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AMBITO TERRITORIALE N. 19 Comuni di: AFRAGOLA CAIVANO CARDITO CRISPANO

Carta dei Servizi Sociali


Carta dei Servizi Socio - Sanitari


Normativa di riferimento La Carta dei Servizi: Strumento di attuazione del sistema integrato Strutturazione della Carta La tutela del cittadino Ufficio di Piano SISS: Sistema informativo sociale Valutazione della qualità La tutela del cittadino Informazioni Utili   

Aree di intervento     5


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Aree di Intervento: Responsabilità familiari     

Area di Intervento: Infanzia e Adolescenza   

Area di Intervento: Servizi per i disabili       

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Area di Intervento: Servizi sociali per gli Anziani     

Regolamenti: Regolamento relativo all’organizzazione del servizio sociale professionale Regolamento per l’accesso alle prestazioni ed ai servizi sociali Regolamento per l’accreditamento delle strutture e dei servizi sociali Regolamento compartecipazione Glossario

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CARTA DEI SERVIZI

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CARTA DEI SERVIZI

La Carta dei Servizi è stata introdotta come strumento di tutela dei cittadini con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, che sancisce i principi circa l’erogazione dei Servizi pubblici cui devono attenersi le istituzioni.  Eguaglianza dei diritti degli utenti rispetto all'erogazione dei servizi. Ciascuno ha uguale diritto all'accesso ai servizi, pur nel rispetto delle disposizioni che disciplinano i diversi interventi. Non può essere compiuta nessuna distinzione per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione ed opinioni politiche. L'eguaglianza è intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione e non può essere intesa nel senso di assoluta uniformità delle prestazioni. Queste ultime varieranno, infatti, in base alle esigente personali, sociali ed economiche dell'utente, nel rispetto del progetto sociale che lo riguarda e lo coinvolge come parte attiva. Particolari provvedimenti sono adottati per rispondere alle esigenze delle persone portatrici di handicap.  Imparzialità relativa alle modalità e norme che disciplinano l'erogazione del servizio che saranno improntate a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità.  Continuità nell'erogazione dei servizi, nel rispetto delle norme vigenti che sarà regolare e senza interruzione. Il funzionamento irregolare o l'eventuale interruzione del servizio sono espressamente regolati dalla normativa. In questi casi vengono adottate misure volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile. Diritto di Scelta ossia possibilità per l'utente di scegliere tra i soggetti che erogano il servizio, ove sia consentito naturalmente, e che sono distribuiti sul territorio.  Partecipazione del cittadino, quale soggetto attivo, alla prestazione del servizio è garantita al fine di migliorare l'efficacia dell'intervento e nell'ottica di una stretta 9


CARTA DEI SERVIZI

collaborazione con gli operatori dell'Ente Locale. L'utente ha diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano e che sono in possesso dell'Ente. Tale diritto è esercitato secondo le modalità determinate dalla legge n. 241 del 7 agosto 1990. L'utente può produrre memorie e documenti, prospettare osservazioni, formulare suggerimenti per i miglioramenti del servizio. L'utente ha, ancora, il diritto/dovere di sottoscrivere il progetto proposto. La partecipazione può caratterizzarsi anche a livello associativo, attraverso l'adesione ad enti di volontariato, organizzazioni pubbliche o private o gruppi presenti sul territorio.  Efficacia ed efficienza sono le modalità con le quali l'Ente pubblico deve erogare il servizio. Questa Carta si adegua, inoltre, alle indicazioni delineate nella “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” n. 328 del 2000, nella Legge Regionale n. 11 del 2007 “Legge per la dignità e la cittadinanza sociale – attuazione della Legge 8 Novembre 2000, n. 328” e nello “Schema generale di riferimento della Carta dei Servizi Sociali e della Carta della Cittadinanza Sociale nella Regione Campania ex art. 26, legge regionale n. 11/07” approvato dalla giunta della Regione Campania con Deliberazione n. 1835 del 20 Novembre 2008.

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CARTA DEI SERVIZI

Il presente documento non è una semplice guida ai servizi sociali e socio-sanitari ma un atto attraverso il quale si stabilisce un accordo tra Ente Gestore di Servizi (Comune) e Cittadini. Un patto in virtù del quale l’Ente pubblico assume una serie di impegni vincolanti, sul versante delle prestazioni, nei confronti della propria utenza. Si tratta del contratto sul quale si fonda il nostro sistema di welfare locale. La Carta in esame contiene e rende trasparente il sistema integrato di offerta presente sul territorio del Distretto Sociale N19, presentando quali servizi intende erogare, le modalità e gli standard che garantirà. Essa diviene, dunque, uno strumento di conoscenza al servizio del cittadino che si traduce, per quest'ultimo, nella possibilità di effettuare scelte giuste ed appropriate, di tutelare posizioni soggettive e di rendere esigibili i diritti di cittadinanza sociale riconosciuti. Far conoscere ciò che esiste sul territorio, significa avere un cittadino informato circa le opportunità a sua disposizione “favorendolo in un rapporto sbilanciato visto che la maggior parte dei beneficiari è in condizione di disagio e con basso potere contrattuale”. In questa ottica, la Carta dei Servizi Sociali e socio-sanitari realizza pienamente la funzione per cui viene definita “strumento di attuazione” del sistema di protezione sociale, così come previsto nella Legge Regionale n. 11 “Legge per la dignità e la cittadinanza sociale”. Questa Carta illustrerà l'offerta dei servizi attualmente presente sul territorio del Distretto Sociale N19 ma non potrà essere un documento definitivo per le sue stesse caratteristiche poiché varierà al variare dell'offerta. L’Ente ha l'obbligo di ottemperare alle indicazioni nazionali e regionali per la stesura del Piano di Zona Sociale, e dunque l'offerta dei servizi potrà modificarsi. Alcuni servizi potrebbero, cioè, essere disattivati, altri attivati o cambiare area di intervento. 11


CARTA DEI SERVIZI

Questo significa che attualmente sono attivi servizi che potrebbero, in futuro, non essere più previsti per fare spazio ad altri interventi che saranno ritenuti prioritari.

Il sistema integrato dei servizi sociali e socio-sanitari è strutturato in aree di intervento per ognuna delle quali sono previsti servizi da garantire. Le aree ed i servizi in questione sono stati schematizzati in modo da essere visualizzati in maniera veloce ed immediata. I servizi sono strutturati in Sezioni dove il lettore troverà informazioni relative a:  Descrizione del servizio;  Modalità organizzativa;  Ubicazione;  Destinatari;  Modalità di accesso;  Valutazione della Qualità. Alla sezione relativa ai servizi fa seguito una sezione relativa ai Regolamenti, ovvero tutti quegli atti che disciplinano l'erogazione dei servizi ed i rapporti con il cittadino/utente. Infine si prevede di concludere con un glossario su ciò che bisogna sapere a proposito dei Servizi Sociali. La Carta dei Servizi sociali e sociosanitari serve ai cittadini, dunque è per essi che è stata pensata e scritta, strutturata in maniera tale da risultare di facile e rapida consultazione. L’auspicio è che essa diventi uno strumento per facilitare l’accesso ai servizi del nostro territorio, contribuendo a riaffermare il diritto irrinunciabile della persona alla tutela della salute e del benessere. 12


CARTA DEI SERVIZI

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CARTA DEI SERVIZI

L’Ufficio di Piano riveste un ruolo estremamente delicato in quanto struttura tecnica ed operativa di supporto per la realizzazione del Piano di zona. Ha il compito di elaborare e attuare la programmazione secondo gli indirizzi forniti dall’organo politico di riferimento, inoltre, svolge le funzioni di gestione, amministrazione, monitoraggio e valutazione del Piano Sociale di Zona Territoriale. Costituisce inoltre l'ufficio di raccordo con l'amministrazione regionale in quanto è allo stesso che vengono generalmente inviate tutte le comunicazioni inerenti il sistema integrato dei servizi sociali, anche quando esse vanno poi diramate a tutti i Comuni dell'Ambito o ad altri uffici dell'Ambito stesso. L’Ufficio di Piano, per il ruolo strategico di programmazione e controllo, deve godere di tutte le prerogative istituzionali e tecniche di autonomia gestionale nel rispetto dell’indirizzo programmatico. L'ufficio, dotato di un proprio regolamento, si avvale di personale competente rispetto alle funzioni da svolgere. L’Ufficio di Piano svolge attività di:  Analisi del sistema d’offerta dei servizi (localizzazione, funzioni, prestazioni, professioni, costi) presenti sul territorio del Distretto Sociale per valutarne l’appropriatezza e l’eventuale ridefinizione;  Redazione del piano sociale di zona sulla base degli indirizzi programmatici forniti dal coordinamento istituzionale e dell'attività di concertazione svolta;  Monitoraggio dei problemi e della domanda sociale e l’individuazione di eventuali nuovi bisogni, attraverso l’organizzazione di momenti concertativi con i soggetti presenti nel territorio del Distretto Sociale;  Progettazione/ri-progettazione partecipata dei servizi da realizzare sul territorio del Distretto Sociale; 14


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 Definizione del sistema di comunicazione fra i Comuni e i diversi soggetti del Distretto Sociale;  Raccordo con il Servizio Sociale Professionale ed il Servizio di Segretariato Sociale per la programmazione sociosanitaria;  Programmazione delle risorse europee;  Predisposizione di piani di comunicazione sociale;  Aggiornamento in materia di normativa regionale, nazionale, europea anche al fine di intercettare nuove e differenti risorse economiche. Relativamente alla gestione tecnica e amministrativa, il suddetto Ufficio si occupa della: Definizione delle procedure amministrative connesse alla programmazione, gestione, controllo e rendicontazione delle risorse finanziarie; Definizione delle modalità di individuazione, allocazione delle risorse economiche, strutturali, umane; Organizzazione ed affidamento dei servizi ai soggetti del terzo settore previsti dal Piano sociale di zona (definizione di bandi, gare d’appalto, procedure per l’autorizzazione e accreditamento, ecc); Definizione dei regolamenti d’accesso e di compartecipazione degli utenti. Per il monitoraggio e la valutazione svolge funzioni di: Predisposizione di sistemi di monitoraggio e valutazione dei servizi; Monitoraggio della qualità offerta ai destinatari dei servizi; Monitoraggio delle procedure di affidamento dei servizi previsti nel Piano di zona con particolare attenzione alle caratteristiche dei soggetti a cui affidare, ai criteri di valutazione delle proposte progettuali ed ai vincoli posti nei bandi e negli avvisi per sostenere il rispetto della normativa vigente in materia di contratti di lavoro per tutte le 15


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risorse umane impegnate dai soggetti affidatari per la erogazione dei servizi;  Implementazione di sistemi informativi già esistenti per l’elaborazione di dati territoriali locali, provinciali e regionali.

Il sistema Informativo Sociale (SISS) è uno strumento per raccogliere, archiviare, elaborare tutte le informazioni relative ai servizi alla persona. Queste fasi sono propedeutiche per la programmazione e pianificazione del Piano Sociale di zona. Si tratta, dunque, di un sistema che, attraverso la raccolta dei dati e la loro traduzione in informazioni permette di rilevare i bisogni sociali espressi dal territorio e formulare un adeguata offerta dei servizi sociali e socio-sanitari. Il SISS è, pertanto, un anello essenziale del Piano Sociale di Zona, il riferimento dal quale partire per conoscere le esigenze del territorio, stabilire a priori l’entità dei fabbisogni necessari per soddisfarle e valutare, a posteriori, i risultati raggiunti. La pianificazione e la gestione, corrette e mirate, del sistema integrato dei servizi sociali è possibile solo acquisendo, in maniera sistematica e continuativa, dati ed informazioni. Per garantire questa raccolta è necessario:  Rilevare, misurare e mappare i bisogni della cittadinanza;  Rilevare e misurare la domanda esplicita di prestazioni e servizi da parte dell’utenza;  Effettuare il censimento dei servizi e degli interventi;  Monitorare l’andamento ed il funzionamento dei servizi e degli interventi;  Offrire informazioni sistematiche sugli interventi e sui servizi utilizzabili dai 16


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cittadini;  Offrire informazioni e dati per la valutazione del sistema di interventi e servizi.

Il tema della qualità e dell'efficienza nell’erogazione di servizi pubblici è dai primi anni novanta al centro di un forte dibattito e di numerose esperienze che segnalano un’attenzione, sempre maggiore, rispetto al miglioramento continuo della rispondenza ai desideri e alle aspettative dei cittadini. E’ opinione, ormai ampiamente condivisa, che il miglioramento delle relazioni tra utente e soggetti erogatori di servizi, passi attraverso la capacità di questi ultimi di “ascoltare, incontrare ed anticipare” le attese e i bisogni degli utenti. Se è vero che la carta dei servizi rappresenta un patto scritto con il quale l’ente pubblico si impegna ad assicurare i propri servizi, secondo regole e principi volti a disciplinare i rapporti tra chi eroga il servizio e il cittadino, sarà altrettanto vero che essa definisce anche quali parametri qualitativi i servizi dovranno avere per il raggiungere livelli soddisfacenti di qualità ed efficienza e rispondere così alle esigente del cittadino-utente. Nelle schede di presentazione predisposte, nel presente documento, per ogni servizio, ci sono descrizioni circa le caratteristiche tecniche, organizzative e funzionali ad essi relative, ma è previsto anche uno spazio dedicato:  Agli indicatori di qualità (qualità offerta) o parametri scelti attraverso i quali valutare il servizio;  Agli standard di qualità, ciò che questo distretto sociale garantisce, quale valore minimo garantito all’utente. Dunque il lettore conoscerà esattamente la tipologia del servizio illustrato, ma saprà soprattutto quali parametri qualitativi minimi potrà esigere. 17


CARTA DEI SERVIZI

Naturalmente ci sono indicatori e valori misurabili, considerati più adeguati a fornire informazioni circa l’andamento del Sistema di Gestione della Qualità che sono già stati adottati e che si trovano indicati nelle schede, altri sono in fase di consolidamento. Per assicurare che i servizi offerti siano conformi ai requisiti previsti e rispondano alle aspettative del Cittadino-utente, il Distretto Sociale sta predisponendo un sistema di monitoraggio, coordinato dall’Ufficio di Piano, attraverso il quale è possibile:  Valutarne l’efficacia e l'efficienza,  Identificarne eventuali non conformità;  Impostare azioni correttive e preventive. In particolare, i requisiti inerenti gli Enti gestori ed i servizi erogati sono dettagliatamente descritti dal “Regolamento di Attuazione della Legge Regionale 11/07” e dall’attuale Piano Sociale di Zona Distretto Sociale N19. Un servizio è di qualità se tutti gli attori coinvolti sono garantiti nei propri diritti e partecipano attivamente alla produzione della prestazione e deve essere letta come l’integrazione tra i valori, le aspettative, le aspirazioni, i bisogni, i diritti che ruotano attorno ad un servizio (quelli dei titolari, dei gestori, dei professionisti, degli utenti diretti, delle loro famiglie). Essa è multidimensionale, contingente e soggettiva poiché è frutto dell’interazione tra i sistemi di riferimento dell’organizzazione e quelli dei cittadini e nessun criterio potrebbe rappresentarne la complessità. L’erogazione e la fruizione di interventi e servizi alla persona è un processo sempre diverso, frutto della relazione tra individui, tale da rendere la sua qualità impossibile da valutare prima che il servizio venga effettivamente erogato. Attualmente si stanno predisponendo rilevazioni periodiche, in merito alla soddisfazione degli utenti, tramite questionari di gradimento utili per conoscere e valorizzare il punto di vista del cittadino. L’idea sottesa è che l’utente non sia solo la parte bisognosa ma una persona, 18


CARTA DEI SERVIZI

portatore di diritti e di risorse, destinatario e coproduttore del servizio, un interlocutore, dunque, qualificato per poter esprimere giudizi sui servizi stessi e sulle prestazioni. L’analisi dei dati ottenuti dal monitoraggio dei servizi e dalle rilevazioni periodiche sarà determinante in ambito di programmazione per definire e predisporre politiche di miglioramento. D’altra parte viste le esigenze di contenimento della spesa è sempre più forte la necessità di conoscere l’utenza e le sue caratteristiche, al fine di ottimizzare l’efficienza degli interventi e utilizzare con attenzione le risorse sempre più scarse. Dunque si tratta di determinare una modalità operativa che, in maniera costante e continua, consenta di leggere congiuntamente, tramite l’adozione di strumenti di monitoraggio multidimensionali ed integrati, la qualità dell’assistenza erogata in termini di benessere aggiunto da un lato e i relativi costi sopportati dall’organizzazione dall’altro.

I cittadini hanno il diritto di presentare reclamo per le inadempienze del servizio e per l’inosservanza del rispetto degli standard di qualità garantiti. Il reclamo, insieme ai suggerimenti e alle segnalazioni di irregolarità, costituisce per il Distretto Sociale e per le singole Amministrazioni Comunali, uno strumento utile al fine di migliorare continuamente la qualità dei servizi.  Quando e dove fare un reclamo o esporre un suggerimento In caso si verifichi una violazione della presente Carta, l’utente può inoltrare reclamo o suggerimento scritto all’Ufficio di Segretariato Sociale del proprio Comune di residenza che avvierà gli accertamenti dovuti segnalando ai responsabili competenti il disservizio. Tutto il 19


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personale del Distretto Sociale e delle Amministrazioni Comunali è in grado di fornire informazioni sulle procedure di reclamo e suggerimento.  Per reperire il modulo di reclamo o suggerimento Il modulo di reclamo/suggerimento e di segnalazione è disponibile in ogni Comune presso l’Ufficio di Segretariato Sociale e presso la sede dell’Ufficio di Piano. Entro 30 giorni dalla segnalazione l’utente riceverà comunicazione scritta degli accertamenti effettuati e degli impegni presi per la rimozione delle eventuali irregolarità riscontrate.  Le forme di risarcimento Nel caso in cui sia effettivamente accertata una inadempienza rispetto agli impegni presi nella Carta dei Servizi Sociali l’utente ha diritto:  All’immediato ripristino degli standard di qualità garantiti e all’immediato reintegro nel servizio (se possibile);  Ad un risarcimento di natura etica che consiste nella pubblicazione obbligatoria del reclamo/suggerimento inoltrato, degli impegni presi per rimuovere le irregolarità segnalate e l’esito ottenuto con gli interventi adottati.

