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Quindicinale di calcio... e non solo

Anno IV n.13

n avvio così non ce lo aspettavamo proprio! Sei gol, per di più in trasferta, vanno oltre ogni più rosea previsione. Avevamo scritto, sullo scorso numero del nostro giornale, che questa nuova Alessandria ci piace e i fatti ci hanno dato ragione. Bravi ragazzi: una gran bella prestazione, autorevole e frutto di un gioco a tratti anche

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L’Orso è pronto a ruggire!

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La Giudea

veramente piacevole e divertente. Non vogliamo atteggiarci a facili profeti, ma di questa formazione apprezziamo anzitutto lo spirito giovane e combattivo, la mancanza di proclami altisonanti, la concretezza in campo e fuori. Il calcio è bello proprio per questo: la scorsa stagione sembrava dovessimo spaccare il mondo e abbiamo visto come è finita. Quest’anno, nessun proclama, ma, alla prima vera prova

sul campo, arriva la vittoria col botto. Il simbolo della rinascita sembra essere quel Degano che dalla polvere è tornato sugli altari: siamo contenti per lui e per tutti colo che amano veder giocare ‘quelli coi piedi buoni’. Se continua così, sarà uno dei pilastri fondamentali di questa squadra. Speriamo che tutti i tifosi, come noi, sappiano ritrovare il gusto di entusiasmarsi per la maglia grigia: gli spalti vuoti dello scorso campionato non si devono più vedere al Moccagatta! Ovvio, però, che non bisogna esagerare coi facili entusiasmi e neppure crearsi illusioni premature. La prima gara casalinga, speriamo su un terreno in condizioni accettabili, potrà dirci qualcosa in più sul reale valore dei nostri ragazzi, anche se l’impegno non appare dei più insormontabili. La Pro Patria Aurora, infatti, è reduce dalla sconfitta casalinga col Savona e non sembra una formazione propriamente irresistibile. Il cammino è ancora lungo, gli avversari quotati non mancano, ma una cosa è certa: l’Orso c’è e farà sentire il suo ruggito! Hurrà Grigi!

6 settembre 2012

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anno 4 n. 13

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6 sett. 2012

HURRÀ GRIGI

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STATISTICHE La pesante sconfitta contro i Grigi costa la panchina al figlio di Zdenek

Goleada fatale per baby Zeman 1ª GIORNATA

2ª GIORNATA

CLASSIFICA

CASALE

MILAZZO

0-0

RIMINI

MONZA

SQUADRE

P

G

V

N

P GF GS +/-

CASTIGLIONE

BELLARIA

0-0

MANTOVA

FANO

ALESSANDRIA

3

1

1

0

0

6

0

6

FANO

ALESSANDRIA

0-6

BASSANO

RENATE

FORLÌ

3

1

1

0

0

3

0

3

FORLÌ

MANTOVA

3-0

ALESSANDRIA

PRO PATRIA

VENEZIA

3

1

1

0

0

3

1

2

MONZA

GIACOMENSE

1-1

BELLARIA

SAINT CHRISTOPHE VDA

RENATE

3

1

1

0

0

2

0

2

PRO PATRIA

SAVONA

0-2

MILAZZO

FORLÌ

SAVONA

3

1

1

0

0

2

0

2

RENATE

RIMINI

2-0

VENEZIA

CASTIGLIONE

BASSANO

1

1

0

1

0

1

1

0

SANTARCANGELO

BASSANO

1-1

SAVONA

CASALE

SANTARCANGELO

1

1

0

1

0

1

1

0

S.NT CHRISTOPHE VDA VENEZIA

1-3

GIACOMENSE

SANTARCANGELO

BELLARIA

1

1

0

1

0

0

0

0

CASALE

1

1

0

1

0

0

0

0

CASTIGLIONE

1

1

0

1

0

0

0

0

MILAZZO

1

1

0

1

0

0

0

0

GIACOMENSE

1

1

0

1

0

1

1

0

SNT CHRISTOPHE VDA

0

1

0

0

1

1

3

2

PRO PATRIA

0

1

0

0

1

0

2

2

RIMINI

0

1

0

0

1

0

2

2

MANTOVA

0

1

0

0

1

0

3

3

FANO

0

1

0

0

1

0

6

6

-3

1

0

1

0

1

1

0

3ª GIORNATA (16/09/2012) RENATE

SAVONA

MONZA

BASSANO

CASTIGLIONE

GIACOMENSE

CASALE

BELLARIA

FANO

MILAZZO

PRO PATRIA

RIMINI

S.NT CHRISTOPHE VDA MANTOVA SANTARCANGELO

VENEZIA

FORLÌ

ALESSANDRIA

MONZA (-4)

Subito in gol Fanucchi

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Nel caso in cui due (o più) squadre abbiano lo stesso numero di punti, decideranno l’ordine: 1. Scontri diretti tra le due squadre in questione; 1a. Punti totali; 1b. Differenza reti; 1c. Reti segnate; 2. Differenza reti; 3. Reti segnate

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anno 4 n. 13

HURRÀ GRIGI

LE ROSE Tanti giovani e qualche vecchia conoscenza, nelle squadre di questa stagione

Tutti gli uomini del girone A ALESSANDRIA

cco tutti i nomi dei giocatori che compongono le rose delle squadre di questo nuovo campionato di Lega Pro Seconda Divisione.

E

ALESSANDRIA Portieri: Andrea Servili (75), Marco Pavanello (91) Difensori: Vicenzo Cammaroto (83), Federico Viviani (81), Mirko Barbagli (82), Giacomo Gambaretti (92), Dario Romano (91), Andrea Pappaianni (93), Andrea Mazzuoli (93), Andrea Boron (93) Centrocampisti: Fabio Roselli (83), Nicolò Bianchi (92), Alberto Filiciotto (92), Roberto Menassi (81), Luca Mora (88), Filippo Tanaglia (90), Simone Cagiagli (89) Attaccanti: Daniele Degano (82), Davide Bertocchi (92), Davide Rossi (92), Andrea Ferretti (85), Jacopo Fanucchi (81) Allenatore: Giovanni Cusatis

BASSANO VIRTUS Portieri: Luca Nunziata (92), Andrea Poli (91) Difensori: Michele Barbieri (92), Andrea Basso (76) Matteo Bertoli (83), Nicola Bizzotto (93), Shadi Ghosheh (87), Luca Toninelli (90), Enrico Zanella (92) Centrocampisti: Davide Carteri (83), Gianmarco Conte (92), Belmonte Lucas Correa (84), Daniele Ferretti (86), Federico Furlan (93), Simone Iocolano (91), Domenico Lazzarotto (93), Mateos Aparicio (80), Davide Proietti (92), Gabriele Stevanin (94), Matteo Vigo (92) Attaccanti: Joachim De Gasperi (82), Filippo Fracaro (94), Guerrino Gasparello (79), Saverio Guariniello (85), Cristian Longobardi (82), Tommy Maistrello (93), Leonardo Mattioli (93) Allenatore: Claudio Rastelli

BELLARIA IGEA M. Portieri: Andrea Rossini (90), Giulio Cavallari (92), Marcel De Bellis (91) Difensori: Luca Cassese (92), Marco Liguori (90), Adolfo Gerolino (90), Antonio Angelino (92), Roberto Masullo (92), Nick Modaffari (91), Lovrik Kelvin (92), Edoardo Scardola (92), Andrea Ulizzioo (94) Centrocampisti: Giuseppe Perrino (92), Marco Raparo (91), Marco Mariani (91), Francesco Rossi (80), Alessio Mastromarino (93), Giuseppe De Luca (93), Luca Grimaudi (85) Attaccanti: Ciro Foggia (91), Thiam Bongoura (93), Marco Tattini (90), Valerio Sciuto (86) Allenatore: Alfonso Pepe

CASALE Portieri: Alessio Dinaro (93); Marco Ruzzittu (91) Difensori: Andrea Moretto (90), Christopher Zanvettori (93), Daniele De Martino (92), Gianluca Gridi (92), Marco Capelli (93), Massimo Russo (81), Simone Cirina (79), Tommaso Silvestri (91) Centrocampisti: Alessandro Steri (85), El Kamch (84), Daniele Molino (87), Gianmarco Corsino (91), Giuseppe Sicurella (94), Matteo Cristiano (92), Maurizio Giunta (92), Pierpaolo Taraschi (91) Attaccanti: Alessio Curcio (90), Filippo Guccione (92), Gaetano Grieco (82), Nicholas Siega (91), Lorenzo Cinque (91) Allenatore: Paolo Rodolfi

CASTIGLIONE Portieri: Marco Bason (93)

Difensori: Lorenzo Borghetti (93), Luca Marongiu (93), Mattia Notari (79), Matteo Solini (93) Centrocampisti: Fabrizio Avanzini (87), Giacomo Chiazzolino (86), Alessandro Faroni (91), Luca Maccabiti (91), Michele Pini (86), Dario Prevacini (93), Roberto Sandrini (84), Umberto Uggeri (91) Attaccanti: Simone Canton (92), Fausto Ferrari (80), Igor Radrezza (93), Filippo Talato (92), Davide Tonani (92) Allenatore: Lorenzo Ciulli

FANO ALMA JUVENTUS Portieri: Alessandro Beni (92), Simone Giovagnoli (93), Alex Tonelli (95) Difensori: Marco Amaranti (79), Alex Bartolucci (93), Matteo Boccaccini (93), Riccardo Cossu (82), Ivan Sala Merli (89), Simone Sbardella (93), Davide Ugolini (93) Centrocampisti: Matteo Berretti (85), Umberto Cazzola (82), Tommaso Colombaretti (80), Mattia Evangelisti (91), Vincenzo Giannusa (81), Ivan Piccoli (81), Daniele Proia (93), Massimiliano Trillini (92), Francesco Urso (94) Attaccanti: Diego Allegretti (92), Luca Bongiovanni (93), Andrea De Iulis (93), Matteo Forabosco (94), Tomasso Marolda (81), Manuel Muratori (93), Mattia Sassaroli (94) Allenatore: Lazzaro Gaudenzi

FORLÌ Portieri: Riccardo Casadei (91), Filippo Giannelli (95), Paolo Ginestra (79) Difensori: Leonardo Arrigoni (93), Andrea Martini (81), Giuseppe Orlando (86), Roberto Sabato (87), Marco Vesi (92) Centrocampisti: Luca Bergamaschi (93), Alessandro Evangelisti (81), Andrea Gabelli (93), Daniele Mordini (83), Sebastian Petrascu (82), Matteo Pirani (95), Massimiliano Sampaolesi (92), Marco Sozzi (78) Attaccanti: Alex Buonaventura (86), Mattia Filippi (93), Daniele Melandri (88), Fabio Oggiano (87), Mattia Stefanelli (93) Allenatore: Attilio Bardi

GIACOMENSE Portieri: Tupac De Marco (92), Giacomo Poluzzi (88) Difensori: Simone Bettati (92), Fabio Buscaroli (80), Federico Cenerini (92), Giulio Gorini (91), Andrea Paloni (93), Matteo Rossi (79), Alex Sirri (91), Fabio Pirazzini (94)

Centrocampisti: Mauro Ferrara (92), Giuseppe Nazzani (90), Manuel Lazzari (93), Stefano Capelluppo (88), Andrea Landi (92), Mirco Lodi (91), Marco Molossi (94) Attaccanti: Lorenzo Dalrio (81), Gianluca Metta (93), Jurgen Pandiani (92), Gianluca Draghetti (93), Tommaso Paci (91), Adam Masina (94) Allenatore: Fabio Gallo

