Issuu on Google+

M AGGI O -GI UGNO 2010

IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

Sinergia Ista ntanea

Co Promotion Storie di medicina Stranezze


news

STORIE di MEDICINA L’era industriale e la sintesi in forma pura dei principi psicoattivi a cura di: Sergio Papadia Questa condizione doveva mutare con l’avviarsi della Rivoluzione industriale, quando l’oppio, ormai prodotto in larga scala, diveniva una merce acquistabile a basso prezzo. In Inghilterra, ad esempio, l’oppio veniva venduto a prezzi dalle cinque alle dieci volte piu’ bassi di quelli della birra e dell’alcool. Gli inglesi disponevano delle enormi piantagioni d’oppio dell’India, la cui produzione, data la quantita’ e dato il basso costo della manodopera, poteva essere commercializzata a prezzi estremamente concorrenziali. La grande disponibilita’ d’oppio a basso prezzo determinava, soprattutto nella classe operaia, l’instaurarsi di un’epidemia d’abuso ancora piu’ grave di quella dell’alcoolismo. Gli interessi commerciali e l’avvio della produzione di farmaci a livello industriale favorirono allo stesso tempo un’impressionante proliferazione di rimedi a base d’oppio, largamente pubblicizzati e distribuiti capillarmente. Sciroppi, cordiali e polveri dai nomi familiari ed accattivanti (lo sciroppo dolce della signora Winslow, l’elisir all’oppio di McMunn, il Cordiale Godfrey, lo Cherry di Ayer e così via) e dalle confezioni appariscenti venivano reclamizzati su giornali e riviste, venduti per posta o direttamente dai medici, mentre nelle farmacie i preparati a base d’oppio rappresentavano il prodotto più acquistato. Questa convergenza di interessi determinava quindi una rapida estensione del consumo dell’oppio e dei suoi derivati anche ai ceti sociali privilegiati. Negli Stati Uniti l’oppio diventava una sostanza d’abuso tipica della borghesia e soprattutto del sesso femminile. Stime ufficiali dell’Amministrazione Sanitaria della confederazione americana indicavano un rapporto variabile da uno a venti a uno a cento tra individui dipendenti da oppioidi e popolazione totale, laddove oggi tale rapporto negli Stati Uniti va da uno a duecento a uno a cinquecento.

Fumeria d’oppio nella Parigi dell’800 L’oppiomania divenne un grave problema nell’Europa dell’Ottocento e molti intellettuali denunciarono i pericoli derivanti dall’uso del succo di papavero. Ne i paradisi artificiali , ad esempio, Baudelaire scriveva: “quanti cercano il paradiso con l’oppio si costruiscono un inferno, lo preparano, lo scavano con un successo la cui previsione forse li spaventerebbe”

L’abitudine di fare uso dell’oppio si diffuse anche tra gli intellettuali e tra i letterati, soprattutto inglesi: George Byron, Percy Shelley, Walter Scott, John Keats, Wilkie Collins e Charles Dickens facevano ricorso, saltuario o sistematico, al laudano per curare i mal di capo, l’insonnia, l’ansia. I casi più famosi però sono quelli di Samuel T. Coleridge e soprattutto di Thomas De Quincey. Quest’ultimo ci ha lasciato un mirabile racconto autobiografico della sua esperienza di tossicomane, Le confessioni di un mangiatore d’oppio. Anche la cultura francese produsse originali posizioni sul problema dell’oppiomania (fig.1), come quelle illustrate da Honorè de Balzac nel racconto Massimilla Doni e quelle discusse da Charles Baudelaire nei famosi saggi raccolti ne I paradisi artificiali. L’oppiomania della Rivoluzione industriale e’ un esempio eloquente di come sia l’offerta delle droghe a creare la domanda, e non viceversa. La facile disponibilità di tale droga, sia in termini di diffusione al minuto che in termini di prezzo, contribuì in maniera determinante all’origine dell’epidemia d’abuso del secolo scorso.


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

La grande diffusione dell’uso dell’oppio nella società di quel periodo, infine, rendeva il dominio della normalità sociale molto diverso da quello che vige nella cultura attuale. La gente considerava l’uso dell’oppio e l’oppiomania come comportamenti non devianti e i governi continuavano a sancire la piena legittimità di tali abitudini. La grave epidemia d’abuso dell’oppio dell’Ottocento trasformava la produzione e il commercio di tale sostanza in un colossale affare. Ciò e’ testimoniato eloquentemente dal fatto che proprio in quegli anni l’Inghilterra si decideva a scatenare una guerra contro la Cina per costringerla a ripristinare la legalita’ dell’oppio revocata nel lontano 1729 dall’imperatore Yung Chiang. L’espandersi dell’uso dell’oppio incitò a nuovi studi sulla sostanza. Nel 1804, Armand Séquin isolava per la prima volta il costituente fondamentale di tale droga, chiamandolo morfina, in onore a Morfeo, dio greco del sonno e dei sogni. Un anno più tardi Wilhelm Setürner, un giovane speziale tedesco di soli vent’anni, metteva a punto un efficace ed economico metodo di isolamento e produzione della morfina. Nel 1853, Alexander Wood inventava la siringa ipodermica, rendendo così possibile l’assunzione di droghe in forma pura direttamente nel circolo sanguigno. Si determinava così una svolta radicale nel rapporto tra l’uomo e le droghe, in quanto l’iniezione endovena aumenta in modo drammatico l’azione delle droghe sul cervello. Il successo dell’accoppiata morfina-siringa diveniva ben presto tale che su di essa cominciava a svilupparsi una terapeutica dalla casistica praticamente sterminata. La morfina non era soltanto un rimedio alle patologie organiche, ma diventava anche un farmaco per le malattie sociali. L’alcaloide dell’oppio doveva servire, secondo teorie mediche accreditate nella s conda metà dell’Ottocento, a sconfiggere la piaga dell’alcolismo e a risolvere così tutti i problemi sociali conseguenti a tale abuso. Non si doveva attendere molto per assistere alle prime tragiche dimostrazioni della pericolosità dell’uso irrazionale della morfina iniettabile. La morfinomane Eugene Grasset, Cromolitografia, 1897. Biblioteca Jacques Doucet, Parigi