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INFORMAZIONI UTILI

Coordinatore: Dott.ssa Maria Femiano 081/8529613 fax 081/8529625 e-mail: distrettosocialen19@libero.it

Via Alcide De Gasperi n. 43 Direttore: Dr. Gaetano Moccia distretto44@aslnapoli2nord.it

Via Santa Chiara Direttore: Dr. Michele De Luca Tel.081/8362711 Fax 081/8362714

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INFORMAZIONI UTILI

Comune di Afragola – Comune Capofila Servizi Sociali Prol.to Via Vincenzo Calvanese – Contrada Leutrek Responsabile: Dott.ssa Antonia Grande Tel. 081/8529619 fax 081/8529625 Comune di Caivano Servizi Sociali C/o Umberto n. 143 Dirigente: Dott.ssa Anna Damiano Tel. 081 8800810 Fax Comune di Cardito Servizi Sociali P.zza Garibaldi – Palazzo Mastrilli Responsabile: A. S. Teresa Daniele Tel/Fax 081/8362860 e-mail:welfare.cardito@libero.it Comune di Crispano Servizi Sociali Piazza Trento e Trieste Responsabile: Dr. Franco Arbolino 081 8341954 - Fax: 081 19319806 Polsocial2007@libero.it


AREE DI INTERVENTO: Welfare di Accesso


AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

L’integrazione Sociosanitaria rappresenta il raccordo tra politiche sociali e politiche sanitarie, che, coinvolgendo e valorizzando tutte le competenze e le risorse del territorio, si basata sulla collaborazione tra Comuni, servizi dell’A.S.L., singole persone, famiglie, e volontariato. I servizi socio-sanitari integrano servizi sanitari e sociali poiché supportano persone con problemi di tipo sanitario ma che necessitano anche di protezione socio-assistenziale. Le prestazioni socio-sanitarie si suddividono in:  Prestazioni sanitarie a rilevanza sociale di competenza dell’ASL, strutturate in progetti personalizzati (PAI – Progetti Assistenziali Individualizzati) ed erogate in regime ambulatoriale, domiciliare, o strutture residenziali e semiresidenziali;  Prestazioni sociali a rilevanza sanitaria di competenza dei Comuni, strutturate in progetti personalizzati ed erogate in compartecipazione di spesa con i cittadini stabilita dai comuni;  Prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica. Si tratta di prestazioni dove non è possibile definire con precisione la competenza sociale o sanitaria e, dunque, definite per questo prestazioni complesse a compartecipazione nelle quali l’entità della spesa viene ripartita percentualmente tra ASL, Comune/Cittadino. L’accesso a tali prestazioni è subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata (Multidimensionale e Multidisciplinare del bisogno socio-sanitario complesso). Di seguito riportiamo in tabella i servizi essenziali previsti a norma di legge:

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AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

Regime di Assistenza Residenziale

Residenza Sanitaria Assistenziale

 Prestazione socio-sanitaria compartecipata per disabili gravi;  Prestazione socio-sanitaria compartecipata per disabili senza sostegno familiare;  Prestazione socio-sanitaria in favore di soggetti con problemi psichiatrici.

Regime di Assistenza Semi-residenziale Centro Diurno Integrato

 Prestazione socio-sanitaria compartecipata in favore di soggetti con problemi psichiatrici.

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AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO


AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

Descrizione. Il segretariato sociale è un servizio essenziale di assistenza sociale rivolto a tutti i cittadini. E' la porta di accesso al sistema integrato dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio. In particolare risponde all'esigenza primaria dei cittadini di avere informazioni in merito ai diritti, alle prestazioni, alle modalità di accesso ai servizi oltre che conoscere le risorse sociali disponibili sul territorio e che possono risultare utili per affrontare esigenze personali e familiari nelle diverse fasi della vita. L'attività del servizio è finalizzata a garantire unitarietà di accesso, capacità di ascolto, funzione di orientamento, filtro, osservatorio e monitoraggio dei bisogni e delle risorse, oltre che garante di trasparenza e fiducia nei rapporti tra il cittadino ed i servizi. Assicura un livello informativo e di orientamento indispensabile per evitare che le persone esauriscano le loro energie nel procedere, per tentativi ed errori, nella ricerca di risposte adeguate ai loro bisogni. Soprattutto è necessario evitare che proprio i cittadini più fragili e meno informati vengano scoraggiati nella ricerca di aiuto a fronte di barriere organizzative e burocratiche che comunque vanno rimosse per ridurre le disuguaglianze nell'accesso. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutti i cittadini del Distretto Sociale che hanno esigenza di informazioni ed orientamento e, in via prioritaria, a coloro che sono esposti a situazioni di rischio sociale. Come: Viene effettuato un iniziale colloquio conoscitivo con un operatore addetto all'accoglienza (assistente Sociale o tecnico dell’Accoglienza) per effettuare una prima valutazione rispetto alle reali esigenze del cittadino-utente. In questa fase, attraverso la somministrazione di una Scheda 23


AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

di Accesso, si definirà la domanda per poi procedere alla presa in carico del servizio necessario. Dove: Presso il Comune di Afragola – Ente capofila – è istituito l'Ufficio di Segretariato Sociale mentre presso gli Uffici Servizi degli altri comuni del Distretto sono istituite le Antenne Sociali. Modulistica: Non richiesto Modalità d'Accesso: Rivolgersi all’ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza secondo i giorni e gli orari indicati in tabella. Profili Professionali: N. 3 Sociologi; N. 1 Tecnico dell'accoglienza; N. 1 Assistente Sociale Comune

Giorni di Accesso al Pubblico

Orari di accesso al pubblico

Afragola Segretariato Sociale

Dal Lunedì al Venerdì

Dalle ore 09.00 alle ore 12.00

Martedì e Giovedì

Dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Lunedì – Mercoledì - Venerdì

Dalle ore 09.00 alle ore 12.00

Lunedì e Giovedì

Dalle ore 15.00 alle ore 17.30

Lunedì – Mercoledì - Venerdì

Dalle ore 09.00 alle ore 12.00

Caivano Antenna Sociale

Cardito

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AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

Antenna Sociale Martedì e Giovedì

Dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Martedì e Giovedì

Dalle ore 09.00 alle ore 13.00

Crispano Antenna Sociale Giovedì

Valutazione della Qualità

Celerità della procedura

Dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Il Distretto Sociale garantisce

 Per le richieste di carattere generale, l’utente ottiene una risposta contestualmente alla domanda.  Per esigenze e richieste specifiche, all’utente sarà garantito un appuntamento successivo, nell’arco di sette giorni.

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AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO

Capacità di Lettura del Servizio

 In tutti i Comuni è utilizzata la medesima scheda di rilevazione. Tali schede vengono rielaborate in forma aggregata nel rispetto della privacy del singolo. Questo permette di leggere le necessità e le richieste per programmare al meglio le risorse e le opportunità da offrire ai cittadini

Consistenza del servizio

 Almeno 15 ore di ricevimento a settimana

Disponibilità modulistica cartacea

 Presenza modulistica (accesso, reclami, ecc.)

Disponibilità materiale informativo Disponibilità materiale relativo alla regolamentazione dei servizi presso ogni ufficio.

 Presenza di materiale informativo circa i servizi offerti (volantini, brochure, ecc)  Presenza disciplinari, regolamenti, protocolli

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AREE DI INTERVENTO: WELFARE DI ACCESSO


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SERVIZI SOCIALI PER I CITTADINI E LE LORO FAMIGLIE


Area ResponsabilitĂ  Familiare


AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Descrizione: Il servizio Centro Famiglia interviene, in una logica di rete e di potenziamento dei servizi esistenti (sistema dell’istruzione e della formazione, servizi sanitari e socio-assitenziali), in maniera specifica sui genitori per prevenire e contrastare il disagio e le difficoltà connesse al loro ruolo educativo. I progetti individualizzati mirano:  A favorire la formazione di un’identità genitoriale finalizzata ad una scelta consapevole e responsabile della maternità e della paternità;  Potenziare le capacità genitoriali di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente circostante;  Stimolare l’elaborazione e la conduzione di propri progetti di vita in armonia con il proprio ruolo genitoriale. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutte le famiglie del Distretto Sociale che vivono una difficoltà nella gestione del rapporto genitori-figli e, in generale, a coloro che sono esposti a situazioni di rischio sociale. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio conoscitivo con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale, o Antenna Sociale, per effettuare una prima valutazione rispetto alle reali esigenze del cittadino-utente. In questa fase, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, si definirà la domanda per poi procedere alla presa in carico del servizio in oggetto. Le segnalazioni per il Centro Famiglia possono arrivare anche da altre agenzie del

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

territorio. Dove. Presso la sede delle antenne sociali professionali dei Comuni del Distretto Sociale Modulistica. Scheda di Accesso. Modalità d'Accesso. Sulla base del bisogno rilevato dal Servizio Sociale Professionale. Ulteriori Informazioni: Rivolgersi allo Sportello di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari dedicati all’accoglienza del pubblico. (Scheda recapiti e Riferimenti Utili) Profili Professionali: N.1 Psicologo; N.1 Assistente Sociale Valutazione della Qualità

Personalizzazione dell’intervento

 Presenza di un progetto di intervento personalizzato per ogni singola famiglia/bambino.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Multidisciplinarietà delle professioni.

 Presenza di Assistenti Sociali, Psicologi, ed Educatori con esperienza specifica;  Un incontro settimanale di équipe per il confronto dei progetti di intervento.  Tutti gli operatori partecipano ad almeno un corso di aggiornamento all’anno sui temi attinenti al servizio.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Descrizione. Il servizio è rivolto ai minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo alla loro crescita. Esso prevede l’inserimento del minore stesso in un nucleo familiare diverso da quello d’origine, per un periodo di tempo limitato e necessario, al superamento del momento di disagio e/o di difficoltà del nucleo familiare di origine. E’ da intendersi come uno strumento per la tutela dei diritti del bambino, che interviene sia all’esterno del nucleo familiare di origine che al suo interno, ed è da inserire tra quei “servizi alla persona” di competenza della Pubblica Amministrazione. In ogni distretto sociale è istituita una specifica struttura denominata Servizio Affido ed Adozioni d’Ambito (S.A.T.), composta da un'equipe multidisciplinare che è responsabile, per ciascun caso di affido, del progetto educativo individualizzato e della promozione della cultura dell'affido nel territorio. Il regolamento del servizio prevede l’erogazione di un assegno mensile a sostegno delle spese affrontate dalle famiglie per i minori. Il contributo è erogato dal Comune di residenza del minore accolto in relazione alla disponibilità economica di ciascun anno solare. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutte le famiglie del Distretto Sociale che vivono una difficoltà e a quanti sono esposti a situazioni di rischio sociale. Come si procede. Il Servizio Sociale Professionale, insieme al SAAT, su indicazione del 30


AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Tribunale per i Minori, predispone l'istituto dell'Affido. La presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti sul territorio. Dove: Presso il Comune di Afragola – Ente capofila – ed il Comune di Caivano sono istituite due Unità S.A.A.T. Modalità di Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato alla Valutazione del bisogno curata dall’Equipe del servizio. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Presso i Servizi Sociali del proprio comune di residenza è istituita l'équipe multidisciplinare di Affido Familiare. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico ed indicati nella Scheda relativa ai e recapiti e Riferimenti Utili) Modulistica: Scheda di Accesso. Profili Professionali: N. 1 Assistente Sociale; N. 1 Psicologo

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Valutazione delle Qualità Qualità dell’Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Sostegno economico alle famiglie affidatarie

 Il regolamento del servizio prevede l’erogazione di un assegno mensile a sostegno delle spese affrontate dalle famiglie per i minori. Il contributo è erogato dal Comune di residenza del minore accolto.

Sostegno alle Famiglie Affidatarie

 E’ previsto un sostegno individuale e/o di gruppo alle famiglie affidatarie attraverso incontri con il personale. Alle famiglie affidatarie è assicurata un’idonea formazione annuale su tematiche specifiche.

Personalizzazione dell’intervento

 Viene definito un progetto individualizzato per ogni bambino in carico al servizio. Per ogni famiglia affidataria sono previsti incontri con un Assistente Sociale e/o uno Psicologo.

Capacità di promuovere la genitorialità affidataria

 Presenza di iniziative promozionali rivolte alla comunità locale del Distretto Sociale.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Descrizione. I servizi per l’adozione nazionale e/o internazionale hanno l’obiettivo di sensibilizzare, informare ed orientare le famiglie sul percorso adottivo, di uniformare le informazioni date dai vari soggetti preposti all’attivazione del percorso adottivo, di seguire le famiglie lungo il percorso d’adozione e di sostenerle nei momenti di difficoltà. I servizi, che si attivano nella fase di richiesta d’adozione, in quella d’istruttoria e nella fase neo-adottiva, hanno anche il fine di tutelare il minore e i suoi diritti e di stimolare la coppia a prendere coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti sia in rapporto al ruolo genitoriale che alle specifiche caratteristiche del minore da adottare o adottato. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutte le coppie o famiglie che si trovino in una delle seguenti condizioni:  Abbiano fatto richiesta di Adozione Nazionale o Internazionale;  Abbiano un minore in Affido pre-adottivo;  Abbiano adottato uno o più minori. Come si procede. Il Servizio Sociale Professionale, insieme al SAAT, su indicazione del Tribunale per i Minori, provvede ad accertare l’idoneità delle coppie o famiglie che hanno fatto richiesta di adozione.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Dove: Presso il Comune di Afragola – Ente capofila – ed il Comune di Caivano sono istituite due Unità S.A.A.T. Modulistica: Non richiesto Ulteriori Informazioni: Rivolgersi allo Sportello di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari stabiliti per l’accoglienza del pubblico (Scheda recapiti e Riferimenti Utili). Profili Professionali: N. 1 Psicologo; N.1 Assistente Sociale.

Qualità offerta

Multidisciplinarietà e professionalità degli Operatori

Il distretto sociale N19 garantisce  Presenza di psicologi e di Assistenti Sociali con esperienza specifica a supporto delle famiglie.

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AREA RESP ONSABILITA’ FAMILIARE

Famiglie adottive adeguatamente formate e supportate

 Corsi di Formazione pre-adozione;  Consulenze e Supporto psicologico durante lo svolgimento dell’iter adozionale.

Sostegno alle famiglie adottive

 Il servizio promuove e facilita la creazione di gruppi di mutuo aiuto per il confronto e lo scambio di esperienze di adozione.

Descrizione. Il servizio di mediazione familiare è un servizio a tutela e sostegno delle relazioni familiari in presenza di una separazione o di crisi nei rapporti di coppia ma interviene anche per affrontare situazioni di crisi o di conflitto nella relazione genitori-figli. Essa, inoltre, promuove l’autonomia decisionale delle parti e facilita le competenze, la motivazione al dialogo, alla stima e alla fiducia reciproca con l’obiettivo di prevenire forme di disagio dei minori coinvolti nelle situazioni di crisi degli adulti. La mediazione familiare costituisce un “luogo neutro” di incontro dove, utilizzando gli strumenti dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’empatia, i bisogni delle due parti trovano spazio e dove ci si dedica alla ricostruzione della relazione. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutte le famiglie del Distretto Sociale che vivono una

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

separazione o difficoltà nella gestione del rapporto genitori- figli. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso al somministrazione di una Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. Definita la domanda si procedere con la presa in carico curata dall'equipe multidisciplinare del servizio Centro Famiglia propedeutica alla predisposizione del percorso di Mediazione Familiare. La presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti sul territorio. (Tribunale per i minori) Dove: Presso gli uffici Servizi Sociali del proprio comune di residenza è istituito il Centro Famiglia – Consulenza Mediazione Familiare. Modalità d'Accesso: Per accedere al servizio: Rivolgersi all’ Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento dedicati all’accoglienza del pubblico (Scheda recapiti e Riferimenti Utili) Modulistica: Scheda di Accesso. Profilo Professionale: N. 1 Mediatore; 38


AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Multidisciplinarietà e professionalità degli Operatori

Personalizzazione dell’intervento Riservatezza degli Ambienti

 Presenza di Psicologi, Assistenti Sociali e Mediatori Familiari con esperienza specifica a supporto di coppie e famiglie in crisi.  Presenza di un Esperto Legale in grado di garantire supporto legale per coloro che si rivolgono al servizio.  E’ obbligatorio almeno un incontro di équipe per il confronto circa i progetti individualizzati.  Definizione di un Progetto Individualizzato per ogni coppia/famiglia. Sono disponibili stanze per Colloqui riservati.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Descrizione. I contributi economici si distinguono in contributi diretti ed indiretti. I primi consistono nell’erogazione da parte dei comuni, singoli ed associati, di Contributi Economici diretti alle famiglie, ad integrazione del loro reddito complessivo, che si trovino in situazioni di particolare disagio socio-economico, per il sostegno all’istituto familiare e alla scelta genitoriale. I contributi economici indiretti consistono nell’assegnazioni di buoni o assegni validi per l’acquisto diretto ed autonomo di servizi, prestazioni e prodotti presso strutture accreditatee comunicate al destinatario. I contributi possono essere erogati sia nell’ambito di un servizio ordinario, ad integrazione del reddito delle famiglie per garantire il minimo vitale, sia straordinario, per far fronte ad improvvise ed impellenti esigenze economiche che investono la famiglia, nel tentativo di evitare il pericolo del cronicizzarsi di situazioni di disagio. Le modalità d’erogazione, l’entità e la tipologia dei contributi disponibili, sono definiti in un apposito regolamento d’accesso alle prestazioni sociali ed erogati in relazione alle disponibilità economiche di ciascun anno solare. Destinatari. Tutti i cittadini che risiedono in uno dei comuni del Distretto Sociale N 19. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio conoscitivo con un Operatore incaricato del Servizio di segretariato Sociale, o dell’Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle reali esigenze del cittadino-utente. Il Servizio Sociale Professionale esaminerà la richieste e, verificata la sussistenza delle condizioni di disagio socio-economico, avvierà la procedura per concedere il contributo. 40


AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Dove. Presso le antenne dei Servizi Sociali del proprio comune di residenza. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento dedicati all’accoglienza del pubblico (Scheda recapiti e Riferimenti Utili) Modulistica. Sarà disponibile presso l’ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale.

