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Short History - Breve Storia


“...E perciò che ti vedo volgerti indietro dall’imbarcadero del transatlantico che ti riporta alla Nuova Inghilterra oppure siamo insieme nella veranda di “Annalena” a spulciare le rime del venerabile pruriginoso John Donne ... “

Dal soggiorno di Eugenio Montale negli anni ‘30: “Interno/Esterno”

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li arredi preziosi, gli affreschi e l’atmosfera senza tempo, sono tracce indelebili di un passato che accompagna gli ospiti in un viaggio indimenticabile, in quella che era la residenza di Annalena e nell’affascinante storia del suo Palazzo. Per chi cerca la Firenze più autentica, ancora oggi il soggiorno all’ Hotel Annalena, diviene una tappa fondamentale per poter vivere ed apprezzare fino in fondo l’atmosfera rinascimentale della città. E’ per questo che l’Annalena è spesso frequentata e preferita da letterati, attori e artisti internazionali, diplomatici o semplici turisti in cerca di emozioni dimenticate. L’Hotel conserva gran parte delle caratteristiche tipiche dell’antica casa fiorentina, nella quale elementi di ricercato antiquariato si sposano con semplici comfort per assicurare un piacevole soggiorno: ”la Tua casa, lontano da casa”. E così, come Eugenio Montale, Carlo Levi o Carolina Buonaparte, tutti i nostri ospiti potranno posare uno sguardo sul giardino incantato di Annalena, per poi immergersi in quello di Boboli e passeggiare, incuranti del tempo, nella storia di Firenze.


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Storia

ran parte della storia di Annalena e del suo Palazzo ci è stata tramandata da Niccolò Machiavelli nelle sue Istorie Fiorentine scritte agli inizi del XVI secolo. Quello che sappiamo di Lei è che rimasta orfana della madre, la Contessa Orsini, morta nel darla alla luce nel 1417 e del padre, Galeotto Malatesta, Signore di Rimini, deceduto pochi anni dopo a seguito di gravi ferite riportate in battaglia la piccola Annalena venne prima affidata al Conte Attilio Vieri dei Medici e poi adottata, insieme al suo immenso patrimonio, dal cugino Cosimo dei Medici che con la moglie, la Contessina dei Bardi, la accolsero come una figlia, dandole la migliore educazione e istruzione possibile. La giovane Annalena, che si narra esser stata di una bellezza straordinaria, si innamorò, del capitano di ventura Baldaccio d’Anghiari, che sposò nel 1439, con una solenne cerimonia nella Basilica di San Lorenzo. Cosimo dette in dote ad Annalena il Palazzo di via Romana, dove la coppia si trasferì. Baldaccio, prode condottiero, si fece apprezzare difendendo la Signoria di Firenze nell’epica battaglia di Anghiari del 1440, contro l’esercito milanese, conquistando l’ammirazione della Corte medicea. Cosimo gli rese merito con ogni onorificenza e trasformò il Palazzo di Annalena in una delle più belle case fiorentine, arricchendola con affreschi, dipinti e arredi magnifici. Alcune opere del Beato Angelico e Filippo Lippi sono ancor oggi custodite alla Galleria degli Uffizi e nel Museo di San Marco. Si narra anche di uno splendido affresco di Paolo Uccello celato sotto i più recenti intonaci del Palazzo.


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imasta vedova a causa di una congiura di palazzo ordita contro Baldaccio, ormai divenuto troppo popolare e quindi pericoloso per il potere mediceo, Annalena trasformò la preziosa dimora in un Convento e Casa di Accoglienza per giovani donne e vedove. Nel palazzo venne nascosto anche Giovanni dalle Bande Nere per proteggerlo dalle famiglie nemiche. Dal 1530 il Convento è sotto l’Ordine di San Vincenzo di Annalena e trascorre un lungo periodo di apparente tranquillità, almeno fino al 1808 quando le leggi napoleoniche sopprimono l’Ordine. Successivamente, nel 1820, il Palazzo viene acquistato e ristrutturato dal Generale dell’esercito francese MacDonald e da sua moglie

