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FEBBRAIO 2009 ANNO I - NUMERO 3

“Il mondo è un bellissimo libro, che tutti potrebbero leggere anche a piccole dosi.”

Carlo Goldoni

MENSILE DELl’associazione EMME14 - EDIZIONE GRATUITA

ATTUALITÀ

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Artigianato, Commercio e Turismo: risorse vitali per Palazzolo

EDITORIALE

Il Punto

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Carnevale d’austerity per pensare di Roberto Rubino

Mascherarsi per nascondere il volto alla crisi, per dimenticare le bollette da pagare, l’affitto da corrispondere al proprietario di casa, irridendo incoscientemente al mutuo che oscilla, insidioso, sullo schermo traballante della nostra vita. Il Carnevale si ripete, rievoca assopiti timori, risveglia l’interiore volontà di rimuovere. D’altra parte è uno degli assi portanti del turismo locale, della tradizione acrense: e farà bene alle casse degli esercenti. Ma occorrerà valutare, dopo la sua conclusione, le differenze nei guadagni rispet-

ATTUALITÀ

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Musicisti palazzolesi al Teatro Nazionale di Roma

di Donatella Briganti

Stato d’attuazione della legge n.328...............................................di Ivana Ferla di Serena Guglielmino

foto tratta da www.siciliaorientale.com

ATTUALITÀ

PAG. 4-5 CURIOSITÀ

Intervista doppia

Leone vs Tinè di Ivana Ferla

Giovanni Nigro L’Onorevole L’eredità politica

di Luca Bongiovanni

PAG. 6

Photogallery................................................di Marco Palazzolo

Il “caso Englaro” a Palazzo Vermexio...........................di Sebastiano Infantino

ZONA MONDANA

Carnevale 2009

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di Serena Guglielmino Le città sul Meridiano di Luca Bongiovanni

Le origini

Saperi & Sapori “LA SAGRA DEI CAVATIEDDI” di Luca Russo

Dal 1900 al 2008 L’edizione 2009


MERIDIANO14

PROPRIETARIO ED EDITORE Associazione “Meridiano 14”. PRESIDENTE Luca Bongiovanni VICE-PRESIDENTE Salvatore Guglielmino DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Rubino SEDE LEGALE – DIREZIONE E REDAZIONE via Milano 2 - 96010 Palazzolo Acreide (SR)

UFFICIO STAMPA e-mail: meridiano14@alice.it AMMINISTRAZIONE Serena Guglielmino PROGETTO GRAFICO Giulio Cordischi, Salvo Guglielmino, Marco Palazzolo GRAFICA E IMPAGINAZIONE Giulio Cordischi FOTOGRAFIA Giulio Cordischi

STAMPATORI Tipolitografia Geny S.n.c., via Canale 75, 96010 Canicattini Bagni (SR) Per Pubblicità contattare lo 0931881893/3337236336 email: meridiano14@alice.it Registrazione Tribunale di Siracusa n. 15 del 05-12-2008 Numero chiuso in tipografia il 18/02/2009 Gli articoli originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono

...da un’idea di Cettina Angelico, Luca Bongiovanni,Giulio Cordischi, Ivana Ferla, Antonello Giliberto, Salvo Guglielmino, Serena Guglielmino, Sebastiano Infantino, Luca Russo

la

Redazione

to agli anni passati. Per adesso l’occasione consentirà di valutare ancora meglio il divario fra più poveri e più ricchi: ovvero se la “forbice” fra i due è aumentata. E l’ultima festa, prima dell’austero periodo quaresimale che traghetta alla Pasqua, rappresenta una fase necessaria per riflettere sul passato che potrebbe ritornare sotto un’ altra veste. Similmente alla vita raccontata nei musei, fotografata in bianco e nero, dipinta artigianalmente, ricoperta di cartapesta. Una storia mascherata anche questa, nel tentativo d’aduggiare lo scorrere delle lancette, costringendoti a sentirti addosso il fluire delle ore, magari davanti a un braciere, in compagnia dei più anziani e dei più soli. Senza l’assillo della fretta, della noia. Il Carnevale in agrodolce riporta alla semplicità, a un appagamento immediato, al saper dare il giusto peso ad ogni fatto e cosa materiale. Ci si doveva inevitabilmente contentare di poco, una volta. Non c’erano articoli preconfezionati per festeggiare Re Carnevale, ai tempi di Don Ciccio Pastasciutta: lui lavorava intensamente, con la sua mano e mezza, soprattutto per i Morti e a Natale. Tuttavia con la sua arte riusciva a modellarle quelle maschere, che adesso sono di plastica: deformabili, plasmabili, metafora della nostra era. Già, la plastica. Eppure coloro di memoria più lunga raccontano degli sfavillanti costumi di sartoria: erano due quelle “maison” più importanti, in grado di dare le sembianze di una principessa a chi non lo era. Ma erano abiti riservati alle famiglie più abbienti. Gli altri? Per non farsi riconoscere riuscivano comunque a vestirsi con poca spesa. Si ricorreva alle pelli di pecora, si ritagliavano sulla propria persona, alla meno peggio. Oppure si affittavano. Oggi soffermiamoci su questo fluire di kronos, sui corsi e ricorsi storici. Sul senso di quanto viviamo lungo il Meridiano 14. Sarà difficile farlo, travolti come saremo, da oltre 120 decibel di frastuono nelle piazze. Occorrerebbe del silenzio. Ma sarebbe chiedere troppo. Non resta allora che adattarsi, come la plastica che invaderà i rettangoli dei balli, conformandosi a un’allegria che appare sempre più forzata, lontana dal vero. Roberto Rubino rubino65@libero.it