Tempistica circa l’erogazione del contributo

 Tra la redazione del progetto e la comunicazione scritta dell’esito non intercorrono più di 60 giorni. Tra la comunicazione dell’assegnazione del contributo e l’erogazione dello stesso non intercorrono più di 30 giorni. In caso di necessità vengono messi in atto interventi tempestivi ed urgenti a carattere straordinario.

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AREA RESPONSABILITA’ FAMILIARE

Personalizzazione del Contributo

Equità ed imparzialità della procedura

 Il contributo si colloca all’interno di un più ampio progetto personalizzato predisposto dal Servizio Sociale professionale e condiviso con il beneficiario del contributo.  Il contributo viene concesso nel rispetto del “regolamento Unico di Ambito per ……

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AREA SERVIZI AI MINORI

Descrizione. Questo servizio è finalizzato all’accoglienza di minori che, vivendo una situazione di emergenza, necessitano di un urgente allontanamento dalla propria famiglia e/o di tutela temporanea, nell’attesa della formulazione di un progetto educativo individualizzato che definisca le risposte più idonee e gli interventi più adeguati alla soluzione delle problematiche che hanno determinato l’emergenza. Le strutture di accoglienza sono strutture abitative a modello familiare che garantiscono un’apertura costante tutto l’anno e con un numero limitato di posti, al fine di garantire il miglior rapporto affettivo ed educativo. Come si procede. L’inserimento e l’accoglienza dei minori può essere di tipo semi-residenziale (diurno) o residenziale. L’accoglienza diurna si realizza a sostegno di criticità familiari, per rispondere al bisogno di attenzione ed educazione in situazioni di carenza e difficoltà limitate, oppure per un passaggio graduale dall’accoglienza residenziale al rientro in famiglia. Si predispone una misura di accoglienza residenziale quando ci si trova di fronte a gravi difficoltà del nucleo familiare o di rischio per il minore, che non ne consentono la permanenza in famiglia. Questa misura è sempre disposta dall’Autorità Giudiziaria competente. In caso di gravissimo rischio o emergenza indifferibile, il Sindaco può disporre provvisoriamente questi interventi per l’immediata protezione del minore coinvolto. Destinatari. Minori che risiedono sul territorio del Distretto Sociale N19 e che si trovino in: 43


AREA SERVIZI AI MINORI    

Stato di abbandono o sottoposti a provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria in attesa di provvedimento definitivo; Privi di cure parentali o con un bisogno urgente di ospitalità; Stato di pericolo, Situazioni di forte disagio socio-familiare che rendono necessario l'inserimento in una struttura protetta.

Competenza. Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza del minore. Modalità. Il Servizio Sociale Professionale Territoriale, accertato lo stato di bisogno, può predisporre una misura di natura semi-residenziale, anche su istanza dei genitori. Può eseguire invece una misura di tipo residenziale su disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente o procedere con un allontanamento così come previsto dall'art. 403 del codice C. C. Valutazione della Qualità

Tempestività dell’intervento

 Si garantisce sempre un'accoglienza d'urgenza qualora venisse riscontrata una situazione pregiudizievole per il minore.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Personalizzazione dell'Intervento

Affidabilità dei Soggetti Gestori

 Predisposizione di un progetto di intervento personalizzato per ogni minore e famiglia di appartenenza.  Le strutture sono autorizzate al funzionamento e accreditate.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Descrizione. L'intervento di tutoraggio è rivolto ai minori in età compresa fra i 3 e i 18 anni con problemi relazionali, di socializzazione, comportamentali ed esposti a rischio di devianza. Il servizio ha lo scopo di rafforzare i legami del minore nel sistema delle relazioni significative per la sua vita, e, al contempo, fornire allo stesso minore e alla sua famiglia un’opportunità di crescita sociale. Si predispone un percorso di “affiancamento”, un operatore-tutor che seguirà il minore in tutta la serie di interventi predisposti nel piano educativo individuale. Destinatari: Il servizio si rivolge a tutti i minori e famiglie residenti nei comuni del Distretto Sociale N19 e, in via prioritaria, a coloro i quali necessitano di un supporto sia a causa di un’esigenza di natura psico-sociale, sia in ragione di un bisogno legato al percorso formativo. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi-professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Dove: Presso il domicilio o altri luoghi significativi per il minore. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato a valutazione multi-professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Presso gli Uffici Servizi Sociali del proprio comune di residenza è istituita l'équipe multidisciplinare di Tutoraggio Educativo. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica. Scheda di Presa in Carico. Profili Professionali: N. 1 Psicologo; N. 2 Educatori; 6 Tutor.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Valutazione della Qualità Qualità offerta

Multidisciplinarietà e professionalità degli Operatori

Personalizzazione dell’intervento Interventi Semplici. Ore settimanali di presenza dell’operatore per utenti che hanno bisogno di un “accompagnamento”. Interventi Complessi. Ore settimanali di presenza dell’operatore per utenti che hanno bisogno di “fare attività con”.

Il Distretto Sociale N19 garantisce  Presenza di Psicologi, Assistenti Sociali, Educatori e Tutor con esperienza specifica a supporto di minori e famiglie.  Presenza di un Esperto Legale in grado di garantire supporto legale per coloro che si rivolgono al servizio.  E’ obbligatorio almeno un incontro di équipe per il confronto circa i progetti individualizzati.

 Definizione di un Progetto Individualizzato per ogni coppia/famiglia.  Almeno 3 ore settimanali.

 Almeno 6 ore settimanali.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Descrizione. Il Centro Diurno Polifunzionale è un servizio articolato in spazi multivalenti, che si colloca nella rete dei servizi sociali territoriali. Offre possibilità di aggregazione finalizzata alla prevenzione di situazioni di disagio attraverso proposte di socializzazione tra minori e di identificazione con figure adulte significative. Destinatari: Minori residenti nei comuni del nostro Distretto Sociale N19 e, in via prioritaria, ai minori appartenenti a nuclei familiari che presentano problematiche di tipo socio-economicoeducative o comunque esposti a situazioni di rischio. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Dove. Presso le antenne dei Servizi Sociali del proprio comune di residenza.

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AREA SERVIZI AI MINORI

Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato a valutazione multi-professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza e presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica: Scheda di Presa in carico. Valutazione della Qualità Qualità offerta

Multidisciplinarietà e Professionalità degli Operatori

Il Distretto Sociale N° 19 garantisce  Presenza di Psicologi, Assistenti Sociali, Educatori con esperienza specifica di supporto di minori.  E’ obbligatorio almeno un incontro settimanale per il confronto circa i rapporti individualizzati.

Personalizzazione dell’intervento

 Definizione di un Progetto individualizzato per ogni minore.

Idoneità ed accessibilità delle Strutture Ospitanti

 Le strutture in cui si realizzano le attività sono a norma di legge e privi di barriere architettoniche. 50


AREA SERVIZI AI MINORI

Descrizione. Il contratto di apprendistato (D. Lgs 276/2003) è stato modificato. Attualmente sono previste tre diverse tipologie, ciascuna con funzioni e destinatari diversi.  Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione che consente di conseguire una qualifica professionale. E' rivolto ai giovani e adolescenti che abbiano compiuto 15 anni. Può avere una durata massima di 3 anni ma sarà determinata, di volta in volta, in funzione di diversi fattori, tra cui anche la qualifica da conseguire.  Apprendistato Professionalizzante per il conseguimento di una qualifica attraverso una formazione sul lavoro ed un apprendimento tecnico-professionale. E' rivolto a tutti i giovani tra i 18 e i 29 anni (17 se in possesso di una qualifica professionale) e riguarda tutti i settori di attività. La sua durata non può essere inferiore a 2 anni e superiore a 6.  Apprendistato per l’acquisizione di un diploma o percorsi di alta formazione che consente di conseguire un titolo di studio di livello secondario, universitario o di alta formazione e per la specializzazione tecnica superiore. E' rivolto ai giovani con età tra i 18 e i 29 anni (17 se in possesso di una qualifica professionale). La durata deve essere stabilita, per i soli profili che riguardano la formazione, dalle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative coinvolte. Destinatari. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di 51


AREA SERVIZI AI MINORI

Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione della Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Dove. Presso le antenne dei Servizi Sociali del proprio comune di residenza. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato a valutazione multi-professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica: Non richiesto. Valutazione della Qualità Qualità Offerta Professionalità degli Operatori

Il Distretto Sociale N19 garantisce  I soggetti attuatori disporranno di Operatori qualificati e con esperienza, 52


AREA SERVIZI AI MINORI

requisiti necessari per espletare le attività. Idoneità ed Accessibilità

 Le strutture dove si realizzeranno le attività sono a norma di legge e prive di barriere architettoniche.

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Servizi sociali per i disabili


AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. Il Centro Diurno è una struttura a ciclo semi-residenziale con un livello di protezione sociale alto e con servizi di assistenza sanitaria di medio-alta intensità. I servizi di assistenza integrata erogati presso il Centro diurno sono predisposti per:  Accogliere ed ospitare soggetti con ridotta autonomia psico-fisica e affetti da demenza che necessitano di prestazioni sanitarie specialistiche e di interventi tesi a mantenere e/o a stimolare le autonomie residue dell’individuo, con prestazioni che possono essere erogate in regime diurno;  Garantire il mantenimento di adeguati livelli di vita e di relazione sociale ed affettiva, favorendo la continuità dei rapporti familiari;  Limitare il ricorso a forme di istituzionalizzazione e favorire il legame con il proprio contesto sociale. Destinatari: Minori residenti nei comuni del nostro Distretto Sociale N19 e, in via prioritaria, ai minori appartenenti a nuclei familiari che presentano problematiche di tipo socio-economicoeducative o comunque esposti a situazioni di rischio. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di 54


AREA SERVIZI AI DISABILI

valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Dove. Presso le antenne dei Servizi Sociali del proprio comune di residenza. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato ad esito Unità valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza e presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica: Scheda di Presa in carico.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Valutazione della Qualità Qualità offerta

Multidisciplinarietà e professionalità degli Operatori

Il Distretto Sociale N 19 garantisce  Presenza di Psicologi, Assistenti Sociali, Educatori con esperienza specifica di supporto di minori.  E’ obbligatorio almeno un incontro settimanale per il confronto circa

Personalizzazione dell’intervento

 I rapporti individualizzati.  Definizione di un Progetto individualizzato per ogni minore.

Idoneità ed accessibilità delle Strutture Ospitanti

 Le strutture in cui si realizzano le attività sono a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. I Servizi per l'Integrazione Sociale sono servizi di natura socio-culturale, formativi, ricreativi ed aggregativi, che prevedono una pluralità di attività/opportunità finalizzate a:  Favorire il mantenimento delle relazioni sociali dei disabili con la comunità nella quale vivono;  Al re-inserimento nel sistema socio-culturale e nella rete dei servizi territoriali;  A limitare il rischio di emarginazione ed isolamento sociale;  A stimolare l'autonomia dei soggetti con disabilità;  A sviluppare le potenzialità residue. Questa tipologia di servizi favorisce forme di autogestione nella partecipazione e nella realizzazione delle attività, attraverso il coinvolgimento attivo dell'utente e della famiglia. Il servizio può integrarsi con altri servizi presenti sul territorio (es. Centro Sociale Polifunzionale - ADS e ecc.) in una logica di intervento di rete che coinvolge più risorse, contesti e gruppi. Destinatari. Soggetti con disabilità certificata (Legge 104/92) che risiedono nel territorio del Distretto Sociale N 19 Dove. Presso il domicilio, nelle scuole e in tutti quei luoghi significativi per l’utente.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione della Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procedere con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente territorialmente. Qualità Offerta

Il Distretto Sociale N19

Idoneità ed accessibilità delle Strutture Ospitanti

 Le strutture in cui si realizzano le attività sono a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

Professionalità degli operatori

 Il servizio impiega educatori, animatori sociali, operatori sociali con esperienza specifica.  È prevista un’équipe settimanale per il confronto sull’andamento delle situazioni in carico.

Personalizzazione

 Il progetto d’intervento è individualizzato. 58


AREA SERVIZI AI DISABILI

dell’intervento Affidabilità dei soggetti fornitori

 I soggetti fornitori sono accreditati attraverso una procedura ad evidenza pubblica e in base a criteri di qualità definiti quali livelli essenziali dal Distretto Sociale.

Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. Il Centro Sociale Polifunzionale per Disabili è una struttura a ciclo diurno di protezione sociale con funzione di accoglienza, ospitalità, orientamento e socializzazione, a medio livello di integrazione socio-sanitaria. Il Centro Sociale Polifunzionale è articolato in spazi multivalenti, caratterizzati da una pluralità di attività e servizi, volti a ridurre i fenomeni di emarginazione ed isolamento e favorire il sostegno e lo sviluppo dell’autonomia personale e sociale della persona disabile. L'organizzazione del Centro favorisce forme di coinvolgimento e di partecipazione diretta degli utenti e dei loro familiari. Destinatari. Persone con disabilità accertata ai sensi dell’art. 3 delle Legge n. 104/92 residenti sul territorio del Distretto Sociale N 19. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione della Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procedere con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. 60


AREA SERVIZI AI DISABILI

Dove. Presso Via Cirillo n° 71 Afragola – Corso Umberto Caivano Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso Differito - subordinato a valutazione multi-professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica: Scheda di Accesso.

Qualità offerta

Il Distretto Sociale N 19 garantisce

Idoneità ed Accessibilità delle Strutture

 Locali a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

Adeguatezza del Servizio

 Aderenza delle attività ai bisogni espressi dall’utenza.

Risposta alla richiesta

 Entro sette giorni dalla richiesta.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. La Residenza Sanitaria Assistenziale è una struttura residenziale ad elevata valenza socio-sanitaria con un livello di servizi sanitari medio-alto. Accoglie disabili non autosufficienti, privi di un idoneo supporto familiare e che non possono essere assistiti a domicilio, nei Centri Diurni o presso altre strutture. Le Residenze sanitarie garantiscono interventi di natura:  Socio-assistenziale, volti a garantire o recuperare relazioni sociali ed i livelli di autonomia e di benessere;  Sanitaria, volti a prevenire e curare malattie croniche e degenerative. La finalità delle attività è quella di recuperare e curare, psichicamente e fisicamente, attraverso la garanzia della continuità dell'assistenza nel regime residenziale tra ospedale, territorio e domicilio. Destinatari. Soggetti con disabilità accertata ai sensi dell’art. 3 delle Legge n. 104/92 residenti sul territorio del Distretto Sociale N19. Dove. Via J.F. Kennedy Cardito Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, rivolgersi alla Porta Unica di Accesso (PUA) del Distretto Sanitario di competenza. Sia nel primo che nel secondo caso al richiedente 62


AREA SERVIZI AI DISABILI

viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) che predisponendo il Progetto Assistenziale Individuale (PAI) stabilisce l’accesso al servizio. La residenza assistenziale rientra tra quelle prestazioni socio-sanitarie a compartecipazione, nella quale le componenti sanitaria e sociale non sono distinguibili e l’entità del finanziamento è ripartita percentualmente tra ASL, Comune/ Cittadini. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso Differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Valutazione della qualità Qualità dell'Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Tempestività dell'Intervento

 Si garantisce sempre un'accoglienza d'urgenza qualora venisse riscontrata una situazione pregiudizievole per l’utente.

Personalizzazione dell'Intervento

 Predisposizione di un progetto di intervento personalizzato per ogni utente.

Professionalità degli Operatori

 Presenza di personale in grado di provvedere alla tutela degli ospiti.  Sono previsti incontri quindicinali per le verifiche circa l’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei Soggetti Gestori

 Le strutture sono autorizzate al funzionamento e accreditate.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. L’Assistenza Domiciliare a carattere Socio-assistenziale (ADS) è un servizio rivolto a soggetti con limitata autonomia, che vivono da soli o che vivono con famiglie che non sono in grado di assicurare un buon livello di assistenza per la cura e l'igiene della persona, della casa e per il mantenimento delle condizioni di autonomia. Il servizio viene predisposto per:  Favorire la permanenza dei soggetti con disabilità nel proprio ambiente abitativo e sociale;  Accrescere la capacità di autodeterminazione degli utenti, anche attraverso attività socializzanti;  Limitare il rischio di emarginazione sociale;  Predisporre prestazioni assistenziali necessarie per prevenire malattie cronicodegenerative. Destinatari. Tutti i cittadini ultrasessantacinquenni, adulti non autosufficienti, cittadini disabili, residenti nei comuni del Distretto Sociale N19. Dove. Presso il domicilio dell’utente.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procedere con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso Differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica: Scheda di Presa in Carico. Valutazione della Qualità 66


AREA SERVIZI AI DISABILI

Valutazione della Qualità Qualità dell’Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Favorire la permanenza della persona assistita presso il proprio domicilio

 Non saranno istituzionalizzati più del 10% dei fruitori/utenti complessivamente assistiti in un anno.

