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QUINDICINALE DI CALCIO... E NON SOLO • Direttore Massimo Taggiasco

Anno X n. 4•2 mar. 2018

Il meglio deve ancora venire! MASSIMO TAGGIASCO

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a cosa che più mi rende fiero di essere tifoso dell’Alessandria è questa passione che non tramonta mai. Nonostante tutti i guai, le delusioni, gli oltre 40 anni di purgatorio ai margini del calcio che conta, eccoci ancora qui. Dopo l’incredibile epilogo della passata stagione ed un avvio di campionato da incubo, è bastato rivedere una squadra vera, passionale, in grado di esprimere un buon calcio e subito è tornato l’entusiasmo. In realtà, il Moccagatta non è ancora pieno come lo vorremmo vedere, ma è ormai chiaro che qualcosa è cambiato nell’animo dei tifosi. Ci stiamo illudendo per l’ennesima volta? Siamo ancora in

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corsa per la finale di Coppa Italia ed i play-off sicuramente non ci sfuggiranno: non è poco, visto come si erano messe le cose. Aggiungiamo anche che vedere le difficoltà economiche di squadre dalla grande storia come Vicenza, Modena, Arezzo, Lucchese non può che renderci orgogliosi di questa Alessandria. Noi ci siamo e continuiamo a lottare per il nostro sogno. Non dobbiamo illuderci, perché gli ultimi pareggi casalinghi hanno evidenziato qualche problema quando si tratta di affrontare squadre che non si preoccupano di costruire gioco, ma solo di chiudersi a riccio. Ultimamente, quindi, i risultati migliori sono venuti dalle partite in trasferta e questo è un ulteriore motivo di ottimismo per la semifinale di Coppa

Hurrà Grigi

di martedì prossimo in quel di Pontedera. L’Alessandria, sicuramente, ha buoni margini di miglioramento: non abbiamo ancora visto il meglio dai nuovi arrivati a gennaio! Ci sono buoni motivi per sperare di salvare una stagione partita molto male: tutto può ancora succedere e non vediamo avversarie imbattibili. Siamo al momento decisivo della stagione ed il ritorno della fiducia tra i tifosi può essere l’arma in più per affrontare la volata finale. Senza illusioni, senza false speranze, ma solo per l’amore che ci lega all’Alessandria: tutti insieme dobbiamo lottare per i grandi traguardi. Riempiamo il Moccagatta: in questo momento non ci sono né alibi né scuse. Hurrà Grigi!

Hurra Grigi

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GianmariaZanier Videointerviste


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HURRÀ GRIGI

Consueto incontro con Carlo Sacco, figlio del Presidentissimo Remo, ultimo protagonista di una promozione dell’Orso Grigio in serie B

Sacco: riempiamo il Moccagatta per la grandissima volata finale!

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arlo, che Alessandria hai visto nella vittoriosa trasferta contro il Prato? Innanzitutto, quello che conta è il risultato e questi erano tre punti importantissimi. Devo, però, dire che ho visto un’Alessandria un po’ stanca, o forse Marcolini ha voluto che i ragazzi risparmiassero un po’ di energie per gli impegni successivi. Sul banco degli imputati qualcuno ha messo Vannucchi… Se parliamo del primo gol subito,

lui non è il mitico “Bernacca” in grado prevedere la forza del vento, ma in quel momento è arrivata una folata che ha cambiato la direzione del pallone, del tutto inaspettatamente. Le papere sono una cosa diversa. Gonzalez ti sembra un po’ appannato in questo periodo? Lui dovrebbe giocare dove vuole, quando fa i suoi tagli, le sue folate offensive, converge per poi tirare col suo caratteristico effetto e mettere in difficoltà il portiere avversario. Io non lo discuto, perché quando trova il passaggio filtrante o il tiro ad effetto, propizia sempre un’occasione da gol. Dovrebbe essere più libero di giostrare in avanti secondo il momento e l’impostazione della difesa avversaria: lui è abilissimo nel riconoscere le situazioni di gioco. Non ti sembra che l’Alessandria in questo periodo segni un po’ poco? Dal girone di ritorno dell’anno scorso le difese avversarie ci hanno preso un po’ le misure. Con Monza e Pontedera siamo stati

Nuovo HURRÀ GRIGI Organo dell’Associazione Culturale Orso Grigio Corso Roma 85 - 15121 Alessandria - Tel./Fax 0131 510490 Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 627 del 28/09/2009 redazione@nuovohurragrigi.com - info@nuovohurragrigi.com Stampa: CSQ Centro Stampa Quotidiani Via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) - Tel. 030 7725511

un po’ sfortunati in qualche occasione. Ultimamente sembra che giochiamo meglio in trasferta che al Moccagatta… Con gli attaccanti che abbiamo, come Gonzalez e Sestu, siamo molto più portati al contropiede: con gli spazi più aperti loro danno il meglio. In casa, invece, contro difese molto chiuse, se non trovi il gol nelle fasi di avvio o nel primo tempo, subentra un po’ di affanno e le difese avversarie, col procedere della gara, riescono a chiudere gli spazi più facilmente. A centrocampo, mi pare, ci sono le note più liete… Niente da dire. E’ poi certo che, con il rientro di Cazzola (che è il nostro top) insieme a Gatto, Gazzi e Nicco, abbiamo un centrocampo che ci invidiano in serie B. Ultimamente il Moccagatta presenta ancora troppi vuoti, soprattutto in Coppa Italia… Contro il Pontedera faceva veramente freddo, non si può giocare alle 20,30 di metà febbraio, visto che siamo al nord e Alessandria in questa stagione è piuttosto fredda… forse a Firenze non lo hanno ancora capito. Detto questo, però, siamo alla volata finale: ancora 7 partite al Moccagatta, Coppa Italia a parte, e prima dei play-off. Mi augurerei di vedere il Moccagatta finalmente pieno, per la prima volta da quando è stato ristrutturato. Sarebbe veramente uno spettacolo nello spettacolo, in questo gioiellino di stadio.

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Addio grande "Miglia" U

n altro dei grandi protagonisti della storia dell’Alessandria ci ha lasciato. Si tratta di Giancarlo Migliavacca. Era nato a Caronno Pertusella (VA). Centrocampista, arrivò all’Alessandria dal Milan (dove era cresciuto calcisticamente) nella stagione 1959/60 come contropartita tecnica per la cessione di Rivera che proprio in quell’anno si segnalò per le sue grandi qualità: fu, però, l’ultima stagione disputata dai grigi

in serie A. Quell’anno mise a segno due reti. La partita d’esordio fu proprio contro il Milan: 20.09.59 Alessandria-Milan 3-1. In quella partita lui e Rivera vestirono entrambi la maglia grigia Da allora divenne uno dei protagonisti della storia dei grigi, collezionando ben 215 presenze (undicesimo nella classifica di sempre) di cui 207 nei campionati di Serie A e B, segnando 8 gol e 8 in Coppa Italia, con una rete.


