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FEBBRAIO 2011 N. 36 Periodico trimestrale - Anno X Foglio nato nel 1993

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L’OPINIONE Quale futuro?

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I MERCATI Nuovi servizi Eventi Comunicazione

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I CLIENTI Case history Nuove certificazioni

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APPROFONDIMENTI TECNICI Nuovi schemi Normative

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ATTUALITà Notizie da ICIM Notizie dai mercati

Autorizzazione Tribunale di Milano n.266 del 05/04/2000 Spedizione in Abbonamento postale 70% Milano

www.icim.it

Meno rischi, più qualità La certificazione degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili è garanzia di trasparenza, sicurezza e funzionalità.


L’EDITORIALE

Prodotti innovativi e certificazione: vincoli e opportunità La norma italiana UNI CEI 70017 – Elementi fondamentali della certificazione di prodotto – che recepisce i contenuti della guida internazionale ISO/IEC 67, pone in evidenza che lo scopo della certificazione è quello di rispondere alla preoccupazione del consumatore in merito al fatto “se un prodotto è ciò che sembra essere. Tali preoccupazioni possono riguardare attributi del prodotto quali sicurezza, salute o impatto ambientale, durabilità, compatibilità, idoneità all’utilizzo previsto o per le condizioni stabilite e altre condizioni simili.” In tutti i casi in cui le attività di certificazione non sono rese obbligatorie da leggi o regolamenti, la certificazione volontaria diventa quindi una modalità con cui un’impresa decide di differenziare il proprio prodotto da quello dei concorrenti, fornendo ai propri potenziali clienti un’evidenza di terza parte delle prestazioni e delle caratteristiche del prodotto stesso. La certificazione è quindi una leva di mercato, che fonda i propri presupposti sulla reputazione dell’organismo di certificazione, su un sistema di regole condivise e sui meccanismi di controllo previsti da tale sistema. Secondo la già citata norma UNI CEI 70017, un sistema di certificazione di prodotto è costituito da “regole, procedure e modalità di gestione per effettuare la valutazione di conformità”. Definire uno schema di certificazione significa pertanto identificare, per un determinato prodotto, quali requisiti applicare, con quali modalità effettuare la valutazione, quali regole e procedure adottare per garantire uniformità di giudizio. Risulta subito evidente che a monte dello schema di certificazione occorre quindi definire quale sia l’obiettivo per il quale si desidera creare un nuovo sistema di certificazione, ovvero chiarire quali siano le caratteristiche del prodotto che si intende porre in evidenza e, correlato a queste, quale sia il target di riferimento, ovvero il soggetto “fruitore” della certificazione, interessato a conoscere quelle determinate caratteristiche e averne una garanzia di terza parte. Definiti gli obiettivi, l’ostacolo maggiore consiste nell’individuazione dei documenti normativi applicabili. Poiché il processo di definizione di una norma – per sua natura – agisce su tecnologie, processi e caratteristiche consolidate, risulta difficile individuare documenti normativi che risultino esaustivi ogni volta che si intenda certificare prodotti innovativi o prodotti tradizionali per i quali si desiderino sottoporre a valutazione caratteristiche innovative. In questo caso chi intenda sviluppare un nuovo schema di certificazione si trova di fronte al non indifferente onere di costruire ex-novo un documento di specifiche. 02

Ing. Tullio Badino Presidente ICIM

Questa fase richiede elevate competenze sul prodotto oggetto di valutazione e prende inizio dalla raccolta di tutti i documenti normativi esistenti - a livello nazionale o internazionale - riguardanti il prodotto in oggetto, prodotti analoghi o assimilabili, oppure metodi di valutazione dei parametri oggetto di valutazione anche se applicati in contesti diversi. Sia la fase di definizione dei requisiti, sia la successiva fase di definizione delle regole di funzionamento dello schema devono mantenere costantemente sotto controllo il corretto bilanciamento tra rigore della valutazione e “costo”, intendendo con questo termine la difficoltà per il fabbricante/fornitore di raggiungere e mantenere determinate prestazioni. Si tratta, in altri termini, di stabilire “l’altezza dell’ostacolo”: sotto una certa soglia l’ostacolo non rende efficace alcuna differenziazione tra prodotti validi e meno validi e non permette di valutare efficacemente i requisiti più critici; oltre un certo livello l’ostacolo diventa insuperabile, solo pochi prodotti superano la valutazione e il costo per questa prestazione è oneroso. Non si è più quindi di fronte a prodotti validi con un corretto equilibrio tra costo e prestazione, ma a prodotti di nicchia, con prestazioni eccellenti ma destinati a un consumatore con esigenze molto elevate. Il successo di uno schema di certificazione si misura invece se lo stesso “apporta la fiducia richiesta utilizzando le minime risorse possibili, ossia massimizzandone il valore”. ICIM dai primi anni 90 interpreta la propria missione individuando la necessità di schemi innovativi per la certificazione di nuovi prodotti. Essere il riferimento per quelle organizzazioni pubbliche e private che credono che innovazione e sostenibilità siano elementi fondamentali per il proprio sviluppo è diventata dal 2009 la Mission dichiarata di ICIM, che si concretizza nella ricerca di soluzioni certificative che soddisfino le esigenze delle aziende più innovative, più orientate a progettare e produrre prodotti eccellenti ma rispettosi dell’ambiente, sostenibili sotto il profilo dell’utilizzo delle risorse economiche, ambientali e sociali. La certificazione del primo Biodiesel, uno schema particolarmente innovativo in linea con i requisiti della direttiva europea sulle energie rinnovabili, presentato in queste pagine, è solo l’ultimo esempio di quanto siamo in grado di offrire al mercato, e i riconoscimenti ricevuti sono per noi un costante stimolo a fare sempre e con costanza un passo avanti per proporre qualcosa di nuovo.

Buona lettura Tullio Badino

Per commenti sul nuovo progetto editoriale di InfoICIM: info@icim.it


L’OPINIONE

Il futuro? Una nuova cultura delle responsabilità per un 2011 all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione

Ing. Gaetano Trizio Amm. Delegato ICIM

Intervista all’Ing. Gaetano Trizio, Amministratore Delegato ICIM.

I

l 2010 si è concluso. Un anno difficile caratterizzato dall’onda lunga della crisi che ha solo parzialmente abbandonato il nostro Paese. Come sarà allora il futuro? ICIM rivolge questa domanda al proprio Amministratore Delegato, ing. Gaetano Trizio, per chiedere una opinione ma anche una previsione per il 2011. La domanda è da “sfera di cristallo” ma provo a rispondere considerando ciò che osservo dalla posizione privilegiata di organismo di certificazione, una società, quindi, che offre i suoi servizi al mondo imprenditoriale plurisettoriale e che ascolta i propri clienti che operano in ambiti diversi ma che affrontano problematiche molto simili. E rispondo anche considerando come ICIM ha operato, in quali condizioni e con quali risultati. Parto da lontano ma non posso non parlare del 2009 che è stato caratterizzato dall’esplosione della crisi mondiale che, come tale, ha influito anche su di noi. Se da una parte si è dovuto lavorare in un clima di incertezza, il 2009 è stato un anno importante per ICIM perché ha determinato un aumento di fatturato rispetto al 2008, che se pur minimale, ha dato un segnale di solidità sulle nostre capacità strutturali e gestionali. E tutto ciò ha rappresentato un ottimo viatico per affrontare il 2010. Il sistema Italia della certificazione si è sviluppato in maniera considerevole: oggi sono circa 150.000 le aziende certificate e l’Italia rappresenta il primo paese in Europa e nella graduatoria mondiale, e il secondo, dopo la Cina, in termini di aziende certificate. Il sistema si è sviluppato con tanti risvolti positivi creando una significativa sensibilità e un concreto allargamento a livello aziendale delle conoscenze legate ai sistemi di gestione permettendo alle aziende di migliorare in competitività e accedere a mercati più allargati. Se il trend delle certificazioni sta subendo un rallentamento in ambito qualità, il mercato ha mostrato un significativo interesse per gli ambiti ambiente e sicurez-

za, cosa che si è tradotta in una maggiore attenzione di ICIM, a livello di competenze e proposte, a supportare le Aziende Clienti con soluzioni certificative che incidono su problematiche gestionali e di business. Gli scenari di riferimento sono cambiati e le aziende sono chiamate a nuove sfide: da una parte continuare a fronteggiare la crisi economica che sta mettendo a dura prova le capacità della nostra imprenditoria di innovarsi e svilupparsi, dall’altra, cogliere le opportunità offerte dalla “GREEN ECONOMY”, da molti definita come terza rivoluzione industriale. è sempre più forte l’idea che gli investimenti in tecnologie e processi tesi a un uso più razionale dell’energia e allo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili potrebbe funzionare da volano per la ripresa economica garantendo, al tempo stesso, la coerenza con i vincoli energetici e ambientali a livello nazionale e internazionale. Nell’economia globale odierna ogni paese è diventato produttore e quindi utilizzatore di energia. I meccanismi tra domanda e offerta di energia sono cambiati e paesi, come l’Italia, che non dispongono di fonti energetiche autonome, sentono la necessità di acquisire maggiore autonomia energetica attraverso fonti alternative. Produrre più energia rinnovabile, acquisire maggiore consapevolezza di tutte le tecnologie rivolte al risparmio energetico, gestire e sviluppare in modo sostenibile sta diventando sempre di più una scelta strategica e competitiva. Oggi sono in molti a ritenere che usciranno rafforzate dalla crisi le aziende che saranno state capaci di investire in innovazione e sostenibilità. Sulla base di queste assunzioni ICIM ha concentrato le proprie azioni nello sviluppo di prodotti e servizi rivolti alle problematiche energetiche e grazie ai significativi risultati conseguiti, il 2010 ha sancito la leadership di ICIM in tutti i settori delle energie rinnovabili. Inoltre il mercato di riferimento ha mostrato notevole interesse nei nuovi servizi concepiti e realizzati da ICIM, come quelli relativi agli schemi di

certificazione e validazione dei progetti e realizzazione di impianti di energia rinnovabile o quelli relativi alla certificazione e validazione dei progetti e realizzazione di edifici “sostenibili” dove i concetti di risparmio energetico entrano in naturale simbiosi con i concetti di sostenibilità. Quanto al futuro, come Sistema Paese ci attendono ancora momenti difficili ma personalmente credo in una ripresa, magari lenta, che non tarderà a essere in atto, vista la determinazione e le capacità che caratterizzano il nostro modo di essere. Ma da sole non bastano, la stabilità del Sistema Paese e fattori come innovazione e sviluppo sostenibile sono necessari.

comprendono sia nuove tecnologie sia nuovi modi di fare le cose. L’innovazione può manifestarsi in un nuovo modello di prodotto, un nuovo processo produttivo, un nuovo approccio di marketing o un nuovo modello di management aziendale. L’INNOVAZIONE è dunque il fattore determinante per una ridefinizione del modello di sviluppo che si basa su principi di SVILUPPO SOSTENIBILE – rispetto ambientale, sviluppo socio-economico, equità, diversità, partecipazione, gestione sistemica – e di SOSTENIBILITÀ che incoraggia l’uso efficiente delle risorse, fornisce soluzioni per il controllo dei costi, offre libertà di scelta, stimola la concorrenza, spinge l’innovazione, sviluppa la

Gli scenari economici più accreditati prevedono che nei prossimi vent’anni consumi e mercati saranno condizionati da tre requisiti essenziali: tutela della salute, sicurezza e sostenibilità dello sviluppo. Quest’ultimo presuppone a sua volta una gestione sostenibile delle risorse e richiede l’adozione di modi di produrre e consumare più responsabili, nel rispetto del principio dell’equità intergenerazionale, del diritto delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni nella misura attuale. Oggi la “qualità” ha assunto una valenza sempre più trasversale: cultura della qualità significa un nuovo modo di vivere e lavorare, un modo più equilibrato di fruire dei beni di consumo e delle risorse naturali in una generale tendenza verso la riduzione degli sprechi e con una maggiore sensibilità verso i valori sostanziali, fra cui quello della sicurezza delle persone, oltre che dell’habitat, per una migliore qualità della vita. Il mondo imprenditoriale, quindi, potrebbe conquistare maggiore vantaggio competitivo adottando soluzioni innovative che

creatività individuale, aiuta la creazione di valore diffuso, apre nuove opportunità per migliorare la qualità della vita. è dunque necessario per il mondo imprenditoriale che si instauri una nuova CULTURA DELLE RESPONSABILITÀ, cultura che necessita che accanto ai tradizionali indicatori di efficacia, efficienza, economicità, vengano determinate le dimensioni dell’equità, della trasparenza, della correttezza in tutti gli aspetti della relazione e della gestione dei principali aspetti propri della vita sociale. Una nuova CULTURA DELLE RESPONSABILITÀ che deve necessariamente agire già da oggi con urgenza e determinazione per elaborare, realizzare e sviluppare un mix di idee innovative vincenti che consentano lo SVILUPPO SOSTENIBILE e dunque il superamento della crisi. E ICIM, oggi, vuole essere protagonista di un futuro caratterizzato da innovazione e cambiamento. Per essere accanto alle aziende e garantire alle imprese, e a se stesso, lo sviluppo sostenibile del business.