Carolina Buonaparte, sorella di Napoleone, vedova del re di Napoli Murat, che la trasformarono in una residenza sfarzosa con un bellissimo giardino: uno dei primi esempi di archietettura romantica neoclassica in Italia. Alla morte del Generale, il Palazzo passò in eredità al figlio Ugo MacDonald e, privato degli arredi, venne acquistato dalle Suore Francesi del Sacro Cuore, che vi fondarono nel 1880 una Scuola-Convento per educare le signorine delle più facoltose e nobili famiglie fiorentine. Dopo alcuni passaggi di proprietà che mescolarono il sacro con il profano, trasformando l’ex convento in una casa da gioco, e di tolleranza di gran lusso, nel 1919 diventa la Pensione Annalena, punto di riferimento per viaggiatori, poeti e musicisti.

Come già ricordato, anche il premio Nobel per la letteratura, Eugenio Montale, vi soggiornò a lungo negli anni ’30 (ancora oggi è disponibile la ”sua“ camera) e qui si incontrava con la sua musa ispiratrice, Irma Brandeis. Il poeta rammenta la Pensione Annalena in una delle sue liriche più appassionate, la poesia ”Interno - Esterno”, dedicata alla sua Beatrice statunitense, protagonista in senso assoluto della sua vita artistica.


Risale invece agli anni ’40 il soggiorno di Carlo Levi, durante il quale, sotto il portico della sua camera affacciata sul Giardino incantato di Annalena, ha scritto nel 1944 le pagine immortali della sua opera più famosa “Cristo si è fermato a Eboli”, capolavoro della letteratura italiana. E ancora: durante la seconda guerra mondiale nella Pensione Annalena trovarono rifugio e si salvarono la vita oltre venticinque famiglie di ebrei e inglesi, partigiani e americani, perseguitati dal regime fascista, che vennero registrati sotto falso nome. Negli anni ’50 l’Annalena ha avuto l’onore di ospitare più volte con la sua famiglia Francis Henry Taylor, direttore del Metropolitan Museum of Art di New York per oltre 25 anni, che la considerava “la sua casa italiana”

Negli anni ’60 la pensione Annalena è stata spesso frequentata anche da artisti e attori in scena al vicino Teatro Goldoni, costruito nell’ottocento su una parte del Convento: tra questi anche Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, così come il grande compositore e pianista Luigi Dallapiccola.


“...So I see you turning away from the dock on the ocean liner that will carry you to New England or we’re together on the veranda of Annalena defleaing the rhymes of the reverend itchy John Donne...”

From the stay of Eugenio Montale in the 30s: “Inside/ Outside”.

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he precious furniture, beautiful frescoes and timeless atmosphere are indelible traces of a past that takes guests on an unforgettable journey, in what was once the residence of Annalena and the fascinating story of her palace. For those seeking a more authentic Florence, staying at Hotel Annalena becomes a fundamental step in fully appreciating the soul of the Renaissance city. That’s why Hotel Annalena is preferred by writers, actors and artists, diplomats and ordinary tourists in search of beguiling history. The hotel retains many of the typical characteristics of a venerable Florentine palazzo, in which historical elements accompany those small details that ensure a pleasant stay: Your home away from home. And so, like Eugenio Montale, Carlo Levi and Carolina Bonaparte, all of

our guests will be able to escape within the enchanted garden of Annalena, plunge into the Boboli and walk through the storied history of Florence.


