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SOMMARIO

In copertina Il Tower Bridge, uno dei simboli più noti di Londra, si presenta in questo modo suggestivo e estremamente olimpico ai visitatori che popolano in questa estate 2012 la capitale britannica.

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L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE

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UN’OLIMPIADE PER TUTTI

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LA GIOVANISSIMA ITALIA

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DANIELE SUL TETTO DEL MONDO

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BORTOLIN L’ECLETTICO

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AVANTI FIORAVANTI !

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CAMISOTTI, NATALINI E DE DONATO IN PRIMA FILA

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ATTI UFFICIALI

N um e r o 2 2 1 ag o st o 2 0 1 2 Direttore Luciano Rossi

Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 redazione@fitav.it

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EDITORIALE

ISPIRARE UNA GENERAZIONE Non è ancora calata la sera a Londra sulla giornata di martedì 31 luglio nel momento in cui mi appresto a tracciare queste note. Soltanto poche ore fa il centrale del Royal Artillery Barracks è stato il teatro di uno straordinario episodio agonistico - la finale della gara maschile di Skeet - e appena due giorni prima quella stessa struttura aveva ospitato un’altra finale di stratosferico livello: quella della gara femminile. Dell’una e dell’altra gara conoscete l’esito. Nonostante che nel momento in cui scrivo, facendo riferimento alla finale maschile, possa ancora dire: oggi, è evidente che i canali televisivi che hanno trasmesso in diretta l’evento, i siti internet che ne hanno dato ragguagli in contemporanea minuto per minuto e i social network che hanno già provveduto a farcire l’evento di quel contributo personalissimo che oggigiorno ciascuno può dare all’informazione, hanno già ampiamente “scannerizzato” la prova di Chiara Cainero e di Luigi Lodde. Nella stretta contiguità con l’evento, a me compete invece dare del risultato di queste prime due gare dell’Olimpiade di Londra un’interpretazione che vada oltre quell’immediata impressione suscitata da eventi di grande impatto emotivo come quello che abbiamo appena vissuto. Quello che mi preme evidenziare è che il quinto posto di Chiara Cainero e quello di Luigi Lodde non devono essere interpretati come una sconfitta. In un panorama agonistico di livello qualitativo Nelle immagini: il Presidente Luciano Rossi sfila con la delegazione italiana alla cerimonia inaugurale di Londra dello scorso 27 luglio

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EDITORIALE

altissimo questi piazzamenti dei nostri due atleti (che hanno concluso ad un piattello dalla medaglia) sono un risultato molto positivo. Chi ha letto le mie considerazioni degli ultimi mesi è perfettamente a conoscenza del fatto che ho sempre posto l’accento sulla crescita esponenziale che ha contraddistinto il mondo del tiro a volo nei quadrienni più recenti. Una crescita che è stata quantitativa (lo provano le 103 nazioni in gara nel tiro in questa Olimpiade appena iniziata), ma che è stata anche e soprattutto qualitativa. Ci sono stati molti mondi nuovi che si sono affacciati all’agonismo in questi anni e questi nuovi mondi hanno corroborato il loro ingresso nel panorama del tiro con immense risorse. Questo fenomeno ha creato inevitabilmente nuovi campioni, nuove metodologie di allenamento e naturalmente nuovi equilibri. Il tiravolismo italiano non ha mai tentato di arginare questa evoluzione del panorama internazionale. Anzi, semmai, come Federazione italiana tiro a volo abbiamo incoraggiato questa evoluzione, perché non abbiamo mai dimenticato che il coinvolgimento di tutte le aree del mondo è uno dei capisaldi del messaggio olimpico. Un messaggio che dall’Olimpiade di Londra sta uscendo straordinariamente consolidato. Quell’idea di ispirare una intera generazione, che è stata menzionata più volte nel corso della cerimonia inaugurale di questa Olimpiade e che rappresenta lo slogan principale di questi Giochi, rappresenta proprio quello che abbiamo caldeggiato negli anni nell’ambito del tiro. È dunque cresciuto il livello agonistico (ed è ciò che abbiamo visto nello spettacolo tiravolistico rappresentato dalle due finali a cui abbiamo assistito in questi giorni), sono cresciuti i numeri di partecipazione, si è ampiamente diversificata la provenienza dei campioni. Ma nonostante questo l’Italia si è presentata ai Giochi della trentesima Olimpiade con il massimo numero di atleti e nel tiro a volo è stata l’unica nazione a centrare quel risultato. Io non posso fare a meno di rivendicare con orgoglio queste scelte. Perché è evidente che abbiamo saputo procedere sul binario indicato dal messaggio olimpico, senza rinunciare a quel ruolo storico che da lungo tempo siamo riusciti a detenere in tutti i confronti a cinque cerchi. Ispirare una generazione non è davvero soltanto uno slogan: è la prova che ad ogni livello lo sport vuole svolgere una funzione sociale. Ed è proprio il principio che ha informato e continuerà a informare il nostro pensiero e la nostra progettualità.

Il Presidente Luciano Rossi I l TI R O A V OL O

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UN’OLIMPIADE PER TUTTI La trentesima Olimpiade, inaugurata ufficialmente da Elisabetta II nel corso di una fantasmagorica cerimonia, debutta con lo Skeet: nelle gare che vedono in assoluta evidenza gli statunitensi Kimberly Rhode e Vincent Hancock, Chiara Cainero e Luigi Agostino Lodde sono quinti Testo di Massimiliano Naldoni Foto di Massimiliano Naldoni e Mario Magnanini

L’ideale olimpico è innanzitutto un grande progetto di ingegneria sociale. Sì, è vero che, da sempre, per assegnare le medaglie qua occorre contare i piattelli (e vince 4

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naturalmente, e legittimamente, chi ne colpisce di più), là è necessario contare il tempo che si è impiegato a percorrere quel segmento di pista oppure la distanza che si è riusciti


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a coprire lanciando un giavellotto oppure un disco. Ma tutto questo - che si tratti di colpire piattelli, correre lungo una pista o nuotare in una piscina, oppure lanciare qualcosa

- lo si è fatto nel tentativo di essere migliori di tutti i nostri avversari e, se possibile, di migliorare continuamente anche la nostra e l’altrui prova. Le regole che sovrintendono a qualunque I l TI R O A V OL O

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Nelle immagini di queste pagine alcuni momenti salienti della cerimonia inaugurale dei Giochi dello scorso 27 luglio e alcune istantanee delle gare di Skeet che hanno aperto il segmento Tiro della trentesima Olimpiade

competizione sono uguali per tutti. Le condizioni in cui ci si misura sono uguali per tutti. L’ineccepibile superiorità del campione olimpico è determinata dal fatto che le condizioni generali di gara, appunto all’inizio di quella stessa gara, lo hanno collocato alla pari di tutti i suoi avversari. È il suo maggior talento, la sua maggiore capacità di esprimersi nella disciplina che ha scelto: è tutto questo che lo rende migliore degli altri. Che l’Olimpiade costituisca un grande progetto di ingegneria sociale, lo si comprende facilmente

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da questo. Se in ogni aspetto della convivenza del genere umano funzionassero questi stessi semplicissimi meccanismi (la partenza alla pari e la vittoria in base alle maggiori capacità), potremmo anche dire di aver costruito finalmente il mondo perfetto. Per il momento accontentiamoci di veder tradotti in realtà quei meccanismi soltanto nel contesto dei Giochi Olimpici. Se nel contesto dell’Olimpiade questi criteri sono applicati e rispettati, allora questa è davvero l’Olimpiade degli uguali e quantomeno questa è l’Olimpiade per tutti.


