Move Out Free Magazine - 03

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Luglio / Agosto 2009

Special

Bunna from Africa unite intervista

Lan Party

un mondo di video giochi in Rete

the Black The Nudismo Libero! Eyed Peas L ’Energia Non Muore Mai le migliori spiagge

www.moveout.tv

Edizione Italiana

MAggiO 2009

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Redazione

Redazi Direttore Editoriale GUIDO MIGNONE

Supervisor, musical producer, “colla” di MoveOut

Art Director

JOANNA TUPTA

La creativa del gruppo: quel tocco femminile che non guasta mai

PIETRO RAMUNNO Il trafficante di parole

Direttore Responsabile

ALBERTO DEBENEDETTI

PAOLO DELPOZZO

General Manager

LUIGI FERRANDO

Chiamatelo pure Pit

Architetto, avventuriero di materiali e design

PIERMARIO MIGNONE Uomo d’esperienza... no, andiamo ben oltre

Semplicemente, Bobby Soul

ALESSIA MANGIAPANE

La nostra viaggiatrice

MICHELE ISNARDI

l’anima reggae dello staff



MOVE OUT LUGLIO / AGOSTO 2009

Editoriale

Eccoci a luglio. Molti sono partiti, altri rimangono, Move Out Ti segue. Questo mese vogliamo parlare a chi va in viaggio, alla ricerca di Spiagge libere, (...) dai soliti bikini!), scoprendo che magari fare un po’ di nudismo sia più liberatorio di quanto ci si possa immaginare sentendo magari i Black Eyed Peas o qualche altro disco trovato sui banchi dei centinaia di Festival proposti nelle città, ahime! Sempre più affollate alla ricerca di vacanze alternative nel parco di fronte a casa. I soldi mancano, o forse vengono solo distribuiti diversamente; Un paio di suggerimenti “For Her & Him” di “Fashion & design”. Vi consiglio un attimo di relax con la Nostra Move Out Girl di luglio, che vive a lavora a Torino, sorseggiando il Cocktail del mese secondo Move Out. Per gli intenditori, suggeriamo caldamente il capitolo de “L’andare a l’altrove” Frammenti di Storia e leggenda, mito e utopia nel cinema di viaggio, e l’appuntamento con “IL CINEMA ISRAELIANO qui e ora La terra promessa, i traumi, la memoria”. Finalmente, dopo il successo riscontrato in Polonia, anche in Italia arrivano i Move Out Party, il nuovo concetto di fare festa: si parte subito il 3 luglio al Carretta Village di Piobesi d’Alba, il 16 Luglio al castello di Mosca (Asti) per proseguire sulla riviera romagnola. Appuntamenti per vivere l’atmosfera che si vuole proporre nel magazine: libertà, freschezza. Buona lettura. www.moveout.tv aut. Trib di Alba n° 48/09 del 23-01-09 Editore I.com Multimedia via. D. Chiesa 4, 12051 Alba tel. (+39) 0173 59 0564 Cell: (+39) 347 6006099 www.icommultimedia.eu info@icommultimedia.eu Direttore responsabile PierMario Mignone grafica I.com Multimedia Redazione Pietro Ramunno , Alberto Debenedetti, Luigi Ferrando, Michele Isnardi, Alessia Mangiapane Collaboratori Francesca Armato, Carlo Carosso, Rosalba Costantin, Naomi Galdo, Andrea Gatti, Rossella Guerrini, Aibes, Arcigay, Grafimated Cartoon / Scuola del Fumetto Palermo, Rivista Mono

Concessionarie pubblicità Adria Marketing & Service s.r.l. Viale Vincenzo Randi 106, 48100 RAVENNA (RV) Tel. 0544 4087.00 - 2 / Cell: 338 9801.370 g.adriano@adriamarketing.info Marketing Planet s.r.l. Via Vittorio Emanuele 15, 20052 MONZA (MI) mktplanet@mktplanet.it Tel. 039.2308.568 / Fax. 039.9796.304 Well Com s.r.l. Via Rio Misureto 8, 12051 ALBA (CN) Tel. 0173 362958 commerciale@wellcomonline.com alberto@wellcomonline.com stampa Pasaż • Kraków • www.pasaz.com info: info@moveout.tv redazione@moveout.tv

Cover - The Black Eyed Peas

SOMMARIO 08 Special 10 Dance & Live 18 Play 22 Cinema 27 Events / Space 30 Calendar / Guide 62 Lifestyle 70 Cities 72 Fashion & Design 76 For Her&Him 78 Gay & Lesbian La redazione non è responsabile delle eventuali variazioni alla programmazione degli eventi inseriti nel calendario, che sono stati comunicati direttamente dai locali o reperiti da fonti di dominio pubblico. La redazione non è responsabile del contenuto delle inserzioni pubblicitarie. Nessuna parte di questo magazine, comprese le inserzioni pubblicitarie, può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.


MoveOut Special

tHE BLACK EYED PEAs Will.i.am, Apl.d e.ap, taboo e Fergie: questi Hip-Hop, con sono i “BLACK oltre 26 milio EYED PEAs”, at ni di album ve nduti nel mon tualmente un do. o dei

Facile ricordarsi di “Monkey Business” e i suoi 2 Grammy ((Migliore Performance Pop di un Duo o un Gruppo, Migliore Performance Rap di un Duo o un Gruppo) e cinque nomination ai Grammy. Se “Monkey Business” era una logica conseguenza di “Elephunk”, di certo non possiamo dirlo per “The E.N.D.” La fine si, ma di un periodo, annunciandone un altro. “The Energy Never Dies (ovvero L’Energia Non Muore Mai), è il quinto album del quartetto di Los Angeles. E’ infatti una trasformazione, una avventura per i B.E.P. che propongono un sound ispirato a volte all’House, altre all’elettro-

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maggiori grup pi

nica e al Rock, sempre mantenendo quello stile club energetico dai testi gioiosi che i fan ormai si aspettano. Come piace dire a loro “...It’s about a party”: album che si sviluppa come un Dj set stesso. Le vibrazioni che attraversano “The E.N.D” nascono dalla passione di Will.i.am per il sound dei club dance underground nella sua nativa Los Angeles – party come LAX e le jam settimanali al Cinespace che ospita DJ quali Crookers, Steve Aoki e tanti altri: sound peraltro condiviso a livello mondiale. Taboo, uno degli MC principali del gruppo, ha subito reagito all’energia di questo sound. “Mi ha ricordato i tempi in qui eravamo ragazzini e crescevamo a Los Angeles: la gente di quell’ambiente era così amichevole e felice che noi volevamo farne parte, “ racconta Taboo. “Se


apprezzi e artista e rispetti com ti argento: e d’ nt to ge at pi hé la rvito su un ttare affinc se lo re llo se es be ’ “E deve ) fai...Non ti lo.” (Will.i.am quello che r conquistar pe e ar tt lo devi ci pensi non è tanto diverso dal punto d’origine dell’hip hop – è party music,” continua will. “Sugarhill Gang era dance music, rappavano sulla disco. Bambataa usava i Kraftwerk come base per creare l’hip hop come lo conosciamo oggi.” Il gruppo si è letteralmente immerso in questo ambiente: “uscendo cinque o sei sere a settimana e frequentando i vari club, facendo serate come DJ alle feste, e ballando con la gente, siamo diventati anche noi parte di questo ambiente... “ I quattro di Los Angeles si sono riuniti dopo un periodo di pausa (dopo “Monkey Business”), in cui ognuno ha intrapreso percorsi diversi, senza mai perdere la capacità di sapere fare un passo indietro ed vivere nuove esperienze. Quando si sono rincontrati, era un momento speciale, era un momento ispirato... “era una vera sensazione di eccitazione e gioia a

ritrovarci di nuovo insieme in studio,” dice Fergie. “Penso che il sound di The E.N.D. sia veramente un disco da party perché quando ci vedevamo avevamo una gran voglia di divertirci. Eravamo ispirati dal momento e dal presente, senza sentire la necessità di guardarci indietro.” The E.N.D, è molto più di un nuovo sound per i BEP, ci spiega Will.i.am, “E’ la fine dell’era tradizionale e del modo in cui viviamo e consumiamo la musica e i media. E’ la fine dello stereotipo che non avremmo mai potuto avere un Presidente di colore. E’ la fine dei sistemi tradizionali per ricevere informazioni. Ma è anche l’inizio di una nuova nascita culturale. Quindi il titolo The E.N.D. non parla solo di un nuovo sound dei Black Eyed Peas, ma è una celebrazione del cambiamento in atto.”

olo Pow” il sing “Boom Boom ed Peas tre Ey k dei the Blac ies. ri ai gramm volte vincito AAL sC A Es H NEgLi stAt OttAMENtE tO iNiNtERR E tOP 40 E CH Fi si As LE CL R OssOVER PE RHYtHM CR E. AN iM tt DuE sE

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MoveOut Dance & Live

RADiO PELLENERA E LE ALtRE L’esplosione del groove attraverso le webradio

Radio Pellenera la prima grande web radio che ha dedicato tempo, passione ed energia alla Black Music, (www. radiopellenera. com) attiva dall’Aprile del 2004.

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Accanto ai network radiofonici che hanno ormai espanso nella rete la loro tentacolare influenza e ai grandi contenitori come Last Fm nati proprio nel web, si sta diffondendo in tutto il mondo un fenomeno che ricorda da vicino la stagione delle prime radio libere degli anni ’70. Con pochi mezzi ed investimenti, un esercito di appassionati sta dando vita ad una miriade di radio on line che offrono le più svariate proposte musicale e contenutistiche. In particolare suoni che non trovano ospitalità nei grandi

network, ai margini delle programmazioni ufficiali, musiche di gruppi emergenti senza contratto discografico che vengono selezionate con e senza commento da programmatori e djs. In streaming e podcast l’offerta è straordinaria e adatta ad ogni tipo di orecchio. In questa rubrica Dance & Live ci soffermiamo in particolare su quella che è stata la prima grande web radio che ha dedicato tempo, passione ed energia alla Black Music, cioè Radio Pellenera (www. radiopellenera.com) attiva dall’Aprile del 2004.


Dance & Live MoveOut

La radio offre un panorama completo ed aggiornato su tutti gli ambiti della Black Music, dal Blues e dal Jazz ai suoni più contemporanei e contaminati, tutti abilmente selezionati da un manipolo di djs. Alcuni nomi prestigiosi come l’italiano Simone Vimercati, ma anche tanti djs da tutto il mondo offrono per pura passione i loro servigi ad una web radio che ha un bacino di ascolto e di interesse che va ben oltre la piattaforma italiana. E’ disponibile nel sito un ascolto in streaming randomizzato che seleziona casualmente le diverse proposte che vengono direttamente caricate dai selezionatori. Ma ciascuno può cliccare sulla selezione che preferisce ascoltare in quel momento, anche da un archivio che contiene le puntate più recenti caricate nel sito. Il successo di Radio Pelle Nera è internazionale. I dati parlano chiaro, il 70% degli accessi proviene da Stati Uniti, Giappone e resto dell’Europa. E’ appunto questa la differenza con la prima stagione delle radio quasi pirata degli anni ’70. Allora tutta l’attenzione era focalizzata sul locale. Oggi la platea è potenzialmente sterminata, come l’offerta. Collabo-

un successo internazionale: il 70% degli accessi proviene da stati uniti, giappone e resto dell’Europa. Oggi la platea è potenzialmente sterminata, come l’offerta. Collaboratori di tutto il mondo offrono i loro programmi ad ascoltatori di tutto il mondo.

lo scorso 20 Giugno è stata invitata da RadioRai al meeting di Riva del Garda insieme ad altre web radio che hanno così ottenuto un primo riconoscimento ufficiale. Fra le radio che si occupano di promuovere la musica emergente nazionale segnaliamo BlaBlaNetwork di Milano e Radio Kemonia di Napoli. Anche la web radio del

ratori di tutto il mondo offrono i loro programmi ad ascoltatori di tutto il mondo. In questo momento probabilmente c’è una festa in Australia dove si sta ballando una selezione di Radio Pelle Nera. Fra i dj più attivi nelle radio on-line la fervente e passionale Liza Chic, una donna che spinge con cuore funk&soul music, con ThinkChic su Pellenera ma anche con altre trasmissioni su Zerogravity. it e sulla ligure RadioSL.it, che

portale www. allinfo.it sta ottenendo dati di ascolto molto significativi, grazie alla trasmissione sul funk gestita dallo staff di Funkinitalia. Per non parlare delle webtv come Mousemen, prima in Italia, con un’attenta selezione di clip esclusi dalle programmazioni dei network televisivi. Il futuro è qui. Anche il vostro dj portatile. Qui si decide e si sceglie. Ed è facile con un po’ di passione ed iniziativa contattare una di queste web radio e diventare a nostra volta djs e selezionatori. Bobby Soul

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stORiA DI uN MITO “il re è morto...Viva il re.”...l’araldo annunciava al popolo la morte del sovrano e l’avvento al trono del successore.