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L’INTERVISTA a Silvio Bolloli

“Numeri e valori restano ottimi ma non bisogna abbassare la guardia”

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ilvio, avremmo molte cose da dire sull’Alessandria e, soprattutto, su una marcia che a qualcuno è parsa un po’ rallentata, anche se i risultati continuano ad essere molto positivi. Hai già detto tutto tu: l’Alessandria, nel corso dell’ultimo mese, ha rallentato un pochino il passo, ma continua a mantenere delle medie di assoluta eccellenza, ed è ciò che più conta. Puoi analizzare meglio la situazione? Come sempre, aiutiamoci con i numeri che magari non servono a capire le singole situazioni ma che sono sempre particolarmente preziosi ad avere un’idea d’assieme del contesto: nel corso delle ultime quattro partite di campionato, l’Alessandria ha raccolto due vittorie e due pareggi (stranamente le vittorie sono arrivate in trasferta, contro Arezzo e Prato, e i pareggi in casa, contro Robur Siena e Monza) realizzando sette reti, subendone tre e totalizzando otto punti. Quindi? Se guardiamo alla media dei gol realizzati, sette reti in quattro partite rappresentano una netta flessione, rispetto alla media del precedente periodo di Michele Marcolini e, se consideriamo che tre di queste sette sono state realizzate nel corso dell’ultima trasferta di Prato, non stentiamo a comprendere quanto l’attacco abbia vissuto una fase di indubbio calo nell’ambito della propria capacità realizzativa che, peraltro, avevo pronosticato. É vero, tu avevi osservato come il rendimento degli attaccanti fosse in fase calante: i numeri ti hanno dato

ragione. Ma adesso? Diciamo intanto che i tre gol di Prato hanno fatto fare un bel balzo in avanti alla media che, in precedenza, era scesa da quasi tre a partita a una sola, poi analizziamo i singoli uomini: Chinellato non è ancora sbocciato e, pur avendo caratteristiche da uomo di peso, al momento resta ancora piuttosto indecifrabile. Fischnaller che è dotato di tecnica e velocità, soffre, a mio avviso, di un po’ di carenza di personalità, nel senso che non mi sembra un giocatore in grado di reggere sulle spalle il peso dell’intero reparto offensivo. Questo comporta come il “nostro” altoatesino sia soggetto a prestazioni altalenanti a seconda della partita, degli avversari e, soprattutto, di come la squadra gioca per lui. Tra i due chi sceglieresti ? Oggi come oggi non ho dubbi: proprio perché Chinellato resta ancora da decifrare, punterei comunque sul buon vecchio Fisch. E per quanto riguarda gli altri attaccanti? Sugli altri c’è poco da dire, Gonzalez e Sestu sono, di gran lunga, i due giocatori più forti dell’Alessandria per cui, se questi funzionano a dovere, non ce ne è per nessuno. Cosa pensi di Russini? Russini ha spesso fatto vedere ottime cose e lo considero un’ ottima alternativa a Sestu di cui, però, non ha né il valore assoluto né il carisma. Proprio per questo ritengo che Russini sia un ottimo rincalzo per Sestu, magari a partita in corso, e non viceversa. A meno che Sestu non abbia bisogno di rifiatare e allora, in questo caso, le parti si potrebbero anche invertire…

Diamo uno sguardo al centrocampo. Qui, soprattutto in occasione delle partite contro il Pontedera (in Coppa Italia) e il Prato (in campionato) si è assistito alla maggiore fase involutiva. Stai dicendo che i centrocampisti non sono all’altezza? No, l’Alessandria dispone di mediani di assoluta eccellenza, di veri lottatori di centrocampo e di ottimi ruba palloni: Gazzi e Gatto hanno dimostrato di essere due che non si risparmiano; quanto a Nicco, che pure tra i tre è forse il meno qualitativo, basta vedere con quale determinazione insegue l’avversario, le poche volte che gli rubano la palla, per cercare di riconquistarsela subito, per capire la sua grande volontà. Ciò detto, permane il cronico problema di una formazione che ha una linea mediana fatta, appunto, di mediani e

non di playmakers che, talvolta, può mostrare difficoltà nella costruzione del gioco. Questo difetto si è dimostrato evidente durante la partita con il Prato. Assolutamente: quella partita è stata decisa dalla differente qualità degli avversari, dalla miglior capacità dei giocatori dell’Alessandria di fare gol rispetto ai loro avversari e dalla bravura dei difensori grigi a chiudersi, ma, dal punto di vista del gioco, l’Alessandria, pur vincitrice è stata indubbiamente deludente. Guardiamo infine alla difesa. Qui occorre effettuare un distinguo tra i centrali di reparto e i terzini: per quanto riguarda i primi, con specifico riguardo a Giosa e a Piccolo, l’Alessandria dispone di elementi di categoria, forse non di eccellenza assoluta, ma comunque capaci di fare la loro parte

assicurando una buona tenuta al reparto che non supera mai la media di una rete al passivo a match. Per quanto invece riguarda i terzini, devo dirti che quest’anno Celjak si è notevolmente evoluto come uomo in grado di coprire tutta la fascia: ritengo che a Prato si sia sentita la sua mancanza in copertura. Aggiungo che è’ diventato molto prezioso anche in chiave cross nell’area di rigore avversaria. Celjak, insomma, è praticamente un giocatore completo, uno di cui questa squadra non può fare a meno e, se avesse anche un po’ più di corsa sarebbe probabilmente perfetto. E del ritorno di Barlocco sei soddisfatto? Non ancora: Barlocco non è mai stato un fuoriclasse, ma l’anno scorso ha svolto più che degnamente il proprio compito giocando quasi sempre da titolare in una formazione che, non dimentichiamolo, nel girone di andata aveva “ammazzato” il campionato. Quest’anno non sembra ancora entrato in palla: evidentemente deve togliersi di dosso ancora un po’ di scorie vercellesi. E il sempre in discussione Vannucchi? Resto convinto del fatto che Vannucchi sia un gran portiere, ma deve evitare quei cali di concentrazione che già in passato gli sono costati fin troppo cari. Quale è dunque la tua analisi conclusiva? Continuo a pensare che l’Alessandria quest’anno possa centrare ogni traguardo, sia la vittoria in Coppa Italia sia la promozione in Serie B ma, per riuscirci, deve fare una sola cosa: testa bassa e pedalare.

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HURRÀ GRIGI

I GRIGI SIAMO NOI di Sergio Ivaldi

Coppa o campionato: il dilemma

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eglio concentrarsi solo sul campionato cercando di agguantare il terzo o addirittura il secondo posto (dato per scontato che il primo posto è oramai andato... mai dire mai...però!) o tuffarsi a capofitto nell'avventura di cercare di arrivare in finale di Coppa Italia di serie C e possibilmente vincerla, avendo così garantito il terzo posto in classifica e una migliore collocazione nella griglia playoff? Questo l'atroce dilemma che attanaglia la truppa di Marcolini. La rosa, non molto ampia e l'età media alta dei giocatori farebbe propendere per la prima ipotesi però...sì, c'è un però. Intanto ci sarebbe il prestigio di portare a casa una coppa che manca oramai nella bacheca alessandrina da moltissimi anni e poi, come detto, consente un vantaggio non indifferente in ottica playoff. Molti giocatori sono stanchi e si vede ad occhio nudo, molti (vedi Gonzalez) tirano sempre la carretta (campionato o coppa che sia). Marcolini, rischiando molto, fa uso di un massiccio turnover, a volte con fortuna (vedi Prato) a volte meno (vedi pareggi casalinghi con Siena, Monza e