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IL MIO NOME E’ BEAN. ANZI: BOND Diversamente dai casi più recenti, della cerimonia inaugurale della trentesima edizione dei Giochi si parla e si scrive ancora. Anche quando frattanto si sono stagliati nel panorama londinese i primi grandi campioni e le prime grandi storiche performances. Perché indiscutibilmente la cerimonia inaugurale di Londra 2012 ha saputo essere spettacolarissima e trasgressiva, senza che da questa operazione ardita le solennità olimpiche siano uscite menomate. Dell’operazione è stato autore e ideatore Danny Boyle, regista britannico che fin dai suoi esordi

sovrana a lanciarsi audacemente da un elicottero con il paracadute. Ed è proprio al termine di quell’ardita reinterpretazione di una delle più celebri saghe cinematografiche che Elisabetta II si è materializzata realmente nella tribuna d’onore dello stadio londinese. Ma Boyle non ha esitato ad esagerare. Aggredita l’immagine di James Bond e quella, idealmente ancor più intangibile, della regina, è la volta di desolennizzare anche l’epica olimpica. Ci pensa Rowan Atkinsons: l’interprete del popolarissimo Mr. Bean. Mentre la London Symphony Orchestra diretta da sir Simon Rattle esegue il tema principale di Chariots of Fire, un improbabile Mr. Bean, delegato ai timpani, sogna la sua gloria olimpica a suon di scorrettezze sulle quali nessun Referee sarebbe disposto a passar sopra. Desolennizzazione (che è concetto che il tiro a volo farà subito suo in questi primi giorni

ha senza dubbio avuto la fama di ragazzaccio. La cerimonia inaugurale di quella che è stata definita l’Olimpiade per tutti si è permessa di offrire di Londra, e per esteso della Gran Bretagna, un’immagine assolutamente irrituale. Con un ardito gioco di parodie che hanno investito tutti i personaggi più sacri della tradizione britannica. Perfino Elisabetta II si è prestata al gioco di Danny Boyle. Un “corto”, trasmesso dai giganteschi schermi dello stadio olimpico che ha ospitato la cerimonia, ritrae la regina nella sua residenza mentre riceve James Bond e gli affida l’incarico di dare il via alle Olimpiadi. Ma Bond (interpretato proprio da Daniel Craig che attualmente nei film della serie veste i panni di 007) si guarda bene dal portare a termine la missione e lascia che sia la

dell’Olimpiade londinese) non è sinonimo di riduzione. Anzi, forse è il contrario. Altrimenti nessuno dei personaggi coinvolti da Boyle sarebbe stato volentieri a quel gioco. Desolennizzazione per Boyle è anche lucida visione di quello che ha significato, per la Gran Bretagna e per il mondo, prima la rivoluzione industriale e poi quella tecnologica. Dare a tanti le opportunità che prima di ogni rivoluzione sono prerogativa di pochi, ha spesso un prezzo alto. Nella cerimonia inaugurale di Londra 2012, l’immagine idilliaca della campagna inglese popolata da miti greggi di pecore, da sereni villici e da spensierati giovani intenti al gioco e allo sport è presto soppiantata da più grigi scorci urbani dominati da ciminiere, da catene di montaggio (è in una di queste che vengono forgiati i cinque cerchi olimpici sollevati poi al centro dello stadio) e da un’umanità che I l TI R O A V OL O

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deve fare i conti con il degrado e la rarefazione dello stile di vita. E altrettanto accade con quella

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rivoluzione tecnologica che porta informazione e conoscenza ma che può anche abbagliare e sommergere.


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Anche se quella stessa informazione e quella stessa conoscenza sono comunque sempre strumento di

emancipazione. Per sognare, bisogna svegliarsi. E anche se la considerazione non è di Boyle, Boyle

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sembra aderire in pieno al concetto. Dai sogni, o forse più propriamente dagli incubi, ci sveglia l’arte e così alla cerimonia inaugurale di Londra 2012 Danny Boyle fa leggere Shakespeare da un attore del calibro di Kenneth Branagh e chiama J.K. Rowling a evocare gli spettri che agitano la vita di suo “figlio” Harry Potter mentre sulla scena si agitano quelle figure che hanno popolato per generazioni i pensieri infantili. E che forse si agitano anche adesso nei pensieri dei bambini di oggi. Facebook permettendo.

KIMBERLY BOYLE Piacerebbe sicuramente a Danny Boyle la Kimberly Rhode formato 2012 che ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra. Tanto che potrebbe anche ribattezzarla Kimberly Boyle. Perché la californiana ha fatto della desolennizzazione dell’evento il suo punto di forza. Non che naturalmente sia sufficiente spogliare una gara della solennità 10

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per vincere una medaglia d’oro nello Skeet con 99/100, ma indubbiamente Kim ha tracciato una strada che può ispirare - come vuole il tormentone di questa Olimpiade - il cammino futuro delle skeettiste di domani. C’era naturalmente anche Chiara Cainero nella finale del 29 luglio che ha incoronato la Rhode leggenda inarrivabile del tiravolismo femminile. E l’azzurra (che gareggiava nel ruolo inevitabilmente solenne e difficilissimo di campionessa in carica) ha fatto la sua parte con quella carica combattiva e quella tenacia che le sono consuete. Approdata alla finale con 67/75 (22 e 21 nelle prime due frazioni e un 24 conquistato con caparbietà sotto una pioggerellina tutta britannica) dopo aver escluso dal sestetto in shoot-out la svedese Therese Lundqvist, nelle prime battute della finale Chiara è apparsa perfino più solida e determinata di alcune delle sue colleghe. Poi, però, l’obbligo di non sbagliare per poter sperare in una medaglia ha prodotto qualche comprensibile cortocircuito e l’errore alla pedana 3 e gli altri due


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“zeri” alla 4 hanno definitivamente collocato l’azzurra al quinto posto con il totale di 89/100. Nelle ultime battute della gara, al vertice non c’è storia. Kimberly “Boyle” Rhode potrebbe anche non sparare i piattelli della 7 e della 8, tanto grande è il vantaggio che frattanto la californiana ha accumulato. Oppure spararli ad

occhi chiusi, o magari bendata. Per amplificare ulteriormente quella torcida che dagli spalti si scatena quando va a segno, ed alla quale Kim risponde con tutta la tranquillità del mondo, agitando la mano come se stesse giocando a freccette al bar all’angolo. L’oro di Londra fa di Kim Rhode una leggenda assoluta. Basta considerare che con

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questo risultato la veterinaria di Los Angeles è primatista negli Stati Uniti: nella storia non c’è stato prima di lei un atleta americano (sia nel comparto maschile che in quello femminile) capace di conquistare una medaglia in cinque Olimpiadi consecutive. L’argento va alla cinese Ning Wei che completa la gara con 91 bersagli

utili. La medaglia di bronzo è meritato appannaggio di Danka Bartekova che è rimessa in gioco in extremis da un imprevisto errore all’8 mark di Marina Belikova. La russa si complica la vita nell’ultimo piattello della gara e poi cede sorprendentemente alla slovacca la terza medaglia in palio in un breve shoot-off.

Il Presidente Napolitano a Casa Italia

La mattina del 27 luglio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha visitato Casa Italia: il quartier generale della delegazione italiana allestito nel prestigioso Queen Elizabeth II Conference Centre, nei pressi di Westminster e del Big Ben. Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro Piero Gnudi, ha compiuto la visita di Casa Italia con il Presidente del CONI Gianni Petrucci e con il Segretario Generale Raffaele Pagnozzi, ma si è anche intrattenuto con i numerosi Presidenti di Federazione presenti all’incontro. Il Presidente della Repubblica ha

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accennato all’eccellenza del made in Italy descrivendo la vetrina londinese come una delle circostanze più efficaci per la promozione della qualità del prodotto italiano. Il Presidente della Fitav Luciano Rossi ha replicato ricordando al Capo dello Stato il ruolo prioritario dell’Italia in alcuni ambiti e il riferimento è stato anche relativo al comparto industriale delle armi e delle munizioni che vede il nostro Paese in prima fila a livello planetario. Il Presidente Giorgio Napolitano ha fortemente apprezzato la considerazione del massimo dirigente del tiravolismo italiano.


