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Volume 5, Numero 1 Volume 5, Numero 1

GIENNAIO 2019

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Periodico dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo Frosinone 2

FOCUS SULL’ALIMENTAZIONE

Sommario: IN PRIMO PIANO: Alimentazione

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NATURA IN TAVOLA

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NATURA E LABORATORIO

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EVENTO

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ATTUALITA’

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ORCHESTRA

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AMBIENTE

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TECNOLOGIA

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ANGOLO DELLA STORIA

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ANGOLO DELLA LETTURA

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USCITA DIDATTICA

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UN SALTO NELLA PRIMARIA

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NOI GIOVANI

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SVAGO

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L’alimentazione è uno dei fattori che più contribuisce, nel corso di tutta l’esistenza, alla promozione e al mantenimento della salute e quindi a una buona qualità di vita. Chiarissima quindi è l’influenza delle abitudini alimentari nella prevenzione di molte malattie perché ormai si sono identificati alcuni componenti in grado di modificare la probabilità di comparsa di specifiche problematiche strettamente legate al nostro stato di salute. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità: «I dati scientifici vengono progressivamente a rafforzare l’opinione per cui le modificazioni dell’alimentazione si ripercuotono fortemente sulla salute in tutte le fasi della vita, sia in senso favorevole che sfavorevole. Un regime alimentare regolato può influenzare lo stato di salute presente e futuro dell’individuo». Le nostre vite, così frenetiche, non sempre permettono di gestire nel migliore dei modi il tempo e la qualità della nutrizione. Mangiamo spesso in maniera inconsapevole quello che capita, per semplicità, velocità e magari mentre svolgiamo altri compiti. Per questo è importante focalizzare la nostra attenzione al problema esaminandolo Continua a pag. 4 in tutta la sua complessità.


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IN PRIMO PIANO

MANGIARE INFORMATI

Cambiare il nostro modo di mangiare aiuta a salvaguardare la salute del nostro organismo e da una mano al Pianeta a sopravvivere Nell’attuale sistema di produzione di cibo c’è qualcosa che non va: l’agricoltura consuma il 70% dell’acqua dolce mondiale e il 30% di energia producendo il 24% di gas serra. La domanda di terra coltivabile è in crescita eppure 1/3 del cibo viene sprecato e nel Pianeta una persona su sette soffre di fame. Per provare a capovolgere questa situazione, dobbiamo partire da più vicino, da ciò che mettiamo in tavola tutti i giorni, provando a fare una dieta sostenibile. Un’alimentazione sostenibile prevede il consumo di cibo nutrizionalmente sano con una bassa impronta in termini di uso di suolo e di risorse idriche, con basse emissioni di carbonio e azoto, attento alle conservazioni delle biodiversità e degli ecosistemi, ricco di cibi locali e tradizionali, equo e accessibili a tutti. Per mangiare sostenibile occorre effettuare 6 piccoli ma importanti passi, che sono: consumare più vegetali, che aiutano a prevenire infarto e cancro e hanno un impatto ambientale minore rispetto alla carne e ai derivati animali quali latte e formaggio; mangiare meno carne, anche se la carne fornisce proteine,ferro e vitamina B,una quantità eccessiva di carne, però è dannosa per la salute il suo impatto sull’ambiente è elevatissimo; poi si deve seguire una dieta varia, diversificare la propria dieta è il miglior modo per ottenere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. E’ preferibile scegliere prodotti locali rispetto a quelli importati fuori stagione, che hanno un elevato impatto ambientale; inoltre è necessario rispettare il valore del cibo, gli sprechi del cibo causano la perdita delle risorse naturali impiegate per produrlo come acqua ed energia usata nella sua lavorazione; comprare cibo certificato, le certificazioni di prodotti che salvaguardano l’ambiente possono fornire la certezza che la produzione di quei cibi rispetta l’ambiente e le condizioni di lavoro dei contadini; ridurre cibi grassi o dolci che in quantità eccessive di zuccheri e lipidi negli alimenti favoriscono malattie come l’obesità, il diabete e l’ictus. Un’ottima abitudine per sostenere l’ambiente è frequentare mercati locali. Qui si possono trovare prodotti delle nostre terre (i cosiddetti “prodotti a chilometro zero” e di stagione e non merci tropicali che per raggiungerci richiedono lunghi trasporti e grandi quantità di Pagina 2


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IN PRIMO PIANO emissioni dannose). Comprare frutta di stagione significa quindi ridurre l’impatto ambientale e il consumo energetico spesso per far si che la merce sia disponibile tutto l’anno. Fare acquisto dai nostri produttori vuol dire sostenere la comunità e l’economia della nostra regione, avendo un rapporto di fiducia e conoscenza con le persone da cui compriamo gli alimenti. DILETTA GIORGI

IL COMPITO DELL’ALIMENTAZIONE

Il principale compito dell’alimentazione è quello di garantire il fabbisogno energetico dell’organismo. Con questo termine si definisce la quantità di alimenti necessaria per il mantenimento delle funzioni vitali, cioè per reintegrare il dispendio energetico che il ricambio cellulare, il battere del cuore e il circolare del sangue comportano. Il fabbisogno energetico di cui abbiamo bisogno viene espresso in calorie (la caloria é la quantità di calore necessaria per alzare da 14,5 a 15,5 gradi un chilogrammo di acqua), perché l’energia prodotta dall’organismo e dagli alimenti si manifesta come calore. Il fabbisogno per la termoregolazione: dipende da tanti elementi, come la circolazione del sangue, l’eccesso di grasso, ma soprattutto la temperatura ambientale. Quanto più questa sale tanto minore è il dispendio. Il fabbisogno per l’attività fisica: il corpo umano non trasforma tutta l’energia fornita dagli alimenti in lavoro, ma solo un quarto di essa. Bisogna quindi offrire quattro calorie perché ne trasformi una in lavoro. La spesa energetica per il lavoro varia immensamente da persona a persona e fare una media é molto difficile. il fabbisogno per la crescita e il mantenimento: fino all’adolescenza il corpo ha necessità di formare nuovi tessuti e quindi ha un fabbisogno calorico maggiore. Poi si stabilizza nell’adulto, per scendere dopo i 50-60 anni. il fabbisogno per l’introduzione degli alimenti: l’ingestione dei cibi richiede lavoro, perché fa aumentare la produzione di calore con un aumento del consumo di ossigeno.

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IN PRIMO PIANO

La giornata mondiale dell’alimentazione La giornata mondiale dell'alimentazione è un evento che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 16 ottobre per ricordare l'anniversario della data di fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, comunemente conosciuta come FAO. Istituita a Québec (Canada) il 16 ottobre 1945. La giornata mondiale dell'alimentazione è stata ideata dai paesi membri della FAO durante la 20° Conferenza Generale dell'Organizzazione nel novembre 1979. La delegazione ungherese, svolse un ruolo attivo durante tale Conferenza della FAO e suggerì l'idea di celebrare in tutto il mondo la giornata mondiale dell'alimentazione. Da allora questo giorno viene celebrato ogni anno in più di 150 nazioni, per sensibilizzare sui problemi della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo, sulla sicurezza alimentare e per diffondere diete utili per tutti. L'obiettivo principale è incoraggiare le persone nel cercare di risolvere questi problemi. Ogni anno viene trattato un particolare tema sul quale focalizzare le attività.

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IN PRIMO PIANO

FAME ZERO

“Fame Zero significa collaborare affinché tutti, dovunque, abbiano accesso a cibo sufficiente e che sia sicuro, sano e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile, lavorare con gli altri, condividere le nostre conoscenze ed essere disposti a dare una mano per migliorare il mondo”. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto nel momento in cui si riuscirà ad unire le forze tra Paesi, continenti, settori e professioni fattivamente. Il 70% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all'agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura. Per questo motivo Fame Zero richiede la trasformazione dell'economia rurale. I governi devono creare maggiori investimenti nell'agricoltura da parte del settore privato, promuovendo programmi di protezione sociale per i più deboli e collegando i produttori di generi alimentari con le aree urbane. I piccoli agricoltori devono adottare nuovi metodi di agricoltura sostenibile per aumentare la produttività e il reddito. Garantire la resilienza delle comunità rurali richiede un approccio attento all'ambiente, che sfrutti il potere dell'innovazione tecnologica e crei opportunità di lavoro stabili e gratificanti. L'occupazione e la crescita economica, però, non sono sufficienti, soprattutto per le persone esposte a guerre e tribolazioni. Fame Zero va oltre la risoluzione dei conflitti e la crescita economica, adottando l'approccio a lungo termine per costruire società pacifiche e inclusive. Mentre milioni di persone soffrono la fame, 672 milioni soffrono di obesità ed oltre 1,3 miliardi sono in sovrappeso. Possiamo e dobbiamo cambiare lo stato delle cose! Alunni classi terze Pagina 5


