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Nel prossimo numero

MONTESCANO E TRADATE: I GRANDI LAVORI MILANO - CLEFI, ECCO LA MEDICINA DI GENERE

n° 1 | Marzo 2017

UNA MEDICINA RIABILITATIVA DELLE CURE CORRELATE

Gianni Giorgi, amministratore delegato di ICS Maugeri, ha tracciato in settembre per il Sole 24 Ore Sanità un quadro in cui si dovrebbe collocare la riabilitazione in Italia. Eccone il testo

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he cos’è “la Medicina riabilitativa delle cure correlate” e come valorizzarla? La sostenibilità dei diversi Sistemi sanitari regionali da perseguire anche grazie alle innovazioni di servizio, è la sfida a fronte del cambiamento del mix demografico, rappresentato dall’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità, principali determinanti della domanda di servizi sociali e sanitari. Prima di presentare la nuova medicina specialistica riabilitativa delle cure correlate quale risposta clinica innovativa al problema della cura delle fasi acute delle malattie croniche, corre l’obbligo, vista la confusione terminologica che caratterizza il dibattito in corso, rilevare, precisare e condividere preliminarmente le differenze alla base dei diversi ruoli dei servizi tra: • non-autosufficienza stabile, a carico della famiglia e dei servizi sociali, e malattia, a carico dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri;

• malattia cronica e malattia acuta (l’evento acuto, purtroppo, capita anche ai cronici e ai non-autosufficienti); • riabilitazione residenziale, lungodegenza ospedaliera post-acuzie, medicina specialistica riabilitativa intensiva; • presa in carico permanente territoriale e presa in carico specialistica temporanea. Queste distinzioni che marcano infatti gli specifici ruoli e le imprescindibili specializzazioni proprie dei servizi sociali territoriali, dei servizi sanitari e dei servizi ospedalieri, determinano le modalità della loro necessaria possibile integrazione, evitano, o almeno riducono, sovrapposizioni, carenze, fraintendimenti e interventi impropri. Purtroppo importanti recenti atti nazionali di programmazione sanitaria (la definizione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, il Piano nazionale della Cronicità, il previsto decreto ministeriale «Criteri di appropriatezza dell’accesso

ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera») affrontano in modo parziale questa tematica. La prevenzione, cura e riabilitazione, propria di una medicina di precisione, da assicurare anche nelle fasi acute e postacute, richiedono per essere perseguite regole di finanziamento, e non, che incentivino la presa in carico, complessiva e tempestiva, del paziente con riferimento agli esiti attesi di salute da perseguire: superamento o contenimento sia della malattia sia della connessa disabilità. L’obiettivo di prendersi cura con trattamenti efficaci e innovativi di malattia, cronica e acuta, e di disabilita, soprattutto nelle fasi critiche, ha portato alla messa a punto di una nuova medicina riabilitativa multispecialistica capace di sviluppare i Percorsi diagnostici-terapeutici (Pdta), comprensivi del Progetto riabilitativo individuale (Pri) basati sulle evidenze di efficacia delle cure correlate. Per cure correlate, infatti, si intende l’insieme “riconciliato” nei Pdta dei:

NON PROFIT NON STUPID

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anno 2016 ci ha visti completare il percorso concordatario, riorganizzare la governance del sistema Maugeri e aprirci agli investimenti di nuovi soci. La sfida quindi cresce, aumentano le ambizioni e le aspettative. In un quadro regolatorio mai così incerto, la nostra scommessa è che buona organizzazione e buona clinica siano la base imprescindibile del successo aziendale. Su questo siamo tutti impegnati, con le nostre competenze professionali, e con la rinnovata capacità di investimento, a supportare i processi di rigenerazione e centralizzazione del governo delle informazioni, in primis le agende e i PDTA. Continua a pagina 3


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a. trattamenti farmacologici, ivi comprese le poli-terapie nel caso di multi-morbidità; b. trattamenti interventistici, chirurgici e non chirurgici, con l’impianto di dispositive o altri interventi terapeutici non invasivi, semi-invasivi, invasivi; c. trattamenti con esercizi fisici e cognitivi, comprensivi delle diverse procedure riabilitative semplici e complesse, assistite o meno da apparecchiature tecnologiche di supporto oggettivo al processo riabilitativo (robotica, realtà virtuale, esoscheletri ecc.). Questo insieme di trattamenti, le cui interazioni, oltre che essere riconciliate, sono sinergiche, richiede, soprattutto nel caso delle patologie croniche, la progettazione e la esecuzione di un percorso terapeutico personalizzato, di precisione, basato su precisi riscontri diagnostici di stadiazione della malattia e delle multi-morbidità. Si tratta di superare l’attuale prevalente concezione di una medicina riabilitativa intesa come post-acuzie, legata alle sue origini ortopediche e alla gestione pro-attiva del periodo post-operatorio convalescenziale oggi spesso meglio trattabile con cure ambulatoriali e domiciliari. Per affrontare, con strumenti appropriati, l’epidemiologia emergente delle cronicità e delle comorbidità, soprattutto negli anziani, serve curare e insieme tempestivamente riabilitare con cure correlate facendo sistemati-

camente valutazione degli esiti e ricerca applicata per meglio personalizzare iPdta. È evidente come le attuali resole di finanziamento dei ricoveri ospedalieri incentivano comportamenti opportunistici: ricoveri acuti, finanziati a evento che premiano le dimissioni precoci anche con ritardato intervento riabilitativo e ricoveri riabilitativi, finanziati a giornata, che premiano la lunga durata degli stessi. A questo proposito è fondamentale affermare una cultura medica che promuova la gestione e la cura integrata e tempestiva di malattia e disabilita diretta alla stabilizzazione e riabilitazione a seguito dell’evento indice acuto, individuato dalla diagnosi principale e dalle diagnosi secondarie, con anche l’obiettivo di ridurre i ricoveri ripetuti del malato cronico. Malato cronico che subisce ancora, a fronte delle riacutizzazioni, un prevalente approccio acuto-centrico con solo successive ricovero in medicina riabilitativa per ridurre al nunimo la durata di degenza del Drg-evento acuto. Questa esigenza è avvalorata da due rilevanti fenomeni messi in evidenza dall’analisi delle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo, totale nazionale anno 2013): • i ricoveri ordinari per 65+ rappresentano il 46 per cento sul totale di ricoveri ordinari; • i ricoveri ordinari ripetuti per 65+ rappresentano il 54 per cento sul totale dei ricoveri per 65+ (per 2/3 nel setting acuto).

VERUNO, TORINO E NERVI CAMBIA LA DIREZIONE

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uovi direttori per l’IRCCS Veruno, l’ICS Torino e per l’ICS Genova Nervi, e nuovi direttori sanitari agli IRCCS Cassano, Lumezzane e Lissone: li ha decisi il consiglio di amministrazione della Maugeri, riunitosi il 16 febbraio scorso. Si tratta di Gianluca Avanzi (nella foto, ndr), che assume la guida degli istituti piemontesi e anche la direzione sanitaria di Veruno. Avanzi, 53 anni, un lunga esperienza clinica, come anestesista, e poi nella direzione sanitaria di importanti nosocomi, l’ultimo l’Ospedale Macchi a Varese. Bruno Balbi, diventa direttore scientifico. Caterina Pistarini, primario dell’Unità operativa Risvegli dell’IRCCS Pavia, assume la direzione di Nervi, anche quella scientifica e sanitaria. Nuovi direttori sanitari a Lissone, dove era già arrivata Elena Giovanazzi, a Lumezzane dove, dal 1 settembre, sarà in carica Giacomo Corica, già nella stessa posizione a Veruno, mentre a Cassano, la direzione sanitaria viene assunta da Maria Ruccia. Nuova direzione scientifica per Simonetta Scalvini, direttore

scientifico di Lumezzane: le viene affidata anche quella di Castel Goffredo, già in carico al direttore, Giuseppe Grioni. Confermati gli assetti dipartimentali: Marcello Imbriani, a capo di Medicina del Lavoro, Tossicologia, e Rischi ambientali; Roberto Pedretti alla guida di Cardioangiologia riabilitativa; Antonio Nardone, di Medicina riabilitativa neuromotoria, Ciro Esposito di Medicina clinico-specialistica, e Antonio Spanevello di Pneumologia riabilitativa. Sempre Spanevello è stato confermato direttore medico-clinico centrale, Silvia Priori, direttore scientifico e Claudio Garbelli, direttore sanitario.


BRUGGER: UN NUOVO CAPITOLO PER GUARDARE AL DOMANI

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La lettera del presidente Gualtiero Brugger, a tutto il personale, in occasione del passaggio delle attività sanitarie di Fondazione Salvatore Maugeri a ICS Maugeri. Il 1 ottobre 2016

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ari Direttori e collaboratori tutti della Maugeri, abbiamo percorso insieme un difficile cammino da quando, nell’ottobre 2014, sono stato chiamato, per iniziativa di Chiara Maugeri, alla presidenza della Fondazione. All’epoca vi era la lista dei potenziali acquirenti pronti a partecipare al previsto “spezzatino” della Maugeri. Ma sono stati delusi, grazie ad una serie di passaggi decisivi: il cambiamento dell’impostazione dei piani e la sostituzione dei consulenti, il rinnovamento del management, gli accordi con la Regione Lombardia prima e il sistema bancario poi, l’affiancamento dei un importante investitore finanziario - Trilantic - disposto a lavorare con noi per il futuro della nostra azienda sanitaria. Alcuni mesi prima avevano concretamente dimostrato di credere nel rilancio della Maugeri i nostri lavoratori, approvando con voto plebiscitario un importante accordo sindacale. Ora la procedura di concordato preventivo è alle spalle e può essere resa operativa la nostra “Newco”, cioè la ICS Maugeri Spa (Società Benefit, per i suoi scopi sociali), liberata dall’eccesso di indebita-

mento e pronta a intraprendere un percorso di sviluppo. A breve sarà deliberato anche l’aumento di capitale con il quale una società riconducibile a Trilantic assumerà una partecipazione rilevante nella ICS Maugeri, che in futuro potrà essere aumetata - pur restando in minoranza - con ulteriori apporti finanziari. Le risorse così acquisite serviranno al processo di rigenerazione in atto e alla crescita dell’azienda, per linee sia interne che esterne. In questo processo di

trasformazione è mantenuta ferma la continuità dei valori, della tradizione e delle eccellenze Maugeri, garantita dalla guida della Fondazione, il cui presidente assume anche il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione della nuova società sanitaria. Saranno in consiglio anche Chiara Maugeri e Luca Damiani; altri consiglieri si aggiungeranno in seguito. È ugualmente piena la continuità del management che ci ha accompagnato fin qui, rappresentato da

Gianni Giorgi, amministratore delegato di ICS Maugeri Spa SB, e da Paolo Migliavacca, nuovo direttore generale. Si chiude dunque un capitolo della storia della Maugeri e se ne apre un altro, che se lavoreremo bene sarà ugualmente ricco di risultati, secondo la nostra tradizione. Sono certo che parteciperete tutti con entusiasmo anche a questo nuovo slancio in avanti. Vi ringrazio di cuore per quanto avete sin qui fatto e conto sul Vostro pieno appoggio.

NON PROFIT, NON STUPID LA SFIDA DELLA BENEFIT CORP

I grandi operatori privati stanno acquisendo con rapidità i soggetti del non profit e le piccole imprese che non sono state in grado di migliore la propria gestione e la qualità dell’offerta clinica. Le aziende pubbliche si stan riorganizzando per contenere il deficit. La terza via Maugeri (segue dalla prima pagina) Ciò riguarda anche alcune funzioni, come ad esempio gli acquisti e il servizio di diagnostica per immagini. Vogliamo essere protagonisti della rapida trasformazione del settore sanitario, che vede progetti di concentrazione e cambiamenti di paradigma nel rapporto pubblico-privato. Basta guardarsi intorno, per vedere che i grandi operatori privati stanno infatti acquisendo con rapidità i soggetti del non profit e le piccole imprese che non sono state in grado di migliorare la propria gestione e la qualità dell’offerta clinica. Le aziende pubbliche si stanno focalizzando su progetti di riorganiz-

zazione e di contenimento del deficit, e per questo esprimono livelli contenuti di innovazione clinica e organizzativa. Il nostro messaggio, in questo periodo di turbolenza, vuole essere chiaro e sfidante: non profit, non stupid. Abbiamo l’ambizione di dimostrare che si può fare sanità in modo efficiente ed economicamente sostenibile, remunerando adeguatamente le risorse produttive e i fattori di produzione (tra cui, certamente, ci sono il lavoro e gli investimenti), e destinando i risultati economici positivi ottenuti al reinvestimento. Da qui nasce la capacità di fare innovazione al

servizio di tutto il sistema, e di sostenere la qualità e l’umanità delle cure che offriamo. È il concetto di società benefit, recentemente introdotto nel nostro ordinamento, dall’esperienza statunitense delle benefit corporation, che abbiamo fortemente voluto inserire nella grande trasformazione che ci ha interessato, tra le prime aziende in Italia, certamente in primi in ambito sanitario. Da qui scaturisce l’impatto sociale positivo che vogliamo avere. Da qui l’ambizione di condividere questo percorso e la nostra piattaforma con altri operatori che ne condividano scopo e missione. Paolo Migliavacca


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PIÙ FORTI DELLA TORMENTA

La sera dell’Epifania, le Murge e altre zone della Puglia sono finite sotto una spessa coltre di neve che ha creato enormi disagi. A Cassano testimonianze di grande responsabilità

