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VADEMECUM AMMORTIZZATORI IN DEROGA 2011 IN LOMBARDIA


VADEMECUM AMMORTIZZATORI IN DEROGA 2011 IN LOMBARDIA A cura del dipartimento Mercato del Lavoro CISL Lombardia e di IAL Lombardia


P R E S E N TA Z I O N E

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n Lombardia con il 2011 stiamo vivendo una nuova fase di gestione degli ammortizzatori in deroga. Gli accordi fatti nella prima parte dell'anno sugli ammortizzatori e sulle politiche attive hanno corretto e cambiato l'intesa che negli ultimi 2 anni aveva governato e aiutato a gestire l'esplosione della recessione e delle numerosissime crisi aziendali nella nostra regione. Con questa intesa si punta a stabilizzare l'uso degli ammortizzatori in deroga e a meglio qualificare le politiche attive. Siamo di fronte ad un nuovo inizio. Dalla crisi occorre uscire con strumenti diversi dal passato e scoprire nuove modalità gestione dei casi aziendali e nuovi modi per riqualificare e ricollocare i lavoratori coinvolti. Per questo abbiamo sentito l'esigenza di produrre questo manuale, con il quale vogliamo dare chiarezza e rispondere alle tante domande che operatori e delegati sindacali si sono posti e si stanno ponendo di fronte alle nuove regole. Sappiamo di chiedere ad ognuno un maggiore sforzo progettuale e contrattuale. Conoscere le nuove tipologie di cassa e il nuovo sistema di doti significa uscire da soluzioni generiche del passato e specializzarsi sempre di più in accordi confezionati sulle diverse caratteristiche delle imprese e dei lavoratori. Le politiche attive e la gestione degli ammortizzatori non potrà più essere tema per pochi appassionati ma dovrà radicarsi nella "cassetta degli attrezzi" di ogni sindacalista contrattualista di tutti i settori del privato. Realizzare accordi completi e soddisfacenti in tutte le realtà coinvolte significa porsi un obiettivo ambizioso ma necessario, in una fase in cui ai lavoratori dobbiamo

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proporre nuove risposte e sostenere l'azione di uscita dalle sabbie mobili della crisi. I prossimi mesi serviranno per sperimentare questi nuovi strumenti e per verificare, sulla base della loro efficacia, dei risultati e della valutazione che ognuno di voi potrà fornirci sulla base della propria esperienza, in che direzione dovremo procedere nel continuare a costruire sul campo tutele sempre più adatte per chi è colpito dalle crisi e per chi perde un posto di lavoro. Da ultimo la gestione delle doti previste per le politiche attive costituisce un importante campo in cui spendere la professionalità e la competenza della Ial, che in tutti i territori è ben attrezzato per affiancare l'azione dei sindacalisti con le proprie competenze. Il rapporto con lo Ial e la promozione dello stesso tra i soggetti che possono gestire e prendere in capo le doti è una occasione in cui fare squadra e proporci come soggetti capaci di realizzare risultati concreti in favore dei lavoratori e delle imprese coinvolte. Confidiamo di aver prodotto uno strumento utile e di facile comprensione per tutti gli interessati. Siamo sempre a disposizione per tutti gli ulteriori approfondimenti necessari. Grazie per il lavoro costante di ricerca di soluzioni e di difesa dei lavoratori che su queste partire ognuno di voi sta portando avanti. maggio 2011 Il segretario regionale Cisl Lombardia

Roberto Benaglia

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SEZIONE 1

GLI AMMORTIZZATORI IN DEROGA

1. Cosa sono gli ammortizzatori in deroga? Gli ammortizzatori in deroga sono nati alcuni anni fa per dare un sostegno al reddito a lavoratori privi di altre protezioni che lavoravano in settori attraversati da crisi particolari, esempio il settore tessile. Dal 2009, a seguito della grave crisi finanziaria ed economica che ancora stiamo vivendo, sono stati potenziati ed estesi a tutti i settori produttivi. L’accordo quadro tra Regione Lombardia, associazioni imprenditoriali e sindacati del 28/2/2011 ha definito le regole valide per la Regione Lombardia per l’anno in corso.

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AZIENDE

2. Quali aziende possono utilizzarli? Tutti i datori di lavoro possono accedere agli ammortizzatori in deroga, comprese le imprese artigiane, le cooperative sociali, le associazioni, i piccoli commercianti, ecc. Unica condizione per poter accedere è quella di non poter ricorrere ad altri ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria o straordinaria ed istituti similari), ovvero di averli esauriti. Sono esclusi solo i datori di lavoro domestici (in pratica le famiglie che hanno in servizio colf o badanti). I datori di lavoro si suddividono nelle tipologie 1 e 2.