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VINCENT MOZART Se Chiara Cainero ha confermato di saper essere combattente formidabile nelle occasioni che contano, anche Luigi Lodde non è stato da meno. Nella gara che ha nuovamente laureato il già laureato Vincent

Hancock, l’azzurro ha a sua volta dato prova di essere atleta dalle grandi capacità e dalla grande grinta. Il 21 della prima serie sembrava aver già tagliato le gambe a Gigi in questa sfida a cinque cerchi. I motivi di questo esordio infelice? Quelli che da mesi il team dello Skeet ha descritto come i più temibili: la poca visibilità

In occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Casa Italia, Luciano Rossi, accompagnato nella circostanza dalla Vicepresidente della Fitav Emanuela Croce Bonomi e (nella foto a fianco, in alto) dal Consigliere Fiorenzo De Rosa, si è intrattenuto con alcuni imprenditori tra cui John Elkann (nella foto a fianco, in basso).

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offerta dallo sfondo dello stand del Royal Artillery Barracks e l’intervento parallelo del vento. Ma Gigi non si perde d’animo: le serie successive sono da manuale dello Skeet. 25 alla seconda serie e 24 alla terza. Poi il capolavoro del secondo giorno di gara: due 25 che immediatamente proiettano Luigi Agostino Lodde tra i possibili pretendenti alla medaglia. Meglio di lui, alla boa delle cinque serie, hanno fatto soltanto Vincent Hancock, che vanta 123 bersagli, Anders Golding che ne ha mandati in pezzi 122 e Nasser Al-Attiya e Valery Shomin che hanno totalizzato 121. Ennio Falco, invece, è fuori gioco. L’olimpionico di Atlanta non trova mai la via del 25 e il suo 118 è troppo basso per decretare finalista il suo autore, anche se in questa gara londinese l’anomala visibilità del RAB ha fatto vittime altrettanto illustri. Con Gigi Lodde si può anche sognare. La torcida che sottolinea i centri di Lodde non sarà quella oceanica che si è fatta sentire per Kimberly “Boyle” Rhode, ma è sufficiente per far sognare una medaglia al collo del biologo di Ozieri. Il sogno si infrange alla pedana 4. Due zeri alla stazione più difficile del percorso escludono Luigi dalla zona medaglie in cui era riuscito ad avventurarsi per effetto di alcuni errori dei suoi avversari. Lodde chiude a 143 e quel punteggio vale il quinto posto. In vetta c’è Vincent “Mozart” Hancock: il sergente dell’US Army potrebbe imitare la connazionale Kimberly “Boyle” Rhode e sparare bendato l’8 Mark che, dato il doppio vantaggio all’ultimo lancio, potrebbe perfino permettersi di sbagliare. Ma Vincent Mozart non si benda e non sbaglia: il suo 148 vale la medaglia d’oro e il record olimpico. L’argento va al danese Anders Golding ed è un argento anche un po’ italiano perché l’artefice del talento del danese è Pietro Genga da Statte. Per il bronzo 14

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si misurano in spareggio Al-Attiya e Shomin ed è lo skeettista del Qatar a guadagnare il gradino ancora libero del podio. Sipario sullo Skeet. Ci vorrebbe Paul McCartney che invita tutti a cantare Hey Jude come al termine della cerimonia inaugurale per celebrare questo primo segmento di tiro a volo all’Olimpiade di Londra. Ma ci sono ancora altri piattelli da inseguire. It’s been a hard day’s night: direbbe McCartney…


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Il runner-up europeo degli under 20 Gabriele Rossetti ha autorevolmente vinto la gara di Skeet di Porpetto

LA GIOVANISSIMA ITALIA Estate impegnativa per gli under 20 della penisola con la sfida internazionale del Grand Prix di Porpetto e con il tradizionale appuntamento capitolino del Criterium che quest’anno ha commemorato la figura di Italo Mastrangelo

Uguali e diverse. Luciano Giovannetti sembra voler sintetizzare in questo modo i due episodi agonistici più importanti del primo scorcio d’estate per il Settore Giovanile: l’International

Junior Shotgun Cup di Porpetto e il Criterium nazionale di Roma. L’identità delle due gare – spiega il Tecnico Generale del Settore Giovanile – è determinata dal fatto che in molte

Silvana Stanco ha svettato tra le ragazze del Trap in gara all’International Shotgun Cup di Porpetto

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Chiara Di Marziantonio ha conquistato brillantemente la medaglia di bronzo individuale nello Skeet alla competizione friulana

Il Tecnico Generale del Settore Giovanile Luciano Giovannetti

classifiche abbiamo assistito ad un esito agonistico identico, anche se la gara di Porpetto è un torneo internazionale e invece il Criterium è l’appuntamento più tradizionale per i ragazzi e le ragazze italiane: un evento che quest’anno ha anche rappresentato il modo più bello per commemorare la grande figura di Italo Mastrangelo. Per quanto riguarda la gara di Porpetto, dobbiamo dire che questa volta la partecipazione

Alessia Montanino ha dato un contributo fondamentale per la vittoria della squadra azzurra del Trap in rosa in collaborazione con Silvana Stanco e Jessica Bartoli

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di altre nazioni non è stata proprio foltissima. Non lo è stata quantomeno come in altre gare di questa stagione. Ad esempio, siamo stati a Suhl poche settimane prima e lì ho visto in gara sessanta ragazzi per il Trap e altri sessanta per lo Skeet. Può darsi che la collocazione un po’ ravvicinata nel calendario delle due gare – Suhl e Porpetto, appunto – abbia un po’ penalizzato l’appuntamento italiano. Ho parlato anche di differenze tra le due gare e in questo caso mi riferisco al rendimento di alcuni ragazzi e di alcune ragazze. Il Criterium, che a differenza dell’International Shotgun Cup è una gara tutta italiana, permette di avere una panoramica completa della situazione di casa nostra. Devo

dire che in occasione della gara di Roma avrei voluto veder svettare alcuni nomi che invece hanno offerto una prova un po’ meno brillante. Però nel caso di queste due gare ho anche visto delle belle prove che mi rendono molto soddisfatto. A parte quelle situazioni ormai ampiamente consolidate come nel caso di Valerio Grazini, Silvana Stanco oppure Tammaro Cassandro e Gabriele Rossetti, sono rimasto veramente ben impressionato dalla prova di Emanuele Buccolieri a Porpetto. Emanuele è un sedicenne che ha dimostrato di aver già la capacità di affrontare la pressione di una gara importante, senza perdere quella modestia che deve sempre accompagnare anche i

Nella Fossa Olimpica Valerio Grazini ha vinto superando Nemanja Smiljanic e Emanuele Buccolieri La formazione Italia1 composta da Emanuele Buccolieri, Davide Barbieri e Carlo Alberto Francesco Rizzi ha vnto nella sfia a squasre di Fossa Olimpica

Tra le ragazze del Trap Silvana Stanco ha vinto precedendo Krizia Domenica Laganà e Alessia Montanino

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Silvana Stanco, Alessia Montanino e Jessica Bartoli esultano per la vittoria nel concorso a squadre di Fossa Olimpica Gabriele Rossetti ha svettato nella gara di Skeet davanti a Tammaro Cassandro e Christian Benet

tiratori di qualità. E al Criterium mi è piaciuto molto Diego Valeri: una Giovane Speranza che a Valle Aniene ha saputo comporre un bel 72/75. Da queste due competizioni ho anche tratto alcune conclusioni per la sfida di Orimattila di fine agosto che concluderà il circuito del’International Junior Shotgun. In Finlandia, in maglia azzurra, gareggeranno infatti Silvana Stanco e Emanuele Buccolieri nella Fossa Olimpica e Tammaro Cassandro nello Skeet. Nella Fossa Olimpica l’International Shotgun Cup ha assistito alle vittorie

degli azzurrini su tutta la linea. Valerio Grazini è stato il dominatore assoluto della gara dei boys: con una sequenza praticamente ineccepibile (24 – 25 – 24 – 25 – 24), il viterbese ha conquistato la vetta della graduatoria parziale con un 122 che gli attribuiva già un margine molto ampio nei confronti di tutti gli avversari. L’inseguitore più vivace era il serbo Nemanja Smiljanic che si era attestato a 117 davanti al 116 di Emanuele Buccolieri, al 114 di Andrea Pattarello e del francese Jean-Baptiste Lacroix e al 113 dell’altro serbo Zoran Jaksic. Assemblando un perfetto 24 in finale e

