CICR | In Azione | Dicembre 2017

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I L C O M I TAT O I N T E R N A Z I O N A L E D E L L A C R O C E R O S S A

IN AZIONE Dicembre 2017 / N° 05

Insieme al loro fianco

• Le nostre operazioni in Myanmar, in Israele e nei Territori occupati nonché per le famiglie delle persone scomparse • L’impatto delle vostre donazioni più recenti • Sette delegati che lavorano vicino alle linee del fronte ci raccontano la loro vita di tutti i giorni


SOMMARIO 04

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DIALOGO

COME SOSTENERCI

Le vostre iniziative, i vostri messaggi e le vostre domande. Scriveteci!

Fare un lascito al CICR.

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IL CICR NEL MONDO

AGIRE INSIEME

Le nostre operazioni in Myanmar, in Israele e nei Territori occupati nonché per le famiglie delle persone scomparse.

Le vostre donazioni più recenti per la Siria, per le popolazioni minacciate dalla carestia e per le vittime dei conflitti di lunga durata.

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UNO SGUARDO SUL MONDO

DOVE VANNO I VOSTRI SOLDI

Incontrate le nostre équipe che lavorano vicino alle linee del fronte.

Budget e operazioni del CICR.

Foto di copertina: Christophe Da Silva/CICR Campo profughi di Lazare, a Kaga Bandoro (Repubblica Centrafricana). Visita del campo con Moses Namanya una settimana dopo un’operazione di distribuzione di articoli domestici di prima necessità.

IL SERVIZIO DONATORI

HA UNA DOMANDA? Desidera reagire a un articolo pubblicato su questa rivista? Non esiti a scriverci: don@cicr.org

Comitato internazionale della Croce Rossa Servizio donatori Avenue de la Paix 19 CH-1202 Ginevra Tel: +41 22 730 21 71 Fax: +41 22 730 28 99 E-mail: don@cicr.org Sito web: www.icrc.org/aiutateci

Impressum Edizione e re da zione: Comitato inte r na zionale de lla Croc e Ros s a I D iret tr ic e de lla re da zione: Fa nny Da rde au I Ha nno colla borato a qu e sto nume ro: Sil v ia Bur isch, A nne -L aure Pe r ne e K a poor, K athr y n Cook-Pe lle gr in, Ing y Se dk y, S y l v ie Pe llet, Ja me s Mat thews, Chr istophe Da Sil va, D ia na Zey ne b A lhindawi I G raf ic a: Bra ndlif t G inev ra I T iratura: 150 0 0 0 copie (f ra nc e se -te de sco -italia no) I Se de de l CICR: Comitato inte r na zionale de lla Croc e Ros s a – Ave nu e de la Pai x 19 – CH-1202 G inev ra I CCP: 12-5527- 6 02  |  cicr.org/aiutateci | Dicembre 2017


Ronald Kradjevo/CICR Thierry Gassmann/CICR

U

n nuovo anno sta per volgere al termine e, grazie al vostro aiuto, i nostri 17 000 collaboratori sul terreno hanno potuto, ancora una volta, fornire sostegno a milioni di persone vittime della guerra. Si stima che attualmente nel mondo una persona su cinque viva in situazione di fragilità, conflitto o violenza. L’operato del CICR, che consiste nell’intervenire in aiuto delle vittime dei conflitti e della violenza, è più indispensabile che mai. Solo nel corso di quest’anno il mondo ha assistito al calvario di centinaia di migliaia di abitanti di Mosul e di Aleppo, intrappolati in mezzo ai combattimenti. Queste due metropoli sono oggi in rovina e le persone che ancora vi vivono sono traumatizzate. Per ricostruirle ci vorranno anni.

EDITORIALE Le nostre équipe sul campo vi ringraziano per il vostro sostegno «Ogni vita salvata o ricostruita grazie al nostro operato è una vittoria che condividiamo con lei.» In altre regioni anch’esse in preda a conflitti, in Africa e in Yemen, quei rischi di carestia che si pensavano appartenere al passato sono ricomparsi. Altri Paesi ancora, come la Repubblica Democratica del Congo o l’Afghanistan, sono in guerra da così tanti anni che il mondo sembra averli dimenticati. Eppure, in questi luoghi, uomini e donne di grande coraggio lottano ogni giorno per sopravvivere e ricostruire la propria vita. Meritano la nostra ammirazione e il nostro sostegno. I nostri delegati sono presenti in tutti questi Paesi, al fianco e all’ascolto delle vittime per aiutarle ogni giorno.

Nonostante le difficoltà e i pericoli che affrontano, il loro approccio neutrale, imparziale e indipendente, che è quello del CICR da oltre 150 anni, permette loro di avere un accesso privilegiato alle persone che hanno maggiormente bisogno di aiuto. Ogni vita salvata o ricostruita grazie al nostro operato è una vittoria che condividiamo con lei. Tengo, ancora una volta, a esprimere la mia gratitudine per la sua solidarietà e per la fiducia che ripone nel lavoro delle nostre équipe sul campo. Insieme siamo più forti. Nella speranza di poter nuovamente contare sul suo sostegno nel 2018, auguro a lei e ai suoi cari buone feste di fine anno.

