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PENSARE IN GRANDE In apertura la Tour Eiffel “vestita” di blu in occasione della presidenza francese dell’Unione Europea

Sono parecchi anni che navigo nel mare della pubblicità. E in questi decenni su di me ho sentito dire tante cose, buone e cattive, vere o inventate, spesso anche un po’ folli. Ma io ho una convinzione: la follia vince su tutto. Per cui, prima di tutto, non date retta a tutto ciò che dicono di me. Sono solo un vecchio che ha letto Cervantes, anche perché sono nato a Perpignan, a pochi chilometri dal confine con la Spagna, e ha fatto tesoro dei suoi insegnamenti: “Nella vita, quando diventi adulto, prendi per mano la tua infanzia e non lasciarla mai”. In pratica sono un vecchio bambino di 80 anni. E così mi presento, per condividere con voi le mie regole di vita.

La voce del padrone Alcuni frame dello spot ideato da Séguéla nel 1996 per la campagna elettorale del futuro Presidente della Repubblica Slovena Janez Drnovsek. Protagonista: il suo adorato cane Artur

NEL POSTO SBAGLIATO, AL MOMENTO GIUSTO

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Prima di tutto: la gioventù è una malattia mentale, dalla quale a volte, con gli anni, si guarisce. Per quanto mi riguarda, ho deciso di restare malato per tutta la vita. La seconda regola invece – la più importante – è di non essere sempre d’accordo con se stessi. Io posso, per dire, votare per Mitterrand e farmi piacere Sarkozy. Alle ultime elezioni al primo turno ho scelto Ségolène Royal, quindi la sinistra, al secondo Sarkozy, ovvero la destra; così, giusto per riequilibrare un po’ le cose... La terza regola è che bisogna diffidare dal denaro, perché corrompe tutto. In Francia ho creato dal nulla diversi marchi e slogan, come quello di Carte Noire, Un caffé nommé désir (“Un caffé chiamato desiderio”, ndr) oppure On est fou d’Afflelou (“Tutti pazzi per Afflelou”,

Essere dove non si dovrebbe quando serve e dove si dovrebbe essere quando non serve. Per me è una regola di vita. Questo significa essere creativi

ndr), per una marca di occhiali. Ebbene, le persone che si sono affidate a me sono diventate miliardarie, ma non io. In compenso loro sono tristi, ingrassati, hanno belle donne al loro fianco che li tradiscono e grandi barche che non sanno guidare. Non hanno nulla di quello che io ho e amo della vita. Per questo ripeto sempre “il denaro non ha idee: sono le idee che fanno soldi”. Quindi fate pubblicità, non business. Un’altra mia regola di vita è di essere dove non si dovrebbe quando serve ed essere dove si dovrebbe quando non serve. Ma proprio questo significa per me essere creativi. La pubblicità funziona un po’ come una partita di calcio: quello che vince è sempre quello più furbo, il più abile, quello che riesce a cambiare le regole e a fare la differenza. Infine, l’ultima regola: la vecchiaia inizia

Ottobre 2012  

Architetti di immaginario

Ottobre 2012  

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