Pontedera in coppa). Se posso dire la mia senza essere tacciato di catastrofismo, penso che la Tim Cup di qualche anno fa, abbia dovuto insegnare qualcosa. Perdere energie mentali su due competizioni, per una squadra di serie C, non abituata a questi tour de force, potrebbe risultare deleterio e controproducente. La riprova è il tonfo in campionato della banda Gregucci, dopo la semifinale persa contro il Milan in Tim Cup. I giocatori aveva finito la benzina e il cruscotto della squadra segnava rosso già da alcuni mesi. Mi direte, arrivare quinti o sesti o settimi in campionato non cambia nulla, questo è vero, però c'è anche il concreto rischio di finire fuori dai playoff e se per caso, non vinci la Coppa, ti ritrovi a fine stagione con un pugno di mosche in mano. Marcolini dovrà trasformarsi in un equilibrista appeso su di un filo a trenta metri d'altezza per districarsi da questo dilemma. L'uomo sembra preparato e serio, e sa toccare le corde giuste ai suoi ragazzi. La squadra, ap-

parentemente sembra seguire il dogma del suo vate, speriamo solo che infortuni o squalifiche non debbano pesare sull'economia di questo finale di stagione, anche perchè in vista playoff servirà un ulteriore surplus di energia. Per dire alla maniera di De Zan, i grigi sono attesi ad un Mortirolo dietro l'altro, da qui alla fine del loro percorso. Come sempre in questi casi, vince solo chi per primo taglia il traguardo, gli altri possono solo complimentarsi con il vincitore. Saremo il Pantani della serie C?...lo spero vivamente. Male che vada avremo già gettato le basi più che solide per la prossima stagione, quella sì che non si dovrà sbagliare, visti i precedenti, ad iniziare dalla conferma di un allenatore che fin qui ha dimostrato ampiamente di meritare una piazza importante come quella alessandrina. La gloria ci attende, noi siamo pronti alla battaglia, i giocatori, l'allenatore e il Presidente anche...ANDIAMO A VINCERE, ANDIAMO A PRENDERCI LA COPPA.

THORmento grigio di Thor

Il pelo che ci manca sempre per fare...

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risultati delle ultime settimane pare abbiano suscitato un certo rigurgito di mugugni assortiti e "storcimenti di naso" vari. Personalmente credo sbagliasse chi pensava fossimo diventati di colpo l' Atalanta, che Marcolini potesse mettere a repentaglio la permanenza di Guardiola al City o Cerri facesse impallidire il ricordo del grande Italo Allodi... Un conto è "dare una scossa" a un gruppo confuso, demotivato, male assortito e mal disposto sul campo... un altro cambiare completamente in toto il reale valore di una Squadra di Calcio... Tra l'altro si può magnificare finché si vuole la corretta decisione di "reimpastare" una rosa, affinché possa risultare più "funzionale" alla categoria e combattiva, benissimo... Ma non ho mai visto stravolgere completamente in positivo il reale valore "assoluto" di una compagine, senza acquistare Giocatori di Alto Livello nei ruoli chiave! A mio parere, contro un modesto ma solido e ben organizzato Pontedera si è sentita la mancanza di un "pitbull" del centrocampo come Gatto, Bellazzini è "impalpabile" a centrocampo ed evanescente in zona gol, Chinellato troppo spesso senza appoggi là in mezzo, con Gonzalez e Sestu lontanissimi sulla fascia, non incide minimamente in fase realizzativa e offre poca "presenza" offensiva (probabilmente entrambi non al meglio sotto il punto di vista fisico). Di buono vedo una solidità difensiva ritrovata, salvo alcuni svarioni di Piccolo sempre in "agguato" e i consueti "addormentamenti" in uscita dell' inaffidabile Vannucchi!!! La troppo sofferta vittoria di Prato ha riproposto endemiche incer-

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tezze arretrate, soprattutto in relazione ai due succitati calciatori, nonché la consueta cronica tendenza a "divorare" occasioni colossali da parte della nostra punta altoatesina... che sta comunque attraversando il miglior momento della sua ormai triennale esperienza in Grigio!!! La notizia migliore (benché non avessimo alcun dubbio a riguardo) è rappresentata dall' esito estremamente positivo registrato in occasione del recente "accertamento" effettuato dalla Commissione di controllo della Lega, che ci pone costantemente in posizione di rilievo tra le Società più corrette e affidabili in Italia dal punto di vista economico, organizzativo e gestionale... Condizione di tutto rispetto se consideriamo quanto si continua a rilevare in diverse Società di pari categoria e che va completamente a merito della Presidenza Di Masi! Ciò che attualmente mi "THORmenta" è il notare come il destino continui a farsi "beffe" di Noi, facendo in modo che ogni anno si debba rimpiangere qualcosa di quello precedente (ad esempio i 43 gol delle due punte...) e apprezzare invece situazioni che sono mancate quando avrebbero COSTITUITO LA DIFFERENZA!!! (Dove saremmo oggi se avessimo vinto a Livorno e Arezzo nel campionato scorso?!!!)... Purtroppo questo continuo ed esasperante stillicidio pluritrentennale, ha portato troppi di Noi a sviluppare una "pessimistica" percezione della realtà... che già ci costringe ad immaginare cosa "ci mancherà l'anno prossimo" per fare finalmente TRENTUNO!!! (Almeno per una grama volta...)


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HURRÀ GRIGI

Sette indizi fanno più di una prova N

on sono bastate le fatiche, fisiche e mentali, accumulate per risalire, con tenacia e caparbia, la proverbiale china dopo il grande tonfo subito, a tutti i livelli durante l’anno passato, ad arrestare la marcia dei Grigi. Questa squadra che a tratti non convince molti tifosi, ed alcuni indicano come deficitaria in determinati reparti, primo tra tutti l’attacco, riesce a macinare punti preziosi e dimostra, gara dopo gara, sui campi duri e freddi di questi inverni in serie C, di possedere tanto di quel cuore che la metà basta. Non è questione di particolari alchimie, di incantesimi di qualche sconosciuto mago del calcio o di sabotaggi passati: è solo questione di mentalità. Chi osserva attentamente i Grigi di oggi, e li paragona con quelli del passato più recente, non può far altro che constatare quanto profondo sia stato il rinnovamento nella mentalità di una società che, senza mai tradire il consueto contegno serio e composto, che a tratti fa quasi avvertire una certa distanza, si sta calando sempre di più nell’ambiente che la accoglie e nel vero spirito dello sport di provincia senza tuttavia cedere di un solo centimetro di fronte ad ambizioni dichiarate e mai mutate, sognate e desiderate, sfiorate, accarezzate e poi perdute come sovente accade con i sogni più autentici. Anziché crogiolarsi in un vittimistico revival rievocativo delle imprese di Tim Cup, del lungo primato sotto la guida di Piero Braglia, o delle gesta di beniamini ormai migrati verso altri lidi, l’Alessandria sta provando a darsi una nuova identità e, ad essere sincero, mai come ora l’ho sentita vicina e somigliante al mio modo di essere. E’ una squadra che, finalmente, riesce degnamente a rappresentare una città popolata da persone

IL BASTIAN CONTRARIO di Mao

Mao Bastian cuntrari: mi sono piaciuti

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colme di dignità e di coraggio, che non si arrende di fronte a nulla e, nonostante un costituzionale pessimismo di fondo, percorre, passo dopo passo, la sua strada spesso colma di buche e di salite senza farsi sopraffare mai dalle malinconie che fanno capolino. Riesce a non cedere, Alessandria, ed al suo fianco camminano le casacche e le bandiere grigio-nere a testimonianza viva di un territorio che ambisce ad essere protagonista e crede nei propri mezzi sperando nel proprio futuro. La bella vittoria contro il Prato, in una fredda giornata e col gelido vento a sfavore ci inorgoglisce perché parla di noi. Sbagliamo, sprechiamo sotto porta, concediamo un po’ troppo ma colpiamo duro quando serve farlo. Per questo motivo, guardando questa squadra, è lecito coltivare, pur tra riti scaramantici e scongiuri di rito, tra pessimismo cosmico e pelle già fe-

