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IO SCRIVO Numero 2

Sommario I fondi Europei e la scuola Intervista ai ragazzi sui PON La notte prima degli esami La mia migliore amica

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Dalla storia alle storie

6

Le foto del secolo raccontano

8

Contrada in festa

10

Canone inverso

11

Progetto lettura

12

Il beffardo sorriso della Gioconda

13

A volte è un problema non avere un problema

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Dalle strade notizie sconvolgenti

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Vacanze romane

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Visita alla fattoria didattica

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Giocherellando

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Maggio 2013


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Maggio 2013

I fondi europei e la scuola Grazie ai fondi dell’Unione Europea nella nostra scuola, lo scorso anno, sono stati realizzati dei P.O.N. “Programmi operativi nazionali”: “Easy English” per la classe I^”, “Comunico e scrivo con la Lim” per la classe seconda e “ Io scrivo” per la classe terza. Noi dell’attuale seconda A abbiamo frequentato il P.O.N d’inglese intitolato “Easy English”, con l’obiettivo di acquisire ulteriori competenze in lingua con la consapevolezza della grande importanza dell’inglese, la seconda lingua più importante al mondo. Partecipare ci è piaciuto molto. Il nostro gruppo classe, ha preso parte alle attività pomeridiane del P.O.N con grande entusia-

smo. In questo viaggio ci hanno accompagnato la professoressa De Cunzo e l’esperta di madrelingua inglese la Dott.ssa Ketty Giordano. Insieme a loro abbiamo svolto tantissimi esercizi, partecipato a dialoghi, preso parte a simulazioni che ci hanno perfezionato ad arricchire e perfezionare il nostro inglese. In seguito con le conoscenze

acquisite abbiamo organizzato presentazioni proprie e alcuni sketch associati a diversi sport da noi recitati. Tutto questo è stato fatto per un unico scopo: imparare l’inglese divertendoci. Al termine del percorso abbiamo dimostrato ai nostri genitori attraverso una rappresentazione teatrale registrata, ciò che avevamo imparato e che tutt’ora ricordiamo. “Abbiamo compreso che i PON sono molto divertenti e tutti sanno che divertendosi si apprende velocemente e …. Meglio.

Barbieri Gabriella, Fasulo Carmela , Troisi Lucia, Tucci Giuseppina. classe 2^ A scuola secondaria di I° grado


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Maggio 2013

Intervista ai ragazzi sui PON Lo scorso anno hai partecipato ad un PON organizzato dalla tua scuola, dal titolo “COMUNICO E SCRIVO CON LA LIM”. Di cosa si è trattato esattamente. Alessandro: La LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) è uno strumento che si sta diffondendo sempre di più nelle scuole e che apporta molti vantaggi nel nostro apprendimento, favorendo la progettazione di interessanti percorsi didattici: infatti abbiamo studiato argomenti di storia e di geografia, in modo nuovo e anche molto divertente, inoltre c’è stato dato spazio alla nostra creatività “giocando con le immagini, con i suoni creando dei veri e propri ipertesti. Per quale motivo hai partecipato a questo PON? Mattia: Perché ci interessava aggiornarci sulle nuove tecnologie che ci aiutano sempre di più e in tutti i momenti. Chi erano gli insegnanti e gli esperti che ti hanno sostenuto e guidato in questa “avventura”? Com’è stato il loro approccio? Chiara: Erano il dottor Angelo Lizza, esperto da molti anni nell’utilizzo della tecnologia, e la professoressa Antonella Venezia, che ci hanno aiutato moltissimo a farci apprendere le varie funzionalità del computer. Hai partecipato con assiduità? Antonia: Si perché le lezioni erano sempre molto interessanti e coinvolgenti. Quale ti è sembrato l’aspetto più interessante di questa attività? Alessandro: conoscere i vari utilizzi dei software del nostro computer che fino a poco tempo prima non conoscevamo. Quale ti è parso l’aspetto più utile per la formazione di alunno/a? Mattia: La creazione e l’utilizzo del Power Point, un programma di immagini e scrittura che si usa per spiegare un argomento in modo semplice. I tuoi genitori si sono dimostrati soddisfatti di questo progetto? Antonia: Si, perché abbiamo appreso molte cose nuove sull’utilizzo dei computer e sulle loro svariate funzionalità. Le attività organizzate ti sono piaciute? Chiara: Si perché facevamo cose nuove ogni giorno, ed erano sempre interessanti ed innovative. Hai realizzato un prodotto finale a conclusione delle attività? Di cosa si è trattato? Mattia: Si, vari ipertesti con l’utilizzo di Power Point basati su avvenimenti storici e sui paesi Europei ed Extraeuropei, e che io personalmente ho creato sulla città di Manattan con il mio compagno Alessandro, e spiegato ai ragazzi delle scuole elementari durante la visita qui alle medie. Quali son state le ricadute di questo progetto sul tuo attuale percorso scolastico? Antonia: Ho imparato ad usare meglio il computer e tutte le sue applicazioni e mi sono aggiornata sulle novità delle nuove tecnologie e sulla didattica


