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Tecnologia dell’Architettura e Controllo della Qualità. – prof. G. Ridolfi,

La
Disciplina
del
Progetto
nelle
Opere
Pubbliche
 
 di
Giuseppe
Ridolfi


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La Disciplina del Progetto nelle Opere Pubbliche di G.Ridolfi 1. I riferimenti generali per l’amministrazione delle opere pubbliche 1.1 Ambiti d’applicazione e generalità amministrative La disciplina degli appalti pubblici è fondamentalmente regolata dalla Legge 11 febbraio 1994, n°109, e dal regolamento d’attuazione, emanato ai sensi dell’art. 3 della medesima dal D.P.R. 554/1999 come aggiornata dalla legge 1 agosto 2002, n° 166. Il suo scopo è di garantire l’interesse della collettività e di regolamentare il mercato e si applica a tutto il settore delle opere o lavori pubblici, aventi come oggetto prevalente la progettazione e la realizzazione di opere edili e impiantistiche mediante la demolizione, la costruzione, il recupero, la ristrutturazione, il restauro e la manutenzione di opere e di impianti. La disciplina regolamenta pertanto anche la fornitura di beni e servizi quando questa persegua la realizzazione di opere o qualora il fine della fornitura sia raggiungibile solamente attraverso la realizzazione di lavori pubblici indispensabili e superiori al 50% (art.2 comma 1). L’amministrazione e l’applicazione della Legge si rivolge, in via prioritaria, agli organismi di diritto pubblico come specificati dall’articolo 2 comma 7 e si estende ai promotori coinvolti in progetti misti pubblico-privato ove sia comunque prevalente l’impegno e/o l’interesse pubblico. Tale applicazione si sviluppa nel corso delle attività di programmazione, progettazione, direzione lavori, collaudo e in quelle tecnico-amministrative nell’espletamento del procurement e nella gestione dei contratti rendendo evidenza della coerenza del suo operato mediante apposita azione comunicativa e di pubblicità delle scelte, delle azioni intraprese e dei suoi risultati (art.3 comma1). La sua applicazione si circostanzia infine nei singoli rapporti contrattuali che possono intercorrere tra il soggetto pubblico o i soggetti pubblico-privati e i singoli soggetti chiamati a svolgere le attività di consulenza, progettazione, costruzione e gestione delle opere. 1.2. Soggetti amministrativi della disciplina dei lavori pubblici 1.2.1. Consiglio dei Lavori Pubblici. Il massimo livello dell’Organizzazione preposto alla gestione dei Lavori Pubblici e alla vigilanza per l’applicazione della Legge è rappresentato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici diretto dal Presidente del Consiglio dei LLPP (art.6 comma1). Esso svolge attività di consulenza e di rilascio di pareri su richieste avanzate dalle pubbliche amministrazioni. Tra le sue funzioni si annovera il parere obbligatorio reso sui progetti definitivi di competenza statale o prevalentemente finanziati direttamente dallo stesso se superiori a 25 milioni di ECU; quando inferiori, il parere è demandato ai Comitati Tecnici Amministrativi dislocati presso i Provveditorati regionali alle Opere Pubbliche (art.6 comma 5). I pareri del Consiglio sono validi per maggioranza quando le adunanze raccolgono almeno un terzo del numero dei votanti. 1.2.2. L’Autorità di Vigilanza. L’operato dei soggetti preposti all’amministrazione e all’applicazione della Legge è sottoposto al controllo dell’Autorità di Vigilanza, costituita da 5 membri nominati con pg. 2/53


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determinazione d’intesa dai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica (art. 4 comma 2). Le funzioni dell’Autorità riguardano la vigilanza dell’osservanza dei principi informatori della Disciplina nonché delle sue specifiche tecniche, economiche e procedurali. Delle mancate osservanze, rilevabili anche mediante apposite ispezioni, l’Autorità provvede ad emettere apposite segnalazioni d’inadempienza presso il Governo e il Parlamento. Nell’espletamento delle sue mansioni dall’Autorità1 dipendono (art. 4 comma 10): -la Segreteria tecnica (art. 5 comma 2); -il Servizio ispettivo, ufficio con un massimo di 125 dipendenti destinato allo svolgimento delle ispezioni sopra richiamate; -l’Osservatorio dei lavori pubblici, articolato in sezione centrale e sezioni regionali in un rapporto di cooperazione regolato da protocolli concertati nell’ambito della Conferenza Permanente Stato-Regioni (art. 4 comma 14). L’Osservatorio opera in maniera informatica con lo scopo di monitorare i Progetti e fornendo annualmente informazioni circa i costi standardizzati per categorie di opere e informazioni semestrali circa lo stato di avanzamento della programmazione triennale (art. 4 cc. 15 e 16). Il monitoraggio si svolge mediante le informazioni raccolte e trasmesse dal RdP in concomitanza con alcuni momenti “significativi” del ciclo attuativo del progetto sinteticamente riassumibili nella verifica del progetto preliminare, nella validazione e approvazione del progetto, durante gli stati di avanzamento dei lavori di costruzione e a seguito dei collaudi conclusivi dei lavori. Il RdP è inoltre tenuto a comunicare all’osservatorio dei Lavori Pubblici le varianti in corso d’opera, in particolare quelle relative al manifestarsi di errori od omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera ovvero la sua utilizzazione2(art. 25, comma d) Tra le sue mansioni sono inoltre previste azioni di audit e di riqualificazione della Disciplina da condurre anche sulla scorta della Relazione annuale sulle disfunzioni rilevate nell’applicazione della Legge (art. 4 comma 4 lett. f); tali anomalie possono riguardare sia aspetti tecnico-procedurali che scostamenti rispetto alla Programmazione Finanziaria. 1.2.3. Il Dirigente Responsabile della Programmazione Triennale. Il Dirigente Responsabile della Programmazione Triennale svolge un ruolo di raccordo tra le attività di programmazione dei singoli enti e amministrazioni locali e la programmazione svolta a livello centrale. Il suo compito si sostanzia nella redazione del Programma Triennale, documento ove vengono concertate le singole proposte d’intervento avanzate dai Responsabili di Procedimento.

1

Per questioni d’elevata e specifica competenza l’Autorità può avvalersi di apporti esterni

2

Si considera errore od omissione di progettazione l’inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la violazione delle norme di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali (art. 25, comma 5-bis)

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1.2.4. Il Responsabile di Procedimento. L’applicazione e la vigilanza della Disciplina a livello decentrato nei singoli interventi, sono invece affidate al Responsabile di Procedimento, direttamente nominato dalle singole Amministrazioni dello Stato3 (art. 7 comma 1). Tra le sue funzioni si segnalano quelle: -di informazione, ovvero sia la formulazione di proposte e la trasmissione di informazioni necessarie alla realizzazione del Programma Triennale e relativi aggiornamenti annuali; -di vigilanza; -di controllo; -di coordinamento4; 3

All’ art. 7, comma 5 del Regolamento si precisa che in caso di particolare necessità nei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti e per appalti d’importo inferiore a 300.000 Euro diversi da quelli di particolare complessità le competenze del Responsabile del procedimento sono attribuite al responsabile dell'ufficio tecnico o della struttura corrispondente. Ove non sia presente tale figura professionale, le competenze sono attribuite al responsabile del servizio al quale attiene il lavoro da realizzare. 4

All’art. 7, comma 2 del Regolamento si specifica che il Responsabile del procedimento bada a creare le condizioni affinché il processo realizzativo dell’intervento risulti condotto in modo unitario in relazione ai tempi e ai costi preventivati, alla qualità richiesta, alla manutenzione programmata, alla sicurezza e alla salute dei lavoratori ed in conformità a qualsiasi altra disposizione di legge in materia. Tali obiettivi si specificano all’art. 8 del Regolamento come di seguito: a) promuove e sovrintende agli accertamenti ed alle indagini preliminari idonei a consentire la verifica della fattibilità tecnica, economica ed amministrativa degli interventi ; b) verifica in via generale la conformità ambientale, paesistica, territoriale ed urbanistica degli interventi e promuove l’avvio delle procedure di variante urbanistica ; c) redige, secondo quanto previsto dall’articolo 16, commi 1 e 2 della Legge, il documento preliminare alla progettazione ; d) accerta e certifica la ricorrenza delle condizioni di cui all’articolo 17, comma 4, della Legge, motiva la scelta del metodo d’affidamento degli incarichi di natura tecnica, coordina e verifica la predisposizione dei bandi di gara, nonché il successivo svolgimento delle relative procedure ; e) coordina le attività necessarie al fine della redazione del progetto preliminare, verificando che, nel rispetto del contenuto del documento preliminare alla progettazione, siano indicati gli indirizzi che devono essere seguiti nei successivi livelli di progettazione ed i diversi gradi d’approfondimento delle verifiche, delle rilevazioni e degli elaborati richiesti ; f) coordina le attività necessarie alla redazione del progetto definitivo ed esecutivo, verificando che siano rispettate le indicazioni contenute nel documento preliminare alla progettazione e nel progetto preliminare, nonché alla redazione del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano generale di sicurezza; g) convoca e presiede nelle procedure di licitazione privata e d’appalto concorso, ove ne ravvisi la necessità, un incontro preliminare per l’illustrazione del progetto e per consentire osservazioni allo stesso; h) propone all’amministrazione aggiudicatrice i sistemi d’affidamento dei lavori e garantisce la conformità a legge delle disposizioni contenute nei bandi di gara e negli inviti ; nel caso di trattativa privata effettua le dovute comunicazioni all’Autorità, promuove la gara informale e garantisce la pubblicità dei relativi atti ; i) richiede all'amministrazione aggiudicatrice la nomina della commissione giudicatrice dei concorsi d’idee, dei concorsi di progettazione, degli appalti concorsi, nonché degli appalti per l'affidamento delle concessioni di lavori pubblici; l) promuove l’istituzione dell’ufficio di direzione dei lavori ed accerta la sussistenza delle condizioni che ai sensi dell’articolo 17, comma 4, della Legge giustificano l’affidamento dell’incarico a soggetti esterni all’amministrazione aggiudicatrice; m) accerta e certifica le situazioni di carenza d’organico in presenza delle quali le funzioni di collaudatore sono affidate ai sensi dell'articolo 28, comma 4, della Legge ai soggetti esterni alla stazione appaltante; n) adotta gli atti di competenza a seguito delle iniziative e delle segnalazioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori; o) effettua, prima dell'approvazione del progetto in ciascuno dei suoi livelli, le necessarie verifiche circa la rispondenza dei contenuti del documento alla normativa vigente, alle indicazioni del documento preliminare e alle disponibilità finanziarie, nonché all'esistenza dei presupposti d’ordine tecnico ed amministrativo necessari per conseguire la piena disponibilità degli immobili; p) nel caso di lavori eseguibili per lotti, accerta e attesta: 1 - l’avvenuta redazione, ai fini dell'inserimento nell’elenco annuale, della progettazione preliminare dell'intero lavoro e la sua articolazione per lotti; 2 - la quantificazione, nell’ambito del programma e dei relativi aggiornamenti, dei mezzi finanziari necessari per appaltare l'intero lavoro; 3 - l’idoneità dei singoli lotti a costituire parte funzionale, fattibile e fruibile dell'intero intervento;. q) svolge le attività necessarie all’espletamento della conferenza dei servizi, curando gli adempimenti di pubblicità delle relative deliberazioni ed assicurando l’allegazione del verbale della conferenza stessa al progetto preliminare posto a base delle procedure d’appalto concorso e d’affidamento della concessione di lavori pubblici; r) svolge la funzione di vigilanza sulla realizzazione dei lavori nella concessione di lavori pubblici, verificando il rispetto delle prescrizioni contrattuali; s) raccoglie, verifica e trasmette all’Osservatorio dei lavori pubblici gli elementi relativi agli interventi di sua competenza; t) accerta la data d’effettivo inizio dei lavori e ogni altro termine di svolgimento dei lavori; pg. 4/53


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Le funzioni del RdP possono essere svolte da un tecnico con il supporto degli uffici tecnici delle amministrazioni appaltanti o, qualora sussistano carenze, i compiti di supporto possono essere affidati secondo le modalità previste dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157 (art. 7 comma 5) a professionisti singoli o associati e a società, muniti di assicurazione professionale che, in questa condizione, non potranno successivamente ricoprire i ruoli di progettisti o appaltatori. Secondo quanto fissato dal regolamento il RdP può inoltre ricoprire il ruolo di progettista o direttore dei lavori, funzioni che non possono coincidere qualora l’importo dei lavori sia superiore a 500.000 Euro o nei casi di opere complesse o di progetti integrali.5 Il responsabile può promuovere la conclusione di un Accordo di Programma ( art. 7 comma 6), ai sensi dell’art. 27 della legge 8 giugno 1990, n° 142, tra diverse amministrazioni statali, regionali e locali qualora si ravveda la necessità di procedere in azioni integrate e coordinate; può peraltro procedere alla convocazione di una Conferenza di Servizi (art. 7 comma 7)), ai sensi dell’art. 14 della legge 7 agosto 1990, n.241, allo scopo di raccogliere intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze e nulla osta e assensi. 2. Gli elementi della Qualità nella Disciplina. 2.1. I cardini della Qualità L’amministrazione delle OOPP è incardinata sulla precisazione dei momenti del processo e sulla identificazione di alcuni “punti cardine” che, indipendentemente dai differenti modelli d’intervento, ricorrono come elementi invarianti cui vengono fatte corrispondere precise attribuzioni di attività, di ruoli e di responsabilità. Tali elementi si riferiscono, in primo luogo, alla scomposizione del Progetto in tre segmenti di sviluppo con lo scopo di precisare con chiarezza la distribuzione delle responsabilità all’interno u) trasmette agli organi competenti dell’amministrazione aggiudicatrice la proposta del coordinatore per l’esecuzione dei lavori di sospensione, allontanamento delle imprese e dei lavoratori autonomi dal cantiere o di risoluzione del contratto; v) assicura che ricorrano le condizioni di legge previste per le varianti in corso d'opera; w) irroga le penali per il ritardato adempimento degli obblighi contrattuali, anche sulla base delle indicazioni fornite dal direttore dei lavori; x) accerta e certifica negli interventi l’eventuale presenza delle caratteristiche di cui all’articolo 2, comma 1, lettere h) ed i); y) propone la risoluzione del contratto ogni qual volta se ne realizzino i presupposti; z) propone la definizione bonaria delle controversie che insorgono in ogni fase di realizzazione dei lavori. 5 All’art. 8 comma 3 del Regolamento, si definiscono le funzioni che, salvo diversa indicazione, il Responsabile del procedimento deve espletare nello svolgimento dell’incarico di responsabile dei lavori: a) si attiene ai principi e alle misure generali di tutela previste dalla legge; b) determina la durata dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere contemporaneamente o successivamente; c) designa il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori; d) vigila sulla loro attività, valuta il piano di sicurezza e di coordinamento e l’eventuale piano generale di sicurezza e il fascicolo predisposti dal coordinatore per la progettazione; e) comunica alle imprese esecutrici i nominativi dei coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori e si accerta che siano indicati nel cartello di cantiere; f) assicura la messa a disposizione di tutti i concorrenti alle gare d’appalto del piano di sicurezza e di coordinamento e dell’eventuale piano generale di sicurezza; g) trasmette la notifica preliminare all’organo sanitario competente nonché, chiede, ove è necessario, alle imprese esecutrici l’iscrizione alla camera di commercio industria e artigianato; chiede inoltre alle stesse imprese una dichiarazione autentica in ordine all’organico medio annuo, destinato al lavoro in oggetto nelle varie qualifiche, da cui desumere la corrispondenza con il costo sostenuto per il personale dipendente, unitamente ai modelli riepilogativi annuali attestanti la congruenza dei versamenti assicurativi e previdenziali effettuati in ordine alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti.

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dell’organizzazione. Allo stesso scopo un ulteriore elemento è rappresentato dall’istituzione di specifiche azioni di verifica, di validazione, di collaudo e di approvazione condotte ad opera di appositi soggetti designati. I tre segmenti previsti dalla Disciplina si riferiscono alla fase di programmazione, progettazione e realizzazione disponendo, tra l’altro, forti limitazioni ad una loro possibile sovrapposizione con particolare riferimento all’integrazione tra progettazione e costruzione. All’interno dei singoli segmenti del processo di sviluppo le verifiche e le validazioni sono espletate dal Responsabile del Procedimento con il supporto dei propri uffici tecnici o, qualora ne sia accertata e certificata dal Responsabile di Procedimento l’opportunità, da parte di appositi organismi di controllo esterno accreditati ai sensi delle norme UNI CEI EN 45004. Le approvazioni sono demandate alle Amministrazioni promotrici dell’intervento; i collaudi a soggetti tecnici terzi abilitati a questa mansione. Il primo “punto cardine” della Qualità nell’ambito della disciplina è quindi rappresentato dall’assegnazione di una specifica fase alle attività di programmazione quale condizione indispensabile per avviare qualsiasi intervento edilizio finanziabile con risorse pubbliche o di prevalente interesse pubblico. Tale riconoscimento è infatti da intendere come dispositivo per garantire la sostenibilità dell’investimento, l’idoneità della qualità e il rispetto dei tempi. Al suo interno, oltre al conclusivo atto di approvazione demandato alle singole Amministrazioni, i suoi “punti cardine” sono rappresentati dal Documento Preliminare della Progettazione(art. 15 comma 4 Reg.) e dalla Verifica del Progetto Preliminare (art. 46 Reg.), ove accertando la qualità concettuale, sociale, ecologica ambientale ed economica viene formalmente “certificata” la completezza e l’affidabilità degli input di progetto collocando conseguentemente specifiche responsabilità nell’operato del RdP e dei soggetti preposti alla progettazione programmatica dell’intervento. Il successivo momento significativo del processo disegnato dalla Disciplina è identificabile nella fase di progettazione i cui “punti cardine” sono rappresentati dalla Validazione (art. 47 Reg.), e dalla conseguente Approvazione della Progettazione sia essa definitiva od esecutiva (art. 49 Reg.), attraverso cui, sancendo la netta separazione dal momento della realizzazione viene “certificata” la sua conformità ai dati di programma nonché la sua affidabilità nei confronti della successiva fase di costruzione. In questa fase l’attribuzione dei ruoli e l’assegnazione delle relative responsabilità interessano, ovviamente, in prevalenza i progettisti. Il momento conclusivo della garanzia è rappresentato dal Collaudo dei Lavori da svolgere, sia in corso d’opera che a conclusione dei lavori, ove l’Amministrazione pubblica, attraverso i suoi rappresentanti tecnici designati, può svolgere un’azione di verifica sulla qualità conseguita e sulla conformità a quanto pianificato in sede di programmazione e definito in sede progettuale. In questa fase intercorrono complessi rapporti di responsabilità tra i differenti operatori coinvolti con coinvolgimento prevalente delle imprese di costruzioni. 2.2. Il sistema delle certificazioni. In supporto alle attività di monitoraggio che la Pubblica Amministrazione è chiamata a svolgere attraverso l’ufficio del RdP, la Disciplina sollecita la costituzione di organismi privati di verifica, validazione, certificazione e qualificazione (art. 8 cc. 2 e 3). I soggetti esecutori di lavori pubblici6 hanno l’obbligo di adottare e mantenere un sistema qualità 6 Si fa riferimento, quindi, alle imprese esecutrici. Per il momento non esiste obbligo di certificarsi per i progettisti e gli eventuali consulenti esterni ai quali vengono affidati compiti di supporto alle attività del RdP (a parte gli organismi di controllo precedentemente citati) pg. 6/53


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conforme alle norme della serie ISO 9000 e certificato da soggetti (enti certificatori) accreditati ai sensi delle norme della serie UNI CEI EN 45000. L’attestazione dell’esistenza di tale certificazione è demandata a organismi di attestazione (SOA) appositamente autorizzati dall’Autorità di vigilanza di lavori pubblici (art. 8, comma 3). Per lavori d’importo inferiore a 500.000 euro l’obbligo della certificazione non esiste (art. 8, comma 4, lettera e) 2.3. La fase di programmazione delle Opere Pubbliche La realizzazione dei lavori si svolge sulla base di una programmazione triennale con aggiornamenti annuali approvati dalle amministrazioni dello Stato, enti pubblici e amministrazioni locali anche in associazione al rispetto della normativa vigente e unitamente all’approvazione dell’Elenco dei Lavori Annuali. Lo strumento della programmazione triennale è rappresentato dal Programma Triennale, redatto a cura del Dirigente Responsabile della Programmazione Triennale, ove sono sintetizzati e coordinati i risultati di studi promossi in differenti settori dell’amministrazione pubblica volti a soddisfare, mediante interventi edilizi, i bisogni pregressi e futuri nonché le eventuali richieste di “aggiustamento” alla pianificazione che possono provenire da lavori già avviati negli anni precedenti e in corso di attuazione. Tali studi, obbligatoriamente svolti mediante l’elaborazione di Studi di Fattibilità quando trattasi di opere di medio-alta complessità, sono promossi dai singoli enti promotori dell’intervento per precisare il quadro dei bisogni di un particolare contesto in cui il singolo ente è impegnato e conseguentemente per individuare i modi e i mezzi per la loro soluzione. In essi saranno individuati il carattere strategico e di urgenza delle esigenze implicite e manifeste, nonché le caratteristiche funzionali e la consistenza degli interventi edilizi che si rendono conseguentemente necessari. Sulla scorta di una circostanziata analisi dello stato di fatto, estesa alle sue componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche, socio-economiche, amministrative e tecniche, tali studi saranno quindi rivolti a verificare il grado di fattibilità tecnico-economica, la sostenibilità ambientale, l’efficacia e l’efficienza dell’intervento anche in rapporto ad altre ipotesi d’intervento e soluzioni in alternativa. I risultati dei singoli studi saranno quindi comunicati a cura dei rispettivi RdP al Responsabile Unico della Programmazione che provvederà a raccordare le differenti iniziative promosse dalle singole realtà in rapporto alle previsioni di bilancio e sulla scorta di oggettivi criteri di priorità. A questo scopo il Programma Triennale conterrà un elenco delle alienazioni ipotizzate e le indicazioni di fattibilità tecnico-economica ed amministrativa di ciascun intervento. La programmazione provvederà infine ad “ordinare” tutti gli interventi in base ad una gerarchia di preferenze ove la manutenzione, il recupero, il completamento di opere già avviate e il cofinanziamento privato ne rappresentano i criteri di preferenza. Nel rispetto della graduatoria e secondo un processo di graduale affinamento, da svolgere in raccordo con le disponibilità finanziarie e i relativi strumenti di programmazione, il Programma Triennale sottoporrà all’approvazione degli Organi delle Amministrazioni Pubbliche un documento conclusivo composto dalla Relazione di Programma, dal Piano Finanziario e dalla Lista Annuale degli interventi ovvero dall’elenco di tutti quei progetti che in rapporto alle priorità suddette e in relazione all’accertata fattibilità e congruità urbanistica possono essere avviati nell’esercizio dell’anno successivo.7

