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DICEMBRE 2010 NO.16

Cities Babbo Natale preferisce la tintarella?

Visioni

Oltre il 3D

Freddo e neve?‌ Scoppia la febbre da Rally!

Una Rihanna popstar inarrestabile www.moveout.it


ph.

Nei negozi

nei migliori negozi di intimo e su www.shoppinglo.com


?

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Move out dicembre 2010

Editoriale

Buone feste da Move Out. Avete già deciso cosa fare durante queste ferie? Per le strade un movimento continuo, i negozi affollati, i centri commerciali imballati. Vi proponiamo un bell’articolo sulle usanze di diversi paesi durante il Santo giorno. E per chi pensa al capodanno, beh, non si perda gli eventi in agenda. Da nord a sud per le piazza d’Italia. La copertina la dedichiamo a Rhianna, e il suo nuovo look vintage. Il secondo special se lo aggiudica Michael Jackson e il Suo (o di altri?) nuovo (e ultimo) album. Era d’obbligo un articolo a memoria del grande regista scomparso Monicelli. Come ogni mese non perdetevi i migliaia di appuntamenti in agenda (anche su moveout.it). Nuovi concorsi in vista. Occhio! Buona lettura!

www.moveout.it aut. Trib di Alba n° 48/09 del 23-01-09 Editore I.Com Multimedia s.n.c. via. D. Chiesa 4, 12051 Alba tel. (+39) 0173 59 0564 Cell: (+39) 347 6006099 www.icommultimedia.eu info@icommultimedia.eu Direttori PierMario Mignone (Direttore Responsabile) Guido Mignone (Direttore Generale) Joanna (Asia) Tupta (Direttore Creativo) Grafica I.Com Multimedia Redazione Alberto Debenedetti, Luigi Ferrando, Michele Isnardi, Paolo Del Pozzo, Alessia Mangiapane Collaboratori Ivan Nossa, Arcigay, Gianni Cinti (IED), Stefania Rubini (IED), Raffaello D’Ambrosio, Grafimated Cartoon / Scuola del Fumetto Palermo, Rivista Mono

Concessionarie pubblicità I.Com Multimedia via. D. Chiesa 4, 12051 Alba tel. (+39) 0173 59 0564 Cell: (+39) 347 6006099 pubblicita@moveout.tv Adria Marketing & Service s.r.l. Viale Vincenzo Randi 106, 48100 RAVENNA (RV) Tel. 0544 4087.00 - 2 / Cell: 338 9801.370 g.adriano@adriamarketing.info

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Cover - Rihanna

sommario 08 Cover 11 Dance & Live 16 Play 22 Cinema 27 Calendar / Guide 60 Special 63 Lifestyle 70 Cities 72 Fashion & Design 76 For Her&Him 78 Gay & Lesbian La redazione non è responsabile delle eventuali variazioni alla programmazione degli eventi inseriti nel calendario, che sono stati comunicati direttamente dai locali o reperiti da fonti di dominio pubblico. La redazione non è responsabile del contenuto delle inserzioni pubblicitarie. Nessuna parte di questo magazine, comprese le inserzioni pubblicitarie, può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.


MoveOut Cover

le bi a t s e r r a n i r a t s p o p a n U

Rihanna

na, Madon ari di on p c l a ia p d i recor ward in cop h c is d A he, lassific imi Grammy rata delle c o ss Regina ista dei pro agazza innam r i, on r g a a ff t o ’a r d p , donna Eminem



2010 move out


Ha da poco terminato il suo “Last girl on earth tour” a Chicago dopo aver fatto il giro del mondo riempiendo stadi e palazzetti e già si prepara ad una nuova serie di impegni e promozioni. Il 16 Novembre è uscito il suo quinto album in studio, dal titolo Loud. Un album di canzoni uptempo dalle ritmiche dance pronto a conquistare discoteche e ipod con una serie di singoli e tormentoni. Ad inondare le radio col suo ritmo potente arriva “Only girl in the World”. Il singolo è già un successo, in questi giorni è impossibile accendere la radio senza che sentirne le note dance e le urla di una scatenata Rhianna. Per creare un ulteriore tassello luccicante nella sua carriera ha chiamato a collaborare il gruppo norvegese degli Stargate, da tempo al lavoro con la popstar e con l’amico Ne-Yo. Il team è responsabile di successi come “Unfaithful”, “Don’t stop the music”, “Hate that I love you” (appunto con Ne-Yo), “Take a bow” e il suo più recente numero 1 “Rude Boy”. Partiamo proprio da questo successo per dare un’occhiata alla carriera discografica ed ai record della giovane cantante (solo 22 anni compiuti il 20 febbraio!) nativa delle Barbados. Il brano ha raggiunto il primo posto in una lunga serie di classifiche incluse Billboard’s Hot 100, Hot 100 Airplay, MediaBase’s Pop, Hot Dance Radio, Hot Dance Clubs, Rhythm,

diventando il quinto singolo certificato multi-platino della carriera di Rihanna. Col successo di “Rude Boy” è diventata la prima artista donna dello scorso decennio con sei singoli al numero, ed ha raggiunto Madonna con 7 singoli al numero 1 della classifica Hot Dance Airplay. Nel 2009 è stato “Russian Roulette” a creare record da classifica, dodicesimo hit della Billboard Hot 100, catapultandola al secondo posto tra le “Female Hot 100 artists” nel decennio appena concluso, seconda solo a Beyoncè. Ultimo record la collaborazione con Eminem in “Love the Way You Lie” arrivato prepotentemente al primo posto della Pop Songs Radio Airplay chart, permettendo così a Rihanna di raggiungere colleghe come Mariah Carey, Beyoncé e Lady Gaga per il maggior numero di numeri 1 in classifica. Di questi giorni è la notizia che il singolo targato Eminem-Rihanna ha collezionato move out 2010




MoveOut Cover una serie di nomination per i prossimi Grammy (disco dell’anno, canzone dell’anno, miglior collaborazione rap, miglior canzone rap) la cui consegna avverrà a marzo 2011 e sicuramente Rihanna non mancherà di aggiudicarsi qualche statuetta, malgrado la polemica per la sua mancata partecipazione, con preavviso dell’ultimo minuto, alla cerimonia di premiazione dello scorso anno.

Jay-Z), seguito da “Shut Up and Drive,” “Hate That I Love You” (ft Ne-Yo), e “Don’t Stop the Music.” Il box CD+DVD “Good Girl Gone Bad: Reloaded” del gennaio 2009 contiene i numeri 1 “Take A Bow,” e “Disturbia” ed il meno fortunato “Rehab”. “Good Girl Gone Bad” è stato il terzo album in meno di due anni, seguiva “A girl like me” con i singoli “S.O.S” e “Unfaithful” ed il suo album d’oro di debutto “Music of the sun” già successo mondiale con “Pon de replay”. Esce ora sulla scia di questa incredibile serie di successi il nuovo album da cui tutti si aspettano faville. Già dal titolo “Loud” l’album sembra promettere bene per tutti gli amanti della musica da ballare ad alto volume e dopo averlo ascoltato possiamo assicurarvi che stare fermi con queste canzoni è praticamente impossibile. Il suo accento caraibico unito alla sua voce che ha raggiunto ottimi livelli regalano al disco un tocco magico.

Ovviamente il suo nuovo singolo “Only girl in the world” ha ricevuto la nomination come miglior canzone dance. Per quanto riguarda gli album Loud segue il fortunatissimo Rated R del Novembre 2009 ed il suo seguito dance Rated R: Remixed del Maggio 2010. Fu invece “Good Girl Gone Bad” del Maggio 2007 a certificarsi doppio platino grazie a singoli memorabili quali “Umbrella” (ft

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E dal punto di vista personale? Sembra ormai tranquilla col suo nuovo compagno, il giocatore dei Los Angeles Dodger, Matt Kemp. Forse anche da questa storia trae la forza e le energie per lavorare senza sosta perché oltre alla musica ha anche aperto una propria società, la Rihanna Entertainment ed è passata ad un nuovo gruppo manageriale (quello di Jay Z). Non male per una ragazzina che a 16 anni è sbarcata da sola negli Stati Uniti. Ivan Nossa


a cura di MO / Audiocoop

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INDIE MUSIC LIKE Ecco la classifica delle web radio e delle radio locali curata dal MEI, il Meeting degli Indipendenti. Sono oltre 200 i media e i new media che da tutta Italia inviano i brani di musica italiana indipendente preferiti. Ecco la Indie Music Like del 9 Dicembre 2010 1) Massimo Volume: Litio (La Tempesta) Ritornano alla grande i Massimo Volume. La band di Emidio Clementi esce con un nuovo album per La Tempesta records e in meno di due settimane conquista la vetta della Indie Music Like con il brano “Litio”. 2) Calibro 35/Roberto Dell’era: Il beat cos’è (Ghost/Disastro) Dell’Era e Calibro 35 nell’arduo compito di rendere nota al pubblico di oggi la versione in italiano di un brano tra i più conosciuti di Sonny Bono (“The Beat Goes on...”) ,”Il Beat...Cos’è?”, proposta per la prima volta negli anni ‘60 da La Ragazza ‘77 (al secolo Ambra Borelli) e riadattata in quest’occasione in uno stile più consono agli artisti coinvolti. 3) Teatro degli Orrori: E’ colpa mia (La Tempesta) Questo brano è il terzo singolo estratto dall’album “A sangue freddo”. La band di Pierpaolo Capovilla si conferma come una delle realtà più interessanti e innovative del panorama musicale indipendente italiano. Questo brano, dal titolo “E’ colpa mia”, ne è l’ennesima dimostrazione. 4) Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451: Fame Un Spritz (Alma Music/Venus) Nuovo album per l’ex leader dei Pitura Freska, che con “Piragna”

ritorna sul mercato grazie ad un album intessuto sull’ironia tagliente dei testi, sulle contagiose vibrazioni degli arrangiamenti e sulla freschezza dei ritmi. Il singolo rappresenta il ricordo di una “venezianità” di un tempo che ormai non c’è più. 5) Perturbazione feat. Dente: Buongiorno buonafortuna (Iceberg/Santeria) “Buongiorno buonafortuna” è il nuovo singolo dei Perturbazione tratto dal fortunatissimo album “Del nostro tempo rubato”, uscito il 21 maggio scorso per Iceberg/Santeria, distribuzione Audioglobe. Il nuovo singolo ha confermato il gruppo torinese ai vertici dell’ attenzione sulla scena italiana più creativa e amata dagli ascoltatori e, con la partecipazione di Dente, è diventato una della tracce più conosciute del disco. 6) A Toys Orchestra: Mystical Mistake (Urtovox) Sempre fra i piani alti i campani A Toys Orchestra con questo brano estratto dal nuovo e terzo lavoro discografico dal titolo “Midnight Talks” uscito da poco per Urtovox records. Il nuovo album, oltre a consacrare la band fra le migliori proposte indie attuali, è inoltre impreziosito dalle collaborazioni di Enrico Gabrielli agli arrangiamenti orchestrali e di Alessandro Stefana alle chitarre. 7) Le Luci della Centrale Elettrica: Cara catastrofe (La Tempesta)

Entra in Top Ten Vasco Brondi, ovvero “Le Luci della Centrale Elettrica” con il brano “Cara Catastrofe” estratto dal nuovissimo album “Per Ora Noi La Chiameremo Felicità” prodotto da l’etichetta La Tempesta Dischi. 8) Zen Circus feat. Nada: Vuoti a perdere (La Tempesta/ Unhip Records) Sempre in Top ten gli istrionici pisani Zen Circus con questo brano estratto dall’ultimo fortunatissimo album dall’emblematico titolo “Andate tutti affanculo”, che vede anche la preziosa collaborazione di Nada. 9) Beautiful: In Your Eyes (Ala Bianca) Entra in Top Ten l’interessante progetto Beautiful, messo in piedi da Howie B, Cristiano Godano e Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz e Gianni Marroccolo. “In Your Eyes” è il singolo che ha anticipato l’uscita del disco, registrato al teatro Petrella di Longiano e immesso sul mercato da Ala Bianca. 10) Alessandro Mannarino: Me s0 ‘mbriacato (Leave Records) Dagli studi del programma “Parla con me” di Serena Bandini, direttamente alla Top Ten della Indie Music Like per il cantautore romano Alessandro Mannarino e la sua “Me so ‘mbriacato”, suggestivo brano tratto dal recente album “Bar della rabbia”. move out 2010

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Espedienti (buffi) per vendere musica Nell’epoca della fine delle case discografiche e dell’invasione planetaria di ogni sorta di prodotto da cameretta vince (a parità di valore) chi escogita il mezzo più divertente per diffonderlo? Risale all’inizio del 2009 la più incredibile campagna di vendita di musica autoprodotta e originale di cui io sia venuto a conoscenza. Ma chissà cosa sono disposti a fare gli artisti alternativi dell’Uzbekistan di cui poco o niente sappiamo. Sto immaginando la sera in cui il batterista John Freese, padre di 4 figli, matto per le Volvo e autodefinitosi completamente fuori di melone, invita (lo suppongo io, mica lo so) a casa sua quattro dei migliori amici suoi ed essendo della Florida aggiungo che avrà probabilmente propinato minestra di gamberoni e qualche pannocchia abbrustolita, birra a fiumi? Chi può saperlo. Costui ha suonato con A perfect Circle, Devo, Vandals e in passato anche con Nine Inch Nails, Guns’n’roses, Queens of the stone age, Offspring e dozzine di altre band. Sarà pur degno di notevole rispetto, no? Per qualcuno paradossalmente no. Ripeto, si chiama John Freese ed è un idolo per molti. Sentite qui, quella sera fra una pannocchia e l’altra l’allegra congrega quali seguenti opzioni ha

