittadini non comunitari, e di questi 15.122 potrebbero diventare nuovi elettori sotto le Due torri in quanto già maggiorenni e residenti in città da almeno cinque anni. E per il Pd è tempo che gli si conceda il diritto di andare alle urne. «Penso che sia finalmente l'ora di fare un netto distinguo, una volta per tutte, tra elezioni politiche di organi con funzioni legislative ed elezioni amministrative», ha detto l’altro ieri il consigliere comunale del Pd Leonardo Barcelò, rilanciando nell'aula di Palazzo D'Accursio la decisione assunta lo scorso 20 luglio dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna che ha deliberato l'adesione ad una proposta di legge iniziativa popolare di cui è capofila la Regione Toscana. Occorrono 500.000 firme da portare in Parlamento affinchè l'Italia si adegui alla normativa europea con una legge nazionale che ratifichi il capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992 che prevede la partecipazione degli stranieri non comunitari alla vita pubblica a livello locale. Per partecipare al voto amministrativo ed essere eletti in Comune o nei Consigli di quartiere saranno previsti gli stessi requisiti già vigenti in 16 Paesi Europei: la stabile residenza nel Comune da almeno cinque anni e il possesso degli stessi requisiti giuridici dei cittadini italiani per esercitare il diritto di voto e per l'eleggibilità. Barcelò ha ricordato che «nell'ordinamento italiano è già stato riconosciuto il diritto di elettorato attivo e passivo in favore

I dati della Regione In Emilia-Romagna sono 1.800 i bambini che non hanno avuto accesso alla scuola materna

A Bologna sono oltre 15.000 gli stranieri con i requisiti per diventare elettori

Un cittadino straniero vota alla consulta di Quartiere

Secco no dalla Lega Nord Bernardini: «Boutade estiva Serve una vera integrazione, ne riparleremo nel 2050» dei cittadini stranieri provenienti da paesi comunitari residenti in Italia. Non si comprendono, quindi, le ragioni per cui il diritto di voto alle elezioni amministrative non possa essere esteso anche ai cittadini non comunitari stabilmente residenti in Italia». Per Barcelò, «adeguarsi alla normativa europea rappresenterebbe un arricchimento culturale, sociale e politico per la città e un importante contributo a favore dell'inte-

grazione di chi, pur non essendo cittadino italiano, vive, lavora, paga le tasse, porta i figli a scuola nelle comunità locali del nostro Paese». Anche il consigliere regionale del Pd Antonio Mumolo (ex consigliere al Comune di Bologna) giudica «impensabile» tenere «fuori dalla politica» gli stranieri “bolognesi” che sono ormai il 13,4% della popolazione. Dunque, afferma il democratico in una nota, ben venga la scelta della Giunta regionale. «Sono da sempre favorevole - afferma Mumolo - all'estensione del diritto di voto alle elezioni amministrative anche agli stranieri e agli apolidi che vivono regolarmente nel territorio italiano. Estendere anche a loro il diritto di voto attivo e passivo significherebbe riconoscerli finalmente come pieni cittadini». Se la proposta di legge arrivasse in porto, conclude Mumolo, l'Emilia-Romagna acquisirebbe 250.000 cittadini in più che potrebbero votare ed essere votati nei quartieri, nei Comuni, nelle Province e in Assemblea legislativa. Alla proposta arriva subito il no della Lega. «Della proposta di Barcelò non né voglio nemmeno sentire parlare – dichiara il consigliere regionale Lega Nord Manes Bernardini – spero si tratti solo di una boutade estiva». «Come abbiamo detto più volte, prosegue – occorre un serio percorso di integrazione prima che queste persone ottengano il diritto di voto, quindi – conclude l’esponente del Carroccio – ne riparliamo nel 2050».


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MERC

BOLOGN Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

BOLOGNA - Repubblica bologna.repubblica.it

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In commissione Pari opportunità eletta la consigliera Pd Mori, dopo le promesse alla cognata di Casini

Calc

Caso Noè, l’Udc alza il tiro Ba pe “Un giorno nero in Regione”

Ieri l’add

Il commento

Il governatore e la trappola della politica GIOVANNI EGIDIO

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BITUATO a risolvere i problemi di tutti - del Pd, del Comune, della Fiera, dell’aeroporto - questa volta Vasco Errani, solitamente abilissimo a eluderli, se n’è fabbricato uno in casa, cioè in Regione, che oggi lo espone a un fuoco incrociato. La vicenda di Silvia Noè, consigliere Udc alla quale era stata promessa la presidenza della commissione Pari opportunità, al cui vertice ieri è invece stata eletta Roberta Mori del Pd, ha infatti scatenato un fiume di polemiche che questa volta il Presidente non è davvero riuscito a evitare. La promessa la fece lui stesso, cercando di seguire il vento del Palazzo romano che ipotizzava (in realtà ipotizza ancora) un possibile accordo tra opposizione e centristi come alternativa all’attuale governo. Cinguettare con l’Udc pareva insomma fosse indispensabile, e si può pure capire che Errani avesse pensato di fare la sua parte offrendo qualcosa. SEGUE A PAGINA III

ROBERTA Mori (Pd) è stata eletta alla presidenza della commissione pari opportunità in Regione, bocciata la candidatura di Silvia Noè (Udc). Cantano vittoria Idv, Sel, Verdi e Federazione della sinistra, la rete laica e le associazioni per i diritti civili. Per Gian Luca Galletti (Udc) è stato «un brutto giorno per l’assemblea regionale». CAPELLI A PAGINA II

Lo scrittore e il pasticcio in viale Aldo Moro

Il teologo Mancuso “I cattolici in politica? Sbagliato discriminarli ma devono essere laici” L’INTERVISTA A PAGINA III

Dopo molte polemiche e battaglie la “carta” alla prova delle urne

Oggi il voto sullo statuto l’Ateneo cambia volto Il Comune offre buoni pasto e bus gratuiti Apertura di Cgil, Cisl e Uil. Tiepide le Usb

Merola-sindacati pace quasi fatta sul taglio dei premi per i dipendenti BIGNAMI A PAGINA IV

Il sindaco Virginio Merola

OGGI l’Alma Mater approva il nuovo Statuto dell’Ateneo. La carta costituente dovrà passare prima in Consiglio di amministrazione, per un parere favorevole, poi in Senato accademico. La road map disegnata dal rettore Ivano Dionigi che da mesi tiene impegnato il mondo accademico — tra proteste, referendum, emendamenti — giunge dunque all’atto finale. Nei tempi dettati dal ministro Gelmini: entro il 29 luglio, pena il commissariamento. VENTURI A PAGINA V

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Sparite da scuola quattro chitarre, due fisarmoniche, un basso e un computer

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Il colpo dei ladri di musica

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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

BOLOGNA - Repubblica la Repubblica MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

BOLOGNA

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CRONACA

Regione, il caso Noè apre la polemica Eletta la Mori (Pd) alla commissione pari opportunità. Galletti (Udc): un brutto giorno Il caso

ELEONORA CAPELLI

Allarme Cisl sulle materne “In Emilia 1800 bimbi a spasso”

LA COMMISSIONE pari opportunità in Regione va, alla fine, a Roberta Mori del Pd, facendo scoppiare la polemica politica con l’Udc. Bocciata la centrista Silvia Noè, in pole position per la presidenza, inizialmente, con l’appoggio dei democratici, che hanno poi incontrato, però, l’opposizione di Sel, Idv, Verdi e Federazione della sinistra. Anche la Lega s’è sfilata, sulla candidatura di Noè («Non volevamo una commissione che costa altri 150 mila euro all’anno», ha detto

Anche la Lega ha detto no: “Non ha senso spendere altri soldi inutilmente” Mauro Manfredini), cosicchè la consigliera Udc ha raccolto 10 preferenze nel voto segreto di ieri, contro i 31 di Mori (due le schede bianche e le nulle). Nel giorno in cui il Parlamento ha bocciato la legge anti-omofobia, Silvana Mura dell’Idv sottolinea: «Il voto dell’Udc, che alla Camera ha contribuito ad affossare la legge, è la prova provata che la Noè non aveva le carte in regola per la presidenza di commissione». Delusione nel partito di Pier

LA CISL lancia l’allarme sulle liste d’attesa per le scuole materne, che in regione vedono 1.800 bimbi ancora fuori dalle graduatorie. «È necessario trovare subito una soluzione per i 1.800 bambini che in Emilia Romagna non hanno trovato posto nelle scuole dell’infanzia - ha dichiarato Anna Cicognani, segretario generale della Cisl scuola emiliana - le loro famiglie a settembre, nel caso non si adottino misure tempestive, si potrebbero trovare in situazioni di gravi difficoltà». Il sindacato chiede l’intervento del Governo per garantire anche ai più piccoli un posto a scuola. «Apprezziamo l’impegno della Regione per cercare soluzioni - ha detto Cicognani - ma chiediamo con forza che anche il ministero dell’Istruzione risponda, concedendo i posti necessari sia per la scuola dell'obbligo, sia per la scuola dell’infanzia. Al momento dobbiamo constatare che c'è un assoluto silenzio sulla concessione posti alla scuola dell'infanzia statale». Roberta Mori Ferdinando Casini per l’esito della vicenda. «Questo in futuro rende ogni rapporto col Pd più difficile - commenta Gian Luca Galletti -, oltre a rappresentare la debolezza del presidente Vasco Errani nei confronti della sinistra radicale. Anche se non escludo che si sia trattato di una vera e propria scelta politica, quella di sacrificare il dialogo col centro cattolico, moderato e riformista. È un brutto giorno, non resta che augurargli buona fortuna».

Silvia Noè L’idea di un asse tra centrosinistra e Udc non sembra per il momento realizzabile, almeno sul terreno delle pari opportunità e dei diritti civili. «La commissione è stata istituita in un momento in cui la ripartizione istituzionale avrebbe dovuto premiare l’Udc, che oggi non è rappresentata da nessuna parte in Regione», insiste Galletti. Le associazioni per i diritti dei gay e la Rete Laica ieri cantavano vittoria: «La mobilitazione paga, sono

stati sconfitti i clericali». Nel Pd il capogruppo Marco Monari, che aveva pubblicamente appoggiato la candidatura di Noè, non vuol sentire parlare di retromarcia. «Ci poteva stare che la commissione pari opportunità andasse a Silvia Noè, non ho nessun dubbio sulla bontà di quell’ipotesi - dice Monari -, ma dal momento che a questa dinamica è stata data una valenza tutta politica, la discussione è finita. La nuova commissione non è stata

definita di garanzia, quindi spetta alla maggioranza». La neo-eletta presidente schiva invece le polemiche. «Sono un soldato semplice - dice Roberta Mori, trentanovenne ex Ds, sindaco dal 1999 al 2009 di Castelnovo di Sotto, in provincia di Reggio Emilia -, esiste la politica ed esistono equilibri della maggioranza, io sono solo il terminale». Gian Guido Naldi di Sel ribadisce: «Noè può trovare posto nell’ufficio di presidenza, l’Udc

del resto non è al centro del mondo, se vogliono entrare nella coalizione io non ho nulla in contrario, ma devono sottoscrivere il programma». Amaro infine il commento dell’interessata: «Sono stata discriminata perché cattolica, in questa regione le mie idee non hanno diritto di cittadinanza. Anch’io ero in piazza con le donne a gridare “Se non ora, quando”, ma hanno prevalso i veti di Arcigay e di certa sinistra». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

FORLI’ CESENA - Carlino


Valle della canna. A settembre un tavolo con le associazioni

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Approvato il rendiconto dell’istituzio

Idee per le zone umide

Bakkali: «Presto nuo direttore alla Classen

Progetti anche per Punte Alberete Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011e Bardello RAVENNA. Da settembre si aprirà un tavolo per raccogliere idee sulla riqualificazione della valle della Canna. Lo ha annunciato ieri l’assessore all’Ambiente Guido Guerrieri. Il consigliere Pdl Francesco Baldini

ha ripercorso le tappe della moria di pesci nella valle muovendo accuse nei confronti dell’ente Parco del Delta. «In questo frangente si è notata la totale assenza dei rappresentanti del Parco. Tanto vale rimanere soli».

