Issuu on Google+


SOMMARIO

In copertina

3

L’EDITORIALE DI LUCIANO ROSSI

Dream Team è la definizione più calzante per la formazione degli otto azzurri che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra. Nella foto i magnifici otto del tiro a volo italiano (Luigi Agostino Lodde, Ennio Falco, Francesco D’Aniello, Chiara Cainero, Giovanni Pellielo, Jessica Rossi, Massimo Fabbrizi e Daniele Di Spigno) posano alla rocca di Lonato - in occasione della presentazione ufficiale della squadra alla stampa - con il Presidente Luciano Rossi, i Commissari Tecnici, il Preparatore Atletico e il Massaggiatore

4

OTTO GRANDISSIMI AZZURRI

16

LONATO, PIANETA TERRA

18

GELISIO E LUCHINI IMPERATORI D’EUROPA

22

LO SCUDETTO E’ DI BRUNO TALLARICO

26

MONTECATINI-PIEVE A NIEVOLE E’ REGINA

28

CIELI APERTISSIMI

34

GASPARINI, CHI ALTRI?

36

AL TOP DELL’UNIVERSALE

40

ATTI UFFICIALI

N um e r o 2 1 9 g iug n o 2 0 1 2 Direttore Luciano Rossi

Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 redazione@fitav.it

Composizione grafica e impaginazione Ideograph.it

Munizioni Baschieri & Pellagri Cheddite Fiocchi Munizioni Nobel Sport Italia

Eliche Rodenghi Tiro a Volo Lazio

Gestione Gare Hard Soft Elettronica Progetti

Abbigliamento Castellani

Armi Pietro Beretta Perazzi Armi Rizzini

Piattelli Eurotarget Laporte Mattarelli

Raccolta dei materiali E.CO Piombifera Bresciana Puli Pull

Direttore Responsabile Luigi Agnelli Coordinatore Redazionale Massimiliano Naldoni maxnaldoni@alice.it

Tutti i diritti riser vati Vietata la riproduzione anche parziale se non autorizzata. Aut. del Tribunale di Roma n.111 del 17 marzo 1994

SPONSOR FEDERALI

Macchine Fab

I l TI R O A V OL O

1


EDITORIALE

ESSERE E APPARIRE Mentre scrivo vedo scorrere sullo schermo televisivo le immagini dell’Emilia – Romagna devastata dal terremoto e sui siti Internet vedo inseguirsi aggiornamenti continui che parlano di un tributo pesante in termini di vite umane e di danni. Anche la mia terra e la mia gente hanno vissuto in passato un’esperienza devastante come questa, e lo stesso è accaduto in tempi diversi in tante altre zone del nostro Paese. Non c’è mai naturalmente un momento adatto per una calamità. Però, possiamo dire che di momenti ce ne sono alcuni che sono proprio quelli meno adatti. In una Italia, come quella attuale, che sta soffrendo per una crisi che sta mettendo a dura prova anche tutto il sistema Europa, in una società planetaria e in un’economia globalizzata che, a loro volta, si trasformano profondamente, quel carico di dolore, di disagio e di pesanti danni morali e materiali aggiunge un fardello che si presenta pesantissimo. Una calamità naturale non opera distinzioni e finisce così per colpire un tessuto sociale in maniera assolutamente indiscriminata in tutte le sue parti vitali. Se colpisce le strutture produttive di un’area, lede sicuramente anche il patrimonio artistico. Se distrugge in un attimo quello che ogni persona ha costruito con fatica in anni e anni di lavoro, va certamente a colpire anche quelle strutture sportive che rappresentano spesso i più saldi meccanismi aggreganti di una comunità. La crisi economica che stiamo vivendo in questi anni aveva peraltro già colpito duramente il mondo sportivo e in particolare il nostro mondo tiravolistico. Ne aveva minato le basi perché, nel ridurre le potenzialità economiche della classe media, aveva gradualmente indebolito quello zoccolo duro di praticanti che in passato, sui campi di tiro, avevano rappresentato una presenza costante e inossidabile. Rilevazioni recentissime ci dicono peraltro che sono decisamente buoni i dati relativi alla partecipazione alle gare federali, e sono semmai quelli relativi all’attività societaria che danno invece la misura del drastico e generalizzato ridimensionamento della pratica sportiva. Dicevo prima che non c’è mai un momento adatto per una calamità e nello stesso modo non c’è mai un momento propizio per vivere una crisi. È altrettanto vero, però - e non è soltanto una formula ad effetto – che un problema può tradursi in opportunità. Lo abbiamo visto chiaramente in questi anni. Quell’adeguamento alle norme di tutela ambientale che un quindicennio addietro è stato vissuto ad esempio come un fastidioso concentrato di farraginosi e onerosi adempimenti, oggi si è trasformato molto spesso per molte Associazioni in un motore di crescita. Ecco che, nello stesso modo, quella sobrietà che in tempi recenti è stata certificata addirittura per legge, non è da interpretare necessariamente come una riduzione di qualità, ma potrebbe indicare strade completamente nuove che si dirigono verso altrettanto nuove opportunità di crescita e di sviluppo. È anche vero che sobrietà non è certo parola che negli anni sia caduta in disuso nel nostro vocabolario: da sempre perseguiamo la qualità senza tuttavia essere mai stregati dal gigantismo sensazionalista che sembra piacere a taluni. Noi uomini e donne del tiro a volo siamo sempre stati più attratti dall’essere che dall’apparire. Anche se le calamità naturali e i tanti tentacoli della crisi economica sembrano adesso davvero fare a gara per minare indiscutibilmente la stabilità di quel nostro essere. Ma la nostra attenzione alla sostanza piuttosto che alla forma consiste proprio in quel modus operandi che in questi anni ci ha permesso di curare l’attività agonistica apicale senza trascurare lo sviluppo della pratica tiravolistica tra le Forze Armate e senza disattendere l’impegno a favore del tiravolismo disabile e di altre espressioni di solidarietà come il forte contributo alla ricerca sul cancro oppure - tema quanto mai attuale - proprio gli interventi in soccorso di popolazioni colpite da calamità. Abbiamo dunque saputo metterci in discussione e trasformarci. Senza peraltro mai rinunciare a quelle peculiarità che rappresentano il nostro insostituibile e inalienabile patrimonio tradizionale. Sono certo dunque che il movimento tiravolistico del nostro Paese potrà ancora stupire il mondo: con i prodotti del suo comparto industriale, con quell’operosità che abbiamo sempre saputo manifestare, ma anche e soprattutto con quella capacità di scoprirsi ogni giorno nuovi, senza tuttavia smarrire quello che eravamo. Il Presidente Luciano Rossi

I l TI R O A V OL O

3


LONDRA 2012

OTTO GRANDISSIMI AZZURRI Chiara Cainero, Francesco D’Aniello, Daniele Di Spigno, Massimo Fabbrizi, Ennio Falco, Luigi Agostino Lodde, Giovanni Pellielo, Jessica Rossi: sono questi i magnifici atleti a cui sono affidate le sorti del tiravolismo italiano a Londra

Dieci piccoli indiani evoca subito Agatha Christie, ed è sicuramente un riferimento molto, ma molto londinese. Ma dire: otto grandissimi azzurri, nello stesso modo, significa inequivocabilmente parlare di quegli otto atleti a cui sono affidate le sorti del tiro a volo italiano ai Giochi della trentesima Olimpiade. Ed è altrettanto vero che, per il curriculum di ciascuno di loro e per quello che hanno rappresentato e rappresentano nel contesto generale della storia del tiro a volo italiano e mondiale, è perfino difficile istituire delle vere e proprie gerarchie. Fino dall’occhiello - lo si sarà facilmente compreso - l’opzione risultata preferibile è stata quella dell’ordine alfabetico. Che se appare 4