rita in passato, le più liete attese, con la certezza che tifosi e squadra, passo dopo passo, procederanno fianco a fianco, tenendosi per mano. Ci attende una primavera densa di impegni e di emozioni che mai come oggi vale la pena di vivere ed il tifo dovrà essere, più che mai, protagonista, per sostenere i ragazzi lungo un percorso difficile ma affascinante. Permane sempre dentro di me, mio malgrado, una domanda che condivido da tempo con tanti altri tifosi: quanto tempo serviva per decidere di cambiare prendendo coscienza del fatto che il progetto di Sensibile e Stellini non era decollato e ci stava conducendo verso un pericoloso precipizio? Il poco tempismo, quest’anno, potrebbe costarci una stagione che, percorsa con il passo dell’era Marcolini, avrebbe potuto essere davvero quella buona. [Riccardo Masiero]

i mi sono piaciuti... ancora una volta in trasferta i grigi sono riusciti ad imporsi e proseguire la striscia positiva che ormai ha raggiunto le 15 partite tra coppa e campionato. Eravamo a casa dell'ultima in classifica, ma sono proprio queste partite che possono diventare dei trabochetti e fare inciampare chi sta correndo. La prestazione è stata meno convincente di quella fatta ad Arezzo ma bisogna sempre tenere presente le difficoltà mentali che possono avere avversari come l' Arezzo in una profonda crisi societaria. Una crisi che rischia di diventare l'ennesimo fallimento di una squadra ed io ritengo anche un fallimento di tutto il sistema lega Pro. In pochi mesi dopo l'esclusione del Modena il rischio esclusione Vicenza ed ora quello dell'Arezzo con campionati non di 20 squadre ma solo con 19 e turni di riposo che non rendono ufficiali le classifiche stanno a ribadire le difficoltà che le società hanno nel mantenere i conti in regola in questa categoria. È un vero fallimento sotto gli occhi di tutti. Noi tifosi dei grigi abbiamo vissuto in prima persona questi problemi ed ora è sicuramente venuto il momento di ringraziare il presidente della solidita economica ottenuta. Detto questo... Torniamo al calcio giocato gli innesti di Gatto e Blanchard hanno sicuramente fatto sentire una stabilita della squadra sia nel centro campo che in difesa. Il ritrovamento di Gazzi e di Pablo hanno ancor di piu inciso sulle ultime prestazioni... Se vogliamo trovare ancora una piccola pecca... Sperando possa essere superata con Chinellato che facesse sentire il suo

peso con gol e assist anche in avanti... Avremmo una formazione da primi posti... in assoluto!!! Vorrei proporre una classifica delle ultime 12 giornate delle prime 10 in classifica ed è abbastanza eloquente quello che possiamo notare : Alessandria 26 – 11 partite Siena 25 – 12 partite Viterbese 22 – 11 partite Pisa 19 – 11 partite Giana 18 – 11 partite Piacenza 17 – 12 partite Carrarese 16 – 11 partite Livorno 15 – 10 partite Monza 15 – 11 partite Olbia 12 – 12 partite Oltre al riposo che noi abbiamo fatto nelle ultime 11 partite abbiamo collezionato la bellezza di 26 punti sui 33 a disposizione. E questo in una classifica parziale ci metterebbe al primo posto... Inutile aggiungere altre parole su quello che hanno fatto Sensibile e Stellin. Parentesi coppa, parentesi molto importante perché anche un solo pareggio per uno a uno ci permetterebbe di raggiungere la finale e noi sappiamo l'importanza di un buon piazzamento nella griglia play off. Concludo il mio pensiero sulla squadra e sull'allenatore... Si stanno cercando amalgamando e trovando sempre più in sintonia. La formazione di partenza di Prato ritengo possa essere la formazione più accreditata per le partite che cinteranno e che DOVRANNO ESSERE VINTE. Gli innesti con il cronometro di Sestu e di altri giocatori fondamentali può ancor di più essere importante. Aspettiamo.. Che il nostro momento può arrivare !!

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Orso: vento in poppa!

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uinto posto in solitaria conquistato, 38 punti conquistati in 25 partite giocate a meno otto lunghezze dalla Viterbese quarta. Terza vittoria consecutiva in trasferta in questo girone di ritorno, la quarta se consideriamo la vittoria ottenuta a Cuneo nel mese di dicembre. Forse, sotto il profilo dell'attenzione e delle occasioni avute, si è fatto un passo indietro rispetto alle ultime uscite ma il Prato è sempre stata una squadra con cui i grigi hanno faticato. Ma la vittoria di domenica conferma il rendimento ottimo da parte di Gonzalez e compagni, rendimento migliore in trasferta rispetto a quando si gioca in casa dato che, lontano dal Moccagatta, la squadra mandrogna può agire di rimessa, modo di giocare che è più consono a questo gruppo di giocatori. Mister Marcolini, visto il doppio impegno, campionato-coppa, sta facendo ruotare molti elementi della rosa, anche per far prendere minuti a tutti i componenti della rosa che dovranno essere tonici e carichi, muscolarmente parlando, nel mese di maggio quando inizieranno i playoff. Sono soltanto due gli elementi della rosa non ancora utlizzati dall'allenatore: il portiere Cranio e il difensore Lovric. Si poteva chiudere prima la gara di Pontedera, senza dover correre il rischio di arrivare negli ultimi minuti di gioco con il patema d'animo ma invece si è sofferto, forse più del dovuto, ma la vittoria è arrivata e la prestazione di domenica scorsa ha lasciato in dote un grande Gatto, un ritrovato Nicco e i devastanti Gonzalez e Sestu. Blanchard sta mettendo sempre più minuti nelle gambe e, nelle prossime settimane, diventerà ancora più utile alla causa.

Messaggio elettorale - Comm. Resp.: Paolo Onetti

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Se guardiamo all'andamento delle stesse gare giocate tra andata e ritorno il confronto è impietoso: nelle gare di andata i punti raccolti, in otto giornate, erano stati sette mentre nel girone di ritorno, con lo stesso numero di gare giocate, i punti sono diciassette, dieci in più, a conferma di quanto l'ambiente, con il cambio della guida tecnica, si sia ritrovato. Nella gara di Pontedera la squadra ha giocato senza una prima punta di ruolo, con Chinellato in panchina e Marconi ancora ai box, questo modo di giocare consente a Gonzalez e Fi-

schnaller di intercambiare la propria posizione facendo perdere punti di riferimento ai difensori della formazione avversaria di turno, cosi come accade spesso con gli esterni di attacco a cui viene spesso cambiata la posizione nel corso del match. Ora sotto con l'Arzachena, ore 14.30, per mantenere il quinto posto in graduatoria e poi la sfida di Pontedera, martedi 6 con fischio d'inizio alle ore 18.30, nel return match della semifinale di Coppa Italia di Serie C, si parte dallo 0-0 del Moccagatta. [Paolo Baratto]