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IN PRIMO PIANO

LO SQUILIBRIO MONDIALE In USA si muore per obesità in Africa per malnutrizione! L’OBESITÀ NEGLI USA È UNA VERA E PROPRIA MACCHIA D’INCHIOSTRO CHE SI ALLARGA PIÙ VELOCEMENTE DI QUANTO PENSIAMO, E CONTEMPORANEAMENTE, NELL’ALTRO CAPO DEL MONDO, UN’ALTRA MACCHIA, QUELLA DELLA MALNUTRIZIONE, SI ALLARGA ALLA STESSA VELOCITÀ DI QUELLA DELL’OBESITÀ. Nel mondo oggi abbiamo molte differenze: politiche, economiche, legali, giudiziarie e, anche se può suonare strano, anche di tipo alimentare. Prendiamo come esempio due grandi paesi per questa differenza: gli USA e l’Africa. In USA possiamo trovare la città con il più alto tasso di obesità, si chiama Huntington ed è stata eletta la città degli obesi. Si trova nel West Virginia. Oltre agli USA abbiamo una vera e propria “lista dei 10”: 10 - Regno Unito: abitanti sovrappeso 61% 9 - Croazia: abitanti sovrappeso 61,4% 8 - Israele: abitanti sovrappeso 61,9% 7 - Nuova Zelanda: abitanti sovrappeso 62,7 6- Bosnia-Erzegovina: abitanti sovrappeso 62,9% 5 - Egitto: abitanti sovrappeso 66% 4 - Germania: abitanti sovrappeso 66,5% 3 - USA: abitanti sovrappeso 66,7% 2 - Isole Kiribati: abitanti sovrappeso 81,5% 1 - Isole Samoa Americane: abitanti sovrappeso 93,5% Il primo paese con abitanti in sovrappeso sono le isole Samoa Americane, come notiamo, quasi tutta la popolazione è in sovrappeso, un dato estremamente allarmante. Ma perché e come si diventa sovrappeso? Ovviamente non soltanto mangiando cibo spazzatura ma anche rifiutando frutta e verdura, non assumendo vitamine contenute in vari alimenti ed esagerando, per esempio, in alcool, caffeina e bevande nervine, ovvero, che agiscono sul sistema nervoso. Un’altra causa che favorisce l’obesità è l’insufficiente movimento di molte persone. Infatti è consigliabile frequentare una palestra almeno 2 volte alla settimana oppure, semplicemente, possiamo muoverci attraverso le azioni giornaliere; apparecchiare la tavola, passare l’aspirapolvere, cucinare, sistemare il giardino o dedicarsi ad un hobby in particolare. In USA qualcosa si sta attivando per respingere questa malattia così semplice e apparentemente senza molta importanza, eppure così estesa. Se ora abbiamo elencato i paesi con maggiori Pagina 6


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IN PRIMO PIANO

problemi di obesità adesso analizziamo la situazione di paesi che vivono con il disagio opposto ma ugualmente preoccupante per l’intero mondo, la povertà di cibo, che genera la mortalità infantile e morte per malnutrizione. Fra i sintomi della malnutrizione vi sono:Debolezza, anoressia, anemia, ulcerazioni, diarrea, calo ponderale, capelli fragili, cecità notturna, secchezza dell’occhio, riduzione del senso del gusto, sanguinamento gengivale, disorientamento e perdita del senso di posizione. Le vittime sono molto spesso bambini d’età non superiore ai 4-5-6 anni. Molte sono le associazioni che combattono questa crudeltà come Save The Children, Unicef e la FAO che in tutto il mondo operano attraverso missioni e donazioni da parte di linee telefoniche. Mizzoni Ginevra

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NATURA IN TAVOLA

L’ERBARIO IN TAVOLA Erbe,fiori, piante officinali per il benessere del corpo e per il piacere del palato. Parlare di erbe e piante aromatiche è come parlare di tradizione,e con questa parola si cerca di risalire nel tempo fin dove è possibile. Per alcuni aromi la traccia risale a reperti mesolitici,cioè a circa diecimila anni fa. Le prime ricette di cui disponiamo sono invece quelle raccolte da Catone nel ll secolo a.C. e il primo autentico ricettario è quello attribuito a tale Marco Gavio, soprannominato Apicio che visse nel I secolo. Per troppo tempo il piacere di raccogliere erbe e frutti selvatici è stato considerato una necessità della povera gente. Ora dobbiamo riappropriarci di questa gioia nella vita. Senza contare che così facendo, la nostra alimentazione viene arricchita di preziose vitamine e di numerosi elementi organici di cui sono ricchi i prodotti della natura appena colti,cresciuti senza le forzature delle coltivazioni intensive. Non perdiamo mai di vista il rispetto delle piante e del territorio,di questo bene comune che abbiamo il dovere di conservare per l’attuale generazione ma soprattutto per le future generazioni.

Una ricetta utilizzando un’erba aromatica SFORMATO AL ROSMARINO Ingredienti per 4 persone: 60 g di farina integrale - 1/2 litro di latte 1 rametto di rosmarino - 1 scalogno 3 albumi d’uovo - 50 g di parmigiano grattugiato 4 cucchiai d’olio d’oliva - Pangrattato, sale e pepe

VALORI NUTRIZIONALI: Protidi 12 Lipidi 25 Glucidi 17 Kcal 341

Sfogliate il rametto di rosmarino e tritate gli aghi grossolanamente. In una padella fate scaldare l’olio quindi unite il rosmarino e lo scalogno tritato finemente: rosolate, aggiungete la farina e fatela tostare leggermente. Versare a poco a poco il latte precedentemente riscaldato poi, sempre mescolando per evitare che si formino grumi portare a ebollizione. Abbassate la fiamma,salate,pepate e cuocete qualche minuto. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire, dopodiché incorporare il parmigiano e gli albumi montati a neve. Ungete uno stampo e spolverizzatelo di pangrattato. Versatevi il composto e infornate a 180° C fino a che sulla superficie non apparirà una crosticina dorata. Sfornate su di un piatto di portata e servite immediatamente. Natasha Elena Ardovini Pagina 8


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VISITA E LòABORATORIO

VISITA IN FATTORIA

Il giorno 24 ottobre 2018 le classi terze della scuola media Luigi Pietrobono hanno visitato la fattoria ad Anagni. Con una calorosa accoglienza i fattori li hanno invitati ad entrare e, per iniziare la visita, li hanno istruiti affinché preparassero una squisita crostata condita con ricotta e gocce di cioccolato. Tutti si sono messi a lavorare con entusiasmo: sono stati fatti due/tre gruppi a tavolo per mescolare insieme gli ingredienti che avrebbero insaporito la crostata; successivamente ognuno ha preso un pezzo di impasto e ha cominciato a dare forma all’individuale crostata, seguendo ovviamente le istruzioni date. Mentre le crostate venivano messe in forno e lasciate a cuocere, gli studenti sono stati portati al giardino sul retro per farli divertire liberamente e essere onorati di un gran buffe di deliziosi dolci fatti in casa. Dopo circa una mezz’ora i fattori li hanno guidati ad una visita generale della fattoria, mostrando agli alunni gli animali che venivano allevati (mucche, suini, cavalli, ecc...), evidenziandone la specie e le specifiche caratteristiche. La parte della visita che sembra aver entusiasmato e esaltato maggiormente gli studenti è stato quando i fattori hanno mostrato loro dei piccoli, incantevoli pulcini, concedendo agli studenti di tenerli in braccio e dare loro del mangime. Arrivati alla fine della visita gli alunni, nell’attesa dell’autobus, hanno Pagina 9


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VISITA e LABORATORIO ritirato le proprie crostate e si sono messi a chiacchierare piacevolmente fra di loro; all’arrivo dell’autobus le insegnanti e gli studenti hanno felicemente salutato i fattori e li hanno cordialmente ringraziati della loro ospitalità. Trento Giulia Casalese Jurij ECCOCI AL LAVORO… MANI IN PASTA!!!!

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VISITA e LABORATORIO

Impastate con le mani: non abbiate timore di sporcarvi! Tutti insieme i ragazzi hanno realizzato le bellissime torte delle immagini piene di decorazioni in base al gusto personale!

Con poco hanno sviluppato apprendimenti culinari e capacità relazionali attraverso un’attività operativa svolta in collaborazione ed in allegria e, per di più, riscoprendo una tradizione locale da non dimenticare!