PAG. 2 La Basta l’invidia per distruggere tutto??..... Siamo palazzolesi...amiamo il nostro paese. Vi siete mai chiesti perche’ tanta gente vuol andar via dalla nostra citta’??? E tanti sono gia’ andati via???.. Sono arrivato ad una semplice conclusione! ESISTONO purtroppo persone che il nostro paese non riescono ad amarlo…. ESISTONO persone invidiose….. ESISTONO uomini finti perbenisti e finti moralisti… ESISTONO uomini senza ambizioni…. ESISTONO purtroppo persone che amano distruggere a tutti i costi , quello che, la gente per bene, riesce a costruire…e lotta per far crescere il nostro paese. IO DIREI……… Perche’ non vanno via loro e lasciano vivere in pace questo meravigliosa citta’???... dando la possibilita’ a chi viene da paesi distanti, di conoscere tutte le realta’ che questo paese è capace di offrire…. ??? SANTO NIGRO (CIOXY) GESTORE Disco pub BABU’

La

Stanza del Meridiano

Da una linea simbolica, che parte dal territorio per muoversi oltre, chiunque può offrire il proprio contributo e comunicarlo a chi si muove lungo il medesimo asse, territoriale o mentale. Tramite Meridiano 14, cioè, chiunque ha la possibilità di “fare” discussione, ottenere risposte, stimolare domande. Le lettere inviate al Meridiano14 per posta, fax o e-mail devono essere firmate con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. Quelle anonime verranno cestinate.

Stanza del Meridiano Mentre

Mentre l’universo femminile ha subito una formidabile evoluzione, attraverso una decisa e coraggiosa lotta per l’emancipazione, quello maschile è rimasto fermo sugli stessi binari, diviso quasi inevitabilmente in due categorie: quella Dei Gentiluomini, e... l’altra, la Non Definibile (a meno che non si faccia menzione di essa attraverso il turpiloquio, al quale peraltro io non sono adusa: quindi lascio tale definizione alla più o meno accesa fantasia dei lettori). “Come sono antichi gli uomini moderni”, scrive la sempiternamente citata, nonché immancabile fonte d’ispirazione, Barbara Alberti, che sembra aver individuato l’aggettivo qualificativo (nel senso più stretto) dei nuovi aspiranti uomini: scontati. E, volendo, c’è un’ampia gamma di sinonimi a rafforzare il concetto: prevedibili, triti, ordinari. Tutti riassumibili nella parola noiosi. Eh sì, perché ormai la storia è sempre quella: simulano passioni irrefrenabili, giurano amori eterni per conquistarsi il misero spazio di un week-end, o giù di lì. Come se non sapessero che è notoriamente terminato il tempo in cui avevano bisogno di ingannarci. Quel che veramente ignorano, è che noi non ci caschiamo più! Per non parlare di quelli che si fingono amici e trepidano in silenzio: i più pericolosi. Ammesso che gli altri lo siano! A parer mio... no: in ragione del fatto che le struggenti prove di recitazione, che ci propinano di volta in volta, sono ormai diventate alquanto ridicole ai nostri occhi. (Non è così?!?) Valessero almeno come prova d’ammissione all’Actor’s Studio!! E invece neanche quello... Ma la cosa assai peggiore è che quanto scritto finora non è lo sproloquio di una persona recentemente delusa dal galletto di turno, né il sintomo di un precoce caso di zitellismo fulminante acuto. È, semplicemente, un’opinione disincantata, opportunamente condita con l’ironia, maturata osservando alcuni piccoli casi quotidiani. Dunque, direi alle superstiti sognatrici (sempre che esistano ancora): non sprofondate al buio in queste trappole grossolane, ma procuratevi una lanterna e mettetevi alla ricerca di un esemplare della sovracitata, piuttosto esigua, ma pregiatissima, categoria A. Che non è quella degli pseudoDandy: perché l’eleganza è una questione di cervello, non di cappello!! Claudia Marabita


Stato d’attuazione della legge n.328 per le persone con disabilita’ “L’Anffas vuole attuare una serie di azioni volte a spingere la pubblica amministrazione a mettere in pratica le direttive del piano socio-sanitario previsto dalla legge n.328/00” annuncia la dott. ssa Gabriella D’Aquisto, presidente dell’Anffas Onlus Regionale, in apertura del convegno che si è tenuto il 19 gennaio nella Sala Verde del Palazzo Municipale. Durante l’incontro si è messo in evidenza come ancora dopo otto anni dall’entrata in vigore della legge n.328 per la realizzazione di un sistema integrato di inter-

ATTUALITÀ

venti e servizi sociali persistano ancora delle disfunzioni nella regione Sicilia che non permettono l’integrazione di tali servizi. L’obiettivo della legge è quello di garantire una buona qualità della vita, eliminare le discriminazioni e le situazioni di disagio favorendo una condizione di pari opportunità. L’articolo 14 della legge n.328/00 prevede la realizzazione di un Piano di zona che i comuni e le A.U.S.L. devono predisporre su richiesta dell’interessato che ne vuole usufruire. L’applicazione di tale articolo permetterebbe di

portare alla luce la situazione della disabiltà a livello territoriale per una migliore razionalizzazione delle risorse. Inoltre si avrebbe la possibilità di attivare dei servizi adeguati sia alle persone che alle famiglie che hanno bisogno di assistenza e di sollievo. Si è discusso inoltre della programmazione del piano nazionale e regionale previsto per il 20.10.2012 e dei proventi destinati ai Centri territoriali e ai distretti socio sanitari. Ivana Ferla

Artigianato, Commercio e Turismo: risorse vitali per Palazzolo Il consigliere Russo: “ Commercianti e operatori turistici sono una risorsa fondamentale per la crescita della nostra città: rilanciamo la Consulta”

il consigliere Luca Russo

Il consigliere Luca Russo rilancia la proposta di una consulta permanente per il commercio. “Sicilia: turismo e cultura”, cosi recitava un vecchio spot televisivo. Oggi forse sarebbe il caso d’aggiungere il commercio. La Sicilia, terra di pregevole interesse storico, archeologico, ambientale e culturale, vive un continuo passaggio di viaggiatori affascinati dalle sue bellezze, dai suoi sapori, dai suoi odori. La valle degli Iblei è una delle più affascinanti attrattive dell’isola e il territorio di Palazzolo può essere considerato senza dubbio uno dei centri più ricchi sotto questo punto di vista, Patrimonio dell’Umanità dal 2002. Particolarmente attento a questo aspetto del luogo sembra essere il consigliere comunale Luca Russo; curiosando infatti tra le pagine del suo sito (www.russoluca.com) abbiamo trovato un’ interessante proposta da lui presentata in Consiglio comunale in data 19 settembre 2008: l’istituzione di una Consulta per il commercio,