MANTOVA Portieri: Marco Festa (92), Marco Bonassi (92) Difensori: Valerio Giordani (92), Davide Bersi (82), Alessandro Vecchi (91), Andrea Bertin (92), Manuel Spinale (78), Luca Cecchini (94) Centrocampisti: Andrea Burato (90), Lorenzo Galassi (91), Christian Conti (85), Mario Colonetti (91), Stefano Franchi (85), Federico Cocci (92), Martino Russi (94) Attaccanti: Stefano Pietribasi (85), Andrea Vignali (91), Gianluca Giovannini (83), Alessandro De Respinsis (93) Allenatore: Sandro Frutti

MILAZZO Portieri: Andrea Conti (89), Roberto Longo (92) Difensori: Orazio Urso (91), Felice Pepe (91),Giuseppe Santini (88), Antonino Campanella (92), Vincenzo Benenati (93) Centrocampisti: Valerio Petrucci (90), Franco Traviglia (93), Giuseppe Scalzone (89), Carmelo Simonetti (91), Giuseppe Alosi (85), Antonio Buzzanca (93), Marc Lewandowsky (87) Attaccanti: Michele Di Piedi (80), Stefano Maisano (93), Rosario Rasà (91) Allenatore: Gaetano Catalano

MONZA Portieri: Paolo Castelli (80), Marco Marcandalli (89), Edoardo Pazzagli (89) Difensori: Luca Franchini (83), Davide Cattaneo (82), Luca Colombo (94), Mattia Desole (93), Gabriele Franchino (91), Pierpaolo Fronda (94), Filippo Giorgi (92), Fabio Lucente (93), Tiziano Polenghi (78), Stefano Prizio (88), Maximiliano Achille Uggè (91), Christian Zenoni (77) Centrocampisti: Marco Anghileri (91), Houssem Chemali (91), Mattia Finotto (92), Claudio Grauso (79), Umberto Miello (92), Paolo Valagussa (93), Vincenzo Nitride (90), Cosimo Palumbo (89), Giacomo Tanas (95), Alessio Vita (93)

Attaccanti: Enrico Forni (94), Giovanni Laraia (94), Riccardo Ravasi (94) Allenatore: Antonino Asta

PRO PATRIA Portieri: Valerio Frasca (91), Andrea Sala (93), Ivan Luca Vavassori (91) Difensori: Cristian Andreoni (92), Cristian Beccaro (93), Michele Bonfanti (92), Andrea Botturi (91), Devis Nossa (85), Giordano Pantano (92), Fabio Piscopo (93), Dario Alberto Polverini (87) Centrocampisti: Luca Flavio Artaria (91), Mirko Bruccini (86), Giampaolo Calzi (85), Nicola Campinoti (92), Marco Alberto Ghidoli (92), Giuseppe Iuliano (93), Paolo Vignali (89) Attaccanti: Stefano Chiodini (92), Giuseppe Cozzolino (85), Nicola Falomi (85), Luca Giannone (89), Francesco Giorno (93), Simone Vernocchi (95), Matteo Serafini (78), Luca Viviani (91) Allenatore: Aldo Firicano

RENATE Portieri: Antonio Santurro (92) Difensori: Davide Adorni (92), Gian Marco Ferrari (92), Stefano Morotti (92), Luca Santonocito (91), Edoardo Zita (93) Centrocampisti: Milos Malivojevic (93), Jacopo Mantovani (91), Valerio Ronny (90) Attaccanti: Andrea Brighenti (87), Marco Gaeta (92), Emiliano Storani (93) Allenatore: Antonio Sala

RIMINI Portieri: Andrea Dini (96), Francesco Scotti (83), Alessandro Semprini (92) Difensori: Andrea Barone (93), Andrea Brighi (92), Luca Ferrari (93), Marco Gasperoni (92), Davide Mandorlini (83), Mirco Palazzi (87), Roberto Rosini (91), Mirco Spighi (90), Dario De Luigi (90) Centrocampisti: Marco Amati (88), Marco Brighi (83), Daniel Onescu (93), Lorenzo Signorini (94), Luca Valeriani (91) Attaccanti: Pier Luigi Baldazzi (85), Francesco Maio (94), Manuel Marras (93), Francesco Morga (86), Riccardo Taddei (80), Andrea Zanigni (88) Allenatore: Luca D’Angelo

SANTARCANGELO Portieri: Daniele Ruffato (93) Difensori: Daniel Beccaro (93), Luca Benedetti (92), Matteo Oliboni (93),

Alessandro Fabbri (90), Salvatore Papa (92), Giovanni Rossi (89) Centrocampisti: Paolo Beatrizzotti (92), Mattia Musi (93), Salvatore Papa (90), Paolo Rossi (93), Riccardo Pieri (94) Attaccanti: Valerio Anastasi (90), Ivan Graziani (82), Manuel Canini (93) Allenatore: Filippo Masolini

SAVONA Portieri: Simone Aresti (86), Alessandro Gozzi (93) Difensori: Nicolò Antonelli (90), Paolo Balzaretti (92), Lorenzo Belfiore (93), Daniele Francesca (92), Ivan Marcone (89), Claudio Miale, Marco Taino (93) Centrocampisti: Francesco Quintavalla (82), Davide Agazzi (94), Ignazio Carta (92), Luca Cattaneo (89), Federico Gentile (83), Alberti Melis (93), Sandro Baglione (92) Attaccanti: Giacomo De Martis (84), Mattia Gallon (92), Giuseppe Roberto (92), Luigi Scotto (90), Francesco Virdis (85) Allenatore: Ninni Corda

VALLEE D’AOSTE Portieri: Alessandro Pomat (91), Marco Costantino (91) Difensori: Fabio Benedetto (92), Simone Di Dio (92), Emiliano Samuele (84), Francesco Fiore (93), Stefano Furno (90), Luca Isoardi (93) Centrocampisti: Paolo Ropolo (93), Achille Aracri (94), Davide Nocciola (92), Andrè Cuneaz (87), Fabio Panepinto (92), Giancarlo Varvelli (92) Attaccanti: Christian Esposito (90), Mamadou Kanoute (93), Jacopo Sbravati (93), Manuel Sinato (79) Allenatore: Giovanni Zichella

VENEZIA Portieri: Francesco Bonato (93), Mathieu Moreau (83) Difensori: Francesco Battaglia (85), Davide Bertolucci (88), Marco Cabeccia (87), Dario Campagna (88), Federico Masi (90), Stefano Scardala (81) Centrocampisti: Leonardo Crafa (91), Federico Maracchi (88), Salvatore Margarita (90), Max Taddei (91), Andrea Migliorini (88), Simone Tonelli (91) Attaccanti: Davide D’Apollonia (93), Raffaele Franchini (84), Denis Godeas (75), Fabio Lauria (86), Michele Marconi (89) Allenatore: Diego Zanin


6 sett. 2012

HURRÀ GRIGI

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GLI AVVERSARI I bustocchi di Firicano cercano riscatto dopo la sconfitta con il Savona

Il Mister ritrova subito la sua ex LA ROSA

Portieri ANDREOLETTI MATTEO FRASCA VALERIO SAVASTANO FRANCESCO VAVASSORI IVAN LUCA

La formazione bustocca che ha battuto i grigi l’11 dicembre 2011

BUSTO ARSIZIO (Varese) a società viene fondata nel 1919 col nome di Pro Patria et Libertate. Nonostante ciò, gli albori del calcio bustocco risalgono al 1881, data della fondazione della Ginnastica Pro Patria et Libertate, una delle più anziane e gloriose società sportive italiane, dalla quale la squadra di calcio eredita la celebre casacca biancoblù. Ma il primo club calcistico locale affonda le radici nei primi anni del Novecento, con l’Aurora che nella stagione 1907 disputa le prime partite ufficiali. Nei dieci anni e più che la separano dalla nascita della Pro Patria, vedono la luce altre squadre locali, che però hanno un’esistenza piuttosto breve. L’esordio in Divisione Nazionale, massima serie dell’epoca, avviene il 23 settembre 1927, diventando nella stagione 1928-1929 una delle squadre qualificate a far parte del primo campionato di Serie A. Nella sua storia, la Pro Patria vanta ben 16 stagioni complessive nella massima serie na-

L

zionale calcistica, di cui ben 12 stagioni in Serie A, tra gli anni trenta e gli anni cinquanta, l’ultimo datato alla stagione 1955-56. Alla stagione 1930-31, risale l’appellativo ‘Tigrotti’ che da allora ha caratterizzato e sostanzia squadra e tifoseria: fu una felice intuizione del famoso giornalista della Gazzetta dello Sport Bruno Roghi. Gli anni a cavallo della seconda guerra mondiale vedono la Pro Patria militare in Serie B. Nel campionato 47-48 arriva il tanto sospirato ritorno nella massima serie, dove vi rimane solo per due stagioni. Inizia un lento e inesorabile declino per la gloriosa società, che arriva fino alla serie D nel 1972. Dal fondo ricomincia la salita: riottiene la Serie C nel 1975, che diventa C2 nel 1978. Arriva anche la promozione in C1 nel 1982, ma l’anno dopo ripiomba in C2 per rimanerci fino al 1988, anno nel quale crolla ancora nei dilettanti, in Interregionale. La crisi finanziaria, causata da una scellerata gestione, fa retrocedere il club fino a farlo scivola-

re in Eccellenza, al termine del campionato 1991-92. Inizia la risalita al termine della stagione 1993-94, quando vince il campionato di Eccellenza; nell’annata seguente ottiene un piazzamento a centroclassifica in Interregionale. Ritorna a calcare i campi del mondo professionistico nella stagione 1995-96: la ‘Pro Patria et Libertate’ non si iscrive al campionato di Serie D di quell’anno. L’allora Gallaratese, che aveva appena acquisito sul campo il titolo per partecipare al campionato di Serie C2, cambia sede legale, colori sociali e nome riportando pertanto la Pro Patria nei campionati professionistici, dando vita alla ‘Pro Patria Gallaratese G.B.’. Rimane in C2 per molte stagioni, fino al 2002, quando, vincendo i play-off ai danni di Novara e Sangiovannese, accede alla Serie C1. L’anno seguente arriva in finale di Coppa Italia Serie C dove viene sconfitta dal Brindisi. Si arriva alla stagione 2008-09 che vede i tigrotti piazzarsi al secondo posto in classifica finale e disputare i playoff per la Serie B,

che perdono in finale contro il Padova. Ma nel frattempo, il 2 aprile 2009, la società viene dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio per debiti. Il 27 giugno la FIGC assegna il titolo sportivo alla nuova società Aurora Pro Patria 1919 S.r.l. L’anno seguente è 16a in Prima Divisione; sconfitta dal Pergocrema nei playout, retrocede in Lega Pro Seconda Divisione. Nella scorsa stagione si piazza al 4º posto ma perde la finale playoff contro il Feralpi Salò. Ottimo il ruolino di marcia dei bustocchi nella stagione scorsa, con i biancoblu che però pagano una penalizzazione record di 13 punti senza la quale, al 18 marzo, sarebbero stati al comando in solitaria in classifica. Questa penalizzazione viene poi decurtata di due punti, e la Pro Patria continua l’inseguimento ai play-off con un ruolino di marcia che, al netto del pesante fardello della penalizzazione, le avrebbe addirittura permesso di essere promossa in Lega Pro con due giornate di anticipo.