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escogitato per vendere il CD (voglio dire, 4 figli bisogna vendere – ed io lo so): Per 7$ si scaricano le tracce, per 15$ arriva il cd, tutto normale. Per 50$ il cd, la maglietta, e una telefonata di 5 minuti con Freese (evidentemente è convinto di essere un buon intrattenitore). Per 250$: cd, maglietta, bacchette della batteria autografate e un pranzo con Freese (wow!). Ma voi potete investire di più, fareste qualunque cosa per supportarlo e lui è disposto a lavarvi

la macchina o farvi il bucato e, ciliegina, se sganci 500 vi tagliate i capelli a vicenda in un parcheggio (e qui le pannocchie giravano a ruota direi). Ma voi potete permettervi, e qui siamo alle migliaia di dollari, anche una gita al museo delle cere, e 3 indumenti presi dal suo armadio (e tutta roba

che sto leggendo dal sito Inchiostro, non sono certo andato a telefonare a John, anche perché non ho comprato il suo disco) Se siete narcisisti ossessivi e avete 5.000 dollari da investire Freese scrive una canzone su di voi e poi la smercia su iTunes (ma temo che gli introiti li prenda lui). Con 10.000 vi regala la sua Volvo Station Wagon (a patto che gli diate un passaggio a casa), questa mi sembra l’opzione migliore. Per 20.000$ Freese, Maynard Keenan dei Tool e Mark Mothersbaugh dei Devo vi portano al minigolf e poi vi abbandonano sull’autostrada e vi filmano per mettervi su YouTube (e qui siamo nell’immaginario collettivo giovanile di massa). Di ultima, per 75.000$, vi fate un po’ di giorni in tour con Freese, le canzoni scritte su di voi diventano cinque (un intero EP sulla vostra vita, essendo irrimediabilmente mitomani). Freese entrerà nella vostra band e ci resterà un mese; se non avete


Dance & Live MoveOut una band, per lo stesso periodo vi farà da assistente personale. Più un giro in limousine a Tijuana a fare cose rock’n’roll non meglio specificate e – il tocco di genio definitivo - una lezione di trapezio acrobatico con due dei Nine Inch Nails (amici suoi, Gastone Moschin e Adolfo Celi). Beh io letta questa cosa non riuscivo a smettere di ridere e, nonostante sia una faccenda di più di un anno fa ho pensato valesse la pena divulgarla. E – capzioso e tendenzioso come sempre – dirò che Freeze è assolutamente Funky. Ma ora! Un po’ di contributo originale! Ci viene in soccorso un amico con un suggerimento un po’ più a buon prezzo e

di basso profilo per qualche musicista che come me cerca disperatamente di piazzare non dico tanto, ma tipo 500 copie nel mercato abruzzese: fare una catena di Sant’Antonio con scritto su una cosa come questa:”Amici buongiorno: Voi sapete che sono una persona seria e con i piedi per terra. Vi invio questa lettera in quanto

tale informazione mi è stata inviata da una stimata professionista e cara amica. Decima Vittima hanno già realizzato un riuscito CD come “Contesti Scomodi” che si chiamava “Ometto” Adesso sta per uscire il nuovo lavoro “Storie Strane al Buio” Un album carico di ironia ma anche capace di emozionare. Quando invierete questo messaggio a 10 vostri amici ne trarrete un sicuro giovamento. Quando poi procederete all’acquisto dello stesso sentirete benessere psicofisico lungo tutto il corpo. Vi confesso che all’inizio ho dubitato poi mi hanno fatto ascoltare tutti i pezzi in anteprima e ho cambiato idea.” Non avendo Volvo da regalare… Bobby Soul

FUNK-IN-ITALIA NEWS Tempi sempre più duri? Si direbbe di sì, insomma il Funk è paradossale di questi tempi. E’ un’isola, un’immaginazione ritmica, qualcosa che appartiene ad un passato in cui alcune cose sembravano possibili. E’ musica di quegli anni, sapete gli anni’70. Poi se si va bene a vedere gli anni ’70 erano quelli della guerra del Vietnam, della fine delle utopie, del terrorismo e di tante cose apparentemente irrisolvibili. Eppure il Funk c’era. Univa bianchi e neri, donne e uomini e proclamava la bellezza dela bizzarrìa e della diversità, ma senza violenza, senza rabbia. Creando altri mondi di cosmica musica ritmica da culo che si muove finalmente. Ma con il culo si muove, eccome, anche la testa. Il Funk c’era ma c’è anche adesso (e ora è ancora peggio o è sempre meglio priA cura di Funk in Italia

ma?) se è vero che Bobby Easton ogni Agosto celebra il Long Beach Funk Fest in California. Agosto in California, che caldo! E che freddo boia ora. Tuttavia nel suo piccolo ma con amorevole impegno Funk-in-Italia propone Dj Set e concerti attraverso lo sforzo di più di 30 band e più di una dozzina di DJs che partecipano al movimento in tutto il paese. Ad esempio prosegue la rassegna all’Arterìa di Bologna fortemente voluta da Dan The soul (a proposito votatelo qui in questo contest se volete bene al Funk: http://www.magazzinisonori.it/freezone/thesoul/hel-

lo-what-your-name.aspx. Ha già vinto il concorso come miglior band di musica originale dell’Emilia Romagna e intende farlo anche quest’anno). Il prossimo 15 Gennaio sul palco del locale più caldo di Bologna saliranno i Ridillo, probabilmente la band meglio conosciuta di Funk italiano, quella che ha saputo tessere il miglior blend fra groove afroamericano e commedia italiana alla Monicelli. Prìncipi della leggerezza e del ritmo e figli di una buona stella! Funk per sempre, che il Funk sia con voi (e con quest’ultima qualcuno si irriterà? Ma perché?)! move out 2010

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HI LIFE CONNECTION TRA PASSATO E FUTURO Era il 2002 quando nella “house on the hill” (che si trova a Vezza d’Alba, Italia), un produttore musicale (Kush) e un Dj (B-Ras) si incontravano. Era autunno, le temperature erano già piuttosto basse, e le 2 yamaha suonavano già a dicebel sostenuti. Erano i primi ascolti, le prime impressioni, il primo tuffo nelle frequenze underground europee, atmosfere dub, reggae, chill, deep, brekbeat. Un qualcosa era nato. Un susseguirsi di incontri in studio, con musicisti che piano piano si sono uniti attivamente al neo progetto. Incontri con persone, musicisti, artisti, amici, prima che con i sequencer e le macchine. Parliamo degli Hi Life Connection. Ognuno metteva del proprio nelle produzioni, chi le percussioni, chi strumenti etnici, chi esordiva in timidi freestyle. Produzioni conosciute che remixate insieme a brani inediti venivano proposte, nei club, nei locali, nelle piazze, nelle discoteche. E la gente ne era entusiasta. Mi ricorderò sempre, come spettatore, (e fan della band) una serata in un locale di Bergamo, appena tornati da una serata a Lugano. Allora gli Hi Life Connection avevano molte influenze “Asian Underground” (che trovava i suoi padri nei ghetti di Londra, come Bad Marsh and Shri). Gli Hi Life hanno iniziato il concerto con un pezzo di loro produzione, Silver Haze. Le 300 persone nella discoteca, che al momento erano impegnate a ordinare un drink piuttosto che parlottare tra loro, si sono bloccate e come ipnotizzate si sono lasciate trascinare all’unisono da quel pezzo, che aveva qualcosa di incredibile, un

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misto tra trip-hop, psichedelia, arabian beat. A quel tempo la crew degli Hi Life Connection aveva come front man Omar Mrad, un Tunisino francese. La sua voce era ipnotica, dicevano. Ci sarà un motivo se hanno inserito un brano con la sua voce nel loro ultimo disco “Global Nation”! Le percussioni erano suonate allora da un elemento importante per la band, Natty, oggi batterista e Scratcher degli Hi Life. Il basso era di Funkster. Il sound degli Hi Life Connec-

tion riscuoteva sempre un grande successo, in qualsiasi ambiente. Nel 2007 il primo tour in Polonia, nei maggiori centri (Varsavia, Cracovia). Un percorso che ha sempre visto gli Hi Life Connection impegnati in serate live, sound system, Dj Set in giro per club, piazze, festival, da Torino al Salento (Parco Gondar – 2008). Molte produzioni, come Hold On, scritto e registrato al Fun:k:Lab studio, distribuito in FunKadelica 2, ‘Piemonte Groove compilation 2,


Dance & Live MoveOut Emotional Echoes, distribuito da Stefano Cecchi Records in ‘Experience K’ (published by Jolnoir), inserito nella sound library della Machiavelli International; Silver Haze, prodotto nello studio della Hi Life Connection, inserito nella compilation di ‘Ermenegildo Zegna’; Danger, (Green Queen Music, published by Fairwood International, Brescia, distribuito dalla “Self”, Milano), remixato da Madox (Mantra Records), Feel Good Productions, Dj Adamus (Poland), Jumping Jack Frost (D’n’b Remix, UK). Video a rotazione su Nat Geo Music, For Fun TV (Poland), All Music (Poland); Da Gun Ting, (GQM, published by Fairwood International) remixato da Feel Good Productions. E ancora passaggi radio (Portland – USA, Londra - UK, Poland, Germania, Italia). E la crew si allarga. Entrano negli Hi Life Connection Toaster e Mc Londinesi. Sono Ma, Boomer, White Rose, Cris

e Earlz. Gli Hi Life Connection sono ormai una crew internazionale. Un viaggio ormai consolidato, con delle basi ben radicate nel loro universo musicale influen-

zato da Reggae, Raggamuffin, Breakbeat, elettronica, dub. Nel 2009 gli Hi Life Connection firmano con la Trumen Records per la coproduzione del nuovo album Global Nation. Un sodalizio che sicuramente

confermarà nel panorama musicale Europeo gli Hi Life Connection, grazie anche alla professionalità e l’esperienza della Trumen Records (Torino). Un’etichetta giovane ma con alle spalle anni di esperienza sia prettamente discografiche che di “one-night”. E non è un caso se la Trumen Records nel 2010/11 si affaccia come etichetta leader nel panorama reggae, hip- hop italiano. Non è stato - (mi dice Kush) - solo un lavoro di studio, ma si è creato un vero e proprio network di risorse umane, artistiche, tecniche. Una piazza di musicisti, quello studio della Trumen, in cui l’unico obiettivo era la creazione artistica. L’uscita di Global Nation è prevista per febbraio 2011. Intanto stiamo preparando il live. Ci sarà Natty alla batteria, io alle tastiere, B-Ras alla consolle, Cabò alle percussioni, Giorgio al basso, Cristian (l’ultimo entrato nella sfera degli Hi Life) alla chitarra, Ma, Boomer, Cris e Earlz ai microfoni e Joanna Tupta come concept graphic per tutta la comunicazione grafica del progetto... Ho avuto l’occasione di ascoltare negli studi della Trumen a Torino, alcune produzioni in anteprima. Secondo me un lavoro destinato a rivedere il sound di molte dancefloor Italiane e estere. Un lavoro incredibile! MO move out 2010

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MoveOut Play

FREE DOWNLOAD...PILLOLE Dalla redazione di Move Out, eccovi la selezione di Dicembre, di grandi pillole indipendenti (e non) che è possibile scaricare gratuitamente, e legalmente, dalla rete. ATTENZIONE!!! Dal 16 Dicembre la nostra redazione, in collaborazione con i magnifici ragazzi di Lunatik, vi regala l’ultima compilation di questo 2010....in free download arriva il Vol. 4 della “Move Out & Lunatik Compilation”, raccolta di altri 18 stupendi e nuovissimi brani del panorama indipendente italiano. A pagina 20 un po’ di info sugli artisti e sui brani contenuti. Buon ascolto!!

AA.VV. ALTER THE PRESS! : COMPILATION 2010.03 & 2010.04

http://alterthepress.bandcamp.com/album/alter-the-press-201003-compilation http://alterthepress.bandcamp.com/album/alter-the-press-201004-compilation Dalla web-zine inglese Alter the Press, l’esplosiva compilation, vol. 3 e 4 del 2010. Quaranta band inglesi per 40 pezzi dal rock, all’alternative, hardcore, pop, punk... selezioni di grande livello, energia allo stato puro! Ecco alcuni dei nomi: Far, Blitz Kids, The Young Veins, Bayonets, The Felix Culpa, The Seven Degrees of Stephen Egerton, Tiger! Tiger!, Man Overboard, Kid Liberty, Handguns, Tigers Jaw, The Riot Before, Cub Club, Blacklist Royals, Lost On Campus, e tanti altri.