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

per un verso un po’ salomonica, permette però di privilegiare anche un altro aspetto importante: il fatto che questi otto campionissimi azzurri, indipendentemente dalla disciplina d’elezione e dalla storia agonistica, sono una squadra. E sarà indubbiamente proprio l’effettiva coesione e il comune sentimento di appartenenza al team che potrà attribuire a questi talenti assolutamente singolari quel quid in più in grado di rappresentare il valore aggiunto sulle pedane del Royal Artillery Barracks. Che il tiro a volo sia sport da individualisti è probabilmente uno di quegli assunti, in buona parte inesatti, che l’uso reiterato ha promosso al rango di teoremi. È fuori discussione

I magnifici otto del tiravolismo italiano alla rocca di Lonato per la presentazione ufficiale con il Presidente Luciano Rossi, i Commissari Tecnici Albano Pera, Francesco Fazi e Mirco Cenci, il Preparatore Atletico Fabio Partigiani e il Massaggiatore Aldo Bionda


LONDRA 2012

L’inter vento del Presidente Luciano Rossi in occasione della presentazione ufficiale del dream team nella Sala consiliare del Municipio di Lonato del Garda

che ogni atleta è di fatto solo e isolato di fronte a ciascuno dei piattelli che deve affrontare (viene subito in mente a questo proposito l’ormai celebre e celebrato espediente adottato da Massimo Fabbrizi al Mondiale di Belgrado dello scorso anno, quando il campionissimo marchigiano, per sigillare la propria concentrazione, si mise idealmente a contare i fili d’erba del prato), ma è anche vero

che, nella storia più o meno recente del tiro a volo, sono stati proprio i team più coesi a produrre i risultati più importanti. Potremmo dire, insomma, (e lo confermerebbe immediatamente l’analisi dei traguardi raggiunti anche in queste ultimissime stagioni) che vince il singolo quando vince anche la squadra. Anche per questo l’immagine che abbiamo scelto per la copertina di questo numero della rivista insiste

sul concetto del team. Ma insiste, come si vede, anche su di un altro concetto importante nello sport e nella vita: quello del dream. Che dream team sia un’azzeccatissima locuzione che ben si adatta ad ogni sport e ad ogni situazione, è un dato di fatto. E che sia facile rispolverarla ogni volta che serve, è altrettanto certo. Ma alla vigilia della trentesima Olimpiade, oltre a insistere su tutto quello che è il dato essenzialmente tecnicosportivo, appare chiaro che occorre anche davvero tornare a sognare. Perché un’altra diffusa convinzione della società attuale (che si spaccia fieramente per pragmatica un attimo prima di dedicarsi alla lettura dell’oroscopo) suggerisce che sogno e realtà siano situazioni totalmente

contrapposte come il buio e la luce oppure come l’Equatore e il Polo Nord. Quando invece (e non occorre essere freudiani convinti per avvertirlo) sogno equivale a libertà e soprattutto a desiderio, aspirazione, traguardo. E non è la traduzione di queste prerogative e quindi di un sogno quel messaggio olimpico che invita ad andare citius, altius, fortius: più veloci, più in alto, più forte? She is the boss. Cantavano così un bel po’ di tempo fa i Rolling Stones e dal momento che Londra, oltre ad evocare Agatha Christie come abbiamo fatto in apertura, è innanzitutto la swinging London capitale del rock-pop degli ultimi cinquanta anni, la definizione ci piace e si adatta perfettamente al nostro dream team. Perché quel dream I l TI R O A V OL O

5


LONDRA 2012

team azzurro, nei fatti, non ha un capitano, ma una capitana. The boss è indiscutibilmente Chiara Cainero e siamo certi che non avranno troppo da ridire gli altri super-blasonati della squadra. Del resto Chiara, allo stato attuale, ovvero nella retrospettiva del quadriennio, è certamente l’azzurra del gruppo che può vantare il titolo più importante e, al pari di David Kostelecky, Satu Makela Nummela, Vincent Hancock e Walton Eller, è l’atleta che gareggerà a Londra con l’ideale dorsale numero uno. Ma l’appellativo suggerito dagli Stones per la friulana del Corpo Forestale dello Stato, è ulteriormente rafforzato dal percorso agonistico. Perché un po’ come accadde a fine anni Ottanta, quando Bianca Rose Hansberg, andando a conquistare

6

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Chiara Cainero


LONDRA 2012

Francesco D’Aniello

due titoli mondiali, dimostrò che lo Skeet femminile non era disciplina riservata ad androgine atlete d’oltre cortina, così anche Chiara ha nuovamente sdoganato (in epoche e circostanze frattanto diversissime da quelle vissute dalla skeettista di Modena) lo Skeet rosazzurro promuovendolo a modello imitato e da imitare. Nel nostro ordine alfabetico sulla via di Londra risultano affiancati Francesco D’Aniello e Daniele Di Spigno. E non è un caso, dal momento che abbiamo spesso descritto i nostri due eroi come i gemelli del Double Trap. Nonostante che le loro storie agonistiche abbiano avuto sì numerosi punti di contatto, ma anche profonde divergenze. Se consideriamo l’immagine esteriore di Daniele, non sembra trascorso troppo tempo da quel Mondiale del 1993 a Barcellona (stesso playground di Mollet del Valles che aveva ospitato l’Olimpiade un anno prima) in cui il diciottenne di Terracina artigliò il titolo mondiale

I l TI R O A V OL O

7


LONDRA 2012

individuale e a squadre e fece comprendere che in breve avrebbe compiuto imprese storiche. Come poi ha fatto. La diapositiva un po’ sbiadita che ha fermato sull’emulsione chimica quel podio catalano ci rimanda un Di Spigno che non è poi appunto tanto distante da quel Di Spigno descritto dai pixel della foto digitale che correda questo articolo. In mezzo alle due immagini c’è invece una lunga e importante storia di maturazione di un atleta che ha saputo vincere precocemente, che ha saputo confermarsi leader del Double Trap mondiale nel secondo scorcio degli anni Novanta e nel primo dei Duemila e che ha saputo anche superare con abilità fasi interlocutorie della propria carriera, assumendo oggi il ruolo di solido riferimento in quel dream team del tiro a volo

8

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Daniele Di Spigno


LONDRA 2012

Massimo Fabbrizi

italiano in partenza per Londra. Quando Daniele vinceva il suo primo titolo importante nel Double Trap a Barcellona, Francesco D’Aniello davvero non aveva neppure in mente che un giorno sarebbe stato un titolatissimo fuoriclasse di quella stessa disciplina. Ma Francesco D’Aniello nel primo decennio del Duemila brucia le tappe: dopo l’approccio al tiro a volo attraverso la Fossa Universale passa al Double Trap. Vince il titolo mondiale individuale a Nicosia nel 2007, va a Pechino e si assicura la medaglia d’argento per riconfermarsi poi campione del mondo e campione europeo nel 2009 a Maribor. E’ una storia che parla di grande caparbietà anche quella che vede protagonista Massimo Fabbrizi. Dopo aver vinto il titolo iridato a Lonato e la carta olimpica nel 2005, nella seconda fase del quadriennio

I l TI R O A V OL O

9


LONDRA 2012

di Pechino il Carabiniere di San Benedetto del Tronto non attraversò agonisticamente un’epoca felicissima. Con grande tenacia in questo quadriennio Massimo ha saputo ricostruire la sua monumentale gladiatoria presenza nel panorama del Trap azzurro e ha sancito il suo diritto a disputare i Giochi di Londra con quel capolavoro assoluto che è stato il Mondiale di Belgrado del 2011 nel quale l’azzurro ha prodotto l’oro individuale con un iperbolico 149/150 e la vittoria a squadre con un altro primato planetario. Leggenda, mito, monumento. Quando si è Ennio Falco, il patrimonio lessicale sembra doversi arrendere all’evidenza di una continua insufficienza semantica. Ma l’ex ragazzo-prodigio (perché non è stato soltanto Vincent Hancock un precocissimo campione della disciplina: anche Ennio si è rivelato