Purtroppo il 25 giugno 2009 non è stato cosi, quando Conrad Murray ha annunciato all’ospedale di Los Angeles che una persona, stesa sul letto della propria abitazione non respirava più. Michael Jackson è morto. Ucciso dai farmaci, cocktail farmacologici che nel corso della vita si è iniettato o ha ingerito: antidepressivi, antidolorifici, iniezioni, pillole. Qualcuno già afferma che è ancora vivo ma, inseguito dalla pressa dei creditori dei suoi 500 milioni di dollari di debito, abbia deciso di seguire le impronte di Jim, Moana e via dicendo. Ma non siamo sicuramente qui a fare gossip, né presumere roccambolesche fughe in improbabili tunnel sotto casa Jackson. Rimane il Re. Intere generazioni cresciute con i suoi ritmi funk, pop, soul, cantate ed interpretate in modo unico, emozionante, incisivo: un talento da sempre, fin dai Jacskon Five (aveva solo cinque anni), la fortunata band dei fratelli Jackson. Ballerino che sfuggiva alle leggi della gravità (penso che le sue mosse e i suoi passi siano i più imitati di tutti i tempi, con il suo moonwalk lanciato Il 16 maggio

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1983, mentre eseguiva Billie Jean al concerto Motown 25: Yesterday, Today, Forever), esordi nel 1971 come solista ma solo nel 1982 si consacrò Re del pop con Thriller: 109 milioni di copie vendute certificato il 14 novembre 2006 dal Guinness dei primati. RabbriviRimane il Re. intere generazioni cresciute con i suoi ritmi funk, pop, soul, cantate ed interpretate in modo unico, emozionante, incisivo disco: ad oggi rimane l’album più venduto di tutti i tempi. Dico di tutti i tempi, di tutte le icone dell’immaginario musicale comune, come gli AC/DC, i Pink Floyd, gli Eagles, Andrew Lloyd Webber. Nel 1987 uscì Bad, ottavo album di Jackson, 30 milioni di copie vendute, e il video più costoso mai realizzato “Scream” 7 milioni di dollari, seguito da quello della title track (Bad) con 2,2 milioni di dollari, girato in una stazione metropolitana di New York. Dangerous, 1991, oltre 32 milioni di

copie vendute, a tutt’oggi l’album New Jack Swing di maggior successo di tutti i tempi. “History, Blood on the Dance Floor” nel 1995, con 20 milioni di dischi venduti (calcoliamo che è un doppio!!). Invincibile, 2001, 10 milioni di copie vendute. In quarant’anni di carriera Michael Jackson: miglior artista pop maschile del millennio ai World Music Awards del 2000 e di artista del secolo agli American Music Awards del 2002, 13 Grammy Awards. Un artista che ha creato aspettative, che le ha mantenute, un uomo oppresso dal padre fin da piccolo e da migliaia di telecamere perennemente puntate sulla Sua vita privata, cercando ed immaginando situazioni scomode per ricavarne utili. Forse un egocentrico, con i suoi scherzi da “sedia a rotelle”, forse con problemi di salute, forse un paranoico, ma personalmente preferisco ricordare Michal Jackson come uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, come colonna sonora di speranza ed armonia per milioni di persone. Guido M.


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iNtERVistA JOY Cut Mr. Man, l’uomo della città di Plastica. il nuovo lavoro dei JoyCut: EcoCompatibile, Musicosostenibile. La poetica identificativa dei JoyCut è rappresentata da Mr.Man. La band narra la sua storia, quasi un diario di speranza per le prossime generazioni, in un sampler, “Ghost Trees”, uscito in esclusiva con “La Repubblica - XL” di Giugno, che anticipa di qualche mese il progetto discografico nella sua totale integrità. Un cd particolare anche nei materiali impiegati: interamente biodegradabile, accompagnato dal video realizzato con 16 tavole a fumetti di Sergio Agozzino. Pasquale Pezzillo voce e chitarra dei JoyCut, insieme a Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione presentano a Move Out un progetto del tutto fuori dal comune … Che cosa c’è di davvero innovativo in questo vostro nuovo lavoro? Tanto per cominciare i materiali. Quelli già utilizzati per la “produzione consapevole” del CD definitivo, sono stati da noi ricercati, certificati e

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selezionati e auspichiamo possano essere scelti con maggior continuità dalla discografia in generale. Si tratta di colla ecofriendly di origine vegetale, inchiostri e verniciature ad “Mr.Man è approdato nella città di plastica: quella di ognuno di noi. E’ rimasto sconvolto e spaventato nel constatare che la nostra civiltà, creativa e meravigliosa, è intaccata in modo brutale dall’inquinamento ambientale e morale. E’ chiaro che bisogna (urgentemente) far qualcosa!” acqua con colori vegetali, carta al 100% biodegradabile, incellophanatura compostabile tanto da trasformarsi in humus (Mater-Bi) e i dischi stampati in fabbriche che rispettino le soglie europee di emissioni CO2. Infine le certificazioni FSC/

PEFC, codici europei sulle modalità di recupero, trasporto e re-impianto degli alberi. Proporre un cd realizzato interamente con materiali ecocompatibili e biodegradabili. Da cosa è nata l’idea di un progetto così particolare? La trasposizione fra narrazione e realtà ci ha imposto una riflessione seria. Se pensassimo, per una volta, di essere alieni da questa realtà e ci trovassimo a visitare questo mondo, ci renderemmo conto che è in allarmante difficoltà; ecco perché concretamente vogliamo “fare” e non “predicare”: ecco perché è necessario prestare attenzione soprattutto ai piccoli gesti. E questo cd è stato il nostro. Ma che cos’è per voi Mr.Man e questa “Foresta degli Alberi Fantasma”? La musica si fa portavoce delle atmosfere suburbane e delle periferie contemporanee, dall’acciaio plasmato nelle architetture futuristiche ai disagi


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della degenerazione culturale del grande vuoto sociale. Non è un caso se il modello del rinnovamento è rappresentato dalla figura di Mr.Man. I valori dell’umanità sono sbiaditi a tal punto da essere oramai riconosciuti soltanto come Alieni. In questo lavoro il racconto del declino dell’uomo è centrale. Dieci tracce ripercorreranno la “Stranissima Storia del Signor Uomo”, unico esemplare rimasto, la cui immagine agli occhi degli altri appare come quella di un verde extraterrestre grigio. Soltanto i bambini, riconosceranno in lui il valore supremo

da “salvare” per recuperare la naturalezza di un Tempo. Concretamente, cosa vorreste suscitare nelle persone che vi ascoltano? Arrivare all’introspezione, alla riflessione personale. Che venga colto un messaggio di attenzione verso un bene collettivo e supremo in un momento

dove la sovrabbondanza di informazioni e di stimoli non ti concede lo spazio di fermarti un momento a pensare. Mr.Man va salvato. Questa la nostra missione allegorica: recuperare, mettendoli al sicuro, i nostri valori perduti. Alessia Mangiapane

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Nuova bibita tutta naturale di ultima generazione: Rebootizer® lotta efficacemente contro gli effetti nefasti dell’eccessivo uso di alcool e cibo. Si chiama Rebootizer ed è lo realizzata con estratti secchi di non l’ha bevuto, ripetendo il shaker antisbornia del terzo test, ha lo stesso livello alcoolico. frutta e piante al 100% naturali. millennio. Permette di lottare Per consumarla è necessario Niente male. contro tutti gli effetti sfortunati premere la bustina e poi scuoIn Italia è distribuito in esclusiva dovuti all’eccessivo consumo di terla energicamente per qualche su tutto il territorio nazionale dalla cibo e di alcolici, espellendo le Società G.V.G. DISTRIBUZIONE S.r.l secondo. Questo permette di materie indesiderate in soli 45 riunire l’acqua filtrata alla polvere. di Lamezia Terme (Cz), che conta minuti. E’ un po’ la tisana della Poi non resta che strappare il tap- due piattaforme logistiche dislononna rivisitata, con un gusto di po e bere. Facciamo un esempio: cate a Macerata e in provincia di the che tende leggermente alla cena a base di tre antipasti, primo, Bergamo. Rebootizer è già in venliquirizia. Solitamente l’organismo secondo, dolce, 5 bicchieri di dita in bar, pub, discoteche, hotel, impiega diverse ore per eliminare vino da 10-15 ml, caffè e cognac. ristoranti, e farmacie e già più di l’eccesso di cibo e alcolici. Grazie Soffiando dentro l’alcoltest (di dieci milioni di persone in tutto il a questa bibita, si permette al mondo hanno provato e testato farmacia), il livello di alcool è corpo di metabolizzare tutto più superiore ai limiti di legge (>0,50 gli effetti positivi. Stappa e bevi, velocemente, con un composto grammi/litro). Si beve Rebootizer® e il gioco è fatto! Rebootizer® e totalmente naturale E’ una e dopo 45 minuti il valore scende bevi…responsabilmente… “alibibita”, un alimento da bere, a 0,30 grammi/litro, mentre chi tel: +39 0968 23397 LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Dance & Live

tEMPO DI FEstiVAL “Evviva l’estate!” urla la folla,” è arrivata la stagione più bella, più divertente!”, “ saremo pieni di cose da fare, di feste, di parties, di situazioni interessanti e gente particolare, eventi mondani, aperitivi in spiaggia, parei colorati!”, “tutti amici, tutti fratelli!”. il cazzo. Pioggia, vento, freddo, tornadi, mutande di lana urticanti. L’estate del paese è caratterizzata dai festival, ad ogni angolo ne spuntano come funghi, rock week qua, reggae fest la, canzoni dei puffi jammin festival. Che volete che vi dica, ci adatteremo. Le caratteristiche comuni di tutte queste manifestazioni sono tante e quella che più mi mette in difficoltà è la birra media sul bicchiere di plastica, leggero e fragile come un cristallo. Di quelli che schiacci e diventa ovale, strumento studiato appositamente per non poter bere camminando, a meno che non vi piaccia inalare liquidi. Recentemente me ne sono stato a sniffare birra al Tam Tam Festival di Mira, in provincia di Venezia, ho affittato una zanzara da cavalcare e mi sono fatto un bel giro tra le bancarelle. Continuo a chiedermi come possa essere possibile che il mercato dei pantaloni in canapa non sia ancora saturo, sarà mica che si possono fumare? Sono 27

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KELLY CHEN CONCERT 08 - Wayne Zhou

Continuo a chiedermi come possa essere possibile che il mercato dei pantaloni in canapa non sia ancora saturo, sarà mica che si possono fumare? anni che i festival mi propongono nell’ordine: stand che vende artigianato africano prodotto nel migliore dei casi a Provaglio Val Sabbia, stand di libri new age che insegnano a come vivere la vita ed ad avere una attività intestinale regolare, stand che propone tutto il necessario per diventare il Dr. Gonzo, o il suo avvocato se preferite, avvertendoti che se nel caso ti dovesse fermare la polizia devi dire che i funghi secchi che hai in tasca sono fatti per profumare ambienti, e quel bongo che ti esce dal finestrino è una lampada indiana. Ospite musicale della serata erano i bolognesi Offlaga Disco Pax, nome che non imparerò mai per scelta, ma che dal vivo hanno regalato un piacevole spettacolo, fatto

di buona musica, grandi testi, ironia e tanti wafer Tatranky per il pubblico. Li consiglio vivamente a tutti, a meno che non siate quel genere di persone che gira con il manganello del duce in macchina. Dimenticavo di dire una cosa importante sui festival, il capo di abbigliamento di rigore è la felpa, possibilmente con il cappuccio, meglio se accompagnata da un pantalone corto. Magicamente, quando aprite l’armadio prima di uscire, la vostra sola ed unica felpa, reminiscenza di una passata gioventù, si illumina, si fa vedere, vi chiama : “ ehi, ehi tu! Ci sono anche io! Per una sera non mettere la camicia da venditore di Tecnocasa, lasciati andare, usami! Tanto vai ad un festival, con la birra media nel bicchiere di plastica, gli stand africani di Provaglio Val Sabbia e i libri new age e i bonghi e quel gruppo con il nome difficilissimo! Non ti preoccupare, andrà tutto bene!”. Non resisterete e la metterete, come un anno prima e quello prima ancora. Poi nella folla troverete il vostro collega di Tecnocasa, e sarà vestito come voi, e allora abbracci, risate e cori da stadio. Una grande famiglia riunita. Andrea Gatti


Dance & Live MoveOut

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LugLiO / AgOstO 2009 17 TESTATA DI CULTURA E INFORMAZIONE UNIVERSITARIA


MoveOut Play

EAZY sKANKERs TO THE FOUNDATION gENERE: REGGAE EtiCHEttA: JAHMEKYA MUSIC DistRiBuZiONE: JAHMEKYA MUSIC

DAtA: 15-06-2009

Dopo aver pubblicato tre EP esce il disco degli Eazy Skankers,attiva e rispettata band italiana con cantato in inglese (voce del co-fondatore Raphael Nkereuwen); i Nostri hanno fatto le cose in grande,registrando l’intero album presso i mitici Tuff Gong Studios e masterizzandolo nello Sterling Studios di New York, e il risultato si sente:”To The Foudation”, rispecchiando il titolo,è immerso totalmente in sonorità roots old school e presenta featuring di grande spessore come Michael Rose in “Cool Down” (big tune!), Lutah Fyah in “Don’t Let Dem Cry” dove entrambe le parti vocali lasciano il segno e e la combination con Perfect in “Hard Is The Way” che con il suo timbro tagliente spezza sapientemente la melodia soul di Raphael. Tutte le tracce sono prodotte e arrangiate da Eazy Skankers (firmate Andrea Bottaro, bassista e co-fondatore), il sax e le trombe sono di Marco Abramo (big up!). Il disco scorre piacevolmente mantenendo sempre la sua freschezza , con un attitudine roots tradizionale, una conferma che questa attitudine di fare reggae sta ritornando in auge in molti artisti e band (si pensi a Sizzla,il nuovo album di Alborosie. Raymond Wright, Ritchie Spice etc.) e gli Eazy Skankers con “To The Foundation” realizzano un album che esula dai confini Italici e che si proietta in una dimensione internazionale, pronto a fare da colonna sonora a questa caldissima estate! Michele I.

