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O2 APR. 2011

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Newsletter trimestrale

Una impresa sociale al servizio del lavoro Matteo Berlanda

partire da questo numero la Newsletter di IAL Lombardia diventa uno strumento di informazione e confronto rivolto non più soltanto al personale interno ma estenderà il suo raggio di diffusione anche a tutti i collaboratori ed agli interlocutori sindacali. È infatti emerso in questi mesi di confronto con gli operatori della Cisl che con più attenzione hanno seguito il processo di erogazione delle doti ammortizzatori 2010, come sia necessario rinnovare e rafforzare la percezione di quegli aspetti del nostro operare che ci rendono pienamente Impresa Sociale, per rispondere così a chi, anche tra i nostri interlocutori più stretti, si chiede “perché mai è meglio lavorare con IAL che un altro attore della formazione professionale e continua?”

È una domanda legittima e indicativa della naturale propensione alla contrattazione che caratterizza il modo di far sindacato in Cisl, come ugualmente legittima è la domanda “ma che guadagno ha la Cisl dal lavorare con lo IAL?” Dobbiamo farci carico di queste domande, il cui significato è la giusta ricerca di un interlocutore pienamente consapevole delle caratteristiche distintive dell’azione sindacale, e il modo più adatto che abbiamo credo stia semplicemente nella testimonianza delle tante attività che svolgiamo ogni giorno: le oltre 6000 doti ammortizzatori in deroga erogate, i 1600 apprendisti formati, i 660 ragazzi avviati in percorsi di formazione professionale

Sono attive le

NUOVE DOTI AMMORTIZZATORI PER IL 2011. IAL e CISL coordinano le proprie attività per semplificare l’accesso alla riqualificazione e ricollocazione. Richiedi i materiali agli operatori Cisl o alle segreterie IAL.

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all’interno:

La Newsletter, il nostro punto d’incontro Velleda Levorato pg. 2

in obbligo formativo, i 100 disabili formati e avviati al lavoro e  le oltre 5000 ore di formazione continua erogate direttamente nelle aziende per mezzo dei fondi professionali, sono ben più che l’”attività dello IAL Lombardia nel 2010”.  Le oltre 100mila ore di formazione erogate l’anno scorso costituiscono a pieno titolo un’azione di tutela dei lavoratori che - al pari delle attività di tutela sociale svolte dai patronati, dalle associazioni e dai servizi agli iscritti - sostengono e 1

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La formazione professionale diventa conditio sine qua non per l’attribuzione della Dote Lavoro Paola Colombo e Federica Isola pg. 3

Imparare a crescere insieme Gianpiero Frignati e Luciano Grassi pg. 5


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supportano il lavoro degli operatori sindacali. È per alimentare questa reciproca conoscenza che daremo sempre più spazio in queste nostre newsletter al racconto dei nostri operatori impegnati in prima

sonanza possibile tra la Cisl e la sua Impresa Sociale. In questi mesi stanno infatti giungendo a conclusione la trasformazione di IAL in Impresa Sociale e le attività programmate dal processo di adeguamento alla legge 231/01 sulla re-

le unità operative - saranno presto disponibili a tutti: il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo e il Manuale dell’Organizzazione, le Procedure e il Codice Etico di Comportamento contengono le regole fondamentali a garanzia della serenità e consapevolezza del nostro lavoro quotidiano e saranno perciò quanto prima forniti in forma integrale a tutto il personale. D’ora in poi ogni attività societaria dovrà far riferimento a quanto previsto in questi documenti, ed ogni problema e difformità dal modello potranno essere gestiti con precise modalità.

persona nelle attività, perché il confronto con le esperienze reali e con le persone quotidianamente impegnate a rendere reale la missione dello IAL è il miglior modo per evidenziare la somiglianza e la con-

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sponsabilità d’impresa. I risultati organizzativi di questi interventi - già esposti e approfonditi per mezzo delle giornate di formazione svolte in tutte

La collaborazione di tutti in quest’ultimo anno è stata un importante elemento di partecipazione e ha permesso di raggiungere un risultato finale pienamente in linea con le attese; sono certo che anche nel prossimo futuro sapremo trovare la motivazione e le forme più adatteper proseguire su questa strada.