10

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Ennio Falco


LONDRA 2012

Luigi Agostino Lodde

skeettista dalle doti singolari in giovanissima età) che ha vinto tutto (o quasi tutto, a voler essere precisi, e vedremo subito che cosa significa quel quasi) non vive di antichi allori, ma piuttosto di fresche fronde sempre nuove, perché Skeet per Ennio non è soltanto una passione, ma un modo di interpretare la vita. E se un’attività la si elegge a modo di interpretare l’esistenza, non può certo essere un’attività che si svolge asetticamente in orario di ufficio. Quasi tutto, abbiamo detto parlando delle vittorie di Falco. Tutto tranne quel titolo mondiale individuale che è sfuggito per un soffio innumerevoli volte. Al vertice di ogni elenco c’è quell’oro di Atlanta ’96 quando Ennio compose una gara ai limiti della perfezione lasciando volare indenne soltanto il centoquarantacinquesimo piattello,

I l TI R O A V OL O

11


LONDRA 2012

ovvero il 5 Mark singolo. È il titolo mondiale dello Skeet, però, che si è sempre sottratto alle mire di questo fuoriclasse che affronta a Londra la quinta Olimpiade della carriera: quattro strepitosi argenti individuali (e tre bronzi) nei concorsi iridati dicono incredibilmente che quell’alloro per Falco appare davvero stregato. È stato argento a Lima nel 1997, quando Ennio gareggiava da campione olimpico in carica, a Il Cairo nel 2001, a Lonato nel 2005 quando a precederlo fu nientemeno che un “bambino” di nome Vincent Hancock e ancora a Monaco nell’agosto del 2010 quando l’argento alle spalle del russo Valery Shomin fruttò la carta olimpica per i Giochi britannici. Luigi Agostino Lodde è stato definito il coniglio nel cappello del mago Francesco Fazi. Il

12

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Giovanni Pellielo


LONDRA 2012

Jessica Rossi

selezionatore romano aveva detto a chiare lettere che sarebbero andati a Londra i tiratori in grado di centrare la conquista della card. Gigi Lodde, biologo nato a Sassari trentadue anni fa oggi inquadrato nei ranghi del Gruppo sportivo dell’Esercito, è andato diligentemente a compiere il suo dovere alla prova di Coppa del Mondo di Sydney del 2011. Il palmares dello skeettista sardo non è neppure lontanamente paragonabile alle credenziali che può presentare Ennio Falco. Ed è sicuramente meno nutrito di allori perfino di altri specialisti azzurri, ma è indubbiamente la grande determinazione e il forte senso di responsabilità di Lodde verso il proprio team che potrebbe svolgere un ruolo importante nell’impresa della prossima estate.

I l TI R O A V OL O

13


LONDRA 2012

Per Johnny Pellielo quella di Londra è l’Olimpiade numero sei e di acqua sotto i ponti ne è passata molta da quando, ventiduenne, il vercellese mandò a vuoto i due colpi del suo primo piattello a cinque cerchi sul verdissimo tricampo di Barcellona. È passata molta acqua sotto i ponti ma per Johnny sono arrivati anche tre titoli mondiali individuali, ben sette trofei di cristallo dell’Issf (il primo proprio nel 1992 e il più recente nel 2008) e soprattutto tre medaglie olimpiche (il bronzo di Sydney 2000 e gli argenti di Atene 2004 e di Pechino 2008) che fanno del piemontese un portabandiera assoluto del tiravolismo azzurro. Dire matricola di Jessica Rossi suona quasi fuori luogo. È però indubbiamente l’età a suggerirlo perché sulla carta d’identità dell’emiliana, alla voce: data di nascita, c’è scritto 7 gennaio 1992. Nel giorno in cui Jessica nasceva, Johnny Pellielo si apprestava a celebrare il suo ventiduesimo compleanno compleanno (Johnny è nato il 10 gennaio) con il pensiero, come abbiamo appena visto, già ben rivolto all’Olimpiade di Barcellona. Ma la storia agonistica della Rossi prende il via ad una celebre competizione annuale riservata agli under 20 che si svolge a Suhl, in Germania. Nel 2006 Jessica partecipa a quella gara con il team del Settore Giovanile della Fitav ed è più o meno un flop. Torna l’anno successivo e in quell’occasione invece sbanca tutte le avversarie. Il resto, paradossalmente, sembra venire da sé per la tiratrice di Cento che risiede a Crevalcore ed è inquadrata nella Fiamme Oro: la vittoria del titolo mondiale delle Juniores a Nicosia nel 2007, poi la vittoria tra le “adulte” ancora a Suhl nella World Cup del 2008 (e in quell’occasione sarà Susan Nattrass a descrivere pubblicamente Jessica come una campionessa straordinaria), il titolo iridato individuale e a squadre a Maribor nel 2009 e la Coppa del Mondo nell’autunno scorso negli Emirati. Non c’è che dire: materiale per i sogni ce n’è in abbondanza. Let’s keep on dreaming. Come dicono al Royal Artillery Barracks… 14

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Albano Pera

Francesco Fazi

Mirco Cenci


C O P PA D E L M O N D O

LONATO, PIANETA TERRA Per la prova di Coppa del Mondo il Concaverde si è trasformata nella capitale planetaria delle discipline olimpiche: per gli azzurri il risultato più prestigioso è l’argento dorato di Rudi Viganò nella Fossa Olimpica

E’ stato un grande spettacolo di sport la terza prova di Coppa del Mondo delle discipline olimpiche al Concaverde di Lonato. E nella Fossa Olimpica è stato quasi trionfo azzurro. A inanellare una medaglia d’argento dai vivaci riflessi dorati è stato Rodolfo Viganò. Al Concaverde la gara di Trap aveva promosso alla finale il turco Oguzhan Tuzun e il francese Stephane Clamens con 121/125. La coppia di testa era tallonata da Alexey Alipov a 120, dallo stesso Rodolfo Viganò e dall’egiziano Ahmed Kamar a 119 e dal sammarinese Stefano Selva con 118. Gli altri due azzurri convocati dal Ct Pera per la prova gardesana, Erminio Frasca e Mauro De Filippis, sono rimasti fuori dal gruppo dei 16

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

finalisti rispettivamente con 116 e 115. Rudi, che peraltro ha lasciato volar via indenne il primo lancio della serie finale, è stato abile a recuperare immediatamente fiducia nei propri mezzi e a comporre un 23 che ha scompigliato gli equilibri definiti dalla fase di selezione. Alipov in finale ha concesso obiettivamente un po’ troppo agli avversari con i suoi errori ed è scivolato nell’area bassa del gruppo dei finalisti. Con Tuzun indisturbato vincitore a quota 144/150, è stato infatti proprio Viganò ad agganciare a quota 142 Clamens e a svettare in un fulmineo duello, costringendo il francese di Mentone ad accontentarsi di un pur onorevole bronzo a seguito del secco 3 a 2 nello shoot-off. Nel

Rodolfo Viganò riceve i complimenti del Presidente Luciano Rossi e del coach Albano Pera


COPPA DEL MONDO

Sul podio del Trap Rudi Viganò ha centrato la conquista di un prestigioso argento alle spalle del turco Oguzhan Tuzun e davanti al francese Stephane Clamens

confronto femminile di Trap è stata Abbey Burton a svettare. La giovane tiratrice britannica aveva controllato con sicurezza tutta la gara fino alla finale nella quale si era presentata con un solido 70/75 e un piattello di vantaggio nei confronti della spagnola Fatima Galvez e dell’olimpionica finlandese Satu Makela Nummela. Tre zeri consecutivi nella prima metà della finale avevano poi messo in discussione la sua leadership, ma era stata proprio la Galvez a restituire gradualmente nel resto della frazione i piattelli a lei donati dalla Burton. Con la Makela Nummela ormai di bronzo a quota 90/100, Fatima Galvez e Abbey Burton si sfidavano per la vittoria a quota 91 ed era la britannica a riprendersi lo scettro nel giro di due lanci. Tutte fuori dal giro della finale le ragazze azzurre: Deborah Gelisio, dopo aver concluso a quota 67/75, non superava lo shoot-out che avrebbe promosso al round conclusivo la slovacca Stefecekova; la debuttante Alessia Iezzi si fermava a 61 e non andava oltre il 60 Giulia Iannotti. Nel Double Trap ha vinto invece Joshua Richmond. L’americano con 144/150 si inserisce in finale nella scia del kuwaitiano Fehaid Aldeehani, ma con il perfetto 49 conclusivo si colloca da solo in vetta con 193/200.