RICHEY HACKETT : AN INTRODUCTION TO RICHEY HACKETT

http://vulpiano.tumblr.com/post/647319559 “An Introduction to Richey Hackett” è la raccolta, realizzata dalla Vulpiano Records, dei brani più interessanti di questi ultimi tre anni di produzione del cantautore inglese. Poche parole riportate sul myspace di Richey, riassumono la sua mission: “Negli ultimi dieci anni la musica indipendente è fiorita, mentre la musica pop è in declino, sta diventando la parodia di se stessa anche a causa del successo dei reality in tv e dei …ecc... Perchè io sono diverso? Perchè io credo in quella musica che sarà ancora grande e apprezzata tra 10 anni. Perchè credo che il pubblico non sia una massa di decerebrati, di idioti senza gusto che accettano qualunque cosa gli si imponga. Perchè credo che la musica sia più importante delle vendite o delle classifiche. La musica pop è morta. E io sono qui per resuscitarla! Enjoy!”

BARBAGALLO : QUARTER CENTURY (DIGITAL C-25 EP)

http://42records.bandcamp.com/album/barbagallo-quarter-century-digital-c-25-ep Dalla 42 Records: Carlo Barbagallo, chitarrista, seconda voce, tuttofare degli Albanopower, è in realtà uno che non si ferma un attimo. Come solista ha già pubblicato un album e un’ep molto apprezzati sia dalla critica che dal pubblico. “Quarter Century” forse rappresenta il suo passo più ambizioso. Un album realizzato interamente in collaborazione con altri musicisti, tra cui i soliti Lorenzo Urciullo e Toti Valente (Albanopower, Colapesce), Francesco Cantone (Tellaro), Michele Alessi (Cpt. Quentin, Vinsent), Ignazio Nisticò (Camera 237) and Salvo Sultano (Music for Eleven Instruments). Ogni brano è una storia a sé. I suoni scelti sono di diverso stampo e i brani alternano alla forma canzone classica anche momenti di stampo più sperimentale. La versione che esce per 24 (questa versione in free download) ha la forma di un EP digitale (5 brani), mixato e masterizzato per suonare come una musicassetta registrata negli anni ‘80. Una C-25, per la precisione. Un’altra delle folli idee di Carlo, perfetta però per dare all’intero lavoro un’impronta lo-fi ben riconoscibile. Per scaricare l’Ep è necessario registrarsi.

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Play MoveOut

Megafaun Heretofore

Genere: Pop/Folk Etichetta: Hometapes / Crammed / Radium

Data: 09/2010

Un minialbum, anticipo dell’album vero e proprio previsto per questa primavera. La loro terza uscita. Facciamo prima un po’ di storia. I Megafaun sono oggi un trio formato da Joe Westerlund e i fratelli Brad e Phil Cook. Si chiamavano DeYarmond Edison all’inizio, quando la formazione era capitanata ancora da Justin Vernon, che lasciò il gruppo per mettersi poi in proprio con il nome di Bon Iver. Le loro produzioni non sono mai state molto ricche per brani, ma sicuramente molto interessanti. Definirlo folk è sicuramente riduttivo, inappropriato. Sei tracce ben confezionate, ognuna con una propria identità. Fra queste spunta un chè di psichedelico, unito a percussioni e batterie appoggiate, che rimandano a terre lontane, del nord, ampie distese bianche. “Megafaun is on an adventure in the Great White North”, si legge sul loro sito. Strumenti come il Banjo, chitarre acustiche, percussioni, fraseggi di armonica gli danno l’anima folk (Bonnie’s Song), Voci e cori a volte sussurrati a volte più incisivi un tocco più Pop, molto british (“Eagle”). Molto interessante “Comprovisation for Connor Pass”, dodici minuti in cui la leggerezza degli arrangiamenti della prima parte (arricchiti anche da frasi di violoncello) si mescolano a fraseggi psichedelici di chitarre, flauti, ritmi di batterie Jazzy. Molto convincente la produzione. Un piccolo gioiello per cultori. Attendiamo la prossima primavera per ascoltare l’opera completa. Guido M

The Banditi Achtung!

Genere: Etnica / Punk Etichetta: Cinico Disincanto Data: 11/01/2011 Due generi, così diversi, l’etnica, con darubuka, didgeridoo, djambe, cori balcanici, il punk, con chitarre elettriche che sovrastano ritmi incisivi di batterie acustiche e melodie vocali. Connubio interessante e riuscito. Un legame che sicuramente non passa inosservato è l’utilizzo di suoni elettronici che fanno capolino tra i riff distorti (“La maison de l’amour”). Gran bella traccia “Ricco e famoso”. Un incontro tra fraseggi in armonica minore (applicate a scale orientali, suonati all’unisono con fisarmonica e “chitarrona elettrica”), levari reggae, bassi e casse ska, fraseggi metal. Azzardato e di difficile catalogazione, ma perfettamente riuscito! Sonorità più tipiche quelle di “Se ti accontenti ti penti”. Con “Globalover” troviamo un feat. di Piotta. Bel pezzo, ottimi fraseggi di trombone sottostanno a chitarre quasi funk. Melodie vocali azzeccate. Testi non troppo impegnati. “Afghandub”, scandito nella partenza dal Didgeridoo e da melodie “arabian”, vede la feat con Gino cantante dei Kultur Shock. Anche qui si percepisce il remind a cori tipici dei balcani. Mi sento proprio di dire: “Lasciate[li] cantare con il macete in mano”. Ottima produzione (registrato tra Roma e Colonia), produzione artistica di Hannes Jaeckl (Exodus, Paradise Lost, Elvis Jackson). “Achtung” a non perdervi l’uscita. Guido M move out 2010

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MoveOut Play

Bassi Maestro and Dj Shocca Musica che non si tocca Genere: Hip Hop

Etichetta: Unlimited Struggle Recordings

Data: 11/2010

Due nomi storici e punti di riferimento della scena hip hop Italiana: Bassi Maestro, rapper Milanese e Dj Shocca, produttore di spicco della scena hip hop Italiana. Gusti, finalità, target comuni. Questa unione è stata ufficializzata in questo disco “Musica che non si tocca”. Direi che hanno soddisfatto completamente tutte le aspettative. Un rootz rap, suoni fondamentali, riscoperti, un regalo alle nuove generazioni che si avvicinano a questo genere spesso e volentieri troppo “elettronizzato” nelle produzioni attuali. Un bel disco in cui si respira la polvere del vinile, il sound vintage dei vibes ormai dimenticati (“per la vita” feat Mic Geronimo). Drums prettamente analogiche, campionate. Rime sempre ben riuscite. Parole semplici ma ben incastrate, a volte nostalgiche, attaccamenti a ciò che ha fatto crescere, senza troppa speranza per il futuro. Amore non ideale ma reale, quello vissuto tutti i giorni, nel mondo dei social network. (“L’amore dov’è” feat Ghemon). Un feat con Maury B da Torino (dopo un lungo periodo di silenzio), in “Il suono originale”. “Solo” 8 tracce, ma “Musica che non si tocca” rappresenta, al di là della pura produzione discografica (peraltro notevole), intere generazioni che sono cresciute con questa musica e ne hanno fatto uno stile di vita e un proprio modo di comunicare. Disco da avere. Guido M

Mic Meskin Commando Genere: Hip Hop

Etichetta: VibraRecords

Data: 11/2010

Primo disco per i Mic Meskin, duo Italo Marocchino di Bologna, formato da Nunzio e Lama Islam. “Commando”, testi piuttosto duri, e ben confezionati. Suond particolare. L’utilizzo dell’autotune (“Stesso sangue”), così come impongono le nuove produzioni, unite a beat più rootz, accompagnate da arrangiamenti minimali di piano e synth vintage rendono questa produzione originale. Brani molto musicali, ben arrangiati (“Vedo”) con ottimi “cuts” , i tagli dei campioni che fanno così caratteristico questo genere. Ottimo old school proposto in “Straniero”, che mi riporta ai tempi delle “Posse” degli anni ’90. Gran bel remix di “Business Paradise” feat Gora. Un disco che afferma il neo-duo di Bologna. I temi sono quelli di vita di periferia, di realtà quotidiana, problemi e dinamiche di quartiere. Decisamente poco felice la rima in Business Paradise, peraltro brano ottimo per un sound squisitamente vintage, “...voglia di rubare quando vedo un frocio in ml...”. Penso sia sufficiente a far incazzare molta gente! (..la rima è casuale ma d’altronde qui si fa Hip - hop). MasterKush

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The Urban Noize Radio Stream 18

www.urbannoize.com:8000/urbannoize 2010 move out


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Piccola banda Brigante Certi Ricordi

Genere: folk, canzone d’autore Etichetta: Loser’s Company Records

Data: 19/11/2010

E’ un fatto, forse strano forse no, che nel folk d’autore di casa nostra, nonostante raramente emergano novità stilitiche (si sprecano le citazioni al solito De Andrè, ma anche a tanti altri...), i risultati spesso siano buoni, se non brillanti. Comunque sia, la cosa salta all’occhio e, se volete farci caso, pare anche, in qualche modo, legata alla “terra”. L’Emilia Romagna, per la sua particolare “fertilità” e “clima” (...ogni riferimento al colore ..è implicito..), sembra essere ideale per la coltura intensiva proprio di questa musica popolare indipendente, un po’ impegnata, non colta, folk, acustica, diciamo d’autore. Terminate le metafore agricole, la Piccola Banda Brigante è un buon rappresentante di tutto ciò, ancorpiù pensando che questo è un disco d’esordio. “7:43”, a ragione scelto come singolo, apre con una beffarda e ironica storia di una giornata qualuque di un uomo qualunque. “Certi Ricordi” narra, attraverso gli occhi attenti della folk band romagnola, un’Italia provinciale, di periferia, affrontando temi a volte scottanti ma sempre con uno strano humor che li contraddistingue, e stando ben alla larga dalle banalità o dall’ingenuità che, di questi tempi, sono pericolosamente in agguato. Ma è soprattutto la musica che qui è .... semplicemente bella. Gli arrangiamenti valorizzano le sonorità calde, donate da uno splendido contrabbasso e dalla scelta degli strumenti per questo disco: piano, chitarre, percussioni, kazoo, scacciapensieri, violino e fisarmonica. E ancora di più riescono a valorizzare il testo di ogni canzone, con i frequenti cambi di ritmica, sottolineati dal pianoforte, dalle chitarre, o addirittura dalle distorsioni, spesso bandite da questo genere, che si alternano elegantemente alle parti acustiche (“Canzone del giorno e della notte”, “Nuvola”). Quello che si dice un esordio di livello. PIT

Andrea Papetti

L’inverno a Settembre

Genere: Cantautore Etichetta: Storie di Notte

Distribuzione: Egea

Data: 11/2010

11 tracce e una bonus track per Andrea Papetti e il Suo esordio discografico. Pennellate emozionanti su tele d’autore, magari innamorato. Questo mi viene in mente ascoltando questo bel disco. Testi e arrangiamenti molto curati. Un suono che scaturisce da strumenti prettamente acustici. Fatti suonare pieni e protagonisti grazie anche alla produzione artistica di Alessandro Svampa, noto per collaborazioni con Francesco De Gregori, Sergio Cammariere, Ron... Un viaggio in un mondo di strade, città, mari, in cui eroi indimenticabili come “Peppino Impastato” e il giornalista morto in Iraq “Enzo Baldoni” diventano assolulti protagonisti. Emozionante la recitazione di Piergiorgio Cinì del “Testamento” di Baldoni. Finalmente un disco coinvolgente, come da tempo no si sentiva nel panorama del cantautorato Italiano, con contaminazioni di rock, folk, jazz e ovviamente poesia. Il disco chiude con il brano “Banneri” di Pippo Pollina cantata in duo insieme all’autore palermitano. MasterKush move out 2010

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LUNATIK

Play MoveOut

COMPILATION vol . 4 in free download su www.moveout.it SEMETIPSUM “THREE” da “SEMETIPSUM” (Rare Noise Records) Un’incursione nei territori del jazz con Eraldo Bernocchi ed Harlod Budd, da ascoltare ammirando il libretto con le fotografie di Petulia Mattioli e i testi di Marco Pierini.

LE BRAGHE CORTE “BULLSHIT” da “HEY HEY HEY” (Maninalto! Records) Veterani della scena Power Ska, tornano con questo graffiante album. Tra i guest, il mitico Piotta.

DIEGO LEANZA “IO NON LO SAPEVO” da “DIEGO LEANZA I” (Autoproduzione) Da Napoli, un rock and roll raffinato e vintage che ci parla della realtà quotidiana. Con una lirica firmata dal fumettista Igort.

PICCOLA BANDA BRIGANTE “UN SABATO DI PACE” da “CERTI RICORDI” (Loser’s Company Records) Un pò buskers e un pò suonatori da strada, mixano tradizione cantautorale, folk europeo e puro divertimento sonoro.

DEADPEACH “NEL BOSCO” da “2” (Go Down records) Testi in italiano e un folgorante fuzz rock psych, con riff convincenti che rimandano alla falange più rock del progressive Italiano. http://www.myspace.com/deadpeach

BLUGRANA “SOLO IL SANGUE TRA DI NOI” da “BLUGRANA” (Autoproduzione) L’amore, l’amicizia, la deriva della nostra società: ecco i temi principali di questo lavoro nel segno del rock indipendente. http://www.myspace.com/blugranarockband

ALCOOL ETILICO “PARLANDO DI ME” da “ALCOOL ETILICO” (EnZone Records) Dalla lontana Lipari, un rock alternativo nel quale melodie dolci ed aspre si sposano con riff anni ‘70.