Professionalità degli operatori

 Il servizio è coordinato da un Assistente Sociale.  Si prevede la presenza di operatori socio-assistenziali, Tecnici della Riabilitazione ed Infermieri qualificati.  è prevista un’équipe quindicinale per le verifiche circa l’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 I soggetti fornitori sono individuati attraverso una procedura ad evidenza pubblica e in base a criteri di qualità definiti quali livelli essenziali dal Distretto Sociale.  Tutti i soggetti fornitori sono dotati di una carta del servizio che informa i cittadini sulle modalità di erogazione, gli

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AREA SERVIZI AI DISABILI

standard di qualità garantiti e procedure per la tutela dei cittadini. Tempestività dell’intervento

Personalizzazione dell’intervento

le

 I casi segnalati come urgenti sono presi in carico dal soggetto accreditato entro 48 ore dalla richiesta del servizio da parte del Servizio Sociale Professionale.  Predisposizione di progetti individualizzati.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio tutelare a valenza sociosanitaria che prevede:  Un percorso programmato in maniera congiunta tra diversi soggetti (Unità di Valutazione Integrata - U.V.I.);  Una progettazione personalizzata ed individualizzata,  L’integrazione delle prestazioni socio-assistenziali, fornite dal Comune/Ambito, e delle prestazioni sanitarie, forniti dall'A.S.L. di riferimento. L'assistenza domiciliare integrata è un servizio rivolto ad anziani in condizioni di limitata autosufficienza, non autosufficienti e/o di recente dimissione ospedaliera, che necessitano di prestazioni sanitarie, oltre a prestazioni di assistenza domiciliare di tipo sociale. Parliamo di interventi che possono essere erogati in un contesto domiciliare e che non richiedono, pertanto, il ricovero in strutture residenziali sanitarie o ospedaliere. La finalità del servizio è quella di limitare la permanenza o il ricovero degli anziani in strutture sanitarie ed ospedaliere e di favorire la continuità delle relazioni sociali, limitando il rischio di emarginazione sociale e prevenendo la degenerazione del quadro clinico. Destinatari. Disabili in condizione parziale o totale non autosufficienza, residenti nei Comuni

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AREA SERVIZI AI DISABILI

del nostro Distretto Sociale e che vogliono essere assistiti presso il loro domicilio. Dove. Presso il domicilio dell’utente. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione della Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. Diversamente ci si può rivolgere al Distretto Sanitario competente territorialmente e presentare richiesta, su apposito modello compilato a cura del medico di medicina generale. Le richieste saranno poi valutate dalla Commissione di Valutazione Integrata. Modalità di Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. Il servizio prevede un sostegno socio-educativo a persone con disabilità, diretto ad assicurare il diritto allo studio attraverso forme di assistenza tali da facilitare la comunicazione, la socializzazione, l’inserimento e l’integrazione scolastica, l'apprendimento e lo sviluppo delle potenzialità residue individuali. Il servizio mira a garantire la continuità fra i diversi gradi di scuola con percorsi educativi personalizzati ed integrati con altri servizi territoriali. Destinatari. Alunni con disabilità certificata (Legge N. 104/92) residenti nei Comuni del nostro Distretto Sociale che frequentano le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. In via prioritaria, minori diversamente abili inseriti in un percorso scolastico che presentano una disabilità grave, gravissima o medio-grave, ed alunni ed alle alunne diversamente abili che necessitano un supporto alle attività formative ed educative. Dove. Presso il domicilio, gli istituti scolastici. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, per effettuare, attraverso la somministrazione della

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Scheda di Accesso, una prima valutazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Modalità di Accesso Per accedere al servizio. Accesso Differito - subordinato a valutazione multi-professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Valutazione della Qualità

Professionalità degli Operatori

Personalizzazione dell’intervento

Comunicazione con la famiglia

 Presenza di operatori con esperienza specifica formazione di indirizzo educativo e psicologico  Incontri settimanali.  Per ogni alunno è previsto un Progetto Educativo Individualizzato.  Verifiche periodiche dell’intervento a cui partecipano tutti i referenti di riferimento delle diverse agenzie coinvolte nel progetto.

 Definito il Progetto Educativo Individualizzato, si provvede a condividere lo stesso con la famiglia del minore.  Incontri di verifica, durante l’anno scolastico, con la famiglia.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Ore settimanali di presenza dell’Operatore per utente

 Almeno 4 ore.

Ore settimanali di presenza dell’operatore per le persone diversamente abili che presentano maggiori e più complesse esigenze.

 Almeno 6 ore.

Riunioni tra Responsabili Uffici Servizi Sociali e Coordinatori del Servizio e famiglie utenti. Riunioni operative con ASL competente per garantire priorità di accesso ai casi gravi. Assistenza scolastica

 Almeno due riunioni all’anno.  Almeno due riunioni all’anno.  Assegnazione di un operatore facilitazione alla permanenza in classe ad utente in sostegno ai percorsi formativi ed educativi e azioni di,

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. Il Centro Diurno è una struttura a ciclo semi-residenziale con un livello di protezione sociale alto e con servizi di assistenza sanitaria di medio-alta intensità. I servizi di assistenza integrata erogati presso il Centro diurno sono predisposti per:  Accogliere ed ospitare soggetti con ridotta autonomia psico-fisica e affetti da demenza che necessitano di prestazioni sanitarie specialistiche e di interventi tesi a mantenere e/o a stimolare le autonomie residue dell’individuo, con prestazioni che possono essere erogate in regime diurno;  Garantire il mantenimento di adeguati livelli di vita e di relazione sociale ed affettiva, favorendo la continuità dei rapporti familiari;  Limitare il ricorso a forme di istituzionalizzazione e favorire il legame con il proprio contesto sociale. Destinatari. Persone Diversamente Abili – accertata ai sensi dell’art. 3 delle Legge n. 104/92 residenti sul territorio del Distretto Sociale N19. Dove. Parco verde Caivano Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, ci si può rivolgere alla PUA (Porta Unica di accesso) del Distretto Sanitario di competenza. Sia nel primo che nel secondo caso al richiedente viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) che predispone il Progetto Assistenziale Individuale (PAI) stabilendo l’accesso al servizio. Il centro diurno rientra tra le prestazioni socio-sanitarie a compartecipazione, nella quale la componente sanitaria e sociale non sono distinguibili e l’entità del finanziamento è ripartita percentualmente tra ASL e cittadini. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o, in alternativa, alla Porta Unica di Accesso (PUA) del Distretto Sanitario competente territorialmente. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Modulistica. Scheda di Presa in Carico. Valutazione della Qualità Qualità Offerta

Il Distretto Sociale N19

Idoneità ed accessibilità delle Strutture Ospitanti

 Le strutture in cui si realizzano le attività sono a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

Professionalità degli operatori

 Il servizio impiega operatori O.S.A. (Ausiliari SocioAssistenziali) qualificati.  Il servizio impiega educatori, animatori sociali e psicologi con esperienza specifica.  È prevista un’équipe settimanale per il confronto sull’andamento delle situazioni in carico.

Personalizzazione dell’intervento

 Il progetto d’intervento è individualizzato.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 I soggetti fornitori sono accreditati attraverso una procedura ad evidenza pubblica e in base a criteri di qualità definiti quali livelli essenziali dal Distretto Sociale.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Descrizione. La Residenza Sanitaria Assistenziale è una struttura residenziale ad elevata valenza socio-sanitaria con un livello di servizi sanitari medio-alto. Accoglie disabili non autosufficienti, privi di un idoneo supporto familiare e che non possono essere assistiti a domicilio, nei Centri Diurni o presso altre strutture. Le Residenze sanitarie garantiscono interventi di natura:  Socio-assistenziale, volti a garantire o recuperare relazioni sociali ed i livelli di autonomia e di benessere;  Sanitaria, volti a prevenire e curare malattie croniche e degenerative. La finalità delle attività è quella di recuperare e curare, psichicamente e fisicamente, attraverso la garanzia della continuità dell'assistenza nel regime residenziale tra ospedale, territorio e domicilio. Destinatari. Persone diversamente abili – accertata ai sensi dell’art. 3 delle Legge n. 104/92 residenti sul territorio del Distretto Sociale N19. Dove. Via J.F. Kennedy Cardito. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, rivolgersi alla PUA del Distretto Sanitario di competenza. Sia nel primo che nel secondo caso al richiedente viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) che definito il bisogno, predispone il Progetto assistenziale Individualizzato (PAI) e stabilisce l’accesso al servizio. La residenza assistenziale rientra tra le prestazioni socio-sanitarie a compartecipazione, nella quale le componenti sanitaria e sociale non sono distinguibili e l’entità del finanziamento è ripartita percentualmente tra ASL, Comune/ Cittadini. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico.

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AREA SERVIZI AI DISABILI

Valutazione della qualità Qualità dell'Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Tempestività dell'Intervento

 Si garantisce sempre un'accoglienza d'urgenza qualora venisse riscontrata una situazione pregiudizievole per l’utente.

Personalizzazione dell'Intervento

 Predisposizione di un progetto di intervento personalizzato per ogni utente.

Professionalità degli Operatori

 Presenza di personale in grado di provvedere alla tutela degli ospiti.  Sono previsti incontri quindicinali per le verifiche circa l’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei Soggetti Gestori

 Le strutture sono autorizzate al funzionamento e accreditate.

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AREA SERVIZI Al DISABILI


Servizi sociali agli anziani


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. L’Assistenza Domiciliare a carattere Socio-assistenziale (ADS) è un servizio rivolto ad anziani con limitata autonomia, che vivono da soli e/o che vivono con famiglie che non sono in grado di assicurare un buon livello di assistenza per la cura e l'igiene della persona, della casa e per il mantenimento delle condizioni di autonomia. Il servizio nasce per:  Favorire la permanenza dell'anziano nel suo ambiente abitativo e sociale;  Accrescere la sua capacità di autodeterminazione, attraverso attività socializzanti;  Limitare il rischio di emarginazione sociale;  Garantire prestazioni assistenziali atte a prevenire malattie cronico-degenerative. Il servizio di assistenza comprende, dunque, un pacchetto di prestazioni, indirizzate al sostegno di carattere organizzativo per lo svolgimento tanto delle attività di base della vita quotidiana dell'anziano quanto per lo svolgimento di attività strumentali. Destinatari. Tutti i cittadini ultrasessantacinquenni, adulti non autosufficienti, residenti nei comuni del Distretto Sociale N19. Dove. Presso il domicilio dell’utente. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una 81


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito di Valutazione del Servizio Sociale Professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica. Scheda di Presa in Carico Qualità dell’Offerta Favorire la permanenza della persona assistita presso il proprio domicilio

Il Distretto Sociale N19 garantisce  Non saranno istituzionalizzati più del 10% dei fruitori/utenti complessivamente assistiti in un 82


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

anno.

Professionalità degli operatori

 Si prevede la presenza di operatori socio-assistenziali, Tecnici della Riabilitazione ed Infermieri qualificati.  Sono previsti incontri quindicinali per le verifiche circa l’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 Tutti i soggetti fornitori sono dotati di una carta del servizio che informa i cittadini sulle modalità di erogazione, gli standard di qualità garantiti e le procedure per la tutela dei cittadini.

Tempestività dell’intervento

 I casi segnalati come urgenti sono presi in carico dal soggetto accreditato entro 48 ore dalla richiesta del servizio da parte del Servizio Sociale Professionale.

Personalizzazione dell’intervento

 Predisposizione individualizzati.

di

progetti

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. Il Centro Sociale Polifunzionale è una struttura di protezione sociale a ciclo diurno:  Con funzione di accoglienza, ospitalità, orientamento e socializzazione;  A basso livello di integrazione sanitaria, che si rivolge ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Il Centro è articolato in spazi multifunzionali, per offrire una pluralità di attività finalizzate a favorire la continuità delle relazioni sociali dell'anziano e la permanenza nel proprio ambiente abitativo ed affettivo, limitando il rischio di emarginazione e sostenendo l'autonomia individuale. Il Centro deve garantire l'assistenza per le funzioni quotidiane degli anziani ospiti e favorire forme di autogestione o co-gestione, attraverso modalità organizzative che coinvolgono direttamente gli anziani e le loro famiglie. Destinatari. Anziani ultrasessantacinquenni residenti nei Comuni del Distretto Sociale N°19. Come si procede. L’accesso avviene attraverso apposita domanda. Dove. Presso i due Centri Sociali dislocati, il primo, ad Afragola in Via Cirillo n.71 ed il secondo a Caivano in C/o Umberto.

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Modalità di Accesso Per accedere al servizio. Accesso ordinario – a seguito di richiesta. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza. Oppure ai Centri Polifunzionali dei Comuni di Afragola o Caivano. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. I cittadini si possono recare direttamente presso le sedi dei Centri negli orari di apertura. Valutazione della Qualità Qualità offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Idoneità ed Accessibilità delle Strutture

 Locali a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

Adeguatezza del Servizio

 Aderenza delle attività espressi dall’utenza.

Risposta alla richiesta

 Entro sette giorni dalla richiesta.

ai

bisogni

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. L’Assistenza Domiciliare a carattere Socio-assistenziale (ADS) è un servizio rivolto ad anziani con limitata autonomia, che vivono da soli e/o che vivono con famiglie che non sono in grado di assicurare un buon livello di assistenza per la cura e l'igiene della persona, della casa e per il mantenimento delle condizioni di autonomia. Il servizio nasce per:  Favorire la permanenza dell'anziano nel suo ambiente abitativo e sociale;  Accrescere la sua capacità di autodeterminazione, attraverso attività socializzanti;  Limitare il rischio di emarginazione sociale;  Garantire prestazioni assistenziali atte a prevenire malattie cronico-degenerative. Il servizio di assistenza comprende, dunque, un pacchetto di prestazioni, indirizzate al sostegno, di carattere organizzativo per lo svolgimento tanto delle attività di base della vita quotidiana dell'anziano quanto per lo svolgimento di attività strumentali. Destinatari. Tutti i cittadini ultrasessantacinquenni, adulti non autosufficienti, residenti nei comuni del Distretto Sociale N19. Dove. Presso il domicilio dell’utente. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, e, contestualmente, attraverso la somministrazione di una 86


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Scheda di Accesso, si effettua una prima rilevazione rispetto alle esigenze espresse. A seguito di valutazioni multi professionali, necessarie per analizzare il bisogno e definire la domanda, si procede con la presa in carico curata dall'equipe del servizio in esame. Si specifica, inoltre, che la presa in carico può avvenire anche a seguito di segnalazione da parte di altre istituzioni presenti e non sul territorio. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito di Valutazione del Servizio Sociale Professionale. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Modulistica. Scheda di Presa in Carico. Valutazione della Qualità

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Qualità dell’Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Favorire la permanenza della persona assistita presso il proprio domicilio

 Non saranno istituzionalizzati più del 10% dei fruitori/utenti complessivamente assistiti in un anno.

Professionalità degli operatori

 Si prevede la presenza di operatori socioassistenziali, Tecnici della Riabilitazione ed Infermieri qualificati.  Sono previsti incontri quindicinali per le verifiche circa l’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 Tutti i soggetti fornitori sono dotati di una carta del servizio che informa i cittadini sulle modalità di erogazione, gli standard di qualità garantiti e le procedure per la tutela dei cittadini.

Tempestività dell’intervento

 I casi segnalati come urgenti sono presi in carico dal soggetto accreditato entro 48 ore dalla richiesta del servizio da parte del Servizio Sociale Professionale.

Personalizzazione dell’intervento

 Predisposizione di progetti individualizzati. 88


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. L’assistenza domiciliare integrata (ADI) è un servizio tutelare a valenza sociosanitaria che, attraverso un percorso programmato in maniera congiunta da diversi soggetti/enti, (Unità di Valutazione Integrata - U.V.I.) prevede:  Una progettazione personalizzata ed individualizzata;  L’integrazione delle prestazioni socio-assistenziali, fornite dal Comune/Ambito;  Prestazioni sanitarie, fornite dall'A.S.L. di riferimento. Il servizio è rivolto ad anziani in condizioni di limitata autosufficienza, non autosufficienti e/o di recente dimissione ospedaliera, che necessitano di prestazioni sanitarie, oltre a prestazioni di assistenza domiciliare di tipo sociale, che possono essere erogate in un contesto domiciliare e che non richiedono, pertanto, il ricovero in strutture residenziali sanitarie o ospedaliere. La finalità del servizio è quella di limitare la permanenza o il ricovero degli anziani in strutture sanitarie ed ospedaliere e di favorire la continuità delle relazioni sociali. Destinatari. Anziani ultrasessantacinquenni in condizione di parziale o totale non autosufficienza, residenti nei Comuni del nostro Distretto Sociale. Dove. Presso il domicilio dell’utente. Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di 89


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, ci si può rivolgere alla PUA (Porta Unica di accesso) del Distretto Sanitario di competenza dove consegnare il Modulo di accesso PUA compilato a cura del medico di base. Sia nel primo che nel secondo caso, al richiedente viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) a definire il bisogno e stabilire l’accesso al servizio. Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico.

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Valutazione della Qualità Qualità Offerta

Il Distretto Sociale N19

Favorire la permanenza della persona assistita presso il proprio domicilio

 Non saranno istituzionalizzati più del 10% dei fruitori/utenti complessivamente assistiti in un anno.

Professionalità degli operatori

 Il servizio impiega operatori A.S.A. (Ausiliari Socio - Assistenziali) qualificati.  È prevista un’équipe settimanale per il confronto sull’andamento delle situazioni in carico.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 I soggetti fornitori sono accreditati attraverso una procedura ad evidenza pubblica e in base a criteri di qualità definiti quali livelli essenziali dal Distretto Sociale.

Tempestività dell’intervento

 I casi segnalati come urgenti sono presi in carico dal soggetto accreditato entro 48 ore dalla richiesta del servizio da parte del Servizio Sociale Professionale.

Personalizzazione dell’intervento

 Il progetto di intervento è individualizzato

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. La residenza assistenziale sanitaria è una struttura residenziale ad elevata valenza socio-sanitaria con un livello di servizi sanitari medio-alto e di tipo ex-ospedaliero. Essa si rivolge ad anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti, privi di idoneo supporto familiare e che non possono essere assistiti a domicilio o nei Centri Diurni. Le residenze sanitarie garantiscono interventi di natura:  Socio-assistenziale, volti a garantire o recuperare le relazioni sociali ed i livelli di autonomia e di benessere;  Sanitaria, volti a prevenire e curare malattie croniche e degenerative. La finalità delle attività è quella del recupero e della cura psico-fisica dell'anziano. Dove. Presso la residenza assistenziale che si trova a Cardito in via J.F. Kennedy Come si procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, ci si può rivolgere alla PUA del Distretto Sanitario di competenza, dove consegnare il Modulo di accesso PUA compilato a cura del medico di base. Sia nel primo che nel secondo caso al richiedente viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) a definire il bisogno e stabilire l’accesso al servizio. 92


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico. Valutazione della qualità Qualità dell'Offerta

Il Distretto Sociale N19 garantisce

Tempestività dell'Intervento

 Si garantisce sempre un'accoglienza d'urgenza qualora venisse riscontrata una situazione pregiudizievole per l’utente.

Personalizzazione dell'Intervento

 Predisposizione di un progetto di intervento personalizzato per ogni anziano

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Professionalità degli Operatori Affidabilità dei Soggetti Gestori

 Presenza di personale in grado di provvedere alla tutela degli ospiti.  Sono previsti incontri quindicinali per le verifiche circa  Le strutture sono autorizzate al funzionamento e accreditate.