RAYMOND WRigHt MANY AS ONE gENERE: RAGGAE EtiCHEttA: JAHMEKYA MUSIC DistRiBuZiONE: SELF

DAtA: 17-07-2009

Primo disco ufficiale di Raymond Wright, (già nel gruppo di lavoro dell’etichetta di Beenie Man, la Shocking Vibes) dopo innumerevoli singoli e concerti con i big della scena Jamaicana, che esce per Pow Pow Productions, storica etchetta Tedesca. “Many As One” è un album di ottima fattura, con sonorità new roots e Lovers Reggae caratterizzato dalla grande voce soul del Nostro da molti paragonato non a caso a Beres Hammond e Glen Washington. Proprio con queste vibes parte “Better Place” e Wright si presenta al mondo intero come l’erede dei singers soul reggae più affermati con una interpretazione vocale che non ha bisogno di commenti; sulla stessa linea “Lover Divine” (ma il riddim spinge di più). “Hand That Feed You” è meno soul ma guadagna fascino per gli amanti del new roots. Spirituali e maestose sono “Gideon” (arrangiamenti di fiati super!) e “King James”che si sviluppa su un riddim hip-hop dalle sonorità molto europee. Il pezzo che da il titolo all’album torna a mettere in primo piano la voce marcatamente soul dell’artista Jamaicano, scelta che continuerà a prevalere fino alla fine del disco a volte con accenti più lovers come in “Hey There Lady” altre più mistiche (quasi gospel) come “Carry On”. Da menzionare (per cronoca e per rispetto) i featuring di Roach su “First Choice” e l’ottimo Fitta Warrior su “Pay The Price”. Bel risultato finale per questo artista jamaicano che, trasferitosi a Colonia, collabora con una delle realtà reggae migliori d’ Europa come il Pow Pow; sicuramente più adatto all’ ascolto che ad infuocare le dance halls ma questo, per noi appassionati, non è mai stata una discriminante… Michele I.

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Play MoveOut

MEtHODMAN & REDMAN BLACKOUT!2 gENERE: HIP-HOP

EtiCHEttA: DEF-JAM

DAtA: 19-05-2009

DistRiBuZiONE: UNIVERSAL

17 tracce, molti featurings...album totalmente riuscito, quello di MethodMad & Redman con il loro secondo blackout! Un sound fresco, bassi distorti e potenti, battuta hip-hop con quelle belle casse (in traccie completamente sfondate!), melodie intermezzate da soluzioni ritmiche interessanti, che sfiorano a volte (come in “city lights”) quelle della dance, con l’utilizzo dello sfruttatissimo autotune. Ma facciamo un passo indietro, per i neofiti dell’Hip-Hop. MethodMan & Redman sono un duo Hip-hop, incontratosi nel 1995 in un sessione di registrazione di “Got My Mind Made Up” (2Pac). Le loro “battaglie di freestyle” agli “Yo! MTV Raps”, li hanno condotti alla produzione di molte traccie. Finalmente il loro primo lavoro nel 1999: Blackout! Per la Def Jam. Nel 2001 interpretano “How High”, e finalmente quest’anno torna il secondo appuntamento con Backout!. Molti i featuring, Keith Murray, Bun B, Tanisha Green, Michelle Pinckney & Ready Roc, Raekwon & Ghostface Killah, Poo Bear, Melanie Rutherford. Ci sono proprio tutti gli elementi di un gran bel disco hip-hop, da interessare finalmente anche quelli che “...il Rap proprio no!”. Pezzi propri da dancefloor (“I’m A Dope Nigga”, “City Light”, “How Bout Dat”,”I Know Sumptn”), alternati a brani con un sound “da Cocktail party” (“A-Yo”, “Mrs. International”, “Dis iz 4 all my smokers”). Un disco ben prodotto, mai noioso, bei suoni. Da non perdere. Guido M.

VV.AA DEEJAY TIME “THE PARTY ONE” SESSION TWO gENERE: HIP-HOP

EtiCHEttA: TIME

DAtA: 26-06-2009

DistRiBuZiONE: SELF

Direttamente dalle piste dei più grandi club Italiani, la crew di Radio Deejay presenta “Deejay Time The party one: session Two”. Albertino presenta. Doppio Cd, selezione eccellente, sicuramente per scelte di “Flow” on “the dancefloor”. Ritmo sempre sostenuto, elettronica sperimentale (neanche troppo), funky, club-house. Forse quello che colpisce ad un primo ascolto è proprio la selezione, non per “Drum loops” ma per tipologia di suoni. Sono presenti “Arieti” come Bob Sinclair feat Master Gee & Wonder Mike (quel suono per me è un po’ troppo Atari, non sono ancora tornato a quella moda, ma piace), Richard Grey con “One more time” (stesso suono ma per “Duft Punk”, si può anche soprassedere), JoeyNegro con “Ride The rhythm”, nel primo, Faithless feat. Cass Fox, Fat Boy Slim, Mark Knight nel secondo . Bassi potenti ed ipnotici, come quello di Cevin Fisher in “The Freaks Come Out 2009” o in Kraak & Smaak feat Ben Westbeech in “Squeeze me”. Lasciano spazio a brani più melodici come quello di Hatiras feat Mc Flipside con “Open your Eyes”, non rinunciando a stacchi decisi con suoni “elastici” e dissonnanti. Dj Discipline & Dru Hepkins con “When I Die”, a mio avviso l’apice del primo disco; anche solo per l’idea di trasformare il suono ( e la funzione) di un Tom di una batteria vintage in un suono portante alternato ad una bella melodia. Più propriamente “Techno” il secondo disco, più sperimentale, ipnotico: di più difficile ascolto. (almeno nella prima parte) “Flash Gordon” meet Hi Fi (versus Dave Darrel), al settimo brano, e ancora Steve Angello con “Isabel”, Mike Dunn pres. The MD X-SPress, L.B.G. Juan Kidd & Felix Baumgartner feat Lisa Millet. Un disco da ascoltare con almeno 2000W. Guido M. LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Play

ALBERtO stYLOO INFECTIVE gENERE: ELECTRO POP

EtiCHEttA: DISCIPLINE

DAtA: 29-05-2009

DistRiBuZiONE: VENUS

Premessa: stiamo parlando di Alberto Styloo, un guru della italodance ’80 e 90’ (ai tempi era solo Styloo), che ha collezionato una serie di hits, “Pretty Face” e “Miss You” su tutte, che tuttora vengono trasmesse e ballate dalle radio e dalle discoteche di mezzo mondo … poi è sparito; ed ora ricompare con questo nuovo lavoro “Infective”. Complici l’amico di vecchia data Garbo e Luca Urbani (già Soerba e Zerouno), con i quali Alberto ha ricostituito l’etichetta Discipline. Ora parliamo di “Infective”; dice Styloo: “Da ragazzino, leggendo i vari magazine musicali e seguendo le gesta di quelli che erano i miei “eroi” (Bowie, Lou Reed, etc.), riscontravo sovente che la loro musica veniva definita “malata”. Quando ho iniziato a pensare a questo album, mi resi conto che la mia musica era involontariamente imparentata proprio con quella di quei miti e ho pensato: “sarà anche questa musica malata? Quindi è infettiva!”. “Infective” è un disco … molto semplicemente bello, ritmi pulsanti e sonorità e melodie di alta qualità e testi in inglese, traendo ispirazione da tutti quegli artisti che lo hanno sempre influenzato, ma allo stesso tempo andando oltre (e questo l’ho capito non proprio subito al primo ascolto). Devo dire che in effetti non sono sorpreso, che Styloo sia riuscito a tirare fuori un album così emozionante, provate ad ascoltare …anzi a “sentire” brani come “Criminal world” o “Blackice” solo per citarne un paio. E per ultimo un occhio alla lista delle collaborazioni più che notevole, in questo “Infective”: oltre ai già citati Garbo e Luca Urbani, Georgeanne Kalweit, Andy (Bluvertigo), A Kid In Trouble, Hellzapop, Elisabetta Fadini, Gianni Cicogna, Angelo Bellandi (Ovophonic), Rino Scarcelli, Andrea Soldani, Stefano Celti, Matteo Agosti, Claude Borroni. PIT

OttODiX LE NOTTI DI OZ gENERE: ELECTRO POP

EtiCHEttA: TOP MUSIC RECORDS

DAtA: 20-03-2009

DistRiBuZiONE: SELF

Ottodix è lo pseudonimo di Alessandro Zannier e “Le notti di oz” è il suo terzo album di ispirazione contemporaneamente teatrale e pop. Anzi electro-pop. Ispirazione teatrale?!? … in che senso? Rispondo con le parole dello stesso Alessandro Zannier: “Sono partito con l’intento di fare un disco di puro elettro pop prendendo rumori, suoni elettronici distorti, mischiandoli con arie da grandi orchestre stile Debussy, violini, carillons, xilofoni, in un soundtrack tra passato e futuro, per parlare del presente. Durante i lavori è nato parallelamente il soggetto teatrale “Le Notti Di OZ – Il sogno di un avatar”, riassunto nel booklet del cd sotto forma di filastrocca, in cui i molti personaggi che popolano le canzoni acquistano un’altra dimensione e vivono una loro storia vera e propria in una città virtuale tra fiaba e incubo”. Non mi piace molto semplificare, e dichiarare che un artista me ne ricorda un altro, magari con più fama e album e storia alle spalle…però in questo caso lo farò lo stesso. Ottodix mi ricorda lo stile di artisti come Depeche Mode, Massive Attack, e Garbo (con il quale fra parentesi Alessandro Zannier ha intrecciato una interessante e preziosa collaborazione)…e ovviamente lo dico come elogio, perché “Le notti di Oz” non manca di originalità nè tantomeno di identità…anzi, direi il contrario. E’ un disco bello, potente, i bassi pompano dentro arrangiamenti di tutto rispetto, come in “I-man” scelta giustamente come singolo, ma anche in “joker” e “fiore del male”. Segnalo le due bonus tracks, belle version di “nuovi frankenstein” con Madaski (Africa Unite) e “insonnia” con Georgeanne Kalweit. Peccato invece per i due pezzi strumentali…forse sono un po’ superficiale e so che troverò d’accordo con me pochi critici (ma forse molti più appassionati): sono noiosi, e non ho nessunissima voglia di ascoltarli una seconda volta. PIT

Se vuoi esprimere la tua opinione sui dischi recensiti, vai sul sito www.moveout.tv o scrivi a redazione@moveout.tv . 20

2009 LugLiO / AgOstO


Play MoveOut

JEt SHAKAROCK gENERE: ROCK

EtiCHEttA: ELEVEN SEVEN

DAtA: 04-09-2009

Salgo in macchina, sono molto stanco, parto. Inserisco il nuovo disco dei JET nel lettore e parte “Killed in Action”, volume a palla perché non ascolto mai la musica a basso volume (...meglio spenta...). A questo punto vengo pervaso da un’ondata di adrenalina, mi sveglio completamente. La sensazione di potenza che mi da la chimica rockettara dei Jet continua anche su “Beat on Repeat” e “She’s a Genius”. Poi parte anche la quarta traccia “Black Hearts (On Fire)”, e comincio a chiedermi: ma che disco hanno tirato fuori questi quattro ragazzi?!? è roba che scatena sensazioni forti. Ritmo, bassi che pompano, la voce trasuda grinta, raschia in gola, le elettriche mi nutrono di puro rock’n’roll. Con quattro milioni di dischi venduti ed un tour di apertura ai signori Rolling Stones nel curriculum, i quattro australiani sono arrivati al loro terzo album, dopo “Get Born” e il più intimista “Shine On”. Ma torniamo a “Shaka Rock”. Ci troverete dodici tracce, e delle prime quattro credo vi siate fatti un’idea. Di quel livello se ne trovano anche altre come “Walk” o la jaggersiana “Goodbye Hollywood”. Fin qui tutto bene, peccato che “Shaka Rock” cada su qualche pezzo un po’ leggero (cito tra tutti “Seventeen” “Let Me Out” ), con melodie troppo pop, che a mio parere non si adattano a questo disco. E poi, forse sono un po’ troppo tradizionalista su questo genere di album, forse perché sono cresciuto a forza di Stones, Ac-Dc, Hendrix e Zeppelin, però in “Shaka Rock”, come già nei due precedenti album mi mancano un po’ i soli di chitarra elettrica, quelli scatenati e cattivi . L’impressione generale è comunque molto positiva e in tutto l’album sono molti i brani di grande impatto, quelli che fai suonare quando vuoi esaltarti anche senza sostanze chimiche. PIT

www.dnbnoize.com www.dnbnoize.co.uk www.myspace.com/dnbnoize LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Cinema