Nel confronto a squadre di Skeet l’Italia di Gabriele Rossetti, Tammaro Cassandro e Vincenzo Grizi si è imposta regolando Germania e Francia

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totalizzando quindi 146/150, Valerio Grazini si è dunque laureato vincitore della sfida friulana davanti a Nemanja Smiljanic che ha totalizzato 137 e ha preceduto Emanuele Buccolieri, autore di 135 centri. Nella loro scia si sono collocati Andrea Pattarello (133), Jean-Baptiste Lacroix (129) e Zoran Jaksic (128). Nella gara a squadre la formazione Italia1 di Emanuele Buccolieri, Davide Barbieri e Carlo Alberto Francesco Rizzi ha svettato totalizzando 337/375 e precedendo la Serbia (333) e Italia2 (326 centri ad opera di Carlo Alberto Zandomeneghi, Antonio Michael Torsello, Mattia Sordi). Analogo l’andamento della gara femminile di Fossa Olimpica con Silvana Stanco già padrona del campo nelle serie di selezione. Con 65/75 (22 – 24 – 19) la mancina italo-svizzera occupava già il vertice della graduatoria alla vigilia della finale e con il 19 conclusivo si impossessava della vittoria con il totale

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di 84/100 davanti al 79 di Domenica Krizia Laganà. Al terzo posto si insediava Alessia Montanino che totalizzava 78 centri come Lisa Nicole Marzo e si imponeva poi nello shootoff per 2 a 1. Tra le finaliste Jessica Bartoli concludeva con 77 bersagli utili davanti al 76 di Alessia Iezzi. Silvana Stanco ha anche guidato il team rosazzurro alla vittoria collettiva con un 190/225 a cui hanno fattivamente contribuito Alessia Montanino e Jessica Bartoli. È stato il vice-campione europeo degli under 20 a svettare nel confronto di Skeet di Porpetto: Gabriele Rossetti sulle pedane friulane ha totalizzato un luminoso 145/150 e ha preceduto di due lunghezze il compagno di squadra Tammaro Cassandro. Il triestino Christian Benet ha occupato valentemente il terzo gradino del podio per effetto del suo 142. Gabriele Rossetti, Tammaro Cassandro e Vincenzo Grizi hanno stravinto nel concorso a squadre

La francese Anastassiou e la slovacca Sykorova hanno occupato valentemente le prime sedi del podio della gara femminile di Skeet, ma Chiara Di Marziantonio si è impossessata della medaglia di bronzo Chiara Di Marziantonio con Gloria e Jessica Mantuano al vertice del podio del confronto a squadre di Skeet

Andrea Galesso ha vinto la gara di Double Trap davanti a Lorenzo Belei e Jacopo Dal Moro Andrea Galesso, Lorenzo Belei e Jacopo Dal Moro al vertice del podio del confronto a squadre di Double Trap


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Il Presidente Rossi e la signora Amalia Mastrangelo durante il ricordo di Italo Mastrangelo nel corso della cerimonia di apertura del Criterium di Roma Al Criterium tra gli Juniores del Trap Valerio Grazini ha preceduto Luca Miotto e Alessio Franquillo

totalizzando 356/375 e precedendo Germania (342) e Francia (324). Nel confronto femminile la francese Lucie Anastassiou ha conquistato la vittoria superando in shoot-off per 2 a 0 la slovacca Veronika Sykorova dopo che entrambe avevano totalizzato 92/100, ma Chiara Di Marziantonio è stata abile a ritagliarsi un prestigioso terzo posto con 91 bersagli utili. Chiara Di Marziantonio, in collaborazione con Gloria e Jessica Mantuano, ha anche svettato nel confronto a squadre. Nel Double Trap il veneziano di Dolo Andrea Galesso si è imposto con 171/200 sugli altri azzurri Lorenzo Belei (165) e Jacopo Dal Moro (163). SI REPLICA SOTTO IL SOLE DI VALLE ANIENE

Silvana Stanco ha vinto a Roma tra le Juniores del Trap davanti a Jessica Bartoli e Federica Fiori

Valerio Grazini è stato ancora l’assoluto protagonista degli Juniores di Fossa Olimpica al policampo di Lunghezza. Nel Criterium, che per volontà del Presidente Luciano Rossi e del Consiglio Federale da quest’anno rappresenterà stabilmente il Memorial Italo Mastrangelo, il giovane viterbese ha inanellato un ineccepibile 49/50 nelle serie di selezione e ha perfezionato il proprio


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primato con 22 centri che gli hanno conferito la vittoria davanti a Luca Miotto (70) e Alessio Franquillo (66). Nelle immediate vicinanze del podio si sono collocati Mirco Amici (65), Angelo Sciara (63) e Nico Curelli (57). Anche Silvana Stanco sulle pedane romane ha replicato il successo già ottenuto a Porpetto. A Lunghezza l’azzurrina di Winterthur ha costruito la sua affermazione con il solido 44/50 delle serie di selezione ed ha potuto concedersi una finale non proprio fulminante (17/25) che ha permesso alla ragazza tesserata alla Falco di svettare con il totale di 61/75 davanti al 60 di Jessica Bartoli e al 58 di Federica Fiori. Nella scia delle medagliate si sono collocate Krizia Domenica Laganà con 57, Alessia Montanino con 56 e Lisa Nicole Marzo con 55. Decisamente pregiato il 72/75 che ha consegnato il successo tra le Giovani Speranze a Diego Valeri

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e non a caso l’exploit del giovane latino ha guadagnato un posto di riguardo nel taccuino degli appunti del Tecnico Generale del Settore Luciano Giovannetti. Già in fuga con il 48/50 delle serie di selezione, Valeri ha poi tagliato in solitudine il traguardo della gara di Valle Aniene con l’ottimo 24 della finale. Con 67 si è assicurato la medaglia d’argento Damiano Pazzaglia. Andrea Pattarello (66) ha meritato il bronzo davanti al 64 di Antonio D’Angelis, Longino Sotgiu e Giancarlo Langellotto. Con 68/75 Ermanno Dell’Orefice ha vinto tra gli Allievi della Fossa Olimpica e sul podio di Via Lunghezzina ha preceduto Daniele Retis e Luca Stefanut, autori di 66 centri. Dallo spareggio con Retis e Stefanut è uscito quarto Nicola Perazzi, a sua volta autore di 66 centri, che ha preceduto in classifica il 65 di Giovanni Parisi e il 62 di Leonardo

Tra le Giovani Speranze della Fossa Olimpica Diego Valeri ha svettato con un prodigioso punteggio davanti a Damiano Pazzaglia e Andrea Pattarello Ermanno Dell’Orefice è stato il migliore degli Allievi della Fossa Olimpica davanti a Daniele Retis e Luca Stefanut

Tra le Allieve del Trap ha vinto Mara Pisanello che ha preceduto Francesca Pepponi e Giorgia Pepponi Tra gli Esordienti della Fossa Olimpica Andrea Trabucco ha svettato regolando Francesco Marra e Riccardo Faccani


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Tra le Esordienti della Fossa Olimpica ha vinto Maria Lucia Palmitessa davanti a Giulia Paulis e Valeriya Sokha Domenico Simeone è stato il migliore degli Juniores dello Skeet davanti a Alessio Piersigilli e Vincenzo Grizi

Virginia Orlando ha vinto tra le Juniores dello Skeet: ai posti d’onore Chiara Di Marziantonio e Gloria Mantuano Gli Allievi dello Skeet hanno avuto il loro leader in Cosimo Damiano Brisci che ha preceduto Marco Abbatiello e Piero Agostinis

Superti. Mara Pisanello e Francesca Pepponi hanno concluso al vertice della classifica delle Allieve con lo stesso punteggio di 59/75 ma è stata la pugliese Pisanello a conquistare la medaglia d’oro superando per 3 a 2 la viterbese Pepponi. Giorgia Pepponi è stata valente terza con 54 dopo aver escluso dal podio Antonia Riccirardi che ha concluso con lo stesso punteggio. Con 51 ha concluso Arianna Francone davanti al 50 di Matilde Moretti. Andrea Trabucco ha vinto senza difficoltà il confronto degli Esordienti: il giovane veneto ha totalizzato 66/75 ed ha preceduto i 62 di Francesco Marra e Riccardo Faccani. Tra gli altri finalisti Antonio Simeone e Francesco Lupo hanno totalizzato 61 centri davanti al 58 di Marco Francioni. Tra le Esordienti Maria Lucia Palmitessa ha svettato con 58/75 precedendo il 46 di Giulia Paulis e il 38 di Valeriya Sokha.