Durante la guerra di secessione americana (1861-1865) e con il conflitto franco-prussiano (1870-1871) decine di migliaia di militari divennero assuefatti alla morfina, tanto che la dipendenza a questa droga venne significativamente chiamata “malattia del soldato”. Gli ufficiali medici avevano purtroppo imparato a somministrare la morfina non soltanto come anestetico per le operazioni sui soldati feriti, ma anche per dare sollievo ai più piccoli malanni fisici e al disagio psicologico provocato dalla tensioni delle battaglie. La guerra franco-prussiana diffondeva la pratica della morfina anche tra lo stato maggiore dell’esercito tedesco e quindi tra le classi più agiate del Secondo Reich, sino al cuore dell’intellighenzia. Il musicista ufficiale del regime, Richard Wagner, e l’artefice dell’unificazione nazionale, paladino del militarismo prussiano e cancelliere del Reich Otto von Bismarck, erano consumatori abituali di morfina.

3


news La moda della morfina si radicava anche in Francia, soprattutto tra i ceti medio alti. Il derivato dell’oppio faceva adepti tra intellettuali, scienziati, uomini di stato. Il generale Georges Boulanger, ministro della guerra nella Terza Repubblica francese e capo del movimento nazionalista e autoritario del boulangismo, era stato visto varie volte iniettarsi morfina in pubblico. Guy de Maupassant usava la morfina a scopo voluttuario e per stimolare la creativita’. Negli ultimi anni della sua vita, il grande neuropatologo e maestro di Sigmund Freud, Jean-Martin Charcot, si iniettava una dose di morfina al giorno per trovare sollievo da una lombaggine cronica. Jules Verne (Fig. 4) ricorreva alla morfina per ridurre il dolore che gli provocava una pallottola conficcata nel pieJules Verne

de che non poteva estrarre a causa del diabete che lo affliggeva.

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, la morfina assurgeva a simbolo caratterizzante la cerchia elitaria di esteti e raffinati decadenti e per estensione degli intellettuali in genere. Si fabbricavano astucci d’argento ornati da emblemi, incisioni, stemmi e iniziali di famiglia, contenenti il necessaire per la somministrazione della droga: una siringa d’oro ed un grazioso flacone di vetro intarsiato. I morfinomani della buona società si regalavano l’un l’altro questi preziosi strumenti scegliendoli con grande

cura ed attenzione. Non era difficile incontrare nei caffé, al teatro, negli angoli dei salotti alla moda, dame e signori del bel mondo che si iniettavano con fare disinvolto la morfina in una coscia, anche attraverso gli indumenti. Così, la «medicina di Dio» si era rivelata essere anche un potenziale veleno, il germe portatore di una delle più gravi epimedie della storia moderna, la causa scatenante di una piaga sociale apparentemente insanabile.

Occorreva pertanto trovare un farmaco parimenti efficace contro il dolore, che non provocasse pero’ la dipendenza. Questa ricerca rappresentava un nuovo colossale affare commerciale e le maggiori industrie chimico-farmaceutiche dell’epoca investirono su di essa ingenti quantità di denaro. Nel 1898, la Bayer annunciava al mondo di essere finalmente pronta a commercializzare questo farmaco miracoloso. Il lancio del nuovo prodotto veniva preparato con una massiccia e capillare campagna pubblicitaria. Foglie ti illustrativi, depliant e campioni gratuiti della sostanza vennero inviati praticamente a tutti i medici e a tutte le farmacie dei paesi industrializzati. «Contro tutti i dolori, sedativa della tosse, per la cura dei tossicomani», cosi’ recitava il foglietto inviato con il campione. Era la diacetilmorfina, il cui nome commerciale, Eroina, derivava dalla parola tedesca heroisch, energico, eroico, che più caratterizzava, secondo la Bayer, questo farmaco potente e apparentemente privo di controindicazioni.