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I MERCATI NUOVI SERVIZI

Certificare gli impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile per mitigare i rischi e garantire sicurezza e qualità

Dott. Fabrizio Moscariello Resp. Pianificazione Strategica ICIM

Intervista rilasciata dal dott. Fabrizio Moscariello, Responsabile Pianificazione Strategica ICIM, alla testata “L’installatore Italiano”.

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sempre più frequente ritrovare impianti alimentati da FER sia in ambito domestico che nelle imprese agricole e industriali. Qual è lo scenario di riferimento? Il raggiungimento degli obiettivi posti dalla UE in materia di riduzione delle emissioni atmosferiche climalteranti passa attraverso l’adozione di politiche di incentivazione e finanziamento tese alla sostituzione delle materie prime di origine fossile a favore delle fonti rinnovabili sia negli usi civili sia in quelli industriali. Il boom italiano degli ultimi anni è dipeso in gran parte dall’incentivazione collegata al “Conto Energia” e al sistema dei “Certificati Verdi”, con il raggiungimento di circa 1,4GW di energia installata solo per il fotovoltaico a giugno 2010. In più di 7.000 comuni italiani è installato almeno un impianto alimentato da FER, mentre nel 2006 erano solo 386 i “comuni rinnovabili”. Le proiezioni per i prossimi anni inducono a ottimismo sul mantenimento di elevati tassi di sviluppo nel fotovoltaico e nel solare termodinamico e consolidamento nel solare termico e nelle biomasse. La crescita e la diffusione degli impianti alimentati da FER non ha ancora permesso di consolidare standard qualitativi omogenei e riconosciuti dal mercato né di definire competenze specifiche e qualifiche per progettisti e installatori.

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Negli ultimi anni, per il fotovoltaico, è aumentata la resa dei moduli e la qualità della componentistica grazie all’utilizzo di materiali e soluzioni sempre più innovative. Ciò ha portato a una repentina obsolescenza economica dei prodotti e a una difficoltà di scegliere le soluzioni più idonee alle specifiche esigenze. Inoltre, sempre a causa della rapida espansione del mercato, si è badato soprattutto a installare il più possibile nel minor tempo possibile. Come accade in questi casi, non sempre la professionalità e la competenza sono state le variabili discriminanti per selezionare i fornitori. Le fasi di progettazione e installazione di un impianto fotovoltaico possono risultare critiche se non vengono attentamente valutati sia gli aspetti ambientali, sia gli aspetti tecnici e soprattutto le eventuali modifiche necessarie in fase di installazione. Il mercato dovrà indirizzarsi verso tipologie contrattuali che prevedono, oltre l’installazione, anche la manutenzione per garantire il mantenimento delle performance nel tempo, a cui è strettamente legato il tempo di ritorno dell’investimento. Nel settore fotovoltaico, quali sono le variabili critiche per valutare il ritorno dell’investimento? Innanzitutto i rischi legati alla progettazione come l’esposizione non ottimale, la

qualità nel tempo dei materiali utilizzati, il dimensionamento e il mismatching: cioè un degradamento delle prestazioni di un gruppo di pannelli solari fotovoltaici dovuto a non uniformità dei pannelli stessi. Poi ci sono i rischi legati alla costruzione/ installazione, esposizione non ottimale, ritardi rispetto a quanto pianificato, non rispondenza dell’impianto installato al progetto iniziale, difficile accessibilità per la manutenzione. Infine, altre variabili critiche sono i rischi residui durante il life cycle: la corretta pianificazione ed esecuzione della manutenzione, la pulizia dei moduli, il fenomeno elettrico, gli eventi atmosferici, i furti. ICIM ha siglato accordi con Istituti di Credito, con quale obiettivo? Gli accordi riguardano l’installazione di impianti di energia di tipo fotovoltaico o a biomasse. In base ai termini della convenzione si prevede che in caso di richiesta di finanziamenti per l’installazione di un impianto di questo tipo a uno degli Istituti bancari, ICIM conduca una preliminare verifica tecnica del progetto, come parte integrante della procedura di finanziamento, per valutare se sussistono le condizioni di base idonee alla produzione di energia rinnovabile e se l’impianto ipotizzato ha caratteristiche idonee alle finalità per cui è stato progettato. Questa attestazione di qualità del progetto da parte di un ente terzo e specializzato come ICIM garantisce tutte le parti coinvolte nell’operazione: istituto di credito, clienti ma anche progettisti e installatori degli impianti che potranno far valere sul mercato l’attestazione di qualità dei loro progetti. ICIM ha sviluppato uno specifico schema di certificazione accreditato da Accredia che attesta la conformità di quanto dichiarato nel progetto a parametri standard fissati a livello internazionale. L’intervento di ICIM snellisce la procedura di accesso al credito, riducendo al contempo i rischi connessi all’erogazione del finanziamento perché si basa su parametri condivisi e criteri omogenei.

manutenzione, dell’efficienza e della resa energetica.

Quali sono, quindi, i vantaggi e i benefici che gli attori coinvolti nel processo possono trovare nello strumento della certificazione? Gli attori coinvolti possono trovare nello strumento della certificazione la soluzione idonea per mitigare i rischi. Infatti, la certificazione integra nella valutazione dell’impianto anche la valutazione della prestazione contro i rischi identificati, consentendo la verifica nel tempo della qualità della progettazione, della qualità e della sicurezza dei singoli componenti e delle materie prime utilizzate, della qualità e sicurezza dell’installazione e della

Si può quindi considerare la certificazione come strumento di mitigazione dei rischi? Certo. La qualità di un impianto ha impatto sulla sicurezza degli utilizzatori e di chi è chiamato a operare (tecnici manutentori), ma ha anche pesanti implicazioni di carattere economico dato che il ritorno dell’investimento dipende da una determinata efficienza energetica stabilita in fase di definizione delle specifiche. Quindi la certificazione diventa garanzia di obiettività, trasparenza, affidabilità, qualità, sicurezza e funzionalità dei componenti, efficienza e capacità dell’impianto installato nel tempo.

Nello specifico: • Il committente minimizza i rischi sui costi dell’operazione e sulla gestione dell’impianto, essendo garantito sull’effettiva corrispondenza che quanto realizzato sia conforme alle proprie necessità definite in fase di pianificazione e che i tempi di realizzazione siano rispettati e la manutenzione correttamente eseguita; • gli intermediari finanziari possono minimizzare il rischio di progettazione e il rischio sul capitale investito, avendo certezza sui tempi di erogazione dei canoni di locazione (qualità e realizzazione del progetto) e potendo anche garantirsi sul mantenimento del valore del bene nel tempo grazie alla corretta manutenzione; • i progettisti sono tutelati nella realizzazione e manutenzione dell’impianto, minimizzando i rischi di penali o di costi accessori. Inoltre, possono trovare nella certificazione uno strumento di marketing per differenziarsi dai competitor; • gli installatori sono tutelati dall’intervento di una terza parte che “certifica” la correttezza e la qualità del lavoro eseguito, potendo dimostrare al pubblico un track record di impianti installati certificati, come leva di marketing e differenziazione.


I MERCATI EVENTI

EVENTI

Matching 2010: un’agenda piena di appuntamenti

ICIM al convegno ASSISTAL Contributo ICIM al convegno ASSISTAL “Contrattualistica, fiscalità e certificazione delle prestazioni. Elementi

ICIM ha partecipato a MATCHING 2010

essenziali per lo sviluppo del mercato fotovoltaico”

“Conoscere per crescere – To Know, To Grow”

organizzato in occasione di ENERSOLAR +, tenutasi

che si è tenuta dal 22 al 24 Novembre a Fiera Milano Rho.

dal 17 al 19 Novembre, Fiera Milano Rho.

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Obiettivo del convegno: evidenziare gli elementi centrali nella definizione di un contratto di locazione finanziaria per la realizzazione di un impianto fotovoltaico e le opportunità fornite dalla certificazione degli impianti come strumento finalizzato a snellire l’iter amministrativo di autorizzazione. Di prestigio il panel dei relatori: Nicola Scotti, Presidente Assistal; Veronica Vecchi, docente Università Bocconi; Marco Martorana, UniCredit Leasing; Alberto Scalchi, Direttore Commerciale Grandi Progetti Siram.

iunta alla sesta edizione, Matching è un appuntamento importante per sviluppare relazioni di business, per creare relazioni tra le imprese, capitalizzare esperienze e dare origine a sinergie per presentarsi sui mercati globali con prodotti e servizi competitivi. Il focus dell’edizione 2010 è stato “Conoscere per Crescere – To Know, To Grow”, crescere attraverso la conoscenza del mercato, delle opportunità, di altre imprese con cui intraprendere relazioni di business. In questa cornice ICIM ha potuto tastare il polso del mercato ascoltando le aziende e le loro esigenze.

ICIM, infatti, ha potuto interloquire con le realtà presenti sia per accoglierne le esigenze e incrementare così la propria conoscenza del mercato, sia per presentare i propri servizi a soddisfazione delle esigenze. Durante la manifestazione, ICIM ha

avuto l’opportunità di proporre l’ampio portafoglio dei propri servizi, da quelli storici – sistemi, prodotto, ispezioni, formazione – a quelli più innovativi con una speciale attenzione al settore Energia. Matching è stata anche l’occasione per creare un interessante rapporto di B2B, dove in alcuni casi ICIM è stato visto come potenziale partner e punto di riferimento per potersi innovare e differenziare sul mercato. I principali interessi che le imprese hanno dichiarato sono prevalentemente legati al settore energia: dalle richieste di informazioni sulle certificazioni degli impianti alla qualifica dei progetti, dall’assistenza tecnica per importazioni di materiali da paesi extra UE alle qualifiche degli installatori. Tutto questo per confermare quanto i dati di mercato riportano sul settore delle energie da fonti rinnovabili: grande fermento e grandi opportunità di business. E anche in ambito formazione le tematiche energetiche e ambientali la fanno da padrone. Buone notizie anche dal lato delle certificazioni di Qualità ISO 9001 e Sicurezza OHSAS 18001 che riscontrano tuttora l’interesse delle aziende.