History M

uch of the history of Annalena and her Palazzo was handed down by Niccolo Machiavelli in his Florentine Histories, written in the early sixteenth century. What we know is that she was orphaned when her mother, the Countess Orsini, died in childbirth in 1417, and her father, Galeotto Malatesta, Lord of Rimini, died a few years later as a result of serious injuries in battle. Young Annalena was first entrusted to the Count Attilio Vieri de’ Medici, and later adopted by his cousin Cosimo de’ Medici and his wife, the countess of Bardi, who welcomed her as a daughter and, owing to their immense wealth, gave her the best possible education and instruction. Young Annalena was said to have been of extraordinary beauty and fell in love with captain Baldaccio of Anghiari. They were married in 1439 in a solemn ceremony in the Basilica of San Lorenzo. As part of her dowry, Cosimo gave Annalena the Palazzo located in Via Romana, where the couple moved. Baldaccio was a brave commander who won the admiration of the Medici court in 1440 by defending the Signoria of Florence in the epic battle of Anghiari against the Milanese army. Cosimo rewarded Baldaccio by bestowing honor on the Palazzo of Annalena, enriching it with frescoes, paintings and magnificent furniture and making it one of the most beautiful houses in Florence,. Some works of Beato Angelico and Filippo Lippi, which once adorned the Palazzo, are still preserved at the Uffizi Gallery and the Museum of San Marco. Concealed under the latest plaster of the Palazzo is a hidden treasure, a beautiful fresco by Paolo Uccello which has survived for hundreds of years.


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he young couple experienced a few years of happiness, including the birth of their first and only son Guido. But the beauty of the captivating noblewoman Annalena aroused the morbid desire of another man, Bartolomeo Orlandini. Blinded by envy, Orlandini murdered Baldaccio in the Palazzo Vecchio, with the complicity of Cosimo dei Medici, who was mistrustful about Baldaccio’s growing popularity and power. Widowed as a result of the conspiracy against Baldaccio and grieving her painful loss, Annalena transformed the house into a convent and safe house for young women and widows. Annalena died in 1491, and the convent took on her name. Beginning in 1530 the convent was under the Order of St. Vincent of Annalena and enjoyed a long period of apparent calm, at least until 1808 when the Napoleonic laws suppressed the Order.

In 1820, the Palazzo was bought and renovated by the French Army General MacDonald and his wife Carolina Bonaparte, Napoleon’s sister, widow of the King Murat of Naples. They transformed it back into a sumptuous residence with a beautiful garden, one of first examples of neoclassical romantic architecture in Italy. On the death of General MacDonald, the Palazzo was inherited by his son Hugh MacDonald, who sold it to the French Sisters of the Sacred Heart. In 1880 the French Sisters founded a convent school on the site to educate the young ladies of the wealthiest and noblest families in Florence. After several changes of ownership over the years, mingling the sacred with the profane where the former convent alternated between a gambling house and a luxury brothel, the Palazzo became the Hotel Pensione Annalena in 1919, a welcome place of refuge for travelers, poets and musicians. One of our most popular rooms belonged to Nobel Prize winner for Literature, Eugenio Montale, who spent much time at the Palazzo in the ‘30s and where he met his muse, Irma Brandeis. The poet recalled the Pensione Annalena in one of his most passionate lyrics, the poem “Inside – Outside”, dedicated to his American Beatrice and written during a prolific period of his artistic life.


In the 1940s, the Annalena was the residence of Carlo Levi, Italian-Jewish painter, writer and activist. In 1944, under the arcade of his room which overlooked the Annalena gardens, he wrote the immortal pages of his most famous work “Christ Stopped at Eboli”, a masterpiece of Italian literature. During World War II, the Annalena provided a safe haven for more than twenty-five Jewish, British, American and partisan families, registering them under false names and sheltering them from persecution by the fascist regime. In the 1950s, the Annalena had the honor of hosting Francis Henry Taylor several times with his family. Mr. Taylor was the Director of the Metropolitan Museum of Art in New York for

over 25 years, and considered Annalena to be “his Italian home”. In the 1960s, Annalena was often frequented by Italian artists and actors from the nearby Teatro Goldoni, including Vittorio Gassman and Ugo Tognazzi, protagonists from “La Dolce Vita”. The great composer and pianist Luigi Dallapiccola also lived in the Palazzo until his death in 1975.


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Hotel ANNALENA