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na nevicata che non si ricordava a memoria d’uomo e le Murge coperte da una coltre gelata. Così si sono risvegliati, una mattina di gennaio a Cassano, sede dell’IRCCS Maugeri. Subito la mobilità è diventata praticamente impossibile e poi sono arrivati problemi con l’energie elettrica, per un’emergenza che si è protratta per diversi giorni mettendo a dura prova l’Istituto pugliese, dove numerosi medici e infermieri si sono prodigati perché quella condizioni straordinaria non si ripercuotesse sui numerosi degenti. Racconta il direttore, Mauro Carone, che quei giorni ha vissuto in prima persona: “È stata una nevicata peggiore di quella, storica, del 1985. A Cassano e nei paesi limitrofi, come Santeramo e Altamura, la neve ha superato il metro di altezza. A causa di questa imponente nevicata si è bloccata gran parte della Puglia, in particolare dell’area cassanese, dove tutti i paesi sono ri-

masti isolati, ospedali compresi”. All’IRCCS Cassano ci si è prodigati da subito: “Fortunatamente, la squadra operai dell’Istituto si è subito messa all’opera spalando la neve e spargendo abbondantemente sale su tutte le zone viabili e garantendo l’assistenza alle varie necessità. Nonostante ciò”, prosegue il direttore, “dal 6 sera il nostro ospedale è rimasto letteralmente isolato per la chiusura di tutta la viabilità. Di conseguenza, il personale medico e infermieristico, così come gli operai e il personale di cucina, è rimasto ininterrottamente al lavoro, non potendo ricevere il cambio dai colleghi ma non potendo neanche ritornare al proprio domicilio”. Ovviamente la stessa sorte hanno ricevuto i numerosi visitatori, rimasti intrappolati. “Per garantire loro assistenza”, continua Carone, “è stata attrezzata una palestra nella quale sono stati predisposti giacigli di emergenza”. Non solo chi risiedeva a Cassano, pur non essendo di turno ma comprendendo quello che stava accadendo nell’Istituto, si è messo in cammino, a piedi, in mezzo alla bufera ininterrotta per raggiungere la sede. “Ci sono riusciti”, dice il direttore, “garantendo il cambio a chi stava lavorando da più turni consecutivi”. L’isolamento è stato lungo: inizialmente la Protezione Civile non ha potuto aiutare, perché impegnata in attività più urgenti, quali intervenire per liberare le ambulanze che rimanevano bloccate nella neve. Prosegue il racconto del dottor Carone: “Per fortuna, il giorno 9, la Guardia Forestale ha potuto soccorrere il nostro personale con le camionette, letteralmente portando in ospedale e riportando a casa chi

ECCO GLI EROI DELLA NEVICATA Ecco i dipendenti dell’IRCCS Cassano che hanno ricevuto l’encomio ufficiale della Maugeri, per l’impegno nelle giornate dell’emergenza. Con loro, tutti gli operai dell’Istituto. • U.O. di RRF • Giovanna Viscanti, infermiera: ha lavorato nei giorni 6/7/8/9, dormendo presso l’Istituto; • Patrizia Policoro, infermiera: ha lavorato nei giorni 6/7/8, dormendo presso l’Istituto; • Gian Lorenzo Sisti, medico, di guardia dal 6 notte al 7 notte consecutivamente; • Vincenzo Multari, medico, di guardia, mattina e notte il giorno 8. • U.O. di Pneumologia • Concetta Stacca, infermiera, dal 6/1 al 9/1; • Maria Dicapua, infermiera, dal 6/1 al 8/1; • Teresa Vasco, infermiera, ha raggiunto a piedi l’Istituto e ha coperto tre turni consecutivi; • Giuseppe Dalano, infermiere, e Vitantonio Bruno, caposala, hanno coperto il turno di notte del 7 gennaio, non di loro pertinenza, e con la propria auto hanno accompagnato a lavoro e riportato a casa molti colleghi. • U.O. di Cardiologia • Rosa Angiulo, infermiera, ha svolto tre turni consecutivi • Graziana Lassandro, infermiera, ha svolto quattro turni consecutivi • Nunzia Ricci, medico, ha svolto quattro turni di guardia, dal 6 notte all’8 mattina. • U.O. di Neurologia, Riabilitazione e Unità spinale • Chiara Silecchia, infermiera, ha alloggiato in ospedale dal 6 al 10 gennaio, lavorando tutti i giorni, e il giorno 6 ha coperto un doppio turno; • Pietro Bruno, infermiere, ha lavorato dal 5 all’8, doppio turno il 7 e 8. • Giuseppe Pangrazio, Oos, il giorno 6 ha lavorato per tre turni consecutivi. • Antonia Dimita, infermiera, Pamela Meloni, Oss, hanno raggiunto l’Istituto con il trattore guidato dal padre della Dimita il giorno 7 gennaio. vi era stato bloccato. Nonostante ciò, qualcuno dei nostri infermieri è rimasto in ospedale sino mercoledì 11, perché impossibilitato a tornare nelle proprie abitazioni”. Fatti straordinari, affrontati dalla comunità professionale di Cassano, medici, tecnici, infermieri, personale amministrativo e operai, con

un grande spirito di abnegazione, ma soprattutto fatti che hanno consentito di superare la drammaticità degli avvenimenti. “In un’assemblea di tutto il personale, il 1 febbraio”, conclude, “abbiamo dato un encomio solenne a tutti coloro che hanno garantito l’assistenza ai degenti durante questi giorni eccezionali”.


DIARIO2016

NUOVI VERTICI IN SETTE ISTITUTI

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28012016

Sono tutti medici che già lavoravano in Fondazione. Lascia la Maugeri, Francesco Ceratti, nominato nell’Agenzia di controllo di Regione

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uove nomine in Maugeri, le ha approvate,  lunedì 25 gennaio 2016, il consiglio di amministrazione, riunitosi a Pavia. Bruno Balbi, che già aveva la responsabilità della Unità operativa di  Pneumologia riabilitativa all’Istituto di Veruno, assume la direzione di quest’ultimo, subentrando a Francesco  Ceratti, nominato nell’Agenzia di controllo del sistema socio-sanitario di Regione Lombardia. Lo stesso accade per il presidio del capoluogo piemontese che era diretta da Ceratti. Antonio Spanevello, direttore scientifico e responsabile della Pneumologia  riabilitativa  di Tradate, assume ora anche la direzione  d’Istituto, consentendo Roberto Pedretti  di concentrarsi sulla Direzione dell’Istituto di Pavia, il più grande della Maugeri. A Milano,  Laura Dalla Vecchia, responsabile delle Unità operativa “Cure subacute” all’Istituto  di via  Camaldoli, assume la direzione delle due strutture milanesi e di quella brianzola, sostituendo, in tutte e tre le posizioni, Tommaso

Radaelli, che ha impostato un’efficace riorganizzazione di tali Istituti, e che verrà chiamato alla direzione sanitaria dell’Istituto di Pavia. A Telese, infine, arriva alla direzione  or  Mauro Carone,  che mantiene la responsabilità  degli istituti pugliesi di Cassano (Ba) e  Marina di Ginosa (Ta). Il professor Franco Rengo  - che ha contribuito, con il professor Salvatore Maugeri, alla fondazione dell’IRCCS campano, e che ne ha guidato la crescita nella ricerca e nella cura - manterrà la direzione scientifica dell’Istituto, affiancando Carone nel nuovo compito. “Esprimo la mia personale gratitudine, quella di tutto il consiglio di amministrazione e del direttore generale, Gianni Giorgi, al professor Rengo”, ha detto il presidente, professor Gualtiero Brugger.  “Rengo”, ha ricordato Brugger, “ha accompagnato dalle origini lo sviluppo del nostro Istituto, contribuendo all’eccellenza scientifica e sanitaria che a tutt’oggi lo caratterizza. La nuova direzione potrà contare, così, su un punto di riferimento scientifico eccezionale”. 

SETTIMANA DEL CERVELLO 15032016

Stati vegetativi, Parkinson, Alzheimer: un confronto con le associazioni a Cassano

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edici, ricercatori, psicologi, fisioterapisti e associazioni di pazienti e familiari a confronto sulle malattie neurologiche e sulle possibilità offerte dalla medicina riabilitativa. In occasione della Settimana  Mondiale del Cervello, l’IRCCS Maugeri di Cassano Murge (Bari), col suo Servizio di  Neuropsicologia, ha infatti organizzato, il 16 marzo scorsi una tavola rotonda che affronta vari temi delle patologie neurologiche e della riabilitazione possibile. Presso l’auditorium dell’Istituto, gli interventi di Mauro Carone, direttore dell’Ircss, di Roberto Nardulli,

primario di Neurologia, e di Simona Spaccavento, neuropsicologa presso lo stesso istituto. Con loro anche Domenica Uva Colella, la presidente dell’Associazione “Uniti per i risvegli – gravi celebrolesioni acquisite”. Fra gli altri sono intervenuti Maria Teresa Angelillo, organizzatrice dell’incontro con la stessa Spaccavento, nonché neuropsicologa dell’Istituto, intervenuta su “Stato dell’arte per le gravi cerebrolesioni acquisite in Puglia” ed Ernesto Losavio, neurofisiatra Maugeri, su il “Percorso diagnostico-riabilitativo del paziente con gravi cerebrolesioni acquisite”.

UN SOCIO BRITANNICO 22022016 Il fondo inglese Trilantic entra nella newco prevista dal piano concordatario. Un investimento da 66 milioni, restando in minoranza

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a Fondazione Salvatore Maugeri e il fondo di private equity Trilantic Capital Partners Europe hanno siglato un accordo che prevede un investimento iniziale di Trilantic di 66 milioni di Euro (incrementabile nel tempo fino a circa 100 milioni) destinato a finanziare progetti di crescita, sia organici che attraverso acquisizioni. L’operazione prevede il conferimento da parte di FSM della totalità delle sue attività operative in una società di nuova costituzione, la Istituti Clinici Scientifici Maugeri Spa. Trilantic Europe investirà nella nuova società attraverso un aumento di capitale di 55 milioni di euro (oltre a investire 11 milioni di euro in assets immobiliari di FSM) e deterrà una partecipazione inizialmente del 30% circa (con possibilità di aumentare la quota fino al 43% circa), mentre il restante 70% circa sarà detenuto dalla Fondazione. L’operazione è soggetta all’approvazione dei creditori e delle banche finanziatrici, la cui assemble si terrà il 19 aprile, e all’omologa definitiva del concordato preventivo in continuità da parte del Tribunale di Pavia, nonché al trasferimento a Maugeri degli accreditamenti e delle altre autorizzazioni e all’ottenimento da parte della nuova Maugeri del riconoscimento di “IRCCS”. “FSM”, ha spiegato Vittorio Pignat-

ti Morano, chairman di Trilantic Europe, in una nota congiunta, “è uno dei leader in Italia nel settore della riabilitazione ospedaliera e rappresenta un’assoluta eccellenza del nostro sistema sanitario. Abbiamo investito nella società con l’obiettivo di avviare un percorso di crescita in un settore caratterizzato da grande frammentazione, che conseguentemente presenta opportunità di sviluppo per chi ha le competenze e i mezzi per coglierle”. “L’accordo”, ha dichiarato il presidente Gualtiero Brugger,  “consolida e rende più spedito il piano concordatario depositato al Tribunale di Pavia, ma non ne modifica l’impostazione. In particolare, resta invariata la struttura dell’offerta ai creditori: il pagamento integrale dei fornitori strategici e delle banche (consolidando i prestiti); il pagamento nella misura dell’83% circa dei fornitori chirografari. L’accordo con Trilantic Europe”, ha concluso Brugger, “è importante soprattutto per l’impulso che permette di dare allo sviluppo della Maugeri, anche mediante aggregazioni. Il panorama della sanità privata presenta infatti diffuse situazioni di disagio che possono essere superate solo cogliendo le opportunità create dalle economie di scala e di scopo, accrescendo la capacità di innovare, rafforzando le strutture patrimoniali e ricomponendo gli investimenti”.


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DIARIO2016

TELESE PREMIA TIROIDE, A CHE 28 DIPENDENTI PUNTO SIAMO 11042016

15042016

Istituto e presidente festeggiano medici, infer- In un convegno a Pavia, focus su linee guida internazionali e terapie. Parla Luca Chiovato mieri, amministrativi di più lunga anzianità

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ozze di perla con la Maugeri, premiati dal presidente Gualtiero Brugger 28 fra medici e impiegati dell’IRCCS campano. Ventotto dipendenti di Telese e festeggiano nel 2016 i tre decenni di attività sotto le insegne della Fondazione. Per ringraziare del loro impegno e della loro professionalità, dal primario alla centralinista, la Fondazione li ha premiati nella Sala Convegni dell’Istituto. Per loro è arrivato da Pavia, il professor Gualtiero Brugger, che ha consegnto a ognuno una targa celebrativa, col direttore scientifico di Telese, professor Franco Rengo. La cerimonia, introdotta dal direttore Mauro Carone, ha visto la partecipazione del sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro e di  numerose autorità. A ricevere il premio sono stati

i primari Giuseppe Furgi e Nicola Pappone, i medici Antonio Nicolino, Luigi Odierna e Giovanni Rotunno; il biologo Fernando Goglia, la psicologa Giovanna Pagliarulo; i tecnici, Anna Ciullo, Giuseppe Pontillo e Giovanna Santopietro; i coordinatori Giovanna De Maria, Fernanda Gallo, Maria Rosa Guarente, Francesco Lullo; la fisioterapista Pasqualina Zotti, le caposala Adele Cuono, Melina Giannini e Marianna Verdoliva; le infermiere Liliana Caporaso e Antonietta Ciotta, l’operatrice socio-sanitaria Vilma Rossi e Giovanni Rotunno. Per l’area amministrativa, premiati quindi Michelina Goglia, Fedele Ligorame Milone, Antonio Raviele, Rosamaria Raviele e Giu seppe Vicedomini. Per Giancarlo Longobardi, medico, e Franca Giuliano, biologa hanno rititaro i premi i familiari.

