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Scusate se è poco… Romano Mazzucco 26-27). Numerose aziende hanno potuto usufruire dei servizi della Camera, dalle più complicate ricerche di partner commerciali in Giappone, alla partecipazione a fiere settoriali in Giappone, al semplice orientamento sugli usi e costumi del mercato giapponese. Le nostre porte sono sempre state aperte per un consiglio, una consulenza, un aiuto ad affrontare questo difficile mercato. Abbiamo coordinato l’incontro tra la Japan Chamber of Commerce ed il suo equivalente italiano, Unioncamere in una missione che oltre al presidente Yamaguchi ha portato numerosi presidenti di Camere di Commercio giapponesi a Roma lo scorso ottobre. Abbiamo co-organizzato una missione del Douyukai – l’associazione nazionale dirigenti d’azienda - che si è recata a Roma per studiare l’impatto socioeconomico di un fenomeno comune ai nostri due paesi: quello dell’invecchiamento della società. E poi, il Gala. Il nostro oramai tradizionale evento di fine anno – cui dedichiamo la nostra copertina e un portfolio interno - ha avuto un successo, a detta di molti, senza precedenti. Gli artisti appositamente venuti dall’Italia, Irene Grandi ed il gruppo Capone BungtBangt sono stati semplicemente eccezionali, ed il parterre, finalmente arricchito dalla presenza di personaggi dello spettacolo e della politica locale, ha scatenato l’interesse dei media, anche grazie all’accorta regia del nostro consigliere Adriano Villa, che pubblicamente ringrazio per il suo impegno. Senza dimenticare naturalmente gli sponsor e tutte le aziende che hanno donato i premi per la Charity Lottery, grazie ai quali abbiamo potuto donare a due istituzioni 1 milione e mezzo di Yen. Infine, il grande sondaggio sull’immagine dell’Italia in Giappone. Ve ne parlerà il nostro direttore, cui va il merito di averlo ideato e curato. Qui vorrei solo menzionarlo come un altro, importante risultato ottenuto. Sono anni che ci si pensava su, che se ne sentiva l’esigenza. Grazie alla Camera, avremo fra breve uno straordinario strumento sul quale basare strategie e attività promozionali. Che dire di più? Che è tempo di elezioni. Come Presidente uscente, l’auspicio è che si facciano avanti facce nuove. Il periodico rinnovo delle cariche è lo strumento migliore per assicurare alla Camera una leadership creativa ed efficace e contribuire così, nel nostro piccolo, alla promozione del nostro grande Paese. Gambarimasho

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P un t o di Vist e

Il 2005 si è chiuso, per la nostra Camera, con un bilancio più che positivo. È ricominciata, ad esempio, la pubblicazione di questa rivista, che ha ricevuto numerosi attestati di stima sia in Italia che in Giappone, grazie all’ottima direzione di Pio d’Emilia e al lavoro di tutto il comitato editoriale. Abbiamo, inoltre, ripristinato la borsa di studio per giornalisti che abbiamo intitolato alla memoria di due nostri cari amici scomparsi esattamente un anno fa in Tailandia, Fabrizio Fanesi e Antonio d’Avola. Da settembre è quindi entrata a far parte del team editoriale di Viste anche Stefania Viti, alla quale rinnovo i migliori auguri di buon lavoro. Durante l’anno, oltre ai fruttuosi scambi di idee con il Presidente del Senato Marcello Pera e con il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola, abbiamo organizzato numerose colazioni di lavoro con personalità di spicco italiane e giapponesi. Ricordiamo, tra le tante, quelle con il professor Panizza e con l’ex ministro Enrico Letta, nonché il seminario dell’avvocato Ito sulla nuova legge sul trattamento dei dati personali. Abbiamo, in buona sostanza, cercato di seguire le indicazioni emerse nella costruttiva tavola rotonda organizzata dall’Ambasciata d’Italia lo scorso aprile e rinnovate durante un recente, altrettanto costruttivo, incontro con l’Ambasciatore Mario Bova. Ritengo siano infatti queste le occasioni più indicate, oltre alle riunioni del Consiglio Direttivo, per manifestare il proprio consenso/dissenso, fare osservazioni, suggerimenti e… critiche. Se davvero vogliamo fare “sistema”, e su questo penso siamo oramai tutti d’accordo, correttezza, rispetto dei ruoli e trasparenza sono indispensabili. Il mugugno meno. E poi come dimenticare il momento che più ci ha reso orgogliosi di essere italiani, l’Esposizione Universale di Aichi, con l’enorme successo del nostro padiglione (il più visitato tra quelli stranieri: oltre 3 milioni e mezzo di persone). Una grande affermazione del Sistema Italia, non c’è alcun dubbio. L’occasione mi è gradita per fare i più sinceri complimenti al Commissario Generale, Umberto Donati, e a tutto il suo staff, per la brillante organizzazione e capacità di coordinamento. Proseguendo con il nostro bilancio del 2005, la Camera di Commercio ha organizzato con il Consorzio Conexport e con la partecipazione di ICE, ENIT e Alitalia l’evento Bella Italia (servizio alle pagg.


Come ci vedono Pio d'Emilia do un campione di 5 mila persone in tutto il Giappone, di un’età tra i 20 e i 65 anni, e la cui realizzazione è stata affidata alla NetRatings, una delle società più autorevoli del settore, abitualmente utilizzata dal prestigioso Japan Productivity Center. Immagine più che positiva, dunque: al punto che, in certi settori, sembra che i giapponesi amino ed abbiano fiducia nell’Italia più di quanta ne abbiamo noi…Ma avremo modo di analizzare e discutere il risultato del sondaggio, che oltre alle virtù mette a nudo anche vecchie e nuove problematiche, il prossimo marzo, quando il numero speciale di Viste vedrà la luce e sarà presentato in pompa magna speriamo presso la sede dell’Istituto di Cultura, cui chiediamo sin da ora cortese ospitalità. Nel frattempo, una prima anticipazione verrà offerta il prossimo 18 gennaio, a Milano, presso l’Assocamerestero, che ha deciso di presentare la nostra iniziativa assieme ad una analoga realizzata sull’immagine dell’Italia in Cina. Prima di concludere, permettemi di estendere il mio più profondo ringraziamento al Board uscente, a tutti i vecchi e nuovi collaboratori, al formidabile team di Metamaniera, la società che impagina e produce la nostra rivista e all’impeccabile traduttrice Eiko Sekiguchi, il cui perfetto bilinguismo le consente, a volte, di individuare errori (anche di poco conto) nei testi italiani. Tutti insieme abbiamo lavorato molto bene, come, in una apprezzata lettera ufficiale inviata al presidente Romano Mazzucco, ci ha voluto riconoscere l’Ambasciatore Mario Bova. Un ottimo stimolo per continuare e tentare di fare di meglio e di più. Buon anno a tutti.

ICCJ Consiglio Direttivo 2005 Presidente Onorario Mario BOVA Ambasciatore d’Italia in Giappone

Presidente Romano MAZZUCCO R&M Japan & Co.

Vice Presidente Carlo ZAMBOTTO Automobili Lamborghini Japan

Consiglieri Egidio Del VECCHIO Del Vecchio Consulting

Luca PERRINO Ariete S.p.A. Japan Office

Glauco G. POMPILIO Eureco Ltd.