3. Quali datori di lavoro sono compresi nella tipologia 1? Fanno parte di questa tipologia tutti i datori di lavoro che non sono compresi nel campo di applicazione della cassa integrazione straordinaria (CIGS). Ad esempio: aziende artigiane, cooperative sociali, aziende commerciali o del turismo con meno di 50 dipendenti, aziende industriali con meno di 16 dipendenti, liberi professionisti, fondazioni e associazioni, ecc. Sono inoltre incluse le aziende edili fino a 100 dipendenti.

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4. Quali datori di lavoro sono compresi nella tipologia 2? Le imprese che rientrano nel campo di applicazione della CIGS. Essenzialmente le imprese industriali con più di 15 dipendenti e le imprese del commercio e del turismo con più di 50 dipendenti. Fanno inoltre parte di questa tipologia le aziende edili con più di 100 dipendenti.

5. Vi sono delle precondizioni richieste all’azienda per la concessione della CIG in deroga? Le aziende, all’atto della domanda, dovranno dichiarare di applicare integralmente i CCNL, contratti territoriali,contratti aziendali, comprensivi della parte che regolamenta la bilateralità ove esistente.

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6. Entro quale data si potranno richiedere? In base alla legge di stabilità (ex legge finanziaria) le domande non potranno prevedere decorrenze che travalichino il 31/12/2011.

7. Quando l’azienda può iniziare la cassa integrazione? Solo dopo aver sottoscritto l’accordo con le Organizzazioni Sindacali. Nel caso di mancato accordo, le parti saranno convocate presso la provincia, nel caso dell’intervento A, o presso ARIFL (Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro) nel caso di intervento B. In tali sedi verrà ricercato ancora l’accordo. In caso di mancata sottoscrizione non sarà possibile per l’azienda procedere con la cassa integrazione.

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8. Chi paga la cassa integrazione in deroga? Direttamente l’INPS, dopo aver ricevuto l’autorizzazione al pagamento da Regione Lombardia. La legge prevede la possibilità dell’anticipazione del trattamento dei primi tre mesi di CIG anche prima dell’autorizzazione, su richiesta dell’azienda. Gli accordi standard prevedono espressamente che venga indicato se l’azienda intende avvalersi di questa facoltà.

9. L’anticipazione ha un costo per l’azienda? Nessun costo. Naturalmente, qualora la Regione, per qualche ragione, non autorizzasse il pagamento, INPS chiederà all’azienda di rimborsare quanto precedentemente anticipato. Per evitare ritardi nei pagamenti che penalizzino i lavoratori, è importante che il sindacalista rivendichi sempre all’azienda di richiedere l’anticipazione all’INPS.

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L A V O R AT O R I

10. Quali lavoratori possono beneficiare degli ammortizzatori in deroga? Tutti i lavoratori dipendenti sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, esclusi soltanto i dirigenti. Sono compresi quindi anche gli apprendisti, i lavoratori a domicilio, i lavoratori in somministrazione (interinali), i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i soci lavoratori (purché assunti con contratto di lavoro subordinato).

11. Quali sono i requisiti minimi perché un lavoratore possa beneficiare degli ammortizzatori in deroga? Per la cassa integrazione in deroga: • 90 giorni di anzianità nell’azienda che richiede l’intervento Per la mobilità in deroga: • 12 mesi di anzianità nell’azienda che richiede l’intervento di cui almeno 6 effettivamente lavorati. Nel computo, per i lavoratori in somministrazione, si possono sommare le diverse missioni effettuate.

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12. A quanto ammonta l’indennità? All’80% della retribuzione mensile, non superando comunque i massimali previsti dalla legge che ammontano a: • per retribuzioni fino a € 1.961,80 massimale lordo di € 906,80 • per retribuzioni superiori massimale lordo di € 1.089,89.

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ACCORDO 2011

13. Come si distinguono gli interventi di CIG in deroga? Intervento A: cause congiunturali (crisi di mercato, cali di commesse, mancanza di materie prime, eventi improvvisi ed imprevisti, ecc.) Intervento B: cause strutturali (crisi prolungata che fa prevedere esuberi di personale, ristrutturazione e riorganizzazione, cessazione parziale o totale dell’attività aziendale, procedure concorsuali, ecc.).

14. Per quanto ore è possibile accedere alla cassa integrazione in deroga per l’intervento A? 400 ore medie per dipendente in CIG. Si costituisce un monte ore che viene ripartito tra i lavoratori in base alle modalità previste dall’accordo aziendale. Esaurito il monte ore l’azienda, nel caso permanga la crisi congiunturale, potrà richiedere una proroga sempre di 400 ore per dipendente in CIG. Esaurito anche il secondo monte ore, potrà eventualmente accedere all’intervento B fino al 31/12/2011.

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15. Quali datori di lavoro possono richiedere l’intervento A? Tutti i datori di lavoro della tipologia 1 che, al momento della richiesta, non possono accedere ad altri ammortizzatori.