L’intervento ICIM “La certificazione dell’impianto come garanzia della qualità e delle prestazioni: uno strumento di mitigazione del rischio”, condotto dal Direttore, Paolo Gianoglio, ha esaminato lo scenario di riferimento, le variabili critiche per il ritorno dell’investimento e si è soffermato sulla certificazione come strumento di mitigazione dei rischi e i benefici per gli attori del processo.

che provoca un rendimento medio dell’impianto fotovoltaico inferiore a quello medio dei singoli pannelli per il fatto che in una catena di pannelli collegati in serie, la produzione di ogni pannello si adegua a quella del pannello più debole. Poi, ovviamente, giocano parte rilevante l’esposizione che se non è ottimale penalizza la resa ma anche la qualità dei materiali utilizzati come moduli, inverter, cavi. Mentre un impianto non rispondente al progetto come la presenza di componenti diversi da quanto dichiarato, e ritardi rispetto a quanto pianificato, sono rischi connessi alla costruzione o all’installazione.

Si riportano qui, in sintesi, i contenuti dell’intervento. Lo scenario di riferimento. I tradizionali settori merceologici di riferimento, connessi alla meccanica e all’impiantistica, costituiscono oggi la concreta base di partenza per lo sviluppo di nuovi obiettivi in contesti e scenari nuovi. L’attuale contesto economico e di sviluppo impone la necessità di soddisfare la sempre maggiore richiesta di energia, tenendo conto della diminuzione di risorse e dell’esigenza di ridurre il riscaldamento globale del pianeta e degli agenti inquinanti in atmosfera. Se il comparto delle energie rinnovabili è cresciuto negli ultimi anni molto rapidamente, non sempre chi opera nel settore ha competenza sulla valutazione dei rischi e conosce le soluzioni idonee per mitigarli. D’altra parte il ricorso alle assicurazioni copre una componente minima dei prodotti finanziati (29% per privati, 31% per aziende, 50% per PA). E in ogni caso, si copre spesso il capitale investito, ma non la mancata produzione di energia elettrica. Le variabili critiche per il ritorno dell’investimento nel settore fotovoltaico. I rischi possono essere connessi alla progettazione oppure alla costruzione o all’installazione. Per i primi, è interessante sottolineare il mismatching, il fenomeno

La certificazione come strumento di mitigazione dei rischi. La certificazione è garanzia di obiettività, trasparenza, affidabilità, qualità, sicurezza e funzionalità dei componenti, efficienza e capacità dell’impianto installato nel tempo. La certificazione dell’impianto fotovoltaico, nuovo schema proposto da ICIM, integra nella valutazione dell’impianto anche la valutazione della prestazione contro i rischi identificati, consentendo la verifica nel tempo di: • qualità della progettazione; • qualità e sicurezza dei singoli componenti e delle materie prime utilizzate; • qualità e sicurezza dell’installazione e della manutenzione; • efficienza e resa energetica. Nella fattispecie del finanziamento di impianti, tutti gli attori del processo sono garantiti da una Terza Parte Indipendente. L’accordo tra ICIM e importanti gruppi bancari per i finanziamenti all’energia verde. Grazie agli accordi stipulati da ICIM con importanti istituti bancari e di leasing, lo schema certificativo predisposto da ICIM e accreditato da ACCREDIA, unico in Italia, snellisce le procedure autorizzative e tecniche richieste per la bancabilità (finanziabilità) dei progetti.

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I MERCATI COMUNICAZIONE

Pubblicato il primo Annual Report della storia di ICIM Un’occasione per comunicare con trasparenza e autorevolezza strategie, obiettivi e risultati a tutti i pubblici di riferimento.

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CIM, in linea con le proprie strategie di sviluppo, ha voluto raccontarsi in un Annual Report con l’intento di aprire una linea di comunicazione e di informazione sulle iniziative che caratterizzano il suo operato, iniziative sempre improntate a concetti ritenuti fondamentali per lo sviluppo del suo lavoro: Tradizione, Innovazione, Business Sostenibile. Attraverso questa pubblicazione, che vuole diventare una costante nella vita dell’Organismo di Certificazione, ICIM intende cogliere l’occasione di comunicare strategie e risultati e offrire una panoramica dello sviluppo delle proprie attività e dei traguardi che si propone di raggiungere. Per conseguire gli obiettivi, ICIM ha dedicato particolare attenzione al progetto editoriale dell’Annual Report sia in termini di contenuti che di impostazione grafica. I contenuti sono stati raccolti in un format che si apre con una parte introduttiva caratterizzata dai contributi del Presidente di AssoICIM, socio unico di ICIM S.p.A., su “La Cultura della Qualità per una innovazione sostenibile. La mission di AssoICIM”; del

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Presidente ICIM su “La sfida per il futuro”; dell’Amministratore Delegato su “Il contributo ICIM alla Green Economy”. L’Annual Report si snoda in 6 capitoli che raccolgono la narrazione della storia ICIM e delle sue attività: “ICIM: una storia di successo” “L’internazionalità” “2009: l’anno della svolta” “Cinque aree di business” “La sfida dei prossimi anni” “I numeri di ICIM”. Il format grafico, sobrio ed elegante e sostenuto da immagini di grande respiro e forte impatto visivo, segue e sottolinea lo stile di comunicazione scelto da ICIM nel 2009 e oggi diventato leit motiv degli elementi caratterizzanti la personalità e l’identità di ICIM. La pubblicazione del primo Annual Report, a luglio di quest’anno, e le edizioni successive vogliono assicurare a tutti i pubblici di riferimento quella trasparenza di operato che è alla base della attestazione di fiducia che ICIM persegue dal 1988, anno della sua costituzione.


I CLIENTI CASE HISTORY

Locazione finanziaria di impianti fotovoltaici Intervista a Marco Martorana, Energy Product Specialist, Competence Center for Renewable Energies di UniCredit Leasing. Dott. Marco Martorana, Energy Product Specialist Unicredit Leasing S.p.A.

Intervista a cura di Angela Cucciniello*

U

niCredit Leasing è il primo network internazionale del settore in grado di combinare le migliori esperienze dei mercati locali con la più ampia rete commerciale internazionale, offrendo ai propri clienti nuove opportunità di sviluppo ed espansione del business. Con circa 3.000 professionisti in 17 paesi, UniCredit Leasing è oggi leader del mercato europeo per volumi di new business con attività che comprendono il finanziamento di prodotti per il targato, lo strumentale, il nautico, il real estate e le energie rinnovabili. L’offerta include anche l’erogazione di servizi complementari quali coperture assicurative, gestione degli immobili in fase di costruzione e gestione della flotta aziendale. In Italia è presente con 17 filiali proprie, il network degli Agenti UniCredit Leasing e attraverso i 5.000 sportelli delle banche del Gruppo UniCredit. Il mercato delle energie rinnovabili è in forte espansione, soprattutto per quanto riguarda il settore del fotovoltaico che ha ricevuto una spinta notevole grazie agli incentivi decretati dal conto energia. Gli ultimi dati disponibili, fonte GSE, danno 127.845 impianti fotovoltaici in esercizio al 31.12.2010 con una capacità installata di 2.419,8 MW. Le previsioni sono di un’ulteriore crescita nei prossimi anni: paradossalmente, la potenza complessiva delle domande di autorizzazione ai gestori di rete supera il fabbisogno energetico italiano annuo! Gli Istituti di credito, in un periodo che

segue il credit crunch e di grosse incertezze a livello economico, stanno sostenendo con forza lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili in Italia. UNICREDIT LEASING si pone sul mercato con una expertise storica nel fotovoltaico e nell’eolico in mercati ormai consolidati come la Germania, e in mercati in rapido sviluppo come l’Italia e la Repubblica Ceca. La diffusione di best practice e il consolidamento di un network di professionisti permette di fornire ai clienti tutte le informazioni riguardanti le normative, le incentivazioni e i premi previsti per i diversi impianti e di proporre una consulenza su misura, che va dalla valutazione di business case specifici (per gli aspetti tecnologici, fiscali, autorizzativi, ecc.) alla scelta del miglior business plan per rendere il progetto bancabile.

Ecco, bancabilità, un neologismo che ha acquisito un significato preciso con i finanziamenti per le energie rinnovabili, e in particolare per gli impianti fotovoltaici. Sì, il termine bancabilità esprime il significato di accertamento di potenzialità di concessione del finanziamento, essendo legato a un processo complesso di analisi e allocazione dei rischi. Il Leasing, infatti, è uno strumento innovativo per il finanziamento di impianti fotovoltaici e per lo sviluppo della generazione distribuita e quindi, per decretare la bancabilità di un progetto fotovoltaico, viene attivato un processo che consente di valutare attentamente tutte le variabili: nonostante un progetto di impianto foto-

voltaico possa essere considerato tecnicamente non complesso, abbiamo rigettato dei progetti per evidenti lacune tecniche. Quali sono gli elementi da valutare per ottenere la bancabilità di un progetto? La prevalutazione tecnica serve a verificare la congruità del costo dell’impianto in base alla tipologia, alla taglia e alla qualità della fornitura; si valuta, quindi, il track record dell’EPC contractor e di eventuali altri fornitori (o sub fornitori); l’affidabilità dei produttori di moduli e di inverter (black list di produttori), la bontà e qualità del sistema di montaggio e di eventuali sistemi di inseguimento. Contestualmente, si verifica la soluzione di finanziamento prescelta dal proponente l’investimento, l’analisi di sensitività del business plan, la compatibilità del piano di pagamento dei fornitori per la fase di costruzione, il calcolo della producibilità energetica e la stima del performance ratio. A valle di questo processo, si decide se finanziare o meno il progetto.

ogni tipologia di cliente, dal singolo imprenditore al fondo di investimento. Tutte le soluzioni prevedono specifiche coperture assicurative e contratti di O&M: il ritorno dell’investimento è strettamente legato alla produzione di energia e al conseguente rimborso della tariffa incentivante da parte del GSE, per cui massima attenzione va posta sulla continuità della producibilità dell’impianto nel tempo e alla copertura assicurativa verso i rischi più comuni. Una previsione per il futuro?

Una previsione per il futuro

L’eccellenza costituirà un vantaggio competitivo duraturo per le aziende italiane

Quali sono i vantaggi del leasing? Sono diversi: innanzitutto, il bene rimane di proprietà della società di leasing fino al riscatto, quindi non compare in bilancio tra le immobilizzazioni (per le società che seguono la normativa civilistica italiana). In secondo luogo, la possibilità di dedurre fiscalmente i canoni di leasing (sia quota interessi che capitale) e l’approccio snello del leasing rispetto ad altri strumenti finanziari come il project financing. UniCredit Leasing propone soluzioni per soddisfare al meglio le esigenze di

Il mercato continuerà a crescere a ritmi molto elevati: la rimodulazione delle tariffe incentivanti sarà compensata dalla riduzione dei costi dei componenti come i moduli; ci sarà sempre maggiore attenzione alla qualità dell’offerta: l’obiettivo di UniCredit Leasing per il 2011 è di un consolidamento delle attività con forte selezione e una particolare attenzione alla qualità della componentistica. Da un punto di vista di mercato, l’aver introdotto anche il solare a concentrazione tra le fonti incentivabili comporta nuove opportunità, così come l’aver previsto tariffe specifiche per soluzioni innovative per l’integrazione architettonica.

Da un punto di vista di Sistema Paese, sono questi due gli ambiti dove principalmente potrà svilupparsi in Italia un know how specifico e di qualità che contribuisca a generare ricchezza e occupazione. I moduli sono ormai una commodity, e solo la specializzazione in nicchie di mercato di eccellenza – puntando su qualità, flessibilità e design – può costituire un vantaggio competitivo duraturo per le aziende italiane. *Managing partner 6DVision Italia.