RAVENNA. Più sostegno alle bibliotec centrate del territorio. Il Consiglio com ha approvato un ordine del giorno per il ziamento dei servizi offerti alle strutture porta”. Approvato anche il rendicont dell’Istituzione Biblioteca Classense.

RAVENNA - Corriere

L’assessore Guerrieri ha dapprima ringraziato i tecnici e i responsabili degli uffici comunale all’ambiente, Angela Vistoli e Lamberto Corbara in particolare, e i numerosi volontari che sono prontamente intervenuti per fronteggiare l’emergenza che si è verificata nel corso dell’intervento di risanamento della Valle della canna. In seguito, Guerrieri ha annunciato che si sta lavorando «per realizRAVENNA. Le sedute del Consiglio comunale saranno ora disponibili sul web a tutte le ore. È la proposta dell’ordine del giorno, presentato dal consigliere Alberto Ancarani (Pdl), «ai fini di aumentare ulteriormente la trasparenza amministrativa e la più larga partecipazione dei cittadini» ed approvato all’unanimità lunedì dal Consiglio. Ogni cittadino potrà dunque accedere al l’archivio dei video delle sedute del Consi-

Francesco Baldini (Pdl): «Disastro ambientale senza l’aiuto dei volontari. L’ente Parco del Delta ci ha lasciato soli, a che serve?»

zare a settembre un tavolo aperto alle associazioni e al pubblico per raccogliere idee e contributi sui futuri progetti per la riqualificazione della Valle della canna, di Punte Alberete e del Bardello». S ul l ’intervento provvidenziale dei volontari è intervenuto anche il consi-

La Valle della canna, una delle zone umide di maggior pregio (Foto M. Fiorentini)

gliere Pdl Francesco Bandini che ha esposto la sua interrogazione sulla “moria di pesci nella valle” ripercorrendo le tappe che hanno portato a quello che «senza l’aiuto dei volontari avrebbe provocato un vero e proprio disastro ambientale». Baldini ha duramente criticato la totale as-

senza dei rappresentanti del Parco del Delta: «Da questa esperienza deduco che il far parte dell’ente Parco del Delta non serve a nulla. Abbiamo a livello comunale e provinciale servizi competenti, perché continuare a rimanere attaccati al Parco? Tanto vale rimanere soli».

Consiglio comunale. Approvati due ordini del giorno

sioni gravi causate da comportamenti scorretti alla guida di veicoli. E’ stato invece respinto l’ordine del giorno proposto da Alberto Ancarani che proponeva la «diminuzione del numero degli amministratori nelle società partecipate del Comune». Hanno votato a favore i gruppi: Pdl, Lista per Ravenna, Lega e Movimento 5 Stelle. Voto contrario per Pd, Pri, Sel, Federazione della Sinistra e Idv.

Tutte le sedute nell’archivio web Respinti i tagli ai cda delle partecipate glio in una pagina web dedicata all’interno del sito del Comune. «Approssimativamente dal mese di settembre - spiega Ancarani - sarà possibile per i cittadini rivedere le sedute del consiglio comunale in qualunque momento dal sito istituzionale del Comune, cosa fino ad oggi non pos-

sibile in quanto si possono vedere esclusivamente le sedute in diretta mentre sono in corso». È stato inoltre approvato un altro odg, presentato da Daniele Perini e Matteo Cavicchioli (Pd), a sostegno della raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare in materia di omicidi e le-

«Siamo felici che, nelNord. lo spirito di questo ordiFrancesca San ne del giorno abbiamo (Movimento 5 approvato in fase di asha auspicato «ch sestamento di bilancio ri della Classens uno stanziamento di guano come d 50.000 euro che consengramma e che n tirà nei prossimi mesi di gano bloccati con m a n t e n esa r e i n a l t ema L’inarico ad interim r a t o i l l idi r di M. Grazia Marini scade vello dei d a il 31 dicembre 2011 s e r v i z i men n e l l e b isap blioteche cosiddette deche i finanziam centrate», ha spiegato sono». Sarah Ricci (Sel), portaAlberto Ancar voce della proposta indl) ha invece c sieme al capogruppo Pd al l’assessore B Matteo Cavicchioli. quanto durerà Sul rendiconto della zione ad interim Biblioteca Classense stituzione es Ricci ha invece propo«preoccupato ch sto la programmazione avere riflessi n di un percorso di digitasul percorso di c lizzazione delle opere tura a Capitale e antiche. della cultura». L L’ordine del giorno è sore Bakkali ha r stato approvato con i voche l’interim di ti favorevoli dei gruppi Grazia Marini sc di maggioranza e del 31 dicembre e c Movimento Cinque Stelfrattempo si sta le, il voto contrario del nando sul futuro Pdl, l’astensione di Lidirezione dell’Is sta per Ravenna e Lega ne.


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

PARMA - 24Emilia


Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

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PARMA - Parma Daily “Ora che anche il sindaco Vignali risulta indagato per il giro di tangenti, corruzione e falso emersi dall’inchiesta Green Money, come esponente di Italia dei Valori e in primis come cittadina di Parma, chiedo nuovamente a gran voce le sue dimissioni” Lo dichiara Paola Zilli, coordinatrice Idv a Parma. “Vignali prenda atto del totale collasso della situazione - continua la dipietrista - e si dimetta immediatamente per farsi giudicare in tribunale. Passi la presunzione di innocenza fino al pronunciamento definitivo dell’autorità giudiziaria, ma il fango e la vergogna che Vignali e i suoi hanno gettato sulla città di Parma devono assolutamente terminare. Questa Giunta è stata un fallimento sotto tutti i punti di vista, serve pertanto un azzeramento dell’attuale classe dirigente che ha portato drammaticamente nel baratro la nostra città. Vignali deve rendersi conto che il tempo del suo mandato è finito, e questa sua ostinazione nel non lasciare lo scranno, è la prova evidente della presa di coscienza che la sua amministrazione è arrivata al capolinea, e sicuramente non lo vedrà protagonista della politica cittadina in futuro”. “Quello della corruzione è un trend che sta investendo trasversalmente i partiti a tutti i livelli, è un cancro che sta ammorbando la classe politica e da cui dobbiamo liberarci con un repulisti totale prima che i cittadini perdano anche l’ultimo briciolo di fiducia che tutt’ora ripongono nella politica italiana” Conclude la Zilli


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MODENA - Gazzetta


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MODENA - UnitĂ 

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REGGIO EMILIA - Gazzetta 14

Cronaca

All’indomani della maratona per l’approvazione del bilancio consuntivo 2010, del preventivo 2011 e del piano programma 2011-2013 delle Farmacie comunali riunite, le letture del voto tra maggioranza e opposizione sono quanto mai diverse. La Giunta può essere soddisfatta per una approvazione del progetto della tecnostruttura di Frc che ha sostenuto fin dall’inizio, il Pd altrettanto, perché ha mostrato compattezza (con solo le assenze di Olivo e Venturini); Pierfederici del Psi che ha marcato con la propria astensione la sua contrarietà alla vendita del magazzino, come ha fatto Matteo Riva dell’ Idv che ha scelto il voto contrario. Infine la Lega, che sostiene invece che il sindaco Delrio si ritrova senza maggioranza e accusa il Pd di aver privatizzato l’azienda. Nel merito della decisione arrivata solo poco prima di mezzanotte, il bilancio consuntivo approvato chiude con un deficit di quasi un milione di euro, mentre per quello preventivo si prevede un sostanziale pareggio. L’assessore Mimmo Spadoni a nome della Giunta ha sostenuto che «nessuno vuole dismettere, ma al

GAZZETTA MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

«Fcr, non vogliamo privatizzare ma riqualificare»

Il sindaco Delrio dopo la maratona in consiglio comunale che si è conclusa con l’approvazione del programma

Un momento del Consiglio comunale dedicato alle Fcr

contrario consolidare Fcr perché sia in grado di competere sul mercato e continui ad erogare servizi di qualità per il welfare». E ieri è arrivata anche la posizione di Delrio. «Il tema che abbiamo affrontato in questi giorni riguarda il futuro delle Fcr e il loro sviluppo, non certo la loro privatizzazione. Ci aspettavamo un contributo positivo su cui incentrare il dibattito, mentre purtroppo abbiamo visto agitare solo scenari inatten-

da stessa. Le trasformazioni fanno parte della storia e della crescita delle Farmacie fin dall’inizio: solo tre anni dopo la loro nascita, i medicinali venivano distribuiti a tutti i cittadini e non solo ai più poveri. L’operazione di cessione delle azioni Iren non provoca indebitamento a Fcr ed è finalizzata a rafforzarne il ruolo aziendale e per il welfare della città». Roberto Pierfederici Psi eletto nelle fila del Pd, torna invece a motivare il suo voto di

dibili e paure non giustificate. Stiamo affrontando in maniera seria e pragmatica il piano di rilancio dell’azienda, secondo precise linee di valorizzazione e di sviluppo. Non c’è nessuna volontà di privatizzare le Farmacie comunali, né di farle arretrare dal ruolo sociale svolto fin dalla loro fondazione quando nacquero per fornire medicine ai poveri, che erano nei primi del Novecento il 50% della popolazione. Abbiamo aperto un dibat-

tito, su sollecitazione dell’azienda, che riguarda il futuro e abbiamo detto all’azienda di fornirci tutti gli elementi utili a prendere le decisioni che aiutino la crescita dell’azienda stessa e del suo ruolo sociale. Questo metodo di lavoro, serio, che porta a prevenire i problemi, ci ha aiutato in questi anni, con l’impegno della dirigenza, dello staff e degli operatori dell’azienda, a portare le Fcr al raddoppio dei ricavi e degli utili dell’azien-

astensione sul piano programma 2011-2013, per sostenere che «senza i 143 milioni di euro di fatturato e i 6.6 milioni di euro di utili derivanti dalla vendita dei farmacia all’ingrosso appare molto problematico che Fcr possa continuare a garantire gli attuali servizi assistenziali». Tutt’altra lettura quella della Lega Nord, per la quale il sindaco Delrio si ritrova senza maggioranza. Roberto Fontanili