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Maggio 2013

L a notte prima degli esami

Tra poco più di un mese ho l’esame di terza media e sono un po’ in ansia perché ho paura che non riuscirò ad imparare gli argomenti del colloquio, a parlare con tranquillità e senza emozione di fronte al Presidente di Commissione, di non ricordarmi qualche parola quando parlo in lingua straniera, inglese o francese, di bloccarmi ed avere un vuoto di memoria e rimanere in silenzio. Fra tutte queste paure c’è però anche un pizzico di speranza, che mi porta a credere

di più in me stessa e a pensare che come gli altri ce l’hanno fatta posso farcela anch’io. Questa speranza mi fa pensare che quel giorno sarà il più emozionante della mia vita perché porterà un enorme cambiamento: crescerò, andrò a scuola in città, conoscerò nuove persone e continuerò a percorrere il cammino che mi darà un futuro. Gli argomenti che più mi hanno interessato sono stati l’età Giolittiana, il Primo Novecento e la prima guerra mondiale, con i grandi cambiamenti in ogni aspetto della vita sociale e politica e lo scoppio, purtroppo, di questo primo, gravissimo conflitto. Auguro buona fortuna a me e ai miei compagni, con la speranza che tutti verremo promossi. Francesca Moffa classe III° B scuola secondaria di I°grado


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Maggio 2013

La mia migliore amica O giovane e bella infanzia quanti momenti felici sono trascorsi troppo in fretta. I ricordi non vogliono più tornare. Quanti giochi ti sei portata via! Ti sei anche portata tutti gli anni miei. Adesso io non sono felice perché mi hai abbandonato ho perso tutta la felicità, e l’ho ritrovata solo adesso che inizio a ricordarmi di te, che ho ritrovato nel baule dei ricordi, che era chiuso a chiave, e di cui tu stessa eri la chiave… Non ho potuto ricordarmi come ti chiamavi e neanche com’eri bella e affascinante tanto che quando uscivi con me ti portavi dietro un mare di gioia, di felicità, di amore... Alcune volte però io volevo stare solo, quando ero triste e di cattivo umore, ma tu mi facevi sorridere raccontandomi delle barzellette e facendomi giocare con te!

Quando eravamo all’asilo tu piangevi sempre quando io non venivo perché ero ammalato, e lo stesso facevo io quando lo eri tu. Quando io ti davo un fiore tu mi ringraziavi con il mio gioco preferito, oppure mi davi da mangiare. Tu conoscevi Tanti di quei giochi che Io mi divertivo a sceglierne uno, ma tu me li facevi provare tutti! Tu a volte eri triste, e se anche io ti raccontavo delle barzellette tu rimanevi triste, ma poi ti compravo le tue bambole preferite e allora tu gioivi e mi ringraziavi…

In questa poesia mi sono divertito molto a personificare l’infanzia come una bambina che mi faceva divertire. Ho scritto questa poesia per ricordarmi di chi mi stava più a cuore e della mia adorata, insuperabile, ineguagliabile infanzia… Valentino Cuomo classe 3^ A scuola secondaria di I° grado