La medaglia d’argento va al russo Vitaly Fokeev, autore di 191 centri, e il bronzo se lo aggiudica il moscovita Vasily Mosin che totalizza 190, aggancia Aldehani e in shoot-off lo esclude dal podio. Francesco D’Aniello, pur con un perfetto 50/50 alla seconda serie, non è della partita con il suo 141/150 che risulta superiore di un piattello al punteggio che compone Daniele Di Spigno. Stop a quota 136 invece per il terzo azzurro di Cenci: Antonino Barillà. Ci prova Luigi Agostino Lodde a dare un tono di azzurro allo skeet e il sardo di Ozieri compone davvero una bella gara con un 121/125 che gli dà accesso alla finale ad una sola lunghezza dal vertice e un solido 24 nell’ultimo round che lo proietta a 145/150. Ma non basta. L’oro va al cipriota Georgios Achilleos. Il fuoriclasse dell’isola del rame conclude a 147 come Valery Shomin e poi costringe al secondo gradino del podio il russo al termine di un lungo spareggio. La medaglia di bronzo è del danese Jesper Hansen che chiude a quota 146. Ennio Falco si ferma a 119 e Cristian Eleuteri si attesta a 115. Si è appropriata della vittoria in ambito femminile Danka Bartekova. Con 95/100 (dopo uno stellare 74/75 di approdo alla finale) la Bartekova ha fatto svettare i colori della Slovacchia davanti alla titolatissima tedesca Christine Wenzel (94) e ad una new entry da tenere d’occhio: la cilena Francisca Crovetto Chadid che dopo aver totalizzato 93 ha superato in shoot off nientemeno che Kim Rhode. Lonato risulta soltanto un training verso la gara che conta per Chiara Cainero: la friulana non mette i motori al massimo e sotto il cielo del Garda conclude con 64 centri su 75. Delle altre azzurre, Simona Scocchetti si attesta a 69 e chiude invece a 61 Cristina Vitali.

I l TI R O A V OL O

17


C A M P I O N AT O D ’ E U R O PA

GELISIO E LUCHINI IMPERATORI D’EUROPA Deborah cattura l’alloro continentale del Trap e conduce alla vittoria collettiva Jessica Rossi e Federica Caporuscio che si assicurano le altre medaglie del confronto individuale; Valerio è semplicemente epico nella difficilissima sfida dello Skeet

È un Europeo targato Italia quello che si è appena concluso a Cipro: al nuovo impianto di Larnaca è dominio azzurro nel Trap femminile grazie alle prove di Deborah Gelisio, Jessica Rossi e Federica Caporuscio e in quello under 20 per merito di Carlo Mancarella, ma il tricolore sale sul pennone più alto anche nella difficilissima gara dello Skeet maschile che è stata controllata con autorevolezza da un solidissimo Valerio Luchini. Le ragazze del Trap 18

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

mietono addirittura allori su scala industriale e imitano quei giovani cannibali azzurri della stessa disciplina che un anno prima a Belgrado avevano occupato tutti i posti possibili del podio. Nella fase di selezione è Jessica Rossi a totalizzare il parziale più alto: con 73/75 la ragazza emiliana si insedia infatti al vertice della classificata immediatamente davanti a Deborah Gelisio che ha collezionato soltanto un piattello in

Il Commissario Tecnico Albano Pera esulta con le super-ragazze della sua squadra: Deborah Gelisio, Jessica Rossi e Federica Caporuscio


CAMPIONATO D’EUROPA

meno, ma nel gruppo delle finaliste c’è anche Federica Caporuscio che mette in campo 69 bersagli utili che fanno la differenza innanzitutto a livello collettivo. Con 214/225 le azzurre di Albano Pera sono infatti campionesse d’Europa con un record nuovo di zecca. Ma Jessica, Deborah e Federica non sono paghe di quel risultato di squadra che ha già di fatto illuminato d’azzurro l’impianto di Larnaca. È la veneta a mettere in campo tutta la sua grande esperienza di campionessa

che ha letteralmente segnato un’epoca della storia recente del tiro a volo. Cipro non è un luogo qualsiasi per l’azzurra di Mel: è proprio dallo storico impianto di Latsia che è decollata la grande carriera tiravolistica della Gelisio nella torrida spedizione mondiale del 1995 quando Deborah fu strepitosa regina del Double Trap mondiale e avvisò chiaramente tutto il gran circo del piattello che il successivo decennio avrebbe avuto la sua firma. Con quel 22 che ha proiettato il

En-plein delle ragazze del Trap all’Europeo di Cipro: con Deborah Gelisio campionessa continentale, è stata Jessica Rosi ad artigliare l’argento davanti a Federica Caporuscio

I l TI R O A V OL O

19


CAMPIONATO D’EUROPA

punteggio di Deborah a quota 94/100 e l’ha incoronata campionessa europea di Trap del 2012, la bellunese del Corpo Forestale ha di fatto confermato che il suo desiderio di continuare a fare epoca nel tiro a volo è tutt’altro che smorzato. Con Deborah Gelisio autorevolissima vincitrice, è stata Jessica Rossi (92/100) a conquistare un argento che ha premiato la capacità dell’olimpica di Crevalcore di restituire in corso d’opera vivacità ad una finale che non era partita sotto i migliori auspici. Di grande carattere poi il bronzo di Federica Caporuscio: la capitolina chiude a 90 ed esclude dal podio in shoot-off la tedesca Sonja Scheibl. Ma il trionfo del Trap rosazzurro all’Europeo di Cipro non finisce qui. Si laurea campionessa europea delle under 20 Silvana Stanco che già un anno prima, a Belgrado, aveva fatto comprendere di voler interpretare un ruolo più importante dell’attrice non protagonista. Silvana totalizza 86/100 come la compagna di squadra Alessia Montanino e poi supera la campana per 3 a 2. Con Stanco e Montanino ai vertici continentali delle under 20, è Alessia Iezzi a completare il capolavoro: l’abruzzese non centra la finale ma con il suo 59/75 contribuisce alla conquista del titolo a squadre con 194/225 e tre piattelli di vantaggio su rappresentative di grande prestigio come Repubblica Ceca e Russia. C’è però ancora spazio per un altro trionfo azzurro nel Trap a Larnaca: provvede Carlo Mancarella. Il campione in carica degli Juniores si conferma leader continentale con un 141/150 che permette al brindisino di Lombardia di precedere di una lunghezza lo spagnolo Mario Fuentes e di due il compagno di squadra Valerio Grazini. Il terzo azzurrino di Pera, Antonio Michael Torsello, non si inserisce tra i finalisti ma con il suo 112/125 contribuisce a quel 348/375 20

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

che consegna ai ragazzi azzurri il titolo continentale a squadre davanti a Spagna e Russia. L’altro grande successo azzurro dell’Europeo 2012 arriva dallo Skeet. È Valerio Luchini a comporre un capolavoro sulle pedane cipriote. Approdato alla finale con 122/125 e un piattello di ritardo sul beniamino di casa: Georgios Achilleos, il capitolino dei Carabinieri assembla un perfetto percorso netto in finale e si assicura il titolo continentale con 147/150 davanti al greco Mithas e allo stesso Achilleos. Non è luminosissima a livello individuale la prova di Ennio Falco e Luigi Agostino Lodde che non centrano la finale. I due olimpici tuttavia portano un contributo importante al mulino dello Skeet azzurro: con 361/375 i tre atleti di Francesco Fazi sono secondi classificati nel concorso a squadre che vede svettare con 365 i padroni di casa di capitan Achilleos. Medaglia importante anche per il team del Double Trap: Daniele Di Spigno (quarto nel concorso individuale vinto dallo svedese Hakan Dahlby), Davide Gasparini e Francesco D’Aniello si sono assicurati il terzo posto con 418/450 alle spalle di Russia (424) e Gran Bretagna (419).