Con 38 ha concluso anche Giulia Grassia davanti al 31 di Federica Ferraresi e al 29 di Angela Carini. La Coppa Italia della Fossa Olimpica è stata appannaggio della squadra presentata dalla Società Le Tre Piume di Agna. Daniele Retis, Andrea Pattarello e Andrea Trabucco hanno totalizzato 135/150 ed ha preceduto il Concaverde (133 centri ad opera di Luca Miotto, Nicola Perazzi e Nicolas Bozzoni) e Vetralla (130 centri assemblati da Nico Curelli, Damiano Pazzaglia e Cristiano Bernacchi). Tra gli Juniores dello Skeet è stato Domenico Simeone ad avere la meglio. Il tiratore casertano ha totalizzato 69/75 ma il punteggio totale non rende giustizia del pregevolissimo 49/50 con cui Simeone ha completato le due serie di selezione. Con 65 è stato ottimo secondo Alessio Piersigilli davanti a Vincenzo Grizi che ha totalizzato 64 come Simone Vizzon e

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SPAZIO GIOVANI

Tra gli Esordienti dello Skeet Elia Sdruccioli ha preceduto Matteo Chiti e Michael Nesti

Antonio Morandini ed ha poi escluso d’esperienza dal podio i suoi valenti avversari diretti. Tra i finalisti Iacopo Di Grazia ha concluso la prova di Valle Aniene con 60 bersagli utili. Virginia Orlando ha fatto pesare il suo talento tra le Juniores componendo un 64/75 che ha costretto al secondo posto Chiara Di Marziantonio, autrice di 59 bersagli utili. Gloria Mantuano è stata brillante terza con 57 davanti al 56 di Jessica Mantuano, al 52

di Mabel Dalu e al 51 di Francesca Grieco. Tra gli Allievi ha vinto Cosimo Damiano Brisci: il tarantino di Talsano ha totalizzato 66/75 ed ha preceduto i 65 di Marco Abbatiello e Piero Agostinis. In finale si sono ritagliati un posto anche Giacomo Ingaramo e Erik Pittini (63) e Valerio Meschini (61). Gli Esordienti hanno avuto il loro leader in Elia Sdruccioli che ha totalizzato 67 centri e ha preceduto Matteo Chiti (66), Michael Nesti (54), Tra gli Juniores del Double Trap Lorenzo Belei ha preceduto Andrea Galesso e Jacopo Trevisan Tra gli Allievi del Double Trap Jacopo Dal Moro ha vinto regolando Daniel Galesso e Marco Fritegotto

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SPAZIO GIOVANI

Nella gara valida per la Coppa Italia di Fossa Olimpica il team de Le Tre Piume ha preceduto Concaverde e Vetralla

Pietro Mastrogiacomo (53) e Roberto Ventroni (46). Domenico Simeone, Vncenzo Grizi e Antonio Morandini hanno condotto la Falco alla vittoria della Coppa Italia di Skeet: con 136/150 i capuani hanno preceduto Piero Agostinis, Erik Pittini e Alex Zanini (124 per i colori di Verzegnis) e Alessio Piersigilli, Chiara Di Marziantonio e Ercole Cavaliere (120 centri a favore di Bottaccia). Lorenzo Belei ha vinto tra gli Juniores del Double Trap. Il perugino di Bonsicano Trestina ha collezionato

132 centri su 150 ed ha preceduto Andrea Galesso (128), Jacopo Trevisan (123), Simone Vedovelli (119) e Roberto Palombarani (106). Tra gli Allievi Jacopo Dal Moro ha concluso la gara d Valle Aniene con 121/150 davanti al 103 di Daniel Galesso e al 97 di Marco Fritegotto. Le foto dell’International Grand Prix di Porpetto sono state realizzate da Massimiliano Naldoni, le foto del Criterium nazionale di Roma sono state realizzate da Biagio Milano

Nella Coppa Italia di Skeet ha vinto la Falco davanti a Giorgini e Bottaccia

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DOUBLE TRAP

DANIELE SUL TETTO DEL MONDO Di Spigno si laurea campione italiano degli Eccellenza di Double Trap a Ponso sfiorando il record mondiale: scudetti anche per Umberto Isalberti, Roberto Zallocco, Roberto Tietto, Andrea Vescovi, Lionello Masiero e Nando Amadei

È un Daniele Di Spigno da record quello che si laurea campione italiano nella sfida di Ponso a tre settimane dal grande cimento londinese a cinque cerchi. Nelle tre serie di selezione il fuoriclasse di Terracina rischia addirittura di costringere il cronista a non poter parlare dei suoi errori: apre le danze con un 49/50, replica con un en-plein e conclude con un altro 49. L’asciutto responso numerico (148/150) non è sufficiente per descrivere la portata di questa prova, perché quel punteggio è di fatto il primato planetario sulla distanza delle tre serie. Tuttavia a Ponso, in occasione del Campionato italiano, Daniele Di Spigno pur con i suoi numeri stellari in finale non può vivere di rendita perché al round 26

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finale si è assicurato l’accesso anche Claudio Franzoni e il bresciano porta in dote un 147 costruito con un 49, un 50 e un 48. Con 146 è della partita anche Marco Innocenti che precede il 144 di Davide Gasparini e i 143 di Francesco D’Aniello e Ferdinando Rossi. Di Spigno sa che non può allentare la presa e infatti in finale continua a martellare come Daniele sa fare quando occorre: il responso è un perfetto 49 che assegna al suo autore lo scudetto dell’Eccellenza e proietta il punteggio complessivo del campione delle Fiamme Oro a quota 197/200. Ad un passo da quel 198 assemblato dall’inglese Wilson all’inizio dell’anno che rappresenta l’attuale Everest del Double Trap mondiale. Kaiser Franz a sua volta non molla e completa la

Daniele Di Spigno si è laureato campione italiano degli Eccellenza di Double Trap precedendo Claudio Franzoni e Marco Innocenti: posano con loro il Commissario Tecnico della Nazionale di Double Trap Mirco Cenci, il Consigliere Federale Fabrizio Forti, gli Ufficiali di Gara e alcuni Eccellenza che hanno preso parte alla competizione sulle pedane padovane


DOUBLE TRAP

In Prima categoria Umberto Isalberti si è assicurato lo scudetto davanti a Monica Girotto e Emilio Cenci Roberto Zallocco si è laureato campione italiano davanti a Dardo De Carlonis e Renzo Furian

serie finale con 47 centri: il tiratore di Botticino si assicura la medaglia d’argento con 194 e quella di bronzo va ad un meritevole Marco Innocenti che in finale manda in pezzi 46 piattelli e si attesta a 192 davanti al 191 di Gasparini, al 188 di D’Aniello e al 187 di Rossi. Umberto Isaberti è il nuovo campione italiano di Prima categoria. Con 111/120 Isalberti guidava già la graduatoria della serie cadetta ma doveva sorvegliare con attenzione Monica Girotto e Emilio Cenci che lo tallonavano ad una lunghezza. Un guizzo finale permetteva a Isalberti di allungare

il passo sui diretti inseguitori: con il 27/30 dell’ultimo round il tiratore dello Shooting Team Scaligero componeva il totale di 138/160 e si aggiudicava lo scudetto della Prima categoria con due piattelli di vantaggio su Girotto e Cenci che concludevano in parità a 136. Lo shoot-off successivo avrebbe poi assegnato la medaglia d’argento a Monica Girotto e il bronzo al figlio d’arte Emilio Cenci. Nella loro scia concludeva con 131 bersagli utili Alessandro Belli davanti al 129 di Eugenio Rinaldoni e al 119 del Consigliere nazionale della Fitav