4


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

La medicina preistorica a cura di: Massimo Mammucari

E’ nato prima l’uomo o le malattie? Certamente lemalattie. Infatti, prima ancora che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra i processi patologici aggredivano molti esseri viventi. Probabilmente molte specie animali si sono estinte proprio a causa di malattie intercorrenti e –forse- a causa di alcune “alterazioni genetiche” si è arrivati agli esseri viventi dei giorni nostri. Attraverso alcuni reperti preistorici siamo oggi in grado di diagnosticare un gran numero di malattie o lesioni. Nei resti fossili di un rettile dell’era Paleozoica è stato ritrovato il più antico callo osseo e molte delle ossa di dinosauri hanno permesso di identificare vere e proprie lesioni artritiche. Anche nell’uomo preistorico è stato possibile riscontrare varie forme morbose, molte delle quali sulla base del rilevamento autoptica osseo. Infatti molte ossa di ominidi sono risultate decalcificate, ispessite o eccessivamente cresciute, tutte indicative di specifiche malattie sistemiche. Alcuni dei segni di danno osseo (osteomalacia) reperiti su antichissimi reperti hanno permesso di diagnosticare stati di denutrizione. Molti fossili di denti hanno permesso di evidenziare ascessi dentari e piorrea. Nelle antiche mummie egizie sono stati rilevati segni di infezioni, arteriosclerosi e calcolosi delle vie urinarie. Inoltre sono stati ritrovati fossili di polline di giglio dell’epoca dell’homo sapiens; segno che egli abbia sofferto di allergie ? Ma come si difendevano gli uomini preistorici dagli eventi morbosi? Il ritrovamento di molte ossa fossili con fratture riossificate depone a favore della tesi secondo la quale gli ominidi avevano imparato – istintivamente- a tener fermo l’arto fratturato, non solo per avvertire meno dolore, ma anche perché a distanza di qualche “luna” ottenevano la “restitutio ad funtionem” e senza alcun ausilio radiologico! Dal punto di vista curativo, molto probabilmente, i primitivi si affidarono alle cure istintive: mamma sapiens non faceva che ripetere ai suoi cuccioli di non toccare il fuoco, di non pungersi con certe piante, di non farsi mordere dai serpenti, di non bagnarsi troppo a lungo nelle acque gelide e di non mangiare la carne “cruda”. Questi erano i primi tentativi di una medicina preventiva, ma quando la malattia era già manifesta ed i sintomi incombevano si ricorreva con molta probabilità a rimedi soprannaturali. Infatti, gli studiosi propongono una teoria secondo la quale la guarigione era propiziata da riti magici. Del resto

molte tribù più recenti ricorrevano ancora ai riti magici tenuti dal sacerdote (uomo vicino alle divinità soprannaturali), dall’uomo della medicina (degli Indiani d’America), dallo sciamano (degli Esquimesi), dallo stregone (delle tribù del Congo). Essi si avvalevano di strumenti, come maschere, bambole, amuleti vari, tutti frutto di ritrovamenti di incommensurabile valore antropologico. Da una medicina istintiva si passa dunque ad una medicina sacerdotale, ove il singolo malato affida la responsabilità della guarigione ad altra persona esperta. Il “guaritore” diventa intermediario tra le forze demoniache (o le divinità) ed il malato. Solo più tardi si passerà ad una medicina empirica ove il guaritore, osservando i fenomeni patologici, inizia a ricercarne la causa per eliminarla. In questa fase iniziarono probabilmente i primi tentativi di terapia con erbe che solo più tardi scopriremo essere dotate di azioni farmacologiche ben precise. In questa fase si tentarono anche i primi interventi chirurgici, come dimostrato dai reperti di crani trapanati risalenti all’età Neolitica. Tuttavia, non è possibile stabilire se il foro chirurgico fosse stato praticato prima o dopo la morte, né se il paziente avesse dato il consenso informato alla pratica neurochirurgica a “cielo aperto”. Sarà interessante osservare come nei vari continenti si sia sviluppata una diversa pratica medica e che molte delle acquisizioni dell’arte medica si sono tramandate con la parola, visto che il più antico documento di medicina oggi reperito consiste in un frammento di tavoletta di creta ritrovato in Mesopotamia ed attualmente conservato al museo di Baghdab. Anche nel campo dell’ostetricia si hanno certezze di una intensa attività medica; probabilmente già le nostre antenate partorienti avevano organizzato un’assistenza pre e peri partum e non a caso molti ritrovamenti archeologici riguardano statuette propiziatorie la fertilità o le posizioni da assumere per dare alla luce il nascituro. Anche in tema di terapie fisiche molte civiltà avevano individuato l’efficacia di alcuni trattamenti, uno per tutti è la modalità con cui certe popolazioni Atzeche risolvevano i doloro reumatici e le nevralgie. Essi avevano organizzato il “temascal”, un vero e proprio bagno di vapore associato a massaggi con proprietà analgesiche decontratturanti. Non ci è dato sapere se, come adiuvante del vapore, gli antichi Atzechi usassero miscelare fiori di piante ad attività mu-agonista. Sarà un piacere condividere con voi, in questa rubrica, alcune curiose modalità con cui antiche civiltà hanno operato la nobile arte medica nel corso dei secoli. Nel frattempo vi suggerisco di andare a ripassare la mappa dell’antica Mesopotamia.