Flavio GORI Savino Del Bene Japan

Adriano VILLA Pavia e Ansaldo

Renzo VILLA Studio Villa

Segretario Generale Alessandro BORELLI

ICCJ Enokizaka Building 3F, 1-12-12 Akasaka Minato-Ku,107-0052 Tokyo Tel + 81.3.3560.1100 Fax +81.3.3560.1105 E-mail: iccj@iccj.or.jp

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Editoriale

In genere in un editoriale si illustra il contenuto del numero dove lo stesso appare, magari mettendo a fuoco un particolare aspetto o servizio. Consentitemi, per una volta, un approccio diverso. Vorrei infatti parlarvi non tanto di questo numero – un numero “natalizio” puntato soprattutto sul grande successo del Gala Dinner & Concert - quanto del prossimo. Che come molti di voi già sanno, sarà quasi interamente dedicato ai risultati del primo, grande sondaggio d’opinione sull’immagine dell’Italia in Giappone. L’avevamo in cantiere oramai da anni, e finalmente è stato realizzato, grazie al coraggioso impegno del Board uscente, alla grande capacità di coordinamento del Segretario generale Alessandro Borelli e, fattore da non sottovalutare, da alcuni contributi finanziari (per ora solo promessi…) da parte di enti pubblici italiani, tra i quali il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, quello per le Attività Produttive e, speriamo, la Presidenza del Consiglio. Inizialmente doveva essere questo il numero dedicato al sondaggio. Ma data la voluminosità dei risultati – ed il loro innegabile interesse – abbiamo deciso, di comune accordo con il Board e la società cui l’avevamo commissionato – di darci più tempo per l’elaborazione dei dati e fornire dunque una “lettura” più approfondita. Vi posso assicurare che, ad una prima lettura, l’Italia esce molto bene da questo esame cui abbiamo voluto sottoporla intervistan-


1.Alcune immagini del concerto di Irene Grandi e del gruppo di percussionisti napoletani Capone & Bungte Bangt 2.Il pubblico entusiasta applaude i cantanti dopo il concerto

Gala Dinner & Concert 2005

Ballando e...pensando di

Adriano Villa

Rey Saida è incaricata delle relazioni pubbliche e dei rapporti con la

ciò, le parole della brava PR ci fanno molto piacere e ci confermano

sono state ideate e organizzate “in house”.

stampa all’interno della Dai Nippon Printing, la società alla quale è

che anche una semplice festa (come, in definitiva, il Gala è) può con-

Ebbene, da quando è nato, nel 1999 (e con tutti gli accidenti di per-

stato attribuito quest’anno l’ICCJ Award, il premio che dal 1991 la

tribuire a dare visibilità al nostro paese, alle sue aziende, ai suoi prodot-

corso che ICCJ, per prima, riconosce) il Gala ha tentato di andare un

Camera di Commercio Italiana in Giappone attribuisce a società giap-

ti, alle sue persone.

po’ contro l’indole individualistica nazionale, mettendo sotto lo stesso

ponesi distintesi per investimenti produttivi in Italia. Alla fine del Gala,

Di “sistema paese” e “gioco di squadra”, e espressioni simili, abbiamo

tetto il numero più alto possibile di sponsors dai più disparati settori,

le avevamo scritto per scusarci della non perfetta organizzazione del

sentito dire fino a renderci queste espressioni perfino indigeste: anche

proprio per cercare di dare ai media giapponesi intervenuti (quest’an-

cerimoniale per la consegna del premio - passato, a nostro modo di

perché, bravi come siamo a coniare formule ad effetto, alla prova dei

no, davvero molti) una idea composita ma in qualche modo omoge-

vedere, un po’ inosservato. Nel rispondere alla nostra lettera, la Saida ci

conti poi questo fantomatico “sistema” e questa favoleggiata

nea della nostra “offerta”. Forse non proprio un “sistema”, ma

tranquillizzava (beh, sì: effettivamente non era stato dato conto in

“squadra” ben difficilmente si riescono a individuare sia a livello di rap-

almeno un caleidoscopio: dove i molti colori si ricompongono nello

maniera adeguata del profilo dell’investimento, ma niente di grave...)

porti inter-aziendali che a livello istituzionale. Il bel motto del

stesso strumento.

e, letteralmente, ci scriveva: “abbiamo saputo che il vostro party è il

padiglione italiano presso l’Expo Universale di Aichi (”Quante Italie ci

Ancora una volta, quindi, grazie a quegli “italiani anomali” (fra cui

più grande Gala che si tiene in Giappone e vi siamo davvero

sono in Italia?”), inteso a dare una ispirata idea di quanto meravigliosa-

annoverano anche...molti giapponesi) che hanno capito i nostri sforzi e

riconoscenti per aver potuto partecipare”.

mente variegato sia il nostro Paese e le sue culture, e di quante oppor-

hanno accettato di sacrificare un poco del loro “io aziendale” per met-

Rey Saida fa la PR, e quindi tutto quanto dice deve essere dovuta-

tunità vi si possano quindi cogliere, può purtroppo simboleggiare in

terlo a disposizione dell’ “io nazionale”. Siamo certi che sponsorizzare

l 24 marzo 2005 è stato ricevuto dalla nostra Camera di Commercio il prof. Roberto Panizza, ordinario di Economia Internazionale l’Università di maniere Torino. Lache Camera ospitare, come relatore, professore che ha nazionali: l’individualismo ad negativo anche unoundei nostri difetti mente filtratopresso dalle ovvie buone il suoè stata ruololusingata impone.diEpoter tenuto corsi di economia presso le prestigiose Harvard University e New York University.Oggetto della conferenza, il processo di oltranza. nella sua peggiore accezione, porta non solo a fare anche se non abbiamo partecipato a moltihadegli – siamo di certi che globalizzazione dell’economia. L’argomento datoaltri la possibilità affrontare uno dei temiChe, chiave dell’economia classica: il commercio internazionale, uno degli del lascito di Ricardo.Il ritorno all’economia politica classica è a stigmatizzare - per partito sempre e comunque da se’, ma non anche il Gala Dinner and Concert dellaelementi Camerafondamentali di Commercio Italiana in

Giappone NON è il più grande che si tiene in Giappone. Nonostante

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preso – le iniziative degli altri. Spesso, per il semplice motivo che non

la nostra festa non determinerà cambiamenti epocali (in bene o in male) nella sorte dei loro prodotti. Ma siamo altrettanto certi che l’aver contribuito alla buona riuscita della manifestazione ha reso un buon servizio all’Italia.

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Strepitoso Gala

divertentissima lotteria di beneficenza finale, con ricchi premi donati da numerose aziende italiane e giapponesi, ha permesso di raccogliere circa un milione e mezzo di yen, devoluti al progetto di

Ospiti politici, vip dello spettacolo e personalità del campo scientifico e dell'imprenditoria trasformano la serata in una grande vetrina del made in Italy

“Proton Therapy”, sviluppato in team dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e dal Medical Center dell’Università di Tsukuba. Il tumore, e in particolare quello al seno, rappresenta ancora una malattia temibile, malgrado i progressi fatti nella sua 1

cura. Sul fronte della ricerca per il trattamento di

Una serata elegante e divertente, come era nelle intenzioni degli

questa patologia, l’Istituto

organizzatori. E anche una serata che ha permesso al Made in Italy

Europeo di Oncologia di

di mettersi in bella mostra, alla presenza di un folto numero di

Milano, fondato e guidato

ospiti e di media. Insomma, il settimo “Gala Dinner and Concert”

dal

della Camera di Commercio Italiana in Giappone, tenutosi lo scor-

Veronesi, è in una delle

Prof.

Umberto 2

so 22 novembre presso l’hotel ANA di Akasaka, può essere archiviato Gala Dinner & Concert 2005

come uno di quelli meglio riusciti.

1. Alcuni momenti della serata: a sinistra Irene Grandi durante la sua applauditissima esibizione 2. La nostra presentatrice Fusako Miyakawa con il "deus ex machina" della serata, Adriano Villa. 3. Il Presidente di ICCJ, Romano Mazzucco, guarda teneramente la "sposa" Yuri Ebihara. Peccato che il matrimonio sia durato solo qualche ora... 4. L'Ambasciatore d'Italia e Presidente onorario di ICCJ, Mario Bova, durante il suo discorso di benvenuto agli oltre 400 ospiti

I circa quattrocentocinquanta intervenuti, elegantissimi nei loro smoking ed abiti da sera, hanno apprezzato i canti nippo-litani del maestro Jun Aoki, applaudito l’assegnazione alla Dai Nippon Printing dell’ICCJ Award, gustato la cena ideata da alcuni dei migliori chef italiani di Tokyo; si sono divertiti con il piccolo yarase (messinscena) matrimoniale per il premio “Amico dell’Italia” , attribuito alla bella e simpatica attrice Yuri Ebihara, e lustrati gli

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occhi con le splendide ragazze giapponesi finaliste del concorso di

posizioni più avanzate in Italia e nel mondo. Il progetto di “Proton

Miss Universo Giappone, vallette d’eccezione per la serata. E,

Therapy”mira, in collaborazione con il Centro di Ricerca Medica

soprattutto, hanno letteralmente dato in

dell’Università di Tsukuba,a massimizzare gli effetti dell’irradia-

escandescenze per le perfor-

zione protonica nella zona colpita, limitando al massimo i danni

mance musicali di Irene

collaterali provocati su organi e tessuti sani attraversati dall’irra-

Grandi (accompagnata da

diazione. In una ricerca congiunta italo-giapponese di alto

James

Riccardo

profilo, le tecniche di “image-guided radiation therapy” e di

Cavaliere) e della straordinaria

“tecnica del controllo del respiro” sviluppate presso l’IEO

band di percussionisti napoletani Capone &

verranno applicate al trattamento di irradiazione protonica

Reid

e

presso il Centro di Ricerca Medica dell’Università di Tsukuba.