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noduli tiroidei rappresentano la più frequente tra tutte le malattie endocrine e metaboliche e l’incidenza del tumore ha mostrato un progressivo incremento negli ultimi 10 anni. Per questo la Fondazione Salvatore Maugeri ha organizzato un convegno di aggiornamento per i medici, propri o esterni, sul tema Nodulo e carcinoma della tiroide. Nuovi approcci terapeutici, che si terrà domani, sabato 16 aprile, presso l’Aula Manuli del Centro congressi. Una mattinata di lavori in cui si è paralto, tra gli altri argomenti, dei nuovi farmaci antitumorali e dei loro effetti collaterali, della terapia ormonale con tiroxina, della chirurgia tiroidea e della terapia a base di radioiodio. “Gli sviluppi degli strumenti diagnostici e i progressi della biologia molecolare hanno rivoluzionato la

BOLLINI ROSA, PIACE QUELLO SCREENING 22042016

Giornata di prevenzione a Pavia con visite endocrinologiche gratuite per under 60. Tutto esaurito dopo poche ore per una iniziativa nell’ambito dell’Osservatorio sulla salute della donna-Onda

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mbulatori aperti per le donne pavesi che vogliono prevenire l’osteoporosi. Anche Fondazione Salvatore Maugeri ha partecipato infatti, con il suo Istituto scientifico di Pavia, alla Open Week, la settimana aperta, lanciata dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna-ONDA, che, dal 2007, assegna i “Bollini rosa”, ossia riconoscimenti a quegli ospedali che “offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili”. Nell’ambito della settimana dedicata in tutta Italia alla prevenzione, che ha visto coinvolti 248 nosocomi, la Maugeri ha mobilitato la propria Medicina generale ed Endocrinologia, la cui unità operativa è diretta dal professor Luca Chiovato, che è anche ordinario all’Università di Pavia.

In particolare, per il giorno 22 aprile, sono state effettuate gratuitamente, e senza l’impegnativa del medico di base, 20 visite endocrino-ginecologiche, sono state eseguite altrettante Mineralometrie ossee computerizzate-Moc e, alle stesse donne, è stata offerta una consulenza dietistica. Ad accedere sono state donne in menopausa che non abbiano superato i 60 anni e che non abbiano già una diagnosi o siano in cura per questa malattia. “Si tratta”, aveva spiegato il professore, “di uno screening completo per l’osteoporosi, volto a prevenire questo tipo di patologia, per cui è necessario sottoporsi all’accertamento, alla visita e seguire la consulenza nutrizionale”. L’osteoporosi, aveva proseguito il professor Chiovato “è legata al calo degli estrogeni che si verifica, ap-

punto, in menopausa e colpisce fra il 5 al 29% delle donne in questo periodo della loro vita, in genere interessando le vertebre. Di qui l’opportunità di svolgere un’attenta prevenzione, verso la quale è importante che i medici di medicina generale sensibilizzino le loro assistite. Iniziative come queste”, ha concluso il primario, “servono a ricordare a tutti il valore della profilassi”. Da notare che i posti messi a disposizione con lo screening sono andati prenotati in pochi minuti dall’inizio del servizio di call center dedicato: un segnale di come sia apprezzata l’Endocrinologia dell’Istituto pavese. Per il 2017, si punta ad ampliare l’iniziativa: “Un esperimento positivo che vogliamo ripetere e, se possibile, anche ampliare”, ha concluso il professor Chiovato.

diagnostica e la terapia di noduli e tumori della tiroide”, ha spiegato il professor Luca Chiovato, responsabile dell’Unità operativa Endocrinologia della Maugeri, nonché referente scientifico dell’iniziativa. “Questi rapidi cambiamenti”, ha proseguito Chiovato, “hanno indotto tutte le Società scientifiche internazionali a rivedere profondamente le linee guida per la diagnosi e la terapia di noduli e tumori della tiroide. Obiettivo del convegno”, conclude il professore, “è portare all’attenzione dei medici di medicina generale e di altri specialisti i progressi nella diagnosi e terapia di queste patologie, con una particolare attenzione alla applicabilità delle nuove raccomandazioni alla realtà italiana”. Al convegno hanno partecipato le varie Unità dell’Istituto pavese: dall’oncologia, alla medicina nucleare, alla radiologia.


VARESE CAPITALE DELLA PNEUMOLOGIA 19042016

Grazie all’IRCCS Tradate riuniti medici esperti da tutta Italia. Convegno sotto la direzione scientifica del professor Antonio Spanevello

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uali sono le principali novità cliniche, terapeutiche sul trattamento delle patologie croniche dell’apparato respiratorio? Quali le ricerche più avanzate su asma bronchiale, enfisema polmonare, bronchite cronica, fibrosi polmonari e cancro del polmone? Ne hanno parlato per due giorni a Varese, studiosi provenienti da tutt’Italia, in occasione del convegno Insubria pneumologica, organizzato dall’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri di Tradate (Varese), in collaborazione con l’Università dell’Insubria e l’ASST “Sette Laghi” di Varese, il 19 aprile, e il 20 aprile, fino alle 16,30, al Palace Grand Hotel. Il convegno, spiega il suo presidente, professor Antonio Spanevello, direttore dell’Istituto scientifico Maugeri e docente di Malattie dell’apparato respiratorio nell’ate-

neo insubre, “vuol far incontrare, in maniera sinergica, il mondo accademico e quello clinico-assistenziale nel campo delle malattie respiratorie, in un confronto dinamico e

propositivo finalizzato alla nascita di un vero e proprio polo scientifico nel territorio insubrico, in grado di sviluppare, attraverso una innovativa progettualità scientifica, strategie atte a contenere con efficacia le patologie respiratorie e le loro principali cause”. Due giornate di lavoro, in cui, prosegue Spanevello “non man-

cherà il confronto con il mondo Internistico e Cardiologico, che sarà rappresentato dalle maggiori autorità cliniche e accademiche dell’area varesina”. Fra i vari relatori, che si alterneranno nelle sei sessioni di lavoro, si segnalano, tra gli altri, il professor Leonardo Fabbri, direttore Clinica pneumologica dell’ università di Modena, uno dei massi esperto di Bronchite Cronica Ostruttiva-BPCO, e delle comorbilità - le patologie che accompagnano quella principale - di tipo cardiovascolare;  il professor Francesco Blasi, direttore Clinica pneumologica della Statale di Milano, esperto di Infezioni respiratorie e di fibrosi cistica, e il professor Alberto Papi, direttore Clinica pneumologica dell’Università di Ferrara, che studia l’infiammazione nell’ Asma bronchiale e il relativo trattamento farmacologico. 

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SCIACCA 23052016

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l personale della Maugeri con i volontari a sensibilizzare i cittadini sui bisogni dei pazienti affetti da mielolesioni. Alla fine, intorno al gazebo bianco, sul lungomare di Sciacca, si sono succedute oltre 700 persone per firmare un manifesto di solidarietà ai pazienti mielolesi e alle loro famglie. A presidiarlo, in una domenica di maggio, per tutta la giornata, i volontari della Federazione della Associazioni italiane dei Paratetraplegici-Faip e il personale della Maugeri, presente anche il direttore del locale presidio, nonché resposabile degli altri due in Sicilia, Ribera e Mistretta, Domenico De Cicco. Si trattava di una delle azioni che, a partire dal 20 maggio, giornata dedicata alle persone affette da lesioni midollari, hanno visto varie attività di sensiblizzazone anche a Palermo, Catania e Trapani. Nei quattro centri ci sono stati incontri nelle scuole, mentre il 4 giugno, allo stadio provinciale di Trapani, dalle 19,00, si è svolto “Il triangolare della vita” con Nazionale attori, Medici e giornalisti sportivi.

RICORDI IVAN, IL LEONE PAVESI 10062016

18052016

“A

l professor Alessandro Salvadeo, pioniere della dialisi e della nefrologia che questo centro dal nulla creò nel 1968, sviluppò con trentennale impegno di lavoro, studio e ricerca, lasciò indimenticabile segno della sua passione umana e civile ai suoi pazienti, alle sue infermiere, ai suoi medici, alla sua città”. È il testo della targa affissa il 18 maggio al Centro dialisi dell’IRCCS Pavia, presenti il direttore, Roberto Pedretti e del primario di Nefrologia, Ciro Esposito che si è fatto portavoce di tutto il personale medico, infermieristico e di tutti coloro i quali hanno potuto apprezzare il valore, l’umanità e la raffinata ironia che distinguevano Salvadeo. Presenti alla cerimonia anche numerosi allievi del grande nefrologo: Siro Segagni, Giuseppe Villa, Franco Galli, Valter Piazza, oggi in pensione, Emanuela Efficace, Giovanni Montagna e Luca Semeraro, a tutt’oggi in servizio nell’Istituto di Pavia.

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a Medicina sportiva come fattore decisivo della riabilitazione, neuromotoria in particolare. Per questo, Fondazione Maugeri ha deciso di sostenere un paratleta del Tennis Club Pavia, Ivan Lion, attraverso il proprio centro di Medicina sportiva. Come ha spiegato il professor Roberto Bottinelli, ordinario dell’ateneo pavese, di cui è anche prorettore alla ricerca, e direttore del Centro, “la Medicina sportiva ha oggi innumerevoli applicazioni che si estendono ben oltre la valutazione dell’atleta per migliorare la sicurezza e l’efficacia della prestazione sportiva. L’esercizio fisico è un potente strumento di prevenzione e cura della maggior parte delle patologie croniche cardiovascolari, polmonari, metaboliche, che rappresentano le principali cause di morte. “L’esercizio fisico è ormai da tempo considerato una ‘medicina’”, ha osservato il professore, “e la riabilitazione di pazienti affetti da malattie croniche, non solo cardiache, polmonari e metaboliche quali il diabete, sfrutta con grande successo la somministrazione di “dosi” di

esercizio fisico. Dosi che vengono definite dal medico dello sport sulla base di linee guida internazionali. Più di recente l’esercizio fisico si è dimostrato efficace anche per prevenire le recidive di alcuni tumori, come quello della mammella. Nel caso degli atleti disabili”, ha proseguito Bottinelli, “l’esercizio fisico non solo previene i gravi fenomeni che in ognuno di noi si verificano con la sedentarietà, ma permette di sviluppare capacità motorie nuove che possono compensare abilità mancanti per effetto dell’handicap”. Il Centro di Medicina sportiva di Maugeri, inoltre, lavora a sostegno dell’Unità operativa Endocrinologia dell’Istituto di Pavia, nelle attività di cura delle malattie del metabolismo, come il diabete, attraverso la somministrazione di programmi di allenamento personalizzati. Della storia di Ivan Lion e dal suo approdo alla Maugeri, è stato tratto un video firmato dalla giornalista Diletta Grella, rilanciato dal portale de La Stampa (www.lastampa.it) e oggi visibile sul canale YouTube di ICS Maugeri Spa. Nel video, l’atleta racconta le sue speranze sportive.


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DIARIO2016

CONCORDATO Sì VOLONTARI ORA SVILUPPO DEL CUORE 23062016

18062016

L’Istituto volta pagina. Il presidente Gualtiero Brugger ringrazia dipendenti, creditori e istituzioni che hanno creduto nel risanamento

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on la pubblicazione del decreto di omologa del concordato in continuità, avvenuta lunedì da parte del Tribunale di Pavia, la Fondazione Salvatore Maugeri volta pagina. Come recita infatti all’articolo 181, della Legge fallimentare, “La procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi dell’art. 180”. A meno di 22 mesi dalla richiesta di concordato ”con riserva”, del 4 novembre 2014, per congelare l’indebitamento di quasi 300 milioni e formulare una proposta di concordato preventivo in continuità, la Fondazione chiude una fase difficile della propria ultrasessantennale storia e guarda al futuro con fiducia. Ora il Piano di risanamento, presentato dal Tribunale il 12 giugno dell’anno scorso e precedentemente approvato dal 99,42% dei creditori il 13 maggio scorso, entra nella fase dell’esecutività. Entro il 30 giugno, sarà attuato l’accordo transattivo con Regione Lombardia, approvato dalla Giunta il 24 aprile 2015, e che prevede tra l’altro – in cambio di alcuni pagamenti e garanzie – il ritiro dalla costituzione di parte civile nei confronti della Fondazione nel procedimento penale in corso, in quanto datore di lavoro dell’ex-direttore generale.