DOMINIK STILLHART DIRETTORE DELLE OPERAZIONI DEL CICR   cicr.org/aiutateci | Dicembre 2017 | 03


DIALOGO

I VOSTRI MESSAGGI 50046034 000001

La vostra umanità in azione

Sostenga le nostre squadre sul campo inviando loro un messaggio di incoraggiamento per mezzo del presen tagliando. Il suo te sostegno è fonda mentale. Grazie da parte loro.

Anche quest’anno ha la possibilità di mandare loro i suoi auguri tramite la cartolina allegata alla rivista. Grazie mille da tutti noi!

Numéro de référenc e donateur

L’anno scorso avete mandato alle nostre équipe sul campo centinaia di calorosi messaggi di auguri di buon anno e di incoraggiamento. A Kabul, Bagdad, Nairobi o Bangui, i nostri colleghi sono stati profondamente toccati dalle vostre testimonianze di sostegno e ve ne ringraziano di cuore.

Relazioni con i donato ri Comitato interna zionale della Croce Rossa Avenue de la Paix 19 1202 Ginevra

Comitato internazionale della Croce Rossa Rivista dei donatori Avenue de la Paix 19 CH-1202 Ginevra E-mail: don@cicr.org

Ha domande o commenti? Desidera reagire a un articolo pubblicato su questa rivista? Non esiti a scriverci. Le risponderemo con piacere in questa rubrica.

INSIEME SIAMO L’UMANITÀ IN AZ ION

Gentile signora, grazie per il suo

Egregio signore,

E

generoso sosteg no!

Il suo contributo, unito all’impegno dei nostri colleg sul campo, ci ha hi permesso anche nel 2017 di presta soccorso a nume re rose persone bisog nose di aiuto in 80 Paesi ovunque oltre nel in Iraq, in Myanmar mondo, come ad esempio in Siria, e in Sud Sudan. Nel 2018 contia mo su di lei per continuare insiem portare speranza. ea Le auguriamo serene Cordiali saluti,

feste di fine anno.

Véronique Zurflu Relazioni con i donat h ori

Foto di copertin a: Assistenza CICR agli sfollati nella Repubblica Centrafr icana © Marko Kokic / CICR

O INSIEME SIAM AZIONE L’UMANITÀ IN

Sushi per una buona causa

Felicity Pointer/CICR

Non c’è età per mobilitarsi per gli altri. Emily, Yuri e Sneha, tre studentesse tredicenni della scuola internazionale di Ginevra, hanno deciso di organizzare una vendita di sushi nel loro istituto per raccogliere fondi a favore dello Yemen, Paese in cui Sneha ha vissuto da piccola con la sua famiglia. Da tre anni lo Yemen è martoriato da un cruento conflitto e Sneha è particolarmente preoccupata per il destino dei suoi abitanti. All’inizio del 2017 le tre ragazzine hanno preparato la vendita, ne hanno fatto la promozione e si sono occupate del cibo. L’operazione è stata un successo: hanno venduto tutti i loro sushi! A febbraio sono venute a portare il ricavato della vendita alla sede del CICR, dove sono state ricevute dalla nostra collega Véronique. A loro vanno tutti i nostri ringraziamenti per la bella iniziativa! Se anche lei desidera organizzare una raccolta di fondi a favore del CICR, può consultare la pagina cicr.org/eventi dove troverà tutte le informazioni necessarie.

Le vostre domande Come mai ricevo una lettera di ringraziamento ogni volta che faccio una donazione? Riteniamo che ogni sua donazione meriti un ringraziamento da parte nostra nonché delle precisazioni sul modo in cui il suo denaro verrà impiegato. Il costo dell’invio, tra l’altro, è molto contenuto. Tuttavia, se non desidera più ricevere queste lettere, in particolare se ha optato per un ordine permanente, non esiti a comunicarcelo. Troverà il nostro indirizzo nella parte superiore di questa pagina.

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GRAZIE AL MIO LASCITO, GRAZIE AL SUO LASCITO, IL CICR POTRÀ PORTARE AVANTI LA SUA MISSIONE.

Con un lascito a favore del CICR, contribuirà a cambiare il destino di tutte le famiglie vittime dei conflitti armati e della violenza ovunque nel mondo.

SI PREGA DI COMPILARE IL COUPON E RISPEDIRLO AL CICR ALL’INDIRIZZO INDICATO DI SEGUITO.