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I CLIENTI CASE HISTORY

Il risparmio energetico passa anche attraverso l’installazione di radiatori? Abbiamo rivolto questa domanda all’Ing. Panteghini di GLOBAL, Responsabile Qualità dell’azienda leader nella produzione di radiatori di alluminio. Intervista a cura di Angela Cucciniello*

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a GLOBAL è da sempre attenta a mantenere uno standard di qualità elevata nella produzione dei radiatori. Già questa è una garanzia dell’affidabilità dei prodotti. Ma i radiatori forniscono anche una buona resa energetica?

Sì, perché il risparmio energetico può essere gestito direttamente nell’ambiente in cui i radiatori sono stati installati. Infatti, un radiatore può essere regolato o addirittura spento quando l’ambiente non è abitato. E questo genera un risparmio. Ma ciò che più conta è che il grado di benessere è garantito: attraverso la termoregolazione autonoma ognuno può avere la temperatura desiderata per il maggior confort.

dei lavoratori ed è stato valido supporto per l’introduzione, dal 2001, di un sistema di gestione ambientale secondo la ISO 14001. Il miglioramento continuo è politica quotidiana di Global; impianti e attrezzature sono costantemente aggiornati e rinnovati così da migliorare costantemente l’efficacia e l’efficienza della produzione, la qualità e l’affidabilità del prodotto e con esse la soddisfazione di clienti e lavoratori, sempre coinvolti nello sviluppo aziendale. L’impegno costante verso l’ottimizzazione dei processi coinvolge anche i fornitori ai quali si chiede un contributo determinante in termini di competenze, tecnologie e prodotti per vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo.

Prima di approfondire l’argomento del risparmio energetico, ci racconti la storia di Global Radiatori, l’azienda presso la quale lei riveste il ruolo di Responsabile Qualità.

Quindi la Global ha al suo interno la filiera di produzione completa, dal materiale grezzo al prodotto finito pronto per la vendita e l’installazione.

La Global Radiatori nasce nel 1971 e svolge la propria attività nello stabilimento di Rogno (BG) operando nel settore della produzione di radiatori per riscaldamento in lega d’alluminio. La Global produce e commercializza direttamente i propri prodotti operando con un ciclo di lavoro svolto interamente all’interno del proprio stabilimento, articolato principalmente in un reparto di pressofusione, uno di finitura e uno di verniciatura. L’azienda, da anni, si adopera per garantire l’eccellenza del proprio prodotto. Dal 1994 il sistema qualità aziendale è stato certificato secondo la norma ISO 9002, nel 2003 secondo la norma ISO 9001: tali passaggi hanno favorito il costante miglioramento di processi e prodotti ottenendo come conseguenza importanti ritorni in termini di soddisfazione e fidelizzazione del cliente e portando la Global ad essere un’azienda di riferimento per l’intero settore. La produzione di radiatori copre le principali esigenze del riscaldamento domestico grazie a una gamma di prodotti articolata in varie tipologie, altezza e lunghezza delle batterie riscaldanti. L’attenzione all’ambiente e alle persone sono da sempre nel DNA dell’azienda e ciò, unitamente a un consolidato sistema qualità, ha consentito una proficua e agevole applicazione del D.Lgs. 626/94 prima e del D.Lgs. 81/08 nell’ambito della sicurezza

Sì, la Global è un’azienda Made in Italy che produce più di un milione di pezzi all’anno puntando sulla qualità del prodotto e sul rispetto dell’ambiente. A livello produttivo la Global è molto attenta all’innovazione, usa impianti a elevata automazione ed è stata la prima a realizzare un radiatore con altezza di 800 mm in pressofusione perché da sempre molto sensibile alla tecnologia di processo. Esegue infatti controlli interni sulla qualità della produzione con videocamere che monitorano la buona riuscita del processo produttivo (saldature, montaggi, posizionamento). Insomma, viene garantito un controllo che va oltre l’operatore.

Global ha al suo interno la filiera di produzione completa

Sì, è un’azienda Made in Italy che produce più di un milione di pezzi all’anno

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Ritorniamo al risparmio energetico, tema centrale di questa intervista. Ci racconti lo studio e le conclusioni a cui il Dipartimento di Energia dell’Università di Firenze è arrivato. Global ha commissionato uno studio all’Università di Firenze per capire quanto l’utilizzo di un impianto di riscaldamento a radiatori potesse generare un risparmio reale. Ebbene, i risultati, che possono essere scaricati dal sito della nostra rivista www.riscaldarerisparmiare.it, hanno evidenziato che l’impianto di riscaldamento con i radiatori in alluminio fa risparmiare energia perché ha una bassa inerzia termica che permette una facile e immediata

regolazione della temperatura di ogni ambiente. Riscaldare la casa o l’ufficio 24 ore al giorno è inutile e costoso quando nello stesso ambiente si rimane poche ore al giorno. Tali conclusioni confermano quanto era stato già individuato in uno studio di “Altro Consumo”: per ogni grado in meno di temperature si riducono i consumi dell’8%. Le variazioni/regolazioni della temperatura di ogni ambiente con i radiatori sono facili e rapide. Si deve tener presente che le variazioni climatiche degli ultimi anni, anche di inverno, sono continue, imprevedibili e molto consistenti. L’impianto di riscaldamento con i radiatori si adegua velocemente a questi cambiamenti repentini, garantendo sempre un elevato comfort climatico. La direttiva europea in materia di isolamento degli edifici comporta una riduzione del fabbisogno termico e quindi delle dimensioni dei radiatori, oppure la riduzione della temperatura di progetto a parità di dimensioni. Le nuove abitazioni richiedono sistemi di riscaldamento a bassa inerzia termica, caratteristica questa dei radiatori in alluminio. I radiatori possono inoltre essere utilizzati a bassa temperatura, abbinati a caldaie a condensazione o pompe di calore, ottenendo così minori consumi e ottimo comfort.

L’impianto con radiatori in alluminio riscalda subito l’aria ambiente, garantisce un immediato intervento alle variazioni della temperatura consentendo la programmazione di accensioni e spegnimenti multipli durante l’arco della giornata. Nella pratica giornaliera l’utilizzo dei radiatori negli ambienti domestici e lavorativi non è esteso alle 24 ore: l’uso intelligente ed economicamente vantaggioso dell’energia impone una temperatura confortevole solo negli orari di effettiva necessità. Ha citato lo studio di Altroconsumo. A conclusione di questa intervista, vuole ricordare i dati sul risparmio energetico? Sì certo, lo studio era interessante e riporto qui l’articolo che è stato pubblicato: “in casa la temperatura ideale è di 20 gradi. Ogni grado in più significa un rincaro della bolletta dell’8%. L’ energia che si consuma per riscaldare la casa al mattino o quando si rientra la sera è inferiore rispetto a quella utilizzata mantenendo la stessa temperatura. Pensate che abbassandola da 20 a 16 gradi anche tra le 22 e le 6 del mattino si ottiene un risparmio nei consumi del 13%. E se di giorno in casa non c’è nessuno, mantenendo 16 gradi anche tra le 10 e le 18, il risparmio sale al 24%.”


I CLIENTI

APPROFONDIMENTI TECNICI

NUOVE CERTIFICAZIONI

ICIM certifica il biodiesel da oli di frittura ad alto valore di sostenibilità

La qualificazione dei procedimenti di saldatura

Prima certificazione in Italia di un Biodiesel da oli

la qualificazione dei Procedimenti di Saldatura e dei Saldatori.

di frittura sostenibile: riduzione dei gas serra GHG del 83%.

Un requisito cogente e un riconoscimento della professionalità.

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N

n altro passo avanti nella certificazione delle fonti rinnovabili. ICIM rilascia la prima certificazione di un Biodiesel sostenibile alla DP LUBRIFICANTI di Acilia (LT). La certificazione è stata rilasciata sulla base di uno schema di certificazione di notevole importanza nell’ambito del raggiungimento dell’obiettivo 20-20-20. La certificazione, prima in Italia e tra le prime in Europa, fornisce alle aziende utilizzatrici del biodiesel una garanzia da parte di un organismo di terza parte – come indicato dalla Direttiva RED Renewable Energy Directive – in merito al parametro di sostenibilità per questi prodotti. Parametro che dal 5 dicembre dovrà essere almeno pari al 35% per giungere successivamente fino al 60% nel 2018. La Direttiva RED impone anche che a ogni tipologia di biodiesel prodotto venga associato uno specifico valore di sostenibilità indicante il risparmio in Gas

a Effetto Serra ottenibile con l’uso del prodotto rispetto al combustibile equivalente fossile (Gasolio). Sulla base di tale obbligo, il sistema di gestione del processo di produzione del biodiesel, definito dalle Linee Guida CTIICIM e adottato dalla DP LUBRIFICANTI, è tale da garantire anche che il valore di sostenibilità del prodotto “biodiesel” sia assegnato dall’azienda in conformità alle indicazioni della Direttiva RED adottando il principio del massimo valore ammissibile. Quest’ultimo approccio assicura che in mancanza di informazioni utili su provenienza e caratteristiche della materia prima l’azienda adotti, per l’assegnazione dell’indice di sostenibilità, un principio estremamente prudenziale evitando così di sopravvalutarne l’entità. La collaborazione fra ICIM e CTI (Comitato Termotecnico Italiano) ha portato alla definizione dello schema certificativo per i Biocombustibili liquidi sostenibili che ha permesso alla DP LUBRIFICANTI, prima azienda in Italia, di ricevere la certificazione per un Biodiesel da oli di frittura con un alto valore di sostenibilità (riduzione dei gas serra GHG dell’83%). La stessa azienda ha ricevuto la certificazione secondo la UNI EN 14214 per la restante produzione aziendale di biodiesel da scarti e rifiuti alimentari. Per questa categoria di materie prime è attesa l’indicazione della Commissione Europea per la definizione del valore di sostenibilità a esse associato. Le certificazioni per i biodiesel rilasciate da ICIM si inseriscono in un più ampio programma per la qualificazione e certificazione delle aziende di ogni anello della filiera, dal terreno al biocombustibile, nel rispetto dei tempi e dei parametri di sostenibilità indicati dalla Direttiva RED.

Saldature manuali e automatiche: ICIM propone

ell’ambito della realizzazione di manufatti mediante saldatura, le aziende sono spesso soggette all’applicazione di codici e norme di riferimento per la progettazione e la costruzione dei loro prodotti. I codici di costruzione e la norma UNI EN ISO 3834 relativa ai requisiti di qualità per la saldatura, richiedono espressamente che i procedimenti di saldatura e i saldatori che realizzano tali giunzioni, siano entrambi qualificati. Questo perché la saldatura è da considerarsi un processo speciale per le variabili che possono influire sull’affidabilità del giunto e quindi sulla sua capacità di resistere a sollecitazioni e a mantenere le caratteristiche nel tempo. Oltre ai procedimenti è necessario che i saldatori manuali e gli operatori di saldatura automatica siano qualificati a garanzia delle loro competenze e capacità. L’affidabilità di un giunto di saldatura viene attestata qualora il giunto sia stato realizzato nelle condizioni e parametri con cui è stato qualificato. Questo concetto, esteso a tutte le saldature del manufatto, fa sì che il prodotto finale “come saldato” sia in grado di svolgere correttamente il compito per cui è stato progettato. ICIM propone la qualificazione dei Procedimenti di Saldatura, dei Saldatori e degli Operatori di Saldatura che realizzano, rispettivamente, le saldature di tipo manuale e quelle automatiche. L’ottenimento della qualifica di un procedimento di saldatura, consta di diverse fasi. Tra queste le principali sono: • compilare una specifica di saldatura WPS, sulla base della quale verrà eseguito il saggio di saldatura; operazione generalmente svolta dal costruttore che deve ���progettare” il giunto di saldatura definendo “cosa vuole saldare e in che modo” sulla base dei propri saldatori e delle attrezzature disponibili in officina; • eseguire il saggio di saldatura sotto la supervisione del tecnico ICIM, in base alla WPS sopra descritta, rispettando strettamente i parametri di saldatura e le condizioni definite nella WPS; • sottoporre il saggio di saldatura ai controlli non distruttivi (CND) e alle prove di laboratorio previste dalle norme di riferimento che costituiscono le evidenze oggettive per determinare l’affidabilità del giunto. La qualifica ICIM di un procedimento

di saldatura è emessa sulla base dei risultati e dei rapporti di prova. Spesso, contestualmente alla qualifica del procedimento, viene realizzata la qualifica di Saldatore o Operatore di Saldatura. In ogni caso il saldatore è qualificato attraverso l’esecuzione, sotto supervisione del tecnico ICIM, di un saggio di saldatura su cui vengono effettuati i necessari CND e le prove di laboratorio previste dalla norma di riferimento. La qualifica ICIM del Saldatore/Operatore di Saldatura è emessa sulla base dei risultati e dei rapporti di prova. La validità del certificato ICIM di qualifica del procedimento di saldatura è illimitato, mentre i patentini dei saldatori hanno validità biennale rinnovabile in base alla continuità delle attività del saldatore e mediante controlli non distruttivi. UNI EN ISO 15614-1, UNI EN 287-1 e UNI EN 1418 sono le principali norme europee di riferimento per la qualifica dei procedimenti di saldatura e dei saldatori.