Difensori BONFANTI MICHELE BOTTURI ANDREA CALANDRA ANDREA CATERISANO GIAN FILIPPO GAMBARETTI GIACOMO NOSSA DEVIS PANTANO GIORDANO POLVERINI DARIO ALBERTO RUDI ROBERTO TAINO MARCO Centrocampisti BALDAN STEFANO BRUCCINI MIRKO CORTESI ALESSANDRO GIANNONE LUCA GHIDOLI MARCO IULIANO GIUSEPPE MORA LUCA SIANO MICHELE VIGNALI PAOLO Attaccanti ARTARIA LUCA FLAVIO CHIODINI STEFANO COMI ALESSANDRO COZZOLINO GIUSEPPE DALLA COSTA MARCO DELL’AGLIO PIERRE FRANCOISE SERAFINI MATTEO VIVIANI LUCA

Stefano Venneri, buona la prima B uona la prima per il neo conduttore di ‘Orgoglio Granata’ su GRP TV. Stefano Venneri ha condotto la prima puntata della stagione negli studi torinesi dell’emittente. In studio Natalino Fossati, Walter Grassi per il Club Mamma Cairo e Daniele Bumma per tuttotoro.com. Lunedi 10 settembre lo studio di Grp sarà affollato di ospiti dai piccoli Calcio, al Toro Club Valenza, Oskar degli Statuto, il Ct della Nazionale di Pallavolo Mauro Berruto. Si chiama ‘La Valle in Festa’, una due giorni dedicati alla musica revival e al divertimento, promossi da Pizzo’ Bar e Pizzeria con sede a Valle e dall’Associazione Gente di Valle. L’Appuntamento è pr il 7 e 8 agosto dalle ore 21,00 in Piazza Dossena nel sobborgo. Il 7 settembre dalle 21,00 un Talk Show di racconti revival e la musica dei tempi d’oro di Gianni Pettenati e Mario Tessuto. Da Bandiera Gialla a Lisa Dagli occhi Blu e ancora Cin Cin, Bambina, La Rivoluzione, I Tuoi Capricci, L’Immensità...una serata dove protagonista sarà il pubblico. I due artisti oltre ai brani storici degli anni 60’, racconteranno la vita musicale di quei tempi. Sabato 8 settembre sempre in piazza Dossena, dalle ore 21,00 torna la Corrida Alessandrina dopo alcuni anni di assenza. Concorrenti/dilettanti allo sbaraglio,

Successo per il neo conduttore di ‘Orgoglio Granata’ su Grp... e nel fine settimana anni ‘60 e corrida a Valle San Bartolomeo

si sfideranno sul palco a suon di fischi e applausi. Il Pubblico potrà partecipare con pentolacce, fischietti, trombe e tutto quello che fa rumore. Ingresso libero. Presenta entrambe le serate Stefano Venneri.


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HURRÀ GRIGI

anno 4 n. 13

L’ORSO GRIGIO RACCONTA di Mario Bocchio

Il Capitano Bussetti era solito ricordare i ritiri a Pavone Serie A: torneo povero, referendum su Zeman

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Foto n. 1 Un momento di relax nello storico ritiro di Pavone. 2 Allenamento al ‘Moccagatta’. In piedi sono ritratti Bosio e Traverso. Il giocatore accosciato è Bussetti. 3 La squadra grigia durante la preparzione per il campionato di Serie A 1957-’58. 4 Bussetti contrasta John Hansen in un incontro di Coppa Italia al ‘Moccagatta’ contro la Juventus. 5 1952-’53, l’anno della promozione in B. In piedi, da sinistra: Bagliani, Borriero, Masperi,Testa, Savoini, Tagnin, Bussetti. Accosciati: Taverna (mass.), Vitto, Generani, Bey e Mazzucco. 6 1954-’55, campionato di Serie B. In piedi, da sinistra: Bussetti, Mirabelli, Ravera, Marra, Bocchio, Traverso. Accosciati: Serone, Albertelli, Perin, Nicolazzini, Masperi.

a pochi mesi Gigi Bussetti, il mitico capitano, non c’è più. Figlio di un calcio che non c’è più. Il 10 giugno 2012, in occasione del convegno sulla storia dei Grigi che organizzammo in Comune, volle essere presente. Venne con le stampelle e arrivò con largo anticipo. Per me fu la classica manna dal cielo, perché ne approfittai per ascoltare i suoi racconti, una ricchezza di aneddoti. Come quelli riferiti ai ritiri, visto tra l’altro che è appena cominciata una nuova stagione per i Grigi di oggi e i campionati si impostano anche nei ritiri estivi. «Iniziati nella ‘Banchero’ - raccontò -, una squadra da cui spesso l’Alessandria attingeva per reclutare giovani promettenti. A quei tempi gli allenamenti li facevamo in piazza Santa Maria di Castello. La porta era disegnata con il gesso contro la facciata della chiesa, in prossimità del tunnel da dove, si dice, siano entrati in città i soldati del Barbarossa. La domenica si tornava in campo per la partita vera: si giocava spesso nel fango, a volte venivano accesi fuochi a bordo campo per diradare la nebbia e sciogliere il gelo». «Comunque - continuò Bussetti - la mia carriera, a partire da quando ero ragazzo, si riassumere attorno ad un uomo che considero maestro nel calcio e nella vita: Umberto Dadone».

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Dadone compare spesso nelle citazioni di Gigi Bussetti che attribuisce al ‘Mago’ doti di scopritore di talenti, appassionato e intenditore di calcio. «Un ombrello aperto era il banco di lavoro di Berto, dentro esponeva fazzoletti e calze di ‘nilon’ che vendeva nelle piazze. Ma la sua vita girava intorno al calcio. Era tenace, grazie a lui sono diventato ambidestro: mi diceva che ‘una gamba sola serve per salire sul tram’. Avevo 16 anni quando Dadone mi presentò a Baloncieri, allenatore dei Grigi. L’esordio in prima squadra avvenne ad Ancona, dove fui chiamato a sostituire l’ala destra Garbarino». Bussetti in campo sapeva sempre cosa fare. Negli spogliatoi, con Vitto, Secondo Scarrone (il papà di Pierpaolo) e Guaschino formava il gruppo leader. Dopo l’esordio, per Bussetti seguirono altre partite, molte vittorie. Poi scoppiò la guerra e i campionati furono sospesi. Terminato il conflitto, Gigi Bussetti tornò a formare la linea difensiva dei Grigi. Lo fece al ‘Moccagatta’ contro il Pisa, il 31 ottobre 1948. In panchina sedeva l’inglese Flatley, che in Italia c’era arrivato per insegnare il calcio anglosassone, ma anche per apprendere tecniche del ‘Qadrilatero’. «Ci ha però insegnato ad utilizzare tutto il campo. Diceva che le

righe di gesso tracciate sull’erba erano un limite per il pallone, non per i giocatori. Ci portava a guardare dall’alto il terreno calpestato solo nei punti dove eravamo soliti giocare. Così saremmo stati troppo prevedibili. Allora ci imponeva una maggiore mobilità». «A quei tempi il calcio era uno sport, non un mestiere - proseguì Gigi Bussetti - , e nell’ Alessandria giocavano gli alessandrini, attaccati ai colori della bandiera, tanto da formare con la società una grande famiglia. Nei frequenti ritiri al Castello di Pavone, affittato dal presidente Moccagatta, l’atmosfera era di grande amicizia. Il presidente, i tecnici e gli accompagnatori ci davano la carica per affrontare i momenti difficili. Al nostro fianco c’era sempre Dadone, il ‘maestro’. I risultati ottenuti li dobbiamo anche a loro. Avevamo a che fare con grandi società, guidate da grandi presidenti. Solo da queste garanzie nascono le grandi squadre». Nel campionato 1954-’55, Gigi Bussetti sul campo di Catania si fratturò un piede: fu quella l’ultima partita in maglia grigia del Capitano. L’indomabile combattente giocò ancora un anno nella Veloce Savona. Poi smise. Continuò però a lavorare sodo in un altro settore e mise in piedi con la moglie Renata, quella che lui stesso ha sempre definito: ‘Un’esistenza di solidi valori’.

È una delle serie A più tristi dai tempi dell’autarchia, di quegli anni Settanta da non rimpiangere in alcun senso. Però bisogna spacciare il prodotto italiano, mica possiamo dire che il nostro campionato fa schifo, così è stata inventata la barzelletta che la crisi economica generale e quella finanziaria personale di molti padroni di società non sono sciagure ma ‘opportunità’. Proprio come l’ingaggio di Fantantonio Cassano da parte dell’Inter. I campioni uscenti della Juventus, nonostante il netto rifiuto del bulgaro Berbatov, sono certamente favoriti per il bis. Non c’è un solo uomo decisivo ma il collettivo che pare essere la vera forza della squadra. In ogni caso, dovesse Pirlo ripetersi sui livelli eccelsi della stagione scorsa, per i bianconeri sarebbe un valore aggiunto notevole. Con la vicenda Conte-calcioscommesse che ha appena scollinato il secondo grado di giudizio, l’unica certezza è che la Juventus e Andrea Agnelli non vogliono essere giudicati da alcun tribunale sportivo, ma solo ‘pesati’ in base al seguito popolare e all’evidente importanza che ha la società bianconera nel funzionamento del sistema. Un riflesso condizionato di un’Italia antica, quando la Fiat era la Fiat e l’arroganza padronale non era supportata dal diritto ma almeno dalla forza. L’aspetto grottesco di tutta la vicenda è infatti il sostegno acritico della società a Conte, per fatti risalenti al suo lavoro al Siena (e magari in futuro per quello al Bari): in ogni caso niente che riguardi la Juventus, nemmeno di striscio. Invece la scelta, su consiglio non sappiamo di quale dei duecento avvocati in campo o se direttamente dello stesso Agnelli, è stata quella di buttarla in gazzarra. Come se il calcioscommesse 2012 fosse in qualche modo, sul piano giudiziario, una prosecuzione di Calciopoli con l’intento nemmeno troppo segreto di mettere i bastoni fra le ruote di una Juve che sul campo ha stravinto. Del Milan quest’estate si è detto e scritto di tutto, ma ora per il tifoso rossonero è preferibile non continuare a vivere di rimpianti e guardare avanti, nella speranza che Allegri riesca a creare un gruppo coeso, equilibrato tra giocatori esperti (non che ne siano rimasti molti dopo la dipartita dei vari Inzaghi, Gattuso, Nesta, Seedorf, Ibrahimovic, ecc) e nuovi acquisti come i validi Acerbi e Montolivo, attesi comunque a un precoce inserimento in una big. Da fenomeno annunciato a 18 anni ad attaccante incostante e forse ingombrante. Sta a Pato dimostrare che il talento è intatto e che, al riparo da gossip e infortuni, può ancora fare la differenza. Ma ci deve mettere voglia, personalità, altrimenti finisce come alle Olimpiadi quando in pratica è bastato Damiao (guarda caso obiettivo milanista per il dopo Ibra) a soffiargli il posto. Alla Roma ha infuriato la telenovela De Rossi, con il fortissimo centrocampista della Nazionale assediato dalle offerte degli sceicchi del City. I giallorossi in mediana affiancano al talentuoso Pjanic (uno dei migliori ‘90 nel suo ruolo) e a Marquinho, i due combattenti Bradley e Tachtisidis, rivelazioni la passata stagione nelle due squadre veronesi. La difesa è da verificare, vista l’inesperienza dei vari Piris, Dodò (reduce da un grave infortunio) e Marquinhos a cui si affiancano le certezze Balzaretti e Castan (fresco vincitore della Libertadores). In attacco fuochi d’artificio assicurati con capitan Totti a guidare un pool di frombolieri come Osvaldo, Lamela e l’astro nascente del calcio italiano Destro. Ma la stagione sarà rivelatrice anche per Zeman: mai come quest’anno ha le carte in regola per dimostrare ai detrattori che può vincere ad alti livelli. Il Napoli di Mazzarri mira a migliorarsi ancora di più, dopo aver fatto vedere ottime cose anche in Champions nella stagione appena conclusa. L’ideale sarebbe trovare un giusto equilibrio tra le forze spese in Europa e quelle inevitabilmente da far confluire nel campionato italiano, anche perché l’idea è che manchi davvero poco al Napoli per competere ad armi pari contro le rivali nella corsa alla scudetto. Nonostante la dolorosa cessione di Lavezzi al Psg, i partenopei sembrano aver le carte in regola per duellare con la Juventus (ad armi pari, non come accaduto a Pechino nella Supercoppa) fino alla fine, forti di consolidati big come Cavani, Hamsik e Maggio e gli innesti di Behrami e del talento di casa Insigne, atteso a una difficile ma non impossibile conferma in serie A, dopo i due anni fantastici con Zeman, prima al Foggia e poi al Pescara. Sarà comunque Cavani, orfano dell’argentino in prima linea, a doversi probabilmente caricare sulle spalle i compagni a suon di gol, confidando in una intesa già buona con Pandev, molto più di un sostituto di Lavezzi in avanti. Infine l’Inter. Il suo ridimensionamento appare meglio assorbito da parte dei tifosi nerazzurri rispetto ai cugini rossoneri. Certo, si è dovuti passare da una stagione che chiamare ‘di transizione’ è un eufemismo, ma ora la strada tracciata sembra quella giusta, dopo i fasti del Post Triplete. Stramaccioni promette benissimo e il club, anche se poco competitivo sul mercato rispetto alle big europee (vedi il caso Lucas), può ambire a posizioni di prim’ordine come blasone impone. Palacio si sposa bene con Milito, Guarin può imporsi definitivamente e un Coutinho più maturo può far cambiare faccia al centrocampo, che sembrava il reparto più precocemente invecchiato l’anno scorso. Poi c’è l’incognita Cassano. Proprio il basso numero di grandi personaggi presenti nella serie A rende ancora più grandi quei pochi rimasti. E siamo certi che ogni domenica si trasformerà in un referendum pro o contro Zdenek Zeman. Perché il tecnico boemo ben rappresenta due Italie, che sarebbe semplicistico ridurre alla dicotomia Juve-antiJuve. Quanti interisti avrebbero barattato il Triplete di Mourinho, per citare un allenatore giudicabile solo in base ai risultati e non alla filosofia, con le belle sconfitte di Zeman? E quanti milanisti avrebbero preferito le verticalizzazioni continue del suo 4-3-3 allo scudetto del catenaccio e palla a Ibra? Tanti, di sicuro, ma non sappiamo se più della metà. E infatti l’apprezzamento di Moratti e Berlusconi è sempre rimasto allo stadio delle parole, anche quando uno Zeman sarebbe stato utilissimo come parafulmini. [Mario Bocchio]