7 L’elenco deve essere approvato dalle Amministrazioni congiuntamente al bilancio preventivo. Qualora non inserita nell’elenco un’opera può comunque essere attivata nell’anno in corso, previa approvazione del progetto preliminare, mediante il reperimento d’appositi fondi che integrano quanto stanziato in sede di programmazione del bilancio. pg. 7/53


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La disciplina delle OOPP sancisce che la condizione indispensabile, a garanzia della fattibilità dell’intervento, per l’inserimento nell’Elenco Annuale è rappresentata dall’avvenuta redazione e approvazione del progetto preliminare nel caso di opere d’importo pari o superiore a 1.000.000 di euro oppure dall’approvazione di uno studio di fattibilità per opere d’importo inferiore. 2.3.1. La promozione privata degli interventi di interesse pubblico. Quando i progetti d’investimento edilizio si realizzano prevedendo il ricorso a capitali completamente o parzialmente privati in cambio di una concessione in favore del finanziatore a beneficiare degli utili provenienti dalla gestione del bene la Disciplina delle OOPP prevede che la fase di programmazione possa essere svolta direttamente da questi soggetti interessati. Con tale sistema, definito di Project Financing, è quindi concessa la facoltà a soggetti privati di formulare proposte che le Amministrazioni provvederanno successivamente a valutare sotto il profilo della qualità, della fattibilità tecnica, finanziaria, amministrativa e dal punto di vista della convenienza economica. Oltre all’obbligo di elaborare appositi documenti funzionali alla specificità dell’intervento, tali proposte si sostanziano nella redazione dello SdF e del Progetto Preliminare realizzando, pertanto, la completa sostituzione del soggetto privato nei ruoli istituzionalmente riservati al soggetto pubblico. Di fatto, però la “sostituzione” non è da intendersi ancora effettiva in quanto l’esito positivo della verifica non comporterà l’automatica assegnazione dell’appalto ai soggetti che hanno promosso l’intervento. Con l’accettazione della proposta, le Pubbliche Amministrazioni, infatti, acquisiscono la proprietà della medesima dietro il versamento di un corrispettivo in favore del proponente. La concessione ad operare per conto della pubblica amministrazione, si realizzerà solamente a seguito di una regolare gara che servirà a selezionare “ contro-offerte” da opporre al soggetto che aveva originariamente promosso l’intervento. Possiamo quindi concludere che la formula della “promozione privata del progetto d’investimento pubblico” (il Project Financing) può rappresentare una via alternativa e condizionata alla normale prassi prevista dalla Legge per attivare interventi d’investimenti edilizio. Le condizioni sono che: – gli oneri finanziari siano prevalentemente a carico del soggetto privato; – la sua controprestazione sia garantita prevalentemente da una gestione a tempo determinato del bene; – e che comunque sia sempre salvaguardata la concorrenza e la trasparenza. 2.4. Il Documento Preliminare della Progettazione Il Documento Preliminare della Progettazione rappresenta la formalizzazione del brief di progetto, e, nella maggior parte dei casi, costituisce il documento di riferimento per l’affidamento della progettazione e per l’avvio di tutta la fase di sviluppo del progetto. Esso è redatto dal Responsabile di Procedimento e raccoglie le indicazioni e le specifiche provenienti dagli Studi di Fattibilità e da quanto scaturito in sede di formazione della Programmazione. Rappresentando un vero e proprio atto di programmazione operativa e di normazione interna del Progetto, in esso si precisano altresì i contenuti e i documenti componenti i tre livelli della successiva progettazione relativamente a: – le specifiche di qualità dell’opera; – le specifiche rispondenti alle attese dei fruitori; – rispondenza alle norme urbanistiche, ambientali e al quadro normativo comunitario e nazionale; – i requisiti tecnico-economici; pg. 8/53


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– i metodi e le specifiche di verifica e di validazione degli stessi.8 2.5. La verifica del Progetto Preliminare La progettazione si sviluppa in continuità e in conformità con le indicazioni della programmazione e secondo quanto definito dal responsabile di procedimento nel Documento Preliminare alla Progettazione in tre livelli distinti che, salvo casi particolari, saranno da ritenersi come momenti nettamente separati e precedenti alla esecuzione delle opere. Tali livelli sono identificati dalla Disciplina in progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo9. In questa articolazione il Progetto Preliminare rappresenta il momento di saldatura tra programmazione e progettazione conformandosi da una parte come documento conclusivo, esecutivo della fase di programmazione e dall’altra come documento di avvio, preliminare, della fase di progettazione. Coerentemente la Disciplina stabilisce i suoi specifici contenuti che dovranno comprendere: - la definizione del quadro delle esigenze, delle prestazioni da fornire, delle caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori espressi mediante una relazione illustrativa delle ragioni della scelta tra più alternative possibili10; – l’indicazione dell’impiego di materiali provenienti da attività di riuso e riciclaggio; – la verifica di fattibilità tecnico-economiche accertata mediante indagini e stime di prima approssimazione dei costi da correlare ai benefici previsti; – la verifica di fattibilità amministrativa con particolare riferimento alla predisposizione dell’eventuale documentazione necessaria all’avvio delle procedure espropriative; –la prefigurazione, da realizzare anche mediante schemi grafici, delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori. 11

8

In particolare come precisato dall’art. 15, comma 5 del Regolamento il documento preliminare dovrà contenere indicazioni: - della situazione iniziale e della possibilità di far ricorso alle tecniche d’ingegneria naturalistica; - degli obiettivi generali da perseguire e delle strategie per raggiungerli ; - delle esigenze e bisogni da soddisfare; - delle regole e norme tecniche da rispettare; - dei vincoli di legge relativi al contesto in cui l’intervento è previsto ; - delle funzioni che dovrà svolgere l’intervento; - dei requisiti tecnici che dovrà rispettare ; - degli impatti dell’opera sulle componenti ambientali e nel caso degli organismi edilizi delle attività ed unità ambientali; - delle fasi di progettazione da sviluppare e della loro sequenza logica nonché dei relativi tempi di svolgimento; - dei livelli di progettazione e degli elaborati grafici e descrittivi da redigere; - dei limiti finanziari da rispettare e della stima dei costi e delle fonti di finanziamento; - del sistema di realizzazione da impiegare.

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Il Regolamento definisce inoltre un’ulteriore categoria di progetto definito progetto integrale ovvero un progetto elaborato in forma completa e dettagliata in tutte le sue parti, architettonica, strutturale e impiantistica. 10

La disciplina prescrive l’evidenza dell’efficacia e dell’efficienza della scelta anche nelle fasi successive di progetto. In particolare è prescritto che nella redazione definitiva di progetti complessi devono essere sempre illustrati i risultati dell’analisi di valore svolta valutando le possibili alternative mediante metodologie multicriteriali o multiobiettivo. 11

Il Regolamento agli artt. 19, 20, 21, 22, 23, 24 definisce i documenti che compongono il Progetto Preliminare nei seguenti: a) relazione illustrativa con illustrazione delle ragioni della scelta, esposizione della fattibilità con riferimento al sito e al contesto storicoambientale e paesaggistico, disponibilità delle aree o dell’immobile, indirizzi per la progettazione successiva, il cronoprogramma delle fasi progettuali, realizzative e di collaudo, indicazioni per l’accessibilità a fini fruitivi e manutentivi; aspetti funzionali e architettonici, forme e fonti di finanziamento, eventuale articolazione in lotti funzionali e fruibili b) relazione tecnica con indicazione dei requisiti e prestazioni da riscontrare nell’intervento. c) studio di prefattibilità ambientale con verifica della fattibilità amministrativa anche in relazione dei necessari pareri da acquisire, studio degli effetti in uso sulla salute dei cittadini, illustrazione dei dispositivi messi in atto per minimizzare l’impatto ambientale, indicazione dei lavori accessori ai fini di una sostenibilità ambientale dell’intervento, l’indicazione delle norme di tutela e salvaguardia da osservare pg. 9/53


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La verifica del Progetto preliminare, svolta dal RdP o da soggetti privati appositamente incaricati ne verificherà la completezza e ne accerterà la qualità delle risultanze anche in rapporto a quanto fissato dal Documento Preliminare della Progettazione. L’esito positivo della verifica equivale alla dichiarazione di affidabilità dei dati di progetto consentendo quindi il suo inserimento nell’Elenco Annuale e l’avvio delle successive attività di sviluppo progettuale. 2.6. Il Progetto Definitivo e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni Sulla scorta del quadro dei vincoli e degli obiettivi fissati dal Progetto Preliminare, la Disciplina prevede lo sviluppo dell’attività progettuale attraverso cui sarà possibile dimostrare la conformità dell’opera alle norme e alle disposizioni vigenti a tutela dei beni pubblici e privati, nonché la fattibilità tecnico-economica e procedurale. In particolare la Disciplina identifica nel Progetto Definitivo il documento attraverso cui illustrare le caratteristiche dell’opera per il rilascio di tutte le autorizzazioni ed approvazioni e la dimostrazione della sua fattibilità. A questo scopo il Progetto Definitivo dovrà indicare: – le scelte di progetto in rapporto ai materiali impiegati, all’inserimento sul territorio anche mediante la predisposizione dello studio d’impatto ambientale quando previsto, – le superfici, i volumi, le destinazioni d’uso e l’avvenuto rispetto delle norme vigenti; – i costi da sostenere provenienti dalla precisa individuazione del tipo di fondazioni da impiegare, dai livelli di qualità delle finiture, dal calcolo preliminare delle strutture e degli impianti e da una esauriente definizione di tutti gli elementi necessari alla realizzazione; Allo scopo di garantire la congruità dei successivi sviluppi progettuali il Progetto Definitivo dovrà inoltre esprimersi mediante un disciplinare descrittivo prestazionale attraverso cui sia possibile precisare i vincoli qualitativi e di costo delle soluzioni tecniche adottabili.12 (Nei casi ricadenti sotto l’obbligo di condurre lo Studio d’Impatto Ambientale tale analisi deve fornire gli elementi necessari per il suo svolgimento) d) indagini geologiche, idrogeologiche e archeologiche preliminari (corredate dalle relative relazioni tecniche e grafici qualora trattasi di gara di un appalto concorso o di una concessione di lavori pubblici); e) planimetria generale e schemi grafici contenenti stralci dei documenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, planimetrie con curve di livello non inferiori a 1:2000, schemi grafici e sezioni schematiche atti ad indicare caratteristiche spaziali, tipologiche, funzionali e tecnologiche; f) prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza; g) calcolo sommario della spesa, determinato sulla base dei costi standardizzati dell’Osservatorio o in sua assenza applicando parametri desunti da opere similari, ovvero mediante computo metrico-estimativo h) indicazioni circa gli elaborati e i livelli di dettaglio richiesti per le progettazioni successive i) capitolato prestazionale qualora trattasi di gara di un appalto concorso o di una concessione di lavori pubblici contenente tra l’altro una tabella degli elementi e sub-elementi in cui l’intervento è suddivisibile con indicazione dei pesi normalizzati necessari per applicare le procedure d’aggiudicazioni secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa; l) piano economico e finanziario qualora trattasi di una concessione di lavori pubblici. Con riferimento ai lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni di cui al testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n° 490, il progetto preliminare dell’intervento deve ricomprendere una scheda tecnica redatta e sottoscritta da un soggetto con qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa e finalizzata alla puntuale individuazione delle caratteristiche del bene vincolato e dell’intervento da realizzare. (art 16 comma 3 bis) 12

Il Regolamento agli artt. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34 definisce i documenti che compongono il Progetto Definitivo redatto sulla base delle indicazioni del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in sede di eventuale conferenza di servizi. Esso contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio della concessione edilizia, dell'accertamento di conformità urbanistica o di altro atto equivalente e comprende: a) relazione descrittiva, con indicazione dei criteri della scelta, l’inserimento sul territorio, caratteristiche prestazionali, criteri di progettazione architettonica, strutturale e impiantistica; aspetti legati a sicurezza, funzionalità ed economia di gestione. Riferisce inoltre circa gli aspetti del sito, il paesaggio, l’ambiente ed eventuali attenzioni di ordine storico, artistico ed archeologico, indicazione delle cave o discariche da impiegare, indicazioni circa il superamento delle barriere architettoniche; riferisce in merito pg. 10/53


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Il riconoscimento di congruità del progetto con le normative vigenti è ufficialmente sancito in sede di rilascio della Concessione Edilizia. Strumentalmente e al fine di accelerare le diverse attività necessarie al rilascio delle approvazioni e dei nulla-osta, il RdP può promuovere la Conferenza di Servizi, ovvero sia la riunione congiunta dei singoli enti preposti alla vigilanza e al rispetto delle norme vigenti al fine di svolgere i necessari esami in maniera congiunta. Per la promozione di quest’esame il RdP invia almeno trenta giorni prima della data di convocazione della conferenza o dell’accordo il progetto oggetto d’esame (art. 7 comma 7). Il progetto può riguardare anche il Progetto Preliminare al fine di raccogliere preventivamente i pareri e raccogliere le condizioni per ottenere le necessarie approvazioni in sede di progetto definitivo; la Conferenza di Servizi si esprime in ogni caso in via definitiva sul progetto definitivo per accordare le necessarie approvazioni. all’idoneità delle reti esterne dei servizi ed eventuali dispositivi per superare le interferenze; riferisce eventuali opere di abbellimento artistico o valorizzazione architettonica; aggiorna il cronogramma già definito in sede di progettazione preliminare; quanto ricorrano le condizioni di un intervento complesso è integrata da un diagramma gerarchico delle attività con diagramma sequenziale delle lavorazioni b) relazioni geologica, condotta sulla base di indagini geologiche tesa ad illustrare le caratteristiche litologiche, fisiche e strutturali del sito con evidenziazione dei livelli di pericolosità, - relazione geotecnica tesa ad identificare il comportamento meccanico del terreno direttamente e indirettamente influenzato dalla costruzione anche mediante calcoli geotecnici, - la relazione idrologica e idraulica finalizzata a studiare le acque meteoriche superficiali e sotterranee; - la relazione sismica, c) relazioni tecniche specialistiche qualora la progettazione implichi soluzioni di questioni specialistiche; d) rilievi planoaltimetrici e studio di inserimento urbanistico; e) elaborati grafici riferite alle parti da costruire e nel caso di interventi sull’esistente con idonea rappresentazione grafica delle parti da conservare, da demolire e da aggiungere, - stralcio dei documenti di piano con individuazione dell’intervento, - planimetria non in inferiore a 1:500 con curve di livello non superiori a 50 cm, delle viabilità, sagome, stacchi dai confini e alberature con specificazione delle essenze; planimetria non inferiore a 1:200 corredata da 2 o più sezioni dei profili significativi estese all’intorno prima e dopo la realizzazione con indicazione della superficie coperta e quote altimetriche riferite ad un caposaldo fisso e con indicazione delle recinzioni essenze arboree poste a dimora ed aree destinate a parcheggio. Nella planimetria generale deve essere inoltre inclusa una tabella riassuntiva di superficie dell’area, volume del costruito, superficie coperta, utile totale e dei singoli piani. - piante dei vari livelli non inferiore a 1:100 con indicazione delle destinazioni d’uso, quote planimetriche e altimetriche e delle strutture portanti, linee di sezione. - sezioni non inferiori a 2 a scala non inferiore a 1:100 con indicazione dell’andamento del terreno prima e dopo l’intervento, delle altezze utili dei piani, spessore solai e altezza totale dell’edificio prospetti a semplice contorno di tutti i lati dell’edificio con quote di riferimento ed eventuali viste schematiche degli edifici circostanti - elaborati schematici strutturali non inferiori a 1:200 con particolare riferimento alle strutture di fondazione - schemi funzionali e dimensionamento di massima degli impianti interni ed esterni - planimetrie non inferiori a 1:200 con i tracciati impiantistici e localizzazione delle centrali f) studio di impatto ambientale ove previsto dalle vigenti normative ovvero studio di fattibilità ambientale in fase di cantiere e di esercizio con particolare riguardo alle lavorazioni contenendo tutti gli elementi per l’ottenimento delle necessarie approvazioni in materia di ambiente; g) calcoli preliminari delle strutture e degli impianti da cui sia possibile definire i volumi e i vincoli architettonici; h) disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici incluse le caratteristiche estetiche e morfologiche. Quando il progetto definitivo è posto a base di gara per appalti integrati, ferma restando la necessità della previa acquisizione della positiva valutazione di impatto ambientale se richiesta, in sostituzione del disciplinare di cui all’articolo 32, il progetto è corredato dallo schema di contratto e dal capitolato speciale d’appalto redatti come da progetto esecutivo e con le modalità indicate all’articolo 45. Il capitolato prevede, inoltre, la sede di redazione e tempi della progettazione esecutiva, nonché le modalità di controllo del rispetto da parte dell'affidatario delle indicazioni del progetto definitivo. i) piano particellare di esproprio redatto sulla base delle mappe catastali con inclusione dell’elenco dei soggetti proprietari da espropriare o asservire con relativi dati catastali e calcolo indicativo delle indennità; l) computo metrico estimativo redatto con un livello di dettaglio tale che non si abbiano apprezzabili differenze tecniche e di costo nel successivo progetto esecutivo m) quadro economico redatto sulla scorta del computo metrico estimativo e delle espropriazioni pg. 11/53


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2.7. La validazione del progetto e l’approvazione del Progetto Esecutivo La documentazione necessaria per istruire e regolamentare le successive fasi della realizzazione sono demandate al Progetto Esecutivo. Oltre alle necessarie indicazioni operative e contrattuali tale progetto dovrà anche prevedere misure atte ad evitare effetti negativi sull’ambiente, sul paesaggio e sul patrimonio storico-artistico ed archeologico salvaguardando inoltre la salute e l’incolumità degli operatori, fruitori e terzi anche in relazione alle attività di cantiere.13 In generale la sua documentazione dovrà contenere: – la determinazione di ogni parte delle lavorazioni per forma, tipologia, qualità e dimensione – la determinazione del costo; – la determinazione delle caratteristiche qualitative e prestazionali delle opere e degli elementi della costruzione nonché dei criteri di accettabilità; – la disciplina delle attività di esecuzione dei lavori con particolare attenzione alla regolamentazione degli aspetti economici del contratto e della conduzione in sicurezza delle opere da svolgere ai sensi del decreto legislativo del 14 agosto 1996, n°494. Allo scopo di garantire il corretto utilizzo dell’opera e il mantenimento nel tempo delle sue funzionalità, il progetto esecutivo dovrà inoltre contenere precise indicazioni d’uso e delle modalità secondo cui programmare ed affrontare le necessarie attività di manutenzione14

13

Tali misure sono specificati dal Regolamento come di seguito: a) uno studio della viabilità di accesso ai cantieri, ed eventualmente la progettazione di quella provvisoria, in modo che siano contenuti l’interferenza con il traffico locale ed il pericolo per le persone e l’ambiente; b) l’indicazione degli accorgimenti atti ad evitare inquinamenti del suolo, acustici, idrici ed atmosferici; c) la localizzazione delle cave eventualmente necessarie e la valutazione sia del tipo e quantità di materiali da prelevare, sia delle esigenze di eventuale ripristino ambientale finale; d) lo studio e la copertura finanziaria per la realizzazione degli interventi di conservazione, protezione e restauro volti alla tutela e salvaguardia del patrimonio di interesse artistico e storico e delle opere di sistemazione esterna.