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EVENTO

ERASMUS KA1: ”Una scuola aperta sul mondo” Lo scorso dicembre è terminato il progetto Erasmus KA1, mobilità dello staff, che ha permesso a 18 docenti del nostro istituto di effettuare una formazione linguistica e non, all'estero. Il progetto ha avuto durata biennale con le seguenti finalità: 1.Ampliare la conoscenza e la comprensione delle politiche e delle pratiche educative dei paesi europei 2. Innescare cambiamenti in termini di modernizzazione e internazionalizzazione delle scuole 3. Creare interconnessioni fra istruzione formale, non formale e formazione professionale 4. Accrescere le opportunità per lo sviluppo professionale e per la carriera del personale della scuola 5. Aumentare la motivazione e la soddisfazione nel proprio lavoro quotidiano. 6. Migliorare le competenze del personale della scuola,

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EVENTO

rafforzare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Otto docenti, le prof.sse Pica Giulia, Zucchi Elisabetta, Gatto Paola e le insegnanti Acampora Ilaria, Mancini Federica, Galei Francesca, Frasca Irene e Fiorini Antonella si sono recati nel regno Unito ed hanno

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frequentato un corso strutturato di lingua e cultura inglese. Otto docenti, le prof.sse Gatto Paola, Turriziani Cinzia, Mancini Luciana e le insegnanti Gramiccia Anna, Vitiello Tersilla, Balzano Silvana, Fiorini Daniela e Grandi Maria Letizia si sono recate in Irlanda per frequentare corsi strutturati di lingua e cultura inglese e irlandese, corsi Clil e corsi sulle ICT. La prof.ssa Pierro Flavia si è recata in Francia e la prof.ssa Turriziani Colonna Nunzia in Spagna. Queste mobilità hanno permesso ai nostri docenti di migliorare la loro fluency nelle lingue di studio, hanno collaborato con docenti provenienti da diversi paesi europei scambiando con essi metodologie di insegnamento e apprendimento, sono nate “nuove amicizie” oltre i confini culturali e nazionali.


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ATTUALITÀ

L’AUTUNNO CAMBIA VOLTO CONDIZIONI METEREOLOGICHE ESTREME ED AUMENTO ANOMALO DELLE PRECIPITAZIONI IN ALCUNE ZONE, ABBASSAMENTO IN ALTRE

Le forti precipitazioni ed eventi climatici estremi stanno diventando sempre più frequenti. I cambiamenti climatici interessano tutte le regioni del mondo: le calotte polari si sciolgono e cresce il livello dei mari: la combinazione di questi fenomeni causa alluvioni e fenomeni di erosione. I fenomeni meteorologici estremi stanno aumentando in tutto il mondo. In Italia secondo il Consiglio Nazio-

nale delle Ricerche, l’intensificazione è cresciuta del 900% rispetto al secolo scorso. Una circolazione di bassa pressione molto intensa e profonda, ha interessato in autunno il bacino centrale del Mediterraneo. Il nostro Paese ne ha risentito nella sua quasi totalità e

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ad impensierire non sono state tanto le precipitazioni quanto il vento, intenso e furente come raramente si è visto alle nostre latitudini. Questa situazione di tempo fortemente perturbato originato da una importante bassa pressione che si è estesa rapidamente in tutta l'Europa occidentale. L’evento ha poi stimolato lo sviluppo di un centro autonomo di bassa pressione anche sul Mediterraneo, segnando il culmine di una intensa fase di maltempo. Si pensa che questa una situazione atmosferica sarà destinata a lasciare il segno anche nel futuro; un profondo canale perturbato sembra sia destinato a perdurare proprio dall'oceano Atlantico all'Europa occidentale, foriero ancora di instabilità con precipitazioni che potranno riguardare sia le regioni del nord, compresi i versanti tirrenici ma anche il meridione, soprattutto basso Tirreno ed isole maggiori. Si ipotizza anche un abbassamento delle piogge e quindi un regime più secco potrebbe per le regioni del versante adriatico. Giulia Bruni


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ATTUALITÀ Il maltempo fa paura, morti e feriti: cronaca di un lunedì 29 ottobre da incubo

L’Italia ma anche il resto del mondo è ormai vittima del fenomeno del surriscaldamento globale, un incremento generale della temperatura terrestre che provoca delle conseguenze drammatiche. L'uomo è una delle più importanti cause di questi avvenimenti , che hanno notevolmente influito sull'equilibrio della natura. I cambiamenti climatici interessano tutte le regioni del mondo; in Italia secondo il consiglio nazionale della ricerca, l'integrazione è cresciuta del 900% dal secolo scorso :strage di alberi nelle Alpi orientali, piogge forti e insistenti e velocità del vento che molto raramente viene raggiunta dalle nostre latitudini, se non all'interno di un tornado. Vediamo nello specifico: In Piemonte Violenti temporali si sono abbattuti per tutta la giornata in Piemonte, causando allagamenti e disagi al traffico. A Torino, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare corso Toscana e corso Grosseto dagli alberi sradicati dal forte vento. Si sono registrati una serie di allagamenti in vari piccoli paesi dell’entroterra e disagi anche per gli interventi dei vigili del fuoco nei lavori di rimozione degli alberi caduti, per liberare le strade, i viadotti e ripristinare una normale viabilità. In Liguria Non ci sono parole per descrivere l’evento estremo avvenuto sulle coste della Liguria tra 29 e 30 ottobre 2018, nel momento in cui è transitato nei pressi del mar Ligure il cuore del vasto ciclone extra-tropicale che in poco più di 24 ore ha causato 12 vittime da nord a sud. Un disastro senza precedenti per i litorali liguri dove si sono abbattuti venti tempestosi fino a 120-130 km/h, i quali hanno prodotto mareggiate tipiche di un uragano, addirittura in grado di sommergere coste e anche centri abitati. In Lombardia Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre a causa delle avverse condizioni atmosferiche sono stati più di cento gli interventi dei vigili del fuoco a Milano. Il forte vento ha provocato la caduta di molti alberi, oltre a spezzare alcuni cavi elettrici. Oltre che in città, molte strade si sono trasformate in fiumi in piena e diversi sottopassi si sono allagati anche nella zona di Monza e Brianza. Tanti sono stati poi i disagi per i pendolari Trenord che nella mattinata del 30 ottobre hanno trovato moltissimi treni soppressi o in ritardo in tutta la Pagina 15 Lombardia.


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ATTUALITÀ In Trentino Alto Adige Durante la nottata nel mese di ottobre una frana ha colpito l,autostrada A22 del Brennero causandone la chiusura ambo i sensi di marcia e investendo due autovetture, fortunatamente senza vittime. Le piogge pesanti hanno causato allagamenti e esondazioni del fiume Brenda tra il Trentino e il Veneto. Sono state circa 170 le persone bloccate al passo dello Stelvio a seguito della forte nevicata che ha raggiunto 1,5 m, i turisti sono rimasti in hotel fino al totale sgombero delle strade. Una tromba d'aria ha scoperchiato alcune case in Valsugana mentre a Dimaro il torrente è esondato e 200 persone sono state evacuate in via precauzionale mentre non c’è stato niente da fare per una donna travolta da una frana. In Veneto L’ondata di maltempo che ha colpito il Veneto il 29 e 30 ottobre 2018 è stata definita la “tempesta perfetta” dal Presidente della Regione Luca Zaia. L’acqua alta ha raggiunto i 90 cm sopra il pavimento in diverse piazze dei centri abitati. Nel Lazio Vento forte piega Roma con 250 interventi di albe-

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ri caduti; Stessa sorte a Latina. Due ragazzi a Roma sono rimasti feriti in piazza Garibaldi, dalla caduta di un albero; ora entrambi trasportati in codice rosso per fratture e traumi. Stessa dinamica a Terracina dove è morta una persona e sono rimaste ferite decine di persone per una tromba d'aria.


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ATTUALITÀ Un violentissimo tornado si è abbattuto su Terracina, in provincia di Latina, in particolare sul viale della Vittoria provocando un morto e tanti feriti. Una testimonianza: “E’ durata circa dieci minuti, ero nel mio studio e ho avuto l’impressione che la stanza stesse decollando. E’ stata un tromba d’aria violentissima . la città è stata colpita in varie zone, il lungomare, viale della Vittoria, via Roma, sono caduti pini secolari. Viale della Vittoria ha perso tutti i suoi alberi e le auto parcheggiate sono rimaste schiacciate. Camminare in città in questo momento è pericolosissimo“. In Sicilia A Palermo ,prima il fortissimo vento di scirocco e poi la pioggia. Nella notte del 29 ottobre il vento ha continuato a soffiare provocando la diffusione delle fiamme nella zona di San Martino e Monreale dove è stato necessario l'intervento dei pompieri e della forestale. A Palermo decine di interventi per alberi finiti in strada, e codice rosso per un passante colpito da un ramo. Il forte vento ha provocato anche il cedimento dei calcinacci e tettoie le stazioni meteorologiche rilevano picchi di 92 km/h. In Sardegna Maltempo, grandine e vento: non c'è stata pace per la Sardegna. Quella del 29 ottobre 2018 in Sardegna è una giornata segnata da raffiche fino a 160 chilometri orari: alberi abbattuti, incidenti stradali, cartelli stradali divelti, tetti scoperchiati. Disagi anche nelle strade statali, interrotte per la caduta di alberi e massi, e liberate dopo l'intervento dei tecnici di Anas e Vigili del Fuoco. Bruni Giulia e revisione di Casalese Jurij e Trento Giulia Pagina 17