I VANTAGGI La qualificazione dei procedimenti di saldatura, oltre a essere un requisito cogente richiesto dai codici di costruzione nel caso di apparecchi a pressione soggetti alla Direttiva PED, esprime l’orientamento dell’azienda alla qualità, sicurezza e affidabilità del prodotto, riconosciuti dai clienti come valori essenziali per la realizzazione di un prodotto saldato. La qualifica dei saldatori mette in evidenza competenze e abilità nell’esecuzione delle saldature ed è un riconoscimento della professionalità che permette di acquisire maggiori conoscenze specifiche e abilità pratiche. Inoltre, grazie alla qualificazione, i saldatori sono responsabilizzati e motivati nell’esecuzione di un’attività che influisce fortemente sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto finale.

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APPROFONDIMENTI TECNICI

ICIM è organismo notificato per la Direttiva 97/23/CE-PED

Prodotti in pressione (PED)

Sicurezza per le attrezzature a pressione: ottenuta a

Parametri e criteri della Direttiva PED per apporre

novembre l’autorizzazione a emettere certificazioni.

la marcatura CE sui prodotti in pressione.

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o scorso 22/11/2010 ICIM ha ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione – in conformità dell’Articolo 12 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 – a emettere certificazioni CE di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza per le attrezzature a pressione applicando le procedure di valutazione previste per le categorie II, III e IV di cui all’articolo 10 del D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 93. ICIM non è nuova in questo contesto, poiché fin dall’ottobre 2001 ha operato nell’ambito della società consortile PASCAL, costituita con ASA-Azienda Servizi Anima, primo organismo privato italiano a essere notificato per la Direttiva 97/23. ICIM ha quindi maturato competenze specifiche in materia di attrezzature a pressione che le hanno permesso di offrire un servizio altamente qualificato.

Oggi ICIM, operando autonomamente, rinnova la propria attenzione ai contesti tecnologicamente avanzati quali i settori dell’energia, dell’impiantistica, della componentistica di processo, dei grandi componenti in pressione e più in generale della caldareria. Settori in cui la qualità richiesta in termini prestazionali e di sicurezza, e la qualità richiesta al prodotto realizzato e messo in esercizio, sono condizioni essenziali che devono essere assolutamente garantite, e dove il ruolo dell’organismo di certificazione riveste una rilevanza critica. Consapevole del proprio ruolo di Organismo Notificato chiamato a certificare la conformità a requisiti cogenti, ma anche ben consapevole delle esigenze del mercato che richiede risposte efficaci, tempi rapidi, flessibilità e contenimento dei co-

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sti, ICIM si avvale di competenze qualificate che si sono formate in anni di attività presso aziende di produzione e sono in grado di operare in tutti gli ambiti previsti dalla Direttiva PED ma anche in tutte le attività a corollario: esame del progetto, prove e controlli, caratterizzazione dei materiali (approvazione e verifica), qualifica dei processi di saldatura, verifica dei controlli non distruttivi, valutazione dei processi di fabbricazione in azienda e di installazione in cantiere. La qualità finale del prodotto risulta infatti strettamente correlata al contesto tecnologico e applicativo, e non può quindi prescindere dalla qualifica dei processi e degli operatori e più in generale dall’organizzazione del lavoro. ICIM, in qualità di Organismo Notificato, è autorizzato a effettuare le valutazioni di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza per le attrezzature a pressione secondo le procedure previste dai seguenti moduli: • Modulo A1: Controllo di fabbricazione interno e sorveglianza della verifica finale; • Modulo B: Esame CE del tipo; • Modulo B1: Esame CE della progettazione; • Modulo C1: Conformità al tipo; • Modulo D: Garanzia qualità produzione; • Modulo D1: Garanzia qualità produzione; • Modulo E: Garanzia qualità prodotti; • Modulo E1: Garanzia qualità prodotti; • Modulo F: Verifica su prodotto; • Modulo G: Verifica CE di un unico prodotto; • Modulo H: Garanzia qualità totale; • Modulo H1: Garanzia qualità totale con controllo della progettazione e particolare sorveglianza della verifica finale. Significativi sono i vantaggi per le aziende certificate ISO 9001 poiché molti moduli per la valutazione della conformità alla Direttiva PED si richiamano a tali normative.

o scopo principale della Direttiva PED (Pressure Equipement Directive) è quello di porre ordine in materia legislativa in tutti gli Stati appartenenti alla Comunità agevolando il libero scambio nel mercato Europeo relativamente ai prodotti in pressione.

e anche dal tipo di fluido posto in pressione nell’attrezzatura, fluidi che la Direttiva divide in due gruppi: • gruppo 1 comprendente i fluidi pericolosi come quelli “esplosivi”, “infiammabili”, “tossici”, ecc.; • gruppo 2 comprendente tutti gli altri fluidi.

La Direttiva riguarda “la progettazione, la fabbricazione e la valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti a una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar”.

Sulla base della categoria il fabbricante può scegliere la procedura di verifica di conformità (Modulo o insieme di Moduli) come di seguito riportato:

Categoria 1 2

Modulo A A1; D1; E1

Note

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B1+D; B1+F; B+E; B+C1; H

Richiede l’intervento di un Organismo Notificato attraverso prove di tipo (B), verifica della progettazione, Ispezioni, controlli di produzione, ecc

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B+D; B+F; G; H1

Richiede l’intervento di un Organismo Notificato in modo più rigoroso trattandosi della categoria con la maggior pericolosità.

Sono soggetti alla disposizione di tale normativa recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza e accessori a pressione quali condensatori, evaporatori, accumulatori e ricevitori di liquido, filtri, valvole, tubazioni, pressostati, termostati, manometri, termometri e gran parte dei componenti per impianti frigoriferi. La Direttiva si applica inoltre a tutti gli insiemi comprendenti almeno un’attrezzatura a pressione. Esempi di apparecchi che non ricadono nella PED sono invece: • tubazioni di impianti di riscaldamento ad acqua; • prodotti utilizzati su navi, razzi, aeromobili, unità off-shore; • attrezzature al massimo di categoria I coperti da altre direttive; • prodotti per il montaggio di attrezzature effettuato in loco dall’utilizzatore; • condotte per trasporto sostanze da o verso impianto (salvo attrezzature a pressione standard); • componenti di reti di distribuzione idrica. La Direttiva PED definisce 4 categorie in cui le attrezzature possono ricadere in base a criteri di pericolosità legati al concetto di energia immagazzinata. Tale energia dipende sostanzialmente dai seguenti parametri: • PS: pressione massima ammissibile in bar; • V: volume in litri; • DN: dimensione nominale della tubazione;

Non richiede l’intervento di un Organismo Notificato Richiede l’intervento di un Organismo Notificato attraverso attività di sorveglianza

Nel dettaglio: • moduli A1 e C1: prevedono controlli ispettivi sul prodotto o sul sistema da parte di un Organismo Notificato; • moduli B e B1: prevedono la verifica del progetto o del tipo da parte di un Organismo Notificato con rilascio di un Certificato CE di tipo o di esame della progettazione; • moduli F e G: prevedono che un Organismo Notificato verifichi la rispondenza alla Direttiva di ogni prodotto e, per il modulo G, verifichi anche la progettazione; • moduli D, D1, E, E1, H e H1: prevedono che un Organismo Notificato valuti la conformità ai requisiti della Direttiva attraverso le sorveglianza del sistema di qualità a diversi livelli (dal solo Sistema Qualità relativo alla produzione fino a quello relativo alla progettazione). Il Modulo H1 prevede anche la verifica del progetto. In ogni caso è compito del fabbricante documentare i criteri e le disposizioni da lui adottate per soddisfare i requisiti della Direttiva. Tale documentazione deve essere esaustiva e comprensiva, tra l’altro, di una descrizione dell’impianto, dei calcoli di progetto, della procedura di fabbricazione, delle specifiche tecniche (in particolare per quanto riguarda le opere di saldatura e del personale addetto), delle norme di riferimento, ecc. Al termine dell’iter di valutazione da parte dell’Organismo Notificato, il fabbricante potrà apporre sul proprio prodotto la marcatura CE sulla base dell’attestazione di conformità rilasciata da ICIM.


APPROFONDIMENTI TECNICI NUOVI SCHEMI

ICIM mette a punto il primo schema italiano di certificazione della sostenibilità del biodiesel Nello spirito del Piano delle Energie Rinnovabili dell’Unione Europea, lo schema arriva a ridosso dell’entrata in vigore della Direttiva RED. Sarà un punto di riferimento per la certificazione della produzione e dello sfruttamento dei Biocarburanti liquidi per tutta la filiera coinvolta. L’impatto ambientale, sociale, economico ed etico del nuovo schema ICIM.

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CIM ha messo a punto il primo schema italiano per certificare la sostenibilità dei biocarburanti, in particolare il biodiesel, lungo tutta la filiera. Lo schema di certificazione svolgerà un ruolo di notevole importanza nell’ambito del raggiungimento dell’obiettivo “20-2020” fissato dall’Unione Europea, ovvero la riduzione del 20% del consumo di energia primaria dell’UE e delle emissioni di gas serra, e l’introduzione nel consumo energetico di una quota del 20% di energie rinnovabili entro il 2020. In questo quadro normativo lo schema di certificazione perfezionato da ICIM è diventato disponibile per tutte le aziende interessate, prima del recepimento della Direttiva RED 2009/28/CE sulla “promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”, che è entrato in vigore lo scorso 5 dicembre e che prevede espressamente l’introduzione di sistemi volontari a livello internazionale o nazionale per la certificazione di sostenibilità di tutti i biocarburanti utilizzati nella UE. La certificazione è affidata a organismi indipendenti e terzi come ICIM che abbiano sviluppato idonei schemi certificativi attraverso i quali è possibile verificare e certificare sulla base di prove e dati affidabili se la produzione di biocarburanti e bioliquidi rispetta i criteri di sostenibilità definiti dalla Direttiva e dagli standard emanati in conformità a questa. La Direttiva – pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 5 giugno 2009 (L 140) – stabilisce un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili, fissando i vari obiettivi nazionali obbligatori per quanto riguarda la quota complessiva di energia derivante da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo, soprattutto nei trasporti; le norme per i trasferimenti e i progetti comuni tra Stati membri e verso paesi terzi; le garanzie di origine, le procedure amministrative, d’informazione e di formazione, nonché l’accesso alla rete elettrica per l’energia da fonti rinnovabili, oltre che i criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi. La Direttiva prevede che la produzione di biocarburanti debba essere “sostenibile”: ossia non sottrarre risorse e terreni alle produzioni agricole per scopi alimentari, non minacciare la biodiversità e rispettare i vincoli ambientali per l’agricoltura, in particolare quelli relativi alla tutela delle acque. Inoltre la Direttiva vieta l’utilizzo come biocarburanti di coltivazioni provenienti