Bungte Bangt. Molti sponsors hanno approfittato della serata per mettere in bella

Molto apprezzata la partecipazione di numerosissimi imprendi-

mostra e pubblicizzare i loro prodotti (automobili, motociclette,

tori e managers italiani e giapponesi di prim’ordine, tra i quali lo

macchine per il gelato e per il caffè, e via dicendo), mentre la

scatenatissimo presidente di Pasona, Yasuyuki Nambu, che ha

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promesso di diventare nostro socio, di svariate personalità del mondo della televisione e del cinema e, soprattutto, di una importante rappresentanza bi-partisan del parlamento giapponese, tra i quali il viceministro degli Esteri Ichiro Aizawa, il popolare leader dell’opposizione Naoto Kan e Koichi Kato, una delle più brillanti personalità del partito liberaldemocratico. Pur nell’atmosfera ludica della serata, la loro presenza ha rappresentato un’ottima occasione per rinsaldare i rapporti tra la comunità imprenditoriale italiana e il mondo della politica giapponese.

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A sinistra: il presidente di Pasona Group, Yasuyuki Nambu con Ines Ligron e due suoi ospiti. Sopra: il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Alberto di Mauro.

Sopra: Vip scatenati... l' Ambasciatore Mario Bova, l'onorevole Ito Shintaro e il presidente di Pasona Group, Yasuyuki Nambu. A destra: Donato Romaniello (Pirelli Japan) e Adriano Villa, come al solito, ben...circondati Sotto: gli chef Pietro Androsoni (Riva degli Etruschi), Andrea Brambilla e Angelo Visigalli (Bice) assieme al sarto Hideaki Sato. A destra: i "templari", Elio Orsara (Elio Locanda) Maurizio Fasce (hartrodt) e Diego De Lorenzi (Generali) Dall'alto: Alessio Ferraresso e Fabio la Cavera (Luxottica Group Japan) con Emanuela Polenghi. L'Ambasciatore Mario Bova con la moglie Anna assieme a Naoto Kan, leader del Partito Democratico e a Pio d'Emilia direttore di Viste

Sopra, in senso orario: Maurizio Zuares (Fiat) e signora, Guido Ghiselli (G.D Jidokikai K.K) con un amico, Ryoko Franzetta e Kazuko Seki, vedova dell'ex ambasciatore giapponese a Roma, Carlo Gariglio (Max&Co) e signora

Alessandro e Alessia Borelli

Sopra: Andrea di Santo (Hitachi), il direttore amministrativo dello IEO Stefano Michelini e il Prof. Roberto Orecchia. A sinistra: i biglietti della lotteria sono andati a ruba...del resto, come si poteva dire di no? Sopra: i "Ducati Boys"(and girl) Emanuele e Mariaelena con Stefania Viti della redazione di Viste. Sotto: L' inciucio di Viste: Naoto Kan, leader dell'opposizione, le nostre grafiche, il direttore Pio d'Emilia e Koichi Kato del Partito Liberaldemocratico, attualmente al governo. A fianco, a sinistra: l'attrice Kyoka Suzuki e la cantante Miki Asakura con alcuni amici

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A sinistra: lo splendido gruppo di finaliste di Miss Universo. Sopra: Maurizio Fasce (hartrodt) e Marco Lombardi dell’ Ambasciata d’Italia. Sopra: da sinistra: Andrea Tucci (Alitalia), Marco Scardigli (LineapiÚ) e signora, Irene Grandi col marito, Fabrizio Cazzoli (Ducati) e signora vicino ai coniugi Borelli. A sinistra, il ministro consigliere Aldo Amati e i coniugi De Porcia dell'Ambasciata Italiana a Tokyo. Sotto: Romano Mazzucco, presidente della Camera, chiama sul palco e ringrazia in perfetto stile giapponese tutti gli sponsor che hanno contribuito alla serata. Sopra il "samurai"Lorenzo Scrimizzi e Koji Oi (Carpigiani Japan). Sotto: il lungo applauso dopo il concerto

Da sopra, in senso orario: il maestro Hanaoka con la sua compagna. A destra: Mario Negretti (Eurocentre) con la mamma. ll nobile rampollo napoletano Tommaso Leonetti di Santojanni con Fabio Strada (Armani Japan) e Costanza Walter. Sotto: la signora Tara Tan Kitaoka (Vinarius) mentre discute animatamente...della temperatura del vino? A sinistra, la PR Noriko Endo (Scavia) con un'amica. In basso, Romano Mazzucco

Sopra: Simone Bertolini (Marina Rinaldi) con Stefania Viti (Viste). A destra: Irene Grandi saluta gli ospiti

Sopra: Luca Perrino (Ariete Japan) e signora. A sinistra il gruppo del Comune di Shiodome con Kenji Miura. A fianco: Giovanni Pannofino (Da Puglia), Roberto Bassetto con un ospite.

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Premiata Dai Nippon Printing

Abbiamo poi incontrato differenze per le regole degli impianti e

4. Quali differenze avete trovato tra il modo di lavorare

per l’installazione delle macchine. Al fine di adattare la nostra

giapponese e quello italiano?

attrezzatura ai sistemi europei abbiamo dovuto spendere molti più

Se si dice che i giapponesi sono molto efficienti, nel nostro centro

Intervista al Presidente Yoshitoshi Kitajima,

soldi di quelli previsti. Inoltre, poiché tutti i documenti erano in lin-

tale affermazione è valida anche per gli italiani con cui si è venuto

gua italiana, prima di concludere qualsiasi cosa abbiamo dovuto

ad instaurare un ottimo rapporto per una proficua collaborazione.

avvalerci della consulenza specifica di avvocati, commercialisti

Per quanto riguarda l’alto livello di lavoro la differenza che ho

ecc…

notato tra Giappone ed Italia è pressoché nulla.

di

Alessandro Borelli

La consegna del premio ICCJ Award 2005 dalle mani dell'Ambasciatore Mario Bova al presidente Kitajima davanti a Romano Mazzucco, presidente della Camera

Il concetto di vacanza è, però, estremamente diverso. Gli italiani vogliono ferie più lunghe nonostante i giorni festivi in Italia siano

ICCJ AWARD

1. Come mai avete scelto l’Italia quale punto di partenza per

2. Quali sono state

molti di più che in Giappone.

entrare nel mercato Europeo?

le maggiori diffi-

5. Quali consigli dareste alle aziende giapponesi che

L’Europa è per noi un mercato strategico ed il motivo principale

coltà che avete

vogliono investire in Italia?

per cui abbiamo creato la DNP Photomask Europe SpA in Italia è la

incontrato

nel

Non solo in Italia, ma in generale è importante rispettare, negli

presenza di STMicroelectronics, l’alleanza con la quale è stata fon-

portare a termine il

investimenti all’estero, le regole e la comunità locale con tutti i suoi

damentale per l’ingresso nel mercato europeo.

vostro progetto?

usi e costumi.