CARRICK “SKIP” da “NASTY AFFAIR” (EnZone Records) Strizzano l’occhio al brit pop inglese ma, da vera garage band, hanno un tiro molto più sporco e sanguigno. http://www.myspace.com/carrickita

THE MINISTRO “COMIZIO ALL’ITALIANA” da “TEMPI MODERNI” (EnZone Records) Ska, Reggae, Folk, Swing e Rock: ispirazione pura per un disco che è uno specchio dell’Italia di oggi. http://www.myspace.com/theministroband

MARLOWE “FINO ALLE OSSA”da “FIUMEDINISI” (Seahorse Recordings) Un indie rock a tinte fosche, che rimanda a suoni d’oltre manica arricchito da liriche poetiche e non scontate. http://www.myspace.com/marloweband

ALEX CAMBISE “OLTRE IL TEMPO” da “TRE VIE PER UN RESPIRO” (AIPM) Dopo anni a fianco di Primiero, finalmente Cambise ci lascia entrare nel suo mondo con brani che sono tappe di una crescita personale.

DANCE FOR BURGESS “I’M WIRED” da “SSA” (Mashhh! Records) Un disco partorito in una settimana. Un’urgenza creativa che porta alla luce piccole perle del migliore beat/ new wave.

TAVERNELLI FABRIZIO “ASPETTANDO IL VIP...” da “OGGETTI DEL DESIDERIO” (Lo Scafandro) Artista eclettico, dopo l’esperienza con gli AFA, Tavernelli sperimenta un cantautorato suonato ed essenziale. http://www.myspace.com/fabriziotavernelli

BAROQUE “LA FESTA DELL’ALLORO” da “ROCQ” (Hertz Brigade Records) E’ seventies e glam, cantautoriale e incazzato, energico come un live. E’ musica, al di là di tutto. http://www.myspace.com/baroquetorino

NASHVILLE “ROXANNE” da “VOICES INSIDE MY HEAD” (CPSR PRODUZIONI) I Police declinati al Jazz, al Blues, al Country, al sound solare e vivace della West Coast: ecco i Nashville! http://www.myspace.com/nashvilletrio

THE UNSENSE “LONDON TRACK” da “IL PIFFERAIO DI PANDORA” (Autoproduzione) Il viaggio di un uomo dalla disperazione alla rinascita. Vera chicca la copertina dell’album firmata da Corrado Roi di Dylan Dog.. http://www.myspace.com/theunsense

ATOMIKO KAKATO “SEA OF MY MADNESS” da “OLD WAVE PROPHETS” (Lo Scafandro) Ciò che negli anni ‘80 era l’ultima sensazione, oggi è irrimediabilmente “old school”. Ma ci piace. http://www.loscafandro.it/category/ atomika-kakato/

MARTIN SCHULTE “911” da “SILENT STARS” (Rare Noise Records) Dal Kazakistan, l’enfant prodige Schulte ci illustra la sua versione riveduta e corretta della techno dub berlinese. http://www.myspace.com/martinschulte move out 2010

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MoveOut Cinema

a cura di PierMario Mignone

Visioni

oltre il 3d E’ da un po’ di tempo che non si parlava più di olografia, quella tecnica fotografica che, sfruttando un raggio laser che interferisce con dei raggi ottici provenienti da un oggetto, registra e poi riproduce un’immagine che va oltre la tridimensionalità frontale, ma è a tutto tondo, quasi a 360°, come sospeso nel vuoto entro uno schermo, cilindrico o meno a seconda della tecniche. Una sorta di statua virtuale. Lo aveva già immaginato Disney in “Peter Pan” nel 1953, quando la fatina Campanellino fa la sua comparsa nella stanza dei piccoli protagonisti, soprattutto la visualizzò nella sua tecnologia “Guerre stellari” (1977) quando la principessa Leila registrata in un ologramma (in video diremmo “clip”) lancia il suo messaggio al fratello Luke e al Jedi Obi-Van Kenobi; “Minority Report” ne fece un riferimento imprescindibile per la storia. Ora una di queste tecniche si sta concretizzando nella realtà e l’utilizzo pratico dell’ “effetto paralasse”, come lo chiamano, ha già un prototipo per la trasmissione a distanza di ologrammi in tempo pressoché reale. Lo ha realizzato un team Dalla Samsung, che ha brevettato display olografici per futuri cellulari, già due anni fa correvano previsioni pessimistiche sul futuro del Blu-ray Disc: sarebbe stato presto soppiantato da altre tecnologie. Infatti si incomincia a parlare di HVD, non più “Digital” ma “Holographic Versatile Disc” cui, tra altri, sta lavorando la Sony che punta a realizzare a breve un disco da 20 strati e 500 Gb.

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dell’Università dell’Arizona guidato dall’insegnante di ottica Nasser Peyghambarian: il problema del “refresh” del segnale era già stato ridotto a due secondi e si è ora prossimi a raggiungere i fatidici 30 fotogrammi al secondo. La tecnica si serve di tre momenti-strutture: una serie di telecamere poste attorno al soggetto, almeno 16, riprende il soggetto da diverse posizioni, mentre un processore elabora i dati con una codifica laser per immetterli in una connessione Internet ad alta velocità. Un ricevitore decodifica il tutto per visualizzarlo con pulsazioni di un raggio laser interferente con un raggio di luce di altra provenienza, su uno speciale schermo ai polimeri fotorifrangenti. Si è perfino inventato il termine “hogel” per definire il nuovo “Holographic pixel”.L’effetto di totale tridimensionalità da

La Storex, società recente fondata da uno scienziato rumeno, annuncia a sorpresa un’altra novità: lo Hyper Cd in grado di contenere un Petabyte di dati con tecniche olografiche e materiali nuovi, compatibili però con gli altri Cd e Dvd con piccole modifiche. Sembrerebbe in controtendenza la Pioneer che invece crede ancora nel BD e ne ha approntato uno Super a 16 strati da 400 Gb, anche questo potrebbe essere compatibile con gli altri. qualsiasi punto si osservi l’immagine full color in movimento è ottenuto senza occhialini. Per ora la chiamano “telepresenza olografica” pensando ai possibili utilizzi pratici, la videoconferenza innanzitutto, poi nell’industria per l’elaborazione di prototipi anche con team a distanza, e analogamente nella chirurgia che già utilizza apparecchi robotizzati: le multinazionali, Ibm e Apple per dirne due, si sono ovviamente attivate fiutando la forte innovazione. Noi alla “periferia”, per ora dobbiamo accontentarci degli ologrammi a bassissimo livello che troviamo su bancomat , carte di credito e adesivi vari.


a cura di PierMario Mignone

Cinema MoveOut

Re-Visioni

L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, It.Fr.Sp, 1966 Era il suo film preferito, questo capolavoro di uno dei grandi padri storici della commedia all’italiana. Ed uno dei film più originali non solo del nostro cinema, e ciononostante piuttosto poco (ri)visto negli ultimi anni. In un indefinito Medioevo italico dell’ XI sec. si dipana l’avventura di una banda di cenciosi al comando di Brancaleone da Norcia (un inarrivabile Vittorio Gassman) e con il rigattiere ebreo Abacuc, per prendere possesso del feudo di Aurocastro in Puglia, come promette una pergamena rapinata ad un cavaliere di passaggio. Per strada, incontreranno Teofilatto, bizantino decaduto e disconosciuto dalla famiglia cui tenta di estorcere soldi con un finto riscatto, Zenone il monaco santo(ne) che li vuole guidare verso la Terra Santa, ma precipita da un “cavalcone santo” (un fragile ponticello sul fiume). Scampato alla peste per le brame di una vedova smaniosa, salvata una vergine dai briganti, però non sarà riconsegnata integra (“Brancami, Leone!”, ma non è stato lui…), Brancaleone viene salvato dalla condanna a morte in gabbia, la compagnia sarà poi assaltata da “li Saracini!”, condannati di nuovo a morte: li salverà proprio il cavaliere derubato all’inizio. Altra con-

danna, e finale salvazione da parte del redivivo monaco che stavolta li porterà davvero in Terrasanta. Dove incomincia il sequel “Brancaleone alla crociate”. Estendendo i contesti della commedia alla storia patria in suo momento buio e cruento, - tra Alto e Basso Medioevo -, riesce a mettere insieme la rivisitazione satirica e roboante del romanzo Aveva 95 anni, malato terminale di cancro, non aveva però paura della morte, “ma del giorno in cui avrebbe smesso di lavorare” aveva confessato in una intervista di Curzio Maltese. “Se dovessi esser costretto ad una vita che non è vita, la farei finita anch’io”. Così ha fatto, dal balcone della clinica in cui era ricoverato. Sereno come sempre, hanno detto i medici. cavalleresco ed eroico ed il suo contraltare picaresco, con un’immersione popolare nella bassa gleba: un mondo di sbandati e sbracati, illusi ed invasati, senza terra né parte eppure così coloriti e colorati da diventare straordinari campioni di un’umanità che tira a campa’ nell’intrico ingovernabile della Storia. Scelta decisiva è stata quella linguistica, - un misto di latino maccheronico

e un inizio di italiano volgare con infiltrazioni dialettali (del resto tre anni dopo, Dario Fo metteva in scena “Mistero Buffo”) -, cui hanno dato una impagabile energia creativa gli sceneggiatori Age e Scarpelli (“Sei tu Cavaliere?” “Et come non!” o “Ite, ite, ma per altro loco!”, “Amici, fratelli, soldati, una cosa sola emo a facere: scapuma!”). La fotografia di De Palma restituisce magistralmente i cromatismi e le atmosfere del tempo, ancor più i costumi di Gherardi (con qualche rimando al Kurosawa di “La sfida del samurai”, già “saccheggiato” da Sergio Leone in “Per un pugno di dollari”), mentre la musica di Rustichelli (tutti e tre gli autori hanno ricevuto il “Nastro d’Argento”) è entrata nel patrimonio popolare collettivo, insieme al titolo. Tanto che “Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon,” è stato l’estremo saluto al Maestro cantato dagli studenti romani mentre occupavano la stazione Termini. move out 2010

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MoveOut Cinema

a cura di PierMario Mignone

Percorsi

La commedia sentimentale Gran Bretagna

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La commedia romantica inglese ha avuto una sua stagione vivace non troppi anni fa, trovando il suo volto ideale nella sprovveduta, un po’ attonita personalità di Hugh Grant, pur sempre elegante e compito come un lord, e nelle storie brillanti dello sceneggiatore Richard Curtis. “Quattro matrimoni e un funerale” (1994) di Mike Newell e “Notting Hill” (1999) di Roger Michell (ideatore del serial tv Mr Bean) furono dei successi tanto inaspettati quanto clamorosi. Il primo, un fluidissimo soggetto dagli incastri perfetti, oppone due personaggi non troppo dissimili tra di loro: lei, Carrie, americana, ha sul curriculum trentatre esperienze maschili ma si fa impalmare da uno scozzese piuttosto danaroso. Lui, Charles, ne ha avute solo due, e rivela una sua avversione per i matrimoni, tant’è che è un cronico ritardatario alle cerimonie, oltre che gaffeur recidivo, ma ha un colpo di fulmine per Carrie. Il percorso verso il quarto matrimonio, inutile dirlo, passa per un imprevisto

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dietro l’altro, incluso il funerale dell’amico gay, e un vedersi e un lasciarsi sotto il segno dell’incertezza affettiva e sentimentale. Divertente e furbo nella sua finta satira al bel mondo, con un ritmo molto dinamico, elementi che ne hanno fatto il film britannico di maggior uncasso insieme a “Full Monty”. Successo ripetuto con “Notting Hill”, in cui la componente sentimentale è più spiccata con la storia di una amore tra un piccolo libraio (situazione già vista in “C’è post@ per te”) e la celebre diva, Julia Roberts, inseguita dai media, un amore che si sviluppa sul sentimento e non parla di sesso e che però ha ostacoli diversi, tra un indeciso fidanzato e la comparsa di un

ambiguo filmato di lei. Romantico e brillante, divertente sempre e quasi fiabesco, fu l’unico film che resse il confronto con il primo prequel di “Guerre Stellari”: tutto detto. Da scrittore di storie a regista, Richard Curtis firma doppio con “Love Actually”, tante storie d’amore cercato, perduto, cambiato, confuso, inespresso, che trovano una finale (con)fusione di personaggi di diversissima estrazione sociale alla vigilia di un Natale londinese. Hugh Grant è nel ruolo del primo ministro, scapolo che si innamora, non è una novità, della sua segretaria. Il cast è poderoso e la gestione delle possibili “declinazioni dell’amore” è abile e ben confezionata, ma costruita, meno naturale e pretestuosamente didattica nel suo lieto fine sempre e comunque. Dopo, sembra che la commedia romantica inglese si sia squagliata, assorbita in altri generi, come nel farsesco demenziale di “Funeral Party” di Frank Oz (GB.Usa.Germ., 2007, seguito dal suo remake Usa “Il funerale è servito” di Neil LaBute, 2010) o nel familiar movie con tensioni drammatiche in “Un matrimonio all’inglese” di Stephan Elliott (2008). Ritornerà? Forse non c’è più abbastanza humour in Inghilterra. (continua)