da terreni particolarmente ricchi di carbonio, perché in questo caso le emissioni risulterebbero dannose al pari dei carburanti fossili. La Direttiva fissa delle scadenze precise nell’immediato futuro: la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra grazie all’uso di biocarburanti e di bioliquidi dal prossimo dicembre dovrà essere pari almeno al 35%. A decorrere dal 1° gennaio 2017, questo parametro dovrà essere pari almeno al 50%. E dal 1° gennaio 2018 tale riduzione di emissioni di gas a effetto serra è stata fissata nella misura di almeno il 60% per i biocarburanti e i bioliquidi prodotti negli impianti in cui la produzione è iniziata il 1° gennaio 2017 o successivamente. Lo Schema ICIM per l’analisi della filiera per biocombustibili liquidi secondo la direttiva RED 2009/28/CE serve per misurare il rispetto dei requisiti previsti dalla Direttiva per quanto riguarda gli obiettivi nazionali e gli altri obblighi in materia di energie rinnovabili. Indispensabili, tra l’altro, anche per determinare se il consumo di biocarburanti e di bioliquidi pos-

sa beneficiare di sostegno finanziario. Lo Schema si basa sul documento ICIM 70R064 (Regole Particolari per la Certificazione di Conformità della Filiera di Biocombustibili Liquidi Sostenibili) e si applica per valutare il valore reale del GHG Saving, una sorta di Indice di sostenibilità che misura la percentuale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ottenibili dall’utilizzo di biocarburanti (Bioetanolo, Biodiesel, Biometanolo, Biodimetiletere, Idrocarburi sintetici, Oli vegetali, ecc.) in termini di CO2 equivalente prodotta da un determinato biocarburante rispetto al combustibile di origine fossile di riferimento. Lo Schema certifica, in piena conformità con lo spirito della Direttiva RED, tutta la Filiera (ma anche singoli anelli della catena) e l’intero ciclo di produzione del Biocombustibile liquido, partendo dalle caratteristiche del terreno da cui nasce la biomassa, attraversando tutti i processi necessari (trasporto, distribuzione, trasformazione, ecc.) valutandone anche la rintracciabilità nel corso delle diverse fasi di trasformazione intermedie.

Lo Schema, il primo in Italia e tra i primi in Europa di questo tipo, costituisce anche un’ottima base tecnica di discussione per le linee-guida che in questo settore dovranno essere presto stabilite dall’azione congiunta di ben tre Ministeri (Agricoltura, Sviluppo e Ambiente). “Il nostro Schema – dichiara l’ingegner Vincenzo Delacqua, Responsabile Area Energia di ICIM – prende spunto dal documento tecnico sviluppato dal RFA inglese per rispondere alla Renewable Transport Fuels Obligation (RTFO), un benchmark internazionale di grande caratura, per calarsi più puntualmente nella realtà italiana. E in alcuni casi siamo stati persino più rigorosi dei nostri colleghi olandesi o tedeschi. Questo schema dalla grande valenza ambientale e sociale è per noi molto importante per l’affermazione di criteri “etici” di sostenibilità. E non solo per noi: quando si parla di ambiente spesso si parla solo di incentivi, mentre in Italia ci sono molte aziende che spinte da motivi da loro stesse definiti semplicemente “etici”, sono persino più avanti di quanto stabilito dalle istituzioni per il rispetto dell’ambiente” .

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APPROFONDIMENTI TECNICI

La qualità degli impianti sportivi è certificata da ICIM QIS è la certificazione di qualità, innovativa e unica, dei luoghi e delle organizzazioni per lo sport. ICIM può attivare il processo di certificazione degli impianti sportivi poiché dispone di personale qualificato dal QIS.

I

l QIS - Consorzio per la Certificazione di Qualità degli Impianti Sportivi - è stato costituito dal CONI e da FMSI (Federazione Medico Sportiva) con l’obiettivo di creare uno schema integrato di certificazione che contempli i requisiti di qualità strutturali, sanitari, organizzativi e di servizio degli impianti sportivi. La certificazione QIS viene rilasciata da Organismi di Certificazione accreditati da parte del CONI.

rali e di competenze e qualifiche degli operatori. Lo schema recepisce gli indirizzi del Libro Bianco dello Sport pubblicato dalla CE nel 2007 che ha modificato la definizione di sport estendendola a tutte le attività destinate al benessere fisico e alla salute, (es.: centri fitness, centri di riabilitazione ospedalieri) e che stimola i proprietari e i gestori degli impianti sportivi a verificarne i requisiti tecnici e di sicurezza, a introdurre concetti di

le politiche di gestione e di informazione della Direzione, con particolare riferimento alla lotta al doping e al controllo dell’uso di farmaci e integratori. La Carta dei Servizi permette agli utilizzatori una valutazione obiettiva e consapevole dell’offerta e del livello qualitativo degli impianti presenti sul mercato, e di verificare l’impegno preso dal gestore tra quanto dichiarato e quanto erogato.

CHI SI PUÒ CERTIFICARE Tutti gli impianti sportivi possono richiedere la certificazione QIS facendo riferimento alla norma generale QIS HEPA 10001 e alla norma specifica della serie QIS HEPA 10000, erogata univocamente sulla base delle precise caratteristiche della struttura e delle attività sportive in essa praticata.

perture assicurative dell’impianto; • avere garanzia che l’impianto sportivo certificato a norma QIS sia di adeguato livello qualitativo dal punto di vista strutturale, impiantistico e di controllo sanitario, che disponga di attrezzature adeguate, di personale informato e dotato di procedure orientate all’utenza, che sia presente una forma di supervisione medica e una costante assistenza specifica per ogni eventuale necessità di primo soccorso; • aumentare il valore dell’impianto e dell’azienda in esso operante.

Sono dunque interessati alla certificazione gli impianti sportivi: AGONISTICI: in cui possono svolgersi attività ufficiali delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive associate; DI ESERCIZIO: in cui sono svolte attività non agonistiche ma regolamentate dalle Federazioni e Discipline; COMPLEMENTARI: destinati alla pratica di attività fisicosportive non regolamentate da Federazioni o Discipline, aventi finalità anche ludico ricreative e di benessere fisico o di attività terapeutica o riabilitativa. ICIM, sulla base delle esperienze maturate con le certificazioni ISO 9001 rilasciate nel settore, ha in corso il processo di accreditamento da parte del CONI ma può già attivare il processo di certificazione degli impianti sportivi poiché dispone di personale qualificato dal QIS. La Certificazione QIS, facendo riferimento alla norma generale QIS HEPA 10001, valida per tutte le tipologie di impianto, e alla norma specifica della serie QIS HEPA 10000, attesta che l’impianto sportivo, i servizi in esso erogati e le modalità di gestione dello stesso corrispondono ad alti standard di qualità in termini ambientali, igienico-sanitari, medico-sportivi, ergonomici, struttu-

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gestione per la qualità nelle attività/ servizi erogati e a salvaguardare la salute degli utenti. Alle strutture aderenti allo schema QIS CONI è richiesta l’adozione di una Carta dei Servizi, documento la cui veridicità è verificata dall’organismo di certificazione; questo documento deve dare pubblicità di tutte le caratteristiche strutturali e organizzative degli impianti, oltre ai servizi erogabili o disponibili.

LA CARTA DEI SERVIZI È un documento che riporta tutte le caratteristiche strutturali e organizzative dell’impianto, i servizi disponibili, i macchinari e le attrezzature utilizzate,

I VANTAGGI DI CERTIFICARSI A NORMA QIS La Certificazione QIS consente di: • inserire il proprio impianto all’interno di un circuito di qualità specifico dello sport, garantito dalla notorietà e valenza di marchi di riferimento per lo sport quali CONI e FMSI; • dare al proprio impianto un’immagine di qualità e di sicurezza sia strutturale che organizzativa e medico sportiva, grazie all’effettivo impegno profuso; • assicurare un elevato livello di struttura, di controllo sanitario e di servizio erogabile che aumenta il livello di fedeltà dell’utenza; • disporre di contratti trasparenti e di co-

La certificazione QIS costituisce quindi una grande opportunità di visibilità sul Mercato per gli impianti sportivi. Ma anche opportunità di trasparenza nei rapporti con l’utenza attraverso la Carta dei Servizi, di gestione e controllo delle attività e dei servizi erogati direttamente o affidati in gestione, di incremento del valore dell’impianto e dell’azienda in esso operante, di affidabilità nei confronti di istituzioni e società esterne interessate, amministrazioni locali, ASL, Assicurazioni, Organismi di Controllo, Federazioni Sportive, Istituti di Credito, Associazione Consumatori, e il resto del mondo che gravita intorno agli impianti sportivi.

ASPETTI SANITARI

ASPETTI TECNICO/ NORMATIVI

PIANIFICA

RIESAMINA

ASPETTI GESTIONALI

ESEGUI

VERIFICA

ASPETTI CERTIFICATIVI


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APPROFONDIMENTI TECNICI NORMATIVE

UNI EN ISO 3834. Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici Le Norme della serie 3834 rappresentano un valido strumento a disposizione del produttore per tenere sotto controllo gli elementi che influenzano la qualità della saldatura e per darne visibilità esterna tramite la certificazione. L’inquadramento della nuova edizione delle norme nel sistema ISO – precedentemente emesse solo come EN serie 729 – contribuisce a darne una valenza internazionale, rafforzata dalla definizione nella norma UNI EN ISO 3834-5 del quadro normativo di riferimento per la saldatura.

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’utilizzo del processo di saldatura per fusione è largamente utilizzato per la realizzazione di molti prodotti industriali, dai più semplici ai più complessi. In alcune aziende rappresenta l’elemento distintivo della produzione con una forte influenza sia in termini economici che di qualità del prodotto. Diventa quindi importante garantire che la saldatura sia eseguita nel modo più efficiente e che siano effettuati adeguati controlli su tutti gli aspetti che influenzano il processo. Questa l’articolazione della Norma UNI EN ISO 3834 “Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici”, strutturata in 5 parti: • Parte 1: Criteri per la scelta del livello appropriato dei requisiti di qualità; • Parte 2: Requisiti di qualità estesi; • Parte 3: Requisiti di qualità normali; • Parte 4: Requisiti di qualità elementari; • Parte 5: Documenti ai quali è necessario riferirsi per poter dichiarare la conformità ai requisiti di qualità di cui alle parti 2, 3 o 4 della ISO 3834.

Va precisato che, pur potendo consentire una certificazione a se stante e indipendente dalla UNI EN ISO 9001, le Norme UNI EN ISO 3834 (parte 2, 3 o 4) non rappresentano un Sistema di Gestione per la Qualità sostitutivo della UNI EN ISO 9001, ed è quindi auspicabile che entrambi i sistemi siano posti in atto dalle aziende interessate.