Visioni

PELLiCOLA, ADDIO La sony e il circuito di sale americane AMC ne parlano per il 2012, l’anno agitato come para-apocalittico tra terrificanti tempeste solari e attese di indefiniti disvelamenti, seconda chance di attesa “messianica” visto il flop del millennium bug nell’Anno del signore 2000. Però, il lento ma inesorabile declino e caduta del 35 mm è già incominciato (sono ormai decenni che il 16 e l’8 mm sono stati trucidati dal Vhs, a sua volta pure lui un caro estinto da pochi anni, - e anche il CD e il Dvd qualche ansia cominciano ad averla insieme al Dv). Il nuovo conquistatore planetario delle sale si chiama 2K DCI ed è un sistema digitale competitivo con la pellicola da 35 mm e che conta su una definizione di 2048 x 1080 a 24 fotogrammi al secondo, come su pellicola (ma già sono pronte evoluzioni a 4K e 4096x2160, e oltre), inoltre è pensato pure per la stereoscopia. Sviluppato da un pool di aziende del settore inclusi gli stessi fabbricanti di pellicole, come Technicolor e Kodak oltre ai major studios hollywoodiani Disney, Fox, MGM, Paramount, La Full HD casalinga è di pochissimo inferiore al Digital Cinema contando sulla risoluzione di 1920x1080i: quest’ultimo dato per i modelli più evoluti diventa 1080p e spesso con l’opzione 24 fotogrammi, anziché 25 che è lo standard televisivo in Europa: in altre parole se la pellicola è al suo crepuscolo, il modello referenziale rimane comunque il suo.

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Sony, Universal, Warner e Dolby, non è una rarità come l’ IMAX, e ormai sta raggiungendo anche piccole città di provincia come Tortona, Omegna (tra i non pochi centri già collegati tramite satellite per eventi in diretta come prime operistiche ed eventi di rilievo). Soprattutto la programmazione attinge ai titoli della distribuzione corrente stagionale, oltre e ripescare poco per volta “pellicole” (ormai non più “pellicole”) gloriose del passato, distribuita su supporto ottico tipo dvd, o su Hard Disk o ancora trasmesso da satellite, e visualizzato da speciali proiettori digitali (celebri i Christie, ma sono in corsa anche i Barco, i Nec, i Sony). Rende le operazioni estremamente semplici per il personale di sala, riducibile anche ad una sola persona, con manutenzione e assistenza tele-monitorata 24x7, ed elimina i costi, elevati, e la gestione ingombrante delle “pizze” di pellicola, montaggi e smontaggi su bobine, ecc. Meno costi per la produzione,

sistemi blindati per la codificazione anti-pirateria; mentre per i distributori che non devono stampare e gestire le copie è un risparmio enorme, per la sale è un investimento pesante di circa 150.000 euro. La struttura Digima, non è la sola, conta di avere in tre anni un circuito di 200 sale. E per lo spettatore ? A parte per i film in 3D (a luglio arriva L’era glaciale – 3), e la qualità costante delle proiezioni, potrebbe anche non accorgersi della novità. Non sarebbe la prima volta. PierMario Mignone


Cinema MoveOut

Re-Visioni

iL gAttOPARDO di Luchino Visconti, con Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Paolo stoppa. (italia/ Francia, 1963) Palma d’oro a Cannes 1963 Sicilia, 1860: le mille camicie rosse di Garibaldi mandate dal governo piemontese sono sbarcate sull’isola borbonica e gradualmente la conquistano. Il Principe Don Fabrizio di Salina, dopo che suo nipote Tancredi si è arruolato volontario nelle truppe piemontesi, durante il plebiscito nel suo feudo di Donnafugata vota per l’annessione della Sicilia al trono sabaudo nel nascente Stato d’Italia. Percependo il cambiamento dei tempi, si dichiara favorevole al fidanzamento di suo nipote con Angelica, la bella figlia del rozzo proprietario terriero e arrampicatore sociale Don Calogero Sedara, ma non accetta l’offerta di un seggio da senatore nel Parlamento, espressione del nuovo ordine sociale. Nel corso di un grande ballo dell’aristocrazia, tuttavia, in un crescente isolamento sente che quel mondo è inevitabilmente in declino, un sentimento che reca preannunci di morte. Impropriamente, ma neanche troppo, definito come il Via col vento italiano, tratta di un momento nodale nella formazione dell’unità d’Italia con una sottile critica al trasformismo della classe politica che nasconde un sostanziale immobilismo, condensata nella celebre asserzione per cui “qualcosa doveva cambiare perché tutto

restasse com’era prima”. Il disincantato e malinconico pessimismo del Principe è qui, quando considera che “noi fummo i gattopardi, i leoni, chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene …” La lunga sequenza del ballo, un vero film nel film accompagnato da un valzer di Verdi inedito, è un esempio unico di coincidenza tra spettacolarità della visione coreografica con le sottili notazioni psicologiche dei partecipanti che accentuano il contrasto tra le ostentate formalità degli aristocratici e l’intima percezione di morte La prima stesura del romanzo di tomasi di Lampedusa non fu accettata dalla Mondadori nel 1956 e la stessa stesura definitiva viene rifiutata da Einaudi, pochi giorni prima della morte dello scrittore nel 1957: in entrambi i casi avevano pesato le riserve formulate da Elio Vittorini. tramite giorgio Bassani, il romanzo fu pubblicato nel 1958 dalla Feltrinelli, e fu la sua fortuna.

IL GATTOPARDO (1962) Luchino Visconti Wiesław Wałkuski1987

da parte del Principe. Un team di sceneggiatori di rango è riuscito a mantenere lo spirito scettico e di rimpianto del narratore Tomasi di Lampedusa. Sfarzoso e rigoroso nell’impianto scenografico, magistrale nella sontuosa e ariosa fotografia di Giuseppe Rotunno dai colori intensi e saturi, e nella fascinosa musica di Nino Rota, conta su un cast di attori di straordinaria efficacia che ne fanno uno dei film più memorabili mai realizzati in Italia da uno dei suoi più grandi maestri del cinema. Disponibile in Dvd edizione restaurata, due dischi, Medusa, € 32

PierMario Mignone LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Cinema

Percorsi VOL 3

L’ANDARE E L’ALTROVE Frammenti di storia e leggenda, mito e utopia nel cinema di viaggio. Gli spazi europei di molto ridotti rispetto a quelli americani, privi soprattutto dei suoli desertici, non hanno alimentato il mito errabondo di chi va, se non per riflesso di ritorno: Wim Wenders, affascinato dal road movie americano, rielabora la fenomenologia del viaggio come rivisitazione delle origini nella trilogia di Alice nelle città, Falso movimento e Nel corso del tempo per poi concludersi nel topos originario americano di Paris, Texas sull’impossibilità del ritorno al passato in cui tutto è distante da tutto: gli anni ’80 sono stati segnati dall’errare senza fine di eroi senza futuro, da Domani accadrà di Luchetti a Senza tetto nè legge di Agnès Varda. Prima e dopo, percorsi risolutori di solidarietà: l’amicizia virile di due outcast in una frontiera a ritroso da ovest ad est, che si antepone a un sogno da tempo coltivato e condiviso in Lo spaventapasseri (1973) di Jerry Schatzberg, la riconciliazione di due fratelli dopo un viaggio di avvicinamento che è metafora dell’America e della vita in Una storia vera (1999) di David Lynch o la ricerca delle proprie origini europee e familiari di Ogni cosa è illuminata (2005) di Liev Schreiber. I Grand Tour del passato, oggi

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viaggi di iniziazione a segnare la fine di un’età o il passaggio ad altra condizione, si sono incasellati nella generale routine delle vacanze, ma non hanno perso del tutto il loro fascino. Era un grand tour il delizioso e raffinato Camera con vista (1985) di James Ivory, scoperta estasiata della terra di Toscana da parte di una delicata inglesina che ne uscirà trasformata e più libera. Viaggio come inquietudine del trapasso ai limiti dall’età adolescenziale in Stand By Me (1986) di Rob Reiner o viaggio di addio alla giovinezza, tra la fine del college e la chiamata traumatica per il Viet-nam in Fandango (1985) di Kevin Reynolds, e nei quali lo sconvolgimento emozionale produce un tracciato psicanalitico e una ricerca della propria identità. Con esito tragico per un destino avverso in Titanic (1997) di James Cameron che lo assorbe e dilata nella grandiosità (melo)drammatica di un evento epocale, o in quello più quotidiano e banale in un’Italia vacanzaiola che corre sbruffonata sulle autostrade semideserte, inconsapevole e irresponsabile: Il sorpasso (1961) di Dino Risi. Miglior sorte toccherà più tardi ai due amici del tour vinicolo-esistenziale di Sideways

(2005) di Alexander Payne. Anche il viaggio come esodo non è relegato al passato, anzi si ripropone con maggiore evidenza icastica per la visualizzazione che ne danno i media. Di impressionanti dimensioni bibliche sono le immagini della nave stracarica di emigranti albanesi verso l’Italia che Gianni Amelio ci dà in Lamerica (1994), tremenda la fuga clandestina dal Pakistan a Londra come animali braccati dei giovani protagonisti di Cose di questo mondo (2002) di Michael Winterbottom, con una telecamera che li segue in diretta anche nello strazio claustrofobico e mortale del camion chiuso. Mentre, prima di La generazione rubata (2003) di Philip Noyce quasi ignoravamo la condizione delle bambine aborigene da padre bianco strappate alle loro madri: le centinaia di miglia a piedi in fuga attraverso l’outback australiano di due di loro per ritornare a casa sono di una eloquenza unica. (continua) PierMario Mignone


Popoli

Cinema MoveOut

VOL 3

iL CINEMA isRAELiANO, QUI E ORA La terra promessa, i traumi, la memoria Tra i miti più coltivati e spesso tra i più disattesi: legato ad aspettative e migrazioni, persiste nella memoria, ma contrasta con il reale. Amos Gitai, nel suo Terra promessa (2004) ne capovolge addirittura il senso, diventando come già in Free Zone, terra di scambio tra arabi ed ebrei nel segno del denaro e di loschi affari. E’ la tratta delle bianche, donne dell’est che, clandestine, attraversano il deserto del Sinai per disperdersi in centri di intrattenimento e prostituzione di un mondo laicizzato. Terra maledetta, di nuova schiavitù ma di biblica negazione: l’iniziale suggestione esotica di cammelli a passo ieratico sullo sfondo di dune e luna piena, viene infine smentita dal kamikaze che fa saltare in aria la casa di appuntamenti e, paradossalmente, offre occasione di fuga e liberazione alle sopravvissute. Crede nella terra promessa Schlomo, il bambino etiope che la madre spaccia per etnia falasha

perché il Mossad lo possa trasferire in Israele, colpa “originale” di una bugia per la sopravvivenza: è in Vai e vivrai di Radu Mihaileanu (2005), una coproduzione europea come gran parte dei film israeliani. Crisi di identità, trauma della guerra fratricida, trasferimento a Parigi per poi ritornare in Africa come medico nei campi profughi. Solo il padre putativo non vuole lasciare il paese che ha accolto Schlomo: “Chi rimarrà qui? Chi voterà per la pace?”. Per chi rimane, l’inquietudine persiste, come nei giovani erratici di Qualcuno con cui correre di Oded Davidoff (2006) da un romanzo di David Grossman: in fuga dalle famiglie e con unico riferimento la musica, un adolescente guidato da un labrador ne cerca la padroncina, ragazza dura e autarchica a sua volta alla ricerca del fratello tossico nell’ underground di una Gerusalemme che non ha più nulla di sacro ma che è decomposta dalla droga e dalla violenza malavitosa. Inquietudini e turbamenti che serpeggiano anche nella classe media di Meduse di Etgar Keret e Shira Geffen (2007) che nell’odierna Tel Aviv, città moderna e antitetica a Gerusalemme, mette insieme tre storie incrociandole sul piano della cronaca, della memoria, del sogno: personaggi vulnerabili ma anche irritanti come le meduse. Tra le disavventure nuziali in cui la sposa si rompe una gamba e la badante filippina lontana dal figlio, specialmente indicativa è la storia di

Batya, ragazza rimasta sola che porta con sé sul lavoro presso un ristorante una misteriosa bambina dai capelli rossi trovata sulla spiaggia. L’affiorare a mosaico di traumi irrisolti attraverso figure simboliche o frammenti inesplorati del proprio vissuto acquisisce valenza ansiogena che può portare a sbocchi chiarificatori e, sia pur drammaticamente, liberanti. Valzer con Bashir di Ari Folman (2008) è oltre ogni dubbio uno dei risultati più alti, per scelta stilistica, - l’animazione “solarizzata”-, e tensione tematica, - traumi di guerra -, mai raggiunti dal cinema israeliano sinora. Il viaggio psicanalitico del soldato che ha rimosso il ricordo della strage di Sabra e Shatila è un’ insopprimibile urgenza morale per far riemergere dalla memoria e riassemblare quei tragici eventi distorti da un senso di colpa che è personale e collettivo. (fine) PierMario Mignone