Roberto Tietto ha vinto il titolo di terza categoria precedendo Giacomo Trevisan e Diego Megale

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DOUBLE TRAP

Fabrizio Forti. In Seconda categoria era campione italiano Roberto Zallocco: lo specialista marchigiano totalizzava 109/120 e si aggiudicava il dorsale numero uno tra i sei finalisti. Nel round conclusivo Zallocco non concedeva niente alla tenacia del suo inseguitore più ravvicinato: un vivace Dardo De Carlonis che già alla vigilia della finale inseguiva la lepre Zallocco ad un solo piattello. Con il totale di 136/160 Roberto Zallocco conquistava lo scudetto stagionale dei Seconda e lasciava la medaglia d’argento a Dardo De Carlonis che si attestava a 135. Renzo Furian meritava il bronzo con 132 davanti al 128 di Roberto Sparnaccini e ai 124 di Giovanni Raguso e Gastone Maghini. Roberto Tietto ha vinto in Terza categoria: con 133/160 Tietto si è assicurato lo scudetto tricolore

Nel Settore Giovanile ha vinto Andrea Vescovi davanti a Jacopo Trevisan e Simone Vedovelli

Lionello Masiero è il campione italiano dei Veterani davanti a Almerino Carraretto e Francesco Belluco Nando Amadei è il nuovo campione italiano dei Master

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DOUBLE TRAP

precedendo Giacomo Trevisan e Diego Megale. Tra i finalisti si sono inserito anche Michele Chianese e Elio Macario Pindo (124) e Francesco Mantovani (109). Andrea Vescovi si è laureato campione italiano del Settore Giovanile. Già primo alla boa dei 150 bersagli con 141 centri all’attivo ottenuti con una regolarissima sequenza di tre 47/50, Vescovi ha poi sancito la sua definitiva supremazia con i 45 centri della finale. A quota 186/200 Vescovi ha

preceduto di due lunghezze Jacopo Trevisan e di cinque Simone Vedovelli. Nella loro scia, Andrea Galesso è stato valente quarto con 180 davanti al 162 di Jacopo Dal Moro e al 159 di Daniel Galesso. Lionello Masiero ha vinto tra i Veterani: il tiratore veneziano ha colpito 131 piattelli su 160 ed ha preceduto Almerino Carraretto (123) e Francesco Belluco (120). Nando Amadei ha conquistato il titolo tricolore dei Master con 88/120.

DI COSTANZO, IANNOTTI E MAFFETTONE SVETTANO AL MEMORIAL MALTESE È stata una bella sfida vivacizzata da centocinquanta presenze il quinto Memorial Aldo Maltese di Fossa Olimpica in programma il 7 e l’8 luglio sulle pedane di Pastorano. Agli ordini del celebre Coordinatore Salvatore Capasso (coadiuvato nell’occasione dagli esperti Tommaso Raimondo e Gennaro Oronte in Segreteria e assistito sui campi da un pool di valenti Ufficiali di Gara) i contendenti si sono dati aspra battaglia e nei cinquanta bersagli della sfida è stato Nicola Maffettone a svettare con un perfetto 50/50. Ma le emozioni non si limitate ai tempi regolamentari in questa bella competizione in programma sulle pedane della Società Tiro a Volo Raimondo: nei barrage delle categorie Raffaele Di Costanzo è stato maiuscolo e si è aggiudicato il trofeo con un limpido 25/25 davanti ai tenaci Giuseppe Cuomo e Luigi Palomba. Nel barrage riser vato alle qualifiche, una determinatissima Giulia Iannotti si è invece imposta con 23 bersagli utili su Albino Mascolo e Vito Contardo.

Raffaele Di Costazo ha vinto il barrage delle categorie al Memorial Maltese precedendo Giuseppe Cuomo e Luigi Palomba

Giulia Iannotti ha svettato autorevolmente nel barrage riser vato alle qualifiche

Il Coordinatore Salvatore Capasso ha diretto con la consueta accuratezza la sfida che ha avuto in Nicola Maffettone il valente autore di un luminoso 50/50

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T I R AV O L I S M O D I S A B I L E

BORTOLIN L’ECLETTICO Il pordenonese conquista lo scudetto stagionale della Fossa Olimpica a Porpetto e poi bissa il successo tricolore nel Double Trap a Ponso, ma nelle due specialità sono campioni italiani anche Yuri Bregoli, Andrea Zambon, Oreste Lai, Giorgio Marrozzini, Andrea Tabanelli e Pietro Boem

Paolo Bortolin è il nuovo campione italiano di Fossa Olimpica dei tiravolisti disabili della qualifica Standing A: sulle pedane di Porpetto il friulano di Maniago ha collezionato 120 centri su 150 ed ha preceduto il torinese di Beinasco Giancarlo Cicala che ha concluso con 104 centri all’attivo. Nel comparto Standing B si è laureato campione italiano Yuri Bregoli, ma il tiravolista di Canneto sull’Oglio ha dovuto far appello a tutto il proprio talento per spuntarla sulle pedane udinesi perché se il suo 128/150 si è tradotto in scudetto tricolore stagionale, nella corsa al titolo Giorgio Marrozzini e Giuseppe Petito hanno minacciato da vicino il mantovano fino alle ultime battute. Approdati a 125, il marchigiano e il toscano si sono poi contesi le altre 30

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Paolo Bortolin

Il podio della qualifica Standing A di Fossa Olimpica: paolo Bortolin precede Giorgio Cicala


TIRAVOLISMO DISABILE

Nel comparto Standing B di Fossa Olimpica Yuri Bregoli ha preceduto Giorgio Marrozzini e Giuseppe Petito

medaglie ed è stato il fermano Marrozzini a conquistare l’argento per 2 a 1. Il titolo dei tiravolisti disabili del comparto Sitting A è andato a Andrea Zambon: il tiratore di Dolo ha surclassato tutti gli avversari con un solido 103/150. L’argento è andato ad Andrea Tabanelli che ha concluso con 94 centri all’attivo ed ha preceduto Angelo Columbanu (92). Tra i tiratori del comparto Sitting B ha vinto Oreste Lai. Il fuoriclasse cagliaritano ha

Andrea Zambon

Andrea Zambon si è laureato campione italiano di Fossa Olimpica della qualifica Sitting A davanti ad Andrea Tabanelli e Angelo Columbanu

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TIRAVOLISMO DISABILE

Oreste Lai ha vinto il titolo di Fossa Olimpica della qualifica Sitting B davanti a Pietro Boem e Bruno Busti Paolo Bortolin ha conquistato il titolo italiano di Double Trap del comparto Standing A davanti a Giorgio Cicala

Nel comparto Standing B Giorgio Marozzini ha vinto precedendo Giuliano Berlato e Giuseppe Petito Andrea Tabanelli ha vinto nella qualifica Sitting A davanti a Andrea Zambon

totalizzato 108/150 ed ha preceduto Pietro Boem (103) e Bruno Busti (102). La sfida tricolore di Double Trap ha avuti invece come palcoscenico le pedane venete di Ponso. Allo stand padovano è stato ancora Paolo Bortolin a spuntarla: il tiratore pordenonese avviato al tiro a volo nientemeno che da Eddi Cainero si è laureato campione italiano della più giovane disciplina olimpica nella qualifica Staning A con il punteggio di 117/150 precedendo Giancarlo Cicala che ha totalizzato 84. Giorgio Marrozzini ha

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vinto il titolo dei tiratori della qualifica Standing B con 121/150. La medaglia d’argento è andato a Giuliano Berlato che ha totalizzato 115 bersagli utili e ha preceduto Giuseppe Petito (101). Andrea Tabanelli si è assicurato la vittoria nella qualifica Sitting A con 94/150 ed ha preceduto il campione italiano di Trap Andrea Zambon (70). Pietro Boem l’ha spuntata invece tra i contendenti della qualifica Sitting B: con 106 il tiratore veneto ha preceduto Oreste Lai (103) e Bruno Busti (92).