La nostra azienda era leader nel settore, ha pensato che potesse

Naturalmente ci sono

essere utile sviluppare un commercio con la ST, la quale pensava

molte differenze tra i nostri due ambienti, le nostre culture, le nos-

3. Quali vantaggi avete trovato in Italia rispetto a altri paesi

un rapporto stretto con esperti del settore legale e fiscale e capire

già di acquistare fotomaschere da noi.

tre regole, tuttavia in questo caso, ciò non ha impedito o ostacola-

europei?

le differenze che intercorrono tra il paese d’origine e quello in cui si

Questo reciproco interesse ha portato alla stipulazione di un accor-

to la creazione di questo nuovo stabilimento, che è stato costruito

La scelta di collocare la nostra azienda nel nord Italia, è scaturita

effettua l’investimento. Penso sia molto importante avere una per-

do, il rapporto che esisteva tra le due aziende, non era più quello

nonostante alcuni imprevisti.

dal fatto che si trova ben collegata con il resto del centro Europa.

sona di fiducia che segua tutti gli affari in modo adeguato. Inoltre,

semplice tra cliente e venditore, gli interessi erano ormai reciproci.

Un grosso problema è stato ottenere il permesso di soggiorno degli

Il carattere delle persone è tranquillo e la gente lavora bene e ha

all’atto di portare lo staff dal Giappone verso un altro paese, è

È stata una fortuna essere giunti a questa collaborazione sempre

impiegati, la burocrazia è troppo complicata! Abbiamo incontrato

un grande desiderio di progredire. Per produrre fotomaschere

importante che le persone abbiano non solo una buona conoscen-

più intensa, e vogliamo ringraziare la ST per la disponibilità

difficoltà burocratiche nell’ottenere il visto per il nostro presidente

bisogna avere un livello tecnologico avanzato e un buon know

za della lingua, ma anche interesse a integrarsi con la popolazione

dimostrateci.

giapponese in Italia, infatti abbiamo dovuto aspettare parecchio

how, caratteristiche che sono ampiamente adempiute da questa

locale così come la curiosità di imparare ed apprendere i vari aspet-

prima che fosse rilasciato e lui potesse incominciare a lavorare.

zona dell’Italia.

ti non solo della cultura, ma anche del vivere sociale.

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Bisogna evitare di voler “dettare legge a casa d’altri”: mantenere

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EBC: è il momento delle riforme

portando a ragione l’esempio di sistemi di random test ormai uti-

Alla presentazione del Libro Bianco dell'European Business Council, il presidente Richard Collasse ha riaffermato la posizione delle aziende europee in Giappone: è ora di agire

inferiori rispetto a quelli europei – complica burocraticamente

di

lizzati sia in Europa che negli Usa. La richiesta da parte giapponese di test locali aggiuntivi – spesso dagli standard qualitativamente l’importazione dei beni di consumo e ne fa aumentare considerevolmente il prezzo senza un valido motivo.

Stefania Viti

Per le aziende europee il marchio spesso è garanzia e sinonimo di qualità. Per questo motivo EBC sta portando avanti una politica che garantisca e tuteli l’importazione delle merci originali e abbatta il sistema di contraffazione. La richiesta di EBC al governo giap-

EBC

“Qualsiasi periodo in cui coesistano un forte consenso politico e

Noi non accetteremo più mezze misure. Questo è il momento per

ponese prevede una revisione della legge sulla tutela dei marchi e

un’ampia ripresa economica rappresenta un’opportunità storica

fare le riforme”. In quest’ultima edizione del libro bianco dell’ EBC

propone un inasprimento delle sanzioni pecuniarie fino a 150 milioni

nella quale è possibile prendere decisioni difficili, promuovere una

vengono affrontati i problemi relativi alla revisione della nuova

di yen per persone fisiche o giuridiche che abbiano preparato e

politica di coesione e prevenire perdite causate dalla mancata

legge sul diritto societario (in modo specifico l’articolo 821). Per ogni

effettivamente importato beni contraffatti. Dal primo aprile del

realizzazione di adeguate misure politiche.” Richard Collasse,

settore merceologico vengono esposte le principali problematiche

2006 saranno proibite le importazioni di prodotti simili a quelli di

Presidente di EBC, CEO di Chanel Japan e membro dell’esclusivo

economiche, le relative soluzioni e i miglioramenti ottenuti.

marca, così come sottoscritto dalla Legge sulla concorrenza sleale:

Japan Investment Council, un think thank i cui membri sono stati

L’Europa (Italia compresa) continua a dover combattere con le

EBC controllerà il modo in cui verrà sviluppata e applicata questa

individualmente prescelti dal premier Koizumi, ha aperto con

cosiddette “barriere invisibili” le quali compromettono il libero

legge. Nessun progresso è stato fatto, invece, per migliorare l’ab-

queste parole l’incontro dell’European Business Council (EBC) on

mercato delle merci in molti settori strategici per il nostro export:

battimento dei costi di registrazione del disegno industriale, che in

the Japanese Business Enviroment 2005 che si è tenuto lo scorso

quote sulle calzature in pelle, dazi sui prodotti alcolici e su altri

Giappone rimane estremamente costoso. EBC propone l’adegua-

24 novembre al Westin Hotel a Ebisu. Davanti a una sala gremita

generi alimentari, barriere fitosanitarie sui prodotti ortofrutticoli,

mento e l’armonizzazione con le regole europee e uno snellimen-

di ospiti tra cui personalità del mondo economico, rappresentanti

elenco degli additivi non consentiti. Lo stesso vale per il riconosci-

to nel processo burocratico.

diplomatici degli Stati europei e del governo giapponese, Collasse

mento dei certificati di conformità europei (ISO CE/EN) ancora

Per maggiori informazioni e per richiedere il libro bianco di EBC

ha espresso chiaramente la posizione di EBC riguardo alla politica

oggi non validi in Giappone. EBC si sta battendo affinché i nostri

contattare European Business Council in Japan.

riformista del nuovo governo: “Non c’è più ragione di aspettare.

certificati vengano comparati ai sistemi di controllo giapponesi,

Tel: 03 – 3263 – 6222; e-mail: ebc@gol.com; www.ebc-jp.com

16 Nov / Dic 2005 Viste

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Il topo da biblioteca non abita più qui

Uffizi virtuali

lenti. In Italia diciamo spesso che abbiamo pochi attori, ma non è vero. Quando scelsi Fabio Volo quale protagonista di Casomai, in

Grazie al Dis (digital image system), sarà possibile “esporre” a Tokyo la Venere di Botticelli e, in prospettiva, l’intero patrimonio artistico italiano. Senza apparenti rischi per il turismo. Un seminario presso l’Istituto di Cultura ha illustrato le nuove frontiere della banda larga

pochi credettero nella mia scelta e nella capacità di questo ragazzo che fino ad allora aveva fatto il DJ. Andò a finire che per quel film

Moda, tecnologia, cinema, poesia, musica: l’ Istituto Italiano di Cultura di Tokyo al centro di una nuova strategia di promozione dell’Italia in Giappone. Arrivano nuove forme di sinergia tra economia, scienza, cultura e uomo.

ottenne la candidatura al David di Donatello e con La Febbre ha vinto il premio come migliore

di

Stefania Viti

attore al Terra di Siena Film Festival diretto da Carlo

Istituto Italiano

Chiunque pensasse ancora che fare cultura significhi affondare il naso

Fukuhara, presidente onorario di Shiseido Company Ltd. – Dobbiamo

Verdone. Il cinema italiano

in vecchi libroni polverosi, trascorrere pomeriggi solitari in silenziose

superare la tradizionale idea di economia, trovare nuove regole eco-

deve credere di più in se stesso

biblioteche o imparare a memoria le poesie di Leopardi, si sbaglia di

nomiche e pensare a nuove forme di sinergia tra economia e cultura.

e i giovani nelle proprie capa-

grosso. Il ricchissimo calendario di dicembre dell’Istituto Italiano di

Felicità significa aumentare la qualità della vita. Le soddisfazioni di

cità. Sono felice dell’accoglien-

Cultura di Tokyo si è aperto con un esclusivo evento mondano: la sfila-

carattere fisico da sole non bastano: è attraverso la cultura che si

za che mi è stata riservata a

ta di moda Valentino. Grazie alle possibilità della nuova struttura appe-

trovano le motivazioni per vivere”. “Dobbiamo superare anche l’idea

Tokyo. È la sesta volta che

na inaugurata, il primo dicembre la sala congressi intitolata alla memo-

che la tecnologia sia qualcosa di freddo, distante dall’uomo. Se lo stru-

ria di Umberto Agnelli si è riempita del jet-set locale, ed ha visto pro-

mento è la tecologia e la

tagonisti preziosi abiti firmati e filiformi modelle.“La cultura è fatta di

via di mezzo la teconolo-

film: ormai non posso più pen-

molteplici espressioni – commenta Mario Bova, Ambasciatore d’Italia a

gia, il fine vero è l’u-

sare di fare un film e di non

Tokyo. Per il nostro paese significa moda, cinema, poesia. Ma anche

manesimo – fa eco

venirlo a presentare a Tokyo.

tecnologia. Pensare alla cultura oggi significa pensare a un patrimonio

Angelo Volpi, Attaché

Spero di tornare presto: il prossi-

economico importante che dobbiamo promuovere e sviluppare al

per la scienza e la tec-

mo film, una commedia, è già in

meglio”. È nato con questa idea il simposio “Nuove Tecnologie sulle

nologia dell’Ambasciata

cantiere”.