a cura di PierMario Mignone

Cinema MoveOut

Popoli

Hollywoodiani d’Australia Sin quasi dalle origini, a partire dagli anni ’20, Hollywood letteralmente draga il cinema mondiale attirando talenti come una calamita, ancor più con l’ascesa del nazismo in Europa. E’ fin troppo nota la presenza di Italiani di prima o seconda generazione, da Rodolfo Valentino a De Niro, da Coppola a Scorsese che li (si) chiamava “Italianamericans”. Meno percepita è invece la presenza degli Australiani e dei loro vicini neozelandesi: spesso incominciano a “casa”ma poi emigrano, si assimilano agli Americani e ai loro capitali di cui sono un investimento al rialzo, non sempre parlano delle loro origini, ma sono tutti bravi e bravissimi, creativi e innovatori. E famosi: serve presentare Nicole Kidman (hawaiiana ma cresciuta in Australia) e Russell Crowe? Chi non li conosce e non ne ha visti tutti i film ? Il “movimento” incominciò con Peter Weir nel 1975 con il misterioso, affascinante ”Pic Nic a Hanging Rock”, poi con successi planetari

come “Witness” (’85), “Truman Show” (’98) e “Master and Commander” (2003). Mel (chiamato anche “Mad”) Gibson: nessuno si chiederà chi era costui. Attore celebre da subito in patria con la serie post-apocalittica di Mad Max, poi regista e produttore dalla personalità discussa della “Passione di Cristo” (’04) e di “Apocalypto” (’06). Jane Campion, tre Oscar con il raffinato e romanticoconflittuale “Lezioni di piano” (’93), tema che ritorna in “Bright Star” (’10): percorsi femminili di disagio e conflitto psicosociale, come anche in “Ritratto di signora” (’96) da H. James. E poi Phillip Noyce (”Il collezionista di ossa” ’99), e Baz Luhrmann, geniale rivisitatore shakespeariano con “Romeo+Juliet” (’96), dei generi epocali

con “Moulin Rouge” (’01) e un “all-Australian movie” inclusi Nicole Kidman e Hugh Jackman, con l’epico e romantico “Australia” (’08). Quant’altri. Ma non bisogna dimenticare il più rivoluzionario come sceneggiatore e regista, produttore e creatore del più avanzato studio di elaborazione di effetti speciali, la neozelandese Weta cui si devono le strabilianti prestazioni della frontiera digitale, a partire dalla trilogia di “ Il Signore degli anelli”, senza la quale non sarebbe stata possibile la realizzazione del miracolo 3D, e campione planetario di incassi, di “Avatar”, che James Cameron ha deciso di “costruire” con Peter Jackson (stiamo parlando di lui, piccoletto e trasandato come un ragazzetto di periferia, ma grande per tutto il resto) alla Weta. Non solo lui: Steven Spielberg, un altro di cui nessuno dice: chi era costui, è andato da Jackson per mettere a punto la sua nuova superproduzione sulle avventure di “Tintin”, il popolare fumetto del giovane reporter belga. Lista del tutto incompleta: l’Australia è sì un’isola ma è anche un continente . move out 2010

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Events MoveOut

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MoveOut Events

Meravigliosa terra ricca di storia

Fot. La Torricella

Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo

Barolo

C as tigl ione Falle tto G rinzan e Cavour L a Morr a Monchiero Monforte d ’Alb

L’Unione di Comuni 28 42

2010 Luglio 2009 move out / Agosto

Vi augura Buone Feste


Events MoveOut

Barolo

Barolo, città e vino: un’unica anima

e

sapori.

Castiglione Falletto Castiglione dalla imponente fortezza

Grinzane Cavour

La porta delle Langhe

La Morra

Il Belvedere delle Langhe

Monchiero

Mons Clarus

Monforte d’Alba Mons Fortis: monte fortificato

Montelupo Albese

Tra mito e realtà: un paesaggio selvaggio

Novello

Marchesato dei Signori del Carretto

Roddi

Roddi dal celtico raud: fiume

Roddino

La bellezza preziosa delle piccole cose

Rodello

Alzi lo sguardo da Alba... ed é subito Rodello

Serralunga d’Alba La porta delle Langhe

Sinio

La città delle masche

Verduno

Dal celtico verd: terreno fertile

di Roddino Rod Rod llo ello e v o no Serr a ba M N lunga d’Alba Sinio Verdu ontelupo Albese

langabarolo.it 29 43 Lugliomove / Agosto out 2009 2010


MoveOut Special Cities

MichaelJackson Jackson Michael il nuovo album

La scomparsa di Michael Jackson è avvenuta proprio mentre l’artista dava vita al progetto di un nuovo album e lavorava con assiduità a delle canzoni che voleva espressamente condividere con i fan. Questi brani avrebbero semplicemente potuto aggiungersi a un ricco lascito di opere inedite di uno dei più grandi artisti al mondo. Tuttavia, come fu presto chiaro alla Michael Jackson Estate e a Sony Music, vi era l’obbligo non soltanto nei confronti dei fan di Michael, ma verso Michael stesso, di impedire che questa straordinaria musica rimanesse a prendere polvere. Si decise che l’album in fase di definizione doveva essere completato per bene, per poi venire pubblicato con una cura e un decoro che avrebbero reso omaggio alla sua memoria. Sebbene Michael non abbia potuto ultimare i brani come soltanto lui avrebbe saputo fare, ha lasciato una straordinaria serie di indicazioni sul suo progetto creativo, sotto forma di appunti e conversazioni dettagliate con le persone con cui stava lavorando o aveva intenzione di collaborare. Nel 2004 Michael, con l’aiuto di John Branca, all’epoca suo avvocato, terminò il rapporto con Sony Music e l’allora amministratore delegato, Tommy Mottola. Negli anni successivi, Michael lavorò a un progetto musicale destinato alla pubblicazione, delineandone il progetto creativo e incidendo le tracce che ne avrebbero posto le basi. Nel frattempo, la situazione alla Sony Music cambiò e Michael instaurò buoni rapporti con gli attuali dirigenti, con i quali lavorò all’album commemorativo per il 25esimo anniversario di Thriller, pubbli-

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cato nel 2008. Michael fu entusiasta di ricevere personalmente un disco speciale di multiplatino per quel progetto, nel corso di un ricevimento organizzato da Sony Music a Los Angeles nel febbraio 2009. Quando Michael riprese a lavorare al nuovo album, ridusse progressivamente il numero dei brani e li rifinì mano a mano che la sua idea prendeva forma. Buona parte della registrazione si svolse in segreto, lontano da occhi indiscreti. Durante un’intervista, Akon ha dichiarato che, dopo che il loro brano “Hold My Hand” finì su Internet a causa di una violazione dei sistemi di sicurezza, Michael e lui divennero estremamente cauti in merito alla location delle registrazioni, onde evitare il ripetersi di simili abusi. Akon: “Dopo quell’esperienza diventammo tutti super-protettivi. Lui di più, però. Diceva ‘Ok, dobbiamo risolvere questa faccenda. Lavoreremo fuori casa. Non lavorerò più in studio’”.


Lifestyle MoveOut Ciononostante, Michael aveva ancora intenzione di scrivere, incidere e pubblicare la sua opera per i fan. Neff-U (Ron Feemster) ha raccontato in un’intervista di aver lavorato con Michael poco prima della sua morte, e di aver testimoniato il suo rinnovato desiderio di scrivere musica da condividere con il mondo: Neff-U: “Diceva ‘Dobbiamo offrire un regalo al mondo. Dobbiamo dargli queste canzoni…’”. Molte persone, tra cui Neff-U, Eddie Cascio e Frank Dileo, manager di Michael al momento della sua morte, sapevano che Michael intendeva continuare a registrare una volta trasferitosi in Inghilterra per l’inizio di quelli che sarebbero stati i concerti alla O2 Arena, le cui prove sono state immortalate nel film di enorme successo Michael Jackson’s This Is It. Eddie Cascio: “L’idea era di proseguire con la registrazione a Londra. Durante le settimane o i giorni liberi, avremmo registrato nello studio che avrebbe fatto allestire nella sua casa di Londra… Aveva detto chiaramente che voleva che io fossi lì con lui per continuare a lavorare alle canzoni… Era determinato a intrattenere ancora una volta i suoi fan con la sua musica”. Dopo che la Estate fece un inventario dei brani ai quali Michael stava lavorando, si decise che, per portare a compimento l’opera di Michael e renderle giustizia, molti dei produttori e degli artisti cui aveva affidato i suoi brani in vita o coloro con cui aveva intenzione di lavorare sarebbero stati invitati a trasformare la sua idea in realtà. Utilizzando le indicazioni che Michael aveva fornito con i suoi appunti, la sua voce e le idee creative che aveva condiviso, hanno preso le canzoni in stadi di produzione diversi e hanno ultimato l’album.

Akon ha avuto quindi l’opportunità di terminare finalmente “Hold My Hand”, brano che non era ancora pronto quando finì su Internet dopo che Michael e lui l’avevano inciso. Akon: “Finalmente è arrivato il momento: ora, nella sua versione finale, è una canzone incredibile e bellissima, un vero e proprio inno. Sono molto orgoglioso di aver avuto la possibilità di lavorare con Michael, uno dei miei idoli di tutti i tempi”. Tre dei brani contenuti in Michael sono nati in un contesto relativamente ordinario. Da tempo Michael era amico dei Cascio, una famiglia di periferia che aveva conosciuto perché il capofamiglia Dominic era uno dei manager del Helmsley Palace Hotel, dove Michael soggiornava regolarmente quando andava a New York. Concedendosi una tregua dalla frenetica vita di superstar, Michael Jackson andava a cena a casa di Dominic e Connie e divenne mentore dei figli Eddie e Frank, i quali, una volta cresciuti, iniziarono a nutrire aspirazioni musicali. Nel 2007 Michael e la sua famiglia trascorsero quattro mesi a casa della famiglia Cascio nella Bergen County, nel cui piccolo studio di registrazione sono stati incisi i brani “Breaking News”, “Monster” e “Keep Your Head Up”. Frank Dileo, ex manager di Michael, ha confermato di aver parlato con Michael al telefono diverse volte mentre questi si trovava nell’home studio dei Cascio a registrare con loro, e ha dichiarato che Michael “era emozionato ed entusiasta della musica e di quell’esperienza”. Il fatto che fossero “voci guida” o demo non inficia minimamente la qualità o l’autenticità di quella voce. Infatti, da quando è stato annunciato che “Monster” sarebbe stata inclusa in Michael, 50 Cent (Curtis Jackson) ha confermato che Michael l’aveva contattato personalmente perché desideroso di collaborare con lui in quel move out 2010

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MoveOut Special Lifestyle brano. Il giorno in cui la tracklist dell’album fu annunciata pubblicamente, 50 Cent mandò un messaggio ai suoi fan su Twitter dicendo che “prima di morire, michael mi ha contattato per fare questa canzone. sarà una bomba. è da lui che è partita l’idea”. In seguito, in un’intervista precedente alla pubblicazione di Michael, 50 Cent ha raccontato che è stato il suo DJ a dirgli che Michael era interessato: 50 Cent: “… era interessato a lavorare con me, e ha detto che aveva qualcosa che voleva farmi sentire, una canzone che aveva creato e che sarebbe stata perfetta per una collaborazione con me…” Sebbene buona parte dell’album sia il frutto di nuove ispirazioni e del lavoro svolto da Michael insieme ad artisti contemporanei, alcune canzoni, come spesso accade, hanno dovuto aspettare a lungo prima di trovare il disco giusto. Due brani di Michael, “Much Too Soon” e “Behind The Mask”, sono in linea con lo spirito delle canzoni per le quali Michael avrebbe alla fine trovato una dimora. In realtà è stato John McClain – uno dei co-esecutori della Estate e produttore del brano “This Is It”, pubblicato lo scorso anno all’interno dell’album che accompagnava l’acclamato documentario Michael Jackson’s This Is It – a scegliere di lavorare a entrambi i brani. “Much Too Soon” è stata scritta all’epoca di Thriller, ma Michael non aveva mai trovato l’album giusto per lei. Anche “Behind The Mask” risale agli anni ’80, quando Michael sentì il brano eseguito dagli Yellow Magic Orchestra e contattò Ryiuchi Sakamoto per chiedergli il permesso di scriverne il testo. L’”autenticità” di tre canzoni Il debutto di “Breaking News”, uno dei tre brani che Michael ha inciso a casa della famiglia Cascio, in New Jersey, ha sollevato dubbi sull’”autenticità” di quelle canzoni. Si è quindi innescata una sequela di teorie bizzarre da parte di persone in cerca di attenzione o che si professavano a conoscenza di una vasta cospirazione. Un tabloid londinese ha pubblicato la

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dichiarazione di un imitatore italiano di Michael armato di questi “fatti”: ritiene che Michael possa aver registrato i brani in segreto, in uno studio in Svizzera, “dopo essere stato contattato da un uomo, che pensa venisse dal Bahrain, per le sedute di registrazione, e ha pagato 2000 euro per brano”. Consapevoli dell’importanza della memoria di Michael e di quanto lui tenesse ai suoi fan, la Michael Jackson Estate e Sony Music si sono adoperate per provare l’autenticità dei brani prima ancora che fosse annunciato che sarebbero stati inclusi nell’album. Come ha illustrato in dettaglio Howard Weitzman, avvocato della Estate, in una lettera circolata tra i fan di Michael: Sei dei produttori e tecnici del suono che avevano lavorato con Michael negli ultimi 30 anni (Bruce Swedien, Matt Forger, Stewart Brawley, Michael Prince, Dr Freeze e Teddy Riley) sono stati invitati ad ascoltare i provini dei tre brani in questione. Hanno tutti confermato che la voce è di Michael. Di conseguenza, Sony Music ha concluso: “Abbiamo completa fiducia nei risultati della nostra lunga ricerca e nei resoconti di coloro che erano in studio con Michael, secondo i quali la voce che si sente sul nuovo album è la sua”. L’album è stato masterizzato e preparato per la pubblicazione utilizzando un murale creato dall’artista Kadir Nelson per la copertina. Il murale rappresenta visivamente la storia della vita e della carriera di Michael, e raffigura le persone e gli avvenimenti che l’hanno influenzato. Cosa riserva il futuro all’enorme quantità di brani straordinari che Michael ha lasciato? L’obiettivo immediato della Estate e di Sony era completare quest’album che l’artista aveva iniziato a realizzare, scegliendo la serie di brani che meglio rappresentavano la miscela di nuova creatività e suoni vintage che Michael amava creare. Sebbene sia troppo presto per annunciare specifici progetti futuri, si può affermare con sicurezza che, visto quanto Michael teneva ai suoi fan, la selezione e pubblicazione di tali opere si svolgerà in modo da rendere onore alla sua memoria.