ELEZIONE IN REGIONE

cambio al vertice

Mori presidente della commissione per la piena parità

E’ Gianluca Soliani il nuovo segretario provinciale del Psi

Roberta Mori

Gianluca Soliani

Se non ora, quando? In attesa della svolta politica, invocata con la manifestazione nazionale del 13 febbraio, il movimento delle donne trova nella commissione regionale "per la piena parità" un nuovo strumento istituzionale per realizzare l'uguaglianza sostanziale fra i sessi e nella reggiana Roberta Mori la persona incaricata di guidarla nelle future battaglie. Roberta Mori, consigliere regionale del Pd, ne è stata eletta presidente con una votazione a scrutinio segreto, che ha infranto l'intesa preventiva con la minoranza di centro destra. L'accordo prevedeva che la presidenza andasse all'opposizione, la quale però non è riuscita a far eleggere Silvia Noè, la candidata dell'Udc sostenuta anche dal Pdl. Gian Luca Galletti, deputato dell' Udc, ha commentato: «Il Pd doveva scegliere se sostenere il centro moderato o la sinistra radicale e in questo modo l'ha fatto, ostaggio di gruppuscoli». «Chi presiede la commissione per la parità - ha dichiarato peraltro con tono conciliante Roberta Mori - deve essere animato da spirito di confronto e garantire la massima apertura, partecipazione e collaborazione con la società regionale. Ritengo che tutte le consigliere e i consiglieri che siedono in questa assemblea possano rappresentare questo spirito. Avremo successo se proseguirà il dialogo con i territori e le rappresentanze, in sintonia con il rinnovato protagonismo femminile, che si sta esprimendo con forza». (l.s.)

L'avvocato Gianluca Soliani, già vicesegretario provinciale e responsabile del Psi nella zona della Bassa reggiana, è il nuovo segretario provinciale del partito socialista. Il consiglio direttivo provinciale l'ha eletto lunedì sera al parco Pertini di Cavriago al posto di Armando Anceschi. Il cambio della guardia è stato realizzato con il pieno accordo dei membri del consiglio direttivo, chenon ha mancato di ringraziare il segretario uscente per l'impegno intelligente e fattivo con cui ha guidato il partito negli anni trascorsi, facendo sì che esso avesse nella politica locale un peso effettivo superiore alla sua consistenza elettorale. I vari consiglieri intervenuti hanno insistito, a tal proposito, sui problemi del nostro territorio, sui quali l'azione del partito socialista dovrà focalizzarsi nel prossimo futuro. L'elezione del nuovo segretario del partito socialista è avvenuta sulla base della relazione programmatica, che Soliani ha preliminarmente illustrato nella veste di candidato proponendo, fra le altre cose, anche una prossima conferenza di programma. Il consiglio direttivo ha manifestato pieno consenso alla sua linea approvando la relazione programmatica e procedendo alla proclamazione ufficiale del neo-eletto. I lavori del consiglio direttivo sono stati conclusi dal segretario regionale Franco Benaglia.


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

REGGIO EMILIA - Informazione 4

IL FATTO D

MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

Il futuro delle Farmacie Il modo in cui si è arrivato al via libera al Piano industriale suscita sospetti

L

a marcia a tappe forzate con cui si è arrivati al voto sul Piano industriale delle farmacie comunali riunite e ai bilanci (consuntivo 2010 e di previsione 2011) non ha rassicurato chi, sia nell’opposizione che nella maggioranza, chiedeva più tempo per riflettere sulle due operazioni al centro della partita: la cessione alle Fcr di azioni Iren del Comune per 10 milioni di euro, e l’inizio di un percorso di valutazione dello scorporo della vendita all’ingrosso del magazzino (la gallina dalle uova d’oro di Fcr) con la ricerca di eventuali partner privati cui cedere delle quote. La giunta Delrio ha più volte, nel consiglio comunale di lunedì sera, rischiato di non avere il numero legale per procedere e si è arrivati allo strappo con l’Idv di Riva, e all’astensione di Pierfederci (socialista del Pd). Rischio calcolato? Si è avuta la sensazione che fino all’ultimo l’esito del voto fosse incerto. Infine, alle 22,33 il via libera è arrivato.

Spadoni: «Vogliamo consolidare» L’assessore ai Progetti speciali Mimmo Spadoni, sul magazzino sottolinea: «Nessuno vuole dismettere, ma al contrario vogliamo consolidare Fcr perché sia in grado di competere nel mercato e continui ad erogare servizi di qualità per il welfare. Serve un’analisi che consenta di fare chiarezza sulle pur presenti incertezze normative e di mercato, per assicurare un futuro solido». Sulle azioni Iren, Spadoni sottolinea che «l’amministrazione non scarica la patata bollente dei debiti su Fcr, ma al contrario mette Fcr in condizioni di avere risorse per erogare servizi sociali acquisendo azioni redditizie. Si tratta di un’operazione a saldo di segno più per l'azienda, che ne viene rafforzata. L’operazione consente inoltre al Comune di abbattere il proprio debito. Non si tratta di aggiramento del Patto di stabilità. Questo è nei fatti, non nella polemica». Per consentire l’operazione «non sono necessarie modifiche allo statuto aziendale. In ogni caso le parti si sono dotate di una sorta di “paracadute”, con un accordo previsto entro il mese, in cui si affermerebbe che «eventuali sostanziali decrementi di valore delle azioni o minusvalenze in caso di cessione delle azioni siano affrontati dall’amministrazione comunale, mediante operazioni di patrimonializzazione, anche con eventuale apporto di ulteriori azioni Iren».

Carroccio a muso duro «Di tutta la vicenda, il dato politicamente significativo è che il sindaco Delrio, complici i consiglieri del Pd, dopo avere regalato Enìa a Torino, ceduto il comando di università, ospedale e Act a Modena, le ferrovie a Bologna, verrà ricordato con l’operazione Fcr come l’a s sa s s in o dell’idea prampoliniana». È secco e perentorio il giudizio di Gia-

Fcr, scontro politico anche dopo il voto Delrio rassicura: «Non privatizziamo» La Lega: «Balle, e non c’è più la maggioranza» como Giovannini, capogruppo della Lega Nord, che sottolinea anche che Delrio si è trovato senza maggioranza e le contraddizioni di Sel dell’assessore Sassi. «Per la prima volta il Consiglio comunale ha dovuto approvare un bilancio di Fcr in rosso di quasi un milione di euro - ricorda Giovannini - Questo disavanzo è stato generato dalla politica del Pd, che ha continuato ad affidare nuovi servizi sociali a Fcr, mentre il Comune per contro ha continuato a restringere i propri trasferimenti all’azienda speciale. Invece di proporre una riforma del sistema di welfare locale, che evidentemente è pesante e che probabilmente non possiamo più permetterci, il Sindaco sostiene che eventuali “sof fe-

renze” di bilancio in nome della Comunità, non lo preoccupano: resta il fatto che le perdite vanno ripianate».

Segnalazione alla Corte dei Conti Anche rispetto al Piano programma Giovannini è t ra nchant. Rispetto all’operazione sulla cessione delle azioni Iren, «la maggioranza non ha tenuto in alcun conto il parere legale negativo, commissionato da Fcr, sull’operazione: politicamente si scaricano sull’Azienda nuovi debiti per aggirare il patto di stabilità e liberare risorse nel bilancio comunale. Tale forzatura, che pare anche in contrasto con le normative vigenti, sarà oggetto di una segnalazione alla Corte dei Conti.

Ma la ciliegina sulla torta, dopo oltre 100 anni di vita di Fcr, «è l’imposizione della Giunta Delrio alla propria maggioranza, dell’avvio della privatizzazione del magazzino, ossia il pezzo forte dell’Azienda che garantisce il realizzo di quegli utili necessari per mantenere i servizi sociali affidati dal comune all’Azienda speciale». Anche qui il giudizio politico è pesante: «Tanto per arrivare a fine mandato, Delrio e Spadoni si apprestano a “vendere la mucca” pur sapendo che senza “latte” il sistema del welfare locale ben difficilmente potrà essere sostenuto: l’eredità che lasceranno a chi li sostituirà nel 2014 non è affar loro?».

Il dibattito

nel centrosinistra La discussione politica interna al centrosinistra su questa vicenda, ricorda l’esponente leghista, «non è nuova». Nel settembre 2008 «tra i cattocomunisti sostenevano la privatizzazione, chi nell’estrema sinistra si opponeva e chi nella sinistra riformista difendeva l’equilibrio tra attività imprenditoriale e svolgimento dei servizi sociali che ha contribuito efficacemente a soddisfare tanti bisogni della cittadinanza... L’esito del voto di lunedì conferma, come già avvenuto sulle delibere riguardanti al fusione Siper-Sofiser e Passi Carrai, che la maggioranza si ferma sulla soglia dei 21 voti. Ieri la maggioranza è addirittura mancata nella votazione del Piano Programma di Fcr: 20 sì, 10 no, 1 astenuto. E

PARLA IL SINDACO Assicura alla città che non c’è nessuna volontà di cedere tutto ai privati

«L’operazione di cessione delle azioni Iren non provoca indebitamento»

I

n serata, dopo le polemiche roventi sul voto di lunedì sera, il sindaco Delrio ha ritenuto opportuno intervenire di persona per difendere qual piano industriale fortemente voluto e sul quale ha voluto un responso rapido a costo di lacerazioni. «Il tema che abbiamo affrontato in questi giorni riguarda il futuro delle Fcr e il loro sviluppo, non certo la loro privatizzazione - sottolinea - Ci aspettavamo un contributo positivo su cui incentrare il dibattito, mentre purtroppo abbiamo visto agitare solo scenari inattendibili e paure non giustificate». E soggiunge: «L’operazione di cessione delle azioni Iren non provoca indebitamento a Fcr ed è fina-