Questo accordo ha reso in concreto possibile il concordato . Si procederà inoltre al perfezionamento dell’accordo con il Fondo Trilantic Capital Partners, che acquisterà per circa 55 milioni in contanti, attraverso la controllata TCP Hospitals, gran parte delle quote del fondo immobiliare cui saranno conferiti nove immobili della Fondazione. Trilantic conferirà 45 milioni in quote e 10 milioni in contanti per acquisire, attraverso un aumento del capitale, il 30% della Newco, Istituti Clinici Scientifici Maugeri SpA; la quota di maggioranza del capitale sociale rimarrà in mano alla Fondazione. A ICS Maugeri saranno trasferiti tutti i 19 istituti e centri operanti in sei regioni italiane, con le relative attività medico-scientifiche che generano un fatturato annuo prossimo a 300 milioni. La liquidità ottenuta con la vendita a Trilantic delle quote del fondo immobiliare servirà a pagare, entro il 31 dicembre, al 100%, creditori strategici, come Asl e industrie farmaceutiche, e creditori commerciali in una percentuale superiore all’83%, mentre i debiti verso banche, trasferiti a ICS Maugeri, saranno riscadenziati sull’arco di 10 anni, con riferimento ai debiti bancari chirografari e sull’arco di 15 anni con riferimento ai mutui ipotecari.

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IRCCS Maugeri di Veruno (Novara) si apre sempre di più ai volontari. Il 16 giugno è stata infatti firma una convenzione con l’Associazione cardiotrapiantati italiani-ACTI di Torino e l’Istituto. A Veruno erano già attiva l’Associazione volontari ospedalieri-AVO, grazie a una convenzione del 2003. I volontari dell’ACTI, formati  e monitorati dalla Direzione sanitaria dell’Istituto, si inseriranno nel percorso riabilitativo dei pazienti. Si prevedono interventi di supporto individualizzati ai bisogni dei degenti, identificati prima dalla figura di coordinamento del team ovvero dall’assistente sociale dell’istituto. I volontari si attiveremo con progetti individualizzati al fine di rendere funzionale e individualizzato sui bi-

sogni dei pazienti, siano essi malati in attesa di trapianto, neo-trapiantati o impiantati di L-VAD, apparecchio per l’assistenza ventricolare, ma anche pazienti complessi come esito di cerebrolesioni acquisite. A identificare i pazienti verso i quali indirizzare il supporto dei volontaria, sarà l’assistente sociale di Istituto, Chiara Gattoni, che sottolinea: “Per noi significa offrire un valore aggiunto alla cura, concedendo  maggior tempo per l’ascolto e condivisione ai nostri malati”. Nei giorni scorsi, una delegazione ACTI ha visitato l’Istituto, per organizzare la presenza volontaria, ne facevano parte, tra gli altri, il presidente, Enrico Bertolino, il vice, Gian Piero Ferrero, e il consigliere, Pier Luigi Orlandin.

SE I PAZIENTI NON DICONO

23092016 Workshop sulle disfunzioni di vescica e peritoneo: la difficoltà a parlarne rallenta la diagnosi

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e disfunzioni vescicali e del perineo rappresentano situazioni di grande difficoltà psicologica per molti pazienti, per la delicata sintomatologia che spinge talvolta molte persone a minimizzarla, ritardandone la corretta diagnosi. Di queste patologie, e dell’importanza di un pronto e corretto inquadramento dal punto di vista clinico, per avviare un’adeguata azione terapeutica, si è parlato in Maugeri, il 23 settembre, in un workshop formativo intitolato Complicanze funzionali della vescica: approccio multidisciplinare e valido ai fini dell’Educazione continua in medicina-ECM. “Queste disfuzioni costituiscono un argomento che ha destato un grande interesse nel corso degli ultimi anni nel mondo scientifico e nella pratica clinica”, hanno spiegato le responsabili scientifiche del convegno, Gabriella Fizzotti, medico della U.O. di Riabilitazione specialistica Neurologica e Unità spinale IRCCS Maugeri di Pavia, e Caterina Pistarini direttore U.O. Risveglio, Neuroriabilitazione e Unità spinale dello stesso Istituto. “Per quanto concerne la fisiopatologia delle disfunzioni perineali”,

ha sottolineato Fizzotti, “è stata messa in particolare evidenza la complessità dei sistemi fisiologici di controllo e la varietà delle modificazioni funzionali che possono interessare tali sistemi in condizioni patologiche, nella pratica clinica”, ha proseguito la dottoressa, “è stato particolare rilevato che per un corretto inquadramento diagnostico e per un’adeguata impostazione terapeutica è sempre necessaria una collaborazione interdisciplinare fra diverse figure professionali”. E all’insegna della interdisciplinarità era il panel di clinici che sono interventi al workshop. C’erano infatti Tommaso Ciro Camerota, urologo, Michelangelo Buonocore, neurofisiopatologo, Giovan Battista Ivaldi, radiologo e radioterapista. Hanno fatto seguito interventi sui legami fra questo tipo di disfuzione e la menopausa, con una relazione di Francesca Albani, ginecologa nell’ambulatorio di Colonproctologia dell’IRCCS Pavia, e sugli aspetti relazionali e psicologici di questa malattia, intervento affidato a Maria Rita Manera, psicologa presso lo stesso Istituto.


DIARIO2016

LA LEZIONE DI EASTWOOD

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28092016

Un corso ECM innovativo: genetisti, medici, medici legali e psicologi fanno lezione usando grandi film che hanno descritto la sofferenza

A GENETISTI A CONVEGNO

26092016

Col genetista Bruno Dallapiccola e la cardiologa molecolare Silvia Priori, esperti, ricercatori e clinici per la European Biotech Week

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a Fondazione Maugeri e Pavia protagoniste della ricerca biotecnologica. In occasione della European Biotech Week, giovedì 29 settembre, infatti l’Auditorium della Fondazione ha ospitato una giornata aperta ai malati e alle loro famiglie e a tutti i cittadini, per raccontare anche punto sono le cure attraverso il biotech. L’iniziativa era di Argon Health Care con il patrocinio di Fondazione Maugeri, da tempo attiva nelle ricerca e nella clinica di malattie rare, con particolare riferimento a quelle cardiache e neurologiche. Tra gli speaker della giornata infatti anche Silvia Priori, direttore scientifico di Fondazione, ordinario dell’Università di Pavia sulla Cardiologia molecolare e titolare di un grant dell’European Research Council-ERC, finalizzato proprio alla ricerca su malattie genetiche che conducono alla morte improvvisa. “Le nuove biotecnologie”,  ha osservato Priori, “sono state rapidamente incorporate nella pratica clinica per migliorare il processo diagnostico, ottimizzare la predizione della prognosi e per introdurre cure innovative. Una vera e propria rivoluzione culturale che insieme all’entusiasmo fa sorgere importanti quesiti etici,

dubbi di sostenibilità economica e problemi di comunicazione al pubblico. La sfida che il mondo scientifico deve affrontare”, ha concluso Priori, “è quella di essere parte attiva nel garantire l’informazione obiettiva, trasparente e responsabile circa la applicabilità clinica delle nuove metodologie.” Ad aprire i lavori, il genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, che ha detto: “‘Non penso mai al futuro, arriva così presto’”,  diceva Albert Einstein, una frase che abbiamo scelto per introdurre il tema e che troviamo particolarmente indicata per raccontare le biotecnologie. Grazie a esse infatti stiamo attraversando un’era di cambiamento che qualcuno etichetta come uno tsunami. Una copertina di Time già 22 anni sosteneva: Genetica: il futuro è adesso. Siamo perciò consci della responsabilità di mantenere un continuo dialogo con l’opinione pubblica sulle potenzialità e le promesse della rivoluzione in atto, non derogando mai al principio dell’obiettività e dell’onestà intellettuale, che ottimizza le ricadute traslazionali del progresso scientifico, governa le facili illusioni ed erge una barriera nei confronti della pubblicità ingannevole”.

ffrontare i temi bioetici legati alla professione medica guardando un film. L’idea è di alcuni clinici della Maugeri, che hanno organizzato un corso ECM di cinque giornate, fra settembre e novembre, con lezioni di tre ore ciascuna, in cui le riflessioni di psicologi, genetisti, medici legali sono state inframezzate dalle visione di pellicole che abbiano a tema vari aspetti della cura con implicazioni etiche rilevanti. Aspetti trattati quindi dalla relazione di un esperto. Una modalità molto in voga in diverse schools of medicine americane e che è stata sperimentata già alla Cattolica di Roma. Così i quasi 100 medici che hanno partecipato al corso hanno visto Caro Diario di Nanni Moretti, Mare Dentro (Mar adentro) di Aljandro Amenàba, Million Dollar Baby di Clint Eastwood, Il ventre dell’Architetto di Peter Greenaway, Blade Runner di Ridley Scott. “Come ci suggerisce la letteratura scientifica”, dice uno degli organizzatori, Francesco Cupella, gastroenterologo in Maugeri, “il film fornisce un contesto sistemico per favorire lo sviluppo delle capacità di pensiero critico e i nessi tra il teoria e pratica nelle decisioni etiche.

Le fiction, il cinema in particolare, offrono l’opportunità per la riflessione morale immaginativa e giocano un ruolo nel ragionamento morale, perché sono esemplari e possono risultare addirittura come prove”. L’altra organizzatrice, Ines Giorgi, psicologa di Maugeri, sottolinea che “l’inclusione di film simili nella formazione in ambito etico è un approccio innovativo. Attraverso la narrazione filmica si vuole fornire una migliore comprensione dell’esperienza sociale della malattia e collocare il punto di vista del paziente in primo piano. La narrazione filmica”, conclude, “ha il potenziale non solo di illustrare le questioni bioetiche vividamente, ma anche di contribuire alla esplorazione di tesi e argomenti importanti nella malattia e nelle decisioni terapeutiche i e consentire la costruzione delle diverse prospettive del paziente, dei familiari e dei suoi curanti”. Ai due organizzatori, si sono affiancati relatori come Carlo Pasetti, neurologo e presidente del Comitato etico della Maugeri, Paolo Danesino, medico legale e già docente all’Università di Pavia, Cesare Danesino, genetista presso lo stesso ateneo, e Alessandra De Gasperi, avvocato.

NUOVA MAUGERI I DECRETI 30092016

Il ministro trasferisce la qualifica IRCCS da Fondazione a ICS Maugeri Spa Società

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on la firma, a Roma, del decreto 4052 del ministero della Salute, lo status di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, già di Fondazione Salvatore Maugeri, passa da domani alla ICS Maugeri Spa Società Benefit. Il decreto consente quindi il trasferimento dell’azienda sanitaria e di ricerca alla nuova società. Si attua così un’altra importante fase del piano di risanamento e rilancio della Maugeri, culminata nel concordato in continuità

chiusosi, nel giugno scorso, davanti al Tribunale di Pavia, dopo la crisi debitoria di fine 2014. L’atto del ministro Beatrice Lorenzin completa infatti l’azione delle sei regioni e dei 18 comuni in cui operano gli Istituti Maugeri, che avevano provveduto già a trasferire le autorizzazioni e gli accreditamenti in essere. Regione Lombardia l’aveva fatto per 10 istituti, il Piemonte per due. Liguria per uno, la Puglia per due, la Sicilia per tre e la Campania per uno.


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DIARIO2016

IPOVEDENTI, RIABILITAZIONE POSSIBILE 19102016

A Pavia medici e associazioni a confronto sul recupero di autonomia dell’ipovedente. E l’Unione Ciechi offre un “Caffè al buio”

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n caffè al buio, per capire il dramma e la difficoltà degli ipovendenti. Il 19 ottobre scorso, alla Maugeri, grazie alla collaborazione della sezione lombarda dell’Unione Italia Ciechi-UIC, è stato allestito uno specialissimo bar, in cui il gustoso espresso è stato servito nella più totale oscurità, e dove il tatto, l’udito e il gusto hanno dovuto sopperire all’impossibilità di usare la vista. L’iniziativa si inquadrava in un corso ECM, educazione continua in Medicina, La dignità di ritornare autonomi nella vita quotidiana: diritto dell’ipovedente, dedicato alla riabilitazione visiva e rivolto quindi a medici e operatori sanitari, ma ap-

erto per l’occasione a tutti i cittadini. “Un’esperienza”, spiega la dottoressa Ines Giorgi, responsabile Unità Operativa Psicologia dell’IRCCS Maugeri di Pavia, “che ha permesso ai fruitori di avvicinarsi non solo razionalmente ma con la sensorialità e l’emotività all’esperienza degli ipovedenti e dei non vedenti, misurandosi con le proprie paure, i propri pregiudizi, ma anche con le proprie risorse. Ognuno di noi infatti”, prosegue la psicologa, “quando si trova ad affrontare una esperienza nuova può mettere in atto  capacità di adattamento e di rilettura della realtà, in particolar modo,  se agisce in un ambiente ‘sicuro e protetto’ come quello della relazione che si

instaurerà con le guide ipovedenti”. Giorgi era una delle organizzatrici e responsabili scientifiche del corso, assieme alla dottoressa Monica Schmid, oculista, che si occupa da anni di Riabilitazione visiva in Maugeri, di cui è responsabile dell’Unità Operativa a Pavia. “Dal 2001, assieme a Regione Lombardia e le associazioni dei pazienti”, racconta Schmid, “abbiamo strutturato un percorso riabilitativo delle persone ipovedenti, attuando un modello di presa in carico multidisciplinare che va dalla diagnosi e dalla individuazione dei bisogni, alla cura e alla riabilitazione, per arrivare alla prescrizione degli ausili più idonei”.

Il trattamento, prosegue, “vede coinvolto l’oculista, l’ortottista, l’istruttore di orientamento e mobilità, lo psicologo, l’assistente sociale, e coinvolge oltre i pazienti anche i loro familiari”. “Il progresso dell’oftalmologia”, sottolinea ancora la Schmid, “sia in termini di prevenzione che di efficacia delle terapie, ha fatto sì che molte gravi patologie oculari, che in passato portavano alla cecità assoluta, oggi vengano bloccate allo stato di ipovisione”. Una condizione che riguarda, in Italia, ormai 1,5 milioni di persone, dato in costante aumento in relazione all’invecchiamento della popolazone.