Valerio Luchini è il nuovo campione europeo di Skeet: il Carabiniere romano ha preceduto il greco Mithas e il cipriota Achilleos


ELICA

LO SCUDETTO È DI BRUNO TALLARICO L’elicista romano vince il titolo tricolore con un percorso netto sulle pedane messinesi di Castanea. Scudetti nuovi di zecca anche per il Seconda categoria Gabriele Venturi, per Valentina Cuzzani, per l’under 20 Alessandro Alderani, per il Veterano Franco Morini e per il Master Sergio Magelli

Bruno Tallarico è il campione italiano di Elica della massima categoria per la stagione 2012. Lo specialista romano non era riuscito a inserirsi tra i primissimi classificati della terza prova di Bologna della fine di aprile, ma nel match di Castanea del 13 maggio ha messo in campo un percorso netto di quindici eliche che ha totalmente stravolto gli equilibri a 22

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

suo favore. Con 30 eliche Tallarico si è infatti assicurato la possibilità di cucire sul proprio gilet lo scudetto tricolore della stagione. Vediamo come si è svolto questo graduale assalto al titolo nazionale da parte dello specialista capitolino che adesso si presenta come uno dei favoriti in vista della sfida iridata di metà giugno. Con grande strategia tecnica, il

Bruno Tallarico è il campione italiano di Elica della massima categoria: lo specialista romano è qui ritratto al vertice del podio della prova di Castanea davanti ad Alessio Nostro e Maurizio Vecchio


ELICA

Alla terza prova di Casalecchio nella massima categoria era stato invece Luca Boschi a svettare su Sebastiano Molinari e Nazario Barbiani Paola Tattini ha vinto la prova di Castanea precedendo Valentina Cuzzani e Katia Rostini Lucidi

Vincitrice della prova di Bologna del circuito davanti a Anna Olivieri e Paola Tattini, Valentina Cuzzani si è poi laureata campionessa italiana del 2012 Andrea Bruno ha vinto la prova di Castanea nel Settore Giovanile davanti a Francesco Cotroneo e Gianluca Martorana

tiratore tesserato alla Società Lazio ha saputo sferrare le zampate giuste nei momenti importanti: dopo la vittoria sulle pedane di Conselice nella sfida che aveva aperto le danze stagionali (si ricorderà che in quell’occasione il romano aveva regolato Andrea Martignoni in un appassionante shoot-off), Tallarico, rimasto appena in ombra a Casalecchio di Reno, è tornato alla ribalta in Sicilia. Sulle pedane bolognesi aveva vinto Luca Boschi che aveva totalizzato un perfetto 15/15 come Sebastiano Molinari ed aveva poi svettato per 1 a 0 nello spareggio. Terzo classificato era stato Nazario Barbiani, autore di un solido 14. A Castanea è tornato fuori invece il Tallarico più combattivo. Con le 15 eliche intercettate sulle pedane messinesi lo specialista romano ha vinto la prova precedendo di misura Alessio Nostro e Maurizio Vecchio (è stato poi il messinese

Nostro a conquistare il secondo gradino del podio superando per 2 a 1 il siracusano in shoot-off) e si è appunto assicurato il primo posto nella classica generale stagionale. In Seconda categoria è stato invece il ravennate di Camerlona Gabriele Venturi ad aggiudicarsi lo scudetto stagionale con 27 eliche complessive. A Castanea una vivace Paola Tatini ha vinto la tappa siciliana del circuito intercettano il volo di 12 eliche e precedendo Valentina Cuzzani (11) e Katia Rostini Lucidi (6). La bella prova della eclettica tiratrice di Ozzano dell’Emilia, campionessa iridata del 2011, non è stata però sufficiente per interferire sulla corsa al titolo di Valentina Cuzzani: la bolognese ha infatti svettato nella classifica generale con 27 eliche su 30 e si è così candidata a sua volta tra le contendenti più accreditate per il confronto mondiale delle prossime

I l TI R O A V OL O

23


ELICA

settimane. Poche settimane prima del rush finale, era stata proprio Valentina Cuzzani a vincere con largo vantaggio la manche di Casalecchio di Reno: con 13 eliche la fuoriclasse di Bologna aveva preceduto Anna Olivieri (8) e la stessa Paola Tattini (7). A Castanea è stato il beniamino di casa Andrea Bruno ad artigliare la vittoria tra gli uner 20 con 13 eliche all’attivo davanti al calabrese di Catona Francesco Cotroneo (4) e a Gianluca Martorana di Ganzirri (3), ma il titolo tricolore della stagione del Settore Giovanile è stato appannaggio di Alessandro Alderani che ha

totalizzato 23 eliche su 30. Il giovane tiratore livornese aveva svettato con autorevolezza alla manche di Casaleccio di Reno: in quell’occasione Alderani aveva vinto intercettano il volo di nove bersagli e precedendo Andrea Bruno (8 + 1) e Roberto Coltellacci (8). Due siciliani hanno dominato le classifiche delle qualifiche dei Veterani e dei Master nella gara conclusiva di Castanea, ma queste prove sono state ininfluenti per l’assegnazione degli scudetti. Tra i Veterani a Castanea ha vinto Antonio Badalà di Aci Castello con 13/15 e tra i Master a

Alessandro Alderani si è laureato campione italiano del Settore Giovanile: a Bologna il tiratore livornese aveva svettato precedendo Andrea Bruno e Roberto Coltellacci Franco Morini ha vinto la prova di Bologna del circuito davanti a Roberto Boni e Silverio Contini e si è poi laureato campione italiano 2012 della qualifica Veterani

Allo stand messinese il team di Ghedi ha preceduto Conselice e Castanea

24

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9


ELICA

A Casalecchio di Reno i portacolori di Conselice hanno posto una seria ipoteca sul titolo stagionale precedendo Ghedi e Bologna

Silverio Contini è stato uno degli autentici protagonisti della riunione di Elica di Casalecchio di Reno ed ha conquistato la Coppa Manfredi Nella riunione bolognese Enrico Serra si è assicurato la vittoria assoluta nella prestigiosa Coppa Majani

svettare è stato Salvatore Interdonato di Messina con 11/15. Il titolo dei Veterani è anato a Franco Morini: il tiratore di Ozano dell’Emilia ha assemblato complessivamente nel circuito 26 eliche su 30. Era stato proprio l’elicista emiliano a vincere la tappa di Casalecchio, prima intercettando il volo di tredici eliche come Roberto Boni e Silverio Contini, e poi superando i diretti contendenti in shoot-off. Venti eliche complessive hanno invece attribuito il titolo tricolore

dei Master al bolognese Sergio Magelli. Sulle pedane di Castanea la sfida a squadre è stata appannaggio del team di Ghedi che ha totalizzato 67/90 e ha preceduto Conselice (56) e i portacolori della Società ospitante (54). Il titolo nazionale è andato però agli alfieri della Società ravennate: Franco Tassinari, Remo Cicognani, Valentina Cuzzani, Gabriele Venturi, Paolo Golfari, Massimo Bertolini hanno conquistato lo scudetto precedendo Ghedi e Bologna.