5


news

PREVENZIONE Come prevenire il Mal di Schiena ? LE POSIZIONI CORRETTE

SI

NO

Ognuno di noi dovrebbe imparare: 1) a riconoscere e a mantenere una posizione che non produca contrattura muscolare e dolore 2) a compiere in modo corretto le azioni della vita quotidiana, evitando le posizioni articolari estreme, le posizioni fisse protratte e i movimenti rapidi che possono concorrere ad aumentare la probabilità di insorgenza o di ricomparsa degli episodi dolorosi. Durante le attività che comportano il protendersi in avanti del tronco (per esempio durante il rifacimento del letto), è consigliabile appoggiarsi con una mano per sostenere il tronco sbilanciato oppure appoggiare il piede su un rialzo. E’ anche necessario evitare la permanenza prolungata su macchine vibranti o perlomeno minimizzarne gli effetti utilizzando appositi corsetti ed evitando l’esposizione a correnti d’aria che possono favorire l’insorgenza di contratture muscolari.

Anche il riposo notturno ha la sua importanza nella prevenzione degli episodi lombalgici: il materasso e la rete devono essere tali da sopportare in maniera uniforme il carico su tutta la superficie, favorendo un riposo confortevole. Il riposo a letto in posizione di rilasciamento, per periodi più o meno prolungati, può essere di notevole utilità in caso di lombalgia insorta in corso di gravidanza.

DA NON PRATICARE il tennis, la corsa e lo sci da discesa, che possono causare stress meccanici alle strutture della colonna vertebrale. Se proprio non si intende rinunciarvi, è necessario che queste attività vengano praticate con tecnica ineccepibile e, per quanto riguarda il tennis e la corsa, su terreni morbidi e con scarpe adeguate, in grado di assorbire almeno in parte i traumatismi.

6

di fon gliati lo sci Sono consi a e gli , la biciclett do, il nuoto eto. nici al tapp esercizi gin


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

Esercizi intelligenti Gli esercizi illustrati di seguito sono utili per alleviare il disagio e impedire al dolore lombare di peggiorare, per decontrarre i muscoli della regione lombare e rafforzare e tonificare i muscoli dorsali e addominali, consentendo una efficace protezione della colonna vertebrale, riducendo così le probabilità di insorgenza e ricomparsa degli episodi dolorosi. Ogni esercizio va effettuato 5-10 volte, due volte al giorno, con movimenti lenti e regolari.

FLESSIONE DELLE GINOCCHIA SUL PETTO (per rafforzare i muscoli della zona lombare, della coscia e dei glutei)

INCLINAZIONE DEL BACINO (per rafforzare i muscoli addominali) Porsi supino con le ginocchia flesse, con i piedi ben aderenti al pavimento e con le braccia distese lungo il corpo. A questo punto cercare di appiattire la colonna lombare ruotando il bacino verso l’alto. Una volta raggiunta,questa posizione va mantenuta per alcuni secondi.

FLESSIONE DELL’ANCA (per rafforzare e decontrarre i muscoli della coscia, i glutei e i muscoli dorsali) Posizione prona, con le braccia piegate sotto il mento e con il bacino ben aderente al pavimento. Sollevare lentamente una gamba per volta, mantenerla sollevata per qualche secondo e successivamente abbassarla lentamente.

Porsi supino con le ginocchia flesse e i piedi ben aderenti al pavimento e con le braccia ben distese lungo il corpo. A questo punto sollevare le ginocchia una alla volta, portandole al petto e trattenendole con le mani per qualche istante. Successivamente ritornare nella posizione iniziale, riportando le gambe sul pavimento una alla volta. e decontrarre i muscoli della coscia, i glutei e i muscoli dorsali)

SEDUTA PARZIALE (per rafforzare i muscoli addominali) Posizione supina, con le ginocchia flesse, piedi ben aderenti al pavimento e braccia incrociate sul petto. Tenendo ben aderente al pavimento il tratto lombare e dorsale, sollevare da terra la testa e le spalle e mantenere questa posizione per alcuni secondi.

7


news

NOTIZIE dal CAMPO Intervista Doppia CHIARA BERTETTI ISF Area 2

8


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

ANGELA SIENA Kam

9


news

L’ANGOLO delle STRANEZZE Vuoi fare più sesso? Basta correre di più !!! a cura di: Andrea Fantoni

La correlazione tra queste due attività fisiche è stata portata alla luce da un sondaggio, condotto nel Regno Unito da un’organizzazione no profit, che fornisce assistenza a pazienti affetti da gravi malattie. Nel sondaggio sono state interpellate 2000 persone: la metà faceva regolarmente jogging, l’altra metà no. A tutte sono state fatte delle domande circa la loro attività sessuale. La conclusione è che il 3% dei podisti aveva, in media, due rapporti sessuali ogni giorno. Uno su dieci, invece, ne aveva almeno uno. Sempre un atleta su 10 faceva pensieri erotici mentre correva. Diversa la situazione per quanto riguarda chi non pratica jogging. Uno su quattro, in questo caso, faceva sesso soltanto una volta al mese o addirittura di meno. Se però si chiedeva alle donne perché correvano, queste rispondevano che i primi pensieri erano quelli della forma fisica o dei benefici per il corpo (e non il sesso). Il sondaggio ha anche portato alla luce il fenomeno del cosiddetto “flunning”, vale a dire il correre e il flirtare, naturalmente con delle colleghe di corsa. Un quarto dei partecipanti, in prevalenza maschi, ha confessato di correre anche per questo motivo: la possibilità di conoscere altre donne.