QUESTIONE SLA, IL DONO DI ADRENALINA DEL VESCOVO

26112016 22122016 Specialisti a convegno sul rischio anafilassi. La diocesi di Patti raccoglie 5mila euro per l’acMeriggi: “Decisiva la veloce somministrazione” quisto di un bioimpedenzioamentro a Mistretta

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asta poco tempo per uno shock anafilattico: appena cinque minuti, se l’origine della grave allergia è un farmaco, 15 se si tratta di una puntura di imenottero, come una vespa o un calabrone, mezz’ora se a causare la reazioni è un alimento.Un tempo breve, in cui la diagnosi e l’uso della terapia d’urgenza è decisivo. Dell’anafilassi si è parlato nel workshop in ambito ECM, che si è svolto sabato 26 novembre, presso l’auditorium di Pavia dal titolo Focus sulle allergopatie: l’anafilassi, ha radunato allergologi, tossicologi, cardiologi, ematologi e immunologi. Un’occasione per presentare lo stato dell’arte nella ricerca e nella cura di quella che, spiega Antonio Meriggi, responsabile dell’Unità operativa Allergologia dell’IRCCS, “è una reazione di ipersensibilità sistemica e multiorgano, a rapida insorgenza e con pericolo di vita, e che costituisce pertanto un’emergenza nella pratica clinica allergologica”. Casi “che riguardano lo 0.5-3% della

popolazione”, mentre i casi mortali, “seppure possibili, sono rari (0.01%)”. Le cause scatenanti sono usualmente reazioni allergiche a farmaci, alimenti e punture di imenotteri, accanto però a forme idiopatiche. “Nel 20% dei casi”, sottolinea Meriggi, “si rileva un comportamento bifasico, caratterizzato da un ulteriore peggioramento della sintomatologia dopo un’iniziale miglioramento. Fattori predisponenti, come l’asma bronchiale e, ancor più, patologie cardiovascolari, possono condizionare, mentre un aspetto particolare è costituito dal rapporto tra mastocitosi e anafilassi”. Secondo Meriggi, “l’adrenalina intramuscolare risulta essere il farmaco da somministrare il più precocemente possibile, senza attendere l’evoluzione clinica dell’episodio”. Invece i ben più noti e diffusi farmaci steroidei e antistaminici costituiscono solamente una scelta di supporto all’azione “salvavita” dell’adrenalina.

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etto, fatto. Monsignor Ignazio Zambito, vescovo di Patti (Messina), nel settembre dell’anno scorso, partecipando alla cerimonia di donazione di un capnografo al Centro SLA della Maugeri di Mistretta da parte di alcune associazioni, aveva promesso che la diocesi si sarebbe impegnata a fare una donazione di eguale importo, per l’acquisto di un altro strumento utile al trattamento dei malati neurologici, un bioimpedenziometro. Così è stato e la precedente donazione, è stata più che doppiata, arrivando a quota 5mila sufficienti per acquistare la nuova attrezzatura. IL 22 dicembre, il vescovo Zambito e i molti donatori hanno consegnato al direttore del Centro, Paolo Volanti e a Domenico De Cicco, direttore dei tre presidi Maugeri della Sicilia, un grande assegno simbolico, con su scritta la cifra raccolta. “La bioimpedenziometria”, spiega Volanti, “è un esame di tipo bioelettrico, rapido e non invasivo,

utile per conoscere la composizione corporea di un soggetto e per valutarne lo stato nutrizionale. Nella patologie neurodegenerative, come quelle che trattiamo al Centro, l’apparecchio serve per verificare quelle alterazioni importanti della massa cellulare e dei fluidi corporei intra ed extracellulari che incidono in maniera rilevante su morbilità, mortalità, efficacia dei farmaci, resistenza dell’organismo allo stress”. Un monitoraggio che risulta “molto importante nella corretta impostazione del fabbisogno nutrizionale a breve e medio-lungo termine dei pazienti”. “Il Centro SLA di Mistretta”, ha detto monsignor Zambito, “suscita in me sempre una grande ammirazione. Vedere persone che fanno della loro cultura medica e del lavoro un impegno quotidiano ci esalta, perché non è vero che tutto è male. C’è tanto male, è vero, ma c’è anche questo bene che lievita. Questi sono pezzetti di Vangelo”, ha concluso, “fatti, più che detti”.


LETIZIA, SU UNA VECCHIA 500 PER SCONFIGGERE LE CARDIOPATIE CONGENITE

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Affetta da QT Lungo diagnosticato a Pavia, ha attraversato l’Europa per dare speranza a chi è malato

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etizia Cocco, 33 anni, di Gavignano (Roma), è tornata il 10 agosto in Maugeri di Pavia, dove all’età di 19 anni, le era stata diagnosticata la sindrome QT lungo, patologia congenita e rara al cuore. Grazie a quella diagnosi, Letizia si è potuta far impiantare chirurgicamente un defibrillatore, che le ha salvato la vita in un paio di occasioni. Tre giorni prima, il 7 agosto, era partita da Roma alla volta di Leida, in Olanda, su una 500 Fiat del 1972, per percorrere oltre 2mila chilometri fuori dalle autostrade, per sensibilizzare quante più persone avrebbe incontrato sull’importanza delle diagnosi di queste malattie, che spesso conducono a morte improvvisa, e raccogliere fondi per la ricerca condotta dalla Cardiologia molecolare della Maugeri di Pavia, attraverso il sito 500cuori.com. “Voglio dare speranza a chi abbia queste sindromi rare”, dice, “non arrendetevi, lottate, rendete la vostra

vita bella, non passate i vostri giorni sotto una campana di vetro”. Letizia, che lavora in Olanda in una società di e-commerce, ha da poco ripreso anche a praticare il volley, sua passione giovanile: “Giocherò a Leida, in un campionato amatoriale”. La giovane romana, che ha una figlia di due anni positiva alla sindrome del QT lungo, rassicura anche le donne affette dalla sua patologia e che si interrogano sulla trasmissibilità ai figli. “Avete 50 possibilità su 100 che i vostri bimbi abbiano la vostra stessa malattia”, ha detto rivolta alle future madri, “ma, se anche così fosse, con la prevenzione e con le cure, i vostri figli potranno condurre un’esistenza normalissima”. Carlo Napolitano (nella foto insieme a l’ex paziente, ndr), vice-primario di Cardiologia molecolare a Pavia, ha ricordato che alla Maugeri si è creato un team di ricerca di eccellenza sotto la guida della professoressa Silvia Priori, che studia il

QT Lungo ma anche altre patologie congenite e rare, come la Sindrome di Brugada o la Tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica. “L’European Research Council-ERC”, sottolinea Napolitano, “ci ha assegnato nel 2015 un finanziamento di 2,3 milioni di euro per studiare proprio la sindrome di Timothy, una variante del QT Lun-

go, assai più letale”. La Cardiologia molecolare della Maugeri, istituita nel 1998 nell’Istituto di Pavia, a fine 2015 aveva avuto contatti diretti con 22.981 soggetti con “diagnosi accertata o sospetta di cardiopatia ereditaria, effettuato 12.708 analisi di laboratorio di diagnostica molecolare, e 7.808 nuove diagnosi di cardiopatie ereditarie.

LE STRANE FERIE DI CHIARA: IN CAMMINO PER CHI È IN ATTESA DI UN CUORE NUOVO

Gattoni è l’assistente sociale dell’IRCCS Veruno, impiega parte delle sue ferie per gesti di solidarietà a favore dei malati. L’ultimo: da Ancona a Loreto per chi attende un trapianto cuore

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estate del 2015 era stato per i malati di SLA che segue nell’Istituto scientifico Maugeri di Veruno (No) come assistente sociale, l’estate scorsa per i cardiopatici che attendono un trapianto. Fra luglio e agosto dell’anno scorso, Chiara Gattoni (nella foto, ndr) ha percorso oltre 200 chilometri da Ancona a Loreto ad Assisi, attraverso la Via Luretana, lasciando sia nella Basilica del santurio mariano sia nella cripta di S.Francesco un gagliardetto dell’Associazione cardiotrapiantati italiani-ACTI, che è presente all’interno della Maugeri di Veruno per il sostegno ai pazienti che qui si riabilitano dopo un trapianto, o che qui si fanno impiantare un apparecchio (esterno) per l’assistenza ventricolare sinistra -VAD, in attesa di un cuore nuovo.

Nel 2015, appena entrata in ferie, aveva appunto percorso per una settimana il Cammino di Santiago de Compostela, portando nell’antico santuario dedicato a S.Giacomo le preghiere dei malati di SLA che segue nel suo lavoro. Anche nel 2016, in parte sull’antica via Lauretana, Gattoni ha realizzato un pellegrinaggio che vuol essere “un omaggio ai malati, alla loro forza d’animo, e una preghiera per la loro salute”. “Ad Ancona”, racconta, “ho incontrato, abbracciato il signor Giorgio Duca (nella foto, ndr), portatore di assistenza ventricolare sinistra, lasciandogli un dono di ACTI come testimone di coraggio e speranza per tutti i cardipatici. Da Ancona mi sono incamminata sulla costa del Monte Conero fino a raggiungere Portorecanati e risalire a Loreto”. Qui

aveva lasciato nella Cappella delle indulgenze il gagliardetto dell’associazione e proseguito il cammino ha attraversato le Marche e l’Umbria, toccando Recanati, Macerata, Tolentino, Belforte, Colfiorito, Foligno, Spello. “È infine sono arrivata ad Assisi. Nella cripta di San Francesco il dono di ACTI”, dice. Un supplemento di cammino, stavolta in treno fino a a Ellera di Corciano (Pg),e poi a piedi fino al borgo di Corciano. Qui riposa infatti Enzo Bosimini, un cardiologo che ha lavorato a lungo a Veruno, mancato nel 2010, e che ha ringraziato a nome dell’ACTI, “per il particolare coraggio e la forza di vivere che ha sempre trasmesso ai suoi malati”. Ancora oggi i trapiantati di cuore che si riabilitavano a Veruno ricordano il dottor Bosimini con commozione.


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PARKINSON, PROVE DI TELEMEDICINA

A Veruno, per il progetto Telepark, alleati pubblico, non profit e privato. Una sperimentazione su 30 pazienti guidata da Fabrizio Pisano

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na nuova riabilitazione in telemedicina per chi è affetto da malattia di Parkinson allo stadio iniziale: è l’obiettivo del progetto di ricerca TelePark, dall’IRCCS Maugeri di Veruno. “Nel paziente parkinsoniano”, spiega Fabrizio Pisano, direttore Unità operativa Neurologia riabilitativa, “oltre ad un idoneo trattamento farmacologico personalizzato alle esigenze cliniche, risulta di fondamentale importanza un adeguato trattamento riabilitativo che, attraverso l’esercizio fisico specifico per tale patologia e l’attività aerobica, influenza positivamente la qualità di vita del paziente e le sue capacità funzionali”. Una riabilitazione intensiva “che andrebbe effettuata in tutti gli stadi di malattia, anche se particolarmente indicate sono le prime fasi, quando la plasticità cerebrale offre più ampi margini di riserve motorie e cognitive”. Purtroppo “le competenze motorie acquisite durante la fase di trattamento riabilitativo intensivo, effettuate in regime di ricovero, tendono spesso a regredire se non supportate dalla continuità assistenziale”. Pisano e la sua équipe hanno individuato un set di esercizi che i pazienti potranno effettuare a casa propria, per due giorni alla settimana, monitorati a distanza da fisioterapista, infermiera e medici. Per i restanti tre giorni, i pazienti svolgeranno 30 minuti di esercizio aerobico su cyclette; l’intensità dell’allenamento sarà personalizzata sulla base del test cardiopolmonare che ciascun soggetto effettuerà in condizioni basali. Le cyclette, tutte con accesso facilitato, e consegnate direttamente a domicilio, saranno messe a disposizione dei pazienti grazie ai fondi relativi al progetto. TelePark consiste in uno studio pilota, che coinvolgerà 30 parkinsoniani tra i 40 e gli 80 anni per tre mesi; studio randomizzato (ossia con la scelta casuale dei partecipanti fra una platea di candidati idonei, ndr) e controllato, in cui un gruppo potrà svolgere il protocollo previsto in regime di telesorveglianza, mentre l’altro, cosiddetto “gruppo di controllo”, effettuerà le stesse attività, ma senza la possibilità di interagire con i medici, salvo che per motivi di urgenza. Oltre allo specifico aspetto neuromotorio, TelePark non trascura

