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Scuola diocesana di Iconografia s. Luca Padova


L'arte sacra della Chiesa tra Oriente e Occidente


IL VOLTO Il Dio invisibile si fa "volto" in Cristo, che è il Volto dei volti.

Il Pantocrator Scuola di Mosca - sec. XVI Museo Rublëv, Mosca


Nel volto iconico dei santi si ripete nei secoli quest'unico Volto, che l'icona fa intravvedere nella pluralitĂ delle rappresentazioni dei santi (chiamati "i somigliantissimi"). S. Giorgio Scuola di Mosca - XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv


Ogni santo è un tipo ben definito e identificabile, ma è reso con grande sobrietà e scarsità di elementi naturalistici ritrattistici, in modo da lasciar cogliere il modello unico del nuovo Adamo cui essi si conforma e nel quale tutta l'umanità si ricapitola. S. Nicola, XVI sec. Museo Rublëv, Mosca.


LO SGUARDO L'icona è l'arte dello sguardo che genera una presenza coinvolgente il fedele. "Lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato" (Mt. 6,22). Santo Volto, XII sec. Mosca, Galleria Tretjakov


Sguardo della maestĂ misericordiosa

A. RublĂŤv, Cristo Salvatore - sec. XV Galleria Tretjakov, Mosca


Sguardo che attraversa ogni diaframma

Santo Volto, XII sec. Mosca, Galleria Tretjakov


Sguardo chiaroveggente TrinitĂ veterotestamentaria Scuola di Novgorod XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv


Sguardo che intenerisce il cuore

Madre di Dio Bielozerskaja - sec. XII-XIII Museo Russo, S. Pietroburgo


Sguardo di colei che custodiva ogni cosa nel suo cuore Madre di Dio di Tichvin - inizio XVI sec. Museo RublĂŤv, Mosca


Sguardo che emette luce ed energia

S. Michele arcangelo, XIV sec. Galleria Tretjakov, Mosca


LA LUCE L'ICONA Ăˆ L'ARTE DELLA LUCE CHE SI INCORPORA NELLA MATERIA TRASFIGURANDOLA Lo spazio sacro diventa luce facendo pregustare la Gerusalemme celeste Palermo, Cappella Palatina XII sec.


Volto, vesti e ali assumono la consistenza della luce TrinitĂ veterotestamentaria Scuola di Novgorod XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv


Una filigrana d'oro riveste il Cristo in gloria

Cristo in gloria, XV sec. Galleria Tretjakov, Mosca


Luce che irradia dall'interno del volto

Madre di Dio di Smolensk XV sec. Museo RublĂŤv, Mosca


la luce e la policromia smaterializzano la veste dell'angelo

TrinitĂ veterotestamentaria Scuola di Novgorod XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv


La policromia trasforma il colore in luce pura. L'ombra è assente.

S. Giorgio (dettaglio) XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv.


La luce non annulla la forma, ma anzi la rivela, creando una "struttura", una forma organizzata: c'è una calligrafia del disegno, ma anche una calligrafia della luce.

Santi Cosma, Damiano e Giacomo (dettaglio) Scuola di Novgorod, XVI sec. Mosca, Museo RublĂŤv


UN'ARTE IL CUI CENTRO È CRISTO E LA SUA ARCA (La Madre di Dio)

L'artista si fede cristiana ha sempre presente la grande verità secondo cui questa creazione è stata costituita dal Padre Creatore in vista del Figlio: solo in Lui essa acquista il suo senso definitivo in ogni sua parte, perchè la fede rassicura che Egli tutto ricapitolerà.


Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Colossesi 1, 15-17


Il Tutto-abbracciante (Pantocrator) rappresentato nella cupola o nell'abside delle chiese avvolge della sua presenza tutto lo spazio sacro comunicando pace e gioia all'uomo di fede di tutti i tempi.