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AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Descrizione. Il Centro Diurno Integrato è una struttura a ciclo diurno con un livello di servizi di assistenza sanitaria medio-alto. Il Centro si rivolge ad anziani non autosufficienti che necessitano di prestazioni e servizi socio-sanitari integrati: diagnostici, terapeutici, riabilitativi ed infermieristici. Servizi complessi, dunque, che non possono essere erogati in un contesto domiciliare ma che non necessitano del ricovero in una struttura sanitaria di accoglienza. La finalità è, appunto, quella di prevenire l'istituzionalizzazione dell'anziano ed il suo decadimento psicofisico, limitando il rischio di isolamento sociale e fisico. Destinatari. Anziani ultrasessantacinquenni in condizione di parziale o totale non autosufficienza, residenti nei Comuni del nostro Distretto Sociale. Dove. Parco Verde Caivano. Come di procede. Viene effettuato un iniziale colloquio con un operatore del Servizio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale, o, in alternativa, ci si può rivolgere alla PUA (Porta Unica di accesso) del Distretto Sanitario di competenza. Sia nel primo che nel secondo caso al richiedente viene somministrata una Scheda di Accesso per effettuare una prima rilevazione del bisogno. Successivamente sarà l’Unità di Valutazione Integrata (UVI) a definire il bisogno e stabilire l’accesso al servizio. 95


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

Modalità d'Accesso Per accedere al servizio. Accesso differito - subordinato all’esito dell’Unità di Valutazione Integrata. Rivolgersi all’Ufficio di Segretariato Sociale o Antenna Sociale del proprio Comune di residenza o PUA del Distretto Sanitario competente per presentare istanza di accesso al servizio. Quando. Nei giorni e negli orari di ricevimento previsti per l’accoglienza del pubblico e indicati nella scheda Recapiti e Riferimenti Utili. Rivolgersi all’Unità di Relazione con il pubblico del Distretto Sanitario di riferimento. Modulistica. Scheda di Presa in Carico. Valutazione della Qualità Qualità Offerta

Il Distretto Sociale N19

Idoneità ed accessibilità delle Strutture Ospitanti

 Le strutture in cui si realizzano le attività sono a norma di legge e privi di barriere architettoniche.

Professionalità degli operatori

 Il servizio impiega operatori O.S.A. (Ausiliari SocioAssistenziali) qualificati.  Il servizio impiega educatori, infermieri, tecnici della riabilitazione e psicologi con esperienza specifica. 96


AREA SERVIZI AGLI ANZIANI

 È prevista un’équipe settimanale per il confronto sull’andamento delle situazioni in carico. Personalizzazione dell’intervento

 Il progetto d’intervento è individualizzato.

Affidabilità dei soggetti fornitori

 I soggetti fornitori sono accreditati attraverso una procedura ad evidenza pubblica e in base a criteri di qualità definiti quali livelli essenziali dal Distretto Sociale.

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Regolamenti

Premessa Il presente Regolamento disciplina l'erogazione degli interventi di assistenza sociale e di Servizio sociale professionale, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali vigenti tenuto conto delle disponibilità e delle risorse che l'Ambito N19 mette a disposizione per tali funzioni. CONCETTI ISPIRATORI DEL PRESENTE REGOLAMENTO a) Gli interventi sono volti al superamento di uno stato di disagio socio-economico e vengono erogati previa formulazione di un preciso progetto individuale, accettato dal destinatario, che confluisce nella programmazione triennale del Piano sociale di zona. b) Gli interventi si intendono gestiti in modo da attivare intorno al bisogno sia la partecipazione dei familiari che l'integrazione con altri settori ed operatori, sia pubblici che privati, che cooperano nel campo socio-sanitario/educativo/ecc. Tali interventi devono essere attuati in osservanza del criterio di massima tempestività. c) Gli interventi come sopra sono attuati allo scopo sia di favorire il miglioramento delle condizioni di vita sia per prevenire situazioni di aggravamento dello stato di bisogno dell'individuo. Indice Art.1 - Istituzione del servizio sociale professionale. Art.2 - Organizzazione tecnica del servizio Art.3 - Soggetti assistibili e condizioni di assistenza


Art.4 – Modalità operative Art.5 - Rivalsa nei confronti di altri Comuni Art. 6 - Principali attività previste Art.7 - Competenze dell’assistente sociale Art. 8 - Coordinamento Art.9 - Strumenti per l’efficienza-efficacia dei servizi e delle prestazioni Art.10 - Procedure e norme per la documentazione Art.11 - Modalità di presentazione della documentazione Art.12- Selezione del personale Art.13 - Norma di rinvio Art. 1- Istituzione del servizio sociale professionale. E’ istituito presso l’Ambito Territoriale N19 il Servizio Sociale Professionale per la gestione dei servizi e delle politiche sociali a livello locale. Il Servizio ha come obiettivo l’erogazione delle prestazioni finalizzate alla tutela ed al sostegno delle famiglie e delle singole persone, attraverso interventi trasversali e comuni a tutte le aree di attività indicate dalla legge L.R. 11/07, miranti a prevenire e rimuovere le situazioni di bisogno, disagio e di emarginazione. Art. 2 - Organizzazione tecnica del servizio Il servizio è gestito dall’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale N19. Nell’assetto organizzativo le figure di riferimento sono: • Il Responsabile del Servizio Sociale Professionale con funzioni di coordinatore; • Gli/le Assistenti sociali, abilitati/e all’esercizio della professione, per lo svolgimento delle attività di cui al successivo art. 5. Art. 3 - Soggetti assistibili e condizioni di assistenza Possono fruire degli interventi del servizio sociale professionale di cui al presente Regolamento: 1. I cittadini residenti nell’Ambito territoriale N19 della Regione Campania; 2. I cittadini residenti nell’Ambito territoriale N19 della Regione Campania che versino in


condizioni di bisogno e rischio sociale; 3. Gli stranieri e gli apolidi, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti; 4. I soggetti domiciliati o di passaggio nei Comuni dell’Ambito, bisognosi di interventi d'urgenza e di tutela nel caso di minori. 5. Sono ammessi alla fruizione degli interventi di assistenza sociale i soggetti in condizioni di disagio economico-sociale. Art. 4 - Modalità operative Il Servizio Sociale Professionale garantisce l’espletamento dei servizi in tutti i Comuni dell’Ambito N19. Il fabbisogno di personale assistente sociale per la realizzazione delle attività ricomprese nel Piano di Zona Sociale è fissato in n°1 unità di personale ogni 10.000 abitanti. E’ facoltà di ciascun Comune avvalersi del predetto servizio o provvedervi autonomamente. In quest’ultima eventualità, gli oneri verseranno a totale carico, senza pregiudizio per il fondo di partecipazione al fondo d’ambito. Art. 5 - Rivalsa nei confronti degli altri Comuni Allorché siano attuati interventi a favore di non residenti nei Comuni afferenti all’Ambito N°19, previa comunicazione dei provvedimenti assunti, l’Ambito territoriale esercita la rivalsa degli oneri sostenuti nei confronti del Comune di residenza anagrafica dell'assistito. In tal caso gli oneri rimangono a carico del Comune di residenza anagrafica al momento dell'intervento, indipendentemente da eventuali variazioni di essa intervenute successivamente al provvedimento di ammissione all'assistenza. Art. 6 - Principali attività previste L’apporto professionale degli Assistenti Sociali riguarda tutti gli ambiti di intervento di cui all’art. 22 comma 2, della 328/2000. In particolare la funzione del servizio sociale professionale nel sistema integrato dei servizi sociali è finalizzata alla lettura e decodificazione della domanda, alla presa in carico della persona, della famiglia e/o del gruppo sociale, all’attivazione ed


integrazione dei servizi e delle risorse in rete, all’accompagnamento e all’aiuto nel processo di promozione ed emancipazione. L’Assistente Sociale redige, eventualmente in accordo con le altre figure professionali operanti nell’Ambito Territoriale N19, progetti personalizzati fondati sulla persona, sulla partecipazione e sulla autodeterminazione che implicano la valutazione multifunzionale del bisogno e il rafforzamento delle azioni di consulenza e sostegno al soggetto e alla sua famiglia. L’Assistente Sociale, quale case manager di progetti individualizzati, è responsabile della qualità del processo, della sostenibilità dei costi nella presa in carico degli utenti, nella valutazione dei percorsi, e nelle scelte di dismissioni. Di detti progetti e della loro realizzazione ed efficacia rispondono all’Ambito Territoriale N19 ed alle Istituzioni competenti. L’Assistente Sociale è partecipe di qualsiasi iniziativa di carattere sociale promossa sul territorio sia dall’Ambito Territoriale N19 sia dagli Enti territoriali interessati. Effettua relazioni periodiche di norma mensili, circa l’andamento delle attività. Organizza la propria attività assicurando l’espressione delle proprie competenze secondo le modalità più idonee (attività di sportello, visite domiciliari ecc.). Art. 7 - Competenze dell’assistente sociale Le competenze dell’Assistente sociale sono quelle indicate dall’ordinamento professionale. Art. 8 - Coordinamento Il Servizio opera con un coordinamento interno che costituisce punto di raccordo tecnico organizzativo necessario all’omogeneizzazione degli interventi e delle condotte professionali. Il coordinatore del Servizio Sociale Professionale si occupa della relazione periodica delle attività, del reperimento dati e organizza il flusso informativo a vantaggio dell’organo di gestione, dei Comuni e di altri Enti interessati. Promuove le occasioni di formazione e dirige gli incontri periodici con il personale, stabilendo in accordo con il coordinatore dell’U.d.P. l’ordine del giorno. Rappresenta il Servizio all’esterno secondo le direttive del coordinatore dell’U.d.P. Verifica il raggiungimento degli obiettivi assegnati alle operatrici e relaziona al coordinatore dell’U.d.P in merito alla presenza di comportamenti pregiudizievoli allo svolgimento dell’incarico.


Art. 9 - Strumenti per l’efficienza-efficacia dei servizi e delle prestazioni Per la migliore fruizione dei servizi e delle prestazioni e per la salvaguardia della qualità ed efficacia dei medesimi, sono predisposti i seguenti strumenti: a) Sistema informativo; b) Controllo delle prestazioni; c) Formazione del personale. Il sistema informativo rappresenta il supporto operativo, il sistema di controllo e di verifica e lo strumento necessario per le attività di coordinamento fra diversi enti (pubblici e privati) che operano in materia. Il sistema recepisce il quadro delle risorse istituzionali del privato sociale e del volontariato presenti sul territorio ed operanti nel campo della Sicurezza sociale. Fornisce strumenti di monitoraggio della fenomenologia sociale, attraverso la gestione di un'unica anagrafe degli assistiti su tutto il territorio di competenza. Offre uno schema uniforme di approccio professionale nei confronti dell'utenza oltre che la possibilità di confrontare e verificare le tecniche professionali, permette di operare attraverso un quadro anamnestico aggiornato ed esauriente. Fornisce strumenti di controllo della spesa e di verifica dell'efficacia della stessa, nonché‚ strumenti per la programmazione. Realizza uno scambio sistematico di flussi informativi con altre basi di dati presenti sul territorio. L’Ambito Territoriale N19 si fa carico di verificare le condizioni di efficienza ed efficacia dei servizi resi. In osservanza alle leggi vigenti in materia, controlla altresì la rispondenza alle norme delle prestazioni date. L'Ambito N19 prevede altresì per i lavoratori del Servizio sociale professionale un articolato programma di interventi volti alla formazione e all'aggiornamento permanente. Il programma dovrà articolarsi tenuto presente il principio che i servizi sociali richiedono un corredo di precisa preparazione teorica, la necessità di continue verifiche sull'esperienza e quella di permanente stimolazione delle motivazioni, tenuto conto delle realtà ed esigenze in continua evoluzione, dei


bisogni a cui si riferisce e del contesto in cui opera. Art. 10 - Procedure e norme per la documentazione Per l'accesso alle prestazioni previste ed erogate dall’Ambito occorre la documentazione di seguito specificata, tenuto conto, però, delle possibilità offerte dal DPR 445/2000 sull'autocertificazione e dalle procedure di automazione: • domanda dell'interessato o suo rappresentante con copia di documento di riconoscimento in corso di validità; • auto-certificazione della situazione di famiglia quando richiesta; • a fini delle prestazioni a compartecipazione da parte dell’utente: modello ISEE ed ogni altra documentazione utile ai fini della rilevazione del reddito; • dichiarazione di contribuzione economica degli obbligati quando richiesta; • certificato d'invalidità o certificazione sanitaria delle condizioni di salute o inabilità al lavoro, quando occorra; In caso di prestazioni per le quali viene richiesto il contributo economico: • certificazione o dichiarazione del costo del servizio; • fatture o preventivi di spesa; • tutta la documentazione spontaneamente esibita o richiesta espressamente in relazione a particolari circostanze. Documentazione interna: • raccolta dati, relazioni, rapporti informativi, ecc.


Art. 11 - Modalità di presentazione della documentazione La richiesta di accesso alle prestazioni sociali deve essere formulata su appositi modelli predisposti dall’Ambito N19 e disponibili presso i front-office di Segretariato Sociale presenti sul territorio di ogni Comune afferente all’Ambito N19. La richiesta di accesso alle prestazioni sociali deve essere formulata su appositi modelli predisposti dall’Ambito N19 e disponibili presso i front-office di Segretariato Sociale presenti sul territorio di ogni Comune afferente all’Ambito N19. Art. 12 - Norma di rinvio Per quanto non contemplato nel presente regolamento, si fa riferimento al codice deontologico dell’assistente sociale e alla normativa regionale e nazionale vigente in materia.


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Regolamenti

CAPO I. INTERVENTI DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ-CONTRIBUTI Modalità e Criteri di applicazione Il seguente capo disciplina, ai sensi degli artt.2, 3, 5 e 38 della Costituzione italiana, nonché dell’art.117 così come modificato dalla Legge Costituzionale 18/10/2001 n.3, dell’art.12 della Legge 07/08/1990 n.241, del Decreto Legislativo 31/03/1998 n.109 e seguenti integrazioni e modificazioni, del Decreto Legislativo 31/03/1998 n.112, del Decreto Legislativo 18/08/2000 n.267, della Legge 08/11/2000 n.328, della Legge Regionale n.11/2007 i criteri e le modalità esecutive per la concessione di contributi e sussidi economici – anche al fine di meglio usufruire dei servizi erogati- alle persone residenti e/o presenti sul territorio dell'Ambito territoriale N19 , per quanto di competenza degli enti locali territoriali nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali .

Art. - 1 Destinatari Destinatari delle prestazioni, di cui al presente capo sono i Cittadini residenti nei territori dei quattro comuni componenti l'Ambito territoriale N19 (Afragola-Caivano-CarditoCrispano) e apolidi con impedimenti temporanei o permanenti di natura sociale, fisica,


psichica, senza distinzione di sesso, nazionalità, lingua, età, convinzioni religiose e opinioni politiche, nonché condizioni personali o sociali Per accedere agli interventi di sostegno economico i richiedenti devono essere privi di reddito ovvero disporre di un reddito non superiore alla soglia di euro 5.000,00 ISEE. I destinatari, in un’ottica insieme di prevenzione e di sostegno, sono pertanto quelli:  Che si trovano in condizione di povertà o con limitato reddito;

 

Sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria che rendono necessari interventi assistenziali (detenuti e post detenuti) Vedove/i

Art. 2 - Interventi e prestazioni L'Ambito territoriale N19 pertanto eroga a favore delle persone che si trovano nelle situazioni di cui al precedente articolo:

a) Contributo "Una Tantum"a: 

b)

Cittadini bisognosi tendenti a sostenere situazioni straordinarie (sfratto, alimenti specifici per particolari tipi di patologie, ausili visivi, spese funerarie, e quant'altro su apposita relazione del Servizio Sociale professionale, rientri nella straordinarietà dell'evento e che determini un grave pregiudizio per l'individuo) Cittadini in situazioni di emergenza legate all’impossibilità di provvedere al minimo vitale. Cittadini che abbiano scontato una pena detentiva non inferiore ad un anno e siano stati dimessi da non più di dodici mesi, il cui nucleo familiare si trovi in particolare disagio economico.

Contributi a carattere continuativo:


Trattasi di contributi in forma indiretta (buono sociale) erogati mediante buoni sociali il cui importo sarà parametrato in relazione al numero dei componenti il nucleo familiare ed alle fasce di età. L’importo sarà definito con appositi e successivi atti in relazione alle risorse economiche disponibili nel bilancio annuale del Distretto. Destinatari di tali contributi sono: famiglie di detenuti, vedove/i Il buono sociale consente di acquistare prodotti di prima necessità presso esercizi commerciali dei territori dei comuni componenti il Distretto Sociale N19 appositamente convenzionati ed accreditati, il cui elenco è fornito al beneficiario. 

Contributi a favore dei minori riconosciuti da un solo genitore. Gli interventi di natura economica sono previsti dall'apposito regolamento vigente e l'intervento è garantito nella misura di un terzo a carico del fondo FUA, per un terzo a carico della Provincia e per un terzo a carico della Regione. Art. 3 - Convocazione dei parenti tenuti agli alimenti Gli obbligati a prestare gli alimenti ai sensi dell’art. 433 del codice civile possono essere preliminarmente convocati, ove possibile, allo scopo di accertare un loro coinvolgimento nel progetto assistenziale, ovvero, avendone i mezzi, un’assunzione diretta di responsabilità nel far fronte alle esigenze di carattere economico avanzate dal richiedente. In presenza del coniuge, parenti ed affini in linea retta non si farà riferimento ai parenti in linea collaterale. Il donatario, ai sensi dell’art. 437 del codice civile, è tenuto, con precedenza su ogni altro obbligato, a prestare gli alimenti al donante. Ove i parenti obbligati agli alimenti, che risultino economicamente capaci di ottemperare all’obbligo, vi si astengano, il Comune si attiverà, comunque, in via surrogatoria, con un contributo straordinario verso il richiedente per superare lo stato d’emergenza. Il Comune si riserva nei confronti degli obbligati per legge, capaci economicamente, ogni possibile azione legale per il recupero di quanto erogato.