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ATTUALITÀ

UN PONTE, UNA CITTÀ Una ferita al cuore di Genova! Genova, la mattina del 14 agosto, si era svegliata sotto una pioggia pesante che non prometteva niente di buono. Il boato che alle 11.36 ha squarciato la città ha è arrivato come una bomba sul Ponte Morandi, cancellando per sempre dalle cartine autostradali un tratto importantissimo della viabilità della città ligure e un pezzo della storia dell’ingegneria italiana. Il tratto del viadotto sul torrente Polcevera crollava inesorabilmente. Trenta metri d'asfalto sono ancora piantati in mezzo al Polcevera a testimonianza della gravità

dell’accaduto. Inaugurato nel settembre 1967, dopo 4 anni di lavori, il viadotto Polcevera rappresenta una pietra miliare nella storia delle autostrade italiane, sia per la complessità della soluzione tecnica, sia per l'elevato risultato estetico. Il 14 agosto 2018 la sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga circa 250 metri, è crollata insieme al pilone occidentale di sostegno (pila 9) provocando 43 vittime fra gli automobilisti che transitavano e tra gli operai presenti nella sottostante area. Ora si aspetta la demolizione e la ricostruzione ma il fatto resta di una gravità assoluta. Forse il ponte non era stato costruito in maniera ottimale oppure la manutenzione non aveva seguito le giuste direttive, sta di fatto che in una giornata estiva in cui tante famiglie si apprestavano ad andare in vacanza oppure transitavano per lavoro su quel tratto di strada non ci sono più! Senza dimenticare le povere persone che hanno dovuto abbandonare le loro case proprio in prossimità del ponte e tutti i disagi nella circolazione per la città di Genova. Alunni classi terze Pagina 18


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AMBIENTE e ISTITUZIONI

GIORNATA MONDIALE DELL’ALBERO - 21 Novembre 2018 vivono. Gli alberi assorbono anidride carbonica e liberano ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana, regolano il flusso idrico, contrastando frane e devastanti fenomeni erosivi, generando un microclima più favorevole, proteggono dalla siccità, costituiscono habitat per la fauna, fungono da barriere naturali contro rumore e vento e infine abbelliscono i paesaggi infondendoci con i loro colori serenità e pace. Pertanto come figli devono accudire i loro

“Abbracciamo gli alberi per salvare il Pianeta”. Sono trascorsi tre anni dal mio arrivo nella Scuola Secondaria di I grado “Luigi Pietrobono” e come ogni anno insieme alla nostra professoressa di scienze il 21 Novembre ho festeggiato, insieme a tutta la classe i nostri amici alberi. ai come in questi giorni io e miei compagni abbiamo avuto l’occasione di riflettere sugli alberi e sulla loro importanza vitale per la salute del nostro Pianeta. Si teme che l’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla nostra penisola nei mesi di Ottobre-Novembre abbia decimato milioni di alberi. Uno sterminio. Nella giornata dedicata alla celebrazione dell’albero la nostra scuola ed in particolare la nostra classe (III B) ha sentito il dovere di abbracciare gli alberi, nostri amici e fratelli che contribuiscono a preservare la salute del nostro pianeta e di tutte le specie che ci Pagina 19

genitori in tarda età, tutti noi abbiamo il dovere di curare e proteggere questi nostri fratelli che ci permettono di vivere su questo nostro meraviglioso Pianeta, garantendo la sopravvivenza a noi e anche alle future generazioni. La nostra classe quest’anno ha rappresentato un albero particolare “L’Albero dei Valori”, Valori quali: amicizia, pace, giustizia, rispetto, responsabilità ecc… che noi studenti riteniamo indispensabili per “Il Vivere insieme” in una società democratica.

ALESSIA DONNARUMMA DILETTA GIORGI


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ORCHESTRA

L’ORCHESTRA GIOVANI “L. PIETROBONO” “MUSICA E FIABE...CIBO PER L’ANIMA”

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ORCHESTRA “La

musica è forse l’unico esempio di quello che avrebbe potuto essere - se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee, la comunicazione delle anime”: lo scrittore francese Marcel Proust definisce così la musica poiché rappresenta una forma di comunicazione globale che consente di esplorare

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la propria emotività, di sviluppare e potenziare la propria affettività; nel laboratorio musicale, sia esso centrato sul suono di uno strumento o sul canto di gruppo, dunque, i bambini imparano a sviluppare e a potenziare competenze creative, affettive e relazionali.


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ORCHESTRA

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ORCHESTRA

Musica, luci, spettacolo! Ciò che serve per rendere perfetto un momento. L’Orchestra Giovani Pietrobono, i ragazzi del coro, delle coreografie, il gruppo delle chitarre... hanno reso tutti partecipi di uno spettacolo unico rendendo magico il momento. Grazie a tutti quei ragazzi che hanno reso questa serata indimenticabile. “La musica è un linguaggio di fratellanza e l’orchestra è l’embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri.” (Uto Ughi)

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ORCHESTRA

L’ESPERIENZA NELL’ORCHESTRA DELLA SCUOLA Gli alunni che richiedono l’iscrizione all’orientamento musicale sono sempre più numerosi nella nostra scuola. Questo perché il nostro istituto crede molto nella musica come principio educativo, sociale e relazionale. Io, personalmente, ho scelto l’indirizzo musicale perché mi piaceva l’idea di far parte di un progetto così importante come l’orchestra, oltre al fascino che ha sempre suscitato in me il violino. Suonare insieme è un’esperienza entusiasmante che tutti dovrebbero provare senza preoccuparsi dell’età e delle inclinazioni personali. Alla funzione socializzante s’aggiunge quella didattica: non solo l’esperienza d’assieme arricchisce in modo ineguagliabile il senso del ritmo, il coordinamento e l’intonazione, ma i temi e gli arrangiamenti offrono anche un’occasione irripetibile per integrare nel percorso formativo tradizionale tutto i vari generi di musica. Chiara Roffi Isabelli

LA MIA ESPERIENZA CON L'ORCHESTRA GIOVANI "L.PIETROBONO" Era il 16 GIUGNO 2016. Mi trovavo a scuola e stavo parlando con una professoressa per scegliere lo strumento che avrei dovuto suonare nell'orchestra della scuola. Ero tanto indeciso quanto curioso. Non sapevo se imparare a suonare uno strumento assai diffuso e dal suono orecchiabile come la chitarra, oppure uno strumento da me già piuttosto conosciuto come il pianoforte........ALLA FINE MI SONO CONVINTO E HO TROVATO LA MIA STRADA. INDOVINATE UN PO'? Ebbene sì, ho deciso di suonare la tromba. E oggi sono ancora così entusiasta e convinto della scelta che ho fatto che se mi proponessero di cambiare lo strumento.... beh... io non lo farei! Da dove comincio?In queste cose è bene cominciare dall'inizio!!! Ho trascorso l'intera estate a fantasticare sul fatto che a settembre, insieme Pagina 24


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ORCHESTRA all'inizio della mia nuova avventura da studente di scuola media, avrei anche intrapreso la strada del trombettista. All'inizio dell'anno ho conosciuto il mio professore di strumento. Il suo nome era, ed è, ANGELO MONTEPAONE...un professore giovanissimo, all'epoca di soli 22 anni, preparatissimo sia come musicista che come insegnante, simpatico ed estremamente gentile. I primi giorni facevo esercizi solo con l'imboccatura della tromba per cercare di emettere il giusto suono con la corretta posizione delle labbra. Può sembrare facile, ma vi garantisco che non lo è affatto e che ci vogliono parecchio esercizio e pazienza per trovare la giusta imboccatura ed emettere la corretta vibrazione. Ho fatto alcune prove con la tromba della scuola e poi finalmente ho avuto uno strumento tutto mio. E' strano descrivere il piacere di avere uno strumento tuo tra le mani, il crescere di un rapporto tra te stesso e quell'oggetto capace di interpretare i tuoi umori, i tuoi sogni. Sì, perché la musica è così: ti spiega come vivere ciò che hai dentro la tua anima. E l'orchestra ancor di più...perché dopo aver cercato in te stesso e aver trovato un tuo equilibrio... ti porta a confrontarti e a trovare un equilibrio con gli altri facendoti sentire parte importante di un tutto e mettendoti in condizione di capire pian piano di essere un elemento di un gruppo meraviglioso che dà vita a musiche e suoni armoniosi. Non solo si deve cercare di far bene per se stessi ma si deve fare in modo di non sbagliare per non inficiare l'impegno degli altri. E' un lavoro di squadra "altamente qualificato" che porta, dopo grande impegno, ad enormi soddisfazioni. Con l'orchestra ho avuto modo di partecipare a concorsi e rassegne musicali in tutta Italia ed ho potuto vivere delle esperienze che diversamente non avrei mai vissuto. Stare a contatto con gli altri compagni e con il prof, "misurarsi" con altre orchestre e realtà musicali scolastiche, mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti e di non porre limite ai miei sogni. L'anno prossimo frequenterò ... mi auguro... la scuola Superiore... ma certamente cercherò di non lasciare la "mia" orchestra, continuando a frequentare i corsi, perché ormai tutto questo è entrato a far parte della mia vita ed è un contesto in cui mi sento libero di esprimere i miei sentimenti, le mie paure e le mie gioie. Da alunno di terza... mi sento di consigliare i ragazzi ad aderire all'indirizzo musicale, in quanto offre un'ampia scelta di strumenti, permettendo ad ognuno di scoprire la propria inclinazione e affrontare nuove e meravigliose sfide che si trasformeranno in splendide opportunità. Buona musica a tutti!!! EDOARDO PAGLIA Pagina 25