OGGI AL MOCCA di Paolo Baratto

Arzachena: obiettivo playoff

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l prossimo avversario dell’Orso Grigio è l’Arzachena, la gara è valevole per la ventottesima giornata del campionato di Serie C. La formazione sarda disputa il campionato di terza serie dopo aver ottenuto la promozione dalla Serie D nella passata stagione. Il tecnico è Mauro Giorico in carica dalla stagione 2014/15. L’Arzachena, fondata nel 1964, è undicesima con 34 punti, frutto di 10 vittorie, 4 pareggi e 12 sconfitte con 39 gol fatti e 35 subiti. In porta Cancelli è stato preso dal Caravaggio, nella scorsa stagione 7 presenze nel Grosseto. In difesa Piroli è giunto dall’OstiaMare dove ha giocato le ultime cinque stagioni., in Serie D con 142 presenze e 7 gol. 1 presenze nel Benevento nella stagione 2011/12. Peana è arrivato dalla Nuorese dove ha giocato 27 partite, in Serie D, nella scorsa stagione. Per lui 7 presenze nella Triestina in Serie B nella stagione 2007/2008. Trillò è in prestito, fino a fine stagione, dalla Sambenedettese, nella stagione 2016/17 28 presenze e 3 gol nel Rieti. Maestrelli è approdato dalla Ternana: 14 presenze e 1 gol nel campionato Primavera. Arboleda è in prestito, annuale, dal Perugia: nella scorsa stagione 21 presenze nell’Aquila. Baldanzeddu è stato tesserato da svincolato: per lui una lunga carriera tra B e C. Nella prima parte della passata stagione 4 presenze nel Catania. In Serie B 13 presenze nel Latina, 3 presenze nella Virtus Entella, 27 presenze nello Spezia, 70 presenze nella Juve Stabia, in due

stagioni, 1 presenza nell’Avellino. A centrocampo Casini è giunto da Rieti dove ha giocato 16 gare nella passata stagione. Taufer è in prestito dalle giovanili dell’Inter. Cardore è in prestito, fino a fine stagione, dalla Lucchese. Per lui 13 presenze nella Viterbese e 3 presenze nel Martina Franca. Bertoldi è stato acquistato dal Chyntia dove ha giocato gli ultimi due anni, in Serie D, con 66 presenze e 19 gol. Lisai è arrivato dalla Folgore Caratese. Varricchio è stato tesserato da svincolato: nella passata stagione 11 presenze nel Chieti, in Serie D, nell’annata 2015/16 al Torrecuso, Serie D, 11 gare giocate. In attacco Vano è stato preso dall’OstiaMare dove ha giocato le ultime due annate, in Serie D, con 54 presenze e 20 gol. Curcio è giunto dalla Nuorese dove ha giocato 18 partite segnando 9 reti nella scorsa stagione; ha giocato due campionati con la maglia del Renate con 23 presenze e 1 gol. Musto è in prestito, fino a fine stagione, dal Bologna: nella scorsa stagione 10 presenze nel Renate. Il modulo di gioco utilizzato il queste uscite stagionali è stato il 4-4-2: in porta il titolare è Ruzittu, in difesa Varricchio, Piroli, Peana e Baldanzeddu. A centrocampo, disposto a rombo Casini, Nuvoli, vertice basso, Bertoldi e Curcio, vertice alto. In attacco Vano e Sanna.

Per rappresentare la nostra città in Parlamento.

Giovanni Barosini CANDIDATO CAPOLISTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI


2 mar. 2018

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HURRĂ€ GRIGI

Tifo... di altri tempi!

ŠFoto Zanini

Chi si riconosce?

In questa foto di Zanini, una formazione dei giovani dell'Alessandria del 1974... Chi si riconosce?


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anno X n. 4

HURRÀ GRIGI

05.05.1974: Alessandria - Udinese 1 : 0 Al Moccagatta oltre 10.000 spettatori. E’ il successo che lancia definitivamente la squadra di Mister ballacci verso la promozione in B. Protagonista, ancora una volta, il grande popolo grigio: tifo da promozione! Si ringrazia Fotostudio Zanini per le fotografie.

©Foto Zanini

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©Foto Zanini


2 mar. 2018

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HURRÀ GRIGI

A TUTTO CAMPO di Gianmaria Zanier

Il Calcio con la C maiuscola... esiste ancora?

A

l fischio finale di una delle 2 partite di Campions League tra Real Madrid vs. Paris Saint-Germain, se fossi stato un inviato di qualche emittente televisiva, sarei corso immediatamente dall'arbitro per cercare di rubare a tutti i costi almeno un paio di battute sulla partita appena conclusa. Naturalmente, non mi sarei dilungato nemmeno un secondo nelle noiosissime questioni riguardanti il Var (o la Var? non lo sapremo mai con assoluta certezza...), ma avrei rivolto alla giacchetta nera una semplicissima domanda: "Che cosa si prova ad aver appena arbitrato una gara di una spettacolarità a dir poco pazzesca?" Niente a che vedere con i soliti "miracoli" (magari solo per un semplice dribbling abbozzato), o i gol a porta quasi vuota definiti "incredibili" dai giornalisti "mandolinari" di turno (copyright del compianto Gianmaria Gazzaniga...). Si, perché la doppia sfida tra Real e PSG è stata veramente così avvincente e spettacolare da sembrare un sogno ad occhi aperti: come direbbero gli amanti delle frasi ad effetto preconfezionate, un vero e proprio "spot per il calcio". D'altra parte, nel campionato italiano siamo talmente abituati alla mediocrità e al livellamento verso il basso dei valori tecnici e agonistici, da rischiare di restare davvero choccati di fronte ad uno spettacolo simile. I soliti Soloni diranno: "Si, ma l'organico delle 2 squadre vale complessivamente più di 1600 milioni di Euro (850 del Real + 750 del PSG - fonte Transfermarkt, N.d.A.) ..." D'accordo: ma i soldi bisogna anche saperli spendere bene. Vogliamo fare la lista dei giocatori italiani e non

nostrano e quello dei principali club europei. Si potrebbe anche obiettare il fatto che i nostri allenatori siano tra i più preparati al mondo a livello tattico: si, forse... Eppure, tra Real e PSG, a parte un paio di giocatori di contenimento imprescindibili, praticamente tutti i calciatori in campo (portieri, difensori, centrocampisti, tornanti e attaccanti) hanno sfoderato parate eccezionali e giocate da urlo, con un tasso tecnico elevatissimo. Pochissimi gli errori (nell'ambito di un ritmo elevatissimo), al netto di rovesciamenti di fronte continui e soventi applausi a scena aperta: e in tutto questo, anche giocatori di per se’ molto tecnici come Isco, Rabiot o lo stesso CR7 hanno saputo fare mol-

strapagati (complice anche la solita "provvigione" dei procuratori), rispetto al loro effettivo valore espresso poi sul campo? Senza affondare il coltello nella piaga dei Club (a parte la sorpresa della Roma nella prima fase a gironi di Champions League, Juve e Napoli, a tutt'oggi escono parecchio ridimensionate dopo le ultime prestazioni sul palcoscenico europeo), tanto per fare un esempio la Nazionale italiana negli ultimi anni ha annoverato giocatori come Darmian e De Sciglio - spesso incerti in fase difensiva e quasi sempre incapaci di fare un cross decente in 90 minuti di gioco -, per non parlare della quasi beatificazione di un calciatore "del calibro" di Giaccherini durante gli ultimi Europei (nella striscia notturna di un post-partita, condotta da Flavio Insinna, si parlò ininterrottamente di

to bene entrambe le fasi, rincorrendo l’avversario dopo aver perso un contrasto e facendo sentire i tacchetti in un contrasto, se necessario. In una parola, il "calcio totale 2.0", alla faccia (ancora) dei soliti Soloni della tattica e dei soldatini predisposti con i soliti 4-4-2, 4-3-3 o 4-3-2-1. Non bastano più ne' la solita solita storia trita e ritrita degli stadi vecchi e fatiscenti e neppure l'alibi del mancato rafforzamento dei vivai. E' inutile parlare sempre di giovani se poi non si concede loro il tempo reale per poter maturare. Bisogna tornare alllo spettacolo VERO (non quello millantato in ogni telecronaca, anche in caso di una partita in realtà noiosissima) e al Calcio con la C Maiuscola.

lui per oltre 40 minuti...). Dopo aver collezionato nel Napoli la miseria di 20 presenze e 1 gol, giocando per lo più piccoli spezzoni di partita (Mister Sarri non sbaglia un colpo dai tempi in cui allenava i grigi, allora come la mettiamo?), ora "Giaccherinho" (LOL...) è finito malinconicamente al Chievo Verona, compagine in caduta libera nella lotta per non retrocedere in Serie B. Serve aggiungere altro? Tornando alla doppia sfida stellare tra Real e PSG (e i particolare alla sfida di andata), occorre notare che, tra gli altri, seduti in panchina al fischio di inizio ci sono stati nomi come Bale, Di Maria, Pastore, Draxler e molti altri: Campioni con la C Maiuscola che potrebbero giocare titolarissimi in qualsiasi squadra italiana, giusto per testimoniare la grandissima differenza di qualità tra il calcio

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anno X n. 4

HURRÀ GRIGI

Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Domenico Toscano, da pochi giorni nuovo allenatore della Feralpi Salò. Vincitore, in Serie C, di tre campionati con Cosenza, Ternana e Novara.