6 sett. 2012

HURRÀ GRIGI

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DETTO FUORI DAI DENTI di Mario Bocchio

L’Alessandria come il Bayern Grigi come il Bayern Monaco? Il paragone, visto cosa è successo domenica, non è affatto esagerato, visto che il più famoso club tedesco nell’ultimo turno della Bundesliga ha rifilato 6 gol allo Stoccarda e 6 volte l’Alessandria ha gonfiato la rete del Fano. Una prova maiuscola, dunque, quella dell’Alessandria nella prima partita del campionato di seconda Divisione. Punteggio incredibile, favorito certamente anche dall’impostazione degli avversari, troppo sbilanciati in attacco, inefficienti nel pressing e nell’applicazione del fuorigioco. Calcio zemaniano in tilt, visto che eravamo in famiglia: sulla panchina dei marchigiani infatti sedeva (perché è appena stato esonerato) Karel, il figlio di Zdenek, che a Roma sta rivivendo una seconda vita da tecnico, imponendosi come uno dei pochi e principali personaggi di questo campionato di serie A. L’importante ora è non perdere la testa, perché siamo solo all’inizio di un’avventura lunga e ostica. Abbiamo sempre avuto grande stima di Mister Cusatis, soprattutto per la sua onestà intellettuale. E lui si è subito premurato di sottolineare come una sola ottima prestazione non possa far esaltare prima del tempo, quindi come nessuno si possa sedere sugli allori. Ma intanto godiamoci questa impresa, che, al di là del punteggio, ha fornito segnali positivi soprattutto per il fatto che tutti i giocatori si sono spesi al servizio della squadra, movendosi sempre con i tempi giusti. Certamente bisognerà migliorarsi sempre di più, soprattutto dal punto di vista fisico e nei movimenti delle punte quando devono difendere e nella spinta che i terzini devono garantire alla manovra corale. L’impresa di Fano è stata anche e

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Inizio col botto A.J. FANO ALESSANDRIA

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A.J. Fano: Proietti Gaffi, Sbardella, Amaranti, Giannusa (79’ Proia), Merli Sala, Colombaretti, Marolda, Urso, Forabosco, Berretti (83’ Evangelisti), Bongiovanni (45’ Cazzola). A disposizione: Beni, Ugolini, Boccaccini, Cazzola, Evangelisti, Proia, De Iulis. All. Sig. Zeman. Alessandria: Servili, Gambaretti, Mazzuoli, Cammaroto, Barbagli, Mora (76’ Menassi), Bianchi (59’ Filiciotto), Ferretti, Degano, Fanucchi (66’ Tanaglia). A disposizione: Pavanello, Viviani, Boron, Menassi, Tanaglia, Filiciotto, Caciagli. All. Sig. Cusatis. Reti: 10’ Fanucchi, 17’ e 41’ Ferretti, 63’ e 65’ Degano, 68’ Tanaglia. Ammoniti: 24’ Urso (F), 27’ Mora (A), 29’ Fanucchi (A), 44’Forabosco (F), 52’ Mazzuoli (A).

soprattutto una rivincita per Daniele Degano, giocatore che aveva finito per diventare un capro espiatorio nella deludente stagione passata, tanto da essere ‘beccato’ dal pubblico del ‘Moccagatta’ e costretto a trasferirsi in prestito al Rimini. Oggi, paradossalmente, potrebbe diventare uno dei simboli di quest’Alessandria. Domenica è in programma il test casalingo

molto significativo contro la Pro Patria, l’ex squadra di Giovanni Cusatis, che proprio a Busto Arsizio aveva compiuto un mezzo miracolo. Sarà importante affrontarlo con lo spirito giusto, nella consapevolezza, come ribadito dallo stesso Cusatis dopo lo show di Fano, che sarebbe un problema se i Grigi pensassero di aver già realizzato chissà cosa. Lo ripetiamo, da troppo tempo stia-

mo chiedendo chiarezza per quanto riguarda la società Alessandria Calcio (diventata troppo politicizzata) nel senso che ci pare doveroso in primo luogo sapere chi la finanzia per davvero. Ma comunque, soprattutto per rispetto della storica bandiera grigionera e per incoraggiare questi ragazzi, così splendidi a Fano, urliamo sempre: ‘Forza Grigi!’.

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Al 10’ apre le marcature Fanucchi con un sinistro al volo che non lascia scampo al portiere avversario. Doppietta di Ferretti: al 17’ elude il fuorigioco della difesa del Fano e, solo davanti al portiere, insacca. Al 41’ l’ex Treviso sfrutta un assist col contagiri di Degano e chiude la prima frazione di gioco sul 3-0 per i Grigi. Nel secondo tempo l’Alessandria dilaga con Degano: al 63’ recupero di tacco di Gambaretti e gran diagonale da fuori area del numero 10 grigio; al 65’ altro diagonale dal limite dell’area per il 5-0. Al 68’ Tanaglia va in gol, fissando il risultato sul definitivo 6-0.


anno 4 n. 13

HURRÀ

PAVANELLO Nato a Padova l’11 gennaio 1991

PORTIERE

Marco

Tutti gli uomini

Stagione 2011-2012: A.C. GIACOMENSE

VIVIANI Nato a Pisa il 19 ottobre 1981 Altezza: 183 cm Peso: 71 kg Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

DIFENSORE

Federico

Andrea

MAZZUOLI 15 febbraio 1992

ROMANO 13 marzo 1991

Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

DIFENSORE

Dario Vincenzo

CAMMAROTO

Stagione 2011-2012: A.C. SIENA

Nato a S.Margherita Ligure il 1 aprile 1983 Altezza: 183 cm Peso: 71 kg Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

2 dicembre 1993

Stagione 2011-2012: PARMA F.C.

Andrea

BORON 29 maggio 1993

Andrea

Fabio

SERVILI

ROSELL

Nato a Comunanza (Ascoli P.) il 18 Luglio 1975 Altezza: 186 cm Peso: 77 kg Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

DIFENSORE

PAPPAIANNI

DIFENSORE

Andrea

Nato a Acri (CS il 12 Aprile 198 Altezza: 170 c Peso: 68 kg Stagione 2011-2 U.S. ALESSAND

Mirko

BARBAGLI Nato ad Arezzo il 29 dicembre 1982 Altezza: 177 cm Peso: 71 kg Stagione 2011-2012: FOLIGNO CALCIO 1928

Stagione 2011-2012: A.C. ESTE

Giacomo

GAMBARETTI Nato a Manerbio (Brescia) il 30 Agosto 1992

Stagione 2011-2012: AURORA PRO PATRIA 1919

Il Mister Giovanni Cusatis

Organigramma

Area comunicazione

PRESIDENTE Maurizio PAVIGNANO CONSIGLIERE Paolo CAMAGNA CONSIGLIERE Gianluigi CAPRA CONSIGLIERE Valerio BONANNO CONSIGLIERE Gisella VILLATA

RESPONSABILE AREA COMUNICAZIONE Gigi Poggio UFFICIO STAMPA Mauro Risciglione SPEAKERS STADIO Mauro BAVASTRI, Carlo CAMURATI

Area organizzativa SEGRETARIO GENERALE Stefano TOTI SEGRETARIA AMMINISTRATIVA Federica ROSINA SEGRETARIO Stefano CARLET DELEGATO ALLA SICUREZZA Stefano TOTI ADDETTO ALL'ARBITRO Guido NARDONE RESPONSABILE RAPPORTI CON LA TIFOSERIA Emanuele BELLINGERI

Area marketing RESPONSABILI MARKETING Massimiliano BAROGLIO e Antonio VISCA (Marketing Factory snc) ADDETTI COMMERCIALI Carlo Zoccola e Alberto Viarengo (Marketing Factory snc)

Area sanitaria RESPONSABILE AREA SANITARIA Dr. Guido FERRARIS MEDICO SOCIALE Dr. Biagio POLLA MASSO-FISIOTERAPISTA Luigi MAROSTICA

Il Presidente Maurizio Pavignano


6 sett. 2012

CENTROCAMPISTA CENTROCAMPISTA

Roberto

CENTROCAMPISTA

del Presidente

Alberto

Filippo

CENTROCAMPISTA

À GRIGI

Simone

FILICIOTTO Nato a Messina il 10 Ottobre 1992

Stagione 2011-2012: A.C. MONTICHIARI

MENASSI Nato a Sarnico (Bergamo) il 21 Gennaio 1981 Altezza: 175 cm Peso: 70 kg Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

Nicolò

BIANCHI Andrea

24 febbraio 1992

FERRETTI Nato a Pontedera (PI) il 15 aprile 1985 Altezza: 186 cm Peso: 75 kg Stagione 2011-2012: TREVISO F.C.