I l TI R O A V OL O

25


SKEET

MONTECATINI PIEVE A NIEVOLE E’ REGINA Il team del Presidente Bruno Rossetti conquista lo scudetto nel Campionato delle Società di Skeet con formula Fitav tra le formazioni delle categorie alte: nella sfida delle compagini cadette vince invece con merito Bottaccia

È Montecatini - Pieve a Nievole la Società campione d’Italia di Skeet con formula Fitav. La compagine del sodalizio del Presidente Bruno Rossetti ha centrato la conquista del titolo nella sfida in programma sulle pedane della Falco. Non è stato però davvero un gioco da ragazzi assicurarsi la vittoria del confronto capuano, tant’è che i toscani hanno conquistato la vetta della graduatoria con appena due piattelli di vantaggio sui portacolori di una delle formazioni di Cascata delle 26

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Marmore: il sodalizio di Acquasparta, che da anni ormai rappresenta una delle formazioni di Skeet più forti del panorama italiano, con le proprie rappresentative ha artigliato infatti sia la medaglia d’argento che quella di bronzo. A comporre i 555 centri su 600 che hanno consentito alla formazione di Montecatini - Pieve a Nievole di conquistare lo scudetto stagionale hanno provveduto con compattezza Maurizio Carrara, Bruno Gubellini, Piergiovanni Nesti, Jacopo

La formazione di Montecatini – Pieve a Nievole ha vinto il titolo delle Società di Skeet con formula Fitav precedendo le due formazioni di Cascata delle Marmore


SKEET

Nella sfida riser vata alle Società di Terza e Quarta categoria Bottaccia ha preceduto Ilva e Luogosanto

Di Grazia, Simone Pastacaldi e Fabio Vallesi. Con 553 l’argento è andato invece alla formazione di Acquasparta composta da Massimo Vitullo, Ermanno Lanzi, Riccardo Meriziola, Stefano Sebastiani, Vladimiro Liurni e Maurizio Francescangeli. Sempre per i colori della Società umbra del Presidente Ferdinano Donati, Alessandro

Cianchetta, Piero Mencarelli, Andrea Biscontri, Franco Grimaldi, Luca Biscetti e Gregorio Paolo Quondam si sono invece assicurati il terzo posto nella sfida di Capua. Nella gara riservata alle Società di Terza e Quarta categoria a svettare è stato invece il team di Bottaccia. La formazione di Castel di Guido del

Presidente-campione Celso Giardini si è imposta totalizzando 553/600. A comporre quel risultato ha contribuito lo stesso Celso Giardini in collaborazione con Alessio Piersigilli, Fabio Giardini, Ivano Santucci, Mario Aloi e Edoardo Aloi. Il secondo posto è stato appannaggio dei pugliesi della Società Ilva. I colori della Società di Taranto sono stati difesi nell’occasione da Vito Giosa, Giovanni Di Bari,

Lorenzo Fortunato Colucci, Francesco Cito, Cosimo Damiano Brisci e Saverio Amoroso. Con un pregiato 543 i pugliesi hanno preceduto i sardi di Luogosanto: il team sassarese che ha totalizzato 536 centri era rappresentato nella circostanza da Antonino Battino, Antonio Paolo Colombo, Gian Paolo Demartis, Leonardo Pileri, Pierluigi Bazzu e Antonio Spurio. I l TI R O A V OL O

27


S PA Z I O G I O VA N I

CIELI APERTISSIMI Duecentodiciotto tra ragazzi e ragazze hanno vivacizzato il terzo appuntamento del Settore Giovanile sulle pedane di Cologno al Serio

Sono davvero apertissimi gli spazi in cui possono volare agonisticamente i molti under 20 che si sono misurati all’impianto bergamasco in occasione del terzo Gran Premio del Settore Giovanile. Questa volta a confrontarsi sulle pedane della struttura di Cologno al Serio sono convenuti in duecentodiciotto e moltissimi di loro hanno dimostrato di essere pronti a spiccare il volo verso sfide sempre più prestigiose. Non ha certo bisogno di presentazioni Valerio Grazini che ha svettato tra gli Juniores della Fossa Olimpica. Ma questa volta il fuoriclasse viterbese – che si era già imposto nel Gran Premio di Umbriaverde di alcune settimane prima - ha dovuto realmente profondere tutto il proprio talento per aggiudicarsi la vittoria nella sua qualifica, perché a Cieli Aperti un vivacissimo Mattia 28

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

Sardi ha insidiato con autorevolezza la supremazia del più celebre collega. Presentatisi alla finale con lo stesso parziale di 70/75 (costruito peraltro con la stessa sequenza di punteggi: 22 – 25 – 23), Grazini e Sardi hanno continuato a marciare di pari passo anche in finale con 19 bersagli utili. Soltanto lo shoot-off ha finalmente potuto dirimere la questione: è stato Valerio Grazini a imposi con un 2 a 1 che ha costretto Mattia Sardi ad una onorevolissima medaglia d’argento. Il terzo classificato di questo podio da campioni è stato il napoletano Giacomo Luongo che ha totalizzato 88 centri. Più agevole il successo di Jessica Bartoli tra le Juniores della Fossa Olimpica: la ragazza di Cisterna di Latina, che rappresenta ormai una dei talenti più promettenti del Trap in rosa, ha totalizzato

Il podio degli Juniores di Fossa Olimpica ha visto in evidenza Valerio Grazini davanti a Mattia Sardi e Giacomo Luongo


SPAZIO GIOVANI

Jessica Bartoli ha vinto la gara delle Juniores di Fossa Olimpica precedendo Alessia Iezzi e Valeria Raffaelli

86/100 ed ha preceduto di misura Alessia Iezzi. La medaglia di bronzo è andata meritatamente alla trevigiana di Morgano Valeria Raffaelli che ha completato la gara bergamasca con 84 bersagli utili. Tra gli Allievi della più antica disciplina olimpica è stato William Barbotti a svettare con un pregevole 69/75 davanti al 68 dell’abruzzese di Chieti Ermanno Dall’Orefice. Il toscano di Viareggio Elia Ghilarducci ha occupato con merito la terza sede del podio totalizzando 67 centri e superando in shoot-off Alessio Narducci. Tra le Allieve ha vinto Francesca Pepponi: la viterbese ha totalizzato 64/75 e

ha preceduto la bergamasca di Costa Volpino Rachele Amighetti (60) e la campana di Monte Procida Nunzia Pugliese che ha totalizzato 59 centri e ha poi escluso dal podio in spareggio Michaela Borgia. Luca Ferrari ha vinto tra le Giovani Speranze della Fossa Olimpica: il bresciano di Collebeato ha totalizzato 69/75 e ha preceduto Emanuele Buccolieri e Simone D’Ambrosio. Gli Esordienti del Trap hanno avuto in Filippo Fanali (65/75) di Montefiascone il loro protagonista. Maria Lucia Palmitessa ha vinto tra le Esordienti della Fossa Olimpica con 54/75. Tra gli Juniores dello Skeet Vincenzo

William Barbotti ha vinto tra gli Allievi della Fossa Olimpica precedendo Ermanno Dall’Orefice e Elia Ghilarducci Francesca Pepponi ha vinto tra le Allieve della Fossa Olimpica precedendo Rachele Amighetti e Nunzia Pugliese

I l TI R O A V OL O

29


SPAZIO GIOVANI

Tra le Giovani Speranze della Fossa Olimpica si è imposto Luca Ferraridavanti a Emanuele Buccolieri e Simone D’Ambrosio

Tra gli Esordienti della Fossa Olimpica ha vinto Filippo Fanali precedendo Gianluca Coati e Teo Petroni

Tra le Esordienti del Trap Maria Lucia Palmitessa ha svettato davanti a Federica Ferraresi e Giulia Grassia

30

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9


SPAZIO GIOVANI

Tra gli Juniores dello Skeet si è imposto Vincenzo Grizi che ha preceduto Domenico Simeone e Antonio Morandini

Gloria Mantuano ha vinto tra le Juniores dello Skeet davanti a Chiara Di Marziantonio e Francesca Grieco

Giacomo Ingaramo ha svettato tra gli Allievi dello Skeet davanti a Riccardo Romoli e Piero Agostinis

I l TI R O A V OL O

31


SPAZIO GIOVANI

Tra gli Esordienti dello Skeet Elia Sdruccioli ha preceduto Matteo Chiti e Michael Nesti

Grizi si è imposto con 93/100: il giovane romano di Castel Gandolfo ha preceduto i casertani Domenico Simeone (92) e Antonio Morandini. Quest’ultimo ha intercettato novanta piattelli e ha superato in shoot – off