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DA NORD A SUD IN GIRO PER PIAZZE Anche quest’anno una rapida “overview” dei capodanni nelle piazze e teatri (qualcuno) d’Italia. Tanta voglia di fare un po’ di rumore, sotto palazzi settecenteschi, grattacieli di vetro, industrie abbandonate. Ce n’è un po’ per tutti. A ritmi di Reggae, pop, rock, elettronica, teatro. A Voi la scelta!

Incominciamo dalla capitale. Sembra che Claudio Baglioni sia protagonista per la notte di San Silvestro. Una notte per gli amanti della canzone d’autore. Non sicuramente originale come scelta artistica ma di sicuro impatto emotivo. Al Teatro Vittoria, sempre a Roma uno spettacolo molto interessante con i Kataklò, danzatori, sospesi in equilibrio tra danza, sport e poesia. Per gli amanti della Drum’n’bass, allora è imperdibile il concerto dei LNRipley al Brancaleone. Un suond potente e preciso. Una bomba! Ci spostiamo a Siena dove si esibiranno il 31 Dicembre Paolo Belli & Big Band, Irene Grandi, Giusy Ferreri. Una scelta “... capace di intercettare più gusti musicali” – ha fatto notare il sindaco, Maurizio Cenni, durante la conferenza stampa di presentazione – “che saprà offrire

un evento originale e di qualità, un evento costruito per la città...”. Per chi ama il trash o l’Hip – hop, allora vada a Rimini a sentire lo Zoo di 105 e Tutto Esaurito con special guest Fabri Fibra. Sarà

sicuramente una serata divertente. La serata prenderà il via alle 23.00. I dj accompagneranno gli spettatori nel nuovo anno con fiumi di spumante . E si ballerà fino al mattino con l’animazione, la musica e i gadget di Radio 105. Per gli amanti della canzone nostalgica e d’autore, si consiglia Mantova e il concerto di Ruggeri (non ancora confermata). Un po’ di risate a ritmo di un gran bel sound? C’è Elio a Firenze in Piazza della Stazione. Non sarà solo ma in altre tre piazze, Funck Off, Millennium Gospel e la musica classica del maestro Giorgio Lanzetta. Tutti i concerti ad ingresso libero e trasporti gratuiti per tutta la notte. A Salerno il concerto di Biagio Antonacci in Piazza Amendola, alle 22.00. Ovviamente gratuito. Ad Avellino si festeggerà l’ arrivo del 2011 con move out 2010

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MoveOut Lifestyle il concerto dei Negrita in Piazza Garibaldi. Sarà Mango il protagonista del prossimo Capodanno 2011 a Cagliari. Numerosi palchi saranno allestiti in tutte le piazze del centro storico, ma il concerto principale (come da tradizione) si terrà sul palco allestito nel Largo Carlo Felice. Immancabile a Lecce il concerto dei Sud Sound System e Après la Classe nel centro fieristico «Lecce Fiere», in piazza Palio. A Corato, sempre in Puglia il live di Giuliano Palma & The Bluebeaters. Al Palasport di Carnera, (Udine) un po’ di Politica satirica con Beppe Grillo, mentre al Politeama Rossetti, per i più piccini una bella serata con lo spettacolo “Playhouse Disney Live!” che porterà in scena gli episodi delle quattro famose serie tv preferite dai bambini Tornando a Roma al Teatro Quirino troviamo Massimo Ranieri a all’auditorium parco della musica Antonello Venditti. Renzo Arbore? Al Gran Teatro. Sempre a Roma. A Pdova al Gran Teatro Geox si esibisce Antonio Albanese . Queste solo alcune delle proposte suggerite. Ma in realtà tutte le città la notte di San Silvestro si svegliano con festeggiamenti, fuochi d’artificio, concerti, cabaret. Penso che sia uno dei momenti più suggestivi per vivere l’anima di una città. Strade innevate, piste da sci, fiaccolate per i sentieri, spiagge, sole, 20 gradi, giubbotti pesanti, vestiti da sera scollati. L’Italia è tutto questo da Nord a sud, dalle piazze ai vicoli infarciti di mistero e storia. Il nostro consiglio? Vivete la Vostra Città!

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LnRipley

Un po’ di estero...

Capodanno a Londra.

[da Quilondra.com] La notte dell’ultimo dell’anno gli eventi e le iniziative organizzate nella capitale sono tantissime, per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma la festa delle feste per il Capodanno a Londra è quella che si tiene all’ombra del Big Ben con i bellissimi fuochi artificiali che, allo scoccare della mezzanotte scandita dai 12 magici rintocchi della torre dell’orologio più famosa del mondo, illuminano di mille colori tutto il tratto di Tamigi di fronte al London Eye. In realtà tutte le città la notte di San Silvestro si svegliano con festeggiamenti, fuochi d’artificio, concerti, cabaret. Penso che sia uno dei momenti più suggestivi per vivere l’anima di una città.

E’ bene sapere che è pressochè impossibile conquistare un posto “in prima fila” se non si arriva per tempo: i ponti che delimitano il tratto di fiume, animato per l’occasione anche da decine di imbarcazioni illu-

minate a festa, vengono chiusi da un imponente servizio di sicurezza mano mano che questi si affollano. Senza considerare che la notte del 31 dicembre sia la stazione di Westminster con St James’s Park ed Embankment, sulla Circle Line, vengono chiuse già a partire dalle 21.00 proprio per evitare che la gente si ammassi e si schiacci a vicenda: al Capodanno sul Tamigi infatti partecipano ogni anno milioni di persone, e non per modo di dire. Animatissima, ma meno suggestiva del Capodanno sul Tamigi, la festa a Trafalgar Square (tube più vicina Charing Cross, sulla Northern o Bakerloo Line), dove ogni anno la folla in festa vi si riversa (talvolta usando pure la fontana) salutando l’arrivo del nuovo anno in compagnia degli eventi organizzati dalla Greater London Authority. Pur essendo un “evento minore” (ed è minore per modo di dire), quello di Trafalgar Square vede come protagonisti centinaia di migliaia di persone, per cui preparatevi ad essere amichevolmente spintonati con la speranza che a farlo magari sia una bella ragazza inglese.

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Lifestyle MoveOut Capodanno Vienna

[da capodannovienna.com] In questo periodo è molto amato il MuseumsQuartier che coniuga piacevolmente arte e gastronomia. Un paio di vicoli più in là nello Spittelberg si sono sviluppati un mix affascinante di locali, negozi e artigianato artistico. Chi passeggia dallo Spittelberg in direzione del Gürtel troverà negli antichi archi della ferrovia metropolitana dozzine di piccoli locali alla moda che la sera animano l’area che va dal Lerchenfelder al Döblinger Gürtel . Nel Triangolo delle Bermuda nel centro storico un bar si avvicenda all’altro e nelle ore serali c’è un movimentato e turbolento andirivieni. Più

silenzioso e per pretese più esigenti si presenta il quartiere intorno alla Bäckerstrasse e la Sonnenfelsgasse . Particolarmente attrattivo è il Naschmarkt di Vienna , uno scenario variopinto per acquistare frutta, verdura, carne e pesce che si è sviluppato negli ultimi anni in un luogo di ritrovo multietnico. Nel vicino quartiere Freihaus- Viertel l’offerta spazia dai Caffè, ad una libreria culinaria dove si cucina oltre ai tipici locali per studenti. Andando verso la periferia della città attorno alla piazza Margaretenplatz ci si imbatte nel fascino dei sobborghi con le antiche case Biedermeier con piacevoli tavolini all’aperto

nei cortili interni (Schlossgasse/Hofgasse) e i tradizionali locali viennesi e stranieri lungo la Schönbrunner Strasse e la Wehrgasse. Un “grätzl” studentesco e l’ Alte AKH con un variegato mix di locali nell’area delle ex cliniche universitarie, un oasi di verde. Lungo la Währinger Strasse e un po’ nascosto nella Servitengasse si possono fare diverse scoperte culinarie. La vita notturna a Vienna è varia e interessante e questo lo si deve ad una miriade di piccoli club, lounge, locali e bar con deejay e musica per tutti i gusti che potrete visitare durante la vostra vacanza di Capodanno! GM

Cocktail of the Month Sidecar

drink

What: Cocktail

Coc How:

10 succo di lime 10 succo di limone 40 cointreaux 40 cognac 2/3 cubetti di ghiaccio Preparare il cocktail in uno shaker con ghiaccio. Servire con scorza di limone o arancia.

Where:

Cocktail bar, lounge bar, discoteca

For Who:

Per un dopo cena sostenuto

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Veronika Dorofeeva

Ciao, mi chiamo Veronka. Sono di Novosibirsk, Siberia. Amo viaggiare, imparare nuove lingue, guidare la macchina, ballare e fare shopping. Mi piace anche lo sport. Pratico la Kickboxing. Ora vivo e studio MBA a Barcellona, una città fantastica, veramente calda in relazione al mio paese. Sono molto felice perchè questo sarà il mio primo natale caldo e soleggiato. Comunque, Buon natale a tutti Voi! Se vuoi diventare una MoveOut girl, invia le tue foto a: redazione@moveout.it

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2009 move 2008 2010 Luty out listopad

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MoveOut Girl

CATHERINE PHOTOGRAPH

MoveOut Lifestyle


Lifestyle MoveOut

FREDDO E NEVE?…

SCOPPIA LA FEBBRE DA RALLY! Se prendere il Bob e lanciarti da una discesa vertiginosa, completamente coperta di ghiaccio è stata l’mozione più grande che hai avuto da bambino, molto bene! Ora però sei grande, prendi l’auto e prova a fare lo stesso… e Tanti auguri!

L’attesa è finalmente terminata. La colonnina del termometro è scesa sotto zero. Escono dall’armadio sciarpa, cappello, guanti. Ma non dimenticare…Il casco!L’ inverno è arrivato, con pioggia, freddo, vento, gelo, ma soprattutto lei, delizia e divertimento di ogni appassionato di propulsori: la neve! Si accende il motore e… si parte! Fuori c’è solo una luce fioca, è quasi tutto coperto da un manto bianco. C’è a chi fa venire voglia di stare in casa

Lande desolate coperte di bianco, strade completamente ghiacciate con auto che sfrecciano dietro l’incitazione del pubblico: è la febbre del Rally su ghiaccio!

davanti al camino sorseggiando cioccolata e a chi (temerario o pazzo?) sale al massimo l’adrenalina , prende di corsa il casco, e corre in auto, lanciandosi a tutta velocità sulle piste. Cumuli di neve da ogni

direzione, lande desolate coperte di bianco, strade completamente ghiacciate con auto che sfrecciano dietro l’incitazione del pubblico: è la febbre del Rally su ghiaccio! La passione che colpisce gli amanti dei motori (ma non solo) in questo periodo dell’anno e che sta rapidamente spopolando. Se prima era un “pallino” destinati a pochi eletti, oggi è diventata una vera e propria disciplina invernale a motore, praticamente aperta a tutti. Sempre che il cuore regga! move out 2010

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MoveOut Lifestyle Dalle dimostrazioni di “guida sicura su ghiaccio”, alle vere e proprie competizioni italiane e internazionali di Rally invernale con piloti specializzati, la passione per il motore sulla neve sembra rafforzarsi di anno in anno. Che si svolgano su circuiti regolari con tanto di salti e dossi, sorti come funghi, o su piste un po’ improvvisate che d’estate vedono solo Go Kart, la mania per questa disciplina è in piena crescita. Fare il passo da spettatore a protagonista è ormai troppo breve. Grazie ai prezzi meno proibitivi e alle giornate di “Avvicinamento alla guida” c’è la possibilità di sperimentare in tutta sicurezza (per quanto sia possibile), un’attrazione per l’adrenalina che ha appassionato tutti, fin da bambini. Che vi troviate al Circolo Polare Artico per assistere ad una competizione con spettacolare Raikkonen, oppure con un casco in testa a provare il circuito sulla pista Ice di Pragelato (TO) non fa molta differenza. L’adrenalina è assicurata! La tentazione di misurarsi con la guida di traverso in condizioni di scarsissima aderenza è forte, si sa, ma spesso l’inesperienza, la paura di