Vie della Cultura”, organizzato dall’Ambasciata Italiana a Tokyo in col-

d’Italia a Tokyo.”

E sempre l’Italia si pone al centro

laborazione con il NIRA

Tutto esaurito anche per

di un interessante progetto inter-

(National Institute for

la presentazione e le suc-

nazionale per la poesia: il 9 e il

Research Advancement)

cessive visioni al pubblico

10 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura si è respirato un’atmosfera

che ha riunito a Tokyo i

pagante de La Febbre di

da caffé letterario di altri tempi. La prima edizione dell’ Euro-Japan

maggiori esperti italiani

Alessandro D’Alatri. “Ho

Poetry Festival, che si è aperto con una bellissima serata in un locale

di restauro dei beni cul-

sempre creduto nel cine-

“off” di Roppongi, ha fatto arrivare a Tokyo quaranta poeti e

turali e molti scienziati

ma e nei talenti italiani –

musicisti da sedici Paesi europei e dal Giappone. L’ occasione, unica

giapponesi. Il simposio,

ha commentato d’Alatri.

nel suo genere, ha permesso al numeroso pubblico di conoscere le

che incontrato l’inte-

La Febbre parla proprio

figure più importanti della poesia contemporanea e ascoltarle

resse di un numeroso

di questo, del mancato

recitare nelle loro differenti lingue e stili. “Dopo oltre dieci anni di

pubblico, ha presentato

riconoscimento dei ta-

direzione artistica di festival della poesia in Europa, ho sentito la

1.

vengo qui a presentare i miei 4.

5.

necessità di organizzare un festival anche in Giappone – commenta 1. Alessandro D'Alatri, regista de "La Febbre" 2. Alberto Di Mauro, direttore dell'Istituto e Claudio Pozzani, poeta e scrittore italiano 3. La poetessa giapponese Kazuko Shiraishi 4. L'Istituto Italiano di Cultura 5.Il Prof. Vito Cappellini e il Prof. Toshiro Kamiuchi

avanguardie tecnologiche, idee e proposte per l’esplorazione di nuove e moderne modalità di comunicazione culturale (vedi box). Proprio dagli ambienti scientifici e economici si auspica la nasci-

Caludio Pozzani, poeta, scrittore e musicista italiano che insieme a Kiwao Nomura, poeta contemporaneo giapponese, ha curato la direzione artistica del festival. So per esperienza quanto sia importante per i poeti potersi conoscere, incontrare e dialogare. Il dialogo culturale è un passo fondamentale della comprensione reciproca”.

ta di un nuovo umanesimo: “L’Homo

“Si dice spesso che la poesia sia il luogo del caos – ha commentato

Heaconomicus non funziona - ha com-

Alberto Di Mauro, direttore dell’Istituto. Se questo fosse il caos mi

mentato nel suo intervento Yoshiharu

piacerebbe vivere in questo caos”.

2.

18 Nov / Dic 2005 Viste

Un ponte virtuale permanente tra Italia e Giappone. Un sistema per azzerare le distanze e permettere, anche a chi è lontano, di poter godere delle bellezze del nostro patrimonio artistico. Gli Uffizi, il primo museo digitalizzato, al massimo entro il 2007 sbarcheranno in Giappone. Grazie al DIS (digital image system, il sistema di riproduzione digitale della realtà attualmente più avanzato al mondo) creato dal Prof. Toshiro Kamiuchi, direttore del Centro di Sviluppo per i Prodotti Strategici della Hitachi, si potrà vedere a Tokyo la Venere del Botticelli come se ce l’avessimo davanti. Utilizzando una connessione a banda larga, si potranno inoltre tenere conferenze, fare lezioni o, appunto visitare virtualmente mostre e musei italiani. È questo l’ambizioso progetto che l’Ambasciata Italiana a Tokyo prevede di realizzare a breve nel nuovo Istituto Italiano di Cultura, la cui sede è stata appena inaugurata. “Globalizzazione e mercato culturale sono destinati a crescere di pari passo – spiega Mario Bova, Ambasciatore d’Italia a Tokyo - perché crescita economica significa anche crescita di richiesta culturale. In Giappone essa aumenta anno dopo anno: presto lo stesso si verificherà in Cina, per esempio, e anche in India. Parlare di cultura e di beni culturali oggi significa parlare di economia, scienza e tecnologia”. Il progetto pensato per l’Istituto segue l’accordo firmato la scorsa primavera tra Hitachi, Università di Firenze e Regione Toscana, il quale ha reso possibile la nascita a Firenze del MICC (Centro Internazionale di Eccellezza dei Sistemi per le Immagini Digitali), sostenuto dal Nira (Istituto Nazionale Giapponese per la Ricerca Avanzata) e dal Ministero per la Ricerca Italiano. Il laboratorio, co-diretto dal prof. Vito Cappellini dell’Univeristà di Firenze e dal prof. Kamiuchi, nasce con l’obiettivo di studiare sistemi avanzati di digitalizzazione delle immagini che, partendo dall’applicazione ai beni culturali, si possano applicare anche ad altri settori: medicina, ambiente o industria. “Il mondo digitale dei computer - spiega Cappellini - può essere utile per sviluppare la competitività delle nostre imprese regionali e nazionali. I sistemi che stiamo studiando oggi potranno essere utilizzati domani anche in altri campi e aprire nuovi orizzonti commerciali”. “Con il DIS – prosegue Kamiuchi – si vedono cose che normalmente non si possono vedere, come gli Uffizi in Giappone. Ma oltre alla fruizione, esso permette di modificare le immagini virtuali e dunque di studiarle: le sue applicazioni in campo scientifico e tecnologico sono innumerevoli”. Il progetto di digitalizzazione e trasferimento delle immagini degli Uffizi è ormai a buon punto tanto che si pensa possa essere il primo di una lunga serie. Chi pensasse che questo tipo di tecnologia possa dare un colpo di grazia al turismo e inibire lo stimolo a venire in Italia a vedere dal vivo le nostre città dovrà ricredersi: “Lavoro da anni in questo settore – continua Kamiuchi – e posso affermare che, semmai, l’effetto è quello contrario!” Speriamo abbia ragione.

3.

Set / Ott 2005 Viste 17


Samurai d’Italia / 4

Perseveranza, qualità del prodotto, investimenti... Il Giappone è un paese difficile, ma che sa ripagare gli sforzi con rapporti duraturi e di fiducia coi clienti

Lorenzo Scrimizzi Presidente di Carpigiani Japan K.K. Le risorse umane ed economiche, così come una continua ten-

La Carpigiani Japan è stata fondata nel 1980 come joint-venture

denza al miglioramento e all’eccellenza, una cultura manifattu-

con due partner privati, ma l’importazione delle macchine

riera superiore forse ad ogni altro paese al mondo, e un costante

Carpigiani in Giappone risale agli anni Sessanta. Nel 2003 la fi-

interesse ad apprendere ciò che accade fuori sono tra i punti forti

liale è diventata interamente di proprietà del Gruppo Carpigiani.

del Giappone. Dall’altro lato noto una eccessiva lentezza sia a li-

Quali sono state le principali difficoltà che avete incontrato

vello burocratico che di processi di business, e una cultura del

per creare un’azienda qui?

consenso a tutti i costi che, in certi casi, genera inefficienza.