“ Per vincere i campionati unità di intenti e continuità di risultati ”

M

ister partiamo dall'attualità. Questa Serie C sta perdendo pezzi per strada: Modena fallito ad ottobre, Vicenza e Arezzo in grave difficoltà, lei che opinione si è fatto? Penso che sia normale che si debbano prendere delle misure cautelative: chi di dovere dovrà prendere in considerazione cosa sta succedendo e anche cosa è successo in questi ultimi anni. Non è possibile che, ogni anno, si verifichino situazioni così spiacevoli. Tante piazze importanti saltano, non terminano la stagione o la terminano falcidiate dai problemi, mettendo a repentaglio il lavoro di tanti addetti ai lavori. La situazione è da vagliare bene, cercando di intraprendere la strada giusta. Nella sua carriera da allenatore ha vinto diversi campionati di Serie C: quale è stata la promozione più bella e quella più difficile da raggiungere? La più bella è stata quella di Terni, quando ero alla guida della Ternana nella stagione 2011/12. Quella più difficile è stata quella ottenuta con il Novara, nella stagione 2014/15, quando eravamo nel girone A insieme all'Alessandria, perché abbiamo scontato molti punti di penalizzazione. E’ stato un anno molto travagliato ma, nonostante tutto, siamo riusciti a portare a casa la promozione meritatamente. Non posso poi dimenticare che a Cosenza abbiamo fatto il doppio salto, dalla Serie D alla C1 (all'epoca c'era ancora la Serie C2) e quelli sono stati due anni fantastici:

abbiamo vinto il campionato di Serie D girone I, nella stagione 2007/08, in Seconda Divisione il girone C, nella stagione 2008/09. Da lontano, ma anche da allenatore, che idea si è fatto del crollo avuto dall'Alessandria nel girone di ritorno della passata stagione? Non vivendo le dinamiche non mi permetto di giudicare. Posso pensare che ci sia stato un calo di tensione e chi è stato ad inseguire per tanto tempo ne ha approfittato. Magari i troppi

punti di vantaggio hanno provocato un rilassamento e quando ciò accade è dura poi riprendere il cammino. Parlando di Toscano come giocatore, quale è stato l'ambiente in cui ha giocato e a cui è rimasto maggiormente legato? Cosenza e Reggio Calabria. A Reggio Calabria sono cresciuto nel settore giovanile e ho ottenuto una promozione dalla Lega Pro alla Serie B. E’ accaduto nella stagione 1994/95: avevamo perso solo quattro gare in tutto il campionato ed è stata una cavalcata fantastica.

In foto: Domenico Toscano (fonte: teleuniverso.it) Con me giocava un ragazzo che ad Alessandria conoscete molto bene: Rubens Pasino. A Cosenza sono stato quattro anni e anche a Cosenza ho ottenuto la promozione dalla Lega Pro alla Serie B, nella stagione 1997/98 avevamo come allenatore Giuliano Sonzogni. Poi mi sono trasferito a Cosenza dove vivo tuttora. Quali sono la o le caratteristiche che deve avere una squadra per vincere un campionato di Serie C? Sicuramente unità di intenti e la continuità di risultati, la

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consapevolezza di essere una squadra forte e riuscire ad imporre sul campo questa mentalità. Da allenatore è favorevole all'introduzione delle seconde squadre nel calcio? Si, perché valorizzerebbero di più il lavoro del settore giovanile. Tanti calciatori, mi riferisco a squadre di Serie A e B con rose ampie, potrebbero essere dirottati nelle seconde squadre, quindi tenere alto il valore del patrimonio che si ha a disposizione. [Paolo Baratto]

Pizzeria


2 mar. 2018

Tre giorni di grande basket femminile

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ello scorso fine settimana, da venerdi 23 a domenica 25 febbraio, Alessandria ha ospitato 12 squadre di basket femminile per l’evento “Coppa Italia 2018 – Trofeo Città di Alessandria”: un totale di 144 giocatrici che hanno dato vita alle finali di Serie A1 e A2. Un appuntamento sicuramente di grande rilievo perché per la prima volta, nella storia del basket italiano, le finali della massima serie e di quella cadetta si sono disputate contemporaneamente nello stesso luogo, grazie all’idea del Presidente della Lega basket femminile Massimo Protani e

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HURRÀ GRIGI

alla risposta positiva della Amministrazione Comunale di Alessandria. Alberghi, ristoranti, bar, negozi: tutta la città di Alessandria ha lavorato, tutti i componenti si sono prodigati alla riuscita della manifestazione per mettere in mostra i servizi della città e proporli al pubblico locale e ai tifosi provenienti dalle altre città. Il pubblico ha potuto ammirare ed applaudire atlete di caratura nazionale (e non solo) disputare una competizione di grande rilievo come la Coppa Italia, con gare di alto livello. La manifestazione, non a caso, ha riempito il Pala Cima di Alessandria in ogni ordine

di posto soprattuttonella giornata di domenica, quando si sono svolte le due finali. Per la cronaca, è stato il Famila Schio a vincere la Coppa Italia 2018. La Final Four di Alessandria si è conclusa con la vittoria di Cecilia Zandalasini e compagne, che hanno battuto in finale la Gesam Gas&Luce per 67-50 L’evento è stato trasmesso in diretta su Sportitalia che, nella serata di giovedì, ha realizzato trasmissioni di approfondimento in cui si è parlato anche della città di Alessandria: lo sport è sempre un ottimo biglietto da visita. [Paolo Baratto]

SOTTORETE di Sara Pilotti

Anche il Csi si prepara per la Coppa Piemonte

D

opo aver concluso la Coppa Piemonte Fipav, di cui tutti siamo abituati a sentir parlare, che quest’ anno ha visto l’ Alba Volley come detentrice del titolo nella categoria di serie D-C, arriva il momento di una Coppa un po’ meno conosciuta e un po’ meno sponsorizzata, ovvero quella del Csi. Per chi non lo sapesse, il Csi è il Centro Sportivo Italiano che promuove un movimento sportivo giovanile che vive l’ esperienza dello sport come un momento di educazione, di maturazione e di impegno. Il Csi considera pertanto lo sport inserito nell’ ambito delle attività culturali, formative e di tempo libero, operando attraverso le proprie strutture sparse sul territorio, rivolgendosi a tutte le fasce d’ età e proprio per questo sviluppa partecipazione a ogni livello, affinchè lo sport sia conosciuto come diritto sociale. Prima di dire qualsiasi altra cosa, la Coppa Piemonte del Csi non è proprio come quella che la Fipav organizza ogni anno: i gironi sono molto ridotti, soprattutto per la presenza di poche squadre rispetto a quelle iscritte a tornei federali, anche se in questi ultimi due anni il numero di società che ha deciso di abbandonare la Fipav per iscriversi al Csi è molto aumentato. Questo perché i costi gara, le tasse e le spese in senso più ampio sono molto minori rispetto a quelle imposte dalle federazioni: questi sono punti a favore da non sottovalutare, soprattutto per quelle società che ogni anno riscontrano problemi per cercare sponsor e per iscriversi ai campionati (che vi posso assicurare, sono molto cari). Tornando ai veri