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AMBIENTE

La spirulina, l’alga del benessere Un super alimento poiché il suo profilo nutrizionale è più potente di qualsiasi altra pianta. La spirulina è un’alga, e come tale è in grado insieme a tutte le altre piante, di produrre ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana. Si stima che circa il 70% dell’ossigeno libero nel nostro Pianeta provenga dalle alghe. Le alghe rappresentano una delle soluzioni di cui abbiamo bisogno per produrre cibo. La spirulina come alimento era già conosciuta dalle popolazioni native del Messico e dell’Africa, dove ci sono i più grandi laghi di spirulina come il lago Chad e altri laghi in Africa orientale. Gli scienziati hanno confermato che la spirulina è un cibo sicuro, consumato per centinaia di anni da popolazioni indigene dimostrando proprietà nutritive elevate. Se questa alga blu-verde fosse coltivata e consumata da milioni di persone, avrebbe un notevole beneficio per i bambini ed il futuro del nostro Pianeta. La coltivazione di spirulina,è,dal punto di vista ambientale una fonte di cibo biologicamente puro. La spirulina può crescere in vasche di acqua salmastra costruite anche su terreni non fertili, acqua fresca e pulita e nutrienti, vengono aggiunti quotidianamente per nutrire le alghe. Non vengono impiegati pesticidi ne erbicidi. La spirulina non ha costi ambientali e offre più nutrimento di qualsiasi altro cibo. Nutrirsi di spirulina migliorerà la nostra salute e aiuterà il nostro pianeta a sopravvivere;essa, infatti, non causa inquinaPagina 26

mento, erosione, contaminazione delle acque o deforestazione. Ricordiamo, inoltre, che la spirulina contiene il più alto livello proteico di qualsiasi altro cibo naturale (55-70%). Le pareti delle cellule di spirulina non contengono cellulosa. Per tale motivo essa è facile da digerire.

Martina Fontana


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TECNOLOGIA

LA ROBOTICA CHE PASSIONE!!!

Un robot fai da te tutto “ricicloso” È il secondo anno che io insieme ai miei compagni di classe ci ingegniamo a progettare e a realizzare robot utilizzando materiali di riciclo. L’ attività proposta dalla nostra insegnante di Matematica, la professoressa Rosa Gabriele, sulle attività dedicate al coding, ossia lo “sviluppo del pensiero computazionale” ha suscitato in noi enorme interesse, ci siamo sentiti motivati, costruttivi e abbiamo fatto a gara per realizzare il robot più bello ed io ho avuto il privilegio di essere scelto dai miei compagni per realizzare un robot che rappresentasse tutta la mia classe. L’ attività proposta ci ha permesso di avvicinarci giocando a contenuti relativi alla geometria e alla fisica. Però sull’ analizzare la progettazione con la nostra insegnante ci siamo resi conto che sbagliavamo le misure e che il nostro robot non sarebbe stato in equilibrio. L’ attività ha permesso a noi tutti di imparare divertendoci e di essere protagonisti utilizzando il nostro sapere e sviluppando le creatività che ognuno di noi possiede. A cosa ho pensato? Dovevo realizzare, come detto prima, un robot che rappresentasse la classe, quindi qualcosa di simpatico ma che attirasse l’ attenzione della gente, fu così che mi venne un ideona... Avrei creato un “Roboscotte” che saluti la gente. Che cos’è un Roboscotte? Un Roboscotte è semplicemente un robot-mascotte, quindi un robot umanoide che saluta la gente. Sembra fantascienza? Non lo è!!! Che cosa ho utilizzato per realizzarlo? Ecco i materiali e gli apparecchi elettronici che ho utilizzato: Del compensato (legno), ricavato da una vecchia console; 2 tappi di una bottiglia di sugo; Lamiera; 3 bombolette (Rossa, Bianca, Grigia); Arduino UNO-NANO. Motor NANO-SHIELD, Motorino passo-passo, chiamato così perché si muove a passi. Per me è onore essere stato scelto dalla mia classe per rappresentarla. E sono anche soddisfatto di aver raggiunto l’ obiettivo di questo progetto, cioè la creatività e lo sviluppo del pensiero, coding, e penso che lo rifarei altre cento volte. Leonardo Sampaoli Pagina 27


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ANGOLO DELLA STORIA

LA VITA IN TRINCEA L’uomo da sempre ha preferito confrontarsi con le armi e con la violenza anziché con le parole. Sono state fatte migliaia di guerre ora concluse e scritte solo nei libri di storia mentre altre non sono state sepolte del tutto… (Per fortuna) Fino ad oggi ci sono stati solo due conflitti che hanno coinvolto tutti i paesi del mondo: la Prima e la Seconda guerra mondiale. In questo articolo ho deciso di parlare del Primo conflitto mondiale a cento anni dalla sua conclusione; LO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE Il 28 giugno 1914 a Sarajevo, capitale dell’odierna Bosnia, prese fuoco la miccia della bomba che (in seguito) fece scoppiare la prima guerra mondiale. Quel giorno l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e la moglie Sofia vennero assassinati da GarvilloPrincip: un giovane studente che faceva parte dell’organizzazione terroristica Mano Nerache lottava per l’indipendenza della Bosnia. Dopo l’accaduto l’Austria, considerando la Serbia colpevole, invio un ultimatum nel quale chiedeva al governo serbo di condannare i terroristi che cercavano di sottrarre dei territori all’impero austroungarico. La Serbia respinse l’ultimatum dando inizio alle ostilità. La prima guerra mondiale fu una delle ultime guerre in cui i soldati vedevano i nemici morire davanti ai lorolungo due fronti sui quali gli eserciti stanziarono un lungo tempo e dove i soldati ricorsero alla costruzione di trincee. CHE COSA SONO LE TRINCEE? La trincea è un tipo di fortificazione militare difensiva costituita,nella sua forma più semplice, da un fosso scavato nel terreno per ospitare al suo interno le truppe che in questo modo si trovano protette dal tiro delle armi nemiche. La vita in trincea non era per niente facile. Gli uomini, i ragazzini appena maggiorenni, i “soldatini del 99”, vivevano in condizioni difficili:il freddo, la neve, il gelo che penetravano le ossa e mangiavano la carne. Le lacrime di paura e di dolore che si gelavano sulle guance, le barbe che si ricoprivano di cristalli di ghiaccioe poi il freddo, la pioggia, la nebbia e ancora il freddo… e poi la paura Il silenzio infranto dagli spari, dal battito accelerato del cuore, dal fiato affannato del soldato vicino. E poi d’estate il sole, gli elmetti roventi, il sudore che si mischiava alle lacrime, lacrime di paura,l’unico sentimento che ti accompagnava e non ti abbandonava mai insieme alla noia per quell’ infinito tempo… L’esercito Italiano e Austro-Ungarico si fronteggiarono sulle nostre montagne costruendo trincee difensive, postazioni forti, baraccamenti e gallerie scavate nella roccia. Ancora oggi, grazie all’aiuto dei volontari, si possono visitare questi luoghi. Pagina 28


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ANGOLO DELLA STORIA Molti di noi non sanno quanto fosse dura la vita in trincea, quanto era duro salutare la famiglia per partire, quanto era duro per una donna dare al marito l’ultimo e fatidico bacio d’addio. Molti poeti sono riusciti a raccontare le emozioni ed intrappolare gli eventi con semplici parole… Tra le poesie più famose possiamo ricordarne diverse … Tra le varie opere di quel tempo possiamo trovare molte canzoni dedicate alla grande guerra. Ad esempio: ’O surdato ‘nnamurato e O Gorizia, tu sei maledetta. I soldati in trincea per passare il tempo, per dimenticarsi di cosa li circondava scrivevano. Scrivevano poesie ma soprattutto lettere che poi avrebbero inviato alla famiglia…

La guerra che verrà La guerra che verrà Non è la prima. Prima Ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima C’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente Faceva la fame. Fra i vincitori Faceva la fame la povera gente egualmente.