La Newsletter, il nostro punto d’incontro Velleda Levorato

cco il terzo numero della Newsletter istituzionale di IAL Lombardia. Non vi nascondo un po’ di emozione, perché è un progetto nato insieme a me, immaginato e pensato per accompagnare IAL nel suo processo di cambiamento. Certo, all’inizio la Newsletter ha fatto da Grillo Parlante, ma quello che ci aspetta è ben altro… e ve lo voglio descrivere. La Newsletter IAL non è solo un resoconto dell’Ente, un notiziario di informazioni che ci sforzeremo di rendere interessanti. Certo, i progetti che ci coinvolgono e i percorsi comuni che intraprendiamo troveranno sempre ampio spazio. È la nostra storia e ce la racconteremo… Essere informati per lasciarci coinvolgere, crescere insieme con il contributo di tutti… Questo deve essere il nostro obiettivo e

mi piace pensare che la Newsletter sarà lo strumento che ce lo permetterà. I primi due numeri sono stati doverosamente dedicati a raccontavi cosa stava accadendo all’interno del mondo IAL e a questo hanno contribuito i consulenti che ci hanno accompagnato in questo percorso. Ma sbrigate le formalità, la Newsletter diventa uno spazio tutto nostro, aperto e pubblico dove possiamo condividere le nostre esperienze professionali e confrontarci in modo costruttivo e migliorativo. Magari anche solo per dire che ci siamo anche noi…che la nostra attività è parte integrante dell’ingranaggio complesso di IAL. Voglio condividere con voi una mia esperienza. Di recente ho visitato alcune delle sedi 2

IAL allo scopo di raccogliere del materiale video da utilizzare in un progetto di promozione dell’ente. È stata un’occasione davvero importante perché mi ha permesso di entrare nel mondo della formazione, di conoscere alcuni di voi, di rivedere altri. Ho preso consapevolezza di cosa significhi avere sempre un occhio vigile sulle situazioni del disagio sociale. E ho visto tutti voi spendervi con entusiasmo e coinvolgimento. Ho colto un aspetto nuovo di IAL, una realtà affascinante! Poterla condividere mi conferma quale deve essere lo spirito che animerà i contenuti della Newsletter di IAL: non solo aspetti strettamente professionali, ma anche e soprattutto le esperienze umane che ne conseguono perché è il nostro bagaglio emozionale a


O2 APR. 2011 renderci davvero unici. Credo che questa sia la ricchezza di IAL: la sua varietà di specificità professionali e di esperienze. Ma occorre valorizzare questo potenziale, innanzitutto facendolo conoscere! La nascita dell’Impresa Sociale, la conferma dei valori che da molti anni caratterizzano IAL, l’impegno a costruire un sistema di comunicazione agile e performante rappresentano un’occasione per dare voce a quanti tra di noi hanno sempre lavorato, e continuano a lavorare, con passione e convinzione, fedeli interpreti del ruolo di mediatore sociale. La condivisione, il confronto, la crescita. C’è molto ancora da fare, perché insieme possiamo migliorare. La Newsletter è lo strumento di informazione e coordinamento dell’attività verso tutte le sedi territoriali. Vi aggiornerà su IAL, sulle novità di indirizzo politico, di posizionamento sul mercato e, ce lo auguriamo, dei nostri miglioramenti rispetto ai competitors. SI, è una sfida ambiziosa a fare sempre

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meglio! A posizionarci stabilmente tra i primi enti di formazione riconosciuti in Lombardia. A mantenete costante la credibilità di cui godiamo presso i nostri interlocutori. Per farlo occorre la partecipazione attiva e il contributo di tutti. Cosi hanno fatto alcuni vostri colleghi che proprio in questo numero ci raccontano la loro esperienza e il lavoro svolto nell’ultimo anno.

La redazione, il cui indirizzo troverete in fondo all’ultima pagina, attende altre significative storie che, compatibilmente con l’argomento trattato, troveranno spazio nei prossimi numeri della Newsletter. Al prossimo numero!