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Maggio 2013

Dalla storia alle storie L’emozione di una testimonianza Venerdì17 maggio, presso la scuola media di Rione Ospedale, c’è stato l’incontro conclusivo delle attività del Progetto Intercultura intitolato “LA SHOAH:DALLA STORIA ALLE STORIE”, curato dalla nostra professoressa Patrizia Attolino, che ha coinvolto noi alunni delle due classi terze. E’ stato sicuramente il momento più bello ed emozionante, perché abbiamo avuto la gioia e l’onore di accogliere il signor Francesco Di Nardo, nato a Mercogliano il 13 luglio del 1922, quindi uno degli ultimi testimoni viventi del periodo della seconda guerra mondiale, deportato in un campo di concentramento in Germania, esattamente a Wietzendorf. La sua vicenda molto toccante ha inizio dopo l’8 settembre1943, come per tantissimi altri militari italiani, poi deportati e destinati a vari campi di concentramento (si tratta degli IMI, cioè i Militari Italiani Internati, la cui storia poco conosciuta ma importantissima abbiamo appreso proprio grazie a questo progetto!) e termina fortunatamente nell’agosto del 1945, una volta liberato dagli americani. Il signor Francesco dimostrava molti anni di meno dei suoi 91, era sorridente, molto sereno ed elegante, e subito lo abbiamo accolto calorosamente con il canto di benvenuto “EVENU SHALOM”, quindi ha iniziato il suo racconto ,con la sua voce ferma e bella squillante, a volte con qualche pausa dovuta all’emozione… e all’ondata dei ricordi… Sono emersi elementi come il valore dell’amicizia, che ha consentito a lui e ad altri suoi compagni, Dino ed Emilio, di sopravvivere; la presenza spietata del caso e

del colpo di “fortuna”, che spesso consentiva di salvarsi dalla morte; la voglia di andare avanti nonostante tutto, con una sorta di strana allegria… del resto era solo un ragazzo di vent’anni! A Luca,che gli ha chiesto (…alzando un po’ la voce, perché il signor Francesco non sentiva più così bene, ormai…!) qual era stato il suo primo pensiero una volta liberato , ha risposto di volersi ricongiungere con i suoi cari, di cui non aveva più notizie, e poi ritrovati finalmente. A Martin, che gli chiedeva se fosse stato mai ferito, ha risposto di avere ancora il segno di una scheggia di granata, una specie di “buco”sopra il polpaccio; a Giusy, che gli chiedeva di ben altre ferite, quelle che lasciano il ricordo più doloroso dentro di sé, ha risposto delle violenze morali, raccontate con fatica, perché significano la perdita della dignità di uomo, l’annullamento dell’anima prima e più ancora che del corpo. Dopo quasi due ore volate via in un attimo, lo abbiamo salutato con la lettura di un brano tratto da “IL SILENZIO DEI VIVI” di Elisa Springer, un’altra voce accorata ma ferma in questo coro palpitante; da una lettura a quattro voci di un bellissimo aneddoto sul Primo Ministro israeliano Shimon Perez, infine dalla lettura della bellissima poesia di Nazim Hikmer “Nessun albero ha mai dato frutti più belli”: la voce di Francesco, insieme alle nostre voci e a quelle di questi altri protagonisti del nostro difficile tempo, come un ‘esortazione a non dimenticare il passato e un invito a costruire un futuro migliore.

Le classi terze della Scuola secondaria di 1° grado


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Maggio 2013

CronaCa fotografiCa deLL’inContro Con franCesCo di nardo


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Maggio 2013

Le foto deL seCoLo raCContano… [Impronte di umanità ] I nostri genitori, i nostri nonni, bisnonni e altri parenti sicuramente hanno conservato fotografie della loro infanzia, della loro giovinezza o di tempi addirittura più lontani. Queste fotografie sono dei documenti del Novecento, ormai appartengono al secolo scorso, spesso sono interessanti e ci fanno scoprire diverse realtà, come modi di vestire, vecchi mestieri, usanze di altri tempi, che oggi non esistono più. Due anni fa, verso maggio-giugno, noi alunni dell’allora 1^B abbiamo raccolto in famiglia e presso alcuni parenti un certo numero di foto dello scorso secolo. Per ogni foto abbiamo chiesto ai genitori, ai nonni, o agli zii…di darci qualche informazione sulle persone e sui luoghi fotografati e, quando era possibile, sul tempo (periodo o anno)a cui risaliva la fotografia. Abbiamo lavorato in gruppi, provando a dare un titolo a ciascuna foto. Poi, con l’aiuto della nostra insegnante, abbiamo suddiviso le foto raccolte secondo il periodo a cui appartenevano, ad esempio anni Venti, anni Cinquanta, …e secondo altri criteri di raggruppamento, come “foto di donne”, ”foto in divisa”, ”foto di lavoro”,…