protagonisti, la Coppa Piemonte del Csi si divide in due parti ognuna della quali verrà divisa ulteriormente in due girone da tre squadre: nel Femminile, che partirà domenica 11 marzo e continuerà per le tre domeniche successive fino alla Finale del 1 maggio ad Acqui terme, il girone A vedrà scontrarsi la Pallavolo Cameri Novara, il Cus Volley Novara e L’ Alba Volley. Nel girone B, invece, le protagoniste saranno il Centro Storico Alba, il Gs Cossato Volley e Koala Fontaneto. Per quanto riguarda la Coppa Piemonte Mista, che partirà domenica 4 marzo e continuerà anch’ essa per le tre domeniche successive fino alla finale del 1 maggio ad Acqui Terme, il girone A è composto dal Pavic Romagnano, Santa margherita Blu e La Squadra del Buco. Il girone B, invece, è composto dal Fonjica Volley, I Soliti Novara e Volley Roero. Per chiunque fosse interessato a partecipare a questi eventi e alla finale o per chiunque volesse avere informazioni più dettagliate sul Csi, per iscrizioni varie o più semplicemente per curiosità, può visitare il sito www.csipiemonteaosta.it. Il Csi nasce per tutti quegli appassionati di sport stanchi delle rigide regole determinate dalle Federazione “istituzionalizzate” (in questo caso, per la pallavolo, parlo della Fipav ma il discorso si può estendere anche al nuoto, alla pallacanestro, al calcio…): nasce per dare un’ alternativa a quelle persone che vogliono praticare attività sportiva di gruppo e non solo, senza pensare che debba essere un dovere e concedendosi qualche ora di puro e semplice divertimento.

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Una produzione


2 mar. 2018

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HURRÀ GRIGI

ECHI DI VIAGGIO di Simonetta Gorsegno

Viaggiando... sui tetti del mondo

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ai tetti di Bangkok a quelli di Samarcanda, da Città del Messico fino in Persia, il mondo scorre sotto i nostri occhi silenzioso e lontano. Ti godi la vista seduto al tavolo di un bar guardando la città da una diversa prospettiva. Dalle terrazze delle moderne città, l’universo urbano si riduce fino a poterne abbracciare i confini. Dall’alto, la città si svela, mostra il suo corpo, dal cuore sino alle impersonali periferie. Si estende in un groviglio di strade, case e palazzi . Un guazzabuglio immobile immerso nella più frenetica mobilità. E’ sera. Sulla terrazza dello skybar all’undicesimo piano di un palazzo di Bangkok si è alzato un po’ di vento. Un vero toccasana per la pelle madida di sudore.

Ordini un drink tanto per iniziare la serata e, nel sottofondo della musica fusion, contempli la città che si veste di luci. La metropoli non è più la stessa, la notte l’ha trasformata in una affascinante signora in abito da sera. I grattacieli illuminati, le intermittenti insegne luminose dei locali ricoprono con effetti lurex la giungla di cemento. Da quassù Bangkok appare in miniatura e la puoi racchiudere nel palmo della mano. Puoi toccarne il cuore storico e puoi, orientandoti con i colossali edifici d’acciaio e di cemento, volare con lo sguardo da un quartiere all’altro, da un tetto all’altro fin giù in caduta libera per osservare i cordoni luminosi delle strade in cui automobili come formiche si muovono nel traffico notturno, nel tra-

volgente e incomparabile spettacolo di luci. Nella piccola cittadina messicana di Taxco la piccola terrazza del bar Sol y Luna è l’ideale per sorseggiare una cerveza e per immergersi nelle atmosfere coloniali della città, con la bella chiesa barocca come sfondo. Proprio qui sotto, la romantica piazzetta, sembra ancora più piccola di come sia in realtà. Gran parte dello spazio infatti è occupato dall’ingombrante chiesa di Santa Prisca, che con la sua facciata incrostata di santi e madonne riempie la scena. E’ l’ora della messa. E la gente in processione, si accinge a entrarvi per la preghiera serale. A Taxco si lavora l’argento. Gli artigiani che lo lavorano fabbricano deliziosi gioielli e oggetti riproducendo i decori delle chiese della cittadina mineraria. Una cerveza mas, ordino al cameriere e mi affaccio dalla terrazza per buttare un occhio sul via vai della gente. L’inquadratura non è delle migliori. Le matasse dei cavi elettrici come fossero liane, penzolano e si avvinghiano di palo in palo spezzando l’immagine delle chiesa che è da cartolina. Dall’intreccio dei vicoli che convergono nel confortevole salotto cittadino, alla spicciolata altra gente accorre, per ritrovarsi nel cuore del pueblo. Da quassù non si intravedono i volti ma soltanto sombreri e vesti colorate nel pieno rispetto della tradizione messicana. Una cornice pittoresca dal sabor latino in cui il tempo sembra aver fatto la sua scelta, arrestandosi alle atmosfere della spagna del 1600. Aggrappate a un’atmosfera magica e senza tempo sono invece le terrazze di Yadz da cui si gode una maestosa vista sulle moschee. Lucenti cupole a cipolla e longilinei minareti di maiolica azzurra ci sovrastano nella loro corsa verso il cielo ammantato di stelle. Ma in questa cornice fiabesca il

valore aggiunto della serata è dato dalle poesie e dalle storie che inaspettatamente ci ritroviamo ad ascoltare per voce di un frequentatore abituale del luogo che, investito della parte prende a raccontarci. Antesignani viaggiatori come Marco Polo che tempo addietro tracciarono la lunga via della seta vengono riesumati dal potere istrionico di questo sconosciuto personaggio persiano. Tale è la sua facoltà ipnotica che veniamo subito trasportati sopra un tappeto volante al tempo in cui la Persia era al centro del mondo. A Bukkara invece l’affaccio dai tetti di un

ristorante dà sulla grande vasca da cui zampillano giochi d’acqua che rinfrescano la calura insopportabile, facendo dimenticare le gravi pestilenze che in passato si diffondevano tra la gente che, ignara, attingeva da quell’acqua stagnante e imputridita. Qui non c’è nessuno a raccontarci le storie del passato ma dai caffè che ad anello cingono la piazza arriva la moderna melodia di Laura Pausini, che dopo Tamerlano è la vera star per il popolo uzbeko. I suoi pezzi vanno per la maggiore e seppur siano fuori luogo in un contesto storico come questo l’aria di casa si fa sentire.