Doti 2010: La formazione professionale conditio sine qua non per l’attribuzione della Dote Lavoro Paola Colombo e Federica Isola (IAL Saronno, IAL Como)

l 31 marzo 2011 si è conclusa la prima esperienza di gestione organizzata delle politiche attive del lavoro legate alla cassa integrazione in deroga. Regione Lombardia con l’accordo quadro del 4 maggio 2009 ha conciliato in maniera organica e sinergica l’ottenimento dell’indennità di cassa all’attivazione del lavoratore in percorsi di politiche attive del lavoro: per la prima volta l’intero processo è stato concretizzato in un sistema definito e monitorato. Attraverso lo strumento della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali in deroga, il lavoratore ha avuto la possibilità di partecipare a percorsi di formazione, riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo

offerti dalla rete degli enti accreditati dalla Regione. Al centro del sistema è stata quindi posta la figura del lavoratore che, con la consulenza degli operatori preposti, formalizza in un Piano di Intervento Personalizzato (PIP) il percorso di politica attiva che intraprenderà: per la prima volta la formazione professionale diventa conditio sine qua non per la percezione dell’indennità di cassa. All’interno del sistema delineato, IAL Lombardia ha svolto un ruolo di primo piano risultando uno dei primi enti come quantità di doti gestite e quindi come capacità di presa in carico dei lavoratori e delle relative aziende. In particolare per quanto riguarda la sede 3

di Saronno l’ammontare delle prese in carico, è stato di 1700 doti contribuendo in maniera sostanziale a fare del territorio varesino la prima provincia in Lombardia quanto a partecipazione attiva dei lavoratori, con una percentuale pari al 63% di adesioni alle politiche attive, e la seconda provincia come valore medio della dote utilizzata. Questo risultato è stato raggiunto ricercando fin dall’avvio del progetto un rapporto stretto e sinergico con il sindacato, partendo dall’assunto centrale che le politiche attive del lavoro tendono a essere più efficaci se ben inserite nelle realtà di riferimento, se coinvolgono più attori sociali e se rientrano in più piani organizzati


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e coordinati tra di loro. La collaborazione tra le sedi IAL del territorio e le sedi Cisl ha, infatti, permesso di intercettare i lavoratori direttamente in azienda raggiungendo quindi l’obbiettivo che i processi di riqualificazione e/o di ricollocazione nascessero dalle esigenze dei contesti produttivi di riferimento e dalle caratteristiche professionali dei lavoratori. Il contatto con l’azienda ha fatto sì che la formazione fosse mirata ai processi produttivi e che la ricollocazione fosse ottimizzata dal fatto di accompagnare figure professionali omogenee. Se da un lato le aziende si sono nella quasi totalità dei casi dimostrate aperte al confronto e disponibili ad aiutare i lavoratori agevolando la partecipazione attiva, dall’altro raramente hanno avuto la capacità o lo spirito di impegnarsi nell’immaginare e progettare percorsi formativi che potessero diventare occasioni di riqualificazione; non sempre hanno colto il periodo di calo del lavoro come opportunità di crescita di competenze. In questo caso si sono offerti percorsi che fornissero competenze linguistiche e informatiche, quelle competenze che nel 2011 risultano fondamentali non solo per la vita professionale ma anche per il quotidiano. In questo senso se pur la formazione ha avuto un impatto scarso sull’aumento dell’occupabilità, tema peraltro complesso, ha però aumentato in maniera sensibile la preparazione dei lavoratori in quelle abilità di base ormai imprescindibili. In quest’ottica bisogna ricordare che esiste

una sorta di processo cumulativo della formazione stessa: sono solitamente più adatti a riqualificarsi coloro che hanno già un buon livello di istruzione e capacità professionale; l’aver fornito a un numero elevato di lavorati/cittadini uno zoccolo di competenze di base faciliterà l’inserimento in politiche di riqualificazione complesse e maggiormente mirate ai contesti produttivi. Negli ultimi mesi del 2010, sono aumentate da parte delle aziende e dei lavoratori le richieste di servizi al lavoro a scapito dei percorsi formativi. Gli operatori IAL sono quindi stati chiamati, in modo sempre più massiccio, a organizzare processi di ricollocazione, una sfida su cui l’ente è da alcuni anni che si sta confrontando, sfida peraltro che diventerà centrale nei rinnovi degli accordi sindacali per la cassa in deroga.