La raccolta è diventata talmente interessante che è proseguita nell’anno successivo, quando abbiamo provato a descrivere le foto, spiegando ciò che rappresentavano, indicando se erano in bianco e nero, a colori o color seppia, che è una caratteristica delle foto più antiche; abbiamo anche riportato le scritte, le indicazioni di date o di luoghi che abbiamo trovato sulla fotografia o sul suo retro, infatti molte foto venivano usate come cartoline postali… Infine abbiamo aggiunto le nostre osservazioni, spiegando le differenze fra gli aspetti della foto e quelli del mondo di oggi, oppure altri particolari interessanti, ad esempio quelli dei movimenti migratori negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento… Abbiamo raccolto così, con queste tracce, o “impronte” di umanità, una miniera di testimonianze del vissuto di epoche lontane, un piccolo-grande patrimonio del passato, e abbiamo scoperto, arrivati finalmente in terza, un modo diverso e più interessante di studiare gli argomenti di storia di quest’anno!

Maria Teresa Pensa 3^B Scuola secondaria di 1° grado


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Le foto deL seCoLo raCContano‌


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L’8 MAGGIO: CONTRADA IN FESTA Il pellegrinaggio dei fedeli sul monte Faliesi Come tutti gli anni, anche quest’anno, il popolo contradese, si è recato in pellegrinaggio sul monte Faliesi , per onorare il Santo Patrono di Contrada, San Michele Arcangelo. Fonti storiche dimostrano che il culto per l’Arcangelo Michele trovi le sue origini nel lontano 667 d.C, quando i Longobardi, nonostante il loro esiguo esercito, sconfissero i Bizantini mettendoli in fuga nella piana di Forino; i vincitori, in segno di riconoscenza per il loro Santo protettore, San Michele, salirono sul monte Faliesi dove scavarono una grotta nella roccia ed eressero in suo onore un altare che ancora oggi viene venerato dagli abitanti di Contrada e da quelli di Petruro, piccola frazione di Forino. Secondo la tradizione, coloro che visitano la grotta longobarda, compiono sette giri intorno all’altare esprimendo un desiderio con la speranza che si possa realizzare. Come tutti gli anni, anche quest’anno, il popolo contradese si è recato in pellegrinaggio sul monte Faliesi per onorare il Santo patrono, San Michele Arcangelo. Col passare dei secoli, la tradizione di onorare il Santo patrono è rimasta sempre viva tanto che, in occasione dell’8 Maggio, la statua di San Michele caricata a spalla viene trasportata dai fedeli in cima al Monte Faliesi dove, dopo essersi incontrata con l’altra sta-

tua proveniente da Petruro, viene celebrata una messa comune dai parroci di entrambi i paesi. Dopo i riti religiosi, le centinaia di persone giunte sul monte si preparano a banchettare, scambiandosi amichevolmente ogni genere di pietanza, a divertirsi e a fare festa con canti e balli. Il magnifico panorama di cui si può godere dalla vetta di Faliesi rinfranca dalle fatiche e degli sforzi che ogni singola persona impiega per raggiungere questa oasi di pace; infatti è possibile osservare il paese dall’alto, nonché le montagne del serinese, del salernitano col monte Calvanico e nei giorni in cui il cielo è completamente sgombro di nuvole, addirittura si possono vedere da un lato il Vesuvio, e dall’altro il mare di Salerno. Con un pizzico di delusione quest’anno la festa è stata rovinata da un brusco temporale che ha costretto molte persone ad interrompere i festeggiamenti e a fare rientro nelle proprie abitazioni anzitempo. L’appuntamento comunque è rinnovato puntualmente all’8 Maggio del prossimo anno, quando, sempre più numerosi, saremo orgogliosi e fieri di rispettare e tramandare a quelli che verranno, le tradizioni culturali che, a nostra volta, abbiamo ereditato da coloro che ci hanno preceduto. Ylenia Saporito 2^A Scuola secondaria di 1° grado


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Canone inverso Le forme musicali presenti nelle colonne sonore Il film “Canone inverso” narra le vicende di un violinista, Jeno Varga , che si innamora di una giovane pianista e fa di tutto pur di poter suonare un concerto ( scritto per il film da Ennio Morricone ) assieme a lei. La ragazza riesce a far entrare Jeno in una scuola di musica, dove questi incontrerà David. I due diventeranno subito amici, per poi scoprire, alla fine, di essere fratellastri. Intanto, i tedeschi di Hitler raggiungono Praga, dove arrestano, fra i tanti sciagurati, anche Jeno e la giovane pianista, i quali nel frattempo avevano intrapreso una relazione da cui era nata una figlia. I due, deportati nei campi di concentramento vengono uccisi, ma la figlia viene risparmiata. Infine la figlia incontra lo zio ( David ) ed il nonno ( incontrato qualche tempo prima ad un’asta ). Il titolo di questo film si riferisce ad una forma musicale “ Il canone “. Questo tipo di scrittura contrappunistica, in realtà, viene definita come Canone retrogrado; infatti, un canone inverso propriamente detto è una composizione in cui