MAKE HO PE YOUR LEGA CY NAME TH E ICRC IN YOUR WILL

© Pedram

RICHIESTA DI DOCUMENTAZIONE (CONFIDENZIALE E SENZA IMPEGNO)

Yazdi / ICRC

Marie-Jo Girod Responsabile lasciti e donazioni Tel: 022 730 33 76 Email: mgirodblanc@icrc.org Sito web: cicr.org/legs

SÌ, desidero ricevere l’opuscolo sui lasciti Cognome:

Nome:

Indirizzo: Codice postale: Telefono:

E-mail:

Comitato internazionale della Croce Rossa Divisone Ricerca di fondi privati Avenue de la paix 19 1202 Ginevra – Svizzera Tel: 022 730 33 76 Sito web: cicr.org/legs

cicr.org/aiutateci cicr.org/aiutateci || Dicembre 2016 cicr.org/aiutateci  2017 | 05 2017  05 ||  07


IL CICR NEL MONDO

Le esplosioni di violenza spingono centinaia di migliaia di persone a scappare dallo Stato di Rakhine, in Myanmar Lo Stato di Rakhine è il più povero del Myanmar. In questi ultimi anni, le inondazioni e le violenze intercomunitarie di cui è stato teatro hanno ulteriormente aggravato le condizioni di vita degli abitanti. Le esplosioni di violenza di questi ultimi mesi, cominciate a fine agosto, hanno obbligato oltre 500 000 persone a scappare e ad attraversare

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la frontiera per raggiungere il Bangladesh. Per rispondere a questa grave e improvvisa crisi, le organizzazioni umanitarie si trovano ad affrontare immense sfide logistiche per distribuire i soccorsi in tempo. Il CICR, unica organizzazione internazionale presente nel nord dello Stato di Rakhine al fianco

s.n /CICR

s.n /CICR

ULTIME NOTIZIE

Alla frontiera tra Myanmar e Bangladesh, dei civili in fuga dallo Stato di Rakhine vengono radunati per una distribuzione di viveri organizzata congiuntamente dal CICR e dalla Mezzaluna Rossa del Bangladesh.

della Croce Rossa del Myanmar, ha reagito rapidamente e intensificato le sue operazioni nel Paese nonché in Bangladesh, in particolare nelle zone di frontiera. Interveniamo in sostegno di coloro che hanno perso tutto distribuendo cibo, fornendo cure d’emergenza grazie ai nostri ambulatori mobili e cercando i loro cari scomparsi.


IL CICR NEL MONDO

Daniel Hernandez-Salazar/CICR

Sa quante persone al mondo risultano scomparse? 10 000? 100 000? 1 000 000? Di più? La triste realtà è che nessuno lo sa davvero. Ogni giorno bambini, genitori, amici scompaiono senza lasciare tracce. Per le persone care, il fatto di non sapere è un dolore che non si placa mai. Nei Paesi che sono stati teatro di guerra, violenza e migrazioni, il numero delle persone scomparse è allarmante. In Colombia, ad esempio, dopo 50 anni di conflitto e nonostante il recente cessate il fuoco, si stima che oltre 85 000 persone risultino ufficialmente scomparse. A oggi, solo il 30% dei casi registrati nel Paese sono stati risolti.

Grazie a un’associazione locale e al sostegno del CICR, finalmente, 30 anni dopo, hanno potuto ritrovarsi e riabbracciarsi.

Tuttavia, succede anche che, dopo decine di anni di separazione, avvenga un miracolo. «È come morire e rinascere», dice Pedro, 31 anni, quando racconta il momento in cui ha ritrovato sua mamma, Cristina. Erano stati separati negli anni ‘80 durante la fuga dai combattimenti che dilaniavano il loro Paese, il Guatemala.

Numerose famiglie in tutto il mondo sono ancora alla ricerca dei loro cari scomparsi. Il CICR e i suoi partner del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa si adoperano a fornir loro tutto il sostegno necessario. Può trovare maggiori informazioni sul soggetto sul sito familylinks.icrc.org (in inglese).

Tutta una vita senza mai conoscere la pace

Cinquant’anni di presenza del CICR in Israele e nei Territori occupati

Nidal Alwaheidi/CICR

Potrebbe immaginare di vivere in una regione che non conosce la pace da generazioni? È ormai da mezzo secolo che i palestinesi della Cisgiordania e della Striscia

Khan Younis, Al-Qarara. Ritratto di una agricoltrice che ha potuto, grazie all’aiuto del CICR, ricominciare a coltivare le sue terre, distrutte a più riprese durante gli scontri nella Striscia di Gaza.

di Gaza vivono sotto occupazione – la più lunga della storia moderna. «Venir fermati ai posti di controllo andando a scuola, dal medico o a far la spesa fa parte della nostra vita quotidiana», racconta Mahmous Abu Qbeita, che vive nelle vicinanze di Hebron, in Cisgiordania. «Abbiamo finito per abituarci a questa situazione. Tuttavia, a volte, mi succede ancora di chiedermi per quale ragione dobbiamo subire tutto ciò.» Dal canto loro, gli israeliani da decenni vivono in un clima di insicurezza permanente. Attivo nella regione dall’inizio dell’occupazione 50 anni fa, il CICR è sempre rimasto presente sul territorio. È così che le nostre équipe hanno potuto non solo fornire aiuti umanitari agli abitanti nei momenti di crisi più acuta, ma anche rimanere all’ascolto delle loro necessità a più lungo termine. Ci adoperiamo ogni giorno per ridare un po’ di speranza a queste popolazioni che hanno l’impressione di non avere vie d’uscita. Purtroppo però, ogni anno incontriamo, come per tutti gli altri conflitti dimenticati, grandi difficoltà a finanziare le nostre attività nella regione. Il sostegno dei nostri donatori è quindi vitale per evitare che coloro che vi vivono si sentano definitivamente dimenticati dal resto del mondo.