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Veri e propri bolidi da rally, pronti ad essere vissuti “in derapata”, su piste innevate appositamente scelte e a fianco di istruttori professionisti preparati.

commettere un errore o di scegliere location sbagliate tiene a freno l’istinto. Quale migliore occasione allora di un Corso di Pilotaggio organizzato da Scuole ufficiali? Sono moltissime e super organizzate, e mettono a disposizione dei partecipanti non soltanto auto stradali, crossover, e 4x4, ma veri e propri bolidi da rally, pronti ad essere vissuti “in derapata”,

su piste innevate appositamente scelte e a fianco di istruttori professionisti preparati per snocciolare preziose informazioni tecniche e sportive. Basta accettare la sfida. Una giornata a scelta per immergersi, dal mattino alla sera, in un’adrenalinica esperienza tutta “di traverso”, pensata per apprendere tecniche e pratiche di guida su fondo a scarsa o scarsissima aderenza ed acquisire sicurezza nella guida sulle strade ricoperte da neve e ghiaccio. Da una Mitsubishi Lancer Evo X stradale, N4 da rally, una Pajero 3.2 DI-D 200 cv 3 e 5 porte ad una ASX, nuovo modello della gamma. Questo, ad esempio, è il variegato parco mezzi a disposizione dei partecipanti che si cimentano sui seicentocinquanta metri della pista “La Cascatella” a Castello Tesino (Trento). In questi corsi si alterna la teoria a tanta emozionante guida pratica, per affrontare esercizi sul trasferimento di carico, l’ingresso e l’uscita in curva, il controsterzo e il pendolo, ed un giro da passeggero al fianco di un istruttore professionista, per vivere la vera emozione di un rally sulla neve. Alessia Mangiapane


Lifestyle MoveOut

LA TUA ISCRIZIONE AL FAI SALVA L’ARTE E LA NATURA ITALIANE

ph. Cammarata FAI - Giardino della Kolymbetra Valle dei Templi, Agrigento - Concessione della Regione Siciliana, 1999

Il tuo amore per l’arte, il paesaggio e la natura italiani è prezioso per l’Italia. La tua iscrizione al FAI rappresenta un contributo concreto per aiutarci a proseguire nel nostro instancabile lavoro di tutela del patrimonio artistico e paesaggistico italiano che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Un compito infinito che non ammette soste e che ha bisogno dell’aiuto di tutti. Anche del tuo. Il FAI ha salvato 45 Beni naturalistici e artistici di cui 21 aperti al pubblico di straordinario valore in cui vengono organizzati eventi, concerti, mostre e iniziative sportive. Ti aspettiamo!

Il FAI è una fondazione no profit che opera grazie al sostegno di istituzioni, cittadini e aziende per la tutela dell’arte, della natura e del paesaggio italiani. Per informazioni e iscrizioni: 02 4676 15260/05/09 - aderenti@fondoambiente.it - www.fondoambiente.it Per donazioni: ccp n. 11711207 intestato a FAI oppure con carta di credito, assegno o bonifico bancario

www.fondoambiente.it move out 2010

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THE CITY OF CHRISTMAS:

BABBO NATALE PREFERISCE LA TINTARELLA? Hyvää Joulua! Merī Kurisumasu! Merry Christmas! Che siate fra le montagne coperte di neve, trainati da cani su una slitta o immersi in un paesaggio da fiaba. Nelle strade illuminate da migliaia di lampade fra i grattacieli, oppure in bikini a banchettare in spiaggia con enormi tacchini. L’augurio che riecheggia è sempre lo stesso: Buon Natale!

Se vi trovate dalle parti del Polo Nord in questi giorni (a parte farvi i complimenti per il coraggio...) è tappa d’obbligo la città del Babbo più famoso del mondo. Il caro vecchietto, forse colpito da troppo entusiasmo senile, ha infatti deciso di prendere la propria residenza nelle vicinanze della città di Rovaniemi nella Lapponia finlandese. 15 gradi sotto zero e umidità al 98 per cento nove mesi l’anno, non hanno scoraggiato il nostro eroe dal cappuccio rosso, che oltre sessant’anni fa ha deciso di fare i bagagli e trasferirsi con folletti al seguito in queste lande coperte di neve, dando vita ad

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un…entusiasmante mondo fatato costruito all’interno di caverne sotterranee, dove aleggia la calda atmosfera natalizia (o allucinogeni? chi può dirlo!). Joulupukki, che in finnico significa “capra di Natale” è il nome con il quale, (non si può dire brillando per poeticità) il popolo finlandese chiama uno dei personaggi sicuramente più amati di sempre. Il Villaggio di Babbo Natale è un luogo di incontro dove si narra che riceva centinaia di migliaia di amici venuti da tutto il mondo. Un luogo dove le favole diventano realtà? Che ci si creda oppure no, sicuramente il Santa Claus Village è diventato un luogo di pellegrinaggio obbligato per gli amanti del genere. Con il suo “Santa Park”, nel quale si accede da una grotta sotterranea, si può trovare

tanto di galleria con negozi, mostre di sculture in ghiaccio, il laboratorio segreto degli elfi, la cucina di pan di zenzero (con annessi ristoranti), e perfino la stanza dove viene conservata la slitta ufficiale del Capo. Infine l’Ufficio Postale Centrale di Babbo Natale. Un mondo di meravigliose cartoline, francobolli e regali unici. Dove è possibile sedersi nella stanza del camino e scrivere un messaggio agli amici in tutto il mondo. Ci penseranno poi gli elfi postali ad inviarli sia a Natale che in piena estate. È perfino possibile ordinare (con un comodo pagamento Visa o Mastercard di circa 8 euro) una lettera di Babbo Natale che egli stesso spedirà prima della Vigilia. Tutte le lettere e le cartoline vengono timbrate a mano con il timbro speciale dell’ufficio postale di Babbo Natale, su apposito francobollo da collezione, personalizzate con il nome del prescelto e le parole scelte dal “Vecchio” in persona. Migliaia di visitatori ogni anno non sono pochi, ma l’organizzazione “elfica” pare essere la migliore. Dalla neve alla sabbia. Se per le


Cities MoveOut

The Bondi Beach, Sydney © Rabs003

Sulle calde rive di Sydney in Australia. Il Natale delle tre S: Sole, Surf, Sabbia e Sport!

feste gradite qualcosa di meno…nordico, basta un piccolo salto dall’altra parte del globo e oplà! Siamo approdati sulle calde rive di Sydney in Australia. Il Natale delle tre S: Sole, Surf, Sabbia e Sport! La celebrazione del Natale in Australia è un misto di usanze,con parate di surf, grandi piatti di pesce, barbecue sulla spiaggia e tanto sole, e tradizione europea, fatta di piatti caldi, Babbo Natale e campanelli. Numerosi eventi si celebrano in tutto il Paese: dai canti natalizi alla famosa regata Sydney-to-Hobart, che attira molti partecipanti da tutto il mondo. Giovani e anziani prendono tutti i loro cestini da picnic e si godono l’atmosfera di festa. Per molti il Natale di l’Ufficio Postale Centrale di Babbo Natale. Un mondo di meravigliose cartoline, francobolli e regali unici. Dove è possibile sedersi nella stanza del camino e scrivere un messaggio agli amici in tutto il mondo.

Sydney è alla Bondi Beach la spiaggia più apprezzata da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Ci si ritrova a festeggiare al sole, mentre si scambiano regali, si mangia, si beve e si nuota. Ma il Natale in Australia non sarebbe tale

senza il cricket. Uno degli eventi più attesi è la partita del giorno di Santo Stefano che si tiene al Melbourne Cricket Ground, un pellegrinaggio per migliaia di persone australiani e non. Si sa che Babbo Natale parte solitamente dall’Oceano Pacifico e viaggia verso ovest. Visita prima il Sud Pacifico, quindi la Nuova Zelanda e l’Australia. Dopo di che, sale di colpo in Giappone lungo

l’Asia. A Sendai, una grande città del Giappone centrale, le strade da tempo vengono illuminate con migliaia di piccole lampade poste sui rami degli alberi. La Vigilia di Natale migliaia di persone partecipano alla processione, unica nel suo genere, dove adulti e bambini marciano vestiti da folletti o da Babbi Natale. Pur non trattandosi di una festa ufficiale nazionale e tantomeno religiosa, con appena l’1 per cento della popolazione giapponese cristiana, di fatto è divenuta una ricorrenza acquisita. E’ diventato un festival per le coppie. Come il giorno di San Valentino, è un tempo per gli amanti di condividere una cena romantica, di solito la sera alla vigilia. Insomma, ovunque vi troviate, potete sempre spedire le vostre lettere a Babbo Natale al seguente indirizzo: Joulupukki, Joulupukin Pääposti, FI-96930 Napapiiri, Finlandia. E se non dovessero rispondere?… beh, Auguri! Alessia Mangiapane move out 2010

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MoveOut Fashion & Design

E meno male che c’è Carla Bruni

Che di secondo nome fa Gilberta, ma questo probabilmente lo sanno in pochi perché portarsi dietro il nome del nonno, Tedeschi sarà anche onorevole ma Gilberta proprio no. Non è di classe e non pare proprio fine. Adesso però il secondo nome è oscurato dal ben più presente nome di Nicolas Sarkozy, suo attuale marito. Nasce a Torino qualche giorno prima del natale del 1976 e ci resta fino a sei anni quando la sua famiglia, una ricca famiglia borghese torinese, espatria a Parigi per mettersi al sicuro da un eventuale rapimento delle BR in quello che fu il periodo peggiore per il terrorismo in Italia. Dal punto di vista delle occasioni pare non le manchi nulla, scuole private in Svizzera e Francia e qualche anno alla Sorbona. Ma dopo la maggio-

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re età viene fuori prepotentemente il richiamo dell’arte che già suo padre aveva inseguito arrivando a diventare il direttore artistico del Teatro Regio. Diventa Supermodella per Dior, Paco Rabanne, Galliano, Lagerfeld, versace, arrivando a guadagnare svariati milioni di dollari

© Remi Jouan

all’anno. Sono gli anni delle foto poco vestite, del matrimonio con il filosofo Raphaël


Fashion & Design MoveOut

Enthoven, del red carpet. Il pubblico si divide ma chi la battaglia per impedire Ma Carla non è ancora l’estradizione di Cesare Batcritica Carla per la sua voce contenta e con il nuovo flebile, trova appoggio e tisti dal Brasile. E come tutti i millennio si dà alla musica. conforto nelle imitazioni di radical Chic che si rispettino, Armata di chitarra acustica e Fiorello che non risparmia tendono a sistemarsi molto di una voce delicata al punto battute allusive ed ironiche bene, lo dimostra il matrida spegnersi in passaggi sulla cantante, trasformanmonio con uno degli uomini dola in una super Snob, più potenti della terra, il particolarmente sottili, Carla compone in perfetto francese incapace di vivere fuori dai presidente della Francia. CarQuelqu’un m’a dit. Comincia lussi e dalle raffinatezze ed la è riuscita ad inimicarsi le il successo di Carla che viene esclamando ad ogni istante simpatie dell’italiano medio, invitata al Festival di Sanremo “Che Volgarità!” riuscendo a farsi benedire come ospite “quasi straniero”. Tuttavia la sua vita mondana persino dall’ ex presidente In molti iniziano a chiedersi è costellata da azioni degne della Repubblica Cossiga che perché non canta in italiano di un vero Radical Chic come di lei dice “siamo ben lieti che e la risposta arriva Carla Bruni non sia nel 2007 con un più italiana”. album in Inglese No Alla fine amata ed Promises. odiata sembra quasi L’11 luglio 2008 esce che chi la criticha lo il suo terzo album faccia in realtà solo Comme si de rien per una invidia maln’était, cantato intecelata. E’bella, ricca, ramente in francese, gira il mondo, si ad eccezione di due veste bene, ha fatto cover: You Belong un buon matrimoto Me, ed Il vecchio nio. Invidiosi…meno e il bambino di male che c’è Carla Francesco Guccini. Bruni. Finalmente un Luigi Ferrando pezzo in italiano. Carla Bruni e Sarkozy in versione Simpson nell’episodio The Devils Wears Nada move out 2010

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Quel Diavolo come Frate Indovino

La potenza di un marchio si nota da tante piccole cose. Oltre ai dati di vendita e alla bellezza di un certo prodotto, si basa anche sulla capacità dello stilista, o di chi per lui, di prendere decisioni a volte discutibili e azzardate, ma che possono fare la fortuna del brand stesso e in certi casi, più in generale, delle correnti di moda. Lo scorso febbraio, come ogni anno, si sono svolte le sfilate di Milano, il che non sarebbe un problema se non fosse per il fatto che da un paio di anni la direttrice di Vogue America - Anna Wintour - si ferma alle sfilate per non più di tre giorni in date prescelte appositamente dal suo staff. Qual è il problema? Il problema è che Anna Wintour è la più influente editorialista di moda al mondo. La sua figura amata e odiata dagli stilisti è in ogni caso necessaria per le griffe durante i giorni dedicati alle

sfilate. I marchi presenti a Milano si sono quindi affrettati a cambiare all’ultimo le date e gli orari delle proprie sfilate, in maniera tale da farle combaciare con la presenza della direttrice americana. Il presidente della camera della moda - Mario Borselli - tuttavia rimane molto critico verso gli stilisti. In Francia questo problema lo si dovette affrontare, e lo si affronta ancora oggi, come ha dichiarato Borselli: “Lo si fa con spirito di corpo e si dice no”. I nostri stilisti, forse per paura di rendersi ostile la più

famosa testata di moda su scala mondiale, preferiscono acconsentire spostando le loro sfilate secondo i bisogni dello staff di Vogue. Krizia, dal canto suo, ha risposto che non avrebbe spostato alcuna sfilata e che non gli sarebbe servita Anna Wintour per ‘fare moda’. Chissà, forse un primo atto di coraggio: ma gli atri la seguiranno? Giovanni Maria Picco, II anno Fashion and Textile Design IED Torino a.a. 09/10

La sposa del futuro

Come sarà la sposa del futuro? Dinamica? Spregiudicata? Sexy? Fashion victim? Aliena? Cyberpunk?