Stagione 2011-2012: GIULIANOVA CALCIO

S) 83 m

Nato a Crema (CR) il 21 settembre 1982 Altezza: 180 cm Peso: 74 kg Stagione 2011-2012: A.C. RIMINI 1912

012: RIA

Luca

Iacopo

MORA

FANUCCHI

10 maggio 1988 Altezza: 178 cm Peso: 68 kg Stagione 2011-2012: AURORA PRO PATRIA 1919

Nato a Lucca il 18 settembre 1981 Altezza: 187 cm Peso: 78 kg Stagione 2011-2012: U.S. ALESSANDRIA

ATTACCANTE

DEGANO

ATTACCANTE

Daniele

LI

Il Direttore Sportivo Massimiliano Menegatti

Il consigliere Paolo Camagna

Area sportiva DIRETTORE SPORTIV0 Massimiliano MENEGATTI OSSERVATORE Fabio ARTICO TEAM MANAGER Andrea LA ROSA ALLENATORE Giovanni CUSATIS ALLENATORE IN 2° Oreste DIDONÈ PREPARATORE DEI PORTIERI Gianluigi GASPARONI PREPARATORE ATLETICO Andrea BOCCHIO MAGAZZINIERE Gianfranco SGUAIZER

Il consigliere Valerio Bonanno

Il consigliere Gianluigi Capra

TANAGLIA 26 Maggio 1990

Stagione 2011-2012: A.C. GIACOMENSE

CACIAGLI 26 Maggio 1989 Altezza: 170 cm Peso: 68 kg Stagione 2011-2012: A.C. GIACOMENSE

Davide

BERTOCCHI 24 Giugno 1992

Stagione 2011-2012: A.S. MELFI

Davide

ROSSI

Stagione 2011-2012: VALENZANA CALCIO


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anno 4 n. 13

HURRÀ GRIGI

A TUTTOCAMPO di Gianmaria Zanier

...però, DEGANO è uno con i piedi buoni! iao Daniele! Volendo sdrammatizzare un po’ quello che è successo l’anno scorso, mi verrebbero in mente frasi come ‘a volte ritornano’ o ‘mai dire mai’... In realtà, sono semplicemente molto contento di poterti esprimere un sincero bentornato ! «Ti ringrazio! Anche a me fa piacere sentirci, anche alla luce di come è iniziata la stagione...»

C

Allora, togliamoci subito un piccolo sassolino dalla scarpa, prima di passare alla stretta attualità... L’anno scorso, una delle accuse che sono state fatte da una parte della tifoseria era una tua presunta mancanza di attaccamento alla maglia grigia, anche se poi, inevitabilmente, la chiusura della frase era più o meno sempre la stessa: ‘...però Degano è uno con i piedi buoni!’ Insomma, si tratta solo di eliminare quel ‘però’: la strada mi sembra quella giusta... (Sorride e risponde dopo un breve sospiro, come a voler scegliere le parole più giuste per indicare un determinato stato d’animo, N.d.A.) «Mah... l’anno scorso è stata indubbiamente una stagione particolare. Ci sono stati tanti fattori che hanno contributo a far sì che le cose siano andate in una certa maniera... Ad un certo punto mi sono sentito un po’ solo in alcune situazioni e non ero molto sereno... Però ormai è acqua passata: guardiamo avanti. Ora sto bene e mi sento molto meglio, fisicamente e psicologicamente. Domenica abbiamo iniziato davvero con il piglio giusto: fare 6 gol, specie in trasferta e in questa categoria, non è mai semplice. È sintomo di un squadra con delle potenzialità notevoli». ...e poi tu hai messo lo zampino su quasi tutti i gol e hai segnato personalmente il quarto e il quinto... meglio di così! «Beh, certo. Ma al di là delle soddisfazioni personali, devo dire che mi è piaciuto molto

l’atteggiamento della squadra. Forse il Fano avrà avuto qualche problema, ma, ripeto, realizzare 6 reti e avere avuto altrettante palle nitide da gol, è il segnale che la squadra è stata molto organizzata e ha applicato gli schemi preparati durante la settimana. Con questa organizzazione e con questa qualità delle giocate, penso che il gruppo abbia maturato una buona consapevolezza dei propri mezzi». Devo dire che, comunque, quest’anno ti ho visto subito particolarmente motivato, sin dalle prime amichevoli estive. Prendiamo il primo tempo della gara giocata contro il Genoa a fine luglio: ottimo pressing sui difensori centrali rossoblu, precisi lanci anche di 30 o 40 metri durante le ripartenze, testa sempre alta e giocate di prima quando era necessario... «Quella sera è stata importante per me: era la prima partita allo stadio Moccagatta dopo il mio ritorno e ho subito sentito la fiducia del Mister e, di conseguenza, anche dei miei compagni e di tutto l’ambiente...». ...e in effetti, mi sembra che l’arrivo di Mister Cusatis abbia influito in maniera davvero molto positiva, non solo a livello di squadra ma anche per ciò che ti riguarda a livello personale. E’ così? «Si, assolutamente. Il Mister mi ha dato una grossa mano dal punto di vista psicologico, dandomi fiducia al 100%. Sto per compiere 30 anni e penso che le prossime 3-4 stagioni saranno molto importanti: il poter lavorare con questo staff tecnico, con questa squadra e con un ambiente posi-

tivo e sereno ha sicuramente influito sulla mia scelta di rimanere e rimettermi in gioco». Posto che ogni giocatore deve sempre mettersi a disposizione dell’allenatore, è la posizione attuale, dietro le punte, quella in cui ti senti più a tuo agio? «Direi proprio di si. E se è vero che per alcune stagioni ho giocato come terzo o quarto di sinistra, è altrettanto indicativo che, ricoprendo il ruolo di laterale, spesso è più difficile entrare nel vivo del gioco; a volte devi sperare in una giocata del compagno perchè si aprano degli spazi sulla fascia. Stare in mezzo al campo, dietro le due punte, rientrando se necessario per andarsi a prendere i palloni, è sicuramente un grande vantaggio: sei molto più nel vivo della manovra e puoi dare libero sfogo alle giocate». Oggi c’è l’esordio in casa con la Pro Patria, l’ex squadra allenata da Mister Cusatis: dopo il 6-0 di domenica scorsa, ci sono tante premesse per una gara davvero avvincente e combattuta... «Certamente. L’anno scorso la Pro Patria ha fatto un campionato davvero straordinario: hanno mostrato un calcio propositivo e ci terranno a far bene anche in questa stagione. Da parte nostra, dobbiamo continuare su questa strada, senza esaltarci eccessivamente per il risultato ottenuto con il Fano e lavorando duro ogni giorno in allenamento, per poi raccogliere i frutti la domenica».

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DANIELE DEGANO Concludendo questa piacevole chiacchierata, mi fa piacere svelare un piccolo retroscena che risale allo scorso Natale. Dovevamo sentirci per un’intervista; poi, per una serie di complicazioni (una tua infezione polmonare e il successivo passaggio al Rimini), non fu possibile. Ricordo però che ci scambiammo gli auguri via sms, con un tuo pensiero che traeva spunto dall’opera ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di Pirandello... La letteratura è una delle tue passioni, quando sei fuori dal rettangolo di gioco? «Si, mi piace molto leggere. Quando devo fare gli auguri per una ricorrenza, di solito scelgo una frase scritta da qualche autore importante: quella dell’anno scorso, dato anche il momento particolare che stavo vivendo, mi sembrava quella più adatta...». Bene Daniele; ti ringrazio per la tua disponibilità. L’augurio è quello di un’annata ricca di soddisfazioni: per te, per i tuoi compagni e per i tifosi che quest’anno si aspettano molto da te... «Lo speriamo tutti. Grazie e a presto !».


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SPECIAL OLYMPICS Un altro successo dei Tori nel trofeo ‘Liberi nello sport’

Cissaca Bulls trenta e lode... n’occasione importante per far conoscere alla nostra provincia la disabilità declinata nello sport. Diversamente abili, ugualmente Atleti, potremmo dire, senza superflue distinzioni tra differenti disabilità che siano fisiche, relazionali o intellettive e ‘Liberi nello Sport’ supera ogni tipo di barriera mettendo sullo stesso playground la Pegaso Asti della sezione Fisdir del Cip e i Cissaca Bulls, Team Special Olympics. Due realtà importanti nel panorama sportivo nazionale divise solo sulla carta se è vero, come è vero, che mandrogni ed astigiani hanno stretto una sorta di gemellaggio che li porta a frequentare molto spesso gli stessi parquet. Un po’ di cronaca anche se l’aspetto agonistico passa in secondo piano rispetto al significato pregnante del meeting dello scorso luglio. Un triangolare 3vs3 con due formazioni della Pegaso Asti e una dei Cissaca Bulls che schieravano in campo i 4 scudettati ai recenti campionati Italiani Special Olympics di Biella. Il primo match tra Pegaso verde e Bulls parte in salita per i Tori, fermi da circa tre settimane, costretti ad inseguire nella prima frazione di gara. Con i minuti che passano

U

Kondi e compagni ritrovano la fluidità negli schemi d’attacco e Tessino, subentrato dalla panchina, mette a segno un parziale di 6-0 che consente ai mandrogni di prevalere con un +3. Il secondo incontro tra le due formazioni astigiane viaggia sui binari dell’equilibrio e dopo l’over time la Pegaso Bianca costringe i verdi alla seconda sconfitta di giornata. L’ultimo match rappresenta una finale: chi vince porta a casa il trofeo ‘Liberi nello Sport’. I due team partono contratti affidandosi ad una difesa ad uomo molto serrata che si riflette sul punteggio bassissimo. Serve un colpo di coda e l’ala Fishta decide di prendere in mano il pallino del gioco. Due canestri dalla media distanza e altrettanti assist al centro Stasio permettono ai Cissaca Bulls di iscrivere il loro nome in cima all’albo d’oro della manifestazione e di raggiungere quota 30: tante sono le vittorie dei Tori in manifestazioni ufficiali nella stagione 2011/2012 a fronte di due sole sconfitte. Ora il meritato riposo in attesa di riprendere gli allenamenti in preparazione del meeting internazionale di Parigi di ottobre per difendere l’oro conquistato nella passata edizione.