il turismo e lo spettacolo. Consapevole delle peculiarità del territorio e della disorganizzazione cronica dei settori del commercio e del turismo, considerati vitali per l’economia del posto, Russo ha proposto l’istituzione di un organismo consultivo permanente di comunicazione e di raccordo tra le esigenze delle categorie commerciali e turistiche e la pubblica amministrazione locale. “Occorre dotarsi di strumenti capaci di garantire un reale coordinamento sinergico tra pubblico e privato, progettazione e programmazione strategica - sostiene Russo - la consulta dev’essere un organismo promotore di proposte, studi e ricerche sui settori in oggetto, affinché questi possano crescere e svilupparsi”. Il sindaco, Carlo Scibetta, ha accolto in maniera positiva l’istanza presentata dal consigliere: “La Consulta – ha commentato - è un organismo che può dare dinamicità allo sviluppo dell’economia locale, garantendo una collaborazione tra l’ente pubblico e il privato” dice Scibetta, ”nell’interesse comune per il territorio”. Rimediare alle difficoltà del settore del commercio e del turismo a Palazzolo è una concreta possibilità: “La Consulta cosi intesa potrà dar voce ai commercianti e agli operatori impiegati nel settore turistico - continua Russo - che sono una risorsa fondamentale per la crescita della nostra città”.Palazzolo è un paese rinomato oltre che per i suoi affascinanti monumenti e beni architettonici, anche per la sua cucina. Durante i weekend sono tanti i forestieri che affollano le pasticcerie e i ristoranti locali, a caccia dei prodotti tipici da degustare, attratti dalle sagre e dalle manifestazioni che hanno come protagonisti l’artigianato e l’enogastronomia locale. Questo dovrebbe spingere ancor più a cercare di individuare la strada migliore da percorrere per far si che cresca l’offerta ai visitatori e nello stesso tempo aumentino il prestigio e l’economia del paese. Serena Guglielmino

Musicisti palazzolesi al Teatro Nazionale di Roma

Se è vero che da arte nasce arte, è anche vero che da un paese <patrimonio dell’umanità>, quale è Palazzolo, non possono che nascere veri artisti. Alessandro Vicard, 37 anni, e Davide Granato, 38, per esempio, musicisti professionisti, sul palco del Teatro Nazionale di Roma, per <The Blue Planet>, opera commissionata dall’Opera romana. Insieme alla loro <Brigata Sinfonica>, fondata nel 2007 dal catanese Antonio Catalfamo, presente anch’egli sul prestigioso palco, hanno preso parte a questo importante progetto, per la regia di Peter Greenaway e Saskia Boddeke, con le musiche di Goran Bregovic che Davide ed Alessandro hanno riarrangiato insieme ai loro colleghi, in occasione di questa esperienza unica ed inedita. Davide per le

chitarre, classica ed elettrica, Alessandro per basso elettrico e contrabbasso, Antonio Catalfamo per sax e flauto. Per la fisarmonica, le tastiere e le percussioni l’olandese Dionys Breukers e ancora per le percussioni, Marta Maggioni. “Requiem laico”, “oratorio multimediale”, “opera ecologica”, tutto tranne che un’opera lirica tradizionale. Tanta tecnologia suono-video per un’opera che s’ispira al Diluvio Universale, visto come una apocalittica punizione per tutto il male che l’essere umano ha causato alla Terra. “Un’esperienza senz’altro nuova, originale” dicono Vicard e Granato.“ La musica per noi è vita, è la strada che abbiamo scelto, quindi essere qui per noi è un onore”. “Mettiamo sempre e comunque tutta la passione in

PAG. 3 Siracusa Il “caso Englaro” a Palazzo Vermexio L’urlo disperato di Eluana Englaro si è sentito anche da queste parti, per la precisione qualche chilometro più ad Est del quattordicesimo meridiano. E non è stato un urlo nel deserto. Nella giornata di venerdì 23 gennaio 2009 il caso della giovane trentenne, in stato vegetativo permanente, è tornato alla ribalta anche a Siracusa, precisamente presso Palazzo Vermexio (sede comunale) ove la scienza ha conteso il proprio spazio all’etica nell’ambito di una conferenza organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa con il patrocinio dell’Unione Siciliana Camere Civili. Relatori illustri ( tra i quali, il Dott. Filippo Lamanna, magistrato della Corte d’Appello di Milano, ed il Prof. Francesco Paolo Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, attuale presidente del Comitato Nazionale per la bioetica) hanno spiegato, in ottica scientifica, le ragioni del decreto della Corte d’Appello di Milano che, recentemente, ha autorizzato l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale di Eluana. I giudici, investiti del problema, e seguendo le direttive impartite dalla Corte di Cassazione, in merito alla legittimità o meno di continuare ad impartire terapie vitali, in assenza di testamento biologico, su una persona in stato vegetativo permanente (n.d.r. diverso dallo stato vegetativo persistente), si sono espressi nel senso di guardare alla volontà “presunta” del soggetto. In breve, a quello che, sulla base di prove chiare, coscienti ed univoche, una persona “avrebbe realmente voluto” in condizioni di lucidità mentale. Ciò che Eluana “avrebbe voluto” è descritto nelle testimonianze delle amiche, secondo cui la giovane donna non avrebbe mai accettato di vivere in uno stato vegetativo permanente. Applicando il principio al caso, la deduzione appare logica, con le conseguenze che ne derivano: si registra per la prima volta una chiara apertura della giurisprudenza alla scienza, senza preclusioni etiche ma con lo spettro dell’eutanasia. Per diciassette anni, Eluana, è rimasta silente, in attesa che scienza ed etica facessero pace. Ma il suo è stato un ”urlo” silenzioso. Lo stesso “urlo” apparso nella brochure d’invito al congresso, opera del genio di Munch. Sebastiano Infantino

ogni nota” sottolinea Alessandro. “Ma non mi era mai capitato di suonare per un’opera teatrale, soprattutto di questo genere!” interviene Davide. I musicisti palazzolesi vantavano già collaborazioni con il regista Peter Greenway che, soddisfatto per tanta professionalità e passione, li ha voluti anche per questo lavoro. Donatella Briganti