Andrea Tabanelli Nel comparto Sitting B Pietro Boem ha vinto precedendo Oreste Lai e Bruno Busti


TRAP & SKEET

AVANTI FIORAVANTI! Lo specialista del Corpo Forestale dello Stato vince tra gli Eccellenza al Gran Premio di Trap a Bellavista mentre è Jessica Rossi a svettare nella gara in rosa. In parallelo a Porpetto Valerio Grazini e Silvana Stanco si aggiudicano la vittoria nell’area under 20

È Giulio Fioravanti ad occupare prepotentemente la scena al Gran Premio di Trap in programma sulle pedane aretine di Bellavista. Il capitolino del Corpo forestale è andato ad artigliare la vittoria guadagnando il primato con una straordinaria determinazione. Al traguardo delle cinque serie il tiratore romano aveva infatti assemblato il solido punteggio di 121 centri (23 – 24 – 25 – 25 – 24), ma Daniele Resca ed Erminio Frasca avevano fatto decisamente meglio assicurandosi la vetta della graduatoria con 123 e Mario Verrengia li tallonava a 122. Con 121 come Fioravanti entrava tra i sei finalisti anche Luigi Mele e grazie a 120 bersagli utili era della partita anche Simone Lorenzo Prosperi. Era però proprio nel round finale ad un colpo solo che esplodeva la grintosa carica agonistica di Fioravanti. Il romano del Corpo forestale completava la serie senza errori e il suo perfetto 25 faceva la differenza, ribaltando totalmente gli equilibri in 34

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campo. Il suo 146/150 si trasformava in un punteggio irraggiungibile per tutti i suoi avversari e quello score attribuiva la vittoria a Fioravanti con un piattello di vantaggio su Resca e due su Prosperi e Frasca: lo shootoff successivo, peraltro lunghissimo, avrebbe poi attribuito la medaglia di bronzo all’universitario di Artena. Ha impresso invece il proprio ritmo alla gara fino dalle prime battute Jessica Rossi. Un monumentale 74/75 (25 – 24 – 25) aveva naturalmente conferito alla ragazza di Crevalcore il primato provvisorio già alla vigilia della finale, ma l’emiliana doveva guardarsi da una vivacissima Federica Caporuscio che a Bellavista è stata autrice di un 73 costruito con una serie piena all’esordio e due 24. Accedevano alla finale con 70 bersagli utili anche Giulia Iannotti e Deborah Gelisio, Marina Moioli con 67 e Erica Profumo con 66. Nel round decisivo ad un colpo solo Jessica non era inesorabile come nelle altre serie, ma il suo 19 era sufficiente per trasportarla a quota

L’Eccellenza Giulio Fioravanti ha vinto il Gran Premio di Fossa Olimpica di Bellavista precedendo Daniele Resca e Simone Lorenzo Prosperi Una incontenibile Jessica Rossi si è imposta nell’appuntamento aretino davanti a Federica Caporuscio e Giulia Iannotti


TRAP & SKEET

A Porpetto Valerio Grazini ha svettato nel Gran Premio degli under 20 davanti a Emanuele Buccolieri e Leonardo Franceschini

93 dove risultava solitaria vincitrice. Federica Caporuscio confermava il suo ruolo di fortissima runner-up con 92 bersagli utili che equivalevano alla medaglia d’argento, mentre il bronzo era appannaggio di Giulia Iannotti (91). A Porpetto, frattanto, Valerio Grazini si assicurava in scioltezza la vittoria nel comparto degli under 20. Nelle serie di selezione il viterbese era inesorabile e confezionava un solidissimo 122/125 con una sequenza da “adulto”: 24 – 25 – 24 – 25 – 24. Con il 22 conclusivo Grazini

si attestava alla quota irraggiungibile di 144/150 ed era primo davanti a Emanuele Buccolieri che totalizzava 138 e precedeva il 131 di Leonardo Franceschini (che era stato abile a scalare posizioni dopo essere entrato nel lotto dei finalisti grazie ad una prova di carattere nello shoot – out). Nella scia dei medagliati si inserivano Ermanno Dall’Orefice e Luca Miotto con 131 e Vito Contardo con 134. Silvana Stanco svettava a sua volta nella parallela sfida femminile. La svizzero-capuana era già prima alla boa delle tre serie con 65/75 (22 –

Silvana Stanco ha vinto tra le ragazze under 20 precedendo Alessia Montanino e Alessia Iezzi

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TRAP & SKEET

24 – 19) e completava l’opera con 20 centri in finale che le attribuivano 85 bersagli utili complessivi e la vittoria davanti ad una vivace Alessia Montanino che era seconda sd un piattello dalla Stanco. Alessia

Iezzi era terza, ma l’abruzzese, dopo aver colpito 82 centri ed aver subito il ritorno veemente in finale di Lisa Nicole Marzo, per meritare la medaglia doveva costringere alla resa la coetanea per 2 a 1.

TAMMARO DELLE STELLE Gioca a fare il primo della classe Tammaro Cassandro nel Gran Premio di Skeet di Montecatini – Pieve a Nievole. E il casertano riesce ad interpretare quel ruolo perfettamente, perché sulle pedane toscane assembla un 149/150 che, se nella famiglia Falco non è davvero un punteggio “qualunque” (Tammaro Cassandro è nipote d’arte dell’olimpionico di Atlanta ed è con quel punteggio che Ennio vinse l’oro nel 1996), è a maggior ragione un punteggio strepitoso per un under 20. Anche se quel giovane skeettista è ormai da tempo una solidissima colonna degli azzurrini di Francesco Fazi. Cassandro a Montecatini non sbaglia niente: compone un perfetto 124 alla boa delle serie di selezione e con la sicurezza di un campione navigato stende tutti gli avversari con un rotondo 25 in finale. Tra gli Juniores Tammaro Cassandro precede largamente il vicecampione europeo della categoria Gabriele Rossetti che peraltro totalizza un ottimo 144. Vincenzo Grizi è terzo con 143. Tammaro Cassandro in questa circostanza si permette di dare lezioni di Skeet perfino agli Eccellenza. Nella massima categoria sono Valerio Luchini e Angelo Moscariello a contendersi la vittoria. Entrambi completano

la gara con 146 (il campione italiano del 2011 aggancia il capitolino con un perfetto 25 in finale), ma è poi il Carabiniere romano a svettare per 2 a 1 nello shoot – off. Giancarlo Tazza è ottimo terzo: il poliziotto campano esclude dal podio Emanuele Fuso con un 2 a 1 in spareggio dopo che entrambi avevano totalizzato 145. Tra le Ladies vince una determinata Simona Scocchetti: la skeettista latina ruba la scena a Chiara Cainero completando l’ultimo round senza errori. Con 94/100 Simona Scocchetti è prima con un piattello di vantaggio sulla friulana. La medaglia di bronzo è appannaggio di Diana Bacosi, autrice di 86 centri. Vittoria d’autore in Prima categoria. E’ Sergio Forlano a svettare con 141/150 davanti a Enrico Munaro che totalizza 137 come Andrea Biscontri e Fabio Vallesi ma in shoot – off costringe i suoi avversari rispettivamente al terzo e al quarto posto. Antonio Iovine vince in Seconda con 135/150 precedendo Ubaldo Falvo (133) e Roberto Lepri (130), mentre in Terza la vittoria arride a Gino Mollica che totalizza 132 centri e precede Elia Sdruccioli (130) e Cosimo Damiano Brisci che conclude con 129 ed esclude dal podio in spareggio Marcello Tuci.