[foto Ilaria Marzullo]

NUOVO HURRÀ GRIGI Corso Roma 85 - 15121 Alessandria Tel./Fax 0131 267842. Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 627 del 28 sett. 2009 Proprietà Vento Largo di Cinzia Ariatti Corso Roma 85 - 15121 Alessandria

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LE FIGURINE PARLANTI di Antonino Freni

L’angolo del dialetto con Luciano Olivieri ggi proponiamo - eccezionalmente - in onore dei nostri Grigi una bella poesia in Vernacolo di Luciano Olivieri. E, poi: (...) Casca a pennello, anzi casca in punta di penna; scrive in stretto dialetto locale; verga ambientazioni; tesse lodi a persone; e perpetua ricordi di luoghi e sentimenti che il tempo non potrà mai più cancellare e scalfire. Con abilità ‘pittorica’ incide raccolte di poesie comprese e compresse nelle biblioteche e nelle librerie preposte alla loro conservazione, degne di questa funzione nonostante, l’incessante procedere - sempre spedito di manovre e manovrine tenden-

L’urs (L’orso)

O

ti a soffocare o, distruggere la strumentata cultura racchiusa nei ‘Luoghi Sacri’ come Cinecittà a Roma; o, la Biblioteca dell’Istituto Studi Filosofici a Napoli. Verso la cultura in generale e gli ‘scripta’ in particolare, un impietoso ‘Fahrenheit 451’ continua ad imperversare con subdola sfacciataggine ancor oggi: - non sotto una obbrobriosa dittatura - sotto una obnubilante Democrazia di Tecnocrati, che nulla hanno di che spartire con l’Umanesimo trasmessoci dai nostri vecchi preparatissimi Insegnanti - ci ripetiamo - dalla immensa Umanità. Un ricordo personalissimo: Gli Insegnanti di Storia e Lettera-

A l’è in urs grond cmè ‘na cà ch’u s’avseina... ohimèmè! U j’è ansen per la strà... chi um mangia cmè ‘n chigiar d’ame! «Ferma lé ch’a son ‘n’amis! A vigti nenta che la me plisa a l’è sfumaja d’in bel gris?» E ‘zenda acsè an pè u s’andrisa. «‘T ei out cmè ‘I campanen du noster Dom ch’u tuca el steili! Se t’aughisu i Lisandren baterreivu el parpejili». «A son l’insigna dla Sità, a j’ò ‘na squadra ‘d giugadur: el voti ch’a muster la mistà ans el camp i son dulur. Se t’avrai cuch prublema dam ‘na vus che me a riv. L’afrunteruma noi ansema: fumji savei ch’a suma viv!!” «Cme’ ch’a fasa a sercheti u dì ch’a j’eisa ad te d’amsogn?» «Sarrò me a truveti. Drom tranquil i tò sogn». «T’ava mai vist coi me ogg, capis nenta cme’ ‘t fai a vivi. T’avrai ben per te in bog anca luntan, d’ando ‘t nivi». «La me’ cà ‘l’è ‘l voster còr. Le ai viv da tanc’ani. L’Amur per voi mai el mor! L’arman chi’, tra Burmia e Tani»

tura (o Professori che dir sì voglia) riuscivano a coagulare attorno a loro i propri Pargoli; i Discenti loro affidati da una perfetta e collaudata Amministrazione scolastica raccontando le valorose pagine estasianti dell’Iliade, dell’Odissea o dell’Eneide con proverbiale maestrìa riuscendo con un piacevole ‘transfert’ a catturare l’attenzione dei ragazzi, trasferendo (letteralmente) letterariamente in Loro, il primo approccio con la cultura classica: ‘il Pathos’ e, l’ammirevole conoscenza dei luoghi ‘sacri’ di quella fatale Magna Grecia (oggi bistrattata) mal-trattata dallo squallido ‘spread’ inventato da una

poco benevola ‘mal-economia’, per affossare quello o altro Paese. Dal Pathos allo Spread un brutto passaggio: un ‘tragico’ accostamento. Un brutto segnale in ogni senso. Il duello tra Ettore ed Achille sembrava viverlo da vicino e il cavallo di Troia era come vederlo dinnanzi a Noi: rappresentato nella sua con-geniale creazione. I ricordi non moriranno mai nonostante le mal-vessazioni e le mal-versazioni. Allo scoccar del compimento dei fatidici anni ‘ettanta’ o Settanta che dir sì voglia, propriamente il 18 settembre - con la freschezza fragranza di un giovincello - il Menestrello del ver-

È un orso grande come una casa che s’avvicina.. .ohimèmè! Non c’è nessuno per la strada... qui mi mangia come un cucchiaio di miele! «Fermati lì che sono un amico! Non vedi che la mia pelliccia è sfumata di un bel grigio?» E dicendo così si raddrizza sulle zampe posteriori. «Sei alto come il campanile del nostro Duomo che tocca le stelle! Se ti vedessero gli Alessandrini sbatterebbero le ciglia». «Sono l’insegna della Città, ho una squadra di giocatori: le volte che faccio vedere la faccia sul campo sono dolori! Se avrai qualche problema dammi una voce che io arrivo. L’affronteremo noi insieme: facciamo sapere che siamo vivi!!». «Come faccio a cercarti il giorno che avessi bisogno dite?» «Sarò io a trovarti. Dormi tranquillo i tuoi sonni». «Non ti avevo mai visto con i miei occhi. Non capisco come fai a vivere. Avrai ben per te una tana anche lontana, da dove arrivi». «La mia casa è il vostro cuore. Lì ci vivo da tanti anni. L’amore per voi non muore mai! Rimane qui, tra Bormida e Tanaro».

L’intervista Qual è la sua età? «Compirò 70 anni 1118 settembre». Quando ha iniziato a scrivere? «Scrivo praticamente da sempre». La sua poesia come nasce ed a chi è rivolta, quali sono le tematiche che vuole esprimere? «La mia poesia nasce dalle esperienze di vita, dai ricordi ed è rivolta ad ogni tipo di persona che, nel caso della poesia dialettale, voglia conoscere un tempo che ormai non esiste più. Con la poesia esprimo i miei sentimenti».

È solo in dialetto o anche in lingua? «Scrivo sia in dialetto che in lingua». Dove ha fatto dei concorsi? Ha ricevuto premi? Dove ha fatto le serate o le presentazioni delle opere? «Decimo classificato nella seconda edizione del premio ‘A suma tuc Gajòud’ con la poesia ‘El gat lisandren’; 30° classificato, con la poesia ‘Tettoie’ nella prima edizione del concorso di poesia ‘Città di Alessandria’ (medaglia e attestato mai consegnatimi). Ho partecipato: alla serata presso la Casetta in occasione della consegna del premio ‘A suma tuc Gajòud’; alla serata a Quargnento in occasione della biennale di poesia dialet-

tale; ho effettuato un’intervista su GRP Piemonte sulla poesia dialettale nell’ambito della rubrica di approfondimento ‘AL è’». In che rivista sono apparse? Quante edizioni eventualmente ha prodotto? E quanti libri ha realizzato o venduto? «Le mie poesie sono apparse su ‘Il Foglio’ e su ‘Il Portaordini’. È stato pubblicato il libro ‘Concerto’ dell’autore Libri Firenze, ‘Storia dello spirito oggi’ (Ed. Albatros), unitamente ad altri autori, ‘Poesie’ (collana ‘Poeti d’oggi’-Ed. Gabrielli), unitamente ad altri autori. Le poesie in lingua dialettale sono curate e da me personalmente».

nacolo alessandrino - il Signore degli ‘Orpelli poetici’ del nostro vernacolo: oggi rappresentato meritoriamente nelle nostre pagine di Hurrà Grigi, Luciano Olivieri, grazie al vivissimo interessamento del nostro tifoso Nicolino: un tifoso propriamente detto ‘Special-One’ - presente in ogni appuntamento che si rispetti dei nostri Grigi in ogni frangente sia di campionato che per ricorrenze varie e festeggiamenti di sorta - si presenta. Così! Con prestezza e abile destrezza offrendo di sé un ‘chiaroscuro’ dal massimo colore e calore espressivo - con la vivacità e la chiaroveggenza di un mirabile Poeta dialettale alessandrino - ‘d’antan’ , - d’antica memoria, senza per altro apparire minimamente ‘rètro’. Per acquisiti meriti artistici; cercheremo di illustrare col prosieguo del nostro odierno articolo (in assoluta esclusività): Luciano Olivieri. Si presenta con un bel biglietto da visita, su un semplice foglio di carta ‘incide’ - coincide, (incidentalmente) coll’inizio del campionato dell’Alessandria Calcio una poesia in vernacolo alessandrino dal titolo magniloquente ‘L’Urs’ ovverossìa ‘l’Orso’ (anche) in onore della squadra e della città di Alessandria. Una poesia preparata ed offerta al vasto pubblico dei tifosi, proposta e composta per l’Oggi, come auspicio per un felice e prospero campionato di calcio: finalmente più che degno. Oggi e sempre, ancor di più dell’Ieri: visti i sempre numerosi attaccatissimi fedeli ‘supporter’ che abbracciano idealmente l’Orso Grigio in ogni circostanza ‘esistenziale’ Per questo piccolo ma significativo Regalo che ha voluto elargire (a piene mani) a tutti noi Tifosi della ‘magnifica’ Alessandria Il genius loci localistico della poesia dialettale alessandrina Luciano Olivieri ci rilascia una sua intervista per meglio comprenderne l’’Esegèsi’. Scrive da sempre, di vivo suo pugno; anzi, con la sua ferma mano riuscendo a toccare tematiche di ogni ordine e tempo: L’Umanità che ci circonda; il tempo ormai sfuggito; e, i sentimenti nobili che albergano in ogni Poeta, con l’intento chiaro ed inequivocabile di perpetuare nel tempo ricordi ed ambientazioni che con l’andare in avanti non si soffermano e sfuggono alla vista; che sfuggono dalla visuale per l’impietoso scorrere degli anni. Il tutto in una cornice poetica degna di nota. Dalle memorie del ‘sottosuolo’ alessandrino compare come per incanto col suo delizioso canto o con i suoi ‘cantici’: un fine Poeta dialettale e ci inebria con brillanti ‘illustrazioni’. Vicissitudini senza contraddizioni ‘abundano’ nella sua ‘Hit poiesi’ a noi il piacere di scoprirli con sane letture. (...)

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MUSICA La 10ª tappa a Fubine e la finalissima alla ‘Polisportiva Cabanette’

‘Carrozzone Alessandrino 2012’: tutto pronto per il grande epilogo I PALLINI di Puppigallo

Il cavaliere oscuro-Il ritorno Alla fine, la montagna filmica anabolizzata da quasi tre ore di ordinario bla bla e discreta azione ha partorito il topolino volante meno convincente dei tre, con la sua sete di rivalsa vista e rivista e il cadere nella polvere prima di risorgere. Se poi aggiungiamo un cattivo che sembra uscito da Interceptor, o da Mortal Kombat e altri personaggi un po’ troppo stereotipati, ecco che la pellicola non vola certo alta, mantenendosi a medi livelli. Qualche sforbiciata qua e là (Alfred la lagna me lo sarei risparmiato volentieri) avrebbe giovato di sicuro. Si può vedere, ma non lascia il segno.