Carcasse animali: presentato un disegno di legge per interventi sulla loro eliminazione L’On. Vinciullo, Vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali dell’ARS, pone l’attenzione su un disegno di legge che regolarizzi l’eliminazione delle carcasse animali. Ad oggi la legge che norma in tal senso è la L.R. 3/2005, la quale prevede l’incenerimento o il coincenerimento delle carcasse da parte di consorzi volontari di gestione appositamente costituiti, ma la Commissione

Europea, analizzato il testo legislativo per l’approvazione, ha evidenziato delle incompatibilità tra esso e alcune linee guida del Trattato CE. L’On. Vinciullo, primo firmatario del disegno di legge, sottolinea quindi la necessità di riscrivere il Titolo I della L.R. 3/2005, con l’obiettivo principale di affidare la raccolta ed eliminazione delle

carcasse animali all’Associazione Allevatori di Sicilia, Ente che può diventare punto di raccordo degli allevatori siciliani, al fine di operare in maniera razionale ed in economia. Serena Guglielmino

iNTERVISTA dOPPIA

ATTUALITÀ

Salvatore Tinè e Giovanni Leone, classe 1954 e 1943, rispettivamente rappresentanti del Comitato festeggiamenti San Paolo e del Comitato festeggiamenti San Sebastiano, si confrontano su diatribe antiche e tematiche molto care alla tradizione dei festeggiamenti sacri a Palazzolo

a cura di Ivana Ferla

Giovanni Leone

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Salvatore Tinè

San Sebastiano

Quartiere

Dal 1995/1996

Da quanti anni è nel comitato

San Paolo Dal 1982

Cosa apprezza della festa di San Sebastiano?

Nel nostro comitato abbiamo una filosofia: prima di appartenere al quartiere di San Sebastiano noi apparteniamo al paese di Palazzolo che ha la precedenza.

Apprezzo l’impegno da parte del comitato nell’organizzazione della festa; inoltre il grande afflusso di visitatori, turisti e devoti che arrivano da tutte le parti della Sicilia

Cosa apprezza della festa di San Paolo?

Apprezzo tutto ciò che è rimasto della tradizione, anche se è ormai ben poco. Ma questo è un problema di tutte e quattro le feste: dovrebbero essere riportate tutte alle vecchie tradizioni.

Tutto. In particolar modo la “sciuta” che è il momento focale e caratterizza la festa rispetto a tutte quelle siciliane.

Cosa cambierebbe della festa di San Paolo? La festa di San Paolo si ferma alla “sciuta”. Dovrebbe invece essere un divenire da quando inizia a quando finisce. Antonino Uccello, membro in passato del comitato di San Paolo, cercò di ripristinare alcune tradizioni che si svolgevano durante la processione; con il tempo tutto questo si è nuovamente perso o non si è più ripreso

Io personalmente eliminerei l’esibizione del cantante perché è una sovrapposizione che è nata in un certo periodo di tempo ma ha poco a che vedere con la tradizione vera e propria della festa. Capisco che questa mia idea però trova poco riscontro soprattutto nelle aspettative dei cittadini palazzolesi.

Cosa cambierebbe della festa di San Sebastiano? Bisognerebbe riempire l’ottavario. Bisognerebbe creare delle iniziative, all’interno del periodo che va dall’10 al 17 agosto, dal punto di vista culturale per portare i turisti nel nostro paese. Queste iniziative dovrebbero diventare appuntamenti permanenti.

Penso che il comitato dà il massimo per la buona riuscita della festa.

Cos’è cambiato negli anni nell’organizzazione delle feste? Negli anni è cresciuta la voglia di migliorare la festa mantenendo sempre una certa qualità culturalmente trasferibile.

Nell’ultimo ventennio si è avuto un ringiovanimento generale del gruppo di persone che organizza la festa. Questo è molto importante per le quattro feste palazzolesi, perché i comitati possono così diventare dei centri catalizzatori e punti di riferimento dove incontrare gli amici e passare le serate lavorando insieme per lo stesso scopo.

I fuochi pirotecnici sono fondamentali?

Si, lo dice uno che non ha mai amato le bombe. Oggi purtroppo non si apprezza lo “spettacolo” pirotecnico ma la “potenza”.

I fuochi pirotecnici sono un momento fondamentale dei festeggiamenti. E’ difficile concepire, a Palazzolo, una festa senza spettacoli pirotecnici.

Partecipa alla Messa la domenica?

Non sempre.

Si.

Quanto è importante l’aspetto religioso nella festa? E’molto importante. Nel periodo della festa ci si sente legati al Santo. E’ il concetto dell’appartenenza che è strettamente legato al concetto della radici. Questo aspetto è importante nella misura in cui il tutto viene equilibrato con quello religioso.

:E’ molto importante rispetto a quello folkloristico. Da quando è arrivato padre Boccaccio in parrocchia la celebrazione dell’ottavario ha assunto grande rilievo. A detta del parroco nel periodo dell’ottavario aumenta il numero dei fedeli che si accosta al sacramento della confessione e della comunione. Questo significa che la festa è un modo per fare avvicinare la gente ai sacramenti.

… e quello folkloristico?

Anch’esso è molto importante perché permette la conoscenza della nostre tradizioni nel mondo, visto che la nostra festa ha delle caratteristiche, come la sciuta o la svelata, che non si riscontrano in nessun altra festa.

A chi appartiene la tradizione delle “cuddure”?

Le due feste cadono in due periodi dell’anno molto importanti, ovvero l’apertura e la chiusura della mietitura, quindi non si può dire che ci sia stato qualcuno che ha iniziato per prima questa tradizione.

La realtà è indiscutibile, appartiene a San Paolo. Esistono documenti che attestano la tradizione dei doni sin dal 1800. Alessandro Italia attesta che il giorno della festa un corteo si muoveva dalla chiesa di San Paolo per le vie del paese per raccogliere doni. La stessa tradizione per la festa di San Sebastiano risale a non più di dieci anni fa: non ci sono documenti che testimonino tale tradizione in passato.