SOCIALISTI «Forte preoccupazione per l’inquietante proposta contenuta nel Piano programma Fcr di scorporare l’attività di vendita all’ingrosso dei farmaci, mediante la costituzione di una società a questo dedicata con la ricerca di un partner industriale cui cedere una partecipazione». Roberto Pierfederici, consigliere comunale socialista eletto nelle fila del Pd, così motiva la sua astensione sul complesso della delibera e sul piano programma. Una posizione che, insieme a quella di Riva (Udv) ha fatto venire i sudori freddi al sindaco perché per tutta la seduta c’è stato il rischio che mancasse il numero legale per procedere al voto. Il che sarebbe equivalso ad una sfiducia alla giunta. Rispetto all’ipotesi di scorporo del magazzino e l’ingresso di privati, Pierfederici pensa che «senza i 143 milioni di euro di fatturato ed i 6,6 milioni di euro di utile netto derivanti finora annualmente dalla

lizzata a rafforzarne il ruolo aziendale e per il welfare della città». Poi si difende delle accuse: «Stiamo affrontando in maniera seria e pragmatica il piano di rilancio dell’azienda, secondo precise linee di valorizzazione e di sviluppo. Non c’è nessuna volontà di privatizzare le Farmacie comunali, né di farle arretrare dal ruolo sociale svolto fin dalla loro fondazione quando nacquero per fornire medicine ai poveri, che erano nei primi del Novecento il 50% della popolazione». Poi specifica che è stata l’azienda presieduta dall’ex dielle Franco Colosimo - a sollecitare l’apertura del dibattito: «Un dibattito che riguarda il

futuro e abbiamo detto all’azienda di fornirci tutti gli elementi utili a prendere le decisioni che aiutino la crescita dell’azienda stessa e del suo ruolo sociale. Questo metodo di lavoro, serio, che porta a prevenire i problemi, ci ha aiutato in questi anni, con l’impegno della dirigenza, dello staff e degli operatori dell’azienda, a portare le Fcr al raddoppio dei ricavi e degli utili dell’azienda stessa». La conclusione vuole essere rassicurante: «Le trasformazioni fanno parte della storia e della crescita delle Farmacie fin dall’inizio: solo tre anni dopo la loro nascita, i medicinali venivano distribuiti a tutti i cittadini e non solo ai più poveri».

nella votazione finale della delibera: 19 sì, 4 no, 1 astenuto».

Sel divisa: Nasuti si deve dimettere? A questo proposito, per la Lega Nord è «emblematica l’assenza dell’assessore al Welfare Matteo Sassi (Sel)». Giovannini ricorda che egli nel 2008 su Fcr sosteneva: «Penso sia doveroso per un’amministrazione di centro sinistra, per i risultati che si sono raggiunti fino ad oggi in decenni di lavoro, consolidare questo meccanismo di governance dell’azienda, consolidarlo e andare avanti su questa strada, perché ogni altra scelta mi parrebbe francamente scellerata». Ed «ancora si scagliava contro i privatizzatori sostenendo che “fanno bene le forze politiche che si oppongono a questa razzia del pubblico”. Il consigliere Nasuti ha votato a favore della delibera: Sassi avrà la dignità politica di dimettersi ?».

Pierfederici motiva nuovamente i suoi timori e il perché della sua astensione

«Forte preoccupazione per l’inquietante proposta di scorporare l’attività di vendita all’ingrosso» vendita di farmaci all'ingrosso, appare molto, molto problematico continuare a garantire come Fcr gli attuali imponenti servizi assistenziali per gli anziani (centri diurni, assistenza domiciliare ecc.), per i giovani ed i cittadini portatori d'handicap». Invece, aggiunge, «le gloriose e centenarie Fcr debbono invece poter continuare a svolgere appieno la loro missione sociale, come fatto in questi ultimi cento anni da quando furono volute dagli amministratori socialisti». Per il socialista, comunque, il Piano programma non è tutto da buttare: «Condivido le cautele e le garanzie per le Fcr relative alla vendita di azioni Iren, connessa alle imprescindibili esigenze di bi-

lancio del Comune, ed anche condivido i buoni propositi di riorganizzazione dei servizi sociali erogati da Fcr su mandato del Comune». Infine il consigliere socialista promette che nei prossimi mesi continuerà la sua attenzione sul presente ed il futuro di Fcr «in modo che le stesse non vengono portate fuori dalla strada maestra» e conclude: «In ogni caso sarà il Consiglio comunale a decidere sulla potabilità del piano di fattibilità, che si è voluto decidere di varare e che comunque deve essere steso da professionisti indipendenti e non "orientati" a priori verso determinate direzioni, tenendo ben presente i contenuti del significativo ordine del giorno approvato».


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Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 - 07 - 2011

REGGIO EMILIA - Informazione EL GIORNO «L

’avevo detto che votavo contro se non spostavano, come ho chiesto, la votazione a settembre per verificare se all’interno della maggioranza di cui faccio parte c’era possibilità di trovare un accordo. Ma c’è stata fretta di approvare». E’ molto sereno e contento della propria coerenza politica Matteo Riva, il capogruppo dell’Ivd che ha rischiato di far saltare l’operazione Fcr. Perché il voto contrario? Le Fcr sono una azienda che fino al 2010 l’azienda ha prodotto utili con i quali si sono pagati i servizi sociali e assistenza; quest’anno presentano il primo bilancio in perdita e nonostante ciò si è deciso fare un’operazione un po’ spregiudicata come quella della azioni Iren che

MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2011

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L’INTERVISTA Riva (Idv) rivendica la propria coerenza e mette in dubbio quella di altri

«Una operazione miope»

Far entrare i privati «è ammettere di essere incapaci a gestire Fcr» comporta un indebitamento con le banche. Io ho suggerito di far diversamente, ma si è scelto di fare così per aggirare il patto di stabilità e avere in cassa disponibilità liquida per il Comune. Io a inizio anno avevo detto che Fcr poteva acquistare un immobile che il Comune dismetteva, e usarlo come sede, che sarebbe rimasto un patrimonio. Mi risposero che non ce

n’era bisogno. Adesso trovo nel Piano operativo che l’azienda ha bisogno di comprare un immobile. Dunque o non mi è stata detta la verità, o c’è qualcosa che non va... E poi si va a creare un debito con le banche e si vanno a pagare interessi passivi per comprare qualcosa con un’azienda 100% pubblica che fino ad oggi non ha avuto un euro di debiti... Anche la cessione eventuale del magazzino non le piace? Quando in una azienda vuoi vendere il core business, il ramo che funziona e produce utile, significa che vuoi smantellare. E per chi amministra l’azienda è una ammissione di incapacità a stare sul mercato. Io avevo suggerito di cercare di posizionarsi meglio sul mercato: in regione copriamo il 25%, a livello nazionale lo 0,6%. Avevo chiesto di fare in modo che l’azienda si attrezzasse per avere risorse umane e organizzative, i manager adeguati, per aumentare le quote di mercato. La risposta? Mi si dice “cerchiamo un partner che è capace di farlo”. E’ una chiara ammissione di non essere capaci di amministrare Fcr. E’ contro le privatizzazioni? Questa è un’azienda da socialismo reale al 100%: ma è una realtà comunista, poi del Pds, Ds, Pd... che hanno fatto bene.

E non capisco perché bisogna annullare qualcosa di buono che è stato fatto. Chi compra? Chi compra un pezzo magazzino garantirà i livelli occupazionali e lo stesso livello di servizi sociali? Chi entra vorrà comandare e guadagnare: chessò, prenderà il 70%. Il Comune prenderà gli utili sul solo 30% e non riuscirà certo a mantenere gli standard attuali che ha incassando il 100% degli utili... a meno che il privato non garantisca un aumento dei guadagni tale da compensare la quota ridotta del Comune... Mi stupisco di Sel, piuttosto: votano sì dicendo che non è una privatizzazione. Ma intanto danno mandato di spendere soldi pubblici per ingaggiare un consulente che deve valutare come fare la cessione del magazzino... Quale è il giudizio politico? Questa è una operazione miope: e fatta ora significa dire che tutto quello che abbiamo fatto in questi 7 anni di mandato di Delrio in termini di welfare è sbagliato. Queste scelte si fanno all’inizio di un mandato, non alla fine: chi verrà dopo cosa troverà? Come si organizzerà il welfare? C’è un partito trasversale della spesa, che ha vinto: io avrei preferito operare prima dei tagli sugli sprechi, poi ragionare eventualmente sul cosa si può vendere... L’Idv è ancora in maggio-

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ranza? Mi è stato ricordato, in aula, e anche che abbiamo l’assessore al Bilancio... Ma l’Idv non sta in maggioranza per scaldare la poltrona. Se vogliono portare avanti la minaccia, facciano fare le valige all’assessore ma noi non rinunciamo ai nostri valori e ai nostri principi. C’è chi si è ammorbidito, col tempo... A fine 2008 io e Fantini votammo con tutto il consiglio un odg che impegnava a mantenere Fcr pubblica 100%. Cosa è cambiato da allora? Il quadro normativo è identico, la situazione è la stessa? E allora? Io sono coerente. Gira voce che siano le cooperative a voler entrare nel business.. Sì ci sono voci, che prendo come tali, che prevedono l’acquisito della sede dell’ipercoop Ariosto in cambio di altro. Io spero che i fatti smentiscano le voci altrimenti vorrebbe dire che dietro a tutto ci sarebbe un disegno di qualcuno che vuol fare un favore a qualcun’altro con il patrimonio pubblico. Lei è spesso un libero battitore. Su questa partita è in sintonia con l’Idv? Sono senza tessera, mi sono candidato quando il partito ha aperto alla società civile con i De Magistris e le Sonia Alfano. Non ho concordato la mia posizione con il partito, ma ho ri-

cevuto le congratulazioni... Lei è sempre un po’ rompiscatole... Votando contro ha voluto fare pesare la presenza dell’Ivd in vista di un eventuale rimpasto autunnale? In diverse occasioni ho chiesto unità e per questo ho domandato di rinviare il voto. A metà mandato Delrio avrebbe intenzione di mettere a punto la giunta. Sarà l’occasione di affrontare nodi politici. E questo rompiscatole che è anche piuttosto responsabile ha permesso assieme ad altri 20 voti determinati di far passare la delibera sui passi carrai o quella sulla fusione Siper-Sofiser, sennò la maggioranza non c’era. E ieri avrei potuto staccare la scheda e far saltare la votazione, ma siccome sono in maggioranza ho deciso di votare contro. Mentre ero in bagno a fare pipì, un consigliere del Pd è venuto a bussare e a chiamarmi in aula sennò sarebbe mancato il numero legale... La politica è anche una questione di sensibilità divergenti di forze minori come l’Idv che devono essere tenute in maggior conto. In politica contano le idee ma anche i numeri. Delrio se lo ricorderà fino al 2014. (f.c.)