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anno X n. 4

HURRÀ GRIGI

Alessandria, sempre più in alto! Classifica GIRONE A Campionato di Lega Pro 2017 / 2018

Classifica Marcatori

TURNO PRECEDENTE

#

Giocatore

Squadra

Gol

1

Tavano

Carrarese

13

SQUADRA

P.ti

G

V

N

P

+

-

1

Robur Siena

52

26

15

7

4

33

21

Vantaggiato

Livorno

13

2

Livorno

51

24

15

6

3

47

21

Ragatsu

Olbia

13

Arzachena - Gavorrano 1 : 0

3

Pisa

47

26

12

11

3

32

18

Moscardelli

Arezzo

11

Viterbese

46

26

13

7

6

38

26

Arzachena

11

Cuneo - Pro Piacenza RIN

4

Curcio

5

Alessandria

38

25

10

8

7

36

28

Bruno

Giana Erminio

11

Monza - Viterbese 0 : 0

6

Carrarese

36

25

10

6

9

41

35

Gonzalez

Alessandria

10

Piacenza - Pontedera 1 : 0

Perna

Giana Erminio

10

Ferrari

Pistoiese

9

4

7

7

Monza

36

26

9

9

8

26

22

8

Giana Erminio

35

25

9

8

8

41

35

9

Piacenza

35

26

10

5

11

30

32

Alessandro

Pro Piacenza

9

10

Olbia

35

26

10

5

11

29

32

Marotta

Robur Siena

9

11

Arzachena

34

26

10

4

12

39

35

Dell'Agnello

Cuneo

8

12

Pistoiese

32

25

7

11

7

32

36

Marconi

Alessandria

8

9

12

13

Pontedera

31

26

8

7

11

28

39

Giudici

Monza

8

14

Lucchese

30

26

7

9

10

25

32

Ogunseye

Olbia

8

15

Arezzo

28

25

8

7

10

30

29

16

Pro Piacenza

28

24

7

7

10

19

25

17

Cuneo

23

25

5

8

12

18

34

18

Gavorrano

18

25

4

6

15

24

42

19

Prato

16

25

3

7

15

21

47

Arezzo - Livorno RIN

Pisa - Lucchese 0 : 1 Pistoiese - Giana Erminio 1 : 1 Prato - Alessandria 2 : 3 Siena - Olbia 1 : 0

Statistiche ALESSANDRIA PUNTI IN CASA : 20

PARTITE VINTE : 10

PUNTI FUORI CASA : 18

PARTITE NULLE : 8

RETI FATTE : 36

PARTITE PERSE : 7

RETI SUBITE: 28

DIFFERENZA RETI : 8

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2 mar. 2018 La formazione ospite: ARZACHENA AND C F IL CAMMINO Un programma condotto da 3 : 2Massimo Taggiasco + Arezzo e Paolo Baratto 1:3 Viterbese

Lunedì e giovedì alle ore 14,30 2 : 3solo su Alex - fm 89.9 Siena

2:1

+

Una produzione

1:2

-

1:0

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HURRÀ GRIGI ALESSANDRIA CALCIO RIT

C

2:1

+

0:1 1:2

Pontedera

2:0

Piacenza

3:0

Monza

1:1

+

F

AND

+

F

IL CAMMINO

RIT

C

1:1

=

Pontedera

5:1

+

Rin.

.

RIPOSA

Rin.

1:1

=

Pro Piacenza

1:0

Livorno

1:0

=

Robur Siena

1:1

Arezzo

2:0

Monza

0:0

Prato

3-2

Arzachena

-

Pisa

-

0:3

+

C

-

0:0 =

0:1

-

0:1

-

Pisa

3:4

-

1:1

=

4:1

+

Gavorrano

1:0

+

1:0

+

1:2

-

Carrarese

-

.

0:2

-

0:0 = Alessandria . :0 = QUINDICINALE DI CALCIO... E- NON SOLO –Statistiche Direttore Massimo0Taggiasco

F .

+

Statistiche

+ =

In Casa

+ =

Ultimo Pareggio : 18/02/18

+ .

Ultima Vittoria : 21/01/18

Ultima Sconfitta : 19/11/17

Anno X n. 2•2 feb. 2018 .

Fuori Casa

L’Orso fa di nuovo paura!

3:0

+

Olbia

-

1:0

+

Cuneo

-

Rin

.

RIPOSA

-

2:2

=

Prato

-

.

.

.

.

In Casa

2:2

=

Giana Erminio

-

.

Ultima Vittoria : 25/02/18

1:2

-

Carrarese

-

.

Ultimo Pareggio : 26/11/17

4:0

Olbia

-

Ultima Sconfitta : 18/02/18

1:2

Lucchese

-

Viterbese

-

Piacenza

-

1:2

-

Lucchese

-

.

1:3

1:1

=

Pistoiese

-

.

2:3

Livorno

-

Pro Piacenza

-

Giana Erminio

-

1:2

-

0:1

-

2:3

-

LE GARE DI OGGI

(9ª GIORNATA DEL GIRONE DI RITORNO) ALESSANDRIA - ARZACHENA Carrarese - Giana Erminio Gavorrano - Pisa Livorno - Cuneo Lucchese - Pistoiese Monza - Prato Olbia - Arezzo Pro Piacenza - Siena

.

Ultima Vittoria : 28/01/18

MASSIMO TAGGIASCO

-

-

.

Ultima Sconfitta : 26/11/17

.

.

+

Q

CHINELLATO

Siena - Viterbese

Hurrà Grigi

3:2

-

Ultimo Pareggio : 29/10/17

.

Gavorrano . classifica: battendo i toscani, antanata molto tempo prima! . 3:1 + Pistoiese . la seconda piazza potrebbe Ultimo Pareggio : 11/02/18 che Anche la campagna acquisti . 2:0 . uesta è l’Alessandria che+ estiva siCuneo non essere più un miraggio. è rivelata quasi compleUltima Sconfitta : 30/12/17 vogliamo! La vittoria di Li- tamente fallimentare: spendere E non dimentichiamo la Coppa vorno certifica la “resurre- meno, ma spendere meglio semItalia: dopo la trasferta di Arezzo, La formazione secondo Hurrà Grigi essere il nuovo, ottimo metozione” di un gruppo che ha ritro- bra ci aspetta un San Valentino al Moccagatta per la sfida con il Revato gioco, motivazioni e caratte- do. PROSSIMO TURNO nate: in palio c’è la semifinale! Ormai è inutile fare recriminare. (10ª GIORNATA Bisogna consolidare questo Il merito di questa svolta in posi- zioni, ma il livello di questo giroDEL GIRONE DI RITORNO) grande momento! tivo è sicuramente di Mister Mar- ne ci pare molto inferiore a quello VANNUCCHI Anche i tifosi hanno risposto alla potucolini che, con il suo arrivo, ha ri- dell’anno scorso: avremmo PISA - ALESSANDRIAdato tranquillità e consapevolez- to tranquillamente giocarci la grande al cospetto di una Alesza ad un gruppo che sembrava promozione diretta in B con una sandria che ha ritrovato l’orgoglio Arezzo - Monza non avere più voglia di lottare. della propria maglia. guida tecnica più esperta e capaA Livorno il nostro tifo è stato inAbbiamo anche ritrovato quel ce. Arzachena - Carrarese La Robur Siena, che oggi arriva cessante, caldo e, quasi, commoGonzalez in grado di fare la differenza sempre e ovunque, ma tutti al Moccagatta, occupa attualvente: finalmente tanto amore è Cuneo - Olbia CELJAK gli uomini in maglia grigia sem- mentePICCOLO stato ripagato inFISSORE maniera degna. la seconda posizione in GIOSA e amarezclassifica, ma domenica scorsa ha brano essersi liberati da una zaDopo tante delusioni Giana Erminio - Livorno ze, è tornata la speranza. vorra che ne condizionava negati- faticato per pareggiare in casa con Dimostriamo, come sempre, di il fanalino di coda Gavorrano. Lucchese - Gavorranovamente le prestazioni. essere un grande pubblico: tutti al Ormai, nessuna formazione Resta il profondo rammarico per GATTO GAZZI può NICCO Pistoiese - Pontedera tutti i mesi che sono stati persi in farci paura ed è chiaro che questa Moccagatta, perché noi non molliamo mai! avvio di stagione: la coppia Stelli- Alessandria può tranquillamente Hurrà Grigi! Prato - Pro Piacenza ni-Sensibile doveva essere allon- puntare alle prime posizioni di

Viterbese - Pro Piacenza

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Fuori Casa

+

Ultima Vittoria : 25/02/18

Hurra Grigi

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