10


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

Sai con quale frequenza crescono i peli? Quanti peli

ha una donna in media?

a cura di: Andrea Fantoni La pelle rimane senza peli per settimane. Siccome il pelo viene rimosso alla radice ma la radice rimane, dopo alcune settimane, ricresce più sottile. L’epilazione non aumenta la crescita del pelo, come dimostrato da test dermatologici. Possiamo avere l’impressione di un aumento della ricrescita perché molte donne si epilano durante l’estate quando le temperature più elevate influenzano la crescita dei peli. Il sangue circola più velocemente migliorando nutrimento delle radici. I peli non ricrescono più scuri dopo l’epilazione. A volte le donne hanno questa impressione per-

dai geni: non si formano nuovi follicoli dopo la nascita. Mediamente, le donne hanno circa 16.800 peli sulle gambe e 600 sotto le ascelle. La velocità di crescita varia a seconda delle parti del corpo. Il pelo non vive. Il bulbo viene poi spinto sulla superficie della pelle per l’apertura del follicolo. La crescita media è di circa 6mm al mese. Siccome la maggior parte degli uomini elimina i peli solamente dal viso e dal collo, mentre le donne li eliminano da gambe, ascelle, e zona bikini, la superficie rimossa da una donna è 18 volte superiore rispetto a quella di un uomo: 1690 cm2 contro 95cm2.

ché il pelo è nel suo co-

In media, le bar-

lore naturale non ancora

be maschili han-

schiarito dal sole, dal sa-

no circa lo stesso

pone ecc.

numero di peli di un arto inferiore

Le ascelle sono la zona più difficile per la rimozione dei peli: perché? Perché in un’articolazione la pelle è incredibilmente flessibile da permettere un

femminile.

movimento con l’epilatore, il rasoio o la ceretta. Le gambe e le ascelle di una donna hanno circa 78.000 follicoli. Il numero di follicoli dipende

11


news

L’ANGOLO delle STRANEZZE semplicemente vere...o quasi...

a cura di: Andrea Fantoni

Non ci si possono baciare i gomiti Circa 70 % delle persone che leggono questo articolo sta cercano di leccarsi il proprio gomito...

C’e solo un cibo non deperibile: il miele. Nel 1987 American Airlines risparmió 40.000 dollari semplicemente togliendo un’oliva a ciascuna delle insalate che serví in prima classe

Le unghie della mano crescono mediamente 4 volte piu in fretta di quelle del piede. I destri vivono mediamente nove anni piu dei mancini. Il muscolo piu potente del corpo umano e la lingua. Ridere durante il giorno ti fa dormire meglio di notte. Il 30% degli spettatori del TG rispondono al “buonasera” alla fine del programma. Il cervello è capace di rigenerarsi, producendo nuovi neuroni. (QUARK n.54 pag.27)

Una giraffa puo pulire le proprie orecchie con la lingua. Lo scarafaggio puó vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché...muore di fame Gli elefanti sono gli unici animali che non possono saltare (la natura é saggia !) Le formiche si stiracchiano al mattino quando si svegliano. Il maiale e l’unico animale oltre all’uomo che si scotta con il sole. I delfini dormono con un occhio aperto. Le scimmie ed i delfini sono gli unici animali capaci di riconoscersi davanti allo specchio. 12


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

Vi siete mai chiesti quanto pesa una nuvola? Peggy LeMons, studiosa del National Center for Atmospheric Research del Colorado, ha calcolato quanto pesano le nuvole, utilizzando come unita’ di misura gli elefanti. Una nuvola di piccole dimensione pesa 550 tonnellate, circa 100 elefanti. Le nuvole di un temporale corrispondono a 200mila pachidermi, 40 milioni nel caso di un uragano.

L’ormone testosterone, abbondante negli uomini, deteriora alla lunga il follicolo che produce il capello...per capire se rischiate di diventare calvi, lasciate perciò perdere lo stato dei capelli del padre o del nonno paterno, la chioma che conta è quella del nonno materno. (QUARK n.54 pag.29)

Effetto placebo. L’effetto placebo funziona. L’ennesima riconferma scientifica arriva dall’Universita’ del Michigan. L’assunzione di un falso antidolorifico ha registrato una reale diminuzione del dolore nel 30% dei casi. Il placebo non agisce sulla patologia, ma regola l’attività cerebrale che scatena la sensazione di dolore.(Fonte: Reuters)

PAROLE ITALIANE PIÙ LUNGHE: Antisostituzionalissimamente : 28 lettere Particolareggiatissimamente: 27 lettere Precipitevolissimevolmente: 26 lettere (che qualcuno diceva che era la più lunga, ma si sbagliava perché anche dante usò: sovramagnificentissimamente).

Secnodo un pfrosseore dlel’Unviesrita’ di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imnorptate e’ che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato puo’ serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si puo’ legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?

OK

Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c’erano state perdite, si scriveva “ 0 killed”, da cui l’espressione OK nel senso di “tutto bene”.