In occasione di Idea Sposa 2010, gli studenti di IED Moda Lab a.a. ‘10/11 dell’Istituto Europeo di Design di Torino hanno presentato La sposa del futuro, una coraggiosa visione

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applicata ad un tema stilistico spesso di richiamo tradizionale. In un’ottica di libertà creativa, unita ad un recycling intelligente, i giovani stilisti emergenti sono stati chiamati

ad intervenire manualmente su basi classiche di abiti da sposa e da sposo, restituendo a nuova vita capi da tempo dimenticati in vecchi bauli. www.ied.it


Fashion & Design MoveOut

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Whiskey e latte MoveOut For Her & Him

a cura di Luigi Ferrando

Cala l’inverno e molti alcolici da bere gelati proprio non vanno giù. Sembra triste bersi un Rum gelato con la cannuccia, facendo finta di essere ai Caraibi quando fuori c’è la nebbia, nevica e piove.

con la cannuccia, facendo finta di essere ai Caraibi quando fuori c’è la nebbia, nevica e piove. Non è il caso di attaccarsi ad una birra gelata se fuori ci sono dieci gradi sotto zero. Sembra una assurdità farsi una vodka al limone con il serio rischio di provocarsi una congestione. E allora benvenuti ai liquori dell’inverno, il Grog, il caffè valdostano con la grappa e soprattutto il bombardino bollente. Pare sia stato inventato, da un ligure che emigrato in montagna non ne poteva più del freddo, inventandosi una bevanda a base di VOV whiskey e latte, tutti bollenti. Il primo ad assaggiarlo esclamo, colto da una immediata vampata di calore “è una bombarda!” da li il nome bombardino. Oggi Vov mette a disposizione dei suoi estimatori un Bombardino già pronto, con tutto dentro, i Vovi, le uova, da cui deriva il nome e tutti gli altri ingredienti. Per cominciare una buona settimana bianca non dimenticate di rifare le lamine agli sci, portarvi le calze pesanti e comprarvi una bottiglia di Bombardino. Tra l’altro utile per togliervi d’imbarazzo in molte situazioni in alternativa al classico zabaglione, di cui tutti conosciamo la funzione primaria…

Desire di Htc

Il mattoncino della mela ha un competitor! Finalmente qualche cosa che non sembra un I-phone ma lo eguaglia e per certe cose lo supera. Si tratta del costosissimo e tiratissimo Desire di Htc. Pare che non gli manchi nulla, uno schermo enorme da 4,3 pollici che uniti ad una definizione wvga, lo rendono nitido al punto di poter quasi toccare le immagini. E proprio toccando e pizzicando le immagini si possono scegliere le schermate, spostare le foto, cambiare le applicazioni ed i Widget che possono rimanere aperti sullo schermo a pacchi da otto, tanto la memoria da un giga, come quella di molti portatili, tiene tutto a mente. La fotocamera dispone addirittura di 8 megapixel, flash, e tutto quanto occorra per realizzare ottime immagini e filmati. La costruzione è di grande qualità e sembra solido e compatto, con parti metalliche e parti in plastica pregiata. Il sistema operativo è l’evolutissimo Android, ultima generazione, da far paura. Tutte le operazioni sono semplici, veloci e fluide, l’interfaccia elegante e completo, GPS, bussola, accesso a Internet di altissima qualità e tutto quanto mente umana possa desiderare. Insomma non manca proprio nulla. Solo fate attenzione che se smanettate troppo on line e rimanete connessi tutto il giorno probabilmente la vostra tariffa vi costringerà a vendere un rene o un parente per pagare le bollette. Va comprato abbinato ad una buona tariffa, altrimenti va bene per piantare i chiodi.

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Profumo 1 Million

For Her & Him MoveOut

Quando si dice che la presentazione non è importante. La presentazione è tutto o quasi tutto. Io comprerei questo profumo anche se sapesse di aglio solo per la sua confezione eccezionale.

Sembra uno di quei lingotti d’oro riposti nelle banche Svizzere, con sopra inciso il valore. Si chiama 1 million ed è realizzato da Paco Rabanne. E’destinato a giovani rampanti che lasciano le chiavi della loro macchina al garagista mentre, con un impeccabile abito nero scendono sul red carpet, dove in molti non possono neanche accostarsi, abbracciati ad una bionda paurosa, verso la loro festa privata nell’albergo più bello di Londra. O almeno destinato a tutti quei giovani che vorrebbero essere così…però la fantasia galoppa e se basta qualche spruzzata di profumo per mettersi il cuore in pace allora ben venga. Anche Rabanne è stato un enfant terrible durante i suoi esordi nella moda e sognare non ha fatto mai male a nessuno. Menta Piperita, mandarino, pompelmo sono le note di testa di questo originale profumo, quelle centrali sono rosa e cannella e le ultime lasceranno sulla vostra sciarpa di seta note di cuoio e ambra. Pensateci quando pagate il parcheggio e tornate in mezzo al traffico con la vostra utilitaria, il cui profumo più marcato è quello dei tappetini umidi.

Jeans

Sono finiti i tempi tristi in cui per avere l’indirizzo di qualcuna bisognava pronunciare frasi tipo, scusi non ci siamo già visti da qualche parte, posso sapere l’ora, ti ricordi l’altr’anno in sardegna, scusi le ho pestato involontariamente un alluce. Sono finite le scene pietose a base di borsette sulla testa, derisioni pubbliche, frustranti circumnavigazioni.

Tutte le inibizioni crolleranno di colpo grazie a questa geniale invenzione tecnologica, timidi siete avvertiti. Se lei vuole lasciarti il suo indirizzo si metterà un paio di Jeans Angeldevil Tuch, l’innovativo Jeans dotato di un apparato elettronico che se sfiorato da un altro Jeans, rilascerà immediatamente tutti i dati necessari ad un altro prossimo incontro. Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico che contiene alcuni dei tuoi dati personali, i tuoi contatti face book o quello che vuoi. Mentre balli, con impetuosi colpi di bacino, potrai accorgerti che proprio in prossimità è giunta a tiro una ragazza munita di medesimo dispositivo. Come catturato da un vortice magnetico, cominci a girarle attorno come un barracuda, esponendo il tuo dispositivo fino ad arrivare a il dispositivo corrispettivo. In quel momento i due apparecchi si “Tuchiano” ed avviene la magia, i dati si riversano vicendevolmente. Se il dispositivo viene usato in condizioni non controllate o con eccessivo entusiasmo può provocare gravidanze indesiderate. Molto probabilmente però alla festa cui siete arrivati gli unici due jeans parlanti sono il vostro e quello del buttafuori e vi converrà non avvicinarvi troppo. move out 2010

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a cura di Arcygay.it

Gay & Lesbian MoveOut

Stop alle terapie antigay Apprendiamo con soddisfazione che l’Ordine degli psicologi della Lombardia ha condannato tutto il ciarpame parascientifico che va sotto il nome di “terapie riparative”, quei modelli terapeutici che vorrebbero inutilmente convertire gli omosessuali in eterosessuali.

L’ordine, in una delibera approvata ad ampia maggioranza dal Consiglio il 12 maggio 2010, è netto: “qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti… inoltre le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi”. Lo stop alle terapie riparative,

che segue quello dell’Ordine degli psicologi del Lazio (“Le terapie riparative non esistono. E’ come se un eterosessuale seguisse corsi terapeutici per diventare omosessuale”), viene a seguito di un esposto presentato da Arcigay all’Ordine lombardo. “E’ un pronunciamento di particolare valore”, spiega il presidente di Arcigay Paolo Patanè, “perché giunge a pochi giorni dalla Giornata Mondiale contro l’omofobia, su cui Arcigay è impegnata in decine di piazze in Italia, istituita proprio in occasione della cancellazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’omosessualità dalle malattie mentali nel 1973. Sappiamo che rari psicologi e psicoterapeuti italiani agiscono all’ombra delle parrocchie per convertire omosessuali in eterosessuali generando enormi

sofferenze ai gay e assurde speranze nei familiari e perpetuano stereotipi e pregiudizi negativi sulla base di credenze morali e religiose che partono dal presupposto errato e falso che l’omosessualità sia una malattia”. “Continueremo a lavorare” aggiunge Rebecca Zini, responsabile salute di Arcigay, “perché pronunciamenti come questi siano un punto di riferimento per coloro che svolgono la professione di psicologi, pedagogisti, assistenti sociali e psicoterapeuti. Linee guida certe ed inoppugnabili sono una garanzia perché gay e lesbiche che si affidano a professionisti nella difficile fase di accettazione possano trovare un valido supporto piuttosto che ostacoli e pregiudizi”. Paolo Patanè – Presidente nazionale Arcigay Rebecca Zini – Responsabile salute Arcigay

Nasce a Roma una biblioteca gay Non è la prima. In particolare esistono in Italia numerose biblioteche e centri di diffusione della cultura gay eccellenti come, tra i maggiori con 12 volumi e 5 mila video, il Centro di Documentazione de il “Cassero”, Arcigay Bologna, nato nel 1983 e, dal 2001 aderente al ad SBN (Servizio Bibliotecario

Nazionale) e ACNP (Archivio Collettivo Nazionale Periodici). Tra le altre biblioteche gay italiane ricordiamo inoltre il Centro di Documentazione Omologia presso il CIG Arcigay Milano, il Centro di documentazione Marco Sanna che conserva la memoria storica del movimento glbt romano e nazionale dagli anni 70 ad

oggi, del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, La Fondazione Sandro Penna di Torino, e il Centro di Documentazione del Circolo Maurice della stessa città. Numerosi comitati Arcigay in tutta Italia inoltre, dispongono di biblioteche fornite ed effettuano il servizio di prestito al pubblico. move out 2010

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a cura di Arcygay.it

SPOT TELEVISIVO DI GAY HELP LINE

L’Ambasciatore USA David H. Thorne testimonial dello spot televisivo di Gay Help Line L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia David H. Thorne è il testimonial della nuova campagna pubblicitaria televisiva di Gay Help Line, il call center gratuito che offre consulenza legale, medica e psicologica per gay, lesbiche e trans. Lo spot è andato in onda l’8, 9 e 10 dicembre sul canale MTV, in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti Umani celebrata il 10 dicembre. Il video dello spot è visibile con il Tuo cellulare qui:

collaborazione con Gay Help Line e con il Patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Il 12 dicembre, inoltre, alle ore 21 al Teatro Nuovo Colosseo a Roma, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia ha organizzato un concerto a ingresso libero e aperto a tutti, ‘Broadway Night’, dedicato alla comunità lesbica, gay e trans, in

“Quest’anno - ha commentato l’Ambasciatore Thorne - sia il Presidente Obama che il Segretario di Stato Clinton hanno voluto sottolineare il rispetto dei diritti dei gay. In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, l’Ambasciata di Roma ha deciso di collaborare con le associazioni del Gay Help Line per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema molto importante e per aiutare i ragazzi e le ragazze omosessuali vittime di discriminazioni e atti di bullismo”.

“Siamo molto felici e onorati di questa collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, che ringraziamo - ha aggiunto Fabrizio Marrazzo responsabile di Gay Help Line - Il messaggio dell’Ambasciatore Thorne è molto importante così come la sua scelta di fare da testimonial al servizio Gay Help Line. Il suo augurio alla comunità lesbica, gay e trans, “le cose cambieranno” ci dà ancora più forza nel proseguire il nostro impegno per i diritti e la piena uguaglianza di tutti i cittadini, come è avvenuto anche nello stato di origine dell’Ambasciatore Thorne, il Massachusetts. Questo messaggio è un punto di riferimento per tutte e tutti”.

Lettera aperta alla redazione di Move Out Le redazione di Move Out invita tutti i lettori sensibili al tema affrontato dalla nostra redazione sulle problematiche, successi, desideri, iniziative LGBT di inviare lettere, racconti, comunicazioni. Verranno pubblicate sui prossimi numeri di Move Out Magazine senza censura. Questa è un’iniziativa che vogliamo spingere e supportare per dare veramente uno spazio, uno sfogo a chi forse non li ha mai avuti. Vi attendiamo numerosi! Potete scrivere a : redazione@moveout.it

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MoveOut Mleczko

Mono è la rivista monotematica antologica della Tunué Editori dell’immaginario - nata da un’idea di Marco Rizzo e Sergio Algozzino – e curata da Sergio Badino e Daniele Bonomo. 82 2010 move out http://blog.komix.it/mono/ - www.tunue.com


Guide MoveOut

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