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REGGIO EMILIA - UnitĂ 

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PIACENZA - Cronaca

lettere e interven

La Cronaca di Piacenza lettere-piacenza@cronaca.it

M ERCOLEDÌ 27

Idv, la Lega difende Ghilardelli e la butta in caciara Caro direttore, la Lega Nord la butta sempre in caciara per evitare di fare chiarezza sulle vicende in cui, di volta in volta, viene coinvolta. Leggendo la replica della segreteria provinciale della Lega Nord piacentina all’intervento del coordinatore cittadino dell’Italia dei Valori Athos Zanetti, che aveva posto il tema del sindaco leghista di Ziano, Manuel Ghilardelli, il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta sulla P4, si capisce subito, già dalle prime battute, dove gli esponenti del Carroccio vogliano parare. La tattica è chiara: far finta di non capire e buttarla in caciara al fine di spostare il punto della questione. Il problema non è, o meglio non è soltanto la presenza dei partiti all’interno degli organi di amministrazione delle partecipate, perché questa è un’ ovvietà. Una realtà che a molti a ragione non piace ma che per il momento tale è. Il problema è un altro e ben più sostanzioso e riguarda il “sistema” di nomine messo in atto da Marco Milanese, l’ex collaboratore del ministro Tremonti, fatto emergere e reso pubblico dall’inchiesta sulla P4 (quella per cui è stato arrestato, per il momento, Alfonso Papa). Il problema posto dall’Idv non riguarda la presenza di Ghilardelli nel cda di Oto Melara, riguarda il fatto che quel nome figurava a penna su uno dei pizzini dell’on. Milanese con a fianco scritto Lega. Considerate le accuse che i magistrati hanno mosso all’on. Milanese e per il quale è stata addirittura avanzata una richiesta di arresto, ovvero quello di aver creato una sorta di mercato delle nomine pubbliche (nomina in cambio di qualcosa), figurare in una delle sue liste non è la cosa più normale del mondo e che a livello politico vengano sollevati dubbi e richieste spiegazioni, come ha fatto l’Italia dei Valori, è quasi un dovere. Certamente è vero che ci sono

rappresentanti dell’Italia dei Valori che sono attualmente presenti nei cda di partecipate da comuni, province o regioni, ma la differenza sta nel fatto che questi incarichi sono stati discussi con e assegnati da Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di regione, e non con l’on. Marco Milanese scrivendoli a penna su un foglietto. Inoltre, proprio come per le province, l’Italia dei Valori ha assunto una posizione ben precisa, ovvero propone la drastica riduzione dei posti all’interno delle partecipate pubbliche, nel quale oggi si accomodano circa 120.000 persone per un costo di circa 2,5 miliardi di euro, attraverso la sostituzione dei cda con la figura dell’amministratore unico che assicurerebbe ben 2 miliardi di risparmio. In merito non ci risulta che la Lega sia favorevole, né che tanto meno sul tema abbia una posizione chiara. E’ per questo che a chi come l’Italia dei Valori solleva una questione talmente precisa da essere quasi chirurgica, risponde alzando un polverone nel quale mischia incarichi politici come quello di assessore nella giunta regionale, in quanto parte della coalizione di governo, contratti di lavoro e nomine nelle par tecipate. Pur troppo questo polverone serve solo a coprire la realtà di un partito che, nato come protesta nei confronti della prepotenza e dell’arroganza della politica, ora non solo è stato inglobato in quel sistema, ma ne è addirittura uno degli architrave. segreteria provinciale Italia dei Valori

Lega, la Regione dà 1 milione di euro ai nomadi Caro direttore, ancora una volta i futuri interessi elettorali del centrosinistra hanno la meglio sulle reali esigenze dei cittadini emiliano e romagnoli. La legge finanziaria regionale destina, infatti, 1 milione e 90mila euro alle politiche abitative e alla rea-

MIGLIORA-MENTI

lizzazione di strutture di accoglienza per i nomadi, una scelta incomprensibile alla luce delle tante emergenze che affliggono il nostro territorio. Il Gruppo consiliare della Lega Nord (a firma dei consiglieri Mauro Manfredini, Roberto Corradi, Manes Bernardini e Stefano Cavalli) ha presentato un emendamento per dirottare quei soldi sul capitolo di bilancio “Lavori d’urgenza e provvedimenti in casi di somma urgenza”, ma la Giunta Regionale di centrosinistra lo ha immediatamente bocciato. Se la proposta del Carroccio fosse stata accolta i nostri Comuni (specie quelli montani e quelli delle zone disagiate) avrebbero avuto 1 milione e 90.000 euro in più per la manutenzione delle strade, per migliorare la viabilità e per affrontare le emergenze dovute al dissesto idrogeologico. La maggioranza che governa in Regione ormai da 40 anni ha preferito evidentemente utilizzare risorse pubbliche per alimentare un progetto che, alla luce anche delle recenti dichiarazioni dell’Assessore Teresa Marzocchi, appare ormai chiaro: q u e l l o d i c o n c e d e r e i l vo t o a i

METEO

VIABILITA’ STRA E’ iniziato per conclu patibilmen condizion logiche entro venerdì primo stralcio di lavor tenzione straordinaria genziale sud. Gli inter resseranno il tratto tra della Galleana e via Tu

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QUALITA’ DELL’A

Estate sottotono sino a fine mese. Oggi, al nord, al via la nuova fase instabile con nuvole, piogge e temporali. Clima più fresco. Domani, al nord-ovest, ancora tempo instabile. Migliora in serata con schiarite. Fresco. Venerdì, al nord-ovest, temporaneo miglioramento. Lieve rialzo termico.

250.000 stranier i che vivono in Emilia-Romagna, un bacino elettorale che il centrosinistra non perde

Lunedì, Oz dia 8 ore) e soglia a Pia (Parco Mo co), Lugag Cortebrugnatella e Bes Pm10 entro la soglia in stazioni di rilevamento

occasione di alimenta purtroppo, dei cittadini gruppo regionale

LOTTO e SUPERENALOTTO - Estrazione del 26/7/2011 Bari

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Nazionale 36

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SUPERENALOTTO Prossimo Jackpot 45.800.000 eu CONCORSO n.89 di Martedì 26/7/

COMBINAZIONE VINCENTE 6 - 38 - 50 - 63 - 65 - 74 numero jolly 11 - SuperStar nessuna nessuna 7 840 37.964

QUOTE SUPERENALOTTO "punti 6" "punti 5+" "punti 5" 57 "punti 4" "punti 3"

nessuna 5 167 2.874 20.313 45.240

QUOTE SUPERSTAR "5 stella" "4 stella" 48.01 "3 stella" 2.12 "2 stella" 10 "1 stella" 1 "0 stella"

consigli di un life-coaching per il miglioramento personale

Tipologie maschili (Il cerebrale-II) Codice del linguagg io del corpo Si tengono a una certa distanza fisica da noi e non amano chi gli si pone troppo vicino, ossia a meno di 60 cm. Non amano essere toccati, se non hanno con noi una buona confidenza, si sentono invasi, aggrediti. Danno una mano distaccata, non stringono mai e tendono a tenere il braccio teso mentre la danno. Non sono molto coordinati, anzi a volte sono un po’ imbranati nei movimenti. A volte possono inciampare, perché sono distratti dai loro pensieri. Preferiscono concerti, mostre, film, conferenze, a eventi mondani, feste e serate in discoteca. Evitano di stare al centro dell’attenzione; in una festa sono appoggiati alle pareti dove c’è meno gente. Esternamente appaiono spesso scostanti o contratte, a volte danno addirittura l’impressione di essere irrigidite: il loro corpo ricorda materiali duri come la pietra, il vetro o l’acciaio. Vivono chiuse in se stesse e verso l’esterno mostrano una freddezza di fondo. Sono come surgelate, la loro energia è nascosta in profondità, di essa solo una piccola parte esce

LU

verso l’esterno: il blocco energetico più importante, in persone di questo tipo, è quello che interrompe il flusso fra testa e corpo. Infatti è localizzato nella zona compresa fra la base del cranio, la nuca e il collo. Avendo poco contatto col corpo possono essere poco sensibili al dolore e restare a digiuno senza sentire i morsi della fame. Il ricercatore che resta in laboratorio giorni e giorni senza mangiare e dormire. O lo scrittore che non si alza prima di aver terminato il capitolo. I rapporti personali possono essere insoddisfacenti, benché essi anelino, nel profondo, all’intimità e all’unione con gli altri. Spesso si comportano in modo prudente, diffidente e spesso vengono considerati persone difficili o strambe. Possono avere i piedi che divergono verso l’esterno ( fuga nel mondo di fantasia). Codice facciale Evitano lo sguardo, soprattutto se li fissiamo in maniera insistente, in alcuni casi invece sembra che tengano il nostro sguardo, ma in realtà i loro occhi guardano al di là di noi, allucinano un’immagine mentale, si assentano dal contesto cioè. Il viso è poco mobile, a volte può sembrare abbiano una maschera, in altri casi hanno invece

una mimica esagerata, dove l’espressione del viso non corrisponde, però, all’emozione che stanno provando. Il volto può essere abbastanza asciutto e la fronte ampia. Possibile miopia o astigmatismo. Come trattarli Non guardare fisso, non stare troppo vicino, non toccare se non abbiamo confidenza. Mantenere una certa distanza (più di 50 cm) quando ci relazioniamo a questo tipo. Quando gli diamo la mano, evitiamo di tirarlo verso di noi, o di stringere troppo. Non facciamo domande troppo personali. Usiamo formule espressive non troppo dirette.

Rosario Alfano Programmatore neuro-linguista e life-coaching Visita il sito: www.comdue.com Contattalo al 328 04 51 732. Se vuoi che Alfano risponda a un tuo quesito tramite il nostro giornale, invia una e-mail a: info@comdue.com, oppure invia una lettera a: COM2 srl, via Conciliazione 47/f 29100 Piacenza

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LIBERTÀ

27 luglio 2011 Rassegna Stampa Emilia Romagna del 27 Mercoledì - 07 - 2011

PIACENZA - Libertà modello in regione»

«Le nostre aziende legano sempre di più i risultati e e investono convinte sulle nuove generazioni»

osto a tutta l’assoi industriali piacenalità del loro lavoro. aziamento particoidente uscente Seral neoeletto Emilio ia nomina testimoa apprezzati e ascolBologna”. à di “Politiche induema non semplice, n questo momento a livello economio. “Cercherò di fare er onorare una caritante – spiega Ratti to analizzando il atto dai miei predecora presto per dire te cosa metteremo sicuramente non o attenzione e sehiamati a mettere a di tutti gli associati

le nostre capacità e le nostre esperienze, ovviamente lo scambio di idee e di esperienze sarà molto utile per aiutare a risolvere i problemi e trovare soluzioni nuove per il rilancio”. Da Piacenza cosa porterà con sé? “Credo che il modello seguito dalla Confindustria provinciale e dai suoi imprenditori sia molto moderno, potrebbe essere un esempio a livello regionale. Nella mia azienda, come in tantissime altre, stiamo sempre più legando i risultati di impresa alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza, all’innovazione. Questo patrimonio mi accompagnerà a Bologna, al pari della convinta volontà di investire sulle nuove generazioni. Punti che Giglio, Bolzoni e gli altri associati piacentini conoscono molto bene”.

o a gettare a terra ggetti e sono fugvranno avuto 18 Ci siamo spavenhanno messo le addosso per due tte che valevano uro l’una. E’ inile. E’ la prima he succede una el genere in quee nel nostro ne-

Non è frequente che avvengano rapine in questa zona ed è altrettanto insolito che un reato del genere venga compiuto da due giovani piacentini. Per trovare un precedente, non di una rapina a un negozio, bisogna tornare indietro al gennaio 2010 quando un uomo in sella a una bici inseguì due ragazze sui 23 anni partendo da via Garibaldi e arrivando fino in via Mazzini dove le due furono rapinate della borsetta e di un cellulare con un coltello.

nclude: «Stiamo ma scriva, per faon provino più a ché siamo arrabiene».