Il lavoratore è stato posto al centro del sistema con la formalizzazione in un Piano di Intervento Personalizzato grazie al quale intraprenderà un percorso di politica attiva Ci si è quindi concentrati nell’erogazione dei servizi al lavoro e servizi individuali rivolti al lavoratore. I principi che hanno guidato gli operatori sono stati: • La promozione dell’incontro tra domanda e offerta del lavoro nel tentativo di diminuire i tempi di disoccupazione diffondendo informazioni e agevolando i contatti tra lavoratori e datori • L’informazione e l’orientamento professionale con l’obiettivo di migliorare la capacità di scelta autonoma degli individui, la loro informazione circa le caratteristiche del mercato del lavoro e la loro consapevolezza relativamente alle loro capacità e possibilità Per IAL il bilancio complessivo dell’esperienza è stato positivo. Si è impostato un modello di riferimento che potrà migliorare e perfezionarsi nel futuro prossimo. Tale modello ha avuto come punti cardine il decentramento territoriale, l’integra4

zione tra operatori, sindacato e aziende; la qualificazione degli operatori e per finire la qualità dei progetti che devono essere mirati (ossia pensati per contesti specifici) e selettivi (ossia destinati a gruppi precisi e omogenei di individui). Ha inoltre tentato un approccio organizzativo che snellisse gli adempimenti burocratici imposti dal sistema dotale ottimizzando tempi e risorse. Per ora siamo stati premiati dalla partecipazione costante e assidua dei lavoratori, i quali hanno dimostrato un’effettiva attivazione, dando prova che, se inseriti in un processo organizzato, sistematico e di qualità, sono disposti a investire e a impegnarsi per il raggiungimento di un risultato comune. Le buone prassi messe a punto da IAL in questo primo periodo di sperimentazione, potranno fungere da paradigma per il nuovo periodo di proroga della cassa in deroga che ci aspetta. L’approccio delle buone prassi è associato al concetto di miglioramento continuo dei processi e quindi alle strategie più opportune da mettere in atto per promuoverli e gestirli. Questa modalità di lavoro ha contribuito a produrre effetti culturali e processi innovativi che si riflettono sulla qualità della prestazione e della conduzione operativa. La sfida futura sarà quindi quella di consolidare e innalzare il livello di efficacia del settore in termini di risultati, implementando da un lato la capacità promozionale in un’ottica di trasferibilità e, dall’altro, il coinvolgimento dei soggetti presenti nelle diverse

“Per IAL il bilancio complessivo dell’esperienza è stato positivo. Si è impostato un modello di riferimento che non potrà che migliorare e perfezionarsi nel futuro prossimo” realtà socioeconomiche con la finalità di individuare una strategia occupazionale caratterizzata dalla condivisione e dalla pluralità dei contributi.


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Imparare a crescere insieme Gianpiero Frignati e Luciano Grassi (IAL Cremona)

Sin dalla sua nascita, IAL investe le sue energie nella promozione del lavoro come espressione dell’identità personale e del ruolo che ogni persona agisce all’interno del contesto sociale. Questa funzione diventa ancora più importante quando, a bussare alle nostre porte sono persone che hanno ricevuto dalla sorte qualche “problema” in più, ma che hanno lo stesso diritto degli altri di poter trovare una collocazione lavorativa il più vicina possibile ai propri talenti. Dal 2002 IAL Cremona ha scelto di dedicarsi alle attività formative, di orientamento e accompagnamento al lavoro dei giovani disabili, raccogliendo così la “sfida” della loro integrazione socio lavorativa. Da allora la nostra struttura gestisce corsi di formazione primaria e percorsi di inserimento mirato (ex L. 68/99), accreditandosi come struttura per l’erogazione di servizi al lavoro. Questa scelta è stata una grande opportunità di crescita, non solo per il personale specializzato, dedicato a seguire i nostri giovani, ma per tutti noi! La realizzazione di questi percorsi richiede molta passione e una didattica adeguata, il nostro obiettivo è di permettere una maturazione armonica e l’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro. Questi percorsi, che noi siamo abituati a chiamare FLAD (Formazione Lavoro Allievi Disabili) sono percorsi di durata annuale e/o pluriennale rivolti a ragazzi disabili di età compresa tra i 20 e 25 anni che hanno terminato e/o interrotto un percorso di studi o di esperienze lavorative. Questi iter rappresentano una reale possibilità di inserimento dei giovani in un contesto professionale dove ad essere valutata non è la loro disabilità ma la loro capacità. Siamo orgogliosi del nostro lavoro e vorremmo continuare a farlo al meglio ma, dietro l’angolo c’è la possibilità che i finanziamenti provinciali, che ci hanno permesso fino ad ora di svolgere queste attività vengano sospesi. Ciò dipende dal fatto che il nuovo sistema a dote - esteso anche al settore dei disabili adottato dalla