la seconda voce esegue gli stessi intervalli della prima, ma per moto contrario ( ad esempio, una terza ascendente nella prima voce diventerà una terza discendente nella seconda ). Nel film il brano viene eseguito, infatti, per due violini: la prima melodia viene eseguita dal primo violino mentre la seconda viene eseguita al contrario cioè dalla fine verso l’inizio dal secondo violino. Il brano si conclude con una coda. Tutte le musiche della colonna sonora “Canone” sono state composte da Ennio Morricone tranne un “Chiaro di luna” di Claude Debussy comunque variata dallo stesso compositore. Ennio Morricone compositore contemporaneo ( Roma , 10 novembre 1928 ) è famoso soprattutto per le sue numerose colonne sonore cinematografiche ( più di 500 ) , delle quali solo 30 scritte per film western . La produzione di Morricone annovera inoltre una nutrita schiera di composizioni che non sono nate solo per il cinema e cioè opere teatrali, lavori sinfonici per solista e orchestra, composizioni corali, musica da camera. Attualmente Ennio Morricone è Accademico Effettivo dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione Nuova Consonanza impegnata in Italia nella diffusione e produzione di musica contemporanea.

Tucci Giuseppina 2^A Scuola secondaria di 1° grado


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Maggio 2013

“PROGETTO LETTURA ”. [ Quando un libro diventa un compagno di viaggio ] Nel corso di quest’anno noi della terza A abbiamo letto vari libri di qualsiasi genere. Attraverso la lettura di questi libri abbiamo “ girato il mondo”. Leggere un libro per farlo diventare proprio è come immergersi nella vita dei protagonisti sia reali, sia fantastici. Il libro è come un compagno di viaggio che non va abbandonato. Questa è una delle frasi pronunciate dalla nostra professoressa Attolino che ci ha insegnato ad amare un libro. Leggi un libro quanto ti senti solo, ti tiene compagnia quando sei annoiato, quando sei triste, ma anche quando sei felice, un libro si legge sempre… Ed è proprio come ci ha detto la nostra professoressa: Un libro è un compagno di viaggio. Noi due abbiamo letto vari libri, ma quelli che maggiormente ci sono piaciuti sono: “Un cuore in silenzio” e “Il cacciatore di aquiloni”, perché entrambi parlano di problemi reali che ancora oggi si manifestano. Ad esempio il cacciatore di aquiloni parla anche del bullismo ancora oggi esistente.

Prima di iniziare il progetto lettura a scuola, noi non leggevamo molto, era raro leggere un libro. Ora è cambiato… I libri, per noi, sono ormai dei fratelli, tutti unici nel loro genere. In noi è suscitata la voglia di scrivere un libro, è emozionante crearsi un libro proprio manifestando tutto quello che si prova. È un esperienza nuova anche se a volte si mostra difficile, è pur sempre bello e poi un libro iniziato va finito, non si abbandona. Consigliamo a tutti di aprire un libro di sfogliarlo e, imparare ad amarlo. Un libro è essenziale, soprattutto per i giovani di oggi che hanno problemi nel comunicare o sono dipendenti da internet. Un buon libro fa bene a tutti. . Angela Di Giacomo Giusi Favato 3^A Scuola secondaria di 1° grado

I NOSTRI CONSIGLI PER UNA BUONA LETTURA

Un cuore in silenzio Un cuore in silenzio è un romanzo di Nicholas Sparks che narra di una coinvolgente storia d’amore tra i personaggi. Il linguaggio utilizzato dallo scrittore è scorrevole e semplice per questo motivo il libro è piacevole da leggere e adatto a tutti. Il racconto ruota attorno alla protagonista: Denise che, essendo ragazza madre, si trasferisce in una pacifica cittadina del North Carolina. In una notte tempestosa, poi, sarà coinvolta in un terribile incidente nel quale smarrisce il figlio. A questo punto della narrazione entrerà in campo Taylor, un vigile coraggioso, che aiuterà la ragazza.