Michele Rancati

Referendum acqua, critiche a Reggi

■ (mir) Referendum sull’acqua, fuoco incrociato sul sindaco Roberto Reggi. Ad aprire le ostilità il coordinatore provinciale dei giovani dell’Italia dei valori Andrea Fossati, il quale ribatte al primo cittadino che aveva affermato come la battaglia dell’Idv per l’abolizione immediata del balzello del 7% sulla bolletta sia poco concreta: “Non si tratta di apparenza ma di sostanza: chiedere ai sindaci che fanno parte dell’Autorità d’ambito di eliminare da subito quella sovrattassa del 7% è del tutto legittimo. Questo rincaro, che tutti noi cittadini paghiamo con la bolletta, serve alle aziende per trarre profitto dalla vendita di un bene comune come l’acqua”. Dall’altro fronte, piovono su Reggi le critiche di Marco Civardi (Pdl): “A giocare col fuoco, spesso ci si scotta. Lo sta sperimentando sulla sua pelle il sindaco, che dopo aver sostenuto per mere ragioni di opportunismo politico, di populismo e demagogia propagandistica i referendum dello scorso giugno (compreso quello sulla Pertite), è rimasto da queste inesorabilmente schiacciato. Sull’acqua pubblica, Reggi e il Pd, con Bersani buon maestro, hanno sostenuto strenuamente il Sì solo per poter dire che il vento è cambiato contro Berlusconi, ma non accorgendosi che quel vento sta invece portando via loro e la loro sventata demagogia. Oggi, i nostri prodi (con p maiuscola o minuscola è lo stesso) si trovano a dover tamponare le richieste dell’Italia dei valori, tacciandole a loro volta di demagogia e populismo”.

Paolo Pergolizzi

ia alle selezioni

cui quindici con borsa di studio

on spirito propositia trascorrere un pedio all’estero e, so-

▼DA PDL E IDV

approfondimento e un’integrazione di conoscenze che rinviino sia agli aspetti scientifici-pro-

anche come prerequisito per l’inserimento nel mondo del lavoro. Ad oggi sono 31 i dottori di ricerca di Agrisystem e 59 i dottorandi. La percentuale occupazionale entro i primi 6 mesi dal conseguimento del titolo è pari al 94%. Coordinata dal prof. Romeo Astorri (Preside della Fa-

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PIACENZA - Libertà

Troppe esternazioni di senso contrario

Ma quante facce ha la Lega Nord? Banderuola, non partito di governo di SAMUELE RAGGI*

Q

uante facce ha la Lega? Bossi è al Governo con Berlusconi, Tremonti e Romano retto da una maggioranza che comprende Papa, Milanese e Cosentino o no? Non è dato proprio capirlo visto che la Lega sembra, date le dichiarazioni giornaliere dell Senatur, più una schizofrenica banderuola che un partito di governo. Le ultime giravolte politiche del leader padano sono infatti da parco divertimenti. Bossi a Podenzano ha dato prova di questa sua politica da montagne russe con due o tre sparate delle sue che, si immagina, saranno valide ieri ma già vecchie oggi. Bossi, qua nel piacentino, ha infatti messo in soffitta la devolution e il federalismo dicendo di preferire la secessione. Ha detto anche di volere ridurre i costi della politica ma in parlamento ha votato (assieme al Pdl) contro la proposta di legge dell’Italia dei Valori per cancellare le Province. Vorrebbe ridurre il numero dei parlamentari, ma non risulta che nulla sia stato fatto in questi ultimi anni dalla Lega per ridurne il numero.

Bossi ha inoltre archiviato il cappio giustizialista mostrato durante Tangentopoli da un vivace leghista della prima ora come Luca Orsenigo. Prova ne è l’atteggiamento da pokerista adottato nei confronti della richiesta di arresto che i magistrati (e non la sinistra) hanno spedito alla Camera per Alfonso Papa. Un uomo che sarebbe andato subito in galera se fosse un uomo qualunque e non uno della casta se la legge fosse davvero uguale per tutti. Su Papa prima Bossi ha detto «no all’arresto»,poi ha detto «Papa in galera»,poi ancora,da ultimo ma non per ordine di importanza perché può darsi che cambi ancora idea, ha detto «sì all’arresto». Questo cambio continuo di fronte di Bossi si può interpretare solo come una «ammuina» più orientate ad ottenere qualche poltrona in più da ministro o da sindaco di Piacenza per qualcuno dei suoi. Del resto cosa altro potremmo aspettarci da questi padani che occupano il loro tempo con le ronde o a fare traslocare i ministeri verso il nord piuttosto che affrontare i problemi reali del Paese? *Consigliere provinciale Italia dei Valori

L’ANGOLO DI OR

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Vorrei ricordare alcuni insegna- la cultura di riferimento) per fare menti di Gesù, come sono stati in- la guerra o per ammazzare altri siterpretati in quella grandiosa ma- mili. nifestazione dello Spirito Santo Poi all’interno delle diverse reliche è stata il “Concilio Vaticano II” gioni Emilia vi sono differenze abissali. Rassegna Stampa Romagna del per la Chiesa Cattolica cui inde- Non sto a dire che tutte le religiognamente appartengo e vorrei ni sono uguali,intendiamoci bene, che tale dissociazione venisse an- perché so che non è così. che dalle comunità protestanti La concezione dei rapporti upresenti sul territorio della nostra mani nel Buddismo è più simile alprovincia. la nostra di quella dell’islam, ad eGesù è venuto a rivelare al mon- sempio.La non violenza dell’induido che l’amore di Dio è per tutti in- smo e del buddismo è più vicina dipendentemente dalla loro reli- alla nostra concezione di quella gione. L’episodio della guarigione della Jihad islamica. Ribadisco della figlia del centurione romano però che il Dio cui gli uomini si riè un esempio di questo.San Paolo volgono è lo stesso e che quindi è nel famoso “discorso sul Dio igno- assurdo uccidere in nome di Dio.

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Il documentario al Bobbio Fil

Un filo rosso ch unisce donne d e di oggi a Velei di JONNE BERTOLA

E

trebber stravag bellezza Sono "luogo" fondam re nella scrizion un’anim vuol far trovare. filmato to prop l’anima tempo c tuetta c voglia d rimand Viaggio leia.

ra solo un’anteprima, una piccola visione pomeridiana nell’ambito del Bobbio Film Festival. Però questo Viaggio a Veleia proiettato sabato scorso al cinema Le Grazie, ha lasciato il suo segno.Credo che l’idea avvincente del filmato, girato dagli allievi del corso di video-documentari in siti archeologici ideato da Pier Giorgio Bellocchio e Paola Pedrazzini, stia nell’aver scelto come filo conduttore le donne.Donne di Veleia,donne a Veleia. Eroine del mito greco, ma anche toste signore di oggi: Cassandra e Medea portate in scena da Elisabetta Pozzi e Maddalena Crippa nell’antico Foro,ma anche la exdirettrice di banca che si è ritirata a vivere qui per quel "qualcosa" di unico che c’è nell’aria o che forse,di- PUNT ce, sale dalla terra. Donne separate tra loro da qualche millennio di storia,ma qui unite da un filo rosso che si dipana a partire dall’immagine di una statuetta femminile di epoca vid romana che pare venire alla luce fo dalla polvere del tempo proprio nel ba momento stesso delle riprese. E’u- rie deve na figura che ha in sè qualcosa di andarci raro, una sensualità così piena di cendo a grazia e di armonia naturali che po-

Alte

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AGENZIE

(ER) COMUNE REGGIO. FCR, OK A PIANO INDUSTRIALE MA IDV SI SFILA RIVA VOTA CONTRO OPERAZIONE MAGAZZINO E AZIONI IREN (DIRE) Reggio Emilia, 26 lug. - Via libera, a Reggio Emilia, all’approvazione in Consiglio comunale dei bilanci e del piano industriale delle Farmacie comunali riunite. Nonostante le resistenze della maggioranza (l’Idv ha votato contro e il Psi si e’ astenuto) e il ‘no’ delle opposizioni, l’assemblea della citta’ Tricolore ha approvato nella tarda serata di ieri i bilanci consuntivo e preventivo dell’azienda partecipata e il piano di sviluppo fino al 2013. Il voto registra quindi una crepa nella maggioranza che sostiene il sindaco Graziano Delrio, con il consigliere Matteo Riva (Idv) che e’ passato dalle parole di qualche giorno fa ai fatti e si e’ schierato contro la delibera. Nel merito, due i temi piu’ rilevanti e dibattuti del piano programma 2011-2013: il percorso di valutazione, basato su uno studio tecnico di fattibilita’ (pre-advisory) per l’eventuale individuazione di un partner industriale privato per il ramo aziendale magazzino, e la cessione di azioni Iren del Comune a Fcr, per un valore di 10 milioni di euro. Secondo l’Idv queste operazioni avrebbero determinato, rispettivamente, una sostanziale privatizzazione dei servizi, e un eccessivo indebitamento per l’azienda. (SEGUE) (ER) COMUNE REGGIO. FCR, OK A PIANO INDUSTRIALE MA IDV SI SFILA -2(DIRE) Reggio Emilia, 26 lug. - L’assessore ai Progetti speciali Mimmo Spadoni, sul punto del magazzino ribatte: “Nessuno vuole dismettere, ma al contrario vogliamo consolidare Fcr perche’ sia in grado di competere nel mercato e continui ad erogare servizi di qualita’ per il welfare. Serve un’analisi che consenta di fare chiarezza sulle pur presenti incertezze normative e di mercato, per assicurare un futuro solido”. Sul secondo punto invece, le azioni Iren cedute da Comune a Fcr per un valore di 10 milioni di euro, Spadoni sottolinea che “l’amministrazione non scarica la patata bollente dei debiti su Fcr, ma al contrario mette Fcr in condizioni di avere risorse per erogare servizi sociali acquisendo azioni redditizie. Si tratta di un’operazione a saldo di segno piu’ per l’azienda, che ne viene rafforzata. L’operazione consente inoltre al Comune puo’ abbattere il proprio debito. Non si tratta di aggiramento del Patto di stabilita’. Questo e’ nei fatti, non nella polemica”.