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AGIRE INSIEME

Sana Tarabishi /CICR

LE VOSTRE DONAZIONI NEL 2017 Sud-ovest di Aleppo. Visita del CICR ad alcune famiglie sfollate che vivono in rifugi collettivi.

Gli svizzeri solidali con il popolo siriano

Appello alle donazioni per la Siria di febbraio 2017 Il denaro raccolto in risposta al nostro appello nazionale di febbraio 2017 rappresenta un mese di aiuti alimentari per oltre 285 000 persone in Siria, l’equivalente del numero di abitanti di una città come Ginevra. Un grazie di cuore a tutti voi per la vostra generosità.

Grazie alla nostra neutralità e alla nostra collaborazione con la Mezzaluna Rossa araba siriana siamo in grado di portare aiuti in zone della Siria accessibili solo a pochissime altre organizzazioni umanitarie. Alla fine del mese di agosto 2017, le nostre équipe avevano già svolto

35 operazioni oltre le linee del fronte per distribuire aiuti d’emergenza. Il nostro operato permette di salvare un gran numero di vite umane. Tuttavia, dopo quasi sette anni di conflitto, i bisogni della popolazione siriana continuano a essere immensi.

Non dimentichiamoli! Appello alle donazioni regolari per i conflitti di lunga durata

Nei 10 principali contesti in cui interveniamo in ogni parte del mondo, la nostra presenza ha una durata media superiore ai 30 anni. Questi conflitti senza fine provocano immense sofferenze. Una volta superata l’emergenza, senza un sostegno umanitario sul lungo termine, intere generazioni vengono sacrificate. Di conseguenza, circa due terzi del budget del CICR vengono attribuiti a questi conflitti radicati. Il finanziamento degli aiuti umanitari in questi Paesi è estremamente difficile. Tuttavia non possiamo abbandonare queste popolazioni alla loro sorte. Con il nostro aiuto possono ritrovare la speranza e ricostruirsi una nuova vita. Le vostre donazioni regolari a sostegno delle nostre attività, e in particolare di queste operazioni spesso non finanziate adeguatamente, sono per noi estremamente importanti. A voi vanno i nostri più vivi ringraziamenti per la fiducia che ci accordate. 08  |  cicr.org/aiutateci | Dicembre 2017 08 | cicr.org/aiutateci |


AGIRE INSIEME

Insieme possiamo sconfiggere la fame

Appello alle donazioni per l’emergenza alimentare di aprile-maggio 2017 Sud Sudan, Nigeria nord-orientale, Somalia e Yemen: in queste quattro zone, il caos provocato da anni di conflitto ha portato a una grave crisi alimentare.

Numero di persone ad aver ricevuto aiuti alimentari dal CICR nei primi sei mesi del 2017

Grazie alle vostre donazioni il CICR è potuto intervenire in aiuto di un numero sempre maggiore di persone in questi Paesi dove operiamo da molti anni.

YEMEN Circa 275 000 persone

Secondo le Nazioni Unite, la forte mobilitazione umanitaria degli ultimi mesi, alla quale avete preso parte, è riuscita ad arginare temporaneamente la carestia dichiarata in due regioni del Sud Sudan e a evitare l’aggravarsi dei bisogni alimentari negli altri Paesi interessati. Tuttavia un ritorno alla normalità è ancora lontano e non possiamo permetterci di ridurre il nostro impegno. Grazie al vostro sostegno potremo mantenere la nostra presenza in questi Paesi per fornire gli aiuti necessari.

NIGERIA E REGIONE DEL LAGO CIAD Circa 400 000 persone SUD SUDAN Circa 340 000 persone SOMALIA Circa 1,5 milioni di persone

Mari Mortvedt/CICR

Dietro al sorriso di Cecilia il dramma degli sfollamenti forzati

In Sud Sudan il CICR organizza quotidianamente distribuzioni di sementi, attrezzi agricoli e generi alimentari. Quel giorno siamo a Rokon, nel sud del Paese, per una distribuzione a 13 000 beneficiari,

dove incontriamo Cecilia e Vajda, sua madre, in attesa del loro turno. Vajda ci racconta come mai si trova qui con i suoi cinque figli. Suo marito è stato ucciso mentre era fuori casa alla ricerca di cibo. In seguito a questo dramma, attanagliata dalla paura, ha deciso di fuggire. «Nel mio villaggio la vita scorreva tranquilla, ma ora... il conflitto ha cambiato tutto. Mio marito era un uomo premuroso, lavorava molto e ci aiutava. Ormai tutto dipende da me», spiega Vajda.

alimentari affinché le famiglie possano sfamarsi in attesa dei raccolti», spiega Cyril Jaurena, responsabile dell’ufficio locale del CICR. Nonostante Vajda e i suoi bambini siano lontani da casa, la comunità che li ha accolti ha messo loro a disposizione un terreno da coltivare. «Capiscono che non abbiamo scelto di essere qui», spiega questa mamma coraggiosa.