Avanzata in Lapponia “Non avete freddo voi due?” “Nella carne e nello spirito” “Quando andrete a casa voi due?” ”Quando non nevica più” “Fino a quando cadrà la neve?” “Per l’eternità”

Mamma carissima, pochi minuti prima di andare all’assalto ti invio il mio pensiero affettuosissimo. Un fuoco infernale di artiglieria e di bombardate sconvolge nel momenti che ti scrivo tutto il terreno intorno a noi. Non avevo mai visto tanta rovina. E’ terribile, sembra che tutto debba essere inghiottito da un’immensa fornace. Eppure, col tuo aiuto, coll’aiuto di Dio, da te fervidamente pregato, il mio animo è sereno farò il mio dovere fino all’ultimo. Tuo Domenico Dolomiti 14/08/1918 La lettera arrivò alla madre dopo la morte del figlio. Pagina 29

Laura Micheletti


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ANGOLO DELLA LETTURA

PICCOLI LETTORI... Lo dice la scienza, leggere libri rende più intelligenti ed empatici e fa dormire meglio, ma non solo, la lettura è anche "un miracolo e una magia" di cui non dovremmo mai fare a meno! I nostri ragazzi raccontano le loro letture... TITOLO:Il cavaliere inesistente AUTORE:Italo Calvino ANNO DI PUBBLICAZIONE:1959 Trama Il racconto è narrato da Suor Teodora a cui è stato affidato il compito di scrivere un libro durante la sua permanenza nel convento in cui vive. In Francia il re Carlo Magno sta facendo un’ispezione alle sue truppe e scopre Agilulfo, un cavaliere senza corpo, che combatte con la forza di volontà. In seguito, all’esercito si unisce Torrismodo, che mette a rischio l’onore di Agilulfo perché sostiene che la donna che il cavaliere aveva salvato, di nome Sofronia, fosse sua madre e quindi non più vergine. Agilulfo va con il suo scudiero Gurdulù in cerca di prove a suo favore attraversando la Scozia, il Marocco e la Bretagna fino ad arrivare in un bosco dove scopre il rifugio di Sofronia che gli dice che lei non è la madre ma la sorellastra di Torrismondo, il quale folgorato dal suo fascino, si era unito a lei poco prima. Agilulfo ormai senza speranze si dissolve e lascia la sua armatura. Poi arriva Rambaldo che è un giovane cavaliere che si è arruolato per vendicare la morte del padre ed è innamorato di Bradamante, una guerriera a sua volta innamorata di lui. Rambaldo cerca Agilulfo ma non lo trova perché si è dissolto nel vuoto, allora egli indossa la sua armatura e combatte contro gli infedeli e infine va al convento dove scopre che Suor Teodora è Bradamante e scappa con lei. Commento Questo racconto mi è piaciuto molto perché le storie di cavalieri sono molto avventurose, ma questa è stata anche fantasy perché un cavaliere invisibile non può essere reale, infatti, nella vita vera non ci sono persone così. Poi ci sono anche colpi di scena imprevedibili, come quando Torrismondo capisce che Sofronia è sua sorella oppure quando si scopre che Suor Teodora, che è la narratrice del libro, è Bradamante che poi scappa con Rambaldo. Il personaggio di Agilulfo mi ha colpito molto perché è coraggioso e riesce ad esistere grazie alla sua sola forza di volontà, è molto preciso e ordinato ma è odiato da tutti e per questo soffre. Ma soprattutto tiene molto a difendere il suo onore di cavaliere e per questo parte per un lungo viaggio dove affronta molte prove, che supera grazie al suo coraggio. La parte che mi è piaciuta di più è quando la nave di Agilulfo si scontra con una balena e affonda costringendolo ad andare a piedi fino al Marocco. Ludovico Bertolotti TITOLO: Le avventure di Robinson Crusoe AUTORE: Daniel Defoe ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1719 Trama Il libro parla di un giovane inglese che decide di fare un viaggio su una nave Pagina 30


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ANGOLO DELLA LETTURA per andare in Sud Africa. Durante il viaggio la nave naufraga su un’isola deserta e si salva solo il giovane di nome Robinson Crusoe. Egli sopravvive sull’isola per ventotto anni, nel corso dei quali, grazie alla sua intelligenza, riesce a costruire con gli oggetti ritrovati sulla nave, un rifugio con letto, semplici mobili e addomestica alcuni animali. Robinson scopre che l’isola non è totalmente deserta, infatti salva un ragazzo che stava per essere mangiato dagli indigeni. Robinson lo chiama Venerdì come il giorno in cui lo salva. Venerdì è un ragazzo gentile che si affeziona a Robinson. I due, diventati ormai amici, pensano di costruire un’imbarcazione per tornare in Inghilterra. Intanto, sull’isola arriva una nave inglese di ammutinati che abbandonano il comandante a riva. Robinson si accorda con il capitano e, dopo aver sconfitto gli ammutinati, riconquista la nave degli inglesi lasciando finalmente l’isola il 19 dicembre 1686 insieme a Venerdì. Commento: il libro mi è piaciuto molto perché Robinson è riuscito a organizzarsi e a sopravvivere, attraverso il suo ingegno, su un’isola per lungo tempo. La cosa che più mi ha colpito è la costruzione di un calendario di legno utile per misurare il passare del tempo ma, soprattutto, per mantenere vivo il legame con la vita reale. Riccardo Bronzone TITOLO : L’occhio del lupo AUTORE : Daniel Pennac ANNO DI PUBBLICAZIONE :1984 Trama Questo libro parla di un lupo dell’ Alaska con il pelo blu,con un occhio cieco e che vive in uno zoo. Dopo la morte di Pernice,una lupa con cui viveva e che diceva di conoscere sua sorella,allo zoo venne un ragazzo che si chiamava Africa e che iniziò a osservare il lupo. Africa era un ragazzo con un passato difficile,venduto a un commerciante di bambini e andato incontro a un incidente d’autobus mentre era in viaggio verso casa di suo cugino. Dopo l’incidente Africa torna a casa dai suoi genitori che lo spronano a fare il pellegrinaggio dell’Africa: Africa grigia, Africa gialla e Africa verde fino ad arrivare al mondo ormai abitato dagli umani,quello urbanizzato,che chiamano “L’altro Mondo”. Ma nemmeno il lupo aveva trascorso un bel passato felice: aveva vissuto con la sua famiglia un periodo molto lungo in cui scappava dai cacciatori che volevano ucciderlo, anche solo per il suo particolare e bellissimo pelo dal colore blu lucente e si era sacrificato per salvare sua sorella Paillette,perdendo la vista in un occhio. Africa,che ormai andava tutti i giorni allo zoo per osservare il lupo,si era affezionato molto ed era riuscito a far cambiare atteggiamento al lupo: era diventato più socievole e i due ogni giorno si guardavano negli occhi,capendo la difficile vita l’uno dell’altro. Commento Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché parla di un’amiciziaabbastanza bizzarra,dato che si tratta di un ragazzo e un lupo,un animale che di solito è selvatico e che viene visto come una preda da uccidereper poter rivendere la sua pelliccia bellissima a prezzi altissimi. Mi ha particolarmente colpito la parte in cui il lupo si sacrifica,perdendo un occhio,per salvare sua sorella: mi sono rispecchiata molto in lui e nelle sue azioni,dato che anche io tengo moltissimo a mia sorella,più grande di me. Per me, mia sorella è come Africa per il lupo,una persona con cuianche solamente guardandoci negli occhi, riesco a intendermi in un istante;credo che, infine, il significato di questo libro sia proprio quello di riflettere sull’importanza dell’amicizia e soprattutto della fiducia che tutti,come Africa e il lupo,dovremmo avere nei nostri amici. Il ragazzo e il lupo si sono confidati solo con il pensiero,non potendolo fare con la voce,quanto i loro ricordi fossero brutti e tristi,ma se ci si vuole bene reciprocamente, con una persona accanto a cui siamo legati si può uscire vincenti. Sofia De Santis Pagina 31


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USCITA DIADTTICA

UNA GITA NEL REGNO DI CAMILLA Il 20 Novembre scorso noi Il libro di “Camilla regina guerriera ”narra la storia di un’amazzone cresciuta sotto la protezione degli dei, Camilla è costretta a riunire sotto di sé le popolazioni del basso Lazio per difendere il suo regno dall’assalto di Enea fuggito da

della classe 1^ F insieme ai compagni della classe 1^ G siamo andati ad Amaseno per visitare i luoghi narrati nel libro di “Camilla regina guerriera”:il nostro libro di narrativa di quest’anno. Amaseno è un piccolo e carino comune Italiano della provincia di Frosinone.Si trova nella Valle dell’Amaseno tra i