Come probabilmente è successo a molti altri investitori stranieri,

Un’azienda italiana cosa deve fare per essere competitiva

le principali difficoltà sono state le barriere linguistiche, le norma-

nel paese del Sol Levante?

tive e le differenze culturali. Inoltre abbiamo dovuto abituarci a

Puntare sulla qualità, requisito necessario ma non sufficiente,

standard qualitativi e pratiche commerciali diverse dalle nostre.

essere presente con le proprie strategie di marketing, con le pro-

Tutto questo succedeva negli anni ottanta, adesso non è più così:

prie idee e la propria creatività. Rispettare i costumi locali, inve-

il Giappone sta gradualmente diventando un paese simile a tutti

stire nelle risorse umane.

gli altri, seppure di livello qualitativo molto alto.

Quali consigli daresti alle aziende italiane che avessero

Perché proprio il Giappone?

intenzione di creare una società in Giappone?

Perché il Giappone è la seconda economia mondiale, gode di sta-

Qualunque sia la forma scelta per entrare nel mercato giap-

bilità e prosperità. Soprattutto di questi tempi un paese che abbia

ponese, dall’accordo con un partner giapponese all’ investimento

queste caratteristiche non lascia il minimo dubbio sulla conve-

diretto, è importante capire i meccanismi del business locale e,

nienza che possa avere investirci.

per quanto possibile, relazionarsi direttamente con la propria

Il Giappone come ha ricompensato il vostro sforzo?

clientela.

Il Giappone è un paese difficile da conquistare in termini com-

Ritieni indispensabile avvalerti di un partner locale o si può

merciali: richiede investimenti, tempo e una grande perseveranza.

fare da soli?

Esso però sa ripagare gli sforzi dando la possibilità di creare rap-

Dipende dai casi. L’investimento diretto rimane la soluzione ide-

porti duraturi con i propri clienti, basati su lealtà e collaborazione.

ale, ma in certi casi, se la controparte è un’azienda solida, affi-

Questo fatto garantisce una costanza e una stabilità del business

dabile e condivide i medesimi obiettivi strategici, anche la part-

probabilmente invidiabile se confrontata con altre realtà.

nership può essere valutata. In questo caso però vale la regola

Quali sono i punti forti e i punti deboli del Giappone?

d’oro di tutte le alleanze commerciali: fidarsi ma controllare sempre.

CARPIGIANI è leader mondiale nella produzione di macchine per gelato e pasticceria. Fondata nel 1945 dai fratelli Bruto e Poerio Carlo Carpigiani ha come motto "Tecnologia per un mondo più dolce" . Fortemente impegnata nella progettazione e nella ricerca per lo sviluppo di macchine sempre più innovative, dal luglio 1989 fa parte del gruppo Ali di Milano. Il nuovo management ha portato un ulteriore incentivo alla crescita tecnologica ed organizzativa, concretizzatosi nella realizzazione del Carpigiani Group, capeggiato da Carpigiani e comprendente numerose altre imprese del settore. L’imponente rete vendita permette a Carpigiani di essere presente in tutto il mondo.

20 Nov / Dic 2005 Viste

Nov / Dic 2005 Viste 21

Samurai d’Italia

Quando e come è iniziata la vostra avventura in Giappone?


L’olio alla conquista dell’impero della soia

La dieta mediterranea è oramai entrata nelle abitudini quotidiane dei giapponesi. L’olio di oliva sempre più protagonista di

Daniela Capogna* Questo incremento si può imputare, almeno in parte, alla campagna di promozione portata avanti dal COI dal 1991 al 2001. L’istituzione intergovernativa che rappresenta l’Authority mondiale per l’olio da olive e per le olive da tavola (www.internationaloliveoilcouncil.com) ha realizzato eventi che hanno avvicinato il paese della soia all’unico olio ottenuto da un frutto, l’olio da olive: conferenze scientifiche, eventi gastronomici, partecipazioni a fiere (in particolare al Foodex) e a programmi televisivi e radiofonici. Il 10 Novembre scorso il Dr. Franco Oliva, Direttore Aggiunto e Capo della Divisione Promozione del COI, ha presentato una nuova campagna di promozione al Foreign Correspondent Club of Japan (FCCJ). Per il triennio 2006-2008 sono previste attività promozionali che avranno come obiettivo la diffusione dell’uso dell’olio da olive nella cucina giapponese. La dieta giapponese è, infatti, nelle sua struttura di base, molto simile a quella mediterranea e l’olio da olive vi si inserisce armonicamente. Oltre a un importante supporto dei media che proporranno anche corsi di cucina, sono in programma scambi culturali tra gli studenti delle più prestigiose scuole gastronomiche del Giappone e quelle dei paesi appartenenti al COI.

Grafico 1. Andamento dei consumi di olio d’oliva in Giappone dal 1980 ad oggi. (elaborazione dati COI e ICE)

*Tecnologa Alimentare, Ricercatrice presso la Ochanomizu University e Franco Oliva Direttore aggiunto del COI. *

Nov / Dic 2005 Viste 23

Olio

Piacere, benessere e cultura. Sono queste le caratteristiche dell’olio extravergine di oliva e della dieta mediterranea: i giapponesi lo sanno bene. Secondo quanto emerso da una ricerca di mercato effettuata dall’Associazione Giapponese di Oli Vegetali su 860 casalinghe di Tokyo e Osaka, d’età compresa tra i 20 e i 69 anni, l’olio d’oliva è conosciuto dal 99% delle intervistate (100% per la fascia d’ età tra i 30 e i 39 anni!) ed utilizzato dal 65%. La prima motivazione dell’acquisto risulta essere: “permette di cucinare piatti più buoni”, seguita da “è salutare” e “ha sapore e odori buoni”. Uno studio realizzato dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), basato su un’inchiesta che ha visto coinvolti 1312 consumatori distribuiti tra Tokyo, Osaka, Fukuoka e Sapporo, ha messo, inoltre, in evidenza come nel Paese del Sol Levante l’olio da olive sia utilizzato non solo a crudo, ma anche per cucinare: attitudine che di solito viene adottata da paesi con una tradizione al consumo già consolidata. Questo lascia ipotizzare un aumento dei consumi nei prossimi anni. In Giappone i consumi pro-capite sono ancora lontani da quelli dell’area del mediterraneo: 0,3 l/anno contro i 12 litri di Italia e Spagna e i 26 litri della Grecia. Questi tre paesi, però, oltre ad essere grandi consumatori sono anche i primi tre produttori mondiali, con una tradizione millenaria alle spalle. In Giappone l’olio da olive è arrivato da poco più di 20 anni con quote d’importazione molto modeste. Il consumo pro-capite, su base nazionale, nel quinquennio 1980-1985, era di 0,005/l, l’equivalente di un cucchiaino da caffé all’anno, mentre adesso siamo arrivati a quasi un terzo di litro, con un incremento del 6000% (grafico).


Soluzioni logistiche e trasporti internazionali

Ma come sono italiani, questi giapponesi O viceversa. Marino Marin, giornalista e scrittore, sfata una serie di luoghi comuni e offre arguti spunti di riflessione per analizzare la forte, ancorchè sospettosa, attrazione reciproca dei nostri due popoli.

di Pio d’Emilia Il lato italiano dei giapponesi di Marino Marin, pag.159, Gangemi, 2002

Affidateci i vostri pacchi, li consegneremo ovunque. Per scelta non abbiamo un numero verde! E nemmeno un risponditore automatico.... Ma potete chiamarci con la certezza che ogni nostro operatore, con la sua viva voce, saprà dirvi in tempo reale in quale parte del mondo si trova il vostro pacco.