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AGENZIE Per consentire l’operazione pero’ sono necessarie modifiche allo statuto aziendale. In ogni caso le parti si sono dotate di una sorta di “paracadute”, con un accordo previsto entro il mese, in cui si affermerebbe che “eventuali sostanziali decrementi di valore delle azioni o minusvalenze in caso di cessione delle azioni siano affrontati dall’amministrazione comunale, mediante operazioni di patrimonializzazione, anche con eventuale apporto di ulteriori azioni Iren”. (SEGUE) (ER) COMUNE REGGIO. FCR, OK A PIANO INDUSTRIALE MA IDV SI SFILA -3(DIRE) Reggio Emilia, 26 lug. - Il consuntivo 2010, altro documento approvato, chiude per la prima volta con un disavanzo di 900.000 euro circa determinato dal calo dei trasferimenti annuali del Comune all’azienda per la gestione del contratto di servizio, scesi dai 3,4 milioni di euro del 2009 a 1,8 milioni di euro del 2010 a causa dei tagli imposti dalla manovra del governo agli enti locali. Il bilancio preventivo 2011 evidenzia invece un risultato sostanzialmente in pareggio, con un utile di 16.000 euro circa. (ER) REGIONE. BARBATI (IDV): CONTRARI NON A NOE’ MA ALL’UDC GALLETTI: DA PD, DIPIETRISTI, SEL E LEGA NORD UN PESSIMO ESEMPIO (DIRE) Bologna, 26 lug. - L’Idv esprime “grande soddisfazione” per l’istituzione della commissione sulle pari opportunita’ che oggi entra in funzione con l’elezione della presidente Roberta Mori (Pd). Liana Barbati capogruppo dipietrista in Regione ricorda l’impegno del suo partito a favore dell’istituzione della commissione e perche’ “avesse un forte carattere di novita’ rispetto al passato”. Questo perche’, aggiunge, “oggi non si puo’ piu’ restringere il campo delle pari opportunita’ alla questione dei diritti delle donne, che pure rimane e va risolta, ma si deve avere un respiro piu’ ampio che comprenda in pieno il tema dei diritti e delle liberta’ civili, solo cosi’ e’ possibile dar vita ad uno strumento che possa incidere davvero sui problemi che riguardano tanti cittadini”. Quanto al ‘no’ dell’Idv alla candidatura di Silvia Noe’ (Udc) alla presidenza della commissione, “ci siamo dichiarati contrari non per la sua connotazione cattolica, dal momento che cattolici e cristiani lo siamo in tanti ed io per prima, ma per motivi politici che ci portano a considerare un esponente dell’Udc non adatto a guidare una commissione sulle pari opportunita’. Questa


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AGENZIE commissione non e’ affatto istituzionale, ma e’ politica perche’ il tema delle pari opportunita’ e quello dei diritti e delle liberta’ civili segna una delle principali linee di frattura della politica attuale”. E l’Udc che “ha assunto posizioni ben precise a livello nazionale e locale, come dimostra anche la posizione sulla legge che contrasti l’omofobia, a cui ha presentato una pregiudiziale di costituzionalita’” che per i dipietristi sono “incompatibili con la guida di una commissione che nello svolgimento della propria attivita’ affrontera’ questioni eminentemente politiche”.(SEGUE) (ER) REGIONE. BARBATI (IDV): CONTRARI NON A NOE’ MA ALL’UDC -2(DIRE) Bologna, 26 lug. - Immediata la replica dal fronte casiniano. Il deputato Gianluca Galletti parla di “brutto giorno per l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna: col voto di questa mattina sulla presidenza della commissione Pari opportunita’, Pd, Idv, Sel e Lega hanno dato un pessimo esempio attuando una vera e propria discriminazione nei confronti di Silvia Noe’ che, per storia personale e politica, aveva tutti i requisiti per poter guidare quella commissione”. Il Pd in Emilia-Romagna ha dunque scelto di “assecondare la sinistra estrema sacrificando il dialogo con il centro cattolico moderato e riformista. Non rimane che augurargli buona fortuna”. Con Mori si complimenta invece la presidente del Consiglio comunale di Bologna, Simona Lembi: “Mi congratulo per l’elezione ad un incarico cosi’ importante” dice a Mori rivolgendole “i migliori auguri di buon lavoro sicura che ci saranno molte occasioni per una reciproca e feconda collaborazione”. Gioisce anche il consigliere regionale Pd Thomas Casadei. “Grazie al bel lavoro svolto nella commissione Statuto e Regolamento con il contributo di tutti si e’ riusciti a portare a sintesi le proposte di istituzioni, associazioni femminili, mondo del lavoro e istituire un organo che rafforza gli strumenti anti-discriminatori e per la parita’ di genere in Emilia-Romagna, ma con uno sguardo ampio”. Casadei sottolinea che la nuova commissione “costituisce un unicum nel panorama delle Regioni, in piena sintonia con quel rinnovato protagonismo femminile che si sta esprimendo con forza in tutto il Paese e a cui anche tutti gli uomini devono attivamente collaborare con spirito cooperativo e solidale”. E’ un “nuovo e innovativo strumento fondamentale per compiere quel necessario salto culturale affinche’ le liberta’ femminili siano le liberta’ di tutti”.

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AGENZIE (ER) ENERGIA MODENA. RIVARA, DA REGIONE NO DEFINITIVO AL PROGETTO OK UNANIME ALLA MOZIONE; MUZZARELLI: RESTIAMO CONTRARI (DIRE) Modena, 26 lug. - L’Emilia-Romagna non autorizzera’ nessuna ulteriore ricerca per la realizzazione dell’impianto di stoccaggio del gas a Rivara, nel modenese. Lo ha stabilito oggi l’Assemblea legislativa regionale approvando all’unanimita’ una risoluzione presentata dal Pd, Sel-Verdi, Idv e Fds, in cui, tra le altre cose si ribadisce che l’impianto “non rientra nelle strategia dell’Emilia-Romagna e non e’ una scelta prevista nel nuovo programma triennale di attuazione del Piano energetico regionale”. A sostegno della risoluzione, Palma Costi (Pd) ha ricordato che, nonostante le conclusioni della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via), secondo cui “non e’ al momento possibile esprimere un parere di compatibilita’ ambientale per il progetto”, il ministero dell’Ambiente, pur non avendolo approvato, ha comunque investito della questione il ministero dello Sviluppo Economico, a cui avrebbe affidato la responsabilita’ di approvare un eventuale programma di ricerca per l’accertamento della fattibilita’ di stoccaggio. A questo proposito, la consigliera ha ribadito che il progetto poteva essere rigettato in modo definitivo, senza procedere per la seconda volta ad ulteriori accertamenti, in quanto “nessun approfondimento potra’ escludere la possibilita’ di riattivazione dell’attivita’ tettonica naturale comprovata in zona”.(SEGUE) (ER) ENERGIA MODENA. RIVARA, DA REGIONE NO DEFINITIVO AL PROGETTO -2(DIRE) Bologna, 26 lug. - Nella risoluzione, in cui e’ stato inserito un emendamento (approvato dall’aula) sottoscritto da Mauro Manfredini (Lega) ed Andrea Leoni (Pdl), si impegna quindi l’esecutivo regionale a sollecitare il ministero dello Sviluppo economico per il rispetto rigoroso di quanto previsto dalla normativa in tema di autorizzazione dei programmi di ricerca per l’accertamento della fattibilita’ dello stoccaggio in unita’ geologiche profonde e a chiedere allo stesso ministero, “alla luce dei dati scientifici evidenti”, di non rilasciare l’autorizzazione del programma di ricerca. Altro impegno chiesto alla giunta e’ quello di attivarsi in tutte le sedi per ribadire la propria competenza legislativa in materia, rigettando la revisione dell’articolo 117 della


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AGENZIE Costituzione che riconduce sotto esclusiva potesta’ legislativa nazionale il tema dell’energia e della sua disciplina. Hanno espresso contrarieta’ al progetto di deposito anche Mauro Manfredini (Lega), che ha ricordato tuttavia che, in una recente risposta ad un’interrogazione parlamentare sul tema, il ministero “si e’ espresso chiaramente, dichiarando chiusa la questione”, che rimane in capo al presidente della Regione, a cui spetta “l’onore e l’onere” di decidere. Un ‘si’’ convinto alla risoluzione e’ arrivato anche da Giovanni Favia e Andrea Defranceschi (M5s). I consiglieri modenesi Andrea Leoni ed Enrico Aimi (Pdl) hanno ribadito il ‘no’ al progetto di fronte all’assenza di sicurezza che ad oggi non risulta garantita da evidenze tecnico-scientifiche. ‘No’ convinto e sostegno alla risoluzione anche da Liana Barbati (Idv), preoccupata per un nuovo procedimento di ricerca. L’assessore alle Attivita’ produttive, Gian Carlo Muzzarelli, infine, ha ribadito che il parere della giunta su Rivara “e’ stato, e’ e restera’ negativo”. (ER) FEDERALISMO. MURA: FALLIMENTO, CALDEROLI METTE MANI AVANTI (DIRE) Roma, 26 lug. - “Una riforma che entra a regime tra 30 anni e’ una non riforma, ma piuttosto e’ un qualcosa che e’ piu’ vicina alla mitologia che alla realta’. Sostenendo che il federalismo fiscale si iscrive in un ottica trentennale il ministro Calderoli non fa che mettere le mani avanti ben sapendo che la manovra economica del governo, come sostenuto dagli enti locali ha di fatto ucciso in culla quella che doveva essere la riforma epocale della Lega”. Lo dichiara Silvana Mura, deputata dell’Idv. (ER) REGIONE. TORRINI-BONETTI: FINALMENTE IL PD GETTA LA MASCHERA MA MURA: VOTO UDC A ROMA SU OMOFOBIA PROVA INCOMPATIBILITA’ NOE’ (DIRE) Bologna, 26 lug. - “Se sei una donna impegnata in politica che difende concretamente i diritti e le opportunita’ per le donne che lavorano, per le mamme e le madri di famiglia, per le giovani che si stanno faticosamente costruendo un futuro ma, sei cattolica, non sei degna di presiedere una commissione che si occupa di questi temi”. Davide Torrini e Tommaso Bonetti, coordinatore e presidente regionale dell’Udc, commenta cosi’ lo stop imposto alla candidatura della casiniana Silvia Noe’ alla presidenza della commissione Pari opportunita’ della Regione. “Per quanto ci riguarda, poi, tale scelta e’ comunque