Monti Ausoni e i Monti Lepini, a pochi chilometri da noi. Appena arrivati la prima cosa che abbiamo visto sono state le cascate. Fantastiche!!!Lì abbiamo scattato molte foto: tra selfie, chiacchiere e giochi ci siamo davvero divertiti!Purtroppo non ci siamo potuti fermare a lungo;presto siamo ripartiti per raggiungere, con il pullman un caseificio non molto distante da lì. Una delle attività principali di Amaseno è infatti la produzione della mozzarella di bufala. Nel caseificio ci hanno mostrato i macchinari e il procedimento per produrre la buonissima e pregiata mozzarella. Dopo una lunga ed esaustiva spiegazione ci hanno preparato un bel banchetto ricco di prodotti del caseificio: erano deliziosi!!! Mentre noi alunni ci stavamo gustando queste prelibatezze di Amaseno, le professoresse ci hanno comunicato che era giunta l’ora di ripartire per andare a visitare un’altra meraviglia del luogo:La Collegiata di Santa Maria. Noi, entusiasti e curiosi,siamo saliti sull’autobus. Mentre la professoressa,per intrattenerci e divertirci,ci ha detto di provare a dire il più velocemente possibile alcuni scioglilingua che conoscevamo, tra risate e battute varie siamo Pagina 32


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USCITA DIDATTICA arrivati a destinazione. La chiesa custodisce l’ampolla del sangue di San Lorenzo.La reliquia consiste in una massa di sangue mista a grasso, ceneri e pelle. Questo sangue si mantiene rappreso in tutto il corso dell’anno, per diventare invece più liquido e rosso nella ricorrenza del marti-

rio del santo e qualche volta anche fuori tale data. Abbiamo poi mangiato all’interno della sacrestia della chiesa per poi ripartire e visitare il museo del paese. Arrivati al museo abbiamo visto i vari reperti storici rinvenuti nel territorio di Amaseno.Quello che ci ha colpito di più è stato il busto reliquiario di San Tommaso Veringerio. Quest’ ultimo è il secondo patrono dopo San Lorenzo. Della sua vita non si sa nulla tranne che fosse un monaco cistercense e che sicuramente fu fatto santo vox populi. La reliquia consiste in un busto a tutto tondo realizzato a grandezza naturale che si apre sulla testa mediante un piccolo sportello, contenente un cranio umano mancante di mandibola. E’stata una giornata fantastica! E come tutte le esperienze piacevoli è sembrata trascorrere in un attimo. Consigliamo a tutti,infine, di visitare questi luoghi vicini alle nostre città che a volte sono poco considerati, ma che sono invece ricchi di storia, cultura… e ottimi prodotti enogastronomici da provare!!! Francesca Paglia e Angelica Campioni Pagina 33


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Un salto nella Primaria

“VIA VERDI”

“Alla ricerca dei tesori della Ciociaria” Tutti gli anni, quandosta per arrivare Natale,tiriamo fuori dai rispostigli scatole e scatoloni, dove per tutto l’anno abbiamo riposto le statuine del Presepe, e prepariamo di nuovo la scena della Natività di Gesù; rivive così la magiadella Notte Santa! La tradizione racconta che il Presepe è stato inventato da San Francesco d’Assisi a Greccio, nel 1223, e da allora si è diffuso in tutto il mondo. In realtà, noi alunni delle classi 5ªA e 5ªB della Scuola Primaria di via Verdi (Istituto Comprensivo Frosinone 2), grazie all’album delle figurine “Alla ricerca dei tesori della Ciociaria” abbiamo scoperto che a pochi chilometri da Frosinone, precisamente nel paese di Boville Ernica, c’è uno dei presepi più antichi del mondo, realizzato addirittura nel IV secolo dopo Cristo, cioè quasi mille anni prima di quello di San Francesco! Questo Presepe è scolpito su un sarcofago di pietra e ci sono rappresentati tutti i personaggi che ancora oggi mettiamo nella rappresentazione della nascita di Gesù: oltre al Bambinello con Maria e Giuseppe, troviamo raffigurati la stalla con l’asino e il bue, gli angeli, i pastori, i Magi che portano i doni e la Stella cometa. Siamo rimasti incuriositi da questa immagine e abbiamo voluto saperne di più. Abbiamo fatto alcune ricerche e abbiamo scoperto che alcuni studiosi, osservando dei segni particolari su questo sarcofago, in particolare alcuni fori sul marmo, dicono che nel Presepe sono raffigurate le stelle che si vedevano nel cielo la notte in cui l’angelo annunciò a Maria la nascita di Gesù. Secondo questi studiosi, erano le stesse stelle che avevano visto ad Oriente i Magi, che si misero alla ricerca del re dei Giudei dopo aver visto sorgere la sua stella. Chissà se questi segni indicano veramente le stelle… Sicuramente è un’idea affascinante e a noi piace molto! Il Presepe di Boville Ernica è diventato famoso anche a livello nazionale e il suo mistero è stato presentato anche nella trasmissione Voyager di Rai2! Dalla scoperta di questa curiosità presente Pagina 34


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nella nostra Provincia abbiamo imparato due cose: la prima è che in Ciociaria si trovano tanti tesori e tante ricchezze, che non vediamo l’ora di conoscere grazie all’album che stiamo completando ; la seconda è che ogni volta che viene Natale e guardiamo il Presepe, anche noi ci sentiamo come i Magi che “al vedere la stella, provarono una gioia grandissima”. Buon Natale a tutti!

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NATALE A “VIA VERDI” LA DIETA DI BABBO NATALE Come apprendere le regole di una sana alimentazione? Gli alunni delle classi prime del plesso di scuola primaria G. Verdi e le sezioni di 5 anni dei plessi di scuola dell’infanzia G. Verdi e S. T. Spinelli hanno portato avanti un'idea progettuale molto particolare: “La dieta di Babbo Natale”. Eh si, purtroppo anche il nostro caro amico Babbo Natale aveva esagerato con un’alimentazione sregolata e…il suo vestito non riusciva più ad abbottonare. Gli elfi suoi aiutanti lo hanno così guidato in un percorso di sana alimentazione che lo ha portato a ritrovare la sua “corretta forma fisica”. I piccoli iscritti al nostro istituto, dopo aver ascoltato questa bella storia, hanno visitato uno dei frantoi della nostra splendida terra, il frantoio “Tata” ad Alvito, assaggiato “l’oro verde” attenuto dalla lavorazione delle olive, sperimentato dal vivo i diversi passaggi che portano Pagina 36


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alla creazione di questo alimento che il mondo ci invidia, raccontando in fasi la preparazione di questo alimento, e i suoi molteplici utilizzi in cucina e non solo e lavorato alla creazione di una corretta e sana dieta mediterranea. I nostri cuccioli hanno poi riassunto in sequenze la storia che avevano ascoltato dalle insegnanti, e, come ultimo passaggio, hanno messo in scena una manifestazione natalizia che riecheggiava proprio il titolo del progetto che ha unito, anche a livello di continuità , il Plesso. Quale occasione migliore per ricordare a tutti che il mangiar sano è alla base di un corretto sviluppo del corpo e della mente? Speriamo cosi che il Natale sia tornato ad essere un momento di aggregazione familiare, anche in cucina, per sperimentare nuove e salutari ricette. Alunni classi prime Pagina 37


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L’immagine che abbiamo di Babbo Natale è ben stampata nella nostra mente: lunga barba bianca, casacca rossa sgargiante e viso buono, voce forte e l’immancabile pancione prorompente. E se lo mettessimo a dieta? Che ne dite?

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“Piccoli…ma Grandi Talenti” Rassegna di fanciulli in arte Tra i tanti appuntamenti per i bambini andati in scena nel periodo Natalizio in Ciociaria, quello svoltosi sabato 5 Gennaio 2019 alle ore 16,00 presso il teatro Antares in Ceccano, è stato davvero un bel momento di gioia e condivisione per tutti i partecipanti. In scena la quarta edizione della rassegna dedicata ai bambini “Piccoli… ma grandi talenti” organizzata in maniera davvero coinvolgente dall’associazione culturale “Progetto Arkès” e promossa dalla Banca Popolare del Frusinate. La manifestazione si è svolta alla presenza di numerosi bambini in età scolare e prescolare, davanti agli sguardi compiaciuti di un folto pubblico e del Presidente della B.P.F. Domenico Polselli, accompagnato dal direttore generale Aldo Scaccia e del responsabile marketing Luigi Conti. L’Istituto Bancario, attento al mondo giovanile, propone momenti di festa per la consegna delle borse di studio per i figli dei suoi Soci che frequentano la scuola media, le scuole superiori e l'università. Già l’anno passato il Consiglio di Amministrazione ha inteso programmare, d'intesa con l'Associazione Culturale Progetto Arkes, anche un pomeriggio di festa da dedicare ai figli e nipoti “fanciulli” dei Soci. La festa, che si svolge da sempre nel giorno precedente la ricorrenza della Befana, perché possa diventare foriera di tanti buoni auspici, vede proposte esibizioni di danza, musica, consegna di diplomi e tanto altro per la gioia dei bambini. Tra i tanti i giovani talenti del territorio che si sono esibiti sempre ribadendo il diritto di ogni bambino in tutto il mondo a ricevere un’istruzione gratuita e di qualità, anche quest’anno gli alunni dell’Istituto Comprensivo Frosinone 2. L’ansamble di Chitarra della Scuola Secondaria di Primo Grado L. Pietrobono, le Majorettes del plesso G. Verdi e il coro Gospel del plesso Giovanni XXIII. I nostri giovani e talentuosi alunni hanno dato sfoggio delle loro Pagina 40