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MoveOut Cinema

NOtORiOus B.I.G. di george tillman jr., con Jamal Woolard, Derek Luke, Angela Bassett; usa, 2009; nelle sale italiane dal 17 luglio C’era una volta un ragazzino di colore che negli anni ’80 abitava con la madre a Bedford Stuyvesant, New York (dove Spike Lee aveva girato alcuni dei suoi primi film). Qualche coetanea lo definiva “grasso, nero e brutto”, ma lui sapeva anche essere bravo nella scuola cattolica che frequentava. Poi, per sentirsi grande e importante, incominciò a spacciare crack e la madre lo cacciò di casa. Aveva orecchio per i ritmi musicali e l’accoppiata verbale, li metteva insieme con grinta e convinzione: se ne accorse Sean “Puffy” Combs, il boss del rap, e Christopher Wallace divenne di colpo il rapper più famoso ed osannato col nome di “Notorious

di apprezzare la compagnia di Lil’ Kim, e la coesistenza non è facile. Anche perchè si sommano le guerre tra imprenditori discografici, amici o concorrenti, e il confronto, violento, tra gli esponenti rap della west coast e quelli della east coast, con esiti drammatici. A cercare di ancorare “Biggie” c’è la madre (una sempre stilosa Angela Bassett), che si troverà a lottare anche contro il cancro. C’è pure lei tra i produttori del film, il chè spiega la descrizione un po’ bonacciona e addomesticata, non rabbiosa e urticante come quella di Eminem in 8 Mile, di un personaggio con una sua grandezza, a suo modo non dimensionabile e segnato da un tocco tragico.

al suo amico e poi rivale Tupac Shakur, a Las Vegas: se il rap scatena tali reazioni… Il biopic di George Tillman jr (Men of Honor) è articolato su dei flash-back: inizia con frammenti della sparatoria finale, ritorna all’infanzia a Brooklyn nel 1983 per poi procedere piuttosto cronologicamente senza escludere i due anni di carcere di Biggie all’inizio degli anni ’90, e concludersi con il trionfo popolare durante i funerali. Presentato fuori concorso a Berlino 2009, ha ottenuto un

B.I.G.” (perché era già big prima di diventare great, non senza un richiamo al Mac Meal). Diventato una vera icona trionfante della cultura afro-americana, circondato dalle donne, si trovò “con più soldi, ma anche con più problemi”. Pur avendo Jan, una compagna che gli ha dato una figlia, non esita a sposare la bionda cantante Faith, il chè non gli impedisce neanche

Aveva pubblicato il suo primo album dal titolo cassandrico, Ready To Die, ed era già pronto il secondo, in tono con il primo, Life After Death: lo stava promuovendo a Los Angeles quando il 9 marzo 1997 gli spararono in macchina. Aveva 24 anni, in pieno “rise” senza preannunci di “fall”: fu la fine dell’uomo e l’inizio del culto sulla scena hip-hop. L’anno prima era toccato

buon riscontro nella programmazione americana. Tradizionale nella narrazione, montaggio svelto e buona fotografia, sia pur “corretto” nello spirito del rap trasgressivo, è illustrativo come storia umana di un artista del nostro tempo, meglio apprezzabile, grazie a i buoni e numerosi “pezzi” musicali, dai cultori del genere. PierMario Mignone

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Events MoveOut

EDIZIONI

LOCALi

LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Cinema

MoveOut Party MoveOut party, gli eventi firmati MoveOut. Un nuovo format di evento, coinvolgente, multimediale, unico. Musica, scenografia, tecnologia, location, organizzazione, promozione: questi i punti cardine dei MoveOut Party. Realizzare un MoveOut party è facile. Contatta la redazione: due art director verranno a fare un sopralluogo direttamente nella Tua Location e a presentarTi il progetto nei particolari, per poi svilupparlo e costruirlo su misura. Un’opportunità, un’occasione per conoscere persone, un nuovo modo di fare “business”, un modo nuovo di divertirsi!

info@moveout.tv Guido + 39 347 6006099 26

2009 GIUGNO


Cities MoveOut

Compila Calendario e agenda Sei sei un locale o un promoter inserisci tutti i Tuoi eventi (compresi i poster) nel calendario di Move Out free magazine

Step 1

Vai su “www.moveout.tv” e clicca “Aggiungi un evento”

Step 2

Inserisci il login e la password o crea un Tuo personale account

Step 3

Puoi modificare il Tuo profilo, inserendo foto del Tuo locale, servizi offerti, comunicazioni, eventi e serate speciali.

Entro il 17 di ogni mese, si genererà automaticamente il calendario del Tuo locale, che uscirà con l’edizione di Move Out free magazine del mese successivo. Approfitta dell’opportunità (gratuita) di promuovere i Tuoi eventi e il Tuo locale! * Il servizio offerto è TOTALMENTE gratuito ed è puramente informativo per i lettori di Move Out free magazine e i visitatori di MoveOut.tv. La redazione si riserva di non pubblicare eventi e/o poster inseriti nel proprio profilo se non considerati idonei o per ragioni di impaginazione.

www.moveout.tv LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Special Cities

iNtERVistA

BuNNA

Move Out ha incontrato Bunna, al Novecento di Asti, davanti ad un Mojito, insieme a Dj Vale. un gran bell’aperitivo, in quella serata calda, forse fin troppo. Erano in tanti nel dehors, molti sparsi in strada sorseggiando drink, o attaccati al “collo di una birra”. guido M: Ciao Bunna come va? Bunna: Ciao tutto bene! Devo dire che le situazioni come questa,mi piacciono molto! Mi piace la vicinanza ed il contatto con il pubblico, che può anche venire in consolle e chiedermi un pezzo che vorrebbe ascoltare.

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2009 LugLiO / AgOstO

gM: Arriva l’estate, arrivano i festival; gli Africa saranno impegnatissimi! B: Si, sicuramente l’estate è il momento dell’anno dove si fanno piu’ cose! Festivals,situazioni di piazza,tutte cose molto divertenti sia per il pubblico,sia per noi. D’estate si toccano delle zone che nella stagione fredda non sarebbe possibile. Il più delle volte,perche’ in certe zone non ci sono live clubs attivi, e quindi l’unica occasione per fare dei concerti,sono le situazioni all’aperto d’estate. Nello specifico, questa estate,non essendo riusciti a fare uscire il nuovo disco,ci limiteremo a fare un mini tour,un po’ selezionato, ed è nostra intenzione fare piu’ cose possibili all’estero. Con l’inverno prossimo ed il disco nuovo, cercheremo di arrivare, come sempre, ai nostri ”quasi” cento concerti nell’anno. gM: sei veramente impegnato sia con


Lifestyle MoveOut la Band che come “selecta”. Quali sono le tue situazioni musicali? B: Le mie attuali situazioni musicali sono queste: Gli Africa, prima di tutto, i dj set,ed inoltre, da un’anno a questa parte faccio anche un programma di reggae su Lifegate Radio. Il programma si chiama “Natural Mystic” e và in onda tutti i martedì dalle 22 alle 23. Una volta al mese,facciamo,invece, il programma live, da Torino, con gruppi ospiti e pubblico. Musica, e chiacchere! Piacevole! Tra l’altro a luglio faremo ben 2 appuntamenti live il 7 con gli Easy Skankers e il 21 con i Calipson. Tutto questo succederà all’Aqua ai Murazzi del Po! Passate a trovarci! gM: Ma toglimi una curiosità, come ti sei avvicinato al reggae? O meglio sei tu ad esserti avvicinato a questa cultura (forse sarebbe meglio dire filosofia) o qualcuno o l’ambiente in cui vivevi ti ha inevitabilmen-

Novecento Wine Bar - Asti

te segnato? Intenderei precisare che mi sono avvicinato al reggae in quanto musica, niente più! Tutto quello che circonda il fenomeno musicale non mi è mai interessato. Ho i dreadlocks perche mi piacciono esteticamente. La religione-filosofia Rastafari non mi è mai interessata, anche perchè penso che non sarei in grado di comprenderla. La conosco e la rispetto, tutto quì! Anche tut-

to l’immaginario legato solitamente al reggae non mi appartiene, l’erba ad esempio, non è nelle mie corde! gM: un altro mojito.....grazie. Quanta gente. E’ incredibile...non ti sembra che l’italia abbia bisogno di questi spazi, queste isole un po’ fuori dal circuito “mainstream”? Assolutamente si! Sono dell’idea, come già dicevo prima, che situazioni come queste riescono ad “avvicinare” pubblico ed artista. Cosa che chiaramente risulta impossibile durante i concerti. Poi, è chiaro che ognuno si pone a modo suo. Magari qualcuno preferisce “la distanza”,ama fare il divo, e quindi situazioni come questa non le affronterebbe mai. Ma, per fortuna, non è il mio caso. Quindi se volete ancora invitarmi a fare il dj, o anche solo a bere un’aperitivo con voi, sono sempre disponibile e molto contento di tornarci! ONE LOVE! gM: Ciao Bunna, ti lascio al microfono e alla consolle, così Enzo (gestore del Novecento) balla un pò! A presto. LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Lifestyle

tutti PAZZI PER

IL DOWNHiLL DA OLTRE 2.500 METRI DISCESE KAMIKAZE IN MOUNTAIN BIKE

Scoscesi pendii dissestati, dove schivare con la bici a grande velocità pini, baite, animali e qualche escursionista. Questa la nuova frontiera estrema in bicicletta, praticata da centinaia di adrenalinici biker giù dalle vette di mezza Europa.

siete totalmente FuORi? Mangiate pane e ADRENALiNA? Amate il rischio e sentire il cuore battere a MiLLE? Vi piace la VELOCitA’? Allora il DOWNHiLL è quello che fa per voi. Avete presente le ripide piste da sci coperte di neve contrassegnate di nero ovvero solo per esperti, nelle località sciistiche di mezza Italia? Ecco, la versione estiva, sono scoscesi pendii dissestati, dove schivare con la bici a grande velocità pini, baite, animali e qualche escursionista. Questa la nuova frontiera estrema in bicicletta, praticata da centinaia di adrenalinici biker giù dalle vette di mezza Europa. “Una competizione della mountain bike a cronometro individuale, completamente in discesa, su tracciati di differente

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2009 LugLiO / AgOstO

Nelle competizioni le velocità arrivano anche a superare gli 80 km/h con pendenze dissestate del 30%. Quindi ci và molto allenamento, una buona dose di sprezzo per il pericolo (e dei i propri arti) e un pizzico di fortuna che non guasta mai!


Lifestyle MoveOut grado di difficoltà e lunghezza fino a diversi chilometri”. Detta così sembra un’impresa semplice ma vista dal vivo dall’alto di una montagna è tutt’altro che “ordinaria amministrazione”. La nuova frontiera dello sport estremo in bici da montagna, rientra a pieno titolo nelle competizioni a livello nazionale e internazionale già dagli anni Novanta, ma sta ultimamente prendendo piede anche fra i giovanissimi e con le condizioni climatiche più assurde. Un’attività sportiva che è possibile praticare dai 7 anni in su, e che vede gente buttarsi in picchiata da ripide discese fino ad oltre sessant’anni di età. E’ quasi sicuramente la specialità più pazza e al contempo spettacolare della mountain bike. Per certi versi riprende quelli che sono alcuni dei principi alla base della nascita stessa del ciclismo fuoristrada, alla ricerca di evoluzioni altrimenti impossibili su due ruote. Nonostante sia destinato a “inclini alla follia”, il Downhill è inserito nel calendario UCI (Unione Ciclistica Internazionale) della Coppa del mondo fin dal 1993 ed è abbinato come località e date agli eventi di Dual slalom e Four-cross, e a volte anche di Cross country. Solitamente i mondiali si svolgono ogni anno tra la fine di giugno e la prima metà di settembre. Tra i ciclisti più importanti e conosciuti in questa disciplina, vanno segnalati i più recenti campioni di downhill Sam Hill e Gee

Atherton, Steve Peat e Greg Minnaar campione del 2008. Quelle da Downhill solitamente sono bici dal telaio molto robusto, bi ammortizzate e con escursioni alla ruota posteriore che vanno

E’ quasi sicuramente la specialità più pazza e al contempo spettacolare della mountain bike. Per certi versi riprende quelli che sono alcuni dei principi alla base della nascita stessa del ciclismo fuoristrada, alla ricerca di evoluzioni altrimenti impossibili su due ruote.