Migliaia di persone sono state costrette a fuggire abbandonando tutto ciò che possedevano e non hanno più potuto coltivare le terre fertili della regione. «Le persone che si trovano qui sono abituate a lavorare la terra, ma non hanno più la possibilità di farlo. Fornendo sementi e attrezzature, permettiamo loro di sovvenire nuovamente ai propri bisogni. Distribuiamo anche delle razioni

La distribuzione è terminata. Vajda, aiutata da Cecilia, ha recuperato il pacco che le permetterà di far mangiare i suoi figli per i prossimi giorni e di cominciare a coltivare il suo pezzetto di terra per garantire la sopravvivenza della famiglia.

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UNO SGUARDO SUL MONDO

FACCIA CONOSCENZA CON LE NOSTRE ÉQUIPE CHE LAVORANO VICINO ALLE LINEE DEL FRONTE Attualmente, circa 17 000 collaboratori del CICR operano in oltre 80 Paesi ovunque nel mondo. Formano un mosaico di personalità, percorsi, origini e destini. Tuttavia, le motivazioni di questi donne e uomini che hanno deciso di lavorare per il CICR sono sorprendentemente simili: la voglia di impegnarsi per un’organizzazione di cui condividono i valori e attraverso la quale ritengono di poter sostenere attivamente le vittime dei conflitti.

Fatti e cifre Il personale del CICR si compone esclusivamente di professionisti. La ragione: lavorare in una zona di conflitto necessita specifiche competenze e l’aver maturato un’esperienza sul campo. I collaboratori della Croce Rossa, contrariamente a una convinzione molto diffusa, non sono tutti medici. Il lavoro umanitario richiede una moltitudine di profili: certo, ci sono i medici, ma ci sono anche esperti di logistica, giuristi, agronomi, psicologi, ufficiali dell’esercito, amministratori, collaboratori generalisti, ingegneri etc. I nostri effettivi sono soprattutto composti da collaboratori locali: circa 14.200. I nostri collaboratori espatriati sono invece 2.800 circa in tutto il mondo. La maggior parte dei delegati espatriati non rimane più di un anno nello stesso luogo in modo da mantenere l’imparzialità delle équipe.

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7 colleghi sul campo ci raccontano il loro impegno Timothée (Tim) Pakouyowou è ortoprotesista in un centro di riabilitazione fisica sostenuto dal CICR a Goma. Di nazionalità togolese, lavora per il CICR da 3 anni. Anne Müller, infermiera responsabile in missione per il CICR, lavora all’ospedale di Ndosho a Goma. Di origine tedesca, questa operatrice umanitaria di grande esperienza effettua in RDC la sua 12a missione sul terreno. Roberto Lang è un delegato incaricato delle visite ai detenuti a Kandahar. Per il giovane svizzero di Zurigo questa è la prima missione sul campo per il CICR. Abdoul Wadood è un ingegnere pachistano espatriato che lavora da numerosi anni nell’umanitario. Si occupa di ripristinare le infrastrutture pubbliche che sono state distrutte o danneggiate. Layal Barjoud è una giovane medico. Originaria di Homs, ha deciso di rimanere nella sua città e lavorare come responsabile sanitaria per il CICR. Jérôme Sess è un medico originario della Costa d’Avorio residente in Canada. È a Kaga Bandoro per la sua prima missione per il CICR, ma lavora in zone di conflitto da diversi anni. Moses Namanya è un agronomo ugandese specializzato in sviluppo agricolo. Dopo una prima missione per il CICR in Yemen, è in Repubblica Centrafricana dall’inizio del 2016 e lavora allo sviluppo di progetti di sicurezza alimentare.


UNO SGUARDO SUL MONDO

PRIMO PIANO SU 4 DELEGAZIONI

KAGA BANDORO

in Repubblica Centrafricana, si trova a 350 km circa a nord di Bangui, la capitale. La popolazione è duramente colpita dalle violenze e dagli scontri che dal 2013 non si sono mai interrotti. Pochissime sono le organizzazioni umanitarie ancora presenti e i bisogni sono immensi. Vi è un numero elevato di casi di malnutrizione e la situazione sanitaria è disastrosa.

HOMS

in Siria, prima del conflitto era una città prospera. Da allora, l’80% della città è stato distrutto. I due terzi degli abitanti sono fuggiti e coloro che sono rimasti, nonostante i combattimenti si siano calmati, vivono in condizioni estremamente precarie. La presenza in Siria dal 1967 ha permesso al CICR di intervenire rapidamente al momento dello scoppio del conflitto, in particolare a Homs.