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24 Lug / Ago 2005 Viste

www.ghilardiinternational.com

Nov / Dic 2005 Viste 25

Recensioni

“Tra le forme più diffuse di follia scrive nella sua divertente introduzione l’Autore - ve ne sono due particolarmente patetiche: sentirsi Napoleone e credere di aver capito il Giappone”. Chiunque viva in Giappone, compresi gli indigeni, non può non riconoscere una certa validità a questa dichiarazione. E dunque, senza nulla togliere ai lavori di esperti più o meno improvvisati e/o sponsorizzati, perchè non tentare un approccio “leggero”? E’ possible che alla fine, come quando ci si accinge a scalare una montagna, il raggiungimento della vetta non dipende dall’equipaggiamento, bensì dall’impegno. E dalla sorte. Marino Marin, giornalista di lungo corso e uomo di cultura (le due cose, ahimè, non coincidono più: giusto segnalarlo, quando ciò avviene) ha il dono di entrambi. E ne fa buon uso. Il lato italiano dei giapponesi si legge tutto d’un fiato, e nulla di quanto vi è scritto provoca insoppromibile dissenso o profonda indignazione, come spesso avviene per molta parte della contemporanea (e antica, basti pensare alle straordinarie manipolazioni di Edwin Reishauer, l’ex Ambasciatore Usa a Tokyo, sui testi del quale si è formata, ahimè, un’intera gene-razione di yamatologhi) saggistica. Anzi. Come a suo tempo Roland Barthes, nel suo insuperato Empire des signes, Marino Marin usa, più che l’approccio storiografico-leggendario, quello semiotico. Con il vantaggio di essere più comprensibile e immediato, grazie alla scelta di un linguaggio semplice, mai inutilmente avvitato in se stesso. E si rivela, oltre che ottimo scrittore, umile fotografo. Se Barthes riusciva a costruire ardite metafore giocando sull’antinomia forchetta/bacchetta, Marin guarda in cortile: italiani e giapponesi sono come cani e gatti, scrive. Sembra una battuta, invece, alla fine del capitolo, ci convince. E non è l’unico esempio in cui, partendo da

una battuta o da un paradosso, finisce per aprire nuovi, inesplorati orizzonti. “Cani e gatti”, scrive Marin: apparentemente lontani e inconiugabili. In realtà, come chiunque li possieda entrambi sa, perfettamente complementari e l’un dall’altro attirati. Marin ha una bella penna e avendo azzeccato fin dall’inizio il registro giusto va a perlustrare, con utilissima autoironia, il “cortile”. Lo fa in ordine sparso: spaziando dalla divertente mitologia locale (se presa come tale, e non come qualcuno fa, spacciandola per storia) così curiosamente simile a quella grecoromana, alla mentalità, le tradizioni, le convenzioni sociali e le concezioni estetiche delle due “specie”. Ma il sangue non è acqua, come dire. Scorrendo il libro, il discorso si fa più serio e Marin, da bravo giornalista, affronta argomenti più attuali e scottanti: il tuttora diffuso misoginismo di stato, la crisi della famiglia, la crisi economica, la situazione politica interna (tra conservatorismo, corruzione, centri di potere occulto e incapacità della classe dirigente di imboccare nuove direzioni), l'incapacità dei due paesi di fare pienamente i conti con il proprio passato recente (e qui pecca un po’ di “buonismo ecumenico” in Italia non ci sono premier, nè ministri che, almeno pubblicamente, vadano periodicamente a rendere omaggio sulla tomba di Mussolini e dei gerarchi fascisti) e di interpretare un ruolo nuovo in un panorama internazionale che è completamente cambiato dopo il crollo del muro di Berlino e la fine della contrapposizione USA-URSS. Alla fine, Marin rende un doppio serivizio: da un lato riesce a sfatare, in modo garbato ma molto efficace, tutta una serie di luoghi comuni che da troppo tempo inquinano una reciproca, approfondita comprensione. Dall’altro, per l’ampiezza degli argomenti trattati e l’impossibilità di offrire un’interpretazione esaustiva, lascia il lettore opportunamente intrigato, dunque con il desiderio di una trattazione più approfondita e dettagliata. Il problema è che, su questo versante, c’è ben poco di coraggiosamente innovativo. Buona fortuna.


BELLA ITALIA the quality of life 4.

nizzatori hanno definito un “viaggio ideale in Italia”.

tor locali, ai quali sono stati presentati nuovi e interessanti

Grazie a Boutique Italia 43 aziende (19 vitivinicole) dall’Umbria,

itinerari turistici in Umbria. Durante la degustazione di

Toscana, Marche e Puglia hanno potuto esporre per due giorni i loro

prodotti italiani è stato servito, inoltre, un menù tradizionale

prodotti nella sala Silver del Capitol Tokyu e concludere affari con gli

abbinato ai migliori vini del nostro territorio non ancora

operatori giapponesi invitati dall’ufficio ICE di Tokyo. Oltre ai rappre-

commercializzati in Giappone.

sentanti di aziende locali d’importazione, Boutique Italia è stata visita-

Questo è stato Bella Italia: una straordinaria rassegna sulla

ta anche da tantissimi estimatori del Made in Italy, che in Giappone è

più raffinata gastronomia ed enotecnica italiana, e sul più

un vero e proprio culto. Conoscere e farsi conoscere è stato il motto

squisito gusto artigianale. L’Italia, conosciuta a livello mondia-

dei nostri artigiani, i quali sono rimasti a disposizione dei propri ospiti

le come il paese del mangiar bene, può vantare questo suc-

per spiegare le caratteristiche dei prodotti e stringere relazioni com-

cesso anche in Giappone, paese dalla cucina raffinata, che

merciali. Durante il wine tasting organizzato dall’ ICE, l’enologo

ricerca proprio quei prodotti prelibati che Bella Italia è riuscita

Daniele Montanelli ha presentato produzioni vinicole DOC, IGT e

a portare dall’altra parte del mondo. La serata conclusiva,

DOCG. Agli ospiti sono state

si è aperta con il saluto del nostro presidente Romano

organolettiche tipiche dei vini,

Mazzucco, cui è seguito l’intervento di Aldo Amati, Ministro

le

al fine di far comprendere le È un applauso scrosciante a salutare l’entrata in sala dello chef Marco Bistarelli che ha firmato il buffet della serata finale organizzata in occa-

3.

caratteristiche del prodotto 1.

sione dell’edizione 2005 di Bella Italia - the quality of life, l’evento

nella

organizzato il 18 e 19 ottobre al Capitol Tokyu Hotel da Conexport in

degustare un buon vino, la

collaborazione con la Camera di Commercio italiana in Giappone. La

cui realizzazione richiede

rassegna ha, inoltre, ricevuto il supporto di ICE, ENIT e Alitalia. Vetrina

grande esperienza, significa

sulle eccellenze delle produzioni tradizionali italiane (ceramiche, oggetti

comprendere le peculiarità

da regalo, vino, olio) Bella Italia ha proposto una selezione dei migliori

di ogni singola produzione. Il workshop sul turismo, organizzato da

prodotti del Made in Italy in un percorso a quattro tappe che gli orga-

ENIT e Alitalia, ha permesso la partecipazione di numerosi tour opera-

26 Nov / Dic 2005 Viste

che si è svolta nella Pink Ballroom del Capitol Hotel di Tokyo,

2.

proprietà

illustrate

sua

integrità:

Consigliere dell’Ambasciata Italiana in Giappone. 1. I cuochi dell'hotel ANA che hanno aiutato lo chef Marco Bistarelli del Ristorante Il Postale una stella Michelin (al centro) a preparare la splendida cena, assistiti dalle stagiares della camera Mariaelena Vazzoler e Valentina Fornaciari. 2.3.4. Alcuni prodotti presentati durante la manifestazione 1.

2.