dai 170 ai 200 e oltre millimetri. I rider indossano delle protezioni molto robuste e caschi integrali in stile motocrossistico, ma anche con qualche protezione in più per ridurre il potenziale rischio, resta una disciplina da temerari. Nelle competizioni le velocità arrivano anche a superare gli 80 km/h con pendenze dissestate del 30%. Quindi ci và molto allenamento, una buona dose di sprezzo per il pericolo (e dei i propri arti) e un pizzico di fortuna che non guasta mai! Tutto deve essere preciso e accurato, soprattutto la bici. Quella moderna downhill deve essere leggera e agile per permettere accelerazioni e frenate più rapide, a volte si preferisce sacrificare la durata dei componenti privilegiandone il peso. La gara di discesa Downhill è sempre uno dei piatti forti dei Mondiali di Mtb, come è stato pure lo scorso anno in Val di Sole (Trentino), per la presenza di grandi campioni e di un percorso spettacolare, che cambiava ad ogni passaggio. La Val di Sole è oggi la patria del downhill, con emozionanti percorsi che è possibile sperimentare in esclusiva su nuovissime biciclette bi ammortizzate, messe a disposizione dalla società di rek della zona, ma sono decine le piste da sci su Alpi e Appennini trasformate in piste di downhill nel periodo estivo. Non resta che cercarle. E Buona Fortuna! Alessia Mangiapane

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MoveOut Girl

l r i

tatiana Bonacic Doric

é nata Santiago del Cile 33 anni fa, dopo un periodo vissuto in giro per il mondo dall’Avana a New York da Vienna al Cairo, si è fermata a Torino dove ha trovato l’amore. Ha frequentato con successo l’istituto di design dove si è laureata in architettura d’interni. L’influenza lasciata da questi paesi vissuti ha fatto si che il suo modo di vivere venisse influenzato da varie culture, colori e sapori, permettondole di essere originale e unica. Ama viaggiare, passeggiare col suo cane, cucinare e sperimentare sapori diversi. se vuoi diventare una MoveOut girl, invia le tue foto a: redazione@moveout.tv

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foto: I.com Multimeda /Joann a Tupta/

MoveOut Lifestyle


Lifestyle MoveOut

LAN PARTY

UN MONDO DI ViDEO GIOCHI iN RETE Venti ore consecutive senza mangiare, senza dormire, senza mai togliere gli occhi dal Pc. Ci si alza solo per andare al bagno e solo se è proprio indispensabile. Decine, centinaia, migliaia di computer collegati in rete. Decine, centinaia, migliaia di giovani e meno giovani con la passione per i giochi on line, che si ritrovano e si sfidano in tutto e per tutto. Questi sono i Lan Party, le mega Cyber feste dedicate ai videogiochi multiplayer. Lukas Roth - Lan Party 2007

Giocatori collegati con una rete locale nella quale si riuniscono per lo più portandosi il computer da casa e sfidandosi. Che siano radunati in poche decine in un cascinale con una rete “artigianale” e con una tenda piantata in giardino, o in centinaia di persone in postazioni elettroniche all’interno di palazzi da ExpoFiera, ogni luogo va bene per i “Cyber Impallinati”pronti a tutto pur di prendere parte e sfidarsi alle competizioni dei giochi più famosi. Ce n’è per tutti i gusti: dallo sparatutto con effetti speciali, al calcio, dai giochi di ruolo alle realtà alternative virtuali. Esistono LAN Party di varie dimensioni: da un minimo di 2 fino ad oltre 4mila persone. I più piccoli si formano spontaneamente, di solito nel fine settimana a casa di amici e a

qualsiasi ora del giorno o della notte. Se i partecipanti sono pochi, la tendenza è quella di giocare mappe (o livelli) pic-

Molti LAN durano giorni, per tutto un weekend o anche settimane. Qui si trova posto per dormire, lavarsi, cibarsi, luoghi sicuri dove riporre la propria attrezzatura, ascoltare musica a tutto volume e diventano occasioni per ritrovarsi e fare festa cole. Non è raro che i giocatori del LAN party si colleghino a un server on-line per giocare, spesso nella stessa squadra, contro altri utenti di internet. In questi casi la vicinanza fisica aiuta a parlare e a passarsi

informazioni e indicazioni sulla partita rendendo il lavoro di squadra più efficace e più coinvolgente. Ma chi fa LAN Party domestici, non manca certo ai Cyber raduni organizzati da sponsor commerciali, con il massimo della tecnologia e del confort. Molti LAN commerciali offrono diversi tornei di giochi di serie come Call Of Duty, Quake, Warcraft, Counter-Strike, Unreal Tournament, Battlefield e Doom, a volte mettendo in palio grossi premi per i vincitori. Dal materiale hardware come kit per l’overclocking, ventole, luci, schede video a computer interi. Molti LAN durano giorni, per tutto un weekend o anche settimane. Qui si trova posto per dormire, lavarsi, cibarsi, luoghi sicuri dove riporre la propria attrezzatura, ascoltare musica a tutto volume e divenLugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Lifestyle

Cocktail of the Month

drink

KiR ROYAL What: aperitivo How:

90% Champagne 10% creme de cassis Versare direttamente nel flûte Servire fresco. Generalmente senza guarnizioni, ma possibile con un lampone nero o ribes

Coc Where:

Bar, Cocktail Bar, Lounge Bar

Why:

E’ un apertivo di classe, elegante, estivo.

For Who:

Per gli amanti della bella vita, ma con stile, prima di una cena a lume di candela, o una cena di gala

Monnier Bourgogne & Champagne

Esistono LAN Party di varie dimensioni: da un minimo di 2 fino ad oltre 4mila persone.

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tano occasioni per ritrovarsi e fare festa, tornando a casa carichi di gadget. Spesso qui si ritrovano i Clan, gruppi di giocatori che partecipano sempre a giochi di squadra e si servono di queste adunate per incontrarsi o conoscersi. Quando giocano assieme in internet sono separati da centinaia di chilometri. Il loro obiettivo è quello di vincere tornei, di guadagnare posizioni nelle

classifiche o di conquistare un posto nelle Gaming League nazionali o internazionali come il CPL. Ci sono eventi regolari come “Quakecon” nei quali i migliori giocatori da tutto il modo competono tra loro. Anche se di solito è scoraggiato, i LAN Party sono l’occasione giusta anche per infrangere il copyright, scambiandosi copie di software, musica e film. La tentazione è troppo forte e talvolta mettono a disposizione server p2p. Un’occasione troppo ghiotta. C’è ancora chi crede che i VideoGames siano roba per bambini? Ctrl-alt-canc. Alessia Mangiapane


Lifestyle MoveOut

sEMiNA L’INSALATA

NELLA gRONDAiA ... SCEGLI BiOLOgiCO!

Certe volte si dice che la crisi fa bene all’economia perché taglia i rami morti, fortifica il morale, fa tornare in auge tante piccole buone abitudini risparmiose.

Sembra proprio che uno degli effetti di questa crisi interplanetaria sia il ritorno dell’economia domestica degli orti che spuntano sui balconi, nei salotti, negli appezzamenti vicino alle strade, e il prezzemolo prende il posto dei fiori decorativi, le piante di pomodoro si arrampicano al sesto piano dei palazzi, bene prezioso perché oltre che bello anche utile e buono. L’abitudine è estremamente diffusa e più ancora dopo che ha avuto come testimonial due donne di casa di eccezione, Michelle Obama e la regina Elisabetta. La Regina ha adibito un piccolo appezzamento di Buckingham Palace alle coltivazioni biologiche, soprannominato Yard Berd ,ovviamente non è lei a zappare la terra ma la cosa è comunque originale almeno quanto la storia che il figlio il Principe Carlo usi l’olio vegetale per far andare le sue Jaguar.

Orti che spuntano sui balconi, nei salotti, negli appezzamenti vicino alle strade, e il prezzemolo prende il posto dei fiori decorativi, le piante di pomodoro si arrampicano al sesto piano dei palazzi Michelle Obama non è da meno e comincia la guerra contro il Junk Food proprio

dalla casa Bianca dove ha allestito un orticello biologico, a testimonianza che la rivoluzione del cibo sano può cominciare! Negli stati uniti l’obesità ed i cibi ipercalorici sono una vera minaccia per il bene pubblico ed incentivare gli orti di quartiere, i prodotti a filiera corta e biologica è una vera dichiarazione di guerra a fast food e cibi ipercalorici. Broccoli, spinaci e pomodori contro salse, hamburger e patatine fritte! Anche l’Italia non è da meno LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Lifestyle

La Regina Elisabetta ha adibito un piccolo appezzamento di Buckingham Palace alle coltivazioni biologiche,ovviamente non è lei a zappare la terra ma la cosa è comunque originale almeno quanto la storia che il figlio il Principe Carlo usi l’olio vegetale per far andare le sue Jaguar. anche se non ci giungono notizie di orti presidenziali…molti decidono di tornare a fare la spesa al mercato o direttamente dal produttore, bypassando la grande distribuzione, molti decidono di trasformare un angolo del giardino o del salotto in un sano orto per essere sicuri di ciò che si mettono nel piatto e anche per il piacere di tornare un po’ alla terra. Jamie Olivier famosissimo chef inglese, autore di libri e conduttore di trasmissioni

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televisive dichiara di aver seminato patate in uno stivale di gomma, insalata in un sacchetto di plastica, fagioli in un secchio del mocio e rucola in una grondaia. Ogni sforzo per

avere preziose verdure sempre fresche ed appena colte. Esistono in commercio numerosi marchingegni in grado di trovare posto anche nel più moderno appartamento senza necessariamente fare ricorso a grondaie o stivali di gomma! Ad esempio esistono serre domestiche dotate di microclima ed umidità controllata, progettate da illustri architetti, sacchetti di carta speciale in cui fare crescere direttamente le piante, culture idroponiche, cioè con le radici immerse in acqua, tutto per garantire il basilico fresco per il pesto, sempre con stile e innovazione. Far tornare in contatto ciò che mangiamo con la nostra vita sembra essere una delle tendenze più in voga del momento, lasciando ad altri gli esotismi e le stranezze e concentrandosi sul poco spazio che la città ci ha lasciato, trasformandolo in un orto rigoglioso! Luigi Ferrando


Gay & Lesbian MoveOut

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MoveOut Cities

NuDisMO Libero !

QuAttRO PASSI PER L’itALiA FRA LE MIGLIORI Quale modo migliore per entrare a contatto con l’ambiente che ci circonda se non quello di immergersi tutti nudi nelle acque cristalline di solitarie calette, passeggiare su spiagge incontaminate, fare giochi erotici all’aperto o lungo un torrente di montagna?

In Italia, i Naturisti sono più di mezzo milione, in Europa 20 milioni. Ben altro che andare al mare “per mostrar le chiappe Chiare…”, ma un vero e proprio stile di vita, un approccio alla realtà a stretto contatto con la natura. Punto nodale di questa filosofia è l’uomo e la sua salute psico-fisica nel pieno rispetto dell’ambiente in cui vive.

“Si riconosce un Naturista Soprattutto quando è vestito”. Tom Operti

Una serie d’interazioni che coinvolgono anche l’alimentazione, i ritmi di lavoro e tutte quelle abitudini che definiamo “non salutari” Secondo la Federazione italiana del Naturismo in Europa ci sono circa 600 strutture naturiste fra campeggi e villaggi turistici oltre a numerosissime spiagge (230 solo in Spagna, 160 in Francia). Per chi vuole proseguire la ricerca del piacere nella sua completezza e puro divertimento in stile edonista i posti migliori restano all’estero. C’è l’Hedonism Jamaica, il paradiso

della trasgressione e del divertimento in uno dei posti più belli del mondo. Due villaggi naturisti sulle coste della Jamaica specializzati nell’ospitare adulti che desiderano divertirsi senza taboo. Saune, massaggi, escursioni in barca o cocktail a base di frutta prendendo il sole nudi al bordo di una delle piscine, socializzando con gli altri ospiti: tutte persone che sono lì per divertirsi. Altra tappa da non perdere è in

Per chi vuole proseguire la ricerca del piacere nella sua completezza e puro divertimento in stile edonista i posti migliori restano all’estero. C’è l’Hedonism Jamaica, il paradiso della trasgressione e del divertimento in uno dei posti più belli del mondo. Due villaggi naturisti sulle coste della Jamaica specializzati nell’ospitare adulti che desiderano divertirsi senza taboo.