14 Il Regolamento agli artt. 35, 36,37, 38, 39, 40, 41, 42,43, 44, 45 definisce i documenti che compongono il Progetto Esecutivo redatto al fine di ingegnerizzare l’intervento e da cui restano esclusi solamente i piani operativi di cantiere i piani degli approvvigionamenti, nonché i calcoli e i grafici delle opere provvisionali. Esso sulla base delle indicazioni del progetto definitivo approvato e di quanto emerso in sede di rilascio di concessione edilizia di accertamento di conformità urbanistica o di conferenza di servizi e contiene: a) relazione generale finalizzata a descrivere i criteri di scelta progettuale d’esecuzione per il conseguimento della qualità, la sicurezza, il contenimento dei costi anche in riferimento alla gestione dei contratti e il contenimento degli imprevisti. Nei casi di elementi prefabbricati la relazione contiene le modalità di presentazione e di approvazione dei componenti da utilizzare. Nei casi di opere di particolare complessità la relazione tecnica è integrata da un diagramma gerarchico delle attività con diagramma sequenziale delle lavorazioni; b) relazioni specialistiche, riferite alle soluzioni adottate in relazione alla relazione geologica, geotecnica, idrogeologica e idraulica di progetto definitivo oltre ad ulteriori soluzioni impiegate per particolari questioni specialistiche; c) elaborati grafici, redatti in scala almeno doppia di quella di progetto definitivo e costituiti: - dallo sviluppo di tutti gli elaborati di progetto definitivo, -da elaborati necessari all’esecuzione delle opere, -da tutti i particolari esecutivi, -da quelli illustranti le modalità esecutive di dettaglio, -da quelli di lavorazione necessari a dare soddisfazione alle richieste in sede di precedenti approvazioni - da opere provvisionali e di cantiere atti a salvaguardare cose, persone e l’ambiente - da quelli dimensionali e prestazionali di assemblaggio dei componenti prefabbricati - da quelli strutturali elaborati alla scala non inferiore a 1:50 e dettagli 1:10 comprensivi, nelle opere in CLS, dei tracciati, sezioni e misure delle armature, in quelle lignee o metalliche di tutti i profili, dettagli dei collegamenti completi di forme, spessori, tipo e posizionamenti, lunghezze delle bullonature e/o saldature; in quelle in murature complete di tutti gli elementi tipologici e dimensionali per l’esecuzione; d) calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti riferiti alle condizioni di esercizio, con indicazione delle norme di riferimento. In particolare per le strutture questi comprendono l’analisi dei carichi, le specifiche di qualità e caratteristiche meccaniche dei materiali da pg. 12/53


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La validazione del Progetto costituisce il controllo finale dell’attività di progettazione al fine di verificare la congruità dei suoi contenuti e l’idoneità della documentazione ad essere trasferita ad un’impresa per l’esecuzione delle opere. La validazione riguarda il progetto esecutivo o il progetto definitivo in caso di appalto integrato di progettazione e costruzione, in quanto la progettazione esecutiva è demandata insieme alla costruzione alle attività dell’imprenditore. La validazione si svolge mediante verifica in contraddittorio tra i progettisti e il RdP o appositi organismi di controllo esterno accreditati ai sensi delle norme UNI CEI EN 45004 al fine di verificare: - la titolarità della progettazione per l’assunzione delle responsabilità; – la completezza della documentazione relativa alla fattibilità tecnica-amministrativa ed economica; – l’esistenza delle indagini geologiche, geotecniche e idriche; – la completezza ed esaustività degli elaborati; – l’esistenza dei computi metrici estimativi e loro correlazione ai documenti grafici; – la qualità delle scelte legate alla manutenibilità dell’opera e alla gestione; – l’esistenza, ove previsto, dello studio di valutazione d’impatto ambientale; – l’esistenza di tutte le dichiarazioni di rispetto delle normative previste, nonché di tutte le autorizzazioni utili a conferire immediata cantierabilità all’opera. A seguito della validazione ed ottenute tutte le autorizzazioni, ivi compreso il rilascio della concessione edilizia, il progetto viene trasferito a cura del RdP agli organi competenti delle Amministrazioni promotrici dell’intervento che provvederanno all’Approvazione dello stesso. L’Approvazione del progetto, sia esso definitivo o esecutivo, equivale alla sua accettazione da parte del Committente rendendo quindi possibile l’attivazione delle procedure di selezione dell’impresa. Va comunque fatto notare che, ai sensi dell’articolo 19 comma 5 bis della Legge, l’inizio dei lavori potrà avvenire in tutti i casi sempre e solamente ad avvenuta Approvazione del Progetto Esecutivo. 2.8. La fase di costruzione e i collaudi delle opere. L’approvazione del progetto esecutivo da parte degli organi delle Amministrazioni o degli Enti Pubblici che hanno promosso l’intervento rappresenta la condizione indispensabile per dare l’avvio alla realizzazione dell’opera. Nella logica di quanto previsto dalla Disciplina, tale approvazione corrisponde alla dichiarazione che i documenti progettuali sono idonei e sufficientemente dettagliati per l’esecuzione dell’opera nel rispetto dei tempi, dei costi e di un soddisfacente livello di qualità. Al fine di garantire che, durante l’esecuzione dei lavori, tali condizioni siano effettivamente conseguite la Legge dispone una precisa attribuzione di compiti tra i differenti soggetti dell’organizzazione di progetto nonché un monitoraggio continuo e una serie di azioni di controllo. impiegare, modalità di posa, verifiche statiche; per gli impianti l’analisi delle condizioni di funzionamento e le caratteristiche funzionali e qualitative dei materiali macchinari e apparecchiature; e) piani di manutenzione; f) piani di sicurezza; g) computo metrico estimativo, da intendere come integrazione e aggiornamento a quanto fissato nel progetto definitivo; h) quadro economico; i)cronoprogramma redatto al fine di stabilire: - in caso di lavori compensati a prezzo chiuso l’importo da eseguire per ogni anno intero; - in caso di appalto concorso e di appalto di progettazione-costruzione è presentato dall’appaltatore insieme all’offerta; Nel calcolo contrattuale deve tenersi conto dell’incidenza dei giorni stagionalmente sfavorevoli. In caso di sospensione a causa dell’impresa è d’obbligo il recupero dei tempi previsti; j) quadro dell’incidenza percentuale della manodopera per le diverse categorie di opere; l) schema di contratto e capitolato speciale di appalto; pg. 13/53


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Sinteticamente tali funzioni sono ripartite nelle seguenti figure: -il Responsabile del procedimento, cui sono attribuite funzioni di supervisione e di raccordo con l’Amministrazione Appaltante per quanto concerne le approvazioni e la gestione degli eventuali contenziosi; -la Direzione dei Lavori, cui sono attribuite funzioni di supporto alle attività del RdP, di controllo sulla congruità delle lavorazioni in rapporto a quanto stabilito dai documenti di progetto, di sorveglianza e di coordinamento delle lavorazioni allo scopo di minimizzare i rischi sull’incolumità dei lavoratori, nonché funzioni di asseveramento sull’andamento dei lavori per consentire la liquidazione dei corrispettivi; -l’Impresa, cui sono attribuite tutte le funzioni di coordinamento delle attività e dei mezzi necessari alla costruzione dell’opera; -il Collaudatore, cui sono attribuite funzioni ispettive e di collaudo dell’opera. Il collaudo finale e i collaudi in corso d’opera per opere di particolare complessità, rappresentano i “punti cardine” del monitoraggio e delle attività di controllo. Attraverso ispezioni, accertamenti, saggi e riscontri, gli ispettori, coadiuvati dalla DL, verificano la congruità tecnica dei lavori in riferimento a tutti i documenti e le specifiche tecniche di contratto, alle normative vigenti nonché la congruità economica. A conclusione di queste attività viene rilasciato il Certificato Provvisorio di Collaudo o, per opere inferiori a 200.000 Ecu, il certificato di regolare esecuzione anch’esso con valore provvisorio (art. 28 comma 3). Trascorsi due anni dal collaudo senza che si riscontrino significativi vizi o difetti può essere redatto l’atto formale di Approvazione dell’Opera quale atto definitivo di accettazione da parte della Committenza. 3. L’amministrazione del procurement in trasparenza e in condizioni di concorrenza. 3.1. Le tipologie di procurement Sulla scorta della programmazione, effettuata in raccordo con i programmi poliennali e settoriali elaborati a livello centrale e locale e ottenute le necessarie approvazioni, l’Ente Promotore può dare l’avvio al ciclo attuativo del Progetto preoccupandosi, innanzitutto, di riunire le necessarie competenze e i più idonei mezzi tecnici per la sua realizzazione. Ad eccezione di casi molto limitati, quali ad esempio le opere progettate e realizzate dal Genio Militare, nella maggioranza dei casi, ed obbligatoriamente per opere complesse e di rilevante importanza, l’Amministrazione Pubblica dovrà rivolgersi al mercato per reclutare i suddetti mezzi e competenze. Il procurement, ovverosia l’azione di reclutamento dei soggetti che formeranno la futura organizzazione di progetto può schematicamente riferirsi a tre aree distinte: – il procurement dei servizi di consulenza e supporto tecnico- amministrativo, quali ad esempio quelli finalizzati a reclutare consulenze legali, consulenze per lo sviluppo della programmazione, funzioni di supporto alle attività del RdP, funzioni tecniche per l’espletamento della Direzione dei Lavori; – il procurement dei servizi di progettazione preliminare definitiva ed esecutiva; – il procurement dei mezzi e delle competenze per la realizzazione. pg. 14/53


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In osservanza a quanto stabilito dalle direttive comunitarie sulla trasparenza e la libera concorrenza la Disciplina stabilisce che, salvo in casi eccezionali ove è possibile ricorrere all’incarico fiduciario, la selezione e il reclutamento delle suddette risorse devono avvenire mediante pubblica competizione tra concorrenti qualificati da espletare con i sistemi delle gare e dei concorsi. Le modalità previste per lo svolgimento di gare e concorsi risultano alquanto variabili e dipendono, oltre che dalla tipologia dei soggetti o delle risorse da acquisire, da ulteriori fattori intrinsecamente correlati quali le procedure di competizione, i criteri di selezione e i sistemi previsti per la progettazione, per la realizzazione e per l’eventuale gestione delle opere. 3.2. Le tipologie di gare e di concorso in rapporto ai differenti sistemi di realizzazione del Progetto. In relazione ai differenti sistemi di progettazione, costruzione e gestione delle opere previsti dalla Disciplina possono riassumersi le seguenti tipologie di gare e di concorsi: -concorsi d’idee per la selezione della soluzione progettuale; -concorsi di progettazione per la selezione del progetto e l’eventuale affidamento dell’incarico; -gare di appalto di servizio per la selezione dei soggetti da incaricare della progettazione o altri servizi di consulenza e supporto tecnico-amministrativo; -gare di appalto di lavori per la selezione dei soggetti affidatari della costruzione; -gare di appalto integrati per la selezione dei soggetti affidatari della progettazione e della costruzione; -gare di concessione dei lavori per la selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione e costruzione; -gare di concessione di lavoro e gestione per la selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione, di costruzione e di gestione. Per chiarire la natura e le specificità delle suddette tipologie si dovrà intendere: – per selezione della soluzione progettuale, l’individuazione, dietro la corresponsione di un premio, della migliore alternativa da mettere a base del successivo sviluppo progettuale; – per selezione del progetto, l’individuazione, dietro corresponsione di un premio, del progetto più conveniente da mettere a base dei successivi livelli di progettazione; – per selezione dei soggetti affidatari del progetto, l’individuazione dei soggetti da incaricare, dietro corresponsione in danaro, di progettare l’opera e di produrre la documentazione necessaria per l’ottenimento delle autorizzazioni e per la contrattualizzazione dei lavori; – per selezione dei soggetti affidatari della costruzione, l’individuazione dei soggetti da incaricare, dietro la corresponsione in danaro, di realizzare l’opera; – per selezione dei soggetti affidatari della progettazione e costruzione, l’individuazione dei soggetti da incaricare, dietro la corresponsione in danaro, di svolgere la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera; – per selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione e costruzione, l’individuazione dei soggetti a cui trasferire le funzioni e i poteri dell’amministrazione che, in sua vece e sino alla conclusione dei lavori, provvederà, dietro corresponsione di danaro, alla costruzione dell’opera sulla scorta di un progetto che avrà preventivamente redatto in sede di aggiudicazione della gara;

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– per selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione, costruzione e gestione, l’individuazione dei soggetti a cui trasferire le funzioni e i poteri dell’amministrazione che, in sua vece e per un periodo di tempo determinato, provvederà alla progettazione definitiva ed esecutiva, alla costruzione e alla gestione. In questo caso la controprestazione è prevalentemente rappresentata dalla facoltà di sfruttare economicamente il bene attraverso la sua gestione tempo concordato. 3.3. Le procedure di selezione La Disciplina individua le seguenti procedure di selezione che trovano diversa applicazione nelle differenti tipologie di gare e di concorsi.15 Tali procedure sono: – trattativa privata; – l’asta pubblica o pubblico incanto; – licitazione privata; – appalto-concorso. La scelta delle suddette modalità non è discrezionale ma è stabilita per legge in relazione al tipo di opere da realizzare ed ai relativi importi. 3.3.1. La trattativa privata. La trattativa privata è una procedura “negoziata” che prevede la negoziazione del prezzo in maniera diretta e palese tra l’amministrazione e i concorrenti convocati. Tale procedura rappresenta il massimo grado di libertà e discrezionalità per l’aggiudicatario e, pertanto, risulta di limitata applicazione in appalti pubblici soggetti alle regole della concorrenzialità e della trasparenza. In generale il suo impiego, oltre che per appalti di modeste dimensioni, si rivolge a fasi di “perfezionamento contrattuale” della gara o per estensioni di contratti relativi a lotti o servizi integrativi che presentino caratteristiche simili e che non oltrepassino i limiti d’importo stabiliti. Nel caso di estensioni di contratti nella trattativa non possono essere ammessi prezzi attualizzati che si discostino sensibilmente dai valori medi del precedente contratto. In generale la procedura con cui si svolge la trattativa prevede la convocazione di uno, o opzionalmente, più concorrenti. In questa sede l’aggiudicatario e la controparte perfezionano i termini del contratto. 3.3.2. L'asta pubblica o pubblico incanto. L'asta pubblica o pubblico incanto si distingue nel fatto che l'ente appaltante procede rendendo pubblici l'oggetto e le condizioni del contratto, raccoglie le offerte e seleziona il proponente con il prezzo più conveniente. Secondo le definizioni CEE questa rientra tra le procedure "aperte" ove tutti gli interessati possono partecipare proponendo una propria offerta. A differenza della licitazione non avviene la fase di prequalifica.16 3.3.3. La licitazione privata. La licitazione privata è una procedura di selezione appartenente a quelle tipologie di procedure di gara definite “ristrette, dalle direttive CEE. Si basa sulla competizione di un numero ristretto di concorrenti preventivamente selezionati e conseguentemente invitati dalle amministrazioni aggiudicatrici a formulare un’offerta sulla base di criteri appositamente definiti in 15

Tali procedure sono già descritte al R 8 febbraio 1923, n. 422 (Norme per l'esecuzione delle opere pubbliche)

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I metodi di aggiudicazione del pubblico incanto possono essere: –estinzione della candela vergine (ovvero con il sistema del rilancio dell’offerta in forma palese); –offerte segrete da confrontarsi con prezzo di riferimento min-max segreto –offerte segrete da confrontarsi con prezzo esplicitato a base d'asta pg. 16/53


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relazione alla tipologia e complessità dei lavori. In tale senso la procedura identifica due fasi distinte, canonicamente definite di preselezione dei concorrenti e di scelta del contraente, in cui la possibilità di formulare offerte è ristretta soltanto a quei concorrenti ammessi alla seconda fase.17 3.3.4. La licitazione privata semplificata è una particolare procedura di selezione “ristretta” derivante dalla licitazione privata e applicabile per progetti di modeste dimensioni che prevede l’espletamento della preselezione mediante invito a rotazione di concorrenti iscritti su apposite liste redatte dalle Pubbliche Amministrazioni (art. 23). 3.3.5.L’appalto-concorso è una procedura di selezione “eccezionale” limitata ad opere di speciale natura e complessità ed applicabile esclusivamente ai sistemi di concessione dei lavori e per la concessione in Project Financing. Anche questa procedura appartiene alle "procedure ristrette" con prequalifica, si articola quindi in due fasi: la prima prevede l’ammissione dei concorrenti alla gara (prequalifica), la seconda l’esame e la valutazione delle proposte con individuazione della proposta vincitrice (gara) secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. A seguito della gara la stipula del contratto potrà avvenire in due modi diversificati: in caso di appalto-concorso per concessione di lavori direttamente con il proponente della proposta selezionata, previa indicazione delle modifiche migliorative da apportare a giudizio del Committente; nel caso di appalto-concorso per project financing con successiva licitazione con max 3 concorrenti ove il progetto a base di gara sarà quello risultato vincitore delle fasi precedenti. In quest’ultima fase è ammesso a partecipare il proponente del progetto posto a base di gara (Cfr. Project Financing). 3.4. I criteri di aggiudicazione Secondo quanto stabilito dalla Disciplina la selezione dei soggetti per l’affidamento degli incarichi di servizio di consulenza, di supporto tecnico, di progettazione, e per l’affidamento degli appalti e delle concessioni si svolge, con le dovute differenziazioni, secondo i seguenti due criteri: – l’offerta prezzo più conveniente; – l’offerta economicamente più vantaggiosa 3.4.1. L’offerta prezzo più conveniente. Quando impiegata per l’aggiudicazione di gare o concorsi si riferisce solitamente al massimo ribasso offerto dal concorrente in rapporto ad un costo stimato dall’aggiudicatario detto prezzo a base d’asta. Più semplicemente è da intendersi come offerta più bassa in sede di procedura negoziata tra più soggetti. Tale criterio può trovare applicazione nella trattativa privata, nella licitazione privata (mediante offerta prezzi unitari), e nella licitazione privata semplificata nel caso di aggiudicazione di un appalto di lavori; 17

Il procedimento di aggiudicazione era regolato originariamente dalla legge 2 febbraio 1973, n.14 che ammetteva: –offerte segrete in riferimento a prezzo a base d'asta senza limitazione di rialzi o ribassi (recente disciplina elimina negli appalti pubblici l’opzione del rialzo); -offerte segrete da assegnare a quella più vicina al prezzo medio delle offerte una volta escluse quelle eccedenti i limiti tenuti segreti; –offerte segrete da assegnare a quella più vicina alla media delle offerte rimaste mediata con il limite di massimo ribasso –offerte segrete da assegnare a quella più vicina alla media della metà delle offerte rimaste più basse; –offerte segrete sui "prezzi unitari" la cui moltiplicazione per le quantità determina l'ammontare dell'offerta più vantaggiosa. In caso di prezzi anomali l'amministrazione può richiedere l'analisi dei prezzi. Soltanto la prima e l'ultima modalità sono ammesse per opere superiori a un miliardo. Per questo tipo di opere la legge 741/1981 art.24 lettera b prevede inoltre il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Ciò ovviamente implica la possibilità di apportare le cosiddette "varianti migliorative" al progetto posto a base di gara. Ciò è ad esempio ammesso nelle gare di concessione. pg. 17/53


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può peraltro trovare applicazione in sede di aggiudicazione del servizio di progettazione qualora questa si svolga con la procedura della trattativa privata. 3.4.2. L’offerta economicamente più vantaggiosa. Si riferisce viceversa ad un criterio secondo cui il giudizio e la valutazione delle offerte si basano, oltre che sulla voce prezzo, su ulteriori elementi dipendenti dall’oggetto dell’aggiudicazione e dalla procedura prescelta. In tal senso tale criterio è applicabile in sede di appalti di servizio e in senso lato nei concorsi di progettazione e nei concorsi d’idee ove il prezzo sarà integrato, nel primo caso da fattori di valutazione della qualità dell’organizzazione che svolgerà il servizio di progettazione e/o supporto tecnico e nei restanti due casi dalla qualità della elaborazione progettuale presentata al concorso. In questi casi il criterio trova applicazione in tutte le procedure ammesse per l’espletamento delle gare e dei concorsi. Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è altresì applicabile nelle competizioni finalizzate alla selezione dell’impresa quando il procurement non si limita alla sola acquisizione dei necessari mezzi utili alla costruzione, ma si estende anche alla redazione del progetto e alla gestione del bene. In tal caso, e in relazione alla tipologia di gara o di concorso, il prezzo sarà integrato da elementi attraverso cui sarà possibile valutare innanzitutto la qualità e l’efficacia economica del progetto e, per le concessioni che si estendono alla fase di gestione, la convenienza dei modi e dei tempi con cui viene proposta la gestione stessa da parte del concorrente. 4. La scelta del progetto e dei soggetti preposti alla progettazione e ai servizi connessi 4.1. Caratteristiche generali della progettazione e dei servizi connessi Ad eccezione di specifici modelli d’intervento previsti dalla Disciplina per la realizzazione di particolari Progetti delle Opere Pubbliche, l’attività di progettazione è di competenza della committenza pubblica promotrice dell’intervento o, in via subordinata, di soggetti esterni direttamente incaricati e controllati da questa. Oltre alla progettazione la Disciplina attribuisce prioritariamente all’area della committenza le attività di direzione lavori, di servizio tecnico-amministrativo e di servizio specialistico per la prefigurazione e la risoluzione di particolari aspetti inerenti lo sviluppo del progetto. Al fine di realizzare un coerente sviluppo della progettazione e un’efficace azione di controllo sulle successive attività di costruzione la Disciplina dispone inoltre che, in caso di affidamento all’esterno, la progettazione definitiva ed esecutiva sia da affidare in via prioritaria in maniera congiunta e che la direzione dei lavori sia da affidare in via privilegiata agli estensori della progettazione La Disciplina stabilisce inoltre che il subappalto delle attività di progettazione è limitato ad indagini geologiche, geotecniche e sismiche, a sondaggi e rilievi, a misurazioni e picchettazioni, alla redazione di documenti specialistici (esclusa la relazione geologica) e la redazione grafica degli elaborati ferma restando la responsabilità del progettista incaricato. 4.2. Soggetti abilitati alla progettazione, direzione lavori e servizi tecnico-amministrativi Come anticipato le attività di progettazione e di servizio tecnico-amministrativo sono svolte prioritariamente dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti singoli o riuniti in appositi consorzi secondo gli articoli 24, 25 e 26 della Legge 8 giugno 1990, n.142. pg. 18/53


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In caso di carenza di organico, nell’impossibilità di rispettare i tempi, a fronte di complessità18 e rilevanza architettonica delle opere o nei casi di appalti integrati19, ovvero progettazioni che richiedono l’apporto di una pluralità di competenze, appositamente accertate e certificate dal responsabile di procedimento, tali attività possono essere affidate a soggetti esterni alla pubblica amministrazione. In questo caso le suddette attività possono essere affidate all’esterno, a soggetti in regola dal punto di vista penale, civile, contributivo e che negli ultimi tre anni non siano incorsi in errori di progettazione che abbiano arrecato danni con aumenti superiori al 10% degli importi stimati per la realizzazione delle opere. Tali soggetti sono: - liberi professionisti singoli o associati nelle forme di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815; - società di professionisti, ovverosia società costituite esclusivamente da liberi professionisti iscritti ai rispettivi albi che eseguono studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni, direzioni lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica e studi d’impatto ambientale. Limitatamente ad importi pari o superiori a 200.000 Ecu o opere di particolare complessità i soggetti abilitati possono estendersi inoltre a: -società di ingegneria, ovvero società di capitali che eseguono studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni, direzioni lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica, studi d’impatto ambientale e che dispongano almeno un direttore tecnico che sia ingegnere o architetto da almeno 10 anni Sono inoltre ammessi raggruppamenti temporanei tra i diversi soggetti sopraelencati.