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capacità incantando il pubblico presente presso il teatro della cittadina fabreterna, che ha applaudito calorosamente le loro esibizioni, poste a conclusione dell’intera manifestazione, dimostrandosi il fiore all’occhiello del pomeriggio festivo. Soddisfatti, oltre agli organizzatori dell’evento, anche gli insegnanti che hanno seguito e preparato i ragazzi, per la scuola Secondaria di Primo Grado “L. Pietrobono”: i professori Teresa Certo, Vincenzo Aniello e la vicepreside, professoressa Giulia Pica; per la scuola primaria Via Verdi: le insegnanti Miriam Bartoloni, Clara Monopoli e Fabiana Sferrazza, per la scuola primaria Giovanni XXIII: le insegnanti Patrizia Palombo, Franca Francivalli, Caterina Ciocie e Graziella Gneo, che hanno sostenuto gli insegnanti e i propri alunni in questa esperienza di crescita e socializzazione. Appuntamento al prossimo anno, sempre che Babbo Natale e la Befana considerino degni di nota gli sforzi dei nostri alunni! Pagina 41


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“LA RINASCITA” “AIUTO, BABBO NATALE E’ DIVENTATO CICCIONE!!!” Gli alunni delle classi seconde B e C del plesso della Rinascita, guidati dalle loro docenti Galei, Sfari, Latini, Grimaldi; hanno partecipato attivamente ad un percorso di apprendimento interdisciplinare, che ha permesso loro di misurarsi con diverse abilità. Partendo dall'ideazione di una simpatica storia su Babbo Natale "Aiuto, Babbo Natale è div e n t a t o c i c c i o n e ! ! ! " , s i s o n o c i me n t a t i c o me p i c c o l i s c r i t t o -

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ri...matematici...geografi...scienziati...artisti....e cuoc hi! Oltre ad un corposo libricino che ha racchiuso tutti i loro lavori, hanno visto prendere forma anche l'omino di pan di zenzero nella cucina della nostra scuola adibita a laboratorio per l'occasione. Tutti i ragazzi hanno partecipato con gioia e ne è venuto fuori un lavoro veramente speciale!!!

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LA RINASCITA: “SUPER JUMPER DAY…” Le classi seconde B e C del plesso "La Rinascita", per acquisire le basi di una cittadinanza attiva, hanno letto e si sono confrontati sui diritti dei bambini; cosi hanno dato vita al loro super Jumper day, ed hanno "jumperizzato" sulle note di "Jump" dei Van Halen.... naturalmente scatenandosi in salti e canti!!!

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Volume 5, Numero 1

NOI GIOVANI

Far durare le scuole medie tre anni è giusto? Far durare le scuole medie tre anni è giusto? Questa domanda sicuramente non è nuova. Io non sarò il primo a chiedermelo, ma, pensandoci bene, io sono un alunno, frequento la classe terza, sono in un momento di divertimento della mia vita, dunque tutto va avanti abbastanza bene. Poi, però, arrivato ad una certa tappa del mio cammino scolastico, comincio inevitabilmente a pensare agli esami, al liceo, che si è diventati adolescenti . Tutto questo è causato dalla consapevolezza della fine delle scuole medie e dell' inizio del liceo, che segna inevitabilmente in noi alunni un momento importante della nostra vita che mai verrà dimenticato. Ci si domanda se la scuola media sia durata davvero abbastanza. Io ci rifletto un attimo e trovo la mia verità, cioè che secondo me è durata poco. Tre anni per un percorso scolastico non sono molto. Io faccio questa riflessione non perché abbia il timore che i licei siano noiosi e tristi, anzi, mi aspetto tutt' altro, ma perché credo che siano diversi e, probabilmente, suscitano negli alunni più preoccupazioni, di tutti i tipi. Inoltre, far durare le medie solo tre anni significa anche fare amicizia con i compagni di classe e poi, almeno solitamente, quando arrivano i momenti migliori o quasi, doversi salutare e dire ciao. Forse non ci rivedrà più o, se sì, si modificheranno i rapporti una volta rivisti. Quindi le medie saranno anche “scuole”, ma creano anche esperienze buone. Ciò, considerando l' “allergia” dei ragazzi verso la scuola, è duro da dire, ma è proprio vero che a tutti gli alunni dispiace lasciare le scuole medie. Quindi, parlo con voi che le frequentate, godetevele!!! In ultimo, caro lettore, pensaci anche tu, è giusto far durare le scuole medie tre anni? Damiano Fallerini “Pensieri in Volo” D’un tratto I pensieri volarono via E viaggiar gli fu così d’ostacolo C’arrivarono al cor di lui. E lui nel petto li lasciò E per questo si tormentò, questo pensiero annebbiato dalla certezza d’amore. Mizzoni Ginevra Pagina 45


NOI GIOVANI

Per me la danza è... le scarpette rosa, entrare in una scuola prestigiosa e fare del mio sogno la mia carriera. Ora quel sogno è ricco di tanti significati in più. Non sono quelle scarpette rosa, lo chignon ordinato, il tutù perfettamente stirato, la tecnica impeccabile, non è un palcoscenico che rende te un ballerino. Per me l'esperienza non si misura in applausi e trionfi, ma nel modo di vivere le emozioni. La danza per me è il linguaggio nascosto del cuore, ciò che non riesci ad esprimere con le parole, ciò che senti…

Ognuno di noi, che sia adulto o bambino, dal sognatore più sfrenato al più realista, ha o ha avuto almeno una passione, un sogno da inseguire, o meglio, qualcosa in cui credere. Che esso sia uno sport o un'arte, lo riteniamo per noi come un "rifugio", un posto dove andiamo quando siamo tristi, felici, quando vogliamo sfogarci o quando semplicemente vogliamo restare soli con noi stessi. Per me questo grande sogno è sempre stato danzare. Io amo definire la danza come una poesia, una poesia di cui ogni parola è un movimento. Fin da bambina il mio sogno é sempre stato diventare prima ballerina, poter indossare que E’ tutto lì, nei nostri movimenti, e nel come li viviamo. La danza può rivelare tutto il mistero che la musica suggerisce. Maristella Pigliacelli Pagina 46


Volume 5, Numero 1

GIOCHI

Svago Gioca ma...senza esagerare... LA FIGURA NASCOSTA

U N I S C I I P U N T I N I LA SCOMMESSA - Un barman dispone sul bancone tre calici vuoti e tre calici pieni d’acqua nel modo seguente:

Al primo cliente che si presenta propone la seguente scommessa: “Le offro un aperitivo se riesce, toccando un solo bicchiere, a fare in modo che ogni bicchiere vuoto abbia al suo fianco solo bicchieri pieni e che ogni bicchiere pieno abbia al suo fianco solo bicchieri vuoti” Come agireste per vincere la scommessa? Pagina 47

RISOLVI: quali sono i numeri nascosti?


Giorn@l2

Istituto Comprensivo Frosinone 2 Infanzia - Scuola Primaria “La Rinascita” “Via Verdi” “Giovanni XXIII” “Pinocchio” “Suor Teresa Spinelli” Scuola Secondaria di 1° Grado “Luigi Pietrobono”

“DI SCUOLA CE N’E’ UNA SOLA….

Tel.: 0775 2658633 mail: giornal2@libero.it

Segreteria Via G. Puccini 126 03100 FROSINONE Anticipazione prossimo numero:

Parleremo di ambiente! Ambiente è il tema della modernità, su cui ridisegnare un’idea di progresso, di sviluppo, di coscienza del valore fondamentale del rispetto delle regole e non solo, un richiamo ai giovani per un reale ed effettivo impegno. La Redazione: Casalese Jurji, De Luca Alice, Giorgi Diletta, Iaboni Chiara, Maglione Matteo, Micheletti Laura, Mizzoni Ginevra, Napoletano Emanuele, Poddi Federica, Pompili Giordano, Sampaoli Leonardo, Sperduti Lavinia, Staiano Silvana, Trento Giulia, due alunni per ogni classe terza. SPECCHIO Ed ecco sul tronco si rompono le gemme: un verde più nuovo dell’erba che il cuore riposa: il tronco pareva già morto, piegato sul botro. E tutto mi sa di miracolo, e sono quell’acqua di nube che oggi rispecchia nei fossi più azzurro il suo pezzo di cielo, quel verde che spacca la scorza che pure stanotte non c’era. Salvatore Quasimodo Il nostro sito istituzionale: http://www.comprensivofrosinone2.gov.it/

Art by Giuseppe Faraone https://www.pinofaraone.it/2014/10/11/i-giorni/

Le fotografie sono della Redazione, della scuola, degli alunni o prese da quelle pubbliche di Internet.

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Giorn@l2 GENNAIO 2019  

Rivista periodica dei ragazze e delle ragazze dell'Istituto Comprensivo FR2

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