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Cities MoveOut

sPiAggE NATURISTE DEL BEL PAEsE in Francia a Cap d’Agde, considerato come una delle migliori destinazioni naturiste del mondo. Villaggio in cui i naturisti possono fare tutto “come mamma li ha fatti”, incluso andare in banca, alle poste, al ristorante, in lavanderia o passeggiare sulla spiaggia, che è lunga quasi 6 chilometri. Francia a Cap d’Agde, considerato come una delle migliori destinazioni naturiste del mondo. Villaggio in cui i naturisti possono fare tutto “come mamma li ha fatti”, incluso andare in banca, alle poste, al ristorante, in lavanderia o passeggiare sulla spiaggia, che è lunga quasi 6 chilometri. In estate, la popolazione raggiunge anche i 40mila abitanti. Che il nudismo sia una novità o che siate un naturista da molto tempo, Cap d’Agde è il posto migliore per denudarsi. In Istria c’è il “Parco Naturista Koversada”. E’ il centro naturistico più conosciuto dell’intero Adriatico. Cinque chilometri di costa con una frequentatissima spiaggia sabbiosa, tanti ristoranti, una ricca offerta di sport, programmi d’animazione ed eventi di spettacolo. Anche l’Italia si difende bene. Spiagge tradizionalmente occupate dai naturisti sono un po’ ovunque. Tra Liguria, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia e Toscana sono oltre un centinaio. Particolarmente amata quella a San Vincenzo (Li), detta Nido dell’Aquila, nel Parco Naturale di Rimigliano, che il prossimo 26 e 27 settembre ospiterà anche il raduno nazionale dei nudisti. La stagione prosegue fino settembre, con una presenza

anche di 600 naturisti nei fine settimana più affollati. A marzo è nato anche il primo B&B naturista siciliano, dal quale è possibile raggiungere agevolmente ambedue le spiagge naturiste della zona: “Capo Feto” e “Foce del Belice”. Il piacere di ritrovarsi nudi in mezzo alla natura si esprime però anche lontano dal mare: in collina o vicino ai fiumi e ai laghi, come accade in Piemonte o in Trentino. Tra le strutture più conosciute c’è Il Club Le Betulle a La Cassa (Torino), e il Club Leuchtenburg in provincia di Bolzano. Un terreno immerso nei frutteti a sud del lago di Caldaro. Un’oasi ecologica, senza energia nè acqua potabile, ma docce calde solari e cucina a legna. Prendere il sole nudi in Italia è però ancora fonte di problemi, anche se alcune sentenze della Cassazione hanno stabilito che stare nudi in un luogo abitualmente frequentato da nudisti non costituisce reato. L’articolo 726 del codice penale però punisce “chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza”. Resta da capire chi decida oggi cos’è decente. Alessia Mangiapane LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Fashion & Design

LOMO PEOPLE FOtOgRAFi DI uN ALTRO PiANEtA La Lomo non è una macchina fotografica, è uno stile di vita, una missione da compiere, un terzo occhio di vetro e plastica, un mito per migliaia di appassionati.

Vignettature, aloni, saturazione dei colori, distorsioni improbabili, il tutto unito ad un ampio campo di inquadratura e grande luminosità. Nasce il movimento della Lomografia, vero terremoto nel mondo della fotografia composta ed educata.

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Lomo stà per Leningràdskoe Optico Mechanischéskoe Objedienieine, il sindacato degli ottici meccanici di Leningrado. Lomo quindi affonda le sue radici di là dal muro, in un periodo in cui la manifattura russa era autarchica e massiccia. La Lomo è così… pare che ci puoi piantare un chiodo tanto sembra solida, munita

di cingoli e cannone sembra proprio un carro armato del blocco sovietico. Due studenti viennesi, in vacanza a Praga nel ‘92, Matthias Fiegl e Wolfgang Stranzinger, ne trovano una su un mercatino dell’usato e restano affascinati dalle proprietà della macchinetta che sembra metterci del suo ad ogni scatto. Vignettature, aloni, saturazione dei colori, distorsioni improbabili, il tutto unito ad un ampio campo di inquadratura e grande luminosità. Nasce il movimento della Lomografia, vero terremoto nel mondo della fotografia composta ed educata. Le sue regole sono: 1. Porta la tua Lomo ovunque vai 2. Usala sempre, giorno e notte 3. La Lomografia non è un’interferenza con la tua vita: è parte di essa 4. Scatta senza guardare nel mirino 5. Avvicinati più che puoi 6. Non pensare 7. Devi essere Veloce 8. Non preoccuparti in


Fashion & Design MoveOut

anticipo di quello che verrà impresso 9. Non preoccuparti neppure dopo 10. Dimentica queste regole! Il vero Lomografo inoltre si complica ulteriormente la vita utilizzando pellicole scadute, reagenti per pellicola di non nota composizione e sviluppi al limite della ragionevolezza. I risultati a volte aberranti sono

in ogni caso sempre originali! Il Lomografo rifiuta l’elaborazione digitale delle fotografie, ogni risultato è esclusivamente merito suo e della sua LOMO Oggi Lomo ha molte sorelle, Holga, Diana, Lito, ognuna predisposta ad esasperare le tue capacità creative. La classica LCA, Lomo Compact Automatica è la riproduzione fedele del modello originale, il più famoso, Supersampler scatta in rapida sequenza 4

foto sullo stesso fotogramma. Lomolito si vende in confezioni da 4 macchinette, con il flash blu, giallo, rosso e verde, Fisheye Camera produce inquadrature supergrandangolari circolari, appunto a occhio di pesce. Diana invece è la riedizione di una macchinetta gadget degli anni 60, fatta interamente di plastica e che allora costava un dollaro. Ce n’è per tutti i gusti e sempre a prezzi popolari. Ma c’è anche la Lomo placcata d’oro o in serie limitata, come quella vestita da Paul Smith, colorata come un giocattolo o cromata come il paraurti di una Cadillac! Provare per credere. Luigi Ferrando LugLiO / AgOstO 2009

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MoveOut Fashion & Design

PER CUCINARE iL SEGRETO È MOLtO SEMPLICE Pitti uomo, Pitti Donna, Pitti immagine, Pitti People, Pitti immagine Bimbo, Fragranze, nomi che evocano i grandi scenari della moda, sul palcoscenico di Firenze, tra i più rappresentativi che l’italia possa offrire, insieme con le sfilate di Milano e Roma. A Pitti si possono trovare sia i jeans strappati che le camice sartoriali, i modelli sperimentali dei nuovi stilisti e le grandi griffes, non solo l’”alta e inaccessibile moda”. Pitti è arrivato alla edizione numero 76 ma non ha l’età di una vecchia signora vestita di pizzi e vecchi merletti. Al contrario è sempre nuovo e si rinnova, adattandosi alle esigenze ma nello stesso tempo creandole, anticipando le mode e le tendenze, decidendo con mesi di anticipo cosa ci metteremo addosso nel 2010. Quest’anno si parla di favolose sfilate all’interno di giardini fiabeschi come il giardino di Boboli e ville principesche, personaggi illustri, invitati d’onore come Ballantyne e Starck.

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Ma il lusso sfrenato che ha caratterizzato alcune passate edizioni ha lasciato il posto alla concretezza e alla voglia di sognare che è molto più democratica del “vorrei ma non posso”. A Pitti hanno partecipato quasi 900 marchi, un terzo dei quali stranieri, selezionati con cura per offrire qualità e rappresentatività, un vero motore di innovazione e ricerca, un traino per l’intero settore. Circa 30.000 visitatori durante i quattro giorni della manifestazione. Quelli più attesi sono i commercianti di abbigliamento, i buyer, coloro che poi propongono al grande pubblico i prodotti che ritengono vincenti. Ma Pitti è anche pieno di amanti della moda, critici, giornalisti, stilisti in cerca di nuove idee e trend setter che come cani da tartufo cercano modelli da imitare, limitandosi a seguire piuttosto che innovare. A Pitti c’è il popolo degli imbucati ai rinfreschi, gente che mangia parmigiano per giorni di fila, gente che si fa regalare l’im-

possibile, fashion victims e curiosi da tutto il mondo. Il Pitti People è il vero giudice della rassegna. Tra i partecipanti illustri dall’estero Brooks Brothers e Church’s, Mila Schon, tra quelli italiani il ritorno di Lardini e Malo, Corneliani e Cucinelli, Italia Indipendent. Immancabili gli ospiti importanti a caccia di abiti per le loro performance, come ad esempio Morgan con la sua collezione di giacche rinascimentali. Non è solo presente la moda formale ma anche quella sportiva con marchi del calibro di Sergio Tacchini, che ha saputo coniugare tradizione stile e sportività. Insomma Pitti è stato un successo anche quest’anno portando ottimismo e una ventata di novità anche in un mondo come quello della moda che è spesso propenso a stagnare. In bocca al lupo al Made in Italy e a tutti quelli che portano avanti la creatività come bandiera universale! Luigi Ferrando


Fashion & Design MoveOut

BOMBA

guarda caro, i vicini ci hanno regalato delle candele a forma di candelotto di dinamite…che carini!

Certe volte un regalo può dire più di mille parole e queste candele a forma di pericolosissima bomba non aspettano altro che di essere accese per vedere se scoppiano veramente. Un idea originale quanto quella di regalare alla suocera delle pastiglie per le coliche! Ideati dallo studio di design russo Mystake sono spiritose e realistiche, ma vanno regalate solo a chi ha senso dell’humor.

Kit IPHONE stENCiL

I Phone provoca dipendenza, sono in molti quelli che ritengono di non poter più comunicare senza il magico apparecchio e quando si trovano nella necessità di doverne fare a meno lo vogliono fare con stile. Per questo è stato creato il kit IPhone Stencil che permette con carta e matita di simulare le schermate, la grafica, le icone della preziosa mattonella cromata. Potrete essere IPhone dipendenti anche se finite la batteria! Di Design Commission.

BustA

Ecco una busta per la spesa intelligente e provocatoria, ideata da Fanny Descary della scuola di design di Montreal. La piramide del consumo illustrata in modo inequivocabile! Necessità, desiderio, invidia, lusso demarcano le quattro fasce del sacchetto che può essere accorciato a piacere seguendo le linee tratteggiate,per contrastare l’impulso allo shopping.

WisCHY WASCHY

Wischy Waschy è la saponetta dei desideri...assolutamente somigliante alla lampada di Aladino, vi lascerà la possibilità di sfregarvi le mani sperando che ne scaturisca il genio della lampada in grado di esaudire i famosi tre desideri. Per il momento siamo certi che pulisca le mani, per i desideri… chissa? Originale gadget di Suck Uk, brand inglese di tendenza.

BRiONVEgA

Mitica Brionvega, torna in vendita un prodotto nuovo dopo anni di fortunate riedizioni delle famose radio e TV. L’RR226 ultimo nato ma degno discendente dei suoi stimati predecessori. Il prodotto conserva il design tipico della casa, un mix di anni 60 e 70, e l’mprinting dei suoi creatori i fratelli Castiglioni. Guadagna il lettore CD e DVD e la possibilità di essere composta in modi differenti, guadagnandosi un posto d’onore nella classifica degli oggetti più belli mai creati. Solo ho l’impressione che il costo non sarà proprio dei più abbordabili. LugLiO / AgOstO 2009

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Vodka Belvedere

MoveOut For Her & Him a cura di Luigi Ferrando

Mi ricordo quando si andava al pub che andava di moda la vodka alla frutta…il freezer era pieno di bicchieri gelati che quando ti arrivavano pieni si attaccavano alla lingua come quando si decide di leccare il cibo congelato, i gusti erano estremamente vari, alcuni piuttosto improbabili…il limone aveva un sano retrogusto di detersivo per i piatti, l’anguria induceva il vomito nelle ragazze più sensibili, i frutti di bosco avevano un inquietante color sangue. Eppure si beveva, forse per via della temperatura ampiamente sotto zero che paralizzava le papille gustative o per via dell’alcol. A volte il gestore allungava la vodka ma era facile accorgersene perché le bottiglie congelavano! Adesso la vodka si è rifatta l’immagine, non è più lo sballo alla frutta degli anni 80 e neanche più l’unica ragione di vita dei minatori della Siberia, la vodka è diventata di lusso, cristallina e pura, invitante e matura, non strizza più l’occhio ai teenagers ma ai consumatori esperti. E nell’olimpo alcolico svetta la Belvedere, diventata la vodka preferita dalle celebrità. Distillata in Polonia secondo una tradizione centenaria, utilizzando acqua di sorgente e segale delle pianure della Mazovia, affinata con cura, sviluppa sapori e retrogusti che stupiranno chi ha sempre confuso la vodka con l’alcol denaturato. Anche la bottiglia ha il suo perché, rappresenta villa Belvedere, la residenza presidenziale polacca, con i rami degli alberi invernali che la richiudono come quinte teatrali. Ovviamente non occorre berne un litro per accorgersi che è buona, ne basta un bicchierino in compagnia ogni tanto!

La prairie cosmetici Gli svizzeri sono abili da sempre a fare soldi e possiamo stare sicuri che se una cosa è fatta in Svizzera, costerà molto, sarà molto rara e molto efficace. Non si ha conoscenza di prodotti svizzeri a basso costo e probabilmente non ne hanno mai prodotti.

Gli svizzeri sono altresì molto bravi a vendere l’aria, come nel famoso formaggio che deve la sua fama ai buchi. E questo vale per tutto, comprese le creme di bellezza. Le più esclusive e le più desiderate dalle dive di Hollywood sono realizzate proprio nella verde svizzera dalla casa La Prairie. Creme ringiovanenti, che trasformano la pelle di una vecchia in quella di un neonato, stirano, lisciano, vellutano, ammorbidiscono. Lozioni che combattono l’età che non prevedono controindicazioni tipo vendere l’anima al diavolo. Non è solo il costo stupefacente a fare di questi prodotti uno status inarrivabile, anche la lista degli ingredienti non è da meno! Esiste una linea realizzata con uova di caviale, un’altra che ha tra gli ingredienti particelle di oro puro, un’altra ancora realizzata con acqua di ghiacciaio. Se non fosse per la serietà indiscutibile del marchio parrebbero quasi rimedi da stregone tra i quali non sfigurerebbe la bava di rospo e il sangue di drago. Si sa che quando si tratta di metterci la faccia ed arrivano le prime rughette si corre ai ripari, allora se potete permettervelo e se vi sentite anche voi delle piccole dive, cercate La Prairie e sarete sicuri di aver fatto quanto meno tutto il possibile.