Cosa vorrebbe dire all’altro comitato?

Mi sento di dire di aprire gli occhi e di guardarsi intorno, i confini del paese non sono nel quartiere. San Sebastiano.

San Sebastiano Patrono!

Dovreste cercare di sviluppare le caratteristiche delle vostre tradizioni e non imitare quello che fanno gli altri.

Chi è il Patrono di Palazzolo? E chi siemu tutti muti…

San Paolo.

Viva San Paolo Patrono!


L’Onorevole Giovanni Nigro. Classe 1920. Uomo, padre, avvocato, politico, onorevole, anzi “L’Onorevole”. Macchina da guerra elettorale imbattibile prima e dopo il ritiro dall’attività politica: numeri di consenso da capogiro, numeri fino a cinque cifre. Amato come icona della rinascita palazzolese dopo la grande guerra, ha interpretato da protagonista, sotto il segno dello scudo crociato, quasi mezzo secolo di vita politica e sociale di una intera comunità. Sindaco di Palazzolo Acreide dal 1952 al 1980 e successivamente

negli anni 1981-82 e 1984-85. Eletto Deputato alla Assemblea Regionale Siciliana il 5 giugno 1955 (III Legislatura) ha riconfermato tale carica nella IV, V, VI ed VIII Legislatura. Ha ricoperto incarichi di prestigio presso l’ARS: Vice Presidente della I Commissione legislativa (III Legislatura); Deputato Questore, Presidente del Collegio dei Deputati Questori, Assessore Supplente Pubblica Istruzione (IV Legislatura); Presidente V Commissione per la modifica del regolamento ARS (V Legislatura); Assessore Regionale Turismo, comuni-

cazioni e trasporti e Vice Presidente dell’ARS (VI Legislatura). Ha ricoperto altresì incarichi di prestigio anche in seno alla Democrazia Cristiana. Questo, in pochi punti,l’itinerario di una vita dedicata alla politica. Il 13 gennaio scorso questo comunità ha salutato per l’ultima volta l’ Onorevole, ad 88 anni, in una mattina rosso fuoco, dove il sole non è mai apparso per tutto il giorno, neanche a mezzodì Luca Bongiovanni

ATTUALITÀ GIOVANNI NIGRO PAG. 5

L’eredità politica

Chi era Giovanni Nigro? Esiste una eredità politica? Esiste un successore politico che per visioni e merito possa raccogliere una tale eredità? Quale futuro per la politica a Palazzolo? Ne parliamo con il Sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta, e con i Capigruppo di maggioranza ed opposizione in Consiglio Comunale, Franco Messina e Salvatore Gallo . L. B. SALVATORE GALLO “Giovanni Nigro è stato un padre fondatore per Palazzolo: ha saputo fare tanto in un’epoca in cui il paese aveva bisogno e necessità: nessuno potrà dimenticare. Fu capace di imporsi nel panorama politico provinciale e regionale. Allora l’ ARS era composta da soggetti di spicco nel panorama politico, culturale e sociale siciliano, provenienti dall’alta borghesia, dalla vecchia nobiltà. Nigro invece proveniva da un paese di provincia, da un mondo agricolo e riuscì ad imporsi per varie legislature: sotto il profilo delle capacità politiche, personali e professionali non c’è dubbio che sia stato personaggio di rilievo. Credo che esista una eredità politica e che si sia manifestata come esempio, come germe della politica in questo paese, che a tutt’oggi è un laboratorio politico nella provincia. L’esempio lasciato lo portiamo dentro tutti quelli che lo abbiamo conosciuto e seguito politicamente. Bisogna saper cogliere questa eredità, coltivarla e non disperderla. A mio avviso l’erede politico c’è stato e c’è: è sicuramente il figlio Domenico Nigro. Ovviamente non ci sono le stesse condizioni degli anni ‘50, soprattutto politiche: il figlio non potrà facilmente assurgere a quelli che sono stati gli incarichi politici del padre. Domenico Nigro è stato Sindaco 10 anni: in un primo momento c’è stata una eredità elettorale. Alla ricandidatura viene eletto con più voti di preferenza: l’eredità dapprima elettorale è effettivamente eredità politica. Ma l’eredità politica di Giovanni Nigro è continuata. Il “filone Scibetta” proviene da una matrice politica nigriana: non v’è dubbio che questa sia a sua volta la continuità di Domenico Nigro sotto questi aspetti, la continuità di un sistema politico. Il dopo Giovanni Nigro lo abbiamo già visto. Sono cambiate tante cose: non esiste più la DC, sono stati introdotti sistemi elettorali che hanno stravolto un certo tipo di continuità. Mi auguro che si ricominci a fare politica nell’interesse di Palazzolo e non di singoli che si vogliono ergere a politici senza fare politica, senza fare partito e militanza, senza unire le forze sane per gli interessi comuni. Bisogna rimetterci assieme seriamente e lanciare un progetto politico serio per Palazzolo.”