Regione Lombardia e conseguentemente anche dalla Provincia di Cremona - prevede la possibilità di progettare percorsi formativi triennali ma solo per giovani al di sotto dei 21 anni. Per tutta la fascia di età superiore, il sistema dote stabilisce criteri, modalità e tempi di erogazione

“Abbiamo attivato 42 tirocini di cui 32 si sono trasformati in un rapporto di lavoro presso le aziende” degli interventi formativi più vincolanti e non sempre rispondenti alle esigenze dei giovani interessati, per esempio le certificazione di invalidità civile – iscrizione alla legge 68/99 – e i percorsi brevi di formazione e di tirocinio. Abbiamo dato vita ad una rete di relazioni e collaborazioni a sostegno dell’inserimento di questi giovani nel mondo del lavoro con l’obiettivo di creare un meccanismo di co-progettazione dei percorsi formativi. Lavoriamo a fianco dei Servizi Sociali dei Comuni di riferimento, dei Servizi Socio Sanitari dell’ASL (Unità Operative territoriali), delle Cooperative Sociali, dei Servizi di Inserimento lavorativo e con la rete delle aziende con cui da anni è avviato un rapporto di cooperazione. Lo scopo è di concordare e condividere linee e interventi progettuali mirati, creando così una continuità nel passaggio dalla scuola al lavoro. Al termine dei percorsi i ragazzi e le ragazze disabili, giovani ed adolescenti, sono avviati attraverso il SIL (Servizio di Integrazione Lavorativa) o il Collocamento Disabili della Provincia di Cremona verso periodi di tirocinio finalizzati al loro inserimento lavorativo. La nostra esperienza dello scorso anno ha dato ottimi risultati e questo ci rende positivi per il futuro nonostante le difficoltà di reperimento dei finanziamenti. Abbiamo attivato 42 tirocini di cui 32 si sono trasformati in un rapporto di lavoro 5

presso aziende soggette alla Legge 68/99. Per i restanti stage abbiamo comunque predisposto delle azioni particolari, in collaborazione con i Servizi territoriali competenti (Servizi Sociali Sanitari), che potessero rispondere ai bisogni emersi durante l’esperienza in azienda ma non direttamente collegati all’obiettivo dell’inserimento immediato. Questo anno a seguito dell’introduzione del percorso dote come previsto dalla Regione Lombardia, abbiamo preso in carico 34 persone provenienti dai diversi Centri per l’Impiego provinciali e attivato circa 15 tirocini, e stiamo avviando le procedure per attivarne altrettanti durante la primavera. A conclusione dei servizi di accoglienza e valutazione abbiamo predisposto dei percorsi formativi personalizzati volti a rafforzare e riqualificare competenze già acquisite, ma che come emerso dal percorso di valutazione si riteneva utile sviluppare. Da due anni svolgiamo anche un servizio di sostegno e rimotivazione per quelle persone che, già inserite in azienda, presentano difficoltà o hanno bisogno di acquisire nuove mansioni.


O2 APR. 2011 A questo proposito, per un gruppo di persone abbiamo lavorato sul fronte dell’autovalutazione e del bilancio delle proprie competenze in modo da offrire loro uno strumento per gestire e spen-

“La realizzazione dei percorsi richiede molta passione e una didattica adeguata, il nostro obiettivo è di permettere una maturazione armonica e l’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro”

dere al meglio le loro risorse nel contesto lavorativo. Il nostro lavoro è molto impegnativo e richiede grande energia e competenza. Per questa ragione abbiamo un team di personale qualificato appositamente dedicato che segue la realizzazione delle varie fasi che caratterizzano i percorsi d’inserimento mirato; dall’analisi dei contesti lavorativi, alle azioni utili a evidenziare le risorse e le criticità delle persone, fino ai servizi di valutazione e accompagnamento all’inserimento. Nonostante la difficile fase che sta attraversando l’economia, in questi anni siamo riusciti a dare il nostro contributo sulla strada dell’integrazione socio-lavorativa. Abbiamo cercato di raggiungere sempre gli obiettivi che ci siamo posti, in un’ottica di condivisione con le imprese e coinvolgendo le persone in un percorso realmente partecipato.

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Newsletter IAL Lombardia - Aprile 2011 - N. 2  

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