Art. 4 - Criteri per la determinazione della situazione economica Ai fini dell’accesso ai servizi e alle prestazioni di cui al presente regolamento si applicano i criteri unificati di valutazione della situazione economica e l’individuazione della situazione economica equivalente. Art. 5 - Modalità della presentazione della domanda e istruttoria Per l'ammissione alle prestazioni ed ai servizi sociali, previsti dal presente regolamento, occorre indirizzare apposita domanda all'Ambito territoriale N19 e presentata presso le antenne territoriali del Segretariato Sociale: La modulistica da utilizzare è reperibile presso la sede del Distretto e delle antenne territoriali. L’istruttoria è esperita dal Servizio Sociale del Distretto che si avvale delle competenze delle antenne territoriali al fine di garantire il soddisfacimento delle esigenze nella piena aderenza del contesto socio-ambientale di appartenenza dei richiedenti l'intervento. Entro 60 giorni dalla data di protocollo della domanda il responsabile del procedimento all'uopo individuato provvede a formalizzare l’accoglimento o il rigetto della stessa, comunicando tempestivamente e formalmente all’interessato l’esito del procedimento, provvedendo altresì a demandare al Responsabile della gestione del fondo FUA la liquidazione del beneficio e/o della misura di accompagnamento.

Art. 6 - Utilizzo dei dati personali Qualunque informazione relativa alla persona di cui il servizio sociale professionale venga a conoscenza in ragione dell'applicazione del presente regolamento è trattata per lo svolgimento delle funzioni di assistenza che competono all'ente locale. E' altresì ammessa la comunicazione dei dati personali alle altre pubbliche amministrazioni


o a privati quando ciò sia indispensabile per assicurare la richiesta prestazione sociale, previo consenso espresso dall'interessato. Ai fruitori del servizio verrà resa l’informativa di cui all’art. 10 L. 675/96 (legge privacy).

Art. 7 – Controlli Ai fini della verifica della veridicità della dichiarazione sostitutiva unica presentata, l'Ambito territoriale effettua:  Controllo puntuale (su singoli casi, sollecitati dal ragionevole dubbio sulla veridicità dei contenuti della dichiarazione);  Controllo a campione che interessa almeno il 10% delle prestazioni agevolate concesse, avvalendosi delle informazioni in proprio possesso e di quelle di altri Enti dell’Amministrazione pubblica. A tal fine, ai sensi dell’art. 4 – commi 7 e 8 - del D.Lgs n. 109/98 e successive modifiche, l'Ambito territoriale N19, anche attraverso i Comuni afferenti, e il Ministero delle finanze definiscono, con apposita convenzione comune i termini e le modalità tecniche per lo scambio dei dati con sistemi automatizzati. Tale convenzione è finalizzata a consentire l’accesso alle informazioni dell’Anagrafe tributaria. In caso di non coincidenza tra quanto dichiarato e quanto accertato, il Referente del Distretto Sociale, può contattare il richiedente per ottenere chiarimenti e/o idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati forniti, anche al fine della correzione di errori materiali o di modesta entità. Nel caso in cui trovi conferma l’incompletezza o la non veridicità della dichiarazione presentata, o i soggetti non forniscano entro i termini loro assegnati i chiarimenti necessari, l'Ambito territoriale N19 procede immediatamente alla revoca del beneficio concesso ed al recupero delle somme indebitamente percepite. Nel caso venga riscontrata, nella dichiarazione non veritiera, la sussistenza di uno degli illeciti previsti dal DPR 445/2000, il Referente del Distretto Sociale, segnala il fatto all’Autorità giudiziaria. Ai sensi dell’art. 4, comma 8, del D.Lgs. 109/98 il Referente del Distretto Sociale. Comunica inoltre al Ministero delle Finanze i nominativi dei componenti i nuclei


familiari dei beneficiari delle prestazioni sociali agevolate, ai fini del controllo sostanziale da parte della Guardia di Finanza della loro posizione reddituale e patrimoniale. Tale comunicazione avviene secondo le modalità ed i criteri selettivi stabiliti dal Ministero delle Finanze nella direttiva annuale per la programmazione dell’attività di accertamento.

Art. 8 - Norme integrative Tutte le disposizioni integrative e correttive emanate sia dallo Stato che dalla Regione e/o dalla Provincia, troveranno immediata applicazione anche ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, indipendentemente dalla modifica formale del presente regolamento.

CAPO II INSERIMENTO MINORI E ANZIANI IN SERVIZI RESIDENZIALI A CICLO CONTINUATIVO E/O DIURNO Art. 9 - Minori L'Ambito territoriale N19 assiste, anche a norma dell'art. 403 del c.c., mediante inserimento presso strutture residenziali o semi-residenziali, con spese a carico del fondo FUA, i minori appartenenti a famiglie residenti nei Comuni componenti l'Ambito territoriale N19 che si trovano in situazioni di disagio socio-ambientale e che richiedono adeguate misure, quali: a) Allontanamento dal nucleo familiare e collocazione in apposite strutture residenziali. b) Progetto di sostegno alle competenze genitoriali e collocazione in strutture a regime semi- convittuali.


Interventi di Affido intra-familiari ed extrafamiliari – gli interventi sono disciplinati dall’apposito regolamento dell'Ambito territoriale N19. Le misure di interventi a favore dei minori innanzi descritte vengono disposte dal Servizio Sociale Professionale del Distretto Sociale, per i tramite delle antenne territoriali, che redige apposito progetto ed elabora l'articolazione dell'intervento, provvedendo a comunicare al Tribunale Per i Minorenni di Napoli e al Giudice Tutelare Territoriale, per le rispettive competenze. Ai sensi della normativa vigente si chiede la compartecipazione economica alla spesa, ai fini dell'attuazione dell'intervento elaborato, fermo restando che, per i casi che richiedono l'applicazione dell'art 403 del c.c., si procederà a garantire l'intervento, riservandosi apposite azioni di rivalsa nei confronti degli obbligati per legge che saranno tenuti a provvedere alla compartecipazione del costo sostenuto dall’Ente come da tabella sotto riportata:

Reddito ISEE

Fasce ISEE

Percentuale di compartecipazione al costo sostenuto dall’Ente

da € 5.001,00 a € 10.000,00

25%

da € 10.001,00 a € 15.000,00

50%

da € 15.001,00 a € 20.000,00

75%

> 20.001,00

100%


Art. 10 - Anziani Nel caso di persone anziane parzialmente o totalmente non autosufficienti che necessitano di prestazioni non attuabili a domicilio, l'inserimento tiene conto delle finalità di cura e recupero degli stessi. L'inserimento è attuato prevalentemente presso le strutture socio-sanitarie, secondo le modalità previste dal Regolamento di Compartecipazione alle prestazioni socio-sanitarie dell'Ambito territoriale N19. Per gli anziani ultrasessantenni che vivano in uno stato di abbandono o che, comunque, non siano autosufficienti e non abbiano parenti in grado di provvedere al loro accudimento, qualora l’anziano ne faccia richiesta, il Distretto Sociale N19 contribuisce alle spese di degenza presso strutture sociali, solo nel caso in cui l'anziano non sia in grado di far fronte, con il proprio reddito, con il patrimonio mobiliare ed immobiliare, nonché con la contribuzione dei parenti obbligati per legge agli alimenti in rapporto alla loro condizione socio-economica. Il Distretto Sociale N19 provvede al pagamento dell’intera retta per gli anziani privi di reddito e/o con ISEE pari a zero. In altri casi l’anziano dovrà provvedere a versare direttamente alla struttura:  L’80 % della propria pensione o altro reddito trattenendo il 20% per le esigenze personali  L’eventuale indennità di accompagnamento La eventuale differenza sarà integrata con le risorse del FUA. Il Servizio Sociale Professionale potrà accettare la richiesta di 'ammissione a tale prestazione anche per persone di età inferiore agli anni sessantacinque, bisognevoli di tale prestazione per particolari condizioni di emarginazione ed incapacità.

CAPO III. OBBLIGHI PER LEGGE


Art. 11 - Intervento degli obbligati per legge Nel caso in cui esistano, ai sensi dell’art.433 e seguenti del Codice Civile, obbligati per legge al mantenimento del richiedente, al fine dell’ottenimento della partecipazione alla spesa della prestazione da parte del Distretto Sociale N19, i medesimi sono tenuti a presentare la dichiarazione sostitutiva unica e/o l’attestazione ISEE di cui all’art.4, comma 4, del D.Lgs. n.109/98, così come sostituito dall’art.4, comma 4, del D.Lgs. n.130/2000, ai fini dell’accertamento della facoltà economica per provvedere alla medesima prestazione senza l’intervento pubblico. Qualora l’indicatore ISEE degli obbligati superi la soglia di accesso alla prestazione, tutti gli obbligati per legge saranno tenuti a provvedere alla compartecipazione del costo della prestazione come da tabella sotto riportata:

Fasce ISEE

Reddito ISEE

Percentuale di compartecipazione al costo sostenuto dall’Ente

da € 5.001,00 a € 10.000,00

25%

da € 10.001,00 a € 15.000,00

50%

da € 15.001,00 a € 20.000,00

75%

> 20.001,00

100%

Art. 14 - Entrata in vigore e norma finale Il presente regolamento entra in vigore dalla data di pubblicazione dell'ultima delibera consiliare di approvazione da parte dei Comuni componenti l'Ambito territoriale N°19.


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Regolamenti

Articolo 1 – Finalità a) Garantire ai cittadini, nell’ambito del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, l'offerta di strutture e servizi efficaci e sicuri nonché il miglioramento continuo della qualità degli stessi, attraverso gli istituti dell'autorizzazione e dell'accreditamento istituzionale. L’autorizzazione è il provvedimento che consente alle strutture ed ai servizi, pubblici e privati, di cui alla L.R. 11/2007, di esercitare le proprie attività. b) L'accreditamento istituzionale è il provvedimento che consente alle strutture ed ai servizi pubblici e privati di cui alla L.R. 11/2007, già autorizzati, di diventare potenziali erogatori di prestazioni e servizi il cui costo si pone, in tutto o in parte, a carico del servizio pubblico, ivi comprese le prestazioni erogate a seguito di presentazione di titoli validi per l’acquisto.


Articolo 2 - Oggetto 1. Il presente titolo disciplina le procedure, le condizioni, i requisiti soggettivi e strutturali e i criteri di qualità per l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture e dei soggetti che provvedono alla gestione e all'offerta del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera d), della legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11, nonché l’attività di vigilanza.

Articolo 3 - Soggetti 1. I soggetti pubblici e privati che intendono gestire strutture ed erogare servizi nell’ambito del sistema integrato dei servizi sociali della regione Campania, devono dotarsi dei titoli abilitativi previsti nel presente disciplinare, distinti in ragione del tipo di attività espletata.

Articolo 4 - Strutture soggette ad autorizzazione 1. Sono sottoposte ad autorizzazione tutte le strutture operanti sul territorio dell’Ambito territoriale N19 così come meglio dettagliate nell'allegato “A” ed in possesso dei requisiti di cui agli articoli 7, 8, 9 del regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009.

Articolo 5 - Requisiti per l'autorizzazione delle strutture 1. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione le strutture devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

 Strutturali ed ambientali: • Ubicate in luoghi abitati, facilmente raggiungibili con l'uso di mezzi pubblici e


direttamente accessibili per i normali mezzi di trasporto di persone e cose, in modo da consentire la partecipazione degli utenti alla vita sociale del territorio e facilitare le visite agli ospiti; • Dotate di spazi destinati ad attività collettive e di socializzazione distinti dagli spazi destinati alle camere da letto, organizzati in modo tale da garantire l’autonomia individuale, la fruibilità e la riservatezza; • Dotate di uno spazio per le funzioni amministrative; • Fornite di energia elettrica, acqua calda, riscaldamento, telefono computer con collegamento internet a disposizione degli utenti. All’interno dello stesso edificio non possono trovare collocazione più di residenziale ed una semiresidenziale. In deroga l'amministrazione competente autorizzazioni a più di una struttura residenziale nel medesimo edificio, se si seguenti condizioni:  I servizi risultano pienamente autonomi ed indipendenti;

e postazione una struttura può rilasciare riscontrano le

 La ricettività dell’insieme delle strutture residenziali per disabili non supera il numero massimo di trentadue utenti;  La ricettività dell’insieme delle strutture residenziali per anziani non supera il numero massimo di sessantaquattro utenti;  Nel caso in cui nel medesimo edificio sono o vanno allocate strutture per minori, la ricettività complessiva non supera i sedici utenti e comunque gli spazi ad esse destinati non superano il trenta per cento della superficie abitabile dell’edificio.  Organizzativi, professionali e funzionali: assicurare la presenza di un professionista con funzioni di coordinamento avente la qualifica professionale definita, per ciascuna tipologia, dall'allegato “A” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009; il professionista che assolve funzioni di coordinamento è responsabile dei programmi, delle attività e dell’organizzazione del servizio, redige le relazioni, gli atti ed i rapporti richiesti dal comune e dall’ufficio di piano territorialmente


competenti, dalla regione Campania, dalla Procura della Repubblica per i minorenni e da ogni altra autorità competente, secondo le direttive proprie dell’autorità stessa; • Assicurare la presenza nel servizio del personale previsto per ciascuna tipologia, così come indicato nell’allegato “A” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009; • Assicurare che le attività previste rispettino i ritmi di vita degli ospiti e che sia garantita la partecipazione degli stessi all’organizzazione della vita quotidiana, anche attraverso la redazione partecipata dei regolamenti interni di funzionamento dei servizi; • Definire progetti personalizzati di assistenza e, per i minori, progetti educativi individuali che indichino gli obiettivi da raggiungere, i contenuti e le modalità dell’intervento ed il piano delle verifiche; nei progetti deve essere prevista l’integrazione con altri servizi, interventi, prestazioni, di cui l’utente può utilmente fruire da parte di altri soggetti della rete territoriale. I progetti sono elaborati in raccordo con i servizi sociali competenti e garantiscono l’integrazione del soggetto con il contesto sociale d’origine, il mantenimento e lo sviluppo di relazioni sociali significative; • Predisporre, nel quadro delle misure di riservatezza previste dalla vigente legislazione, un registro degli utenti, con relative cartelle personali contenenti la documentazione relativa a ciascun ospite e i progetti personalizzati; • Garantire l'applicazione dei contratti di lavoro e dei relativi accordi integrativi.  Requisiti specifici indicati, per ciascuna tipologia, dall'allegato “A” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009;  Eventuali requisiti, comuni o specifici, previsti dal Piano sociale regionale di cui all'articolo 20 della legge regionale n. 11/2007.

Articolo 6 - Autorizzazione delle strutture di cui all'allegato “A” L'apertura, la trasformazione di tipologia, gli ampliamenti ed i trasferimenti delle strutture di


cui all'allegato “A”, del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009, collocate nei Comuni rientranti nell’Ambito territoriale N19 sono subordinati al rilascio di autorizzazione da parte del Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste. a) Le domande di autorizzazione al funzionamento delle strutture di cui all’allegato A del DPRG n. 16/2009, indirizzate al Coordinatore dell’Ufficio di Piano vanno presentate all’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale che provvederà a trasmetterle al Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste per l’istruttoria della pratica e la redazione del provvedimento conclusivo. b) L'autorizzazione è rilasciata ai soggetti, pubblici o privati, che risultano in possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e funzionali minimi di cui all’articolo 5, ivi compresi quelli aggiuntivi eventualmente previsti nel Piano sociale regionale, oltre che dei requisiti prescritti dalle norme generali, ed in particolare quelle in materia di urbanistica, edilizia, barriere architettoniche, sicurezza del lavoro, igiene e prevenzione incendi, contratti di lavoro, ed hanno adottato una carta dei servizi conforme allo schema di cui alla delibera della Giunta regionale della Campania del 20 novembre 2008, n. 1835 (Schema generale di riferimento della carta dei servizi sociali e della carta della cittadinanza sociale nella regione Campania). c) L'autorizzazione non può essere rilasciata a strutture i cui soggetti responsabili hanno riportato condanna definitiva per i delitti non colposi di cui al libro II, titoli II, IX, XI, XII e XIII del codice penale, per i quali non è intervenuta la riabilitazione. d) La domanda di autorizzazione, con allegata documentazione e dichiarazioni, al fine di riscontrare la sussistenza dei requisiti prescritti, deve essere redatta obbligatoriamente secondo la modulistica allegata al presente disciplinare. e) L’Ambito N19, attraverso gli uffici tecnici e i servizi sociali comunali, verifica, effettuando tutti gli atti di controllo ritenuti necessari, il possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e funzionali di cui al presente regolamento di Attuazione di cui al


D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009, entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda di autorizzazione, il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste emette l’eventuale provvedimento di autorizzazione o diniego. Tale termine potrà essere con richiesta di integrazione documentale; la decorrenza dello stesso riparte dalla data di ricezione dell’integrazione. f) Il provvedimento di autorizzazione deve indicare: • La denominazione; • La tipologia di servizi svolti; • I destinatari; • L'ubicazione; • La capacità ricettiva massima; • Sede legale.

g)

Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali, del Comune sul quale la struttura insiste, prima di adottare il provvedimento di diniego comunica, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 241/1990, i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza h) In caso di variazione temporanea di uno o più elementi che hanno determinato il rilascio dell'autorizzazione, il titolare della struttura, entro dieci giorni dall'intervenuta variazione, ne dà comunicazione all'Ufficio di Piano ed al Comune sul quale la struttura insiste per le rispettive competenze, specificando la causa della variazione ed i tempi della sua permanenza. i) Nel caso di sospensione dell'attività, il titolare della struttura ne dà comunicazione entro dieci giorni all'Ufficio di Piano ed al Comune sul quale la struttura insiste per le rispettive competenze; la sospensione dell’attività per un periodo superiore a sei mesi comporta la decadenza del titolo abilitativo.