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Cuffi e Grado

For Her & Him MoveOut

Un vicino puntiglioso, una fidanzata molesta, un impianto stereo come quello delle medie potrebbero impedirvi di ascoltare la vostra musica preferita al meglio delle sue potenzialità. Potreste essere costretti a tenere il volume talmente basso da non capire se si tratta di musica classica o tecno, gli ascolti potrebbero essere interrotti da urla di disapprovazione o il vostro stereo potrebbe mangiarsi metà delle note e restituire le altre masticate e fruscianti. Che fare? Cuffie! Ce ne sono di tanti tipi, alcune da infilarsi come supposte nell’orecchio fino a che non cascano, altre per avere l’aspetto di un vero dj, altre ancora per farvi sembrare dei piloti di aereo o le guardie del corpo di robocop. Solo una cuffia però ha la stessa faccia da 50 anni, non è plasticosa come la maggior parte dei modelli, ha i padiglioni di legno e vi regala l’aspetto di un vero appassionato di musica! Vero oggetto di culto in tutto il mondo la Grado RS1 è una cuffia straordinaria, la più amata da chi in cuffia ascolta prevalentemente rock, vuole sentire i bassi potenti ma anche i toni medi e quelli acuti. Grado Labs è una piccola azienda a conduzione famigliare con sede a Brooklyn NY, costruisce tutto negli stati uniti with pride come dicono loro, con orgoglio. Non fanno molta pubblicità, chi vuole arrivare al meglio del meglio prima o poi li trova, osannati in una recensione, in un blog giapponese, su un sito di amanti del vinile scandinavo. Io le ho provate attaccate ad un buon ampli e suonavano dannatamente bene. Le supposte tenetele per quando state male e i plasticoni buttateli nel camino!

Tazze pantone

Posso offrirti una tazza di the? Una bella tazza di the bollente, specialmente la sera, o verso le cinque, come fanno gli inglesi può essere un vero conforto…tenere la tazza calda tra le mani, soffiare lentamente sul liquido caldo, vedere il vapore che si alza, dosare lo zucchero, il latte, i biscotti, seduti comodamente in poltrona a chiacchierare, guardare pigramente dalla finestra chi ancora sta tornando a casa.

Ma quanto latte mettere? Niente, lasciando il the puro, scuro e profumato? Una goccia, un velo, un cucchiaio? Il problema non è da poco…come fare a mettere sempre nel the la quantità di latte desiderata? Ci ha pensato Pantone, la conosciutissima ditta americana che ha numerato i colori del mondo riconducendoli ai canoni della quadricromia, realizzando la divertentissima My Cuppa of Tea. Completamente bianca all’esterno, realizzata con i canoni della classica mug della prima colazione, all’interno è dotata di strisce colorate dal color panna al marrone scuro. Milky, Classic British, Builders brew e just tea, queste le gradazioni che è possibile effettuare grazie al confronto tra il contenuto e il talloncino colorato. Una soluzione che non vi deluderà, consentendovi di prendere il the sempre nel modo giusto. LUGLIO / AGOSTO 2009

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MoveOut Gay & Lesbian

DALL’OMOFOBIA ALLA

TRANSFOBIA CREsCE “L’IGNORANZA ViOLENtA ALL’ITALIANA” Napoli, Milano, genova e resto del mondo. Discriminazione sessuale e paura “del diverso”: passano gli anni ma resistono i taboo sessuali in italia più che in altri paesi cosiddetti “democratici”. Rigidi schemi sociali che sfociano in paura e violenza. in questi giorni è altissima l’attenzione sulla discriminazione sessuale, alla luce delle recenti aggressioni verso gay, lesbiche, transessuali o transgender intensificati nelle ultime settimane in diverse regioni d’italia. Come ogni anno tra maggio e luglio si accendono i riflettori sulla manifestazione di “Orgoglio Gay” e anche i media nazionali, per lo più sordi a qualsiasi evento ad orientamento non etero sessuale, sono costretti a piegarsi all’evidenza e parlare di omossessualità. Poche settimane di luce in una vita per lo più al buio e con mille difficoltà legislative. Ma con l’attenzione verso il mondo LGBT (qualcuno ancora pensa sia la sigla per indicare i cereali TransGenici. Ndr) si portano alla luce anche le violenze ingiustificate e diffuse e l’omofobia pare esplodere più violenta in tutta la penisola. A cominciare dalla Lombardia dove da alcune settimane si susseguono di notte lanci di sassi dalla stazione centrale di Milano contro i clienti dei locali gay e gay friendly di via Sammartini, nota zona al fianco della stazione, alcuni

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se alle discriminazioni per l’orientamento sessuale si aggiungono guerra e leggi sull’immigrazione la questione non può che esplodere

anni fa battezzata Gay Street. «Esprimiamo forte preoccupazione perché fatti di questo tipo inducono a pensare che vi sia una volontà di limitare in modo violento l’aggregazione gay nella nostra città – spiega Paolo Ferigo presidente Arcigay Milano – È necessario che le autorità competenti si attivino affinché una via che sta anche operando un tentativo di auto-riqualificazione in un’area complicata della città, possa contare sulla tutela delle persone che frequentano i locali».

Si scende a Napoli, altra città stesso problema: violenza e odio hanno ancora avvelenato la città. Le associazioni LGBT si mobilitano per “dire basta”, scendendo in piazza il 25 giugno, con i volti delle persone e la loro visibilità, simbolo di rivendicazione di una dignità che spesso viene negata. L’Arcigay Napoli denuncia un grave atto in pieno centro città contro una ragazza che stava difendendo dagli insulti un amico gay. «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla vittima – dichiara Salvatore Simioli


Gay & Lesbian MoveOut presidente Arcigay Napoli. – A pochi giorni dal Pride nazionale di Genova, vogliamo portare la nostra comunità allo scoperto anche a Napoli, testimoniando in prima persona contro l’imbarbarimento dei pregiudizi che colpiscono anche con la violenza chi non si allinea: donne, omosessuali, trans, migranti, stranieri». Un fenomeno preoccupante che va oltre la violenza isolata ma pare un segnale di intolleranza ben più diffuso. «Possiamo osservare – spiega Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay – che in tutto il paese sono in aumento attacchi ai danni di luoghi frequentati dalla popolazione LGBT, così come sono numerosi i pestaggi, le violenze e le intimidazioni nei confronti di persone omosessuali. Nel

nostro paese sembra ormai essere concesso il diritto di aggredire chi è diverso da te. Sono necessarie misure di prevenzione e di repressione ad hoc a tutela della comunità LGBT italiana, per queste ragioni chiederemo un incontro al Ministro degli Interni Maroni». E se alle discriminazioni per l’orientamento sessuale si aggiungono guerra e leggi sull’immigrazione la questione non può che esplodere. E’ il caso di Vahid Kian Motlagh, il 32enne gay iraniano, che era detenuto in un centro per clandestini in Francia. Trattenuto mentre si recava con

il suo compagno in Belgio per ottenere la documentazione necessaria al loro matrimonio. La comunità gay si è mobilitata, colorata di verde, il colore scelto dagli iraniani che stanno lottando per la libertà. Vahid è rientrato in Italia e richiederà ora lo status di rifugiato. Alessia Mangiapane

NuVOLE E ARCOBALENi La cultura gLBt a fumetti - di susanna scrivo Susanna Scrivo (Catania, 1978) si è laureata presso l’Università di Napoli. Insieme a Roberta Ponticello ha curato per la Tunué il volume Con gli occhi a mandorla - Sguardi sul Giappone. Per le Edizioni Iacobelli ha pubblicato il volume Heidi - La bambina delle Alpi. Susanna Scrivo, esperta e appassionata della materia, si è fatta portavoce di un’analisi precisa su tutta la produzione GLBT a fumetti. In Nuvole e Arcobaleni (Tunué, 2009) viene analizzata la presenza di storie a tematica omosessuale, dagli USA all’Europa, alla sterminata produzione manga giapponese. Dalle opere per gay, a quelle per lesbiche, trans e anche eterosessuali; ripercorre i generi, segnala le profonde differenze culturali e la diversa efficacia

comunicativa del fumetto GLBT: storie d’amore, storie di eros, storie comuni. Susanna ritiene che nonostante l’Italia sia ricca di validi autori artisti del mondo del fumetto (nello specifico, del fumetto gay), purtroppo la produzione italiana non è ancora paragonabile, nella quantità e nella varietà, a quella USA e a quella di altri paesi europei. Dalle sue ricerche risulta che i titoli piu’ seguiti siano la collana Boy’s Love della (“amore tra ragazzi”, manga giapponesi che narrano storie d’amore tra uomini) e Ralf Konig che è sicuramente tra gli autori gay più amati del mondo. Sostenitrice del concetto che molti fumetti a tematica GLBT hanno un intento educativo, come i graphic novel dedicati al tema dell’AIDS, spesso nel fumetto GLBT è pre-

sente la narrazione autobiografica: un autore o un’autrice racconta del proprio coming out e di come vive la propria omosessualità ed e’ proprio questo genere di narrazione ad essere educativo non solo per i giovani che possono rispecchiarsi nella storia e trovare il coraggio di viversi liberamente, ma anche per chi non conosce la realtà gay e le dinamiche, a volte anche di sofferenza, che l’accompagnano. www.tunue.com LugLiO / AgOstO 2009

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A PISA NEL 2010 LA PRIMA FiERA DEL LiBRO A tEMAtiCA LGBT i libri a Pisa diventano il mezzo per abbattere il pregiudizio, la discriminazione verso la popolazione LgBt, incentivandone la conoscenza e l’inclusione sociale. “Percorsi ed innovazione”, bando di concorso organizzato da Cesvot, è stato vinto dal progetto “libri aperti”. Progetto, con l’obiettivo di creare una rete di case editrici, associazioni, scrittori ma anche di singole persone impegnate nella promozione della cultura LGBT e la realizzazione di eventi culturali che promuovano una letteratura a tematica LGBT. L’appuntamento è previsto per il prossimo anno,

a Pisa: la prima fiera del libro Gay e transgender. Presentazioni di libri, dibattiti con raprresentanti del mondo dello spettacolo e culturale in genere, workshop, stand di case editrici, laboratori di scrittura creativa. Il progetto, promosso dal circolo Arcigay Pride di Pisa ma anche dai Comitati Provinciali Arcigay della Toscana, con la collaborazione di altre associazioni LGBT e di numerose istituzioni

pubbliche, comincerà a settembre 2009, per concludersi nel 2010 con la vera e propria manifestazione libraria. MO

VOgLiA DI PARtY

spettacoli, spiaggie, festival, party, festini: c’è fermento, necessità di divertirsi fuori dagli schemi, liberi da classici schemi e format di divertimento finora proposti! Che Belle feste ci sono in giro. OK, è estate, ma quest’ anno mi sembra ci sia una gran voglia di uscire da questa crisi!(...ammesso che l’abbiate sentita!). Feste su spiagge, feste nei parchi, pride in città, festini nelle terrazze, aperitivi in locali stra-chic, dancefloor infuocate. E’ proprio mentre mi organizzo per un week-end, che mi faccio prendere da una gran bell’evento:BURN UNCONVENTIONAL NIGHTS: LA TRASGRESSIONE IN TOUR!...click, clack...popup...25.000 presenze alle varie serate nei maggiori locali gay

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e gay friendly di tutta la penisola.... Promosso da Gay.it e da Burn, l’Energy Drink “unconventional”, condotto da Paolo Tuci, Dj internazionali, Drag-queen, Go-Go Boys, Hit musicali....il mouse scorre...opportunità di vivere una magica notte offerta da Burn Energy Drink che li farà volare ad Ibiza per partecipare ai party più trasgressivi... Sono contento quando vedo questo entusiasmo nell’organizzare e allo stesso tempo di vivere situazioni particolari,

svincolate da quei tabù e quegli stereotipi di esibizionismo fine se stesso, così arcaico e... fastidioso. Continuo il mio giro su internet...click, clack, pop-up,... quante spiagge, e ancora feste, serate, concerti...Vediamo di non perdere occasioni almeno quest’anno...ce ne sono state sempre così poche! MO


Events MoveOut

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MoveOut Mleczko

Mono è la rivista monotematica antologica della Tunué Editori dell’immaginario - nata da un’idea di Marco Rizzo e Sergio Algozzino – e curata da Sergio Badino e Daniele Bonomo.

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http://blog.komix.it/mono/ - www.tunue.com


Guide MoveOut

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MoveOut Martini.com

Guide

BE BEAUTIFUL WITH MARTINI CON GHIACCIO

Martini Bianco Tanto ghiaccio Fetta di limone

THe wORld’s MOsT BeAuTIFul eAuTIFul dRINk 84

Bevi Martini responsabilmente

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