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16. Quali sono le informazioni necessarie che devono essere contenute dall’accordo e dalla domanda? Per l’intervento A: • le cause dell’intervento • il periodo di riferimento • le modalità della CIG e l’eventuale rotazione • l’eventuale previsione di formazione dei lavoratori durante il periodo di CIG • l’utilizzo precedente di ammortizzatori sociali dall’anno 2008. Per l’intervento B in caso di ristrutturazione, riorganizzazione o crisi: • le stesse previste dall’intervento A • piano di gestione degli esuberi (andranno specificati gli interventi di incentivazione per favorire gli esodi, possibili pensionamenti nel periodo interessato dagli ammortizzatori sociali, interventi sugli orari di lavoro, possibilità di mobilità interna, ecc.) • programma di riqualificazione dei lavoratori in Cig e di ricollocazione per gli esuberi.

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Per l’intervento B in caso di cessazione, anche parziale, di attività o di procedure concorsuali: • oltre alle informazioni previste per gli altri interventi B, compreso il piano di gestione degli esuberi, vanno chiaramente indicati gli interventi finalizzati alla ricollocazione dei dipendenti che stanno perdendo il lavoro.

17. Per quanti mesi è possibile accedere alla CIG in deroga nell’intervento B? L’azienda può richiedere 5 mesi di sospensione parziale o totale, indicando i lavoratori coinvolti. Al termine potrà richiedere una proroga fino al 31/12/2011. Per gli accordi di solidarietà la richiesta può essere unica, fino al 31/12/2011. Qualora l’accordo aziendale comprenda un programma di riqualificazione o di ricollocazione che prevede un cofinanziamento di risorse pubbliche e private di una durata superiore ai 5 mesi, l’autorizzazione potrà essere richiesta per un periodo corrispondente a quello delle politiche attive, fermo restando il termine del 31/12/2011.

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18. Quali datori di lavoro possono richiedere l’intervento B? •

Tutti i datori di lavoro della tipologia 1 che si trovano in situazione di crisi strutturale, di cessazione totale o parziale dell’attività o che ricorrano a procedure concorsuali. Tutti i datori di lavoro della tipologia 2 che, al momento della richiesta, non possono accedere ad altri ammortizzatori sociali.

19. Cosa sono gli “Accordi di solidarietà”? Fanno parte dell’intervento B. Possono stipularli i datori di lavoro che, per evitare licenziamenti e sospensioni a zero ore, concordino con il sindacato una riduzione dell’orario di lavoro non superiore al 60% delle ore complessive previste nell’area interessata all’accordo. Fermo restando il limite medio massimo del 60% delle ore, ogni lavoratore coinvolto potrà vedere ridotto il suo orario di lavoro fino ad un massimo dell’80%.

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PROCEDURA

20. Cosa deve fare un’azienda che intende ricorrere alla cassa integrazione in deroga? Deve inviare una comunicazione alle sedi territoriali dei sindacati di categoria e, nel caso vi siano, alle R.S.U. Le aziende artigiane invieranno le comunicazioni ai rappresentanti sindacali di bacino. La comunicazione dovrà specificare le motivazioni per cui viene richiesto l’intervento di sostegno al reddito. I sindacati di categoria avranno dieci giorni di tempo per richiedere l’incontro all’azienda. A seguito dell’incontro verrà sottoscritto l’accordo sindacale. Vengono previsti due tipi di intervento: A e B.

21. Cosa sono gli “Accordi standard”? Sono stati creati dalle Parti Sociali per facilitare la realizzazione degli accordi, sono disponibili sul sito della Regione www.dote.regione.lombardia.it. Contengono già tutti i punti la cui compilazione è indispensabile per ottenere la CIG. Ne sono previsti quattro: • Per le richieste di Intervento A • Per le richieste di Intervento B • Per gli accordi di solidarietà • Per le richieste riferite ai lavoratori somministrati.

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22. Gli accordi standard sono obbligatori? No, ma è indispensabile che i contenuti minimi previsti per gli accordi standard siano compresi nell’intesa sottoscritta tra le parti, la quale può contenere anche altri punti aggiuntivi, come, ad esempio, la previsione di verifiche periodiche tra le parti sull’andamento dell’azienda e sull’attuazione di eventuali piani di ristrutturazione, interventi organizzativi o sugli orari volti a limitare la cassa integrazione, incentivazioni all’esodo, ecc.

23. Chi effettua l’istruttoria delle domande di CIG in deroga? La provincia nella quale si trova l’unità produttiva interessata nel caso di intervento A; ARIFL nel caso di intervento B. Per le aziende che hanno più sedi interessate dislocate in province diverse l’istruttoria sarà in tutti i casi di ARIFL.

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24. É prevista una consultazione delle parti in sede istituzionale? Generalmente no. ARIFL o Provincia possono riservarsi di convocare le parti quando “ritengano opportuno verificare la corrispondenza dell’accordo aziendale con quanto previsto dall’accordo quadro regionale”; in altre parole, quando giudichino carente di informazione l’accordo aziendale (ad esempio quando, per l’intervento B, non vengono precisati gli interventi di riqualificazione o di ricollocazione). L’esame di consultazione è sempre previsto al momento della seconda richiesta. In tale incontro l’azienda dovrà fornire un dettagliato resoconto del precedente intervento.