4.3. Sistemi di scelta dei progetti e dei progettisti Come già detto al capitolo precedente, e in osservanza a quanto disposto dalle direttive comunitarie, la Disciplina identifica tre modalità per selezionare i progetti e i progettisti esterni: – l’incarico fiduciario, limitato ad opere di modesta dimensione per la selezione del progettista; – il concorso di idee, per selezionare la soluzione progettuale più conveniente; – il concorso di progettazione, per selezionare il progetto il cui livello di sviluppo, secondo l’articolo 59, comma 2 del Reg., non potrà però identificarsi con la documentazione integralmente prevista dalla Disciplina per il progetto definitivo. Ove previsto dal Bando, tale procedura potrà includere l’affidamento, previa dimostrazione dei requisiti di legge, l’incarico del successivo sviluppo progettuale e dei servizi connessi; – la gara di appalto di servizi per selezionare il progettista e/o il prestatore dei servizi connessi. – Ad eccezione dell’incarico fiduciario le gare e i concorsi sono svolte mediante la costituzione di apposite commissioni giudicatrici composte da almeno tre membri tecnici esperti, di cui almeno uno 18 Il Regolamento all’art.2, lettera h le opere e gli impianti caratterizzati dalla presenza in modo rilevante di almeno due dei seguenti elementi: 1) utilizzo di materiali e componenti innovativi; 2) processi produttivi innovativi o di alta precisione dimensionale e qualitativa ; 3) esecuzione in luoghi che presentano difficoltà logistica o particolari problematiche geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali; 4) complessità di funzionamento d’uso o necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità ; 5) esecuzione in ambienti aggressivi; 6)necessità di prevedere dotazioni impiantistiche non usuali. 19

il Regolamento definisce l’appalto integrato, l’appalto avente ad oggetto ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettera b), numero 1, della Legge, la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori. pg. 19/53


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dipendente della stazione appaltante e, qualora sia richiesta una particolare qualificazione professionale dei concorrenti, almeno un terzo dei membri della commissione dovrà possedere una qualificazione equipollente. Secondo l’art. 17 della Legge, il concorso di progettazione e il concorso d’idee sono da impiegare in via prioritaria, quando trattasi di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico. 4.3.1. Gli appalti fiduciari dei servizi di progettazione Ferma restando la facoltà delle pubbliche amministrazioni di procedere in ogni caso all’affidamento dell’appalto di progettazione mediante regolare gara, per importi inferiori a 40.000 Euro (art. 24 comma 5) è data la facoltà di affidare l’incarico per via fiduciaria ma limitatamente a liberi professionisti (singoli o associati) o società di professionisti e previa verifica dell’esperienza e motivazione della scelta. Allo scopo di garantire la trasparenza all’appalto le amministrazioni non sono comunque dispensate dal provvedere ad effettuare adeguata pubblicità rendendo nota l’esigenza di acquisire la prestazione e successivamente di informare dell’avvenuto affidamento con motivazione della scelta. 20 4.3.2. Il concorso di idee. Il concorso d’idee è stato ufficialmente introdotto nel nostro ordinamento con il D.P.R. 6 novembre 1962, n. 1930 inserendo uno strumento di prefigurazione progettuale già sperimentato nel contesto nazionale francese. L’attuale disciplina, abrogando il suddetto decreto, inquadra oggi il concorso d’idee come tipologia di concorso a cui ricorrere quando la Pubblica Amministrazione manifesta la volontà o la necessità di acquisire idee intorno a problemi che per la loro natura consentono varie possibilità di impostazione e a questo scopo s’impegna a corrispondere un premio a favore di quella più soddisfacente e meritevole.21 A questo scopo i suoi contenuti non possono essere pari o superiori al livello del Progetto Preliminare e possono presentarsi come una relazione corredata da schizzi sommari o rappresentazioni grafiche ritenute più idonee.

20

Sugli incarichi di progettazione all'interno di tale fascia (<40.000 Euro) è interessante analizzare la sentenza del TAR Puglia, Bari, Sez. II (Sent. 23 marzo 2000, n. 1248). Nella sentenza si afferma, innanzi tutto, che l'affidamento d'incarichi di progettazione (anche quando d'importo inferiore ai 40 mila euro) dopo le Bassanini è sempre di competenza del dirigente e non della Giunta municipale. Infatti, le Bassanini hanno riservato ai dirigenti "…tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dall’organo politico…". La disposizione costituisce (secondo il giudice pugliese) settoriale applicazione del principio di separazione tra funzione di indirizzo politico amministrativo e funzione di responsabilità (o di gestione) enunciato dall’art. 3 del D.Lgs. 29/1993. Come la stessa sentenza ricorda, si tratta di un indirizzo che, dopo le prime interpretazioni della dottrina, trova sempre più spesso esplicito riconoscimento da parte della giurisprudenza (si confronti Consiglio di Stato, Sez. V, 29-1-1999, n. 64; TAR Calabria, Catanzaro, 8-7-1999, n. 926). A ciò si aggiunga che la L. 265/1999, modificando l’art. 56 della l. n. 142/1990, "ha attribuito ai dirigenti l’esternazione delle determinazioni volitive concernenti la determinazione a contrattare (sostituendo quest’ultima alla deliberazione a contrattare), con ciò riconducendo alla loro sfera di competenza l’intero circuito decisionale (ovviamente nel rispetto dei piani, programmi ed atti di indirizzo) relativi alle relazioni intersoggettive degli enti locali a carattere e contenuto patrimoniale (dalla deliberazione, ora determinazione, a contrattare alla stipulazione dei contratti, alle fasi intermedie attinenti alla scelta del contraente)". Per il TAR Puglia non vi è dubbio, quindi, che la Merloni, nel prevedere la nomina del "…responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento previsto nel programma triennale dei lavori pubblici, per le fasi della progettazione, dell’affidamento e dell’esecuzione" abbia inteso ribadire la competenza dirigenziale come già fissata dalle richiamate disposizioni legislative generali e settoriale. 21 Per sua natura al concorso di idee, oltre ai professionisti regolarmente iscritti ai rispettivi albi, sono ammessi a partecipare anche i dipendenti pubblici e i tecnici della P.A., quando questi risultino (art. 57 Reg.):

- essere abilitati all'esercizio della professione; - essere iscritti al relativo ordine professionale, secondo l'ordinamento nazionale di appartenenza; - non essere dipendenti dell'amministrazione che bandisce il concorso. pg. 20/53


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Per tali ragioni quindi, il concorso d’idee si svolge a partire da elementi e obiettivi generali di progettazione e l’idea premiata è acquisita dalla stazione appaltante che, previo approfondimento tecnico, potrà porla a base di un successivo concorso di progettazione o appalto di servizio di progettazione a cui può partecipare il vincitore precedente. E’ quindi evidente che il Documento Preliminare di Progettazione potrà definirsi solamente dopo l’espletamento del concorso e una volta selezionata l’idea ritenuta più idonea. Il concorso d’idee è espletato con le modalità del pubblico incanto preceduto da pubblicità quando l’importo è superiore a 200.000 Euro (130.000 per i Ministeri). Le forme di pubblicità per questo tipo di concorso prevedono la pubblicazione di un bando contenente almeno: -il nominativo del responsabile di procedimento; -la descrizione delle esigenze della stazione appaltante; -eventuale modalità di rappresentazione delle idee; - modalità di presentazione degli schemi grafici e della relazione tecnica; - termine di presentazione delle proposte - criteri e metodi di valutazione delle proposte; - importo del premio da assegnare al vincitore del concorso - data di pubblicazione. 4.3.3. Il concorso di progettazione. Il concorso di progettazione ha lo scopo di fornire all’amministrazione aggiudicatrice un piano o un progetto afferenti ai settori della pianificazione territoriale, dell'urbanistica, dell'architettura e dell'ingegneria civile e dell'elaborazione dati a partire obbligatoriamente dalle informazioni e dalle indicazioni contenute nel Documento Preliminare della Progettazione. Lo scopo del concorso è quello di privilegiare le capacità creative e progettuali dei concorrenti indipendentemente da lavori pregressi o dalle capacità tecniche, economiche, finanziarie ed organizzative vantate dai concorrenti. Per tale ragione sia le direttive comunitarie che la Disciplina nazionale privilegiano l’apertura del concorso di progettazione a tutti gli aventi diritto. Il concorso di progettazione è pertanto espletato con il sistema del pubblico incanto o della licitazione privata (con concorrenti ammessi definiti tra un numero minimo di 10 e un massimo di 20) preceduto da pubblicità solamente quando i premi o l’importo dei servizi stimato è superiore a 200.000 Euro (130.000 per i Ministeri). I suoi contenuti devono essere pari al progetto preliminare o in casi particolari potrà raggiungere il livello di approfondimento del progetto definitivo. Quando il concorso ha per oggetto un lavoro da affidare con il sistema della concessione dei lavori pubblici questi contiene anche la redazione di uno studio economico e finanziario per la costruzione e la gestione dell’opera. L’ammontare del premio non può essere inferiore al 60% dell’importo presunto dei servizi di progettazione preliminare e un’ulteriore somma compresa tra il 40 e il 70% può essere stanziata per i concorrenti meritevoli. Mediante il pagamento del premio la stazione appaltante acquisisce la proprietà del progetto e può instaurare con il vincitore, previa dichiarazione espressa nel bando di concorso, una trattativa privata per appaltare i successivi livelli di progettazione. In questo caso, il bando dovrà

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esplicitare i requisiti tecnici, economici, finanziari e organizzativi che la tipologia e la complessità di progetto richiederanno.22 Il concorso di progettazione è svolto in un’unica fase ma per interventi di particolare rilevanza e complessità è possibile ricorrere al concorso in due gradi.23 Nel primo grado vengono sviluppate idee al fine di selezionare i concorrenti per il secondo grado senza formazione di graduatorie né di premi; nel secondo grado i concorrenti devono sviluppare il progetto preliminare e al vincitore viene assegnato l’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva se specificato nel bando di concorso. In alternativa, l’amministrazione aggiudicatrice ha la facoltà di instaurare una trattativa privata con il vincitore riconoscendogli preventivamente un premio pari al 60% dell’importo presunto dei servizi di progettazione preliminare; anche in questo caso un’ulteriore somma compresa tra il 40 e il 70% può essere stanziata per i concorrenti meritevoli. E’ inoltre ammissibile ricorrere al concorso di progettazione in due gradi aventi come oggetto la definizione di un progetto preliminare nella prima fase e di un progetto definitivo nella seconda fase ferme restando le modalità di assegnazione dell’incarico sopra riportate. Il concorso di progettazione è bandito mediante bando contenente, oltre a quanto già previsto dai concorsi di idee, i seguenti elementi: – la procedura di aggiudicazione prescelta; – il numero di concorrenti ammessi al secondo grado (ove previsto); – la descrizione del progetto; – il numero, tra dieci e venti, dei partecipanti previsti nel caso di licitazione privata; – le modalità, i contenuti e i termini della domanda, nonché i criteri di scelta per valutare l’offerta economicamente più conveniente nei casi di licitazione privata; – i criteri di valutazione delle proposte progettuali; – il peso o il punteggio da attribuire con somma pari a 100 agli elementi di giudizio del progetto; – l’indicazione o il carattere vincolante del giudizio della commissione giudicatrice; – il costo massimo dell’opera; – i giorni e gli orari previsti per il ritiro della documentazione di gara. Al bando sono allegate le documentazioni contenenti almeno le planimetrie con le curve di livello, le relazioni e grafici delle indagini geologiche, geotecniche, idrogeologiche, idrauliche e sismiche nonché il documento preliminare della progettazione. Ai sensi dell’art. 59 del Regolamento e in osservanza alle direttive comunitarie in materia della trasparenza e della concorrenza, il concorso di progettazione è assoggettato all’espletamento di 22 Regolamento art. 59, comma 5: "al vincitore del concorso, se in possesso dei requisiti richiesti dal bando, possono essere affidati a trattativa privata i successivi livelli di progettazione; idem il comma 6 e come ribadito e precisato dalla Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, det. 17/2/2000, n. 3). 23

Come definito all'art. 2 comma 1 lett. h del Regolamento si considerano opere e impianti di speciale complessità o di particolare rilevanza tutte le opere caratterizzate dalla presenza in modo rilevante di almeno due dei seguenti elementi: 1) utilizzo di materiali e componenti innovativi; 2) processi produttivi innovativi o di alta precisione dimensionale e qualitativa; 3) esecuzione in luoghi che presentano difficoltà logistica o particolari problematiche geotecniche, idrauliche, geologiche e ambientali; 4) complessità di funzionamento d’uso o necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità; 5) esecuzione in ambienti aggressivi; 6) necessità di prevedere dotazioni impiantistiche non usuali. pg. 22/53


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adeguate forme di pubblicità in relazione all’ammontare stimato della prestazione e al netto dei ribassi di gara. Tali forme prevedono: – per importi superiori a 200.000 Euro (130.000 in caso l'amministrazione aggiudicatrice sia un Ministero) l’invio all'ufficio pubblicazioni dell'UE dell'avviso e del bando di gara, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale italiana, e per estratto, su due quotidiani nazionali e due regionali (art. 80, comma 2 del regolamento); – per importi inferiori le stesse prescrizioni ad eccezione dell'invio all'ufficio pubblicazioni della Comunità (art. 80, comma 3 Reg.). La valutazione delle soluzioni progettuali presentate dai concorrenti sarà espletata secondo criteri e formule che terranno conto degli elementi qualitativi architettonici, tecnologici ed innovativi nonché degli elementi quantitativi riferiti al costo sotteso dalla soluzione progettuale (gli elementi e i metodi di valutazione sono contenuti all’allegato C del Regolamento). 4.3.4. Gara di appalto di servizio di progettazione. La gara di appalto di servizi di progettazione ha come fine la selezione dei progettisti in possesso dei requisiti tecnici, economici, finanziari e organizzativi ritenuti più idonei per lo svolgimento della progettazione sottesa dall’opera da realizzare. Oggetto della gara e della valutazione non è quindi una specifica proposta o soluzione progettuale bensì un’offerta tecnica costituita prevalentemente dall’evidenziazione delle capacità tecniche esplicitata mediante il curriculum dei concorrenti, dall’illustrazione delle modalità secondo cui sarà offerto il servizio ivi compreso il tempo necessario e il ribasso sulle tariffe di progettazione e dei servizi accessori richiesti. La disciplina prevede due differenti procedure per l’espletamento della gara in relazione alla differente dimensione degli importi progettuali al netto del ribasso di gara distinguendo tra appalti sotto-soglia comunitaria ovvero sia appalti con importi di progettazione inferiori a 200.000 DSP (inferiori a 130.000 DSP in caso l'amministrazione aggiudicatrice sia un Ministero) e appalti sopra-soglia comunitaria quando l’ammontare è superiore In relazione a questa distinzione le gare di appalto dei servizi di progettazione sotto-soglia sono affidati mediante licitazione privata; quelli sopra-soglia sono affidati mediante licitazione privata o pubblico incanto. In relazione ai differenti importi di appalto cambiano inoltre le condizioni e i requisiti di minimi di ammissibilità che dovranno essere esplicitati nel bando di gara. 4.3.5. Appalti di servizio sotto-soglia. Per appalti sotto-soglia l’unica procedura ammessa è quella della licitazione privata da svolgersi mediante pubblicazione del bando di gara ove sono dichiarate le condizioni e i seguenti requisiti minimi di ammissibilità: -identificazione della stazione appaltante; -indicazione dei servizi richiesti; - importo complessivo stimato dell’intervento; - ammontare presumibile delle spese di progettazione; - importo massimo delle eventuali prestazioni accessorie; - il tempo massimo per l’espletamento del servizio; - i fattori ponderali per la valutazione dell’offerta; - l’indirizzo ove inviare le domande; - il termine non inferiore a 37 giorni per la presentazione delle domande di partecipazione; - il termine entro cui devono essere spediti gli inviti a presentare l’offerta; - il massimale di assicurazione richiesto; pg. 23/53


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- i divieti di partecipazione previsti per legge; - l’importo minimo della somma di tutti i lavori appartenente alle differenti categorie per i quali il concorrente ha svolto i servizi nel decennio anteriore, il cui importo deve ammontare tra un valore di 3 e 5 volte (nel conteggio sono escluse le opere non ancora concluse e sono viceversa ammesse le opere iniziate prima del periodo considerato ma concluse in questo periodo). - il numero compreso tra dieci e venti dei concorrenti invitati a presentare l’offerta - il nominativo del responsabile di procedimento. Sulla scorta, e in congruità con le indicazioni fornite dal bando, gli aspiranti concorrenti invieranno una domanda con allegate le dichiarazioni di legge relative alla sussistenza delle condizioni di non esclusione quali la regolarità dal punto di vista penale, civile, contributivo e che negli ultimi tre anni non siano incorsi in errori di progettazione che hanno arrecato danni con aumenti superiori al 10% degli importi stimati per la realizzazione delle opere. Ogni domanda deve indicare gli eventuali altri soggetti a cui sono state inviate le domande e deve essere corredata da un’autocertificazione con cu il richiedente attesta il possesso delle qualifiche de dei requisiti previsti, di non trovarsi in nessuna delle cause di esclusione e di no aver presentato domanda in numero superiore a quanto previsto (art. 23 comma 1 ter) Le domande conterranno altresì la certificazione dei lavori svolti che concorre a dimostrare gli ammontare previsti per il decennio antecedente e l’organigramma preposto al servizio richiesto. Pervenute le domande l’amministrazione aggiudicatrice provvede a stabilire una graduatoria di merito sulla base di criteri fissati all’allegato D del Regolamento da cui si desumeranno i concorrenti invitati a partecipare all’offerta che, nel numero compreso tra 10 e 20, verranno avvisati mediante apposita lettera d’invito. Qualora il minimo richiesto non venga raggiunto, l’amministrazione provvederà a bandire una nuova gara; nel caso opposto, qualora il numero dei concorrenti con requisiti minimi sia superiore al numero massimo ammissibile i concorrenti verranno prescelti per metà sulla base di criteri fissati dal regolamento e per metà per sorteggio. Qualora soltanto uno dei concorrenti possieda i requisiti richiesti, l’amministrazione può affidare il servizio mediante trattativa privata. Espletata la selezione l’amministrazione provvederà ad informare i concorrenti mediante lettera d’invito. Ai sensi dell’art. 63, comma 5 del Regolamento la lettera d’invito deve indicare il numero massimo di schede finalizzate ad illustrare ognuno dei progetti significativi nel numero di 3 o 5 per schede A3 e tra 6 e 10 nel caso di A4; i contenuti e il numero massimo di cartelle (tra 20 e 40) della relazione tecnica d’offerta; l’eventuale suddivisione degli elementi riguardanti la professionalità e le caratteristiche qualitative dell’offerta metodologica. L’offerta del concorrente viene recapitata in un periodo prefissato non oltre i 40 giorni (60 per appalti oltre 200.000 DSP) dalla data di spedizione della lettera d’invito in un plico contenente: - una busta chiusa con la documentazione amministrativa richiesta dalla lettera d’invito e la non sussistenza delle condizioni d’esclusione; - una busta con l’offerta tecnica costituita dalla documentazione grafica, descrittiva o fotografica di un numero massimo di tre progetti significativi, la relazione di approccio metodologico per lo svolgimento dell’incarico e dei curriculum dei professionisti; - una busta con la riduzione sui tempi d’espletamento e l’offerta economica costituita dai ribassi da applicarsi a: rimborsi spese, percentuali delle progettazioni speciali, importi delle prestazioni accessorie e riduzione percentuale sulle prestazioni progettuali richieste. pg. 24/53


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Le offerte sono valutate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa prendendo in considerazione i seguenti parametri e pesi ponderali la cui somma deve essere pari a 100: -la professionalità con pesi ponderali tra 20 e 40; -le caratteristiche e la qualità dell’offerta metodologica con pesi ponderali tra 20 e 40; -il ribasso percentuale dell’offerta economica con pesi ponderali tra 10 e 30; - il ribasso sul tempo con pesi ponderali tra 0 e 10. L’applicazione e le formule di calcolo sono specificate dal regolamento in un apposito allegato E del Regolamento. In una o più sedute riservate, la Commissione valuta le offerte tecniche assegnando i relativi punteggi entro i limiti dichiarati dal bando. L’aggiudicazione viene espletata pubblicamente mediante lettura dei punteggi totalizzati e mediante successiva apertura delle buste contenenti l’offerta economica. Sulla scorta dei ribassi praticati e dei punteggi ottenuti la commissione aggiudica quindi l’offerta economica più vantaggiosa, applicando i criteri e le formule di cui all'allegato E del Regolamento. Qualora negli appalti sotto-soglia comunitaria i punteggi acquisiti dai concorrenti siano pari o superiori ai 4/5 dei corrispondenti punteggi massimi, stabiliti dal bando, l’amministrazione può procedere alla verifica di congruità da condurre in contraddittorio con i progettisti ai fini di sincerarsi di eventuali anomalie. Tale procedura completamente innovativa ribadisce, di fatto, i meccanismi già previsti per gli appalti sopra la soglia comunitaria dal D.Lgs. 157/1995 (art. 25) ove tale verifica non costituisce una facoltà ma un obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici.