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AGENZIE fortemente chiarificatrice di quali siano le reali intenzioni del Pd nei confronti del mondo cattolico e dell’Udc”, aggiungono i due centristi. Da Roma, invece, la coordinatrice regionale dell’Idv, Silvana Mura, afferma che “il voto dell’Udc alla Camera che ha affossato la legge sull’omofobia e’ la prova provata che Noe’, in quanto esponente di quel partito, non aveva le carte in regola per ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunita’. Per fortuna, anche grazie all’Italia dei valori, questa ipotesi non si e’ verificata, altrimenti questa importante istituzione, che siamo sicuri fara’ bene, sarebbe gia’ partita con un grande deficit di credibilita’”. (ER) ENERGIA. FAVIA (M5S): QUESTO PIANO E’ SOLO L’ENNESIMO SPOT VILLANI (PDL): DISEGNO VELLEITARIO; SODDISFAZIONE INVECE DA IDV (DIRE) Bologna, 26 lug. - “Questo Piano energetico e’ uno spot, l’ennesimo. Sono parole cui non seguono fatti. Questa e’ la Regione degli spot comunicativi”. Giovanni Favia, consigliere del Movimento 5 stelle, autore di 32 emendamenti al piano energetico (uno approvato, 31 respinti) non ci sta: “Ancora una volta parliamo di ‘green energy’, e invece questa e’ ‘grey energy’: stiamo progettando quattro nuovi mostruosi tronconi autostradali, puntando quindi ancora sul trasporto automobilistico, l’uso di idrocarburi e il consumo del territorio. E dietro alle autostrade ci stanno sempre i cavatori e nuovi lotti edificabili, lo sappiamo”. L’Emilia-Romagna “e’ una delle regioni piu’ inquinate del mondo e in questo piano si parla ancora di puntare sulla combustione. E’ incredibile, vogliamo bruciare legna e sentiamo parlare di futuro. Il tutto nel silenzio dell’opposizione, che non ha presentato uno straccio d’emendamento, segno di nullo interesse per l’argomento”. Male anche le le biomasse, “che naturalmente vengono dall’estero, con incredibile produzione di CO2 sul nostro territorio e durante il trasporto”. Favia contesta alla maggioranza di aver votato spesso appiattita sulla Giunta, e di aver approvato un emendamento del M5s solo per via della confusione. Almeno ora negli obiettivi della legge “c’e’ scritto che si dovra’ puntare solo sugli edifici in classe A. Ci divertiremo a vedere che salti mortali faranno per correggere questa situazione. Infatti, in altri punti del testo, si parla ancora anche di classe B”.(SEGUE) (ER) ENERGIA. FAVIA (M5S): QUESTO PIANO E’ SOLO L’ENNESIMO SPOT -2-


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AGENZIE (DIRE) Bologna, 26 lug. - Il ‘grillino’ giudica poi “molto grave che il piano sia fondato sul nulla: la Regione si lamenta che il governo non ci da i dati, quindi abbiamo fatto un piano sui numeri del 2007. Sono numeri di un altro mondo”. Una “totale avversita’” al piano e’ stata dichiarata anche da Luigi Giuseppe Villani (Pdl): il testo “ha enunciazioni condivisibili, ma risulta vuoto di contenuti. E’ un piano velleitario che nella realta’ non consentira’ alla Regione di avere certezze in futuro sull’approvvigionamento di energia elettrica da fonti pulite”. Inoltre, aggiunge Villani, il piano si dimentica l’energia idroelettrica. Soddisfatto del piano e’ invece Sandro Mandini, consigliere regionale Idv, soprattutto per il recepimento delle osservazioni dei dipietristi che hanno “permesso di migliorare la disciplina degli impianti a biogas e biomasse”. (ER) COMUNE RAVENNA. PD BOCCIA RIDUZIONE POLTRONE PARTECIPATE PDL PROPONEVA DI SOSTITUIRE CDA CON AMMINISTRATORI UNICI (DIRE) Ravenna, 26 lug. - Non c’e’ pace tra maggioranza e opposizione sui consigli di amministrazione delle societa’ partecipate a Ravenna. Il secondo mandato del sindaco Fabrizio Matteucci si era aperto con una lunga polemica sugli indirizzi per le nomine, e ieri sera il Pdl ha riportato in auge la questione con un ordine del giorno che proponeva direttamente la “diminuzione del numero degli amministratori nelle societa’ partecipate del Comune”. La proposta ha raccolto l’appoggio di tutte le minoranze, quindi Lega, M5s e Lpr, ma non e’ bastato davanti al voto compatto della maggioranza: ai consiglieri del Pd si sono infatti accodati anche gli altri quattro “monogruppo” che sostengono Matteucci, cioe’ Pri, Sel, Fds e Idv. “Si trattava di un ordine del giorno protocollato da piu’ di un mese, in cui proponevo che per tutte le partecipate, laddove non ci siano determinate riserve di legge, si passi dal consiglio di amministrazione all’amministratore unico- spiega il firmatario Alberto Ancarani, vicecapogruppo del Pdl- visto che tutte le partecipate sono controllate da Ravenna holding, al 100% di proprieta’ del Comune”. Le conseguenze della proposta sarebbero state “una riduzione delle poltrone, con il conseguente risparmio sui costi della politica- dice il berlusconiano- e uno snellimento delle procedure di controllo; adesso si passa prima dal socio unico di Ravenna holding, cioe’ il Comune, poi da presidente e Cda della

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AGENZIE holding e infine da presidente e cda della singola societa’”. (SEGUE) RINNOVABILI: E-R; APPROVATE LINEE GUIDA PER SITI IMPIANTI DOPO FOTOVOLTAICO, ECCO CRITERI PER EOLICO, BIOGAS, BIOMASSE (ANSA) - BOLOGNA, 26 LUG - L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (contrari Pdl, Lega nord, Udc e 5 Stelle) le linee guida della Giunta regionale che individuano i siti per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (eolica, biogas, biomasse e idroelettrica dopo il fotovoltaico licenziato nei mesi scorsi), legate al Piano energetico pure licenziato oggi in Aula. La delibera, all’interno di provvedimenti nazionali (Legge 239/2004, Decreto legislativo 28/2011 e Decreto del Ministro per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010), indica come prioritarie la salvaguardia territoriale e l’efficienza energetica, salvo eccezioni legate all’autoconsumo. Siti non idonei sono quelli, ad esempio, ‘’all’interno di coni visuali la cui immagine e’ storicizzata e identifica i luoghi’’; in prossimita’ di parchi archeologici e aree contigue a luoghi di interesse culturale, storico e religioso; aree naturali protette; zone umide di importanza internazionale; aree della Rete Natura 2000 o che svolgono funzioni determinanti per la conservazione della biodiversita’; le Iba (Important birds areas); aree agricole a produzioni di qualita’ (biologiche, Dop, Igp, Stg, Doc, Docg) o caratterizzate da situazioni di dissesto e rischio idrogeologico. Viene considerato anche l’impatto sociale di impianti come quelli a biogas e biomasse. Sono esclusi dai criteri i procedimenti gia’ conclusi alla data di pubblicazione sul Bur e quelli ‘formalmente avviati in data antecedente’ in base all’istanza di autorizzazione unica; gli impianti nelle aree produttive ecologicamente attrezzate gia’ ammessi a finanziamento pubblico e quelli degli Enti locali gia’ finanziati con delibera di Giunta. Dettate anche le norme transitorie per i procedimenti in corso di autorizzazione. Entro 60 giorni, la Giunta dovra’ licenziare una delibera con le caratteristiche tecniche degli impianti autorizzabili per mitigare l’impatto ambientale. Approvati dieci emendamenti dell’assessore Alfredo Peri volti a rafforzare gli spazi di autonomia degli Enti locali, ma in stretta coerenza con il Piano energetico. Respinti i 24 emendamenti del Movimento 5 Stelle, gli otto firmati dal leghista Manes Bernardini e i due del Pdl. Per il capogruppo Pdl, Luigi Villani, il provvedimento e’


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AGENZIE permeato da ‘’tono ideologico’’ e presenta piu’ di una incongruenza tra gli obiettivi del Piano energetico e l’applicazione pratica di queste linee guida. Al primo punto per Galeazzo Bignami (Pdl) c’e’ la salute dei cittadini e la salubrita’ dei territori: servono controlli a monte per verificare eventuali ricadute negative degli impianti. Troppi vincoli anche per Gianguido Bazzoni: il piano energetico sposava una politica industriale, seppure ‘’insufficiente’’, ma la logica queste linee guida e’ ‘’esclusivamente ambientalistica’’. Per il leghista Manes Bernardini il provvedimento non garantisce chi realizza gli impianti, ne’ tutela i territori, oltre a lasciare aperti gli interrogativi del mondo agricolo. Il risultato e’ invece positivo per Gabriella Meo (Sel-Verdi) seppure ‘’non tutto’’ la soddisfi: bene la riflessione imposta sulla necessita’ di pianificare sia la collocazione degli impianti, sia la quantita’ di energia rinnovabile da produrre. Una misura necessaria per arginare la deregolamentazione nazionale, secondo Paola Marani (Pd). Per il capogruppo Marco Monari, ora sulle rinnovabili e le biomasse la Regione Emilia-Romagna ha ‘’norme efficaci a tutelare al meglio la qualita’ della vita, la salute e l’ambiente’’. ‘’La scelta compiuta e’ quella di governare le trasformazioni indotte dal ricorso alle energie rinnovabili con una politica integrata, per questo si giunge ad approvare contemporaneamente Piano energetico e completamento delle linee guida, accompagnate da atti di Giunta sul governo del processo di realizzazione del monitoraggio e controllo degli impianti, con particolare riferimento a quelli che utilizzano biomasse. Grande attenzione e’ stata posta al mondo agricolo’’, che ‘’colloca in questo disegno le iniziative piu’ adeguate (fotovoltaico sulle strutture e nelle aree marginali, biomasse connesse al modello produttivo o quale alimentazione di impianti extra aziendali, varie forme dell’eolico)’’. Monari sottolinea anche il piano di monitoraggio e le regole per una corretta gestione degli impianti a biomasse. Per Monica Donini (Fds) il provvedimento evita il Far West degli impianti, aprendo una riflessione per una pianificazione pubblica che permetta il passaggio ‘’ad un altro livello della produzione energetica’’. Anche Sandro Mandini (Idv) ha rilevato che si punta molto alla qualita’ ambientale, apprezzando l’attenzione alla partecipazione degli Enti locali nelle scelte sui territori. Il ‘grillino’ Giovanni Favia ha posto l’accento su molti temi, toccando in particolare l’alimentazione delle centrali a

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AGENZIE biomasse, rilevando che ‘’non e’ etico bruciare cio’ che si puo’ mangiare’’. Per il suo collega Andrea Defranceschi, ‘’in alcuni punti il testo della Regione ha fatto peggio di quanto non stabilisca la normativa nazionale’’, in particolare sulla Rete Natura 2000, senza parita’ di trattamento tra aree Sic e Zps. Per Silvia Noe’ (Udc) il giudizio non e’ positivo, ‘’pur comprendendo lo sforzo fatto’’ per bilanciare sviluppo delle energie alternative e volonta’ di salvaguardia del territorio, ma l’ampia concessione alle autonomie locali - ha detto - in assenza di disposizioni unitarie non da’ certezze. L’assessore Alfredo Peri ha concluso rilevando la diversa natura di un provvedimento che si confronta con un nuovo scenario, che anche in futuro richiedera’ ‘’atti di governo e ha detto - non posizioni rigide. Dovremo prestare grande attenzione per evitare una cattiva realizzazione degli impianti senza eccessivi limiti, ma governandola in coerenza con il Piano energetico regionale’’. (ANSA).


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