KANDAHAR

è la seconda città dell’Afghanistan. Per secoli fiorente centro culturale e commerciale, la città, come il resto del Paese, dopo decenni di guerra è all’agonia. Il CICR è presente con una delegazione a Kandahar da 21 anni. In seguito al decesso di 7 colleghi sopravvenuto quest’anno in Afghanistan, il CICR ha deciso di ridurre considerevolmente le sue attività nel Paese, ma mantiene la sua presenza a Kandahar.

Christophe Da Silva/CICR

GOMA

in Repubblica Democratica del Congo (RDC), è la capitale del Nord Kivu (regione dei Grandi Laghi), nell’est del Paese. Da oltre 20 anni la zona è investita da ondate successive di violenza e sfollamenti di massa. La nostra delegazione a Goma svolge numerose attività, pensate per rispondere alle necessità urgenti, ma anche a quelle a lungo termine dei beneficiari.

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UNO SGUARDO SUL MONDO

CICR : «Che cosa vi ha spinti a lavorare per il CICR?»

Tim Il mio primo contatto con il CICR è stato in qualità di giovane beneficiario. La mia famiglia era fuggita dalle violenze a Lomé, in Togo, nel 1992, e ci siamo trovati in un campo profughi nel vicino Benin. Il primo aiuto che abbiamo ricevuto veniva dal CICR. Mi ricordo ancora delle coperte e dei pasti caldi che ci hanno distribuito. Non conoscevamo nessuno in Benin e il CICR è intervenuto fornendoci un sostegno concreto e dandoci un po’ di speranza. È così che, già da piccolo, mi sono detto: «Un giorno lavorerò per il CICR.»

Christophe Da Silva/CICR

Jérôme Per me il CICR è una delle più grandi organizzazioni umanitarie. Il nostro mandato di neutralità, imparzialità e indipendenza ci permette di accedere più facilmente alle popolazioni in situazione di pericolo. Se così non fosse, non potremmo lavorare correttamente. Lo scorso luglio, ad esempio, qui a Kanga Bandoro ci sono stati degli scontri. La maggior parte delle organizzazioni umanitarie è partita, ma il CICR è rimasto. Siamo stati noi ad andare a prendere i feriti, a curarli e a evacuarli a Bangui.

Diana Zeyneb Alhindawi/CICR

«DA PICCOLO MI SONO DETTO: "UN GIORNO LAVORERÒ PER IL CICR".» TIM

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Roberto L’idea di aiutare le persone che si trovano da una parte e dall’altra della linea del fronte – nessun’altra organizzazione promuove questa idea come il CICR. E poi il fatto di avere un impatto diretto sulla vita delle vittime. Grazie alla sua professionalità e alla sua esperienza, il CICR è in

grado di reagire rapidamente e con le risorse necessarie. Inoltre, essendo svizzero, mi sento particolarmente fiero di servire un’organizzazione che è stata fondata qui, oltre 150 anni fa. Lavorare per il CICR è più di un semplice lavoro, è una vocazione.

Thomas Glass/CICR

Layal Prima lavoravo come medico in un ospedale nazionale dove, quotidianamente, si era confrontati a ogni tipo di sofferenza. Con la guerra le condizioni si sono notevolmente degradate: i medicinali a disposizione scarseggiano e i pazienti aspettano di morire. Così, quando il CICR ha avuto bisogno di un responsabile sanitario, mi sono presentata e ho cominciato a lavorare per loro. Sapevo che era dove volevo essere, dove potevo finalmente aiutare il maggior numero di persone possibile.

CICR

UNO SGUARDO SUL MONDO

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UNO SGUARDO SUL MONDO

«In che cosa consiste il vostro lavoro e come contribuisce ad aiutare le persone sul territorio?»

«OFFRIAMO UNA POSSIBILITÀ DI SOPRAVVIVERE E UN LUOGO DI GUARIGIONE.» ANNE

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Diana Zeyneb Alhindawi/CICR

Anne, infermiera responsabile Il mio lavoro consiste nel fornire cure mediche di qualità ai feriti di guerra laddove i bisogni sono più importanti. Curiamo molti feriti gravi che a volte arrivano a ondate. Nonostante il lavoro in ospedale possa essere estenuante e con continue scariche di adrenalina, mi riempie di soddisfazione. Il lavoro d’équipe è incredibile. Tuttavia, ciò che è più importante è che offriamo una possibilità di sopravvivere e un luogo di guarigione, un momento di tregua a molte persone confrontate ogni giorno agli orrori dei conflitti.


UNO SGUARDO SUL MONDO Abdoul, ingegnere Da quando sono arrivato a Homs, ho lavorato su diversi progetti per ripristinare l’accesso all’acqua potabile per migliaia di famiglie a Homs e a Hama. Sono felice di poter migliorare le condizioni di vita di così tante persone.