Christian Benet. Gloria Mantuano ha svettato tra le Juniores di Skeet: la ragazza di Priverno ha totalizzato 58/75 e ha preceduto di due lunghezze Chiara Di Marziantonio. La medaglia di bronzo è stata

Tra gli Juniores di Double Trap ha vinto Simone Vedovelli che ha regolato Jacopo Trevisan e Andrea Galesso

Tra gli Allievi del Double Trap ha vinto Jacopo Dal Moro davanti a Manuel Galesso e Marco Fritegotto

32

ap rile 20 1 2

n .2 1 7


SPAZIO GIOVANI

appannaggio di Francesca Grieco: la salernitana ha concluso con 51 centri. Dominio assoluto di Fabio Ingaramo tra gli Allievi della disciplina del Pull e del Mark. Il cuneese di Centallo ha totalizzato 69/75 e ha staccato di otto piattelli il secondo classificato: il romano Riccardo Romoli. Sul terzo gradino del podio bergamasco è salito il friulano di Prato Carnico Piero Agostinis che ha intercettato il volo di sessanta piattelli. Il marchigiano Elia Sdruccioli ha vinto tra gli Esordienti dello Skeet: il giovane di Ostra ha totalizzato 65/75. Tra gli Juniores del

Double Trap ha vinto Simone Vedovelli: il bresciano di Ghedi ha concluso con un credito di 187/200 e ha preceduto il vicentino di Orgiano Jacopo Trevisan (181) e il veneziano di Dolo Andrea Galesso, autore di 178 centri. Jacopo Dal Moro è stato il protagonista della gara degli Allievi del Double Trap: il padovano di Selvazzano Dentro ha totalizzato 118/150 e ha preceduto il veneziano di Sambruson Manuel Galesso, autore di 111 centri. Terzo classificato è stato il pontino Manuel Fritegotto che ha totalizzato 100 centri.

Dal verde all’azzurro

Valerio Grazini aveva già svettato sul podio del Gran Premio di Umbriaverde tra gli Juniores di Fossa Olimpica davanti a Mirco Amici e Simone Rosa

Valerio Grazini, che ha dominato con autorevolezza la gara degli Juniores di Trap sotto il cielo azzurro di Cieli Aperti, si era imposto anche al Gran Premio di Umbriaverde, mentre tra le Juniores a vincere era stata Alessia Iezzi. Ancora nella Fossa Olimpica, Emanuele Buccolieri aveva vinto tra le Giovani Speranze, mentre tra gli Allievi avevano

svettato Francesco Idone e Rachele Amighetti. Andrea Trabucco e Maria Lucia Palmitessa erano stati i leader delle classifiche degli Esordienti. Nello Skeet Vincenzo Grizi e Chiara Di Marziantonio avevano occupato i posti di preminenza degli Juniores, mentre tra gli Allievi aveva svettato Luigi Roberto Grieco e tra gli Esordienti Matteo Chiti.

I l TI R O A V OL O

33


DOUBLE TRAP

GASPARINI, CHI ALTRI? L’Eccellenza di Gabicce conquista di nuovo la palma della vittoria al Gran Premio di Cieli Aperti: a Cologno al Serio vincono anche il Prima categoria Alessandro Lince, il Seconda Giambattista Viola, il Terza Diego Megale, lo Junior Simone Vedovelli e l’Allievo Jacopo Dal Moro

Gasparini, chi altri? È ancora il ventiduenne di Gabicce a svettare tra gli Eccellenza nel secondo Gran Premio di Double Trap sulle pedane di Cieli Aperti. Dopo la vittoria nel primo appuntamento stagionale a Carisio, Davide Gasparini è tornato ad occupare il primo gradino del podio anche nella sede bergamasca. Nelle tre serie di selezione il marchigiano aveva totalizzato 141/150 e doveva condividere il più alto pianerottolo della classifica con Antonino Barillà, ma nel round conclusivo il calabrese 34

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

di Villa San Giuseppe non teneva il ritmo ed era Gasparini ad aggiudicarsi la vittoria con il totale di 188/200. Sfruttando il cedimento di Barillà, era Marco Innocenti ad insediarsi al secondo posto in forza del suo 183. Barillà risultava infine terzo con il punteggio complessivo di 182. In Prima categoria vinceva Alessandro Lince con 128/150 davanti a Umberto Isalberti (126) e il figlio d’arte Emilio Cenci (120). Giambattista Viola si assicurava invece il posto di preminenza in Seconda categoria: con

Sul podio degli Eccellenza Davide Gasparini ha preceduto Marco Innocenti e Antonino Barillà


DOUBLE TRAP

Il podio della Seconda categoria: Giambattista Viola ha preceduto Dardo De Carlonis e Italo Scopetta In Terza categoria ha vinto Diego Megale davanti a Francesco Mantovani e Elio Macario Pindo

il totale di 110/150 al traguardo di Cieli Aperti Viola precedeva Dardo De Carlonis (109) e Italo Scopetta (108). In Terza categoria a svettare era Diego Megale che totalizzava 104/150 e si assicurava il successo con ampio margine su Francesco Mantovani (97) e Elio Macario Pindo (93). Bella vittoria di Simone Vedovelli tra gli Juniores: il

giovane tiratore veneto ha intercettato il volo di 174 piattelli su 200 ed ha preceduto Jacopo Trevisan (163) e Andrea Vescovi (161). Jacopo Dal Moro è stato il leader della classifica degli Allievi: il veneziano ha vinto mandando in frantumi 118 piattelli su 150 e precedendo Daniel Galesso (111) e Marco Fritegotto (100).

Simone Vedovelli ha vinto la gara degli Juniores precedendo Jacopo Trevisan e Andrea Vescovi

I l TI R O A V OL O

35


FOSSA UNIVERSALE

AL TOP DELLE CINQUE MACCHINE Al secondo Gran premio di Fossa Universale Adriano Lamera compone un punteggio strepitoso tra gli Eccellenza a Rimini, ma anche Gianfranco Cristoni a Zevio e Luigi Viscovo a Pastorano sono autorevolmente leader

Adriano Lamera svetta su tutti nel secondo Gran Premio Fitav di Fossa Universale, distribuito nelle tre sedi di Zevio, Rimini e Pastorano. Il tiratore di Martinengo ha confezionato un perfetto 98/100 (25 – 24 – 25 – 24) sulle pedane di Rimini e tra gli Eccellenza ha costretto al secondo posto Walter Camisotti (97). Shoot off da tuoni e fulmini per il terzo posto: l’ex enfant-prodige Marco Panizza ha sfidato la leggenda Marco Venturini dopo che entrambi si erano attestati a quota 96 ed è stato il toscano a spuntarla per 3 a 2. A Zevio frattanto era stato Gianfranco Cristoni ad imporsi tra gli Eccellenza: all’impianto veronese l’emiliano ha 36

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9

totalizzato 94/100 ed ha preceduto di due lunghezze Ivan Rossi. Terzo è stato Fausto Uguccioni (90) che ha escluso dal podio per 4 a 3 Maurizio Cenedese. Nella tappa meridionale del Gran Premio è stato invece Luigi Viscovo ad imporsi nella massima categoria. Con 95 l’universalista campano ha preceduto di tre lunghezze Giorgio Cacciapaglia. Tra i 91 in corsa per la medaglia di bronzo l’ha spuntata Pietro Caforio dopo un lungo spareggio che ha coinvolto anche Mario De Donato e Giovanni Morra. Anche per la Prima categoria è stata la struttura di Vergiano di Rimini a favorire i punteggi più pregiati. In Romagna

Sul podio della gara di Rimini Adriano Lamera ha svettato davanti a Walter Camisotti e Marco Venturini