Monreale, abside del Duomo, 1192


Nella sua essenzialità , l'arte sacra cristiana, anche se rappresentasse solo il Cristo o solo il suo Volto, ripetendolo infinite volte nei secoli, avrebbe già assolto il suo compito. Volto di Cristo Nartece della chiesa Kariyè Costantinopoli - XIV secolo


Il Cristo il Gloria è asceso al cielo, ma allo stesso modo ritornerà : nel centro della cupola si cristallizza la figura dell'attesa cristiana della Parusia. Cristo Pantocrator - 1192 Chiesa della Panaghia tou Arakou, Lagoudera. Cipro.


Basilica superiore, S. Clemente - Roma - 1122 ca.

Sorgente di luce e di vita per tutto l'universo, il "Re della gloria" ha scelto di rivelare il suo Amore attraverso la notte della Croce, che diventa cosĂŹ il centro assoluto della fede cristiana.


La Dimora del Signore del Creato è la Madre di Dio, il cui seno ha contenuto l'Incontenibile, ed è chiamata Platitera, cioè "più vasta del cielo".

"In Te si rallegra ogni creatura" - XVI secolo


SPAZIO-TEMPO •

L'arte sacra rappresenta lo spazio più come uno stato che come un luogo (Cielo nuovo - Terra nuova)

Scompaiono lo spazio concreto, la pesantezza della gravità, la luce naturale, la legge della prospettiva, l'elemento casuale ed effimero, l' esterno e l'interno.

Lo spazio attorno ai santi si ordina nella luce e nella pace, ed è un prolungamento dello stato interiore della persona, senza esserle esterno

Patmos, s. Caterina, XVI secolo


Il tempo è spogliato dell'ordine cronologico: c'è la durata perpetua.

Lo spazio non è tridimensionale: è uno spazio senza profondità, che si sviluppa in altezza. Non presenta rilievo o sensazione tattile.

La profondità di campo è davanti: lo spettatore è introdotto in esso: la natura divina è atemporale, priva di mutamento. Nella raffigurazione del Giudizio Universale l'icona (XVI sec.) dà l'immagine della simultaneità


FEDELTÀ AI MODELLI DELLA TRADIZIONE •

L'arte sacra si ispira al dato della Rivelazione, che in Cristo ha avuto la sua compiutezza, e pertanto nulla di nuovo le è necessario per esprimersi.

Essa porta i fedeli a ricontemplare sempre gli stessi misteri della fede, perché ogni generazione se ne nutra sempre, e possibilmente sempre più in profondità.


Il volto appena inclinato a sinistra e leggermente velato da un'ombra, i grandi occhi asimmetrici dallo sguardo misericordioso ma energico ... L'efficacia della rappresentazione di Cristo in queste croci italiane del Duecento continuerà a rivelare il mistero dell'amore Dio per l'umanità ai fedeli di tutti i secoli. La Tradizione ne ripropone la replica in virtù della sua particolare aderenza alla verità ed efficacia. Il modello diventa così patrimonio da custodire come preziosa eredità della Chiesa. Alberto di Sotio, Crocifisso, 1187 Duomo di Spoleto


La ragione dell'esistenza di ogni realtà quaggiù in terra risiede lassù in cielo. L'arte sacra, arte della verità, non può eliminare dalla rappresentazione questa radice celeste, solo perchè invisibile. Il celeste e il terrestre, separati l'uno dall'altro a causa del peccato, solo in Cristo si riuniscono. Il Serafino chiude le porte del paradiso. Monreale, Duomo, 1192.