13


news

FLASH di CULTURA FOLLIA di Patrick McGrath Un autentica indagine negli angoli più oscuri della personalità dei personaggi che ci conduce ad una mera domanda: la follia è solo dei folli oppure è la nostra parte divina volutamente celata dal razionale per senso di autoconservazione? Un capolavoro per coloro che il connubio phatos-follia non lo accostano solo alla restrizionedettata dalla paura... Un altro modo di essere Giulietta, un altro modo di essere Romeo. Carmen Cazacu

14

Carmen Cazacu


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

LO SAPEVATE Che...

JOHN vide il Prato

ed il Sangue dello stesso colore a cura di:Massimo Mammucari John Dalton, nato nel 1766 in Inghilterra, è stato un chimico e fisico di rilevanza mondiale. A lui si devono molte intuizioni sull’atomo e sui gas e fu anche l’autore della terza legge fondamentale della chimica (la legge delle proporzioni multiple di Dalton del 1808). Ma nel campo della medicina Dalton resterà famoso

Solo più tardi si comprenderà che tale inabilità alla percezione dei colori consisteva in un difetto genetico e che alcune popolazioni ne sono colpite più di altre. Tale difetto visivo venne chiamato “daltonismo” in onore al primo illustre paziente che ne seppe descrivere per primo i sintomi visivi.

anche per un’altra sua “caratteristica”. Egli stesso si rese conto che l’erba del prato ed il sangue avevano lo stesso colore e di non essere in grado di distinguere il rosa dall’azzurro.

John si rese presto conto che percepiva il rosso come “poco più di un’ombra o una mancanza di luce” come descrisse in una pubblicazione che intitolò “fatti straordinari legati alla visione dei colori”. Studiò il fenomeno e cercò’ di descriverne le ragioni. Ipotizzò anche che potesse trattarsi di una alterazione degli strati più superficiali del globo oculare e non potendo verificare di persona quale difetto affliggesse i propri occhi, diede disposizione di eseguire un esame bioptico, solo dopo la sua morte ben inteso- per verificare le sue teorie.

15


news

CURIOSITÀ

University Una ricerca della -Charlotte, ina of North Carol r Zeidan e tto guidata dal do urnal of “Jo l pubblicata da Pain”.

la Meditazione riduce il dolore Bastano brevi sedute per diminuire la perce-

sentono meno dolore rispetto al gruppo di

zione della sofferenza.

controllo durante la meditazione, ma hanno

“La sensibilità al dolore può essere ridotta

anche sperimentato una riduzione della sen-

tramite sedute di meditazione”.

sibilità al dolore anche quando non medita-

Questo è il messaggio di uno studio della

vano”. Secondo il medico, la ricerca non ha

University of North Carolina-Charlotte (UNC-

solo confermato un fatto già noto (la capaci-

C), diretto dal dottor Fadel Zeidan e pubbli-

tà della meditazione di ridurre la sofferenza

cato dal “Journal of Pain”. L’equipe di Zeidan ha lavorato con alcuni volontari, divisi in due gruppi. Il primo gruppo è stato preparato tramite una serie di tre sessioni (20 minuti l’una) di meditazione. Il secondo grup-

lavorando su alcune zone del cervello) ma ha fatto scoprire come “Questo si poteva fare in soli 3 giorni, con appena 20 minuti al giorno”. Conclude così Zeidan: “Questo studio è il primo a dimostrare l’efficacia di un tale breve intervento sulla percezione

po (gruppo di con-

del

trollo)

re”.

ha

Per i ricer-

usato altre tecniche

dolo-

di

rilassamento. Successivamente, tutti i soggetti

catori,

tale

lavoro è interessante quanto

in apre

sono stati sotto-

nuove possibilità

posti a 3 sedute di

di lotta al dolore,

scariche elettriche,

specialmente

innocue ma dolo-

quei casi in cui non sia

rose. Spiega il dottor Zeidan:

“Non

solo i soggetti

possibile

usare i comuni farmaci antidolorifici. © Matteo Clerici

16

per


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

GIUGNO

MAGGIO

17


news

PILLOLE di BELLEZZA CONSIGLI per una forma smagliante a cura di: Comica 74

Vuoi provare anche tu l’ebbrezza di poter (ri)infilare i tuoi vecchi jeans che hai conservato nella speranza di poterli un giorno……(ri)indossare?????

Ciao ragazzi……mancano soltanto due mesi alla prova costume!!!!! Scatta l’operazione remise en forme che ha soprattutto come obiettivo finale la conquista del benessere psico-fisico……”mens sana incorpore sano” Alcuni consigli preliminari sono d’obbligo….ricordate che non esistono ricette miracolose, che possono farvi guadagnare una linea perfetta nel giro di poche settimane……..quindi armatevi di tanta pazienza…..ferrea volontà e molta costanza!!! Un modo molto valido per riuscire ad avere successo in una dieta dimagrante è quello di fare un programma e cercare di rispettarlo al massimo.