CARLO SCIBETTA “Giovanni Nigro è stato uomo politico di spessore che ha dato visibilità a questa sua città natale, ottenendo risultati a livello locale, provinciale e regionale. A livello locale è stato Sindaco incontrastato per più di trent’anni governando in un momento particolarmente difficile, negli anni ’50, quando l’intera Nazione viveva in difficoltà, ma iniziavano i segnali di sviluppo. Egli ha saputo cogliere nel migliore dei modi questo momento di sviluppo, più marcato negli anni ‘60 e ‘70, e lo ha tradotto in quello che oggi noi vediamo come assetto urbanistico della città. C’era un paese da andare a pensare dal punto di vista urbanistico e sociale e lo ha fatto nel migliore dei modi. Se oggi siamo considerati la “Perla degli Iblei” in buona parte questo merito spetta a lui. C’è un modo di concepire la politica che andrebbe ereditato. Che il figlio (ndr. Domenico) abbia voluto interpretarlo, sono convinto di sì, che possa coglierne l’eredità si vedrà nei prossimi anni. Dal punto di vista di interpretare il modo di intendere la politica, il figlio lo ha fatto un po’ sulla falsariga del padre. Se è riuscito a prenderne l’eredità o se riuscirà a farlo non lo so. Per altri versi attualmente non vedo nessuno che possa raccogliere questa eredità politica. E’ ancora presto per parlarne: il tempo confermerà o smentirà. Il dopo Giovanni Nigro si svolge in un contesto completamente diverso. Il tipo di sistema elettorale, un diverso modo di concepire la politica e la crisi degli ideali stanno inducendo a personalizzare troppo la politica e non è una buona cosa: è come se tutto dipendesse soltanto da una persona e tutti gli altri devono ruotare attorno a lui. Il futuro deve essere ritagliato tenendo conto delle evoluzioni della politica anche a livello nazionale. Io spero che in futuro questo paese abbia una persona che assuma un ruolo di visibilità almeno regionale. Il futuro non lo intravedo legato solo all’azione di una sola persona che possa raccogliere una eredità, ma ad un’azione comune portata avanti in funzione di uno sviluppo comprensoriale e provinciale.“

FRANCO MESSINA “Giovanni Nigro è stato un professionista della politica. Ha inteso cioè la politica non come missione né come privilegio ma come lavoro a tempo pieno da portare avanti con impegno e dedizione, comprese le domeniche e le feste comandate. Io non so vedere una eredità politica. Nigro, pur avendo una forte capacità di elaborazione teorica, è stato un amministratore pragmatico. E’ vissuto in un periodo di forti e potenti protagonisti della vita politica siracusana: Verzotto, Foti, Nicita, Brancati, il nostro Carlo Giuliano. Voglio segnalare alcune delle doti che gli hanno permesso di primeggiare fra questi giganti: lo straordinario intuito che gli permetteva di leggere oltre le parole dell’interlocutore; l’understatement, per il quale pur essendo molto ricco, condusse la vita sobria e misurata di un monaco francescano; la prudenza e la diffidenza che lo misero al riparo dalle dicerie, e l’intelligenza creativa con cui ha inventato una macchina formidabile di raccolta del consenso a Palazzolo, cosa che gli ha permesso di perpetuare il suo nome: tutti gli altri invece sono scomparsi. Nigro seppe coniugare la responsabilità di Sindaco col potere di Deputato Regionale. Fu personalità titanica e solitaria. Eccellenze come lui, in una comunità piccola come la nostra, nascono una volta in un secolo. Il futuro? Abbiamo avuto un periodo di vacche grasse, due Deputati Regionali che hanno ricoperto incarichi di grande prestigio e che ci hanno lasciato un paese ordinato, geometrico, ricco di scuole. Forse potevamo avere di più. Ora invece stiamo attraversando un periodo di vacche magre di cui purtroppo non si intravede la fine.”

Associazione “Sinistra Nuovo Corso” Si è costituita a Palazzolo Acreide l’Associazione politicoculturale “Sinistra Nuovo Corso” con l’obiettivo di ricercare l'unità di tutte le forze politiche, civili e sociali che si richiamano ai valori della Sinistra e con l’ambizione di coinvolgere coloro, che in questi anni, non hanno più dedicato il loro tempo e la propria intelligenza nella passione della politica attiva, rinnovandola e rafforzandola. Sinistra Nuovo Corso, per creare un soggetto in cui possano confrontarsi, convivere e operare liberamente sensibilità

ed esperienze diverse, per un nuovo percorso partecipativo aperto a tutti. L’associazione è stata fondata da Giuseppe Barberi, Fabio Fancello, Giuseppe Fancello, Paolo Lanza, Gianni Malignaggi, Tony Martorana, Paolo Monaco, Giuseppe Papa, Paolo Rametta, Giovanni Rizza, Angelo Tomasi Sinistra Nuovo Corso Via Pietro Messina 24 Palazzolo Acreide


PHOTOGALLERY

LINZ, Austria, Coordinate: 48°18′N - 14°17′E

CITTÀ SUL MERIDIANO Anche LINZ è su MERIDIANO 14!

foto di Marco Palazzolo

Linz (188.968 abitanti) è la terza città austriaca per popolazione. La città sorge sulle rive del Danubio, a metà strada fra Vienna e Salisburgo. Fu fondata dai romani con il nome di Lentia su un preesistente accampamento celtico chiamato Lentos. Keplero, il 15 maggio 1618, vi scoprì le tre leggi del movimento dei pianeti. La località è conosciuta per essere stata la residenza di Adolf Hitler nei suoi anni giovanili, quando sperava di diventare un pittore. Durante la seconda guerra mondiale Linz è stata sede di tre sottocampi nazisti del vicino campo di concentramento di Mauthausen-Gusen. Nel 2009 la città sul Danubio vestirà i panni di Capitale Europea della Cultura. La cultura a Linz è variegata: dall’arte interattiva dell’Ars

LA SAGRA DEI “CAVATIEDDI”:

UNA FINESTRA APERTA SULLA TRADIZIONE ENOGASTRONOMICA DEL CARNEVALE PALAZZOLESE Sulla scia delle antiche tradizioni, rivive a Palazzolo Acreide una tra le più partecipate manifestazioni del folclore siciliano, il Carnevale. I gruppi in maschera, i coriandoli, i balli di piazza, i caratteristici carri allegorici sono solo alcuni degli elementi che da sempre fanno da cornice all’evento, considerato tra i carnevali più antichi di Sicilia. Negli anni, grazie alla maestria e all’ingegno di artisti locali come “Turi Rizza”, uno dei più vecchi rappresentanti della satira palazzolese, Francesco Caldarella e Vincenzo Guglielmino detto “u scinziatu”, veri maestri della cartapesta, la cultura del carnevale palazzolese si è consolidata e diffusa rimanendo ancora oggi viva nella mente dei più anziani e accesa nell’animo dei molti giovani presenti. Ma sin dal XVII secolo, anno in cui è fissata l’origine del carnevale siciliano, questa manifestazione ha rappresentato nell’immaginario comune un momento per evadere dalla routine: trasgressioni, eccessi, trasformazioni, tutto sembra essere concesso in questi giorni di festa. Una liceità che tuttavia, già dall’antichità, non si è limitata alla sfera sociale ed estetica ma ha investito ampiamente anche la sfera enogastronomica. In queste giornate, infatti, si registrava tra la gente un importante aumento del consumo di dolci e di altre pietanze tipiche. Un vero e proprio abuso, quasi a rappresentare una forma di sfogo prima della penitenza quaresimale, a cui lo stesso termine da cui deriva il nome “carnevale” ci riconduce; “Carnem Lavare”, ovvero divieto ecclesiastico di consumare carne durante il periodo della Quaresima. Ancora oggi il carnevale si presenta fortemente legato all’enogastronomia. Molti sono i piatti tipici che rivivono in questa occasione. Momenti unici ricchi di gusto, di sapori e di storia, come la sagra dei “cavatieddi”, elemento caratterizzante della manifestazione palazzolese ma soprattutto una finestra aperta sul passato, per non dimenticare la tradizione enogastronomica del carnevale locale.