Associazione Amici della Cultura e della Musica con il Patrocinio Città di Alessandria, Provincia e Regione Piemonte, presenta la quarta edizione del ‘Carrozzone Musicale Alessandrino 2012’. Manifestazione Culturale e Sociale nata per avvicinare i giovani alla canzone italiana e di autore (la manifestazione non è a scopo di lucro). Ideata dal pittore futurista Mike Yacin (Direttore Artistico), dal presentatore della manifestazione lo showman Mauro, il volto conosciuto dello spettacolo della nostra provincia che ha conquistato con la sua professionalità e la sua simpatia in poco tempo il pubblico alessandrino e dal tecnico del suono Mario Mossuto. Il Bar Ristorante della Casa del Popolo sita in via Balestrero 14 a Fubine ospita sabato 8 settembre la decima tappa del ‘Carrozzone Alessandrino 2012’, ultima prima della grande finale del 15 Settembre in programma alla ‘Polisportiva Cabanette’. Avremo tantissimi cantanti in gara che si contenderanno l’ultimo posto ancora libero per i Big e uno per le Nuove Pro-

L’

Per comunicazioni telefonare al 3333930420 (Mauro) o scrivere a: mariusm@alice.it http://ilcarrozzonealessandrino.blogspot.com/ www.facebook.com/mario.mossuto#!/mario.mossuto www.youtube.com/mariusmstaff

I mercenari 2

Sabato 8 Settembre partire dalle ore 21 10ª tappa a Fubine al Bar Ristorante ‘Casa del Popolo’ di via M. Balestrero 14 Fubine e sabato 15 settembre dalle ore 19 finalissima ‘Polisportiva Cabanette’ con tanti ospiti e tutta la diretta su Radio Voce Spazio FM 93,8

poste. Lo showman Mauro, presentarà la serata, la Direzione Artistica è affidata a Mike Yacin, il Tecnico del Suono, come sempre, è il DJ Mario e Raff l’assistente tecnico. Un piccolo sunto su quella che è stata la manifestazione Clou dell’estate 2012, ormai giunta al-

l’epilogo: nove tappe lunghe e faticose, il tempo alquanto birichino ha caratterizzato alcune delle nostre tappe! Noi con la nostra caparbietà siamo riusciti a superare tanti ostacoli, non meno importante quello economico, non sopportato da alcuni spon-

sor, ce siamo fatti carico personalmente. Tanti cantanti vecchi e nuovi hanno calcato i nostri palchi e ospiti d’onore di ogni genere. Una segnalazione d’obbligo è per la coreografa Marie Claire con il suo corpo di ballo di danze orientali: in alcune serate le leyla Noura hanno presentato vari stili della danza orientale, dal tribal fusion al raq sharqi all’arabo andaluso, frutto di una continua ricerca tecnica e musicale dei laboratori di danza. Ecco le testuali parole di Marie Claire: «ringraziamo il Carrozzone Alessandrino per l’invito a delle serate molto piacevoli con una cornice di pubblico che ci ha sostenuto con calorosissimi applausi in ogni occasione».

ECHI DI VIAGGIO di Simonetta Gorsegno

Un rifugio a Malindi L’incontro con l’Africa, attiva in noi sensi primordiali sopiti, risvegliati dalla vastità degli spazi, dalle illimitate distese di savana adibite a riserva naturale e dal perfetto equilibrio che ogni giorno si compie tra gli animali e l’ambiente. Il Kenya è il regno dei ‘Big Five’ (leone, rinoceronte, elefante, leopardo, bufalo)

epiteto della fauna che lo abita. Sono infatti i safari fotografici organizzati con jeep o camionette scoperte a percorrere chilometri di strade accidentate in piena savana per inseguire, osservare e catturare, beninteso solo con l’obiettivo, l’emozionante vita in diretta dei più grandi predatori del pianeta. La savana ha le sue leggi, del più forte sul più debole. E gli animali lo sanno. L’istinto che spinge il leone all’eterno inseguimento della gazzella, è una meditata metafora che ha applicazione nella vita di tutti giorni. Il sacrificio della gazzella e di

ogni altra vita animale strappata, non è vano ma fondamentale per mantenere inalterata la catena alimentare, il ciclo biologico, che assicurerà per tutti gli esseri viventi, la meritata sopravvivenza. Non tutti i deboli però soccombono nel continente nero. Per alcuni, seppur vecchi o feriti in battaglia la vita riserva una possibilità di salvezza. A Malindi, infatti esiste un luogo che ospita gli animali sofferenti a cui vengono dispensate cure immediate per farli ritornare alla libertà in un breve lasso di tempo; nel caso invece di animali molto vecchi, asilo fino alla fine dei loro giorni. Vedere una tartaruga ultracentenaria cibarsi dalla vo-

stra mano non è cosa da tutti i giorni, come pure usare il braccio come trespolo per un falco reale o un barbagianni è sicuramente un’esperienza impagabile. Con le scimmie bisogna invece usare qualche precauzione in più per la loro invadenza nel richiedere cibo e frutta. Dopo le cure, non tutti gli ospiti torneranno alla savana, i soggetti più compromessi rimarranno per sempre al rifugio, ma visitando il luogo e pagando una piccola spesa per l’ingresso si contribuirà alle risorse necessarie per mantenerlo in vita, magari vederne ampliati gli spazi ma soprattutto si eviterà di assistere al fallimento della sua missione.

La rivincita della terza età. Vecchietti di tutto il mondo unitevi e scaricate la frustrazione massacrando interi eserciti con armi di tutti i tipi. È il classico pop corn movie senza alcuna pretesa (e ci mancherebbe, infatti l’unico personaggio senza senso per un film del genere fortunatamente ci lascia quasi subito). I gerontocombattenti sono il meglio; e per fortuna non si prendono sul serio (Schwarzi sostiene che dovrebbero stare in un museo). È praticamente uno scanzonato bagno di sangue. Non male, nel suo fumettesco genere. Nota di merito per Norris che, a suo dire, si è ‘ammorbidito’.

Paura 3D I Manetti bros. hanno delle potenzialità e sanno maneggiare la telecamera. Ma per realizzare un buon horror servono anche talento e molta inventiva, che permettono di creare un qualcosa di originale. Qui invece di originale c’è ben poco, con l’aggravante di allungare troppo le scene di pericolo incombente, rischianodo solo di spazientire. Gli attori comunque sono diretti con mestiere; e se non altro, qua e là la violenza deflagra, investendo i protagonisti. Nota di merito per l’Italo3D, piuttosto curato, con buona profondità e alcune simpatiche fuoriuscite dallo schermo. Occasione persa.

Bed time Essere felici non è facile; e quando proprio non si riesce ad esserlo, neanche per un istante, perdendo via via la voglia di vivere, diventa quasi naturale provare invidia di chi la felicità sembra averla trovata. Balagueró dirige con mestiere il protagonista, che come un parassita si nutre dell’infelicità altrui, prendendo di mira una ragazza, ma non solo (sentite cosa dice alla donna sola). Purtroppo, nell’ultima parte sembrano tutti eccessivamente tonti (polizia e ragazza), abbasando il livello di credibilità. Non ci sono particolari guizzi registici, ma nel complesso non è poi così male.


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Il microfestival letterario e poetico di Alessandria

Vi Piace? Scrittura ad alta voce Una sera al mese, da settembre fino al prossimo giugno entidue autori, due o tre per serata, nella seconda parte presenteranno il loro libro di più recente pubblicazione, ma prima saliranno sul palco autori per leggere ad alta voce brani di loro opere inedite oppure, fuori concorso, di autori, viventi o meno, che intendono segnalare. La seconda edizione di ‘Vi Piace?’, il microfestival poetico e letterario ad alta voce di Alessandria, avrà cadenza mensile sino a giugno del prossimo anno aggiungendo così dieci serate alle nove del primo ciclo avviato nell’ottobre 2011. Il programma seguirà il consolidato format condotto dai due ‘maestri di gioco’ Claudio Braggio e Franco Galliani che faranno salire sul palco autori con testi inediti che saranno sottoposti al giudizio del pubblico, chiamato a segnalare il racconto oppure la poesia migliore della serata. Dalla serata d’esordio, venerdì 7 settembre dalle ore 22,30 circa, interverranno gli scrittori Alessandra Roggia, col romanzo dì esordio ‘Trenta come noi’ (La caravella Editrice, 2012) e Mauro Ferrari, con la raccolta ‘Creature del buio e del silenzio e altri racconti’ (Puntoacapo editrice, 2012). Un evento culturale in forma di spettacolo che ha lanciato anche la campagna di sensibilizzazione ‘Leggiamo per legittima difesa’, perché pubblico e partecipanti sono invitati ad indicare romanzi, sillogi e saggi di cui condividere la lettura, naturalmente sempre al circolo l’Isola Ritrovata di Alessandria, in via Santa Maria di Castello 8 (telefono 333 1345751 isolaritrovata@gmail.com) Inoltre, ogni serata come di consueto sarà preceduta dalla ‘Cena degli Scriptori sopra la Nebbia’, a cui è possibile partecipare prenotando e versando la sera stessa la quota di partecipazione fissata in soli 10 euro. I prossimi incontri in calenda-

Calendario delle presentazioni Venerdì 7 settembre 2012 Alessandra Roggia: Trenta come noi (romanzo); Mauro Ferrari: Creature del buio e del silenzio e altri racconti (racconti).

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Venerdì 5 ottobre Federica Zancato: Cartoon LadiesIl cinema d’animazione americano e le sue dive (saggio); Chiara Parente: Il cuoco dei sensi alchimie gastronomiche tra il Po e l’appennino tortonese (saggio). Venerdì 2 novembre Elisabetta Maùti: Una fiaba per ogni perché spiegare ai bambini perché succedono le cose (favole); Antonio Silvani: La convention (romanzo).

Venerdì 7 dicembre Simona Cremonini: Racconti fantastici del Garda (racconti); Stefania Bonomi: Perché ti ho messo al mondo? (romanzo). Venerdì 4 gennaio 2013 Roberto Beverino-Alessandro Sanscritto: Il viandante e la leggenda delle pietre viventi (romanzo); Giusy Caligari: La scatola dei cappelli (romanzo). Venerdì 1 febbraio Daniela Lojarro: Il Suono Sacro di Arjiam (romanzo); Rosa Gargiulo: Chiacchiere e ragù diario gastronomico sentimentale (diario). Venerdì 1 marzo Flavia Cantini: Notti senza luna-vo-

lume I e volume II (romanzo); Valeria Borsa: Kalendae (silloge). Venerdì 5 aprile Greta Sandrini-Luca Martini: Liberty nel cuore (saggio); Laura Traverso: L’amore ai tempi di internet (romanzo). Venerdì 3 maggio Elena Aleci: La pecora di Leo (saggio); Simona Barugola: L’Ora di Middle Dawn (romanzo). Venerdì 7 giugno Roberto Carlo Delconte: Lezioni castelnovesi ovvero consigli ai naviganti da un marinaio di terra (saggio); Alessandro Cortese: Eden (romanzo).