ganizmma significa or Farsi un progra nene le settimane po zarsi la giornata ma m ra ivi. Questo prog dosi degli obiett ntrato solamente ince non deve essere a evign dieta (anzi biso sul cibo e sulla sione!), diventi un’osses tare che il cibo nizzaga e a gestire e or ma deve aiutar renderla ta in modo da re la propria vi core stimolante. Ri più interessante rifugia che spesso ci si diamoci infatti o per figgere la noia nel cibo per scon di in zioni di stress o superare le situa rtante Quindi è impo soddisfazione. to (ma mma dettaglia fare un progra propria ssibile!) della pur sempre fle ra uticupare in manie vita per poter oc . ti della giornata le i vari momen

grammare una o immaginare di pro mm tre po io mp ese Ad oci i seguenti rasettimanale ponend qualsiasi giornata inf obiet tivi: per riuscire a fare Svegliarci un po’ prima leta. una colazione comp merenda. la frutta fresca per la re rta po di Ricordarci tut to bio. rat le quantità e cibo sop Pasta e pane in picco e una piccola passeggiata Se il tempo è bello far dopo il lavoro. rtiva. zz’ora nella pratica spo Impegnarsi almeno me lla cas a e ci si fa una be Dopo il lavoro si va a . doccia rigenerante senza esagerare. La cena sarà leggera di yoga. gale si andrà al corso Dopo questa cena fruzie ad un programma ben fat to (nel E’ dimostrato che grana pretendere di fare troppe cose!) senso che non bisogo molto più soddis fat te alla fine della le persone si senton a persona soddis fat ta e produttiva, propria giornata. Un di dedicare molto tempo anche a se che abbia la capacità e molto più facilmente un programstessa riuscirà a seguir ma di dimagrimento.

Vi chiederete…..chi io sia ????? non sono una nutrizionista, né una dietologa, né una estetista… MA SEMPLICEMENTE UNA VOSTRA COLLEGA CHE 10 CHILI FA …. ha deciso di cambiare stile di vita.Infatti cambiando alimentazione e mangiando in modo sano e praticando molto sport…..ho perso peso!!!!!

18


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

Maschere & rimedi Naturali lli lucidi Trucco per cape e i e sa ni si può usar Per i capelli lucid to di mele, perché ce semplicemente l’adi acidità ed è anche o ristabilisce il tass combattere la forfora , il r un ottim o aiuto peatite seborroica . Nell’ultiprurito o la dermgiungere un bicchierino di mo risciacquo ag sciacquare, ma asciugare aceto di mele, non iuga ma no e poi pettinari capelli con l’asc i capelli si può preparali. Per rinforzare sbatten do separata mente re una maschera co di un uovo, aggiungere il tuorlo e il bian io d’oliva e uno di miele due cucchiai di ol d’acacia . applica eparata così si La maschera pr gian do per far arrivare ag sui capelli mass oio capelluto, si lascia l’emulsione al cu possibile, dopodichè si sui capelli il più sh ampoo e all’ultimo risciacqua , si fa lo ge il solito bicchierino di sciacquo si aggiun aceto di mele. Jelen a Zilic

a cura di: Vanessa Bianco

Capelli Capelli aridi: amalgamare un tuorlo d’uovo con un cucchiaio di olio d’oliva ed uno di mandorle. Applicare sui capelli per tutta la lunghezza e lasciare in posa per 10-15 min, poi lavarli. Capelli fragili: Mescolare ad un vasetto di yougurt un cucchiaino di miele e stendere il composto sui capelli. Coprire la testa con la pellicola trasparente, lasciare in posa per 30 min, fare lo shampoo. Capelli spenti: Aggiungere il succo di mezzo limone all’acqua del risciacquo. Capelli sfibrati: Mescolare ad un vasetto di yougurt intero il succo di un limone. Avvolgere la testa con la pellicola trasparente e attendere 20 min prima di fare lo shampoo. Capelli danneggiati dal cloro: Frullare un uovo, due cucchiai di olio d’oliva e un cetriolo. Mettere il composto sui capelli, avvolgerli con la pellicola trasparente e lavarli dopo 20 min. Ripetere la maschera una volta al mese.

Occhi

Viso

Rimedio per lenire le zampe di gallina: Mescolare 20 ml di olio di soia, 20 ml di olio di mandorle e 10 ml di olio d’avocado. Massaggiare il contorno occhi con le dita bagnate dalla miscela.

Maschera esfoliante alla farina d’avena: Mescolare un cucchiaio di farina d’avena macinato finemente con un cucchiaio di yougurt bianco, mezza mela grattugiata e due cucchiaini di succo di limone. Applicare sulla pelle pulita ed asciutta e lasciare agire per 30 min prima di sciacquare. Ripetere questa maschera una volta a settimana.

Rimedio contro le occhiaie: Applicare sugli occhi le garze imbevite di camomilla fredda o di acqua di rose. Rimedio per stimolare la crescita delle ciglia: Aiutandosi con uno spazzolino da rimmel pulito, applicare dell’olio di ricino ogni sera per 15 giorni.

Maschera antirughe alla mela: Frullare una mela con quattro cucchiai di panna fresca. Applicare e far agire per 20 min. prima di sciacquare. Maschera idratante alla pera: Frullare una pera con un mezzo vasetto di yougurt. Stendere sul viso e far agire per 20 min. prima di sciacquare. 19


news

CONSIGLIATI PER TE

ricette... appetitose a cura di: Vanessa Bianco

INVOLTINI DI MAIALE RIPIENI DI ASPARAGI Ingredienti: Prosciutto di maiale

E’ un piatto sostanzioso che può essere servito come piatto unico.