L’Ufficio di Piano trasmette all'ufficio regionale preposto all'albo, di cui all’articolo 43 della legge regionale n. 11/2007, copia dell'atto autorizzativo rilasciato.

j)

Articolo 7 - Dichiarazione di inizio attività per i servizi di cui all'allegato “B”  I servizi di cui all'allegato “B” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009, possono essere svolti dai soggetti, pubblici o privati, mediante dichiarazione di cui all'articolo 19 della legge n. 241/1990, attestante il possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e funzionali minimi previsti, per ciascuna tipologia, nell'allegato B del citato regolamento, ivi compresi quelli aggiuntivi eventualmente previsti nel piano sociale regionale nonché dalla carta dei servizi di cui alla delibera di Giunta regionale n. 1835/2008.  Le Dichiarazioni di inizio attività dei Servizi di cui all’allegato B del succitato Regolamento mediante dichiarazione di cui all’art. 19 della Legge 241/90 vanno presentate al coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale che provvederà a trasmetterle al Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale l’attività si svolge. L’attività oggetto della dichiarazione può essere iniziata solo previa comunicazione da parte del Responsabile del competente Servizio Sociale da emanarsi entro trenta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione al Coordinatore dell’Ufficio di Piano. 

Il Coordinatore dell’Ufficio di Piano, in caso di accertata carenza delle condizioni, modalità e fatti legittimanti, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.  La dichiarazione di inizio attività, con allegata documentazione e dichiarazioni, al fine di riscontrare la sussistenza dei requisiti prescritti, deve essere prodotta secondo le indicazioni del presente regolamento che recepisce la normativa regionale vigente in materia e nello specifico L.R. 11/2007 e Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007


Decreto Regionale n.16/2009 al quale si demanda per ogni eventuale ulteriore chiarimento in merito. Nella dichiarazione di inizio attività, devono essere indicati:

a) La denominazione; b) La tipologia di servizi svolti; c) I destinatari; d) L'ubicazione; e) La capacità ricettiva massima; f) La denominazione del soggetto titolare e del soggetto gestore se diverso dal primo e il nominativo del legale rappresentante di entrambi, oltre alla sede legale; g) Autocertificazione dei soggetti di cui alla lettera f), attestante l’assenza di condanne definitive per delitti non colposi di cui al libro II, titoli II, IX, XI, XII e XIII del codice penale.  In caso di variazione temporanea di uno o più elementi del servizio, i soggetti, entro dieci giorni dall'intervenuta variazione, sono tenuti a darne comunicazione al Coordinatore dell’Ufficio di Piano, specificando la causa della variazione ed i tempi della sua permanenza.  Nel caso di sospensione dell'attività, il soggetto è tenuto a darne comunicazione entro dieci giorni al Coordinatore dell’Ufficio di Piano. La sospensione dell’attività per un periodo superiore a sei mesi comporta la cessazione degli effetti del titolo abilitativo. La ripresa dell’attività è subordinata alla presentazione di una nuova dichiarazione di inizio di attività, nel rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 2 del presente regolamento.  Decorso il termine di cui al comma 2, il Coordinatore dell’Ufficio di Piano, entro quindici giorni, trasmette all'ufficio regionale preposto all'albo, di cui all’articolo 43 della legge regionale n. 11/2007, copia delle dichiarazioni di inizio attività per le quali non è


stata inibita l'attività.

Articolo 8 - Autorizzazione per servizi sperimentali 1. L’Ambito N19 favorisce l'arricchimento dell'offerta dei servizi, attraverso la sperimentazione di servizi residenziali e semi-residenziali innovativi, fatta salva la presenza dei requisiti e condizioni di cui all'articolo 5 del presente regolamento. 2. La domanda di autorizzazione, con allegata documentazione e dichiarazioni, deve essere prodotta secondo le indicazioni del presente regolamento, e deve essere indirizzata al Coordinatore dell’Ufficio di Piano che trasmette al Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste per l’istruttoria e l’adozione degli atti conclusivi. L’autorizzazione è disposta in via provvisoria previa acquisizione del parere obbligatorio e vincolante del competente settore della Giunta Regionale. 3. Entro quarantacinque giorni dalla ricezione della richiesta, il settore competente della Giunta regionale rende il prescritto parere e lo trasmette al Coordinatore dell’Ufficio di Piano, il quale, a sua volta lo invia nei successivi quindici giorni, al Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste per l’istruttoria e l’adozione dell’atto conclusivo di autorizzazione e/o di diniego. 4. L'autorizzazione provvisoria di cui al comma 2 è rilasciata per un periodo sufficiente per valutare l’efficacia e la validità del progetto sperimentale e comunque per un periodo non superiore a tre anni. 5. Entro il termine di validità dell’autorizzazione di cui al comma 4, Il Coordinatore dell’Ufficio di Piano di concerto con il settore competente della Giunta Regionale, sentito il soggetto gestore, valuta l'andamento della sperimentazione; se l’esito della sperimentazione risulta positivo, si provvede al rilascio di autorizzazione definitiva nella modalità prevista al comma 4. In caso contrario è disposta la revoca dell’autorizzazione provvisoria.


Articolo 9 - Aggiornamento della tipologia delle strutture e dei servizi 1. Nel caso in cui la Giunta Regionale dovesse disporre l'aggiornamento delle tipologie delle strutture e dei servizi di cui agli allegati A e B, individuando contestualmente la disciplina abilitativa, i relativi requisiti ed i termini per l’adeguamento, si provvederà ad aggiornare il presente regolamento.

Articolo 10 - Vigilanza e controllo Le attività di vigilanza e controllo per i servizi di cui all’art. 10, 11 e 12 del Regolamento 16/09 sono esercitate dall’Amministrazione del Comune sul quale la struttura insiste la quale si avvale degli uffici tecnici, dei servizi sociali del Comune sul quale la struttura insiste, per gli aspetti di natura sanitaria, delle aziende sanitarie locali competenti per territorio. 1. La vigilanza ed il controllo si esercitano mediante richiesta di informazioni, controlli periodici annuali ed ispezioni non programmate e riguardano ogni aspetto rilevante dell’attività autorizzata e, in particolare, la realizzazione delle attività e il rispetto degli obblighi previsti dalla carta dei servizi nonché la sussistenza e la permanenza dei requisiti in base ai quali è stato rilasciato il titolo abilitativo. 2. I soggetti titolari delle strutture e dei servizi di cui al presente regolamento inviano al Coordinatore dell’Ufficio di Piano e al Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste, entro il 31 dicembre di ogni anno, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la permanenza dei requisiti richiesti.

Articolo 11 - Decadenza, sospensione ed ordine di cessazione dell’attività 1. Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste adotta il provvedimento di decadenza dell'autorizzazione se riscontra la perdita o mancanza


dei requisiti in base ai quali il provvedimento è stato rilasciato. Il provvedimento di decadenza è, altresì, disposto in caso di violazione degli obblighi derivanti dalle disposizioni di legge in materia urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, in caso di gravi violazioni della carta dei servizi, in caso di reiterata evasione delle norme previdenziali e assicurative a favore del personale dipendente nonché delle disposizioni dei contratti di lavoro riconosciuti dalle parti. 2. Nei casi di cui al comma 1, per esercitare nuovamente l’attività, deve essere presentata nuova istanza di autorizzazione secondo le modalità del presente regolamento. 3. Se, in conseguenza dell’attività di vigilanza e controllo, ovvero in qualsiasi altro modo, ivi comprese le segnalazioni provenienti da altri ambiti territoriali ove il soggetto svolga il servizio ovvero dall’ufficio di tutela degli utenti di cui all’articolo 48 della legge regionale, sono constatate irregolarità circa l’attività autorizzata, Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura entro tre giorni dalla constatazione, ingiunge al soggetto abilitato di rimuovere le irregolarità rilevate, indicando le necessarie prescrizioni e il termine per l’adeguamento alle stesse; ove ritenuto necessario, nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione dell’attività nelle more dell’adeguamento alle prescrizioni. 4. In caso di mancato adeguamento alle prescrizioni di cui al comma 3 nel termine assegnato, Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste dispone la sospensione ovvero la decadenza dal titolo abilitativo.

5. Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste se accerta lo svolgimento di attività di cui agli allegati A e B del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009 senza il prescritto titolo abilitativo, ordina l’immediata cessazione dell’attività. 6. In caso di decadenza, sospensione del titolo abilitativo ovvero di ordine di cessazione dell’attività, Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste individua le modalità atte a garantire che il servizio a favore degli utenti non sia interrotto, di concerto con il Coordinatore dell’Ufficio di Piano, ivi compresa la collocazione dei soggetti ospitati nelle strutture residenziali e semiresidenziali in altra struttura. Tutti i relativi costi sono a carico del soggetto destinatario dei sopra indicati provvedimenti.


7. In caso di necessità di trasferimento dei servizi di cui all’allegato “A” in una struttura diversa da quella per la quale è stata rilasciata l'autorizzazione, il titolare della struttura richiede nuova autorizzazione all'amministrazione competente. Quest'ultima se verifica l'urgenza del trasferimento, al fine di garantire la necessaria continuità assistenziale agli ospiti, previo sopralluogo, rilascia entro quindici giorni autorizzazione provvisoria al funzionamento. Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune sul quale la struttura insiste rilascia l'autorizzazione definitiva, nei quarantacinque giorni successivi, a seguito della verifica del possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e funzionali di cui al presente regolamento. 8. In caso di necessità di trasferimento dei servizi di cui all’allegato “B” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009, in un comune appartenente ad un ambito diverso da quello in cui è stata effettuata la dichiarazione di inizio attività, il titolare del servizio presenta nuova dichiarazione all'amministrazione competente per il nuovo ambito. 9. I provvedimenti adottati ai sensi del presente articolo devono essere comunicati, nei tre giorni successivi all’adozione, all'ufficio regionale preposto all'albo di cui all’articolo 43 della legge regionale n. 11/2007.

Articolo 12 – Accreditamento istituzionale 1. L’accreditamento istituzionale è condizione indispensabile per l’erogazione di prestazioni e servizi il cui costo si pone, in tutto o in parte, a carico del servizio pubblico, ivi comprese le prestazioni erogate a seguito di presentazione di titoli validi per l’acquisto. Possono essere accreditate le strutture e i servizi, in possesso di titoli abilitativi di cui al capo II del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009 ed i cui soggetti gestori, pubblici o privati, risultano iscritti all’albo regionale, di cui al titolo II dello stesso regolamento, con esclusione di quelli iscritti alla sottosezione a), comma 2, dell’articolo 21. 1. Il rilascio del provvedimento di accreditamento è subordinato al possesso dei requisiti di cui all’articolo 18 del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto


Regionale n.16/2009 e a quelli, aggiuntivi, eventualmente previsti dal piano sociale regionale e dal piano di zona di ambito territoriale di cui agli articoli 20 e 21 della legge regionale n. 11/2007.

Articolo 13 - Procedure per l’accreditamento 1. La domanda di accreditamento, con allegata documentazione e dichiarazioni, al fine di riscontrare la sussistenza dei requisiti prescritti, deve essere prodotta secondo le indicazioni del presente regolamento. In sede di prima applicazione, l’Ambito N19 pubblica apposito avviso per invitare i soggetti interessati a presentare istanza. 2. Il provvedimento di accreditamento è rilasciato dal Responsabile dei Servizi Sociali dei comuni sui quali le strutture e/o i servizi insistono, entro sessanta giorni dal ricevimento dell’istanza. 3. Il Coordinatore dell’Ufficio di Piano trasmette al settore competente della Giunta Regionale il provvedimento di accreditamento entro quindici giorni dalla adozione. 4. Il Responsabile dei Servizi Sociali dei comuni sui quali le strutture e/o i servizi insistono verifica, avvalendosi del supporto e delle competenze degli uffici tecnici dei singoli comuni, con cadenza almeno biennale, la permanenza dei requisiti per l’accreditamento e, se accerta situazioni di non conformità, a seconda della gravità delle disfunzioni riscontrate e, previa formale diffida, sospende con prescrizioni o adotta il provvedimento di decadenza dall’accreditamento. I provvedimenti di sospensione o decadenza dall’accreditamento sono trasmessi al settore competente della Giunta Regionale dal Coordinatore dell’Ufficio di Piano entro tre giorni dalla loro adozione. 5. Il Coordinatore dell’Ufficio di Piano di concerto con il Responsabile dei Servizi Sociali, nell’ambito delle attività di cui al comma 4, verifica la coerenza e la rispondenza della struttura o del servizio accreditato rispetto alla programmazione sociale regionale ed alla programmazione d’ambito, monitorando gli indici e gli standard di qualità previsti dalla carta dei servizi. 6. L'accreditamento non comporta in capo ai soggetti pubblici alcun obbligo a instaurare con i soggetti accreditati rapporti contrattuali per l'erogazione di interventi e servizi sociali e


per la fornitura di prestazioni, il cui costo si ponga a carico del servizio pubblico.

Articolo 14 - Requisiti per l’accreditamento 1. L’accreditamento è disposto dal Responsabile dei Servizi Sociali del Comune su cui le attività e le strutture insistono, subordinatamente alla sussistenza dei seguenti requisiti: a) Iscrizione all’albo regionale di cui al titolo II del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009; b) Possesso dei titoli abilitativi di cui al capo II del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009; c) Possesso dei requisiti previsti dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria, per la partecipazione a procedure per l’affidamento di contratti pubblici; d) Coerenza e rispondenza dell'attività rispetto alla programmazione sociale regionale ed alla programmazione d’ambito; e) Esperienza di almeno tre anni nel settore per il quale si richiede l’accreditamento, maturata nell’ultimo quinquennio precedente alla data di richiesta dell’accreditamento; f) Adozione di procedure per la gestione informatizzata della documentazione (classificazione dei documenti, diffusione, rintracciabilità, ed altro); g) Adozione di piani annuali per la formazione del personale e strategie per l’inserimento del personale neo-assunto, di interventi di tutoraggio e formazione per il personale volontario nonché per la riduzione del turn-over e stabilizzazione del personale. h) Con atto del Coordinamento Istituzionale possono essere indicati ulteriori requisiti per l’accreditamento da indicare nell’apposito avviso di cui all’art. 13 comma 1 del presente regolamento.


Articolo 15 – Transizione 1. Tutti i provvedimenti relativi all'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture, dei servizi e

dei soggetti, rilasciati dai comuni, nel periodo di transizione tra l’approvazione del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009 e l’emanazione del presente disciplinare, si intendono tutti soggetti agli adempimenti previsti da questo disciplinare. 2. Per i soggetti titolari delle strutture già in possesso di autorizzazione definitiva ai sensi del regolamento regionale 18 dicembre 2006, n. 6 (Regolamento concernente i servizi residenziali e semiresidenziali per anziani, persone diversamente abili e minori), si applica quanto previsto dall’art. 44 comma 5 del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009.

3. Il Dirigente/Responsabile dei Servizi Sociali del Comune presso il quale la struttura insiste,

previa verifica della documentazione, rilascia l’autorizzazione ai sensi del presente regolamento e trasmette il provvedimento confermativo al settore regionale competente ai fini dell’iscrizione d’ufficio nella relativa sezione dell’albo di cui all’articolo 43 della legge regionale n. 11/2007. 4. Le strutture di cui all'allegato “A” del Regolamento di attuazione della L.R. n.11/2007 Decreto Regionale n.16/2009; in possesso di autorizzazione provvisoria o di rinnovo di autorizzazione provvisoria, ai sensi del regolamento regionale n. 6/2006, si applica quanto previsto dall’art. 44 comma 7 del Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009. In caso di mancata presentazione dell'istanza di autorizzazione definitiva nel termine di cui al presente comma, le strutture si intendono non autorizzate. 5. Le strutture che non rispettano le prescrizioni di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo sono a tutti gli effetti prive di autorizzazione e nei loro confronti deve essere ordinata la cessazione dell'attività.

6. I soggetti che svolgono i servizi compresi nell'allegato “B” del Regolamento di Attuazione di cui


al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009, già operanti alla data di entrata in vigore, dello stesso, si applica quanto previsto dall’art. 44 comma 9 del Regolamento citato e nella fattispecie presentare dichiarazione di inizio attività attestante: a) I requisiti indicati dal detto allegato B, per la tipologia di riferimento, già posseduti;

b) I requisiti indicati dal detto allegato B, per la tipologia di riferimento, non ancora posseduti. Per tutto quanto non previsto e/o omesso nel presente regolamento si rimanda alla Legge Regionale 11 del 23 ottobre 2007 ed al relativo Regolamento di Attuazione di cui al D.P.G.R. n. 16 del 23 novembre 2009.

Articolo 16 - Obblighi di pubblicità 1. Il presente disciplinare, con tutti gli allegati, sarà pubblicato sui siti Istituzionale dei Comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano unitamente ai recapiti dell’ufficio preposto. Con le medesime modalità sono pubblicate le carte dei servizi adottate per lo svolgimento delle attività di cui al presente regolamento.


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Regolamenti

Articolo 1 - Oggetto del Regolamento Il presente atto regolamenta le modalità di determinazione della quota di compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni sociali agevolate erogate dai comuni. A tal fine esso fa esplicito riferimento a quanto disposto dal D.Lgs, 31 marzo 1998, n. 109 e successive integrazioni e dal DPCM 221 del 07/05/1999 e successive modificazioni.

Articolo 2 - Ambito di applicazione Le norme del presente regolamento si applicano a tutti i servizi e le prestazioni sociali a domanda individuale erogate dall'amministrazione comunale. Gli interventi devono essere assicurati alle persone residenti nei Comuni dell’ambito territoriale N19, Comune capofila Afragola, che si trovano nella necessità di dover ricorrere alle prestazioni socio-sanitarie.