4.3.6. Appalti di servizio sopra-soglia. Per appalti sopra la soglia comunitaria dei 200.000 DSP (130.000 in caso di opere ministeriali) la Disciplina riferisce e precisa quanto fissato in sede comunitaria estendendo innanzitutto le opzioni di affidamento alla procedura privata e al pubblico incanto. Per gli appalti sopra-soglia, e in relazione alla procedura di licitazione privata, la Disciplina precisa inoltre l’osservanza dei requisiti che dovranno essere inseriti nel bando di prequalifica. A tale scopo il bando di prequalifica dovrà almeno contenere: - requisiti economici finanziari; - valore delle opere progettate appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare nel decennio il cui valore dovrà essere esplicitato tra 2 e 4 volte; - fatturato globale negli ultimi 5 esercizi, il cui importo, in relazione all’ammontare dell’appalto sia specificato entro un valore compreso tra 3 e 6 volte; - richiesta che negli ultimi dieci anni i concorrenti abbiano svolto almeno due incarichi per un valore minimo compreso tra 0,4 e 0,8 volte l’importo stimato dei lavori da progettare; - richiesta che il compenso annuo medio corrisposto al personale impegnato in attività di progettazione degli ultimi tre anni (comprensivo dei soci, dipendenti, consulenti a contratto di collaborazione coordinata e continuativa), sia pari un valore compreso tra 2 e 3 volte quelle stimate per lo svolgimento dell’incarico. In fase di prequalifica i candidati possono richiedere, con onere a loro carico, che la stazione appaltante invii una nota illustrativa contenente i principali elementi caratterizzanti la prestazione da svolgere. In pg. 25/53


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questa fase è fatto esplicito divieto alle stazioni appaltanti (per salvaguardare la parità di condizioni), di richiedere la presa visione dei luoghi da parte dei candidati. La selezione dei candidati prevede, in seduta pubblica la verifica della documentazione amministrativa e, in seduta riservata, l’attribuzione di punteggi ai sensi dell'Allegato F. Espletata la preselezione l’amministrazione aggiudicatrice invita un numero compreso fra 5 e 20 (art. 67, comma 2 a del Regolamento) a presentare la propria offerta. Tale invito viene espletato mediante l’invio contemporaneo a tutti i soggetti selezionati della lettera d’invito che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla spedizione del bando. La lettera di invito contiene la richiesta di elementi di valutazione strettamente correlati al servizio da affidare e che saranno articolati come già riferito per gli appalti sotto-soglia. La valutazione delle proposte e la relativa aggiudicazione si svolgeranno secondo le procedure descritte in precedenza per gli appalti sotto-soglia Per questa tipologia di appalti Disciplina precisa inoltre le procedure di pubblicità in osservanza a quanto disposto dalla direttiva 92/50 CEE del Consiglio del 18 giugno 1992 e dal decreto legislativo di recepimento del 17 marzo 1995, n.157. Tali procedure prevedono, previa trasmissione obbligatoria all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali della Comunità, la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale italiana e, per estratto, su almeno due quotidiani nazionali ed un quotidiano regionale. 5. I sistemi di scelta degli appaltatori e dei concessionari. 5.1. Categorie delle opere e criteri generali all’affidamento. Gli appalti di lavori hanno come oggetto l’affidamento a soggetti qualificati della realizzazione di opere che, secondo quanto sancito dalla Disciplina, possono distinguersi in opere generali e opere specializzate Si intende per opere generali la categoria di opere caratterizzata da una pluralità di lavorazioni indispensabili per consegnare l’opera finita; s’intende invece per opere specializzate la categoria caratterizzata da: - lavorazioni che necessitano di una particolare specializzazione e professionalità quali il restauro e la manutenzione di superfici decorate; – l’installazione, la gestione e la manutenzione ordinaria di impianti meccanici, termosanitari, elettrici e speciali nonché di impianti di servizio funzionale come cucine e lavanderie; – i rilevamenti topografici speciali e le esplorazioni del sottosuolo; –le fondazioni speciali e il consolidamento di terreni o pozzi; – la bonifica ambientale; – i dispositivi strutturali speciali come giunti, appoggi e ritegni antisismici; – la fornitura e posa in opera di prefabbricati; – l’armamento ferroviario; – gli impianti per la trazione elettrica; – gli impianti di rifiuti; – gli impianti di potabilizzazione. In relazione alle suddette categorie di opere nelle gare sarà richiesta la qualificazione del concorrente nelle sole opere generali, qualora questi rappresentino la categoria prevalente o, viceversa, la qualificazione del concorrente in rapporto alla categoria di opera specializzata quando questa risulterà prevalente rispetto all’ammontare dell’appalto. pg. 26/53


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A questo scopo i bandi di gara riporteranno l’importo globale e la scomposizione per categorie di opere di tutte quelle che incidono per una percentuale almeno pari al 10% o che siano superiori a 150.000 Euro. Una volta aggiudicato il contratto, l’appaltatore avrà la facoltà di realizzare tutte le opere ad eccezione di quelle generali, strutturali, impiantistiche e speciali per le quali dovrà esibire idonea qualificazione. Può viceversa optare, ove ammesso, per l’affidamento a cottimo, lo scorporo o l’affidamento in subappalto sempre a condizione che il beneficiario sia in possesso della necessaria qualificazione. Il subappalto è in ogni caso vietato per opere di speciale complessità il cui importo sia superiore al 15% dell’appalto. Nei casi di concessione i concessionari sono viceversa obbligati ad appaltare a terzi attraverso pubblico incanto o licitazione privata i lavori pubblici non realizzati direttamente o tramite imprese controllate Tale quota è obbligatoriamente fissata in un valore non inferiore al 40% del valore dei lavori oggetto di concessione con obbligo di una loro individuazione in sede di gara. 5.2. Soggetti ammessi alla realizzazione delle opere e criteri di qualificazione La disciplina identifica come di seguito le tipologie di soggetti ammessi alla realizzazione e, nei casi previsti, alla progettazione e gestione congiunta delle opere pubbliche. Tali soggetti sono: -imprese individuali; -consorzi, società e cooperative di produzione e lavoro; -consorzi stabili; (gruppi formati da non meno di 3 consorziati che mediante i propri organi deliberativi hanno deciso di istituire una apposita struttura operante nel settore dei lavori pubblici per un periodo non inferiore a 5 anni) -associazioni temporanee di concorrenti; (ammessa a condizione che il capogruppo o mandatario e altri partecipanti siano in possesso dei requisiti di qualificazione). -concorsi di concorrenti costituiti ai sensi dell’art.2602 del codice civile; -gruppi europei di interesse economico (GEIE). Nell’ambito delle tipologie di soggetti preposti all’esecuzione, nel rispetto delle prescrizioni generali relative alle condizioni di esclusione, la Disciplina prevede un nuovo sistema di qualificazione per l’espletamento delle opere richiamate al paragrafo precedente. Ai sensi dell’art.8 della Legge la qualificazione di tali soggetti si realizza mediante un sistema di attestazioni diffuso e demandato ad apposite società private in completa sostituzione del precedente sistema basato sull’appartenenza all’Albo Nazionale dei Costruttori gestito dall’Associazione Nazionale dei Costruttori. Tale sistema, specificato dal cosiddetto “decreto Bargone” (D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34), sentito il parere di un’apposita commissione consultiva prevede il riconoscimento da parte dell’Autorità di Vigilanza di specifiche società di attestazione denominate, appunto, Società Organismi di Attestazione (SOA). Ad esse è demandato il compito di riconoscere ed attestare le imprese che ne fanno richiesta circa l’esistenza di: – requisiti generali di natura penale ed amministrativa; – requisiti speciali di natura tecnico-organizzativa; – requisiti speciali di natura economico-finanziaria; – certificazione di Qualità del Sistema emessa ai sensi delle norme ISO 9000 e rilasciato da enti accreditati ai sensi delle UNI CEI EN 45000 o, in subordine, di elementi ad esso correlati. pg. 27/53


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Le imprese certificate, secondo tale sistema, e successivamente attestate dagli Organismi di attestazione, saranno inserite in una lista delle imprese qualificate custodite presso l’Autorità e pubblicate a cura dell’Osservatorio che sostituirà a tutti gli effetti il precedente Albo Nazionali dei Costruttori. 5.2.1. Requisiti generali. I requisiti generali per la qualificazione sono rappresentati dalla verifica della non sussistenza delle seguenti cause di esclusione alle gare: – stato fallimentare o liquidazione; – giudizio di condanna per ragioni morali e professionali; – gravi infrazioni in materia di sicurezza e nei rapporti di lavoro con i dipendenti; – gravi negligenze o malafede nell’esecuzione di lavori; – gravi irregolarità in gare precedenti. 5.2.2. Requisiti speciali tecnico-organizzativi. I requisiti speciali di natura tecnico-organizzativa sono rappresentati in tabella. 
 Requisiti d’ordine speciale (artt. Qualificazione
 18 e 22 del D.P.R. 34/2000)
 Idonee referenze bancarie


Sì


Cifra d’affari in lavori


Non inferiore al 100% della somma degli importi delle qualifiche richieste ed inoltre (per class.VIII) non inferiore a 3 volte l’importo dei lavori a base di gara


Idonea direzione tecnica


Sì


Importo dei lavori in ogni singola Non inferiore al categoria richiesta
 qualifica richiesta


90%

dell’importo

della

Importo di un lavoro in singola categoria richiesta


ogni Non inferiore al qualifica richiesta


40%

dell’importo

della

Importo di due lavori
 in singola categoria richiesta


ogni Non inferiore al qualifica richiesta


55%

dell’importo

della

Importo di tre
 lavori
 in singola categoria richiesta


ogni Non inferiore al qualifica richiesta


65%

dell’importo

della

Attrezzatura tecnica


2% della cifra d’affari in lavori


pg. 28/53


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Costo del personale dipendente


15% della cifra d’affari (40% operai) ovvero 10% nel caso di dipendenti a tempo indeterminato (80% laureati o diplomati)


Struttura di progettazione per la staff tecnico composto per metà da laureati qualifica progettazione ed (due per le classifiche I-II-III;quattro per le esecuzione
 IV-V; sei per le VI-VII-VIII)
o ATI verticale
 Fonte La qualificazione nei lavori pubblici: dall'ANC alla certificazione di qualità", Finanze&Lavoro.

Essi si riferiscono essenzialmente a garantire l’affidabilità dell’organizzazione preposta alla realizzazione e alla progettazione in rapporto alla specificità del progetto. Gli indicatori sono di tipo prevalentemente economico e per titoli. 5.2.3. Requisiti speciali economico-finanziari. I requisiti speciali economico-finanziari verificano l’affidabilità generale dell’impresa mediante indicatori di tipo prevalentemente finanziario e tributario. Per le sue verifiche sono infatti richieste referenze positive sia bancarie che di bilancio, nonché l’esibizione fiscale per dimostrare le cifre d’affari conseguite nell’ultimo quinquennio mediante attività dirette e indirette. Essi si rivolgono sostanzialmente a verificare la “solidità” patrimoniale dell’organizzazione. 5.2.3. Certificazione di Qualità. La presenza di certificazione di qualità dell’organizzazione preposta alla realizzazione dell’opera è obbligatoria per tutte le opere superiori a 500.000 Euro. In via transitoria, e allo scopo di incentivare il mercato delle certificazioni, la Disciplina ha previsto step intermedi per la messa a regime a partire da un limite di 1.500.000 Euro per il 2003. 5.2.4. Elementi significativi e correlati della Qualità. Attestazione dell’esistenza, presso l’impresa, di un processo di messa a regime di un sistema di qualità dell’organizzazione, da svolgere secondo le modalità e in riferimento alle fasi organizzative, ed operative indicate nell'allegato C al D.P.R. 34/2000. L’obbligo del possesso è operante a partire dal 2002 per appalti superiori a 5.000.000 Euro. 5.2.5. Disposizioni transitorie per la qualificazione. La Disciplina ha previsto un processo di graduale messa a regime anche degli aspetti legati alla cifra d’affari e dell’importo dei lavori disponendo inoltre che in questo periodo transitorio le qualificazioni possono essere svolte in sede di gara direttamente dalle stazioni appaltanti. I criteri previsti durante la messa a regime dall’Allegato C al D.P.R. 34/2000 sono: I requisiti per le gare da 150mila euro a 5 milioni DSP (fino al 31/12/2001) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000 quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 1,75 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,6 volte importo a base d'asta (0,4 per appalti inferiori a 3,5 milioni di euro) pg. 29/53


Tecnologia dell’Architettura e Controllo della Qualità. – prof. G. Ridolfi, Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

1% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 182 del 1° marzo 2000.

I requisiti per le gare da 150mila euro a 5 milioni DSP (dal 1° gennaio 2001 al 31/12/2001 secondo l'ormai soppresso art. 31, comma 3) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000, quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 2,275 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,78 volte importo a base d'asta (0,52 per appalti inferiori a 3,5 milioni di euro)

Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

2% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 182 del 1° marzo 2000.

I requisiti per le gare oltre i 5 milioni DSP (fino al 28/2/2001) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000, quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 2,5 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,6 volte importo a base d'asta

Esecuzione lavori nella 1 lavoro: Esecuzione nel quinquennio di un lavoro pari a 0,3 volte l'importo a categoria prevalente base d'asta 2 lavori: Esecuzione nel quinquennio di due lavori pari a 0,4 volte l'importo a base d'asta 3 lavori: Esecuzione nel quinquennio di un lavoro pari a 0,5 volte l'importo a base d'asta Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

2% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 182 del 1° marzo 2000. pg. 30/53


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I requisiti per le gare da 150mila euro a 5 milioni DSP (fino al 31/12/2001) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000 quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 1,75 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,6 volte importo a base d'asta (0,4 per appalti inferiori a 3,5 milioni di euro)

Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

1% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 182 del 1° marzo 2000.

I requisiti per le gare da 150mila euro a 5 milioni DSP (dal 1° gennaio 2001 al 31/12/2001 secondo l'ormai soppresso art. 31, comma 3) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000, quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 2,275 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,78 volte importo a base d'asta (0,52 per appalti inferiori a 3,5 milioni di euro)

Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

2% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 182 del 1° marzo 2000.

pg. 31/53


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I requisiti per le gare oltre i 5 milioni DSP (fino al 28/2/2001) Requisiti generali

Dal 1° marzo 2000 quelli di cui all'art. 17, commi 1 e 3 del D.P.R. 34/2000 Dal 28 luglio 2000, quelli del D.P.R. 554/1999, art. 75

Cifra d'affari in lavori

Cifra in lavori pari a 2,5 volte l'importo a base d'asta I lavori eseguiti devono essere analoghi a quelli richiesti dal bando

Categoria prevalente

Lavori eseguiti nel quinquennio pari a 0,6 volte importo a base d'asta

Esecuzione lavori nella 1 lavoro: Esecuzione nel quinquennio di un lavoro pari a 0,3 volte l'importo a categoria prevalente base d'asta 2 lavori: Esecuzione nel quinquennio di due lavori pari a 0,4 volte l'importo a base d'asta 3 lavori: Esecuzione nel quinquennio di un lavoro pari a 0,5 volte l'importo a base d'asta Costo per il personale 15% della cifra d'affari effettivamente realizzata (40% operai) oppure 10% della dipendente cifra d'affari in lavori (80% laureati e diplomati) Attrezzatura tecnica

2% della cifra d'affari Solo beni strumentali tipici dell'attività di realizzazione di lavori pubblici

In corsivo le indicazioni della Circolare Ministero
Lavori
Pubblici
n.
182
del
1°
marzo
2000. Fonte La qualificazione nei lavori pubblici: dall'ANC alla certificazione di qualità" , Finanze&Lavoro.

5.3. Sistemi di scelta dell’appaltatore e del concessionario Le procedure di scelta del contraente dei lavori seguono, in generale, l’atto di validazione del progetto da parte del RdP e l’approvazione da parte dell’amministrazione aggiudicatrice del progetto da porre a base di gara. Un’ulteriore condizione è rappresentata dall’avvenuta nomina del responsabile della Direzione dei Lavori, quando non sussista la coincidenza di persona con il progettista. Al fine di consentire l’espletamento delle procedure di gara il DdL dovrà immediatamente provvedere all’attestazione, in favore del RdP, circa la disponibilità e l’idoneità del sito, l’accessibilità alle aree e agli immobili soggetti all’intervento, l’assenza d’impedimenti e l’immediata realizzabilità tecnica del progetto in relazione alle caratteristiche del sito. Con le condizioni suddette, può quindi essere dato l’avvio alla procedura di scelta del contraente per il successivo affidamento degli appalti di lavori pubblici. 5.3.1. Tipologie di gare. Come già sintetizzato al paragrafo 3.2. possono riassumersi le seguenti tipologie di gare e di concorsi per la selezione dell’impresa -gare di appalto di lavori per la selezione dei soggetti affidatari della costruzione; -gare di appalto integrati per la selezione dei soggetti affidatari della progettazione e della costruzione; -gare di concessione dei lavori per la selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione e costruzione; -gare di concessione di lavoro e gestione per la selezione dei soggetti affidatari della concessione di progettazione, di costruzione e di gestione. pg. 32/53


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5.3.2. Le procedure per la selezione dell’appaltatore e del concessionario. Le procedure previste dalla Disciplina sono: • la trattativa privata per l’affidamento dei lavori è limitata ad interventi di modesta entità o per interventi resisi necessari a seguito di eventi calamitosi o imprevedibili. In particolare la Disciplina fissa i seguenti casi: -lavori d’importo complessivo non superiore a 100.000 Euro; -lavori d’importo complessivo compreso tra oltre 100.000 Euro e 300.000 Euro; -lavori superiori a 300.000 Euro per il ripristino di opere già esistenti e funzionanti resi inutilizzabili a seguito di eventi imprevedibili o calamitosi il cui stato di impellente urgente è attestato dal dirigente o responsabile di procedimento che dichiara l’inapplicabilità di altre forme di scelta del contraente; -appalti di importo complessivo non superiore a 300.000 Euro per restauro e la manutenzione di beni immobili e superfici architettoniche decorate di cui alla Legge 1 giugno 1939 n°1089. La trattativa privata si configura, quindi, come procedura di aggiudicazione soggetta a forti vincoli dalla legislazione, per evitarne un uso improprio. Infatti l’art. 24, comma 4, prevede che nessun lavoro può essere diviso in più affidamenti al fine dell’applicazione della trattativa privata. Ancora, l’art. 24, comma 7, stabilisce che qualora un lotto funzionale appartenente ad un’opera sia stato affidato a trattativa privata, non può essere assegnato con tale procedura altro lotto da appaltare in tempi successivi e appartenente alla medesima opera. • il pubblico incanto che identifica un sistema di selezione aperto a tutti i soggetti avente titolo a realizzare le opere pubbliche; •la licitazione privata, che si svolge prevedendo una prima fase di preselezione delle imprese e successivamente mediante un numero di concorrenti che non può comunque essere inferiore a tre; • la licitazione privata semplificata rappresenta una “particolare” formula interpretativa e applicativa della più generale procedura di licitazione. Essa si applica per lavori d’importo inferiore a 750.000 Ecu e prevede l’invito a rotazione, per la presentazione delle offerte, di soggetti iscritti su apposite liste che le pubbliche amministrazioni redigono entro il 31 dicembre di ogni anno in relazione a domande pervenute entro il 15 dicembre. In altre parole la prequalifica avviene non in base all’espletamento di particolari selezioni ma d’ufficio sulla scorta dei nominativi che compaiono nelle liste suddette. • l’appalto-concorso che rappresenta una particolare procedura applicabile, previo parere del Consiglio Superiore dei LLPP, per speciali lavori o per la realizzazione di opere complesse o ad elevata complessità tecnologica di importo superiore a 25.000.000 di Euro (art. 20 comma 4). 5.3.3. I criteri per la selezione dell’appaltatore e del concessionario. I criteri previsti sono: • il miglior ribasso che può svolgersi: - per i contratti da stipulare a misura, mediante ribassi praticati sull’elenco prezzi o mediante offerta sui prezzi unitari applicati anche a sistemi o subsistemi tecnologici; - per contratti da stipulare a corpo mediante ribasso sul prezzo posto a base di gara o mediante ribasso sui prezzi unitari; - per contratti da stipulare a corpo e a misura mediante la predetta offerta a prezzi unitari. In queste procedure per importi pari o superiori al controvalore in Euro di 5.000.000 di DSP devono essere verificate le anomalie delle offerte di cui all’art.30 della direttiva CEE 93/37/CEE del Consiglio del 14, giugno, 1993 riguardanti sia le offerte con ribassi superiori del 10% rispetto alla media e quelle con ribassi inferiori alla media in ragione dello scarto medio aritmetico calcolato tra quelle superiori alla media generale. pg. 33/53