25. Chi autorizza il pagamento della CIG in deroga? I provvedimenti autorizzativi sono emessi da Regione Lombardia e pubblicati nell’apposito sito. Regione Lombardia trasmette tali provvedimenti all’INPS come autorizzazione al pagamento delle indennità. In assenza di presupposti per l’autorizzazione, Regione Lombardia formalizza il diniego e le relative motivazioni al datore di lavoro, alla provincia interessata e all’INPS.

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S O M M I N I S T R AT I

26. Quando e con quali modalità possono essere posti in cassa integrazione i lavoratori in somministrazione? Possono essere sospesi quando anche gli altri lavoratori dell’unità produttiva nella quale stanno operando sono in cassa integrazione. Anche le modalità della sospensione devono essere analoghe a quelle previste per gli altri lavoratori.

27. Chi sottoscrive l’accordo standard per i lavoratori in somministrazione? L’accordo è tra l’Agenzia per il Lavoro (APL) che ha alle dipendenze i lavoratori somministrati e, per quanto riguarda la CISL, i rappresentanti della FELSA territoriale, dopo che l’operatore di categoria che ha sottoscritto l’accordo per gli altri lavoratori dell’azienda utilizzatrice avrà dato loro tutte le necessarie indicazioni.

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MOBILItà IN DEROGA

28. Cos’è la”Mobilità in deroga”? Si tratta di un particolare sostegno al reddito a favore di disoccupati che non godono di altri ammortizzatori.

29. Chi ne ha diritto? Tutti i disoccupati (apprendisti compresi) licenziati per riduzione di personale o giustificato motivo oggettivo, dimessisi dall’azienda per giusta causa (ad esempio quando l’azienda ha più di una retribuzione in arretrato), ovvero che hanno cessato un rapporto di lavoro a tempo determinato.

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30. In quali casi ne hanno diritto? Quando non hanno i requisiti per richiedere la disoccupazione ordinaria o l’indennità di mobilità. Inoltre, i disoccupati di età inferiore ai 50 anni, che provengono da aziende che sono ricorse alla cassa integrazione in deroga, fino al 31/12/2011, possono richiedere quattro mesi di mobilità in deroga, al termine degli otto mesi di indennità di disoccupazione.

31. Quali sono i requisiti individuali necessari per ottenere la mobilità in deroga? Avere un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività, infortuni e maternità. Ai fini del calcolo del requisito di cui sopra si considerano valide anche eventuali mensilità lavorate presso la medesima azienda con un rapporto di collaborazione a progetto (co.co.pro.)

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32. A chi va rivolta la domanda di Mobilità in deroga? All’INPS territoriale attraverso la compilazione di un apposito modulo.

33. Chi autorizza il pagamento? La Regione, con un apposito decreto cumulativo delle domande riguardanti un determinato periodo.

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SEZIONE 2

POLITICHE ATTIVE

34. Cosa sono le “Politiche Attive”? Si tratta di interventi di formazione, orientamento, riqualificazione, servizi di sostegno per favorire il reimpiego, ed altri, rivolti ai lavoratori in cassa integrazione in deroga o in mobilità in deroga.

35. Quali sono gli enti che possono offrire percorsi di politiche attive? Gli enti pubblici e privati accreditati in Regione Lombardia per i Servizi al Lavoro e per la Formazione Professionale.

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36. Chi finanzia le politiche attive? I percorsi di ricollocazione e di riqualificazione possono essere: • interamente finanziati con risorse pubbliche • interamente finanziati con risorse private e/o paritetiche sociali • finanziati con la partecipazione di risorse pubbliche e private.

37. Come definire i percorsi e i loro dettagli? É opportuno che il sindacalista, al momento della stesura della parte di accordo relativa alle politiche attive, prenda contatto con la sede IAL del territorio. Gli incaricati alle politiche attive e i formatori saranno disponibili a fornire il supporto necessario per la scrittura di un buon accordo.

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38. Quali sono gli obblighi previsti per i lavoratori sospesi con Intervento A? Gli accordi aziendali possono, non obbligatoriamente, prevedere interventi di riqualificazione, collegati alle necessità aziendali. I lavoratori in cassa integrazione, in questi casi, sono tenuti a partecipare ai corsi programmati, durante i periodi di sospensione.

39. Quali sono gli obblighi per il lavoratore quando l’accordo aziendale non prevede il percorso di riqualificazione? In questo, come negli altri casi, il lavoratore è tenuto a sottoscrivere una “Dichiarazione di Immediata Disponibilità” (DID) nella quale si impegna a partecipare a percorsi di politiche attive che eventualmente gli venissero offerti. Non è tenuto, perciò, a rivolgersi ad un ente ma non può rifiutare un’offerta di formazione, attinente al suo lavoro, che gli venisse fatta e che si svolgesse durante il periodo di sospensione.