Un po’ di storia.

La sagra dei “cavatieddi” entra a far parte del carnevale palazzolese all’inizio degli anni ’80, in un momento di grande affermazione e rivalutazione della manifestazione locale, in cui si inaugurava il nuovo ciclo dei veglioni a piazza Umberto I, luogo che ancora oggi ospita la sagra. Il merito è da attribuire esclusivamente alla volontà di un comitato spontaneo dell’antico quartiere di San Paolo, guidato da Gaetano Valvo e alle grandi capacità culinarie di Alfredo Caligiore, noto cuoco palazzolese. Vero cultore della cucina tradizionale ed ideatore della sagra, lo chef “Alfredo” rappresenta ancora oggi, con la sua passione e la sua professionalità, il vero motore di un evento che, nonostante i suoi trent’anni, conserva ancora lo spirito e l’originalità della prima edizione.

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Electronica Center, all’arte figurativa del 19° e 20° secolo nel Lentos Kunstmuseum, dalla musica nella Brucknerhaus con la sua orchestra Bruckner, al grande teatro nel Landestheater , fino ad arrivare all’arte contemporanea del OK Offenes Kulturhaus Oberösterreich. Fra gli eventi, in estate, l’attrazione principale è il Pflasterspektakel, che trasforma la città intera in un palcoscenico per gli artisti di strada. A settembre, ha luogo l’Ars Electronica, il principale festival di arte e cultura dei media a livello internazionale, subito seguito dalla Brucknerfest con lo spettacolo di luci e suoni. Prodotti caratteristici della cucina dolciaria di Linz sono la Linzer Torte ed il Linzer Augen (Occhio di Linz), torta grande circa 8-10 cm. L.B.

Sap ri & … diario di un viaggiatore.

(rubrica enogastronomica a cura di Luca Russo)

Preparazione Cavatieddi cò sucu ro maiali Ingredienti Cavatieddi Farina di grano duro 500 gr. Sale, olio e acqua q.b. Condimento Carote, sedano e cipolla q.b. Tocchetti di carne di maiale degli Iblei gr. 300 Salsiccia palazzolese gr. 300 Pittinicchi di maiale 5 o 6 Salsa di pomodoro 1 ½ l. Estratto di pomodoro (strattu) 2 cucchiai Alloro 1/2 foglie Sale, olio q.b. 50 gr. pecorino (o altro formaggio)

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Sap ri

Versate sulla spianatoia la farina e impastatela con un pizzico di sale, un cucchiaio di olio e dell’acqua tiepida fino ad ottenere una pasta soda. Dividete la pasta a pezzi e ruotateli sulla spianatoia così da farne dei bastoncini piccoli che taglierete a pezzetti lunghi circa un centimetro. Premete con il pollice su ognuno dei pezzetti realizzati dandogli una forma di conchiglietta. Mentre la pasta riposa, prendete una pentola molto capace e versateci un poco d’olio e, appena sarà caldo, gettateci dentro un trito di carota, sedano e cipolla e fatelo rosolare. Procedete aggiungendo i pezzi di carne di maiale, la salsiccia e i pittinicchi, precedentemente rosolati. Quindi versate la salsa di pomodoro, “u strattu” sciolto con un poco di vino bianco e le foglie di alloro intere. Fate cuocere a fuoco basso per almeno un’ora e mezza, rimescolando ogni tanto, fino a raggiungere la giusta consistenza. Cuocete i cavatieddi in abbondante acqua bollente salata, e serviteli conditi con il sugo di maiale degli Iblei e del formaggio grattugiato.


LE ORIGINI Il Carnevale palazzolese ha delle origini più antiche di quanto si possa pensare. Le sue radici si fanno risalire alle Dionisie di Akrai, ai Saturnali romani, legato dunque alla sfera religiosa. Notizie più certe e dettagliate le abbiamo risalenti al 1600, quando in occasione dei festeggiamenti per la Madonna Odigitria, patrona del paese fino al 1688, pare che si praticassero particolari riti, caratterizzati dall’abbandono ad ogni sorta di divertimento e baldoria, riti cui partecipavano membri del clero e laici. Si narra che nella notte tra il lunedì di Pasqua e il martedì avveniva una particolare processione: le confraternite vestite con un camice bianco, con volto coperto, partecipavano alla processione preceduti dagli stendardi che li rappresentavano; il resto della popolazione partecipava indossando maschere raffiguranti uomini e donne. Durante la processione, delle danzatrici irrompevano nel corteo mescolando canti devozionali a canzoni profane di contenuto erotico. La festa assumeva cosi il significato di liberazione da parte delle classi tenute

allo stato di subalternità e di inferiorità economica, sociale e culturale; di soddisfazione di voglie peccaminose, molto spesso represse, da parte dei ceti privilegiati. Verso la fine dell’Ottocento la festa della Madonna Odigitria perse la sua importanza per volere dei vescovi, così la mascherata religiosa scomparve trasformandosi in festa del Carnevale, che la Chiesa dovette tollerare considerandola non religiosa, contrapponendo ad essa la Quaresima e la Pasqua. Dal dopoguerra la festa del Carnevale ha assunto le caratteristiche che mantiene ancora oggi: i festeggiamenti durano sei giorni con le sfilate di carri allegorici, balli in piazza e grandi abbuffate a base di specialità tipiche. La particolarità del Carnevale a Palazzolo è la spontaneità ed il coinvolgimento totale di tutta la cittadinanza. Questa festa rappresenta l’appuntamento annuale più importante per tutta la popolazione di ogni età e condizione sociale. Serena Guglielmino