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• l’offerta economicamente più vantaggiosa che può svolgersi sulla scorta del prezzo offerto e delle caratteristiche di natura tecnica e qualitativa, nonché su aspetti specifici legati all’efficacia e all’efficienza dell’investimento. Tali valutazioni sono svolte sulla scorta delle indicazioni che accompagnano offerta24. 5.3.4. Gli appalti di lavori pubblici. Gli appalti di lavori pubblici sono espletabili con il ricorso a tutte le procedure compendiate dalla Disciplina e sono aggiudicati secondo il criterio del miglior ribasso in rapporto al prezzo posto a base di gara. La gara si svolge sulla scorta del progetto esecutivo fornito dal committente Il corrispettivo per lo svolgimento delle suddette prestazioni è costituito da somme di danaro o in sua sostituzione totale o parziale dal trasferimento della proprietà di beni immobili da svolgere, salvo altra determinazione specificata nel bando, a seguito del certificato di collaudo. 5.3.5. Gli appalti integrati di progettazione e costruzione. Gli appalti integrati di progettazione e costruzione possono svolgersi qualora riguardino lavori di (art. 19 comma 1 lett. b): - importo inferiore a 200.000 Euro; - la cui componente impiantistica o tecnologica incida per più del 60% del valore dell’opera; - manutenzione, restauro e scavi archeologici; - importo pari o superiore a 10.000.000 di Euro. Sono espletati mediante licitazione privata sulla base di un progetto definitivo posto a base di gara. Il criterio di aggiudicazione dell’appalto integrato è rappresentato dal prezzo più basso determinato mediante offerta prezzi unitari25. 5.3.5. Le concessioni di lavori. Le concessioni di lavori si svolgono mediante appalto-concorso sulla base di un progetto preliminare posto a base di gara e dei capitolati prestazionali. L’offerta consiste nel prezzo e nel progetto esecutivo. Il criterio è pertanto rappresentato dall’offerta economicamente più vantaggiosa rilevabile secondo gli elementi di seguito riportati: –il prezzo; – il valore tecnico ed estetico delle opere progettate; – il tempo di esecuzione dei lavori; – il costo di utilizzazione e di manutenzione. Tali elementi di valutazione potranno essere appositamente integrati e precisati in sede di gara con l’esplicitazione di appositi ordini di importanza al fine di consentire l’oggettivazione dei giudizi. L’eventuale certificazione o l’esistenza di Elementi significativi e correlati della Qualità costituiscono un ulteriore elemento di valutazione di cui deve tener conto l’amministrazione aggiudicatrice nell’individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa. 5.3.6. Le concessioni di lavoro e di gestione. Questo tipo di concessioni si svolgono mediante licitazione privata sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa formulata sulla scorta di un 24

L’aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto o licitazione privata può essere effettuata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinata in base agli elementi di cui al comma 2 lett. a, nel caso di appalti di importo superiore alla soglia comunitaria in cui, per la prevalenza della componente tecnologica o per la particolare rilevanza tecnica delle possibili soluzioni progettuali, si ritiene possibile che la progettazione possa essere utilmente migliorata con integrazioni tecniche proposte dall’appaltatore (art. 21 comma 1 ter). 25

L’appaltatore deve possedere i requisiti progettuali previsti dal bando o deve avvalersi di un progettista qualificato, il bando indica l’ammontare delle spese di progettazione esecutiva comprese nell’importo a base di appalto e i requisiti richiesti al progettista. L’ammontare delle spese di progettazione non è soggetto a ribasso d’asta (art. 19 comma 1 ter). pg. 34/53


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progetto preliminare e da un piano finanziario corredato dalle essenziali indagini preliminari geologiche, geotecniche, idrogeologiche e sismiche. In queste gare è facoltà delle pubbliche amministrazioni ammettere nella gara, la possibilità di apportare varianti migliorative al progetto posto a base. Tale possibilità è da esplicitare nel bando, indicando quali parti dell’opera possono essere soggette a variazione. L’offerente presenterà l’eventuale canone che corrisponderà all’amministrazione, il tempo di esecuzione dei lavori, la durata della concessione, il piano tariffario con relativi aggiornamenti, eventuali varianti d’offerta, piano economico e finanziario dell’investimento. Il criterio di giudizio è rappresentato dall’offerta economicamente più conveniente che nel caso specifico sarà pertanto costituito: – dal prezzo; – dal valore tecnico ed estetico dell’opera; – dal valore economico; – dal tempo di esecuzione dei lavori; – dal rendimento; – dalla durata della concessione; – dalle modalità di gestione e dai criteri di aggiornamento del piano tariffario. La controprestazione a favore del concessionario consisterà unicamente nel diritto di sfruttare i benefici derivanti dal funzionamento dell’opera ed eventualmente integrati da un prezzo da erogare in unica rata o in più rate annuali a conclusione dell’opera qualora necessario. La durata della concessione può essere anche superiore a 30 anni allo scopo di assicurare al concessionario il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli investimenti (art. 19 comma 2 bis). 5.4. Il sistema di scelta del concessionario negli interventi di Project Financing Entro 4 mesi dalla ricezione delle proposte, le amministrazioni valutano la fattibilità della proposta sotto il profilo costruttivo, ambientale, della qualità architettonica, della funzionalità, della fruibilità, accessibilità, rendimento, costo di gestione e di manutenzione, durata della concessione, tempi di ultimazione dei lavori, dei piani tariffari, valore economico e finanziario. Ricevuta, valutata ed accettata la proposta d’intervento avanzata da un promotore privato, la Pubblica Amministrazione interessata al progetto provvede ad istruire (entro 3 mesi) una regolare gara per l’affidamento dell’incarico. La gara ha come fine la selezione dei due miglior offerenti che si aggiungeranno al promotore del progetto per intavolare con l’aggiudicatario una trattativa privata al fine di aggiudicare la concessione di progettazione, costruzione e gestione dell’opera. La licitazione privata per la selezione dei due concorrenti (è altresì consentita la procedura di appalto-concorso) si svolge secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla scorta della documentazione prodotta dal promotore privato, eventualmente modificata e adattata, e fatta propria dalla Pubblica Amministrazione. Tale documentazione comprende lo studio di fattibilità; - il progetto preliminare; - una bozza di convenzione; - un piano economico e finanziario asseverato da un istituto di credito (o società di servizi di cui all’art. 37 bis comma 1); - una specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione; pg. 35/53


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- gli elementi di giudizio per la valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose per l’espletamento della licitazione privata. Sarà inoltre incluso il costo delle spese sostenute per l’elaborazione ivi compresi i diritti per le opere d’ingegno ai sensi dell’ art.2578 del Codice civile. Questo non potrà superare il 2,5% del valore dell’investimento. L’offerta dei concorrenti si riferirà, quindi, al progetto preliminare con le opportune varianti migliorative ammesse e ritenute idonee di presentazione ai fini della valutazione. Qualora non vi siano concorrenti il promotore risulterà aggiudicatario. A tutela del contratto il promotore avrà preventivamente versato una cauzione pari al 2% dell’importo dei lavori da prestare anche mediante fidejussione bancaria o assicurativa allo scopo di garantire la firma del contratto qualora il concorrente risultasse vincitore. Tale fidejussione maggiorata, sino a coprire le spese stimate per la formulazione della proposta, servirà a rifondere i concorrenti non aggiudicatari. In tal caso infatti il promotore è tenuto a versare all’altro, o agli atri soggetti, che hanno partecipato alla procedura il rimborso delle spese contenute e documentate. L’aggiudicatario avrà infine la facoltà o l’obbligo, secondo quanto indicato nel bando di gara, di costituire un’apposita società di progetto in forma di società per azioni o a responsabilità limitata anche consortile con costituzione di un capitale non inferiore a quanto indicato nel bando di gara. Tale società può essere capitalizzata anche mediante emissione di obbligazioni previa autorizzazione degli organi di vigilanza, anche in deroga al limite di cui all’art. 2410 del codice civile, purché garantite mediante ipoteca. 5.6. La pubblicità In osservanza allo spirito di trasparenza e di concorrenzialità, la Disciplina accoglie le direttive europee sulla pubblicità degli appalti e ne dispone l’amministrazione somministrando obblighi più ampi in rapporto all’ammontare dell’appalto. Tali obblighi prevedono differenti gradi di diffusione a partire dall’ambito europeo, per importi sopra la soglia raccomandata dal UE, sino al solo rispetto dell’affissione in albo pretorio del comune, per appalti di modesta entità. Le spese relative alla pubblicità devono essere inserite nel quadro economico del progetto tra le somme a disposizione dell’amministrazione (at. 29 comma 2). La Disciplina istruisce inoltre sui contenuti e sulle procedure per bandire le gare e sulle modalità di informazione degli esiti delle stesse. I contenuti essenziali dei bandi di gara sono rappresentati, dall’identificazione dell’Amministrazione aggiudicatrice, dall’identificazione dell’appalto, dalla dichiarazione del suo ammontare, dalla localizzazione, dalla data e luogo di aggiudicazione nonché dall’identificazione del RdP. 6. L’amministrazione e la disciplina dei contratti.

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L’avvio della fase di realizzazione è suggellato dalla stipula di un contratto26 a titolo oneroso tra l’imprenditore e la stazione appaltante che, tra i privati può limitarsi alla forma verbale. Nei contratti per le opere pubbliche la disciplina richiede viceversa la loro redazione scritta in forma non solenne, ovverosia non redatta in forma di scrittura pubblica alla presenza di un notaio o pubblico ufficiale. Rispetto ad altri contratti, la specificità dei contratti relativi alla realizzazione di opere di costruzione consiste nel fatto che le due parti s’impegnano in relazione ad un bene ancora inesistente. Da una parte la committenza s’impegna ad acquistarlo e dall’altra, l’appaltatore, a realizzarlo. E’ per questa ragione che tali appalti si definiscono “appalti su commessa” e i relativi contratti, “contratti d’obbligazione”27. Stante l’assenza del bene e a tutela dei possibili rischi, nonché per evitare conseguenti contenziosi, il contratto mira ad essere quanto più preciso possibile. Esso prefigurerà l’oggetto regolando quanto più possibile, parallelamente (talvolta prevalentemente), il suo processo attuativo. A questo scopo la Disciplina prevede che il contratto sia sempre integrato da documentazione tecnica per specificare i livelli di qualità richiesti, i costi, i tempi di attuazione nonché il grado di efficaciaefficienza da conseguire nell’espletamento dell’ufficio richiesto. La Disciplina stabilisce altresì che un’opera non possa essere realizzata mediante appalti “a stralcio”, ma in maniera integrale o almeno mediante appalti di “lotti funzionali e funzionanti”, ovvero sia di parti dell’opera dotate di un’autonoma funzionalità. 6.1. Il perfezionamento del contratto nelle differenti forme di appalto Prima della stipula del contratto le parti vengono obbligate alla redazione di uno “schema” di contratto e relativa documentazione tecnica integrativa. Nelle procedure concorsuali e di gara, e quindi nella maggioranza dei casi, tale documentazione coincide con la “soluzione posta a base di gara” da confrontare con la soluzione d’offerta fornita dagli aspiranti contraenti. In generale la disciplina dispone condizioni alquanto “controllate” nel perfezionamento tra documentazione precontrattuale e documentazione di contratto vero e proprio. Innanzitutto viene disposto che i contratti di appalto vengano stipulati a seguito dell’aggiudicazione della gara (60gg) o a seguito della comunicazione dell’accettazione dell’offerta in caso di trattativa privata o cottimo fiduciario (30gg) Ma nell’interpretazione più rigorosa, il contratto dovrebbe essere altresì stipulato nell’imminenza dei lavori quando siano certi tutti gli elementi delle opere da contrattualizzare e quindi a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo.28

26

Come sancito in generale dall’art. 1321 del CC il contratto rappresenta l’accordo di due o più parti che viene instaurato per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale tra gli stessi. 27

All’art. 1677 del Codice civile si legge: L’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”. La disciplina stabilisce, in integrazione a quanto disposto dal Codice Civile che la controprestazione possa essere corrisposta con il trasferimento di beni di proprietà dell’amministrazione aggiudicatrice o nelle concessioni mediante il godimento temporaneo del medesimo bene oggetto del contratto. 28

D’altro canto, ai sensi dell’art 71 del Regolamento, l’appaltatore congiuntamente all’invio dell’offerta dovrà dichiarare di aver preso visione dei luoghi, che non esistono vincoli ostativi alla sua realizzabilità, che la documentazione progettuale è stata parimente visionata ed è coerente ed esauriente e che i prezzi offerti sono remunerativi e che non esistono condizioni particolari che possono, in generale, vincolare la realizzabilità e la realizzazione di un profitto. pg. 37/53


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Nella realtà, pur conducendo alla prevalente applicazione di questa condizione, la Disciplina rende possibili altre forme di selezione e di affidamento che, come già rilevato nel precedente capitolo, si differenziano in rapporto ai differenti livelli di approfondimento progettuale posto a base di gara. Riconoscendo tali variabilità e le corrispondenti differenziazioni del grado di rischio la Disciplina dispone differenti maniere di specificare i requisiti tecnici dell’opera e apposite integrazioni alla documentazione di progetto quando questa coincide con la documentazione precontrattuale. In relazione al grado di definizione del progetto ammesso per l’espletamento della gara, si possono distinguere documentazioni integrative di tipo prevalentemente descrittivo-oggettuali e documentazioni di tipo prevalentemente prestazionale. Si riferiscono al tipo prevalentemente descrittivo i documenti posti a base di gara e per la stipula dei contratti espletati con il sistema dell’appalto dei lavori ove il livello di approfondimento è quello esecutivo. Per quanto riguarda gli appalti di lavori sono definiti i seguenti documenti tecnici coincidenti sia per la gara che per la stipula del contratto: -il capitolato generale -il capitolato speciale -gli elaborati grafici progettuali (definitivi o esecutivi a seconda del tipo di appalto) -l’elenco dei prezzi unitari -il cronoprogramma -i piani di sicurezza -il piano di manutenzione. Viceversa nel caso di appalti di costruzione e progettazione la documentazione precontrattuale e quella contrattuale potranno essere sia del tipo prestazionale che descrittivo in quanto riferibili al progetto definitivo a base di gara nonché alle eventuali offerte predisposte, alla scala esecutiva, dall’aggiudicatario.29 Per questo tipo di affidamento la Disciplina dispone in sede di aggiudicazione un’opportuna integrazione della documentazione già prevista per il progetto definitivo. Quest’integrazione prevede la redazione dello schema di contratto, del capitolato speciale d’appalto nonché la presenza del cronoprogramma dei tempi di elaborazione della progettazione esecutiva e delle modalità di controllo della stessa.30 Il caso limite è rappresentato dall’appalto di concessione affidato sulla scorta di una licitazione privata. In questo caso la Disciplina consente la stipula del contratto prima dello sviluppo della progettazione che, insieme alla realizzazione e alla gestione, costituisce appunto l’oggetto della concessione. L’assenza di un progetto dettagliato impone quindi l’impiego di una documentazione che sappia proficuamente esprimersi in maniera prestazionale. La documentazione integrativa al progetto preliminare riguarda in questo caso un capitolato prestazionale, informazioni circostanziate sulle caratteristiche del terreno e uno schema di contratto (ai sensi dell’art.86 del regolamento) ove sono riportati, oltre alle caratteristiche dell’opera, le modalità di elaborazione-approvazione del progetto e di

29

Nei sessanta giorni che decorrono d’obbligo a partire dall’aggiudicazione per la stipula del contratto la stazione appaltante potrebbe eventualmente disporre l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni e la redazione del progetto esecutivo al fine di ridurre al massimo le condizioni di rischio del contratto. 30

Tenendo in considerazione la forte differenziazione delle soluzioni di “attacco a terra” dell’edificio in relazione all’aleatorietà del terreno la Disciplina dispone circostanziate informazioni circa la natura, le caratteristiche fisico-meccaniche del terreno e le condizioni orografiche. pg. 38/53


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vigilanza-collaudo delle opere, gli aspetti finanziari e tariffari del piano economico-finanziario nonché i tempi e le condizioni relativi alla validità della concessione, gli oneri e le garanzie. A fronte di un maggior onere per i concorrenti, il ricorso all’aggiudicazione della concessione mediante appalto-concorso consente di ridurre i margini di rischio del contratto in quanto questi può stipularsi sulla scorta della documentazione esecutiva prodotta dal vincitore in sede di gara. In questo caso la documentazione precontrattuale di livello preliminare viene “perfezionata” con l’aggiudicazione della gara riconducendo la stipula del contratto nei margini di rischio previsti per i normali appalti di lavoro. 6.2. La contrattualizzazione del compenso In relazione ai possibili gradi di definizione del progetto, la Disciplina distingue inoltre differenti maniere di contrattualizzare i compensi per le prestazioni. Per queste differenti maniere possono distinguersi contratti in economia, contratti a misura, contratti a corpo cui corrisponde una differente ripartizione dei rischi tra impresa e committente. 6.2.1. Il contratto in economia. Tale contrattualizzazione si riferisce ad un rapporto in cui si perfeziona l’acquisto della manodopera e il suo compenso che viene corrisposto in relazione al tempo effettivamente impiegato per il compimento dell’opera. In questo caso è quindi il committente ad assumere la quota integrale del rischio accollandosi, oltre all’aleatorietà dei tempi di realizzazione, anche quelle legate ai costi dei materiali, dei noli e di qualsiasi altra cosa che si rende necessaria per dare completamento all’opera. Il ricorso ai contratti in economia è, quindi, fortemente limitato dalla Disciplina ed è riferibile esclusivamente a: - opere di manutenzione e riparazione scaturite da esigenze urgenti e improvvise; - manutenzione di impianti o opere inferiori a 50.000 euro; - per interventi di sicurezza non programmabili; - per provvedere opere urgenti in caso di risoluzione di precedenti contratti o di negligenze. Nei contratti delle opere pubbliche i lavori in economia sono debitamente individuati ed esclusi dall’ammontare contrattualizzato riservando appositi fondi di spesa per coprirne l’eventuale esecuzione. I lavori in economia possono essere eseguiti tramite: – amministrazione diretta, per opere inferiori a 50.000 Euro ove il RdP, opportunamente coadiuvato, acquista materiali e noleggia i mezzi oltre a coordinare l’esecuzione; – cottimo, per opere inferiori a 200.000 Euro ove, la prestazione lavorativa può essere compensata sia a misura sia a corpo. I contratti a cottimo sono stipulati mediante indagine di mercato fra almeno cinque imprese o in maniera diretta per opere inferiori a 20.000 Euro. 6.2.2. I contratti a misura. In questo tipo di contratti viene perfezionato l’acquisto di opere compiute; il suo compenso viene determinato e corrisposto mediante la rilevazione delle quantità effettivamente realizzate. In questo caso è quindi evidente che i rischi economici della realizzazione sono assunti prevalentemente dalla stazione appaltante ferma restando l’invarianza del corrispettivo unitario offerto dall’appaltatore in sede di contrattualizzazione. Tali contratti possono essere impiegati per i contratti di appalti relativi a manutenzione, restauro e scavi archeologici, ovvero quando risulti difficile determinare a priori l’entità delle lavorazioni. L’aggiudicazione di questi contratti avviene mediante ribasso sull’elenco dei prezzi unitari.

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6. 2.3. I contratti a corpo. La finalità della Disciplina è quella di fissare con certezza il costo delle opere e privilegia pertanto il ricorso a questo tipo di contrattualizzazione che, di fatto, accolla sull’imprenditore la maggioranza dei rischi. Il compenso omnicomprensivo pattuito tra le parti è in questo caso determinato dal ribasso offerto dall’impresa sull’importo globale dei lavori anche determinabile in rapporto ai ribassi dei singoli prezzi unitari. Appartengono a questo tipo di contrattualizzazione gli appalti di progetto e costruzione di opere d’ingegneria ove sia prevalente la componente impiantistica e tecnologica e quindi ad esclusione di manutenzione, restauro e scavi archeologici. 6.2.4. I contratti con compensazione mista. Pur rispettando lo scopo di mantenere certi i costi dell’opera e di contenere i rischi contrattuali, nella pratica la possibilità di ricorrere ad un contratto integralmente a corpo è ridotto. Anche nel caso di appalto tradizionale il contratto è perciò rappresentato da un contratto prevalentemente stipulato a corpo e integrato, per le parti e per quelle opere accessorie difficilmente quantificabili, da contrattualizzazioni a misura e in economia. L’identificazione degli importi da contrattualizzare con le differenti forme e la loro incidenza sull’importo totale presunto dovrà essere già indicata in sede di approvazione della progettazione esecutiva e, ovviamente, ribaditi in sede di contratto. 6.3. La documentazione integrativa d’ appalto Il contratto d’appalto è supportato, almeno, dalla seguente documentazione: – capitolati generali e speciali, integrati da schede di specifica tecnica e procedurale; – elaborati grafici; – quadro economico con particolare riferimento alle voci da contrattualizzare; – cronoprogramma generale e specifico dei ruoli da contrattualizzare; – eventuale piano di qualità; – piano di sicurezza; – piano di manutenzione. Eventualmente può essere disposta l’integrazione supplementare della presenza di un piano di qualità ai sensi ISO 9000. 6.3.1. Capitolati generali. Il documento di riferimento per l’integrazione tecnica dei contratti è rappresentato dal Capitolato Generale che viene redatto allo scopo di perfezionare i reciproci obblighi stabiliti dalla Disciplina e di coordinare la documentazione tecnica integrativa dell’appalto. Esso deve contenere almeno: - i termini di esecuzione, le penali nonché le condizioni entro cui il RdP concede proroghe; - il programma di esecuzione dei lavori; - le condizioni di sospensione dei lavori totali o parziali e i criteri di eventuali indennizzi; - gli oneri a carico dell’appaltatore e gli obblighi in casi di difetti di costruzione; - la contabilizzazione dei lavori a misura e a corpo; - le modalità di liquidazione dei corrispettivi; - il piano dei controlli; - le specifiche modalità e i termini di collaudo; - i modi e i casi di riconoscimento dei danni causati da forza maggiore; - le modalità di soluzione delle controversie. 6.3.2. Capitolati speciali e specifiche tecniche di progetto. E’ riferita al Capitolato Speciale la specificazione dell’ammontare del contratto con l’obbligo di distinguere percentualmente le somme pg. 40/53