Lo sceneggiatore Claudio Braggio

rio, sempre di venerdì, per l’anno 2012 saranno il 5 ottobre, il 2 novembre ed il 7 dicembre 2012; mentre per l’anno venturo sono previste le date del 4 gennaio, 1 febbraio, 1 marzo, 5 aprile, 3 maggio con la finale il 7 giugno 2013. Nel corso della prima edizione, da ottobre 2011 a giugno 2012, sono stati presentati molti scrittori e poeti, esordienti e no, sul palcoscenico del microfestival di scrittura ad alta voce di Alessandria ‘Vi piace?’. Fra loro Ornella Anselmi, Ernesto Bettoni, Selena Bricco, Massimo Brioschi, Valentina Brisone, Emiliano Busselli, Marta Buttini, Gian Paolo Cavallero, Roberto Chiodo, Mariangela Ciceri, Pino Corva, Domenico Di Filippo, Monica Giacobbe, Gianni Ghè, Gianfranco Isetta, Fabio Izzo, Mike Yacin, Sara Leporati, Enzo Macrì, Marina Elettra Marametto, Neva Maroccolo, Cristiano Mussi, Gisella Margara, Chiara Parente, Maurizia Pertegato, Matteo Piombo, Mariangela Santi, Paola Sperati, Marcello Tedesco, Maria Teresa Valle, Marinella Veloce, Walter Zollino, Anna Zucca. Vincitrice della prima edizione

è stata la poetessa Lia Tommi, al secolo Rosalia Tomasino, la quale ha ricevuto in premio una bottiglia magnum di vino che, a norma del regolamento, ha immediatamente stappato e condiviso con tutti gli astanti, rimarcando così lo spirito dell’iniziativa. Anche questo secondo ciclo di incontri è riservato a chi intenda presentare propri scritti, di qualsiasi tipo e genere, e sottoporli al giudizio altrui. a) Lo spirito degli incontri è di dare la possibilità agli scrittori di confrontarsi con un pubblico. b)Lo spirito degli incontri è di dare al pubblico un ruolo attivo nella valutazione degli scritti. c) Lo spirito degli incontri è l’amicizia, la convivialità e il confronto di opinioni. La serata una volta avviata non ha interruzioni e si prosegue secondo scaletta; la cadenza è mensile, secondo un calendario predefinito. Prima parte (testi inediti dalle 21,30 alle 22,30 circa) Il concorso è aperto a scrittori professionisti e amatoriali, la partecipazione è gratuita ed è

ammessa ogni forma di scritto (letteratura, saggio, testo teatrale, sceneggiatura, poesia, eccetera). I testi in concorso devono essere presentati dall’autore ed il numero massimo di brani che si possono presentare in ogni serata è tre e la lettura degli scritti in concorso non dovrà superare i minuti 15 (quindici) complessivi per i tre brani. Il Comitato, su indicazione dei presenti, secondo le modalità che verranno illustrate al momento, proclamerà ‘Il più apprezzato dagli astanti’, che parteciperà all’incontro finale. Alla serata finale parteciperanno i più apprezzati dei singoli incontri, e due tra gli esclusi, scelti dal Comitato, che ne motiverà l’inclusione. Al vincitore finale andrà l’attestazione di essere ‘Il più apprezzato dagli astanti’ e riceverà una bottiglia di vino, con etichetta dedicata (pezzo unico): il contenuto della bottiglia, conformemente allo spirito della manifestazione, dovrà essere immediatamente condiviso con i presenti; il vuoto con etichetta intatta verrà debitamente reso al Vincitore della prima edizione del microfestival di scrittura ad alta voce ‘Vi PIACe?’.

Seconda parte (Presentazione di libri con autore - dalle 22,30 circa) Occorre prenotare la partecipazione, limitata a soltanto due libri per serata e gli autori avranno a disposizione circa 25 minuti per partecipare ad una intervista a cura dei due Conduttori del gioco Claudio Braggio e Franco Galliani. Aderiscono all’iniziativa il Comitato Territoriale UISP di Alessandria, e l’associazione culturale ‘Storie del Monferrato’, Il Comitato promotore, di seguito e precedentemente chiamato il Comitato, è il garante dello spirito della manifestazione, a cui dovrà attenersi in ogni occasione e decisione. Il Comitato non è depositario di alcuna verità rivelata, perciò le sue decisioni, nello spirito della manifestazione, possono essere messe in discussione, e sottoposte al giudizio dei ‘Possessori della palla’. Il Comitato fedele all’antica regola della nostra infanzia (almeno in quella del Comitato) ‘La palla è mia e decido io se è rigore’ ha l’ultima voce in capitolo (trattandosi di una manifestazione letteraria...).

Sabato 22 e domenica 23 settembre ad Alessandria prima nonConferenza nazionale su coworking e lavoro

Espresso coworking, l’amabile follia CLAUDIO BRAGGIO* L’amabile follia di parlare del lavoro futuro e non della crisi è quella che sarà evidente nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre prossimi nel corso dell’evento Espresso coworking’, che avrà luogo in Alessandria. Gli spazi e gli eventi dedicati al co-working rendono concreta l’immaginazione e molte opportunità per costruire pregevoli iniziative, culturali come di lavoro in altri setto... ri, si perdono quando pur avendo una buona idea si può far conto soltanto su sé stessi. Questo accade non soltanto perché occorrono specifiche competenze per affrontare al meglio alcune questioni del progetto che si ha in mente di realizzare, ma anche per la difficoltà di mantenere la spinta ideale in solitario. Condivisione e collaborazione

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sono gli elementi essenziali per attuare qualunque progetto artistico, come ad esempio una produzione cinematografica o teatrale, e non sempre è questione di disponibilità di spazi oppure della necessità di aggregare persone. La piccola e nuova (per l’Italia) rivoluzione culturale che si sta attuando con la diffusione dei centri di co-working è soprattutto legata alla creazione di luoghi (o non-luoghi, per citare Marc Augè) ove alta sia l’attenzione nei confronti di innovazione, apporto tecnologico, visione del futuro, capacità di ascolto. L’unico elemento di incredibilità che rilevo è la scelta di Alessandria per discutere in merito a questa nuova visione intellettuale del nostro futuro, ma confesso che mi piace l’idea che avvenga proprio nella mia città, Alessandria. *Sceneggiatore ‘Storie del Monferrato noir’

www.espressocoworking.it Nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre 2012 la città di Alessandria diventerà spazio ideale, inteso come spazio e nel contempo non-luogo, dove sarà possibile condividere idee e progetti intorno ai temi del ‘coworking e del lavoro’. Per promuovere l’eccezionale evento è stato attivato il sito web dedicato www.espressocoworking.it dove fra l’altro viene specificato che la quota di partecipazione comprende i due pranzi, la cena, l’ingresso al concerto e molte pause caffè (un momento simbolo, perché le idee scaturiscono quando si sta bene insieme). In questi giorni oltre un centinaio di coworkers hanno già annunciato la propria partecipazione, sottoscrivendo un pacchetto di accoglienza che per soli 80 euro offrirà la possibilità di incontrare lavoratori autonomi, quanti desiderano un nuovo lavoro e chi sta cercando un modo nuovo di lavorare. Nella giornate di Espresso Coworking al mattino vi saranno nonConferenze, ovvero tavoli di discussione ‘extra-large’ dove tutti i partecipanti potranno dire e, perché no?, considerare questa occasione come una sorta di megafono per gridare proposte e sottoporre richieste a tutti i partecipanti. Molti e ben qualificati i relatori invitati: tutti quanti hanno maturato esperienze dirette sul campo, come viene

ben evidenziato nelle interviste raccolte sul sito web dedicato, in cui emerge la percezione del mutamento sociale dove il coworking può assumere un ruolo fondamentale per trasformare il mutamento in atto in vantaggio diffuso. Strumento avanzato nel’economia delle reti, il coworking è una vera e propria filosofia di approccio al lavoro, dove condivisione e relazione sono risorse fondamentali nella visione di incrocio con il lavoro autonomo offrendo vere occasioni di costruzione dell’identità valorizzando il senso di appartenenza. Un modo per uscire dalla crisi, ipotizzano gli esperti di settore, sia perché consente di trovare risposte veloci e competenti, sia per la costante apertura mentale nei confronti degli stimoli che arrivano dall’esterno, senza limitare il campo d’azione all’Italia. Nel primo pomeriggio di ogni giornata di Espresso Coworking vi saranno workshop e barcamp interattivi per confrontarsi in merito a nuove idee e soprattutto condividerle. Inoltre è previsto un business speed meeting, formula consolidata e divertente perché intensa e coinvolgente, i cui i perni principali sono lo scambio di biglietti da visita e l’avvio di contatti lavorativi.


6 sett. 2012

HURRÀ GRIGI

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Addio al calcio per il numero 10 grigio: quanto ci mancherà!

PUNTO GRIGIO di Giovanni Mediliano

Il calciatore Artico, l’uomo Fabio: due fuoriclasse! n questa bollente estate caratterizzata dai vari ‘Caligola’, ‘Nerone’ e anticiclonica compagnia, la nostra Alessandria, come al solito, è andata controcorrente, facendosi condizionare dal vento ‘Artico’. L’addio del bomber di Venaria alle scarpe da calcio ha gettato nello sconforto intere generazioni di tifosi grigi. Come non capirli? Spesso e volentieri capitan Fabio è stato l’unico motivo di soddisfazione in settimane di cupa mestizia; spesso e volentieri una sola giocata con quel destro magico è valsa il prezzo del biglietto; spes-

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so e volentieri era lui a far sgolare il buon Mauro Bavastri, speaker del Mocca, per aver gonfiata la rete avversaria. Vedere scendere in campo l’Alessandria senza il suo capitano non sarà più la stessa cosa: questo è il sentimento condiviso da un’intera città. Dai giovani che, maglia numero dieci sulle spalle, cercano di emularne le gesta; da quelli di mezza età, che lo ricordano alla Reggina, all’Empoli o alla Ternana e ne sono diventati estimatori in grigio; da quelli più anziani che, fatte le debite proporzioni, hanno rivisto in lui, per personalità, per carisma

e, perché no, anche per doti tecniche, l’ideale successore dei vari Baloncieri, Ferrari, Rivera... Tutti pazzi per Artico. Per i suoi 58 gol. Per le sue punizioni micidiali. Per la sua classe ben sopra la media. Per quella sua capacità di essere ‘capitano’ anche quando non giocava, perché gli bastava una parola, uno sguardo, un gesto, per far capire a tutti i compagni quale

fosse la strada giusta da seguire. Sempre. E non è stato sempre facile. La sua esperienza alessandrina, per lo più vincente, ha vissuto anche momenti difficili, a volte addirittura drammatici. Fabio ha sempre saputo gestirli con grande fermezza, decisione, saggezza. Ha conquistato Alessandria e ne è stato conquistato. Ormai è mandrogno a tutti gli effetti: grigio d.o.c. a vita, consigliere comunale, un cuore messo nelle mani di una giovane alessandrina che ha saputo farlo ripartire alla grande, nella vita e, conseguentemente, nel calcio. Anche perché (e posso consapevolmente dire: io c’ero) allorchè il buon Fabio Artico sbarcò in città per la prima volta, reduce da un’esperienza a Busto Arsizio che ne aveva inaridito le voglie e le passioni, non ricordo grandi entusiasmi. Restò a lungo in dubbio tra Grigi e Pro Belvedere Vercelli, che, viste le sue titubanze, puntò poi su Grabinski. Il popolo grigio pensò all’ennesima bufala: i vercellesi si sono presi un superbomber (dov’è finito ora?) e noi un cavallo bolso, a fine carriera, abile nell’agganciare un ultimo stipendio importante. Non molti credevano ciecamente in lui, allora: il presidente Bianchi, il direttore Braghin, mister Iacolino e pochi altri. Il campione e l’UOMO, però, si vedono in queste situazioni. Qualcosa è scattato nella mente di Fabio, ridandogli voglia di giocare, di divertirsi e di divertire. È ringiovanito. Con altri ‘grandi’ (Zappella, Cretaz, Longhi, Cammaroto, Balestri, Buglio, e poi, negli anni Servili, Briano, Roselli... tutti quelli che hanno voluto stringersi a lui nell’ultima sfida in braghette corte) ha costruito una nuova Alessandria, vincente. Continuerà nel suo percorso, perché il buon Dio con lui è stato generoso e non gli ha regalato solo piedi fantastici ma anche una testa fina, in grado di lavorare bene. Ora è passato tra i dirigenti: facciamo fatica a vederlo dietro a una scrivania, crediamo preferirà girare per i campi dove si gioca a calcio, a dare consigli, a far comprendere come i risultati importanti si ottengano attraverso il sacrificio, magari a scoprire un nuovo Artico a cui affidare quella maglia grigia con il numero 10 che, anche grazie a lui, profuma di leggenda.

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