Il cacciatore di aquiloni Il cacciatore di aquiloni,di Khaled Hosseini,è un romanzo avventuroso e pieno di suspance. Prima di tutto, ci ha fatto vivere la realtà sociale di alcuni paesi asiatici, in particolar modo dell’Afghanistan, mettendo in risalto problemi ricorrenti ancora irrisolti. Il lato positivo di questo libro è che ci ha fatto conoscere costumi, tradizione e usanze diversi a noi sconosciute.


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Il BE FFAR DO

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R R O S

ISO

La Gioconda nota anche come Monna Lisa è un famoso dipinto di Leonardo da Vinci. Il dipinto mostra una donna con un’ espressione pensierosa e un sorriso quasi enigmatico. Venne dipinto a Firenze 1503 e 1506. Si trova al Museo del Louvre di Parigi. Si tratta di un dipinto a olio su tavola di pioppo che misura 77x53. Leonardo probabilmente dipinse il quadro nei pressi di Firenze. La gioconda è di legittima proprietà della Francia, perché, si dice che sia stato proprio Leonardo a portare con se il quadro della Gioconda (insieme ad altri) e poi li abbia venduti a Francesco 1°. Il dipinto inizialmente fu esposto Fontainebleau poi a Versailles e solo più tardi a Louvre dopo la rivoluzione Francese. Napoleone fece mettere il dipinto nella sua camera da letto ma fu rimesso a Louvre. Si dice che Leonardo fosse molto legato al quadro infatti ogni volta che si rovinava lo “restaurava” gli passava una nuova passata di pennelli ecco perché dicono che ci stanno questi enigmi. Il sorriso quasi beffardo potrebbe indicare molte cose come ad esempio : amore, gioia, felicità … La

DELLA GIOCONDA

Monna Lisa si dice che fosse legata ad un omicidio avvenuto un anno prima che nascesse ma per ora rimane una diceria. Il dipinto fu rubato la notte del 20 e il 21 agosto 1911 da un impiegato del museo. L’impiegato rimase con il quadro nello sgabuzzino la notte e usci il giorno a piedi con il quadro sotto al giubbotto. Evidentemente da quel che si è saputo voleva regalarlo all’ Italia perché pensasse che le appartenesse poi fu ridato ai francesi. Del sorriso non si può sapere nulla perché è tutto possibile cosi come tutto è impossibile. Il dipinto è simile ad una ragnatela piena di misteri irrisolvibili. che per ora rimarranno sempre e solo enigmi difficili. Articolo preparato da Boccieri Gabriella 2^A Scuola secondaria di 1° grado


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A VOLTE è UN PROBLEMA NON AVERE UN PROBLEMA…. Pagina di diario di un’adoloscente Caro diario, ho un bel problema: oggi il prof ci ha assegnato un tema nel quale bisogna parlare di un proprio problema. Ho riflettuto un bel po’, ho “setacciato” tutti gli aspetti della mia vita ma di problemi neanche l’ ombra. Una vera fortuna, dirai tu! Sì, d’ accordo, ma intanto io al prof che gli racconto? Una mia compagna parlerà del suo problema con l’ apparecchio ortodontico che porta da un po’ di mesi, io l’apparecchietto non lo porto più, prima l’ho tenuto per ben cinque anni, infatti posso tranquillamente affermare di essere cresciuta sulla poltrona del mio dentista. Per me non è stato un problema portare l’ apparecchio, durante questo periodo ho subito anche un intervento e, sicuramente, ci sono stati dei momenti difficili in cui mi sono sentita scoraggiata perché la mia situazione non era facilissima da gestire ma, grazie ai miei genitori, al mio dentista e alla mia determinazione ce l’ ho fatta a rimettere le cose a posto. Sempre grazie alla mia determinazione sto curando altri aspetti della mia salute che sono fastidiosi da gestire, ma che non posso assolutamente chiamare problemi, soprattutto dopo che alcuni mesi fa, mio cugino diciannovenne ha lottato contro un cancro al cervello, vincendo alla grande… per fortuna! A scuola non ho alcun problema: mi piace studiare, i miei prof sono in gamba, molto preparati e anche simpatici ( il che non guasta!), ho un