Christophe Da Silva/CICR

CICR

Moses, agronomo La Repubblica Centrafricana ha bisogni alimentari immensi. La malnutrizione infantile è in aumento perché, a causa della crisi, la popolazione non coltiva più la terra. Le distribuzioni di sementi che organizziamo sono quindi estremamente importanti. Costruiamo anche dei pozzi vicino ai villaggi per incoraggiare il ritorno all’agricoltura. Quando effettuiamo delle distribuzioni in zone molto isolate, i beneficiari ci accolgono con grande sollievo. All’inizio della mia missione, in una regione particolarmente desolata, una mamma non aveva ricevuto il suo kit in occasione di una delle nostre distribuzioni. Piangeva. Le ho detto che saremmo tornati per lei, ma non mi credeva. Il capo del villaggio è intervenuto: «Il CICR mantiene sempre le sue promesse, torneranno.» E effettivamente siamo tornati, abbiamo cercato quella donna e le abbiamo dato il suo kit. Era così felice.

Diana Zeyneb Alhindawi/CICR

Tim racconta: «Nella foto siamo io e Augustin durante una seduta di fisioterapia. Augustin ha subito una doppia amputazione. Oggi è di nuovo in piedi e può camminare. Il suo villaggio è stato attaccato due volte, a giugno 2013 e a marzo 2016. La prima volta è stato colpito alla gamba destra e la seconda a quella sinistra. Entrambe le volte per le sue ferite è stata necessaria l’amputazione. Come potete immaginare, Augustin ne è uscito distrutto. Ma ogni volta gli abbiamo fabbricato una protesi con la quale ha reimparato a camminare. Vederlo in piedi che ringraziava il CICR è stato un momento meraviglioso. È per Augustin, e per tutti coloro ai quali abbiamo potuto dare una seconda possibilità nella vita, che sono così fiero di lavorare per il CICR.»

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Diana Zeyneb Alhindawi/CICR

Pawel Krzysiek/CICR

UNO SGUARDO SUL MONDO

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UNO SGUARDO SUL MONDO

«Com’è la vostra vita quotidiana?» Abdoul Dopo 6 anni di conflitto, Homs è quasi completamente distrutta. È segnata dalle profonde cicatrici della guerra e sembra una città fantasma. Ci vorranno anni per ricostruirla. Nonostante tutto, essendo un espatriato, vivo una vita più o meno normale. Posso uscire: ci sono ristoranti, ospedali e centri religiosi. Questo rende la vita più semplice.

«DOPO 6 ANNI DI CONFLITTO, HOMS È QUASI COMPLETAMENTE DISTRUTTA. È SEGNATA DALLE PROFONDE CICATRICI DELLA GUERRA E SEMBRA UNA CITTÀ FANTASMA.» ABDOUL

Roberto Qui a Kandahar, viviamo e lavoriamo nello stesso edificio e godiamo di tutte le comodità. Purtroppo, per problemi di sicurezza, non possiamo mai uscire, salvo per ragioni professionali, nel mio caso le visite alle prigioni. Certo, il contatto diretto con i detenuti e con le autorità è molto gratificante, tuttavia a volte mi sento un po’ escluso dalla vita ordinaria della popolazione. In compenso, quotidianamente, la sotto-delegazione riceve numerose visite.

Diana Zeyneb Alhindawi/CICR

Anne In questo momento sono basata a Goma e godo di buone condizioni di vita. Abito in riva al lago Kivu, dove la natura e il clima sono incredibili. Ho anche una certa libertà di movimento, posso andare al ristorante o al mercato, posso addirittura fare sport e incontrare gli amici per un caffè. In occasione della mia precedente missione, le condizioni di vita erano molto più rudimentali: niente bagni né docce. Ho anche vissuto in luoghi dove le misure di sicurezza erano molto severe, dove i soli spostamenti possibili erano tra l’ospedale e il luogo dove vivevamo.

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«Quali sono gli alti e bassi della vita di un operatore umanitario?» Abdoul Quando si lavora per il CICR, il più vicino possibile alle linee del fronte, si sa che potenzialmente si rischia la vita. So che fa parte del mio lavoro, ma, allo stesso tempo, è un sacrificio che devo fare. E quando vedo i sorrisi sui volti dei bambini e delle persone che abbiamo aiutato, mi dico che ne vale la pena.

Layal Lavorando per il CICR, sono quotidianamente testimone delle sofferenze di cui è vittima il mio popolo. Tuttavia mi rendo anche conto dell’importanza del nostro lavoro. Recentemente ho incontrato il nonno di un ragazzo ferito da un mortaio che aspettava nell’atrio dell’ospedale. Era estremamente preoccupato in quanto l’ospedale rifiutava di sostenere le spese mediche. Piangeva disperato, sicuro che suo nipote non ce l’avrebbe fatta. Il CICR si è fatto carico delle spese per le cure del ferito in modo che potesse rimanere all’ospedale. Qualche giorno dopo, quando il medico ci ha informati che il paziente sarebbe sopravvissuto, lo sguardo di riconoscenza che mi ha rivolto suo nonno mi ha fatto toccare il cielo con un dito. Jérôme Mi sono appena sposato. Mia moglie lavora per MSF in Repubblica Democratica del Congo. Gestire la distanza non è sempre facile. In questo momento è questo il sacrificio più grande. Ma ci siamo conosciuti nel corso delle nostre missioni quindi ci capiamo e ci sosteniamo a vicenda, abbiamo l’abitudine. E quando vedo un bambino guarito uscire dal nostro ospedale, condivido questi momenti di gioia con mia moglie.