FOSSA UNIVERSALE

A Zevio è stato Gianfranco Cristoni a vincere precedendo Ivan Rossi e Fausto Uguccioni In Prima categoria a Rimini Roberto Zallocco ha preceduto Gianluca Viganò e Sergio Fattorello A Zevio Paolo Viviani ha vinto in Prima categoria davanti a Fabrizio Chiarotto e Umberto Marcolongo Sul podio di Zevio Bianca Revello ha vinto precedendo Cristina Bocca e Nadia Righetti

il marchigiano Roberto Zallocco ha totalizzato uno spettacolare 98/100 ed ha preceduto Gianluca Viganò (95) e Sergio Fattorello (93). Sono stati sufficienti invece 93 centri a Paolo Viviani per svettare tra i Prima in gara a Zevio davanti a Fabrizio Chiarotto e Umberto Marcolongo. A Pastorano ha vinto Claudio Fanfarillo ma dopo aver colpito 91 piattelli il tiratore latino ha dovuto regolare in spareggio Giovanni Sorrentino. A Zevio in Seconda categoria ha vinto Paolo De Guidi che ha totalizzato 92 centri ed ha preceduto di misura Walter Pelegrinetti ed Elia Frizzarin. Con un pregiato 95/100 a Rimini l’ha spuntata invece Nicola Sbaffi davanti a Francesco Cherubini e Massimiliano Pergolesi. Ancora con 95 Salvatore Russo è stato il primo dei Seconda a Pastorano davanti ad Antonio Ansalone e Francesco Ranieri. Tra i Terza categoria è stato

idealmente Imerio Cantoni a vincere il confronto. Il tiratore emiliano a Rimini ha confezionato un perfetto 96/100 precedendo Pierpaolo Giglioni e Danilo Gianfelici. Con 90/100 a Zevio ha vinto invece Gianni Brunato davanti a Lorenzo Balbi e Davide Franco Pairetti. Sulle pedane della Società Raimondo, Massimiliano Imperoli ha fatto segnare il miglior risultato: un 89/100 che ha permesso al latino di precedere Luciano Di Maio e Cristian Serafini. In ambito femminile Erica Profumo ha fatto segnare il miglior risultato a Rimini. Con 94/100 la piemontese ha preceduto due nomi celebri: Roberta Pelosi e Giulia Pintor. A Zevio ha vinto invece Bianca Revello: l’eclettica ligure ha totalizzato 91/100 precedendo Cristina Bocca e Nadia Righetti. Maria Sole Santasilia ha intercettato 80 bersagli a Pastorano e si è imposta regolando Ester Iannotti e Vincenza D’Arco. Tra I l TI R O A V OL O

37


FOSSA UNIVERSALE

Nella gara del Settore Giovanile a Zevio ha vinto Enrico Moraglia davanti ad Andrea Marcinnò e Sergio Busoni A Rimini i giovanissimi hanno avuto il loro protagonista in Andrea Guarnieri che ha preceduto Alex Tombari

gli under 20 Zevio ha assistito alla bella prova di Enrico Moraglia che ha totalizzato 86/100. Lo stesso punteggio lo ha confezionato a Rimini Andrea Guarnieri, mentre a Pastorano Gianluigi Sorrentino ha concluso con 85. Un bel 93/100 ha attribuito il successo al veneziano Lionello Masiero tra i Veterani in gara a Zevio, mentre nella stessa sede Gianfranco

Corradi ha vinto tra i Master con 89. Un luminoso 95/100 ha dato la vittoria a Rimini al Veterano toscano Graziano Tognoni De Pugi. Tra i Master è stato invece Valter Veroli a spuntarla con un prezioso 93. Tra i Veterani in gara a Pastorano, Natale Guerra ha vinto con 92. Il migliore dei Master è stato invece Giorgio Ravera, autore di 89 centri. Tra i Seconda categoria in gara a Rimini Nicola Sbaffi ha vinto precedendo Francesco Cherubini e Massimiliano Pergolesi Tra i Terza a Rimini è stato Imerio Cantoni a vincere davanti a Pierpaolo Giglioni e Danilo Gianfelici Lionello Masiero ha vinto tra i Veterani a Zevio davanti a Livio Eli e Angelo Danilo Andreis

Graziano Tognoni De Pugi ha vinto tra i Veterani a Rimini regolando Oliviero Ercolani e Emanuele Bandini Tra i Master a Zevio ha vinto Gianfranco Corradi che ha preceduto Mario Pillinini e Aurelio Tezze

38

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9


AT T I U F F I C I A L I

AVVISO IMPORTANTE Tutti gli atleti (agonisti ed amatori) che disputano gare, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono essere in possesso del modulo di trasmissione della “Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT). La ““Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT) deve essere spedita per Raccomandata A/R all’Ufficio di Procura Antidoping del CONI (Stadio Olimpico, Curva Sud, Gate 23, Secondo piano, 00194 Roma): • Per gli atleti non soggetti a TUE (Richiesta di Esenzione ai Fini Terapeutici), la DUT va inviata entro 7 giorni • lavorativi

dalla data di sessione del prelievo ed è soggetta a revisione ed accettazione da parte dell’organismo deputato al controllo della documentazione; il mancato riconoscimento della reale necessità medica al trattamento indicato comporta l’attivazione di un procedimento disciplinare.

• Per Glucocorticosteroidi (Cortisonici) utilizzati per via non sistemica, la DUT va presentata nel momento in cui si inizia la

somministrazione, sono interessati tutti gli Atleti compresi quelli inseriti nel Gruppo Registrato ai Fini dei Controlli (RTP).

Si ribadisce che gli atleti inseriti nell’RTP, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono compilare la TUE. Nel caso in cui il Comitato per l’Esenzione ai Fini Terapeutici”(CEFT) approvi la TUE, l’Atleta può cominciare il trattamento farmacologico soltanto dopo aver ricevuto la notifica di autorizzazione da parte del CEFT. Si fa eccezione per i casi in cui l’intervento farmacologico si configuri quale trattamento di emergenza indispensabile per le condizioni di salute dell’atleta; in questo caso l’autorizzazione può avere validità retroattiva. Per prendere visione del “Regolamento Antidoping” e la relativa modulistica, collegarsi sul sito federale www.fitav.it , cliccare sul link in basso. Una volta aperta la Home Page del sito www.coni.it , scorrere la colonna laterale sinistra fino alla voce Antidoping e cliccarla. Si prega di prenderne visione e si raccomanda la massima cura e scrupolosità. Per qualsiasi ulteriore informazione, contattare il Medico Federale dr. Francesco Fazi 335333670 e l’Ufficio Antidoping FITAV al numero 06.45235213.

AVVISO A TUTTE LE SOCIETÀ La Federazione per effettuare con sicurezza e velocemente i pagamenti a vario titolo alle Società Sportive ad essa affiliate deve utilizzare lo strumento del bonifico bancario. E’ quindi necessario che le Società inviino urgentemente i propri dati bancari secondo il seguente schema registrandosi ai servizi web del sito www.fitav.it: Denominazione Società Intestatario del Conto Bancario Istituto di Credito Numero Conto Corrente

ABI

CAB

CIN

IBAN Inviando gli stessi via mail all’indirizzo amministrazione@fitav.it o via Fax al n. 06 3233791

LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CONVENZIONATE CON LA FITAV F.I.D.C. Federazione Italiana della Caccia A.N.L.C. Associazione Nazionale Libera Caccia U.N. Enalcaccia P.T. Unione Italiana Enalcaccia Pesca e Tiro ARCICACCIA A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani per la Conservazione dell’Ambiente Naturale CONFAVI C.P.A. Associazione Caccia Pesca Ambiente Sport U.C.S. Unione Cacciatori di Sardegna L.A.S.C. Sarda Caccia Libera Associazione Sarda della Caccia Associazione Cacciatori Sardi A.C.P. Caccia-Sardegna Insieme C.P.E. Caccia Pesca Ecologia A.R.C.P.Lombardia Associazione Regionale Cacciatori e Pescatori Lombardia Naturclub Sicilia L.C.S. Associazione Liberi Cacciatori Siciliani Federazione Siciliana della Caccia Consiglio Siciliano della Caccia, della Pesca, dell’Ambiente, della Cinofilia, dello sport

40

giugno 2 0 1 2

n .2 1 9



Tiro a Volo Magazine