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40. A carico di chi sono i costi di tali corsi? A carico dell’azienda oppure di un fondo interprofessionale al quale l’azienda aderisce.

41. E nel caso di intervento B? L’accordo sindacale che attiva tale intervento deve sempre contenere la previsione di specifici percorsi di politiche attive del lavoro finalizzati alla riqualificazione professionale o alla ricollocazione a seconda delle ragioni per cui viene richiesto l’intervento.

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42. Quali sono gli obblighi previsti per i lavoratori sospesi e/o espulsi con intervento B? In questo, come negli altri casi, il lavoratore è tenuto a sottoscrivere una “Dichiarazione di Immediata Disponibilità” (DID) nella quale si impegna a partecipare ai percorsi di politiche attive. È tenuto, perciò, a rivolgersi ad un ente accreditato da Regione Lombardia per i Servizi al Lavoro e Servizi di Formazione.

43. In questo caso chi finanziale politiche attive? La Regione, con la “Dote riqualificazione e ricollocazione” e le parti sociali attraverso il cofinanziamento dell’azienda o di un fondo interprofessionale.

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COFINANZIAMENTO

44. É obbligatorio il cofinanziamento? No, però l’accordo dice che va favorito. Il sindacalista, quindi, al momento della sottoscrizione dell’accordo, dovrà verificare se esistono le condizioni di un cofinanziamento.

45. Come può avvenire il cofinanziamento del fondo interprofessionale? Ad esempio attraverso il “Conto Aziendale”, uno specifico accantonamento di risorse a disposizione dell’azienda per la formazione continua dei dipendenti previsto dai seguenti fondi interprofessionali: Fondimpresa (aziende associate a Confindustria), FonCoop (aziende cooperative), Forte (aziende del terziario, ma soltanto quelle con più di duecentocinquanta dipendenti). Per gli altri fondi, per rendere operativo il cofinanziamento, saranno necessari degli specifici protocolli tra la presidenza del fondo stesso e Regione Lombardia o Ministero del lavoro.

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46. Cosa deve fare il sindacalista? Innanzitutto chiedere all’azienda se aderisce ad un fondo. Nel caso di risposta negativa converrà che la inviti ad aderire, ricordandole che non sono previsti costi aggiuntivi e che l’adesione permetterà all’impresa di formare gratuitamente i propri dipendenti. Nel caso di risposta positiva dovrà accertarsi se il fondo interessato prevede il conto aziendale e, in questo caso, richiedere che una parte del percorso formativo venga finanziato attraverso tale fonte.

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SEZIONE 3

DOTI 2011

47. Le doti ammortizzatori 2011 Le nuove doti prevedono percorsi finanziati di: • ricollocazione: servizi al lavoro finalizzati al reinserimento lavorativo erogati da operatori accreditati ai servizi al lavoro • riqualificazione: servizi formativi finalizzati al mantenimento del posto di lavoro attraverso l’accrescimento professionale del lavoratore all’interno dell’azienda erogati da operatori accreditati ai servizi al lavoro e ai servizi di formazione.

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INTERVENTI DI RICOLLOCAZIONE E RIQUALIFICAZIONE

48. Chi può attuare i percorsi di riqualificazione o di ricollocazione? Per la parte finanziata dalla Regione gli enti accreditati per la formazione e per i servizi al lavoro. Tra questi il sindacalista della CISL privilegerà lo IAL che, negli ultimi anni, ha molto sviluppato le attività rivolte agli adulti in difficoltà e ai disoccupati. Per la parte finanziata dal fondo interprofessionale, gli enti formativi convenzionati con il fondo stesso, tra cui anche lo IAL.

49. É obbligatorio che l’accordo aziendale stabilisca quali sono gli enti attuatori delle politiche attive? No, ma è auspicabile. Definendo gli enti attuatori già nell’accordo sarà più facile ed efficace dettagliare più puntualmente gli interventi. La riqualificazione, in particolare, dovrà far riferimento alla situazione aziendale per sviluppare il miglioramento delle competenze dei lavoratori e rafforzare la loro permanenza nel posto di lavoro.

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50. A quanto ammontano le “Doti riqualificazione e ricollocazione”? I lavoratori da riqualificare hanno diritto ad una dote massima di f 3000 per l’attuazione della formazione. Nel caso di cofinanziamento, il 40% è a carico del fondo interprofessionale o dell’azienda. La dote ricollocazione prevede un importo massimo di f 3200. Gli enti incaricati percepiscono f 375 per l’attuazione dei servizi di base e la parte rimanente della dote al momento della ricollocazione del lavoratore con un contratto di almeno 6 mesi. Nel caso di somministrazione, si sommano missioni consecutive di durata complessiva di almeno 6 mesi.

51. Per i lavoratori più svantaggiati non è previsto niente? Agli enti che ricollocheranno questi lavoratori, con un contratto di almeno un anno, verrà riconosciuta una premialità di f 2000, che salirà a f 3000 qualora il nuovo contratto sia a tempo indeterminato.