l’ambito psicologico: fanno infatti parte del team anche un gruppo di psicologi, che misureranno lo stato ansioso-depressivo che accompagna la malattia ed il carico di stress che inevitabilmente ricade sul famigliare/caregiver. Durante il protocollo di studio è infatti previsto che anche i famigliari dei pazienti telemonitorati debbano interagire con gli operatori del centro di controllo dell’Istituto di Veruno attraverso contatti in videoconferenza. Tutti e trenta i soggetti saranno dotati di sensori applicati al braccio, in grado di fornire utili informazioni come il dispendio energetico, il numero dei passi effettuati, la durata del sonno, il tempo in cui sono rimasti sdraiati. I pazienti telemonitorati saranno invece forniti di un monotraccia elettrocardiografico portatile e istruiti a trasmettere il tracciato ECG tramite linea telefonica, solo nel caso si presentino disturbi riferibili a problematiche cardiache. “I risultati a cui puntiamo”, ha chiarito Pisano, “sono la misurazione della qualità della vita del paziente, il miglioramento del cammino e dell’equilibrio e in generale delle varie competenze motorie e psicologiche, attraverso la somministrazione di scale cliniche validate scientificamente, a cui tutti i soggetti dovranno sottoporsi all’inizio dello studio e al termine dei tre mesi di trattamento”. I pazienti useranno il sistema di videoconferenza TeleRiab, dal proprio pc, con un accesso riservato al sito internet dedicato. Attraverso la piattaforma, lo staff di Veruno potrà monitorare in tempo reale e registrare l’attività svolta dal paziente. l progetto TelePark presenta un ca-

rattere di forte innovazione come ha ribadito lo stesso responsabile scientifico: “Numerosi articoli in letteratura riportano come la telemedicina possa essere strumento efficace di distribuzione delle cure, riducendo gli oneri di spesa e migliorando la prognosi del paziente. Molti di questi studi”, ha proseguito Pisano, “tuttavia non sono randomizzati o controllati, e non presentano l’indicazione di chi potrebbe maggiormente beneficiare di cure specialistiche telemonitorate. Inoltre”, ha concluso il neurologo, “non risultano progetti che, oltre ai trattamenti riabilitativi, prevedano nel contempo una sorveglianza sul versante clinico psicologico per eventuale supporto, qualora necessario, al paziente e/o al famigliare”. “TelePark fa parte di una progettualità triennale finanziata da Regione Piemonte”, dice Bruno Balbi, direttore scientifico dell’IRCCS Veruno, “e che vede Fondazione Maugeri e la ASL di Novara collaborare per la gestione integrata delle malattie croniche cardiache, respiratorie e neuromotorie col al Centro VAMP (Valutazione e Assistenza Multispecialistica Parkinson)”. TelePark è fortemente supportato dal sostegno economico di alcune storiche realtà filantropiche del Novarese, come il Fondo Giacomo Cerutti di Borgomanero (attraverso la Fondazione Comunità del Novarese) e la Caleffi Spa di Fontaneto d’Agogna, che hanno finanziato il progetto. Il progetto è stato presentato il 4 luglio ai dirigenti ASL Novara, alle associaizoni, presente Cesare Ponti, presidente Fondazione Novarese, Giuseppe e Marco Cerutti e Marco e Cristina Caleffi (nella foto, ndr).

ADDIO A PANTALEO GIANNUZZI Brugger: “Aveva partecipato alla start-up di Veruno”

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scomparso improvvisamente, il 20 agosto, a 64 anni, Pantaleo Giannuzzi, primario della divisione di Cardiologia riabilitativa dell’IRCCS Veruno e direttore scientifico dello stesso. Laureato e specializzato a Pavia, Giannuzzi vantava anche un’esperienza biennale all’Università della California di S.Diego e un lungo lavoro in Maugeri, iniziato con lo stesso fondatore, Salvatore Maugeri. A Veruno era approdato nel 1979, come assistente cardiologo, quindi primario nel 1993, e direttore nel 2002 fino 2015, quando era passato alla direzione scientifica. Stimato a livello internazionale, autore di 225 pubblicazioni scientifiche, Giannuzzi, era stato presidente della Società europea di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare nell’ambito dell’European Society of Cardiology-ESC, nonché direttore dell’European Journal of Cardiovascular prevention and rehabillitation. Dal 2011, insegnava anche alla Scuola di specializzazione di Cardiologia dell’Università del Piemonte Orientale. “Con lui scompare un medico appassionato, che aveva partecipato alla start-up dell’Istituto, del quale oggi presidiava con attenzione la direzione scientifica”, ha detto Gualtiero Brugger, presidente FSM. Di “moltissime manifestazioni di cordoglio da parte di colleghi, dirigenti sanitari e pazienti”, ha parlato Bruno Balbi, direttore ,“a testimonianza della stima nei suoi confronti e del riconodscimento del suo ruolo nella storia dell’Istituto”.


PAVIA PREMIA SILVIA PRIORI

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San Siro al direttore scientifico della Maugeri, scienziata più citata d’Italia

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er Silvia Priori, primario della Cardiologia riabilitativa e direttore scientifico centrale di ICS Maugeri Spa SB, un importante riconoscimento: il sindaco, Massimo De Paoli, le ha consegnto il premio “San Siro” per i suoi grandi meriti di scienziata. Priori, infatti, è autrice di quattro libri, di 410 articoli scientifici che sottoposti a peer review, ossia sono stati vagliati da altri cardiologi, di 71 capitoli di altrettanti libri, ed stata citata 109.056 volte, avendo uno h-index, ossia un impatto del valore scientifico dei suoi lavori, di 107 secondo l’indice Scopus e di 122 nello Scholar di Google. Torinese, 56 anni, formatasi a Milano - laureata, specializzata e addottorata sempre cum laude - Priori è arrivata in Maugeri nel 1997, per dirigere il servizio di Cardiologia molecolare, diventando primario nel 2010, quindi direttore scientifico tre anni dopo.

Ordinario all’Università di Pavia, Priori è attualmente anche professore e direttore del Laboratorio di Cardiologia molecolare Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares (CNIC), a Madrid. Nelle sue ricerche Priori si occupa soprattutto dell’origine genetica di alcune malattie cardiache rare, quali Sindrome del QT lungo, Sindrome del QT corto, Sindrome di Brugada, Tachicardia ventricolare polimorfa Catecolaminergica, Cardiopatia aritmogena del ventricolo destro. L’European Research Council-ERC le aveva assegnato, a maggio 2015, un finanziamento di 2,3 milioni finalizzato alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa, Non si è trattato dell’unico riconoscimento: il 4 dicembre era stata la volta della Camera di Commercio pavese che aveva assegnato alla studiosa il premi Paviadonna 2016.

CARDIOLOGIA RIABILITATIVA, PEDRETTI PRESIDENTE GICR Il Gruppo scientifico ha scelto il direttore dell’IRCCS Pavia quale nuova guida

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oberto Pedretti, direttore del dipartimento di Cardiologia angiologia riabilitativa della ICS Maugeri Spa SB, oltre che degli IRCCS Pavia e Pavia Boezio, è dal 29 ottobre il nuovo presidente del Gruppo Italiano di Cardiologia riabilitativa e preventiva-GICR, per il biennio 2016-2018. La sua elezione è avvenuta durante il XIII congresso annuale del GICR, che si è svolto Genova. Si tratta della società scientifica dedicata a questa importante branca della cardiologia e affiliata alla Federazione Italiana di Cardiologia-FIC. Pedretti, specializzato in Cardiologia e in Statistica sanitaria, è stato visiting researcher all’Institute of Physiology dell’Università dell’Oklahoma, ed è autore e coautore di oltre 300 fra pubblicazioni scientifiche. “La Cardiologia riabilitativa”, spiega, “è una componente specialistica della Cardiologia oggi di sempre maggiore importanza. Continuare a pensare oggi che la Cardiologia riabilitativa coincida col ‘training fisico’ è scorretto e fortemente riduttivo: il nostro intervento comprende infatti un fondamentale momento

di cardiologia clinica ossia la valutazione diagnostica-strumentale per la stadiazione della malattia e la definizione della prognosi, terapia anche delle fasi di instabilità. Il tutto in continuità”, aggiunge, “con

l’intervento della fase acuta”. Secondo il neopresidente GICR, la Cardiologia riabilitativa e preventiva “ha un ruolo fondamentale nel migliorare la aderenza nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici nel tempo, perché la malattia cardiovascolare è per definizione una malattia cronica, che richiede quindi un trattamento a lungo termine”. Di qui l’importanza della Medicina riabilitativa in Cardiologia. “Purtroppo”, aggiunge Pedretti, “l’aderenza ai trattamenti raccomandati, sia farmacologici sia inerenti ‘adozione di un corretto stile di vita, è oggi un problema maggiore essendo oggi ampiamente insufficietne, mediametne inferiore al 50% dei pazienti”. La politerapia e una non adeguata consapevolezza della propria malattia tendono ad amplificare gli effetti negativi del manco rispetto delle cure. Con effetti gravissimi: “La non aderenza ai trattamenti raccomandati”, sottolinea il presidente GICR, “è responsabile di una quota significativa di nuovi ricoveri e decessi nei mesi successivi alla dimissione, dopo un evento cardiovascolare”.

E proprio nel congresso genovese che ha visto l’elezione di Pedretti, sono stati presentati i risultati dello studio Heredity condotto dalla stesso GICR e dal quale emerge, “che solo un terzo dei pazienti ha un controllo ottimale dei livelli di colesterolo alla dimissione da un infarto miocardico. Questa situazione”, conclude Pedretti, “espone al persistere di un significativo rischio di futuri eventi nel tempo”. È quindi importante, conclude, “favorire a livello istituzionale l’accesso dei pazienti cardiopatici alla Cardiologia riabilitativa la cui diffusione è a livello nazionale ancora molto disomogenea e con margini di ottimizzazione”. Mission del GICR-IACPR è promuovere l’eccellenza nella ricerca, nella formazione e nell’organizzazione nella proposizione della riabilitazione e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ne fanno parte oltre 1.000 fra medici, fisioterapisti, psicologi, dietisti e infermieri, operanti in 210 strutture pubbliche e private del Servizio Sanitario Nazionale SSN in tutte le regioni italiane. Info: www.gicr.it


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FUTURO BREAST

Parla Fabio Corsi, il docente della Statale di Milano, che dal 1 ottobre guida la Senologia dell’IRCCS Pavia, dopo una lunga esperienza all’Ospedale Sacco del capoluogo lombardo. In questa intervista spiega come funziona l’Unità senologica e quali gli obiettivi all’orizzonte

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abio Corsi, 49 anni, professore associato di Chirurgia generale presso l’Università Statale di Milano, dal 1 ottobre scorso, è responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Pavia, oltreché dell’U.O. Chirurgica a indirizzo senologico, dopo una lunga esperienza al Sacco di Milano. L’abbiamo incontrato per parlare della Senologia in Maugeri. Domanda. Professore, com’è strutturata la sua unità operativa a Pavia? Risposta. Innanzitutto descriviamola: è una struttura complessa all’interno della stessa Breast Unit ed è composta, oltre che dal sottoscritto, anche da tre dirigenti medici di I livello specialisti in chirurgia generale e due dirigenti Medici di I livello specialisti in chirurgia plastica totalmente dedicati. Oltre a me da Milano è venuta qui a Pavia la dottoressa Daniela Bossi, una collega con cui lavoro da anni ed ho potuto apprezzare nel personale che ho trovato in Maugeri competenza, dedizione e grande disponibilità ai cambiamenti ed alle novità D. E poi ci sono le strutture. R. Certo: una sala operatoria attiva quattro giorni alla settimana e

in funzione dalle ore 8.30 alle ore 18.30, con 20 letti dedicati in area chirurgica. A questa si affianca ovviamente l’attività ambulatoriale, in spazi dedicati all’interno del reparto di senologia. D. Come è organizzato il lavoro? R. Facciamo un passo indietro. L’attività della chirurgia senologica si inserisce in una importante tradizione, maturata negli anni precedenti, raggiungendo l’obiettivo di essere la prima struttura con certificazione EUSOMA, la European Society of Breast Cencer Specialist, ancora oggi mantenuta. Il reparto di degenza, dedicato alle pazienti senologiche, dispone di personale di comparto con competenze ed esperienze specifiche nella patologia senologica, così come il personale della sala operatoria. D. Qual è il ruolo della chirurgia, nello specifico? R. Il personale medico è composto da chirurghi senologi con competenze oncoplastiche e chirurghi plastici affinché qualsiasi intervento senologico e plastico ricostruttivo possa essere correttamente eseguito. I pazienti vengono seguiti con competenza specifica sia nel periodo di

preparazione e diagnosi, durante la degenza postoperatorio,che durante i controlli ambulatoriali che consistono in programmi di follow up costruiti intorno al paziente. In questo percorso oltre al personale medico è coinvolto personale infermieristico dedicato e con competenze specifiche D. Follow up e presa in carico della paziente che è una delle attività specifiche della Breast Unit. R. Esatto, l’attività si svolge all’interno della Breast Unit, organizzata secondo gli standard europei recepiti nella recente delibera regionale in merito alla strutturazione delle unità senologiche. Oltre a prevedere un numero minimo di casi trattati, questa delibera contempla la strutturazione di percorsi articolati di diagnosi e cura su pazienti che necessariamente hanno bisogno di un complesso percorso di cura interdisciplinare con una serie di servizi complementari a disposizione della paziente che deve potersi rivolgere alla struttura che la segue in qualsiasi momento per i diversi problemi insorgono durante il periodo di cura e non solo. D. Quali sono le strutture che affe-

riscono alla Breast Unit? R. La Radiologia, oggi sotto la nuova direzione del dottor Paolo Poggi, è dotata di tutte le strumentazioni diagnostiche con possibilità di effettuare accertamenti cito istologici in ecografia, mammografia, tomosintesi e stereotassi con medici radiologi senologi dedicati. D. C’è la possibilità di effettuare anche la Radioterapia? R. Assolutamente si. Il dottor Giovanni Ivaldi dirige il nostro centro che oltre alla radioterapia classica che si avvale di apparecchiature di ultima generazione per radioterapia a fasci esterni, è uno fra i pochi centri in cui è possibile eseguire la radioterapia intraoperatoria (IORT) che, se pur non coperta come costi dal Servizio Sanitario Regionale-SSR, viene offerta a tutte quelle pazienti in cui se ne ravveda l’indicazione e l’utilità. Un importante ruolo è poi svolto dalla Medicina nucleare, diretta dal dottor Giuseppe Trifirò. D. Come interviene nel percorso di cura? R. Permette di effettuare localizzazioni di lesioni non palpabili e l’effettuazione delle linfosintigrafie


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ascellari, metodica oggi irrinunciabile nella chirurgia dell’ascella delle pazienti affette da carcinoma mammario. Fondamentale, perché la presenza in sede della medicina nucleare permette di effettuare tutte le più moderne metodiche di stadiazione del tumore al seno e di farlo all’interno della struttura senza dover spostare il paziente. Mentre l’Oncologia… D. Mentre l’Oncologia? R. L’Oncologia, oggi riunificata sotto la direzione del dottor Antonio Bernardo, oncologo di grande competenza ed esperienza nell’ambito del tumore mammario, offre tutte le opportunità di terapie chemioterapiche e biologiche pre o post chirurgiche e la possibilità di accesso a studi clinici di avanguardia per i casi particolari e per le pazienti metastatiche. Ovviamente, imprescindibile anche il ruolo della Anatomia patologica, diretta dalla dottoressa Laura Villani che effettua tutte le indagini istopatologiche classiche, immunoistochimiche e molecolari oggi elementi irrinunciabili per una diagnostica adeguate che permetta una corretta pianificazione delle terapie. D. C’è un PDTA specifico, immagino. R.Certo, nel corso degli anni si è provveduto alla stesura, condivisione e attuazione dei PDTA, a tutt’oggi in continuo aggiornamento. D. Un lavoro complesso: quanto è importante il lavoro di squadra?