Christophe Da Silva/CICR

Tim La lontananza dalle mie due bambine di 4 e 6 anni è il mio più grande sacrificio. La mia famiglia mi manca tantissimo. Ma so che qui c’è bisogno di me. Con il mio aiuto e quello dei miei colleghi, i nostri pazienti possono camminare di nuovo e ritrovare la speranza nonostante tutte le esperienze difficili che hanno attraversato.

«QUANDO IL MEDICO CI HA INFORMATI CHE IL PAZIENTE SAREBBE SOPRAVVISSUTO, LO SGUARDO DI RICONOSCENZA CHE MI HA RIVOLTO SUO NONNO MI HA FATTO TOCCARE IL CIELO CON UN DITO.» LAYAL

CICR

UNO SGUARDO SUL MONDO

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BUDGET E OPERAZIONI DEL CICR Il 93% di tutte le donazioni

Il percorso della sua donazione

dei privati viene direttamente attribuito alle operazioni del CICR sul terreno IL CICR, PRESENTE IN 80 PAESI, OFFRE ASSISTENZA ALLE VITTIME FIN DALLE PRIME ORE DI UNA CRISI.

LA SUA DONAZIONE CI CONSENTE DI AGIRE RAPIDAMENTE

ARRIVA DOVE LE NECESSITÀ SONO PIÙ URGENTI

+ 50 % aumento del budget in 5 anni

Il budget del CICR viene finanziato interamente attraverso contributi volontari

LE NOSTRE ÉQUIPE FORNISCONO BENI E SERVIZI ESSENZIALI – CIBO, ACQUA, COPERTE, ARTICOLI PER L'IGIENE, UTENSILI PER LA CUCINA, FARMACI, CURE SANITARIE – CHE SALVANO NUMEROSE VITE.

CI AIUTA A RIUNIRE DELLE FAMIGLIE

LA SUA DONAZIONE PUÒ OFFRIRE A INTERE COMUNITÀ UN FUTURO MIGLIORE, CONSENTENDO IL RIPRISTINO DI INFRASTRUTTURE ESSENZIALI COME OSPEDALI O IMPIANTI IDRICI.

DONA SPERANZA

I NOSTRI ESPERTI VALUTANO LA SITUAZIONE IN CIASCUN PAESE, INDIVIDUANO LE NECESSITÀ DELLE PERSONE PIÙ VULNERABILI E SI ADOPERANO PER FAR LORO ARRIVARE I SOCCORSI NEL LUOGO IN CUI SI TROVANO.

SALVA VITE UMANE

ESSERE AL SICURO, INSIEME AI PROPRI CARI, È UNA FORTUNA. NOI AIUTIAMO LE PERSONE A RITROVARE I PARENTI E GLI AMICI DI CUI HANNO PERSO LE TRACCE DURANTE UNA CRISI.

OFFRE UN FUTURO ALLE PERSONE COLPITE

AIUTA LE PERSONE A RIPRENDERE IN MANO LA PROPRIA VITA FINANZIANDO, AD ESEMPIO, L'ACQUISTO DI MATERIALE PER L'AGRICOLTURA O PER LA PESCA.

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Musubao Kivauvwamo Muhindo/CICR

IL SUO AIUTO, FONTE DI SPERANZA CON 1 FRANCO AL GIORNO AIUTA QUALCUNO A RICOMINCIARE DA CAPO Nel mondo sono sempre più numerosi coloro che hanno perso tutto a causa di una guerra. Può aiutare un maggior numero di persone aggiungendo una donazione regolare a quelle che ha già generosamente effettuato. Basta 1 solo franco al giorno per cambiare la vita di qualcuno come Zainab, una donna irachena che è stata colpita da una granata e ha perso una gamba. La macchina da cucire che le abbiamo fornito le ha permesso di creare e vendere abiti, restituendole l’indipendenza perduta. Può aiutare persone come Zainab a ricostruirsi una nuova vita.

GRAZIE AL SUO REGOLARE SOSTEGNO POSSIAMO CONTRIBUIRE A UN FUTURO MIGLIORE PER LE VITTIME DELLA GUERRA

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FRANCHI AL MESE

FRANCHI AL MESE

FRANCHI AL MESE

offre a una vedova di guerra formazione e attrezzatura (per esempio una macchina da cucire).

due vittime delle mine riceveranno cure fisioterapiche.

volontari delle Società nazionali possono ricevere la formazione necessaria per riunire famiglie separate dalla guerra.

Comitato internazionale della Croce Rossa Servizio donatori Avenue de la Paix 19 CH-1202 Ginevra T + 41 22 730 21 71 F + 41 22 730 28 99 E-mail: don@cicr.org Conto postale: 12–5527–6 Sito web: cicr.org/aiutateci