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52. Quali lavoratori si intendono per “svantaggiati”? Chi ha compiuto i 50 anni e chi i 45 e non ha un titolo di studio superiore alla scuola media.

53. É obbligatorio che partecipino ai percorsi di riqualificazione o di ricollocazione i lavoratori che nel corso dell’applicazione degli ammortizzatori sociali matureranno i requisiti per andare in pensione? No, se nel piano di gestione esuberi è previsto che questi lavoratori non rientrino nel processo produttivo o nel mercato del lavoro. Naturalmente se qualcuno di loro è interessato a partecipare al percorso di ricollocazione perché intende continuare a lavorare anche avendo la possibilità di andare in pensione, potrà comunque accedere alla dote. Anche questi lavoratori sono soggetti agli obblighi della DID per cui, nel caso facciano parte degli esuberi, non potrebbero rifiutare un posto di lavoro che venisse loro offerto mentre sono in cassa integrazione e nemmeno di prestare lavori socialmente utili presso strutture pubbliche. 36

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54. Quando l’accordo deve prevedere interventi di ricollocazione? Nei casi di cessazione, anche parziale, dell’attività aziendale e quando si è in presenza di esuberi di personale.

55. In questi casi è indispensabile che siano già individuati i lavoratori che, al termine della cassa, verranno estromessi dall’azienda? Assolutamente no. L’azienda può prevedere la presenza di esuberi, specificando le aree e le funzioni interessate. Il piano di gestione degli esuberi, a sua volta, definirà gli interventi da attuare nel periodo di sospensione. Ad esempio, individuerà i lavoratori che, nel periodo di godimento degli ammortizzatori sociali, matureranno le condizioni per il pensionamento e prevederà eventuali incentivi all’esodo a favore di lavoratori disponibili ad entrare nel percorso di ricollocazione.

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56. Quali sono i servizi da prevedere per la ricollocazione? •

• • •

Colloqui individuali improntati al sostegno psicologico e motivazionale e per rilevare le competenze e i fabbisogni dei lavoratori azioni di orientamento e accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro sostegno alla definizione dei curriculum eventuali percorsi di riqualificazione orientati a sviluppare competenze per una nuova occupazione, prevedendo anche stages in altre aziende ricerche nel territorio sulla situazione della domanda-offerta di lavoro per rendere effettiva la ricollocazione.

57. Anche nel caso di ricollocazione ci si può rivolgere allo IAL? Certamente, lo IAL dal 2007 è accreditato anche per i Servizi al Lavoro con la Regione Lombardia e partecipa a numerosi progetti territoriali a favore di disoccupati e cassaintegrati. Per la ricollocazione si avvale della collaborazione di importanti Agenzie per il Lavoro presenti in tutti i territori.

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LINEE GUIDA PER ACCORDI SINDACALI DI TIPO B Formazione Riqualificazione professionale

Obiettivo dell’intervento RIQUALIFICAZIONE

Tipologia e descrizione dei percorsi:  

Sulla base delle valutazioni effettuate con l’azienda per una verifica precisa e puntuale delle esigenze di adeguamento delle professionalità del proprio personale alle esigenze del mercato di riferimento, verrà effettuata una attenta analisi del ruolo e della mansione dei lavoratori sospesi e delle conseguenti necessità di riqualificazione indispensabili al miglioramento delle abilità e conoscenze degli stessi per il mantenimento del posto di lavoro in azienda. A tal fine verranno predisposti percorsi formativi che dovranno: • essere compatibili con le modalità e la durata della sospensione da lavoro • svolgersi nelle ore in cui i lavoratori sono effettivamente sospesi in Cassa integrazione in deroga • essere coerenti con l’attività lavorativa svolta o che si intende far svolgere all’interno dell’azienda in cui opera

Lavoratori coinvolti:            

lavoratori sospesi

Durata Sulla base del periodo di cassa indell’intervento:         tegrazione in deroga richiesto

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AMMORTIZZATORI In DEROGA


Eventuale certificazione delle competenze ove prevista:

Tutti i percorsi di formazione che verranno predisposti prevedono al termine del percorso formativo la verifica delle conoscenze ed abilità conseguite e/o competenze conseguite, verifica effettuata con apposite prove. Al termine di ciascun percorso formativi dovrà essere previsto da parte dell’Ente erogatore l’emissione di attestazioni come previsto dalle circolari della Regione Lombardia.