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delle opere in relazione alle loro modalità di corresponsione: in economia, a corpo o a misura. Il Capitolato Speciale enuclea inoltre l’ammontare presunto di ogni singola lavorazione allo scopo di evidenziare i limiti oltre i quali dette lavorazioni richiedono la qualifica del prestatore d’opera. Sono altresì affidati ai Capitolati Speciali la specificazione tecnica delle opere e le norme procedurali per l’espletamento del contratto. A questo scopo ad integrazione di quanto contenuto negli elaborati grafici, i Capitolati Speciali provvederanno a descrivere la natura31 e la localizzazione delle singole opere, a specificare le prestazioni richieste ivi compresi i criteri di accettazione, le modalità di prova dei materiali e dei componenti32, le norme di misurazione, nonché le modalità di esecuzione e l’ordine da tenersi nelle lavorazioni. In relazione al tipo di appalto le suddette specificazioni possono svolgersi in maniera descrittiva con specifico riferimento alle soluzioni tecniche già prefigurate dal progetto a base d’appalto ovvero su base prestazionale, quando i contenuti progettuali non siano sufficienti ad individuare con precisione la soluzione. 6.3.3. Elaborati grafici. La documentazione grafica della progettazione è parte integrante del contratto. In relazione al tipo di appalto questa può identificarsi con: – il progetto esecutivo predisposto dal committente in caso di appalto tradizionale; – il progetto esecutivo predisposto dal concorrente in caso di appalto-concorso; – il progetto definitivo predisposto dal committente in caso di appalto di progetto e costruzione; – il progetto preliminare predisposto dal committente quando trattasi di contratto di concessione. Anche in questo caso, e in relazione al livello di approfondimento, i contenuti possono essere redatti in maniera oggettuale-descrittiva ovvero in maniera prestazionale. In ogni caso, e indipendentemente dal tipo di appalto e relativo livello progettuale, la Disciplina dispone invariabilmente la predisposizione o l’eventuale integrazione degli elaborati grafici con documenti da cui sia possibile desumere con certezza l’entità e l’ammontare delle opere necessarie alla realizzazione delle fondazioni e, più in generale, dell’attacco a terra dell’edificio. 6.3.4. Il Quadro economico. Secondo quanto disposto dalla Disciplina, le risorse economiche a disposizione delle Stazioni Appaltanti per la corresponsione dei lavori e la copertura di tutte le spese necessarie per la realizzazione dell’opera, risultano dal Quadro economico da allegare al progetto approvato.33 La determinazione del Quadro economico spetta in prima istanza alla stazione appaltante ma per il perfezionamento del contratto si dovrà tener conto delle offerte dei concorrenti. 31

Nella specificazione delle opere è fatto divieto di identificare prodotti e soluzioni tecniche menzionando prodotti di una determinata fabbricazione o provenienza, marchi o brevetti. Quando ciò avviene questa deve essere impiegata utilizzando la dicitura “o equivalente”. 32

Quando la progettazione preveda il ricorso a componenti prefabbricati la loro accettazione e i metodi di prova sono debitamente descritti dai Capitolati Speciali indicando le documentazioni da presentare, e da controllare a cura della Direzione Lavori, riguardanti l’omologazione e l’esito delle prove di laboratorio 33

Il Regolamento stabilisce i contenuti dei quadri economici da allegare, con differente grado di approfondimento, ai tre livelli di progettazione. Come indicato al comma 1 dell’art. 17 questi si articoleranno nelle seguenti voci di costo: a) lavori a misura, a corpo, in economia, suddivisi in importi per l’esecuzione delle lavorazioni ed importi per l’attuazione dei piani di sicurezza. b) somme a disposizione della stazione appaltante per: 1- lavori in economia, previsti in progetto ed esclusi dall’appalto; 2- rilievi, accertamenti e indagini; 3- allacciamenti ai pubblici servizi; 4- imprevisti; 5- acquisizione aree o immobili; pg. 41/53


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In caso di appalti di lavori il perfezionamento si limiterà ai lavori aggiornandone l’importo in relazione al ribasso offerto sull’ammontare delle opere e/o sui singoli prezzi unitari; in caso di progetto e costruzione, stipulato a forfait, il suo perfezionamento è dato dall’offerta globale dell’appaltatore; in caso di concorso-appalto o di concessione il perfezionamento del quadro economico riguarderà tutte le voci di spesa in esso contenute sulla scorta delle offerte avanzate dai concorrenti. Con riferimento alla determinazione presunta dell’importo dei lavori, la Disciplina dispone il ricorso al computo metrico-estimativo, compilato sulla scorta di prezzari ufficiali della stazione appaltante o di listini correnti, e suffragato da relativa analisi dei prezzi unitari. L’analisi dei prezzi unitari, indispensabile per la formazione di prezzi per particolari voci d’opera che risultino mancanti dai listini suddetti, si svolge mediante: - l’analisi dei prezzi, ovverosia la determinazione e composizione dei materiali necessari, della mano d’opera, dei noli e trasporti dedotta dai prezzi di mercato; - l’incremento di una percentuale per spese da destinare alla sicurezza; - l’incremento di una percentuale variabile tra 13 e 15% per spese generali; - l’incremento di una percentuale del 10% per gli utili dell’appaltatore. 6.3.5. Cronoprogramma. E’ un documento integrativo richiesto per regolare i tempi di esecuzione del contratto nonché per pianificare le relative corresponsioni. 6.3.6. Piano di Qualità. Nel caso di interventi complessi la Disciplina dispone che il capitolato preveda l’obbligo di redazione da parte dell’aggiudicatario prescrivendone al tempo stesso i contenuti, anche in relazione alle norme ISO 9000 e la criticità delle lavorazioni. Per la costruzione e l’istallazione di strutture o impianti, da sottoporre all’approvazione della DL, tale piano dovrà almeno identificare tre classi d’importanza delle lavorazioni: -critica, quando le strutture, gli impianti e i componenti incidono sulla sicurezza -importante, quando le strutture, gli impianti e i componenti incidono sulla regolarità delle prestazioni o quando queste siano di onerosa sostituibilità o rilevante costo; - comune, in tutti gli altri casi. 6.3.7. Piani di Manutenzione. I Piani di Manutenzione costituiscono parte integrante del contratto quando questo si stipula sulla base di un progetto esecutivo. Essi sono tesi a prevedere, pianificare e programmare la manutenzione dell’opera e in particolare le parti impiantistiche al fine di mantenere nel tempo la funzionalità, la qualità, l’efficienza e il valore. A tale scopo la Disciplina dispone che tra i suoi obblighi contrattuali l’appaltatore debba redigere, quando previsto, e curare il suo continuo aggiornamento in corso d’opera. I piani di manutenzione sono composti dalla seguente documentazione:

6- accantonamento di cui all’articolo 26, comma 4, della Legge; 7- spese tecniche relative alla progettazione, alle necessarie attività preliminari, nonché al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, alle conferenze di servizi, alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, assistenza giornaliera e contabilità, assicurazione dei dipendenti; 8- spese per attività di consulenza o di supporto; 9- eventuali spese per commissioni giudicatrici; 10- spese per pubblicità e, ove previsto, per opere artistiche; 11- spese per accertamenti di laboratorio e verifiche tecniche previste dal capitolato speciale d’appalto, collaudo tecnico amministrativo, collaudo statico ed altri eventuali collaudi specialistici; 12- I.V.A. ed eventuali altre imposte; pg. 42/53


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-manuale d’uso, riferito alle parti più importanti, finalizzato in particolare a limitare i danni derivanti dall’uso improprio, per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento. Esso comprende sezioni con informazioni relative alla localizzazione delle parti interessate, rappresentazione grafica, descrizione e modalità d’uso appropriato; -manuale di manutenzione, finalizzato a fornire indicazioni utili alla manutenzione e articolato nelle seguenti informazioni: localizzazione delle parti, rappresentazione grafica, descrizione delle risorse necessarie per gli interventi, livello minimo delle prestazioni, anomalie riscontrabili, manutenzioni eseguibili dall’utente e manutenzioni a cura del personale; -programma di manutenzione, articolato secondo in un sistema di controlli e di interventi da eseguire a cadenze temporali, articolato in tre sottoprogrammi: delle prestazioni, per classi di requisito, di ciascuna parte; dei controlli, che definisce il programma delle verifiche al fine di rilevare le prestazioni che devono rientrare entro i valori di collaudo e quelli minimi accettabili e dei differenti interventi di manutenzione necessari per una corretta conservazione del bene. 6.3.8. Piani di Sicurezza. I Piani di sicurezza sono complementari al progetto esecutivo e rappresentano gli elementi per il coordinamento delle lavorazioni ai fini di prevenire la salute e l’incolumità degli operatori. Per la loro redazione si richiede preventivamente di individuare la categorie di opere e i relativi rischi connessi con particolare riferimento alle condizioni di sovrapposizione delle lavorazioni. La documentazione è rappresentata da: - relazione tecnica, ove sono descritti i procedimenti produttivi con specificazione delle attività critiche, stima della durata e valutazione dei rischi in rapporto al sito, alla pianificazione dei lavori, alla compresenza di più operatori e all’impiego di sostanze pericolose; - disciplinare, contenente le prescrizioni operative atte a garantire il rispetto delle norme in materia di prevenzione infortuni e tutela della salute dei lavoratori. 6.4. Risoluzione dei contratti. Il contratto termina la sua efficacia con l’adempimento delle prestazioni da parte dell’appaltatore o decorso il tempo che delimitava la sussistenza del rapporto come nelle concessioni. Ciò nonostante è prevista la sua risoluzione anticipata quando ricorrono le seguenti circostanze: – sopravvenuta impossibilità, non imputabile alle due parti, di concludere il contratto; – risoluzione per mutuo consenso; – inadempienza di una delle due parti. In quest’ultimo caso, e relativamente alle inadempienze dell’appaltatore, queste possono riguardare gravi irregolarità o gravi ritardi accertati dalla DL che possono compromettere la buona riuscita dei lavori. In questo caso il procedimento di risoluzione del contratto è preceduto dall’intimazione di provvedere entro 10 giorni al ripristino delle normali condizioni. Possono altresì realizzarsi condizioni di risoluzione a causa dell’appaltatore per intervenute sentenze penali o per reati attinenti frodi riguardanti lavori o violazione di obblighi per la sicurezza sul lavoro. In quest’ultimo caso il RdP può procedere alla risoluzione del contratto. La risoluzione sarà preceduta con preavviso di 20 giorni dalla redazione dello stato di consistenza dei lavori già eseguiti e l’inventario dei materiali, macchine e mezzi d’opera che prenderà in consegna la DL. Al momento della risoluzione è prevista la liquidazione dei lavori già effettuati decurtati degli oneri derivanti dalla risoluzione delle cause poste in essere. pg. 43/53


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In qualsiasi caso è comunque facoltà della Stazione Appaltante recedere dal contratto, previo pagamento dei lavori già eseguiti e del decimo dell’importo dei lavori non ancora eseguiti calcolato sui 4/5 dell’importo posto a base di gara e depurato del ribasso praticato. Ad esso può aggiungersi il prezzo di materiali, macchine e mezzi che la stazione appaltante reputa utili per la continuazione dei lavori. Anche in questo caso il collaudo delle opere già eseguite sarà effettuato con preavviso non inferiore a 20 giorni. 7. La disciplina della costruzione 7.1. I soggetti responsabili della costruzione. 7.1.1. Appaltatore. La Disciplina individua nell’appaltatore il soggetto che, con assunzione di rischi e di responsabilità e disponendo dei mezzi più opportuni, provvede alla realizzazione delle opere. E’ inoltre attribuita alle sue funzioni la manutenzione, a fini amministrativi, del progetto esecutivo per tutte le varianti intervenute in fase di costruzione nonché il conseguente adeguamento dei piani operativi per la sicurezza. 7.1.2. Direttore Tecnico. Soggetto che opera per conto dell’impresa allo scopo di programmare, gestire, e controllare l’avanzamento dei lavori e di vigilare sull’applicazione dei rapporti contrattuali. 7.1.3. Direzione Lavori. I lavori sono coordinati da un Direttore Lavori coadiuvato, in relazione alla dimensione e complessità delle opere, da eventuali assistenti da individuare prioritariamente tra gli uffici tecnici delle Amministrazioni appaltanti o altre Amministrazioni Pubbliche, nel progettista incaricato del progetto e, in via subordinata, in altri professionisti da incaricare mediante regolari procedure di gara. In sintesi, gli uffici della DL sono riconducibili: – al controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione dei lavori; – al regolare controllo dei rapporto contrattuali che intercorrono tra impresa e i suoi dipendenti; – alla cura della costante verifica di validità del progetto esecutivo, del programma di manutenzione, dei manuali d’uso e di manutenzione in relazione all’avanzamento dei lavori. Nello svolgimento di queste mansioni sono attribuite responsabilità circa la qualità dei materiali, con particolare riferimento alle loro caratteristiche meccaniche, la conformità dell’opera al progetto contrattualizzato, la regolarità giuridica e tributaria dell’impresa, l’avvenuto aggiornamento della documentazione di progetto in relazione ad eventuali variazioni ammesse. 7.1.3. Direttore Operativo. Ai sensi dell’art.125 del regolamento, il DdL può essere coadiuvato da direttori operativi a cui possono essere demandate le seguenti funzioni : - verificare le pratiche di denuncia dell’appaltatore dei calcoli delle strutture; - programmare e coordinare l’ispezione dei lavori; - aggiornare il cronoprogramma dei lavori e segnalare eventuali difformità; - assistenza nella rilevazione e rimozione dei difetti nonché nella promozione di azioni correttive; - assistenza ai collaudi e alla messa in uso degli impianti; - collaborare alla tenuta dei libri contabili.

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7.1.3. Ispettori di cantiere. Gli ispettori sono nominati dalla committenza e affiancano la DL nella vigilanza dei lavori. La vigilanza viene espletata prevalentemente attraverso regolari controlli sulle attività quotidiane, monitoraggi durante lavorazioni speciali nonché dalla predisposizione dei modi e dall’osservazione di collaudi da svolgersi in corso d’opera e ad ultimazioni dei lavori. Le ispezioni di accettazione dei materiali costituiscono la condizione indispensabile per la messa in opera e l’avvio delle lavorazioni relative. 7.1.4. Coordinatore della Sicurezza. La disciplina identifica uno specifico soggetto, con attribuzione di corrispondente responsabilità, per l’ applicazione di quanto previsto nella progettazione ai fini della salvaguardia dell’incolumità e della salute dei lavoratori. Tale mansione si espleta nell’adeguamento e applicazione di quanto contenuto nei piani di sicurezza. Il ruolo può essere ufficiato dal Direttore dei Lavori o, qualora, questi sia sprovvisto dei necessari requisiti di legge, demandato ad un apposito direttore operativo. E’ sua facoltà, in caso di gravi inadempienze, proporre alla DL la sospensione dei lavori. 7.2. Disposizioni per la consegna, la conduzione e i collaudi dei lavori. 7.2.1. La consegna dei lavori. Dopo l’approvazione del contratto la Disciplina dispone che il RdP autorizzi il DL alla consegna dei Lavori che provvederà alla sua attuazione comunicando all’impresa il giorno e il luogo ove dovrà presentarsi con gli idonei mezzi per iniziare il tracciamento e i profili delle opere nonché provvedere alla collocazione dei picchetti, dei capisaldi, e delle sagome il cui mantenimento saranno a carico dell’appaltatore. L’atto formale della consegna è rappresentato dal “processo verbale di consegna dei lavori” redatto in contraddittorio tra impresa e DL. 7.2.2. Processo verbale di consegna dei lavori. In questo documento saranno riportati elementi relativi alle condizioni del luogo (privo di vincoli, impedimenti, cose e persone), alle operazioni eseguite per realizzare i tracciamenti, agli accertamenti delle misure e collocazione delle sagome e ai profili di eventuali cave affidate all’appaltatore per calcolare il materiale da esse estratto. Esso è redatto in duplice copia controfirmata. A partire dalla data di firma del “processo verbale di consegna” saranno calcolate le durate dei lavori e i relativi termini contrattuali. E’ possibile, quando richiesto dalla natura dei lavori e specificato nel capitolato speciale, provvedere con più consegne dei lavori. Qualora si riscontrino anomalie o difformità nello stato dei luoghi la consegna non può essere effettuata e l’appaltatore può avanzare riserve che saranno annotate nel processo verbale di consegna. 7.2.3. Inizio dei lavori. L’esecuzione dei lavori può iniziare, ad eccezione dei lavori di manutenzione o scavi archeologici, solo a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo. Prima dell’esecuzione dei lavori l’appaltatore dovrà ottenere l’approvazione di un programma esecutivo anche indipendente dal cronoprogramma contenuto nel progetto esecutivo. 7.2.4. Giornale dei lavori. La disciplina identifica nel Giornale dei Lavori il documento di connessione e di coordinamento di tutte le azioni intraprese dall’organizzazione preposta alla costruzione. In esso vengono ascritte tutte le circostanze che possono influire sulle lavorazioni nonché le lavorazioni e i mezzi d’opera del cantiere; in esso sono altresì registrati gli ordini di servizio e le contestazioni che la DL o l’Appaltatore vogliono comunicare al RdL circa aspetti tecnici influenti sulla conduzione e sulla pg. 45/53


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qualità delle opere. Sul giornale sono riportati gli estremi dei verbali, delle riserve e delle eventuali perizie di variante. La prima trascrizione del giornale si riferisce al “processo verbale di consegna”. 7.2.5. Ordine di servizio. Gli ordini di servizio rappresentano le comunicazioni ufficiali e gli strumenti con cui il RdP trasmette indicazioni e prescrizioni alla DL e quest’ultimo all’appaltatore. L’ordine di servizio viene redatto in due copie di cui una depositata e una trasmessa all’appaltatore per la firma di presa visione. L’ordine di servizio non rappresenta la sede per esprimere riserve da parte dell’appaltatore. 7.2.6. Le contestazioni e le riserve. La Disciplina regolamenta l’eventuale contraddittorio dell’impresa attraverso gli strumenti delle contestazioni e delle riserve. Le contestazioni da parte dell’impresa si appuntano ai rilievi, alle misurazioni ed alle determinazioni assunte dalla DL o ad informare circa eventuali e pregiudizievoli inadempienze dell’organizzazione appaltante. Le riserve sono da intendersi come opposizione formale alle determinazioni assunte dall’ente appaltante durante la gestione dei lavori. 7.2.7. Termini suppletivi e proroghe alla conclusione dei lavori. I termini di conclusione dei lavori previsti dal cronoprogramma possono essere comunemente modificati, mediante un atto aggiuntivo nel quale si perviene alla “novazione del termine” e senza alcuna variazione ai rapporti economici. Lo slittamento può avvenire per fatti imprevisti o imprevedibili determinando una nuovo termine per l’ultimazione dei lavori. Tale termine è detto termine suppletivo in quanto la proroga, in queste condizioni, non è sottoposta alla discrezionalità decisionale del committente e può essere richiamata anche senza una preventiva e tempestiva domanda. Le proroghe del termine possono altresì discendere dalla decisione del committente, quando avanzate e debitamente motivate da parte dell’appaltatore, solamente se non siano imprevedibili e impreviste. 7.2.8. Sospensioni dei lavori. In casi speciali che impediscono le lavorazioni la DL può provvedere a dichiarare la Sospensione dei Lavori. Alla sospensione dei lavori può altresì provvedere direttamente il RdP per evidenti ragioni di pubblico interesse. L’atto che formalizza tale azione è rappresentato dal Verbale di Sospensione ove saranno indicate oltre alle ragioni, lo stato di avanzamento dei lavori, le cautele necessarie per garantire la corretta ripresa, la consistenza delle risorse presenti in quel momento in cantiere. Il verbale di sospensione deve essere trasmesso al RdP ivi incluse le eventuali riserve che l’impresa può avanzare in merito all’oggetto della sospensione; successivamente alla sospensione, la DL è tenuta a vigilare sul mantenimento dei mezzi e delle opere in cantiere oltre a verificare la sussistenza delle condizioni per riprendere i lavori. 7.2.9. Varianti ammesse in corso d’opera. La disciplina riconosce differenti forme di varianti che, ai fini della loro amministrazione, si distinguono per ragioni e per entità della modifica. Le varianti ammesse in corso d’opera si riferiscono a modificazioni derivanti da nuove disposizioni legislative e regolamentari, per imprevisti34 che possono anche produrre una variazione di costo e per soluzioni più efficaci che, senza modificare sostanzialmente il costo, possono incrementare la qualità. In quest’ultimo caso, le varianti sono però da ritenersi ammissibili quando le modifiche producono variazioni alla spesa contenute entro un 10% , negli interventi di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e un 5% per tutti gli altri interventi sempre che queste siano adottate dal 34

L’ammissibilità della variante per imprevisti può prodursi a causa di rinvenimenti non prevedibili in fase progettuale, come previsto dall’art. 1664, secondo comma del codice civile. pg. 46/53