R.Fondamentale e oggi irrinunciabile per ottenere una qualità adeguata. Questo avviene in momenti precisi, come la riunione chirurgica settimanale e il meeting multidisciplinare settimanale. D. Che succede, in questi incontri? R.Nella riunione clinica settimanale, che si svolge il giorno in cui non c’è sala operatoria, vengono discussi tutti i casi della settimana e i casi critici: si programma e si disegna il tipo di intervento, sia nella componente demolitiva che nella parte ricostruttiva. È un momento anche di revisione dei casi trattati e di brevi messe a punto di tecnica chirurgica . D. E nei meeting multidisciplinare? R. È un momento fondamentale per la pianificazione del progetto diagnostico terapeutico complessivo delle pazienti sempre più nell’ottica di un trattamento personalizzato in cui partecipino attivamente tutti gli specialisti coinvolti nel percorso di cura: oltre a quelli delle branche già citate (chirurghi, oncologi, radiologi, anatomo-patologi medici nucleari e radioterapisti ) vi sono anche i fisiatri, guidati dalla dottoressa Isabella Springhetti, gli psico-oncologi con a capo la dottoressa Paola Gabanelli, i nutrizionisti con la dottoressa Ilaria Vietti, i medici dello sport, il cui responsabile è la dottoressa Maria Rita Gualea i ginecologi con la dottoressa Francesca Albani e, infine, le terapie complementari con la dottoressa Chiara

Bocci. D. E di che cosa discutete? R. Questo momento permette di condividere e scegliere le opzioni migliori per ogni singola paziente; rappresenta inoltre un momento di confronto e di crescita culturale anche grazie ad appositi spazi dedicati ad approfondimenti, revisioni di casistiche e proposta di eventuali studi clinici. D. Professore, in futuro che cosa vi ripromettete di fare? R. All’orizzonte c’è la implementazione con ridefinizione secondo le ultime indicazione a livello internazionale da parte della comunità scientifica e delle normative prodotte dal Servizio Sanitario Regionale SSR di un percorso dedicato alle pazienti ad alto rischio. Il percorso prevede la possibilità di valutazione di ogni singolo caso e permettere alle pazienti di comprendere i reali

e oggettivi rischi e insieme agli specialisti ( oncologo, senologo e genetistae psicooncologo) disegnare un percorso adeguato senza allarmismi o terrorismi inutili D. Inoltre? R. Stiamo lavorando insieme ad una onlus e a un’associazione di pazineti, peraltro già presente a supporto delle nostre pazienti, perché si possa fornire a ogni paziente che ne abbia bisogno e ne faccia richiesta una parrucca di qualità, a titolo gratuito, nel delicato periodo della fase di cura quale è la chemioterapia. Stiamo inoltre ridefinendo le offerte e le modalità di accesso ai servizi integrativi e complementari che sempre più oggi qualificano il percorso di diagnosi e cura di una malattia così articolata come il tumore al seno. Non solo... D. Non solo? R. Stiamo studiando un “pacchetto prevenzione” comprensivo di mammografia, ecografia e visita da offrire alle pazienti non ancora coperte dallo screening mammografico e stiamo ristrutturando la possibilità di accesso alla diagnostica strumentale. Abbiamo ridisegnato le agende, in modo da ridurre al minimo i tempi di attesa per una visita. D. Riassumendo tutto questo lavoro, fatto e da fare, in un’espressione? R. Direi che Maugeri si è messa al servizio delle pazienti cercando di dare solidità a un’offerta storicamente di alta qualità. Rilanciandola.

TENETE D’OCCHIO LINKEDIN

Sul socialnetwork professionale per eccellenza, una pagina corporate della Maugeri. Un’opportunità anche di comunicazione fra i vari istituti e le diverse professionalità del Gruppo

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na rete di 608 persone. Tanti sono i professionisti che seguono la pagina della Maugeri su Linkedin, il più grande network professionale del web. Da un paio di anni esisteva una pagina non ufficiale di Fondazione Maugeri, di quelle attivate in automatico dal socialnetwork, e intitolata “Salvatore Maugeri Foundation”. Seguita da un migliaio di persone, perlopiù dipendenti, ha convissuto con quella ufficiale, nata circa un anno fa. Dopo vari annunci sulla sua dismissione, dal 1 ottobre scorso, giorno in cui ICS Maugeri Spa Società Benefit è subentrata nelle attività sanitarie di Fondazione, la pagina “unofficial” è sta chiusa. Nell’unica pagina rimasta, quella ufficiale dunque, potete trovare alcuni gli aggiornamenti delle attività Maugeri: i principali articoli che compaiono sulla stampa nazionale e qualche lavoro più di

carattere medico-scientifico. Se avete un profilo Linkedin è molto semplice collegarsi: basta usare la chiave di ricerca, posta in alto nella pagina, inserendo “ICS Maugeri Spa Società Benefit” e comparirà la pagina, quindi si tratterà di cliccare “segui” o “follow”, a destra della titolo. Da quel momento riceverete le notifiche con tutti gli aggiornamenti. Suggeriamo di andare a correggere i vostri curriculum, indicando la nuova ragione sociale al posto di Fondazione Salvatore Maugeri, questo faciliterà la ricerca di altri professionisti che vogliono entrare in contatto con voi. Sempre più, nei prossimi mesi, la pagina Linkedin della Maugeri si arricchirà di contenuti relativi al Gruppo in tutta Italia, alle iniziative dei singoli, ad articoli professionali o di cultura medico-scientifica. Tenetela d’occhio.


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IL PAZIENTE MUSULMANO

SE MAUGERI DETTA LA LINEA

L’11 febbraio, durante la visita, alla Maugeri, Rassegna stampa/Il medico ed editorialista del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, l’in- del Corriere della Sera, Sergio Harari, è stato il primo a commentare la nascita della Newco contro con un degente di fede islamica

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“S

alam aleikum”, si è sentito rivolgere monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, durante la visita a un reparto dell’IRCCS Maugeri di Pavia. A farglisi incontro porgendogli la mano, nel reparto di Cure palliative, è stato il signor Mohammed, egiziano, poco più che 40enne, in Italia dal 2009, dove fa l’operaio a Broni (Pv). Il vescovo gli ha chiesto delle sue condizioni e di quale fosse il decorso della sua malattia. Un incontro di pochi minuti, in corsia, all’impiedi. “Sono un musulmano ortodosso”, ha detto Mohammed, “ma voglio bene a tutti gli uomini religiosi, di tutte le religioni, perché veniamo dallo stesso Dio”. Il vescovo l’ha ringraziato e gli ha regalato un’immagine della Vergine di Lourdes, di cui oggi ricorreva la solennità: “So di farle piacere, donandole Maria”, ha detto, alludendo alla venerazione dei musulmani per Madonna, come madre del profeta Gesù. Mohammed, l’operaio islamico, annuendo, ha ringraziato. Monsignor Sanguineti ha visitato l’IRCCS Maugeri di Pavia, celebrando messa nella Cappella dell’Istituto per una duplice occasione: visitare la sede centrale del più grande gruppo di Medicina riabilitativa e benedire un mattone della Porta Santa del Giubileo 2000, donata da un paziente a un primario. Celebrando la messa per pazienti, familiari e personale della Maugeri, monsignor Sanguineti, aveva ricor-

dato la solennità della Madonna di Lourdes, che cadeva oggi, e la Giornata del malato istituita da Giovanni Paolo II. “Guardate i malati non con compatimento ma come persona che bisogno di uno sguardo che la abbracci”, ha detto nell’omelia rivolgendosi ai numerosi primari, medici e infermieri presenti. Accompagnato dal direttore generale della ICS Maugeri Spa SB, Paolo Migliavacca, dal direttore dell’IRCCS Pavia, Roberto Pedretti e dal direttore sanitario dello stesso, Tommaso Redaelli, il vescovo ha visitato alcuni reparti dove la cure riabilitative devono fare i conti con la sofferenza maggiore, come l’Unità Risvegli, l’Unità Cure palliative e la Emodialisi. Sanguineti è entrato stanza per stanza, intrattenendosi con degenti e familiari, ascoltando le loro storie e le loro difficoltà. Particolarmente toccante, la visita all’Unità Spinale, con pazienti mielolesi e quindi costretti su una sedia a rotelle, e quella dei Risvegli, con persone in coma, stato vegetativo e di minima coscienza. In quest’ultimo reparto, monsignor Sanguinetti si è fermato a parlare con alcuni familiari, rivolgendo loro parole di incoraggiamento e assicurando le proprie preghiere. Classe 1964, milanese, ma cresciuto a Chiavari (Ge), Sanguineti ha fatto il parroco nella cittadina rivierasca fino al 16 novembre 2015, quando Papa Francesco lo ha nominato vescovo di Pavia. Quella odierna era la prima visita in Maugeri.

ome un’araba fenice che risorge dalle sue ceneri, rinasce oggi la Maugeri, una storia di eccellenza rovinosamente naufragata in uno dei peggiori scandali della sanità italiana, sul quale si sono proiettate le lunghe ombre del faccendiere Pierangelo Daccò e dei suoi maneggi con l’allora presidente della nostra regione, il Celeste Formigoni. Fra qualche settimana la giustizia esprimerà il suo verdetto su questa torbida vicenda ma intanto il mondo è andato avanti, c’erano centinaia di posti di lavoro da salvare e migliaia di malati da assistere, un patrimonio fatto di ricerca e grande capacità di assistenza, particolarmente nel campo della riabilitazione cardio-respiratoria e neuromotoria, che rischiava di andare perduto per sempre. Così non è stato e ne siamo tutti felici. Ma non basta, la Maugeri rinasce sotto una nuova veste, innovativa non solo per il nostro Paese, ma in tutta Europa: quella di società benefit. Si tratta di uno status, previsto dalla legge di Stabilità 2015 e fortemente voluto dal presidente del Consiglio, che identifica società per azioni che sono sì a scopo di lucro, ma il cui statuto prevede anche obiettivi di tipo sociale o etico, un modello che calza molto bene all’ambito socio-sanitario. Le Benefit corporation (B-corp), mutuate da un’esperienza che in America sta avendo molto successo in diversi

settori commerciali, rappresentano una singolare sintesi fra attività commerciali classiche e terzo settore, il cui futuro potrebbe essere di grande interesse. Mettere d’accordo il profitto con il beneficio collettivo e dei lavoratori dell’azienda è sfida difficile ma molto affascinante, soprattutto per chi opera in settori «sensibili» come la sanità. Il premio Nobel per l’economia Robert Schiller qualche anno fa ha scritto: «Il concetto di benefit corporation è un esperimento ma è troppo presto per sapere come andrà. Io credo che sarà un grande successo, perché può ispirare lealtà, cooperazione e creare profitto». La Maugeri fa quindi da apripista a una formula economica che potrebbe rivelarsi vincente, proprio quando il mondo del non profit sanitario, particolarmente quello legato alla sanità religiosa, versa in grandi difficoltà. Così, se l’esperimento riuscisse, le B-corp potrebbero rappresentare il futuro di quell’area cuscinetto tra sanità profit pura e pubblica, il cui perimetro negli ultimi anni si è molto ridotto ma ha rappresentato un importante patrimonio nazionale e oggi potrebbe rinascere. Gli investitori poi, come ha dimostrato Maugeri, si trovano. di Sergio Harari da Il Corriere della Sera, cronaca di Milano, 3 ottobre 2016


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E LIBERACI DAL MALE

Rassegna stampa/Edoardo Albinati, scrittore, vincitore del Premio Strega 2016 con La scuola cattolica, per un giorno in Maugeri. Inviato de la Repubblica a Terapia del dolore, il romanziere ha seguito per una giornata Cesare Bonezzi, raccontando il suo approccio ai pazienti