buon rapporto con tutti i miei compagni di classe. Al di fuori della scuola la mia vita è piena di interessi: pratico due sport che mi piacciono molto e che, nonostante gli affanni per i concorsi di hip-hop e per gli esami di karate, riesco a gestire abbastanza bene; esco con le mie amiche con le quali mi diverto molto, non ho “problemi di cuori” perché non sono innamorata, risparmiando così tanti fazzolettini. Della mia famiglia che dire? A parte le prediche di mia madre (che poi ha, quasi sempre ragione) e i tentativi di ribellione alla mia autorità di sorella maggiore da parte della mia sorellina (ovviamente scherzo!), non c’ è nulla da dire se non che sono fortunata ad averli: mio padre, mia madre e mia sorella ci sono sempre per me, nei momenti belli e in quelli meno belli, parliamo di tutto, facciamo tante cose insieme e i miei genitori, prima di decidere qualunque cosa, ne parlano sempre con me e mia sorella. In questi tempi di crisi economica, per fortuna, il mio papà continua a lavorare e anche se a volte, come dice mia madre, è difficile far quadrare i conti, non mi lamento di nulla (certo avere un IPAD o l’ ultimo modello delle Nike non mi dispiacerebbe ma, si sa, chi si accontenta gode…). Come vedi, caro diario, al momento il mio unico “problema” è cosa scrivere nel tema, quasi quasi dico al prof: “ Consegno in bianco per salvare un albero”. Alla prossima! Erica Iannaccone 2^A Scuola secondaria di 1° grado


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Maggio 2013

DALLE STRADE NOTIZIE SCONVOLGENTI

Quando la cronaca ci fa riflettere... Sempre più spesso, purtroppo, ci siamo abituati a leggere, nelle pagine di cronaca nera dei quotidiani, notizie riguardanti incidenti stradali, che coinvolgono bambini ed intere famiglie. Abbiamo notato che l’imprudenza, la velocità, la non osservanza del codice della strada sono le cause che determinano tante morti e che trasformano momenti di spensieratezza e di gioia in dolorose disgrazie. Vi invitiamo, pertanto, ad una riflessione sulla necessità di una condotta più assennata, che tuteli tutti i fruitori della strada. Permetteteci di parlare innanzitutto di noi ragazzi, che ci troviamo a rappresentare, nostro malgrado, tutte le tipologie degli utenti della strada. Ci ritroviamo, infatti, ad essere pedoni e ciclisti, “per vocazione”, quando abbiamo il tempo per gironzolare a nostro piacere per le vie della città, nei parchi o sulle piste ciclabili ed automobilisti “per necessità”, quando veniamo sballottati di corsa tra casa, scuola, palestre, corsi di lingua e di ballo, nonni, feste... Nella nostra scuola, nei laboratori di educazione stradale e di educazione alla sicurezza, siamo invitati a ragionare sul percorso per diventare perfetti cittadini, cioè coloro che sanno trovarsi a proprio agio nella strada, non solo perché ne conoscono le regole, ma anche perché sono educati al rispetto di sé e degli altri, manifestando comportamenti sempre responsabili.

In queste occasioni, noi lo sappiamo bene, è più semplice trasferire conoscenze tramite un gioco, piuttosto che utilizzare noiose spiegazioni. Quindi niente divieti, segnali stradali, colori del semaforo… abbiamo pensato di realizzare un giornalino, che trattasse la sicurezza in strada attraverso… l’enigmistica. Sì, proprio così! e la testata scelta non poteva che essere… “SICUR@MENTE, WATSON!” “SICUR”, come abbreviazione di sicurezza, perché pensiamo che il tema meriti un’attenzione particolare da parte di tutti, e in special modo da noi ragazzi. “@”, perché non possiamo dimenticare di essere giovani del nostro tempo, collegati, tramite Internet, in tempo reale, con amici sparsi in tutto il mondo, che affrontano i nostri stessi problemi. “MENTE”, e qui permetteteci uno scatto di orgoglio, perché vogliamo affrontare l’argomento con raziocinio, riflettendo sulle norme e sui comportamenti giusti da tenere, ma non demonizzando la strada ed i suoi pericoli. “WATSON”, richiamandoci all’investigatore per eccellenza, per trovare le soluzioni ai nostri quiz. Ora vi sottoporremo alcuni rebus, inventati da noi, inerenti questo argomento così serio.