Nov / Dic 2005 Viste 27


La Doyukai in Italia: alla ricerca di una ricetta per la terza età Non sono solo i turisti che vengono in Italia. Il Bel Paese, nel bene e nel male, è da molti anni oggetto di studio da parte delle autorità giapponesi. Negli anni ’90 fu il nostro sistema elettorale ad attirare l’attenzione: dopo un paio di spedizioni più o meno riservate sul “campo”, la nuova legge elettorale giapponese si ispirò all’oramai defunto “mattarellum”, il sistema “misto” che prevedeva collegi uninominali e una quota di proporzionale. Un paio di anni fa, una ventina di studiosi del terzo settore hanno esplorato, assieme ad alcuni alti burocrati, leggi ed esperienze italiane, ricavandone preziosi elementi che sono stati poi ampiamente recepiti nella legge che regola le NGO e NPO. Stesso discorso per la legge Biagi, subito tradotta e divenuta oggetto di serrato confronto a Nagatacho, il quartiere della “politica” di Tokyo. L’Italia, insomma, fa tendenza: non solo nella moda e nella gastronomia, ma anche nella legislazione. E dopo politici e studiosi, si è mossa la potente Doyukai, la federazione nazionale dirigenti d’industria. A rendere l’Italia un punto di riferimento importante sono le numerose similitudini che contraddistinguono le nostre due realtà: calo delle nascite, invecchiamento progressivo della società, sostenibilità del sistema pensionistico, terza età, ruolo del volontariato. Lo scorso dicembre una delegazione ad alto livello della Doyukai si è recata in Italia, dove, grazie anche alla collaborazione estesa dalla Camera, ha avuto un fruttuoso scambio di opinioni con esperti del settore. Dopo essere stati ricevuti presso la sede dell’Assocamerestero, a Roma, dalla responsabile Area e Sviluppo, Pina Costa, i graditissimi ospiti, due dei quali parlavano perfettamente italiano, hanno ascoltato con molto interesse la “lecture” di Carlo Pellicciari e Michele Crapanzano, entrambi ex manager di grandi aziende multinazionali, che oltre a fotografare l’attuale situazione del mercato del lavoro e illustrare l’attuale legislazione, hanno anche spiegato, non senza qualche iniziale difficoltà, perché in Italia il volontariato e la solidarietà sociale sono concetti condivisi e indiscutibili. “Per noi non si tratta di una novità, legata alle attuali contingenze – ha detto Crapanzano – l’abbiamo inventata duemila anni fa”. Concetti che sono

stati ripresi il giorno dopo, prima durante l’incontro con Cristina De Luca, responsabile del settore volontariato della Margherita ed ex coordinatrice del Giubileo, e da Marisa Marzetti, del Comune di Roma, una delle fondatrici della Banca del Tempo. Un’idea che sembra attirare molto i giapponesi, al punto che hanno voluto visitarne una sede, situata all’interno di uno dei più pittoreschi mercati rionali di Roma, quello di Via Catania. Al momento della visita era in atto uno “scambio”: una ragazza equadoregna stava insegnando spagnolo ad una casalinga romana, in cambio di una torta. Ottima occasione per valutare sul campo un altro fenomeno con il quale, prima o poi, anche il Giappone dovrà fare i conti. Quello dell’immigrazione. In Italia il “meticciamento” è una realtà e rappresenta una delle soluzione al calo della natalità tra gli “indigeni”. Ma ci vorrà del tempo prima che anche il Giappone consideri l’immigrazione una risorsa, anziché un problema. (P.d’E)

La delegazione del Doyukai al tavolo dell'Assocamerestero di Roma

E-Government: Italia e Giappone a cofronto sulla Pubblica Amministrazione Italia e Giappone a confronto: il 12 dicembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo si è tenuta la prima tavola rotonda sull’informatizzazione della Pubblica Amministrazione. In Italia lo scambio tra il cittadino e il sistema informatico è buono. Su 57milioni di abitanti, circa il 31% (16milioni) utilizza internet abitualmente. Di questi l’85% entra nei siti on-line della P.A. e ne utilizza le pagine d’informazione e i sistemi on-line già attivi. Le migliori performances sono state registrate dai siti per il pagamento delle tasse e la dichiarazione dei redditi on-line. L’ incontro, promosso dall’Ambasciata Italiana a Tokyo, è il primo di una serie organizzati con il fine di far conoscere meglio le rispettive P.A., promuovendo nel contempo l’immagine contemporanea dell’Italia. 28 Nov / Dic 2005 Viste

Nov / Dic 2005 Viste 29


ICCJ news La Doyukai in Italia: alla ricerca di una ricetta per la terza età Non sono solo i turisti che vengono in Italia. Il Bel Paese, nel bene e nel male, è da molti anni oggetto di studio da parte delle autorità giapponesi. Negli anni ’90 fu il nostro sistema elettorale ad attirare l’attenzione: dopo un paio di spedizioni più o meno riservate sul “campo”, la nuova legge elettorale giapponese si ispirò all’oramai defunto “mattarellum”, il sistema “misto” che prevedeva collegi uninominali e una quota di proporzionale. Un paio di anni fa, una ventina di studiosi del terzo settore hanno esplorato, assieme ad alcuni alti burocrati, leggi ed esperienze italiane, ricavandone preziosi elementi che sono stati poi ampiamente recepiti nella legge che regola le NGO e NPO. Stesso discorso per la legge Biagi, subito tradotta e divenuta oggetto di serrato confronto a Nagatacho, il quartiere della “politica” di Tokyo. L’Italia, insomma, fa tendenza: non solo nella moda e nella gastronomia, ma anche nella legislazione. E dopo politici e studiosi, si è mossa la potente Doyukai, la federazione nazionale dirigenti d’industria. A rendere l’Italia un punto di riferimento importante sono le numerose similitudini che contraddistinguono le nostre due realtà: calo delle nascite, invecchiamento progressivo della società, sostenibilità del sistema pensionistico, terza età, ruolo del volontariato. Lo scorso dicembre una delegazione ad alto livello della Doyukai si è recata in Italia, dove, grazie anche alla collaborazione estesa dalla Camera, ha avuto un fruttuoso scambio di opinioni con esperti del settore. Dopo essere stati ricevuti presso la sede dell’Assocamerestero, a Roma, dalla responsabile Area e Sviluppo, Pina Costa, i graditissimi ospiti, due dei quali parlavano perfettamente italiano, hanno ascoltato con molto interesse la “lecture” di Carlo Pellicciari e Michele Crapanzano, entrambi ex manager di grandi aziende multinazionali, che oltre a fotografare l’attuale situazione del mercato del lavoro e illustrare l’attuale legislazione, hanno anche spiegato, non senza qualche iniziale difficoltà, perché in Italia il volontariato e la solidarietà sociale sono concetti condivisi e indiscutibili. “Per noi non si tratta di una novità, legata alle attuali contingenze – ha detto Crapanzano – l’abbiamo inventata duemila anni fa”. Concetti che sono

E-Government: Italia e Giappone a confronto sulla pubblica amministrazione Italia e Giappone a confronto: il 12 dicembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo si è tenuta la prima tavola rotonda sull’informatizzazione della pubblica amministrazione. In Italia lo scambio tra il cittadino e il sistema informatico è buono. Su 57milioni di abitanti, circa il 31% (16milioni) utilizza internet abitualmente. Di questi l’85% entra nei siti on-line della P.A. e ne utilizza le pagine d’informazione e i sistemi on-line già attivi. Le migliori performances sono state registrate dai siti per il pagamento delle tasse e la dichiarazione dei redditi on-line. L’ incontro, promosso dall’Ambasciata Italiana a Tokyo, è il primo di una serie organizzati con il fine di far conoscere meglio le rispettive P.A., promuovendo nel contempo l’immagine contemporanea dell’Italia. 28 Nov / Dic 2005 Viste

stati ripresi il giorno dopo, prima durante l’incontro con Cristina De Luca, responsabile del settore volontariato della Margherita ed ex coordinatrice del Giubileo, e da Marisa Marzetti, del Comune di Roma, una delle fondatrici della Banca del Tempo. Un’idea che sembra attirare molto i giapponesi, al punto che hanno voluto visitarne una sede, situata all’interno di uno dei più pittoreschi mercati rionali di Roma, quello di Via Catania. Al momento della visita era in atto uno “scambio”: una ragazza equadoregna stava insegnando spagnolo ad una casalinga romana, in cambio di una torta. Ottima occasione per valutare sul campo un altro fenomeno con il quale, prima o poi, anche il Giappone dovrà fare i conti. Quello dell’immigrazione. In Italia il “meticciamento” è una realtà e rappresenta una delle soluzione al calo della natalità tra gli “indigeni”. Ma ci vorrà del tempo prima che anche il Giappone consideri l’immigrazione una risorsa, anziché un problema. (P.d’E)

La delegazione del Doyukai al tavolo dell'Assocamerestero di Roma

Viste, novembre 2005  

Rivista ufficiale della Camera di Commercio Italiana in Giappone

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