LA CERTIFICAZIONE L’azienda che richiede la certificazione può selezionare tre differenti livelli di requisiti di qualità, applicabili sia alla produzione in officina che nel cantiere di messa in opera: • UNI EN ISO 3834-2 Requisiti di qualità estesi; • UNI EN ISO 3834-3 Requisiti di qualità standard; • UNI EN ISO 3834-4 Requisiti di qualità elementari. La scelta del livello appropriato dei requisiti di qualità da adottare dovrebbe prendere

in considerazione, oltre ai requisiti specificati dal contratto del cliente o da norme e regolamenti applicabili per i prodotti, di criteri quali: • l’estensione e rilevanza dei prodotti critici per la sicurezza; • la complessità della realizzazione; • i differenti tipi di prodotti realizzati; • i differenti tipi di materiali utilizzati; • l’estensione di problemi metallurgici rilevati; • l’ estensione di eventuali imperfezioni di fabbricazione che possano influenzare le prestazioni del prodotto realizzato (l’Allegato A della ISO 3834-1 definisce in dettaglio i criteri per la selezione degli elementi delle Norme ISO 3834-2, ISO 3834-3 e ISO 3834-4). I requisiti specificati dalle tre parti della norma da considerare nell’attuazione del sistema di qualità per la saldatura comprendono, in maniera più o meno estesa (a secondo delle parti 2, 3 e 4 della UNI EN ISO 3834), prescrizioni relative a: • riesame dei requisiti contrattuali e normativi e riesame tecnico iniziale di commessa; • subappalto di servizi; • personale di saldatura (saldatori e operatori di saldatura, personale di coordinamento, personale addetto a prove controlli e collaudi, controlli non distruttivi); • attrezzature (idoneità, gestione e manutenzione delle attrezzature per produzione e controlli); • saldatura e attività connesse (piano di produzione, specifiche delle procedure di saldatura, qualificazione delle procedure di saldatura, istruzioni di lavoro, procedure per la preparazione e controllo dei documenti); • materiali di apporto di saldatura; • immagazzinamento dei materiali base; • trattamento termico dopo la saldatura; • ispezioni e controlli riguardanti la saldatura (prove e controlli prima, durante e dopo la saldatura, stato delle ispezioni e dei controlli); • non conformità e azioni correttive; • taratura delle apparecchiature di controllo; • identificazione e rintracciabilità; • documenti di registrazione della qualità. La UNI EN ISO 3834 - Parte 5 fornisce un quadro di riferimento delle norme alle quali è necessario uniformarsi per poter dichiarare la conformità ai requisiti di qualità di cui alle parti 2, 3 o 4 della ISO 3834. Considerata l’estensione dell’utilizzo del processo di saldatura nelle realizzazioni industriali e l’estensione di applicabilità della norma sia ad attività di saldatura in

officina che nel cantiere di messa in opera, l’applicazione della norma può estendersi a un’ampia gamma di produttori che possono comprendere: • aziende che realizzano componenti in pressione, insiemi o piping soggetti a normative nazionali o internazionali (PED, ASME); • aziende che operano nel campo impiantistico (impianti chimici, petrolchimici, produzione energia, siderurgici, ecc); • aziende che realizzano strutture saldate per applicazioni impiantistiche tradizionali (impianti e centrali); • aziende che realizzano strutture saldate per l’edilizia; • aziende che operano nel settore ferroviario.

I VANTAGGI La certificazione UNI EN ISO 3834: • soddisfa richieste contrattuali sempre più diffusamente espresse nei settori impiantistico, di produzione energia, ferroviario ed edile (strutture); • è esplicitamente richiesta ai costruttori nel Decreto Ministeriale del 14/01/2008 “Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni”; • può risultare vantaggiosa per possibilità di visite integrate con conseguente riduzione di tempi e costi per i clienti già certificati ISO 9001. ICIM è accreditato ACCREDIA per la certificazione UNI EN ISO 3834 e ha maturato significative esperienze certificando aziende di varie dimensioni e per svariate tipologie di prodotti e servizi operando con ispettori di alto profilo professionale.

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ATTUALITà

NOTIZIE DA ICIM Presenza ICIM in Spagna con sede a Madrid e sito web in spagnolo. A rafforzamento dell’accordo stipulato con IVAC, organismo di certificazione con sede a Valencia, ICIM si propone al mercato spagnolo anche attraverso l’apertura di una propria sede a Madrid e di un sito web in spagnolo. Il mercato spagnolo è interessante non solo per ICIM ma anche per i propri clienti italiani che in molti casi producono, acquistano o esportano in Spagna, un Paese che nonostante la crisi economica, continua a presentare molte opportunità per i servizi di certificazione. Il sito, visibile come pagina dedicata all’indirizzo www.icim.it, promuove le competenze ICIM sui servizi di certificazione e ispezione nell’ottica di assicurare sempre più la soddisfazione delle aspettative delle aziende e del mercato.

Corso ICIM per installatori di impianti fotovoltaici qualificato CEPAS. Il Corso ICIM, organizzato in 4 giornate di approfondimento tecnico specialistico, ottiene la qualifica CEPAS. ICIM, primo Organismo di Certificazione italiano accreditato da ACCREDIA per l’attività di attestazione di conformità e di certificazione di prodotto dei moduli fotovoltaici, propone 4 giornate di approfondimento tecnico specialistico riguardanti l’installazione degli impianti fotovoltaici e gli elementi che li compongono. Il corso permette di acquisire la preparazione tecnica necessaria per accedere alla qualifica professionale presso il CEPAS, Organismo di Certificazione di III parte che certifica la professionalità e le reali competenze di chi lavora in un determinato settore. La Qualifica CEPAS costituisce un fattore di efficienza e un vantaggio competitivo sul mercato. La persona certificata è sottoposta a verifiche periodiche per comprovare il costante svolgimento della sua professione, il continuo aggiornamento delle sue conoscenze e il rispetto del codice deontologico.

ICIM, Assolterm e la certificazione Solar Keymark. Intervento di ICIM nella sessione “Solare termico: mercato e normativa” organizzata da Assolterm con l’intervento dell’ing. Delacqua, Responsabile Area Energia, su “La certificazione Solar Keymark”. Il Solar Keymark, è il marchio europeo sviluppato dal CEN (European Committee for Standardization) che di fatto si impone come “passaporto di qualità europeo” per collettori e sistemi solari per il riscaldamento dell’acqua. Considerato il contraltare della marcatura CE applicata alla certificazione regolamentata dalle Direttive Europee, il Solar Keymark permette con un’unica certificazione di rimuovere le barriere al commercio e di rispondere a tutte le necessità di certificazione volontaria di chi opera in Europa. ICIM è il solo organismo italiano, e uno degli 8 europei, a rilasciare la certificazione Solar Keymark per i collettori solari e i sistemi solari.

ICIM al Convegno “Lo stato dell’arte delle costruzioni in acciaio: norme, sviluppi tecnici ed ecosostenibilità”. L’evento, organizzato da ZINCATURA VIOTTO il 26 novembre a Lariofiere - Erba, ha promosso una giornata di riflessione sulle novità delle costruzioni metalliche: dalla centralità dell’Autorizzazione Ministeriale alle nuove norme nel campo della zincatura e del grigliato, dall’evoluzione degli aspetti cogenti alle nuove esigenze del cliente centrate su economicità, flessibilità ed ecosostenibilità. Oltre 150 persone hanno partecipato all’evento patrocinato da CONFARTIGIANATO-UNIONE ARTIGIANI LECCO e sponsorizzato da ICIM, MARCEGAGLIA, WURTH e MANNI SIPRE. L’intervento dell’ing. Gastaldo, Responsabile Area Sistemi ICIM, “UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 3834: norme di riferimento per ottemperare ai requisiti del DM 14/01/08” si è posto l’obiettivo di dimostrare come un efficace sistema qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici certificato da un ente di terza parte indipendente sia in grado di soddisfare le richieste contrattuali espresse dai settori impiantistico, produzione energia, ferroviario ed edile.

ICIM sponsor della “Settimana europea della democrazia locale”, iniziativa annuale per avvicinare i cittadini alle istituzioni locali. L’ edizione 2010 della “Settimana” organizzata dall’Unione “Terre di Po e Colline del Monferrato”, ha scelto il tema “Il ruolo delle comunità sostenibili nella lotta al cambiamento climatico”, dimostrare come Città e Comuni possono affrontare i problemi dell’ambiente a livello locale e diventare gradualmente “comunità sostenibili”. I cambiamenti climatici sono una sfida che tocca aspetti delle politiche locali – trasporti e rifiuti, spazi verdi e biodiversità – e il Monferrato è da tempo attento a una cor-

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retta applicazione dei metodi di gestione ambientale. I Comuni piemontesi, guidati dal Comune di Occimiano e coordinati dall’associazione Aregai Terre di Benessere, hanno realizzato, secondo le linee guida ICIM “Programmazione Sostenibile”, un percorso partecipato per l’individuazione degli obiettivi di sostenibilità, innovazione, responsabilità sociale, tutela e qualifica del territorio. ICIM ha partecipato alla presentazione dei risultati del percorso realizzato con il progetto M.A.M.M.A (Miglior Ambiente Migliori Modelli Associativi). Il progetto si inserisce nel contesto della Settimana Europea della Democrazia Locale che ha l’intento di favorire azioni democratiche e promuovere la partecipazione civica. L’iniziativa, promossa dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa, coinvolge diverse città europee come Parigi, Bruxelles e Strasburgo.

ponendo al centro il benessere dell’individuo e della collettività. Il capitolo, quindi, illustra lo schema di certificazione ICIM in termini di obiettivi e parametri di valutazione. La postfazione, a firma dell’ing. Trizio, Amministratore Delegato ICIM, sottolinea come da un incontro e un aperto confronto sulle idee può nascere una proficua collaborazione tra ICIM, che stava sviluppando uno schema di certificazione premiante il concetto di sostenibilità applicato all’edificio, e la famiglia Giacomini che stava investendo nella riqualificazione di edifici antichi destinati a residenza turistica applicando i più moderni criteri a garanzia del rispetto dell’ambiente, confort degli utilizzatori, funzionalità ed economia di gestione.

ICIM certifica Giacomini SpA. per l’impegno teso al rispetto dell’ambiente e alla salute e sicurezza dei lavoratori. ICIM consegna a Giacomini S.p.A. i certificati di conformità alle norme internazionali UNI EN ISO 14001 e BS OHSAS 18001, a integrazione della certificazione del sistema di gestione qualità UNI EN ISO 9001, già presente in azienda da anni, e il certificato IQNet, riconosciuto a livello internazionale. Giacomini, azienda che considera innovazione e sostenibilità elementi rilevanti del modello aziendale e il sistema di gestione elemento chiave per la crescita, è tra le prime aziende di produzione di sistemi completi di climatizzazione e di distribuzione idrosanitaria a ottenere la certificazione del Sistema di Gestione integrato Qualità Ambiente Sicurezza. La certificazione ICIM è occasione per valorizzare l’impegno dell’impresa su temi attuali e di notevole importanza come la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, l’attenzione all’ambiente, la prevenzione dell’inquinamento attraverso la ricerca di soluzioni energetiche a sempre minore impatto ambientale.

“Gli edifici alberghieri e la certificazione di sostenibilità” monografia a cura di Giacomini SpA. A seguito della certificazione “Edificio Sostenibile” rilasciata da ICIM all’Hotel San Rocco di Orta, di proprietà della famiglia Giacomini, ICIM ha collaborato alla stesura della monografia che ne racconta l’esperienza. Il capitolo 3, a cura dell’ing Paolo Gianoglio, Direttore ICIM, evidenzia la necessità di garantire agli edifici, sia in fase di costruzione che di utilizzo, un corretto bilanciamento fra esigenze dell’ambiente, sostenibilità economica e qualità di vita dell’utilizzatore e quindi la necessità di valutare la situazione energetica e ambientale dell’edificio attraverso gli elementi che ne garantiscono la sostenibilità durante il ciclo di vita

ICIM aiuta la Canottieri Luino a prendere il largo. Con la donazione alla Canottieri Luino si consolida la collaborazione tra certificazione e sport, in sicurezza e con energia. Nel 2009 la Canottieri Luino aveva infatti ricevuto da ICIM una donazione per acquistare una nuova imbarcazione da mettere a disposizione dei giovani atleti. Questa imbarcazione è stata inaugurata il 19 luglio 2010 a Luino con una breve cerimonia alla quale sono intervenuti il


progettare piccoli impianti fotovoltaici per le singole famiglie o, più grandi, per le necessità globali di villaggio. Questi impianti permettono l’uso di pompe elettriche per l’acqua, utili all’irrigazione di orti comunitari, oltre che l’utilizzo della televisione comune, dell’illuminazione delle vie di villaggio e delle sue scuole, del frigorifero, della radio e del telefono a uso privato e della collettività. Il tutto con grandi vantaggi per la qualità della vita di queste famiglie che vivono in aree rurali sperdute e abitualmente senza illuminazione.

presidente ICIM, ing. Badino, l’assessore al tempo libero del comune di Luino e il presidente della Canottieri Luino. L’imbarcazione riporta il logo ICIM ed è stata battezzata con il nome “Valeriano” in ricordo del primo presidente ICIM, Ing. Valeriano Penati.