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l malato di dolore cronico lo riconosci da come entra dalla porta», dice il dottor Cesare Bonezzi. «E ancora meglio capisci chi vive accanto al malato e lo assiste, sia la moglie o la madre o il figlio, magari da anni… ecco, la sofferenza del parente andrebbe trattata anche quella, può essere terribile». Bonezzi è uno dei pionieri in Italia nel curare l’aspetto più inesplicabile e soggettivo di ogni infermità, e cioè il dolore.  A lungo si è pensato (e ancora oggi un po’ si tende a pensare) che la sofferenza sia un’appendice ineludibile della malattia, che vada sopportata e basta, perché attraversandola si diventa più forti e più umani. Oppure che sia una finzione dietro cui un individuo si nasconde per fuggire dalle sue responsabilità — o, al contrario, di cui si serve, come un bimbo lagnoso, per attirare l’attenzione su di sé. Ebbene, le traversie personali a cui assisto oggi, qui al reparto di Terapia del Dolore, alla Fondazione Maugeri di Pavia, raccontano una storia tutta diversa. Il primo caso potrebbe essere di scuola: il nervo trigemino che si irradia dall’occhio al mento detta il modo di vivere a un sacco di gente. Si affaccia allo studio di Bonezzi una coppia di mezz’età, lei indossa oc-

chiali scuri che non si sfilerà durante la visita al marito, è lui il malato, operato cinque anni fa con una termolesione che ha assottigliato i tessuti dolenti e pressoché annullato le fitte. Ma col tempo le fasce nervose del trigemino possono riformarsi. E ora sono tornate ad affacciarsi delle deboli avvisaglie: bruciore, fastidio, quando mangia, se beve un caffè o parla a lungo. Sembra terrorizzato all’ipotesi che il dolore possa tornare quello di prima. Disegna col dito un triangolo sotto lo zigomo. «Mi sono svegliato e mi sembrava di avere un fuoco qui…». Cerca di essere preciso nel descrivere i sintomi e la moglie lo soccorre e al tempo lo corregge, puntigliosa. Perché una caratteristica insieme terribile e derisoria del dolore è la difficoltà a comunicarlo, a spiegarlo. Cosa si prova esattamente “soffrendo”? (Come andare da un uomo mentre viene divorato da un coccodrillo e chiedergli “Quanto dolore provi da uno a dieci?”). Il medico gli carezza il viso con un pennello, poi applica un apparecchio di termotest. Siccome siamo ancora agli inizi della recidiva, e il fastidio potrebbe, proprio come è venuto, andarsene, ipotizza il temporaneo ricorso ai soliti analgesici, Tolep, Tegretol, «…e poi vediamo come va, d’ac-

cordo?». Ma il viso del paziente si contrae in una smorfia, tanto devono essere spaventosi il ricordo delle sofferenze patite e la prospettiva che ritornino. «No, no... per favore. Non aspettiamo…!». È stato dimostrato a livello neurologico: produce altrettanta sofferenza l’attesa spasmodica del

dolore, che il suo manifestarsi. Ora passiamo in sala operatoria. «Una paziente di una sessantina d’anni che ha avuto l’Herpes Zoster, popolarmente detto Fuoco di Sant’Antonio, che l’ha colpita su buona parte dell’addome e fino all’ombelico». Guarita la malattia vera e propria le è rimasta una neuropatia post-erpetica, per cui da più di un anno continua a bruciarle la pelle di quella zona, bruciarle forte, in superficie ma anche più in profondità. «In questi casi», dice Bonezzi, «il nostro protocollo prevede prima le cure con analgesici e antidepressivi, e l’applicazione di grossi cerotti alla capsaicina, che poi sarebbe peperoncino, il che ha ridotto in parte il dolore…». Ma non abbastanza, visto che la donna verrà ora sottoposta a un altro trattamento in sala chirurgica con una radiofrequenza pulsata, a stimolare le cellule nel ganglio a cui fanno capo i nervi di quella zona. Con un elettrodo si entra nella colonna per via caudale, nell’osso sacro, e da lì si risale. Se la stimolazione le darà sollievo, allora si potranno piazzare in modo stabile degli elettrodi intorno al ganglio corrispondente. Si va insomma per tentativi. «Altrimenti questo problema è irresolubile ». «Cioè?», chiedo, un po’ incredulo,


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«non ci sono altre cure possibili?». «No. E il dolore post-erpetico può andare avanti tutta la vita». continua? Le spennellano il fondo schiena di disinfettante e la signora, forse ciociara o molisana, emette un gemito perché anche quella zona è dolorante. Che strano: il Fuoco di Sant’Antonio è spento, da più di un anno, eppure la pelle lì brucia ancora… Le infilano l’ago all’altezza dell’osso sacro e lei chiede che l’infermiera le regga una mano. «Ce vole angora tando? Ahia, ahia...». La sonda non riesce a risalire il foro della colonna perché è ostruito da formazioni artritiche. «Ce la fa a resistere altri dieci minuti, signora?». «Sì, che resisto. So’ abbituata a resiste’, io!», le scappa detto quasi con orgoglio, reprimendo un guaito… Siccome l’infermiera ha il suo da fare, la sostituisco e reggo io la mano alla donna stesa a faccia in giù sul tavolo operatorio. È calda e ruvida. Lei strizza la mia per rassicurarsi. «Andiamo in cerca del punto dove il dolore si annida… noi lo chiamiamo va sempre dove c’è già una sofferenza, una patologia anche minore…». Nel monitor si intravedono zone più scure. «Là è tutto fuso dall’artrite, probabilmente ci sono crolli vertebrali…». Bonezzi racconta di un tipo che aveva un dolore inesplicabile alle gambe. Era magazziniere in una ditta, quindi uno abituato a sfacchinare, arriva arrancando sulle stampelle e dice «sono due anni che faccio fatica a lavorare, non sto in piedi, a sera sono stravolto, ho un dolore alle ginocchia che non ce la faccio più…». «Noi lo visitiamo e in effetti riscontriamo un dolore diffuso alle ginocchia che, praticandogli delle infiltrazioni di anestetico, passa di colpo. Cioè, lui, come il paralitico del Vangelo, se ne va con le stampelle sotto il braccio…! be’ non sai quanti ortopedici e reumatologi continuavano a ripetergli che non aveva nulla, perché dagli esami non risultava nulla! Quando non riescono a identificare la patologia, in capo a un certo numero di lastre e analisi, dicono semplicemente che non esiste, si tratta di un falso ma-

Chi è l’autore Edoardo Albinati, nato a Roma nel 1956, è uno scrittore e sceneggiatore. Con il suo ultimo romanzo La scuola cattolica  (Rizzoli) ha vinto il premio Strega 2016 ma, fra i suoi molti libri si ricordano anche Maggio selvaggio, (Mondatori), Svenimenti  (Einaudi, Fandango) e Vita e morte di un ingegnere (Mondadori).

lato, questo qui, insomma, secondo loro, non aveva voglia di lavorare…! e non sai quante volte, se del dolore inspiegabile a soffrire è una donna, insinuano che, poverina, è perché è insoddisfatta sessualmente…» . Ma Bonezzi e i suoi insistono e alla fine trovano un chirurgo disposto ad aprire, quello apre e trova in effetti nelle ginocchia del magazziniere una plica sinoviale molto particolare, invisibile agli esami, gliela asporta, e l’uomo guarisce completamente. «Capisci?», dice Bonezzi. «La malattia e il dolore sono due cose differenti, e noi dovremmo imparare a tener conto sempre e comunque del secondo anche a prescindere dalla prima. Se c’è dolore, c’è anche una ragione di quel dolore. E se la ragione non si trova, occorre comunque scovare il modo per curarlo, o almeno, renderlo sopportabile… Dopo aver fatto tutti gli esami, nessuno vuole credere più al malato, e la sua storia diventa una specie di Pierino e il lupo…! Noi facciamo il processo al contrario, partiamo dal dolore: qual è il tessuto colpito? Quali sono i fattori che possono causare lo stimolo doloroso? E cerchiamo di intervenire su quei fattori, eliminandoli uno a uno». Non ci si può basare solo sulle immagini, per quanto nitide, di Tac, ecografie eccetera. Oggi il rapporto col paziente è tutto mediato dalle immagini. Il medico dovrebbe invece palpare, premere, carezzare quel corpo, perché la pena vi è iscritta per intero, proprio come in quel racconto di Kafka, nella colonia penale. L’area dolorante va disegnata sulla pelle del paziente con un pennarello, dato che, nel sistema nervoso, a ogni cosa profonda ne corrisponde una in superficie. Sembra filosofia e invece è medicina. L’inedito ostacolo da sormontare per la prossima operazione è un osso sacro di forma particolare, fatto strano, a rovescio, sicché risulta impossibile procedere dal basso con la sonda e occorre puntare direttamente sulla schiena dove si apre un interstizio tra le vertebre L2 e L3 ed entrare da lì, per la via breve. Con uno “spadone” chiamato Sinergy che serve a ledere il nervo e così ridurre la sensazione dolorosa. La definizione scientifica di questo intervento è: Termolesione a radiofrequenza delle afferenze sensitive all’articolazione sacro- iliaca. (Ah, la melodia delle definizioni tecniche! È una musica sacra o profana?). La donna dall’osso rovesciato, cinquantenne, da tempo immemorabile prova un dolore al gluteo sia da seduta sia sdraiata o in piedi, simile a quello della sciatica. Una scarica dolorosa lancinante, ininterrotta...

Il dolore distrugge l’esistenza degli individui, il rapporto con gli altri, la speranza, l’interesse per la vita. Se hai un braccio o una gamba che ti fa troppo male, alla fine lo abbandoni, non lo senti più, quel braccio o quella gamba si paralizza, muore. La cavia di laboratorio a cui viene denervata una zampina, se la divora. Più tardi presenzierò al consulto di un’altra donna che da sette anni lamenta un fortissimo e misterioso dolore a… a… a quella zona che ancora la generazione di mia nonna definiva (eufemisticamente o in modo sottilmente filosofico) “la natura”. Proprio così, la “natura” femminile. Sette anni di ininterrotto patire nell’area genitale hanno devastato questa donna ancora giovane e bella per quanto sciupata, disseccata dal supplizio. Il suo matrimonio è finito, ha dovuto licenziarsi, non ha più amici perché nessuno ce la fa a tollerare che lei soffra, anche se, come si capisce benissimo dal suo contegno misurato, lei fa di tutto per sopportare senza affliggere il prossimo con le sue lamentele. Malgrado il suo atteggiamento stoico, intorno a lei si è fatto il vuoto. «Sai, la cosidetta nevralgia del pudendo», dice, a parte, Bonezzi, «e cioè il dolore pelvico- perineale, è l’affare del momento. Noi medici non ci abbiamo capito ancora un bel nulla, eppure c’è già chi fa affari d’oro, perché la gente corre da chiunque prometta di farlo cessare… Vanno in Francia a operarsi, o si scolano litri di integratori miracolosi…». Avrei voluto dire qualcosa a quella donna, stringerle la mano o abbracciarla, per comunicarle quanto fossi ammirato dal suo spirito di sopportazione. Ma al tempo stesso ne ero intimidito, come impaurito... È appunto questa la pena aggiuntiva del malato di dolore cronico: non poter comunicare esattamente ad altri ciò che prova, oppure riuscire a comunicarlo ma non essere preso sul serio («mah, forse lei esagera un po’…»), oppure essere creduto

ma proprio per questo emarginato. Nessuno vuole più ascoltare i suoi lamenti. E quando non sono gli altri a farlo, è l’individuo che si congeda da se stesso, stanco, e pieno di vergogna, per il fatto di soffrire. (P.S. Circa due settimane dopo aver passato questa giornata-standard al reparto di Terapia del Dolore della Maugeri di Pavia, per ironia e colmo della sorte, o per eccesso di empatia, vengo colpito proprio da una delle patologie di cui a quel reparto cercano di curare i sintomi dolorosi. Macché dolorosi: dolorosissimi. Passo dieci giorni in preda a spasmi che credevo fossero solo letteratura, letteratura del martirio o dell’orrore. Ma per fortuna la fastidiosissima faccenda è stata presa in tempo, cioè, diagnosi precoce e cure altrettanto rapide e opportune, culminate, non mi vergogno a raccontarlo, con l’intervento di una guaritrice sarda che dopo avermi fatto denudare dalla cintola in su, mi segna con la croce sulle spalle, la schiena, il petto, la fronte. E quanto meno mi rimette l’anima in pace, accompagnata dal corpo che la segue come un cane smarrito. Insomma mi sono ristabilito in fretta. E da questa esperienza non augurabile ricavo la seguente retorica domanda: se quelle pene dell’inferno io sono riuscito a sopportarle per una dozzina di giorni, ed ero già sul punto di andare in pezzi, come fanno i poveretti che le patiscono per anni interi?). di Edoardo Albinati, da la Repubblica-Robinson del 29 gennaio 2017 Maugeri News newsletter di informazione ICS Maugeri Spa Società Benefit - Pavia Direttore responsabile: Giampaolo Cerri Progetto grafico: Guendalina Fazioli Fotografie: Stefania Malapelle Un ringraziamento a: Luisa Esposito Direzione e Redazione: Via S. Maugeri, 4 Pavia comunicazione@icsmaugeri.it tel. 0382.592772 N.01/2017 In corso di registrazione presso Tribunale di Pavia Stampato in formato elettronico

MaugeriNews, 01/2017  

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