Asparagi Salsiccia

Su una fetta di prosciutto di maiale spalmata di salsiccia adagiare gli

Pancetta a fette

asparagi e formare un involtino che poi sarà rivestito di pancetta e le-

Aglio

gato. In una padella far scaldare un po’ di olio, farvi rosolare l’involtino

Patate

e trasferirlo in una teglia da forno in cui saranno messi anche le patate e

Olio extra vergine d’oliva

gli asparagi a pezzi che avremo precedentemente condito con olio, sale e

Sale

pepe. Far cuocere in forno.

Pepe

a cura di: Vanessa Bianco

PIZZ A AL FORMAGGIO Ingredienti: 1 kg di farina 5 uova 50 gr. di burro o di strutto 100 gr. di parmigiano gratt. 200 gr. di pecorino semisecco grattugiato un po’ d’acqua in cui sciogliere 50 gr. di lievito di birra sale pepe macinato al momento ( la ricetta originale marchigiana ne richiede una notevole quantità)

20

Con questi ingredienti si prepara una pasta ben lavorata a cui si aggiunge, volendo, molto latte. Al composto ben amalgamato, si incorporano poi grossi dadi di emmenthal o gruviera, e pezzi di pecorino. La pasta va messa nel recipiente da forno - stampo cilindrico, alto e di medio diametro ( io , non avendolo, uso la teglia per le torte) - tenendo presente che, lievitando, aumenterà molto di volume. Qua e là, nella pizza, si infilzano listarelle spesse di gruviera che devono emergere un po’ dalla superficie; questa infine si spennella con tuorlo d’uovo battuto. Il recipiente va tenuto a lievitare in un luogo caldo per circa un’ora e mezza, quindi si pone in forno a calore moderato ( 180° ). La forma specifica dello stampo

provoca, durante il processo di lievitazione, la fuoriuscita della parte superiore della pizza, a cui conferisce la caratteristica forma a fungo che ricorda quella di un grosso babà. La cottura deve completarsi in meno di due ore e si dice che vada controllata soltanto dopo i primi 40 minuti. ( regolati in base al tuo forno, è meglio!!!) Buon lavoro e buona mangiata!!!


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

a cura di: Jelena Zilic

R I C E T TA DEL L A N O N N A Ingredienti: 6 uova

Il pancake con il semolino è facilissimo da preparare, un dolce da preparare all’ultimo momento:

6 cucchiai di zucchero +6 cucchiai di zucchero per il latte 12 cucchiai di semolino ½ Lt. di latte 1 bustina di vaniglia

In una ciotola separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve ben soda prima gli albumi, poi aggiungere i tuorli e continuare a montare finché non si ottiene un composto spumoso, aggiungere 6 cucchiai di zucchero e continuare a mescolare, dopodichè aggiungere 12 cucchiai di semolino e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. L’impasto, così preparato, versare in una teglia, precedentemente imburrata e infarinata e cuocere nel forno (sempre preriscaldato) a 180° per 10-12 minuti, ovvero quando il colore della pasta biscotto diventa dorato. Mentre si cuoce il dolce nel forno, versare in una pentola ½ Lt. di latte con 6 cucchiai di zucchero e una bustina di vaniglia, e fattelo bollire. Quando viene sfornata la pasta biscotto versare sopra la pasta il latte bollente, lasciare raffreddare e servire.

RISTOR ANTI

Filippo Giordano (Borgo del Correggio, 60/a – 0521 236138) nel 2001, rinnovando un locale che aveva una storia e una tradizione già dagli anni ’50. Appena superata la soglia, i profumi e i colori rimandano al ricordo di un ambiente del passato. L’avvicendarsi delle stagioni regna su ogni piatto preparato, su ogni verdura cucinata, su ogni pietanza pensata.

di campagna In un casale a Mat ta” “L a Panigad otto di campagna a in sc ca a n èu igiano orghetto Lod centesca, a B 48 71 269 0 69; 3 (Lodi), (tel. 03 nigada ve Filippo Pa 2687821) do men ruppo di com g n u lie g co ac zione. e su prenota sali alla volta n per to, cena co Aperitivo all’a zero” . “menù a km e di ere le polpett Da non perd it te. melanzane fr

“L’Osteria I Tre Porcellini”

21


news

COMITATO di Redazione Sergio Papadia - Bruno Farmaceutici sergio.papadia@brunofarmaceutici.it

Andrea Fantoni - Molteni Farmaceutici a.fantoni@moltenifarma.it

Stefania Nizza - Pkstudio Comunicazione e Coordinamento Grafico info@pkstudio.eu Mob.333 8072907

NOTE:

22


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

23


IL PERIODICO SCRITTO TUTTI I GIORNI DALLA TUA SQUADRA

PARTECIPA A PROSSIMO L NUMERO!

Aspettiamo ... notizie, a neddoti, suggerimen ti, curiosità.. .

SCRIVI LA TUA RUBRICA !


DEPAL NEWS GIU D