Previsione di eventuali risorse economiche aziendali e/o paritetiche sociali:

da valutare sulla base degli accordi intercorsi con l’azienda

Eventuali indicazioni logistico organizzative (es. Ente Erogatore…):

l’ente erogatore dei servizi indicati è individuato in IAL Lombardia ed ove necessario nella sua rete di partner. L’ente preposto e gli eventuali partner metteranno a disposizione le proprie strutture e il proprio personale specializzato

AMMORTIZZATORI In DEROGA

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RICOLLOCAZIONE

Obiettivo dell’intervento REINSERIMENTO LAVORATIVO

Tipologia e descrizione dei percorsi:  

Il percorso di reinserimento lavorativo può prevedere l’attivazione delle seguenti attività: • Colloqui individuali di sostegno all’uscita che forniscano un supporto psicologico e motivazionale • Colloqui individuali finalizzati alla messa a fuoco delle competenze professionali possedute e spendibili nel mercato del lavoro locale • Colloqui individuali di orientamento finalizzati all’individuazione di un obiettivo professionale coerente con le competenze possedute e con il mercato del lavoro locale • Incontri di gruppo su strumenti e tecniche di ricerca del lavoro • Affiancamento individuale nella fase attiva di ricerca del lavoro (coaching) • Preselezione domanda e offerta di lavoro • Scuoting aziendale e ricerca attiva del lavoro • Accompagnamento al lavoro • Azioni di contatto ove possibile in partenariato con i soggetti operanti del mercato del lavoro al fine di creare un network finalizzato al reinserimento professionale del lavoratore • Eventuale previsione di percorsi formativi qualora fosse necessaria l’implementazione delle competenze professionali possedute La valutazione sulle tipologie di percorsi di reinserimento da predisporre verrà definita e costruita dopo una attenta analisi delle esperienze/competenze e motivazione dei lavoratori in esubero effettuata attraverso l’attivazione dei servizi al lavoro come previsto dalla dote ricollocazione con particolare riferimento al servizio “Bilancio di Competenze” e “Definizione del percorso”.

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AMMORTIZZATORI In DEROGA


Lavoratori coinvolti:            

lavoratori soggetti a esubero e/o che hanno manifestato interesse per i percorsi indicati

Durata dell’intervento:        

6 mesi

Eventuale certificazione delle competenze ove prevista:

nel caso il processo evidenzi la necessità di acquisizione di ulteriori competenze professionale, potranno essere progettati e realizzati percorsi di formazione mirati. Le competenze acquisite saranno attestate, tramite prove e test finali, sulla base degli standard regionali di riferimento

Previsione di eventuali risorse economiche aziendali e/o paritetiche sociali:

da valutare sulla base degli accordi intercorsi con l’azienda

Eventuali indicazioni logistico organizzative (es. Ente Erogatore…):

l’ente erogatore dei servizi indicati è individuato in IAL Lombardia ed ove necessario nella sua rete di partner. L’ente preposto e gli eventuali partner metteranno a disposizione le proprie strutture e il proprio personale specializzato

AMMORTIZZATORI In DEROGA

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AMMORTIZZATORI In DEROGA

Segnalazione casi e accordo aziendale

• Definisce l’accordo • Informa il dipartimento del Mercato del lavoro • Verifica l’esistenza di condizioni di cofinanziamento

Operatori CISL

• Rileva il fabbisogno formativo dell’azienda • Supporta l’operatore Cisl nella stesura dei contenuti formativi dell’accordo/del Piano di Riqualificazione • Supporta l’operatore Cisl nella stesura del processo di ricollocazione/Piano di Ricollocazione

Operatori Doti IAL • Stipula convenzioni con le Agenzie di lavoro • Crea un network, regionale e locale, per la gestione dei Piani di Ricollocazione • Stende Modelli di Piani di Riqualificazione/ Ricollocazione da allegare agli accordi sindacali

IAL

CONTINUA

Operatori Agenzie

Qui di seguito riportiamo, quale ipotesi di lavoro condivisa tra USR e IAL, il modello del processo tipo di erogazione della dote, individuando gli attori coinvolti e i rispettivi ruoli.


AMMORTIZZATORI In DEROGA

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Presa in carico lavoratori

Operatori Doti IAL

• Organizza la presa in carico (tempi, luoghi,strumentazione,…) • Crea il PIP sul portale regionale • Eroga i servizi indicati dai dispositivi • Produce gli output dei servizi minimi • Individua l’obiettivo professionale per ciascun lavoratore • Stende i profili professionali dei lavoratori • Condivide i profili professionali individuati con gli operatori delle Agenzie di lavoro

Operatori CISL

• Crea il contatto tra l’azienda (eventuale delegato sindacale), operatore IAL, Associazione di categoria e consulenti del lavoro • Fornisce l’elenco dei lavoratori coinvolti • Fornisce le informazioni ai lavoratori sui tempi e i contenuti delle politiche attive • Sensibilizza i lavoratori sull’importanza delle politiche attive e sulle opportunità che esse offrono • Mette a disposizioni le sedi sindacali per l’erogazione dei servizi di presa in carico (qualora fosse necessario per agevolare i lavoratori)

• Partecipa (?) alla stesura dei profili professionali, ove richiesto

• Crea la strumentazione informatica per monitorare i processi di ricollocazione/ riqualificazione