foto di repertorio fornita da Paolo Gallo

CARNEVALE 2009 A PALAZZOLO

ZONA MONDANA

EDIZIONE 2009 Nei garage prendono forma e 24 febbraio, in concomitanza vita i carri allegorici, frutto del con le sfilate, per promuovere lavoro e della passione di molti la gastronomia locale. giovani palazzolesi, che manNovità anche sul palco: l’intrattengono viva una delle tradiziotenimento musicale, oltre ad ni più antiche e caratteristiche FM Italia che con i suoi dj tradel posto. Come ogni anno non sformerà piazza del Popolo in mancheranno gli appuntamenti una discoteca all’aperto, vedrà fissi della manifestazione più anche la partecipazione degli attesa dal popolo palazzolese, Smoking Blu Reggae, “una ma quest’anno sarà arricchito band che si è proposta con da alcune novità. L’Assessore entusiasmo e che sono certo al turismo e spettacolo Sandalo saprà accompagnare e sottoci ha illustrato il programma del lineare la goliardia del nostro Carnevale 2009: “Quest’anno carnevale” afferma l’Assessoabbiamo voluto puntare, oltre re. Non mancherà nemmeno il che sui carri allegorici e i gruppi genere colorito e popolare della in maschera, anche sull’enogaGiara e, infine, per i nostalgici stronomia”. Sono nove i carri del liscio, all’interno dell’exallegorici che sfileranno nelle biblioteca si potrà godere di giornate di Carnevale. “La priquesto intramontabile genere ma novità è la sfilata nella giormusicale. L’Assessore conclunata di sabato - spiega Sandalo de: “ringrazio tutti coloro che - che vuole essere una presenhanno continuato a confidare tazione dei carri allegorici. Annella mai sopita vivacità della che quest’anno i carristi hanno nostra tradizione carnasciadimostrato particolare sensibilesca, in particolare i carristi, i lità per la manifestazione: solo partecipanti dei gruppi maschefoto di repertorio fornite da Paolo Gallo rati, la Pro-loco e quanti hanno grazie al loro lavoro e ai loro sacrifici è stato possibile organizzare il Carnevale”. Non collaborato per l’allestimento di questo Carnevale. mancheranno le sagre della salsiccia e dei cavatieddi. Ringrazio anche i ragazzi di Meridiano14 per questa Un ulteriore appuntamento gastronomico è stato ide- importante iniziativa editoriale e per il sostegno ato e verrà realizzato dall’Antica Pasticceria Corsino: morale che non hanno mancato di manifestare “U pitittu re ciuscialuori”, una festa per il palato, che nelle fasi di programmazione della manifesi svolgerà in piazza Pretura nelle giornate del 22 e stazione”. S.G. I PROTAGONISTI DI QUEST’ANNO…. Lo salvi chi può!!! (Bennardo Andrea) Salti Mortali (Benvenuto Giampaolo) Uscite allo scoperto (Guglielmino Francesco) La Divina tragedia (Lamesa Paolo) Che rivoluzione!! (Musso Carmelo) Il mondo della scuola dall’infanzia ad oggi (Scrofani Croce) Gratta e vinci…Mania! ( Siracusa Stefano) In un mare di guai (Tanasi Ivan) Abballati Abballati (Vinci Mortellaro Daniele)

PAG.7 DAL 1900 AL 2008 Abbiamo chiesto all’Assessore al turismo Paolo Sandalo di parlarci dell’evoluzione di questa manifestazione dai primi del novecento ad oggi: “Il Carnevale di Palazzolo è un carnevale antico. Nei primi del ‘900 erano gli artigiani a fare la manifestazione: erano loro che allestivano i “pupi” che venivano portati in giro per le vie del paese su dei carretti. Nel dopoguerra, in particolare intorno agli anni sessanta, è iniziata la grande stagione di Turi Rizza, una persona di estro eccezionale che realizzava i carri e le maschere. Ogni anno impersonava un personaggio diverso, prendendo di mira personaggi della politica locale, della società civile, del clero ma anche semplici cittadini. Dopo di lui, negli anni ottanta – continua l’Assessore - si sono avute delle innovazioni grazie a Vincenzo Guglielmino, “u scinziatu”, che ha introdotto nuove tecniche di realizzazione dei carri: la fattura è divenuta più raffinata, i pupazzi sono diventati di grandi dimensioni e sono stati introdotti nuovi movimenti meccanici. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 il Carnevale ha attraversato un momento di crisi: un anno non furono assegnati i premi e l’anno successivo ci fu un concorso di carri poverissimo. In quella occasione un comitato di cittadini del quartiere di San Paolo organizzò una sagra della salsiccia su un camion itinerante per il paese. Nei primi anni ottanta, sempre nel quartiere di San Paolo, si realizzò il primo veglione, una struttura di tavole. Nacque l’entusiasmo di vestirsi in maschera, usanza fino a quel momento vissuta solo dai giovani. Negli anni successivi i veglioni diventarono due, un secondo veniva allestito davanti la Villa comunale, tutto ciò per oltre un decennio. Nel 2000 - aggiunge in chiusura l’Assessore - ero presidente della Proloco e ci venne affidato il Carnevale. Il gusto del pubblico era cambiato, andavano le feste in piazza. Fu il primo anno che FM Italia venne chiamata ad animare il Carnevale palazzolese, scelta confermata negli anni, in quanto la radio riesce a veicolare su Palazzolo un buon numero di persone”. S.G. foto di repertorio fornita da Paolo Gallo


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I n°3  

Carlo Goldoni Musicisti palazzolesi al Teatro Nazionale di Roma Giovanni Nigro PAG. 7-8 Carnevale d’austerity per pensare Intervista doppia...

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