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Direttore dei Lavori. Sono anche ammesse le modifiche disposte dal Direttore dei Lavori per risolvere aspetti esecutivi di dettaglio ma che non comportino un aumento dell’importo del contratto e significative modifiche al progetto di contratto. In ogni caso la disciplina non ammette alcuna variante assunta autonomamente dall’impresa senza previa disposizione e approvazione della DL. 7.2.10. Le Varianti sostanziali. Le varianti sostanziali si riferiscono alla realizzazione dell’opera in evidente difformità al progetto e/o al budget di contratto le cui cause sono da attribuire a scelte deliberate ed autorizzate dall’Amministrazione o ad errori o gravi negligenze da parte del progettista, impresa o organi amministrativi del progetto. Le varianti sostanziali possono altresì comportare modifiche a caratteristiche rilevanti sotto il punto di vista ambientale, urbanistico, della sicurezza e dell’igiene comportando il rinnovo delle autorizzazioni e necessari nulla-osta. 7.2.11. Perizia di suppletiva di variante e nuovi prezzi. Ricade nelle responsabilità della DL l’autorizzazione delle varianti. A questo scopo il direttore dei lavori, sentiti il progettista e il RdP, redige una perizia suppletiva di variante indicando le motivazioni della variazione. Il RdP dovrà altresì attestare le cause, le ragioni e le eventuali presunzioni di responsabilità mediante apposita relazione; è facoltà dell’appaltatore avanzare riserve. Quando la perizia suppletiva comporta oneri di costo, non eccedenti i limiti ammessi (5 e 10), e si riferisce a modificazioni da intendere come migliorative o a vantaggio del committente, la sua approvazione è direttamente assolta dal Responsabile di Procedimento fatto salvo il rispetto delle norme vigenti. Le perizie di variante sostanziali, o eccedenti il limite suddetto, sono invece trasmesse all’organo preposto alle approvazioni della stazione appaltante che provvederà ad avanzare richieste di risarcimento ovvero a stanziare nuove risorse finanziarie. Il verbale è congiuntamente inviato all’Osservatorio, all’Impresa e ai progettisti. La determinazione della nuova spesa viene svolta in riferimento alle nuove quantità e ai prezzi espressi nell’elenco dei prezzi unitari. Qualora questo non preveda tali prezzi, si provvederà alla formazione in contraddittorio di nuovi prezzi secondo la procedura di cui all’art.136 del Regolamento. Il contraddittorio si svolge tra DL e Appaltatore prendendo a riferimento prezziari ufficiali, prezzi di opere o materiali analoghi presenti nell’elenco dei prezzi di contratto o mediante regolare analisi dei prezzi decurtati del ribasso offerto in sede di gara. Ad eccezione di questo caso specifico, la revisione dei prezzi è vietata dalla Disciplina, fatto salvo l’aggiornamento Istat quando eccede il 2%. 7.2.12. Errori di progettazione. Si considerano errori o omissioni di progettazione l’inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata o erronea identificazione della normativa tecnica vincolante la progettazione e la mancata diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali che comportino la necessità di varianti significative al progetto e al costo. Nei casi in cui le varianti, per responsabilità del progettista, eccedono il quinto dell’importo (cosiddetto limite del sesto quinto o 20%) si procede alla risoluzione del contratto d’appalto con indizione di una nuova gara a cui è invitato l’aggiudicatario originario. In questa condizione all’aggiudicatario originario viene peraltro corrisposto, a titolo d’indennizzo oltre alla liquidazione dei lavori eseguiti e degli acquisti ritenuti utili alla prosecuzione dei lavori, il 10% dell’opera non ancora eseguita fino a raggiungere una somma pari 4/5 dell’importo del contratto. I danni eventuali sono a carico del progettista a cui si aggiunge il carico di una segnalazione per l’inibizione all’assegnazione di futuri incarichi pubblici. pg. 47/53


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7.2.13. Certificato di ultimazione dei lavori. Ad avvenuta ultimazione dei lavori l’impresa inoltra formale comunicazione dell’avvenuto completamento alla DL. A seguito della comunicazione, la DL procederà ad accertare, in contraddittorio con l’appaltatore, la compiutezza dei lavori rilasciando il certificato di ultimazione dei lavori in allegato alla relazione di ultimazione dei lavori e il conto finale. La relazione riassume l’andamento generale dei lavori allegando la necessaria documentazione quale: -verbali e atti di consegna lavori; -perizie suppletive e di variante; -eventuali nuovi prezzi; -ordini di servizio impartiti; -sintesi dell’andamento dei lavori e verbali di sospensione e di riprese lavori; - eventuali sinistri e danni a cose e persone; -processi verbali di accertamento e prove; - richieste di proroga e relative determinazioni; -atti contabili. 7.3. I collaudi 7.3.1. Aspetti tecnici ed economici del collaudo. Il collaudo ha lo scopo di verificare la congruità tecnica dei lavori in riferimento a tutti i documenti contrattuali e alle normative vigenti nonché, per la parte economica, quella dei pagamenti effettuati in relazione alle quantità rilevate e agli importi originariamente stipulati. I collaudi possono realizzarsi in un’unica soluzione a conclusione dei lavori. Per opere di particolare complessità, nei casi in cui la direzione dei lavori è affidata all’esterno, e per lavori in concessione, i collaudi finali devono essere integrati da appositi collaudi, da svolgersi in corso d’opera, destinati a vigilare quelle lavorazioni non più ispezionabili ad opera ultimata. Sono altresì previsti i collaudi in caso di sospensione dei lavori Entro trenta giorni dalla data di ultimazione dei lavori o dalla data di consegna dei lavori qualora siano previsti collaudi in corso d’opera, la stazione appaltante provvede a nominare uno o più soggetti (fino a tre) per ricoprire il ruolo di collaudatore. Tali soggetti sono preferenzialmente scelti all’interno degli uffici tecnici delle stazioni appaltanti o, in caso di non idoneità certificata dal RdP, possono essere reperiti all’esterno ricorrendo ad apposite liste di soggetti abilitati al collaudo e raggruppati secondo le proprie specializzazioni. Tali liste sono depositate presso il Ministero, le Regioni e le Province autonome. Le verifiche tecniche si svolgono mediante accertamenti, saggi e riscontri che l’appaltatore provvederà a supportare a sue spese mettendo a disposizione mezzi e personale utili al ripristino di eventuali parti danneggiate con il collaudo o per facilitare l’esame dei documenti contabili. Dal punto di vista economico il collaudo individuerà la congruità del conto finale e il credito liquido dell’appaltatore ed esaminerà le riserve mosse dall’appaltatore così come riportate nel registro contabile e nel conto finale. 7.3.2. Processo verbale di collaudo. Il documento formale del collaudo è rappresentato dal Verbale di collaudo o processo verbale di visita che conterrà, oltre all’identificativo dell’opera, l’identità pg. 48/53


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dell’appaltatore, i riferimenti contrattuali, l’importo del progetto incluse le eventuali varianti, l’importo delle somme autorizzate e le date dei processi verbali di consegna, sospensione, ripresa ed ultimazione dei lavori. Il verbale riferirà inoltre sulla data, le modalità e le condizioni di svolgimento del collaudo nonché le risultanze che possono prevedere la collaudabilità, la non collaudabilità o i necessari provvedimenti da attuare. In caso di gravi discordanze il collaudo viene sospeso e ne viene informato sullo stato il RdP che trasmetterà la relazione alla Stazione Appaltante. In caso di gravi inadempienze il certificato di collaudo viene rifiutato; in caso di inadempienze che non pregiudicano la stabilità e la sicurezza dell’opera può determinarsi la detrazione del credito all’impresa per ripristinare l’opera alla sua funzionalità. Anche opere realizzate a regola d’arte ma non autorizzate possono determinare la sospensione del certificato di collaudo riferendo al RdP e incombendo sulla DL eventuali provvedimenti per averle lasciate eseguire senza autorizzazione. 7.3.3. Il certificato di collaudo. L’atto conclusivo del collaudo è rappresentato dal “certificato di collaudo” che, per opere inferiori a 200.000 Euro, è sostituito dal “certificato di regolare esecuzione”. Tra 200.000 Euro e 1.000.000 di Euro è facoltà dell’ente appaltante di sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione. All’interno di questi documenti saranno riassunte le risultanze del collaudo, le deduzioni sul conto finale, le somme da porsi a carico dell’appaltatore per ripristini o danni, il conto liquido dell’appaltatore e la collaudabilità dell’opera a determinate condizioni. Il certificato di collaudo viene poi sottoposto alla firma dell’appaltatore per l’accettazione (entro 20 gg) a cui egli può apporre domande in merito al collaudo stesso ed eventuali osservazioni. Ottenuta la firma e ricevuta la documentazione, il RdP provvederà a trasmettere tutta la documentazione, ivi incluse le osservazioni, alla stazione appaltante per la liquidazione o i per i provvedimenti del caso. Decorsi novanta giorni dall’emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione si provvede al pagamento della rata di saldo, previa garanzia fidejussoria, pur non costituendo presunzione di accettazione dell’opera ai sensi dell’art. 1666, secondo comma del codice Civile. Allo scopo di garantire la committenza la Disciplina dispone, infatti, che il certificato finale di collaudo abbia valore provvisorio e che intercorrano due anni prima della sua definitiva approvazione. Il collaudo s’intende tacitamente approvato se dopo due anni e trascorsi ulteriori due mesi non venga redatto l’atto formale di approvazione. Durante questi due anni, secondo quanto disposto dall’art. 1669 del codice civile, il soggetto appaltante può denunciare difformità o vizi dell’opera cui sarà chiamato a rispondere l’appaltatore. 7.4. Amministrazione contabile dei lavori 7.4.1. Modalità di liquidazione in anticipo, in acconto e a saldo Pur ammettendo anticipi sull’importo contrattuale, erogabili entro 15 giorni dalla data certificata di inizio-lavori, la corresponsione in favore dell’impresa è inquadrata dalla Disciplina come liquidazione successiva e condizionata all’ultimazione dei lavori. In tal senso sono da ritenersi a carico dell’impresa gli anticipi di capitale per l’esecuzione delle opere. pg. 49/53


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In considerazione della durata dei lavori, e allo scopo di limitare l’entità delle somme anticipate dall’appaltatore, la Disciplina dispone la facoltà di liquidazione mediante acconti da corrispondere a scadenze intermedie e comunque sempre in rapporto ai lavori effettivamente eseguiti e debitamente certificati dal RdP sulla scorta dei documenti contabili. Sono demandati al contratto, e più precisamente ai capitolati, le modalità e i termini temporali di questi pagamenti. La contabilizzazione degli acconti è in generale organizzata per categorie di opere e in riferimento alle modalità di corresponsione includendo, fra gli altri, anche i lavori in economia previsti in progetto ma esclusi dall’appalto e per il cui pagamento si farà riferimento ai prezzi al netto del ribasso d’asta. Al fine di monitorare l’avanzamento dei lavori e la rispondenza dei tempi e delle spese, la Disciplina prescrive il confronto tra quanto previsto dal cronoprogramma di contratto e quanto effettivamente realizzato e liquidato alla data di ogni pagamento. Stante il valore di acconto dei pagamenti qualsiasi osservazione e contenzioso tra le parti, circa l’idoneità dei compensi, è rimandata alla conclusione dell’opera ove si provvederà, attraverso un apposito “conteggio a saldo”, a chiudere e a risolvere tutte le questioni in essere. 7.4.2. Libretti di misura delle lavorazioni e delle provviste. In esso sono riportate, a cura e a firma del DL, le misure delle lavorazioni e delle provviste realizzate o erogate nel cantiere. Le singole voci sono organizzate per categorie d’opera, suddivise in maniera da evidenziare i lavori a corpo e quelli compensati a misura e accompagnate dalle relative quote percentuali già eseguite in rapporto al contratto. I libretti sono a firma del DL e dell’impresa per accettazione. 7.4.3. Liste settimanali. Le liste, o note settimanali, sono destinate alla registrazione delle giornate degli operai, dei noli, dei mezzi d’opera e delle somministrazioni. In sintesi contengono le spese sostenute dall’appaltatore per l’esecuzione dei lavori. 7.4.4. Registro delle contabilità. In esso, sono riportati in ordine cronologico e in fogli debitamente numerati, i conteggi provenienti dai libretti delle misure richiamando le pagine da cui essi provengono. Il registro è firmato dalla DL e l’impresa può apportare eventuali riserve sull’esattezza delle determinazioni e delle misure in esso contenute. 7.4.5. Sommario del registro delle contabilità. Il sommario riporta la sintesi dei conteggi contenuti nei registri. Anche il sommario, come indicato dal capitolato speciale, è articolato per singole voci d’opera, e con indicazione della rispettiva aliquota di incidenza in caso di lavori a corpo. In occasione di ogni stato di avanzamento, esso riporta la quantità dei lavori e i relativi importi in modo da consentire una verifica sull’ammontare risultante dal registro. 7.4.6. Stati di avanzamento dei lavori. In relazione ai tempi e ai modi specificati nel capitolato, la DL provvede a redigere un verbale chiamato “stato di avanzamento dei lavori” (SAL) ove annota le quantità delle lavorazioni compiute a partire dall’inizio dei lavori, come desunti dai libretti delle misure e dai sommari dei registri, ivi inclusi eventualmente i nuovi prezzi approvati. Gli stati d’avanzamento prevedono la controfirma del RdP per accettazione. 7.4.7. Certificati di pagamento delle rate di acconto. Tale certificato viene redatto a cura del RdP sulla scorta dei conteggi dei SAL trasmessi dal DL. Successivamente il certificato viene inviato dal RdP alla Stazione Appaltante affinché provveda alla liquidazione della rata di acconto in favore dell’impresa. Il pg. 50/53


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certificato è annotato nel registro di contabilità con conseguente aggiornamento delle percentuali di lavoro liquidate. 7.4.8. Conto finale. Ad avvenuta comunicazione dell’ultimazione dei lavori e congiuntamente al rilascio del certificato di ultimazione dei lavori, la DL provvede a chiudere tutti i conteggi in essere emettendo un ultimo certificato finale di pagamento (conto finale) da sottoporre, insieme alla relazione di ultimazione dei lavori, alla firma dell’Appaltatore E’ fatto obbligo all’appaltatore di firmare il conto finale entro trenta giorni pena l’accettazione e la decadenza di tutte le riserve ancora in essere e non risolte. In questa sede l’appaltatore non può muovere ulteriori riserve od osservazioni ma deve limitarsi a confermare o aggiornare quanto già a suo tempo segnalato nel registro di contabilità. Il conto e la relazione, firmati dall’impresa, sono trasmessi al RdP che provvederà a redigere una propria relazione tecnica con allegati i documenti contrattuali, i registri contabili e tutte le documentazioni di riserve, sospensioni, osservazioni. Nella relazione il RdP porterà all’attenzione dell’Amministrazione le riserve avanzate ancora irrisolte esprimendo, peraltro, un parere tecnico sulla loro fondatezza e sulla eventuale opposizione. La stazione appaltante disporrà di conseguenza i pagamenti o le eventuali azioni. 9. Il sistema delle garanzie. Depositi, coperture assicurative e penali Provvedendo ad una opportuna ripartizione dei rischi e delle responsabilità tra progettista e appaltatore, la Disciplina prevede l’obbligo di garantire un’opportuna copertura rispetto ai capitali investiti e agli eventuali danni che possono manifestarsi durante l’esecuzione dei lavori e in fase di esercizio dell’opera. Tali coperture si realizzano attraverso l’obbligo di depositi cauzionali e del possesso di polizze assicurative o garanzie fidejussorie che devono essere ottemperate dal soggetto mandatario e per corresponsabilità dagli eventuali soggetti che operano in subappalto. 9.1. Coperture assicurative del progettista Gli obblighi assicurativi imposti al progettista,si limitano alla copertura degli eventuali danni arrecabili dal progetto oggetto del contratto di appalto e quindi nella maggioranza dei casi dal progetto esecutivo. La sua efficacia decorre pertanto in fase di costruzione dell’opera. Tale obbligo si sostanzia nella stipula di una polizza di responsabilità civile professionale per rischi derivanti dallo svolgimento della sua attività. Contestualmente all’affidamento dell’incarico il progettista dovrà pertanto esibire l’impegno di una compagnia assicuratrice a stipulare la polizza che decorrerà a partire dall’approvazione del progetto (definitivo o esecutivo) e dovrà sussistere sino all’emissione del certificato di collaudo provvisorio o un anno dopo l’ultimazione dei lavori. Tale polizza deve coprire: le nuove spese di progettazione (nella misura massima del costo originario di progettazione), i maggiori costi sostenuti dalle amministrazioni a seguito delle varianti e degli errori suddetti. Tale polizza deve essere pari a un massimale non inferiore al 10% dell’importo dei lavori progettati con limite di 1.000.000 di Ecu per lavori di importi inferiori a 5.000.000 di Ecu (iva esclusa) e per un massimale non inferiore al 20% con limite di 2.500.000 Ecu per lavori superiori a 5.000.000 di Ecu (iva esclusa). pg. 51/53


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Qualora siano corrisposti anticipi al progettista questi sarà obbligato a stipulare una copertura fidejussoria bancaria o assicurativa di importo pari all’importo medesimo. Lo svincolo delle garanzie fidejussorie e il saldo potranno avvenire soltanto dietro presentazione della polizza di responsabilità civile professionale. 9.2. Garanzie e coperture assicurative dell’appaltatore La Disciplina dispone gli obblighi assicurativi dell’appaltatore da realizzarsi in tre momenti distinti: – in fase di perfezionamento del contratto, al fine di garantire la veridicità delle proposte contrattuali e il mantenimento dei relativi impegni (cauzione provvisoria); – in fase di costruzione, al fine di garantire la mancata o erronea esecuzione delle opere e per eventuali rimborsi sul saldo (cauzione definitiva), nonché la copertura di danni arrecati durante la costruzione (polizza assicurativa per danni e contro terzi); –ad opera ultimata, al fine di garantire il corretto mantenimento della qualità dell’opera (polizza indennitaria decennale), nonché gli eventuali danni cagionati a terzi a seguito di crolli o accidenti imputabili alla costruzione (polizza di assicurazione contro terzi). A questo scopo è innanzitutto previsto che la presentazione dell’offerta per l’affidamento dei lavori deve essere corredata da una cauzione provvisori,a pari al 2% dell’importo dei lavori da prestare, anche mediante fidejussione bancaria, assicurativa o in titoli del debito pubblico allo scopo di garantire la firma del contratto qualora il concorrente risultasse vincitore. Tale condizione è valida anche per i promotori di project financing. Al momento dell’aggiudicazione le cauzioni provvisorie dei concorrenti vengono svincolate e l’aggiudicatario s’impegna a sottoscrivere una cauzione definitiva mediante garanzia fidejussoria pari al 10% delle opere per coprire gli oneri per il mancato o inesatto adempimento del contratto. Qualora l’aggiudicazione avvenga con ribassi superiori al 10% la percentuale viene aumentata di tanti punti quanti sono quelli eccedenti il 10%, ove il ribasso sia del 20% l’aumento è di due punti per ogni punto di ribasso superiore al 20%. La cauzione definitiva permarrà sino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o comunque decorso un anno dall’ultimazione dei lavori. Questa è finalizzata, anche in caso di risoluzione del contratto, a coprire eventuali danni e a tutela dei lavoratori o a garanzia di rimborso per somme, eventualmente pagate in più, dalla stazione appaltante, come risulterà dalla liquidazione finale. La cauzione definitiva può essere reintegrata qualora questa risulti già impegnata nel corso dei lavori. Possono altresì essere richieste garanzie fidejussorie a coprire eventuali anticipi accordati. In questo caso le coperture saranno pari all’anticipo aumentato degli interessi maturati nel periodo previsto per il suo recupero. A decorrere dalla data di consegna dei lavori, l’esecutore dovrà inoltre munirsi obbligatoriamente di polizza assicurativa per la responsabilità civile contro terzi a copertura dei rischi d’esecuzione e per danni arrecati a terzi sino ad avvenuta emissione del certificato di collaudo provvisorio o comunque decorso un anno dall’ultimazione dei lavori. La polizza dovrà avere un massimale pari al 5% dei lavori per opere con un minimo di 500.000 Euro e massimo di 5.000.000 Euro A seguito dell’emissione del certificato provvisorio, può essere altresì prevista la stipula di una polizza indennitaria decennale35, a copertura dei danni arrecati a seguito di crolli parziali o totali e da vizi e 35

L’obbligo di polizza indennitaria decennale è obbligatoria per opere d’importo superiore a 10.000.000 DSP. pg. 52/53


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difetti e di una polizza decennale di responsabilità civile verso terzi a copertura dei danni che eventuali crolli o difetti possono cagionare a terzi. La polizza dovrà prevedere l’immediato pagamento dietro richiesta anche in caso di pendenza dell’accertamento. Il limite d’indennizzo della polizza indennitaria non potrà essere inferiore al 20% dell’opera con limite massimo di 14.000.000 Euro, il massimale della polizza di responsabilità civile non inferiore a 4.000.000 di Euro. La loro accensione subordina la riscossione della rata di saldo. 9.2. Agevolazioni sugli oneri assicurativi Allo scopo di incentivare la diffusione della certificazione di qualità, la Disciplina prevede alcuni benefici in merito agli obblighi assicurativi a carico dell’appaltatore. Tali benefici consistono in una riduzione pari al 50% delle cauzioni e delle garanzie fidejussorie, qualora l’appaltatore disponga di un Sistema di Qualità certificato ovvero di “elementi significativi e tra loro correlati della qualità”. 9.3. Penali per ritardi Ad ulteriore garanzia sulle prestazioni rese in favore della stazione appaltante, la Disciplina dispone l’irrorazione di specifiche sanzioni a carico di progettisti e di appaltatori inadempienti nei tempi contrattuali. Le penali connesse sono demandate alla discrezione del RdP e specificate in sede di documento preliminare della progettazione, nei disciplinari d’incarico e nei contratti d’appalto. Le penali per i ritardi si applicano in misura giornaliera con oneri compresi tra 0,5 e 1 per mille del corrispettivo professionale e comunque pari ad un ammontare non superiore al 10% quando riferiti a ritardi a carico del progettista. Per l’appaltatore tale onere è fissato tra lo 0,3 e l’1 per mille dell’ammontare netto contrattuale e comunque non superiore al 10%. 9.4. Provvedimenti contro il Responsabile di Procedimento Alla stregua dei vari operatori che possono intervenire nel processo di attuazione degli interventi pubblici anche il responsabile del procedimento è sottoposto a provvedimenti ove si ravvisi la sua negligenza o violazione degli obblighi posti a suo carico. Nello specifico, tali provvedimenti prevedono l’esclusione dalla ripartizione dell’incentivo previsto dall’articolo 18 della legge relativamente all’intervento affidatogli, il risarcimento dei danni derivati alla amministrazione aggiudicatrice in conseguenza al suo comportamento ed i provvedimenti disciplinari previsti dall’ordinamento di appartenenza.

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disciplina delle opere pubbliche