CONTINUA

Operatori Agenzie

IAL


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AMMORTIZZATORI In DEROGA

Analisi e progettazione percorsi formativi

• Supporta, grazie alla conoscenza della cultura organizzativa e dei processi produttivi dell’azienda di riferimento, l’operatore IAL nell’individuazione del fabbisogno formativo • Sensibilizza l’azienda sull’importanza della formazione nell’attuale contesto produttivo • Supporta l’operatore IAL nell’individuazione di eventuali fonti di finanziamento privato (in Caso di accordo tipologia A

Operatori CISL

• Rileva il fabbisogno formativo dell’azienda secondo le indicazione del Piano di Riqualificazione • Individua e progetti percorsi professionali coerenti con il processo di ricollocazione • Supporta l’operatore sindacale nell’individuazione di eventuali fonti di finanziamento privato (es. in Caso di accordo tipologia A, ma non solo)

Operatori Doti IAL IAL

CONTINUA

• Supporta l’operatore IAL per la costruzione di percorsi professionali coerenti con il processo di ricollocazione

Operatori Agenzie


AMMORTIZZATORI In DEROGA

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Formazione

• Mette a disposizioni le sedi sindacali per l’erogazione dei percorsi formativi (qualora fosse necessario per agevolare i lavoratori)

Operatori CISL

• Tutoraggio e monitoraggio dei singoli processi di riqualificazione/ricollocazione

Operatori Doti IAL • Eroga i percorsi formativi individuati nel rispetto dei contenuti e dei tempi previsti • Monitoraggio dell’andamento dei percorsi formativi • Attesta le eventuali competenze acquisite dal lavoratore secondo gli standard di regione Lombardia (Certificazione delle competenze)

IAL

CONTINUA

Operatori Agenzie


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AMMORTIZZATORI In DEROGA

Ricerca occupazione

• Segnala le aziende che assumono • Informa le aziende/operatore IAL sui vantaggi di un’eventuale assunzione (sgravi contributi, bonus,…) • Offre consulenza agli operatori IAL sugli strumenti legislativi che agevolano l’inserimento lavorativo (voucher, lex 102,…)

Operatori CISL

• Attiva un processo di ricollocazione su gruppi omogenei di lavoratori • Supporta gli operatori delle agenzie di lavoro nel processo di ricollocazione • Organizza stage in funzione di un’eventuale assunzione

Operatori Doti IAL • Sostiene e implementa il network locale per un’efficace e sinergico processo di ricollocazione • Pubblicizza l’attività IAL al network di aziende locali (diffusione dei profili?)

IAL

• Ricerca occupazione

Operatori Agenzie


graficagenovese.it

IAL REGIONALE

IAL LECCO

Viale Fulvio Testi, 42 20099 SESTO S.GIOVANNI (MI) Tel. 02 252011300 Fax 02 252011317 sede.regionale@ial.lombardia.it

Via Besonda, 11 23900 LECCO Tel. 0341 366885 Fax 0341 366073 sede.lecco@ialombardia.it

IAL BRESCIA

LOMBARDIA

IAL BERGAMO

Viale Castellini, 7 25123 BRESCIA Tel. 030 2893811 Fax 030 2893850 sede.brescia@ialombardia.it

Via Carnovali, 88/a 24126 BERGAMO Tel. 035 324753 sede.bergamo@ialombardia.it

IAL VIADANA

IAL SARONNO Via Marx, 1, Via Volta, 105 20147 SARONNO (VA) Tel. 02 96702399/96367204 Fax 02 9605138 sede.saronno@ialombardia.it

Via Garibaldi, 50 46019 VIADANA (MN) Tel. 0375 833668 Fax 0375 833669 sede.viadana@ialombardia.it

IAL MANTOVA

IAL COMO

Via Torelli, 8 46100 MANTOVA Tel. 0376 329938 Fax 0376 362635 sede.mantova@ialombardia.it

Via Clerici, 1 22100 CAMNAGO-VOLTA (CO) Tel. 031 309262/3371769 Fax 031 309717 sede.como@ialombardia.it

IAL CREMONA

IAL MILANO

Via Dante, 121 26100 CREMONA Tel. 0372 36450 Fax 0372 33834 sede.cremona@ialombardia.it

IAL GRAVEDONA ED UNITI Via V. Veneto, 1 22015 GRAVEDONA ED UNITI (CO) Tel. 0344 89208 Fax 0344 85881 sede.gravedona@ialombardia.it

Via Tadino, 23 20124 MILANO Tel. 02 29515801 Fax 02 29531895 sede.milano@ialombardia.it

IAL LODI P. le G. Forni, 1 26900 LODI Tel. 0371 59101 sede.lodi@ialombardia.it

LOMBARDIA

Dipartimento del Lavoro USR CIsl Lombardia

Viale Italia, 2 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) tel. 02 241011642 fax. 02 241011604 e-mail: dip.mercatolavoro.lombardia@cisl.it sito web: www.lombardia.cisl.it

VADEMECUM AMMORTIZZATORI IN DEROGA 2011 IN LOMBARDIA


Vademecum Ammortizzatori in deroga 2011 in Lombardia - IAL Lombardia