L’associazione locale (UGPM), che inserisce questo progetto all’interno di un’azione più vasta mirata all’autosufficienza alimentare delle popolazioni in area rurale, insieme all’ONG Fratelli dell’Uomo vuole coinvolgere anche le comunità emigrate in Italia provenienti da quella regione nell’utilizzo delle rimesse e di altre forme di sostegno per l’investimento sull’energia solare nei rispettivi villaggi di appartenenza (progetto di co-sviluppo).

Una giornata piacevole nel segno dello sport sottolineata da interessanti scambi di opinione su temi diversi, dalla sicurezza degli impianti sportivi gestiti dal CONI al finanziamento per l’installazione degli impianti fotovoltaici, dall’attenzione all’ambiente allo sviluppo sostenibile.

Il sole non ignora alcun villaggio ICIM co-produce il documentario realizzato da Silvio Soldini e Giorgio Garini per sostenere la raccolta fondi del progetto promosso dall’ONG Fratelli dell’Uomo.

“Il sole non ignora alcun villaggio” è il titolo del suggestivo documentario che è stato recentemente presentato in anteprima al cinema Anteo di Milano e narra la genesi e lo sviluppo di un progetto di Fratelli dell’Uomo per la diffusione dell’energia solare nella regione di Mecké. Si tratta di un intervento di cooperazione allo sviluppo che intende portare l’energia fotovoltaica a 50 famiglie e installare 2 impianti fotovoltaici nei villaggi di questa regione. L’energia solare diventa quindi un aiuto concreto per contribuire a migliorare le condizioni di vita della popolazione dei villaggi africani. Nell’area centrale del paese (Mecké) un’associazione contadina (UGPM) ha costituito un’equipe tecnica in grado di

NOTIZIE DAI MERCATI

Dal 1.10.2010 il SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti), istituito dal Ministero Ambiente e Tutela del Mare con DM 17.12.2009 art.189 D.Lgs. 152/06 e art. 14-bis D.Lgs 78/09 convertito in Legge 102/09, è divenuto operativo per chi è in possesso dei necessari dispositivi/requisiti tecnici.

Il SISTRI nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

Il 31.05.2011 sarà ultimata la fase di sperimentazione ed è il termine entro il quale è prevista la dismissione definitiva dei formulari e dei registri di carico e scarico. Il SISTRI si propone di contrastare i fenomeni di illegalità nell’ambito della gestione dei rifiuti; monitorare in tempo reale l’intera filiera dei rifiuti speciali; semplificare e informatizzare i processi burocratici e amministrativi della gestione rifiuti previsti dalla (pre)vigente normativa; ridurre i costi di gestione per le imprese. Il corso ICIM fa luce sugli aspetti operativi e giuridici del SISTRI, indirizzando e formando i partecipanti sulla gestione tecnica e organizzativa e sulle responsabilità previste dal sistema sia in fase di sperimentazione che in fase di avvio e regime. Le nuove date del corso ICIM sono in fase di programmazione.

Per rendere ancora più stretto il legame di collaborazione tra sport e ICIM, l’ing. Badino ha rispolverato una sua vecchia passione cimentandosi in una remata sul Lago Maggiore, in coppia con il presidente della Canottieri Luino.

ICIM, che da sempre crede che innovazione e sostenibilità siano elementi fondamentali per il proprio sviluppo, ha contribuito alla realizzazione del documentario che il regista Silvio Soldini ha girato in Senegal per l’ONG Fratelli dell’Uomo, organizzazione che dal 1969 si occupa di solidarietà internazionale.

Corso icim su sistri, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, per far luce su aspetti operativi e giuridici.

SISTRI - Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Il Sistema, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità. Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata e in uscita degli autoveicoli nelle discariche. Con il SISTRI lo Stato intende dare un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali: da un sistema cartaceo si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza. Per lo Stato i vantaggi derivanti dall’applicazione del SISTRI saranno molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.

Ad oggi, quattro sono i villaggi in cui è stato possibile installare un sistema di approvvigionamento energetico da fonte solare: il pozzo del villaggio con cisterna, dotato di una pompa elettrica, consente di irrigare gli orti in modo più efficiente, migliorando la produttività agricola e sollevando le donne di un impegno gravoso; un congelatore è ora al servizio della comunità per conservare gli alimenti; un telefono e una televisione per uso comune danno accesso all’informazione e permettono una comunicazione semplice e immediata; stereo e lettore dvd permettono l’intrattenimento della comunità, contribuendo a diminuire il senso di isolamento, insieme all’illuminazione serale del gazebo, luogo di ritrovo delle famiglie. Con l’ONG Fratelli dell’Uomo che realizza progetti in Africa e America Latina in ambiti diversi – acqua, energia rinnovabile, alimentazione, educazione – ICIM intende offrire il proprio contributo per un futuro migliore per tutti.

Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole. (fonte: www.sistri.it)

Il calendario dei corsi di formazione di ICIM 2011 è in programmazione. Per informazioni www.icim.it

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L’OFFERTA ICIM

L’offerta ICIM, ampia e diversificata, è qui suddivisa in macro aree: LA QUALITÀ PER AZIENDE E PRODOTTI Certificazione secondo la conformità alle norme: › UNI EN ISO 9001 per i sistemi di gestione › UNI CEI EN ISO 13485 per i dispositivi medici › UNI EN ISO 3834 per la saldatura › EN 16001 per i sistemi di gestione dell’energia › TS 16949: 2009 per il settore automotive › UNI EN 9100 e UNI EN 9110 per il settore aerospaziale › ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni › SISTEMA RABC - RISK ANALYSIS › BIOCONTAMINATION CONTROL SYSTEM per la qualità microbiologica dei servizi di lavanderia

Certificazione volontaria di prodotto su base di norme tecniche nazionali, europee e internazionali nei settori: › ANTINTRUSIONE › ANTINCENDIO › SICUREZZA › IMPIANTI E COMPONENTI PER IL TRASPORTO E IL CONTENIMENTO DEI FLUIDI › COMPONENTI PER L’EDILIZIA › SEGNALETICA STRADALE › SERVIZI (CONTACT CENTER)

Attività di verifica: › VERIFICHE PERIODICHE E STRAORDINARIE SU IMPIANTI ASCENSORI (DPR 162/99) › VERIFICHE PERIODICHE E STRAORDINARIE SU IMPIANTI DI MESSA A TERRA (DPR 462/01)

Certificazione Regolamentata: › DIRETTIVA MACCHINE, RUMORE, RECIPIENTI SEMPLICI A PRESSIONE, ASCENSORI, ATEX, DISPOSITIVI MEDICI, PRODOTTI DA COSTRUZIONE, PED

Ispezioni: › EXPEDITING, PRE-SHIPMENT, ISPEZIONI E SORVEGLIANZE, TECNICHE DI SALDATURE E PND, QUALIFICA DEI FORNITORI

LE ENERGIE RINNOVABILI ED IL RISPARMIO ENERGETICO › CERTIFICAZIONE DEI COLLETTORI E DEI SISTEMI SOLARI TERMICI SECONDO LE NORME UNI EN 12975, UNI EN 12976 – RILASCIO DEL MARCHIO SOLAR KEYMARK › CERTIFICAZIONE COMPONENTISTICA DEDICATA PER IMPIANTI COMPLETI PER IL SETTORE SOLARE TERMICO SECONDO LA SERIE DI NORME ENV 12977 › CERTIFICAZIONE DI EFFICIENZA, SICUREZZA E PRESTAZIONI DEGLI IMPIANTI SOLARI TERMICI › CERTIFICAZIONE MODULI MONO E POLI CRISTALLINI ED A FILM SOTTILE PER IL SETTORE FOTOVOLTAICO SECONDO LE NORME IEC 61215, IEC 61646 ED IEC 61730 – RILASCIO DEL MARCHIO IEC-CB SCHEME

› CERTIFICAZIONE DEI COMPONENTI DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI › CERTIFICAZIONE DI EFFICIENZA, SICUREZZA E PRESTAZIONI DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI › CERTIFICAZIONE DEGLI INSTALLATORI › CERTIFICAZIONE IMPIANTI A BIOMASSE › CERTIFICAZIONE BIODIESEL › CERTIFICAZIONE COMPONENTI, SISTEMI ED IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA EOLICA › CERTIFICAZIONE DI IMPIANTI DI GENERAZIONE MISTI (AD ESEMPIO SOLARE / EOLICO) › CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI SECONDO LE NORMATIVE COGENTI E SECONDO STANDARD PROPRIETARI TESI A CLASSIFICARE LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI IN FUNZIONE DELLA DESTINAZIONE D’USO DEGLI STESSI › VERIFICA ENERGETICA DELLE AZIENDE

LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

L’AREA SOCIALE

LE ATTIVITÀ DI VALUTAZIONE

› PROGETTAZIONE E PROGRAMMAZIONE SOSTENIBILE › PRODUZIONE SOSTENIBILE › RISTORAZIONE SOSTENIBILE

LA TUTELA DELL’ AMBIENTE Certificazione secondo la conformità alle norme: › UNI EN ISO 14001 per i sistemi di gestione ambientale › EMAS: Verifica e convalida delle Dichiarazioni Ambientali › ETS: Convalida comunicazioni emissioni - Emission Trading › EPD - Dichiarazione Ambientale di prodotto

Certificazione secondo la conformità alle norme: › OHSAS 18001

LA TUTELA DELLA RESPONSABILITÀ ETICA Certificazione secondo la conformità alle norme: › SA 8000 per i sistemi di gestione della responsabilità sociale come organismo di ispezione aderente al NETWORK LAVORO ETICO

› VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI MIGLIORAMENTO › VALUTAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI COSTI DELLA QUALITÀ › VALIDAZIONE DELLA CARTA DEI SERVIZI › VALUTAZIONE DEI PIANI DELLA QUALITÀ › VALUTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI GARE E APPALTI › CONFORMITÀ METROLOGICA

LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE › ICIM EROGA FORMAZIONE IN TUTTE LE DISCIPLINE RELATIVE AI PROPRI SERVIZI DI AUDIT E CERTIFICAZIONE.

I CONTATTI DIREZIONE Piazza Don Enrico Mapelli, 75 20099 - Sesto San Giovanni (MI) Tel: +39 02.72534.1 Fax: +39 02.720.020.98 info@icim.it - www.icim.it Area Sistemi di Gestione: Giovanni Gastaldo giovanni.gastaldo@icim.it Commerciale: Lorena Margiotta Tel: +39 02.72534.202 lorena.margiotta@icim.it Area Energia: Vincenzo Delacqua vincenzo.delacqua@icim.it Commerciale: Francesco Gorla Tel: +39 02.72534.257 francesco.gorla@icim.it Area Prodotto: Massimiliano Florio Tel: +39 02.72534.285 massimiliano.florio@icim.it Area Ispezioni: Andrea Moneta Tel: +39 02.72534.261 andrea.moneta@icim.it

Area Sociale: Enza Laretto Tel: +39 02.72534.247 enza.laretto@icim.it

SEDI LOCALI Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna

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