Inchiodato alla croce con la sua persona, il Cristo salda tra di loro il braccio verticale con il braccio orizzontale della croce. Le due realtĂ , giĂ  separate, d'ora innanzi hanno un punto di contatto definitivo nel nostro Salvatore. Crocifissione, ca.1500. Mosca, galleria Tretjakov


La vita di Cristo sulla terra è segnata da momenti particolarmente solenni che la Chiesa ricorda nelle grandi Feste Liturgiche. L'icona rappresenta queste "Teofanie" come manifestazioni di contatto tra cielo e terra, sottolineandone le modalità : - la terra che si apre per accogliere il cielo nel Battesimo Battesimo di Cristo, icona greca XIV secolo


- la terra che si innalza e il cielo che si abbassa sul Tabor

Teofane il Greco, Trasfigurazione, inizio XVI secolo Mosca, gall. Tretjakov. Foto dall'originale


- il cielo che riempie la terra fin nelle profonditĂ degli inferi nell' anastasi

Maestro Dionisi, Anastasi, inizio XVI sec. Galleria Tretjakov, Mosca


- gli esseri celesti che scendono sulla terra a Betlemme

NativitĂ , scuola cretese, XVI secolo. Museo Ellenico, Venezia


- il cielo che scende sulla Vergine per accompagnarla nel suo Transito

Dormizione della Madre di Dio, sec. XVI, Mosca, gall. Tretjakov. Foto dall'originale


Ogni liturgia della Chiesa in terra è accompagnata da una analoga liturgia celeste. Ăˆ quanto ci ricordano le raffigurazioni nelle cupole delle chiese bizantine.

Chiesa di Mosca


Gli abitanti del cielo, i messaggeri di Dio, sono sempre presenti nell'arte sacra dell'icona. I loro volti ci rivelano il cielo: luce, pace, energia spirituale.

S. Angelo in Formis, atrio della basilica, XI secolo.


IL REALISMO SIMBOLICO

L'arte sacra fonda la sua estetica sul linguaggio del realismo simbolico, rifiutando la rappresentazione naturalistica, ma restando figurativa e concreta. L'immagine non cerca di imitare la visione ottica, l'apparenza delle cose, ma dà risalto alle realtà invisibili che solo la fede può vedere e solo il linguaggio simbolico può suggerire, non per metafora, ma per l'efficacia delle analogie.


Nell'icona i simboli non sono inventati, ma generati dalla concretezza della realtĂ storica, che nella luce di Cristo assume una pregnanza e un valore definitivo. Nell'icona, come nella S. Scrittura, senso letterale e senso simbolico sono sempre presenti.

Cristo Salvatore (dettaglio) sec. XV Mosca, museo Pushkin


la croce diventa albero della vita, la greppia di Betlemme sepolcro e altare, la grotta è il mondo delle tenebre, il Tabor è il luogo dove il cielo si abbassa e la terra si innalza... Natività , fine XV secolo, collezione privata


Una nube luminosa li coprì con la sua ombra e dalla nube una voce diceva: "Questi è il mio figlio diletto …" (Mt. 17, 5). Il tema della nube luminosa viene rappresentato simbolicamente nell'icona come un disco oscuro che diventa luminoso, come un cielo che da notturno diventa albeggiante. Tale resterà in tutte le icone l'immagine simbolica dell'Epifania del cielo. Trasfigurazione, sec. XV, Mosca, gall. Tretjakov


La mensa offerta da Abramo ai tre angeli pellegrini, diventa nell'icona simbolo dell'altare e del sacrificio eucaristico.

OspitalitĂ di Abramo, sec. XV San Pietroburgo, museo Russo.


Lo spazio vuoto lasciato dal Cristo che ascende in cielo è colmato dalla presenza di Maria Santissima, in piedi, in atteggiamento orante, che diventa simbolo della colonna portante della Chiesa nascente. Ascensione, scuola,di Pskov, 1542 Museo di Novgorod


Discesa agli inferi, XVI sec. Mosca, Museo Rublev

La discesa agli inferi del Cristo risorto, benchÊ rappresenti un articolo del nostro Credo per noi invisibile e misterioso, nell'icona è resa con concreto realismo di simboli, come in questa rappresentazione delle porte del regno dei morti scardinate dal Restauratore della vita.


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Percorso di avvicinamento all'iconografia  
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offerto dalla scuola di iconografia san Luca. www.iconografi.it (c)

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