Tammaro Cassandro

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FOSSA UNIVERSALE

CAMISOTTI, NATALINI E DE DONATO IN PRIMA FILA Sono questi tre specialisti a svettare autorevolmente nel terzo Gran Premio Fitav della specialità delle cinque macchine al Vecio Piave, a Montecosaro e a Principe di Sangro di Umberto Sottanella

Al Vecio Piave, nella sede settentrionale del terzo Gran Premio Fitav di Fossa Universale dello scorso 15 luglio, è il campione europeo a squadre Alessandro Camisotti a vincere tra gli Eccellenza con 93/100 davanti a Giafranco Cristoni (90) e Maurizio Cenedese (89). A Montecosaro è invece Giovanni Natalini a svettare tra gli Eccellenza: il marchigiano vince senza problemi con 92/100 davanti a Santo Plataroti. Nella sede pugliese di Principe di Sangro Mario De Donato ottiene un buon 90/100 con cui precede il favorito Luigi Viscovo che colpisce 87 piattelli e supera di misura Giorgio Cacciapaglia. Grande agonismo tra i Prima categoria: al Vecio Piave Roberto Rossi e Fabrizio Chiarotto si attestano a quota 95/100. Allo spareggio è Rossi ad avere la meglio per 4 a 3. Terzo è Graziano Cazzaniga, autore di 93 centri. A Montecosaro è 38

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il Commissario Tecnico della specialità Sandro Polsinelli a vincere con 95/100 e un piattello di vantaggio su Roberto Zalocco e Lorenzo Zamparini che si distribuiscono sul podio in quell’ordine dopo un rapido spareggio. A San Severo vince Roberto Saracino che totalizza 89/100 come Roberto Piancone e lo supera in shoot-off per 3 a 2. Terzo classificato è Matteo Gramazio con 82. Ottimi punteggi anche in Seconda categoria: il più alto è quello di Marco Clerici che a Montecosaro ha totalizzato 93/100 ed ha preceduto Fausto Minichelli (92) e Francesco Cherubini (91). Al Vecio Piave vince Walter Pellegrinetti che totalizza 92 bersagli utili e stacca di due piattelli Orazio Paganin e di quattro Lanfranco Cappelli. Antonio Pugliese è primo a Principe di Sangro con 89/100 davanti a Salvatore Russo (88) e Giovanni Augello (85).

Il podio degli Eccellenza al Gran Premio del Vecio Piave: Alessandro Camisotti precede Gianfranco Cristoni e Maurizio Cenedese


A Montecosaro tra gli Eccellenza ha svettato Giovanni Natalini davanti a Santo Plataroti

Al Vecio Piave Bianca Revello ha vinto precedendo Nadia Righetti

A Montecosaro Cinzia Antonelli ha preceduto Roberta Pelosi e Sabrina Paneri

In Terza categoria il miglior punteggio è di Samuele Noè che a Montecosaro colpisce 88 piattelli e precede Angelo Carlini (87) e Cristiano Cappellacci (86). Al Vecio Piave Pierpaolo Giglioni chiude la gara a 87 seguito da Gianni Brunato (84) e Antonello Parchetti (80). Pietro De Vincentis ottiene il primo posto a Principe di Sangro con 85/100 davanti a Giuseppe Palmisano (79) e Michele Mummolo (77). Al Vecio Piave Bianca Revello vince tra le ragazze con 92/100 e precede largamente Nadia Righetti (84). Ester Iannotti vince a Principe di Sangro con 77/100 davanti a Claudia Casarano (74) e Maria Sole Santasilia (72). A Montecosaro è Cinzia Antonelli a salire sul gradino più alto in virtù dei suoi 79 bersali utili che la collocano davanti a Roberta Pelosi (76) e Sabrina Panzeri (72). Tra gli under 20 Il Vecio Piave assiste alla vittoria di Enrico Moraglia che totaliza 93/100 e precede Andrea Guarnieri (72) e Adalberto Parchetti (69). A Montecosaro vince Samuele Chiappori con 89/100 davanti a Gabriele Petrucci (86) e Andrea Marcinnò (73). A Principe di Sangro vince invece Gianluigi Sorrentino con 82/100. Tra i Veterani a Montecosaro vince Giuliano Clementi (95/100). Al Vecio Piave è invece Lionello Masiero a svettare con 91/100 e nella sede pugliese è Roberto Cota a spuntarla con 86 bersagli utili. Con 92/100 al Vecio Piave tra i Master vince Marco Vaccari, mentre a Montecosaro è Giorgio Ravera a svettare con 90. A Principe di Sangro la vittoria arride a Biagio Mecca, autore di 80 centri.

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AT T I U F F I C I A L I

AVVISO IMPORTANTE Tutti gli atleti (agonisti ed amatori) che disputano gare, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono essere in possesso del modulo di trasmissione della “Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT). La ““Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT) deve essere spedita per Raccomandata A/R all’Ufficio di Procura Antidoping del CONI (Stadio Olimpico, Curva Sud, Gate 23, Secondo piano, 00194 Roma): • Per gli atleti non soggetti a TUE (Richiesta di Esenzione ai Fini Terapeutici), la DUT va inviata entro 7 giorni • lavorativi

dalla data di sessione del prelievo ed è soggetta a revisione ed accettazione da parte dell’organismo deputato al controllo della documentazione; il mancato riconoscimento della reale necessità medica al trattamento indicato comporta l’attivazione di un procedimento disciplinare.

• Per Glucocorticosteroidi (Cortisonici) utilizzati per via non sistemica, la DUT va presentata nel momento in cui si inizia la

somministrazione, sono interessati tutti gli Atleti compresi quelli inseriti nel Gruppo Registrato ai Fini dei Controlli (RTP).

Si ribadisce che gli atleti inseriti nell’RTP, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono compilare la TUE. Nel caso in cui il Comitato per l’Esenzione ai Fini Terapeutici”(CEFT) approvi la TUE, l’Atleta può cominciare il trattamento farmacologico soltanto dopo aver ricevuto la notifica di autorizzazione da parte del CEFT. Si fa eccezione per i casi in cui l’intervento farmacologico si configuri quale trattamento di emergenza indispensabile per le condizioni di salute dell’atleta; in questo caso l’autorizzazione può avere validità retroattiva. Per prendere visione del “Regolamento Antidoping” e la relativa modulistica, collegarsi sul sito federale www.fitav.it , cliccare sul link in basso. Una volta aperta la Home Page del sito www.coni.it , scorrere la colonna laterale sinistra fino alla voce Antidoping e cliccarla. Si prega di prenderne visione e si raccomanda la massima cura e scrupolosità. Per qualsiasi ulteriore informazione, contattare il Medico Federale dr. Francesco Fazi 335333670 e l’Ufficio Antidoping FITAV al numero 06.45235213.

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LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CONVENZIONATE CON LA FITAV F.I.D.C. Federazione Italiana della Caccia A.N.L.C. Associazione Nazionale Libera Caccia U.N. Enalcaccia P.T. Unione Italiana Enalcaccia Pesca e Tiro ARCICACCIA A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani per la Conservazione dell’Ambiente Naturale CONFAVI C.P.A. Associazione Caccia Pesca Ambiente Sport U.C.S. Unione Cacciatori di Sardegna L.A.S.C. Sarda Caccia Libera Associazione Sarda della Caccia Associazione Cacciatori Sardi A.C.P. Caccia-Sardegna Insieme C.P.E. Caccia Pesca Ecologia A.R.C.P.Lombardia Associazione Regionale Cacciatori e Pescatori Lombardia Naturclub Sicilia L.C.S. Associazione Liberi Cacciatori Siciliani Federazione Siciliana della Caccia Consiglio Siciliano della Caccia, della Pesca, dell’Ambiente, della Cinofilia, dello sport

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TIRO A VOLO  

Il MAGAZINE della Federazione Italiana Tiro a Volo

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