Articolo 3 - Determinazione della quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali Per la determinazione della compartecipazione al costo delle prestazioni sociali si procede individuando:

a) la soglia al di sotto della quale il soggetto richiedente la prestazione è esentato da ogni forma di compartecipazione al costo del servizio. Tale soglia viene individuata in un valore del reddito individuale corrispondente al trattamento minimo della pensione INPS, pari ad Euro 9.530,56 per il 2009; b) la soglia di reddito individuale al di sopra della quale il soggetto richiedente la prestazione è tenuto a corrispondere per intero il costo del servizio previsto dall’ente è fissata in 4,35 volte l’ammontare del trattamento minimo della pensione INPS pari a € 25.911,37 per il 2009; c) Per qualsiasi valore di reddito individuale compreso tra le soglie di cui ai precedenti punti a) e b) il soggetto richiedente la prestazione sarà tenuto a corrispondere una quota agevolata di compartecipazione espressa in valore percentuale al costo del servizio, strettamente correlata alla propria situazione economica e scaturente dalla seguente formula;

Compij = REDDi REDD0 Dove: Comp i j rappresenta la quota di compartecipazione agevolata del soggetto i relativa alla prestazione sociaie j (espressa in valore percentuale); REDDi rappresenta il livello di reddito individuale del richiedente; REDDo rappresenta la soglia massima di reddito individuale oltre la quale è previsto il


pagamento per intero della prestazione sociale agevolata. Più nello specifico, sono state individuate 5 fasce di reddito individuale comprese tra le soglie minima e massima di reddito di cui ai precedenti punti a) e b). Le fasce di reddito individuate sono le seguenti Fasce di reddito

Da

A

Fascia 1

€ 9.530,66

€ 12.806,72

Fascia 2

€ 12.806,72

€ 16.082,88

Fascia 3

€ 16.082,88

€ 19.359,05

Fascia 4

€ 19.359,05

€ 22.635,20

Fascia 5

€ 22.635,20

€ 25.911,37

Ai fini dell’individuazione della percentuale di compartecipazione al costo della prestazione, si è, in primo luogo, calcolata la percentuale di compartecipazione per i valori estremi di ogni fascia intermedia riportata nella tabella di cui sopra. Il risultato di questo primo passo è il seguente: Fasce di

Percentuali di compartecipazione

reddito

Da

A

per i due valori estremi della fascia

Fascia 1

€ 9.530,66

€ 12.806,72

36.78%

49.43%

Fascia 2

€ 12.806,72

€ 16.082,88

49.43%

62.07%


Fascia 3

€ 16.082,88

€ 19.359,05

62.07%

74.71%

Fascia 4

€ 19.359,05

€ 22.635,20

74.71%

87.36%

Fascia 5

€ 22.635,20

€ 25.911,37

87.36%

100%

In secondo luogo, al fine di una più immediata determinazione della compartecipazione, si è calcolato il valore medio delle percentuali così determinate per i valori di reddito estremi di ogni fascia: Fasce di

Percentuali di compartecipazione per i due valori estremi della fascia

VALORE MEDIO (arrotondato)

reddito

Da

A

Fascia 1

€ 9.530,66

€ 12.806,72

36.78%

49.43%

43%

Fascia 2

€ 12.806,72

€ 16.082,88

49.43%

62.07%

53%

Fascia 3

€ 16.082,88

€ 19.359,05

62.07%

74.71%

68%

Fascia 4

€ 19.359,05

€ 22.635,20

74.71%

87.36%

81%

Fascia 5

€ 22.635,20

€ 25.911,37

87.36%

100%

94%

A titolo esemplificativo, un soggetto che percepisce un reddito individuale complessivo di € 17.000 comparteciperà al costo della prestazione nella misura del 68%. Stante le indicazioni di cui al Decreto Regionale, questo metodo di calcolo è valido per


gli utenti fruitori del servizio che non godono di indennità di accompagnamento e per tutti i tipi diprestazioni (Residenziali, Semi-residenziali e Domiciliari). Per quanto afferisce invece i soggetti titolari di indennità di accompagnamento, alla nota formula di cui sopra si sostituisce la seguente:

Compij = REDDi + IA i REDD0 Dove:

IA i rappresenta l’indennità di accompagnamento del soggetto i, stabilita nella misura di € 5.664,00 (per il 2009). Tenuto conto di tale indennità, le percentuali di compartecipazione di riferimento saranno le seguenti: Fasce di

Percentuali di compartecipazione per i due valori estremi della fascia

VALORE MEDIO (arrotondato)

reddito

Da

A

Fascia 1

€ 9.530,66

€ 12.806,72

58.64%

71,28%

65%

Fascia 2

€ 12.806,72

€ 16.082,88

71.28%

83.93%

78%

Fascia 3

€ 16.082,88

€ 19.359,05

83.93%

96.57%

90%

Fascia 4

>19.539,05

100%

N.b.: per la fascia 4 la compartecipazione si intende per intera (100%), in quanto il valore medio calcolato è superiore al 100%. Coloro che sono titolari di IA e percepiscono un reddito inferiore a € 9.530,66, compartecipano nella misura fissa del 75% per i servizi residenziali.


Per quanto riguarda i servizi Domiciliari e Semi-residenziali, i soggetti titolari di IA sono esenti nel caso di reddito individuale pari a zero, e compartecipano nella misura fissa del 36% in tutti gli altri casi, a prescindere dal valore di reddito individuale. In ogni caso, la quota di compartecipazione per la parte sociale non può superare il 50% dell’ammontare dell’indennità di accompagnamento. Articolo 4 - Presentazione della domanda Il richiedente la prestazione sociale agevolata deve farne apposita richiesta attraverso la presentazione di una domanda nella quale risulti specificato il servizio richiesto, i dati identificativi del richiedente, il valore del reddito individuale risultante dalla dichiarazione sostitutiva di cui al successivo articolo. Il richiedente dovrà altresì esprimere consenso scritto al trattamento dei dati personali, ivi compresi quelli sensibili, ai sensi della Legge 31/12/1996 n. 675.

Articolo 5 - Dichiarazione sostitutiva La dichiarazione sostitutiva unica, recante la situazione reddituale e patrimoniale del richiedente dell'anno precedente alla dichiarazione medesima per il solo richiedente della prestazione, ha validità di un anno a decorrere dalla data in cui è stata effettuata l'attestazione della sua presentazione. Quando la dichiarazione sostitutiva non fa riferimento ai redditi percepiti nell'anno precedente, l'ente erogatore può richiedere la presentazione di una dichiarazione aggiornata, che sostituisce integralmente quella precedente.


Il dichiarante potrà presentare una nuova dichiarazione sostitutiva prima della scadenza in caso di variazione della propria situazione reddituale e/o patrimoniale

Articolo 6 - Controlli l. Il Comune controllerà, anche a campione, la veridicità della situazione familiare dichiarata e confronterà i dati patrimoniali e reddituali dichiarati dai soggetti ammessi alle presentazioni con i dati in possesso del sistema informativo del Ministero delle Finanze. A tale scopo il Comune può stipulare convenzioni con il Ministero dell'economia e delle Finanze. La funzione di controllo è esercitata dal Responsabile del Settore a cui è richiesta la prestazione, nell'esercizio della quale può richiedere la documentazione necessaria a comprovare la situazione familiare, reddituale e patrimoniale.

 La dichiarazione va rappresentata al Comune al quale è richiesta la prestazione.  Il dichiarante potrà presentare una nuova dichiarazione sostitutiva prima della scadenza in caso di variazione della propria situazione reddituale e/ o patrimoniale.

 Qualora nei controlli emergano abusi o false dichiarazioni, fatta salva l’attivazione, delle necessarie procedure di legge, l'ente adotta ogni misura utile atta a sospendere, revocare e a recuperare i benefici concessi.

Articolo 7 - Ulteriori controlli L'Amministrazione comunale può prevedere ulteriori controlli attraverso il corpo di polizia municipale


Articolo 8 - PubblicitĂ  del Regolamento Copia del presente regolamento, ai sensi dell'art. 22 della Legge 7/8/1990, n. 241, sarĂ  tenuta a disposizione del pubblico perchĂŠ ne possa prendere visione in qualsiasi momento.


... Glossario... Accesso agli atti Diritto dei cittadini di conoscere il contenuto dei documenti amministrativi che li riguardano.

Accesso ai servizi sociali È il momento dell’ingresso nella rete dei servizi integrati da parte dei cittadini.

Accreditamento Processo attraverso il quale l'ente pubblico consente ad un soggetto privato in possesso di requisiti predeterminati di entrare a far parte della propria rete di fornitori di un servizio.

Analisi del bisogno Metodologia che tende allo studio analitico e approfondito del problema/bisogno semplice e/o complesso, al fine di individuare la migliore strategia di intervento.

Assistente sociale L’assistente sociale è un operatore tecnico con funzioni di analisi, interpretazione e di ricerca di soluzioni per provvedere alle necessità delle persone in difficoltà. Opera quindi in favore di persone singole, di gruppi e di comunità, per prevenire e risolvere situazioni di bisogno. Le funzioni più significative dell’assistente sociale sono: il rapporto diretto con l’utenza, la progettazione, l’organizzazione e gestione dei servizi sociali, l’indagine, lo studio e la documentazione. Nel rapporto con l’utenza, l’assistente sociale è incaricato di analizzare e valutare le situazioni di rischio e di bisogno sociale individuale, di gruppo e familiare e dopo aver individuato i casi di bisogno in una data area territoriale o sociale, interviene per la loro


soluzione. Attraverso colloqui ed incontri con persone o famiglie in difficoltà predispone gli interventi necessari, informa gli assistiti dei diversi tipi di assistenza sociale a cui hanno diritto (assistenza economica, domiciliare, assegnazione di alloggi, avviamento al lavoro, affidamento familiare, promozione di processi di socializzazione per persone emarginate o disadattate) e li aiuta nell’espletamento di tutte le pratiche necessarie per ottenerla.

Bisogno E' la necessità di un bene o servizio atto a soddisfare una esigenza della vita. Il bisogno può tradursi in domanda o rimanere inespresso.

Bisogno semplice Quando i bisogni espressi/valutati si presentano solo sul versante sociale oppure solo sul versante sanitario e richiedono l’attivazione di un progetto personalizzato di intervento monodimensionale, rivalutabile nel tempo, coerentemente con la natura del bisogno.

Bisogno complesso Quando i bisogni espressi/valutati presentano componenti sociali e componenti sanitarie, e richiedono una valutazione multidimensionale per la elaborazione di un progetto personalizzato integrato di elevata intensità assistenziale.

Carta dei servizi Documento di trasparenza rivolto ai cittadini /utenti dall'amministrazione pubblica con il quale l'ente esplicita i suoi orientamenti dichiara quali sono le prestazioni che si impegna ad erogare e come intende operare in caso di mancato rispetto delle prestazioni promesse. Ha notevoli implicazioni sulle organizzazioni, in quanto orienta il fornitore a mettere al centro le esigenze del cliente.


Convenzione Atto con il quale l'ente/soggetto pubblico stabilisce le proprie relazioni con un altro soggetto. Tramite la convenzione l'ente: - riconosce al soggetto con cui stabilisce il rapporto i requisiti necessari per perseguire obiettivi di interesse pubblico, mediante servizi e prestazioni da esso erogati; - stabilisce di mettere a disposizione proprie risorse, finanziarie o strumentali, per il perseguimento degli obiettivi; - sancisce il proprio diritto a controllare, verificare e valutare l'operato del soggetto privato nell'ambito e nei termini della convenzione.

Cooperative sociali Le cooperative sociali sono "imprese sociali" cha hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale di cittadini attraverso: - la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (cosiddette cooperative di tipo a); - lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali, di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (cosiddette cooperative di tipo b).

Disabilità Condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.

Disagio Qualsiasi problema o situazione che impedisce o limita, parzialmente o totalmente, il naturale processo di sviluppo personale, sociale, culturale, di identità e di autonomia di un


individuo.

Indicatore Variabile quantitativa e/o qualitativa che registra un fenomeno indicativo di un criterio di valutazione. L’indicatore deve essere significativo, preciso, facilmente rilevabile e sensibile a misurare le variazioni.

Invalidità civile Ai sensi dell’art. 2 della Legge 30 marzo 1971 n.118, modificata dal decreto legislativo 509/88, il quale introduce la definizione di invalidità civile per i cittadini ultrasessantacinquenni, si considerano mutilati ed invalidi civili "i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie, di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una diminuzione della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minori di 18 anni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

ISE Strumento per la definizione della condizione economica del singolo o del nucleo familiare per l’accesso ai benefici ed alle esenzioni previsti nell’erogazione dei servizi sociali, sanitari e socio-sanitari. Previsto dal D.L.109/1998, l'ISE individua i criteri in base ai quali un soggetto può chiedere di usufruire di alcune prestazioni sociali, assistenziali e sanitarie rese dalle pubbliche amministrazioni, non destinate alla generalità dei cittadini o che prevedono tariffe agevolate o esenzioni

ISEE Strumento che consente di selezionare i potenziali utilizzatori del servizio in ordine alle


condizioni reddituali, familiari e/o di far compartecipare, proporzionalmente alle proprie risorse, i potenziali utilizzatori, al fine di garantire l'universalità, o almeno l'allargamento di accesso alle prestazioni. Lo strumento consente di omogeneizzare la base informativa necessaria a definire i criteri di selettività e/o grado di compartecipazione nell'accesso alle prestazioni agevolate, consentendo un miglior utilizzo delle risorse pubbliche (D.Lgs.109/98, D.Lgs.130/00, art.25 L.328/00).

Nucleo familiare L’insieme di persone coabitanti che sono legate dal vincolo di coppia (coniugate o non coniugate) e/o dal vincolo genitore-figlio. Più in particolare un figlio continua ad essere considerato facente parte del nucleo familiare dei genitori (o del genitore) solo fino a che non costituisce una nuova coppia o fino a che non diventa genitore egli stesso, ossia fino a quando non forma un altro nucleo familiare. Appare evidente che quello di nucleo familiare è un concetto normalmente più restrittivo rispetto a quello di famiglia; infatti, nell'ambito di una famiglia possono esistere uno o più nuclei familiari. Può non esservene nessuno come nel caso ad esempio delle famiglie unipersonali.

Porta Unitaria d’Accesso (P.U.A.) La Porta Unitaria di Accesso è una modalità organizzativa volta a facilitare l'accesso unificato alle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali. La PUA deve tendere a superare una serie di barriere psicologiche, culturali e fisiche spesso determinate da una rete di offerta caratterizzata dalla scarsa informazione e coordinamento tra le varie Agenzie, Istituzioni e Unità Operative. Il servizio si configura come una struttura di snodo dell’offerta dei servizi alla persona, attraverso sportelli unificati per l’accesso a tutti i servizi socio sanitari territoriali, con attenzione all’ascolto delle persone e vigilanza sul rischio di burocratizzazione del servizio. Le principali funzioni: informazione, orientamento, accompagnamento, presa in carico. Nell’ottica del Punto Unico di Accesso, la “presa in carico” può essere definita come “un processo integrato e continuativo che si configura come “governo” di un insieme articolato e


coordinato di interventi rivolti a soddisfare un bisogno complesso e articolato”.

Piani di zona Strumento programmatorio finalizzato a facilitare la comunicazione inter-istituzionale fra comuni e azienda sanitaria. Svolge una pluralità di funzioni: - lettura condivisa dell'evoluzione qualitativa e quantitativa dei bisogni del territorio; - raccordo fra il ruolo programmatorio dei comuni e quello delle ASL; - ricognizione sulle forme amministrative di gestione dei servizi sociali della zona, occasione per individuare le forme di cooperazione fra risorse pubbliche e private.

Presa in carico Corrisponde all'accoglienza, da parte dell'operatore, della richiesta di aiuto dell'utente, nel rispetto dei principi e della metodologia professionale dell'operatore.

Qualità - Sistema di Raccolta sistematica di informazioni su uno o più servizi in merito a: risorse utilizzate, funzionamento, attività e prestazioni fornite e risultati conseguiti, con modalità che permettono una valutazione esterna quantificabile o almeno condivisibile da parte di soggetti diversi dagli erogatori del servizio stesso.

Regolamento Atto amministrativo che le pubbliche amministrazioni usano per disciplinare la loro organizzazione.

Requisiti Insieme delle condizioni richieste per accedere ad una prestazione o ad un servizio.


Richiedente Si considera richiedente colui che presenta la domanda di accesso al servizio. Può essere una persona fisica (l’interessato, un componente del nucleo familiare e/o una persona individuata con provvedimento giudiziario e/o amministrativo) oppure una persona giuridica (ente).

Segretariato sociale Livello essenziale di assistenza, di cui all’art.5 della legge regionale n.11/2007, che si caratterizza per l’elevata prossimità al cittadino ed è finalizzato alla diffusione delle informazioni e all’orientamento verso il sistema integrato dei servizi sociali.

Servizi Per servizio si intende l’insieme delle attività materiali ed immateriali finalizzate alla soddisfazione del bisogno sociale ed alla promozione del benessere della persona.

Servizio sociale professionale Il servizio sociale professionale è un livello essenziale di assistenza, di cui all’art.5 della legge regionale n.11/2007, finalizzato ad assicurare prestazioni necessarie a ridurre e/o rimuovere situazioni problematiche o di bisogno sociale dei cittadini.

Standard di qualità Valori attesi per determinati indicatori. Rappresentano obiettivi di qualità che si riferiscono alle prestazioni rese.

Terzo settore Sono considerati soggetti del terzo settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e gli organismi della cooperazione sociale, nonché gli altri soggetti


privati non aventi scopo di lucro quali le fondazioni e gli enti di patronato, gli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore della programmazione, organizzazione e gestione del sistema integrato d’interventi e servizi sociali, e gli altri enti di promozione sociale.

Unità di Valutazione Integrata (U.V.I.) L’Unità di Valutazione Integrata (di seguito definita U.V.I.) è un’equipe socio-sanitaria multidisciplinare integrata, composta da personale dell’ASL e dei Comuni che effettua la valutazione multidimensionale evidenziando le esigenze sia sanitarie che sociali di natura complessa per la definizione del progetto sanitario personalizzato e della presa in carico integrata.

Utente Cittadino, titolare dei diritti, e fruitore del servizio/prestazione erogato/a ai sensi della Legge 328/2000.

Valutazione Processo di tipo dinamico e interdisciplinare volto a identificare e descrivere la natura e l'entità dei problemi di un soggetto e a caratterizzare le sue risorse e potenzialità.

Valutazione ex ante E’ realizzata prima dell’approvazione e della successiva implementazione di un piano o progetto; in questo caso la valutazione aiuta i decisori a selezionare e scegliere fra progetti alternativi.

Valutazione ex post Valutazione di un intervento dopo che è stato completato. L’obiettivo è quello di studiare se e come il progetto abbia raggiunto gli obiettivi prefissati, nonché di immaginare soluzioni


adeguate per interventi simili in futuro.

Valutazione in itinere Detta anche valutazione a medio termine, si realizza mentre il processo valutato è ancora in corso, al fine di consentire l’adattamento e la correzione di eventuali deviazioni dal progetto originario a causa di errori di progettazioni o di modificazioni del contesto.


CARTA DEI SERVIZI SOCIALI


Carta dei Servizi