7-2-7-9 Ris

Causa

Inci

3-5-6 No

F

Se i nostri rebus vi hanno appassionato e volete cimentarvi con altri basta chiederci una copia del nostro giornalino. Noi saremmo ben felici di accontentarvi. Gli alunni della classe 4^B


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Vacanze Romane Alla ricerca della Costituzione…

Noi alunni di 5^A e 5^B il giorno 4/05/2013 abbiamo effettuato un viaggio d’istruzione a Roma concludendo in tal modo il percorso laboratoriale iniziato in classe IV e incentrato sulla nascita della Repubblica Italiana e più specificatamente sul valore e sul significato della Costituzione. Accompagnati dai nostri cari docenti abbiamo ammirato non solo i monumenti più importanti della storia repubblicana e imperiale romana, ma abbiamo anche visitato i luoghi maggiormente significativi della Repubblica quale ad esempio il Pantheon, l’altare della Patria, Palazzo Madama ecc. E’ stato bello ed emozionante passeggiare per le strade della Capitale d’Italia, osservare quanti turisti sono attratti in questa città dalle bellezze storiche, monu-

mentali e culturali ed ammirare le vetrine dei negozi situati in via dei Condotti in cui i maggiori stilisti italiani espongono e vendono i loro prodotti rivolgendosi soprattutto ad una clientela composta da personaggi dello spettacolo nonché a facoltosi stranieri. Con il ricordo di questa meravigliosa gita e con un sentimento ancor più radicato di italianità ci accingiamo ora ad ultimare il nostro ciclo di studi nella scuola primaria con la rappresentazione teatrale “La più bella del mondo” (la Costituzione Italiana). Essa sarà il momento

conclusivo di tutte le nostre esperienze didattiche e non, che lascerà di certo un segno indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Gli alunni della classe 5^A e 5^ B


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Maggio 2013

Una giornata alla fattria didattica…. Caro diario, ti vogliamo raccontare la nostra giornata più bella di quest’anno scolastico la visita d’istruzione alla fattoria didattica. Arrivati in fattoria ci ha accolto un ragazzo di nome Generoso che ci ha portato a fare colazione offrendoci un delizioso e fragrante ciambellone . ERA SQUISITO! Dopo, finita la colazione, ci siamo avviati verso il trattore e lì una ragazza di nome Caterina ci ha fatto salire e ci ha spiegato molte cose. C’erano molte piante tra cui il bambù, l’ulivo, il pesco, il fico, il melo ecc.. era emozionante vedere tutti quegli alberi, poi abbiamo visto un cartello con scritto 1KM SORGENTE. Arrivati alla sorgente avevamo l’impressione di sentire una cascata. Scesi dal trattore Caterina ci ha fatto assaggiare l’acqua. Mmmmmm! Che delizia ed era ricca di minerali: sembrava il bicarbonato che aiuta a digerire. Arrivati di nuovo al punto di partenza, Generoso ci ha fatto vedere i trattori e i macchinari con cui si lavorava la terra un tempo. Monica è venuta a prenderci e ci ha offerto del pane, tutti pensavamo che lo dovessimo mangiare, ma Monica ci ha fermato e ci ha spiegato che quel pane non era per noi ma per le anatre, purtroppo per il nostro amico Dario era troppo tardi l’aveva già mangiato! MAMMA CHE RIDERE! Prose-

guendo la nostra visita ci siamo diretti verso altri animali e abbiamo visto: mucche, cavalli, maiali, asini, capre e caprette. Poi davanti ai nostri occhi abbiamo visto un pavone con una bellissima coda multicolore, e noi con un clic l’abbiamo fotografato, tutti speravamo che aprisse la coda ma siamo rimasti delusi. Seguendo Monica oltre alle galline, quaglie e colombi abbiamo visto tante altre meraviglie. Infine ci siamo recati dal direttore della fattoria che ci ha fatto fare gli gnocchi e le tagliatelle. Dopo aver finito di lavorare la pasta siamo andati a giocare sulle giostre, poi la maestra è venuta a chiamarci perché il pranzo era pronto Nel pomeriggio Caterina ci ha fatto cantare con il Karaoke alcune canzoni: il pulcino Pio, il caffè della Peppina, il coccodrillo come fa, le tagliatelle di nonna Pina. Infine Caterina ci ha fatto anche vedere la differenza tra tante uova: alcune più grandi e altre più piccole e per ultimo uno gigante: quello dello struzzo, che il nostro professore ha comprato. Alla fine della giornata con il pulman siamo ritornati a scuola. È STATA L’ESPERIENZA SCOLASTICA PIÙ BELLA!!

Gli alunni della classe 4^A


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Maggio 2013

ndo a l l e cher

Gio

Risolvi il cruciverba traducendo le parole, dall’inglese all’italiano e viceversa

REBUS; 7-8

V

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Giornalino di maggioa4  
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